Archivio | 06/07/2020

Il burro e i sassi, storiella del canone buddista – The butter and the stones – story of the Buddhist canon –


Il burro ed i sassi – storiella del canone buddista 

Un giorno un giovane si recò dal Buddha piangente e 
gemente. Il Buddha gli chiese: «Che cosa c’è che non va, 
giovane?». 

«Signore, il mio vecchio padre è morto». 

«Che possiamo farci? Se è morto, piangere non lo riporterà 
indietro». 

«Sì, capisco; piangere non riporterà indietro mio padre. Ma 
sono venuto da voi con una richiesta speciale: per favore, 
fate qualcosa per mio padre morto!». 

«Ma che cosa posso fare per il tuo povero padre morto?». 

«Signore, vi prego, fate qualcosa. Siete una persona tanto 
potente, certamente saprete che cosa fare. Guardate questi 
preti, venditori di indulgenze e raccoglitori di elemosine 
che celebrano ogni sorta di funzioni e di rituali per 
aiutare i morti. Appena il rituale viene celebrato quaggiù, 
il cancello del regno dei cieli si apre e il morto può 
entrarvi, ottiene il visto d’ingresso. Voi, signore, che 
siete così potente, se celebrate un rito per mio padre 
morto, non solo lui otterrà il permesso di entrarvi, ma 
avrà la garanzia di potervi soggiornare a vita! Per favore, 
fate qualcosa per lui!». 

Il poveretto era tanto sopraffatto dal dolore che non 
riusciva a sentir ragioni. Perciò il Buddha dovette usare 
un altro sistema per aiutarlo a capire. Così gli disse: «Va 
al mercato e compra due vasi di terracotta». Il giovane era 
molto felice, perché pensava che il Buddha avesse 
acconsentito a celebrare un rito per suo padre. Corse al 
mercato e tornò con due vasi. «Bene» disse il Buddha 
«adesso riempine uno di burro chiarificato (ghi)». Il 
giovane lo fece. «Riempi l’altro di sassi.» Il giovane 
obbedì. «Ora chiudili e sigillali bene». Il giovane fece 
anche questo. «E ora deponili nel laghetto laggiù». Il 
giovane eseguì, ed entrambi i vasi affondarono. 

«Ora » disse il Buddha «prendi un bastone e fa a pezzi i 
vasi». Il giovane si rallegrò moltissimo, pensando che il 
Buddha stesse celebrando un rito meraviglioso per suo padre. 

Secondo l’antica tradizione indiana, quando un uomo muore, 
il figlio ne porta il corpo sul luogo della cremazione, lo 
depone sulla pira e lo brucia. Quando il corpo è bruciato 
per metà, il figlio prende un grosso bastone e gli spezza 
il cranio. Secondo le vecchie credenze, non appena il 
cranio viene aperto quaggiù, in questo mondo, lassù il 
cancello del regno dei cieli si apre. Così, ora, il giovane 
pensava tra sé e sé: “Il corpo di mio padre è stato bruciato 
e ridotto in cenere ieri. Come un simbolo, il Buddha ora 
vuole che io rompa i vasi per aprirli!”. Era molto felice 
di come si stava svolgendo il rito. 

Impugnò con forza il bastone e, come aveva ordinato il 
Buddha, ruppe entrambi i vasi. Subito il burro chiarificato 
contenuto in uno di essi venne fuori e si sparse sulla 
superficie dell’acqua. I sassi contenuti nell’altro vaso, 
invece, uscirono e rimasero sul fondo. Allora il Buddha 
disse: 

«Bene, giovane, questo è il massimo che posso fare. Adesso 
chiama i tuoi preti e operatori di miracoli e chiedi loro 
di cominciare a cantare e a pregare: “Oh, sassi, risalite, 
risalite alla superficie! Oh, burro, scendi, scendi sul 
fondo!”. Fammi vedere se ci riescono». 

«Oh, signore, perché mi prendete in giro? Com’è possibile? 
I sassi, più pesanti dell’acqua, sono costretti a restare 
sul fondo: non possono riemergere, questa è la legge di 
natura! Il burro chiarificato è più leggero dell’acqua, e 
quindi è costretto a rimanere in superficie: non può 
scendere, questa è la legge di natura!» 

«O giovane, conosci tanto bene le leggi di natura, ma non 
hai capito questa legge naturale: se durante tutta la sua 
vita tuo padre ha compiuto azioni pesanti come sassi, è 
costretto ad affondare; chi può riportarlo su? E se tutte 
le sue azioni sono state leggere come questo burro 
chiarificato, è costretto a salire; chi può tirarlo giù?».

The butter and the stones – story of the Buddhist canon

One day a young man went to the Buddha, weeping and
groaning. The Buddha asked him: “What’s wrong,
young? “.

“Lord, my old father is dead.”

“What can we do? If he is dead, do not cry back
back. “

“Yes, I understand, crying will not bring back my father. But
I came to you with a special request: please,
do something for my father died. “

“But what I can do for your poor father died?”.

“Lord, please, do something. You are a person so
powerful, you might know what to do. Look at these
priests, sellers of indulgences and the alms-gatherers
that celebrate all sorts of functions and rituals
help the dead. As soon as the ritual is celebrated here,
the gate of the kingdom of heaven is opened and the dead can
enter, get the visa. You, sir, that
you are so powerful, if celebrated a ritual for my father
dead, only he did not get permission to enter and
will be able to stay a lifetime warranty! Please
do something for him. “

The poor man was so overcome with grief that does not
could listen to reason. So the Buddha had to use
another system to help you understand. So he said, “Go
market and buy two jars of clay. ” The young man was
very happy, because he thought that the Buddha had
agreed to celebrate a rite for his father. She ran to
market and returned with two vessels. “Well,” said the Buddha
“Now riempine a clarified butter (ghee).” The
young man did. “Fill the other with stones.” The young
obeyed. “Now, close them and seal it well.” The young man
too. “Now lay it in the pond over there.” The
Young performed, and both vessels sank.

“Now,” the Buddha said, “take a stick and smashes the
vessels. ” The young man rejoiced greatly, thinking that the
Buddha was celebrating a wonderful ritual for his father.

According to ancient Indian tradition, when a man dies,
the child bears his body on the cremation site, the
lays on the pyre and burn it. When the body is burned
half, the son takes a big stick and breaks
the skull. According to old beliefs, as soon as the
the skull is opened here, in this world, up there
gate of the kingdom of heaven is opened. So, now, the young
he thought to himself: “On my father’s body was burned
and reduced to ashes yesterday. As a symbol, the Buddha hours
I want to break open the pots. “He was very happy
of how the rite was being performed.

Forcefully grabbed the stick and, as he had ordered the
Buddha, broke both vessels. Immediately ghee
contained in one of them came out and spread on
water surface. The stones contained in the vessel,
Instead, they went out and stayed on the bottom. Then the Buddha
said:

“Well, young man, this is the best I can do. Now
call your priest and miracle-workers and ask them
to begin to sing and pray: “Oh, rocks, climb,
ascents to the surface! Oh, butter, come down, come down on
the bottom. “Let me see if we can.”

“Oh, sir, because I kidding? How is it possible?
The rocks, heavier than water, are forced to remain
on the bottom: they can not re-emerge, this is the law of
nature! Ghee is lighter than water, and
then is forced to remain on the surface: it can not
down, this is the law of nature! “

“O young man, you know very well the laws of nature, but not
Do you understand this natural law: if during all his
life your father has made heavy action as rocks, is
forced to sink, and whoever can bring it back up? And if all
his actions have been read as this butter
clarified, is forced to rise, who can pull it down? “.

Amore a dosi omeopatiche – Love in small doses – Aivanhov


Amore a dosi omeopatiche
di O.M. Aivanhov
“Per sublimare la forza sessuale e ottenere una perfetta padronanza di
sé, non ritengo necessario compiere tutte le esperienze descritte nei
testi sul tantrismo indù o tibetano. Esiste un altro Tantra-yoga che
le supera e di cui sono un fervente sostenitore. Una delle tecniche di
questo tantrismo consiste nell’imparare ad amare senza aspettare di
essere amati…” (O.M. Aïvanhov)
La filosofia iniziatica trasmessa da O.M.Aivanhov trova un punto di
equilibrio diverso dal tradizionale tantra yoga.
Scrive, a tal proposito M. Mirabail nel suo volume “Dizionario
dell’esoterismo” (ed.Mondadori) a pag.301 “O.M. Aivanhov parla invece
di un’altra via: una sorta di omeopatia amorosa” suscettibile di
risvegliare negli esseri, anche nella vita di coppia, i doni
spirituali che sono presenti in ognuno di noi.
Quanti incontri entrano in crisi, malgrado il permanere dell’affetto,
per il fatto di non aver adottato misure relazionali equilibrate.
Afferma Aïvanhov: “Quando un uomo e una donna s’incontrano,
riproducono l’incontro del fuoco e dell’acqua. Se non sanno come agire
nei confronti l’uno dell’altra, la donna (l’acqua) evapora, e l’uomo
(il fuoco) si spegne. Dato che il fuoco e l’acqua possono distruggersi
a vicenda, se ne deduce che sono nemici. In apparenza, è vero, gli
uomini e le donne non smettono di lottare gli uni contro gli altri; e
tuttavia, se si cercano c’è una ragione, e occorre scoprirla. La
ragione è che essi sono i rappresentanti dei due principi cosmici che
insieme creano la vita. Ma per creare veramente la vita invece di
distruggersi, non bisogna permettere che l’acqua e il fuoco entrino
direttamente in contatto. L’acqua deve essere versata in un recipiente
e posta sul fuoco; così, il fuoco esalterà l’acqua e si sprigionerà
un’energia considerevole, grazie alla quale i due metteranno in moto
il mondo intero.”
Certamente non è un lavoro facile, il cui esito possa essere
programmato a livello temporale. Non si tratta di applicare tecniche
mentali a tavolino, tout court, ma di sviluppare, giorno per giorno,
con umiltà, semplicità e tolleranza anche verso se stessi, uno stato
di coscienza, un insieme di tanti piccoli comportamenti quotidiani
sempre più elevati, affinché si possa gustare un giorno, anche qui
sulla terra, quella pienezza, quella gioia a cui anela naturalmente e
fortemente la nostra anima.
Non è sufficiente in questo campo impartire divieti, occorre fornire
spiegazioni, metodi e collocare la sessualità nell’ampio disegno di
perfezionamento dell’uomo raggiungibile mediante il ciclo delle
reincarnazioni. L’abbellimento della propria esistenza non può essere
imposto ma deve essere il frutto di un bisogno interiore sinceramente
avvertito.
Il lavoro spirituale che riusciremo ad iniziare non sarà mai perduto,
farà parte del nostro bagaglio più intimo e lo ritroveremo nelle
successive incarnazioni.
Per noi Occidentali, non è indispensabile recarci in India per trovare
le risposte metodologiche al lavoro di sublimazione dell’energia
sessuale. Anche l’Insegnamento dei Vangeli contiene le verità, i
principi che occorre però tradurre in metodi concreti, in regole di
vita quotidiana.
Sulle relazioni tra pratiche yogiche e le parabole dei vangeli cfr.
pag.117 e segg. del volume “Centri e corpi sottili” di O.M. Aïvanhov.
Nell’opera di O.M.Aïvanhov, si trasmettono consigli e metodi per
riscoprire la natura divina della forza sessuale al fine di vivere
l’amore e la sessualità in modo equilibrato, per l’elevazione
spirituale del singolo e della coppia.
A proposito della vita spirituale non si tratta, precisa Aïvanhov, di
smettere di mangiare, di bere, di dormire, di respirare, di fare
figli, ma di fare tutto meglio. Ogni giorno occorrerebbe praticare la
sublimazione ovvero la sostituzione, far scorrere dentro di noi ogni
giorno una nuova acqua, per vivere stati di coscienza divini,
meravigliosi. Non basta volerlo per riuscirvi, occorrono anche le
conoscenze profonde della nostra natura umana e divina, l’acquisizione
di metodi.
“Molti sono venuti da me a lamentarsi di particolari malesseri e
squilibri, ed io ho sempre detto loro: “Perché avete smesso di amare?
Questi disturbi derivano dal fatto che avete compresso l’amore dentro
di voi; allora si è represso finendo per devastare tutto. L’amore è un
torrente potentissimo, ma poiché non lo sapevate, poiché non eravate
illuminati, ha spazzato via tutte le barriere. Se volete salvarvi da
questi tormenti, dovete amare, amare giorno e notte, amare tutte le
creature… a quel punto non vi rimarrà neppure il tempo di tormentarvi
perché sarete indaffaratissimi! Invece ora, più vi chiudete, più siete
avari d’amore e più le cose si complicano. Siate generosi, e sarete
salvi; donate il vostro amore a tutte le creature”.Numerosi sono i
volumi che raccolgono il pensiero di Aïvanhov su questo argomento ai
quali rimandiamo doverosamente.
“È possibile istruire e consigliare gli esseri umani sulla sessualità,
ben sapendo però che questo problema non può essere veramente risolto
se non in funzione di ogni singola persona. Voler imporre, con il
pretesto della morale, delle regole identiche per tutti, non è
ragionevole, poiché la stessa disciplina che conduce gli uni verso
l’equilibrio e la vera spiritualità, può invece condurre gli altri
verso la repressione, l’isterìa e la nevrosi. Gli esseri umani non
hanno tutti gli stessi bisogni, e chi non tiene conto di questa realtà
è destinato sia a predicare nel deserto, sia ad infliggere loro degli
inutili tormenti. Tuttavia, ciò non significa che non si debbano fare
degli sforzi. Sì, ciascuno, al livello che gli è proprio, deve
impegnarsi per dominare la forza sessuale, al fine di vivere l’amore
in un modo più bello, più nobile, più spirituale, poiché quella è la
sola vera regola morale.”
Recentemente, P. Riffard (cfr. pag.1378 in “L’Esoterismo” ed. Rizzoli
BUR) ha collocato O.M.Aïvanhov tra i maggiori dodici personaggi
dell’esoterismo occidentale, di tutti i tempi, a partire da Orfeo,
Pitagora.

Love in small doses

of O.M. Aivanhov

“In order to sublimate the sexual energy and get a perfect command of
itself, does not consider it necessary to perform all the experiences described in
Hindu and Tibetan tantric texts. There is another Tantra-yoga
beyond them and which I am a fervent supporter. One of the techniques
This Tantra is learning to love without waiting
to be loved … “(O. M. Aïvanhov)

The philosophy is OMAivanhov initiation transmitted from a point
balance than the traditional tantra yoga.

He writes in this connection M. Mirabail in his book “Dictionary
esotericism (ed.Mondadori) to pag.301 “O.M. Aivanhov speaks instead
another way: a sort of love homeopathy “capable of
awakening in humans, even in married life, the gifts
spiritual that are present in all of us.

How many matches coming into crisis, despite the persistence of affection,
because it failed to take measures relational balance.
Aïvanhov says: “When a man and a woman meet,
reproduce the meeting of fire and water. If you do not know how to act
against each other, the woman (water) evaporates, and man
(Fire) goes out. Since fire and water can destroy
each other, we can deduce that they are enemies. Apparently, it is true, the
men and women never stop fighting against each other, and
However, if you look there’s a reason, and must be discovered. The
reason is that they are representatives of the two cosmic principles that
together to create life. But to create real life instead of
destroyed, we must not allow water to enter and fire
direct contact. The water should be placed in a trough
and placed on the fire so the fire will enhance the water and give off
considerable energy, whereby the two will set in motion
the whole world. ”

It is certainly not an easy job and the results can be
programmed in time. This is not to apply techniques
mental table, per se, but to develop day by day,
with humility, simplicity and tolerance even to themselves, a state
of consciousness, a collection of many small daily behavior
ever higher, so you can enjoy a day here
on earth, that fullness, that joy which longs for and of course
our very soul.

It is not enough in this field give prohibitions, you must provide
explanations, methods and place of sexuality in the large drawing
perfection of man reached through the cycle of
reincarnations. The improvement of its eistenza can not be
imposed but must be the result of an inner need sincerely
warned.

The spiritual work that will never be able to start lost
will be part of our most intimate and end up in
successive incarnations.

For us Westerners, it is essential to bring us to India to find
methodological responses to the work of sublimation energy
sexual. The teaching of the Gospels contains the truth,
But the principles that should translate into concrete methods in rules
daily life.

On the relation between yogic practices and see the parables of the Gospels.
pag.117 et seq. of the book “Beauty and the subtle bodies” of O.M. Aïvanhov.

In the work of OMAïvanhov you send tips and methods for
rediscover the divine nature of the sexual power in order to live
love and sexuality in a balanced way, the elevation
spiritual individual and couple.

With regard to the spiritual life is not, precisely Aïvanhov of
stop eating, drinking, sleeping, breathing, do
children, but to do everything better. Every day should be practicing
sublimation or replacement, slide inside each of us
day a new water, to live divine states of consciousness,
wonderful. It is not enough to want to succeed, we also need the
deep knowledge of our human and divine nature, acquisition
methods.

“Many have come to me complaining of aches and details
imbalances, and I always told them: “Why did you stop loving?
These disorders result from the fact that you love in compressed
of you, then you are eventually suppressed devastate everything. Love is a
Torrent powerful, but since you did not know because you were not
lit, swept away all barriers. If you want to save you from
these torments, you must love, love, day and night, love all
creatures … then you will not even have time to haunt you
because you will be very busy! But now, the more you close, you’re more
misers of love and the more things get complicated. Be generous, and you will be
prejudice; donate your love for all creatures. “There are many
volumes that the thought of Aïvanhov on this topic to
which refer dutifully.

“You can educate and advise on human sexuality,
But knowing that this problem can not be truly resolved
except in relation to each individual person. Want to impose, through
pretext of morality, the same rules for everyone, not
reasonable, since the same discipline that leads to one
balance and true spirituality, it may instead lead others
to the repression, hysteria and neurosis. Humans do not
all have the same needs, and who does not take into account this reality
is intended both to preach in the desert, is to inflict the
unnecessary torment. However, this does not mean that we should not do
efforts. Yes, everyone, to the level that is proper, it must
efforts to dominate the sexual power in order to experience love
in a more beautiful, more noble, more spiritual, because that is the
only true moral rule. ”

Recently, P. Riffard (see pag.1378 in “The Esoteric” ed. Rizzoli
BUR) OMAïvanhov has placed among the twelve major characters
Western esotericism, of all time, from Orpheus
Pythagoras.

Amore e paura – FEAR FEARLESSNESS – Osho


oshoamore

 

Amore e paura

L’amore è esistenziale, la paura è solo assenza d’amore. Il problema con qualunque assenza è che al riguardo non si può fare nulla direttamente. La paura è simile al buio: cosa puoi fare contro il buio, direttamente? Non lo puoi mandare via, non lo puoi espellere, non lo puoi provocare; non esiste un modo per interagire con il buio, senza chiamare in causa la luce. Al buio si arriva attraverso la luce: se vuoi il buio, spegni la luce, se non lo vuoi, accendi la luce. Ma dovrai fare qualcosa con la luce, non con il buio.
Lo stesso vale con l’amore e la paura: l’amore è la luce, la paura è il buio. La persona ossessionata dalla paura non riuscirà mai a risolvere il problema. E’ come se lottasse con il buio: prima o poi si ritroverà completamente spompata, stanca, sconfitta! E il miracolo è che la sconfitta sarà causata da qualcosa che non esiste affatto! E quando ci si sente sconfitti, si ha di certo l’impressione che il buio sia molto potente, che la paura, l’ignoranza e l’inconscio siano molto potenti; invece non lo sono affatto: in realtà non esistono.
Non lottare mai contro ciò che non esiste. E’ qui che si sono perse tutte le religioni antiche. Una volta ingaggiata la lotta con ciò che non esiste, la disfatta è inevitabile. Il tuo rivolo di consapevolezza si perderà nel deserto del non esistenziale, che è infinito.
Non permettere dunque alla paura di creare problemi. Il nocciolo della questione è l’amore; e rispetto all’amore si può fare qualcosa immediatamente, non occorre attendere o rimandare: comincia ad amare! E’ un dono naturale che ti fa l’esistenza, o Dio, o il Tutto, qualunque sia il termine che preferisci.Ricorda, l’amore è nato con te, è una tua qualità intrinseca. Ti occorre aprirlgli la strada, creare un passaggio, in modo che possa fluire, lasciare che accada.

Tutti lo blocchiamo, tutti lo tratteniamo. Siamo così avari con l’amore, per il semplice motivo che ci hanno insegnato un certo modello di scienza economica. E’ un’economia che si adatta perfettamente alle esigenze del mondo materiale: se hai una certa quantità di denaro e continui a donarlo, lo perderai. Questa economia, questa matematica, ci è entrata nel sangue, nelle ossa, fin nel midollo. E’ giusta per quanto riguarda il mondo esterno, non ha nulla di sbagliato, ma non è valida per il viaggio interiore; lì opera un tipo di matematica completamente diverso: più dai, più hai, meno dai, meno hai. Se non dai nulla, perderai tutte le tue qualità naturali: diventeranno stagnanti, chiuse; si rifugeranno nei sotterranei del tuo essere e, se non trovano modo di esprimersi, si prosciugheranno e moriranno.
E’ come per un musicista: se continua a suonare la chitarra o il flauto, la musica affluirà sempre più. La musica non si impoverirà se il musicista continua a suonare, anzi, ne guadagnerà. E’ come per un ballerino: più danza, più abile diventa; o come un pittore: più dipinge, migliori saranno i suoi quadri.

“Una volta, mentre Picasso stava dipingendo, un amico e critico d’arte lo fermò dicendogli: “Ho una domanda che mi tormenta e non posso aspettare un minuto di più, non riesco a trattenermi. Voglio sapere, visto che hai dipinto centinaia di quadri, quale, secondo te, è il migliore?”
Picasso rispose: “Quello che sto dipingendo in questo momento”.
Il critico ribatté: “Questo? E tutti quelli che hai dipinto prima?”.
Picasso rispose: “Questo li contiene tutti. E il prossimo che farò sarà ancora migliore, perché più si dipinge, più si migliora e si affina la propria arte”:

Lo stesso vale per l’amore, e per la gioia: condividile! All’inizio ne verranno solo poche gocce, perché la tua grettezza dura da tanto tempo, è molto antica. Ma dopo aver condiviso anche poche gocce d’amore, presto riuscirai a condividere l’intera massa oceanica del tuo essere, e dentro di te ci sono mondi infiniti.
Dopo che avrai conosciuto la matematica superiore del dare e del ricevere, scoprirai che ti basta dare per ricevere. Non si tratta di un ritorno: è l’atto stesso del donare che ti rende più ricco. In questo caso l’amore inizia a diffondersi, a emanare luce, e un giorno ti sorprenderai: dov’è finita la paura? Anche se volessi trovarla, non riusciresti a scovarla in alcun modo.

Osho

OSHO ON FEAR FEARLESSNESS

Atta, love is existential; fear is only the absence of love. And the problem with any absence is that you cannot do anything directly about it. Fear is like darkness. What can you do about darkness directly? You cannot drop it, you cannot throw it out, you cannot bring it in. There is no way to relate with darkness without bringing light in. The way to darkness goes via light. If you want darkness, put the light off; if you don’t want darkness, put the light on. But you will have to do something with light, not with darkness at all.

The same is true about love and fear: love is light, fear is darkness. The person who becomes obsessed with fear will never be able to resolve the problem. It is like wrestling with darkness — you are bound to be exhausted sooner or later, tired and defeated. And the miracle is, defeated by something which is not there at all! And when one is
defeated, one certainly feels how powerful the darkness is, how powerful the fear is, how powerful the ignorance is, how powerful the unconscious is. They are not powerful at all — they don’t exist in the first place. Never fight with the nonexistential. That’s where all the ancient religions got lost.

Once you start fighting with the nonexistential you are doomed. Your small river of consciousness will be lost in the nonexistential desert — and it is infinite. Hence, Atta, the first thing to remember is: don’t make a problem out of fear. Love is the question. Something can be done about love immediately; there is no need to wait or postpone. Start loving! And it is a natural gift from God to you, or from the whole, whichever term you like. If you are brought up in a religious way, then God; if you are not brought up in a religious way, then the whole, the universe, the existence.

Remember, love is born with you; it is your intrinsic quality. All that is needed is to give it a way — to make a passage for it, to let it flow, to allow it to happen. We are all blocking it, holding it back. We are so miserly about love, for the simple reason that we have been taught a certain economics. That economics is perfectly right about the
outside world: if you have so much money and you go on giving that money to people, soon you will be a beggar, soon you will have to beg yourself. By giving money you will lose it.

This economics, this arithmetic has entered into our blood, bones and marrow. It is true about the outside world — nothing is wrong in it — but it is not true about the inner journey. There, a totally different arithmetic functions: the more you give, the more you have; the less you give, the less you have. If you don’t give at all you will lose your
natural qualities. They will become stagnant, closed; they will go underground. Finding no expression they will shrink and die.

It is like a musician: if he goes on playing on his guitar or on his flute, more and more music will come. It is not that by playing on the flute he is losing music — he is gaining. It is like a dancer: the more you dance, the more efficient you become. It is like painting — the more you paint, the better the painting.

Once, while Picasso was painting, a critic and friend stopped him in the middle and said, “One question has been bothering me and I cannot wait anymore, I cannot contain it. I want to know: you have painted hundreds of paintings; which is your best painting?”
Picasso said, “This one that I am painting right now.”
The critic said, “This one? And what about the others that you have painted before?”
Picasso said, “They are all contained in it. And the next one that I do will be even better than this — because the more you paint the greater is your skill, the greater is your art.”

Such is love, such is joy! Share it, Atta. In the beginning it will come only like dewdrops, because the miserliness has been very long, very ancient. But once even dewdrops of love have been shared, you will soon become capable of sharing the whole oceanic flood of your being — and you contain infinities. Once you have known the higher mathematics of giving and gaining, you will find that just by giving you gain. Not that something is returned; in the very giving you are becoming richer. Then love starts spreading, radiating. And one day you will be surprised: where is the fear? Even if you want to find it you will not be able to find it at all.

So it is not a question of dropping the fear; nobody has ever been able to drop it. It is only a question of sharing your love, and the fear is dropped on its own accord. You ask me: “Have you any practical or impractical suggestions…?” Practical suggestions, no — that is not my business at all. Impractical suggestions, yes — and
many!

Source – Osho Book “Come Come Yet Again Come”

Chiavi e serrature – Keys and locks – Omraam Mikhaël Aïvanhov


Chiavi e serrature
“Automaticamente, distrattamente, tutti i giorni introducete delle
chiavi nelle rispettive serrature, senza vedere che con questo
gesto ripetete, simbolicamente, il lavoro dello spirito (la
chiave) nella materia (la serratura). Allora, decidetevi a
studiare che cos’è una chiave e che cos’è una serratura, e
avrete delle chiavi per aprire certe serrature alle quali finora
non avevate mai pensato. Sì, le orecchie, la bocca, le narici,
gli occhi: ecco delle serrature; e il cervello stesso è una
serratura. Quando lo capirete, sarete in possesso di chiavi che
aprono le porte della Natura, ma anche alcune porte in voi
stessi.
E cosa sono l’intelletto, il cuore e la volontà? Delle porte
che danno accesso alle regioni in cui noi pensiamo, sentiamo,
agiamo, e le chiavi per aprire queste porte sono la saggezza,
l’amore e la verità. La saggezza apre l’intelletto,
l’amore apre il cuore, e la verità apre la volontà. Quando
avete un problema, provate con queste chiavi. Non riuscite con la
prima? Provate con la seconda! Neppure la seconda apre? Provate
con la terza! Se saprete come operare, è impossibile che una di
queste tre chiavi non finisca per risolvere il vostro problema. “
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Keys and locks – wisdom, love, truth: three keys to open the mind, the heart and the will
“Every day, you automatically and absent-mindedly put keys into locks, without seeing that when you do you are symbolically replicating the work of the spirit (the key) in matter (the lock). So, resolve to study what a key and a lock are, and you will have the keys to open locks you had never imagined. Yes, your ears, mouth, nostrils and eyes are all locks, and the brain itself is a lock. Once you understand that, you will be in possession of keys that open the doors of nature as well as doors within yourself.
And what are the mind, the heart and the will? Doors that give access to regions where we think, feel and act, and the keys for opening these doors are wisdom, love and truth. Wisdom opens the mind, love opens the heart, and truth opens the will. When you have a problem, try these keys. And if you don’t succeed with the first, try the second. And if the second doesn’t work either, try the third. If you know how to proceed, one of these keys is bound to solve your problem. “
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Omraam Mikhael Aivanhov

L’arte dell’osservazione – The art of observation – Osho


L’arte dell’osservazione

“L ’unica cosa che si deve imparare
è l’arte dell’osservazione.
Guarda! Osserva ogni azione che compi.”

Osho

The art of observation

“The only thing that must be learned
is the art of observation.
Look! Observe every action you take. ”

Osho

L’artista taccagno – The Stingy Artist – 101 Storie Zen


47. L’artista taccagno

Gessen era un monaco artista. Prima di mettersi a disegnare o a dipingere, insisteva sempre perché lo pagassero in anticipo, e i suoi compensi erano molto alti. Tutti lo conoscevano come «l’artista taccagno».
Una volta una geisha gli ordinò un dipinto.
«Quanto puoi pagare?» chiese Gessen.
«Quello che vuoi tu,» rispose la ragazza «ma voglio che tu faccia il lavoro davanti a me».
Così un certo giorno Gessen fu chiamato dalla geisha. Ella dava una festa per il suo protettore.
Gessen, con eleganti pennellate, fece il dipinto. Quando lo finì, chiese la cifra più alta di quel tempo.
Ricevette la somma. Allora la geisha, rivolgendosi al suo protettore, disse: «Quest’artista non vuole che il denaro. I suoi dipinti sono belli ma la sua mente è sudicia; il denaro l’ha trasformato in una melma. Uscita da una mente così sporca, la sua opera non è degna di essere esposta. È a malapena adatta per una delle mie sottovesti». E togliendosi l’abito, chiese a Gessen di fare un’altra pittura sul dietro della sua sottoveste.
«Quanto mi paghi?» domandò Gessen.
«Oh, qualunque somma» rispose la ragazza.
Gessen stabilì una cifra spropositata, fece il dipinto come gli era stato chiesto di farlo e se ne andò.
In seguito si seppe che Gessen era tanto avido di denaro per queste ragioni:
Spesso la sua provincia era afflitta da una terribile carestia. I ricchi non aiutavano i poveri, così Gessen aveva un magazzino segreto, ignoto a tutti, che lui teneva sempre pieno di grano, pronto per quei casi di emergenza.
La strada che portava dal suo villaggio al Santuario Nazionale era in pessimo stato e per molti pellegrini il viaggio era estremamente disagevole. Lui voleva costruire una strada migliore.
Il suo insegnante era morto senza portare a compimento il desiderio di costruire un tempio, e Gessen voleva terminare questo tempio per lui.
Quando Gessen riuscì a realizzare questi tre desideri, buttò via i pennelli e gli attrezzi da pittore e, ritiratosi sulle montagne, non dipinse mai più.
Tratto da 101 Storie Zen
The Stingy Artist
Gessen was an artist monk. Before he would start a drawing or painting he always insisted upon being paid in advance, and his fees were high. He was known as the “Stingy Artist.”
A geisha once gave him a commission for a painting. “How much can you pay?” inquired Gessen.
“‘Whatever you charge,” replied the girl, “but I want you to do the work in front of me.”
So on a certain day Gessen was called by the geisha. She was holding a feast for her patron.
Gessen with fine brush work did the paining. When it was completed he asked the highest sum of his time.
He received his pay. Then the geisha turned to her patron saying: “All this artist wants is money. His paintings are fine but his mind is dirty; money has caused it to become muddy. Drawn by such a filthy mind, his work is not fit to exhibit. It is just about good enough for one of my petticoats.”
Removing her skirt, she then asked Gessen to do another picture on the back of her petticoat.
“How much will you pay?” asked Gessen.
“Oh, any amount,” answered the girl.
Gessen named a fancy price, painted the picture in the manner requested, and went away.
It was learned later that Gessen had these reasons for desiring money:
A ravaging famine often visited his province. The rich would not help the poor, so Gessen had a secret warehouse, unknown to anyone, which he kept filled with grain, prepared for these emergencies.
From his village to the National Shrine the road was in very poor condition and many travelers suffered while traversing it. He desired to build a better road.
His teacher had passed away without realizing his wish to build a temple, and Gessen wished to complete this temple for him.
After Gessen had accomplished his three wishes he threw away his brushes and artist’s materials and, retiring to the mountains, never painted again.
Taken from 101 Zen Stories

Notte – Night


🌸Notte🌸

I gatti
con occhi
languidi
miagolano
alla luna

È magia
a condurre
per mano
dove nascono
i sogni

29.06.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
Night

Cats
with eyes
languid
meow
to the moon

It’s magic
to lead
by hand
where they are born
dreams

06.29.2020 Poetyca

Pensieri di Jiddu Krishnamurti – Jiddu Krishnamurti 


Jiddu Krishnamurti

Il cambiamento nella società è di secondaria importanza; esso avverrà naturalmente, quando voi, come esseri umani, produrrete questo cambiamento in voi stessi.

Jiddu Krishnamurti – Al di là della violenza – Ubaldini, Ed. 1974, p. 30

♥♥♥

La religione, la politica, la società vi sfruttano e voi ne siete condizionati: venite spinti in una certa direzione. Non siete esseri umani; siete ingranaggi di una macchina. Soffrite pazientemente, sottomettendovi alla crudeltà dell’ambiente, quando voi, individualmente, avete la possibilità di cambiarlo.

(Jiddu Krishnamurti – 20 dicembre 1933 – Secondo discorso pubblico ad Adyar, Madras, India)

♥♥♥

La bellezza dell’universo è in “ciò che è”; e vivere spontaneamente con “ciò che è” è virtù.

Jiddu Krishnamurti – L’uomo alla svolta – Ubaldini, Ed. 1971, p. 61

♥♥♥

Il rispetto accompagnato dalla speranza di una ricompensa è frutto di paura. Nell’amore non c’è paura.

Jiddu Krishnamurti – Di fronte alla vita – Ubaldini, Ed. 1969, p. 110

♥♥♥

Vivere liberi in questo mondo vuol dire amare, sfuggendo tutte le forme di divisione. Quando c’è libertà e amore, allora questa intelligenza agirà cooperando e saprà anche qual’è il momento di rifiutarsi di cooperare.

Jiddu Krishnamurti – L’uomo alla svolta – Ubaldini, Ed. 1971, p. 68

♥♥♥

Quello stato della mente, che è amore, è completamente senza tempo.

Jiddu Krishnamurti – La pienezza della vita – Ubaldini, Ed. 1980, p. 162

♥♥♥

Devi provare in cuor tuo perfetta tolleranza per tutti, ed un sincero interessamento nelle credenze di quelli di altre religioni, nella stessa misura che lo hai nelle credenze della tua propria.

Alcione, Ai piedi del Maestro, Ediz. Sirio (Alcione è Jiddu Krishnamurti)

♥♥♥

Dalla meditazione viene un immenso silenzio; non il silenzio coltivato, non il silenzio tra due pensieri, tra due rumori, bensì un silenzio inimmaginabile. Il cervello diviene straordinariamente silenzioso, quando è impegnato in questo processo d’indagine; quando vi è silenzio, vi è una grande percezione. In questo silenzio vi è il vuoto, un vuoto che è la somma di tutta l’energia.

Jiddu Krishnamurti – La pienezza della vita – Ubaldini, Ed. 1980, p. 160

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Jiddu Krishnamurti 

The change in society is of secondary importance, it will happen naturally, when you, like humans, produce this change in yourself.

Jiddu Krishnamurti – Beyond the violence – Ubaldini, Ed, 1974, p. 30

♥ ♥ ♥

Religion, politics, society will take advantage and you are put up: come and gone in a certain direction. You are not human beings are cogs in a machine. You suffer patiently submitting to the cruelty of the environment, when you, individually, you can change it.

(Jiddu Krishnamurti – December 20, 1933 – According to public discourse Adyar, Madras, India)

♥ ♥ ♥

The beauty of the universe is “what is” spontaneously and live with “what is” is a virtue.

Jiddu Krishnamurti – The man at the turn – Ubaldini, Ed 1971: 61

♥ ♥ ♥

Compliance with hope of a reward is the result of fear. There is no fear.

Jiddu Krishnamurti – In the face of life – Ubaldini, Ed 1969: 110

♥ ♥ ♥

Live free in this world means to love, avoiding all forms of division.When there is freedom and love, then this will work in cooperation and intelligence will also know what time to be uncooperative.

Jiddu Krishnamurti – The man at the turn – Ubaldini, Ed 1971: 68

♥ ♥ ♥

That state of mind, which is love, it’s completely timeless.

Jiddu Krishnamurti – The fullness of life – Ubaldini, Ed 1980, p. 162

♥ ♥ ♥

You have to try in your heart, perfect tolerance for all, and a sincere interest in the beliefs of those of other religions, to the same extent that you have your own beliefs.

Alcyone, the foot of the master, Ed. Sirius (Alcione is Jiddu Krishnamurti)

♥ ♥ ♥

Since meditation is a great silence, the silence is not cultivated, not the silence between two thoughts, two sounds, but an unimaginable silence. The brain becomes extraordinarily quiet when engaged in this process of investigation, when there is silence, there is a huge perception. In this silence there is a void, an emptiness that is the sum of all energy.

Jiddu Krishnamurti – The fullness of life – Ubaldini, Ed 1980, p. 160

 

Saggezza Sufi e gocce di pensiero – Sufi wisdom and drops of thought



L’asino intelligente
Un giorno l’asino di un mercante cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne e continuava a ragliare, mentre il proprietario pensava a cosa era meglio fare. Finalmente il mercante prese una decisione crudele: concluse che l’asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale dal pozzo. Al contrario, chiamò i suoi vicini perché l’aiutassero a seppellire vivo l’animale e chiudere così in fretta la faccenda.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L’asino non tardò a rendersi conto di quello che gli stavano facendo e pianse disperato . Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto. Il mercante alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide. A ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino all’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trotterellando.
….e allora ricorda: la vita ti butterà addosso molta terra. Soprattutto se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscirne, consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Il cambiamento

A vent’anni avevo una preghiera soltanto: «Mio Dio, aiutami a cambiare il mondo, questo mondo insopportabile, invivibile, di una tale crudeltà, di una tale ingiustizia». E mi sono battuto come un leone. Dopo vent’anni, poche cose erano cambiate. Quando ho avuto quarant’anni, avevo una preghiera soltanto: «Mio Dio, aiutami a cambiare mia moglie, i miei figli e la mia famiglia». E mi sono battuto come un leone per vent’anni, senza risultato. Ora sono vecchio e ho una preghiera soltanto: «Mio Dio, aiutami a cambiare me stesso… ed ecco che il mondo cambia, intorno a me!»
Dalla tradizione Sufi

The smart donkey

One day a merchant’s donkey fell into a well. He hadn’t hurt himself, but he could no longer get out of it and kept braying, while the owner thought about what was best to do. Finally the merchant made a cruel decision: he concluded that the donkey was now very old and that it was no longer useful, that the well was now dry and that somehow it had to be closed. It was therefore not worth the effort to pull the animal out of the well. On the contrary, she called her neighbors to help her bury the animal alive and close the matter so quickly.
Each of them took a shovel and began throwing shovels of earth into the well. The donkey was not slow to realize what they were doing to him and cried desperately. Then, to everyone’s surprise, after a certain number of shovels of earth, the donkey remained quiet. The merchant finally looked towards the bottom of the well and was surprised by what he saw. With each blade of earth that fell on him, the donkey got rid of it, shaking it from the rump, making it fall and climbing on it. In this way, in a short time, everyone saw how the donkey managed to get to the mouth of the well, cross the edge and trot out.
… and then remember: life will throw a lot of earth on you. Especially if you are inside a well. The secret to getting out of it is simply shaking off the earth you receive and climbing on it.

Change

At twenty I only had one prayer: “My God, help me change the world, this unbearable, unbearable world, of such cruelty, of such injustice”. And I fought like a lion. After twenty years, few things had changed. When I was forty years old, I only had one prayer: “My God, help me change my wife, my children and my family.” And I fought like a lion for twenty years, to no avail. Now I’m old and I only have one prayer: “My God, help me change myself … and here the world changes around me!”

From the Sufi tradition

Fare il bene


Nessuno che operi il bene può andare incontro
a un destino sventurato.
Quando muoiono, dopo aver raggiunto
i mondi di coloro che compiono atti meritori
e dopo avervi dimorato per una serie ininterrotta di anni,
costoro rinascono nella casa di persone virtuose e prospere.Bhagavad Gita, 6, 40-41No one who operates the well can meet
to an unfortunate fate.
When they die, after reaching
the worlds of those who do meritorious deeds
and after having resided for an uninterrupted series of years,
they are reborn in the house of virtuous and prosperous.

Bhagavad Gita, 6, 40-41

Impossibile – Impossible – Alessandro il Grande


🌸Impossibile🌸

Non vi è nulla di impossibile
per colui che vuole provare.

Alessandro il Grande
🌸🍃🌸#pensierieparole
🌸 Impossible

“There is nothing impossible
to him who will try.”

Alexander the Great

Musica – Music


🌸Musica🌸

Bastano
un attimo
e note vibrate
per connetterti
al tuo Essere

Adesso
estasi
respiro
percorso
a ritroso

Ritmo
danza
vita nuova
dove tutto
si colora

28.06.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
🌸Music

It takes
a moment
and vibrate notes
to connect
to your Being

Now
ecstasy
breath
route
backwards

Rhythm
dance
new life
where all
take color

28.06.2020 Poetyca

★ღPoeti amici ღ★


Il paese che non c’è

A volte chi resta
è già partito ( suonato)
e chi è partito
non si vede più.
Prendi me:
io sono qui
ma non ci sono…
mi sono perso
nel paese che non c’è.

Da: ” Frammenti ” – Orazio Gennuso

The country that is not

Sometimes those who remain
has already started (played)
and who left
is no longer visible.
Take me:
I’m here
but there are …
I’m lost
in the country is not there.

From:” Frammenti” – Orazio Gennuso

Fairport convention full house


I Fairport Convention sono un gruppo folk rock inglese. Fondati da Simon Nicol, Richard Thompson, Ashley Hutchings e Shaun Frater, i Fairport Convention, iniziando come gruppo di cover di rock della West Coast, sviluppano presto un loro stile che mescola il rock con la musica tradizionale folk inglese, contendendosi il titolo di più grande folk rock band inglese con i Pentangle. Dopo numerosi cambi di formazione si sciolgono nel 1979 per riformarsi per un concerto nel 1985, da allora continuano a suonare e pubblicare dischi. In parte il continuo successo che ancora oggi hanno i Fairport Convention è dovuto all’annuale festival di Cropredy, nell’Oxfordshire, ora rinominato Fairport’s Cropredy Convention e che riunisce ogni anno almeno 20.000 fan sin dal 1974.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fairport_Convention

Fairport Convention are an English folk rock and electric folk band. Formed in 1967, they are widely regarded as a key group in the English folk rock movement.[1]

Their seminal album Liege & Lief is considered to have launched the electric folk or English folk rock movement, which provided a distinctively English identity to rock music and helped awaken much wider interest in traditional music in general. The large number of personnel who have been part of the band are among the most highly regarded and influential musicians of their era and have gone on to participate in a large number of significant bands, or enjoyed important solo careers.

Since 1979, they have hosted the Cropredy Festival, which is the largest such annual event in England. Individually and collectively the members of Fairport Convention have received numerous awards recognizing their contribution to music and culture. As of 2015, they continue to record and tour.

https://en.wikipedia.org/wiki/Fairport_Convention

Una perla al giorno – Milarepa


mandala e

Di fronte alle realtà dell’illuminazione
non c’è un sé né un altro, né dualità,
né alcuna divisione vuota di identità
e nemmeno un vuoto né un non vuoto.
Non c’è alcun percipiente.
Ma eh! Finché uno yogi di montagna
non ha ben capito il significato di ciò,
non deve sottovalutare la causa e l’effetto!

Milarepa

Faced with the reality of enlightenment
there is no self or another, or duality,
nor any division empty identity
and even a vacuum or a non-empty.
There is no recipient.
But eh! As long as a yogi mountain
He did not quite understand the meaning of what,
It should not underestimate the cause and effect!

Milarepa