La mia Sadhana è per la Terra Sri Aurobindo – My Sadhana for the Earth – Sri Aurobindo


La mia Sadhana è per la Terra Sri Aurobindo

[Aurobindo parla qui di sé usando la prima persona plurale]
“Quello che stiamo facendo, se e quando vi riusciremo, sarà un inizio, non un compimento. Saranno le basi di una nuova coscienza sulla terra, una coscienza con infinite possibilità di manifestazione. Nella manifestazione c’è un eterno progresso; al di là di essa non c’è alcun progresso. Se lo scopo fosse la liberazione dell’anima dal rivestimento fisico, allora non ci sarebbe bisogno di far discendere la coscienza supermentale, la mukti e il nirvana basterebbero. Se lo scopo fosse di elevarsi ai piani sovrafisici, anche in questo caso non ci sarebbe bisogno di far discendere la coscienza supermentale: si può entrare in qualche paradiso superiore con la devozione al Signore di quel paradiso, ma questo non è progredire. Questi altri mondi sono di tipo fisso, ciascuno fissato nel proprio genere, nel proprio tipo e nella propria legge. L’evoluzione ha luogo qui sulla Terra e perciò la Terra è il terreno più idoneo al progresso”.
(Lettere, vol. I, p. 24-25)

“L’azione del potere supermentale che io vedo non è un’influenza sul fisico, che gli offra facoltà anormali, ma una penetrazione e permeazione che lo trasformi interamente. L’espressione ‘natura fisica’ non significa solo il corpo, ma include la trasformazione dell’intera mente fisica, del vitale e della natura materiale – non imponendo loro delle siddhi, ma creando una nuova natura fisica che dovrà essere la dimora dell’essere e della coscienza supermentale in una nuova evoluzione. Non ho appreso l’idea dai Veda né dalle Upanishad, e non sapevo se lì vi fosse qualcosa di simile. La conoscenza che ho ricevuto riguardo alla supermente è stata diretta, non mi è stata data in modo indiretto; solo in seguito ho scoperto, a conferma, certe rivelazioni nelle Upanishad e nei Veda”.
(Lettere, I, 88-89)

“La supermente non è grandiosa, distante, fredda e austera; non è qualcosa di opposto a una piena manifestazione vitale e fisica, o incompatibile con essa; al contrario, porta in sé l’unica possibilità della completa pienezza della forza vitale e della vita fisica sulla terra. Proprio perché è così, perché così mi è stata rivelata e per nessun altro motivo io l’ho seguita e ho perseverato finché sono venuto in contatto con essa e sono stato in grado di fare discendere qualche potere suo e la sua influenza. Io mi occupo della terra, non dei mondi al di là in quanto tali; io cerco una realizzazione terrestre, non un volo verso cime lontane. Gli altri yoga considerano questa vita una illusione o una fase passeggera; lo yoga supermentale la considera una cosa creata dal Divino per una manifestazione progressiva e si prefigge come scopo la perfezione della vita e del corpo. La supermente è semplicemente la Coscienza di Verità, e quel che porta nella sua discesa è la piena verità della vita, la piena verità della coscienza nella Materia”.
(Lettere, I, 100)

“La mia vita e il mio yoga personali sono sempre stati, fin dalla mia venuta in India, tanto di questo mondo quanto dell’altro. Tutti gli interessi umani appartengono, penso, a questo mondo e la maggior parte di essi sono entrati nel mio campo mentale e alcuni, come la politica, nella mia vita; ma allo stesso tempo, da quando ho messo piede sul suolo indiano a Bombay, ho cominciato ad avere esperienze spirituali, che non erano però separate da questo mondo, ma avevano anzi con esso un rapporto interiore e infinito, come ad esempio la percezione dell’Infinito che pervade lo spazio materiale e dell’Immanente che dimora negli oggetti e nei corpi materiali. Contemporaneamente, ho cominciato ad entrare in mondi e piani sovrafisici che avevano delle influenze e un effetto sul piano materiale, per cui mi era impossibile creare una netta separazione o un’opposizione inconciliabile fra quelli che ho chiamato i due termini dell’esistenza e tutto ciò che si trova fra di loro. Per me tutto è Brahman e trovo il Divino ovunque.

Ognuno ha il diritto di gettar via questo mondo e optare esclusivamente per un altro mondo, e se con questa scelta trova la pace è per lui una grande benedizione. Personalmente, per avere la pace, non ho trovano necessario fare una scelta. Nel mio yoga mi sono trovato spinto a includere entrambi i mondi nella mia prospettiva – lo spirituale e il materiale – e a cercare di stabilire la Coscienza divina e il Potere divino nel cuore degli uomini e nella vita terrestre, non per una salvezza personale soltanto, ma per una vita divina qui sulla terra.

Questo mi sembra uno scopo altrettanto spirituale di qualsiasi altro e il fatto che faccia entrare nella sua sfera gli interessi terreni e le cose terrene di questa vita non può, credo, appannarne la spiritualità o alterarne il carattere indiano. Questa per lo meno è sempre stata la mia opinione e la mia esperienza della realtà e della natura del mondo, delle cose e del Divino: mi sembra la verità integrale più aderente possibile ad essi e ho parlato quindi di tale ricerca come uno yoga integrale. Ognuno, naturalmente, è libero di rifiutare e non credere in questo tipo di integralità o di credere nella necessità spirituale di volgersi totalmente verso un altro mondo, ma questo renderebbe impossibile la pratica del mio yoga. […] E’ questo ideale di una vita divina e della conquista del mondo materiale da parte dello Spirito, è questa visione ed esperienza delle cose e della verità dell’esistenza, che mi ha permesso di scrivere La Vita Divina e Savitri”.
(Lettere, I, 130-1)

My Sadhana for the Earth Sri Aurobindo

[Aurobindo speaks here of himself using the first person plural]
“What we’re doing, and when you succeed, it will be a beginning, not an accomplishment. Will be the foundation of a new consciousness on earth, a consciousness with infinite possibilities of expression. In the event there is an eternal progress, beyond it there is no progress. If the purpose was the liberation of the soul from the physical coating, then there would be no need to bring down the supramental consciousness, mukti and nirvana would be enough. If the objective of rising to supraphysical plans, even in this case there would be no need to bring down the supramental consciousness: you can go to some paradise with more devotion to the Lord of that paradise, but this is not progress. These other worlds are of fixed type, each set in its class, and type in your own law. The evolution takes place here on Earth and the Earth so the ground is more suitable to progress. “
(Letters, vol. I, p. 24-25)

“The action of the supramental power that I see is not an influence on the physical, that will offer faculty abnormal, but penetration and permeation that transform spaces. The term ‘physical’ means not only the body, but includes the transformation of the entire physical mind, the vital and material nature – not imposing on them the siddhis, but creating a new physical nature to be the abode of being and the supramental consciousness into a new evolution. I have not learned the idea from the Vedas or the Upanishads, and did not know if there will be something similar. The knowledge I have received regarding the supermind was directed, I was given in an indirect way, and only later I discovered, confirming, certain revelations in the Upanishads and the Vedas. “
(Letters, I, 88-89)

“The supermind is not great, distant, cold and austere, is not something opposed to a full manifestation of life and physical sciences, or incompatible with it, on the contrary, possesses the unique ability of the complete fullness of life force and life physical earth. Because it is so, because that was revealed to me and for no other reason I followed and I persevered until I came into contact with it and I was able to take her down some power and influence. I take care of the earth, not the worlds beyond, as such, I seek a construction land, not a flight to distant summits. The other yoga consider this life a delusion or a passing phase; supramental yoga considers a thing created by the Divine for a progressive event and has set as goal the perfection of life and body. The supermind Consciousness is simply the truth, and what he brings to his descent is the full truth of life, the full truth of consciousness in Matter. “
(Letters, I, 100)

“My life and my personal yoga have always been, ever since my arrival in India, much of this world as the other. All belong to human interests, I think, in this world and most of them came into my mind field and some, like politics, in my life, but at the same time, since I set foot on Indian soil in Bombay, I began to have spiritual experiences, which had not separated from this world, but rather had an inner relationship with it, infinite, such as the perception of the Infinite that pervades the space material and the Immanent who dwells in the objects and material bodies. At the same time, I started to get into worlds and plans supraphysical who had the influence and effect on the material plane, so I was unable to create a clear separation or irreconcilable opposition between those who have called the two terms of life and everything which is located between them. For me everything is Brahman and I find the Divine everywhere.

Everyone has the right to throw away this world and opt only for another world, and if that choice is peace is a great blessing for him. Personally, to have peace, I find it necessary to make a choice. In my yoga, I found myself compelled to include in my perspective both worlds – the spiritual and the material – and to try to establish the Divine Consciousness and Divine Power in the hearts of men and terrestrial life, not for personal salvation only, but for a divine life here on earth.

This seems like a spiritual purpose as any other and the fact that it is entering into its sphere earthly interests and the things of this earthly life can not, I believe, appannarne spirituality or alter the character of India. This at least has always been my opinion and my experience of reality and the nature of the world, of things and the Divine: I think the whole truth as closely as possible to them and then I spoke of this research as an integral yoga. Everyone, of course, is free to reject and not believe in this kind of wholeness or spiritual belief in the need to turn to a totally different world, but this would make it impossible to practice my yoga. […] And ‘this ideal of a divine life and the conquest of the material world by the Spirit, is the vision and experience of things and the truth of existence, which allowed me to write The Life Divine and Savitri. “
(Letters, I, 130-1)

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