Archivio | 11/04/2020

Passaggio



Passaggio

Rivolgendo il mio sguardo
al cielo stellato,
solo immaginandolo,
qui, dal mio letto.
Lascio che dal cuore
esca un po’ di devozione,
quanta ne conservavo.
Venti minuti e il Signore risorgerà.
Il grande mistero della sua vita,
morte e resurrezione.
Lui, la persona più importante.
Che mai abbandona chi gli si affida. Grazie Signore, grazie!

Giuseppe Bustone

Vortice vivo – Alive vortex


vorticevivo

Vortice vivo

Ferma
il mulinello di pensieri
torbido vortice
di confusione

Apri
quella porta che temi
battito placido
del tuo cuore

Osserva
senza anteporre giudizi
per accogliere tutto
così come appare

Vivi
come preziosi
i momenti di pace
vera natura del tuo esistere

Abbraccia
turbamenti e timori
come guida e maestro
per la trasformazione

Ama
senza confini
tutte le creature
espansione del tuo essere

Ringrazia
vita e attimi
per il grande tesoro
preziosa lezione di puro amore

16.01.2013 Poetyca

Alive vortex

Stop
the whirlpool of thoughts
turbid vortex
of confusion

Open
the door that issues
beat placid
of your heart

Watch
without prepending ratings
to accommodate all
as it appears

Experience
as valuable
moments of peace
true nature of your existence

Embrace
anxieties and fears
as a guide and teacher
for the transformation

Loves
without borders
all creatures
expansion of your being

Thanks
life and moments
for the great treasure
valuable lesson of pure love

16.01.2013 Poetyca

Vortice d’amore – Vortex of love


Vortice d’amore

Un piccolo sogno
impalpabile e leggero
danza in punta di piedi
per disegnare contorni
senza  spazio e tempo

Alla magia segreta
senza fare rumore
risponde un cuore
in attesa da sempre
nella notte fatata

Soffio di vita
accende le stelle
– adesso inizia la danza –
dove tutto è possibile
nel vortice d’amore

13.10.2012 Poetyca
 

Vortex of love

A little dream
impalpable and light
dance on tiptoe
to draw contours
without space and time

To the magic secret
without a sound
answers a heart
waiting always
fairy in the night

Breath of life
lights the stars
– Now begins the dance –
where everything is possible
into the vortex of love

13.10.2012 Poetyca

Vuoto – Void


🌸Vuoto🌸

Il tutto
o il vuoto
che accoglie
quando non tutti
sanno guardare come sei
Solo quando abbracci
nel silenzio
anche il più piccolo
impercettibile respiro
e tramuti tutto in gioia
In ogni tentativo
di separare
di capire, di mettere in ordine
tu puoi essere colui
che tutto fa scorrere
Solo allora
tu ti allaghi di vita
di meraviglia
e commossa
gratitudine
Solo allora
accogli ogni cosa
come essa è
e scopri allora la meraviglia
Non esiste tempo
– tutto è impermanente –
non esiste spazio
– tutto è interconnesso –
e tu sei qui ed ovunque insieme

01.12.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Void

The whole
or the void
that welcomes
when not all
they know how to look
Only when you hug
in the silence
even the smallest
inaudible breath
and turn everything into joy
In every attempt
to separate
to understand, to put in order
you can be the one
that makes everything flow
Only then
you flood yourself with life
of wonder
and moved
gratitude
Only then
welcome everything
as it is
and then discover the wonder
There is no time
– everything is impermanent –
there is no space
– everything is interconnected –
and you are here and everywhere together

01.12.2019 Poetyca

Vuoto che si offre


LUNA PIENA — martedì 21 dicembre 2010 — da Ajahn Munindo

In verità è su di noi
che possiamo contare;
come contare
su qualcun altro?
E’ un raro rifugio
arrivare ad affidarci
a noi stessi.

Dhammapada strofa 160

Sottolineando che siamo noi, noi stessi, il nostro vero rifugio, il
Buddha ci indica che la direzione in cui guardare per la reale
sicurezza è verso l’interno. Non possiamo permetterci di perderci
nell’attività esterna. Per essere liberi dall’eterna delusione nella
vita, dobbiamo conoscere noi stessi pienamente. Quando conosciamo noi
stessi possiamo dimenticare noi stessi. Liberati dalla prigione
dell’egoismo, il cuore e la mente sono liberi e disponibili a servire
veramente la realtà in ogni momento. Generosità, gentilezza, empatia
sorgono naturalmente quando il nostro essere è una cosa sola con la
verità.

Con Metta
Bhikkhu Munindo

Vuoto che si offre

In equidistanza nulla è perduto
mentre si abbraccia tutto
nella mente/cuore
in compassionevole sorriso.

Amore incondizionato – nulla chiede
e tutto offre, come goccia di rugiada
che scivola
su una foglia di loto.

Qui ed ora
è respiro consapevole
dove tutto si dilata
e nel silenzio è il vuoto.

Amore che tutto abbraccia,
senza distanza
– vibrante presenza –
che oltre passa confine,

dove nulla si spiega
ma tutto si vive.
Lo percepisci?

Orme stanche sono alle mie spalle,
non è solo sofferenza
ma sasso consunto
per essere sabbia.

Non temo il futuro,
non resta ancorata al passato
la mia memoria.

Tutto vive adesso
– in compassione ed amorevolezza –
dove ogni esperienza
è ricerca e manifestazione.

Mani vuote di chi
a nulla si aggrappa,
grande spazio per essere
vuoto che si offre.

21.12.2010 Poetyca

 


FULL MOON – Tuesday, December 21, 2010 – by Ajahn Munindo

In truth is upon us
that we can count;
how to count
on someone else?
It ‘s a rare refuge
come to rely
ourselves.

Dhammapada verse 160

Stressing that we, ourselves, our true refuge,
Buddha shows us the direction in which to look for real
Security is inward. We can not afford to lose
in the activity outside. To be free from the eternal disappointment in
life, we must know ourselves fully. When we know
ourselves can forget ourselves. Freed from prison
selfishness, the heart and mind are free and available to serve
really reality at all times. Generosity, kindness, empathy
arise naturally when our being is one with the
truth.

With Metta
Bhikkhu Munindo

vacuum that offers

In mid-nothing is lost
while all-embracing
in the mind / heart
in compassionate smile.

Unconditional love – no calls
and all offers, as a drop of dew
Gliding
on a lotus leaf.

Here and now
Conscious breathing is
where everything expands
and silence is emptiness.

All-embracing love,
without distance
– vibrant presence –
that goes beyond border

where nothing is explained
but everything is alive.
Feel it?

Are tired footsteps behind me,
is not only suffering
but worn stone
to be sand.

Do not fear the future,
does not remain anchored to the past
my memory.

Everything lives now
– in compassion and loving kindness –
where every experience
is research and demonstration.

Empty hands of those who
clings to nothing,
great space to be
vacuum that is offered.

21.12.2010 Poetyca

Trasformazione – Transformation – Osho


Trasformazione

“Ogni trasformazione
è destinata ad essere dolorosa
perchè il vecchio deve essere lasciato
per il nuovo.”

Osho

Transformation

“Every transformation
it is meant to be painful
because the old must be left
for the new. ”

Osho

Pioggia – Rain


🌸Pioggia🌸

Arriva
la pioggia
e spettina
i pensieri
Tu chi sei
e perché
cerchi di svegliare
i ricordi di ieri?
Tutto
è andato
non fingere
e lo sai
Tutto
si rinnova
ed avrò cura
di chi è sincero
Lavo via
tutto
goccia
a goccia
Scaccio
le mille
ipocrisie
con aria pura
Respira
e comprendi
oltre quello
che appare

02.04.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Rain

arrives
the rain
and uncombed
thoughts
Who are you
and why
try to wake up
yesterday’s memories?
All
He has gone
don’t pretend
and you know it
All
is renewed
and I will take care
who is sincere
I wash away
all
drop
drop
I drive out
the thousands
hypocrisies
with pure air
Breath
and You understand
beyond that
that appears

02.04.2020 Poetyca

“Lettere a un giovane poeta” Rainer Maria Rilke


Correva  l’anno 1903.

Un giovane allievo dell’accademia militare di Wiener Neustadt, Franz Xaver Kappus, scrive a colui che sarà
considerato il più importante poeta tedesco del ‘900, Rainer Maria Rilke, la prima di una una serie di lettere, chiedendo al grande poeta un giudizio sulle sue opere e un consiglio sulla sua passione per la scrittura.
Rilke, allora ventottenne, risponderà così:

….Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; 
verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; 
confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? 
Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte:devo scrivere? 
Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta.
E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice“io devo” questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. 
La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. 
Allora si avvicini alla natura.
Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e amaperde
Non scriva poesia d’amore; 
eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poichè serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. 
Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; 
descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; 
descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo.

(Brano estratto da Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke)

“Lettere a un giovane poeta” Rainer Maria Rilke

Parigi,17 febbraio 1903

Egregio signore,

la sua lettera mi è giunta solo alcuni giorni fa. Voglio ringraziarla per la sua grande e cara fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi nella natura dei suoi versi, poiché ogni intenzione critica è troppo lungi da me. Nulla può toccare tanto poco un’opera d’arte quanto un commento critico: se ne ottengono sempre più o meno felici malintesi. Le cose non si possono tutte afferrare e dire come d’abitudine ci vorrebbero far credere; la maggior parte degli eventi sono indicibili, si compiono in uno spazio inaccesso alla parola, e più indicibili di tutto sono le opere d’arte, esistenze piene di mistero la cui vita, accanto all’effimera nostra, perdura.

Ciò premesso, mi sia solo consentito dirle che i suoi versi, pur non avendo una natura loro propria, hanno però sommessi e velati germi di una personalità. Con più chiarezza lo avverto nell’ultima poesia, La mia anima. Qui, qualcosa di proprio vuole farsi metodo e parola. E nella bella poesia A Leopardi affiora forse una certa affinità con quel grande solitario. Eppure quei poemi sono ancora privi di una loro autonoma fisionomia, anche l’ultimo e quello a Leopardi. La sua gentile lettera che li accompagnava; non manca di spiegarmi varie pecche che ho percepito nel leggere i suoi versi, senza però potervi dare un nome.

Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare.Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda
su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna.
Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso). Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire.
Cos’altro dirle? Mi pare tutto equamente rilevato; e poi, in fondo, volevo solo consigliarla di seguire silenzioso e serio il suo sviluppo; non lo può turbare più violentemente che guardando all’esterno, e dall’esterno aspettando risposta a domande cui solo il sentimento suo più intimo, nella sua ora più quieta, può forse rispondere.
Mi ha rallegrato trovare nel suo scritto il nome del professor Horacek; serbo per quell’amabile studioso grande stima, e una gratitudine che non teme gli anni. Voglia, la prego, dirgli di questo mio sentimento; è molto buono a ricordarsi ancora di me, e lo so apprezzare.
Le restituisco inoltre i versi che gentilmente mi ha voluto confidare. E la ringrazio ancora per la grandezza e la cordialità della sua fiducia, di cui con questa risposta sincera, e data in buona fede, ho cercato di rendermi un po’ più degno di quanto io, un estraneo, non sia.

Suo devotissimo
Rainer Maria Rilke

Da: Lettere a un giovane poeta Rainer Maria Rilke (Mondadori 1994)

Letters To A Young Poet 

Paris
February 17, 1903

Dear Sir,

Your letter arrived just a few days ago. I want to thank you for the great confidence you have placed in me. That is all I can do. I cannot discuss your verses; for any attempt at criticism would be foreign to me. Nothing touches a work of art so little as words of criticism: they always result in more or less fortunate misunderstandings. Things aren’t all so tangible and sayable as people would usually have us believe; most experiences are unsayable, they happen in a space that no word has ever entered, and more unsayable than all other things are works of art, those mysterious existences, whose life endures beside our own small, transitory life.

With this note as a preface, may I just tell you that your verses have no style of their own, although they do have silent and hidden beginnings of something personal. I feel this most clearly in the last poem, “My Soul.” There, something of your own is trying to become word and melody. And in the lovely poem “To Leopardi” a kind of kinship with that great, solitary figure does perhaps appear. Nevertheless, the poems are not yet anything in themselves, not yet anything independent, even the last one and the one to Leopardi. Your kind letter, which accompanied them, managed to make clear to me various faults that I felt in reading your verses, though I am not able to name them specifically.

You ask whether your verses are any good. You ask me. You have asked others before this. You send them to magazines. You compare them with other poems, and you are upset when certain editors reject your work. Now (since you have said you want my advice) I beg you to stop doing that sort of thing. You are looking outside, and that is what you should most avoid right now. No one can advise or help you – no one. There is only one thing you should do. Go into yourself. Find out the reason that commands you to write; see whether it has spread its roots into the very depths of your heart; confess to yourself whether you would have to die if you were forbidden to write. This most of all: ask yourself in the most silent hour of your night: must I write? Dig into yourself for a deep answer. And if this answer rings out in assent, if you meet this solemn question with a strong, simple “I must,” then build your life in accordance with this necessity; your while life, even into its humblest and most indifferent hour, must become a sign and witness to this impulse. Then come close to Nature. Then, as if no one had ever tried before, try to say what you see and feel and love and lose. Don’t write love poems; avoid those forms that are too facile and ordinary: they are the hardest to work with, and it takes great, fully ripened power to create something individual where good, even glorious, traditions exist in abundance. So rescue yourself from these general themes and write about what your everyday life offers you; describe your sorrows and desires, the thoughts that pass through your mind and your belief in some kind of beauty – describe all these with heartfelt, silent, humble sincerity and, when you express yourself, use the Things around you, the images from your dreams, and the objects that you remember. If your everyday life seems poor, don’t blame it; blame yourself; admit to yourself that you are not enough of a poet to call forth its riches; because for the creator there is not poverty and no poor, indifferent place. And even if you found yourself in some prison, whose walls let in none of the world’s sounds – wouldn’t you still have your childhood, that jewel beyond all price, that treasure house of memories? Turn your attentions to it. Try to raise up the sunken feelings of this enormous past; your personality will grow stronger, your solitude will expand and become a place where you can live in the twilight, where the noise of other people passes by, far in the distance. – And if out of this turning-within, out of this immersion in your own world, poems come, then you will not think of asking anyone whether they are good or not. Nor will you try to interest magazines in these works: for you will see them as your dear natural possession, a piece of your life, a voice from it. A work of art is good if it has arisen out of necessity. That is the only way one can judge it. So, dear Sir, I can’t give you any advice but this: to go into yourself and see how deep the place is from which your life flows; at its source you will find the answer to the question whether you must create. Accept that answer, just as it is given to you, without trying to interpret it. Perhaps you will discover that you are called to be an artist. Then take the destiny upon yourself, and bear it, its burden and its greatness, without ever asking what reward might come from outside. For the creator must be a world for himself and must find everything in himself and in Nature, to whom his whole life is devoted.

But after this descent into yourself and into your solitude, perhaps you will have to renounce becoming a poet (if, as I have said, one feels one could live without writing, then one shouldn’t write at all). Nevertheless, even then, this self-searching that I as of you will not have been for nothing. Your life will still find its own paths from there, and that they may be good, rich, and wide is what I wish for you, more than I can say.

What else can I tell you? It seems to me that everything has its proper emphasis; and finally I want to add just one more bit of advice: to keep growing, silently and earnestly, through your while development; you couldn’t disturb it any more violently than by looking outside and waiting for outside answers to questions that only your innermost feeling, in your quietest hour, can perhaps answer.

It was a pleasure for me to find in your letter the name of Professor Horacek; I have great reverence for that kind, learned man, and a gratitude that has lasted through the years. Will you please tell him how I feel; it is very good of him to still think of me, and I appreciate it.

The poems that you entrusted me with I am sending back to you. And I thank you once more for your questions and sincere trust, of which, by answering as honestly as I can, I have tried to make myself a little worthier than I, as a stranger, really am.

Yours very truly,

Rainer Maria Rilke

Zoomare la vita


Zoomare la vita

Immagina un prato,
ricco di vita e di colori,
fiori che sanno diffondere bellezza,punteggiando l’erba.

Che accadrebbe se d’improvviso un fiore pensasse di essere unico,
talmente importate da dimentica l’intero prato?

Che ne sarebbe del senso del polline che, con la spinta del vento,
con la cura delle api, è capace di far nascere piccoli semi?

Un semplice fiore piega il capo nel terreno, quando finisce il suo tempo,
nulla è stato vano, nulla smette di essere perché un piccolo fiore
sa portare ancora vita anche grazie all’interconnessione con l’intero prato.

Non possiamo essere ” fiori ciechi” che non sanno capire il valore profondo dell’essere
oltre ” io ” e ” mio” ma possiamo usare la visione profonda che ci permette di ” zoomare” la vita.

Oltre al particolare è presente un campo lungo che ci aiuta a guardare nell’interessere.

Poetyca 28.03.2010

Lasciare andare – Letting go – Ajahn Brahm


🌸Lasciare andare🌸

“Il raffinamento dell’attenzione
si ottiene solo attraverso
un lasciar andare delicato
e persistente; non è mai raggiunto
dalla forza bruta della pura forza di volontà.”

Ajahn Brahm
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Letting go

“Refinement of attention is only achieved through a gentle and persistent letting go; it is never attained by the brute force of sheer willpower.”

Ajahn Brahm

Oltre confine – Beyond the border


🌸Oltre confine🌸

Tu
rincorri
il tempo
Io
resto
ad aspettare
Ogni
respiro
è battito
Ogni
battito
fa sperare
Nulla
ti turbi
sii sereno
Serenità
ci conduce
oltre confine

02.04.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond the border

You
run after
the time
I
rest
to wait
Every
breath
is beat
Every
beat
gives hope
Nothing
you get upset
be peaceful
Serenity
leads us
beyond the border

02.04.2020 Poetyca

★ cღPoeti amici ღ★


Meraviglie

Corri
corri incontro a questa vita che nulla regala
che tutto pretende
vola
vola e guarda attorno a te
quante meraviglie esistono
e si mostrano
come farfalle che brillano
la sera di primavera
sorridi
sorridi e apri il cuore alle stelle
che lo illumineranno
della loro anima ribelle
donando la forza
la speranza
e quel pizzico di eternità
che la tua anima immortale
già serba

Dora Millaci

Wonders

Run
run to this life that gives nothing
that everything claims
flies
fly and look around you
how many wonders exist
and show themselves
like butterflies that shine
the spring evening
you smile
smile and open your heart to the stars
that will illuminate him
of their rebellious soul
giving strength
the hope
and that bit of eternity
that your immortal soul
already Serbian

Dora Millaci

Il blog di Dora Millaci

Crosby e Nash In Concert


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ypoyxmVynxQ]

Crosby & Nash sono un duo musicale statunitense composto da David Crosby e Graham Nash. I due artisti sono anche attivi assieme nel supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young fin dalla fine degli anni ’60.

Come duo, Crosby & Nash hanno lavorato nel corso degli anni ’70 e nella prima metà degli anni 2000.

http://it.wikipedia.org/wiki/Crosby_%26_Nash

Crosby & Nash

In addition to solo careers and within the larger aggregate of Crosby, Stills, Nash & Young, the musical team of David Crosby and Graham Nash have performed and recorded regularly as a duo, mostly during the 1970s and the 2000s

After the success of Déjà Vu and the subsequent break-up of the quartet in the summer of 1970, all four members of CSNY released solo albums. Crosby’s If I Could Only Remember My Name and Nash’s Songs for Beginners appeared in 1971 and missed the top ten. That autumn, the two good friends toured together as an acoustic duo to favorable reviews, one night from which would be released twenty-seven years later as Another Stoney Evening. Consequently, in 1972 the two decided to record an album, resulting in Graham Nash David Crosby, which reached #4 on the Billboard 200, ensuring that the two were still a viable draw without the more successful Stills and Young. Further work together later in 1972 was precluded by Crosby’s participation in The Byrdsreunion album recording sessions. In 1973, the pair joined Neil Young for the tour that would result in his Time Fades Away album, Crosby collaborated with electronica artist and Grateful Dead associate Ned Lagin, and Nash recorded a second solo album, Wild Tales. During this time, singularly and together they contributed backing vocals to various albums by associates in the California rock scene, including Stephen Stills, Harvest, Late for the Sky, and Court and Spark.

In 1974, both dutifully joined the Crosby, Stills, Nash & Young reunion tour and attempt at the recording of a new album in Hawaii, sessions for which had continued in fits and starts after commencing in late 1973. After failing to complete an album Crosby and Nash signed a contract with ABC Records. Presumably for contractual obligations to their old label, the cassette and 8-track tape versions of their ABC LPs were issued by Atlantic. Recording activity yielded two albums in 1975 and 1976 respectively,Wind on the Water and Whistling Down the Wire. In that bicentennial year, Stephen Stills and Neil Young invited the duo to a recording session for their album Long May You Run. Crosby and Nash were forced to leave the recording session because they had time constraints to complete their second album for ABC Records, so Stills and Young wiped their vocals, releasing it as The Stills-Young Band. Crosby & Nash vowed not to work with either Stills or Young again, that oath lasting not even a year as they reconvened with Stills for the second Crosby Stills & Nash album in 1977.

ABC released four albums by Crosby & Nash prior to its being bought by the MCA conglomerate in 1979. In addition to the two abovementioned studio albums, the concert document Crosby-Nash Live appeared in 1977, with a compilation The Best of Crosby & Nash in 1978. All four albums featured their backing band The Mighty Jitters, consisting of Craig Doerge, Tim Drummond, Danny Kortchmar, Russ Kunkel, and David Lindley. Session bassist Leland Sklar alternated with Drummond in the studio, and the line-up of Doerge, Kortchmar, Kunkel, and Sklar had previously recorded as The Section, providing the back up for the first Crosby & Nash album on Atlantic. Depending upon availability of the various members, the twosome would either tour as a full-blown electric-based aggregation or in a semi-acoustic format with Doerge and Lindley. When CSN reunited on a more or less permanent basis in 1977, Doerge followed the group to Miami for the CSN sessions, contributing to several songs and collaborating on writing the song “Shadow Captain” with Crosby. Crosby and Doerge continued to collaborate regularly until the early 1990s.

In 1979, Crosby & Nash attempted a new album for Capitol Records, but sessions were dampened by Crosby’s increased dependence upon freebase cocaine. Sessions eventually appeared on Nash’s Earth & Sky without any songs from Crosby. Crosby’s problems during the 1980s with drugs, and his prison time, precluded any duo activity with Nash, the pair appearing on the CSN and CSNY albums of that decade. The 1990 CSN album Live It Up started as a Crosby & Nash record, but like its predecessorDaylight Again which was initially sessions for a Stills & Nash effort, Atlantic Records refused to release anything that didn’t include the full trio.

In 2004, Crosby & Nash released their first original studio record since 1976 with the double-album Crosby & Nash on Sanctuary Records, which featured backing mostly by members of Crosby’s band CPR. A single CD version was released in 2006 when CSNY began its “Freedom of Speech ’06” tour. On the Graham Nash box set Reflections, released in February 2009, the last track “In Your Name” was recorded on 21 October 2007 by the same band used for the 2004 Crosby & Nash album, including David Crosby on backing vocals.

http://en.wikipedia.org/wiki/Crosby_%26_Nash

Una perla al giorno -Carl Gustav Jung


mandala n

Per quanto possiamo discernere,
l’unico scopo dell’esistenza umana
è di accendere una luce
nel buio del semplice esistere.

Carl Gustav Jung
As far as we can discern,
the sole purpose of human existence
is to turn on a light
in the darkness of mere being.

Carl Gustav Jung