Archivio | 26/01/2020

Non fuggire dal dolore


Non fuggire dal dolore

Quando c’è dolore, il sistema nervoso subisce un grande shock, è un enorme colpo sia per la parte fisiologica che per quella psicologica dell’essere. Di solito cerchiamo di vincere il dolore prendendo qualche sostanza, dandoci al bere o attraverso qualche forma di religione. Oppure diventiamo cinici e accettiamo le cose come inevitabili. Possiamo approfondire questa questione seriamente? È possibile non fuggire affatto dal dolore? Mio figlio è morto e c’è un dolore immenso, un grande shock, e scopro di essere veramente solo. Non posso affrontare questa cosa, non posso sopportarla, e cerco qualche fuga. Ci sono molti modi per fuggire da questo stato: mondani, religiosi o filosofici e questa fuga è uno spreco di energia. È possibile non fuggire di fronte a nessun dolore? Il dolore della solitudine, dell’angoscia, di uno shock, ma rimanere completamente con l’evento, con questa cosa chiamata sofferenza, è possibile? Possiamo sostenere qualsiasi problema, stare lì senza cercare di risolverlo, cercando di guardarlo e di tenerlo fra le mani come se fosse un bellissimo e prezioso gioiello? La bellezza di quel gioiello è talmente affascinante, talmente magnetica che continuiamo a guardarlo. Allo stesso modo, se potessimo tenere completamente il nostro dolore, senza il minimo movimento di pensiero o di fuga, l’atto stesso di non fuggire da quel fatto porta a un totale scioglimento di ciò che ha causato dolore. –

Jiddu Krishnamurti -That Benediction is Where You Are, pp 60-61

Do not run away from the pain

When there is pain, the nervous system undergoes a major shock, is a huge blow for both the physiological to the psychological being. Usually try to overcome the pain by taking some substance, giving us to drink or through some form of religion. Or become cynical and accept things as inevitable. We investigate this issue seriously? You can not run away from the pain at all? My son is dead and there’s a huge pain, a great shock, and I find to be truly alone. I can not face this thing, I can not bear it, and try some escape. There are many ways to escape from this state: worldly, religious or philosophical and this escape is a waste of energy. You can not run from no pain? The pain of loneliness, anxiety, a shock, but remain completely with the event, with this thing called suffering, is it possible? We can support any problem, be there without trying to solve it, trying to look at it and to keep it in his hands as if it were a beautiful and precious jewel? The beauty of this jewel is so fascinating, so magnetic that we continue to look at him. Similarly, if we could keep our pain completely, without any movement of thought or escape, the act of not escape from this fact leads to a total dissolution of what caused pain. –

Jiddu Krishnamurti-That Benediction is Where You Are, pp 60-61

Sono arrivato, sono a casa


Riflettendo…

La Riflessione

Non fate l’errore di immaginare che la natura della mente sia qualcosa di limitato alle nostre menti.
Essa, infatti, è la natura di tutti i fenomeni.

Non si dice mai abbastanza che realizzare la natura della mente
significa realizzare la natura di tutte le cose.

Sogyal Rinpoche

………………….

Nulla è distante o separato,
tutti i fenomeni conoscono causa
ed interconnessione e non esiste
un ” luogo”isolato e limitato
dove possa risiedere la mente:
essa è come l’aria che – pur non vedendola
sa permeare tutti gli spazi e le cose.

Quel che guardiamo attraverso l’occhio
e crediamo diverso da noi – distante
e separato – come causa esterna –
è in realtà riflesso della nostra stessa
mente e attraverso esso noi reagiamo
alla nostra interpretazione delle cose.
Equidistanza è saper accogliere la realtà
come essa è, per non dare energia
a fenomeni atti a ingenerare veleni.

Poetyca

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L’insegnamento

Sono arrivato, sono a casa

Sono arrivato, sono a casa.
Nel qui. Nell’adesso.
Sono solido, sono libero.
Dimoro nella realtà ultima.

Inspirare, sorridere e toccare le condizioni di felicità che sono disponibili,
è qualcosa che tutti noi possiamo fare.
In questo modo possiamo porci a dimorare nel momento presente.
Questo è l’insegnamento del vivere felici nel momento presente.

Per favore, addestratevi a fare del momento presente,
del qui ed ora, la vostra vera casa.
Questa è la sola casa che possediamo.
Questo è il solo luogo dove possiamo toccare la vita.

Maestro Thich Nhat Hanh

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Ogni qualvolta sentiamo il peso della collera,
perchè le nostre aspettative sono deluse
o lo stress ci fa dimenticare lo stato di calma:
possiamo fermarci a respirare consapevolmente
e vivere il – qui ed ora.

Molto spesso restiamo ancorati
ad eventi passati – portandoceli dietro,
come un peso sulle spalle –
oppure facciamo correre la mente al futuro,
dimenticando che preoccuparci o costruire
le nostre illusioni è solo una trappola
da noi stessi architettata.

Meglio allora – lasciare andare ogni cosa –
e sorridendo centrare la nostra consapevolezza
alla serenità e bellezza di questo momento presente:
trovando la nostra vera casa – quella dimora
di armonia e bellezza che nulla può intaccare.

Poetyca

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07.06.2009 Poetyca

Testi tratti da

Reflection

Do not make the mistake of imagining that the nature of mind is something limited to our minds.
Indeed, it is the nature of all phenomena.

It is not said often enough that realize the nature of the mind
means to realize the nature of all things.

Sogyal Rinpoche

… … … … … … ….

Nothing is distant or separate
Because they know all the phenomena
and interconnection, and there
a “place” isolated and limited
where the mind can reside:
it is like the air that – while not seeing
known to permeate all space and things.

What we look through the eye
and believe differently from us – away
and separate – such as external cause –
is actually a reflection of our own
mind and through it we react
to our interpretation of things.
Equidistance is able to accommodate the reality
As it is, not to give energy
likely to give rise to phenomena poisons.

Poetyca

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The teaching

I arrived, I’m home

I arrived, I’m home.
In here. In the now.
They are solid, they are free.
I dwell in the ultimate reality.

Breathe, smile and touch the conditions of happiness that are available,
is something that we can all do.
In this way we can ask ourselves to dwell in the present moment.
This is the teaching of living happily in the present moment.

Please addestratevi to make the present moment,
the here and now, your true home.
This is the only home we have.
This is the only place where we can touch their lives.

Master Thich Nhat Hanh

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Whenever we feel the weight of anger,
because our expectations are disappointed
or stress makes us forget about the state of calm:
we can pause to breathe consciously
and live – here and now.

Very often we remain anchored
to past events – doors behind
as a burden on his shoulders –
or we take the mind to the future,
than worry about forgetting or build
our illusions is just a trap
engineered by ourselves.

Better then – let go of everything –
and smiling to focus our awareness
the serenity and beauty of this present moment:
finding our true home – the home
of harmony and beauty that nothing can affect.

Poetyca

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07.06.2009 Poetyca

Text taken from

 

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Una carota, un uovo ed un chicco di caffè


Una carota, un uovo ed un chicco di caffè

Una giovane ragazza venne dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse
così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di
piantare tutto; era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava
che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le
cose.

La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul
gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una
carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè
macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.

Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su
un piattino. Così fece anche con l’uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in
una tazza.

Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi.”

“Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.

La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota. Lo fece e notò che
era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l’uovo e di romperlo.

Dopo averlo tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura.

Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò
a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva.

Poi, chiese alla madre: “Che cosa significa tutto questo?”

La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla
stessa avversità: l’acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo
diverso.

La carota era entrata nell’acqua forte e dura…. Ma dopo aver lottato con
l’acqua bollente, si era rammollita e indebolita.

L’uovo era entrato nell’acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo
interno liquido, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito.

Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo
essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e
l’aveva trasformata!

“Con quale di questi tre ti identifichi”, chiese la madre alla figlia?

“Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la
carota, come l’uovo o come i grani di caffè macinati?

Chiediti sempre “a quale di questi tre rassomiglio”? Sono come la carota che
sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza e dell’avversità divento
soffice e rammollita e perdo la mia forza?

Sono come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambia
con il calore? Avevo un buon carattere e un’indole serena, poi a causa di
una sofferenza causata dalla morte di una persona cara o da una depressione,
una transazione finanziaria andata male o qualche altra prova, sono
diventato indurito e gelido? Forse il mio guscio sembra sempre lo stesso,
ma all’interno mi sento amareggiato e indurito, con uno spirito arido e un
cuore duro?

Oppure, sono come il caffè macinato? Se guardi bene, esso cambia l’acqua,
cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua
si scalda, il caffè comincia a emanare il suo aroma e la sua fragranza.

Se sei come il caffè, quando le cose cominceranno ad andarti male, tu
diventerai migliore e cambierai la situazione che ti concerne.

Quando ti senti male, e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi
di elevarti ad un altro livello? Come ti comporti nelle avversità? Sei come
una carota, un uovo o come i grani di caffè macinato?

Possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da
renderti forte, e abbastanza sofferenze da farti rimanere umano, e
abbastanza speranza da renderti sereno.

di Anonimo

Carrot, Egg or Coffee Bean?

You will never look at a cup of coffee the same way again.

A young woman went to her mother and told her about her life and how things were so hard for her. She did not know how she was going to make it and wanted to give up. She was tired of fighting and struggling. It seemed that as one problem was solved, a new one arose.

Her mother took her to the kitchen. She filled three pots with water and placed each on a high fire. Soon the pots came to a boil. In the first, she placed carrots, in the second she placed eggs, and the last she placed ground coffee beans. She let them sit and boil, without saying a word.

In about twenty minutes she turned off the burners. She fished the carrots out and placed them in a bowl. She then pulled the eggs out and placed them in a bowl. Then she ladled the coffee out and placed it in a bowl.

Turning to her daughter, she asked, “Tell me, what do you see?”

“Carrots, eggs, and coffee,” she replied.

She brought her closer and asked her to feel the carrots. She did and noted that they were soft. She then asked her to take an egg and break it. After pulling off the shell, she observed the hard-boiled egg. Finally, she asked her to sip the coffee. The daughter smiled as she tasted its rich aroma.

The daughter then asked, “What does it mean, Mother?”

Her mother explained that each of these objects had faced the same adversity — boiling water — but each reacted differently. The carrot went in strong, hard and unrelenting. However, after being subjected to the boiling water, it softened and became weak. The egg had been fragile. Its thin outer shell had protected its liquid interior. But, after sitting through the boiling water, its inside became hardened. The ground coffee beans were unique, however. After they were in the boiling water, they had changed the water.

“Which are you?” she asked her daughter. “When adversity knocks on your door, how do you respond? Are you a carrot, an egg, or a coffee bean?”

Think of this: Which am I? Am I the carrot that seems strong, but with pain and adversity? Do I wilt and become soft and lose my strength?

Am I the egg that starts with a malleable heart, but changes with the heat? Did I have a fluid spirit, but after a death, a breakup, a financial hardship or some other trial, have I become hardened and stiff? Does my shell look the same, but on the inside am I bitter and tough with a stiff spirit and a hardened heart?

Or am I like the coffee bean? The bean actually changes the hot water, the very circumstance that brings the pain. When the water gets hot, it releases the fragrance and flavor of your life. If you are like the bean, when things are at their worst, you get better and change the situation around you. When the hours are the darkest and trials are their greatest, do you elevate to another level?

How do you handle adversity? Are you changed by your surroundings or do you bring life, flavor, to them?

ARE YOU A CARROT, AN EGG, OR A COFFEE BEAN?

~ Author Unknown ~

Mente in meditazione


Riflettendo…

La Riflessione

La gratitudine non solo è necessaria. È pratica.

Quando accendete in voi la gratitudine,
spegnete quella parte del cervello che sta alimentando la sofferenza.

La gratitudine e la compassione unite insieme,
aprono la porta all’esperienza della gioia.

Insegnante di Dharma

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L’armonia trova radici dalla capacità
di guardare in ogni sua parte la realtà:
non solo quel che sembra non essere presente,
sopratutto tutta la bellezza di quanto
è causa e concausa della nostra esistenza.
Nella risorsa sempre presente in noi del guardare
a cosa sia interconnesso – oltre le apparenze –
tutto ciò che ci avvolge,per trovare
come risposta un’ onda di amore.

La gratitudine è saper guardare in profondità,
sino a farci toccare nella sua essenza,
quanto siamo in grado di riconoscere
il valore di come tutti intersiamo:
tutti sullo stesso percorso riceviamo spesso
più di quanto siamo in grado di dare.

Poetyca

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L’insegnamento

Mente in meditazione

Cosa dovremmo “fare” con la mente durante la meditazione?
Assolutamente nulla. Lasciamola, semplicemente, così com’è.

Un Maestro descrisse la meditazione come:
“Mente, sospesa nello spazio, in nessun luogo”.

Sogyal Rinpoche

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Spesso si crede di dover apportare o togliere qualcosa,
di dover raggiungere un preciso fine,
come se il meditare fosse un lavoro di indagine
nel quale portare modifiche a quanto sia presente,
non accetto e da rigettare. Oppure come se fosse
un percorso a tappe dopo del quale si possa conseguire
un premio del quale fare mostra.
Nessun fine va cercato, nessuna ricerca particolare
se non quella del silenzio e della calma per scivolare
nell’assenza di percorso.
Solo in questo modo ci si riempie di un vuoto
che è la pienezza stessa della nostra attenzione.

Poetyca

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25.04.2009 Poetyca

Testi tratti da

Reflecting …

Reflection

Gratitude is not only necessary. It is practical.

When you turn in you gratitude,
turn off that part of the brain that is fueling the suffering.

Gratitude and compassion joined together,
open the door to the experience of joy.

Teacher of Dharma

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The harmony is rooted on the ability
to look reality in its entirety:
not only what appears to be missing,
above all the beauty of what
is the cause and contributing cause of our existence.
In the resource always present in us the look
what is interconnected – beyond appearances –
everything that surrounds us, to find
response as a ‘wave of love.

Gratitude is able to look in depth,
up to us to tap into its essence,
As we are able to recognize
the value of all intersiamo as:
all on the same path we often receive
more than we can give.

Poetyca

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The teaching

Mind in Meditation

What we “do” with the mind during meditation?
Absolutely nothing. Let it, simply, as it is.

A master described meditation as:
“Mind, suspended in space, nowhere.”

Sogyal Rinpoche

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Often thought of having to make or remove something,
having to reach a definite end,
as if it were a meditate survey work
in which to bring changes to what is present,
I do not accept and reject. Or as if it were
a journey in stages after which you can achieve
an award which shows do.
No end to be sought, no particular research
than that of silence and stillness to slide
in the absence of the path.
Only in this way one fills a void
which is the same fullness of our attention.

Poetyca

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25.04.2009 Poetyca

Il Fiore di Bodhidharma

Mancare il punto


Mancare il punto

“Se non hai incontrato l’amore hai mancato il punto.
Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto.
E’ un fallimento assoluto. Non hai colto l’intervallo tra le due note….

La via verso quell’esperienza consiste di quattro passi: ricordali.

Il primo passo è: sii qui-e-ora. Perché l’amore è possibile solo nel qui-e-ora.
Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l’amore.

Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.
Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni:
odio, gelosia, ira, possessività.

Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te,
quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario.

Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l’amore scompare.
Così facendo vivrai nel modo giusto ovvero vivrai nel mondo
ma non permetterai al mondo di vivere in te”

dal libro di Osho “Quell’oscuro intervallo è l’amore”

Missing the point

“If you have not met the love you’ve missed the point.
You were born, you lived, you died, but you missed the point.
It ‘an absolute failure. Do not have used the interval between two notes ….

The path to that experience consists of four steps: remember that.

The first step is: be here-and-now. For love is only possible in the here-and-now.
The past and future are just ways to avoid love.

The second step: Learn how to transform your poisons in honey.
Because much love but their love is contaminated with poisons:
hatred, jealousy, anger, possessiveness.

Third: Share. When a thing is bad for you keep it,
it is positive when it share it. Usually people do the opposite.

Fourth: be nothing. When you’re full of ego, love disappears.
By doing so you will live in the right way or you will live in the world
but not allow the world to live in you “

from Osho’s book “That Obscure range is love”

Semi di Luce


Semi di Luce

C’è una crepa in ogni cosa,
è da lì che entra la luce

Leonard Cohen

La nostra attenzione

“Voi trovate che la vita sia difficile, ed è vero, che gli esseri
umani siano spesso cattivi e ingrati, ed è vero anche questo. Ma
è forse un motivo per essere sempre in rivolta, indignati,
inaciditi? Non vi rendete conto che con questo atteggiamento,
alla fine è a voi stessi che fate del male? Alcuni diranno che
non possono trattenersi dall’essere indignati per lo spettacolo
che offre il mondo e inoltre diranno che non li si può
rimproverare se si fanno del male, perché è solo a se stessi che
fanno del male. Ebbene, questo loro ragionamento prova che non
hanno una buona comprensione delle cose.
Gli esseri umani sono tutti collegati gli uni agli altri, e se
voi siete tristi, depressi, incupiti, questo si riflette su
coloro che frequentate. Non desiderate fare del male a nessuno?
In apparenza è vero, voi non fate alcun male agli altri; ma
invece ne fate comunque, perché propagate delle onde e delle
particelle negative. Vi credete separati dagli altri, ma vi
sbagliate: i vostri pensieri e i vostri sentimenti agiscono sui
vostri genitori, sui vostri amici, persino sugli animali, sulle
piante e sugli oggetti attorno a voi. Chi fa del male a se stesso
fa del male al mondo intero, dunque non è più innocente di coloro
contro i quali si sta indignando.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Credere

Io credo in te, non per convinzione o qualsiasi fatto,
Io credo in te come un desiderio del mio cuore.
Da quello che ho sempre sperato vita mia,
Io credo in te come quella onnipresenza
che è stato con me fin da quando ero un bambino.
Io credo in te allo stesso modo
come la vita eterna mediante Cristo.
Io credo in te, come nelle mie preghiere
e pensieri di ogni notte,
sento la tua anima calda al mio fianco.
Io credo in te perché posso vedere
la beatitudine dell’amore attraverso i tuoi occhi,
e io credo in te guardando la comunione
di due anime per raggiungere il cielo.
Lasciami asciugare le tue lacrime, e con vero amore
guarire tutte le ferite, non hai nulla da fare
proprio nulla, per farmi stare al tuo fianco, nel corpo,
essenza o pensiero.

Sebastian Sanchez

Le due brocche

Un portatore d’acqua aveva
due brocche sospese alle
estremità di un’asta di legno.

Una di esse conservava
perfettamente l’acqua della
fonte fino al villaggio, senza
perderne nemmeno una
goccia.

L’altra, invece, aveva una
crepa e perdeva la metà della sua
acqua durante il percorso.

Questo durò per due anni.
Ogni giorno il portatore
portava una brocca e mezza
d’acqua al villaggio.

La prima era fiera per la sua bellezza,
era un vaso perfetto!

La seconda era rovinata… Aveva vergogna e si sentiva
depressa perché riusciva a compiere soltanto la metà
di quello che ci si aspettava da lei.

Un giorno, mentre il portatore
la stava riempiendo presso la
fonte, la brocca incrinata gli disse:

«Mi sento in colpa… Ti prego di
perdonarmi.»

«Di che cosa ti vergogni?» chiese
allora il portatore d’acqua.

«Per quella fessura che ho riesco a
portare solo la metà della mia
capacità, e perdo tutto il resto.
Per colpa mia tu ti affatichi e
riesci a portare soltanto una parte
dell’acqua che hai attinto. E per
causa mia non vedi il frutto delle
tue fatiche.»

Il portatore d’acqua fu
toccato da questa
confessione e rispose:

«Non pensarci più.
Piuttosto, mentre
ritorniamo a casa, guarda
i magifici fiori sul bordo
della sentiero.»

Durante il ritorno la
vecchia brocca vide dei
graziosi fiori illuminati
dai raggi del sole, e se ne
rallegrò.
Ma continuava anche a
pensare alla sua crepa e si
sentiva ancora colpevole
per aver perso la metà
dell’acqua trasportata.

Il portatore d’acqua disse allora alla
brocca:

«Non ti sei mai accorta dei bei fiori che ci
sono solo sul tuo lato del sentiero?
Dall’altra parte non ce ne sono affatto!
Io ho sempre saputo che tu perdevi acqua,
e ne ho approfittato.
Ho seminato dei fiori dalla tua parte e tu li
hai innaffiati mentre andavo verso il
villaggio.
Senza di te non avrei mai visto crescere
dei fiori così belli e graziosi.»

Morale

Tutti noi abbiamo delle crepe, delle debolezze, ferite,
difetti. Siamo delle semplici brocche d’argilla.

Alcuni di noi sono vecchi e fisicamente deboli, altri
non brillano d’intelligenza, oppure sono troppo
piccoli, troppo grandi, troppo grassi o troppo magri.
Queste sono le crepe e i difetti umani.

La Bibbia dice:
«O Signore, tu sei nostro padre, noi siamo l’argilla.
Tu sei colui che ci formi, e noi siamo tutti l’opera
delle tue mani.» (Isaia 64:8)

Il Signore disse a Samuele:
«Non badare al suo aspetto
né all’altezza della sua
statura… perché il Signore
non vede come vede l’uomo:
l’uomo infatti guarda
all’apparenza, ma il Signore
guarda al cuore.»

1 Samuele 16:7

Così parla Colui che è l’Alto,
l‘Eccelso, che abita
l’eternità, e che si chiama il
Santo:
«Io dimoro nel luogo eccelso
e santo, ma sto vicino a chi è
oppresso e umile di spirito
per ravvivare lo spirito degli
umili, per ravvivare il cuore
degli oppressi.»

Isaia 57:15

Seeds of Light

There is a crack in everything,
that’s where the light comes

Leonard Cohen


Our attention

“You find that life is difficult, and it is true that beings
humans are often bad and ungrateful, and it is also true. But
Is it a reason to be always in revolt, outraged,
sour? Do not you realize that with this attitude,
the end is yourself that you hurt? Some will say that
can not refrain from being indignant at the spectacle
offering the world and also tell you that they can not be
blame if you do evil, because it is only to themselves that
hurt. Well, this proves that their reasoning does not
have a good understanding of things.
Human beings are all connected to each other, and if
you are sad, depressed, surly, this is reflected
those who attended. You do not want to hurt anyone?
Apparently it’s true, you do not do any harm to others, but
instead they do anyway, because the waves propagate and
negative particles. You think you’re separated from the others, but there
wrong: your thoughts and your feelings about the act
your parents, your friends, even on animals,
plants and objects around you. Who hurts himself
hurts the entire world, so there is no more innocent than those
against which you are indignant. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

Believe

I believe in you, not out of conviction or of any event
I believe in you as a desire of my heart.
From what I’ve always hoped my life
I believe in you like the omnipresence
who has been with me since I was a child.
I believe in you the same way
as eternal life through Christ.
I believe in you, as in my prayers
and thoughts of every night,
I feel your soul warm at my side.
I believe in you because I can see
the bliss of love through your eyes,
I believe in you and looking at the communion
two souls to heaven.
Let me dry your tears, and true love
heal all wounds, you have nothing to do
nothing for me to stay by your side, in the body,
essence or thought.

Sebastian Sanchez

The two pitchers

A water carrier had
suspended for two pitchers
end of a shaft of wood.

One of them kept
perfectly water
source to the village, without
miss a
drop.

The other, however, had a
crack and lost half of its
water route.

This lasted for two years.
Every day the bearer
carrying a jug and a half
water to the village.

The first was proud of its beauty,
was a perfect pot!

The second was ruined … I was ashamed and felt
depressed because he could do only half
of what was expected of her.

One day, as the bearer
was filling up at the
source, the cracked pot said,

“I feel guilty … I beg you
forgive me. ”

“What are you ashamed?” Asked
then the water carrier.

“For that crack that I can
bring only half of my
capacity, and I lose everything else.
Because of me you and you toil
you can bring only a part
water you’ve drawn. And
Because I do not see the fruit of
your labors. ”

The water carrier was
affected by this
confession and said:

“I do not think about it.
Rather, while
return home, look
magifici the flowers on the edge
the path. ”

During the return
old pitcher, he saw
pretty flowers lit
rays of the sun, and they
rejoiced.
But it also continues to
think of his crack and
still felt guilty
for having lost half
water carried.

The water carrier then said to
pitcher:

“Have you ever noticed the beautiful flowers that
are only on your side of the path?
On the other hand there are none at all!
I’ve always heard that you lose water,
and I took advantage.
I planted some flowers on your side and you will
have sprinkled on my way to the
village.
Without you I would never have seen the growth
flowers so beautiful and graceful. ”

Moral

We all have cracks, weaknesses, wounds,
defects. We are simply jars of clay.

Some of us are old and physically weak, others
intelligence does not shine, or are too
small, too big, too fat or too thin.
These are the cracks and flaws in human.

The Bible says:
“O Lord, thou art our father, we are the clay.
You are the one who formed us, and we are all the work
of your hands. “(Isaiah 64:8)

The Lord said to Samuel:
“Pay no attention to his appearance
or on the height of his
height … for the Lord
does not see as man sees:
man it looks
appearance, but the Lord
looks on the heart. ”

1 Samuel 16:7

The words of him who is the High,
the Almighty, who dwells
eternity, and is called the
Saint:
“I dwell in the high place
and holy, but I am close to those
oppressed and lowly in spirit
to revive the spirit of
humble, to revive the heart
the oppressed. ”

Isaiah 57:15

Le nostre scelte


Le nostre scelte

Ci sono delle interazioni, delle cause determinate da nostre scelte – ma insieme a quelle di altri – una sorta di canovaccio dove tutti hanno un ruolo e lo portano a compimento. Ma la realtà non è solo questa che cade sotto il controllo dei nostri sensi, l’illusorietà che deriva dalla loro incompletezza. Esiste un ego, un proiettare sugli altri e un desiderare attenzione che determinano in noi determinate credenze e comportamenti ma esiste anche uno spazio interiore che se accolto ed ascoltato ci permette di comprendere come siamo noi a co – creare la realtà, come anche la fisica quantistica ha dimostrato.
Noi siamo la continuazione di una scintilla che ha scaturito la causa prima ma attraverso noi tale luce ha vita e continuità oltre le tracce di questo tempo destinato a finire.

07.01.2011 Poetyca

Our Choices

Are there any interactions, the causes determined by our choices – but with those of others – a sort of canvas where everyone has a role and bring it to fruition. But the reality is not only that this falls under the control of our senses, the illusion that stems from their incompleteness. There is an ego, a project on others and a desire for attention that we determine in certain beliefs and behaviors, but there is also an interior space that, if accepted and heard allows us to understand how we are to co – create reality, as quantum physics demonstrated.We are the continuation of a spark that resulted in the cause before us, but through this light and life has continued over the traces of this time destined to end.

07.01.2011 Poetyca

Meditare e pregare


Meditare e pregare

“Meditare e pregare non sono attività qualsiasi: esse devono farvi
provare sensazioni di una natura particolare. Se la meditazione e
la preghiera non vi fanno sentire un calore, una luce, una forza,
una gioia, un incanto, dovete ricercarne la causa.
A volte, si strofina un fiammifero e questo non si accende
perché è umido, oppure forse lo è la scatola; e se un accendino
non funziona, significa che manca benzina o che la pietrina è
consumata. Nelle pratiche spirituali così come sul piano
materiale, i fallimenti hanno sempre una causa che è necessario
trovare. L’intelletto non deve mai essere umido e il cuore non
deve mai essere asciutto. Bisogna che il cuore sia umido e caldo,
e che l’intelletto sia asciutto e freddo. Un cuore asciuttto
diventa egoista, e se è freddo, manca d’amore. Se lo si scalda,
l’intelletto si addormenta, e se lo si inumidisce troppo,
marcisce. Queste immagini semplici e chiare devono aiutarvi a
rimediare alle difficoltà della vostra vita interiore.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Silenzio e preghiera

Se prendiamo come nostra guida il più antico libro di preghiera, il libro dei Salmi, notiamo due principali forme di preghiera. Uno è un lamento, un grido di aiuto. L’altro è di ringraziamento e lode a Dio. Ad un livello più nascosto c’è un terzo tipo di preghiera, senza domande o più esplicite espressioni di lode. Nel Salmo 131, ad esempio, non c’è altro che tranquillità e fiducia: “Io sono tranquillo e sereno …. spera nel Signore, ora e sempre.”

A volte la preghiera diventa silenziosa. Una tranquilla comunione con Dio si può trovare senza parole. “Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre” Come un bambino soddisfatto che ha smesso di piangere ed è nelle braccia della madre, così può “stare la mia anima” in presenza di Dio. La preghiera allora non ha bisogno di parole, forse neppure di pensieri.

Come è possibile raggiungere un silenzio interiore? Qualche volta siamo apparentemente in silenzio, e tuttavia abbiamo grandi discussioni dentro di noi, lotte con compagni immaginari o con noi stessi. Calmare la nostra anima richiede una specie di semplicità. “Non mi tengo occupato con cose troppo grandi o troppo meravigliose per me” Silenzio significa riconoscere che le mie preoccupazioni non possono fare molto. Silenzio significa lasciare a Dio ciò che è oltre la mia portata e le mie capacità. Un momento di silenzio, anche molto breve, è come una sosta santa, un riposo sabbatico, una tregua dalle preoccupazioni.

Il tumulto dei nostri pensieri può essere paragonato alla tempesta che colpisce la barca dei discepoli sul mare di Galilea, mentre Gesù stava dormendo. Come loro possiamo sentirci senza aiuto, pieni di ansietà ed incapaci di calmarci. Ma Cristo è abile nel venire in nostro aiuto. Come rimprovera il vento e il mare e “ci fu una grande calma”, egli può anche donare calma al nostro cuore quando è agitato dalla paura e dalle preoccupazioni. (Marco 4)

Rimanendo nel silenzio, confidiamo e speriamo in Dio. Un salmo ci suggerisce che il silenzio è perfino una forma di lode. Siamo soliti leggere all’inizio del Salmo 65: “A te si deve lode, o Dio”. Questa traduzione segue il testo greco, ma effettivamente il testo ebraico dice: “Il silenzio è lode a te, o Dio”. Quando le parole ed i pensieri si fermano, Dio è lodato in un silenzio di stupore e ammirazione.

La parola di Dio: tuono e silenzio

Sul Sinai, Dio parlò a Mosè e agli Israeliti. La parola di Dio fu preceduta ed accompagnata da tuoni e lampi ed un sempre più forte suono di tromba (Esodo 19). Secoli dopo, il profeta Elia tornò sulla montagna di Dio. Lì sperimentò tempesta,terremoto e fuoco, come era successo ai suoi antenati, ed fu pronto ad ascoltare Dio che parlava nel tuono. Ma il Signore non era in nessuno di quei potenti fenomeni familiari. Quando tutto il rumore terminò, Elia udì “il mormorio di un vento leggero” e Dio gli parlò.(1 Re 19)

Dio parla con voce forte o in un mormorio silenzioso? Dobbiamo prendere come esempio le persone riunite sul Sinai o il profeta Elia? Potrebbe essere un’alternativa sbagliata. I terribili fenomeni connessi con il dono dei Dieci Comandamenti servono a mettere in evidenza quanto questi ultimi siano seri. Accoglierli o rigettarli è una questione di vita o di morte. Vedendo un bambino correre sotto una macchina è bene gridare il più forte possibile. In situazioni analoghe i profeti riferiscono le parole di Dio per far vibrare le nostre orecchie.

Le parole dette ad alta voce sono certamente ascoltate: sono di effetto. Ma sappiamo anche che difficilmente toccano i cuori. Sono rigettate piuttosto che accolte. L’esperienza di Elia mostra che Dio non vuole impressionare, ma vuole essere capito ed accettato. Dio sceglie “il mormorio di un vento leggero” per parlare. Questo è un paradosso: Dio è silenzioso e tuttavia parla.

Quando la parola di Dio diventa “il mormorio di un vento leggero” è più efficiente di altre cose per cambiare i nostri cuori. La tempesta sul Monte Sinai spaccava le rocce, ma le parole silenziose di Dio sono capaci di fare breccia nei cuori di pietra degli uomini. Per lo stesso Elia il silenzio improvviso era probabilmente più spaventoso della tempesta e dei tuoni. In qualche modo le manifestazioni potenti di Dio gli erano familiari. Il silenzio di Dio lo disorienta, una cosa così diversa da quella che aveva sperimentato in passato.

Il silenzio ci rende pronti ad un nuovo incontro con Dio. Nel silenzio la parola di Dio può raggiungere gli angoli più nascosti dei nostri cuori. Nel silenzio, la parola di Dio dimostra di essere “efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito” (Ebrei 4,12). Nel silenzio smettiamo di nasconderci di fronte a Dio, e la luce di Cristo ci può raggiungere e guarire e trasformare anche quello di cui ci vergogniamo.

Silenzio e amore

Cristo dice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Giovanni 15,12). Abbiamo bisogno di silenzio per accogliere queste parole e metterle in pratica. Quando siamo agitati e irrequieti , abbiamo così tanti argomenti e ragioni per non perdonare e per non amare. Ma quando “abbiamo calmato e reso quieta la nostra anima”, queste ragioni ci paiono insignificanti. Forse qualche volta rifuggiamo il silenzio, preferendo qualunque rumore, parola o distrazione, perché la pace interiore è una cosa rischiosa: ci rende vuoti e poveri, disintegra le amarezze e ci conduce al dono di noi stessi. Silenziosi e poveri i nostri cuori sono ricolmati dello Spirito Santo, riempiti con un amore incondizionato. Il silenzio è un umile ma sicuro cammino verso l’amore.

http://www.taize.fr/it_article958.html


Da ” Il cammino semplice ” di Madre Teresa di Calcutta

“Il frutto del silenzio è la preghiera”

“Il frutto della preghiera è la fede”

“Il frutto della fede è l’amore”

“Il frutto dell’amore è il servizio”

“Il frutto del servizio è la pace”

Il frutto del silenzio è la preghiera.

“Bisogna che tutti noi troviamo il tempo di restare in silenzio e di contemplare, soprattutto se viviamo nelle metropoli come Londra o New York, dove tutto si muove tanto in fretta. Ecco perchè ho deciso di aprire la prima Casa per le sorelle contemplative (la cui vocazione è pregare per buona parte della ghiornata) a New York anzichè sull’Himalaya: ritenevo che silenzio e contemplazione fossero più necessari nelle città del mondo.

“Comincio sempre la mia preghiera in silenzio, perchè è nel silenzio del cuore che Dio parla. Dio è amico del silenzio: dobbiamo ascoltare Dio perchè ciò che conta non è quello che diciamo noi, ma quello che Egli dice a noi e attraverso di noi”.

…………….

“Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l’impegno di farlo ogni giorno. Puoi pregare in qualsiasi momento, ovunque. Non è necessario trovarsi in una cappella o in chiesa. Puoi pregare al lavoro: il lavoro non deve necessariamente fermare la preghiera nè la preghiera deve fermare il lavoro.”.

…………..

Il frutto della preghiera è la fede

“Dio è ovunque e in ogni cosa e senza di Lui non possiamo esistere. Io non ho mai dubitato dell’esistenza di Dio, nemmeno per un momento, ma so che talune persone sono dubbiose. Se non credi in Dio, puoi aiutare gli altri facendo opere d’amore, e i frutti di queste opere saranno le grazie che entrano nella tua anima. Comincerai allora, lentamente, ad aprirti e a desiderare la gioia di amare Dio.

“Vi sono moltissime religioni, e ciascuna ha modi diversi di seguire Dio. Io seguo Cristo:

Gesù è il mio Dio,

Gesù è il mio Sposo,

Gesù è la mia Vita,

Gesù è il mio unico Amore,

Gesù è ogni Cosa per me,

Gesù per me è Tutto.

” Per questo non ho mai paura. Faccio il mio lavoro con Gesù, lo faccio per Gesù, lo faccio a Gesù e dunque i frutti sono Suoi non miei. Se hai bisogno di una guida, basta che tu guardi a Gesù.. Devi darti a Lui e affidarti a Lui completamente. Quando lo fai, ogni dubbio viene dissolto, e raggiungi una piena convinzione. Gesù ha detto: . “.

………….

Il frutto della fede è l’amore

“La peggiore malattia dell’Occidente oggi non è la tubercolosi o la lebbra, ma è il non sentirsi desiderati nè amati, il sentirsi abbandonati. La medicina può guarire le malattie del corpo, ma l’unica cura per la solitudine, la disperazione e la mancanza di prospettive è l’amore. Vi sono molte persone al mondo che muoiono per un pezzo di pane, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d’amore. E la povertà in Occidente assume forme nuove: non è solo solitudine, ma è anche povertà spirituale. Vi è fame d’amore, e vi è fame di Dio”.

…………….

Il frutto dell’amore è il servizio

…………..

“La preghiera attiva è amore, e l’amore attivo è servizio. Cerca in ogni momento di dare incondizionatamente qualsiasi cosa di cui una persona abbia bisogn. L’importante è fare qualche cosa (per quanto piccola) e dimostrare con le proprie azioni, donando il proprio tempo, che si vuol bene. A volte vorrà dire impegnarsi in un lavoro fisico (come facciamo nelle nostre Case per i malati e i moribondi), altre volte offrire sostegno spirituale a chi se ne sta sempre chiuso in casa. Se un malato vuole medicine, dàgli medicine, se ha bisogno di conforto, confortalo”.

………………….

Il frutto del servizio è la pace

………………….

“Abbiamo il diritto di vivere felici e in pace. Siamo stati creati per questo – per essere felici – e possiamo trovare la vera felicità e la vera pace solo quando siamo in un rapporto d’amore con Dio: vi è grande felicità nell’amarLo. Molti pensano, specie in Occidente, che il denaro renda felici. Io penso invece sia più difficile essere felice se sei ricco, perchè ti è più difficile vedere Dio: hai troppe altre cose cui pensare. Se tuttavia Dio ti ha dato il dono della ricchezza, allora usala per i Suoi scopi: aiutare gli altri, aiutare i poveri, creare posti di lavoro, dare lavoro agli altri. Non sprecare la tua ricchezza: anche avere cibo, una casa, dignità, libertà, salute e istruzione sono tutti doni di Dio, ed è questo il motivo per cui dobbiamo aiutare chi è meno fortunato di noi.

…………….

“Quando offendiamo i poveri, o ci offendiamo l’un l’altro, offendiamo Dio”.

……………..

” Per finire, io ho soltanto un messaggio di pace, quello di amarvi gli uni gli altri come Dio ama ognuno di voi.

Gesù è venuto per portarci la buona novella che Dio ci ama, e desidera che noi ci amiamo l’un l’altro.

E quando verrà il tempo il tempo di morire per tornare nuovamente a casa, da Dio, Egli ci dirà: ”Venite e prendete il Regno preparato per voi, poichè avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato. quanto avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me”.

Dio vi benedica.

Madre Teresa”.

(Le note qui riportate sono state tratte dal libro edito dalla Arnoldo Mondadori S.p.A. – Milano nella collana Oscar Mondadori: “IL CAMMINO SEMPLICE” – Traduzione di Stefano Castelli e Bruno Osimo – Introduzione: di Lucinda Vardey – Titolo originale : ” A Simple Path “. )


Meditate and pray

“Meditation and prayer are not any activity: they must make
sensations of a special nature. If meditation and
prayer does not make you feel a warmth, a light, a force,
a joy, a charm, you have to find the cause.
Sometimes, rubbing a match and this will not turn on
because it is wet, or perhaps it is the case, and if a lighter
does not work, or gasoline that is missing is the flint
consumed. Spiritual practices as well as on the floor
material, the failures are always a cause that is necessary
find. The intellect should never be wet and the heart
should never be dry. Must the heart be warm and humid,
and that the intellect is dry and cold. A heart asciuttto
becomes selfish, and if it is cold, lack of love. If it warms up,
the mind is asleep, and if it is too damp,
rots. These images are clear and simple help
overcome the difficulties of your inner life. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

Silence and Prayer

If we take as our guide the oldest prayer book, the book of Psalms, we see two main forms of prayer. One is a lament, a cry for help. The other is of thanksgiving and praise to God For a more hidden level is a third type of prayer, without questions, or more explicit expressions of praise. In Psalm 131, for example, there is nothing but trust and confidence: “I am calm and serene …. hope in the Lord, now and forever. “

At times prayer becomes silent. A quiet communion with God can find no words. “I am calm and serene like a child quieted at its mother,” How satisfied that a child has stopped crying and is in the arms of his mother, so he can “feel my soul” in the presence of God prayer then he has need for words, perhaps not even thought of.

How is it possible to reach an inner silence? Sometimes we are apparently silent, and yet we have great discussions within us, struggles with imaginary companions or with ourselves. Soothe your soul requires a kind of simplicity. “I keep busy with things too big or too wonderful for me,” Silence is to recognize that my concerns can not do much. Silence means leaving to God what is beyond my reach and my skills. A moment of silence, very short, is like a holy rest, a Sabbath rest, a respite from worries.

The turmoil of our thoughts can be compared to the storm hitting the boat of the disciples on the Sea of Galilee while Jesus was sleeping. Like them, we may feel helpless, full of anxiety and unable to calm down. But Christ is adept at coming to our aid. As rebukes the wind and the sea, “there was a great calm”, he can also give peace to our hearts when it is shaken by fear and worries. (Mark 4)

Remaining in silence, trust and hope in God A Psalm tells us that silence is even a form of praise. We usually read at the beginning of Psalm 65: “To you it must be praise, O God.” This translation follows the greek text, but actually the Hebrew text says: “Silence is praise to thee, O God.” When words and thoughts stop, God is praised in a silence of awe and admiration.

The word of God and silence Thunder

At Sinai, God spoke to Moses and the Israelites. The word of God was preceded and accompanied by thunder and lightning and a louder sound of the trumpet (Exodus 19). Centuries later, the prophet Elijah came to the mountain of God We hope the storm, earthquake and fire, as had happened to his ancestors, and was ready to hear God speaking in the thunder. But the Lord was not in any of those phenomena powerful family. When all the noise was over, Elijah heard “a whisper of a gentle wind,” and God spoke to him. (1 Kings 19)

God speaks in a loud voice or a whisper quiet? We must take as an example the people gathered at Sinai or the prophet Elijah? Could possibly be a wrong. The terrible events associated with the gift of the Ten Commandments serve to highlight what they are serious. Accept or reject is a matter of life or death. Seeing a child in a car is running good scream as loud as possible. In situations such as the prophets refer to God’s words to our ears vibrate.

The words spoken aloud are certainly heard: are having an effect. But we also know that hardly touch the hearts. Are rejected rather than accepted. Elijah’s experience shows that God does not want to impress, but he wants to be understood and accepted. God chooses “the murmur of a gentle wind” to speak. This is a paradox: God is silent and yet speaks.

When the word of God becomes “the murmur of a gentle wind” is more efficient than other things to change our hearts. The storm broke the rocks on Mount Sinai, but the silent words of God are able to break through the stony hearts of men. For the same Elijah the sudden silence was probably the most frightening storm and thunder. Somehow the powerful manifestations of God were familiar. The silence of God is confusing, something so different from what he experienced in the past.

Silence makes us ready for a new encounter with God in silence the word of God can reach the furthest corners of our hearts. In the silence, the word of God proves to be “effective and sharper than any two-edged sword, piercing to the division of soul and spirit” (Hebrews 4:12). Stop hiding in silence before God, and Christ’s light can reach us and heal and transform what we are ashamed.

Silence and love

Christ says: “This is my commandment: love one another as I have loved you” (John 15:12). We need silence to take up these words and put them into practice. When we are agitated and restless, we have so many arguments and reasons not to forgive and not to love. But when we “have calmed and quieted our soul”, these reasons seem to us insignificant. Maybe sometimes avoid silence, preferring any noise, word or distraction, because inner peace is a dangerous thing: it makes us empty and poor, disintegrates bitterness and leads us to the gift of ourselves. Silent poor and our hearts are filled with the Holy Spirit, filled with unconditional love. Silence is a humble but sure path to love.

http://www.taize.fr/it_article958.html


From “simple path” of Mother Teresa of Calcutta

“The fruit of silence is prayer”

“The fruit of prayer is faith”

“The fruit of faith is love”

“The fruit of love is service”

“The fruit of service is peace”

The fruit of silence is prayer.

“We need that we all find the time to remain silent and to contemplate, especially if you live in big cities like London or New York, where everything moves so fast. That’s why I decided to open the first home for contemplative sisters ( whose vocation is to pray for a good part of ghiornata) to New York instead of Himalayas felt silence and contemplation were needed more in cities around the world.

“I always start my prayer in silence, because it is in silence that God speaks. God is the friend of silence, we must listen to God because what matters is not what we say, but what He says to us and through us “.

…………….

“If you’re looking for God and do not know where to start, learn to pray and take the trouble to do it every day. You can pray anytime, anywhere. You do not need to be in a chapel or church. You can pray at work: work does not necessarily stop the prayer nor prayer have to stop work. “.

…………..

The fruit of prayer is faith

“God is everywhere and everything and we can not exist without him. I have never doubted the existence of God, even for a moment, but I know that some people are doubtful. If you do not believe in God, you can help others doing works of love, and the fruits of these works will be by entering in your soul. Thus began, slowly, to open yourself and want the joy of loving God

“There are many religions, and each has different ways to follow God I follow Christ:

Jesus is my God

Jesus is my Spouse,

Jesus is my Life

Jesus is my only love,

Jesus is everything to me,

Jesus is everything to me.

“That’s why I never fear. I do my job with Jesus, I do it for Jesus, I do it to Jesus and then the fruits are His not my own. If you need a guide, as long as you look to Jesus. You have to give Him and trusting in Him completely. When you do, all doubt is dispelled, and to achieve full conviction. Jesus said, ‘If you become like bambini, can not come to me>.. “

………….

The fruit of faith is love

“The worst disease of the West today is not leprosy or tuberculosis, but it is not desired nor feeling loved, feeling abandoned. The medicine can cure diseases of the body, but the only cure for loneliness, despair and the lack of prospects is love. There are many people in the world who die for a piece of bread but even more die for lack of love. and poverty in the West is taking new forms: not only is loneliness, but it is also spiritual poverty. There is hunger for love, and there is a hunger for God. “

…………….

The fruit of love is service

…………..

“Prayer is an active love, and love activities and services. Search unconditionally at all times to give any thing a person needs. The important thing is to do something (however small) and show by their actions, donating their time, that you love. Sometimes it means to engage in physical work (as we do in our homes for the sick and dying), sometimes they offer spiritual support to those it is always closed in the house. If a patient medicine wants, give him medicine if he needs comfort, console him. “

………………….

The fruit of service is peace

………………….

“We have the right to live happily and in peace. We were created for this – to be happy – and we can find true happiness and true peace only when we are in a loving relationship with God: there is great happiness in loving . Many people think, especially in the West, that money makes you happy. I think instead it is more difficult to be happy if you’re rich, it is more difficult because you see God, you have too many other things to think about. However, if God gave you the gift of wealth, then use it for His purpose: to help others, help the poor, create jobs, give jobs to others. Do not waste your wealth also have food, shelter, dignity, freedom, health and education are all gifts of God, and this is why we must help those less fortunate than ourselves.

…………….

“When we offend the poor, or we offend one another, we offend God.”

……………..

“Finally, I only get a message of peace, to love one another as God loves each of you.

Jesus came to bring us the good news that God loves us and desires that we love one another.

And when the time comes time to die to get back home again, by God, He will say:”Come and take the kingdom prepared for you, because I was hungry and you gave me food, I was naked and you clothed me, I was sick and you visited me. what you did for one of the least of these my brethren, ye have done it unto me.”

God bless you.

Mother Teresa. “

(Information provided here are taken from the book published by Arnoldo Mondadori SpA – Milan Oscar Mondadori in the series: “THE EASY WAY” – Translation by Stefano Castelli and Bruno Osimo – Introduction: Lucinda Vardey – Original title: “A Simple Path” .)

Essere – To be


💮Essere💮

Al centro
dell’Essere
è oceano
d’amore
Sole
e nuvole
in ricerca
d’infinito
Canto muto
sulle note
dell’armonia
celeste

19.01.2020 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮To be

In the center
of Being
it’s ocean
of love
Sun
and clouds
in search
of infinity
Mute singing
on the notes
of heavenly
harmony

19.01.2020 Poetyca

L’amare


L’amare

Vorrei condividere quanto scrissi tempo fa a proposito dell’amare, di quanto venga insegnato o ci venga richiesto relativamente all’amare gli altri, dimenticando spesso quella cura che dobbiamo a noi stessi che sicuramente non avremmo molto da dare se non sappiamo bastare a noi stessi senza attaccamento ed aspettative nei confronti di chi non sembra accorgersi di noi. Sopratutto amare non è un modo di dimostare la nostra bontà ma è essere compagni di vita, di percorso dove le esperienze possano aiutare a crescere. Amore e dolore, Morte ed attaccamento spesso sono intrecciati tra loro, a noi sciogliere questi nodi per essere liberi e capaci di una forma di amore incondizionato, di gratitudine e di forza sottile che ci elevino oltre le apparenze. Amare è responsabilità e accoglienza senza giudizio, dove il possesso non ha presa ma ci si sente a proprio agio se si permette e si aiutano gli altri ad essere quel che sono.

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Ma per approfondire, ci sarebbe da dire anche che spesso si confonde l’amore con i rapporti di coppia, con una sorta di giuramento e lagame alla reciproca fedeltà , che non signiifica approvare ogni cosa dell’altro come atto di sottomissione ma aiuto vicendevole per crescere in armonia, perdere il proprio compagno di viaggio non significa gettare via i semi ricevuti ma impegnarsi, con gratitudine affinchè possano restare in noi

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Per amare, per riconoscere questo bisogno,quest’opportunità che la vita ci insegna, esperienza dopo esperienza è opportuno leggere in noi stessi e crescere….

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Ecco.. in noi tutti gli strumenti per aprirci alla compassione, per non alimentare l’attaccamento e per Amare.

Un sorriso

Poetyca

To love

Let me share what I wrote recently about the beloved, to what is taught or are being requested for loving others, often forgetting that care we owe to ourselves that surely we would not have much to give if we do not know enough about ourselves without attachment and expectations of those who do not seem to notice us. Above all, love is not a way of demonstrating our goodness but to be companions in life, the path where experiences can help to grow. Love and pain, death and attachment are often intertwined, we untie these knots to be free and able to a form of unconditional love, gratitude and subtle force we elevino than appearances. Love and acceptance is the responsibility without a trial, where the possession did not take but one feels at ease if you can and help others to be what they are.


To love oneself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it is pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have neglected may become apathetic or unexpressed anger, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes years or whole cycles before you can understand that we are worth it despite what have made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not give rise to, are our essence – must be respected by ourselves – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude is why growth opportunities for free from the lies of the mind. And ‘healing process that gives us the path to inner growth that we should not flee but touch the root of which is often deeper than we think.

30.07.2006 Poetyca

But further, one might also say that often confuses love relationships of torque, with a sort of oath and lagame mutual fidelity, not signiifica approve all of the other as an act of submission but for mutual help grow in harmony, losing his traveling companion does not mean throwing away the seeds received but engage with gratitude so that we can remain on

Love and Loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows another to express himself, he even helps bring out the party itself has not sprung yet, you support and do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a couple relationship, you should not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but if they go, instead of remaining anchored to, loss, one must understand that they have finished their task, which had lost only in us is illusion because their presence and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles, the trials of life are discarded, make us fall into a panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

To love, to recognize this need, this opportunity that life teaches us, experience after experience should be read in ourselves and grow ….

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment to this life to read through experience the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

Here .. in all of us the means to open ourselves to compassion, not to feed the attachment and love.

A smile

Poetyca

Il Vaso di Pandora


 

Il vaso di Pandora

Erano troppo cattivi e superbi gli uomini da qualche tempo. Giove, il possente nume che governava il Cielo e la Terra ne era proprio stanco.”Bisogna punirli” si disse. E, chiamato presso il suo trono il fabbro Vulcano gli comandò di fabbricargli una donna. “Fabbricare una donna!!! Ma non é la stessa cosa che cesellare lo scudo di Minerva o sbalzare l’armatura di Marte!” gli disse. “Obbedisci!!” ripeté Giove, severo. “Ho bisogno di castigare gli uomini che stanno diventando veramente malvagi!” E Vulcano obbediente se ne tornò alle sue fucine e cominciò a costruire la donna. Con le braccia vigorose, la modellò in argilla dal capo alle piante, la fece disseccare, le plasmò con dita sapienti un volto soave, la colorò di tenero rosa e le diede come anima una scintilla del fuoco divino che ardeva nei forni immensi dell’Olimpo. Allora la donna aprì gli occhi, sorrise e le sue membra si mossero con grazia; era in tutto simile alle bellissime Dee. Accorse Minerva ad ammirarla e le donò una cintura di perle e un abito ricchissimo di porpora e gemme; le Grazie le adornarono il petto e le braccia di gioielli scintillanti; Venere, la dolce dea dal sorriso adorabile, sparse sulla testa della fortunata ragazza tutte le più squisite grazie femminili, mentre le Ore dalle lunghe trecce dorate inghirlandavano la donna appena creata con serti di rose vellutate e profumate. Anche Giove volle offrire il suo dono alla bellissima mortale, prima di mandarla fra gli uomini.”Io ti metto nome Pandora ” disse Giove. “E il tuo nome vuol dire la donna “di tutti i doni” e a quelli che hai ricevuto ora, aggiungo il mio. Eccolo, tu porterai questo vaso con te, quando andrai sulla terra. Esso contiene tutti i mali che possono far piangere, soffrire, rovinare gli uomini. Guardati dunque dall’aprirlo, essi sfuggirebbero tutti per il mondo; mentre invece chiusi lì dentro, rimarranno imprigionati in eterno e non potranno nuocere a nessuno”. La donna accolse grata il dono del nume e su di un cocchio a forma di cigno, scese sulla Terra ove il Fato aveva stabilito che dovesse diventare la sposa di un re. Ma la curiosità, a poco a poco, prese a roderle il pensiero: che cosa dunque conteneva il prezioso vaso intarsiato donatole da Giove? Tutti i mali aveva detto il nume? Ma come erano fatti? Quali erano? E se avesse aperto appena un pochino il coperchio e avesse curiosato con precauzione da uno spiraglio? Piano piano la donna sollevò il coperchio, ficcò il viso nella breve fessura, ma dovette staccarsene subito inorridita. Un fumo denso, nero e acre usciva a folate enormi dal vaso e mille fantasmi orribili si delineavano in quelle tenebre paurose che invadevano il mondo e oscuravano il sole. C’erano tutte le malattie e tutti i dolori e tutte le brutture e tutti i vizi. E, tutti rapidi, inafferrabili, violenti, uscivano dal vaso irrompendo nelle case tranquille degli uomini. Invano Pandora, cercava affannosamente di chiudere il vaso, di trattenere i Mali e di rimediare al disastro. Il Fato inesorabile si compiva e da quel giorno la vita degli uomini fu desolata da tutte le sventure scatenate da Giove. Quando tutto il fumo denso fu svaporato nell’aria e il vaso parve vuoto, Pandora guardò nell’interno: c’era ancora un grazioso uccellino azzurro; era la Speranza, l’unico bene rimasto ai mortali a conforto delle loro sventure. Giove aveva punito gli uomini con la curiosità rovinosa di Pandora, aveva voluto che i Mali fossero liberi di causar loro infiniti castighi, ma aveva anche donato alla vita travagliata che egli stesso aveva imposto all’umanità, un dolce azzurro conforto:la Speranza che non abbandona nessuno.

http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/il_vaso_di_pandora.htm

The Pandora’s box

They were too evil and arrogant men for some time. Jupiter, the mighty god who ruled Heaven and Earth I was just tired. “We must punish them,” he said. And, beside his throne called the blacksmith Vulcan commanded him to build a woman. “Making a woman! But is not the same as the shield of Minerva, or engrave emboss the armor of Mars! “He said. “Obey!” Jupiter repeated sternly. “I need to punish people who are getting really bad!” And Volcano obediently went back to his forge and began building the woman. With strong arms, modeling in clay from head to foot, had it dry up, the fingers formed with a wise face smooth, soft pink stains the soul and gave her as a spark of divine fire which burned in huge ovens Olympian . Then the woman opened her eyes, smiled, and his limbs moved with grace, was similar to the beautiful Dee. Minerva saw to admire her and gave her a belt of pearls and a rich purple gown and jewels, the Graces adorn the chest and arms of sparkling jewels, Venus, the goddess of sweet adorable smile, scattered on the head of all the lucky girl with the most exquisite female, with long hours while the woman just golden tresses wreathed with garlands of roses created velvety and fragrant. Even Jupiter, he offered his gift to the beautiful mortal, before sending it among men. “I’ll put the name Pandora,” said Jupiter. “And your name means the woman” all gifts “and those who have received now, I add my own. Here it is, you will bring this vessel with you, when you go on earth. It contains all the evils that can make you cry, suffer, damaging the men. Beware of opening it, therefore, they escape all the world, whereas closed in there, will remain imprisoned forever and can not harm anyone “. The grateful woman received the gift of god and a chariot in the shape of a swan, descended to Earth where the Fates had determined that it should become the wife of a king. But curiosity, little by little, began to roderle thought: what then contained the precious vase inlaid given to her by Jupiter? All Mali said the god? But what they looked like? What were they? And if he had just opened a little and had pried the lid cautiously through a chink? Slowly she lifted the lid, stuck his face in the short slot, but had to break away immediately horrified. A dense smoke, black and acrid came in gusts from the huge pot and a thousand ghosts stood out in those horrible scary darkness invading the world and darkened the sun. There were all diseases and all the sorrows and all the ugliness and all the vices. And, all quick, elusive, violent, came from the vessel breaking into homes of peaceful men. Pandora vain, he tried desperately to close the jar, to retain Mali and to remedy the disaster. The inexorable Fate was fulfilled, and from that day the lives of the men was deserted by all the woes triggered by Jupiter. When all the smoke was thick in the air evaporated, and the vessel seemed empty, he looked inside Pandora: there was still a pretty blue bird, it was the hope, the only thing left to mortals for the comfort of their misfortunes. Zeus had punished the men with the curiosity of Pandora ruinous, that Mali had wanted to be free to cause them endless punishment, but he also donated to the troubled life that he himself had imposed on humanity, a sweet blue comfort: Hope not abandons no one.

Dialogo sul Karma


 

Dialogo sul Karma

“Dai diamanti non viene nulla,dal letame vengono i fiori”
Fabrizio De Andrè

Si tratta di vedere la presenza di opportunità nelle difficoltà e farle vivere

attraverso il Karma, siamo noi a creare il nostro ambiente intorno come modo per manifestare la nostra luce.

Molte persone utilizzano un idea generale sul Karma (legge dell’armonia)

come di una punizione ma è un processo semplice come per la

legge d’attrazione, tutto ha un ordine tutto per manifestare amore, la causa e l’effetto è la conseguenza, se si getta una piccola pietra in un lago, si

creano onde nell’acqua, e si trasferiranno al di fuori ma

alla fine si torna ad uno stato di calma, è un’idea

su come si può fare un atto non armonico e si otterrà la sua

conseguenze, se ho rotto l’armonia si possono ricevere

ondate di disarmonia, ma se sei in grado di rispettare tale armonia presente ovunque come armonia universale e si cammina con essa, tutto nella tua

la vita è calma e di amore.

Beh, si possono avere molte brutte esperienze nella vita come

conseguenza delle scelte da altri e si può essere

passivo e reagire in modo disarmonico per co-creare di nuovo

una disarmonia maggiore,

oppure si può scegliere di agire (non reagisce) in un modo diverso,

in armonia, tutto è qui e ora, e non siamo burattini

che sono prigionieri del vecchio Karma, ma noi siamo studenti che devono

imparare, per avere una buona collaborazione con il Karma ( legge divina)

Le lezioni che non siamo in grado di imparare, in programma nella nostra vita possono essere ripetute molte volte per molte vite, non è una punizione,

ma una buona opportunità.

.20.02.2011 Poetyca


Dialogue on Karma


“From the diamond is not nothing, from manure are the flowers”
Fabrizio De Andrè

The question is the presence of opportunities in the difficulty and make them live

through Karma, we create our environment around as a way to express our view.

Many people use a general idea on Karma (law of harmony)

as a punishment but as a simple process for

law of attraction, everything has an order all to show love, cause and effect is the consequence, if you throw a pebble into a lake,

create waves in the water, and they will move outside but

eventually returns to a state of calm, is an idea

on how you can do an act is not balanced and you will get your

consequences if I broke the harmony can be received

waves of disharmony, but if you are able to comply with such harmony and universal harmony everywhere as you walk with it, everything in your

Life is calm and love.

Well, you can have many bad experiences in life

consequence of the choices by others and can be

passive and react to co-create disharmony again

a greater disharmony,

or you can choose to act (not react) in a different way,

in harmony, everything is here and now, and we are not puppets

who are prisoners of the old Karma, and we are student must

learn to have a good cooperation with the Karma (divine law)

The lessons that we are not able to learn, to be held in our lives can be repeated many times in many lives, not a punishment,but a good opportunity.

.20.02.2011 Poetyca

Verità – Truth


💮Verità💮

Ogni verità
annienta
la bugia
spesso celata
inventata
per intrecciare
buio e potere
Dobbiamo
cercare e credere
solo a quanto
è tangibile
e ci accompagna
verso un cielo
senza nuvole

18.01.2020 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Truth

Any truth
annihilates
the lie
often hidden
invented
to weave
dark and power
We have to
seek and believe
just how much
it is tangible
and accompanies us
towards a sky
cloudless

18.01.2020 Poetyca

Piccoli inizi – Little beginnings – Benvenuto Cellini


🌸Piccoli inizi🌸

I piccoli inizi
a volte hanno grandi finali.

Benvenuto Cellini
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Little beginnings

Little beginnings
sometimes have great endings.

Benvenuto Cellini

Una perla al giorno – Dalai Lama


 

 

buddha35jpgI tempi duri costruiscono determinazione e forza interiore.
  Attraverso di loro possiamo anche
apprezzare l’inutilità della rabbia.

  Dalai Lama

Hard times build determination and inner strength.
 Through them we can also come
 to appreciate the uselessness of anger.

 Dalai Lama