Kundalini – Sri Aurobindo


Kundalini – Sri Aurobindo

Il processo di risveglio della kundalini che sale attraverso i centri, come pure la purificazione dei centri, è una conoscenza tantrica. Nel nostro yoga non c’è un processo volontario di purificazione e apertura dei centri e neppure un sollevamento della kundalini mediante un processo stabilito. Viene usato un altro metodo, ma c’è sempre l’ascesa della coscienza da e attraverso diversi livelli per congiungersi alla coscienza superiore al di sopra; c’è l’apertura dei centri e dei piani (mentale, vitale e fisico) cui questi centri presiedono; c’è anche la discesa, che è la chiave principale della trasformazione spirituale. Per questo c’è, come ho detto, una conoscenza tantrica dietro al processo di trasformazione nel nostro yoga.

Nel nostro yoga non c’è un’apertura voluta dei cakra; essi si aprono spontaneamente con la discesa della Forza. Nella disciplina tantrica si aprono dal basso verso l’alto, prima di tutti il mūlādhāra; nel nostro yoga si aprono dall’alto verso il basso. Ma l’ascesa della forza dal mūlādhāra avviene anche qui.

Nel Tantra i centri vengono aperti e la kundalini risvegliata con un processo particolare, l’azione della sua ascesa viene percepita attraverso la spina dorsale. Qui, invece, è una pressione della Forza dall’alto a risvegliarla e ad aprire i centri. C’è poi un’ascesa della coscienza che sale fino ad unirsi alla coscienza superiore al di sopra. Questo si ripete fin quando tutti i centri sono aperti e la coscienza s’innalza al di sopra del corpo. Ad uno stadio successivo, essa rimane al di sopra e si espande nella coscienza cosmica e nel sé universale. Questo è il decorso normale, ma a volte il processo è più rapido e c’è un’apertura improvvisa e definitiva al di sopra.

L’ascesa e la discesa della Forza in questo yoga si compiono a modo loro senza necessariamente riprodurre i particolari indicati nei libri tantrici. Molti diventano coscienti dei centri, ma altri sentono semplicemente l’ascesa e la discesa in modo generale o da un livello all’altro piuttosto che da un centro all’altro, sentono cioè la Forza che discende prima nella testa, poi nel cuore, poi nell’ombelico e ancora più sotto. Non è affatto necessario divenire coscienti delle divinità nei centri secondo la descrizione tantrica, ma alcuni sentono la Madre nei diversi centri. In queste cose la nostra sadhana non si attiene alla conoscenza data nei libri, ma aderisce solo alla verità essenziale che sta dietro e la realizza indipendentemente, senza sottostare alle antiche forme e simboli. I centri stessi hanno qui un’interpretazione diversa da quella data nei libri dei tantrici.

Sì, lo scopo del nostro yoga è stabilire un contatto diretto col Divino al di sopra e far discendere la Coscienza divina dall’alto in tutti i centri. I poteri occulti che appartengono ai piani mentali, vitali e fisico-sottile non sono il nostro scopo. Strada facendo, si può avere un contatto con varie Forze e Personalità divine, ma non occorre stabilirle nei centri, benché a volte ciò avvenga automaticamente per un certo tempo nel corso della sadhana. Ma non è una regola: il nostro yoga vuole essere plastico e permettere tutte le operazioni necessarie del Potere divino secondo la natura, ma queste, nei loro particolari, possono variare in ciascun individuo.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83-85

In questo yoga il movimento avviene dall’alto verso il basso: all’inizio i due centri della testa, poi il centro del cuore, quindi quello ombelicale e infine gli altri due. Se l’esperienza superiore, con la sua coscienza, conoscenza e volontà superiori, si stabilisce dapprima e pienamente nei tre centri superiori, dopo è più facile aprire i tre centri inferiori senza creare troppo scompiglio.

SA, ivi, vol. IV, p. 234

Kundalini – Sri Aurobindo

The process of awakening the kundalini rising through the centers, as well as the purification of the centers, is a tantric knowledge. In this Yoga there is a voluntary process of purification and opening of the centers and even a lifting of the kundalini through an established process. Another method is used, but there is always the rise of consciousness and through various levels to join the higher consciousness above, there is the opening of centers and floors (mental, vital and physical) to which these centers preside over and there is also the descent, which is the main key of spiritual transformation. That is, as I said, tantric knowledge behind the process of transformation in our yoga.

In this Yoga there is no intentional opening of chakras, and they open spontaneously with the descent of the Force. In the discipline tantric open from bottom to top, first of all the muladhara; in our yoga open from top to bottom. But the rise of force from Muladhara is also here.

In Tantra the centers are opened and kundalini awakened with a particular process, the action of its rise is seen through the spine. Here, however, is a force of pressure from above to awaken and open centers. Then there is an ascent of consciousness that rises up to join the higher consciousness above. This is repeated until all the centers are open and the consciousness rises above the body. At a later stage, it remains above and expands into the cosmic consciousness and the universal self. This is the normal course, but sometimes the process is faster and there is an opening sudden and definitive above.

The ascent and descent of the Force in this yoga will make their way without necessarily reproduce the details mentioned in the books Tantric. Many become aware of the centers, but others simply feel the rise and descent in a general or from one level to another rather than from one center to another, feel that the Force which comes first in the head, then heart, then and even more below the navel. There is no need to become aware of the deities in tantric centers according to the description, but some feel the Mother in different centers. In these things our sadhana does not adhere to the knowledge given in the books, but only adheres to the essential truth that lies behind and produces independently, without being subjected to the ancient forms and symbols. The centers themselves have here a different interpretation from that given in the books of tantra.

Yes, our aim in yoga is to establish direct contact with the Divine above and to derive from the Divine Consciousness in all centers. The occult powers that belong to the mental planes, vital and physical-thin is not our purpose. Along the way, you can make contact with the various forces and divine personalities, but no need to establish them in the centers, although sometimes this is done automatically for some time in the course of sadhana. But there is one rule: our yoga aims to be plastic and allow all the necessary operations according to the nature of divine power, but these, in their details may vary in each individual.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83-85

In this yoga movement is from top to bottom: at the two centers of the head, then the heart center, then the cord and then the other two. If the superior experience, with his conscience, knowledge and desire above, and fully settled first in the three higher centers, it is easier to open after the three lower centers without creating too much havoc.

SA, ibid, vol. IV, p. 234

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