Archivio | 15/02/2020

Creare la propria felicità


Creare la propria felicità

Se vuoi essere amato, inizia con l’amare coloro che hanno bisogno del tuo amore. Se ti aspetti che gli altri siano onesti con te, comincia con  l’essere onesto tu stesso. Se non vuoi che gli altri siano malvagi, smetti di essere malvagio. Se vuoi che gli altri siano comprensivi con te, comincia con
l’essere comprensivo con chi ti circonda. Se vuoi essere rispettato, devi imparare ad essere rispettoso verso tutti, sia giovani che vecchi. Se vuoi una dimostrazione di pace dagli altri, devi essere pacifico. Se vuoi che gli altri siano religiosi, comincia con l’essere spirituale tu stesso. Ricorda, qualsiasi cosa vuoi che gli altri siano, devi prima esserla tu stesso, e vedrai che essi risponderanno nella stessa maniera.

È facile desiderare che gli altri si comportino perfettamente nei tuoi confronti ed è facile vedere le loro colpe; ma è molto difficile comportarsi correttamente e considerare i propri errori. Se puoi ricordarti di agire rettamente, gli altri cercheranno di seguire il tuo esempio. Se puoi riconoscere i tuoi errori senza sviluppare un complesso d’inferiorità e puoi tenerti occupato correggendoti, allora userai il tuo tempo in maniera più proficua che se lo trascorressi soltanto desiderando che gli altri fossero migliori. Il tuo buon esempio farà di più per cambiare gli altri dei tuoi desideri, della tua indignazione, o delle tue parole.

Più migliori te stesso, più eleverai gli altri intorno a te. La persona che migliora se stessa diviene sempre più felice; e più diventi felice, più felici saranno le persone intorno a te.

Le persone stagnanti sono infelici. Le persone estremamente ignoranti sanno a mala pena come ci si senta ad essere felici o infelici. Sono prive di sensibilità, come le pietre. È meglio sentirsi infelici della propria ignoranza piuttosto che morire felicemente con essa. Ovunque tu sia, rimani desto e attivo con il tuo pensiero, la tua percezione e la tua intuizione, sempre pronto, come un buon fotografo, a fotografare le condotte esemplari e ad ignorare i cattivi comportamenti. La tua massima felicità risiede  nell’essere sempre pronto a desiderare di imparare e di comportarti rettamente.

Se hai abbandonato la speranza di essere felice, rallegrati. Non scoraggiarti mai. La tua anima, essendo un riflesso dello Spirito sempre gioioso, è, in essenza, la felicità stessa. Se tieni chiusi gli occhi della tua concentrazione, non puoi vedere il sole della felicità che arde nel tuo petto. Ma non importa quanto tieni serrati gli occhi della tua attenzione: rimane il fatto che i raggi della felicità stanno cercando di penetrare le porte chiuse della tua mente. Apri il portale della calma e troverai
un’improvvisa esplosione dello splendente Sole di Gioia dal tuo stesso sé.

I gioiosi raggi dell’anima possono essere percepiti se interiorizzi la tua attenzione. Puoi farlo usando l’architetto della mente per godere del bellissimo panorama dei pensieri nell’invisibile, tangibile Regno dentro di te. Non cercare la felicità solo nei bei vestiti, in una casa linda, in deliziose cene e soffici cuscini e sedie. Questo imprigionerà la tua felicità dietro le sbarre delle apparenze e dell’esteriorità. Invece, con  l’aeroplano della visualizzazione, scivola silenzioso sopra le vaste distese della Fantasia, contemplando l’impero sconfinato dei pensieri.

Osserva quindi le catene montuose delle inviolate, nobili o spirituali aspirazioni, per migliorare te stesso e gli altri. Sorvola le profonde vallate della Compassione Universale. Vola oltre i geyser dell’entusiasmo e le cascate del Niagara della saggezza perpetua, tuffandoti dalle candide
vette della pace della tua anima.

Librati dalle sconfinate rive della percezione intuitiva fino al regno della Sua Onnipresenza. Lì, nel Suo Castello di Beatitudine, attingi alla Sua fonte di Sussurrante Saggezza e placa la sete dei tuoi desideri. Gusta con Lui i frutti del Divino Amore nel Banchetto dell’eternità. Se hai deciso di
trovare la gioia dentro di te, prima o poi la troverai. Cercala adesso, giornalmente, con la regolare, profonda e sempre più profonda meditazione, e troverai sicuramente la felicità senza fine. Sforzati costantemente di immergerti nel profondo del tuo essere e lì troverai la tua più grande felicità.

 Paramhansa Yogananda

Create your own happiness

If you want to be loved, begins by loving those who need your love. If you expect others to be honest with you, start being honest with yourself. If you do not want others to be evil, stop being evil. If you want others to be sympathetic to you, beginning with
being sympathetic to those around you. If you want to be respected, you must learn to be respectful to everyone, both young and old. If you want a demonstration of peace from others, you must be peaceful. If you want others to be religious, spiritual being begins with yourself. Remember, whatever you want them to be, you must first be it for yourself, and you’ll see that they will respond in the same manner.

It is easy to desire that others behave towards you and it is perfectly easy to see their faults, but it is very difficult to behave properly and to consider their own mistakes. If you can remember to do right, others will try to follow your example. If you recognize your mistakes without developing an inferiority complex and can keep you busy correggendoti, then you will use your time more profitably if the trascorressi only wishing that others were better. Your good example will do more to change the rest of your desires, your indignation or your words.

The more you improve yourself, the more eleverai others around you. The person who improves herself becoming happier, and become more happy, more happy are the people around you.

People are unhappy stagnant. Extremely ignorant people barely know how it feels to be happy or unhappy. They lack sensitivity, as the stones. It is better to be unhappy with their ignorance rather than die happily with it. Wherever you are, stay alert and active with your thinking, your perception and your intuition, always ready, like a good photographer, photographing the exemplary behavior and ignore bad behavior. Your greatest happiness lies in being always ready to desire to learn and to behave properly.

If you have given up hope of being happy, rejoice. Never be discouraged. Your soul, being a reflection of the ever joyous Spirit, is, in essence, happiness itself. If you keep your eyes closed your concentration, you can not see the sun of happiness that burns in your chest. But no matter how tight you keep your eyes of your attention is the fact that the rays of happiness are trying to penetrate the closed doors of your mind. Open the portal and you will find the calm
sudden explosion of the resplendent Sun of Joy by your own self.

The joyous rays of the soul can be felt if internalize your attention. You can do this using the architect’s mind to enjoy the beautiful landscape of thoughts in the invisible, visible kingdom within you. Do not look for happiness only in nice clothes, a clean home, delicious dinners and fluffy pillows and chairs. This imprison your happiness behind bars appearances and exteriority. Instead, with the plane of the display, glides silently over the vast expanses of Imagination, contemplating the limitless empire of thoughts.

Observe then the mountain ranges of unclimbed, noble or spiritual aspirations, to improve yourself and others. Soar over the deep valleys of Universal Compassion. Fly over the geyser of enthusiasm and the Niagara Falls of perpetual wisdom, plunging from the white
peaks of the peace of your soul.

Ced by the boundless shores of intuitive sense until the reign of His omnipresence. There, His Beatitude Castle, scoop the source of His Whispering Wisdom and quenches the thirst of your desires. Enjoy with him the fruits of Divine Love in the banquet of eternity. If you have decided to
find the joy within you, sooner or later you will find. Look for it now, daily, with regular, deep and deeper meditation, and you will surely find happiness without end. Strive constantly to dive into the depths of your being and you will find your greatest happiness.

 Paramhansa Yogananda

Vivere, amare, capirsi – Nati per amare Leo Buscaglia


A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;
a piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;
a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;
a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;
a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;
Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;
a vivere c’è il rischio di morire;
a sperare c’è il rischio della disperazione e
a tentare c’è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.

Vivere, amare, capirsi – Leo Buscaglia


Forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso.
Non a ciò che io voglio che tu sia, ma a ciò che sei.

Maybe love is the process by which you gently back to yourself.
Not what I want you to be, but what you are.

Ricordate che tutto cambia, soprattutto i rapporti umani, e che per mantenerli
noi dobbiamo cambiare con essi. Assicuratevi di progredire e di crescere
costantemente insieme, ma separatamente.

Molti di noi cercano se stessi qui, alla luce. Non troverete quello che cercate.

Dovete mettervi carponi dentro, dove qualche volta c’è un buio spaventoso, e scoprire cose meravigliose su voi stessi.

Tu sei al centro di tutte le tue relazioni, quindi sei responsabile della stima di te stesso, crescita, felicità e realizzazione. Non aspettarti che l’altro ti regali queste cose. Devi vivere come se fossi solo e gli altri fossero doni che ti vengono offerti per aiutarti ad arricchire la tua vita.


Vai bene come sei

Attenti a non cadere vittime della persuasione che non possiamo essere amati perché siamo troppo questo e troppo poco quell’ altro. Andiamo bene come siamo, questa è la verità.La diversità è la vita.Vi sono stuoli di individui, per esempio, che prediligono le persone alte, oppure quelle basse: Ad alcuni piacciono le brune, altri preferiscono le bionde. C’è chi apprezza i grassi, chi i magri: Chi ama i loquaci, chi ha un debole per i taciturni. E così via. Meno ci sentiamo in torto per essere ciò che siamo, più sapremo di poter contare su un affetto veramente duraturo.Con calma, con pazienza, scopriremo le persone che ci sapranno amare.E da quel momento noi potremo contare su un’intera vita sgombra di artifici e delusioni, liberi di essere chi siamo.

Esternare il bisogno

Nessuno è mai tenuto a piangere o a soffrire in solitudine. Eppure molti fra noi sarebbero disposti a patire in silenzio pur di non chiedere aiuto di cui peraltro hanno urgente necessità. Tendiamo a ritenere che gli altri siano perfettamente consapevoli delle nostre pene, anche se noi non ne parliamo affatto.E’ dalla forza emotiva, non dalla debolezza, che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto. Il timore del rifiuto, o del ridicolo, o di qualunque altro impulso ci spinga a nascondere le nostre sofferenze, dev’essere sconfitto a ogni costo. Diversamente, non otterremmo mai il supporto morale che ci occorre. Naturalmente, nell’atto di sollecitare aiuto noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona.Implicitamente le facciamo capire che nutriamo fiducia in lei, che la reputiamo in gradi di aiutarci in un momento di grande vulnerabilità.Non le chiediamo soluzioni. Vogliamo solo che sia presente, che ci accordi un sostegno temporaneo in attesa di trovare le nostre vie personale di superamento. Un sano”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.


Solitudine come sorgente d’amore

E’ bene tener presente che, indipendentemente dal numero delle persone che ci amano, ci circondano, hanno a cuore il nostro benessere e la nostra serenità, di fatto noi siamo veramente soli. Nessuno, per quanto possa esserci vicino, può comprenderci perfettamente, capire le nostre paure, le nostre speranze, i nostri sogni. Siamo ignoti perfino a noi stessi, e molti trascorrono l’intera vita nel tentativo di comprendere la loro vera essenza.Tale estraniazione può diventare fonte di grande solitudine, ma non è detto che sia sempre così.In realtà essa ci offre il destro di affrontare le nostre paure attraverso un processo di autorivelazione. Noi sapremo davvero chi siamo solo quando vorremo scavare nei recessi più profondi del nostro io.Altri scopriranno chi siamo solo quando ci arrischieremo a dischiuderci. E’ un compito arduo, in continuo divenire. Attraverso l’accettazione della nostra solitudine, possiamo finalmente intuire l’autentico peso dell’amore e il motivo per cui vivere senza amore non è davvero possibile.

La possessività finisce sempre col distruggere ciò che ci si propone di proteggere

Il controllo assoluto su un altro essere umano non è possibile e tantomeno auspicabile. Ed è sempre distruttivo.Uno dei grandi miti sul vero amore vorrebbe che le vite di un uomo e di una donna fossero intrecciate per sempre, incamminate sulla stessa via, protese verso le stesse mete e i medesimi interessi, e che ogni istante di separazione fosse per loro un’eternità.Quand’anche ciò fosse possibile, a me sembra tristissimo!Sentirsi uniti, protetti, solidali è un sentimento del tutto naturale.Ma diventa un problema quando noi ne facciamo un’esigenza esclusiva. Chi focalizza il proprio amore su un unico soggetto ha difficoltà nei suoi rapporti con gli altri.Constatare che le persone che amiamo sanno amare, oltre a essere amate, dovrebbe essere un conforto, non una minaccia. Dovremmo rallegrarci che abbiano interessi estranei alla nostra persona, che siano autosufficienti e abbiano fiducia in se stessi.In realtà, noi siamo in grado di amare molte persone contemporaneamente senza con ciò diluire ciò che abbiamo da offrire.Anzi, quanto più numerose sono le nostre esperienze affettive, tanto maggiore è il patrimonio che rechiamo con noi quando ci concentriamo su un rapporto intimo e profondo.La spartizione non scredita la qualità dell’amore; al contrario viene intensificata e ulteriormente arricchita dalla nostra esperienza.

(Brani tratti dal libro: “Nati per amare” di Leo Buscaglia, edito da Mondadori)

Laughing is the risk of appearing foolish;
to cry you risk being called sentimental;
to establish contact with another there is a risk of getting involved;
to show their feelings there is a risk to show your true self;
to expose your ideas and your dreams there is a risk of being called naive;
For love there is the risk of not being paid;
to live there is the risk of dying;
hoping there is a risk of despair and
groped in there is the risk of failure.
But we must take the risks, because the biggest risk in life is not risking anything.
The person who risks nothing, is nothing and becomes nothing. May avoid suffering and anguish, but can not learn to listen and change and progress and love and live. Chained to his certitudes, is a slave.
He declined to freedom.
Only the person who risks is truly free.

Live, love, understanding each other – Leo Buscaglia

Maybe love is the process by which you gently back to yourself.
Not what I want you to be, but what you are.

You are at the heart of all your relationships, then you are responsible for the estimate of yourself, growth, happiness and fulfillment. Do not expect the other gifts you these things. You must live as if I were one and the other gifts you are offered to help enrich your life.

Remember that everything changes, especially human relationships, and to keep
we must change with them. Be sure to progress and grow
constantly together, but separately.


Go right as you are

 

Careful not to fall victims of persuasion that we can not be loved because we are too this and too little that ‘other. Let us as well, this is the verità.La diversity is vita.Vi are crowds of people, for example, that people prefer high or low ones: Some like brown, others prefer blondes. Some people appreciate the fat, the thin people: Those who love the talkative, who has a penchant for silent. And so on. Unless we are at fault for what we are, more we can count on a real affection duraturo.Con calmly, patiently, we find the people who know amare.E from that moment we can count on a lifetime of cleared tricks and delusions, free to be who we are.

externalize the need

No one is ever held to cry or suffer in solitude. Yet many of us would be willing to suffer in silence so as not to ask for help which also are in urgent need. We tend to believe that others are perfectly aware of our pain, even if we do not talk affatto.E ‘from the emotional strength, not weakness, we know that we take the ability to call for help. The fear of rejection or ridicule, or any other impulse forcing us to hide our suffering, must be defeated at all costs. Otherwise, you’ll never get the moral support we need. Of course, in the urge to help us express our appreciation to another persona.Implicitamente we do understand that we have confidence in you, which we think can help us in a moment of great vulnerabilità.Non ask the solutions. We just want to be present, we grant a temporary support in order to find our ways of overcoming personal. A healthy “I need you” is an important expression of love.


Solitude as a source of love

 

It ‘good to keep in mind that, whatever the number of people who love us, around us who care about our health and our peace of mind, in fact we are really alone. Nobody, it may be close, can fully understand, to understand our fears, our hopes, our dreams. We are unknown even to ourselves, and many spend their entire lives trying to understand their true essenza.Tale alienation can become a source of great loneliness, but it is said that it is always così.In fact it gives us the right to address our fears through a process of self. We will know only when we are who we want to delve into the deepest recesses of our io.Altri discover who we are until we venture to unfolding. It ‘s a difficult task, in constant evolution. Through the acceptance of our loneliness, we can finally perceive the true weight of love and reason to live without love is not really possible.

possessiveness always ends up destroying what we intend to protect

 

Absolute control over another human being is not possible and even desirable. And it’s always distruttivo.Uno of the great myths about the true love that would screw a man and a woman were intertwined forever, started on the same street, leaned toward the same goals and same interests, and that every moment of separation was to them forever. Even if this were possible, it seems to me sad! feel united, secure, united and feeling totally naturale.Ma becomes a problem when we do need them exclusive. Who focuses their love on a single subject has difficulties in its relations with altri.Constatare that people know that we love to love, than to be loved, should be a comfort, not a threat. We should rejoice that we have interests outside the person, are self-reliant and have confidence in stessi.In fact, we are capable of loving many people at once without diluting it with what we have to offrire.Anzi, the more numerous are our affective experiences, the greater the wealth we possess us when we focus on an intimate and sharing profondo.La not discredit the quality of love, on the contrary is heightened and enriched by our experience.

(Excerpts from the book: “Born to Love” by Leo Buscaglia, published by Mondadori)

Gli effetti della preghiera


preghiera

 

Gli effetti della Preghiera

Nel libro Dolore ed energia, edito da Mattioli 1885, scritto a più mani da diversi ricercatori italiani, un intero capitolo consistente viene dedicato a rivedere gli esperimenti effettuati fino ad oggi sugli effetti possibili della preghiera. L’Autore, Diego Beltrutti, Direttore Servizio di Anestesia e Rianimazione, Centro integrato del dolore e cure palliative di Alba – Bra, Presidente della World Society of Pain Clinicians, riportando tutte le sperimentazioni ribadisce che i risultati ottenuti non sono statisticamente significativi, anche perché utilizzando il fattore uomo per le ricerche non si può mai essere del tutto certi della disposizione assunta dalla persona – cosa che invece non accade in un laboratorio visto che si danno a priori tutte le coordinate.

Soprassedendo per ora a questo fatto, lui afferma che comunque è interessante riflettere sulle osservazioni svolte, specie su alcune, che sono più indicative di altre.

Fra queste desidero riportare degli esperimenti portati avanti dal cosiddetto Movimento Spindrift, con base a Salem, nell’Oregon. Le loro ricerche risalgono al 1969 e iniziarono trattando dei semi di segale per osservare come questi si comportavano a seconda del gruppo di appartenenza: se a quello della preghiera o a quello che apportava solo le cure materiali per la loro crescita.

♦ Si evidenziò subito che i semi per i quali si aveva pregato germogliavano più velocemente. Poi iniziarono con successo a “trattare” le persone e i risultati che ottennero furono, a detta di questi ricercatori, davvero significativi.

Senza entrare nel merito statistico, ciò che a me preme sottolineare è che in questo gruppo non tutti potevano partecipare, basta che pregassero. Chi partecipava doveva aver raggiunto uno stato interiore puro e mantenersi in quello stato, a prescindere dalle caratteristiche specifiche o dei problemi contingenti di chi riceveva poi la loro preghiera.

Un altro studioso, molti anni dopo, riprese per così dire la questione della mente serena.
Si trattava di Herbert Benson, docente alla Facoltà di medicina di Harward, che sostiene, anche a seguito di diverse sperimentazioni, che è la serenità a creare gli effetti fisici positivi.
In modo particolare lui aveva osservato dei notevoli miglioramenti per tutto ciò che aveva a che fare sulla circolazione e sulla tensione arteriosa e comunque a opera di pazienti stessi che pregavano per la loro situazione e non di altri preganti per loro.

♦ Un ulteriore studioso che mi piace ricordare, anche perché è un ricercatore di cui parlo spesso nei miei scritti, è il biologo e biochimico britannico Rupert Sheldrake, che forse alcuni già conoscono in quanto divenne famoso per la definizione dei campi morfogenetici. Questo ricercatore aveva sempre considerato la preghiera come un lascito di una tradizione superstiziosa che ancora è presente nei diversi pensieri religiosi. Per cui non si era mai interessato a tale argomento, nemmeno da un punto di vista scientifico.

Tuttavia gli capitò poi di passare del tempo in India e lì cominciò a percepire un qualcosa che andava oltre la dimensione fisica. Sebbene dalle sue analisi, che a quel punto si mise a fare sulla preghiera, non si evidenziasse che la preghiera apportava dei significativi miglioramenti, lui però avvertiva un qualcosa che non era misurabile. Si avvicinò all’Induismo e alla meditazione, ma in seguito arrivò ad affermare che “pregare era più utile che meditare”. Si gettò quindi a capofitto nella cultura cristiana investigando da adepto da un lato e da scienziato dall’altro la pratica della preghiera.

Oggi sostiene che gli effetti della preghiera si dovranno un giorno riuscire a misurare, perché la mente non è confinata solo all’interno della scatola cranica – anche se fisicamente è lì che è collocata.
I campi mentali si estendono all’esterno e si interfacciano con i modelli elettromagnetici del cervello agendo così sui corpi, raggiungendo in certi casi anche grandi distanze.

Queste affermazioni sono ancora delle speculazioni, pur tuttavia ci mostrano una direzione interessante.

Nel 2001 Il British Medical Journal pubblicava uno studio molto interessante a opera di Bernardi e collaboratori in cui si valutavano gli effetti clinici della pratica del Rosario e dei Mantra. Pur essendo pratiche di pensieri religiosi differenti hanno in comune la ripetizione costante della preghiera che diventa una giaculatoria.

♦ Riprendendo il significato etimologico di questa parola, il jaculum è un dardo, una saetta. Per cui le preghiere recitate nelle giaculatorie dovrebbero assomigliare appunto a delle frecce lanciate con impeto e rapidità.

I risultati evidenziarono che si sincronizza in modo spontaneo il tono simpatico e vagale cardiaco e la respirazione veniva portata a un ritmo basso, che induce uno stato di calma fisica e psichica che si traduce in una messa a riposo del sistema cardiocircolatorio e respiratorio – osservazioni che confermano ulteriormente che anche nelle altre ricerche si era evidenziato.

La preghiera cura?

E’ a tale quesito che il medico statunitense Larry Dossey ha provato a rispondere con le sue ricerche (poi pubblicate in un testo che la Red ha tradotto in italiano). Grazie a un suo percorso interiore di avvicinamento alla spiritualità, si è dedicato con passione a studiare questa faccenda.
Infatti, osservando i risultati che si ottengono con la preghiera, o la visualizzazione, o la meditazione, si constata che a volte funzionano, e magari anche in modo addirittura miracoloso. Ma in altri casi non funzionano affatto.

♦ Cosa dunque determina la differenza? Nel suo libro: “Il potere curativo della Preghiera” ha fornito delle risposte interessanti. Infatti l’Autore porta l’attenzione sul fatto che le preghiere e simili, sembrano avere effetto solo quando non sono il risultato di una tensione interiore.

“Un numero crescente di persone si sforza di usare la coscienza per stare bene, per creare la propria realtà di salute e assumersi piena responsabilità di ciò che accade. (…)
Ma ‘Pensare positivo’ ha effetti collaterali e nutrirsi forzatamente di speranza è sempre più spesso riconosciuto pericoloso.”

Dossey spiega che ciò avviene perché, interiormente, ci si tende nell’imporsi la disciplina della preghiera, della meditazione, degli esercizi di respirazione, del pensare positivo…

♦ Nella tensione che generiamo, per abituarci a una disciplina di vita più salutare e positiva, si creano dei blocchi energetici interiori che non permettono il libero scorrere dell’energia vitale in noi, proprio quella stessa energia che, in teoria, cerchiamo di richiamare, nel momento che ci diamo da fare per imporci quelle discipline.

Invece chi prega con trasporto (per cui senza tensione), fede e sincerità, riesce a fare della pratica spirituale un ottimo supporto per eliminare problemi e disagi.

Cambiare le immagini interiori

Un altro aspetto, molto sottovalutato è quello di comprendere a che tipo di sollecitazioni si risponde spontaneamente. Fu Paramahansa Yogananda, forse il primo yogi ad arrivare in Occidente per divulgare le antiche sapienze, a chiarire splendidamente la questione.

Nel suo “Scientific Healing Affirmations”, edito dalla Self Realization Fellowship di Los Angeles (in italiano “Affermazioni scientifiche di guarigione”), evidenziava che:
“Le parole cariche di sincerità, di convinzione, di fede e di intuizione sono come delle bombe vibratorie altamente esplosive che, fatte esplodere, frantumano le rocce delle difficoltà e producono il mutamento desiderato. (…) Le parole o le affermazioni sincere, ripetute con comprensione o con partecipazione del sentimento o della volontà, indurranno sicuramente l’onnipresente Energia Vibratoria Cosmica a porgervi aiuto nelle vostre difficoltà.”

Tuttavia, per poter “pregare” con sincerità, aspetto indispensabile per attivare l’Energia vitale, si dovrà farlo in base alle proprie caratteristiche personali, impegnando quindi la mente, oppure il cuore, o la volontà. Infatti Yogananda continua spiegando:

♦ ”Quando si utilizzano le varie affermazioni, l’atteggiamento interiore dell’individuo si adeguerà in base alle proprie caratteristiche. Quando ci si accinge a pregare per guarire qualcuno (quindi anche se stessi) si dovranno scegliere le affermazioni adatte al suo temperamento, a seconda che prevalga l’immaginazione, l’emotività o il ragionamento.

Per esempio, le affermazioni che fanno leva sull’immaginazione vanno accompagnate da una risoluzione ferma, espresse attraverso la volontà; quelle che fanno leva sul sentimento vanno invece espresse con devozione, quelle che fanno leva sulla ragione devono poggiare sulla comprensione esatta. (…)

Le affermazioni devono essere ripetute intensamente ed essere alimentate con la volontà, la devozione o la consapevolezza, senza curarsi affatto dei risultati. Questi seguiranno in modo naturale e come risultato del proprio impegno.”

♦ È quindi importantissimo comprendere a che tipo si appartiene: se si è degli idealisti sarà la volontà l’aspetto che darà la connotazione fondamentale alle nostre “preghiere”; se, per contro, si è dei razionali, allora per poter fare delle affermazioni che avranno esiti positivi, si dovrà essere convincenti a livello del mentale; se invece si è degli emotivi , sarà allora la devozione ad essere sollecitata – aspetto questo, su cui si fonda tutto il pensiero positivo (e tipica caratteristica degli americani, per cui da loro, in genere, funziona bene la sollecitazione emozionale), che però non funziona nei razionali o idealisti, perché questi individui non possono esprimere con sincerità un atteggiamento (la devozione) che non è loro proprio!

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The effects of Prayer

In the book Pain and Energy, published by Mattioli , 1885, written by many different hands by Italian researchers , consisting of an entire chapter is devoted to reviewing the experiments carried out to date on the possible effects of prayer. The author, Beltrutti Diego , Director of the Department of Anesthesiology and Intensive Care , Integrated center of pain and palliative care Alba – Bra, President of the World Society of Pain Clinicians , containing all the experiments confirms that the results are not statistically significant , because using the human factor for searches you can never be quite sure of the arrangement assumed by the person – something that does not happen in a lab since you are giving a priori all coordinates .

Taking apart for now to this fact , he states that it is still interesting to reflect on the observations carried out, some species of which are more indicative than others.

Among these I wish to report the experiments carried out by the so-called Spindrift Movement , based in Salem, Oregon. Their research dating back to 1969 and began treating the seeds of rye to see how they behaved according to the group they belong to , if that prayer or that which brings much needed care only materials for their growth .

♦ It is pointed out immediately that the seeds for which they had prayed germinated faster. Then began successfully to ” treat ” people and the results that were obtained , according to these researchers , really significant .

Without going into the statistics, what I want to emphasize is that in this group not everyone could participate , just pray . Those who participated must have reached an inner state pure and stay in that state , regardless of the specific characteristics or contingent problems of those who received then their prayer.

Another scholar , many years later , filming as it were the question of the mind serene .
It was Herbert Benson , a professor at the Faculty of Medicine at Harvard, argues that , even as a result of various experiments , which is the serenity to create positive physical effects .
In particular, he had observed some significant improvements for all he had to do on the circulation and blood pressure and in any case at the hands of the patients themselves who were praying for their situation and not others praying for them.

♦ Another scholar that I like to remember , because it is a researcher of which I speak often in my writings , is the British biochemist and biologist Rupert Sheldrake , maybe some already know since it became famous for the definition of morphogenetic fields . This researcher had always regarded prayer as a legacy of a superstitious tradition that is still present in the various religious thoughts . So he had never interested in this subject, even from a scientific point of view .

However , he happened then to spend time in India and there he began to perceive something that went beyond the physical dimension. Although its analysis, which at that point began to make about prayer , it was apparent that prayer apportava significant improvements , but he felt something that was not measurable . He walked over to Hinduism and meditation , but later came to say that ” prayer was more useful than to meditate .” Then he threw himself headlong into the Christian culture by investigating adept on the one hand and on the other scientist the practice of prayer .

Today argues that the effects of prayer will one day be able to measure , because the mind is not confined only inside the skull – although physically that is where it is located.
Mental fields extend outwardly and interface with the electromagnetic models of the brain thus acting on the bodies , reaching in some cases even large distances.

These claims are still speculation, nevertheless show us an interesting direction .

In 2001, The British Medical Journal published a very interesting study in the work of Bernardi and co-workers , evaluating the clinical effects of the practice of the Rosary and the Mantras . Although practices of different religious thoughts have in common the constant repetition of the prayer that becomes an aspiration .

♦ Returning to the etymological meaning of this word , the jaculum is a dart , an arrow. So the prayers recited in ejaculations should look at precisely the arrows thrown with force and speed.

The results showed that syncs in a spontaneous sympathetic tone and vagal cardiac and breathing was brought to a low pace , which induces a state of physical and mental calm that results in a set-aside of the cardiovascular system and respiratory use – observations further confirm that in other research was highlighted.

Prayer care ?

E ‘ to this question that the American physician Larry Dossey has tried to answer with his research (later published in a text that Red has translated into Italian ) . Thanks to its inner path of approach to spirituality, you are passionately devoted to study this matter.
In fact, looking at the results you get with prayer, or visualization, or meditation , it is found that sometimes work , and maybe even so miraculous. But in other cases not at all.

♦ What, then, determines the difference ? In his book , ” The Healing Power of Prayer ” has provided some interesting answers . In fact, the author brings attention to the fact that the prayers and the like, seem to have an effect only when they are not the result of an inner tension .

” An increasing number of people striving to use the conscience to feel good, to create their own reality of health and take full responsibility for what happens . (…)
But ‘ Positive thinking ‘ has no side effects and forcibly feed of hope is increasingly recognized dangerous. “

Dossey explains that this is because , internally , there is a tendency in imposing the discipline of prayer, meditation , breathing exercises , positive thinking …

♦ In the tension that we generate , to get used to a disciplined life healthier and more positive , you create inner energy blockages that prevent the free flow of vital energy in us , that very same energy that, in theory , let us recall , when we give ourselves to do to impose those disciplines .

But whoever prays with transport ( for which no voltage) , faith and sincerity, can do spiritual practice a great support to eliminate problems and inconvenience.

Changing the inner images

Another aspect , very underrated is to understand what kind of stress you answer spontaneously. It was Paramahansa Yogananda , perhaps the first yogis to arrive in the West to spread the ancient wisdom , to clarify the issue beautifully .

In his “Scientific Healing Affirmations ” , published by Self-Realization Fellowship in Los Angeles ( in Italian “Affirmations science of healing ” ) , pointed out that:
” The words full of sincerity, conviction, faith and intuition are like highly explosive vibration bombs , which detonated , shatter the rocks of difficulties and produce the desired change . (…) The words or statements sincere, repeated with understanding or with the participation of feeling or of will, surely tempt the ubiquitous Vibratory Energy Cosmic handed you help you in your difficulties . “

However, to “pray” with sincerity, indispensable aspect to activate the vital energy , you will have to do it according to your personal characteristics, thus committing the mind or the heart, or will. In fact Yogananda goes on to explain :

♦ “When you use the various statements , the inner attitude of the individual will adapt to suit your features. When you are about to pray to heal someone (and therefore themselves) need to select the appropriate statements to his temperament , depending on who prevails imagination , emotion or reasoning .

For example, the claims they make use of imagination be accompanied by a firm resolution , as expressed in the will ; those preying on sentiment instead should be expressed with devotion, those preying on reason must be based on accurate understanding . (…)

The statements must be repeated intensely and be fired by the desire , devotion or awareness , unmindful of the results. These will follow naturally and as a result of their efforts . “

♦ It is therefore important to understand what type you belong : If you have the will of the idealists will give the appearance that the connotation fundamental to our ” prayers “, if , on the contrary , it is the rational , then to be able to make statements that will have a positive outcome , you will have to be convincing at the level of mind , but if you’re a really emotional , it will then be prompted to devotion – this aspect , on which all the positive thinking ( and typical characteristic of Americans , so they generally works well emotional stress ) , but it does not work in rational or idealists , because these individuals can not express a sincere attitude (devotion) that is not their own !

http://www.evolutivity.info/?p=2270

 

La ricerca della felicita’- di Jiddu Krishnamurti


<La ricerca della felicita’> – di Jiddu Krishnamurti 

Traduzione di VINCENZO VERGIANI.

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Avete mai provato a star seduti a occhi chiusi, nella calma più assoluta, a
osservare il movimento del vostro pensiero? Avete mai osservato la vostra
mente all’opera – o meglio, la vostra mente ha mai osservato se stessa
all’opera, giusto per vedere quali sono i vostri pensieri e sentimenti, come
guardate gli alberi, i fiori, gli uccelli, la gente, come rispondete ai
suggerimenti o reagite alle nuove idee?

Lo avete mai fatto? Se la risposta negativa, vi siete persi un’esperienza
notevole.
Sapere come funziona la propria mente un fine essenziale dell’educazione.
Se non sapete come reagisce la vostra mente, se la vostra mente non consapevole delle proprie
attività, non potete effettivamente comprendere che cos’è la società, poichè
la mente parte della società, anzi, è la società. Le vostre reazioni, le
vostre credenze, la vostra frequentazione del tempio, gli abiti che
indossate,
le cose che fate e non fate, ciò che pensate – la società fatta di tutto
ciò, è la replica di quello che accade nella vostra mente. Dunque, la vostra
mente non è separata dalla società, non si distingue dalla vostra cultura,
dalla vostra religione, dalle varie divisioni di classe, dalle ambizioni e
dai conflitti della maggioranza della gente. Tutto questo è la società e voi ne
siete parte. Non esiste un “voi” separato dalla società.

Orbene, la società cerca sempre di controllare, forgiare, plasmare il modo
di pensare dei giovani. Dal momento in cui nascete e cominciate a recepire
impressioni del mondo, vostro padre e vostra madre sono costantemente
occupati a dirvi cosa fare e cosa non fare, in cosa credere e in cosa non credere; vi
dicono che Dio esiste, oppure che Dio non esiste, ma esiste lo Stato e che
un dittatore ne è il profeta. A partire dall’infanzia vi instillano dentro
queste cose, il che significa che la vostra mente – che è molto giovane,
impressionabile, indagatrice, curiosa di conoscere, desiderosa di scoprire –
viene poco a poco imbrigliata, condizionata, plasmata, in maniera tale da
farvi inserire nello schema di una determinata società ed evitare che
diventiate dei rivoluzionari.

Dal momento che l’abitudine a pensare in maniera schematizzata è già
stata instillata in voi, anche se vi “ribellate”, sempre all’interno di quel determinato
schema sociale. E’ come quando i carcerati protestano per avere cibo
e servizi migliori – ma pur sempre all’interno della prigione.

Quando cercate Dio, o provate a capire quale può essere un governo
giusto, ci si situa comunque all’interno dello schema della società, che
dice: “Questo vero e quello falso, questo bene e quello male, questo è
il leader giusto, queste persone sono dei santi”. Così, la vostra rivolta,
proprio come la cosiddetta rivoluzione fatta da persone ambiziose e
intelligenti, sempre vincolata al passato. Quella non è una rivolta, non è
vera rivoluzione: semplicemente una forma più elevata di attività, una
lotta più valorosa all’interno dello schema sociale. Ma la vera rivolta, la vera
rivoluzione, consiste nel distaccarsi dallo schema e indagare al di fuori di
esso.

Vedete, tutti i riformatori – non importa chi siano – si preoccupano
soltanto di migliorare le condizioni all’interno della prigione. Non vi dicono mai di
non adeguarvi, non vi dicono mai: “Aprite un varco nelle mura della
tradizione e dell’autorità, scrollatevi di dosso i condizionamenti che limitano la
mente”.

Quella è vera educazione: non semplicemente chiedervi di superare
esami per i quali vi siete riempiti la testa di nozioni, o mettere per
iscritto cose che avete imparato a memoria, bensì aiutarvi a vedere le mura di questa
prigione in cui è rinchiusa la mente. La società ci influenza tutti, plasma
costantemente il nostro pensiero, e, poco a poco, la pressione esterna
esercitata dalla società si traduce in pressione interiore; ma, per quanto
penetri in profondità, resta comunque esterna, e non esiste in effetti una
vera interiorità fin quando non si spezza tale condizionamento. Dovete
conoscere ciò che pensate e sapere se pensate da indù, da musulmano o da
cristiano, ossia nei termini della religione a cui il caso vuole che
apparteniate. Dovete essere consapevoli di ciò in cui credete o non credete.
Tutto ciò costituisce lo schema della società e, a meno che non diventiate
consapevoli di tale schema e ve ne distacchiate, continuate a esserne
prigionieri, anche se pensate di essere liberi.

Ma, vedete, la maggior parte di noi non vuole altro che una rivolta
all’interno della prigione: cibo migliore, un po’ più di luce, una finestra
più grande che ci consenta di vedere una fetta maggiore di cielo. Discutiamo
se sia giusto o meno che il fuoricasta entri nel tempio; vogliamo abolire il
predominio di una certa casta, e così facendo ne creiamo un’altra, una casta
“superiore”; in tal modo restiamo prigionieri, e in prigione non esiste
libertà. La libertà si trova fuori dalle mura, fuori dallo schema della
società; ma, per essere liberi da quello schema dovete comprenderne
interamente i contenuti, ossia comprendere la vostra stessa mente. E’ la mente che ha
creato la civiltà attuale, questa cultura o società legata alla tradizione;
se non avete tale comprensione della vostra mente, il semplice fatto di
ribellarvi, in quanto comunisti, socialisti o quel che sia, non significa
molto. Ecco perchè è Così importante conoscere se stessi, avere
consapevolezza delle proprie attività, dei propri pensieri e sentimenti; e questa è la vera
educazione, non è così? Solo quando si è pienamente consapevoli di sè, la
mente diventa realmente sensibile e vigile.

Provateci: non prima, o poi, in un futuro vago e remoto, ma domani, o magari
oggi stesso. Se ci sono troppe persone nella vostra stanza, se la vostra
casa è piena di gente, allora andate da qualche parte da soli, sedetevi sotto un
albero, o sulla riva di un fiume e osservate con calma come funziona la
vostra mente. Non correggetela, non dite “Questo è giusto, questo è sbagliato”, ma
limitatevi a guardarla come si guarda un film. Quando andate al cinema, non
prendete parte al film; gli attori e le attrici recitano, voi guardate
soltanto. Allo stesso modo, guardate come lavora la vostra mente. E’ davvero
molto interessante, molto pi interessante di qualunque film, poichè la mente
è il precipitato del mondo intero e contiene tutto ciò che gli esseri umani
hanno vissuto.

Capite? La vostra mente è l’umanità intera, e quando percepirete questo,
proverete un’immensa compassione. Da tale comprensione deriva una grande
capacità d’amare; e allora, vedendo cose belle, saprete davvero cos’è la
bellezza.

– of Jiddu Krishnamurti

Taken from:

Jiddu Krishnamurti.
THE PURSUIT OF HAPPINESS ‘.

Translation of Vergiani VINCENT.

—————————

Have you ever tried to sit with closed eyes, in the most absolute calm, in
observe the movement of your thinking? Have you ever seen your
mind the work – or rather, your mind has never seen herself
work, just to see what are your thoughts and feelings, as
look at the trees, flowers, birds, people, how you respond to
react to new suggestions or ideas?

Have you ever done? If not, you missed an experience
remarkable.
Know your own mind an essential goal of education.
If you do not know how your mind reacts, if your mind is not aware of its
activities, you can not actually understand what the company, as
the mind of society, indeed, is the company. Your reactions, the
your beliefs, your attendance at the temple, the clothes
worn,
the things you do and not do, what you think – the company made of all
This is the replication of what happens in your mind. Therefore, your
mind is not separate from society, no different from your culture,
your religion, by the various divisions of class, the ambitions and
conflicts of the majority of the people. All of this is the company and you will
are a part. There is no “you” separate from society.

However, the company always tries to control, shape, shaping the way
thinking of young people. From the moment you are born and begin to implement
impressions of the world, your father and your mother are constantly
busy to tell you what to do and what not to do, what to believe and what not to believe, and there
say that God exists, or that God does not exist, but the state exists and that
a dictator is its prophet. From childhood we instill in
these things, which means that your mind – which is very young,
emotional, inquisitive, curious to learn, eager to discover –
is gradually restrained, conditioned, shaped in a way that
you put in the key of a given society and preventing
to become revolutionaries.

Since the habit of thinking is already outlined in a
been instilled in you, even if “rebel”, always within the given
social scheme. It ‘s like when the protesting prisoners for food
and better services – but still inside the prison.

When you seek God, or try to understand what may be a government
right, there still lies within the scheme of society, which
says: “This true and false, good and that this evil, this is
the right leader, these people are saints. “So, your revolt,
just like the so-called revolution made by ambitious people and
intelligent, always tied to the past. That is not a revolt, it is not
revolution: simply a higher form of activity, a
the most valiant struggle within the social scheme. But given the real, true
revolution, is to detach from the board and investigate outside
it.

You see, all the reformers – no matter who they are – worry
only to improve the conditions inside the prison. Do not say never
is not correct, it will never say: “Open a hole in the wall of
tradition and authority, scrollatevi off the constraints that limit the
mind “.

That’s real education not simply ask you to pass
examinations for which you filled my head with notions, or to put
writing things you have learned by heart, but help you see the walls of this
prison where he locked up his mind. Society affects us all, plasma
our thoughts constantly, and little by little, the external pressure
exercised by the company results in internal pressure, but, as
penetrate deeply, it is still outside, and there is actually a
true inner self until you break this conditioning. You must
know what you think and know if you think as a Hindu, a Muslim or
Christian, that is, in terms of religion that it so happens that
you belong. You should be aware of what you believe or not believe.
All of this is the pattern of society, and unless you become
aware of the scheme and there offices, continue to be
prisoners, even if you think you are free.

But you see, most of us wants nothing more than a revolt
within the prison: better food, a little ‘more light, a window
largest that allows us to see a larger slice of heaven. Discuss
whether it is right or not the untouchables to enter the temple, we want to abolish the
dominance of a certain caste, and in doing so we create another, a caste
“Superior”, thus we remain prisoners, and prison does not exist
freedom. The freedom is found outside the walls, outside the framework of
society, but, to be free of that pattern you have to understand
entire contents, or understand your own mind. And ‘the mind that has
created the modern civilization, this tradition-bound culture or society;
If you do not have such an understanding of your mind, simply because
rebel, as communists, socialists or whatever, does not mean
a lot. This is why it is important to know oneself, to have
awareness of their activities, their thoughts and feelings, and this is the real
education, is not it? Only when you are fully aware of himself, the
mind becomes truly sensitive and alert.

Try it: no sooner, or later, in a vague and remote future, but tomorrow, or maybe
today. If there are too many people in your room, if your
house is full of people, then go somewhere alone, sit under a
tree, or on the bank of a river and watch quietly as the works
your mind. Do not correct it, do not say “That’s right, this is wrong,” but
just watch as you watch a movie. When you go to the movies, not
take part in the film, the actors and actresses acting, you look
only. Similarly, look at how your mind works. It ‘really
very interesting, much more interesting than any film, as the mind
is the precipitate of the world and contains everything that human beings
lived.

Do you understand? Your mind is the whole of humanity, and when you perceive this,
you will feel immense compassion. From this understanding comes a great
ability to love, and then, seeing beautiful things, you know what is really
beauty.

Almeno supposto


Almeno supposto

Remotamente sommesso
e interloquiente
Annotando attimi
possibilmente positivi
e eludenti terrore
e malessere
Già inabilitante potere
seguivo e inciampavo
Tra maldestri
e ripetitivi clamori
Visti dall’alto
e ignorati
Semmai meraviglie
fossero presenti
Andrebbero catalogate
tra meritevoli spazi
di permissive ed euforiche
favole meravigliose
Contenti e riflessi
di acuta accettazione
sui volti espressivi
di chi ha raggiunto
la tanto agognata meta.

Giuseppe Bustone

Accogliere l’impermanenza


Riflettendo…

La Riflessione

Meditazione camminata

La mente va in mille direzioni,
ed io cammino in pace su questo splendido sentiero.

Ad ogni passo soffia un vento fresco,
ad ogni passo sboccia un fiore

Maestro Thich Nhat Hanh

———————-

Portare l’attenzione
al momento presente,
a quanto ci apprestiamo a fare,
a quel che accade intorno
ed alla postura del nostro corpo,
è offrire alla mente l’opportunità
di placare la sua folle corsa:
di pensiero in pensiero,
di timore in timore.

Quante volte, distratti
dalle sue proiezioni
non siamo stati capaci
di lasciare andare?

Ecco, nel respiro profondo
prendo e lascio,
raccolgo amorevolezza
ed abbandono ogni veleno.

Qui ed ora
posso raccogliere il tesoro
che si manifesta
nel camminare con calma,
nella pace dell’essere presente.

Poetyca

———————-

L’insegnamento

Accogliere l’impermanenza

Accogliere nel cuore l’impermanenza, significa liberarsi lentamente dall’attaccamento,

All’inizio ciò è molto difficile da accettare.
Ma, riflettendo e praticando, la nostra Mente-Cuore inizia una graduale trasformazione.
Lasciar andare inizia a sembrarci più naturale e diventa sempre più facile.

Più pratichiamo, più sviluppiamo l’attitudine a lasciar andare.
E’ allora che si verifica un completo mutamento nel nostro modo di guardare la realtà.

Sogyal Rinpoche

———————–

Guardare la realtà
è aprire la mano,
non stringere nulla.
Guardare la realtà
è accogliere quel che accade,
senza giudizio, consapevoli
che tutto cessa,
arriva e ci lascia,
muta come noi stessi mutiamo.

Nulla dura per sempre
ed ogni attimo
contiene il qui ed ora.

Quando comprendiamo questo
si apre la porta alla gioia
per essere testimoni di qualcosa
che non è mai uguale,
la accogliamo e siamo pronti
a lasciarla andare.

Tutto è come un fiore:
nella sua bellezza
sai scorgere che presto
ci deve abbandonare.

Poetyca

————————

05.04.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Thich Nhat Hanh: Abbracciare la Rabbia


 

Thich Nhat Hanh: Abbracciare la Rabbia

(Conferenza tenuta il 25 settembre 2001 alla Riverside Church di New York)

***********************

Cari amici, vorrei dirvi come pratico quando mi arrabbio.
Durante la guerra in Vietnam, c’erano molte ingiustizie,
e furono uccise molte migliaia di persone, fra le quali molti miei amici e discepoli.
Ero molto arrabbiato.
Una volta venni a sapere che la città di Ben Tre, una città
di trecentomila abitanti, era stata bombardata dall’aviazione
americana solo perché alcuni guerriglieri erano scesi in città e
avevano cercato di abbattere gli aeroplani americani.
I guerriglieri non ebbero successo, e dopo quel
tentativo se ne andarono. E la città fu distrutta. In seguito il
militare che si era reso responsabile di ciò dichiarò che aveva
dovuto distruggere la città per salvarla. Ero molto arrabbiato.

Ma a quel tempo ero già un praticante, un solido praticante. Non dissi
nulla, non feci nulla, perché sapevo che agire o dire
cose mentre si è arrabbiati non è saggio. Può creare molta distruzione.
Tornai a me stesso, riconoscendo la mia rabbia,
abbracciandola, e guardai profondamente nella natura della mia sofferenza.
Nella tradizione buddista abbiamo la pratica del respirare in presenza
mentale, del camminare in presenza mentale, allo scopo di generare
l’energia della presenza mentale.

È esattamente con questa energia che possiamo riconoscere, abbracciare e
trasformare la nostra rabbia. La presenza mentale è il tipo di energia
che ci aiuta a essere consapevoli di ciò che sta avvenendo dentro di noi e intorno a
noi, e tutti possono essere in presenza mentale. Se bevete una tazza di tè e sapete
che state bevendo una tazza di tè, questo è bere in presenza mentale. Quando
inspirate e sapete che state inspirando, e concentrate la vostra attenzione
sull’inspirazione, questa è consapevolezza della respirazione.

Quando fate un passo e siete consapevoli che state
facendo un passo, questo si chiama consapevolezza del camminare. La
pratica basilare nei centri Zen, nei centri di meditazione, è quella di generare la
presenza mentale in ogni momento della vita quotidiana. Quando siete arrabbiati, siete
consapevoli di essere arrabbiati. E’ perché avete già in voi l’energia della presenza
mentale creata dalla pratica che potete averne a sufficienza per riconoscere,
abbracciare, guardare in profondità e capire la natura della vostra sofferenza.

Io riuscii a capire la natura della sofferenza in Vietnam. Vidi che
non solo i vietnamiti soffrivano, ma anche gli americani soffrivano
durante quella guerra. Il giovane americano mandato in Vietnam
per uccidere ed essere ucciso era sottoposto a molta
sofferenza, e la sofferenza continua ancora oggi. La famiglia soffre,
e anche la nazione.
Io potei vedere che la causa della nostra sofferenza in Vietnam non
erano i soldati americani. Era una politica non saggia. Era un equivoco.
Era la paura che stava al fondamento della politica.

Molti in Vietnam si sono dati fuoco per chiedere che la distruzione
cessasse. Essi non volevano provocare dolore ad altri, ma prendere
il dolore su di sé affinché passasse il loro messaggio. Ma il rumore degli aerei
e delle bombe era troppo forte. Poche persone al mondo furono in grado di sentirci.
Così decisi di recarmi in America e invocare una cessazione della violenza.
Questo avvenne nel 1966, e a causa di ciò mi fu impedito di fare ritorno a casa.
E da allora, dal 1966, ho vissuto in esilio.

Ho potuto vedere che non è l’uomo il vero nemico dell’uomo. Il vero nemico è
l’ignoranza, la discriminazione, la paura, l’avidità, e la violenza.
Non odiavo il popolo americano, la nazione americana. Venni in America
a invocare quel guardare in profondità che avrebbe consentito al vostro governo
di rivedere quel tipo di politica.
Ricordo che incontrai il Segretario della Difesa Robert Mac Namara.
Gli dissi la verità circa la sofferenza. Egli si trattenne con me a lungo e mi ascoltò
profondamente, e io fui molto grato per la qualità del suo ascolto. Tre mesi dopo, quando
la guerra si fece più intensa, venni a sapere che si era dimesso dal suo incarico.

Odio e rabbia non erano nel mio cuore. Fu per questo che molti
giovani del mio paese mi ascoltarono, quando li invitai a seguire il cammino della
riconciliazione, e insieme collaborammo nel dare vita alle nuove organizzazioni per la pace a
Parigi. Spero che i miei amici qui a New York siano capaci di praticare allo stesso modo.
Io ho compreso, e comprendo, la sofferenza e l’ingiustizia, e sento di capire
profondamente la sofferenza di New York, dell’America. Io sento di essere un newyorkese.
Sento di essere un americano.

Quando non siete calmi evitate di agire, non dite nulla: restate
disponibili per voi stessi, centrati in voi stessi. Ci sono sistemi grazie ai quali
possiamo tornare a noi stessi e praticare così da riscoprire la nostra calma, la nostra
tranquillità, la nostra lucidità. Ci sono sistemi che possiamo mettere in pratica così da
capire le reali cause della sofferenza. E questa comprensione ci aiuterà a fare ciò che va
fatto, e a non fare ciò che potrebbe essere dannoso per noi e per gli altri.

Prima di continuare, pratichiamo la respirazione in presenza mentale per mezzo
minuto.

Nella psicologia buddista, siamo soliti parlare della coscienza in termini di semi.
Abbiamo il seme della rabbia, nella nostra coscienza. Abbiamo il seme della
disperazione, della paura. Ma abbiamo anche il seme della comprensione, della
saggezza, della compassione, e del perdono. Se sappiamo come innaffiare il seme della
saggezza e compassione in noi, quel seme, questi semi si manifesteranno come energie
potenti che ci aiuteranno a compiere un gesto di perdono e compassione. Ciò basterà a
recare un immediato sollievo alla nostra nazione, al mondo. Questa è la mia convinzione.

Io credo molto fortemente che gli americani abbiano molta saggezza e compassione
in loro stessi. Voglio che siate al meglio di voi quando comincerete ad agire,
nell’interesse dell’America e nell’interesse del mondo. Con lucidità,
con comprensione e compassione vi rivolgerete alle persone che vi hanno provocato così
tanto danno e sofferenza e porrete loro molte domande.

“Noi non comprendiamo abbastanza la vostra sofferenza, potreste
parlarcene? Non vi abbiamo fatto nulla, non abbiamo cercato di distruggervi, non abbiamo
cercato di discriminarvi, e non comprendiamo perché ci abbiate fatto questo. Deve
esserci molta sofferenza in voi. Vogliamo ascoltarvi. Può darsi che possiamo
aiutarvi. E insieme possiamo collaborare a costruire la pace nel mondo.” Se sarete solidi,
se sarete compassionevoli nell’affermare ciò, essi vi parleranno della loro sofferenza.

Nel buddismo parliamo della pratica dell’ascolto profondo, dell’ascolto
compassionevole, un metodo magnifico grazie al quale possiamo ripristinare la
comunicazione – la comunicazione tra marito e moglie, la comunicazione
tra padre e figlio, la comunicazione tra madre e figlia, la comunicazione tra
nazioni. La pratica dell’ascolto profondo dovrebbe essere assimilata dai genitori, dalle
coppie, così che possano capire la sofferenza dell’altra persona. Quella persona
potrebbe essere nostra moglie, nostro marito, nostro figlio o nostra figlia. Ma anche se
possiamo avere l’intenzione di ascoltare, molti di noi hanno perso la capacità di
farlo perché c’è molta rabbia e violenza in noi. Altri non sanno come usare la parola
gentile; rimproverano e giudicano in continuazione. E il loro parlare è molto spesso aspro,
amaro. Questo genere di linguaggio farà sempre esplodere in noi l’irritazione e la
rabbia e ci impedirà di ascoltare profondamente e con compassione. Per questo la semplice
intenzione di ascoltare non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un qualche allenamento
per poter ascoltare profondamente e con compassione. Io penso, credo, ho la
convinzione che se un padre sa come ascoltare profondamente e con compassione suo figlio,
sarà in grado di aprire la porta del suo cuore e di ripristinare la comunicazione.

Anche al Congresso e al Senato le persone dovrebbero allenarsi
nell’arte dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole. C’è molta sofferenza nel paese, e molte
persone sentono che la loro sofferenza non è capita. Per questo i politici, i membri del
Parlamento, i membri del Congresso devono allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo –
l’ascolto del loro stesso popolo, l’ascolto della sofferenza nel paese, perché nel paese
c’è ingiustizia, c’è discriminazione. C’è molta rabbia nel paese. Se possiamo ascoltarci
gli uni gli altri, possiamo anche ascoltare coloro che sono al di fuori del paese. Molti di
essi vivono nella disperazione, molti soffrono a causa di ingiustizia e discriminazione. La
quantità di violenza e disperazione in loro è enorme. Ma se come nazione sappiamo
come ascoltare la loro sofferenza, già possiamo recare molto sollievo.
Essi sentiranno di essere capiti. Già questo è sufficiente a disinnescare la bomba.

Alle coppie raccomando sempre, quando sono arrabbiati l’uno con l’altra, di tornare al
proprio respiro e al camminare in presenza mentale, di abbracciare la rabbia e
guardare profondamente nella natura della rabbia. Così possono essere
in grado di trasformare quella rabbia, anche in soli quindici minuti o in poche
ore. Se non possono farlo, allora dovranno dire all’altra persona che soffrono, che sono
arrabbiati, e che vogliono che l’altro lo sappia. Proveranno a dirlo in un modo calmo.
“Caro (o cara), soffro, e voglio che tu lo sappia”. A Plum Village, dove vivo e
pratico, raccomandiamo ai nostri amici di non tenersi la loro rabbia per più di ventiquattr’ore
senza dirlo all’altra persona. “Caro/a, soffro, e voglio che tu lo sappia. Non so perché tu
mi abbia fatto una cosa simile. Non so perché tu mi abbia detto una cosa simile.” Questa
è la prima cosa che dovrebbero dire all’altra persona. E se non sono abbastanza calmi
per dirlo,possono scriverlo su un foglio.

La seconda cosa che possono dire o scrivere è: “Sto facendo del mio meglio.”
Significa: Sto praticando per non dire nulla, non fare nulla con rabbia, perché so che in
questo modo creerei maggiore sofferenza. Così sto abbracciando la mia rabbia, sto
guardando profondamente dentro la natura della mia rabbia.” Dite all’altra persona che
state praticando il trattenere la rabbia, il comprendere la rabbia,
allo scopo di scoprire se per caso quella rabbia proviene da una vostra cattiva comprensione,
da una vostra percezione errata, da una vostra scarsa presenza mentale o da una mancanza di
abilità.

E la terza cosa che potreste volergli o volerle dire è: “Ho bisogno del tuo aiuto.”
Generalmente quando ci arrabbiamo con qualcuno vogliamo fare esattamente
l’opposto. Vogliamo dire: “Non ho bisogno di te. Posso sopravvivere anche per conto
mio.” “Ho bisogno del tuo aiuto” significa “Ho bisogno della tua pratica, ho bisogno del
tuo guardare in profondità, ho bisogno che mi aiuti a vincere questa rabbia perché
soffro.” E se io soffro, non è possibile che tu possa essere felice, perché la felicità non è
una faccenda individuale. Se l’altro soffre, non c’è modo che tu possa essere felice da
solo. Così aiutare l’altro a soffrire meno, a sorridere, farà felice anche te.

Il Buddha ha detto: “Questo è così perché quello è così. Questo è perché quello è.” Le
tre frasi che propongo sono il linguaggio del vero amore. Esso ispirerà l’altra persona a
praticare, a guardare in profondità, e insieme realizzerete la comprensione e la
riconciliazione. Ai miei amici propongo di scrivere queste frasi su un foglietto e di
infilarlo nel portafoglio. Ogni volta che si arrabbiano con il partner, o con il figlio o la
figlia, possono praticare la respirazione in presenza mentale, tirare fuori il foglietto e
leggerlo. Sarà una campana di consapevolezza che dirà loro che cosa fare e che cosa
non fare. Le tre frasi sono: “Soffro e voglio che tu lo sappia.” “Sto facendo del mio
meglio.” “Per favore aiutami.”

Credo che anche in un conflitto internazionale sia possibile lo stesso genere di
pratica. Perciò propongo all’America di fare lo stesso. Dite a coloro che ritenete essere
la causa della vostra sofferenza che voi soffrite, che volete che loro lo sappiano, che
volete sapere perché vi hanno fatto una cosa simile, e praticate l’ascolto profondamente e con compassione.

La qualità del nostro essere è molto importante, perché quella domanda,
quell’affermazione non è una condanna, ma un desiderio di creare la vera
comunicazione. “Siamo pronti ad ascoltarvi. Sappiamo che dovete aver
sofferto molto per averci fatto una cosa simile. Forse avete pensato che siamo noi la
causa della vostra sofferenza. Quindi per favore diteci se abbiamo cercato di
distruggervi, se abbiamo cercato di farvi oggetto di discriminazione, affinché possiamo capire.
Sappiamo che quando avremo compreso la vostra sofferenza, potremo
essere capaci di aiutarvi.” Questo è quello che nel buddismo chiamiamo “parola amorevole” o
“linguaggio gentile”; esso ha lo scopo di creare la comunicazione, di ristabilire la
comunicazione. Una volta che sarà ristabilita la comunicazione, la pace sarà possibile.
Quest’estate, un gruppo di palestinesi è venuto a Plum Village e ha
praticato con un gruppo nutrito di israeliani.

Abbiamo favorito la loro venuta offrendo loro facilitazioni per il soggiorno e abbiamo praticato insieme. In due settimane hanno imparato a sedersi insieme, a camminare insieme in presenza mentale, ad
apprezzare i pasti in silenzio in comune e a sedere tranquillamente per ascoltarsi l’un
l’altro. La pratica così assimilata ha avuto molto successo. Alla fine delle due settimane di
pratica ci hanno dato una notizia davvero meravigliosa. Una signora ha detto: “Thây,
per la prima volta nella mia vita vedo che la pace in Medio Oriente è possibile.” Un
altro giovane ha detto: “Thây, appena arrivato a Plum Village non credevo che Plum Village
fosse qualcosa di reale, perché nella situazione del mio paese si vive costantemente
nella paura e nella rabbia. Quando i nostri bambini salgono sull’autobus non siamo sicuri
che torneranno a casa. Quando andiamo al supermercato non siamo sicuri di sopravvivere
e di tornare alla nostra famiglia. A Plum Village vedi le persone guardarsi con
amore, parlare gentilmente con gli altri, camminare in pace e fare ogni cosa in
presenza mentale. Noi non credevamo che ciò fosse possibile. Non mi sembra vero.”

Ma nelle condizioni di pace di Plum Village, essi erano capaci di
stare insieme, di vivere insieme, e di ascoltarsi l’un l’altro, e alla fine la
comprensione è arrivata. Essi promisero che tornati in Medio Oriente avrebbero continuato la
pratica. Organizzeranno incontri di pratica una volta alla settimana a livello locale e una
giornata di presenza mentale a livello nazionale. E contano di tornare a Plum Village in un
gruppo più numeroso per continuare la pratica.

Penso che se nazioni come l’America organizzassero ambienti di questo
genere, dove le persone possono incontrarsi e trascorrere il tempo praticando la
pace, sarebbero in grado di calmare le loro emozioni, la loro paura, e i negoziati di
pace sarebbero molto più facili.

Tutte le cose hanno bisogno di cibo per vivere e per crescere, inclusi
il nostro amore e il nostro odio. L’amore è una cosa vivente, l’odio è una cosa
vivente. Se non nutri il tuo amore, esso morirà. Se tagli la fonte di nutrimento alla tua
violenza, anche la tua violenza morirà. Per questo il sentiero indicato dal Buddha è il
sentiero del consumo consapevole.

Il Buddha raccontò la seguente storia. C’era una coppia che voleva
attraversare il deserto per recarsi in un altro paese in cerca di libertà. Essi
portarono con sé il loro figlioletto e una quantità di cibo e di acqua, ma non fecero bene i
conti, sicché a metà strada in pieno deserto terminarono il cibo. I due sapevano che
sarebbero morti. Così, dopo molta angoscia, decisero di mangiare il bambino in modo da poter
sopravvivere e raggiungere l’altro paese; ed è proprio ciò che fecero. E ogni volta
che mangiavano un pezzetto della carne del loro bambino, i due piangevano.

Il Buddha domandò ai suoi monaci: “Cari amici, pensate che quella
coppia gioisse nel mangiare la carne del loro proprio figlio?” Il Buddha disse: “E’
impossibile gioire nel mangiare la carne del proprio figlio. Non mangiare in presenza mentale è come
mangiare la carne di nostro figlio e di nostra figlia, è come mangiare
la carne dei nostri genitori.”

Se guardiamo profondamente, vedremo che mangiare può essere un atto
estremamente violento. L’Unesco ci dice che ogni giorno quarantamila
bambini nel mondo muoiono per mancanza di cibo. Ogni giorno, quarantamila bambini! E la
quantità totale dei cereali che coltiviamo in Occidente è usata
principalmente per nutrire il bestiame. L’ottanta per cento del granoturco coltivato in
questo paese serve a nutrire il bestiame da carne. Il novantacinque per cento dell’avena
prodotta in questo paese non è per noi, per la nostra alimentazione, ma per gli animali
allevati per farne cibo. Secondo questo recente rapporto, l’ottantasette per cento
dell’intero territorio agricolo degli Stati Uniti viene usato per l’allevamento. Si tratta
del quarantacinque per cento di tutto il territorio degli Stati Uniti.

– Acqua –

Più della metà di tutta l’acqua consumata negli USA serve per l’allevamento di
animali. Occorrono quasi 9.500 litri d’acqua per produrre una libbra
di carne, ma solo 95 litri per produrre una libbra di frumento. Una dieta totalmente
vegetariana richiede 1.135 litri di acqua al giorno, mentre una dieta che comprende la
carne richiede più di 15.000 litri di acqua al giorno.

– Inquinamento –

Allevare animali a scopo alimentare provoca maggior inquinamento nell’acqua di
qualsiasi altra industria negli Stati Uniti, perché gli animali
allevati producono centotrenta volte gli escrementi dell’intera popolazione umana.
Significa quaranta tonnellate al secondo. Molti dei liquami provenienti dalle fattorie e
dai macelli finiscono nei ruscelli e nei fiumi, contaminando le sorgenti.

– Deforestazione –

Ogni vegetariano può salvare un acro di alberi all’anno. Più di 260
milioni di acri di foreste degli Stati Uniti sono stati disboscati per fare spazio alle
coltivazioni destinate a nutrire gli animali da carne. E un altro acro di alberi scompare ogni
otto secondi. Anche le foreste pluviali tropicali stanno per essere distrutte per creare
pascoli per il bestiame.

– Risorse –

Negli Stati Uniti, gli animali allevati a scopo alimentare sono
nutriti con oltre l’ottanta per cento del granoturco coltivato, e con più del novantacinque per
cento dell’avena. Stiamo mangiando il nostro paese, stiamo mangiando il nostro cuore, stiamo
mangiando i nostri bambini. E ho saputo che oltre la metà delle persone in questo paese mangia in eccesso.

Mangiare in presenza mentale può aiutarci a mantenere la compassione dentro il
nostro cuore. Una persona priva di compassione non può essere felice,
non può entrare in relazione con gli altri esseri umani e con gli altri esseri
viventi. E il mangiare la carne dei nostri propri figli è proprio quello che sta succedendo nel mondo,
perché non pratichiamo il mangiare in presenza mentale.

Il Buddha ha parlato del secondo genere di nutrimento che consumiamo
ogni giorno: le impressioni sensoriali; quel genere di cibo che assumiamo
attraverso gli occhi, le orecchie, la lingua, il corpo e la mente. Quando leggete una rivista,
consumate. Quando guardate la televisione, consumate. Quando ascoltate una
conversazione, consumate. E queste cose possono essere altamente tossiche. Possono esserci molti
veleni, come l’ avidità, la violenza, la rabbia, la disperazione. Permettiamo così a
noi stessi di farci intossicare da ciò che consumiamo in termini di impressioni
sensoriali. Permettiamo ai nostri bambini di farsi intossicare da questi prodotti. Per questo è
molto importante guardare profondamente dentro il nostro malessere, dentro la natura del nostro
malessere, allo scopo di riconoscere la fonte di nutrimento che abbiamo usato per
portarlo dentro di noi e nella nostra società.

Quello che il Buddha ha detto è: “Ciò che è venuto in essere – se sai
come guardare profondamente nella sua natura e identificare la sua fonte di
nutrimento, allora sei già sulla strada della liberazione.” Ciò che è venuto in essere è la
nostra malattia, il nostro malessere, la nostra sofferenza, la nostra violenza, la nostra
disperazione. E se pratichiamo il guardare in profondità, la meditazione, saremo in grado
di identificare la fonte di nutrimento, di cibo, che ha portato tutto questo in noi.

Dunque l’intera nazione deve praticare il guardare in profondità
dentro la natura di ciò che consumiamo ogni giorno. Il consumare in presenza mentale non è
il solo modo di proteggere la nazione, noi stessi e la società. Dobbiamo anche imparare come
consumare in presenza mentale come famiglia, come città, come nazione. Dobbiamo
imparare che cosa produrre e che cosa non produrre allo scopo di dare
al nostro popolo solo cose che nutrono e che guariscono. Dobbiamo astenerci dal
produrre quei generi di cose che portano guerra e disperazione nel nostro corpo, nella nostra
coscienza, e nel corpo e nella coscienza collettivi della nostra nazione e società.
Questo deve praticare il Congresso. Noi abbiamo eletto i membri del Congresso. Da loro ci aspettiamo che
pratichino profondamente, che si mettano in ascolto della sofferenza
delle persone, delle cause reali di quella sofferenza, e che facciano il tipo di
leggi che possono proteggerci dall’autodistruzione. L’America è grande. Io sono convinto
che voi possiate farlo e che possiate aiutare il mondo. Voi potete offrire al mondo
saggezza, presenza mentale e compassione.

Recentemente ho avuto l’occasione di apprezzare i luoghi dove le persone non
fumano. Ci sono voli per non fumatori di cui potete approfittare.
Dieci anni fa voli così, per non fumatori, non esistevano. E in America su ogni pacchetto di
sigarette è scritto l’avvertimento: “Stai attento: il fumo può mettere in pericolo la tua
salute.” Questa è una campana di consapevolezza. Questa è pratica del consumo
consapevole. Non dite che state praticando la presenza mentale, ma in realtà lo state facendo. La
consapevolezza del fumo è ciò che vi ha permesso di vedere che il fumo
non è salutare. In America, le persone sono molto consapevoli del cibo che mangiano. E
pretendono che su ogni prodotto vi sia un’etichetta in modo da poter sapere che
cosa c’è dentro.
Non vogliono mangiare cibi che possano portare tossine e veleni nei
loro corpi. Questo è pratica del mangiare consapevolmente.

Ma possiamo andare oltre. Possiamo fare di meglio, come genitori, come
insegnanti, come artisti e come politici. Se sei un insegnante, puoi dare un
grande contributo nel risvegliare le persone sulla necessità di un consumo consapevole,
perché è quella la via della vera emancipazione. Se sei un giornalista, hai i mezzi per
educare le persone, per ridestarle sulla natura della nostra situazione. Facendo opera di
risveglio ognuno di noi può trasformare se stesso in un bodhisattva.

Il terzo nutrimento di cui ha parlato il Buddha è la volizione. La
volizione è ciò che vogliamo più di ogni altra cosa, il desiderio più profondo. Ognuno di
noi ha un desiderio profondo. Dobbiamo identificarlo, dobbiamo chiamarlo con il suo vero
nome. Il Buddha aveva un desiderio; voleva trasformare tutta la sua sofferenza. Voleva
diventare un illuminato per essere capace di aiutare gli altri. Egli non credeva
che da politico avrebbe potuto aiutare molte persone, e per questo scelse di farsi monaco.
Alcuni fra noi credono che la felicità sia possibile solo ottenendo una grande
quantità di denaro, o la fama, o un grande potere, o molto sesso. Questo tipo di desiderio
appartiene alla terza categoria di cibo di cui ha parlato il Buddha.

Per illustrare il suo insegnamento il Buddha è ricorso a questa
immagine: C’è un giovane che ama vivere, e che non vuole morire. Tuttavia, due uomini
possenti lo stanno trascinando verso un luogo dove si trova una fossa di carboni
accesi e vogliono gettarlo tra i tizzoni ardenti per farlo morire. Lui resiste, ma è
destinato a morire perché i due uomini sono troppo forti. Il Buddha disse: “Il vostro più
profondo desiderio vi porterà o in un luogo di felicità oppure all’inferno.” Per questo è
molto importante guardare dentro la natura del vostro più profondo desiderio, vale a
dire la volizione. Il Buddha ha detto che l’avidità vi porterà a molta sofferenza, sia che
si tratti di desiderio di ricchezza, di sesso, di potere, o di fama. Ma se avete un desiderio
salutare, come il desiderio di proteggere la vita, di proteggere l’ambiente o di aiutare
la gente a vivere una vita semplice e con il tempo per prendersi cura di sé, di amare e
prendersi cura dei propri cari, questo è il genere di desiderio che conduce alla
felicità. Ma se siete spinti dalla brama di fama, di ricchezza, di potere, dovrete soffrire molto.
E questo desiderio vi trascinerà all’inferno, nella fossa di tizzoni ardenti, e morirete.

Ovunque nel mondo ci sono persone che considerano la vendetta come il loro
desiderio più profondo. Queste persone diventano terroristi. Quando il
rancore e la vendetta sono il nostro desiderio più profondo, anche noi soffriamo
terribilmente, come il giovane che quei due uomini possenti trascinavano, per gettare poi
nella fossa di tizzoni ardenti. Il nostro desiderio più profondo dovrebbe essere
amare, aiutare, non vendicarsi, punire o uccidere. Confido che i newyorkesi abbiano questa
saggezza. Il rancore non può essere una risposta al rancore; ogni violenza è
ingiusta. Rispondere alla violenza con la violenza può soltanto portare maggiore violenza e
ingiustizia, maggior sofferenza, non solo agli altri, ma a noi stessi. Questa è la
saggezza che è in ognuno di noi.

Abbiamo bisogno di respirare profondamente, di diventare calmi per
toccare il seme della saggezza. Io so che se il seme della saggezza e
della compassione del popolo americano potesse essere innaffiato regolarmente per l’arco di una
settimana, esso porterebbe molto sollievo, ridurrebbe la rabbia e il
rancore. E l’America sarebbe capace di compiere un gesto di perdono che darebbe un grande sollievo
all’America e al mondo intero. Per questo il mio suggerimento è praticare la calma,
l’essere concentrati, innaffiare i semi di saggezza e compassione che
sono già in noi, e imparare l’arte della consumo consapevole. Questa è una vera
rivoluzione, il solo tipo di rivoluzione che può aiutarci a uscire da questa difficile
situazione, nella quale la violenza e il rancore prevalgono.

****************

No, non sto piangendo.
Mi tengo il volto tra le mani,
Per scaldare la mia solitudine.
Mani che proteggono,
Mani che nutrono,
Mani che impediscono alla mia anima
Di vivere nella rabbia.


Thich Nhat Hanh: Embracing Anger

(Conference held September 25, 2001 at Riverside Church in New York)

***********************

Dear friends, I would tell you how handy when I get angry.
During the Vietnam War, there were many injustices,
were killed and many thousands of people, including many of my friends and disciples.
I was very angry.
Once I learned that the city of Ben Tre, a city
three hundred thousand inhabitants, was bombed by
American only because some guerrillas had fallen in the city and
had tried to shoot down American planes.
The guerrillas did not succeed, and after that
attempt left. And the city was destroyed. Following the
military that was responsible for what he said
to destroy the city to save it. I was very angry.

But at that time I was already a practitioner, a solid practitioner. I did not say
nothing, did nothing, because I knew that acting or saying
things while you are angry is not wise. It can create much destruction.
I returned to myself, recognizing my anger,
embracing it, and looked deeply into the nature of my suffering.
In the Buddhist tradition we have the practice of breathing in the presence
mental, of walking in mindfulness, to generate
the energy of mindfulness.

It is exactly this energy that we can recognize, embrace and
transform our anger. Mindfulness is the kind of energy
that helps us to be aware of what is happening inside us and around
us and we may be mindful. If you drink a cup of tea and you know
that you are drinking a cup of tea, this is to drink in mindfulness. When
breathe in and know that you are breathing, and focus your attention
on inhalation, is this awareness of respiration.

When you step and you are aware that you are
taking a step, this is called awareness of walking. The
basic practice in Zen centers, meditation centers, is to generate the
mindfulness in every moment of everyday life. When you are angry, you are
aware of being angry. E ‘for you have within you the power of presence
created by mental practice that can have enough to recognize,
embrace, look deeply and to understand the nature of your suffering.

I was able to understand the nature of suffering in Vietnam. I saw that
not only Vietnamese suffered, but the Americans suffered
during that war. The young American sent to Vietnam
to kill and be killed was subjected to many
suffering, and suffering continues today. The family suffers,
and even the nation.
I could see that the cause of our suffering in Vietnam is not
were American soldiers. It was not a wise policy. It was a misunderstanding.
It was the fear that was the foundation of politics.

Many in Vietnam set themselves on fire to call for the destruction
ceased. They did not want to cause pain to others, but take
pain upon themselves to pass their message. But aircraft noise
and bombs was too loud. Few individuals were able to hear us.
So I decided to go to America and call for a cessation of violence.
This happened in 1966, and because of that I was prevented from returning home.
And since then, since 1966, I lived in exile.

I could see that the man is not the real enemy of man. The real enemy is
ignorance, discrimination, fear, greed, and violence.
I hated not the American people, the American nation. I was in America
to call that look in depth that would allow your government
to review the kind of politics.
I remember I met the Secretary of Defense Robert Mac Namara.
I told him the truth about suffering. He stayed with me for a long time and I listened
deeply, and I was very grateful for the quality of listening. Three months later, when
the war became more intense, I learned that he had resigned from his post.

Hate and anger were not in my heart. It was for this reason that many
I listened to the young people of my country when I invited them to follow the path of
reconciliation, and together they cooperate to create new organizations for peace
Paris. I hope that my friends here in New York are able to practice the same way.
I understood and I understand the suffering and injustice, and I feel I understand
deeply the suffering of New York, America. I feel that I am a New Yorker.
I feel I am an American.

When you are not prevented to act calm, say nothing: stay
available for yourself, centered in yourself. There are systems whereby
we return to ourselves and practice so as to rediscover our calmness, our
tranquility, our lucidity. There are ways that we can put into practice so as to
understand the real causes of suffering. And this understanding will help us do what needs to be
done and not make what could be bad for us and for others.

Before continuing the practice mindful breathing for half
minute.

In Buddhist psychology, we usually speak of consciousness in terms of seeds.
We have the seed of anger in our consciousness. We have the seed of
despair, fear. But we also have the seed of understanding,
wisdom, compassion, and forgiveness. If we know how to water the seed of
wisdom and compassion in us, that seed, these seeds will manifest themselves as energy
powerful that will help us make a gesture of forgiveness and compassion. This just in
bring immediate relief to our nation in the world. This is my conviction.

I believe very strongly that the American people have a lot of wisdom and compassion
in themselves. I want you to be better than when you begin to act,
America’s interests and the interests of the world. With lucidity,
with understanding and compassion you will turn to people who have caused so
so much damage and suffering and put many questions.

“We do not quite understand your suffering, you may
talk about it? We have not done anything, we did not try to destroy you, we do not have
tried to discriminate against you, and do not understand why we have done this. Must
be much suffering in you. We want to hear from you. Maybe we can
help. And together we can work together to build peace in the world. “If you are solid,
if you are compassionate in affirming that, they will talk about their suffering.

In Buddhism we speak of the practice of deep listening, listening
compassionate, a wonderful method by which we can restore the
communication – communication between husband and wife, communication
between father and son, communication between mother and daughter, communication between
nations. The practice of deep listening should be treated by parents,
pairs, so that they can understand the suffering of the other person. That person
could be our wife, our husband, our son or daughter. But even if
We intend to listen, many of us have lost the ability to
do so because there is a lot of anger and violence in us. Others do not know how to use the word
kind; criticize and judge all the time. And their talk is often harsh,
bitter. This sort of language we will always blow up in irritation and
anger and prevent us from listening deeply and with compassion. For this simple
intention to listen is not enough. We need some training
to listen deeply and with compassion. I think, I think, I have
belief that if a father knows how to listen deeply and with compassion his son,
will be able to open the door to his heart and restore communication.

Even the Congress and Senate people should work out
the art of deep listening, of compassionate listening. There is much suffering in the country, and many
people feel that their suffering is not understood. This is why politicians, members of the
Parliament, members of Congress have to train in the art of deep listening –
listening to their own people, listening to the suffering in the country because the country
there is injustice, there is discrimination. There is a lot of anger in the country. If we can listen
one another, we can also listen to those who are outside the country. Many of
they live in despair, many suffer from injustice and discrimination. The
amount of violence and despair in them is enormous. But if we as a nation
how to listen to their suffering, we can already bring much relief.
They feel that they are understood. That alone is enough to defuse the bomb.

I always recommend to couples when they are angry with each other, returning to
your breath and walk in mindfulness, to embrace the anger and
look deeply into the nature of anger. So they can be
able to transform that anger, even in just fifteen minutes or a few
hours. If they can not do that, then tell the other person will suffer, who are
angry, and they want the other to know. They will try to put it in a calm way.
“Dear (or expensive), I suffer, and I want you to know.” At Plum Village, where I live and
practical, we recommend our friends not to keep their anger for more than twenty-four hours
without telling the other person. “Dear to, suffer, and I want you to know. Do not know why you
I have done such a thing. I do not know why you have said something similar. “This
is the first thing they should tell the other person. And if you are not calm enough
to say, they can write it down.

The second thing you can say or write is: “I’m doing my best.”
It means: I’m practicing to say nothing, do nothing with anger, because I know that in
This would create more suffering. So I am embracing my anger, I’m
looking deeply into the nature of my anger. “Tell the other person that
been practicing holding the anger, understanding anger,
in order to find out if by chance that your anger comes from a misunderstanding,
your a misperception, a lack of your presence of mind or a lack of
skills.

And the third thing that you love him or love her is to say: “I need your help.”
Usually when we get angry with someone we do exactly
the opposite. We want to say: “I need you. Can I survive on behalf
My. “” I need your help “means” I need your practice, I need
you look more deeply, I need you to help me overcome this anger because
I suffer. “And if I suffer, it is possible that you may be happy, because happiness is not
an individual matter. If the other suffers, there is no way you can be happy
only. So helping the other to suffer less, to smile, make you happy too.

The Buddha said: “This is so because that is the case. This is why that is. “The
three sentences I propose are the language of true love. It will inspire the other person
practice, to look deeply, and together we will achieve understanding and
reconciliation. I suggest to my friends to write these sentences on a piece of paper and
slip it in your wallet. Every time you get angry with your partner, or son or
daughter can practice mindful breathing, pull out the paper and
read it. It will be a bell of mindfulness that will tell them what to do and what
not to do. The three phrases are: “I suffer and I want you to know.” “I’m doing my
better. “” Please help me. “

I believe that in an international conflict can be the same kind of
practice. So I suggest to America to do the same. Tell those who believe to be
the cause of your suffering that you suffer, that you want them to know it, that
want to know why you have done such a thing, and practice listening deeply and with compassion.

The quality of our being is very important because that question,
that statement is not a condemnation, but a desire to create true
communication. “We are ready to listen. We know that you have
suffered a lot for having done such a thing. Maybe you thought that we are the
cause of your suffering. So please tell us if we tried to
destroy you, if we tried to make you the object of discrimination, so that we can understand.
We know that when we understand your suffering, we
be able to help. “This is what we call in Buddhism” loving speech “or
“Polite language”, it aims to create communication, to restore
communication. Once communication is restored, peace will be possible.
This summer, a group of Palestinians came to Plum Village and
practiced with a large group of Israelis.

We have encouraged their arrival by offering them facilities for stay and we practiced together. In two weeks they have learned to sit down together, walking together in the presence of mind, to
enjoy their meals in silence in town and sit quietly to listen to one
another. The practice has been very successful so treated. At the end of two weeks
practice have given us a truly wonderful news. One lady said, “Thay,
for the first time in my life I see peace in the Middle East is possible. “A
Another young man said, “Thay, just come to Plum Village did not believe that Plum Village
was something real, because in the situation of my country one lives constantly
in fear and anger. When our children climb on the bus we’re not sure
who will return home. When we go to the supermarket we are not sure of surviving
and return to our family. A Plum Village see people look with
love, speak kindly to others, walking in peace and do everything in
mindfulness. We do not think this was possible. It does not seem real. “

But in terms of peace of Plum Village, they were able to
stay together, live together, and listen to each other, and eventually
understanding is reached. They promised to come back in the Middle East would continue
practice. Hold meetings once a week to practice at local level and
day of mindfulness at the national level. It is expected to return to Plum Village in a
larger group to continue the practice.

I think that if nations like America environmental organizations of this
Typically, where people can meet and spend time practicing
peace, would be able to calm their emotions, their fear, and negotiations
peace would be much easier.

All things need food to live and grow, including
our love and our hatred. Love is a living thing, hate is one thing
living. If you do not nourish your love, it will die. If you cut the source of nourishment to your
violence, your violence will die. That is the path indicated by the Buddha is the
path of mindful consumption.

The Buddha told the following story. There was a couple who wanted
cross the desert to go to another country in search of freedom. They
brought with them their son and a quantity of food and water, but they did not do well
accounts, so that halfway finished the food in the desert. They knew that
would die. So after much anguish, decided to eat the child in order to
survive and reach the other country and that is what they did. And every time
who ate a piece of the flesh of their child, both crying.

The Buddha asked his monks: “Dear friends, do you think that
gioisse couple in eating the flesh of their own child? “The Buddha said,” ‘
impossible to enjoy eating the flesh of his own son. Do not eat in mindfulness is like
eating the flesh of our son and our daughter is like eating
the flesh of our parents. “

If we look deeply, we see that eating can be an act
extremely violent. UNESCO says that every day forty thousand
children worldwide die from lack of food. Every day, forty thousand children! And
total amount of grain we grow is used in the West
mainly to feed cattle. Eighty percent of the corn grown in
this country is to feed the cattle for meat. Ninety-five percent of the oats
produced in this country is not for us, for our food, but for animals
raised to make food. According to this recent report, the eighty-seven percent
entire agricultural land in the United States is used for breeding. It is
forty-five percent of the entire territory of the United States.

– Water –

More than half of all water consumed in the U.S. is used for breeding
animals. It takes nearly 9,500 liters of water to produce one pound
meat, but only 95 liters to produce one pound of wheat. A total diet
vegetarian requires 1,135 liters of water a day and a diet that includes
meat requires more than 15,000 liters of water per day.

– Pollution –

Raising animals for food causes more water pollution in
any other industry in the United States, because the animals
reared produce one hundred and thirty times the excrement of the entire human population.
Means forty tons per second. Many of the slurry from farms and
from abattoirs ends up in streams and rivers, contaminating sources.

– Deforestation –

Each vegetarian can save one acre of trees a year. More than 260
million acres of U.S. forests have been cleared to make room for
for crops to feed animals for meat. And another acre of trees disappears every
eight seconds. Although tropical rainforests are being destroyed to create
pasture for livestock.

– Resources –

In the U.S., animals raised for food are
fed more than eighty percent of the corn grown, and with more than ninety-five
one hundred oats. We are eating our country, we are eating our hearts, we are
eating our children. And I learned that more than half the people in this country eats in excess.

Eating mindfully can help us to maintain compassion within the
our hearts. A person without compassion can not be happy,
can not enter into relations with other human beings and other beings
living. And eat the flesh of our own children is just what’s happening in the world,
because we do not practice eating mindfully.

The Buddha spoke of the second kind of food we eat
every day: the sensory impressions, the kind of food we eat
through the eyes, ears, tongue, body and mind. When you read a magazine,
consumed. When you watch TV, eat. When you hear a
conversation, you consume. And these things can be highly toxic. There may be many
poisons, such as’ greed, violence, anger, despair. Thus enabling
ourselves to poison us by what we consume in terms of impressions
sensory. We allow our children to be poisoned by these products. It is therefore
very important to look deeply into our discomfort, in the nature of our
discomfort in order to recognize the source of food we used to
bring it within ourselves and in our society.

What the Buddha said is: “What has come into being – if you know
how to look deeply into its nature and identify its source of
food, then you’re already on the road to liberation. “What has come into being is the
our disease, our sick, our suffering, our violence, our
despair. And if we practice looking deeply, meditation, we can
to identify the source of food, food that has brought all this on us.

So the whole nation has to practice looking deeply
into the nature of what we consume every day. The mind is not consumed in the presence
the only way to protect the nation, ourselves and society. We must also learn how
eat mindfully as a family, as a city, as a nation. We must
learn what to produce and what not to produce in order to give
the only things that our people eat and heal. We must refrain from
produce those kinds of things that bring war and despair into our body, our
consciousness, and in the collective body and consciousness of our nation and society.
This Congress must practice. We have elected members of Congress. From them we expect
engage deeply, which is to listen to the suffering
of people, the real causes of that suffering, and make the kind of
laws that can protect us from self. America is great. I am convinced
that you can do it and you can help the world. You can offer the world
wisdom, compassion and mindfulness.

I recently had the opportunity to appreciate the places where people do not
smoke. There are flights for which you can take advantage of non-smokers.
Ten years ago, so cheap, non-smoking, did not exist. And in America on every package
cigarettes is written the warning: “Beware: Smoking can endanger your
health. “This is a bell of mindfulness. This is the practice of consumption
aware. Do not say that you are practicing mindfulness, but actually you are doing. The
awareness of smoking is what allowed you to see that the smoke
is not healthy. In America, people are very aware of the food they eat. E
claim that there is a label on each product so you can know that
what’s inside.
Do not want to eat foods that can bring toxins and poisons in
their bodies. This is the practice of eating consciously.

But we can go further. We can do better, as parents, as
teachers, as artists and as politicians. If you are a teacher, you can make a
great contribution in awakening people to the need for consumer awareness,
because that is the way to real emancipation. If you are a journalist, you have the means to
educate people, to awaken to the nature of our situation. Doing work
awakening each of us can transform himself into a bodhisattva.

The third nourishment that the Buddha has spoken is volition. The
volition is what we want more than anything else, the deepest desire. Each of
We have a deep desire. We have identified, we must call it by its true
name. The Buddha had a desire, wanted to turn all his suffering. He wanted
become enlightened to be able to help others. He did not believe
a politician who could help many people, and we chose to be Monaco.
Some of us believe that happiness is only possible to obtain a large
amount of money, or fame, or a great power or a lot of sex. This kind of desire
belongs to the third category of food that the Buddha spoke.

To illustrate his teaching the Buddha has used this
Image: There’s a young man who loves to live, and that will not die. However, two men
the mighty are dragging to a place where there is a pit of coals
turned on and want to throw it among the embers to destroy him. He resists, but is
destined to die because the two men are too strong. The Buddha said: “Your most
deep desire or will take you to a place of happiness or hell. “This is
very important to look into the nature of your deepest desire is to
say volition. The Buddha said that greed will lead to much suffering, whether
whether the desire for wealth, sex, power, or fame. But if you have a desire
healthy, as the desire to protect life, protect the environment or to help
people to live a simple life and the time to take care of themselves, to love and
take care of their loved ones, this is the kind of desire that leads to
happiness. But if you’re driven by lust for fame, wealth, power, you will suffer greatly.
And this desire will carry you to hell, into the pit of burning embers, and die.

Throughout the world there are people who see vengeance as their
deepest desire. These people become terrorists. When the
resentment and revenge is our deepest desire, we suffer
terribly, as the young man who dragged these two powerful men, then to throw
in the pit of burning embers. Our deepest desire would be
love, help, do not retaliate, punish or kill. I am confident that New Yorkers have this
wisdom. The resentment can not be a response to anger, all violence is
unfair. Responding to violence with violence can only bring more violence and
injustice, more suffering, not only to others but to ourselves. This is the
wisdom that is in everyone.

We need to breathe deeply, to become calm
touch the seed of wisdom. I know that if the seed of wisdom and
the compassion of the American people could be watered regularly for a period of
week, it would bring much relief, reduce anger and
resentment. And America would be able to perform an act of forgiveness that would give a great relief
America and the world. That is why my suggestion is to practice the quiet,
being concentrated, water the seeds of wisdom and compassion
are already in us, and learn the art of mindful consumption. This is a real
revolution, the only kind of revolution that can help us out of this difficult
situation in which violence and hatred prevail.

****************

No, I’m not crying.
I keep her face in her hands,
To warm my lonely.
Hands that protect,
Hands that feed,
Hands preventing my soul
To live in anger

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼Libertà interiore✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


Libertà interiore

Fa’ della libertà interiore il tuo principale obiettivo nella vita».

Swami Kriyananda

Inner freedom

Make inner freedom your main goal in life ».

Swami Kriyananda

Bambini – Children


🌸Bambini🌸

Bambini
si stringono
la mano
in un girotondo
tra una poesia
ed un sogno
sempre nuovo
Noi siamo
da sempre
bambini
con lo stupore
negli occhi
e nel cuore
la voglia di giocare
Gioca con me
lanciando
aquiloni
per accarezzare
la vita
e la leggerezza
del cielo

06.02.2020 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Children

Children
huddle
the hand
in a merry-go-round
between a poem
and a dream
always new
We are
always
children
with amazement
in the eyes
and in the heart
the desire to play
Play with me
throwing
flying kites
to caress
the life
and lightness
of the sky

06.02.2020 Poetyca

Proprio adesso – Right now – Osho


Proprio adesso

Cammina, mangia, ascolta
in modo rilassato.
Rallenta ogni operazione.
Non hai più tempo
per decidere se percorrere o no
la strada che ti trovi davanti.
Devi buttarti, proprio adesso,
è la strada stessa a chiedertelo.

Osho

Right now

Walk, eat, listen
in a relaxed way.
Slow down every operation.
You have no more time
to decide whether to travel or not
the road ahead.
You have to throw yourself, right now,
it is the road itself that asks you.

Osho

Chi è il mio Maestro?


Chi è il mio Maestro?

Un caro amico in una conversazione circa l’essere nel Dharma mi disse:

” Se mi chiedono se sono buddhista rispondo di non esserlo”.

Comprendo il suo punto di vista e lo sento simile al mio sentire, questo perché se ti rivestono di un’aspettativa o di qualcosa che rientra negli ” ismi” significa che ti stanno imprigionando e una persona in continua evoluzione non è statica ma vive la pratica apprendendo e comprendendo se stessa. Non si segue un dogma ma una via possibile per entrare dentro di sé e per lasciare andare tutti gli atteggiamenti ( in noi) capaci di creare condizioni di sofferenza – in noi e verso gli altri.

Lo stesso vale per il detto ” Se incontri in Buddha uccidilo” dove egli è visti come la zattera che aiuta ad attraversare il fiume ma che in secondo tempo va abbandonata per non avere un peso inutile.

Ottimi gli insegnamenti, i precetti e quanto ci educhi ad un migliore percorso,
ma ” citare a memoria” senza pratica non ha senso alcuno.

La pratica è nella nostra vita – la vita è maestra, con le sue opportunità di applicazione di quanto appreso e di confronto diretto:

Ogni persona è viva e flessibile, capace di scegliere – qui ed ora – la corretta azione agli eventi per non gettare semi non salutari e per comprendere le proprie inclinazioni facendone terreno vivo di apprendimento.

Dove incontri la tua sofferenza puoi incontrare la giusta soluzione per crescere.

Lo stesso vale per il famoso detto di Dogen circa il dito e la luna.

Io apprezzo molto l’esistenza del Maestro, una persona che ha trovato illuminazione e realizzazione ma quella ” buddhità” presente in tutti, che per la scuola Chan o Zen è già ” accesa”, dunque si è già ” nella corrente”, semplicemente si deve manifestare la vera natura, avere un Maestro è avere chi ti scuote per ” accendere l’interruttore”.

Avere eccessivo attaccamento al Maetro, uniformarsi a lui è qualcosa che per chi non ha autostima induce a non lavorare profondamente ed indipendentemente, non si sa lasciare la zattera.

Una storiella buddhista racconta di un Maestro che aveva il vezzo di sollevare il dito per indicare qualcosa di non descrivibile a parole, un suo allievo che lo amava molto iniziò ad imitarlo e dietro alle spalle spesso ripeteva il gesto di alzare il dito.
Un giorno il Maestro se ne accorse e senza dire nulla prese la spada e tagliò il dito al suo allievo: il dolore fu devastante e il ragazzo rimase incredulo, tutti intorno erano sconvolti per quanto il Maestro avesse fatto per un’innocente imitazione.

Il Maestro con calma disse al suo allievo: Adesso solleva il dito mozzo!
Il suo allievo che amava molto il maestro fece un grande sforzo, sopraffatto dal dolore e sollevò il dito mozzo verso il cielo, in quel momento avvenne la sua illuminazione.

Dunque imitare, credersi il maestro perché si scimmiottano le sue gesta non è essere come lui ma se si è capaci di fare cose che imitano ma al contempo sono originali – perché un retto sforzo le alimenta – allora si è nuovi e veri.

Essere nuovi e veri è essere capaci di comprendere cosa sia corretto e manifestarlo attraverso la nostra assimilazione e originalità.

Sii te stesso e sarai felice!

06.12.2009 Poetyca

Who is my Master?

A dear friend of mine in a conversation about being in the Dharma said:

“If you ask me if they are not Buddhist say so.”

I understand your point of view and I feel like I feel,
This is because if you are a ‘expectations or something
falls in the “isms” means that you are imprisoning and
person is not static but constantly evolving live practice
learn and understand itself. Do not follow a dogma but a way
possible to go inside themselves and let go of all
attitudes (in us) that create conditions of suffering – in
us and to others.

The same applies to the saying “If you meet the Buddha kill him” where he is
seen as the raft that helps you cross the river but in
later abandoned it for not having an unnecessary burden.

Excellent teachings, precepts, and how we educate for a better
route
but “to quote from memory” without practice did not make any sense.

The practice is in our life – life is a teacher, with its
opportunity to apply what they learn and direct comparison:

Everyone is alive and flexible, able to choose – here and now –
proper action to events not to throw seeds of unhealthy and
understand their own inclinations, making ground live
learning.

Where to meet your suffering you can meet the right solution for
grow.

The same applies to the famous dictum of Dogen around the finger and the moon.

I appreciate the existence of the Master, a person who found
lighting and production but that “Buddha” in all,
for the Chan or Zen school is already “on”, then it is already “in
current “, you simply must show the true nature, have a
Maestro is you who have shakes for “light switch”.

Have excessive attachment to the grandmaster, he has something to comply
for those without self-esteem leads to not working and deeply
regardless, it is not known to leave the raft. ”

A Buddhist story tells of a teacher who had the habit of
lift a finger to indicate something that is not describable in words, a
his student, who loved and began to imitate him behind his back
often repeated the gesture of raising the finger.
One day the teacher saw it and said nothing and took the sword
cut his finger to his pupil: the pain was devastating, and the boy
remained incredulous, all around were shocked as the Master
had done to an innocent imitation.

The Master calmly told his student: Now raises his finger hub!
His student who loved the Master made a great effort,
overwhelmed by grief and raised his finger to the sky hub, in that
moment was his enlightenment.

Therefore imitate the teacher because he believed mimic his feats
not be like him but if you are able to do things but to imitate
both are original – because a right effort feeds them – then
is new and true.

Being new and true is to be able to understand what is correct and
manifest through our assimilation and originality.

Be yourself and be happy!

06.12.2009 Poetyca

Coerenza ed amore


Coerenza ed amore

Le domande
scuotono la calma
ma è solo un attimo
paura che fa tremare
nube che si allontana
per trovare al centro di tutto
la nostra essenza
che non ha bisogno di domande
ma solo di spazio e di opportunità
per manifestare ed essere
coerenza ed amore

16.03.2011 Poetyca

Coherence and love

Questions
shaking the calm
but this is just a moment
fear that shakes
cloud moves away
to find core of everything
our essence
that does not need questions
but space and opportunity
to manifest and be
coherence and love

16.03.2011 Poetyca

Azzerarsi e resettare


Azzerarsi e resettare

Quando si insinua nella mia mente
un pensiero insistente,
un monotono suono invadente,
subito ordino alla mia mente
di cancellare e resettare
quel tormento.
Immediatamente si fa silenzio
nella mia mente.
Ma,per potere arrivare a ciò,
se ancora non riesci,
il sistema è praticare la meditazione. Non pensare al nulla,non ti annullare. Và a sostituire, passo dopo passo,
i vari pensieri inutili
con altri genuini e costruttivi… Prova! Molti come me ci riescono.
La strada è spianata.

Giuseppe Bustone

Piacere e dolore – 🌸Pleasure and pain – Paul Smit


🌸Piacere e dolore🌸

Piacere e dolore
fanno semplicemente
parte della vita,
entrambi vanno e vengono.
La sofferenza inizia
quando pensi che il dolore
non debba esserci
e il piacere debba
rimanere sempre.

Paul Smit
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Pleasure and pain

Pleasure and pain
they simply do
part of life,
both come and go.
Suffering begins
when you think the pain
there should not be
and pleasure should
always stay.

Paul Smit

Sorriso – Smile


🌸Sorriso🌸

Io sono
da sempre
finestra
sul mondo
con occhi
aperti
e cuore
spalancato
Non cerco
scorciatoie
sul percorso
della vita
e tra sogni
e doveri
ti regalo
un sorriso

05.02.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Smile

I am
always
window
on the world
with eyes
open
and heart
gaping
I am not looking for
shortcuts
on the route
of life
and between dreams
and duties
I gift you
a smile

05.02.2020 Poetyca

★ cღPoeti amici ღ★


alessandronovelli

Viaggiamo col cuore

Viaggiando
con il cuore
e con la mente
nel tempo irreale
e passando
sui ponti delle notti
tra luna e stelle
e tra i ricordi amati …
tutto diventa allor quasi reale.

Silenzio …
tra spazi conservati
e sensazioni affascinanti,
tratti di pensieri nella mente,
come fari accesi agli orizzonti,
si cercano tra nomi sconosciuti
per illuminare il buio della notte.

Tra ombre
appena chiare
appare fuggitiva
una figura:
é l’alba nuova
che già viene avanti ….
per stringerci le mani
e farci divenire amanti!

Alessandro Novelli © Dir.Ris.

We travel with your heart

Travelling
with the heart
and mind
in unreal time
and passing
on the decks of nights
between the moon and stars
between memories and loved …
Then everything becomes almost real.

Silence …
between spaces preserved
and fascinating sensations,
Whether thoughts in the mind,
as headlights on the horizons,
search each unknown names
to illuminate the darkness of the night.

Among shadows
just clear
appears fugitive
a figure:
is the new dawn
that is already on ….
to shake hands
and let us become lovers!

Alessandro Novelli © Dir.Ris.