L’incontro con noi stessi – The meeting with oneself


L’incontro con se stessi
Chi guarda nello “specchio” dell’acqua vede per prima cosa, è vero, la propria immagine. Chi va verso sé stesso rischia l’incontro con sé stesso. Lo specchio non lusinga, mostra fedelmente quel che in lui si riflette, e cioè quel volto che non mostriamo mai al mondo, perché lo veliamo per mezzo della persona, la maschera dell’attore. Ma dietro la maschera c’è lo specchio che mostra il vero volto. Questa è la prima prova di coraggio da affrontare sulla via interiore, una prova che basta a far desistere, spaventata, la maggioranza degli uomini. Infatti, l’incontro con sé stessi è una delle esperienze più sgradevoli, alla quale si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi è nella condizione di vedere la propria Ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito: ha perlomeno fatto affiorare “l’inconscio personale”. Ma l’Ombra è parte viva della personalità e vuole vivere con lei sotto qualche forma. Non è possibile di impedirle di esistere con argomenti, né con altrettanti argomenti la si può rendere anodina. Questo problema è estremamente difficile perché non soltanto mette in causa l’uomo intero, ma gli ricorda al tempo stesso la sua miseria e la sua incapacità. Le nature forti – o dovremmo piuttosto dire deboli? – non amano sentirsi porre questo problema, preferiscono quindi escogitare un qualche eroico “al di là del bene e del male” e tagliano il nodo gordiano invece di scioglierlo.
Gli archetipi dell’inconscio – Jung

The meeting with oneself

Who looks in the “mirror” of water first thing he sees is real, its image. Whoever goes to himself risks a meeting with himself. The mirror does not flatter, shows that faithfully reflects that in him, and that is the face that we never show to the world, because the Vellamo by the person, the actor’s mask. But behind the mask is the mirror that shows the true face. This is the first test of courage to face the inner way, a proof that suffices to give up, startled, the majority of men. In fact, the encounter with oneself is one of the most unpleasant experience, which is projecting escape all that is negative on the surrounding world. Who is in a position to see his own shadow and to bear the knowledge has already completed a small part of the task: has at least brought to the surface, “the personal unconscious.” But the Shadow is a living part of the personality and wants to live with her in some form. You can not prevent you from there with arguments, nor with the many arguments you can make anodyne. This problem is extremely difficult because not only calls into question the whole man, but at the same time remember his misery and his inability. The still strong – or should we rather say weak? – Do not like to put this problem would therefore prefer to think of some heroic “beyond good and evil” and cut the Gordian knot rather than dissolve it.
The archetypes of the unconscious – Jung

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