Il cambiamento consapevole – The conscious change



Il cambiamento consapevole

Si dice che quando si è di fronte ad un problema, ad una nostra condizione di caos interiore – il prendere consapevolezza – possa indicare già una via risolutiva.
Se con atteggiamento incoerente si dicesse solo a parole di voler sanare un nostro atteggiamento ( riconoscendoci responsabili della realtà esteriore come specchio della propria interiorità) ma ad esso non seguisse alcuno sforzo o fatto concreto, persino il prendere atto sarebbe energia dispersa.

Ecco che l’informazione approfondita, il riconoscere reali cause e reali effetti equivale alla retta visione.
Ma ad essere deve fare seguito il retto sforzo, la capacità di abbracciare quella volontà che possa rendere attenta la nostra capacità di agire rettamente.

Chiaramente si delinea la scelta di quanto si faccia, di cosa si voglia apportare – partendo dal nostro quotidiano – assumendo precise responsabilità e tentando di scuoterci dalla letargia di chi accetta tutto, non si pone domande, non tenta di cambiare le proprie abitudini e segue il solito branco.
Forse non si potrebbe varcare la soglia del cambiamento, della determinazione e della volontà se non si arrivasse sull’orlo del baratro, solo guardando verso il fondo e sentendo premere lo spirito di conservazione potremmo essere capaci di quella iniziativa che ” salva il mondo”.
Un tempo Giovanbattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici, di ere e di atteggiamenti politici che erano destinati a decadere per poi ritornare, una muta spirale che ci conduce ad essere passivi e mai capaci di consapevolezza, di valore individuale.
Eppure ci sono cose che potrebbero cambiare, che possono apparire controtendenza ma sono realmente efficaci se solo si volesse percorrere con intelligenza il percorso che spazza via l’egemonia di alcune ” corporazione” che schiacciano i più deboli e che mantengono il loro impero sul petrolio e sul dollaro.
Che affamano gli Stati più poveri del mondo attraverso il debito pubblico e i semi transgenici, che permettono all’economia di far pascolare vacche per il consumo di carne senza criterio e non incrementa la coltivazione di cereali per il fabbisogno dei paesi del terzo mondo.

Basterebbe utilizzare risorse non inquinanti, a basso costo con l’energia alternativa. Ma gli interessi per non lanciare queste risorse,per mantenere l’attuale stato di cose, sono molto alti.Non si pensa all’effetto serra, all’entropia e alle reali cause delle guerre e quanto conduca alla situazione attuale in Medio Oriente per via del petrolio.
Basti pensare che se si usasse l’olio di colza, persino ritenuto nocivo per la salute ma venduto nei supermercati, come carburante per auto, esso in funzione di carburante avrebbe il suo prezzo maggiorato perchè si devono pagare le tasse governative e si verrebbe multati se ci si sottrae a questo, eppure il prodotto è il medesimo!
Se il corporativismo, ad imitazione ed accettazione di quella sorta di globalizzazione servaggia deve stravolgere l’economia dei popoli, se solo alcuni paesi devono essere ricchi e non si pensa al beneficio di tutti.
Se è sempre sulla pelle dei più deboli, di bambini che sono sfruttati, se la causa delle carestie e delle migrazioni di massa si lega al corpotativismo che con la sua pressione non sa tutelare e proteggere,
davvero credo che si perderà ogni giorno il valore delle tradizioni, delle piccole cose e di quanto sia insito in una cultura che va morendo giorno per giorno perchè al progresso non deve mai corrispondere lo spazzare il vecchio. Una cultura senza radici è destinata a morire. Tutti noi stiamo morendo e non vogliamo fare nulla.

Riflettiamo

28.04.2009 Poetyca

The conscious change

It is said that when we are faced with a problem, with our condition of inner chaos – becoming aware – it can already indicate a solution.
If with an incoherent attitude we were told only in words that we wanted to heal our attitude (recognizing ourselves responsible for the external reality as a mirror of our own interiority)but no concrete effort or fact followed, even taking note would be dispersed energy.
Here, in-depth information, recognizing real causes and real effects is equivalent to right view.
But right effort must follow, the ability to embrace that will that can make our ability to act rightly attentive.
The choice of what to do, what to bring – starting from our daily life – is clearly defined responsibility and trying to shake us from the lethargy of those who accept everything, do not ask questions, do not try to change their habits and follows the usual pack.
Perhaps one could not cross the threshold of change, determination and will if one did not reach the brink of the abyss, just looking down and feeling the spirit press of conservation we might be capable of that initiative that “saves the world”.
Giovanbattista Vico once spoke of historical courses and recourses, of eras and political attitudes that were destined to decay and then return, a silent spiral that leads us to be passive and never capable of awareness, of individual value.
Yet there are things that could change, which may seem counter-trend but are really effective if only one wanted to travel with intelligence the path that sweeps away the hegemony of some “corporations” that crush the weakest and maintain their empire on oil and the dollar.
That starve the poorest states in the world through public debt and the transgenic seeds, which they allow the economy of grazing cows for the consumption of meat without criteria and does not increase the cultivation of cereals for the needs of third world countries.
It would be enough to use non-polluting, low-cost resources with alternative energy. But the interest in not launching these resources, in maintaining the current state of affairs, is very high entropy and the real causes of wars and how much oil leads to the current situation in the Middle East.
Just think that if you used the oil of rapeseed, even considered harmful to health but sold in supermarkets, as fuel for cars, it would have its price as fuel increased because you have to pay government taxes and you would be fined if you avoid this, yet the product is the same!
If corporatism, in imitation and acceptance of that sort of globalization, serves it must upset the economy of peoples, if only some countries are to be rich and not everyone’s benefit is thought of.
If it is always on the skin of the weakest, of children who are exploited, if it causes it of famines and mass migrations is linked to corpotativism that with its pressure does not know how to protect and protect,
I really believe that every day we will lose the value of traditions, small things and what is inherent in a culture that is dying day by day because progress must never match the sweep the old. A rootless culture is doomed to die. We are all dying and we don’t want to do anything.
We reflect

28.04.2009 Poetyca

2 thoughts on “Il cambiamento consapevole – The conscious change

  1. Sagge parole che viaggiano in un mondo dove abitano esseri umani dormienti con la coscienza di Sè anestetizzata!!!…
    Complimenti per la profonda riflessione !!!!,,,

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    • Grazie di cuore, non sempre è facile il confronto, spesso le persone preferiscono la fuga piuttosto che rendersi conto che hanno già strumenti per vedere oltre e per fuggire i condizionamenti. Spesso si parla molto e non si mette in pratica.
      ❤ ❤ ❤

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