Archivio | marzo 2020

Ho gettato via la paura


 

Ho gettato via la tua paura

Un vecchio saggio stava attraversando la giungla in compagnia di un suo giovane monaco. Scese la notte e cominciarono a calare le tenebre. Il vecchio saggio chiese al giovane monaco:

“Figlio mio, credi che lungo questo sentiero ci siano pericoli? Questo sentiero attraversa una fitta foresta e stanno calando le tenebre. Abbiamo qualcosa da temere?“‘.

Il giovane monaco era molto sorpreso, poiché in un sannyasin non dovrebbe mai sorgere il problema di avere paura, sia che si trovi in una notte buia oppure illuminata, sia che si trovi in una foresta oppure sulla piazza del mercato, quindi quella domanda era davvero sorprendente. Inoltre, questo vecchio non aveva mai avuto paura. Che cosa gli stava accadendo? Perché adesso mostrava di aver paura? C’era qualcosa che non andava!

Camminarono ancora un po’ e la notte diventò più buia. Il vecchio chiese di nuovo: “C’è qualcosa di cui dobbiamo preoccuparci? Raggiungeremo presto la città più vicina? Quanto è ancora distante?“. Poi si fermarono vicino a un pozzo per lavarsi le mani e il viso.

Il vecchio consegnò al giovane monaco la borsa, che portava in spalla, dicendogli: “Abbi cura della mia borsa“.

Il giovane pensò: “Certamente deve contenere qualcosa, altrimenti non sarebbe sorto in lui il problema della paura e non avrebbe raccomandato di prendermi cura della borsa“.

Per un sannyasin era insolito anche il fatto di prendersi cura di qualcosa; in questo caso, non avrebbe senso diventare sannyasin, infatti chi ha delle cose da custodire ha una proprietà. Che bisogno ha un sannyasin di prendersi cura di qualcosa?

Il vecchio cominciò a lavarsi il viso e il giovane diede uno sguardo nella borsa: vide che conteneva un lingotto d’oro, e comprese la causa della paura. Lo gettò via, e mise nella borsa una pietra di uguale peso. Il vecchio, subito dopo, tornò in fretta dal giovane e si riprese la borsa; la tastò, ne verificò il peso sollevandola, se la mise sulla spalla e si rimise in cammino.

Dopo un breve tratto, tornò a chiedere: “Sta diventando proprio buio, abbiamo perso la strada? C’è qualche pericolo?“.

Il giovane gli rispose: “Non avere paura. Ho gettato via la tua paura“.

Il vecchio saggio era sconvolto. Guardò immediatamente nella borsa e vide che al posto dell’oro c’era una pietra. Per un attimo rimase attonito e poi, scoppiando in una risata, esclamò:

“Che idiota sono stato! Portavo in spalla una pietra e avevo paura perché credevo fosse un lingotto d’oro“‘.

A quel punto, lo gettò via e disse al giovane monaco: “Dormiremo qui questa notte, visto che al buio è difficile trovare la strada“.

E quella notte dormirono pacificamente nella foresta.

Tratto da Ricominciare da sé di Osho

I threw away your fears

A wise old man was crossing the jungle in the company of his young monaco. Night fell, and darkness began to fall. The wise man asked the young monaco:

“My son, you believe that there are dangers along this path? This trail goes through dense forest and the darkness is falling. We have something to fear? “‘.

The young monaco was very surprised, because a sannyasin should never rise to the problem of being afraid, whether it be on a dark night, or enlightened, whether it be in a forest or on the marketplace, then that question was really surprising. Moreover, this old man had never been afraid. What was happening? Because now appeared to be afraid? There was something wrong!

They walked some more ‘and the night became darker. The old man asked again: “Is there something we need to worry? Soon reach the nearest town? How much is still years away? “. Then they stopped near a well to wash hands and face.

The old man gave the young monaco bag, carrying on his shoulder, telling him: “Take care of my bag.”

The young man thought: “Certainly it must contain something, otherwise he would not have arisen in the problem of fear and would not recommend to take care of the bag.”

For a sannyasin was unusual even the act of taking care of something, in this case, would not make sense to become a sannyasin, in fact, who has things to keep a property. What need has a sannyasin to take care of something?

The old man began to wash his face and the young man glanced in the bag: he saw that it contained a gold ingot, and understood the cause of fear. He threw it away, and put a stone in the bag with the same weight. The old, soon after, hurried back from the young and recovered the bag, and the felt, it occurred by lifting the weight, put it on his shoulder and he resumed his journey.

After a short distance, asked again: “It’s getting really dark, we lost our way? Is there any danger? “.

The young man replied: “Do not be afraid. I threw away your fear. “

The wise old man was shocked. Immediately looked in the bag and saw that there was a stone instead of gold. For a moment he was stunned and then, bursting into a laugh, said:

“What a fool I was! I was wearing a shoulder stone and I was afraid because I thought it was a bar of gold. “‘

At that point, threw it away and told the young monaco: “We’ll sleep here tonight, because the dark is difficult to find your way.”

And that night they slept peacefully in the forest.

Taken from Hope itself Osho

Raccontami


raccontami

Raccontami

Raccontami
l’attimo atteso
respirato
con il tuo cuore
Raccontami
la speranza
incollata ai sogni
mai abbandonati
Raccontami
capriole di cielo
racchiuse
in una mano
Raccontami
il colore di un sorriso
pronto a spiccare il volo
all’alba della tua Primavera

02.05.2013 Poetyca

Tell me

Tell me
the awaited moment
breathed
with your heart
Tell me
hope
glued to the dreams
never abandoned
Tell me
somersaults on sky
enclosed
in one hand
Tell me
the color of a smile
ready to take flight
at the dawn of your Spring

02.05.2013 Poetyca

Nel silenzio


Nel silenzio

Se taciti la mente
è il cuore a tracciare
arabescate immegini
oltre confine
ed ogni silenzio
ha l’aroma di un attimo
che si proietta nell’infinito
come l’offerta di un fiume
al suo mare.

25.07.2006 Poetyca


In the silence

If the silent mind
is the heart in track
arabesque immegini
abroad
and every silence
has the aroma of a moment
that is projected into the infinite
as the offer of a river
at his sea.

25.07.2006 Poetyca


Tutto passa


Tutto passa
Tutto passa
come nubi
nel cielo
Tutto si trasforma
è pronto a svanire
non ti aggrappare
Lascia andare
sia la tua mente
vuota
Tutto passa
come pensieri
che sorgono
Tutto si trasforma
è pronto a svanire
non ti aggrappare
Lascia andare
sia la tua mente
vuota
Tutto passa
come il tempo
che non puoi fermare
Tutto si trasforma
è pronto a svanire
non ti aggrappare
Lascia andare
sia la tua mente
vuota
Tutto passa
come gioie e paure
frazione di un attimo
Tutto si trasforma
è pronto a svanire
non ti aggrappare
Lascia andare
sia la tua mente
vuota
Tutto passa
come respiro
al quale donare attenzione
Tutto si trasforma
è pronto a svanire
non ti aggrappare
Lascia andare
sia la tua mente
vuota

03.09.2016 Poetyca

Everything passes

Everything passes
like clouds
in the sky
Everything changes
It is ready to vanish
no hold on you
Let it go
both your mind
empty
Everything passes
such thoughts
that arise
Everything changes
It is ready to vanish
no hold on you
Let it go
both your mind
empty
Everything passes
what’s like time
that you can not stop
Everything changes
It is ready to vanish
no hold on you
Let it go
both your mind
empty
Everything passes
as joys and fears
in a fraction of a second
Everything changes
It is ready to vanish
no hold on you
Let it go
both your mind
empty
Everything passes
as breath
which give attention
Everything changes
It is ready to vanish
no hold on you
Let it go
both your mind
empty

09/03/2016 Poetyca

Percorso di vita


Percorso di vita

Cerchi la magia
d’un attimo
e le correnti silenti
ti percorrono

Attraversi mondi
sommersi
che regalando vita
palpitano all’unisono

Ti arrendi al turbine
di fluenti percezioni
e tutto si trasforma
catturando gli elementi

Tu atomo dell’Universo
sei ora parte del tutto
e con movenze antiche
la vita ti percorre

21.10.2002 Poetyca

Life path

Looking for the magic
for a moment
and currents silent
you travel

You cross worlds
submerged
that giving life
pulsate in unison

You surrender to the turbines
perceptions of flowing
and everything is transformed
capturing the elements

You atoms in the universe
part of the whole six hours
and ancient movements
then life goes

21.10.2002 Poetyca

Tutto è speranza – All is hope


🌸Tutto è speranza🌸

Un alito
di vita
un volo
di farfalla
o un fiore
Non temere
mai le ombre
o le apparenze
cerca stelle
in cielo
Apri gli occhi
ascolta
il tuo cuore
e non dimenticare
– Tutto è speranza

22.03.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸All is hope

A breath
of life
a flight
butterfly
or a flower
Do not fear
never the shadows
or appearances
look for stars
in the sky
Open your eyes
listen
your heart
and don’t forget
– All is hope

22.03.2020 Poetyca

Sorriso – Smile – Thich Nath Hahn


🌸Sorriso🌸

Grazie al tuo sorriso,
rendi la vita più bella.

Thich Nhat Hanh
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸🌿🌸Smile

Thanks to your smile,
make life more beautiful.

Thich Nhat Hanh

Vita e speranze


Vita e speranze


La rima e il sogno
il sorriso e il lampo
per corse al galoppo
su vaste pianure
che accarezzano il silenzio

Frammenti e parole
odore di vita
che sprigiona speranze
respira nel tempo
anche l’ultimo attimo

Sii te stesso
sotto la pioggia
e in trafitture di sole
con le certezza nel pugno
e dove il dubbio ti fa inciampare

Perchè tutto è evanescente
e non lo puoi trattenere
oltre le pareti del cuore
tra parole non dette
e forza nel lasciare andare

16.03.2007 Poetyca


Life and hope

The rhyme and the Dream
smile and flash
for racing gallop
over vast plains
that caress the silence

Fragments and words
smell of life
hopes that releases
breathe in time
the last moment

Be yourself
under the rain
and piercing sun
with certainty in his fist
and where the question makes you stumble

Because everything is evanescent
and you can not hold
beyond the walls of the heart
between words unsaid
and strength in letting go

16.03.2007 Poetyca

Milioni di passi


image

Milioni di passi

Milioni di passi
forse separano
ma ė solo illusione:
il mondo è in tasca
se sai accogliere
ogni attimo
con compassione

14.06.2016 Poetyca

Million steps

Million steps
perhaps separate
But it is only an illusion:
the world is in your pocket
if you know accommodate
every moment
compassionately

14/06/2016 Poetyca

La nostra isola


nottteisola

La nostra isola

Mezza luna

sorride

resta appesa

a guardare

la nostra isola

dove s’intrecciano

le risate

a colorare

i nostri pensieri

24.07.2015 Poetyca

Our island

half moon

smiles

remains hanging

to look at

our island

where intertwine

laughter

to color

our thoughts

07/24/2015 Poetyca

Ali di Primavera – Springs wings


🌸Ali di Primavera🌸

Sono aliti
piccoli palpiti
a colorare
il tempo
Attesa
oltre
le cortine
di questo timore
Ali di Primavera
condurranno
in alto
le nostre speranze
Cambierà
tutto cambierà
si strapperà il velo
e si asciugherà il pianto

22.03.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
Spring wings

They are breaths
small heartbeats
to color
the time
waiting
over
the curtains
of this fear
Spring wings
lead
up
our hopes
Will change
everything will change
the veil will be torn
and the tears will dry

22.03.2020 Poetyca

Verità – Truth – Isaac Newton


🌸Verità🌸

“La verità si ritrova
sempre nella semplicità,
e non nella complessità
e confusione delle cose.”

Isaac Newton
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Truth

“The truth is found
always in simplicity,
and not in complexity
and confusion of things. ”

Isaac Newton

Parole sospese – Suspended words


🌸Parole sospese🌸

Respiro
di vita
in parole
sospese
In attesa
di un raggio
di sole
tra nuvole dense
Non temere
questo silenzio
o il vuoto
intorno
Passerà
per fare spazio
alla forza
di nuove parole

22.03.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Suspended words

Breath
of life
in words
suspended
Waiting
of a ray
of Sun
in dense clouds
Do not fear
this silence
or the void
around
It will pass
to make room
to force
of new words

22.03.2020 Poetyca

Sofferenza – Suffer – Osho


image

Sofferenza

Milioni di persone soffrono: vogliono essere amate
ma non sanno come amare. E l’amore non può
esistere come monologo; è un dialogo, un dialogo
pieno di armonia.

Osho

Suffer

Millions of people suffer: they want to be loved
but they do not know how to love. And love can not
exist as a monologue; It is a dialogue, a dialogue
full of harmony.

Osho

La sofferenza – The suffering


La sofferenza
La sofferenza, la nostra personale reazione agli eventi che non accettiamo è la scintilla che come prima reazione fa scaturire la rabbia, è vero che essa è distruttiva, soprattutto lesiva verso noi stessi, malgrado questo si tratta di un atteggiamento comune e pertanto da comprendere in noi e negli altri. Spesso il dolore, l’evento tragico è una porta che ci possa condurre su un cammino di consapevolezza e successivamente
di trasformazione. Per quanto possa apparire assurdo è meglio osservare un moto di rabbia ( purchè non diventi una coazione a ripetere) come reazione che un totale distacco in cui la rabbia non sia riconosciuta e dunque repressa. Sulla rabbia si può lavorare, ci si può rendere conto della sua sorgente e come sia la causa di molti nostri atteggiamenti, se essa non si sapesse esprimere e restasse sepolta, al punto da ingenerare degli scompensi e delle malattie psicosomatiche allora sarebbe più problematico. E’ importante non nasconderla per non cadere nell’illusione di essere perfetti e capaci di avere raggiunto alte vette spirituali, credere questo è devianza se non guardassimo in faccia la realtà, meglio un vecchio arrabbiato consapevole e che ha lavorato e sempre lavora per l’equilibrio che un portatore di rabbia che sotterra quest’energia ingannando se stesso e gli altri e al posto della limpidezza intorbida il suo retto agire e il retto pensiero, poichè non ha saputo capire in fondo le proprie motivazioni.
Il senso di perdita, di sconfitta, di isolamento sono spesso quella traccia che ci possa condurre al riconoscimento della nostra particolare sensibilità che mal si adatta all’ambiente circostante, sono a volte la spinta verso i primi passi che ci conducano ad un ascolto profondo e a senso del nostro esistere, un via verso la spiritualità. In un certo senso chi non soffre non ama, ma è poi necessario dare un connotato profondo alla sofferenza e all’amore per arrivare dall’attaccamento all’amore incondizionato.

27.08.2007 Poetyca

The sufferingSuffering, our personal reaction to events that we do not accept, is the spark that causes anger as the first reaction, it is true that it is destructive, especially harmful to ourselves, despite this it is a common attitude and therefore to be understood in us and others. Often the pain, the tragic event is a door that can lead us on a path of awareness and subsequently
of transformation. As absurd as it may seem, it is better to observe a movement of anger (provided it does not become a compulsion to repeat) as a reaction than a total detachment in which anger is not recognized and therefore repressed. You can work on anger, you can realize its source and how it is the cause of many of our attitudes, if it did not know how to express itself and remained buried, to the point of generating decompensations and psychosomatic diseases then it would be more problematic. It is important not to hide it in order not to fall into the illusion of being perfect and capable of having reached high spiritual peaks, believe this is deviance if we did not look reality in the face, better an angry old man aware and who has worked and always works for the equilibrium that a carrier of anger who buries this energy by deceiving himself and others and instead of limpidity, his righteous act and righteous thought become cloudy, since he has not been able to understand his motivations.
The sense of loss, of defeat, of isolation are often the trace that can lead us to the recognition of our particular sensitivity that does not adapt well to the surrounding environment, they are sometimes the push towards the first steps that lead us to a deep listening and to sense of our existence, a way to spirituality. In a sense, those who do not suffer do not love, but it is then necessary to give a deep connotation to suffering and love to get from attachment to unconditional love.

27.08.2007 Poetyca

Viaggiatori


Viaggiatori

Ci sono persone che vivono in penombra
Tenendo raccolti in un angolo:
sogni,desideri,pensieri.

Altre nascondono dietro un sorriso
Le paure e le fatiche.

Chi invece ha perso le speranze,
crede che la vita non abbia valore.
Non vuole più lottare.

Quanto coraggio ci vorrebbe
Per uscire fuori?
Nessuno è solo,
siamo tutti viaggiatori
di questa vita,
tutti alla ricerca di “qualcosa”.
Se seguiamo gli stessi ideali,
la stessa rotta:
amore,vita,solidarietà
nel mare lasceremo una scia.
Ognuno ha un cammino,
ognuno è speciale…
per i suoi pensieri,
il suo dolore,
il suo viaggiare.
Anche tu hai qualcosa da dare.

Comincia il tuo cammino,
avrai come punto di riferimento
il cielo…
il cuore è la stella polare.
Se qualcuno annega
O ha paura.
Non l’abbandonare
Al suo dolore.

Lanciagli un po’ del tuo amore
Come fosse una scialuppa.
Quante tempeste,
quanta solitudine.
La salsedine brucia
Ma rende forti
Come lupi di mare.
Quando approderemo all’isola meravigliosa
Del nostro cuore,
lasceremo un segno
del nostro passaggio
amando gli altri
ed insegnando amore.
Se questo avremo imparato…
Avrà senso il nostro vagare.

12.05.2001 Poetyca


Passengers

There are people who live in darkness
Taking gathered in a corner:
dreams, desires, thoughts.

Others hide behind a smile
The fears and hardships.

Those who have lost hope,
believes that life has no value.
No longer wants to fight.

How much courage it would take
To leave out?
No one is alone,
We are all travelers
of this life,
all looking for “something”.
If we follow the same ideals,
the same route:
love, life, solidarity
into the sea leaving a trail.
Everyone has a journey,
everyone is special …
for his thoughts,
her pain,
its travel.
You also have something to give.

Begin your journey
you as a reference point
the sky …
the heart is the North Star.
If someone drowns
Or afraid.
Not abandon
His pain.

Lanciagli a bit ‘of your love
Like a boat.
How many storms,
how much solitude.
Salt water burns
But it makes strong
Like wolves of the sea.
When they land, beautiful island
Of our hearts,
leave a mark
of our passage
loving others
teaching and love.
If we learn this …
Will wander our way.

12.05.2001 Poetyca

Meditare e Meditazione Jiddu Krishnamurti


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Meditare e Meditazione
Jiddu Krishnamurti

“… se hai intenzione di meditare, non sarà meditazione,
se assumi deliberatamente un atteggiamento, una posizione, per meditare, allora la
meditazione diventa un giocattolo, un trastullo della mente. Se decidi di
districarti dalla confusione e dall’infelicità della vita, allora diventa
un’esperienza dell’immaginazione – e questa non è meditazione.

La mente conscia, o la mente inconscia, non debbono aver parte in essa; non
devono neppure essere consapevoli dell’estensione e della bellezza della
meditazione. Nella totale attenzione della meditazione non c’è alcuna
conoscenza, alcun riconoscimento, né il ricordo di qualcosa che sia già
avvenuta. Il tempo e il pensiero sono totalmente cessati, poiché sono il
centro che limita la propria visione … la meditazione non è la semplice
esperienza di qualcosa al di là del pensiero e del sentimento di ogni
giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini …

La meditazione non è fuga dal mondo; non è un isolarsi e chiudersi in sé, ma
piuttosto la comprensione del mondo e delle sue vie … Meditare è deviare
da questo mondo … Dalla negazione nasce lo stato affermativo. Il semplice
ottenere l’esperienza, o vivere nell’esperienza, nega la purezza della
meditazione. La meditazione non è un mezzo per un fine … La meditazione è
la cessazione del pensiero …

Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi confini, il
pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha, l’uno deve
cessare perché l’altro possa essere. La meditazione apre la porta ad una
vastità che trascende ogni immaginazione o congettura. Il pensiero è il
centro intorno al quale c’è lo spazio dell’idea, e questo spazio può essere
allargato da ulteriori idee.

Ma tale allargamento mediante stimoli di ogni sorta non è la vastità in cui
non c’è alcun centro. La meditazione è la comprensione di questo centro e
quindi il suo superamento. Il silenzio e la vastità vanno insieme.
L’immensità del silenzio è l’immensità della mente in cui non esiste un
centro. La percezione di questo spazio-silenzio non procede dal pensiero. Il
pensiero percepisce soltanto la sua proiezione, e il riconoscimento di essa
è il suo confine … La meditazione non è un’attività dell”isolamento, ma
l’azione nella vita quotidiana che esige cooperazione, sensibilità ed
intelligenza.

Senza il fondamento di una vita retta la meditazione diventa una fuga e non
ha alcun valore. Una vita retta non è l’obbedienza alla morale sociale, ma
la libertà dall’invidia, dalla cupidigia e dalla ricerca del potere – che
generano inimicizia. La libertà da questi mali non passa attraverso la
consapevolezza che di essi si acquista mediante l’autoconoscenza. Senza
conoscere le attività del sé la meditazione diviene esaltazione dei sensi e
perde ogni significato …

La meditazione non è una continuazione o una espansione dell’esperienza. La
meditazione, al contrario, è quella completa inazione che è la cessazione di
tutta l’esperienza. L’azione dell’esperienza ha le sue radici nel passato
… la meditazione è lo svuotarsi dell’esperienza, è la totale inazione che
proviene dalla mente che vede ciò che è, senza l’ostacolo del passato né del
testimone che vive legato alla memoria del passato … Se non c’è
meditazione, sei come un cieco in un mondo di grande bellezza, luci e colori
… Meditare non è ripetere parole, sperimentare visioni o coltivare il
silenzio.

Questa è una forma di autoipnosi. Meditare non è chiudersi in un pensiero
ideale, nell’incanto del piacere. Se tu dici: “Oggi comincerò a controllare
i miei pensieri, a sedere quieto nella posizione del meditare, a respirare
regolarmente” – allora sei preso nei trucchi con cui inganniamo noi stessi.
La meditazione non è l’essere assorti in qualche idea o immagine grandiosa

La mente meditativa è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza
commento, senza opinione – attentamente e costantemente – il movimento della
vita in ogni suo rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione
del pensiero, un silenzio che l’osservatore non può richiamare. Se ne
facesse esperienza, riconoscendolo, non sarebbe quel silenzio. Il silenzio
della mente meditativa non è nei confini dell’individuabilità, e non ha
frontiere …

Una piccola mente squallida e immatura può avere, ed ha, visioni ed
esperienze che riconosce secondo il proprio condizionamento … La
meditazione non appartiene a gente come questa, né ai guru. Non è per il
cercatore, perché costui trova ciò che vuole, e il conforto che ne deriva è
la morale delle sue paure. Per quanto faccia, l’uomo di credenza o di dogma
non può entrare nel regno della meditazione.

La meditazione necessita della libertà – che è totale negazione della morale
e dei condizionamenti sociali – la libertà viene prima della meditazione, ne
rappresenta il primo movimento. Non è una pratica pubblica dove in molti si
uniscono e offrono preghiere. Sta a sé ed è sempre al di là dei confini
della condotta sociale. Infatti la verità non è nelle cose del pensiero o in
ciò che il pensiero ha costruito e chiama verità.

La negazione totale di questa struttura del pensiero è la realtà della
meditazione. La meditazione è un movimento incessante. Non si può mai dire
che si sta meditando, o dedicare un periodo di tempo alla meditazione. La
meditazione non è ai tuoi ordini. La sua benedizione non ti viene perché
conduci una vita per così dire sistematizzata o segui una particolare
routine o morale. Viene solo quando il tuo cuore è veramente aperto. Non
aperto dalla chiave del pensiero, non reso sicuro dall’intelletto, ma quando
è aperto come il cielo senza nuvole; allora viene senza che tu lo sappia,
senza che tu la chiami. Ma non puoi mai custodirla, possederla, adorarla.

Se cercherai di farlo, non verrà più, ti eviterà. Nella meditazione tu non
sei importante, non occupi un posto; la sua bellezza non sei tu, la sua
bellezza è in sé. E non puoi aggiungervi nulla. Non devi spiare dalla
finestra sperando di prenderla di sorpresa, né sederti in una stanza buia ed
attenderla; viene soltanto quando tu non sei là, e la sua benedizione non ha
continuità…”

http://www.consapevolezza.it/aetos/krishnamurti/k_meditation.asp

Meditation and Meditation
Jiddu Krishnamurti

“… If you’re going to meditate, it is not meditation,
if you take a deliberate attitude, a place to meditate, then the
meditation becomes a toy, a plaything of the mind. If you decide to
extricate themselves from the confusion and misery of life, then becomes
experience of the imagination – and this is not meditation.

The conscious mind or the unconscious mind, must not have a part in it, not
should not even be aware of the extent and beauty of
meditation. In the full attention of meditation there is no
knowledge, no recognition, nor the memory of something that is already
occurred. The time and thought are entirely ceased, since they are the
center, which limits his vision … meditation is not simply
experience of something beyond the thought and feeling of each
day, nor the vision quest and bliss …

Meditation is not an escape from the world, is not an island and turn in on itself, but
rather the understanding of the world and its ways … To meditate is to divert
from this world … From the denial was so born. The simple
get experience, or live in the experience, denies the purity of
meditation. Meditation is a means to an end … Meditation is
the cessation of thought …

Everything you thought formula has in it the limit of its borders,
thinking always has a horizon, the meditative mind has not, one must
because the other end may be. Meditation opens the door to
breadth that transcends any imagination or conjecture. The thought is the
center around which there is space idea, and this space can be
expanded to more ideas.

But this enlargement by stimuli of all sorts is not the vastness in which
there is no center. Meditation is the understanding of this center and
then beyond it. The silence and vastness go together.
The immensity of silence is the immensity of the mind in which there is no
center. The perception of this space and silence does not proceed from thought. The
mind perceives only its projection, and the recognition of it
is its border … Meditation is not an dell”isolamento, but
action in everyday life that requires cooperation, sensitivity and
intelligence.

Without the foundation of a righteous life becomes a meditation and do not escape
has no value. A good life is obedience to social morality, but
freedom from envy, greed and the quest for power – that
generate enmity. The freedom from these evils is not going through the
awareness that they buy through self-knowledge. Without
publicize the activities of the self becomes meditation and exaltation of the senses
loses all meaning …

Meditation is not a continuation or expansion of experience. The
meditation, by contrast, is that inaction is the complete cessation of
the whole experience. The action experience has its roots in the past
… Meditation is the emptying of the experience, which is the total inaction
comes from the mind sees what is, without the obstacle of the past nor the
witness who lives connected to the memory of the past … If there is
meditation, you’re like a blind man in a world of great beauty, light and color
… Meditation is not to repeat words, or try to cultivate the visions
silence.

This is a form of self-hypnosis. Meditation is not close in thought
Ideally, the enchantment of pleasure. If you say: “Today I begin to check
my thoughts, sitting quietly in the position of meditation, breathing
regularly – then you are taken in tricks with which we deceive ourselves.
Meditation is not being absorbed in some great idea or image

The meditative mind is to see, observe, listen without a word, without
comment, no opinion – carefully and consistently – the movement of
life in every relationship, then comes a silence that is the negation
of thought, a silence that the observer can not recall. It
did experience, recognizing him, would not be the silence. Silence
the meditative mind is not within the confines dell’individuabilità, and did not
Borders …

A little shabby and immature mind can have, and, visions and
experiences according to their conditioning, which recognizes … The
Meditation does not belong to people like this, or gurus. Not for
seeker, because he finds what he wants, and the comfort that comes out is
the morale of his fears. For the face, the man of belief or dogma
can not enter the realm of meditation.

Meditation requires freedom – that is total denial of the moral
and social conditions – freedom is the first meditation, it
represents the first movement. It is not a public practice where many are
together and offer prayers. It’s up to him and is always beyond the confines
of social conduct. In fact, the truth is not in the things of thought or
what thought has been building and call the truth.

The total denial of this structure of thought is the reality of
meditation. Meditation is a ceaseless movement. You can never say
you are meditating, or spend some time in meditation. The
Meditation is not to your orders. His blessing because you are not
lead a life so to speak systematized or follow a particular
routine or moral. It is only when your heart is truly open. Not
opened by the key thought, not secured by the intellect, but when
is open as the sky without clouds, then it is without your knowing it,
without you call. But you can never keep it, possess it, worship it.

If you try to do so no longer, you will avoid. In meditation you do not
are important, does not occupy a place, its beauty is not you, its
Beauty is in itself. And you can not add anything. You do not have the spy
window, hoping to take her by surprise, or sit in a dark room and
wait; is only when you’re not there, and his blessing did not
continuity … “

http://www.consapevolezza.it/aetos/krishnamurti/k_meditation.asp

Insieme – Together


🌸Insieme🌸

Insieme
scriviamo
parole
dense
di significato
soffiando via
nuvole bianche
con amore incondizionato
malgrado tutto
ovunque nel mondo
Malgrado
il silenzio
ed il suo rumore
così lacerante
accarezziamo
con la mente
tutti coloro
che sono soli
avvolti dalle distanze
regalando calore

20.03.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Together

Together
we write
words
dense
of meaning
blowing away
White clouds
with unconditional love
despite everything
everywhere in the world
Despite
silence
and its noise
so lacerating
caress
with the mind
all those
who are alone
surrounded by distances
giving warmth

20.03.2020 Poetyca

Anch’io resto a casa


Foto di Giuseppe Bustone

Anch’io resto a casa

Rimirare piccoli eventi quotidiani casalinghi
che in altre occasioni venivano ignorati
Dar valore allo stare insieme,almeno noi
Con gli altri non si può
Molto spiaciuto per chi è solo e solo deve starci
Addolorato per i malati
Rimane viva la speranza anzi la certezza
che ne stiamo venendo fuori
e, presto, vedremo il mondo e il prossimo
con occhi diversi…

Giuseppe Bustone

Connessi con se stessi


sorrisolampada

Connessi con se stessi

 Prendi tempo per ascoltare,
 per guardare al tuo interno.
Chiudi la finestra ai rumori del mondo.
 Nella pace accorda il tuo cuore all’armonia.
Questo è meditare e non farsi strattonare
delle distrazioni esteriori.
Chi medita non segue la corrente,
 il flusso delle cose effimere,
 non usa troppe parole, con la fretta
di raggiungere un traguardo,
 ma riposa nel cuore ogni respiro e nella gioia
 accoglie le cose come sono.
 Sorgente di vita
 è essere connessi con se stessi.

 02.03.2014 Poetyca

Connected with themselves

  Take time to listen,
  to look at your site.
Close the window to the noises of the world.
  In the peace accords your heart harmony.
This is not to meditate and jerk
external distractions.
The meditator does not follow the current,
  the flow of ephemera,
  does not use too many words with the rush
to reach a goal,
  but rests in every heart and breath in joy
  accepts things as they are.
  Source of life
  is to be connected with themselves.

  02/03/2014 Poetyca

Oltre apparenze


Oltre apparenze
Cuori pulsanti
nel silenzio
accendono
tutte le stelle
in questo cielo
che colora
i nostri sogni
qui in questa isola
che non c’è
per chi non guarda
oltre apparenze

11.06.2017 Poetyca

Over appearances

Beating hearts
in the silence
light
all the stars
in this sky
that color
our dreams
here on this island
that is not there
for those who do not look
over appearances

11.06.2017 Poetyca

Smetti di soddisfare le aspettative degli altri


Smetti di soddisfare le aspettative degli altri

Smetti di soddisfare le aspettative degli altri, perché in questo modo puoi solo arrivare al suicidio. Non sei qui per soddisfare le aspettative di nessuno e nessuno è qui per soddisfare le tue. Non diventare mai vittima delle aspettative degli altri e non rendere nessuno vittima delle tue.

Questo è ciò che chiamo individualità. Rispetta la tua individualità e quella degli altri. Non interferire mai nella vita di qualcuno e non permettere a nessuno di interferire nella tua. Solo così potrai un giorno crescere e diventare spirituale.

Il novantanove per cento delle persone si suicida, la loro vita è un lento suicidio. Soddisfare queste aspettative, quelle aspettative… un giorno quelle del padre, un giorno della madre, un giorno della moglie, del marito, e poi dei bambini – anche loro si aspettano qualcosa. Poi c’è la società, i preti e i politici. Intorno a te, tutti si aspettano qualcosa. E tu, poverino, sei lì, un semplice essere umano – mentre il mondo intorno a te si aspetta questo o quello. E tu non puoi soddisfare queste aspettative, perché sono contraddittorie.

Sei diventato matto cercando di soddisfare le aspettative di tutti. E non ci sei riuscito. Nessuno è contento. Sei perso, esaurito, e nessuno è contento. Chi non è contento con se stesso non può essere contento di te. Qualunque cosa tu faccia, troveranno il modo di essere scontenti di te, perché non sono capaci di essere contenti.

La felicità è un’arte che va imparata. Non ha nulla a che vedere con ciò che fai o non fai. Invece di cercare di soddisfare gli altri, impara l’arte della felicità.

Osho

Stop fulfilling expectations of others

Stop fulfilling expectations of others, because that is the only way you can commit suicide. You are not here to fulfill anybody’s expectations and nobody else is here to fulfill your expectations. Never become a victim of others’ expectations and don’t make anybody a victim of your expectations. This is what I call individuality. Respect your own individuality and respect others’ individuality. Never interfere in anybody’s life and don’t allow anybody to interfere in your life. Only then one day you can grow into spirituality. Otherwise, ninety-nine percent of people simply commit suicide. Their whole life is nothing but a slow suicide. Fulfilling this expectation, that expectation…some day it was the father, some day it was the mother, some day it was the wife, husband, then come children – they also expect. You have to fulfill their expectations. Then the society, the priest and the politician, and all around everybody is expecting. And poor you there, just a poor human being – and the whole world expecting you to do this and that. And if you don’t fulfill their expectation and you can’t fulfill all of their expectations, because they are contradictory. That’s how many people have gone mad. And when I am saying many people have gone mad, don’t make an exception of yourself. You have gone mad fulfilling everybody’s expectations. And you have not fulfilled anybody’s; nobody is happy. This is the beauty. You are lost, completely destroyed, and nobody is happy. Because people who are not happy with themselves cannot be happy in any way. Whatsoever you do, they will find ways to be unhappy with you, because they cannot be happy. Happiness is an art that one has to learn. It has nothing to do with your doing or not doing.

Osho

Futuro – Future – Franz Kafka


🌸Futuro🌸

Lascia dormire il futuro
come merita.
Se si sveglia
prima del tempo,
si ottiene un presente
assonnato.

Franz Kafka
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Future

Let the future sleep
as it deserves.
If he wakes up
before the time,
you get a present
sleepy.

Franz Kafka

Input


Foto di Giuseppe Bustone

Input

Cerca dentro quello
che non trovi fuori.
Fuori non c’è.
Tutti i sentimenti e i desideri
vengono da dentro.
Sì,magari sono aspirazioni
e attitudini che hanno avuto 
inizio da un avvenimento esterno
che li ha “scatenati”.
Ma,procedono dall’interno. Quindi,quando “entri in te”
attraverso la meditazione, chiediti:”Cosa desidero e chi amo?” e,se puoi,includi anche
pensieri Divini: potrai provare sensazioni uniche, cariche di gioia
e piene di gaudio. Poi,potrai condividerle là fuori…

Giuseppe Bustone

Tra le note – Among the notes


🌸Tra le note🌸

Rompo
il silenzio
sprigionando
nuova magia
Pentagramma
ritmo e note
al palpito
di anime in attesa
Speranza e colori
in abbraccio
oltre tutte le distanze
per accendere speranza

20.03.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Among the notes

I break
silence
releasing
new magic
Staff
rhythm and notes
to the heartbeat
of waiting souls
Hope and colors
in embrace
beyond all distances
to kindle hope

20.03.2020 Poetyca

Ancora tre giorni


25. Ancora tre giorni

Suiwo, il discepolo di Hakuin, era un bravo insegnante. Un’estate, durante un periodo di ritiro, ebbe la visita di un allievo che era venuto a lui da un’isola meridionale del Giappone.

Suiwo gli diede il problema: «Senti il suono di una sola mano».

L’allievo si fermò per tre anni da lui, ma non riusciva a superare questa prova. Una notte andò in lacrime da Suiwo. «Devo tornarmene confuso e svergognato nella mia isola,» disse «perché non riesco a risolvere questo problema».

«Aspetta un’altra settimana e medita incessantemente» gli consigliò Suiwo. Ma il discepolo non ricevette l’Illuminazione. «Prova ancora per una settimana» disse Suiwo.

L’allievo obbedì, ma invano.

«Ancora un’altra settimana». Ma non servì a nulla. Disperato, lo studente pregò il maestro di lasciarlo libero, ma Suiwo gli chiese di meditare per altri cinque giorni. Anche questi trascorsero senza risultato. Allora il maestro disse: «Medita per altri tre giorni, poi, se non riesci a ottenere l’Illuminazione, faresti meglio a ucciderti».

Il secondo giorno l’allievo fu illuminato.

Da Storie Zen

Three Days More

Suiwo, the disciple of Hakuin, was a good teacher. During one summer seclusion period, a pupil came to him from a southern island of Japan.

Suiwo gave him the problem: “Hear the sound of one hand.”

The pupil remained three years but could not pass the test. One night he came in tears to Suiwo. “I must return south in shame and embarrassment,” he said, “for I cannot solve my problem.”

“Wait one week more and meditate constantly,” advised Suiwo. Still no enlightenment came to the pupil. “Try for another week,” said Suiwo. The pupil obeyed, but in vain.

“Still another week.” Yet this was of no avail. In despair the student begged to be released, but Suiwo requested another meditation of five days. They were without result. Then he said: “Meditate for three days longer, then if you fail to attain enlightenment, you had better kill yourself.”

On the second day the pupil was enlightened.

From Zen Stories

Il modo corretto


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Il modo corretto

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale,
prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando
lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali,
perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva.
Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All’improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido:
qualcuno stava ripetendo l’invocazione derviscia. “Non serve a niente”, si disse, “perché quell’uomo pronuncia male le sillabe.
Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU …”.
Il derviscio ritenne allora che fosse suo dovere – lui che aveva studiato con tanto zelo – correggere quel poveretto
che sicuramente non aveva avuto l’opportunità di essere guidato nel modo giusto,
e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l’idea sottesa nei suoni.
Noleggiata una barca, remò in direzione dell’isola donde sembrava provenire la voce.  
In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo vestito da derviscio
che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica. “Amico mio”, gli disse,
“la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli
e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare”. E glielo spiegò.
“Grazie”, disse l’altro con umiltà.
Il primo derviscio risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione.
Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra
possiede anche il potere di camminare sulle acque? Il derviscio non aveva mai visto nessuno
compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti.
Fu allora che udì un U YA pronunciato con esitazione: il derviscio dell’isola si era messo nuovamente
a pronunciare la formula a modo suo…
Mentre il primo derviscio era assorto nelle sue riflessioni,
meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell’errore,
i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il derviscio della capanna aveva lasciato la sua isola
e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell’acqua…
Stupefatto, smise di remare. L’altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole:
“Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta
il modo corretto di ripetere l’invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo”.

                                                                                 Storia Sufi

The correct way

One day a dervish from the conventional wisdom,
product of an austere religious school, was walking
along a water course, completely absorbed in theological and moral issues,
because that was the form that had taken Sufi teaching in the community to which he belonged.
For him, religion emotional corresponded in search of the Supreme Truth.
Suddenly, the train of thought was interrupted by a loud cry:
someone was repeating the invocation dervish. “It’s no use,” he told himself, “because the man mispronounces the syllables.
Instead of chanting YA HU, says U YA HU … “.
The dervish then thought it his duty – he who had studied with such zeal – to correct the poor man
that certainly had not had the opportunity to be guided in the right way,
and that was probably only its best to be in harmony with the idea behind the sounds.
Rented a boat, rowed to the island from which the voice seemed to come.
In a reed hut he saw, sitting on the ground, a man dressed as a dervish
that swayed to the rhythm of repetition of the formula initiation. “My friend,” he said,
“your pronunciation is wrong. I tell lies because it is worthy to give advice
and equally deserving accept them. Here’s how you have to say. “And he told her.
“Thank you,” said the other with humility.
The first dervish got back into the boat, very happy to have done a good deed.
After all, it is said that one who fails to correctly repeat the sacred formula
also has the power to walk on water? The dervish had never seen anyone
perform such a miracle, but she had always hoped for some reason, to do it sooner or later.
From the hut could no longer any sound; However, he believed that the lesson had paid off.
It was then that he heard a U YA pronounced hesitation, the dervish of the island was put back
to pronounce the formula in its own way …
While the former dervish was deep in thought,
meditating on the perversity of men and their stubbornness to persevere in error,
His eyes saw a strange sight: the dervish of the hut he had left his island
and was coming toward him along the surface of the water …
Stunned, I stopped rowing. The other joined him and addressed him in these words:
“Brother, forgive me if you importunate, but I have come to ask you to teach me again
the correct way to say the prayer, because I have trouble remembering. “

                                                                                  Sufi Story

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


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I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

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The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of  teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.