Archivio | 19/05/2020

Delineato senso – Sense outlined



Delineato senso
Nessuno nasce sbagliato
tutto è esperienza
per aprire varchi nel cuore
per essere vita : dono e respiro
che accarezzino paure
oltre i confini del tempo
ricongiunto seme che delinei senso
alle domande senza risposte
– tempo senza tempo –
ad asciugare lacrime
ed accogliere gioia e sorrisi
tra i respiri del vento
– colta presenza –
di un oltre che attendeva
Innesto d’amore
su onde sinuose
che accarezzano l’anima
che tremula non sa avanzare
tra trappole di una vita
che ha tenuto l’inganno
tra le cortine dell’illusione
Ma arriverà il giorno
di Luce radiosa
che farà svanire ogni ombra
e l’antico dolore
per essere caduti in trappole
d’una beffarda illusione
Saremo sorriso
che avvolge la notte
per condurre consapevolezza
su nuovo cammino
che sciolga lacrime
e legacci stretti di dolore
Stretta mano
oltre l’abisso
che frastaglia ed scuote
le sicurezze del viaggiatore
in ricerca di rotte
che senza mappe
trova incise in cuore

14.05.2005 Poetyca

Sense outlined

No one is born wrong
experience is everything
to punch holes in heart
for life gift and breath
fears that caress
beyond the boundaries of time
reunited seed outlining sense
questions without answers
– Timeless time –
to dry tears
and welcome joy and smiles
between breaths of wind
– Read the presence –
beyond that expected of a
Coupling of love
winding up order
that caress the soul
not know that tremulous advance
between traps of a life
which held the trick
between the curtains of illusion
But the day will come
Light shining
that will make every shadow fading
and the old pain
to be trapped
of a mocking illusion
We smile
that wraps the night
to conduct awareness
on new path
that melt tears
and close ties with pain
Close hand
over the abyss
that jags and shakes
the safety of travelers
in search of routes
without maps
is engraved in my heart

14.05.2005 Poetyca

La storia di Shunkai – The Story of Shunkai – Storie Zen


11. La storia di Shunkai

La bellissima Shunkai, nota anche

col nome di Suzu, fu costretta ancora molto giovane a sposarsi contro la propria volontà. Più tardi, quando questo matrimonio ebbe fine, frequentò l’università, dove seguì gli studi di filosofia.
Vedere Shunkai significava innamorarsene. E per giunta anche lei, dovunque andasse, si innamorava di qualcuno. All’università, l’amore la circondava, e più tardi, quando la filosofia non le bastò più e lei andò in un tempio per imparare lo Zen, gli studenti si innamoravano sempre di lei. L’intera vita di Shunkai era impregnata di amore.
Finalmente, a Kyoto, diventò una vera studentessa di Zen. I suoi confratelli del tempio succursale di Kennin decantavano la sua sincerità. Uno di questi scoprì la propria affinità spirituale con lei e la aiutò a capire a fondo lo Zen.
L’abate di Kennin, Mokurai, Tuono Silenzioso, era molto severo. Poiché lui si atteneva alle regole, si aspettava che i suoi preti facessero altrettanto. Nel Giappone di oggi, tutto lo zelo per il Buddhismo che questi preti hanno perso pare l’abbiano acquistato nel prender moglie. Quando Mokurai trovava queste donne in uno dei suoi templi, le cacciava via a colpi di granata, ma più mogli buttava fuori e più ne venivano.
Nel tempio di cui parliamo, la moglie del prete principale si ingelosì del fervore e della bellezza di Shunkai. Sentir decantare dagli studenti la serietà del suo Zen dava a questa moglie delle vere crisi di furore. Finì che costei mise in giro delle chiacchiere su Shunkai e sul giovanotto che le era amico. Col risultato che lui fu espulso e Shunkai fu trasferita altrove.
«Io avrò commesso un peccato d’amore,» pensò Shunkai «ma nel tempio non ci resta nemmeno la moglie del prete, se il mio amico deve subire un trattamento così ingiusto».
Quella stessa notte, con un bidone di petrolio, Shunkai diede fuoco al tempio, antico di cinque secoli, e lo distrusse sino alle fondamenta. La mattina dopo la polizia l’arrestò.
Un giovane avvocato s’interessò del suo caso e si prodigò per farle avere una condanna mite. «Non mi aiuti» gli disse lei. «Potrei decidere di fare qualche altra cosa che mi riporterebbe diritta in prigione».
Infine, dopo avere scontato sette anni di carcere, Shunkai lasciò la prigione, dove anche il carceriere sessantenne si era innamorato di lei.
Ma ora tutti la guardavano come un «avanzo di galera». Nessuno voleva avvicinarla. La scansavano perfino gli adepti dello Zen, che dovrebbero credere nell’Illuminazione in questa vita e con questo corpo. Shunkai scoprì che lo Zen e i seguaci dello Zen erano due cose diverse. I suoi parenti non volevano più saperne di lei. Era debole e ammalata e cadde in miseria.
Incontrò un prete Shinshu che le insegnò il nome del Buddha dell’Amore, e in questo Shunkai trovò un po’ di sollievo e una certa serenità di spirito. Morì che a malapena aveva trent’anni ed era ancora bellissima.
Nel vano tentativo di guadagnarsi il pane, scrisse la propria vita e ne raccontò alcune vicende a una scrittrice. Così il popolo giapponese conobbe la sua storia. Tutti coloro che avevano respinto Shunkai, tutti coloro che l’avevano calunniata e odiata, ora leggevano la storia della sua vita con lacrime di rimorso.

Da 101 Storie Zen

The Story of Shunkai

The exquisite Shunkai whose other name was Suzu was compelled to marry against her wishes when she was quite young. Later, after this marriage had ended, she attended the university, where she studied philosophy.
To see Shunkai was to fall in love with her. Moreover, wherever she went, she herself fell in love with others. Love was with her at the university, and afterwards, when philosophy did not satisfy her and she visited a temple to learn about Zen, the Zen students fell in love with her. Shunkai’s whole life was saturated with love.
At last in Kyoto she became a real student of Zen. Her brothers in the sub-temple of Kennin praised her sincerity. One of them proved to be a congenial spirit and assisted her in the mastery of Zen.
The abbot of Kennin, Mokurai, Silent Thunder, was severe. He kept the precepts himself and expected his priests to do so. In modern Japan whatever zeal these priests have lost of Buddhism they seem to have gained for their wives. Mokurai used to take a broom and chase the women away when he found them in any of his temples, but the more wives he swept out, the more seemed to come back.
In this particular temple the wife of the head priest became jealous of Shunkai’s earnestness and beauty. Hearing the students praise her serious Zen made this wife squirm and itch. Finally she spread a rumor about Shunkai and the young man who was her friend. As a consequence he was expelled and Shunkai was removed from the temple.
“I may have made the mistake of love,” thought Shunkai, “but the priest’s wife shall not remain in the temple either if my friend is to be treated so unjustly.”
Shunkai the same night with a can of kerosene set fire to the five-hundred-year-old temple and burned it to the ground. In the morning she found herself in the hands of the police.
A young lawyer became interested in her and endeavored to make her sentence lighter. “Do not help me,” she told him. “I might decide to do something else which would only imprison me again.”
At last a sentence of seven years was completed, and Shunkai was released from the prison, where the sixty-year-old warden had become enamored of her.
But now everyone looked upon her as a “jailbird.” No one would associate with her. Even the Zen people, who are supposed to believe in enlightenment in this life and with this body, shunned her. Zen, Shunkai found, was one thing and the followers of Zen quite another. Her relatives would have nothing to do with her. She grew sick, poor, and weak.
She met a Shinshu priest who taught her the name of the Buddha of Love, and in this Shunkai found some solace and peace of mind. She passed away when she was still exquisitely beautiful and hardly thirty years old.
She wrote her own story in a futile endeavor to support herself and some of it she told to a woman writer. So it reached the Japanese people. Those who rejected Shunkai, those who slandered and hated her, now read of her live with tears of remorse.

From 101 Zen Stories

Misteri e risposte


Misteri e risposte

…Allora, mi accorgevo sempre più che trovare qualcuno con cui condividere le mie esperienze era assai difficile. Non credo che il 90% di chi conoscevo avrebbe capito. Non dico ciò perché mi senta superiore, ma solo per una questione pratica e sperimentata. Era già successo che non comprendessero. Quindi cercavo e cercavo. Alla fine decisi da quel momento in poi di tenermi tutto per me. Fu da allora che cominciai a realizzare che certe cose vanno dette solo all’Onnipotente. L’ unico che le soppeserà veramente per quanto valgono…

Giuseppe Bustone

Emozione – Emotion


🌸Emozione🌸

Emozione
sui passi
della vita

Stemperando
palpiti
e timori

Accendo gioia
in colori
sempre nuovi

11.05.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Emotion

Emotion
on the steps
of life

Blurring
heartbeats
and fears

I kindle joy
in colors
always new

11.05.2020 Poetyca

Ed oggi – And today


Ed oggi…
Basta solo un attimo
catturato con una rete
riempito di ricordi
da prendere in mano
Sfiorate carezze
al tempo andato
che non torna
con il suo senso di ieri
Sintonizzato ascolto
di vecchie parole
mai consunte
o bruciate dal sole
Vestigie di immagini
che stemperavano il tempo
con antico valore
che era il suono di tutto
Ed oggi…
mi racconto la vita
con gli stessi sogni
che non ho voluto cancellare
08.04.2003 Poetyca
And today …

Just a moment
captured with a network
filled with memories
by picking
Touch caress
time went
does not add up
with its sense of yesterday
Tuned listening
of old words
never worn
or burned by the sun
Vestiges of images
to defuse the time
with antique value
that was the sound of the whole
And today …
my life story
with the same dreams
I have not wanted to erase
08.04.2003 Poetyca

Un gesto semplice – A simple gesture


lilly78

Un gesto semplice

Freddo d’anima

non si smorza

l’antico brivido

riflette ancora

questa solitudine

Un gesto semplice

racchiude ora

tra le braccia

quel vuoto

In sconfinata pienezza

trasmette calore

L’abbraccio rinnova

energia nascosta

Forza sopita

riaccende

speranza viva

…E manifesta amore

08.07.2006 Poetyca

A simple gesture

Cold Core

no fades

the old thrill

still reflects

this loneliness

A simple gesture

now encompasses

the arms

that void

In boundless fullness

transmits heat

The embrace renewed

hidden energy

force dormant

on again

living hope

…It shows love

08.07.2006 Poetyca


Oltre – Over


🌸Oltre🌸

Siamo
oltre il passo
verso la sicurezza
come mano
pronta ad afferrare
ed occhio in cerca
di riferimenti

Siamo vento vivace
e delicata brezza
per catturare il tempo
senza tempo,
una carezza
come goccia di pioggia
lucente tra le dita

Storia lieve
raccontata
in un disegno
silenzioso
tuffato
tra sogno
e meraviglia

11.05.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Over

We are
outreaching
for security
like a hand
ready to grab
seeking
references

We are lively wind
and gentle breeze
we cannot capture
what is timeless
a caress
like a raindrop
shining beteeen our fingers

History
gently told
the way leading onward
silent
dips
between dream
and wonder

11.05.2020 Poetyca

Un ringraziamento
per la collaborazione
nella traduzione
a Ana Daksina di https://timelessclassics.wordpress.com

Guarda in te – Look at you – Osho


download

Guarda in te
E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te,
tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice.
Guarda in te, torna a casa.
Osho Rajeneesh
❥¸¸.☆ ❥☼ღ❥
It ‘s time you stop to look outside yourself,
everything that you think might make you happy.
Look at you, come home.
Osho Rajeneesh

Cosa pensano le altre persone – What other people think – Lao Tzu


🌸Cosa pensano le altre persone🌸

“Preoccupati di cosa
pensano altre persone
e sarai sempre
loro prigioniero “.

Lao Tzu
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸What other people think

“Care about what
other people think
and you will always
be their prisoner.”

Lao Tzu