Signore liberami da me stesso – Lord, deliver me from myself – Michel Quoist


Signore liberami da me stesso.

Signore liberami da me stesso!
Signore, mi senti?
Soffro tremendamente.
Asserragliato in me stesso,
Prigioniero di me stesso.
Non sento che la mia voce,
Non vedo che me stesso,
E dietro di me non v’è che sofferenza.
Signore, mi senti?
Liberami dal mio corpo, che è tutto brama, e tutto quello che tocca con i suoi innumerevoli grandi occhi, con le sue mille mani tese, è solo per coglierlo e cercare di calmare la sua insaziabile fame.
Signore, mi senti?
Liberami dal mio cuore, tutto gonfio di amore, ma, mentre credo di amare pazzamente, intravvedo rabbioso che ancora amo me stesso nell’altro.
Signore, mi senti?
Liberami dal mio spirito, pieno di se stesso, delle sue idee, dei suoi giudizi; non sa dialogare, perchè non lo colpisce altra parola fuorchè la sua.
Solo, mi annoio, mi detesto, mi disgusto,
E mi rigiro nella mia sudicia pelle come il malato nel suo letto bruciante da cui vorrebbe scappare.
Tutto mi sembra brutto, mostruoso, senza luce,
… perchè non posso veder nulla se non attraverso me.
Mi sento disposto ad odiare gli uomini ed il mondo intero,
… per dispetto, perchè non li posso amare.
Vorrei uscire,
Vorrei camminare, correre verso un altro paese.
So che esiste la GIOIA, l’ho vista raggiare sui volti.
So che brilla la LUCE, l’ho vista illuminare gli sguardi.
Ma Signore, non posso uscire, insieme amo e odio la mia prigione,
Perchè la mia prigione sono io
Ed io mi amo,
Mi amo, o Signore, e mi faccio ribrezzo.
Signore, non trovo neppure più la porta di casa mia.
Mi trascino tastoni, accecato,
Urto nelle mie stesse pareti, nei miei propri limiti,
Mi ferisco
Ho male
Ho troppo male, e nessuno lo sa, perchè nessuno è entrato in casa mia.
Sono solo, solo.
Signore, Signore, mi senti?
Signore, indicami la mia porta,
prendi la mia mano,
Apri
Indicami la Via,
La via della GIOIA, della LUCE.
… Ma …
Ma, o Signore, mi senti Tu?
Figliuolo, Io ti ho sentito.
Mi fai compassione.
Da tanto tempo spio le tue imposte chiuse, aprile,
la Mia luce ti rischiarerà.
Da tanto tempo Io sono davanti al tuo uscio sprangato, aprilo,
Mi troverai sulla soglia.
Io ti attendo, gli altri ti attendono,
Ma bisogna aprire,
Ma bisogna uscire da te.
Perchè rimanere prigioniero di te stesso?
Sei libero.
Non ho chiuso Io la tua porta,
Non posso riaprirla Io,
… perchè sei tu dall’interno a tenerla solidamente sprangata.

Michel Quoist

“Lord, deliver me from myself”

Lord, do you hear me?
I’m suffering dreadfully.
Locked in myself,
Prisoner of myself,
I hear nothing but my voice,
I see nothing but myself,
And behind me there is nothing but suffering.
Lord, do you hear me?
Deliver me from my body; it is nothing but hunger, with its thousands of tentacles outstretched to appease its insatiable appetite.
Lord, do you hear me?
Deliver me from my heart; when I think that it’s overflowing with love, I realize angrily that it is again myself that I love through the loved one.
Lord, do you hear me?
Deliver me from my mind, it is full of itself, of its ideas, its opinions; it cannot carry on a dialogue, as no words reach it but its own.
Alone, I am bored,
I am weary,
I hate myself,
I am disgusted with myself.
For ages I have been turning around inside myself like a sick man in his feverish bed.
Everything seems dark, ugly, horrid.
It’s because I can look only through myself.
I feel ready to hate men and the whole world.
It’s because I’m disappointed that I cannot love them.
I would like to get away,
Walk, run, to another land.
I know that joy exists, I have seen it on singing face.
I know that light exists, I have seen it in radiant eyes.
But, Lord, I cannot get away, for I love my prison and I hate it,
For my prison is myself.
And I love myself, Lord.
I both love and loathe myself.
Lord, I can no longer find my own door.
I grope around blindly,
I knock against my own walls, my own boundaries.
I hurt myself,
I am in pain,
I am in too much pain, and no one knows it, for no one has come in.
I am alone, all alone.
Lord, Lord, do you hear me?
Lord, show me my door,
take me by the hand.
Open the door,
Show me the way,
The path leading to joy, to light.
…But…
But, Lord, do you hear me?
Son, I have heard you.
I am sorry for you.
I have been watching your closed shutters; open them, my light will come in.
I have long been standing at your locked door; open it, you will find me on the threshold.
I am waiting for you, the others are waiting for you,
But you must open,
You must come out.
Why choose to be a prisoner of yourself?
You are free.
It is not I who locked the door,
It is not I who can open it.
…For it is you, from the inside, who persist in keeping it solidly barred.
This beautiful and gut-wrenching prayer is from Michel Quoist, Prayers of Life, (Gill and Macmillan, 1963), 87-89.

7 thoughts on “Signore liberami da me stesso – Lord, deliver me from myself – Michel Quoist

  1. Ciao,
    guesta poesia mi ha fatto commuovere, assomiglia più o meno alle
    mie condizione … sono legata alla mia mamma
    invalida, che a Aprile 2018 compie 98, anni una bella età che per
    adesso non posso lasciarla sola e non mi vuole lasciare nemmeno un
    minuto … ma sono felice lo stesso basta avere la
    mia cara mamma anche se tante volte dico
    che sono carcerata ha domicilio, francamente come dice la tua
    poesia con le porte chiuse che vorrei vedere la luce.
    Adesso mia dolce Amica Daniela ti auguro buone feste scusami della
    mia assenza sempre per questo motivo, non mi resta tempo.
    Adesso ti auguro una serena serata un
    forte abbraccio di cuore💗🎀💗💦

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