Archivio | 23/01/2020

Una parte della verità


Una parte della Verità

“Quale religione bisogna seguire?”. “L’umanitarismo: questa è il vero Dharma (religione, legge, dovere)”. Se tutte le cose create si manifestano dalla medesima ‘sostanza’, dall’Energia dell’Assoluto, l’Anima Priva di Forma, allora tutte le cose in realtà sono Uno e le varie parti di quell’Uno dovrebbero vivere e funzionare in armonia le une con le altre. Per un essere umano, la religione in senso lato – l’espressione della fede nell’Assoluto e la Sua Creazione – non può che manifestarsi attraverso pensieri, parole e azioni di stampo umanitario. “La Creazione è vasta e vi sono molte dottrine. Aderite a un principio…quello di Verità, Semplicità e Amore. Vivete in Verità, Semplicità e Amore”. Le religioni formalizzate, con i loro rituali, i loro sistemi di credenze, le loro divinità e i miti che le circondano, costituiscono un aiuto vitale e una guida per l’umanità, ma l’esistenza e l’attività di Dio nella Creazione non dipendono in alcun modo dall’adorazione e dalle fede degli uomini. Le nostre limitate menti umane non sono in grado di comprendere o esprimere l’Infinito. Tutte le religioni contengono una parte della Verità e offrono ai loro praticanti un percorribile e collaudato sentiero per raggiungere e sperimentare Dio; tutte le religioni hanno prodotto santi e maestri di comprovata realizzazione, ma nessuna possiede tutta la Verità, perché il Divino può essere sperimentato in un infinito numero di maniere, come infinito è il numero di coloro che Lo cercano. A causa delle limitazioni del linguaggio e della varietà delle esperienze spirituali, i rituali e le tecniche di adorazione prescritte da ciascuna religione saranno in grado di condurre il ricercatore della verità solo fino a un certo punto del cammino: gli ultimi passi che lo separano dall’unione completa con Dio non sono riportati su alcuna carta e vengono ‘disegnati’ di volta in volta a seconda dei casi. “Seguite la religione che è nei vostri cuori”. Quando una persona vive in armonia con il Divino e la Creazione nel suo complesso, è libera di scegliere la religione e i rituali con i quali si sente maggiormente in sintonia. “In ogni città esiste una piazza centrale verso la quale confluiscono tutte le strade che la attraversano. Allo stesso modo, tutte le religioni confluiscono verso il medesimo punto: Dio. Per questo motivo, qualsiasi sia la religione che seguite, alla fine raggiungerete Dio”.

Babaji di Herakhan

Part of the Truth

“Which religion should follow?”. “Humanitarianism: This is the true Dharma (religion, law, duty).” If all things made manifest by the same ‘substance’, from Energy of the Absolute, the soul With no form, then all things are really one and the various parts of that One should live and work in harmony to with each other. For a human being, religion in the broadest sense – the expression of faith in the Absolute and His Creation – can only manifest through thoughts, words and actions of humanitarian mold. “Creation is vast and there are many doctrines. Adhere to the principle … that of Truth, Simplicity and Love. Live in Truth, Simplicity and Love.” Formalized religions, with their rituals, their belief systems, their deities and myths that surround them, are a vital support and guidance for mankind, but the existence and activity of God in creation does not depend in any way by the adoration and faith of men. Our limited human minds are unable to understand or express the Infinite. All religions contain a portion of the Truth and their practitioners to offer a viable and proven path to get to and experience God, all religions have produced saints and teachers with proven construction, but none has the whole truth, because the Divine can be experienced in an infinite number of ways, as infinite is the number of those who seek Him. Because of the limitations of language and the variety of spiritual experiences, rituals and techniques of worship prescribed by each religion will be able to lead the seeker of truth only to a certain point in the journey: the last steps that separate it from ‘ complete union with God are not listed on any paper and are ‘designed’ from time to time depending on the case. “Follow the religion that is in your hearts.” When a person lives in harmony with the Divine and Creation as a whole, is free to choose the religion and rituals with which you feel most in tune. “In every city there is a central square towards which converge all the roads that cross it. Similarly, all religions converge towards the same point: God For this reason, whatever religion they follow, in order to reach God” .

Babaji Herakhan

Partecipi alla vita


Partecipi alla vita

Nulla, mai davvero nulla, è frutto del caso:
nessuna pianta potrebbe nascere senza il rispettivo seme.
Non sempre siamo consapevoli di questo,
siamo capaci di reagire, nel bene o nel male
ad ogni evento, senza comprendere da quale seme
esso ha preso linfa.
Per cambiare gli eventi è necessario cercare i semi.
dare linfa a quanto sia causa di armonia, di pace,
di benessere per tutti e non alimentare rabbia,
competizione, vittimismo, le erbacce del giardino
del nostro essere compartecipi alla Vita.

24.06.2012 Poetyca

Participate in the life

Nothing, really anything, is a mere coincidence:
no plant could be born without their seed.
We are not always aware of this,
we are able to react, for better or for worse
any event, without understanding from which seed
It took sap.
To change the events you need to find the seeds.
give life to what is the cause of harmony, peace,
of health for people and not anger, food,
competition, victimization, the weeds in the garden
to be sharers of our life.

24.06.2012 Poetyca

La vita


La vita


La vita non è un viaggio.
Non è una meta.
E’ un processo.
Arrivate passo per passo.
E se ogni passo è meraviglioso,
se ogni passo è magico,
lo sarà anche la vita.
E non sarete mai di quelli
che arrivano in punto di morte
senza aver vissuto.
Perchè non vi sarete mai
lasciati sfuggire nulla.
Non guardate al di sopra
delle spalle degli altri.
Guardateli negli occhi.
Non parlate ai vostri figli.
Prendete i loro visi tra le man
i e parlate con loro.
Non fate l’amore con un corpo,
fate l’amore con una persona.
E fatelo ora. Perchè questo momento
non durerà in eterno.
Sparirà in fretta e non tornerà mai più.
Tanti di noi passano la vita
a piangere sui momenti passati.
Troppo tardi! Ma c’è un milione di momenti
che devono ancora venire.

Osho Rajneesh Chandra Mohan


Life

Life is not a journey.
It is not a goal.
It is a process.
Arrive step by step.
And if every step is wonderful,
if each step is magical,
it is also life.
And you’ll never be those
arriving at the point of death
without having lived.
Why there will never be
missed anything.
Do not look beyond
the shoulders of others.
Look at them in the eye.
Do not talk to your children.
Take their faces between the man
and i talk to them.
Do not make love to a body,
make love with someone.
And do it now. Why now
will not last forever.
Disappear quickly and will never return.
Many of us spend our lives
to cry on past moments.
Too late! But there’s a million times
yet to come.

Osho Rajneesh Chandra Mohan

La vera felicità


La vera felicità

La vera felicità nasce dalla nostra capacità
di essere capaci di tenere a bada noi stessi:
attaccamenti, desideri, la paura e il possesso.
Solo se noi siamo capaci di governare noi stessi
allora possiamo accogliere la realtà come essa è.
Dunque essere felici corrisponde ad essere
liberi dalla schiavitù della nostra mente.
tutti noi possiamo interpretare, possiamo reagire, possiamo creare la nostra realtà – a volte davvero possiamo ottenere così tanta disarmonia e la causa di essa, lascia andare tutte le buone opportunità e l’essenza dell’ esperienza come ciechi, non così in grado di capire quello che sta intorno a loro , La vita è un test e siamo in grado di perdere tutto, che siamo davvero così lontano dalla nostra luce! Così tutto è una scelta di avere profondamente attenzione per ottenere armonia, ed aprire il cuore per vivere, non un senso di paura o di vendetta o intenzioni separative come pregiudizio o la ricerca di utili gli uni dagli altri, ma si può avere il rispetto e la compassione vera, ed è per ottenere la nostra manifestazione sul nostro modo reale e profondo per la conferma della nostra luce interiore.

07.06.2011 Poetyca

True happiness

True happiness comes from our ability
to be able to hold off ourselves
attachments, desires, fear and possession.
Only if we are able to govern ourselves
then we can accept reality as it is.
So be happy is to be
free from the bondage of our minds. we all can interpretate, we can react, we can create our reality – sometime really we can get so much disarmony and cause of it, we lets go all the good opportunities and essence of experience like blind not so able to understand what is around them, life is a test and we can lose all, that we really going so far from our own light! So all is a choosing to have deeply attention to get harmony, to open heart and to live not a way of fear or revenge or separative intentions like prejudice or search of usefull from each others but we can have respect and true compassion and it is to get our manifestation on our real and deep way for confirmation of our inner light.

07.06.2011 Poetyca

La voce interiore – Il nostro tesoro


La voce interiore – Il nostro tesoro Quattro santi uomini, avendo fatto naufragio su una landa deserta dell’Africa, vagarono diversi giorni senza trovare cibo. Allo stremo delle forze, decisero di chiedere aiuto a Dio; per rafforzare la loro richiesta, s’impegnarono in solenni promesse: il primo promise che avrebbe osservato il più stretto digiuno, il secondo che non avrebbe mai più guardato una donna, il terzo che avrebbe recitato in continuazione i versetti del Corano. Il quarto disse semplicemente: “Non mangerò mai carne d’elefante.” Gli amici si sentirono offesi da questa assurda promessa: e chi mai mangia carne d’elefante? Voleva prendersi gioco di loro? O addirittura di Dio? L’uomo rispose: “Niente affatto. Ho solo sentito una voce interiore che mi ha quasi obbligato a parlare così. Io non ne posso nulla, Dio mi è testimone.” Dopo aver vagato per giorni e giorni, distrutti dalla fame, avvenne che trovarono un elefantino di poche settimane. Benchè controvoglia, lo uccisero, avevano assoluto bisogno di un po’ di nutrimento; lo arrostirono e si cibarono della sua carne. Tutti, tranne colui che aveva fatto l’ultima promessa: “Forse Dio – disse – mi ha spinto alla mia decisione perché vuole che io muoia. Non mancherò comunque alla mia parola con lui.” Terminato il pasto, si misero a dormire. E mentre dormivano, sopravvenne l’elefantessa, la madre dell’elefantino. Li annusò uno per uno, uccidendo senza pietà i tre da cui proveniva odore di elefante arrosto. Solo colui che non se n’era cibato si salvò. Venne anzi afferrato dalla proboscide dell’elefantessa e portato in un’oasi dove potè sfamarsi di datteri e dissetarsi con acqua di sorgente. Così è di colui che ascolta la voce interiore senza discuterla.

Parabola-aneddoto nella tradizione di Hassidim
E’ un breve aneddoto sul rabbino Eisik, figlio del rabbino Jekel, che viveva nel ghetto di Cracovia, l’antica capitale della Polonia. Incrollabile nella sua fede, attraverso anni di sofferenza, era rimasto uno zelante servitore del Signore, suo Dio. Una notte, il pio rabbino Eisik ebbe un sogno; questo sogno gli ingiungeva d’andare lontano verso la capitale della Boemia, Praga, dove avrebbe scoperto un tesoro nascosto, sepolto sotto il grande ponte che conduceva al castello dei re di Boemia. Il rabbino, sorpreso, rinviò la partenza; ma il sogno si ripeté altre due volte. Al terzo richiamo, si preparò coraggiosamente e partì alla ricerca. Giunto a destinazione, il rabbino Eisik trovò il ponte sorvegliato giorno e notte da sentinelle; tanto che non osò scavare. Ritornava tutte le mattine e gironzolava nei dintorni sino a notte, guardando il ponte, osservando le sentinelle, studiando senza farsi notare la costruzione e il terreno. Alla lunga però, il capitano delle guardie colpito dall’insistenza del vegliardo, s’avvicinò e domandò gentilmente se aveva perso qualcosa o se, forse, attendeva l’arrivo di qualcuno. Il rabbino Eisik raccontò con semplicità e fiducia il sogno che aveva fatto; l’ufficiale, arretrando d’un passo, scoppiò a ridere. “Davvero, pover’uomo!” disse il capitano, “hai consumato le scarpe a percorrere tutta questa strada semplicemente a causa d’un sogno? Quale persona ragionevole crederebbe a un sogno? Guarda, se avessi dato retta ai sogni, farei in questo momento proprio il contrario di ciò che fai tu. Avrei intrapreso un pellegrinaggio altrettanto stupido del tuo, ma in direzione opposta, e, senza alcun dubbio, con lo stesso risultato. Lascia che ti racconti il mio sogno.” Era un ufficiale cordiale, a dispetto del suo aspetto arcigno, e il rabbino provava della simpatia per lui. “Ho inteso una voce in sogno”, disse l’ufficiale cristiano della guardia di Boemia, “essa mi parlava di Cracovia, ordinandomi di andare laggiù e di cercare un gran tesoro in casa d’un rabbino il cui nome era Eisik, figlio di Jekel. Il tesoro doveva trovarsi in un angolo polveroso, interrato dietro al focolare. Eisik, figlio di Jekel!”, e il capitano rideva nuovamente, con gli occhi che brillavano. “Immagina un po’: andare a Cracovia, abbattere i muri di ogni casa del ghetto dove metà della gente si chiama Eisik e l’altra metà Jekel! Eisik, figlio di Jekel; buona questa!” E rideva sempre più della meravigliosa facezia. Il rabbino ascoltava avidamente, senza dare nell’occhio, poi, inchinandosi profondamente e ringraziando l’amico straniero, s’affrettò a ritornare direttamente verso la patria lontana; scavò nell’angolo abbandonato della casa e scoprì il tesoro che mise fine alla sua miseria. Con una parte del denaro fece innalzare un altarino che porta ancor’oggi il suo nome. Così dunque, il vero tesoro, quello che mette fine alla nostra miseria e alle nostre prove, non è mai molto lontano, non occorre cercarlo in un paese lontano; esso giace sepolto nei recessi più intimi della nostra casa, ossia del nostro essere. E’ dietro al focolare, il centro donatore di vita e calore che governa la nostra esistenza, il cuore del nostro cuore – se solo sapessimo scavare. Ma vi è il fatto strano e costante che è solo dopo un pio viaggio in una regione lontana, in un paese straniero, in una nuova terra, che il significato di questa voce interiore che guida la nostra ricerca potrà rivelarsi. E, a questo fatto strano e costante, se ne aggiunge un altro, ossia che colui che ci rivela il senso del nostro messaggio interiore dev’essere anche lui un estraneo, d’un’altro credo e d’un’altra razza. Il capitano boemo, sul ponte, non crede alle voci interiori né ai sogni, e tuttavia procura al viaggiatore venuto da lontano, la cosa stessa che termina le sue tribolazioni e ricompensa la sua ricerca. Questa cosa meravigliosa non la fa neppure di proposito, al contrario, è inavvertitamente che egli concede il suo importante messaggio, mentre esprime la sua opinione personale sulla faccenda. Allo stesso modo, i miti e i simboli hindù, e gli altri segni di saggezza venuti da lontano, ci parleranno del tesoro che ci appartiene. Dovremo dissotterrarlo dai cantucci dimenticati del nostro essere. Allora esso segnerà il termine delle nostre pene e ci permetterà di erigere per il bene di tutti quelli che ci stanno intorno un tempio allo Spirito vivente. Da “Mythes et symboles dans l’art et la civilisation de l’Inde” – di Heinrich Zimmer – Payot, Paris – 1951 – pag. 208

The inner voice – our treasure Four holy men, having been shipwrecked on a deserted Africa wandered for several days without finding food. At the end of their tether, they decided to ask for help from God to strengthen their claim, were involved in solemn promises: the former promised that it would comply with the strictest fasting, the second that would never looked at a woman who was to play in the third continuation of the verses of the Koran. The fourth said simply: “Do not ever eat meat of an elephant.” The friends were offended by this absurd promise, and who never eat meat elephant? He wanted to make fun of them? Or even of God? The man replied: “Not at all. I just heard an inner voice that he almost obliged to talk like that. I can not hold anything, God is my witness. “ After wandering for days, destroyed by hunger, they found a baby elephant that was a few weeks. Though unwillingly, they killed him, had absolute need of a bit ‘of food, the roasted and cibarono of his flesh. All, except one who had the last promise: “Perhaps God – he said – pushed me to my decision because he wants me to die. I will not fail however to my word with him. “ After the meal, they went to sleep. And while they were sleeping, there came the elephant, the mother elephant. Sniffed them one by one, without killing pity the three from which came the smell of roasted elephant. Only the one that he had not cibato escaped. It was indeed seized and taken to the elephant dell’elefantessa an oasis where he could eat and drink with dates of spring water. So is he who hears the inner voice without question.

Parable in the tradition of story-Hassidim It ‘s a short anecdote about Rabbi Eisik, son of Rabbi Jekel, who lived in the ghetto of Krakow, the ancient capital of Poland. Unwavering in his faith, through years of suffering, he was a zealous servant of the Lord his God One night, the pious rabbi Eisik had a dream this dream instructed him to go away to the capital of Bohemia, Prague, where he discovered a hidden treasure, buried under the large bridge that leads to the castle of the kings of Bohemia. The rabbi, surprised, put off the start, but the dream was repeated twice more. On the third call, he prepared and set out bravely in search. He arrived, Rabbi Eisik found the bridge guarded day and night by sentries, so much so that I can not dig. Returned every morning and wandered around until late at night, looking at the bridge, watching the guards without being detected by studying the building and land. In the long run, however, the captain of the guards struck by the insistence of the old man, approached and asked politely if he had missed something or if, perhaps, awaited the arrival of someone. The rabbi told Eisik with ease and confidence, the dream he had, the officer, a step backwards, burst out laughing. “Really, poor man!” said the captain, “you have worn the shoes to walk all this way simply because of a dream? What reasonable person would believe in a dream?” Look, if I listened to the dreams, I would at this moment exactly the opposite of what you do you. I undertook a pilgrimage as stupid as yours, but in the opposite direction, and, no doubt, with the same result. Let me tell you my dream. ” He was an officer friendly, despite its grim appearance, and the rabbi felt sympathy for him. “I heard a voice in a dream,” said the officer of the guard Christian in Bohemia, “she told me about Krakow, ordered me to go over there and finding a great treasure in the house of a rabbi whose name was Eisik, son of Jekel. The treasure was found in a dusty corner, buried behind the fireplace. Eisik, son of Jekel, “and the captain laughed again, her eyes sparkling. “Imagine a little ‘: go to Krakow, break down the walls of every house in the ghetto where half the people you call Eisik and the other half Jekel! Eisik, son of Jekel; this good!” And laughing more and more of the wonderful joke. The rabbi listened eagerly, without attracting attention, then bowed deeply and thanked the foreign friend, he hastened to return directly to their homeland, he dug in the abandoned house and discovered the treasure that ended her misery . With some of the money he did raise a small altar that bears his name even today. Thus, the real treasure, one that puts an end to our misery and our evidence is never far away, no need to look for in a distant land, it lies buried in the deepest recesses of our house, that of our being. E ‘behind the hearth, the center giver of life and warmth that governs our existence, the heart of our heart – if only we knew dig. But there is a strange thing that is constant and only after a pious journey to a distant region, in a foreign country, a new land, that the meaning of this inner voice that guides our research can be. And, at this strange fact and law, he adds another, namely that he who reveals the inner meaning of our message must be he a stranger, of another creed and of another race. The Bohemian captain on the bridge, does not believe in dreams or inner voices, and yet power of attorney to the traveler came from afar, the very thing that ends his trials and reward his search. This wonderful thing is not even on purpose, however, is that he inadvertently gives her important message, while expressing his personal opinion on the matter. Similarly, the Hindu myths and symbols, and other signs of wisdom come from afar, we will speak of the treasure belongs to us. We will have to unearth the forgotten nooks of our being. Then it will mark the end of our sufferings and will allow us to build for the good of everyone around us is a living temple to the Spirit. From “mythes et symboles dans l’art et la civilization de l’Inde” – Heinrich Zimmer – Payot, Paris – 1951 – pag. 208

L’eterna ricerca dell’uomo


L’eterna ricerca dell’uomo

di Paramahansa Yogananda


Ciò che attira gli altri viene dall’interno

Ognuno dovrebbe imparare ad analizzare se stesso e gli altri per
determinare il perché alcune persone piacciono a tutti e altre no. Persino
fra i bambini ne vediamo alcuni che vengono guardati da tutti con affetto,
e altri che vengono totalmente ignorati. Una delle prime conclusioni
che si possono trarre da queste analisi è questa: se una persona vuole
diventare più piacevole, deve sviluppare dall’interno il modo di essere più
attraente. Talvolta anche la persona fisicamente più bella può destare
repulsione a causa della bruttezza interiore che si riflette
nelle sue parole e nelle sue azioni.

Un tempo, il segreto della popolarità si supponeva fosse quel certo non so
che, una specie di attrazione e di magnetismo fisici. Ma il fatto di avere
questa caratteristica non rende necessariamente piacevole la persona.

Sono le nostre caratteristiche buone, o cattive, a determinare chi
attraiamo,
o respingiamo. Il male attira il male, il bene attira il bene. Non è “quel
certo non so che” che dovremmo desiderare, ma il tipo di magnetismo
che ci attirerà il bene, che procurerà sinceri amici e ammirazione meritata.

Esteriorità come i vestiti, un viso bello o grazioso, possono forse
fornirci questo tipo di attrazione? No. Esso deve essere creato dentro di
noi.

Evitate il cattivo umore. L’essere seri non è sgradevole, ma quando
siete di umore nero la vostra espressione è ben differente. Il volto è uno
specchio che rivela ogni mutamento di umore. I vostri pensieri e le vostre
emozioni, come onde, affluiscono nei muscoli facciali e ne defluiscono,
alterando continuamente il vostro aspetto. Tutti quelli che incontrate
vedono queste espressioni facciali che rivelano ciò che interiormente
pensate e reagiscono ad esse. Voi potete riuscire a controllare abbastanza
bene i vostri occhi e il vostro sorriso e a nascondere così i vostri
sentimenti a qualcuno, ma non a tutti. Lincoln diceva giustamente: “E’ vero
che potete ingannare tutti qualche volta, potete perfino ingannare sempre
alcune persone, ma non potete ingannare sempre tutti”.

Nei nostri occhi c’è la storia intera della nostra vita. Essa non può
essere nascosta a chi sappia leggerla. Ci sono occhi spirituali, occhi
spirituali a metà, occhi disonesti, occhi sensuali. Quello che facciamo è
scritto là. Se volessi analizzare ciò che vedo negli occhi di una persona
questa si stupirebbe della mia esattezza.

Non fate nulla che macchi la vostra mente. Le azioni cattive causano
vibrazioni mentali negative, o malvage che si riflettono in tutto il vostro
aspetto e nella vostra personalità. Impegnatevi nelle azioni e nei pensieri
che alimentino le buone qualità che vorreste avere. Se vi condurrete in
accordo con le verità che vi dico, troverete la vostra vita
meravigliosamente trasformata.

———————-

– L’uomo può essere tutto ciò che vuole –

L’uomo, mediante la concentrazione, può cambiare la propria natura
sia interiore che esteriore. Una persona dalla mente forte può essere ciò
che vuole essere. La limitata personalità umana può venire enormemente
allargata mediante la meditazione. Quando, chiudendo gli occhi, potrete
sentire la vastità dell’anima dentro di voi, e sarete in grado di far durare
questa consapevolezza, avrete quella personalità che Dio vuole che abbiate.

L’esperienza dello stato di veglia è divenuta predominante nella vostra
coscienza. Ma durante il sonno profondo, quando viene concessa all’uomo
la libertà dalle limitazioni della carne, voi siete in contatto con la
Verità, con la vostra vera personalità. Il vostro atteggiamento muta in
questa realizzazione subcosciente e supercosciente: “Io sono infinito.
Sono parte del tutto”.

Man mano che la vostra coscienza si espande nella divina comprensione,
la vostra personalità diviene sempre più piacevole e potente.

Quando il vostro carattere cresce spiritualmente, potete assumere quasi
ogni sfumatura di qualsiasi personalità che desiderate avere. La mente è
illimitata. Man mano che vi evolvete spiritualmente la vostra vita interiore
si separa dalla coscienza del corpo e voi cessate di sentire l’egoistico
attaccamento alla carne divenendo, così, consapevoli di
una libertà ineffabile.

Non dovreste identificarvi con alcun tipo particolare d’individuo.Piuttosto,
siate capaci di cambiare la vostra personalità ogni volta che lo vogliate.

Nella mia vita, io ho fatto molte cose diverse, per puro divertimento. Ho
investito del denaro, ho fatto il lavoro di musicista, di imprenditore,
di cuoco. In verità, è possibile compiere qualsiasi cosa, se non si
accettano limitazioni identificandosi con la propria personalità presente.

Quando mi dite di non essere in grado di fare questo, o quello, io non
vi credo. Qualunque cosa decidiate di fare, voi potete farla. Dio è la
somma di tutte le cose, e la Sua immagine è in voi. Egli può fare qualsiasi
cosa, e così potete fare voi, se imparerete a identificarvi
con la Sua natura inesauribile.

Anche se avete salute, ricchezza e tutto ciò che volete dal mondo, ci
sarà pur sempre qualche delusione che vi rattristerà. Nessuna cosa che
appartenga alla terra è duratura; solo Dio è duraturo. Se svilupperete
l’individualità che è espressione della Sua presenza in voi, presenza che è
il vostro vero Sé, sarete capaci di attirare a voi qualsiasi cosa vogliate.

Ogni altra personalità che cercherete di sviluppare (sia quella di un
artista, di un uomo d’affari, o di uno scrittore) porterà nella sua scia il
disincanto, perché tutte le espressioni umane hanno i loro limiti. Potrete
inseguire il successo, il denaro o la gloria, e raggiungerli; ma, sempre
qualche difetto, sia mancanza di salute, d’amore o di qualcos’altro, vi farà
soffrire. La cosa migliore è pregare: “Signore, rendimi felice dandomi la
consapevolezza di Te. Concedimi la liberazione da tutti i desideri terreni
e, soprattutto, donami la Tua gioia che sopravvive a tutte le esperienze,
felici o tristi che siano, della vita”.

——————-

L’amicizia universale comincia da casa propria –

L’amicizia dovrebbe iniziare dalla propria casa. Se c’è nella vostra
famiglia una persona con la quale siete particolarmente in armonia,
sviluppate l’amicizia prima di tutto con quella persona. Se, poi, vi sentite
attratti verso chi, tra le conoscenze che avete, condivide i vostri ideali,
sviluppate quel rapporto. Eliminate tutti i desideri nati dall’egoismo o da
uno stimolo sessuale. Nel dare amicizia pura vedrete la guida di Dio.

Sviluppate l’amicizia con gente buona, e quanto più mediterete, tanto più
riconoscerete gli amici del passato. La meditazione risveglia “memorie
dormienti di amici che lo saranno ancora”. Molte persone viste nelle
visioni le ho incontrate più tardi, e qui in America ne ho trovate molte fra
quelle che mi apparvero in visione su quella nave che, per la prima volta,
mi portava in questo paese nel 1920.

L’amicizia è una grande forza universale. Quando il desiderio di amicizia
in voi è abbastanza forte, anche se una persona che sia spiritualmente
in sintonia con voi, vive al Polo Sud, il magnetismo dell’amicizia vi
attirerà l’una verso l’altra. Solo l’egoismo può distruggere quel magnetismo
in noi. Chi pensa continuamente a se stesso fa naufragare l’amicizia.

Tali persone non possono attrarre amici, perché sono incapaci di espandersi
e ricevere il bene nella vita.

Dio vi ha dato una famiglia perché imparaste ad amare altre persone e
foste poi in grado di dare questo tipo di amore a tutti. I nostri cari ci
vengono strappati dalla morte e da altre circostanze per farci imparare
che non dobbiamo amare le persone secondo un rapporto puramente
umano, ma dobbiamo essere innamorati dell’Amore stesso, che è Dio,
l’Essere che si nasconde dietro tutte le maschere umane. “Quando l’uomo
vede tutti gli esseri separati esistere nell’Uno che ha espanso Se stesso
nei molti, si immerge in Brahma”. (Bhagavad Gita, tredicesimo, 31).

Amicizia significa porre il proprio amore là dove non ci sia alcun
pregiudizio derivante da relazioni umane. Nel matrimonio c’è lo stimolo
del sesso e nella vita familiare la spinta degli istinti ereditari. Ma
nell’amicizia non c’è alcuna costrizione.

Diamo a tutti il nostro amore. Preghiamo di poter incontrare i nostri amici
del passato e provare la nostra amicizia per loro, così da poter, alla fine,
comprendere e meritare l’amicizia di Dio. Finché non ci sentiremo uniti con
tutti i Suoi figli in uno spirito d’amicizia, non saremo uniti a Dio.

Io non conosco estranei. Quale grande stato di felicità e di gioia è
questo! Nemmeno il peggiore nemico può farmi sentire che non sono suo
amico. Quando si verifica questo risveglio, siete innamorati di tutti. Vi
rendete conto che tutti sono figli del Padre vostro, e l’amore che provate
per tutti gli esseri non morirà mai. Esso cresce, si espande finché non
realizzerete, nell’amore degli amici, il divino amore di Dio.

L’eterna ricerca dell’uomo
Di Paramahansa Yogananda.

Edizioni Astrolabio Ubaldini, Roma, pp. 456

Il mio solo pensiero tradotto in parole


Il mio solo pensiero tradotto in parole

I più utilizzano post preconfezionati di argomenti accattivanti
che “acchiappano” e ottengono
centinaia o addirittura migliaia
di likes.Io però,anche se non vado
mai oltre i trenta like,sono genuino
e originale…Poiché è tutto
farina del mio sacco.

Giuseppe Bustone