Archivio | 26/01/2020

Non fuggire dal dolore


Non fuggire dal dolore

Quando c’è dolore, il sistema nervoso subisce un grande shock, è un enorme colpo sia per la parte fisiologica che per quella psicologica dell’essere. Di solito cerchiamo di vincere il dolore prendendo qualche sostanza, dandoci al bere o attraverso qualche forma di religione. Oppure diventiamo cinici e accettiamo le cose come inevitabili. Possiamo approfondire questa questione seriamente? È possibile non fuggire affatto dal dolore? Mio figlio è morto e c’è un dolore immenso, un grande shock, e scopro di essere veramente solo. Non posso affrontare questa cosa, non posso sopportarla, e cerco qualche fuga. Ci sono molti modi per fuggire da questo stato: mondani, religiosi o filosofici e questa fuga è uno spreco di energia. È possibile non fuggire di fronte a nessun dolore? Il dolore della solitudine, dell’angoscia, di uno shock, ma rimanere completamente con l’evento, con questa cosa chiamata sofferenza, è possibile? Possiamo sostenere qualsiasi problema, stare lì senza cercare di risolverlo, cercando di guardarlo e di tenerlo fra le mani come se fosse un bellissimo e prezioso gioiello? La bellezza di quel gioiello è talmente affascinante, talmente magnetica che continuiamo a guardarlo. Allo stesso modo, se potessimo tenere completamente il nostro dolore, senza il minimo movimento di pensiero o di fuga, l’atto stesso di non fuggire da quel fatto porta a un totale scioglimento di ciò che ha causato dolore. –

Jiddu Krishnamurti -That Benediction is Where You Are, pp 60-61

Do not run away from the pain

When there is pain, the nervous system undergoes a major shock, is a huge blow for both the physiological to the psychological being. Usually try to overcome the pain by taking some substance, giving us to drink or through some form of religion. Or become cynical and accept things as inevitable. We investigate this issue seriously? You can not run away from the pain at all? My son is dead and there’s a huge pain, a great shock, and I find to be truly alone. I can not face this thing, I can not bear it, and try some escape. There are many ways to escape from this state: worldly, religious or philosophical and this escape is a waste of energy. You can not run from no pain? The pain of loneliness, anxiety, a shock, but remain completely with the event, with this thing called suffering, is it possible? We can support any problem, be there without trying to solve it, trying to look at it and to keep it in his hands as if it were a beautiful and precious jewel? The beauty of this jewel is so fascinating, so magnetic that we continue to look at him. Similarly, if we could keep our pain completely, without any movement of thought or escape, the act of not escape from this fact leads to a total dissolution of what caused pain. –

Jiddu Krishnamurti-That Benediction is Where You Are, pp 60-61

Sono arrivato, sono a casa


Riflettendo…

La Riflessione

Non fate l’errore di immaginare che la natura della mente sia qualcosa di limitato alle nostre menti.
Essa, infatti, è la natura di tutti i fenomeni.

Non si dice mai abbastanza che realizzare la natura della mente
significa realizzare la natura di tutte le cose.

Sogyal Rinpoche

………………….

Nulla è distante o separato,
tutti i fenomeni conoscono causa
ed interconnessione e non esiste
un ” luogo”isolato e limitato
dove possa risiedere la mente:
essa è come l’aria che – pur non vedendola
sa permeare tutti gli spazi e le cose.

Quel che guardiamo attraverso l’occhio
e crediamo diverso da noi – distante
e separato – come causa esterna –
è in realtà riflesso della nostra stessa
mente e attraverso esso noi reagiamo
alla nostra interpretazione delle cose.
Equidistanza è saper accogliere la realtà
come essa è, per non dare energia
a fenomeni atti a ingenerare veleni.

Poetyca

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L’insegnamento

Sono arrivato, sono a casa

Sono arrivato, sono a casa.
Nel qui. Nell’adesso.
Sono solido, sono libero.
Dimoro nella realtà ultima.

Inspirare, sorridere e toccare le condizioni di felicità che sono disponibili,
è qualcosa che tutti noi possiamo fare.
In questo modo possiamo porci a dimorare nel momento presente.
Questo è l’insegnamento del vivere felici nel momento presente.

Per favore, addestratevi a fare del momento presente,
del qui ed ora, la vostra vera casa.
Questa è la sola casa che possediamo.
Questo è il solo luogo dove possiamo toccare la vita.

Maestro Thich Nhat Hanh

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Ogni qualvolta sentiamo il peso della collera,
perchè le nostre aspettative sono deluse
o lo stress ci fa dimenticare lo stato di calma:
possiamo fermarci a respirare consapevolmente
e vivere il – qui ed ora.

Molto spesso restiamo ancorati
ad eventi passati – portandoceli dietro,
come un peso sulle spalle –
oppure facciamo correre la mente al futuro,
dimenticando che preoccuparci o costruire
le nostre illusioni è solo una trappola
da noi stessi architettata.

Meglio allora – lasciare andare ogni cosa –
e sorridendo centrare la nostra consapevolezza
alla serenità e bellezza di questo momento presente:
trovando la nostra vera casa – quella dimora
di armonia e bellezza che nulla può intaccare.

Poetyca

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07.06.2009 Poetyca

Testi tratti da

Reflection

Do not make the mistake of imagining that the nature of mind is something limited to our minds.
Indeed, it is the nature of all phenomena.

It is not said often enough that realize the nature of the mind
means to realize the nature of all things.

Sogyal Rinpoche

… … … … … … ….

Nothing is distant or separate
Because they know all the phenomena
and interconnection, and there
a “place” isolated and limited
where the mind can reside:
it is like the air that – while not seeing
known to permeate all space and things.

What we look through the eye
and believe differently from us – away
and separate – such as external cause –
is actually a reflection of our own
mind and through it we react
to our interpretation of things.
Equidistance is able to accommodate the reality
As it is, not to give energy
likely to give rise to phenomena poisons.

Poetyca

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The teaching

I arrived, I’m home

I arrived, I’m home.
In here. In the now.
They are solid, they are free.
I dwell in the ultimate reality.

Breathe, smile and touch the conditions of happiness that are available,
is something that we can all do.
In this way we can ask ourselves to dwell in the present moment.
This is the teaching of living happily in the present moment.

Please addestratevi to make the present moment,
the here and now, your true home.
This is the only home we have.
This is the only place where we can touch their lives.

Master Thich Nhat Hanh

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Whenever we feel the weight of anger,
because our expectations are disappointed
or stress makes us forget about the state of calm:
we can pause to breathe consciously
and live – here and now.

Very often we remain anchored
to past events – doors behind
as a burden on his shoulders –
or we take the mind to the future,
than worry about forgetting or build
our illusions is just a trap
engineered by ourselves.

Better then – let go of everything –
and smiling to focus our awareness
the serenity and beauty of this present moment:
finding our true home – the home
of harmony and beauty that nothing can affect.

Poetyca

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07.06.2009 Poetyca

Text taken from

 

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Una carota, un uovo ed un chicco di caffè


Una carota, un uovo ed un chicco di caffè

Una giovane ragazza venne dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse
così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di
piantare tutto; era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava
che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le
cose.

La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul
gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una
carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè
macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.

Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su
un piattino. Così fece anche con l’uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in
una tazza.

Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi.”

“Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.

La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota. Lo fece e notò che
era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l’uovo e di romperlo.

Dopo averlo tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura.

Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò
a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva.

Poi, chiese alla madre: “Che cosa significa tutto questo?”

La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla
stessa avversità: l’acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo
diverso.

La carota era entrata nell’acqua forte e dura…. Ma dopo aver lottato con
l’acqua bollente, si era rammollita e indebolita.

L’uovo era entrato nell’acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo
interno liquido, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito.

Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo
essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e
l’aveva trasformata!

“Con quale di questi tre ti identifichi”, chiese la madre alla figlia?

“Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la
carota, come l’uovo o come i grani di caffè macinati?

Chiediti sempre “a quale di questi tre rassomiglio”? Sono come la carota che
sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza e dell’avversità divento
soffice e rammollita e perdo la mia forza?

Sono come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambia
con il calore? Avevo un buon carattere e un’indole serena, poi a causa di
una sofferenza causata dalla morte di una persona cara o da una depressione,
una transazione finanziaria andata male o qualche altra prova, sono
diventato indurito e gelido? Forse il mio guscio sembra sempre lo stesso,
ma all’interno mi sento amareggiato e indurito, con uno spirito arido e un
cuore duro?

Oppure, sono come il caffè macinato? Se guardi bene, esso cambia l’acqua,
cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua
si scalda, il caffè comincia a emanare il suo aroma e la sua fragranza.

Se sei come il caffè, quando le cose cominceranno ad andarti male, tu
diventerai migliore e cambierai la situazione che ti concerne.

Quando ti senti male, e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi
di elevarti ad un altro livello? Come ti comporti nelle avversità? Sei come
una carota, un uovo o come i grani di caffè macinato?

Possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da
renderti forte, e abbastanza sofferenze da farti rimanere umano, e
abbastanza speranza da renderti sereno.

di Anonimo

Carrot, Egg or Coffee Bean?

You will never look at a cup of coffee the same way again.

A young woman went to her mother and told her about her life and how things were so hard for her. She did not know how she was going to make it and wanted to give up. She was tired of fighting and struggling. It seemed that as one problem was solved, a new one arose.

Her mother took her to the kitchen. She filled three pots with water and placed each on a high fire. Soon the pots came to a boil. In the first, she placed carrots, in the second she placed eggs, and the last she placed ground coffee beans. She let them sit and boil, without saying a word.

In about twenty minutes she turned off the burners. She fished the carrots out and placed them in a bowl. She then pulled the eggs out and placed them in a bowl. Then she ladled the coffee out and placed it in a bowl.

Turning to her daughter, she asked, “Tell me, what do you see?”

“Carrots, eggs, and coffee,” she replied.

She brought her closer and asked her to feel the carrots. She did and noted that they were soft. She then asked her to take an egg and break it. After pulling off the shell, she observed the hard-boiled egg. Finally, she asked her to sip the coffee. The daughter smiled as she tasted its rich aroma.

The daughter then asked, “What does it mean, Mother?”

Her mother explained that each of these objects had faced the same adversity — boiling water — but each reacted differently. The carrot went in strong, hard and unrelenting. However, after being subjected to the boiling water, it softened and became weak. The egg had been fragile. Its thin outer shell had protected its liquid interior. But, after sitting through the boiling water, its inside became hardened. The ground coffee beans were unique, however. After they were in the boiling water, they had changed the water.

“Which are you?” she asked her daughter. “When adversity knocks on your door, how do you respond? Are you a carrot, an egg, or a coffee bean?”

Think of this: Which am I? Am I the carrot that seems strong, but with pain and adversity? Do I wilt and become soft and lose my strength?

Am I the egg that starts with a malleable heart, but changes with the heat? Did I have a fluid spirit, but after a death, a breakup, a financial hardship or some other trial, have I become hardened and stiff? Does my shell look the same, but on the inside am I bitter and tough with a stiff spirit and a hardened heart?

Or am I like the coffee bean? The bean actually changes the hot water, the very circumstance that brings the pain. When the water gets hot, it releases the fragrance and flavor of your life. If you are like the bean, when things are at their worst, you get better and change the situation around you. When the hours are the darkest and trials are their greatest, do you elevate to another level?

How do you handle adversity? Are you changed by your surroundings or do you bring life, flavor, to them?

ARE YOU A CARROT, AN EGG, OR A COFFEE BEAN?

~ Author Unknown ~

Mente in meditazione


Riflettendo…

La Riflessione

La gratitudine non solo è necessaria. È pratica.

Quando accendete in voi la gratitudine,
spegnete quella parte del cervello che sta alimentando la sofferenza.

La gratitudine e la compassione unite insieme,
aprono la porta all’esperienza della gioia.

Insegnante di Dharma

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L’armonia trova radici dalla capacità
di guardare in ogni sua parte la realtà:
non solo quel che sembra non essere presente,
sopratutto tutta la bellezza di quanto
è causa e concausa della nostra esistenza.
Nella risorsa sempre presente in noi del guardare
a cosa sia interconnesso – oltre le apparenze –
tutto ciò che ci avvolge,per trovare
come risposta un’ onda di amore.

La gratitudine è saper guardare in profondità,
sino a farci toccare nella sua essenza,
quanto siamo in grado di riconoscere
il valore di come tutti intersiamo:
tutti sullo stesso percorso riceviamo spesso
più di quanto siamo in grado di dare.

Poetyca

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L’insegnamento

Mente in meditazione

Cosa dovremmo “fare” con la mente durante la meditazione?
Assolutamente nulla. Lasciamola, semplicemente, così com’è.

Un Maestro descrisse la meditazione come:
“Mente, sospesa nello spazio, in nessun luogo”.

Sogyal Rinpoche

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Spesso si crede di dover apportare o togliere qualcosa,
di dover raggiungere un preciso fine,
come se il meditare fosse un lavoro di indagine
nel quale portare modifiche a quanto sia presente,
non accetto e da rigettare. Oppure come se fosse
un percorso a tappe dopo del quale si possa conseguire
un premio del quale fare mostra.
Nessun fine va cercato, nessuna ricerca particolare
se non quella del silenzio e della calma per scivolare
nell’assenza di percorso.
Solo in questo modo ci si riempie di un vuoto
che è la pienezza stessa della nostra attenzione.

Poetyca

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25.04.2009 Poetyca

Testi tratti da

Reflecting …

Reflection

Gratitude is not only necessary. It is practical.

When you turn in you gratitude,
turn off that part of the brain that is fueling the suffering.

Gratitude and compassion joined together,
open the door to the experience of joy.

Teacher of Dharma

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The harmony is rooted on the ability
to look reality in its entirety:
not only what appears to be missing,
above all the beauty of what
is the cause and contributing cause of our existence.
In the resource always present in us the look
what is interconnected – beyond appearances –
everything that surrounds us, to find
response as a ‘wave of love.

Gratitude is able to look in depth,
up to us to tap into its essence,
As we are able to recognize
the value of all intersiamo as:
all on the same path we often receive
more than we can give.

Poetyca

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The teaching

Mind in Meditation

What we “do” with the mind during meditation?
Absolutely nothing. Let it, simply, as it is.

A master described meditation as:
“Mind, suspended in space, nowhere.”

Sogyal Rinpoche

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Often thought of having to make or remove something,
having to reach a definite end,
as if it were a meditate survey work
in which to bring changes to what is present,
I do not accept and reject. Or as if it were
a journey in stages after which you can achieve
an award which shows do.
No end to be sought, no particular research
than that of silence and stillness to slide
in the absence of the path.
Only in this way one fills a void
which is the same fullness of our attention.

Poetyca

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25.04.2009 Poetyca

Il Fiore di Bodhidharma

Mancare il punto


Mancare il punto

“Se non hai incontrato l’amore hai mancato il punto.
Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto.
E’ un fallimento assoluto. Non hai colto l’intervallo tra le due note….

La via verso quell’esperienza consiste di quattro passi: ricordali.

Il primo passo è: sii qui-e-ora. Perché l’amore è possibile solo nel qui-e-ora.
Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l’amore.

Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.
Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni:
odio, gelosia, ira, possessività.

Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te,
quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario.

Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l’amore scompare.
Così facendo vivrai nel modo giusto ovvero vivrai nel mondo
ma non permetterai al mondo di vivere in te”

dal libro di Osho “Quell’oscuro intervallo è l’amore”

Missing the point

“If you have not met the love you’ve missed the point.
You were born, you lived, you died, but you missed the point.
It ‘an absolute failure. Do not have used the interval between two notes ….

The path to that experience consists of four steps: remember that.

The first step is: be here-and-now. For love is only possible in the here-and-now.
The past and future are just ways to avoid love.

The second step: Learn how to transform your poisons in honey.
Because much love but their love is contaminated with poisons:
hatred, jealousy, anger, possessiveness.

Third: Share. When a thing is bad for you keep it,
it is positive when it share it. Usually people do the opposite.

Fourth: be nothing. When you’re full of ego, love disappears.
By doing so you will live in the right way or you will live in the world
but not allow the world to live in you “

from Osho’s book “That Obscure range is love”

Semi di Luce


Semi di Luce

C’è una crepa in ogni cosa,
è da lì che entra la luce

Leonard Cohen

La nostra attenzione

“Voi trovate che la vita sia difficile, ed è vero, che gli esseri
umani siano spesso cattivi e ingrati, ed è vero anche questo. Ma
è forse un motivo per essere sempre in rivolta, indignati,
inaciditi? Non vi rendete conto che con questo atteggiamento,
alla fine è a voi stessi che fate del male? Alcuni diranno che
non possono trattenersi dall’essere indignati per lo spettacolo
che offre il mondo e inoltre diranno che non li si può
rimproverare se si fanno del male, perché è solo a se stessi che
fanno del male. Ebbene, questo loro ragionamento prova che non
hanno una buona comprensione delle cose.
Gli esseri umani sono tutti collegati gli uni agli altri, e se
voi siete tristi, depressi, incupiti, questo si riflette su
coloro che frequentate. Non desiderate fare del male a nessuno?
In apparenza è vero, voi non fate alcun male agli altri; ma
invece ne fate comunque, perché propagate delle onde e delle
particelle negative. Vi credete separati dagli altri, ma vi
sbagliate: i vostri pensieri e i vostri sentimenti agiscono sui
vostri genitori, sui vostri amici, persino sugli animali, sulle
piante e sugli oggetti attorno a voi. Chi fa del male a se stesso
fa del male al mondo intero, dunque non è più innocente di coloro
contro i quali si sta indignando.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Credere

Io credo in te, non per convinzione o qualsiasi fatto,
Io credo in te come un desiderio del mio cuore.
Da quello che ho sempre sperato vita mia,
Io credo in te come quella onnipresenza
che è stato con me fin da quando ero un bambino.
Io credo in te allo stesso modo
come la vita eterna mediante Cristo.
Io credo in te, come nelle mie preghiere
e pensieri di ogni notte,
sento la tua anima calda al mio fianco.
Io credo in te perché posso vedere
la beatitudine dell’amore attraverso i tuoi occhi,
e io credo in te guardando la comunione
di due anime per raggiungere il cielo.
Lasciami asciugare le tue lacrime, e con vero amore
guarire tutte le ferite, non hai nulla da fare
proprio nulla, per farmi stare al tuo fianco, nel corpo,
essenza o pensiero.

Sebastian Sanchez

Le due brocche

Un portatore d’acqua aveva
due brocche sospese alle
estremità di un’asta di legno.

Una di esse conservava
perfettamente l’acqua della
fonte fino al villaggio, senza
perderne nemmeno una
goccia.

L’altra, invece, aveva una
crepa e perdeva la metà della sua
acqua durante il percorso.

Questo durò per due anni.
Ogni giorno il portatore
portava una brocca e mezza
d’acqua al villaggio.

La prima era fiera per la sua bellezza,
era un vaso perfetto!

La seconda era rovinata… Aveva vergogna e si sentiva
depressa perché riusciva a compiere soltanto la metà
di quello che ci si aspettava da lei.

Un giorno, mentre il portatore
la stava riempiendo presso la
fonte, la brocca incrinata gli disse:

«Mi sento in colpa… Ti prego di
perdonarmi.»

«Di che cosa ti vergogni?» chiese
allora il portatore d’acqua.

«Per quella fessura che ho riesco a
portare solo la metà della mia
capacità, e perdo tutto il resto.
Per colpa mia tu ti affatichi e
riesci a portare soltanto una parte
dell’acqua che hai attinto. E per
causa mia non vedi il frutto delle
tue fatiche.»

Il portatore d’acqua fu
toccato da questa
confessione e rispose:

«Non pensarci più.
Piuttosto, mentre
ritorniamo a casa, guarda
i magifici fiori sul bordo
della sentiero.»

Durante il ritorno la
vecchia brocca vide dei
graziosi fiori illuminati
dai raggi del sole, e se ne
rallegrò.
Ma continuava anche a
pensare alla sua crepa e si
sentiva ancora colpevole
per aver perso la metà
dell’acqua trasportata.

Il portatore d’acqua disse allora alla
brocca:

«Non ti sei mai accorta dei bei fiori che ci
sono solo sul tuo lato del sentiero?
Dall’altra parte non ce ne sono affatto!
Io ho sempre saputo che tu perdevi acqua,
e ne ho approfittato.
Ho seminato dei fiori dalla tua parte e tu li
hai innaffiati mentre andavo verso il
villaggio.
Senza di te non avrei mai visto crescere
dei fiori così belli e graziosi.»

Morale

Tutti noi abbiamo delle crepe, delle debolezze, ferite,
difetti. Siamo delle semplici brocche d’argilla.

Alcuni di noi sono vecchi e fisicamente deboli, altri
non brillano d’intelligenza, oppure sono troppo
piccoli, troppo grandi, troppo grassi o troppo magri.
Queste sono le crepe e i difetti umani.

La Bibbia dice:
«O Signore, tu sei nostro padre, noi siamo l’argilla.
Tu sei colui che ci formi, e noi siamo tutti l’opera
delle tue mani.» (Isaia 64:8)

Il Signore disse a Samuele:
«Non badare al suo aspetto
né all’altezza della sua
statura… perché il Signore
non vede come vede l’uomo:
l’uomo infatti guarda
all’apparenza, ma il Signore
guarda al cuore.»

1 Samuele 16:7

Così parla Colui che è l’Alto,
l‘Eccelso, che abita
l’eternità, e che si chiama il
Santo:
«Io dimoro nel luogo eccelso
e santo, ma sto vicino a chi è
oppresso e umile di spirito
per ravvivare lo spirito degli
umili, per ravvivare il cuore
degli oppressi.»

Isaia 57:15

Seeds of Light

There is a crack in everything,
that’s where the light comes

Leonard Cohen


Our attention

“You find that life is difficult, and it is true that beings
humans are often bad and ungrateful, and it is also true. But
Is it a reason to be always in revolt, outraged,
sour? Do not you realize that with this attitude,
the end is yourself that you hurt? Some will say that
can not refrain from being indignant at the spectacle
offering the world and also tell you that they can not be
blame if you do evil, because it is only to themselves that
hurt. Well, this proves that their reasoning does not
have a good understanding of things.
Human beings are all connected to each other, and if
you are sad, depressed, surly, this is reflected
those who attended. You do not want to hurt anyone?
Apparently it’s true, you do not do any harm to others, but
instead they do anyway, because the waves propagate and
negative particles. You think you’re separated from the others, but there
wrong: your thoughts and your feelings about the act
your parents, your friends, even on animals,
plants and objects around you. Who hurts himself
hurts the entire world, so there is no more innocent than those
against which you are indignant. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

Believe

I believe in you, not out of conviction or of any event
I believe in you as a desire of my heart.
From what I’ve always hoped my life
I believe in you like the omnipresence
who has been with me since I was a child.
I believe in you the same way
as eternal life through Christ.
I believe in you, as in my prayers
and thoughts of every night,
I feel your soul warm at my side.
I believe in you because I can see
the bliss of love through your eyes,
I believe in you and looking at the communion
two souls to heaven.
Let me dry your tears, and true love
heal all wounds, you have nothing to do
nothing for me to stay by your side, in the body,
essence or thought.

Sebastian Sanchez

The two pitchers

A water carrier had
suspended for two pitchers
end of a shaft of wood.

One of them kept
perfectly water
source to the village, without
miss a
drop.

The other, however, had a
crack and lost half of its
water route.

This lasted for two years.
Every day the bearer
carrying a jug and a half
water to the village.

The first was proud of its beauty,
was a perfect pot!

The second was ruined … I was ashamed and felt
depressed because he could do only half
of what was expected of her.

One day, as the bearer
was filling up at the
source, the cracked pot said,

“I feel guilty … I beg you
forgive me. ”

“What are you ashamed?” Asked
then the water carrier.

“For that crack that I can
bring only half of my
capacity, and I lose everything else.
Because of me you and you toil
you can bring only a part
water you’ve drawn. And
Because I do not see the fruit of
your labors. ”

The water carrier was
affected by this
confession and said:

“I do not think about it.
Rather, while
return home, look
magifici the flowers on the edge
the path. ”

During the return
old pitcher, he saw
pretty flowers lit
rays of the sun, and they
rejoiced.
But it also continues to
think of his crack and
still felt guilty
for having lost half
water carried.

The water carrier then said to
pitcher:

“Have you ever noticed the beautiful flowers that
are only on your side of the path?
On the other hand there are none at all!
I’ve always heard that you lose water,
and I took advantage.
I planted some flowers on your side and you will
have sprinkled on my way to the
village.
Without you I would never have seen the growth
flowers so beautiful and graceful. ”

Moral

We all have cracks, weaknesses, wounds,
defects. We are simply jars of clay.

Some of us are old and physically weak, others
intelligence does not shine, or are too
small, too big, too fat or too thin.
These are the cracks and flaws in human.

The Bible says:
“O Lord, thou art our father, we are the clay.
You are the one who formed us, and we are all the work
of your hands. “(Isaiah 64:8)

The Lord said to Samuel:
“Pay no attention to his appearance
or on the height of his
height … for the Lord
does not see as man sees:
man it looks
appearance, but the Lord
looks on the heart. ”

1 Samuel 16:7

The words of him who is the High,
the Almighty, who dwells
eternity, and is called the
Saint:
“I dwell in the high place
and holy, but I am close to those
oppressed and lowly in spirit
to revive the spirit of
humble, to revive the heart
the oppressed. ”

Isaiah 57:15

Le nostre scelte


Le nostre scelte

Ci sono delle interazioni, delle cause determinate da nostre scelte – ma insieme a quelle di altri – una sorta di canovaccio dove tutti hanno un ruolo e lo portano a compimento. Ma la realtà non è solo questa che cade sotto il controllo dei nostri sensi, l’illusorietà che deriva dalla loro incompletezza. Esiste un ego, un proiettare sugli altri e un desiderare attenzione che determinano in noi determinate credenze e comportamenti ma esiste anche uno spazio interiore che se accolto ed ascoltato ci permette di comprendere come siamo noi a co – creare la realtà, come anche la fisica quantistica ha dimostrato.
Noi siamo la continuazione di una scintilla che ha scaturito la causa prima ma attraverso noi tale luce ha vita e continuità oltre le tracce di questo tempo destinato a finire.

07.01.2011 Poetyca

Our Choices

Are there any interactions, the causes determined by our choices – but with those of others – a sort of canvas where everyone has a role and bring it to fruition. But the reality is not only that this falls under the control of our senses, the illusion that stems from their incompleteness. There is an ego, a project on others and a desire for attention that we determine in certain beliefs and behaviors, but there is also an interior space that, if accepted and heard allows us to understand how we are to co – create reality, as quantum physics demonstrated.We are the continuation of a spark that resulted in the cause before us, but through this light and life has continued over the traces of this time destined to end.

07.01.2011 Poetyca