Archivio | 13/02/2020

★★。¸.☆☆Buonanotte¸.☆☆


pensieriang3

Guarda verso l’esterno – Look outward


🌼Guarda verso l’esterno🌼

Quando guardiamo
verso l’esterno,
siamo facilmente
influenzati
dai venti del mondo.
Quando ci troviamo
di fronte a noi stessi,
possiamo trovare
il nostro centro
e riposare nella calma.

Haemin Sunim
🌼🌿🌼#pensierieparole
🌼Look outward

When we look outward,
we are easily swayed
by the winds of the world.
When we face inward,
we can find our center
and rest in stillness.

Haemin Sunim

Slancio – Momentum


🌸Slancio🌸

Il salto di un leone
il volo di un passero
sono slancio
e stupore
improvviso
inaspettato
La calma
un attimo prima
dove tutto
era sospeso
ed infine
ecco la vita

26.01.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Momentum

The leap of a lion
the flight of a sparrow
they are momentum
and amazement
sudden
unexpected
The calm
a moment before
where everything
it was suspended
and finally
here is life

26.01.2019 Poetyca

Il silenzio – The silence – Sri Aurobindo


Il silenzio Sri Aurobindo

Il Silenzio testimone è la base segreta del Pensatore:
nascosta in silenziose profondità si forma la parola,
da silenzi nascosti nasce l’atto
nella mente sonora, nel mondo in travaglio;
avvolge in segreto il seme gettato dall’Eterno
il Silenzio, luogo natale mistico dell’anima.

(Savitri, II, XIII, 26-31)

“Non è possibile stabilire una base nello yoga se la mente è agitata. La prima cosa necessaria è la quiete nella mente. Inoltre, annullare la coscienza personale non è la prima meta dello yoga: la prima meta è aprire la coscienza ad una coscienza spirituale superiore e, anche per questo, la prima necessità è una mente quieta”. (Lettere, I, 269)

“L’equanimità e la pace, in tutte le condizioni e in tutte le parti dell’essere, costituiscono il primo fondamento dello stato yogico. In seguito, a seconda della tendenza della natura, possono venire la Luce (che porta con sé la Conoscenza), o la Forza (che porta potere e dinamismo di vario genere) o la Gioia (che porta amore e beatitudine). Ma la pace è la prima condizione, senza di cui nient’altro può essere stabile”. (Ivi, 291)

“La prima cosa da fare nella sadhana è ottenere una pace e un silenzio stabili nella mente. Altrimenti, potete avere esperienze, ma niente di duraturo: è nella mente silenziosa che si può costruire la vera coscienza”. (Ivi, 269)

“Quando la mente è silenziosa, c’è la pace, e nella pace tutto ciò che è divino può venire. Quando non c’è la mente, c’è il Sé, che è più grande della mente”. (Ivi, 291)

“Per la realizzazione del Sé, la pace e il silenzio della mente sono la prima condizione. In seguito si comincia a sentire una liberazione, una libertà, una vastità, e a vivere in una coscienza silenziosa, tranquilla, che niente può toccare e che esiste ovunque e in tutto, unita al Divino”. (Ivi, 271)

“Allorché l’ego è affievolito e quasi spento, e gli strumenti dello Spirito sono accordati e purificati, la purezza, l’infinità e l’immobilità dell’Uno si riflettono in una coscienza interamente pura, silenziosa, chiarificata, allargata come il cielo che si riflette in un limpido lago. L’incontro, l’assorbimento della grande Coscienza riflessa da parte di chi la riflette, diviene sempre più probabile e forte; gettare un ponte sull’abisso o abolire addirittura questo abisso spaziale fra l’immensità impersonale, immutabile, eterea e ciò che fu mutevole turbinio o piccola corrente di esistenza personale, non è più un’ardua improbabilità, ma può divenire un’esperienza frequente se non addirittura una condizione permanente”. (Sintesi, vol.II, p. 76)

“La verità delle cose è nella calma delle profondità, non nelle oscillazioni dell’onda di superficie. Il supremo Essere cosciente, non turbato dai clamori superficiali, dirige da quelle profondità con la Sua conoscenza, la Sua volontà e il Suo amore divino, l’evoluzione delle cose che per noi rappresenta spesso confusione o crudele follia. La natura divina non partecipa alle nostre incertezze e alle nostre passioni; quando parliamo del furore o del favore divino, o di Dio che soffre nell’uomo, ci serviamo di un linguaggio umano che traduce falsamente il significato interiore del Suo movimento. Possiamo intravederne qualche verità sollevandoci al di sopra della mente fenomenica, alle altezze dell’essere spirituale; percepiamo allora che tanto nel silenzio del Sé, quanto nell’azione del cosmo, il Divino è sempre esistenza e coscienza infinita e potere fondato su di un Sé infinitamente cosciente, infinita beatitudine in tutto il Suo esistere.[…] La perfetta equanimità del nostro spirito e della nostra natura è il mezzo che ci permette di ritrarci dalla coscienza ignorante e sconvolta per entrare nel regno dei cieli interiori e possedere gli eterni regni dello spirito, nella grandezza, nella gioia e nella pace”. (Ivi, III, 138)

“Per giungere alla conoscenza del Sé è indispensabile una completa passività intellettuale, il potere di allontanare ogni pensiero; bisogna che la mente abbia il potere di non pensare […]. E’ questo un compito difficile per una mente occidentale, che ritiene che non esista nulla di più alto del pensiero ed è pronta a confondere il potere mentale di non pensare, il suo completo silenzio, con l’incapacità di pensare. Ma il potere del silenzio intellettuale è una capacità, non una incapacità, è una forza, non una debolezza. E’ un’immobilità profonda e fertile. Solo quando la mente si fa immobile come un’acqua chiara e senza increspature scendendo nella purezza di una perfetta pace, e l’anima trascende il pensiero, il Sé affiora nella pura essenza del nostro essere, sorgente e superamento di tutte le attività e di tutto il divenire, Silenzio da dove nascono tutte le parole, Assoluto di cui tutte le relatività sono parziali riflessi. Solo nel silenzio completo si ode il Silenzio; solo in una pace assoluta si svela l’Essere. Perciò per noi il Suo nome è Silenzio e Pace”. (Ivi, II, 35)

The silence of Sri Aurobindo

The Silent Witness is the secret base of the Thinker
hidden in the silent depths the word is formed,
silences hidden by the act is born
sound in mind, the world in labor;
surrounds the seed sown in secret by the Eternal
Silence is the birthplace mystical soul.

(Savitri, II, XIII, 26-31)

“You can not establish a basis in yoga where the mind is agitated. The first thing we need is stillness in the mind. Also, set aside the personal conscience is not the first goal of yoga: the first goal is to open the consciousness to a higher spiritual consciousness and for this reason, the first need is a quiet mind. ” (Letters, I, 269)

“The peace and equanimity in all conditions and in all parts of the being, are the first foundation of the yogic state. Then, depending on the tendency of nature, may come to light (which carries with it the knowledge), or the Force (which brings the power and dynamism of various kinds) or Joy (who brings love and bliss). But peace is the first condition, without which nothing else can be stable. ” (Ibid., 291)

“The first thing to do in the sadhana is to achieve a stable peace and silence in the mind. Otherwise, you can have experiences, but nothing lasting: the mind is silent that you can build true consciousness. ” (Ibid., 269)

“When the mind is silent, there is peace, and peace in all that is divine can come. When there is no mind, there is the Self, which is larger than the mind. ” (Ibid., 291)

“For the realization of the Self, silence and peace of mind are the first condition. Then you start to feel a liberation, a freedom, a vast, silent and live in a conscious, peaceful, and that nothing can touch that exists everywhere and in everything, united to the Divine. ” (Ibid., 271)

“When the ego is weakened and almost extinguished, and the Spirit are the tools provided and purified, the purity, the infinity of the One and immobility are reflected in a completely pure consciousness, silent, clarified, expanded as the sky which is reflected in a clear lake. The meeting, the absorption of the great Consciousness reflected by those who reflect, it becomes increasingly likely and strong bridge over the abyss, or even eliminate this gap space between the immensity of impersonal, immutable, ethereal and what was changing current swirl or small personal existence, is no longer a daunting improbabilities, but it may become a frequent experience if not a permanent condition. ” (Summary, vol.II, p. 76)

“The truth of things is in the calm of the deep, in the oscillations of the wave surface. The Supreme Being conscious, undisturbed by the clamor surface, directed from the depths with His knowledge, His will and His divine love, the evolution of things which for us is often confusion or cruel madness. The divine nature is not involved in our uncertainties and our passions, when we speak of the wrath or divine favor, or suffering God in man, we use a human language that falsely translates the inner meaning of his movement. We can glimpse some truth rising above the phenomenal mind, to the heights of the spiritual, then we perceive that both the silence of the Self, the action of the cosmos, the Divine is always there and infinite consciousness and power based on a self infinitely conscious, infinite bliss in your whole being. […] The perfect equanimity of our spirit and our nature is the medium that allows us to shrink from the ignorant consciousness and upset to enter the kingdom of heaven and possess the inner realms of eternal spirit, the greatness, joy and peace. ” (Ibid., III, 138)

“To attain knowledge of self is essential to a complete intellectual passivity, the power to dismiss any thought, it is necessary that the mind has the power not to think […]. And ‘this is a difficult task for a Western mind, which believes that there is nothing higher than thought and is ready to confuse the mind power not to think, his complete silence, with the inability to think. But the intellectual power of silence is a skill, not a failure, is a strength, not a weakness. It ‘a stillness deep and fertile. Only when the mind is still as clear water with no ripples down through the purity of a perfect peace, and the soul transcends the thought, the self emerges in the pure essence of our being, and overcoming the source of all activities and all becoming, Silence from where did all the words, Absolute of which all relativities are partial reflections. Only in complete silence you hear the silence, and only in absolute peace is revealed Being. So for us His name is Silence and Peace. ” (Ibid., II, 35)

Non avere fretta – Do not rush


Non avere fretta

Io sono
la tua bugia
quella pagina
strappata dal cuore
per paura di capire
Danza incoerente
tra fuga e richiamo
accompagnata
dalle tue urla
nel silenzio

Io sono
margherita
da sfogliare
per comprendere il senso
delle mille parole
mai ascoltate davvero
ma sempre intepretate
per analizzare
colore e forma
di quell’alito che si offriva

Io sono
mistero nascosto
nella roccia cava
da cercare con sforzo
Attesa nel silenzio
da attraversare con calma
e da centellinare
– qui ed ora –
oltre apparenza
ed aspettative

Io sono
esperimento
che incasella
al centro del cuore
diamante prezioso:
tasselli di vita
nel perduto spazio
per chi non intuisce
il respiro
dell’impalpabile

Tu
non avere fretta
di apprendere la lezione
da un Sè che abbraccia
parole mai dette
e poi
rese vive
da voli oltre confine
in intaccabile essenza
che vibra con Amore

21.10.2011 Poetyca

Do not rush

I am
your lie
that page
wrung from the heart
for fear of understanding
dance inconsistent
between escape and call
accompanied
from your screams
in silence

I am
daisy
to leaf
to understand the meaning
of a thousand words
never really listen
but still starring
to analyze
color and shape
of that breath which offered itself

I am
hidden mystery
inside the rock quarry
with an effort to search
Waiting in the silence
to cross quietly
and sip
– Here and now –
besides appearance
and expectations

I am
experiment
to classify
at the center of the heart
precious diamond:
plugs of life
lose in the space
for those who do not guess
the breath
of impalpable

You
do not hurry
to learn the lesson
by a Self embracing
words never said
and then
brought to life
flights over the border
of an intact essence
that vibrates with Love

21.10.2011 Poetyca

Guru Tattwa – gocce di vita


Guru Tattwa – gocce di vita

Guru tattwa gentile maestro è proprio adesso divina danza senza parole ma profonda presenza che tu puoi respirare con il tuo cuore aperto segui il ritmo di un leggero vibrare ad ali leggere quando nel silenzio sai viaggiare all’unisono su rotte già scritte per te

Guru tattwa è saggezza antica che si ripete ancora come fiore che offre attimo dopo attimo la fragranza del karma e la regala a te per ricamare nell’Annant e nella tua anima esperienza viva che allontana la presenza dell’ego perchè tu soffi via la polvere ed accogli ora la Luce che è con te da sempre

12.09.2011 Poetyca

Note Guru Tattwa Maestro di purezza che si manifesta con la vita stessa per aiutare a trovare il senso del nostro percorso interiore, possiamo trovare questo maestro dentro di noi stessi con la Sadhana ( il prezioso lavoro interiore) per comprendere la presenza di guna che ostacolano questo lavoro. Da un punto di vista interiore Tattva è evoluzione e chiarezza, quanto deve essere realizzato. I guna sono descritti nel Vedanta come tre ladri: Tamas è l’ostacolo che si oppone alla realizzazione e Rajas è la forza che si oppone all’ostacolo- a Tamas per raggiungere la consapevolezza. Sattva è la pace, la raggiunta tranquillità. Rajas è inquietudine, mancanza di calma mentre Tamas è pigrizia e mancanza di volontà. Il carattere e l’indole di una persona dipende dai Gunas che la dominano. Chi ha aspirazioni spirituali deve vincere Tamas con Rajas e Rajas con Sattva, trovando il giusto equilibrio o equidistanza. Per ralizzare Atman è necessario vincere anche Sattva. Il Vedanta chiama i Guna i tre ladri e si racconta una storia: Un commerciante che si trovava lungo la strada del suo paese natale venne aggredito da tre ladri, derubato e i tre ladri si misero a discutere: Tamas voleva ucciderlo ( per mostrare la natura irruenta), gli altri due volevano riflettere, allora Rajas decise che era meglio legare il commerciante ad un albero, poi il suo Karma ( il destino già scritto) avrebbe realizzato se sarebbe stato trovato oppure no. Così il commerciante velle legato ed abbandonato. Ma in seguito Sattva ritornò dal commerciante e tagliò le corde che lo tenevano prigioniero. Il commerciante fu molto felice e invità Sattva al suo paese per ricompensarlo. Ma Sattva disse che non era d’accordo perchè era conosciuto da tutti come ladro e rischiava di essere arrestato, semplicemente aveva sentito che era giusto liberare il commerciante dai lacci, per ottenere una corretta azione. Annant Infinito, pace ed armonia nella contemplazione di Dio Karma l Karma è quella legge universale di tendenza all’equilibrio che domina l’intero cosmo. Ad ogni azione corrisponde una reazione, ad ogni causa segue un effetto. Questo fondamentale principio è stato riconosciuto da tutte le grandi tradizioni religiose. Ad alcuni il karma può apparire solo l’inesorabile legge di causa ed effetto, che incatena l’uomo alla ruota del dolore e della miseria, e che domina l’intera esistenza (o meglio, la serie delle esistenze) imponendo il continuo riscatto degli errori commessi; ma coloro i quali sanno vedere al di là delle maniifestazioni superficiali riescono a percepire la sua profonda armonia, e a creare questa armonia dentro di sé. Ogni azione è causa di una reazione uguale e contraria Isaac Newton Questa è l’essenza del Karma: tutti i pensieri, le emozioni e le azioni hanno una conseguenza inevitabile. Esso costituisce una dottrina fondamentale in cui nulla è prestabilito ma ogni cosa è la logica conseguenza di quanto la preceda, i suoi principi sono universali e non si tratta di una dottrina o di una fede ma di una legge cosmica. Esistono quattro diversi tipi di Karma: Il SaBija Karma – riportato in questa vita l’Agami Karma – acquisito in questa vita Il Prarabda Karma – la cui formazione è attualmente in corso Il Dridha Karma – l’inevitabile Studiando i principi della conoscenza e la legge Cosmica possiamo essere in grado di comprendere e migliorare gli aspetti del Karma sul nostro percorso personale.

Guru Tattwa – drops of life

Guru Tattva friendly teacher it is right now divine dance without the words but profound presence you can breathe with your open heart you follow the rhythm a slight vibration of light wings When in the silence you know to travel in unison on routes already written for you

Guru Tattva is ancient wisdom that repeats itself again like the flower offering moment by moment the fragrance of karma and gives it to you to sew in Annant and in your soul living experience that removes ego presence because you blow the dust off and now you welcomes the Light who is with you always

12.09.2011 Poetyca

Notes