Archivio | 04/06/2020

Dubbio e stanchezza


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“Anche se siete assolutamente convinti della fondatezza del vostro impegno spirituale, a volte vi sentite stanchi e cominciate a dubitare. Vi chiedete se gli sforzi che fate per camminare sulla via del bene e del miglioramento di sé valgano la pena, e siete tentati di abbandonare tutto. Ebbene, è proprio in quel momento che dovete essere attenti e vigili, consci delle delusioni che vi attendono se tornate indietro. Ditevi: «Bene, in questo momento sono un po’ stanco, non ho più voglia di avanzare, ma passerà presto; nell’attesa, non debbo lasciarmi andare». Guardate quello che succede nella vita: alla primavera segue l’estate, poi l’autunno, poi l’inverno, e di nuovo, dopo l’inverno arriva la primavera. Allora, perché non dovrebbero esserci dei cicli, delle stagioni anche in voi? Ditevi: «Bene, lascerò passare un po’ questo inverno, e dopo andrà meglio». Ecco come bisogna ragionare; soprattutto, non abbandonate mai il cammino della luce, perché poi è più difficile riprenderlo. “

Omraam Mikhaël Aïvanhov

“Even if you are absolutely convinced of the merits of your spiritual commitment, sometimes you feel tired and you start to doubt. Wondering if your efforts to walk the path of good and self improvement worth the effort, and you are tempted to abandon everything. Well, it is precisely at this moment that you have to be careful and vigilant, aware of the disappointments that await you if you go back. Say to yourself, “Well, at this time are a little ‘tired, I have no desire to move forward, but will soon , in the meantime, I must not let go. “Look at what happens in life: the spring following the summer, then fall, then winter, and again, after winter comes spring. then, because there should be no cycles, the seasons in you? Tell yourself: “Well, I’ll spend a little ‘this winter, and after it will get better.” this is how we must think, above all, never leave the path of light, because then it is more difficult to take it back. “

Omraam Mikhael Aivanhov

Il bambù cavo – Osho


Il bambù cavo
Osho

Questo è uno dei metodi particolari di Tilopa. Ogni maestro ha il suo
metodo particolare, tramite il quale si è realizzato, e tramite il quale
cerca di aiutare gli altri. La particolarità di Tilopa è questa:

COME UN BAMBÙ CAVO LASCIA CHE IL TUO CORPO RIPOSI A SUO AGIO.

Il bambù è cavo all’interno… Quando riposi, ti senti proprio come un
bambù: cavo internamente, vuoto. In realtà è proprio così: il tuo corpo
è un bambù, cavo all’interno. La pelle, le ossa, il sangue, fanno tutti
parte del bambù; all’interno c’è spazio, una cavità.

Seduto, senza far nulla, con la bocca che non pronuncia alcuna parola,
inattiva, con la lingua che tocca il palato, ferma, senza il vibrare dei
pensieri, con la mente che osserva passivamente, senza aspettarsi
qualcosa in particolare, sentiti un bambù cavo. All’improvviso,
un’energia infinita si riverserà dentro di te; sarai colmo dell’ignoto,
del misterioso, del divino. Il bambù cavo diventa un flauto e il divino
inizia a suonarlo. Quando sei vuoto non ci sono barriere che impediscano
al divino di entrare dentro di te.

Provalo; è una delle meditazioni più belle, la meditazione di diventare
un bambù cavo. Non devi fare altro, diventa un bambù e tutto il resto
accade da solo. Senti subito che qualcosa discende nel vuoto che hai
creato. Sei come un utero, in cui entra una nuova vita, un cui cade il
seme. Arriva il momento in cui il bambù si dissolve completamente.

Tratto da: Meditation: The First and Last Freedom

The hollow bamboo
Osho

This is one of the special methods Tilopa. Each teacher has his
particular method by which it is made, and through which
tries to help others. The peculiarity of Tilopa is this:

Like a hollow bamboo let your body rest at ease.

Bamboo is hollow inside … When you rest, you feel just like a
bamboo cable internally empty. In fact, it is this: your body
is a bamboo hollow. The skin, bones, blood, are all
the bamboo is no room inside a cave.

Sitting, doing nothing, with the mouth that speaks no word,
inactive, with the tongue touching the palate, firm, without the vibration of
thoughts with the mind that observes passively, without expecting
anything in particular, felt a hollow bamboo. Suddenly,
infinite energy will flow into you and you will be full of the unknown,
the mysterious, divine. The hollow bamboo becomes a flute and the divine
begins to play. When you’re empty there are no barriers that prevent
the divine inside you.

Try it, it is one of the most beautiful meditations, meditation to become
a hollow bamboo. Simply, it becomes a bamboo and all the rest
happens all by itself. Follows immediately feel that something in the air that you
created. You’re like a womb, where it enters a new life, which falls on
seed. There comes a time when the bamboo is dissolved completely.

Adapted from: Meditation: The First and Last Freedom

Il distacco dalle cose


Il distacco dalle cose

Il grande santo buddhista Nagarjuna andava in giro tutto nudo, con solo il perizoma e, paradossalmente, una ciotola dorata per raccogliere l’elemosina, dono del re che era suo discepolo. Una sera stava per mettersi a dormire, fra le rovine di un antico monastero, quando si accorse che un ladro lo stava spiando da dietro una colonna. “Tieni, prendila”, disse Nagarjuna, porgendogli la ciotola. “Così non mi verrai a disturbare quando sarò addormentato”. Il ladro arraffò la ciotola e fuggì via, per ritornare però il mattino seguente con la ciotola e una richiesta: “Quando ieri sera mi hai regalato questa ciotola con tanta generosità, mi hai fatto sentire molto povero. Insegnami come fai a procurarti la ricchezza che ti permette di avere questo sereno distacco dalle cose”.

The detachment from the things

The great Buddhist saint Nagarjuna went about naked, with only a loincloth and, paradoxically, a golden bowl to collect alms, a gift of the king who was his disciple. One evening he was going to get to sleep in the ruins of an ancient monastery, when he realized that a thief was spying on him from behind a column. “Here, take it,” said Nagarjuna, handing him the bowl. “So do not you come to disturb me when I’m asleep.” The thief snatched the bowl and ran away, but to return the next morning with a bowl and a request: “When last night you gave me this bowl so generously, you made me feel very poor. Teach me how do you get the wealth that allows you to have this serene detachment from things. “

Vita – Life


🌸Vita🌸

Erranti
con indomito
coraggio
calchiamo
il passo

Orme
e ricerca
con un tuffo
nel profumo
della vita

27.05.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
🌸Life

Wanderers
with indomitable
courage
we tread
the step

Footprints
and research
with a dip
in the perfume
of life

27.05.2020 Poetyca

Dialogo commerciale per avere alloggio


26. Dialogo commerciale per avere alloggio

Qualunque monaco girovago può fermarsi in un tempio Zen, a patto che sostenga coi preti del posto una discussione sul Buddhismo e ne esca vittorioso. Se invece perde, deve andarsene via.

In un tempio nelle regioni settentrionali del Giappone vivevano due confratelli monaci. Il più anziano era istruito, ma il più giovane era sciocco e aveva un occhio solo.

Arrivò un monaco girovago e chiese alloggio, invitandoli secondo la norma a un dibattito sulla sublime dottrina. Il fratello più anziano, che quel giorno era affaticato dal molto studio, disse al più giovane di sostituirlo. «Vai tu e chiedigli il dialogo muto» lo ammonì.

Così il monaco giovane e il forestiero andarono a sedersi nel tempio.

Poco dopo il viaggiatore venne a cercare il fratello più anziano e gli disse: «Il tuo giovane fratello è un tipo straordinario. Mi ha battuto».

«Riferiscimi il vostro dialogo» disse il più anziano.

«Be’,» spiegò il viaggiatore «per prima cosa io ho alzato un dito, che rappresentava Buddha, l’Illuminato. E lui ha alzato due dita, per dire Buddha e il suo insegnamento. Io ho alzato tre dita per rappresentare Buddha, il suo insegnamento e i suoi seguaci, che vivono la vita armoniosa. Allora lui mi ha scosso il pugno chiuso davanti alla faccia, per mostrarmi che tutti e tre derivano da una sola realizzazione. Sicché ha vinto e io non ho nessun diritto di fermarmi». E detto questo, il girovago se ne andò.

«Dov’è quel tale?» domandò il più giovane, correndo dal fratello più anziano.

«Ho saputo che hai vinto il dibattito».

«Io non ho vinto un bel niente. Voglio picchiare quell’individuo».

«Raccontami la vostra discussione» lo pregò il più anziano.

«Accidenti, non appena mi ha visto lui ha alzato un dito, insultandomi con l’allusione che ho un occhio solo. Dal momento che era un forestiero, ho pensato che dovevo essere cortese con lui e ho alzato due dita, congratulandomi che avesse due occhi. Poi quel miserabile villano ha alzato tre dita per dire che tra tutti e due avevamo soltanto tre occhi. Allora ho perso la tramontana e sono balzato in piedi per dargli un pugno, ma lui è scappato via e così è finita».

Tratto da 101 storie Zen

Trading Dialogue For Lodging

Provided he makes and wins an argument about Buddhism with those who live there, any wandering monk can remain in a Zen temple. If he is defeated, he has to move on.

In a temple in the northern part of Japan two brother monks were dwelling together. The elder one was learned, but the younger one was stupid and had but one eye.

A wandering monk came and asked for lodging, properly challenging them to a debate about the sublime teaching. The elder brother, tired that day from much studying, told the younger one to take his place. “Go and request the dialogue in silence,” he cautioned.

So the young monk and the stranger went to the shrine and sat down.

Shortly afterwards the traveler rose and went in to the elder brother and said: “Your young brother is a wonderful fellow. He defeated me.”

“Relate the dialogue to me,” said the elder one.

“Well,” explained the traveler, “first I held up one finger, representing Buddha, the enlightened one. So he held up two fingers, signifying Buddha and his teaching. I held up three fingers, representing Buddha, his teaching, and his followers, living the harmonious life. Then he shook his clenched fist in my face, indicating that all three come from one realization. Thus he won and so I have no right to remain here.” With this, the traveler left.

“Where is that fellow?” asked the younger one, running in to his elder brother.

“I understand you won the debate.”

“Won nothing. I’m going to beat him up.”

“Tell me the subject of the debate,” asked the elder one.

“Why, the minute he saw me he held up one finger, insulting me by insinuating that I have only one eye. Since he was a stranger I thought I would be polite to him, so I held up two fingers, congratulating him that he has two eyes. Then the impolite wretch held up three fingers, suggesting that between us we only have three eyes. So I got mad and started to punch him, but he ran out and that ended it!”

From 101 Zen Stories

Viaggio – Travel


🌸Viaggio🌸

Ogni giorno
è viaggio
tappa
di un itinerario
nell’infinita
ricerca
del nostro Essere

27.05.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
Travel

Everyday
it’s travel
stage
of an itinerary
on infinite
research
of our Being

27.05.2020 Poetyca

Siccità


Immagine di Giuseppe Bustone

Siccità

… E il mio campo è di nuovo sterile. Pensavo fosse giunto finalmente il tempo della mietitura, ma il vulcano interiore, il mio egoismo, ha fatto sì che la terra inaridisse. In tutti i casi, non mi arrendero’, e continuerò ad irrigare il mio campo e ripetere la semina. Domani sarà migliore. Sennò, ripeterò fino allo stremo e riuscirò ad avere il mio buon raccolto…

Giuseppe Bustone