Ariel il messaggero degli alberi – Ariel the messenger of the trees


Ariel il messaggero degli alberi

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer ad alte prestazioni nei nostri uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”
XIV Dalai Lama
Ariel lesse questa frase prima di chiudere il libro che aveva comprato una settimana prima presso una grande libreria del centro. Aveva fretta e doveva prepararsi per la serata alla festa di un amico. Aveva scelto accuratamente il libro e per essere sicuro ne aveva acquistato due copie, una per sé e una per il suo amico, nel caso non fosse del tutto convinto del contenuto avrebbe fatto in tempo per cambiare, ma si riteneva soddisfatto da quanto letto e non era necessario scegliere un diverso libro per la festa di laurea in scienza politiche di Alessio.
Naturalmente insieme al libro avrebbe ben figurato con il set di penne stilografiche e il navigatore satellitare che quella sera avrebbe regalato ad Alessio. Infatti era in programma per l’Estate successiva un viaggio insieme in Brasile e i due ragazzi non vedevano l’ora di andare nelle zone rurali e di incontrare i nativi del luogo, in particolare era nel loro programma una settimana nella foresta per studiare usi e costumi delle popolazione e per apprendere alcune arcane scienze che in Occidente erano state sin troppo edulcorate attraverso alcuni libri che erano stati a lungo il best seller nelle vetrine della grande libreria del centro ma che, in realtà, nulla spiegavano circa alcuni particolari fenomeni che sia in Ariel che in Alessio si erano presentati in forma del tutto spontanea.
Quello da un paio di anni sembrava essere nelle capacità dei due ragazzi era il contatto particolare con le piante, ne avvertivano l’aura e quelle energie sottili erano in grado di far cogliere lo stato di salute delle piante, questo aveva spinto i due ragazzi ad assolvere molte pratiche burocratiche al fine di entrare in possesso di alcuni terreni agricoli ed impiantare delle specie rare di piante e di curare la loro crescita in forma del tutto biologica senza uso di concimi o di antiparassitari di origine chimica.
Ogni cosa era coordinata e messa in pratica attraverso una forma di istinto e di ascolto profondo e sembrava fossero le piante stesse a “ suggerire” cosa fosse necessario. Il loro piccolo Paradiso era diventato in poco tempo un luogo di armonia e di serenità, dove molti erano i volontari e i braccianti regolarmente registrati che offrivano assistenza per la parte più pratica del lavoro.
Persino un comitato scientifico era giunto dagli Stati Uniti per cercare di misurare i campi elettrici e le emissioni di energia delle piante , sembrava infatti che vi fosse una sorta di presenza di “ endorfine” e che nell’insieme il solo sostare poco più di trenta minuti nei pressi della cooperativa agricola favoriva sensazioni piacevoli alle persone, non solo ogni cosa era studiata per non utilizzare generatori di corrente inquinanti e per favorire ogni processo naturale, un fenomeno che avrebbe condotto a studi sull’energia alternativa da impiegare insieme a quella eolica. Tutto funzionava sfruttando il vento, il sole e un grande mulino faceva muovere in canali appositi l’acqua per irrigare le piante favorendo un’autonomia di circa dieci giorni senza fare la fatica di abbeverare manualmente le piante.
Questo progetto era nato da profonde intuizioni da parte dei due ragazzi che, malgrado questo sogno, mai avevano smesso di studiare e di seguire il senso pratico della vita. Il prodotto finale consistente in prodotti ortofrutticoli di prima qualità veniva venduto e con parte del ricavato si era pensato di aiutare popolazioni lontane e in difficoltà.
La festa venne organizzata nel patio e in giardino dove alcuni tavoli ben decorati con fiori freschi facevano la loro bella figura. Gli invitati arrivarono e l’atmosfera familiare e serena faceva da contorno perché tutti si sentissero a proprio agio, alcuni amici che non avevano creduto troppo nel loro progetto e che negli ultimi tempi si erano allontanati, erano quella sera tra gli invitati e naturalmente la tavola venne imbandita con diverse pietanze vegetariane, nulla infatti sarebbe stato usato sacrificando degli animali, anzi in una zona poco distante dalla grande casa di pietra erano stati curati degli animali scampati all’abbandono da parte di proprietari senza rispetto e ora scorazzavano felici su una vasta area, era personale cura di Ariel e di Alessio visitarli ogni giorno e molte tempo era speso in coccole.
Quella sera anche gli orgogliosi genitori di Alessio erano presenti, commossi da quel luogo e dalla capacità imprenditoriale del loro figlio, mai infatti avrebbero pensato, con le grandi difficoltà che quest’epoca comporta di poter vedere assicurato al proprio figlio un futuro così intelligente e capace di salvaguardare la salute e l’ambiente, quel loro sacrificio in sostegno del figlio, insieme ai genitori di Ariel era davvero valso permettendo di fare di quel progetto una realtà della quale essere orgogliosi.
I due ragazzi erano davvero persone in gamba e la loro attività era stata in principio ostacolata da persone che non ne capivano la portata ma ora, finalmente, avevano tutte le carte in regola per fare della loro scelta di “ tornare alla terra” uno dei migliori esempi per coloro che oramai stanchi di competizioni, veleni e recessioni, insieme alla corsa al potere erano stressati e logorati, perdendo soprattutto identità a causa delle maschere che la società vuole fare indossare a chi “ entra nella corsa”.
Ma da qualche tempo il livello di cultura medio, le incompetenze e la corruzione in diversi settori aveva resto i cittadini scontenti ed incapaci di una pur minima iniziativa. Era davvero una grande soddisfazione vedere dei ragazzi impegnati anche socialmente, capaci di affidarsi alla capacità intuitiva nel rispetto della natura, doti che sembravano essere sopite da lungo tempo.
La serata fu molto piacevole e Alessio ricevette molti doni, in particolare il libro di Arie fu per lui un gradito regalo, aveva sentito parlare di Dharma e di compassione e lo trovava essere un percorso naturale in lui, ma in fondo anche Ariel ara un ragazzo compassionevole, capace di essere profondamente attento al sentimenti , davvero lui era un grande amico, un compagno d’infanzia che aveva sempre ceduto alla compassione e mai aveva alimentato contrapposizioni o attaccamento.
Avere affrontato con lui quell’avventura tra piante e animali, con il fine di offrire alle persone svantaggiate un particolare contributo, soprattutto per il mercato equo solidale era a suo avviso la scelta migliore che si potesse fare e andare a visitare personalmente quei lontani luoghi, avere l’occasione di abbracciare i bambini e di fare parte della loro vita per alcuni giorni era la cosa più bella che potesse capitare loro, in particolare avrebbero riprodotto il modello di azienda agricola presso quelle popolazioni, per evitare loro un aggravio di spese in modo che una economia naturale potesse allentare il peso delle spese e li avrebbe resi indipendenti. In quel momento non ricordava chi avesse detto “ Se vuoi aiutare qualcuno a mangiare, non dare il pesce ma insegna a pescare”, quello era il loro intento perché alcune aziende agricola non fossero oppresse dalle grandi Lobby e non dovessero trovarsi a comprare semi transgenici e sterili, questo era una vera follia per paesi poveri, il loro contributo avrebbe permesso di offrire come una sorta di “ banca delle sementi” solo prodotti di ottima qualità e a prezzo di favore, dove non ci sarebbe stata la necessità di comprare ancora perché quanto offerto era produttivo e non sterile.
Trascorsi alcuni mesi tutto era pronto per il viaggio in Brasile, sia i documenti che il carico di sementi ed i bagagli, questo sarebbe stato uno dei momenti più importanti per la loro vita ed anche sul loro sito web era stato annunciato come da lì a pochi giorni sarebbero partiti, per l’estate avevano avuto alcune prenotazioni nella loro azienda per alcuni matrimoni ed anche un paio di negozi avevano ordinato le loro marmellate le i biscotti che “ Mamma Lina” preparava magnificamente, parte del ricavato era già destinato per aiutare le popolazioni in Brasile. Ogni cosa era davvero fonte di serenità e di fermento per le emozioni che li avrebbero attesi.
Lo spostamento dall’aeroporto all’albergo avvenne senza troppi scossoni, sia Alessio che Ariel erano stravolti per il lungo viaggio e una camera li attendeva, ci sarebbe voluta una bella doccia e poi direttamente una dormita, il fuso orario si faceva sentire e l’indomani mattina dovevano essere pronti per spostarsi nella zona interna al confine con la foresta, un viaggio non facile li attendeva ma non si sarebbero certo scoraggiati perché i loro intenti erano la forza motrice che li spingeva ad avventurarsi in zone impervie e in situazioni imprevedibili.
La notte fu agitata a causa delle zanzare e del caldo ma soprattutto Ariel il mattino dopo raccontò di un sogno, forse una visione dove entrambi erano stati catturati da persone che volevano impedire loro di aiutare le popolazioni, alcuni interessi economici avrebbero spinto alcuni nativi a svendere le proprie origini e la foresta era in pericolo. Malgrado queste sensazioni forti di pericolo sia Ariel che Alessio decisero di non farsi suggestionare, in qualche modo, il loro intento era di aiutare, qualunque cosa fosse accaduta.
Al mattino il bagaglio fu pronto, anche una scorta di viveri venne sistemata nella jeep e soprattutto acqua e medicine che sarebbero potute servire per i bambini e per gli anziani.
Il viaggio si protrasse per tre lunghi giorni, le jeep puntavano a nord e la strada era molto sconnessa, a tratti ampie pianure assolate mostravano il luogo dove intere porzioni di foresta era stata deforestata e, incredibile, vi erano persino delle discariche di immondizia, uno spettacolo inaspettato, come era possibile la produzione di quella immondizia e di materiale ingombrante in una zona tanto povera?
Cosa stava accadendo? La guida disse che grossi camion la notte andavano a scaricare e che coprivano la targa, non si sapeva da dove provenissero e al mattino non vi era traccia, solo nuovi cumoli di immondizia e molti animali erano morti, altri si erano spostati. Ma chi era tanto incosciente da non tutelare questo polmone verde per il mondo intero?
Forse Alessio e Ariel avevano alti ideali ma non avevano fatto i conti con la cruda realtà che solo andando di persona presso quelle popolazioni avrebbero potuto costatare.
Chi era tanto cieco, per una manciata di soldi, da attentare la vita dell’intero pianeta?
Finalmente il viaggio ebbe fine e toccarono l’ambita meta, una sgranchita alle gambe, un sopralluogo ai posti che avevano solo visto sulla cartina e un po’ di tempo per acclimatarsi, ora molto lavoro li attendeva, soprattutto erano attesi da un’altra guida e da un facilitatore culturale che li avrebbe aiutati a comprendere usi e costumi dei nativi.
Era quasi l’ora del tramonto quando giunsero di fronte ad una grande capanna posta al centro di una serie di altre sette capanne che ospitavano altre famiglie e una piccola scuola, un dispensario e una foresteria.
Vennero accolti da un anziano che con un gesto e un’espressione gutturale fu felice di accoglierli, quando la guida disse chi erano il vecchio si aprì ad un ampio sorriso sdentato e offrì del latte di cocco in una tazza di legno.
Alessio e Ariel erano stralunati ma felici, con calma e attenzione, che mostrasse di essere in ascolto, fecero scaricare le medicine, i viveri e alcuni doni per la collettività, infatti erano stati avvisati che il capo tribù mai avrebbe accettato doni personali ma solo quanto potesse essere gradito e di uso comune per tutti.
Un nugolo di bambini, sorridenti e timidi si avvicinarono e salutarono nella lingua dei visitatori i quali restarono stupiti, il vecchio saggio sorrise ed indicò il loro maestro della piccola scuola per fare capire che se i bambini sapevano quella lingua era per merito suo.
Dopo i primi momenti di timidezza i bambini furono pronti a mostrare la loro grande curiosità per quei gradi pacchi che venivano scaricati dalle due jeep di supporto a quella che aveva accompagnato Alessio e Ariel. Venne mostrata ai nuovi ospiti la foresterie e i “ confort” che avrebbero avuto: un ventilatore molto vecchio ma funzionante e delle zanzariere avviluppate intorno ai loro letti.
Non era molto importante come era strutturata la loro temporanea dimora, era molto più importante, il mattino seguente, poter parlare di come organizzare un miglioramento alle risorse di quella popolazione perché “ imparassero a pescare”. Il mattino dopo era stato progettata anche una visita alla porzione di foresta che i nativi occupavano da millenni perché i nuovi visitatori prendessero confidenza con il territorio e soprattutto con il clima. Ci sarebbe stata una visita anche al fiume e al “ grande albero” che da sempre era stato il “ consigliere” del capo villaggio, un privilegio che non a tutti era concesso ma il vecchio saggio aveva percepito in Ariel la sua particolare sensibilità con le piante e mai gli era accaduto di trovare un occidentale così aperto alla natura vegetale, era allora importante che si potesse avere questo contatto, utile soprattutto a Ariel come “ messaggero” del mondo occidentale.
Una nuova notte trascorse ed ancora una volte fu agitata, questa volta non avevano alcuna responsabilità le zanzare ma Ariel percepiva quei luoghi come molto familiari, come se appartenesse a quel territorio e si fosse allontanato da tempo, come un ritorno a casa, ma non sapeva ben focalizzare quella sensazione, mai infatti era stato prima di allora in quei luoghi.
Il mattino seguente il capo tribù raccontò una storia che riguardava una ragazza forse una leggenda che da alcuni anni si raccontava presso un villaggio vicino:
Una ragazza era stata rapita da un villaggio del quale non si conosceva il nome da un “ uomo bianco” che l’aveva portata con sé strappandola alla sua gente, il fratello della ragazza, aveva promesso che l’avrebbe cercata per riportarla indietro, ma il tempo passava e non gli fu possibile trovarla con grande dispiacere di tutto il villaggio che la aveva vista crescere , il fratello morì e non si seppe più nulla della ragazza. Una storia che forse faceva capire come la presenza dell’uomo bianco avesse spesso invaso e saccheggiato tutto a quella povera gente del tutto inerme e pacifica che conoscenza erbe e piante per curare e non sapeva offendere o aggredire era del tutto impotente alla sete di potere che come un’ombra si stagliava sulle mire di chi voleva quei territori per tagliare alberi e per svendere i terreni per farne allevamenti di mucche.
Ariel a sentire quella storia si sentì turbato, era come se quella storia per una strana ragione lo riguardasse e provò una profonda compassione per quella ragazza, strappata dalla sua terra, dal villaggio, per andare a vivere chissà dove, se per ipotesi avesse dovuto vivere in Occidente, come si sarebbe adattata?
Davvero una tragedia ed una perdita di valori atavici scolpiti del cuore di quella gente che sarebbero stati inquinati da una corsa alle apparenze, al possesso e al vuoto di valori, in fondo per quanto quel villaggio potesse apparire piccolo, insignificante, povero di tutto, sia i bambini che gli adulti emanavano una forza vibrante, una luce d’amore che mai nella sua vita aveva incontrato, erano persona spontanee, pronte ad abbracciare, ad aiutarsi l’un l’altro e la collaborazione e la condivisione erano del tutto spontanei, non aveva infatti osservato alcun gesto di stizza o di competizione ma tutti erano come un gruppo affiatato che si prodigava al benessere di tutti. I bambini non appartenevano ad una sola famiglia ma spesso si mangiava tutti insieme e si esercitava una comune attenzione alla protezione della prole e alla costruzione di case o locali comuni. Alessio al sentire queste spiegazioni da parte del facilitatore rimase pensieroso per un attimo pensando a come nelle grande metropoli dell’Occidente accadesse l’esatto contrario, dove la competizione e la superficialità distruggono il dialogo sincero e la manifestazione dei sentimenti.
La sere di fronte al fuoco arrivò in fretta, tutto il giorno fu dedicato alla spiegazione di come Alessio e Ariel organizzassero il loro progetto e come le strutture permettessero l’uso di energia naturale, in particolare fu importante dare disposizioni, per quel tipo di terreno ad alcuni adulti del luogo su come costruire il mulino e i canali dell’acqua condotta dal vicino fiume per evitare viaggio con i secchi e permettere una irrigazione automatica delle culture, venne anche dato inizio alla costruzione di un magazzino per conservare le sementi e vennero collocati due generatori di energia eolica vicino alla foresteria e vicino alla piccola scuola per poter usufruire di energia pulita.
Nelle prime ore del pomeriggio in programma era stata preparata la visita alla zona sacra dove solo in capo villaggio e Ariel si sarebbero avvicinato al “ grande albero”, l’ispiratore delle visioni e il protettore del villaggio. Presso i nativi infatti, non solo la foresta era considerata sacra perché fonte di vita, con le piogge e le erbe mediche ma in particolare il saggio era in grado di percepire l’albero a capo della intera foresta che con la sua saggezza e presenza governava il regno vegetale, permetteva alle piante di rigenerarsi, di produrre i frutti seguendo le stagioni e di cadere nel grande sonno quando era finito il loro tempo di vita.
Lungo il cammino, circa otto kilomentri a piedi presso un altipiano, il capo villaggio aiutato dal facilitatore fece capire a Ariel come il grande albero fosse preoccupato per l’ecosistema e come molti fratelli siano stati abbattuti, che era necessario proteggere la foresta, il rispetto da parte dell’Uomo di ogni albero anche nei grandi centri urbani perché possa svolgere il proprio compito di fornire umidità ed ossigeno per la vita di tutto il pianeta. Ariel era stupito di come il vecchio saggio parlasse di inquinamento e centri urbani, cosa che non pensava potesse conoscere in quell’angolo remoto di mondo, allora si azzardò a chiedere come sapesse di inquinamento, di ossigeno e di cose lontane, il vecchio fece un largo sorriso e disse – me io non so nulla, mai ho visto qualcosa di lontano da questo luogo- è il Maestro albero che mi racconta tutto, lui ascolta il vento o gli uccelli migratori, io ascolto lui ed imparo davvero molte cose. Forse tu, caro ragazzo, non sai che siamo tutti interconnessi? Che ogni cosa è legata e si supporta a vicenda?
Ariel aveva in mente le parole del libro:
“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer ad alte prestazioni nei nostri uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”
XIV Dalai Lama
Sorrise pensando che quel vecchio non aveva bisogno di leggere un libro ma davvero viveva quella dimensione e che gli alberi sono sempre stati una presenza importante nella vita umana ma che tutti si è diventati ciechi ed incapaci di capire.
Con passi lenti si avvicinarono ad un enorme albero, Ariel avvertì una potente energia, molto più pulita di quelle delle piante nella sua cooperativa, in realtà tutto il luogo emanava una forte energia di compassione e di bellezza, sembrava che tutta l’energia primordiale del mondo provenisse da quel luogo e pensò come fosse fortunato il capo villaggio ad avere quel privilegio di vivere quello spazio, sino a quando gli fosse consentito, gli venne in mente il suo brutto sogno e i pericoli che quella gente pacifica attraversavano per la sola ragione che essi vivono quel luogo da sempre.
Che senso avrebbe annullare ogni cosa per il potere o il denaro, inquinando o devastando senza ritegno, possibile non potesse esserci una soluzione?
Un fremere di foglie sembrava avere ascoltato i suoi pensieri, il capo villaggio disse al facilitatore che il Maestro albero era felice di incontrare Ariel e che finalmente era arrivato.
Finalmente? Era così atteso? Ma questa volta il Maestro albero parlò direttamente dentro di lui e anche il capo villaggio poté capire perché si trattava della lingua delle visioni, dove non si hanno parole e meccanismi mentali ma un sentire diretto.
La visione apparve, in un luogo del mondo era nato un bambino, un essere di luce, ricco di compassione che avrebbe avuto a cuore le sorti del pianeta, avrebbe aiutato la gente in difficoltà.
Il Maestro albero disse che la crisi, lo scossone era inevitabile per spezzare la vecchia guardia ed anche se molti fratelli alberi erano stati sacrificati, anche se la terra era avvelenata, questa non sarebbe stata la fine definitiva, che tutto deve trovare la collaborazione di tutti, che non si devono sfruttare risorse inquinanti.
Ariel era scosso nel profondo, toccato, incapace di parlare ma aveva recepito a fondo il messaggio, aveva capito che la collaborazione, lo sforzo di tutti, la pulizia morale sarebbero state la “ culla “ per quel bambino, per quella era in arrivo della quale tutti noi siamo responsabili.
Quando Ariel ritornò al villaggio sembrava emanare luce, era vibrante e anche Alessio si accorse di questo, con un filo di voce, temendo di disturbare, chiese all’amico cosa fosse accaduto, ma non servì parlare, Ariel prese le mani di Alessio e la visione venne trasferita a lui.
Ebbero la certezza di avere scelto la strada giusta nella propria vita e di essere messaggeri di amore.
12.07.2010 © Poetyca
Ariel the messenger of the trees

In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
ci sticks holding up in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama
Ariel read this sentence before closing the book he had bought
a week before at a major library in the center. Hurry and
was to prepare for the evening at a friend’s party. Chose
the book carefully and be sure it had bought two copies,
one for himself and for his friend, if not entirely convinced
content would have had time to change, but it was believed
satisfied by the bed and it was not necessary to choose a different
free for the feast of science degree in political Alessio.

Of course with the book was well illustrated with a set of pens
fountain and a navigation system that evening would
given to Alexis. In fact it was scheduled for next summer a
travel together in Brazil and the two boys could not wait to go
in rural areas and meet the natives, in particular was
into their programs a week in the forest to study customs
of people and learn some arcane science in the West
were all too sweeten through some books that were
Long the best seller in the windows of the great library of the center but
that, in reality, nothing explained about some particular phenomena that
is that Ariel Alexis were presented in a completely
spontaneous.

What a couple of years seemed to be in the ability of two boys
was the particular contact with plants, I felt the aura and those
subtle energies were able to capture the health status of
plants that had pushed the two boys to perform many practices
bureaucracy in order to get hold of some farmland and
planting of rare species of plants and care for their growth
form entirely without the use of organic fertilizers or pesticides
chemical origin.

Everything was coordinated and implemented through a form of
instinct and deep listening and seemed to be the plants themselves ”
suggest “what was needed. Their little paradise had become
soon a place of harmony and serenity, where there were many
volunteers and laborers regularly registered offering assistance
to the more practical work.

Even a scientific committee had come from the United States to seek
to measure electric fields and power plant emissions,
it appeared that there was a sort of presence of “endorphins” and that
throughout the stand only a little over thirty minutes near
agricultural cooperative favored pleasant feelings to people, not only
everything was designed to not use power generators
pollution and to encourage every natural process, a phenomenon that would
studies led to alternative energy to be used together with the
wind. Everything worked using the wind, sun and a large mill
did move in the appropriate channels the water to irrigate plants
promoting a range of about ten days without the trouble of
Manually watering the plants.

This project was born of profound insights by two guys
that despite this dream, never ceased to study and follow
the practical sense of life. The final product consists of products
top quality fruit was sold and the proceeds
was designed to help people in remote and difficult.

The festival was organized on the patio and garden tables where some very
decorated with fresh flowers made them look good. Guests
arrived and the family atmosphere was serene and surround it
everyone feel at ease, some friends who had not believed
too in their project and had recently moved,
were among the guests that evening and of course the table was
laid with several vegetarian dishes, it was nothing
sacrificing of animals used, even in an area not far from
large stone house had been treated animals survived
abandoned by owners no respect and now roamed
happy over a wide area, was personal care of Ariel and Alexis
visit every day and many time was spent on pampering.

That night also the proud parents of Alexis were present,
moved from that place and the entrepreneurial skills of their son,
never thought it would, with great difficulty this time
means assured of being able to see their child as a future
intelligent and capable of safeguarding health and the environment, that their
sacrifice in support of the child, with parents of Ariel was
really worth it possible to make this project a reality
which to be proud of.

The two boys were really good people and their activity was
at first hampered by people who did not understand the scale but now
finally had all it takes to make their choice
“back to earth” one of the best examples for those who now
tired of competitions, poisons and recessions, with the race
power were stressed and worn out, especially losing identity because
masks that society wants to wear on those who “enters
race.

But recently the level of culture medium, incompetence and
corruption in different sectors had other disgruntled citizens and
unable to even a small initiative. It was really great
satisfaction to see children engaged socially capable of
rely on intuition to respect nature, qualities that
appeared to be dormant for a long time.

The evening was very pleasant and Alessio received many gifts,
Arie particular book was a welcome gift for him, he heard
about Dharma and compassion, which she found a path
natural in him, but they were also an altar boy Ariel compassionate
able to be deeply attentive to the feelings, he really was a
great friend, a childhood friend who had always yielded to
compassion and never had fueled opposition or attachment.

Have discussed with him the adventure between plants and animals with the
order to give the disadvantaged a particular contribution,
especially for the fair trade market was in its view, the choice
best we could do and to visit personally those
distant places, have the opportunity to embrace the children and make
part of their lives for a few days was the best thing that could
happen to them, in particular-The specimen holding
farm at those people for them avoid additional cost
so that a natural economy could ease the burden of costs and
would make them independent. At that moment he remembered those who had
said “If you help someone to eat the fish but not to teach
to fish, that was their intent because some farms do not
were oppressed by the big lobby and should not be buying
transgenic seeds and sterile, this was a madness for poor countries
their contribution would be allowed to offer as a “bank
seed “only products of excellent quality and favorable price, where
there would be no need to buy again because the
offered was not productive and sterile.

After some months, everything was ready for the trip to Brazil, both
documents that the load of seed and storage, this would be a
the most important moments in their lives and also on their website
was announced as a few days would leave for
Summer had some reservations in their company for some
weddings and a couple of stores had ordered their jams
the cookies that “Mamma Lina” magnificently prepared, the
proceeds was intended to help people in Brazil. Every
What was really a source of serenity and emotional turmoil for them
would have expected.

Moving from the airport to happen without too many shocks,
is that Ariel Alexis were twisted along for the ride and a room
waiting for them, it would take a shower and then a direct
sleep, time zone and the next morning was felt had
be ready to move to the area inside the edge of the forest,
a challenging journey awaited them but you would certainly have discouraged
because their intent was the driving force that pushes them to
venturing into inaccessible areas and in unpredictable situations.

The night was restless because of the mosquitoes and heat but also
Ariel the next morning told of a dream, perhaps a vision where
both were caught by people who wanted to prevent them
assist populations, economic interests have led some
some natives to sell off their roots and the forest was in danger.
Despite these strong feelings of danger that is Ariel Alexis
decided not to influence in some way, their intent was
to help, whatever happened.

In the morning the bag was ready, even a supply of food was
placed in the jeep and especially water and medicine that could have
serve children and the elderly.

The journey lasted for three long days, the jeep and pointed to the north
the road was very bumpy at times showed large sunny plains
the place where portions of the forest was deforested and
unbelievable, there were even the garbage dumps, a
show unexpected, as it was possible to produce the
garbage and bulky material in an area so poor?

What was happening? The guide said that big trucks on the night were
download and covering the plate, no one knew where they came from
In the morning there was no evidence, only new mounds of dirt and many
animals were killed, others were moved. But who was so
irresponsible not to protect this green lung for the whole world?

Perhaps Alexis and Ariel had high ideals but had not reckoned
with the harsh reality that only by going in person to those people
could ascertain.

Who was so blind, for a handful of money, by undermining the life
the entire planet?

Finally the journey ended and touched the coveted goal, a limbered
legs, a visit to the places they had only seen on the map
and a little ‘time to acclimatise, now a lot of work waiting for them,
especially were expected to be another guide and a facilitator cultural
that would help them understand and customs of the natives.

It was almost sunset when they came across a large
hut in the center of a series of seven huts
other families and housed a small school, a dispensary and a
guesthouse.

They were greeted by an elderly man who with a gesture and expression guttural
were happy to welcome them, when the guide said those were the old man
opened a wide toothless smile and offered the coconut milk in a cup
wood.

Alexis and Ariel were dazed but happy, calmly and carefully, which
showed to be listening, they download the medicines, food and
some gifts to the community, it had been advised that the Chief
tribes have never accepted personal gifts but what could be
acceptable and common for all.

A swarm of children, smiling and shy approached and greeted
in the language of the visitors who were amazed, the wise old man
smiled and pointed to the small school for their teacher to understand
that if children knew that language was because of him.

After the first moments of shyness, the children were ready to show
their curiosity for those packages that were downloaded by degrees
two jeeps of support that had accompanied Alexis and Ariel.
Was shown to the guests the new guesthouses and “comfort” that would
had: a very old but working fan and mosquito nets
wrapped around their beds.

It was not very important as it was structured their temporary residence,
was much more important the next morning to talk about how
better organize the resources of that population because ”
learn to fish. ” The next morning was also designed
visit to the portion of forest that occupied the natives for millennia
that new visitors become familiar with the area and
especially with the climate. There was a visit to river and
“Big tree” that had always been the “Board” of Chapter
village, not a privilege that was granted to all but the old
essay had received in Ariel with his particular sensitivity
plants and never had happened to find a way open to Western
vegetable nature, was so important that we could have this
contact, especially useful to Ariel as a “messenger” of the world
West.

A new night passed and once again was upset this time
had no responsibility but the mosquitoes Ariel those perceived
places such as very familiar, as if it belonged to that territory and
was removed by time, like a homecoming, but did not know well
focus on that feeling, it never was before then
those places.

The next morning the tribal chief told a story about a
girl perhaps a legend that some years it was said at a
Village near

A girl was kidnapped from a village which was not known
the name of a “white man” who had brought with him tearing
his people, the girl’s brother, had promised that he would
sought to bring her back, but time passed and he was not
You can find it with great regret of the whole village that the
He had seen her grow, the brother died and no one knew anything about
girl. A story that was perhaps understand how the human presence
White had often invaded and plundered all that poor people
completely unarmed and peaceful knowledge that herbs and plants to treat and not
could offend or attack was totally helpless to the thirst for power
that as a shadow loomed over ambitions of those who wanted these territories
to cut trees and sell off land to make farms
cows.

Ariel felt shocked to hear that story, it was as if the story
for some strange reason it felt a deep concern and compassion
for that girl, torn from their land, from the village to go
to live somewhere, if assumptions were to live in the West
adapted as he would?

Truly a tragedy and a loss of ancestral values carved heart
of those people that were polluted by a race
appearance to the possession and lack of values, in the end as that
village might appear small, insignificant, poor in everything, whether
children and adults gave off a vibrant force, a light of love
that never in his life he had met were spontaneous person, ready
to embrace, to help each other and collaboration and
sharing were completely spontaneous, but they had not observed any
gesture of anger or competition but all were a close group
who lavished the welfare of all. Children do not belong to
but one family often ate together and practiced a
Joint attention to the protection of children and building homes
or local municipalities. Alessio to hear these explanations from the
facilitator remained thoughtful for a moment thinking about how great the
metropolis of the West the opposite happen, where
competition and destroy the superficiality and sincere dialogue
expression of feelings.

The evening before the fire arrived quickly throughout the day was dedicated
explanation as to how Alexis and Ariel organize their project
and how the structures would allow the use of natural energy in
was particularly important to give instructions for that type of land to
some adult site how to build the mill and channels
conduct water from the nearby river to avoid traveling with the buckets and
allow an automatic irrigation of cultures, was also given
starting the construction of a warehouse to store seeds and
were placed two wind generators near the guesthouse
and near the small school to take advantage of clean energy.

In the early hours of the afternoon program was prepared to visit
the sacred zone where only the village chief and Ariel would
approached the “big tree”, the inspiration of the visions and
protecting the village. In fact, the natives, not only the forest
was considered sacred because the source of life, with the rains and herbs
medical, but especially the paper was able to perceive the tree
head of the entire forest with his wisdom and presence governed the
plant kingdom, allows plants to regenerate to produce the
fruits according to season and fall asleep when he was in great
over their lifetimes.

Along the way, about eight kilometers away on foot at a plateau, the
village head helped by the facilitator made it clear to Ariel as
large tree was concerned about the ecosystem and how many brothers
been killed, it was necessary to protect the forest,
Man of compliance by each tree even in large urban centers
it can do its task of providing moisture and oxygen
for the life of the planet. Ariel was amazed at how the old
essay talking about pollution and urban centers, which is not thought
could meet in that corner of the remote world, then ventured to
ask how he knew of pollution, oxygen and distant objects, the
old smiled broadly and said – I do not know anything about me, I have never seen
something away from this place-is the master tree that tells me
all, he hears the wind or migrating birds, I listen to him and
really learned a lot. Perhaps you, dear boy, you do not know that we
all interconnected? That everything is connected and support each other?

Ariel had in mind the words of the book:
“In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
sticks to sustain us in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama
He smiled thinking about that old did not need to read a book
but that size really lived and that the trees were always
an important presence in human life but all is now
blind and unable to understand.

With slow steps came to a huge tree, Ariel felt a
powerful energy, much cleaner than plants in its
Cooperative, in fact all over the place gave off a strong energy
compassion and beauty, it seemed that all the energy of the primordial
world came from that place and thought how lucky was the head
village to have the privilege of living space that, until
he had allowed, he remembered his nightmare and dangers
that people peacefully through for the sole reason that they
live in that place forever.

What sense would cancel everything for power or money,
polluting or destroying without restraint, there could be a possible
solution?

A shudder of leaves seemed to have heard his thoughts, his head
village told the facilitator that the tree was happy to Master
meet Ariel and who had finally arrived.

Finally? It was so long awaited? But this time the tree spoke to Master
directly into him and even the village chief could understand why
it was the language of vision, where there are no words
mental mechanisms, but a direct feel.

The vision appeared in a place the world was born a child, be
light, full of compassion that would care about the fate of
planet, would help people in distress.

Master tree said that the crisis, the shock was inevitable
break the old guard, and although many trees were brothers
sacrificed, even if the land was poisoned, it was not
the definitive end that everything must be cooperation of all
that we should not exploit resources pollutants.

Ariel was deeply shocked, touched, unable to speak but had
transposed to end the message, he realized that collaboration, the
efforts of all, the moral cleanliness were the “cradle” for that
child, for that was on the way which we are all
responsible.

When Ariel returned to the village seemed to emanate light, it was vibrant and
Alessio also noticed that, with a whisper, fearing
disturbed, asked his friend what had happened, but it was talking
Ariel took her hands and the vision of Alexei was transferred to him.

They had the certainty of having chosen the right path in life and
to be messengers of love.

12.07.2010 © Poetyca

4 thoughts on “Ariel il messaggero degli alberi – Ariel the messenger of the trees

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