Archivio | 09/11/2020

L’approssimarsi della morte dell’ego – The approaching death of the ego – Cristina e Stanislav Grof


luce

L’approssimarsi della morte dell’ego

L’approssimarsi al momento della morte dell’ego potrebbe sembrare come la fine del mondo.
Paradossalmente, mentre solo un piccolo passo ci separa da una esperienza di liberazione radicale, abbiamo una sensazione di ansietà onnipervasiva e di imminente catastrofe di enormi proporzioni. Ci si sente come se stessimo perdendo tutto ciò che noi siamo; allo stesso tempo, non abbiamo alcuna idea di cosa ci sia dall’altra parte, o addirittura se ci sia cosa alcuna. Questa paura porta molte persone a opporre resistenza al processo in questa fase; come risultato, esse possono restare psicologicamente bloccate in questo territorio problematico.
Quando l’individuo supera la paura metafisica incontrata in questo frangente importante e decide di lasciare che le cose avvengano, egli o ella sperimentano un annichilimento totale a tutti i livelli – distruzione fisica, disastro emotivo, sconfitta intellettuale e filosofica, fallimento morale definitivo e persino dannazione spirituale. Durante questa esperienza, tutti i punti di riferimento – tutto ciò che è importante e significativo nella vita dell’individuo – sembra essere distrutto senza pietà.
Immediatamente dopo l’esperienza di annichilimento totale – toccare il fondo cosmico – si è spesso sopraffatti da visioni di luce che ha uno splendore e una bellezza soprannaturale ed è usualmente percepita come divina. Il sopravvissuto di ciò che sembrava l’apocalisse definitiva sperimenta solo secondi dopo fantastiche apparizioni di arcobaleni, forme a coda di pavone, e scene celestiali. Egli o ella si sentono redenti e benedetti dalla salvezza, reclamando le loro nature divine e lo status cosmico. A questo punto, si è frequentemente sopraffatti da un impeto di emozioni positive verso se stessi, gli altri, la natura e la vita in generale.
Cristina e Stanislav Grof

The approaching death of the ego
The approach at the time of death of the ego may seem like the end of the world.
Paradoxically, while only a small step separates us from an experience of radical liberation, we have an all-pervasive sense of anxiety and imminent catastrophe of enormous proportions. It feels like we’re losing all that we are; at the same time, we have no idea what is on the other side, or even if there is anything. This fear leads many people to resist the process at this stage; as a result, they may remain psychologically stuck in this area problematic.
When the individual overcomes the fear metaphysics encountered in this important juncture and decides to let things happen, he or she will experience a total annihilation at all levels – physical destruction, emotional disaster, intellectual and philosophical defeat, ultimate moral failure and even spiritual damnation. During this experience, all the landmarks – everything that is important and significant in the life of the individual – seems to be destroyed without mercy.
Immediately after the experience of total annihilation – touch the cosmic background – is often overwhelmed by visions of light that has a supernatural beauty and splendor and is usually perceived as divine. The survivor of what seemed to be the final apocalypse experiences only seconds after the fantastic apparitions of rainbows, forms a peacock’s tail, and celestial scenes. He or she will feel redeemed and blessed with salvation, claiming their divine nature and the cosmic status. At this point, it is frequently overwhelmed by a rush of positive feelings towards themselves, others, nature and life in general.
Christina and Stanislav Grof

Perdere il controllo – To lose control


🌸Perdere il controllo🌸

Perdersi,rompere schemi,
è più una salvezza
che una tragedia:
inizi a scoprire in te
un mondo sconosciuto
e ricco di potenzialità
tenute prima sempre
sotto controllo.

31.07.2019 Poetyca

🌸🌿🌸#Poetycamente

🌸To lose control

Getting lost, breaking patterns,
it is more a salvation
what a tragedy:
start discovering in yourself
an unknown world
and full of potential
always kept first
under control.

31.07.2019 Poetyca

Ancora – Still


Ancora

Non smettere la lotta
e quando tutto appare buio,
tu,non ti voltare dall’altra parte
Non lo senti il tuo cuore che batte?
non le senti le voci della notte?
Restano poche ore al giorno
questo lo sai…E tu non temere
perché tra mille ombre
che anche questa notte si stagliano
tra pareti d’oblio troppo strette intorno
troverai ora quel leggero soffio
che chiama a gran luce…
Speranza che verso la salvezza conduce
Forza che fa raccattare i pezzi
di una vita che cerca futuro…
Ancora

04.12.2003 Poetyca

Still

Do not stop the fight
and when everything looks dark,
you, do not turn around the other side
Do not you feel your heart beating?
do not you hear the voices of the night?
There remain a few hours a day
And you know this … do not be afraid
because a thousand shades
that this night stand
between walls of oblivion too tight around
you now that light breeze
that calls for great light …
Hope that leads towards salvation
Force that makes picking up the pieces
a life that seeks future …
Still

Nove sutra sulla pace – Nine sutras on Peace – Raimon Panikkar


Nove sutra sulla Pace

I sutra sono fili di un’unica collana.
Insieme formano il gioiello chiamato Pace.

1. La pace è partecipazione all’armonia del ritmo dell’Essere

La pace non altera il ritmo della realtà. Non è statica, né dinamica. Non è nemmeno un movimento dialettico. E non significa assenza di forze o di polarità. L’Essere è ritmico, è ritmo, integrazione a-dualista del movimento e del riposo. La cultura tecnocratica occidentale, coltivando l’accelerazione, ha sconvolto i ritmi naturali: è senza pace.

2. È difficile vivere senza pace esterna; impossibile senza pace interna.

Ogni giorno, dopo l’ultima guerra mondiale, mille persone muoiono vittime della guerra. In tutto il mondo vi sono milioni di profughi, bambini nelle strade e persone che muoiono di fame. Non si deve minimizzare questa degradazione umana della nostra razza. Ma se la pace interna sussiste c’è ancora speranza. D’altronde non si può godere di una pace interna se il nostro ambiente umano ed ecologico è vittima di violenze e di ingiustizie. In tal caso la pace interna è un’illusione. E nessun autentico saggio (da Buddha a Cristo) si rinchiude nell’egoismo e nell’autosufficienza.

3. La pace: non la si conquista per se stessi, né la si impone agli altri. È dono dello Spirito

La pace non proviene né da spiritualità masochiste, né da pedagogie sadiche. I regimi imposti non fondano la pace per chi li riceve: bambino, povero, famiglia o nazione che sia. A noi manca l’atteggiamento più femminile del ricevente. La natura della pace è d’essere grazia, dono. È frutto di una rivelazione: dell’amore, di Dio, della bellezza della realtà, è esistenza della provvidenza, bontà della creazione, speranza, giustizia. È Gabe e Aufgabe, dono e responsabilità.

4. La vittoria ottenuta con la sconfitta violenta del nemico non conduce mai alla pace

La maggior parte delle guerre ha trovato giustificazione come risposta a trattati di pace anteriori. I vinti riappaiono ed esigono ciò che è stato loro rifiutato. La stessa repressione del male non ha risultati durevoli. La pace non è il risultato di un processo dialettico del bene contro il male. Il giovane rabbino di Nazaret invitava a far crescere insieme grano e zizzania. La pace fugge il campo dei vittoriosi (Simone Weil). La vittoria è sempre sulle persone; e le persone non sono mai assolutamente cattive.

5. Il disarmo militare richiede un disarmo culturale

La civiltà occidentale ha sviluppato un arsenale di armamenti, qualitativamente e quantitativamente; deve esservi un che di inerente a questa cultura: spirito di competizione, soggettività, tendenza a trascurare il campo dei sentimenti, senso di superiorità, di universalità, ecc.. Il fatto che i discorsi [per la pace, nella civiltà occidentale] si concentrino sulla distruzione degli armamenti, senza prestare attenzione alle questioni più fondamentali, costituisce un esempio di questo stato spirituale. Allora il disarmo culturale – prerequisito per la pace – è difficile almeno come quello militare. Implica una critica alla cultura e un approccio autenticamente interculturale.

6. Nessuna cultura, religione o tradizione può risolvere isolatamente i problemi del nostro mondo

Oggi nessuna religione potrebbe fornire risposte universali (se non altro perché le domande non sono le stesse). Purtroppo nel momento in cui gran parte delle religioni tradizionali tendono a deporre il manto dell’imperialismo, del colonialismo e dell’universalismo, la cosiddetta visione “scientifica” del mondo sembra raccogliere l’eredità culturale di questi atteggiamenti. Qui bisognerebbe citare la parola pluralismo.

7. La pace appartiene principalmente all’ordine del mythos, non del logos

Shalom, pax, eirene, salam, Friede, shanti, píng-an…: la Pace è polisemica; ha numerosi significati. La mia nozione di pace può non essere pacifica per qualcun altro. La pace non è sinonimo di pacifismo. È un mito, qualcosa in cui si crede in quanto dato. Ma non è irrazionale, anzi rende intelligibile l’atto di intendere. Un tempo la pace veniva firmata in nome di Dio; nella nostra epoca la pace sembra un mito unificante emergente ed è anche in suo nome che si fa guerra. Il mythos non dev’essere separato dal logos, ma i due non dovrebbero venire identificati.

8. La religione, via verso la pace

La religione è stata sempre considerata in passato come via di salvezza. Perciò le religioni erano fattori di pace interiore per i propri adepti e di guerre per gli altri. È un fatto che gran parte delle guerre nel mondo sono state guerre religiose. Oggi siamo testimoni di una trasformazione della nozione stessa di religione: le religioni sono modi di raggiungere la pace (non significa ridurle ad un unico denominatore). E la strada per la pace è rivoluzionaria: esige l’eliminazione dell’ingiustizia, dell’egoismo e della cupidigia.

9. Perdono, riconciliazione, dialogo: solo essi conducono alla pace

Punizione, indenizzo, restituzione, riparazione e cose simili non portano alla pace, non spezzano la legge del karma. Credere che ristabilire l’ordine spezzato risolva la situazione è un modo di pensare grossolano, meccanicistico e immaturo. L’innocenza perduta esige la redenzione e non il sogno di una paradiso ritrovato. La via verso la pace è in avanti e non indietro. La storia umana esige perdono. Per perdonare ci vuole una forza che vada oltre l’ordine meccanico di azione-reazione, ci vuole lo Spirito Santo, Amore pilastro dell’universo.

Da: Raimon Panikkar, Pace e interculturalità, Jaca Book, Milano 2002. (Adattamento. Col permesso dell’A.)

Da: http://www.saveriani.bs.it/cem/Rivista/arretrati/2003_03/sutra.htm

 

Nine sutras on Peace 

The sutras are strings of single necklace. 
Together they form the jewel called Peace. 

1. Peace is the harmony of the participation rate of Being 

Peace does not alter the rhythm of reality. Is not static nor dynamic. It is not a dialectical movement. It does not mean lack of power or polarity. Being is rhythmic, it’s rhythm, integration-dualist movement and rest. Western technocratic culture, cultivating the acceleration, has disrupted the natural rhythms: it is no peace. 

2. It’s hard to live without external peace; impossible without inner peace. 

Every day after the last world war, a thousand people die of war victims. Throughout the world there are millions of refugees, children in the streets and people dying of hunger. We must not minimize this degradation of our human race. But if there is internal peace, there is still hope. On the other hand you can not enjoy internal peace if our human and ecological environment is the victim of violence and injustice. In this case, the inner peace is an illusion. And no authentic essay (from Buddha to Christ) to be contained in self and selfishness. 

3. The peace is won not by themselves, nor can it imposes on others. It is a gift of the Spirit 

Peace does not come as spirituality or masochistic, sadistic nor pedagogies. The regimes imposed do not establish peace for those who receive them: child poverty, family or nation it is.We miss the attitude of the recipient female. The nature of peace is to be grace, a gift. It is the result of a revelation of love, of God, the beauty of reality is existence of providence, the goodness of creation, hope, justice. It’s Gabe and Aufgabe, gift and responsibility. 

4. The violent victory with the defeat of the enemy never leads to peace 

Most wars have been justified as a response to earlier peace treaties. The vanquished reappear and demand what they have been refused. The same repression of evil has no lasting results. Peace is not the result of a dialectical process of good versus evil. The young rabbi from Nazareth invited to wheat and weeds grow together. Peace fled the camp of the victors (Simone Weil). The victory is always on people, and people are never quite bad. 

5. The military disarmament disarmament requires a cultural 

Western civilization has developed an arsenal of weapons, both qualitatively and quantitatively, there must be something inherent in this culture: the spirit of competition, subjectivity, a tendency to overlook the range of feelings, a sense of superiority, universality, etc. .. The fact that the speeches [for peace in Western civilization] focus on the destruction of weapons, while ignoring the more fundamental issues, is an example of this spiritual state. Then disarmament culture – a prerequisite for peace – at least as hard as military. Implies a critique of culture and intercultural approach authentically. 

6. No culture, religion or tradition alone can solve the problems of our world 

Today, no religion could provide universal answers (if only because the questions are not the same). Unfortunately, when most of the traditional religions tend to lay the mantle of imperialism, colonialism and universalism, the view of so-called “scientific” in the world seems to collect the cultural heritage of these attitudes. Here one should mention the word pluralism. 

7. Peace belongs mainly to the order of the mythos, not the logos 

Shalom, Pax, Eirene, salam, Friede, shanti, Ping-an …: Peace is polysemic; has many meanings. My notion of peace can not be peaceful for someone else. Peace is not a synonym for pacifism. It is a myth, something you believe as facts. But it is not irrational, even the act of understanding makes it intelligible.Once peace was signed in the name of God, peace in our time seems to be a unifying myth and it is also emerging in his name that makes war. The mythos should not be separated from the logos, but the two should not be identified. 

8. Religion, on the road to peace 

Religion has always been considered in the past as a way of salvation. Therefore, religions were factors of inner peace for their followers and other wars. It is a fact that most wars were religious wars in the world. We are witnessing a transformation of the very notion of religion: the religions are ways of achieving peace (means do not reduce them to a common denominator).And the path to peace is revolutionary: it requires the elimination of injustice, selfishness and greed. 

9. Forgiveness, reconciliation, dialogue: they alone lead to peace 

Punishment, indemnification, restitution, reparation and things like that do not lead to peace, do not break the law of karma.Believe that restoring order to resolve the situation is a broken way of thinking crude, mechanistic and immature. The innocence lost and do not require the redemption of the dream of a paradise regained. The road to peace is forward and not backward. Human history requires forgiveness. To forgive takes a force that goes beyond a mechanical action-reaction, we want the Holy Spirit, Love pillar of the universe. 

From: Raimon Panikkar, Peace and Interculturalism, Jaca Book, Milan 2002. (With permission from the A Adattament..) 

From: http://www.saveriani.bs.it/cem/Rivista/arretrati/2003_03/sutra.htm

Essenziale – Essential


🌸Essenziale🌸

Labirinto
di strade
e di pensieri

Per giungere
al centro
dell’essenza

Fiamma viva
illumina
e riscalda

Oltre
apparenze
ed illusioni

03.11.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
🌸Essential

Labyrinth
of roads
and thoughts

To reach
in the center
of the essence

Living flame
illuminates
and heats

Beyond
appearances
and illusions

03.11.2020 Poetyca

Essenza – Essence


🌼Essenza🌼

Sono onde
a cullare
come nenia
capace
di puntare
all’essenza
Altre volte
è vigoroso
urlo di tempesta
senza pause
per comprendere
o è salvezza
Scaglie di vita
tenui pensieri
indelebile presenza
in una danza
d’impalpabili gocce
oltre ogni distanza

31.10.2018 Poetyca
🌼🌿🌼#Poetycamente
🌼Essence

They are waves
to rock
like lullaby
to be able
to aim
essence
Other times
It is vigorous
storm scream
without pauses
to understand
or it is salvation
Flakes of life
soft thoughts
indelible presence
in a dance
of impalpable drops
beyond any distance

31.10.2018 Poetyca

Preghiera per la pace – Prayer for Peace – Gandhi


Preghiera per la pace

Io ti offro pace
Io ti offro amore.
Io ti offro amicizia.
Io vedo la tua bellezza.
Io sento il tuo bisogno.
Io sento i tuoi sentimenti.
La mia saggezza fluisce
dalla Fonte più Alta.
Io saluto quella Fonte in te.
Permettimi di lavorare insieme
per l’ unità e l’amore.

Preghiera per la Pace – Gandhi
Prayer for Peace
I offer you peace
I’ll buy you love.
I offer you friendship.
I see your beauty.
I hear your need.
I feel your feelings.
My wisdom flows
the higher source.
I salute that Source in you.
Let work together
‘s unity and love.

Prayer for Peace – Gandhi

Appagante ristoro eterico


Immagine di Giuseppe Bustone

Appagante ristoro eterico

Definendo lo sguardo
affinché si confaccia,
tra cielo e nuvole,
introdotti al gran chiarore,
i miei occhi curiosi.
Inghiottito dal senso
di appartenenza, oramai da decenni.
Qui tra colline colme di vitigni.
Editando parole silenti
e quindi inascoltate
dalla rugiada del cuore.
Appagato di vento medito.

© Giuseppe Bustone

Mente e cuore – Mind and heart – Victor Hugo


🌸Mente e cuore🌸

La mente si arricchisce
di quel che riceve,
il cuore di quel che dà.

Victor Hugo
🌸🍃🌸#pensierieparole
🌸Mind and heart

The mind is enriched
of what he receives,
the heart of what it gives.

Victor Hugo

Una perla al giorno – Swami Vivekananda


mandala l
Siediti ai bordi dell’aurora,
per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte,
per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente,
per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio,
Dio ti parlerà.

Swami Vivekananda

Sit at the edge of dawn,
for you the sun will rise.
Sit on the edge of the night,
the stars will sparkle for you.
Sit on the edge of the stream,
for you will sing the nightingale.
Sit on the edge of silence,
God will speak to you.

Swami Vivekananda