Archivio | 10/11/2020

Da oggi vive – From Today lives


Da oggi vive

Piccolo Angelo

che cerchi la strada
per un sogno perduto
non cercare ora
tra cocci di vetro
d’allargar la ferita
Piccola Anima
in cerca di pace
in un cammino
di colori vivi
– Raccatta la tua storia –
e fanne ora tesoro
perchè nessun anima è perduta
e potrebbe sempre ricominciare
con le ali spalancate
su deserti e incertezze
il suo perduto volo
Vola nei tuoi occhi
in cerca di tempi perduti
vola ancora e riaccendi
il valore dei tuoi sorrisi
Hai un cuore che batte
ed anche se ti tormenta
la tua storia
ricorda che mai nulla
è realmente perduto
se sai seminare
di speranza il seme
Asciuga lacrime e ricordi
e quella falsa salvezza
gettala lontana
Sei tu prezioso
e nulla deve annullare
anche l’ultimo spiraglio
d’un cielo che accolga
la tua anima stanca
Sorridi al tuo specchio
ed accendi il lume
che ti possa guidare
all’uomo che …
…- Da oggi vive! –

19.10.2003 Poetyca

From Today lives

Little Angel

you are looking for the road
for a lost dream
do not try hours
among shards of glass
widening the wound
Little Soul
in search of peace
in a way
bright colors
– picks up your story –
and are now treasures
because no soul is lost
and could always start over
with wings outstretched
on deserts and uncertainties
his lost flight
Fly in your eyes
in search of lost times
still flies and restart
the value of your smiles
You have a heart that beats
and even if you blizzard
your story
remember that anything
really lost
If you can sow
the seed of hope
Dries tears and memories
and the false salvation
throw it away
You’re precious
and nothing shall set aside
the last window of opportunity
of a sky that embraces
your weary soul
Smile to your mirror
and turn on the light
you can drive
the man who …
…- Now live! –

19.10.2003 Poetyca

La mia Sadhana è per la Terra Sri Aurobindo – My Sadhana for the Earth – Sri Aurobindo


La mia Sadhana è per la Terra Sri Aurobindo

[Aurobindo parla qui di sé usando la prima persona plurale]
“Quello che stiamo facendo, se e quando vi riusciremo, sarà un inizio, non un compimento. Saranno le basi di una nuova coscienza sulla terra, una coscienza con infinite possibilità di manifestazione. Nella manifestazione c’è un eterno progresso; al di là di essa non c’è alcun progresso. Se lo scopo fosse la liberazione dell’anima dal rivestimento fisico, allora non ci sarebbe bisogno di far discendere la coscienza supermentale, la mukti e il nirvana basterebbero. Se lo scopo fosse di elevarsi ai piani sovrafisici, anche in questo caso non ci sarebbe bisogno di far discendere la coscienza supermentale: si può entrare in qualche paradiso superiore con la devozione al Signore di quel paradiso, ma questo non è progredire. Questi altri mondi sono di tipo fisso, ciascuno fissato nel proprio genere, nel proprio tipo e nella propria legge. L’evoluzione ha luogo qui sulla Terra e perciò la Terra è il terreno più idoneo al progresso”.
(Lettere, vol. I, p. 24-25)

“L’azione del potere supermentale che io vedo non è un’influenza sul fisico, che gli offra facoltà anormali, ma una penetrazione e permeazione che lo trasformi interamente. L’espressione ‘natura fisica’ non significa solo il corpo, ma include la trasformazione dell’intera mente fisica, del vitale e della natura materiale – non imponendo loro delle siddhi, ma creando una nuova natura fisica che dovrà essere la dimora dell’essere e della coscienza supermentale in una nuova evoluzione. Non ho appreso l’idea dai Veda né dalle Upanishad, e non sapevo se lì vi fosse qualcosa di simile. La conoscenza che ho ricevuto riguardo alla supermente è stata diretta, non mi è stata data in modo indiretto; solo in seguito ho scoperto, a conferma, certe rivelazioni nelle Upanishad e nei Veda”.
(Lettere, I, 88-89)

“La supermente non è grandiosa, distante, fredda e austera; non è qualcosa di opposto a una piena manifestazione vitale e fisica, o incompatibile con essa; al contrario, porta in sé l’unica possibilità della completa pienezza della forza vitale e della vita fisica sulla terra. Proprio perché è così, perché così mi è stata rivelata e per nessun altro motivo io l’ho seguita e ho perseverato finché sono venuto in contatto con essa e sono stato in grado di fare discendere qualche potere suo e la sua influenza. Io mi occupo della terra, non dei mondi al di là in quanto tali; io cerco una realizzazione terrestre, non un volo verso cime lontane. Gli altri yoga considerano questa vita una illusione o una fase passeggera; lo yoga supermentale la considera una cosa creata dal Divino per una manifestazione progressiva e si prefigge come scopo la perfezione della vita e del corpo. La supermente è semplicemente la Coscienza di Verità, e quel che porta nella sua discesa è la piena verità della vita, la piena verità della coscienza nella Materia”.
(Lettere, I, 100)

“La mia vita e il mio yoga personali sono sempre stati, fin dalla mia venuta in India, tanto di questo mondo quanto dell’altro. Tutti gli interessi umani appartengono, penso, a questo mondo e la maggior parte di essi sono entrati nel mio campo mentale e alcuni, come la politica, nella mia vita; ma allo stesso tempo, da quando ho messo piede sul suolo indiano a Bombay, ho cominciato ad avere esperienze spirituali, che non erano però separate da questo mondo, ma avevano anzi con esso un rapporto interiore e infinito, come ad esempio la percezione dell’Infinito che pervade lo spazio materiale e dell’Immanente che dimora negli oggetti e nei corpi materiali. Contemporaneamente, ho cominciato ad entrare in mondi e piani sovrafisici che avevano delle influenze e un effetto sul piano materiale, per cui mi era impossibile creare una netta separazione o un’opposizione inconciliabile fra quelli che ho chiamato i due termini dell’esistenza e tutto ciò che si trova fra di loro. Per me tutto è Brahman e trovo il Divino ovunque.

Ognuno ha il diritto di gettar via questo mondo e optare esclusivamente per un altro mondo, e se con questa scelta trova la pace è per lui una grande benedizione. Personalmente, per avere la pace, non ho trovano necessario fare una scelta. Nel mio yoga mi sono trovato spinto a includere entrambi i mondi nella mia prospettiva – lo spirituale e il materiale – e a cercare di stabilire la Coscienza divina e il Potere divino nel cuore degli uomini e nella vita terrestre, non per una salvezza personale soltanto, ma per una vita divina qui sulla terra.

Questo mi sembra uno scopo altrettanto spirituale di qualsiasi altro e il fatto che faccia entrare nella sua sfera gli interessi terreni e le cose terrene di questa vita non può, credo, appannarne la spiritualità o alterarne il carattere indiano. Questa per lo meno è sempre stata la mia opinione e la mia esperienza della realtà e della natura del mondo, delle cose e del Divino: mi sembra la verità integrale più aderente possibile ad essi e ho parlato quindi di tale ricerca come uno yoga integrale. Ognuno, naturalmente, è libero di rifiutare e non credere in questo tipo di integralità o di credere nella necessità spirituale di volgersi totalmente verso un altro mondo, ma questo renderebbe impossibile la pratica del mio yoga. […] E’ questo ideale di una vita divina e della conquista del mondo materiale da parte dello Spirito, è questa visione ed esperienza delle cose e della verità dell’esistenza, che mi ha permesso di scrivere La Vita Divina e Savitri”.
(Lettere, I, 130-1)

My Sadhana for the Earth Sri Aurobindo

[Aurobindo speaks here of himself using the first person plural]
“What we’re doing, and when you succeed, it will be a beginning, not an accomplishment. Will be the foundation of a new consciousness on earth, a consciousness with infinite possibilities of expression. In the event there is an eternal progress, beyond it there is no progress. If the purpose was the liberation of the soul from the physical coating, then there would be no need to bring down the supramental consciousness, mukti and nirvana would be enough. If the objective of rising to supraphysical plans, even in this case there would be no need to bring down the supramental consciousness: you can go to some paradise with more devotion to the Lord of that paradise, but this is not progress. These other worlds are of fixed type, each set in its class, and type in your own law. The evolution takes place here on Earth and the Earth so the ground is more suitable to progress. “
(Letters, vol. I, p. 24-25)

“The action of the supramental power that I see is not an influence on the physical, that will offer faculty abnormal, but penetration and permeation that transform spaces. The term ‘physical’ means not only the body, but includes the transformation of the entire physical mind, the vital and material nature – not imposing on them the siddhis, but creating a new physical nature to be the abode of being and the supramental consciousness into a new evolution. I have not learned the idea from the Vedas or the Upanishads, and did not know if there will be something similar. The knowledge I have received regarding the supermind was directed, I was given in an indirect way, and only later I discovered, confirming, certain revelations in the Upanishads and the Vedas. “
(Letters, I, 88-89)

“The supermind is not great, distant, cold and austere, is not something opposed to a full manifestation of life and physical sciences, or incompatible with it, on the contrary, possesses the unique ability of the complete fullness of life force and life physical earth. Because it is so, because that was revealed to me and for no other reason I followed and I persevered until I came into contact with it and I was able to take her down some power and influence. I take care of the earth, not the worlds beyond, as such, I seek a construction land, not a flight to distant summits. The other yoga consider this life a delusion or a passing phase; supramental yoga considers a thing created by the Divine for a progressive event and has set as goal the perfection of life and body. The supermind Consciousness is simply the truth, and what he brings to his descent is the full truth of life, the full truth of consciousness in Matter. “
(Letters, I, 100)

“My life and my personal yoga have always been, ever since my arrival in India, much of this world as the other. All belong to human interests, I think, in this world and most of them came into my mind field and some, like politics, in my life, but at the same time, since I set foot on Indian soil in Bombay, I began to have spiritual experiences, which had not separated from this world, but rather had an inner relationship with it, infinite, such as the perception of the Infinite that pervades the space material and the Immanent who dwells in the objects and material bodies. At the same time, I started to get into worlds and plans supraphysical who had the influence and effect on the material plane, so I was unable to create a clear separation or irreconcilable opposition between those who have called the two terms of life and everything which is located between them. For me everything is Brahman and I find the Divine everywhere.

Everyone has the right to throw away this world and opt only for another world, and if that choice is peace is a great blessing for him. Personally, to have peace, I find it necessary to make a choice. In my yoga, I found myself compelled to include in my perspective both worlds – the spiritual and the material – and to try to establish the Divine Consciousness and Divine Power in the hearts of men and terrestrial life, not for personal salvation only, but for a divine life here on earth.

This seems like a spiritual purpose as any other and the fact that it is entering into its sphere earthly interests and the things of this earthly life can not, I believe, appannarne spirituality or alter the character of India. This at least has always been my opinion and my experience of reality and the nature of the world, of things and the Divine: I think the whole truth as closely as possible to them and then I spoke of this research as an integral yoga. Everyone, of course, is free to reject and not believe in this kind of wholeness or spiritual belief in the need to turn to a totally different world, but this would make it impossible to practice my yoga. […] And ‘this ideal of a divine life and the conquest of the material world by the Spirit, is the vision and experience of things and the truth of existence, which allowed me to write The Life Divine and Savitri. “
(Letters, I, 130-1)

Guarda la luna – Look at the moon


Guarda la luna

“La verità non ha nulla a che fare con le parole. La verità può essere paragonata
sulla luna luminosa nel cielo. Le parole, in questo caso,
può essere paragonato a un dito. Il dito può puntare
alla posizione della luna. Tuttavia, il dito non è la luna.
Per guardare la luna, è necessario guardare oltre il dito, giusto?

Noi possiamo, attraverso la nostra esperienza o il buonsenso,
indicare ad una persona cosa forse aiuta,
cosa è un beneficio per tale persona ma…
Come possiamo noi sostituirci alla volontà della persona?

A volte alcune esperienze sono necessarie per guardare da
un punto di vista diverso la propria vita.
Noi guardiamo il panorama sempre verso la medesima
direzione ma se spostiamo il punto di vista ecco che incontriamo
con lo sguardo e con la nostra esperienza le cose che
noi non eravamo in grado di vedere.

Aiutare è importante, ma aggrapparci all’idea che senza il nostro aiuto
una persona non è in grado di badare a se stessa fa di noi le persone
che credono di essere indispensabili.Persone che coltivano attaccamento,
aspettative e dipendenza, persone non sono capaci
di manifestare la propria bellezza e luce interiore.
Per il bene degli altri io preferisco indicare qualcosa, senza aspettare che
questo sia talmente importante da credere me stessa ” la salvezza ” degli altri.

Ogni essere umano è im grado di aiutare gli altri, ma senza aspettare di essere,
per questo, considerato meglio di quando sia nella realtà.
Io provo a dare alcuni feedback ma questo non significa che
essi verranno presi in considerazione, che si possa pensare
il mio essere presente tanto importante, io non sto aiutando nessuno,
io sono solo un dito, sei tu che devi guardare la luna.

06.10.2011 Poetyca

Look at the moon

“Truth has nothing to do with words. Truth can be likened
to the bright moon in the sky. Words, in this case,
can be likened to a finger. The finger can point
to the moon’s location. However, the finger is not the moon.
To look at the moon, it is Necessary to gaze beyond the finger, right? “

We can, through our experience or common sense,
to indicate what a person might help, what is a benefit to that person, but …
How can we replace the will of the person?

Sometimes certain experiences are necessary to look from
a point of view other than his own life.
We always look at the view towards the same
direction, but if we move the point of view here is that we meet
with the look and the things that our experience
we were not able to see.

Help is important, but cling to the idea that without our help
a person is not able to take care of itself makes us people who believe
indispensabili.Persone who grow to be attached, expectations and dependence,
people are not able to express their inner beauty and light.
For the sake of others I like to point something out, without waiting for
This is so important to believe in myself, “salvation” of others.

Every human being is important to help others, but without waiting to be
therefore, considered better than when it is in reality.
I try to give some feedback but that does not mean
they will be taken into account, which you might think
my being in this so important, I’m not helping anyone,
I’m just a finger, are you that you look at the moon.

06.10.2011 Poetyca

In quest’epoca – In this age


In quest’epoca

In quest’epoca si sapienza, oh Signore, fa’ che non diventiamo stolti: non permettere che la tua parola venga ammutolita dalla vuota parola umana. In quest’epoca di freddezza, fa’ ardere i nostri cuori: fa’ dimorare nell’amore coloro che pronunciano il tuo nome. In quest’epoca di stanchezza, dona potenza per compiere nuove opere: dove il nostro cuore si scoraggia, sii tu la nostra forza!

Lindolfo Weingärtner

.-.-.-.-.-.-.<3<3.-.-.-.-.-.

Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni, tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratello se prima non è con te, o Signore. Noi siamo tutti lontani, smarriti, né sapiamo chi siamo, cosa vogliamo. Vieni, signore. Vieni sempre, Signore.

David M. Turoldo

<3<3 -.-.-.-.-.-.-.<3<3

Signore, con te sono al sicuro; se tu mi sostieni, non ho nulla da temere; se tu mi abbandoni, non mi rimane alcuna speranza. Del futuro so poco, ma ho fiducia in te. Dona ciò chè bene per me. Prendi ciò che mi può danneggiare. Che cosa sia l’uno o l’altro, lo lascio alla tua decisione.

John Henry Newman


<3<3.-.-.-..-.-.-.-.-.<3<3

So poco del futuro, ma ho fiducia in te. Dammi ciò che è bene per me. Toglimi ciò che mi può essere di danno. A te voglio lasciare ogni cosa. E quando mi arriveranno preoccupazioni e sofferenze, aiutami a sopportare. Fa’ che io ti riconosca, creda in te e ti serva.

John Henry Newman

<3<3.-.-.-.-.-.<3<3

Signore, siamo deboli, timorosi, piccoli. Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi. Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.

Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te, della vita, della salvezza che ci offri. Concedici di essere forti in te. Amen

Eduard Thurneysen


In this age

Be wisdom in this age, oh Lord, do not become foolish: do not let your word be silenced by the mere word of man. In this age of coldness, is ‘burn our hearts: ‘do abide in those who pronounce your name. In this age of weariness, gives power to make new works: where our hearts are discouraged, you shall be our strength!

Lindolfo Weingärtner

<3<3 .-.-.-.-.-.-.<3<3

Come to find us, we are increasingly lost: and therefore is always, Lord. Come, you who love us: no one is in communion with his brotherwithout first is with thee, O Lord. We are all away, lost, or We knowwho we are, what we want. Come, sir. Always Come, Lord.

David M. Turoldo

<3<3 -.-.-.-.-.-.<3❤  

Lord, with you I m safe, if you support me, I have nothing to fear if youleave me, I do not no hope remains. I know little of the future, but Itrust in you. He gives all that well for me. Get what I may be damaged.What is one or the other, I leave to your decision.

John Henry Newman

<3<3.-.-.-.-.-.-.-.<3<3

I know a little of the future, but I trust in you. Give me what’s good for me. Take away what I can be of harm. To you I want to leaveeverything. And when I have concerns and suffering, help me to bear.Fa ‘I recognize you, believe in you and serve you.John Henry Newman

<3<3-.-.-.-.-.-.-<3<3

Lord, we are weak, afraid, small. But maybe you also want to serve us.Let us come into your work, not afford to have lived at all.
Do you know what we are, we know, all thirst for you, life, of salvationthat we offer. Grant us to be strong in you. Amen
Eduard Thurneysen

  

Riflesso – Reflect


🌸Riflesso🌸

Anche oggi
riguardo
le mie tappe
di viaggio
per smorzare
le ombre
e catturare
estasi sublime

Sono frammenti
di stelle
nel mosaico
del cuore
luce diffusa
ovunque
che non puoi
contenere

04.11.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Reflect

Also today
about
my stages
of travel
to dampen
shadows
and capture
sublime ecstasy

They are fragments
of stars
in the mosaic
of the heart
diffused light
everywhere
that you can’t
to contain

04.11.2020 Poetyca

80 Il vero miracolo – The Real Miracle – Storie Zen


80 Il vero miracolo

Quando Bankei predicava al Ryumon tempio, un prete Shinshu, che ha creduto nella salvezza attraverso la ripetizione del nome del Buddha dell’Amore, era geloso del suo vasto pubblico e volle discutere con lui.

Bankei era nel bel mezzo di un discorso quando il prete è apparso, ma il tizio senti un disturbo che Bankei fermò il suo discorso e ha chiesto per il rumore.

“Il fondatore della nostra setta”, si vantava il sacerdote, “ha avuto tutti i poteri miracolosi che ha tenuto un pennello in mano su una sponda del fiume, il suo attendente sollevò un documento sull’altra sponda, e l’insegnante scrisse il nome santo di Amida attraverso l’aria. puoi fare una cosa meravigliosa? “

Bankei rispose con leggerezza: “Forse la volpe può eseguire quel trucco, ma non è questo una sorta di Zen mio miracolo è che quando ho fame mangio, e quando ho sete bevo.».

Tratto da 101 Storie Zen

The Real Miracle

When Bankei was preaching at Ryumon temple, a Shinshu priest, who believed in salvation through repetition of the name of the Buddha of Love, was jealous of his large audience and wanted to debate with him.

Bankei was in the midst of a talk when the priest appeared, but the fellow made such a disturbance that Bankei stopped his discourse and asked about the noise.

“The founder of our sect,” boasted the priest, “had such miraculous powers that he held a brush in his hand on one bank of the river, his attendant held up a paper on the other bank, and the teacher wrote the holy name of Amida through the air. Can you do such a wonderful thing?”

Bankei replied lightly: “Perhaps your fox can perform that trick, but that is not the manner of Zen. My miracle is that when I feel hungry I eat, and when I feel thirsty I drink.”

Taken from 101 Zen Stories

Quella terapia chiamata Compassione – That treatment called Compassion – Osho


Quella terapia chiamata Compassione

Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d’ogni genere.

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce nemmeno – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza.

Se non hai amato, non hai mai conosciuto la tua anima. Solo nell’amore arrivi a comprendere che sei più del corpo, più della mente.

Ecco perché sostengo che la compassione è terapeutica. Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore. Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta. Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale. Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati. L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.

Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione. È in ogni caso la forma più alta dell’energia. La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.

Nel sesso, usi l’altro, lo riduci a un mezzo, a un oggetto. Ecco perché nella relazione sessuale ti senti in colpa. Questo senso di colpa non ha nulla a che fare con gli insegnamenti religiosi; va molto più in profondità di questo. In una relazione puramente sessuale ti senti in colpa perché stai riducendo la persona a oggetto, a un qualcosa che puoi usare e poi gettare via.

Nell’amore c’è gratitudine, una riconoscenza profonda. Sai che l’altro non è una cosa, sai che possiede una sua grandezza, una personalità, un’anima, una sua individualità. Nell’amore dai totale libertà all’altro. Certo, dai e prendi; è una relazione di dare e ricevere, ma sempre con rispetto.

Nella compassione, dai solamente; nella tua mente non hai l’idea di ricevere qualcosa in cambio. Non che non ti arrivi nulla in cambio! Ricevi milioni di volte ciò che hai dato, ma solo come effetto collaterale, come conseguenza naturale. Non è una cosa che desideri e che insegui.

La compassione è la forma più alta dell’amore. Riceverai in cambio moltissimo – ti dico, milioni di volte quello che hai dato – ma non è quello il punto, non sei lì ad aspettare. Se non ricevi nulla, non ti lamenti. Se ricevi, ne rimani sorpreso! Se arriva qualcosa, è un fatto quasi incredibile. Se non ricevi nulla, non è un problema – non avevi dato il tuo cuore a qualcuno con l’idea di fare un baratto.
Elargisci ciò che hai perché ce l’hai, perché possiedi così tanto che se non ne dai un po’ ti sentirai oppresso, proprio come una nuvola carica d’acqua deve esprimersi nella pioggia. La prossima volta, quando una nuvola ha distribuito la sua pioggia e la terra l’ha assorbita, osserva in silenzio, e sentirai la nuvola che dice alla terra: “Grazie”. La terra l’ha aiutata a scaricarsi del suo fardello.

Quando un fiore sboccia, deve condividere la sua fragranza con i venti. È naturale! Non è una contrattazione, un affare; è naturale! Il fiore è colmo di fragranza, cosa può farne? Se tenesse per sé tutto il suo profumo si sentirebbe molto teso e angosciato.
L’angoscia più grande nella vita è quella di non riuscire a comunicare, a condividere. L’uomo più povero è colui che non ha nulla da condividere, o che, pur avendo qualcosa, ha perso la capacità, l’arte di condividerla – allora è veramente povero.

L’uomo di compassione è il più ricco di tutti: è in cima al mondo. Non ha né confini, né limiti. Dà, e poi va per la sua strada. Non aspetta neppure che tu gli dica grazie; condivide la sua energia con grandissimo amore. Questo è ciò che chiamo terapeutico.

Buddha diceva ai suoi discepoli: “Dopo ogni meditazione, sii compassionevole – immediatamente dopo – perché, quando mediti, l’amore cresce e il cuore è colmo. Dopo ogni meditazione, prova compassione per il mondo intero; in questo modo potrai condividere il tuo amore e irradiare quest’energia nell’atmosfera dove potrà essere usata da altri”.

Anch’io vorrei dirvi: dopo ogni meditazione, mentre celebri, prova compassione. Senti che la tua energia sta andando ad aiutare la gente, in qualunque modo ne abbia bisogno. Esprimila! Ti sentirai più leggero, rilassato, molto più calmo e tranquillo, e le vibrazioni che hai espresso saranno di aiuto a molti. Termina la tua meditazione sempre con la compassione.

La compassione è incondizionata. Non puoi avere compassione solo per chi è amichevole con te, o solo per chi è in relazione con te. La compassione, di per sé, è onnicomprensiva. Se non riesci a provare compassione per il tuo vicino, la tua meditazione non ha alcun senso, perché la compassione non ha nulla a che fare con una persona in particolare, ma piuttosto con il tuo stato interiore. Devi diventare tu stesso compassione! Una compassione incondizionata, non indirizzata a qualcuno in particolare. Allora potrai essere una forza di guarigione in questo mondo così tribolato.

Osho

That treatment called Compassion

All that is sick man arises from the lack of love. Anything wrong man is in some way connected with love, or was not capable of loving or not was able to receive love. Failed to share his being. Hence the suffering that creates all kinds of complexes.

These internal injuries may come to the surface in many ways: they can become physical or mental illness – but, basically, what man suffers is the lack of love. Just as food is necessary for the body, the love is for the soul. The body can not live without food and the soul can not live without love. In fact, without love the soul does not even born – not even reach the point of thinking about survival.

If you have not loved, you never knew your soul. Just come to understand that you love more than the body, more than the mind.

That’s why I say that compassion is therapeutic. But what is the compassion? It is the purest form of love. Sex is the lowest form of love, compassion, the highest. In sex the contact is mainly physical, compassion is above all spiritual. In love, and compassion are mixed sex, physical and spiritual are blended. Love is halfway between sex and compassion.

You can also call compassion prayer or meditation. However, it is the highest form of energy. The word compassion is very beautiful in itself includes passion – the passion to be refined to the point of no longer become a passion, but compassion.

In sex, the other uses, reduces it to half, to an object. That’s why the sexual relationship you feel guilty. This guilt has nothing to do with religious teachings, goes much deeper than that. In a purely sexual relationship you feel guilty because you’re reducing the person to object to something that you can use and then throw away.

In love there is gratitude, deep gratitude. You know that the other is not one thing, you know that has its own greatness, a personality, a soul, its own individuality. Love the total freedom to another. Sure, give and take, is a relationship of giving and receiving, but always with respect.

In compassion, the only, in your mind does not have the idea of ​​receiving something in return. Not that you do not come for nothing! Get millions of times what you gave, but only as a side effect, as a natural consequence. It’s not something you want and chase.

Compassion is the highest form of love. You will receive in return a great deal – I tell you, millions of times what you gave – but that’s not the point, you’re not there to wait. If you do not receive anything, do not complain. If you receive, it is surprised! If something comes, it is a fact almost incredible. If you do not receive anything, not a problem – you had given your heart to someone with the idea of ​​making a bargain.
Pour out what you have because you’ve got, because you have so much that if you give a little ‘you will feel overwhelmed, just like a cloud full of water must be expressed in the rain. Next time, when a cloud has distributed its rain and the earth soaked it up, keep silent, and hear the cloud to the ground says: “Thanks.” The land has helped to discharge its burden.

When a flower blooms, it must share its fragrance with the winds. It’s natural! It’s not a bargain, a bargain, it is natural! The flower is full of fragrance, what can it? If it were all his own fragrance would feel very anxious and distressed.
The biggest fear in life is to fail to communicate, to share. The poorest man is he who has nothing to share, or who, while having something, has lost the ability, the art of sharing it – then it is really poor.

The man of compassion is the richest of all: it is at the top of the world. It has no borders, no limits. Gives, and then goes his way. Do not even expect you to tell him thanks, shares his power with great love. This is what I call therapy.

Buddha told his disciples: “After each meditation, be compassionate – immediately – because when you meditate, love grows and the heart is full. After each meditation, compassion for the whole world in this way you can share your love and radiate this energy into the atmosphere where it can be used by others. “

I would also like to tell you: after each meditation, while famous, feels compassion. Do you feel that your energy is going to help people in whatever way they need it. Esprimila! You will feel lighter, relaxed, more calm and quiet, and the vibration that you will be given help to many. End your meditation always with compassion.

Compassion is unconditional. You can only have compassion for those who are friendly with you, or just for those in relationship with you. Compassion, in itself, is all-inclusive. If you can not feel compassion for your neighbor, your meditation has no meaning, because compassion has nothing to do with a particular person, but rather with your inner state. You must be compassion for yourself! An unconditional compassion, not addressed to anyone in particular. Then you can be a healing force in this world so troubled.

Osho

Profumo d’amore – Scient of love


🌸Profumo d’amore🌸

Agli angoli
del mondo
s’insinua
nei gesti
ed oltrepassa
il silenzio

Ti ricorda
il senso
del tuo viaggio
da perseguire
con coraggio
quando tutto
si sbriciola

Ti accoglie
nel suo profumo
vibra
nella voce
ed illumina gli occhi
e non servono parole

02.11.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Scent of love

At the corners
of the world
creeps
in gestures
and goes beyond
silence

Reminds you
the sense
of your trip
to pursue
with courage
when everything
crumbles

Welcomes you
in its perfume
vibrates
in the voice
and illuminates the eyes
and no words are needed

02.11.2020 Poetyca

Fare – To do – Lowell Thomas


🌸Fare🌸

Fai ogni giorno un po’ di più,
di quanto pensi tu possa fare.

Lowell Thomas
🌸🍃🌸#pensierieparole
🌸To do

“Do a little more each day
than you think you possibly can.”

Lowell Thomas

Una perla al giorno – Svetasvatara Upanishad


mandala f

L’Essere Supremo trascende di gran lunga l’universo,
pur’essendo immanente in tutte le creature.
Non ha forma perché trascende nomi e forme.
Non Lo tocca la tristezza.
Chi conosce l’Eterno diventa immortale;
gli altri invece restano nelle carceri del dolore.

Svetasvatara Upanisad, III, 10

The Supreme Being far transcends the universe,
also if be immanent in all creatures.
It has no form because it transcends name and form.
It does not touch the sadness.
Those who know the Lord become immortal;
the others remain in prisons of pain.

Svetasvatara Upanishad, III, 10