Archivio | 28/05/2020

Il derviscio – The dervish – Storia Sufi


Il derviscio

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale, prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali, perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva. Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All’improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido: qualcuno stava ripetendo l’invocazione derviscia. “Non serve a niente”, si disse, “perché quell’uomo pronuncia male le sillabe. Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU …”.
Il derviscio ritenne allora che fosse suo dovere – lui che aveva studiato con tanto zelo – correggere quel poveretto che sicuramente non aveva avuto l’opportunità di essere guidato nel modo giusto, e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l’idea sottesa nei suoni.
Noleggiata una barca, remò in direzione dell’isola donde sembrava provenire la voce.
In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo vestito da derviscio che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica. “Amico mio”, gli disse, “la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare”. E glielo spiegò.
“Grazie”, disse l’altro con umiltà.
Il primo derviscio risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione. Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra possiede anche il potere di camminare sulle acque? Il derviscio non aveva mai visto nessuno compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti.
Fu allora che udì un U YA pronunciato con esitazione: il derviscio dell’isola si era messo nuovamente a pronunciare la formula a modo suo…
Mentre il primo derviscio era assorto nelle sue riflessioni, meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell’errore, i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il derviscio della capanna aveva lasciato la sua isola e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell’acqua…
Stupefatto, smise di remare. L’altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole: “Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta il modo corretto di ripetere l’invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo”.

Storia Sufi


The dervish

One day a dervish from the conventional wisdom, the product of an austere religious school, was walking along a water course, completely absorbed in theological and moral issues, because that was the shape that the Sufis had taken training in the community to which he belonged. For him religion emotional corresponded to the pursuit of the Supreme Truth.
Suddenly the train of thought was interrupted by a loud cry: someone was repeating the invocation dervish. “There’s no point,” he said, “because the man mispronounced syllables. Instead of chanting HU YA, YA U HU says …”.
The dervish then felt it his duty – he had studied with such zeal – that certainly does not fix the poor fellow had had the opportunity to be guided in the right way, and probably only did his best to be in harmony with the ‘ idea behind the sounds.
Chartered a boat, rowed towards the island from whence the voice seemed to come.
In a reed hut he saw, sitting on the floor, a man dressed as a dervish who swayed to the rhythm of repetition of the formula initiation. “My friend,” he said, “Your pronunciation is wrong. I tell lies because it is worthwhile to give advice and accept them just as deserving. Here’s how you say”. And he told her.
“Thanks,” said the other humbly.
The first dervish got into the boat, very happy to have done a good deed. After all, it is said that he who fails to correctly repeat the sacred formula also has the power to walk on water? The dervish had never seen anyone perform such a miracle, but he had always hoped for some reason, to succeed sooner or later.
From the hut could no longer any sound, however, was convinced that the lessons had paid off.
It was then that he heard a U YA pronounced hesitation, the dervish of the island was once again put to utter the formula in his own way …
While the former dervish was absorbed in thought, meditating on the perversity of men and their stubbornness to persevere in error, his eyes saw a strange sight: the dervish of the hut had left his island and was coming toward him walking on the surface of the water …
Stunned, he stopped rowing. The other joined him and addressed him with these words: “Brother, forgive me if I importune, but I came to ask you once again to teach the proper way to repeat the prayer, because I have trouble remembering.”

Sufi Story

Cuore aperto – Open heart


Cuore aperto
Un cuore aperto sa guardare
dove gli occhi non riconoscono la via:
vibrante scia di stelle che colora
nella notte della nostra attesa
ogni angolo di cielo
ed illumina nel silenzio
ogni nostra ricerca interiore
07.02.2011 Poetyca
☀.❀.☀♥ƸӜƷ ♥♥♥ ☠ ♥✿⊱

Open heart
An open heart is able to look
where the eyes do not recognize the street:
vibrant colors that trail of stars
on the night of our wait
every corner of the sky
and illuminates the silence
all our soul searching
07.02.2011 Poetyca

Continuo…Continued …


Continuo…

Tolta dal grigio.
La notte:
viso sereno
ed occhi lucenti
squarciano
Il cielo

Sorrisi profondi
mi sorreggono
– non importa
quando lungo sia questo cammino-

Continuo ad esserci.

13.06.2002 Poetyca

Continued …

Removed from gray.
The night:
serene face
and bright eyes
rip
The sky

Smiles deep
I hold
– No matter
when this journey is long-

I continue to be there.

13.06.2002 Poetyca

Saltimbanco girovago – Itinerant mountebank


Saltimbanco girovago

Sembra di vederlo
sbucare dal nulla :
saltimbanco girovago
con in mano lo scettro della dignità
conosce le parole
le modula in gorgheggio
mentre la nota stridula suona
dentro ogni cuore chiuso nel laccio
della mediocrità

E’ lui che avanza
e socchiusi gli occhi scava
nell’elenco spicciolo
di tutte le tue meschinità
– ti conosce e scruta
ogni nascosto segreto –
mentre l’universo palpita
ed allunghi uno spicciolo
che taciti la coscienza torbida

Nei suoi occhi una luce
che allunga proiezioni
ed immagini arcane
di chi conosce e sorride
di chi ha risposte senza prezzo
che non raccolgono domande
in un tempo senza affanno
perché non è il denaro
che compra la felicità

16.03.2004 Poetyca

Itinerant mountebank

Seem to see him
out of nowhere:
itinerant mountebank
holding the scepter of dignity
knows the words
modulates the warble
while the shrill note sounds
in every heart in the closed loop
mediocrity

And ‘he who advances
and half-closed eyes digs
list penny
of all your meanness
– You know, and discerning
every hidden secret –
as the universe pulsates
and stretch a penny
and tacit awareness cloudy

In his eyes light
stretching projections
arcane and images
who knows and smiles
of respondents with no price
questions that do not collect
at a time without worry
because there is money
who buys happiness

16.03.2004 Poetyca

Lezione di vita – Life lesson


Lezione di vita

La vita non tace
la sua lezione
ma dove sono i nostri occhi
distratti a cercare
dove le cose inutili avanzano

Dove sono le nostre orecchie
che ascolta voci confuse
venute da lontano

Tutto è adesso
briciola di tempo
senza nome

Guarda ed ascolta
dentro te stesso
in un silenzio
denso di essenza
dove tutto è
pulsare vibrazione

Ecco il senso
che solo tu
puoi svelare

Cuore bambino
nascosto sotto la polvere
di attaccamenti e paure
apri gli occhi e rincorri
l’ultimo arcobaleno
che insegna a sperare

16.02.2011 Poetyca

Life lesson

Life do not silent
his lesson
but where are our eyes
distracted to seek
where unnecessary things forward

Where are our ears
who hears voices confused
came from afar

Everything is now
crumb of time
nameless

Watch and listen
within yourself
in silence
dense core
where everything is
pulsating vibration

This is the meaning
that just you
can reveal

Heart baby
hidden under the dust
of attachments and fears
Open your eyes and chases
to last rainbow
that teaches us to hope

16.02.2011 Poetyca

Il confine – Over fuss


🌸 confine🌸

Senza chiasso
in armonia
per giungere
poi lontano

Un attimo
nella gioia
apro ali
nello spazio

20.05.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Over fuss

Over fuss
in harmony
to get there
then far away

A moment
in great joy
open wings
in the space

20.05.2020 Poetyca

Briciole d’emozione – Crumbs of emotion


Briciole d’emozione

Spiando
gli occhi tuoi
raccolgo
briciole d’emozione
per nutrire
questo giorno
e dare direzione
a passi e voli
oltre il confine

03.11.2016 Poetyca

Crumbs of emotion

Spying
thine eyes
I gather
emotion crumbs
to nourish
this day
and give direction
leaps and flights
over the border

03/11/2016 Poetyca

Verso le vacanze



Verso le vacanze

Onde cristalline percorrono
sabbia al sole.
Aliti di vento viaggiano
su surf natanti lontano.
Mare che dispiega i suoi fragori.
Gente che mantiene le distanze.
Ma che serena può ritornare
a godersi la vita.
Non si vogliano compiere
contagianti azioni.

Giuseppe Bustone

Respirando – Breathing


🌸Respirando🌸

Nel silenzio
mi adagio
in vibrante
ricercare
senza tempo

20.05.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Breathing

In silence
I can rest
in vibrant
research
timeless

20.05.2020 Poetyca

Felicità – Happiness – Dale Carnegie


🌸Felicità🌸

Ricorda che la felicità
non dipende da chi sei
o da cosa hai.
Dipende solamente
da cosa pensi.

Dale Carnegie
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Happiness

Remember that happiness
it doesn’t depend on who you are
or what do you have.
It just depends
what do you think.

Dale Carnegie