Tu sei mio fratello – You are my brother – K. Gibran


Tu sei mio fratello

Tu sei mio fratello e siamo entrambi figli di un unico spirito santo universale.
Tu sei simile a me poiché siamo entrambi prigionieri dei nostri corpi impastati con la medesima argilla.
E tu sei il mio compagno sulla strada della vita e mi aiuti a percepire il segreto della verità celata dalle nuvole.
Tu sei un uomo e io ti ho amato, fratello mio.
Di me ciò che desideri, sarai giudicato dal domani e le tue parole saranno sottoposte all’esame del giudice del mio tribunale.
Puoi togliermi ciò che vuoi, ma potrai rubare solo una parte di denaro che ti spetta di diritto, all’infuori di quello che io ho preso per avidità.
Tu hai diritto ad una parte, se ti accontenterai.
Puoi fare di me ciò che vorrai poiché non riuscirai a toccare la mia realtà.
Anche se versi il mio sangue e bruci il mio corpo, non potrai addolorare la mia anima e nemmeno farla morire.
Anche se incateni le mie mani e i miei piedi e mi porti nelle profondità delle carceri dove governa il buio assoluto, non sarai capace di imprigionare la mia idea perché essa è libera come il vento soffia nello sconfinato spazio.
Tu sei mio fratello e io ti amo.
Ti amo quando ti genufletti nella tua moschea, quando ti inginocchi nella tua sinagoga e quando preghi nella tua chiesa.
E coloro che capeggiano questa fede sono le dita di una mano divina che indica la perfezione dell’anima.
Ti amo perché amo la tua verità che spunta dalla mente totale.
Quella che io non vedo adesso perché sono accecato, però considero sacra perché è frutto dell’anima.
Quella verità che si incontrerà con la mia verità nel mondo futuro e si fonderà in essa come i sospiri dei fiori, in una verità unica, totale, eterna come l’amore e la bellezza.
Ti amo perché ti ho visto debole dinanzi ai duri potenti e povero e bisognoso dinanzi ai castelli e alle fortezze degli avidi ricchi.
Perciò ho versato lacrime per te e attraverso queste ti ho visto tra le braccia della giustizia che sorride per te e deride i tuoi oppressori.
Tu sei mio fratello e io ti amo.
Tu sei mio fratello e io ti amo.
Perché combatti contro di me?
Perché vieni nel mio paese tentando di sottomettermi per accontentare coloro che bramano la gloria e desiderano godere della tua fatica?
Perché abbandoni la tua consorte e i tuoi piccini per inseguire la morte in una terra lontana, obbedendo ai tuoi capi bramosi di conquistare la gloria con il tuo sangue e l’alto onore con gli affanni di tua madre?
È forse nobile l’uomo che uccide suo fratello?
Erigiamo allora una statua a Caino, e cantiamo le melodie di Hanan.

K. Gibran
Da: Quando l’amore chiama seguilo

You are my brother

You are my brother, and both of us are sons of a single, universal, and sacred spirit. You are my likeness, for we are prisoners of the same body, fashioned from the same clay. You are my companion on the byways of life, my helper in perceiving the essence of reality concealed behind the mists. You are a human being and I have loved you, my brother.
Say about me what you will, for tomorrow will pass judgment on you and your words will be clear testimony in its court and pertinent evidence before its justice.
Take from me what you will, for you only pilfer wealth, a portion of which belongs to you, and property that I monopolize because of my desires. You deserve some of it, should it please you.
Do with me what you will, for you are unable to touch my reality. Spill my blood and burn my body, but my soul will never feel the pain and you will never kill it. Fetter my hands and legs with chains and cast me into an unlit stockade, for you will never succeed in imprisoning my thoughts, which are free as a gale that lists in the sky without limit or boundary.
You are my brother, and I love you.
I love you when you bow in your mosque, kneel in your temple, pray in your church. For you and I are sons of one religion, and it is the spirit. The leaders of the branches of this religion are like fingers of the hand of divinity, which point to the perfection of the soul.
I love you for the sake of your reality, which emanates from the Universal Intellect; that reality which I cannot see now because of my blindness but which I consider holy because it is among the works of the soul; that reality that will encounter my own reality in the next world, where they will mingle like the aromas of flowers and become a single universal reality, eternal because love and beauty are never-ending.
I love you because I have seen you weak before the heartless and powerful, poor and needy before the lofty mansions of the grasping rich. For this reson I wept for your sake, and through my tears I saw you in the arms of justice, who smiles at you and heaps scorn on your persecutors.You are my brother, and I love you.

K. Gibran

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