Archivio | 12/01/2021

Congedatevi da voi stessi – Leave of yourself – Jan van Rijckenborgh


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Congedatevi da voi stessi

Lasciate le difficoltà dialettiche per quello che sono.
Non cercate di scioglierle, poiché per ogni nodo districato
forse ne farete altri due ancora più stretti.
Nessuno è ancora riuscito a trovare sul piano orizzontale
l’uscita dal labirinto della natura ordinaria.
Percorrendo in tutti i sensi il dedalo della vita,
incontrerete sempre nuovi corridoi, nuove porte, e dietro ogni porta
un altro labirinto. In questa direzione non v’è alcuna via d’uscita.
Lasciate le vostre difficoltà per ciò che sono e perdetevi.
Congedatevi da voi stessi e, contemporaneamente, dalle vostre difficoltà.
Se lo fate, vi libererete da tutte le vostre difficoltà e da tutte le vostre miserie.

Jan van Rijckenborgh

Leave of yourself

Let the difficulties dialectic for what they are.
Do not try to withdraw them, since each node untangled
maybe you will make two more even tighter.
No one has yet managed to find the horizontal plane
the exit from the labyrinth of the ordinary.
Going all the way through the maze of life,
always meet new corridors, new doors, and behind each door
another maze. In this direction there is no way out.
Let your troubles for what they are and miss.
Leave of yourself and, simultaneously, from your difficulties.
If you do, you will get rid of all your troubles and from all your miseries.

Jan van Rijckenborgh

Il silenzio – The Silence – Juddu Krishnamurti


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Il silenzio
Il silenzio ha molte qualità. C’è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell’intervallo fra due pensieri. C’è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito. Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come le pareti che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perchè la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente, dal tuo cuore. Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume – che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare. C’è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l’effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c’è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l’azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità. La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio c’è. C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa sperduta nella campagna, senza il rumore dei fedeli e dei turisti; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente. La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra. La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l’amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la pace.
Juddu Krishnamurti
The silence
The silence has many qualities . There is the silence between two noises, the silence between two notes and the silence that grows in the interval between two thoughts . There is a unique , quiet , pervading silence that spreads in the countryside in the evening , there is the silence in which you can hear the barking of a dog in the distance or the whistle of a Trano trudging up a steep hill , the silence that reigns in a house when everyone went to bed and its particular prominence when you wake up in the middle of the night and hear an owl cry in the valley , and there is the silence that precedes the responses of the companion of the owl. There is the silence of an old abandoned house , and the silence of a mountain , the silence between two human beings when they saw the same thing, heard the same thing , and acted. That night, especially in the remote valley with ancient hills and boulders in their singular form , the silence was as real as you touched the walls . And you looked out the window at the stars shining . It was a silence autoprodottosi ; was not because the earth was quiet and the villagers were asleep , but it came from everywhere, from distant stars , those dark hills and from your mind , from your heart. This silence seemed to cover everything , from the smallest grain of sand in the bed of the river – who knew running water only when it rained – the high , leafy fig Banian and a light breeze began to blow . There is the silence of the mind that is never touched by any noise from any thought or experience the fleeting wind . This is the innocent silence , and therefore infinite. When there is this silence of the mind , the action flows from it and this action does not cause confusion or unhappiness. Meditation of a mind that is totally silent is the blessing that man always looks for. In this silence every kind of silence there . There is this strange silence that reigns in a temple or a church in the remote countryside, without the noise of the faithful and tourists, and the heavy silence that reigns in the water is part of what is out of the silence of the mind . The meditative mind contains all these varieties , all of these changes and movements of silence. This silence of the mind is the true religious mind , and silence is the silence of the gods of the earth. The meditative mind flowing into this silence, and love is the way of this mind. In this silence there is peace .
Juddu Krishnamurti

Il suono del silenzio – The sound of silence


Il suono del silenzio
Siamo tutti abituati a riempire la nostra vita con pensieri a ciclo continuo, con suoni che possano offrire una condizione che non dia spazio al silenzio, spesso riempiendo tutto lo spazio con pensieri e parole o con musica,magari rumorosa ed inconsapevolmente non ci si accorge che essa non è confacente alla nostra ricerca d’armonia. Spesso si escogita un modo che ci tolga dal disagio o da quell’imbarazzo che nasce tra due persone qualora,non si parlasse, come se l’assenza di parola sia vissuto con assenza di significato e se siamo soli, sfuggendo quanto si possa concepire come suono del silenzio. Un suono a molti sconosciuto eppure fondamentale per il nostro ritrovare senso a quel che siamo. Si teme il silenzio come se contenesse un inganno, un precipizio verso il vuoto e dal quale non sapersi difendere. La nostra vita, riempita dalla corsa alla costruzione di una personalità esteriore, al dare energie alle apparenze, ha perso il fondamentale valore di contatto con se stessi e con la natura. Non sappiamo infatti ascoltare la mente contemplativa,quella parte interiore che si possa armonizzare proprio attraverso la ricerca del silenzio, essa è la nostra parte più autentica e ricca di intuizioni e luce. Essa è una goccia che ci collega all’oceano, solo il silenzio contiene un cordone ombelicale che ci conduca dove non esiste spaziotempo e tutto è intuizione, lampo d’infinito che si manifesta nel qui ed ora. E’ la percezione, il continuo fluire di pensieri ad emarginare la mente contemplativa e :se in questo istante pensassimo alla mente contemplativa saremmo intrappolati dalle facoltà analitiche e dalla memoria o immaginazione, ci spingeremmo a fare paragoni tra noi stessi il nostro disvalore, chi è illuminato ed irraggiungibile perchè allenato all’ascolto del silenzio e alla meditazione.Invece di mettere in pratica tale ascolto saremmo impegnati a pensare. L’unica opportunità possibile sarebbe quella di sedersi in silenzio, per udire il suono di quanto accada intorno, di quella quiete armonizzante che si attiverebbe dando vigore al corpo e chiarezza alle emozioni spesso confuse e contaminate dal giudizio. Riuscire a raggiungere il ronzio, quasi metallico del silenzio, senza per questo andarlo a cercare come finalità di meditazione, è come udire se stessi pensare, come se si trattasse di un nostro interlocutore, un modo di essere osservatori affacciati alla balaustra della nostra mente. Ascoltare il suono del silenzio è possibile anche in una situazione in cui si è circondati da persone, in realtà il silenzio è una nostra condizione interiore: è calma e vacuità è lasciare andare l’irrequietezza e la voglia di raggiungere un fine, è distanza dal mondo duale della personalità . La comunicazione è il frutto di un silenzio che sia attraversamento del nostro ascolto interiore, di un’opportunità nata dal riflettere e comprendere – dove gli altri non siano appiglio o proiezione di sè – ma compagni di viaggio che sappiano apprendere con noi la sfida del vivere giorno per giorno. La parola è verbo vivo e con la parola si scagliano sassi che colpiscono bersagli, a noi farne frecce di offesa o aquiloni che colorano il cielo della nostra anima. La parola è rispetto, discrezione, ma oltre la nostra parola, a volte imposta, il nostro desiderio di dominare, l’attaccamento ad ogni forma di apparenza e potere, è importante avere la capacità di donare ascolto in noi stessi di creare uno spazio che attraverso la vacuità sia contenitore empatico per l’ascolto, dove il silenzio ci regali una particolare capacità di attenzione per le parole interiori degli altri, per il saper decifrare energie che ci avvolgano e ci offrano il dono della sincronicità e della scoperta di una dimensione sconosciuta. Dopo una pausa allora si è capaci di occasioni migliori. Se dalla musica con il valore offerto alle pause, capaci di imprimere valore ed armonia alle note sul pentagramma e alla loro esecuzione, scorgiamo quello che emerge dalla fisica l’interconnessione tra pianeti e la loro emissione di suoni, l’armonia e l’energia che si manifesta, passiamo semplicemente alla nostra esperienza di osservazione e attenzione rivolta a noi stessi, abbiamo mai considerato quella pausa tra un respiro e l’altro? Eppure è motivo di ricerca profonda. La meditazione è silenzio, capacità di accogliere senza fretta e rumore, ma il suono mistico dato dal respiro, forse, o dal cuore ha una particolarità – è vissuto come uno strano scampanellio, è illusorio? Non per gli induisti che ne traggono persino una sorta di indicazione. Si dice che i chakra o ruote energetiche emettano dei suoni, misurabili in hertz. Allora anche il silenzio ci offre dei suoni, oltre al respiro avvertiamo il battito cardiaco. Il concentrarsi su di sè ci armonizza a questo. Ma anche le galassie emettono dei suoni registrati con dei potentissimi apparecchi elettronici. Credere ad un silenzio assoluto è ingannevole. Anche i sentimenti potrebbero emettere una valenza energetica, emissioni in hertz e magari dei suoni non percepibili a livello consapevole. Così come potrebbero emettere una gamma di colori legati all’aura. Tutto è meraviglia e non possiamo che considerane il valore. Dunque anche il silenzio, apparentemente vuoto contiene il Tutto. Noi siamo microcosmo e parte di quel Tutto che è la meta da raccogliere per essere armonia nel silenzio.Soprattutto ci si potrebbe soffermare su come dal Caos si sia arrivati all’armonia attraverso un suono,considerato come suono del silenzio ossia l˜OM Si dice che OM AUM sia il suono seme, la vibrazione creativa dell’energia Shakti. OM è il suono del silenzio Un silenzio necessario per riscoprirci gocce di un immenso mare, manifestazione che trova il proprio senso attraverso l’ascolto, il rendersi contenitori vuoti, canne di un flauto che emetta il suono dell’OM, questo è possibile se ci si distacca dalla personalità e si trova il valore della mente contemplativa. Suono è equilibrio se esso emette delle note assonanti: Esistono tecniche di equilibratura dei chakra che si basano sulla musicoterapia ed anche i mantra sono capaci di far vibrare alcuni chakra, inoltre essi sono presi in esame dal Mantra Yoga al Raja yoga o Yoga della Meditazione. Non tentiamo di rifuggire il silenzio, la nostra parte più vera ma ricerchiamola e con onestà alimentiamone il valore profondo perchè solo così possiamo essere costruttori del legame con il Divino e la nostra vera natura.
09-04-2007 Poetyca
The sound of silence
We’re all used to fill our lives with thoughts on a continuous cycle, with sounds that can offer a condition that does not give room for silence, often filling the entire space with thoughts and words or music, perhaps unknowingly, and there is heavy realizes that it is not suited to our quest for harmony. Often devises a way that removes us from the discomfort or embarrassment that comes between two people should not be spoken, as if no word is shared with no meaning and if we are alone, avoiding what can be conceived as sound of silence?. A sound to many unknown yet crucial to our sense of what we find. It is feared the silence as if it contained a hoax, a precipice into the void and not knowing what to defend. Our life is filled by a race to build a persona, to give energy to appearances, has lost the fundamental value of touch with oneself and with nature. We do not know it listening to the contemplative mind, the inner part that we can harmonize their research through the silence, it is our most authentic and full of insights and light. It is a drop in the ocean that connects us, but the silence has an umbilical cord that lead us where there is no spacetime and everything is intuition of infinity lightning occurring in the here and now. And ‘perception, the continuous flow of thoughts and to marginalize the contemplative mind: If at this moment we thought we would be trapped by the mind contemplative and analytical faculties from memory or imagination, urging us to make comparisons between ourselves, our lack thereof, who is enlightened and trained unattainable because of the silence and listen to meditazione.Invece to practice listening that we committed to thinking. The only possible chance would be to sit in silence, to hear the sound of what happens around the rest of harmonizing which would be triggered, giving force to the body and clarity to emotions often confused and contaminated by the court. Able to reach the hum, almost metallic silence, without purpose to go and try meditation, it’s like to hear themselves think, as if it were an interlocutor, a way of being observers facing the railing of our mind. Listen to the sound of silence is also possible in a situation where you are surrounded by people, in fact the silence is our inner state is calm and emptiness is to let go of restlessness and desire to reach an end, away from world of dual personality. Communication is the result of a silence that is crossing our inner listening, an opportunity born of reflection and understanding – where others do not hold or projection of himself – but fellow passengers who can learn with us the challenge of living day by day. The verb word is alive and words are hurled stones hitting targets, we make arrows offensive or kites that color the sky of our souls. The word is respect and discretion, but more than our words, sometimes imposed, our desire to dominate, attachment to any form of appearance and power, it is important to have the capacity to give ourselves listening to create a space that through the emptiness is the container for empathic listening, where silence gives us a unique ability to focus on interior words of others, his ability to decipher energy that envelops us and give us the gift of synchronicity and the discovery of an unknown dimension . After a pause, then he is capable of better opportunities. If the value offered by the music breaks, capable of imparting value and harmony to the notes on the stave and to implementation, we see what emerges from the physical interconnection between planets and their emission of sound, harmony and energy that occurs, simply pass on our experience of observation and attention to ourselves that we never considered quot; pausaquot; between a breath and another? Yet it is cause for deep search. Meditation is silence, the ability to accept without haste and noise, but the sound quot; misticoquot and given breath, maybe, or the heart has a particular – is seen as a strange ringing, it is an illusion? Not for Hindus would give them even a kind of indication. They say that the chakras or quot; energetichequot wheels; emit sound, measured in hertz. Then the silence gives us the sounds, in addition to the breath feel your heartbeat. The focus on this if we harmonize. But galaxies emit recorded sounds with powerful electronic devices. Believe the silence is deceptive. Feelings may also issue a valence energy emission in hertz and even sounds inaudible to the conscious level. So how could deliver a range of colors related to the aura. Everything is wonderful and we can RECITAL value. So the silence, apparently empty contains the whole. We are the microcosm and part of that whole which is the goal to collect to be in harmony silenzio.Soprattutto one might dwell on how we have come from chaos to harmony through sound, regarded as sound silenzioâ €? namely â € ~ OM OM AUMsia It is said that the seed sound, vibration creative energy Shakti. OM is the quot; sound silenzioquot;. Silence is necessary to discover ourselves drops an immense sea, an event that finds its way through listening, become empty, the barrel of a flute emits sound that IMO, this is possible if there is detached from the personality and is the value of the contemplative mind. Sound balance if it issues notes assonant: There chakra balancing techniques that rely on music therapy and mantras are also able to make some chakras vibrate while they are examined by the Mantra Yoga Raja Yoga or Yoga of Meditation. Do not try to escape the silence, our most real and honest but ricerchiamola alimentiamone the profound value because the only way to be builders of the link with the Divine and our true nature.
04/09/2007 Poetyca

La felicità – Happiness – Mauro Scardovelli


La felicità
L’impegno etico più importante è essere felici nell’adesso, attimo per attimo, contenti di ciò che c’è, così come è.
Un infelice è fondamentalmente una persona preda del suo Ego. Come tale non ama nessuno, ma si nutre di disprezzo, a partire dal disprezzo per sé.
Ama il prossimo tuo come te stesso diventa possibile solo se si è felici dentro, cioè se si è liberi dal dominio dell’Ego.
La felicità, a differenza di come si pensa comunemente, non è frutto delle circostanze della vita, più o meno favorevoli. Essa piuttosto nasce naturalmente dalla pratica quotidiana delle qualità dell’essere, come l’apprezzamento, la gratitudine, la generosità, l’integrità, la compassione.
Chi è felice emana onde positive che fanno bene a tutte le persone intorno. E, data la natura dell’inter-essere, far bene agli altri è far bene a se stessi.
A sua volta, l’infelicità origina dalla pratica degli inquinanti mentali, come la rabbia, il risentimento, l’ingratitudine, il disprezzo, l’invidia, il sospetto, la repressione. Gli inquinanti sono i mezzi che l’Ego utilizza per aumentare il suo potere sulla persona. Naturalmente per perseguire questa strategia, deve renderla del tutto inconsapevole: la persona non deve avere neppure il sospetto che sta impegnandosi con tutta se stessa a perseguire il suo male. Al contrario, deve credere che sta facendo le mosse giuste per “difendersi”, “proteggersi”, “perseguire i propri interessi”. Ecco perché la caratteristica fondamentale dell’Ego è la distorsione della realtà, o, in parole povere, la sistematica menzogna. La menzogna è necessaria per mantenere la persona nell’ignoranza. Ma l’Ego individuale non può far tutto da solo. Non ne sarebbe in grado. L’Ego individuale si costruisce attraverso l’interiorizzazione dell’Ego collettivo. Ecco perché è così importante, per sciogliere le proprie nevrosi, cominciare a diventare consapevoli delle sue determinanti culturali e collettive.
Dal punto di vista fisico, l’infelicità è un treno di onde negative, che produce malessere o malattia. E’ una musica stonata, che fa male all’orecchio e al cuore. Come treno di onde, l’infelicità si propaga nell’ambiente circostante, contaminando le persone intorno, a meno che non abbiano sviluppato sufficiente consapevolezza per sottrarsi al fenomeno della risonanza. La presenza di un infelice può rendere un gruppo depresso. Tutti si sentono meno bene, e per sottrarsi a questo dispiacere, facilmente compiono delle mosse controproducenti (v. oltre).
Chi è felice costituisce un esempio che è desiderabile seguire.
Naturalmente ci può essere chi vede nella felicità altrui una minaccia: una minaccia al proprio potere di imporre il suo cattivo umore e attraverso quello condizionare parenti, amici, conoscenti. In altre parole, i leader radicati nelle qualità dell’essere sono mal visti dai leader egoici negativi.
I genitori felici hanno molto più potere nell’educare i figli. Chi è felice significa che dà valore alla felicità. Genitori felici danno valore a ciò che può favorire felicità nei figli: affetto, presenza, empatia, amore. Non hanno quindi bisogno di compensarli per le loro carenze, di viziarli, di cedere ai ricatti. Inoltre, i figli vedono nei genitori dei modelli di come essi stessi potranno diventare nel futuro seguendo il loro esempio. Se i genitori sono tristi e di cattivo umore, i figli non avranno voglia di seguirli. Se cercheranno di insegnare loro qualcosa, mancheranno di leadership. I figli si opporranno: non voglio diventare come te!
Le parti interne meno evolute, le subpersonalità, si comportano come i figli: non hanno alcuna intenzione di seguire le direttive di un io-governo infelice! Rifiuteranno la sua leadership. Si opporranno e continueranno a fare di testa loro. Ma essendo molto piccole come età mentale, il loro contributo sarà scarsamente apprezzabile, se non addirittura dannoso o devastante. Tutte cose che alimenteranno l’infelicità del povero io-governo, sempre meno capace di governare e sempre più pronto a lamentarsi e subire.
Nella nostra filosofia, la felicità è spesso stata confusa con il piacere, senza guardare alle conseguenze che i diversi tipi di piacere recano con se.
Alcuni piaceri sono in realtà pieni di veleno, e oscurano la possibilità di essere felici.
Se una ferita mi prude, grattarmi offre un piacere momentaneo. Ma se continuo a grattarmi, che cosa accadrà? Se mi sento giù, cerco sollievo nell’alcol o nel cibo. Ma alla lunga, questa scelta dove mi porta?
Nella visione buddista, felicità significa gioia dell’essere, senza cause, senza condizioni. Sukha, ananda, non dipendono da prestazioni, aspetto esteriore, successo, salute, anche se possono esserne influenzate.
Dal nostro punto di vista, il cattivo umore è una forma, tra le più subdole, di racket, cioè di mafia psicologica, attraverso la quale una persona ruba l’energia ad un’altra, senza per questo diventare contenta.
In altri termini, è un equivalente aggressivo, una forma passivo-aggressiva: fa del male occultando la sua natura distruttiva. Dato che è una forma molto diffusa, è facile per chi la pratica sottrarsi al feedback e al confronto. In questo modo può continuare su questa strada per anni, senza averne la minima consapevolezza, e spargendo intorno a se molti semi di infelicità.
L’Ego, che si nutre di infelicità, trova in questa forma un modo semplice ed efficace per aumentare il suo potere sulla persona, sulla coppia, sulla famiglia, sul gruppo dove può esercitarla.
Le persone intorno, specie quelle predisposte a soffrire di sensi di colpa, quelle che ritengono che la felicità degli altri dipenda dal loro comportamento, cadono così in un tranello molto rischioso: per sottrarsi al peso del cattivo umore di un compagno o di un amico, cominciano a indagare sui suoi bisogni insoddisfatti, ottenendo in risposta una sequenza di lamentele: mi manca questo, avrei bisogno di quello, c’è questa cosa terribile che non riesco ad eliminare ecc. A questo punto loro si sentono in dovere di lenire il dolore dell’altro, cominciando ad agire in sua vece o facendo promesse che spesso richiederanno un impegno assai superiore alle previsioni, visto la passività della persona sofferente.
Ogni promessa diventa debito. Ed ecco che la relazione con l’altro lamentoso o di cattivo umore diventa una sorta di lavoro che diventa sempre più pesante. Da relazione fraterna, di aiuto, diventa una relazione parassitaria, in cui uno dei due continua a dare, e l’altro a ricevere e disperdere nel vento. Prima c’era una persona infelice, ora ce ne sono due. L’Ego di entrambi può festeggiare.
Aiutare l’altro non significa mai fare le cose al suo posto, addossarsi i suoi carichi, assumersi i suoi impegni e responsabilità. Questo non fa che indebolire l’altro, rendendolo sempre più succube e alimentando la sua rabbia e rancore. Cioè proprio quegli inquinanti che gli impediscono di vedere la realtà così come è, nelle sue infinite possibilità.
L’aiuto è tale solo se accompagnato dall’insieme delle qualità dell’essere. L’amore, in primo luogo. E amare una persona significa favorire la sua evoluzione, la sua crescita psicologica e spirituale. Favorire cioè lo sviluppo delle sue risorse e di un governo interiore ispirato dai messaggi dell’anima, anziché dalla propaganda dell’Ego. Qui sta la differenza tra pietà e compassione. La pietà vede nell’altro solo i suoi problemi. La compassione, oltre ai problemi, vede la sua forza e le sue risorse. Vede nei problemi solo dei sintomi del modo distorto di osservare il mondo. La pietà fa sì che ci si sostituisca all’altro: tu sei un poverino, io sono superiore, in condizioni assai migliori delle tue. La compassione vede nel dolore dell’altro un riflesso del proprio dolore: io, a livello profondo, sono come te, un fuscello che galleggia nel grande fiume della vita. Ho i miei limiti, come tu hai i tuoi. Ma so che c’è qualcosa di più grande che può aiutarci entrambi: la crescita della consapevolezza e l’apertura del cuore.
Quando il cuore è chiuso, gli occhi non vedono davvero la realtà, ma la inventano di sana pianta. La mappa che guida la nostra vita è quindi profondamente falsa e distorta. E’ una mappa paranoide, che vede ostacoli e nemici ovunque.
Aiutare una persona significa fondamentalmente questo: favorire l’apertura del suo cuore attraverso l’apertura del proprio nella presenza e nella consapevolezza.
Il primo passo da compiere in questa direzione è liberarsi dai sensi di colpa, inadeguatezza, indegnità. Tutti radicali nevrotici che dipendono dalla pratica del giudizio, del criticismo, delle doverizzazioni, attraverso i quali la cultura oppressiva ed egoica indebolisce i suoi appartenenti, rendendoli schiavi di false percezioni e di bisogni indotti, certamente incapaci di una rivoluzione che vada al centro dei problemi: smascherare la natura impersonale e perversa dell’Ego e del potere dominio.
Mauro Scardovelli
Tratto da http://www.aleph.ws/news/news.phtml?indice=19
Happiness

The most important ethical commitment is to be happy in the now, moment by moment, content with what there is, as it is.
An unhappy person is basically a prey to his ego. As such it does not love anyone, but it feeds on contempt, from contempt for him.
Love your neighbor as yourself is only possible if you are happy inside, that is, if you are free from the domination of the ego.
Happiness, as opposed to popular belief, is not the result of the circumstances of life, more or less favorable. Rather, it arises naturally from the daily practice of the quality of being, as the appreciation, gratitude, generosity, integrity, compassion.
Who is happy radiate positive and do good to all people around. And given the nature of the interaction-be, do good to others is to do well for themselves.
In turn, the unhappiness stems from the practice of mental pollutants, such as anger, resentment, ingratitude, contempt, envy, suspicion and repression. The pollutants are the means that the ego uses to increase his power over the person. Of course to pursue this strategy, it must make the unaware: the person must not have even a suspicion that it is committing itself to pursue with all its evil. On the contrary, must believe he is doing the right moves to “defend”, “protection”, “pursue their own interests.” This is why the ego is the fundamental characteristic distortion of reality, or, in other words, the systematic falsehood. Lying is necessary to keep the person in ignorance. But the individual Ego can not do everything alone. Would not be able. The individual Ego is constructed through the collective internalization of the ego. That’s why it is so important, to dissolve their own neuroses begin to become aware of its cultural and collective determinants.
From the physical point of view, the misery is a train of negative waves, which produces discomfort or illness. It ‘a music tune, that hurts the ear and heart. As the wave train, unhappiness spreads into the surrounding environment, contaminating the people around, unless you have developed sufficient knowledge to avoid the phenomenon of resonance. The presence of a group can make an unhappy depressed. Everyone feels less well, and to avoid this disappointment, easily make counter moves (see below).
Who is happy is an example that it is desirable to follow.
Of course there may be those who see a threat in the happiness of others: a threat to their power to impose his bad mood, and through that influence relatives, friends and acquaintances. In other words, leaders are rooted in the quality of being unpopular leaders from negative ego.
The happy parents have much more power in educating children. Who is happy means that values happiness. Parents happy with what they value in their children may promote happiness: love, presence, empathy, love. Therefore did not need to compensate for their deficiencies, spoil, to give in to blackmail. In addition, parents of children seen in models of how they themselves can become in the future following their example. If the parents are sad and moody, the children will not want to follow. If they try to teach them anything, fail to leadership. The children will oppose: I do not want to be like you!
The internal parts of less developed, the sub-personalities, they behave like children: they have no intention to follow the directives of a self-governing miserable! Refuse his leadership. Will oppose and will continue to do their own heads. But as tiny as a mental age, their contribution is hardly noticeable, if not downright harmful or destructive. All things that will power the misery of poor self-government, less and less capable of governing and increasingly willing to complain and suffer.
In our philosophy, happiness has often been confused with pleasure, without looking at the effects that different kinds of pleasure traveling with you.
Some pleasures are actually full of poison, and obscure the possibility of being happy.
If a wound feels itchy, scratching offers a momentary pleasure. But if I continue to scratch, what will happen? If I’m feeling down, I seek relief in alcohol or food. But in the long run, this choice takes me?
In the Buddhist view, happiness is the joy of being, without cause, without condition. Sukha, ananda, are not dependent on performance, appearance, success, health, although they may be affected.
From our point of view, the bad mood is one form, one of the most subtle, of racketeering, mob psychology that is, through which a person steals the energy to another, without becoming happy.
In other words, is an equivalent aggressive, passive-aggressive form: evil is hiding his destructive nature. Since it is a very widespread, it is easy for the practitioner to avoid feedback and discussion. In this way it can continue on this road for years, without having the slightest awareness, and spreading around him many seeds of unhappiness.
The ego, which feeds on misery in this form is a simple and effective way to increase his power over the person, the couple, the family, where the group can exercise it.
The people around, especially those prone to suffer from feelings of guilt, those who believe that the happiness of others depends on their behavior, so they fall into a trap very risky: to escape the weight of the bad mood of a companion or a friend, begin to investigate their unmet needs, obtaining a sequence in response to complaints: I miss that, I need that, there is this terrible thing that I can not delete etc.. They will then feel obliged to ease the pain of the other, beginning to act on his behalf or making promises that often require a commitment far more than expected, given the passivity of the sufferer.
Every promise becomes debt. And so the relationship with the other whining or bad mood becomes a kind of work that becomes increasingly heavy. From fraternal relationship, help, becomes a parasitic relationship, where one of the two continues to make, and the other to receive and disperse in the wind. Before there was an unhappy person, now there are two. The ego can both celebrate.
Helping each other is never to do things in his place, his take on the load, its commitments and take responsibility. This only weakens the other, making it ever more dominated and fueling his anger and resentment. That is precisely those pollutants that prevent him from seeing reality as it is, in its infinite possibilities.
The aid is that only if accompanied by all the quality of being. Love in the first place. And to love a person means promote its evolution, its psychological and spiritual growth. To encourage that development of its resources and an inner government inspired by the messages of the soul, rather than by the propaganda of the Ego. Here is the difference between pity and compassion. Piety sees in her only problems. Compassion, in addition to the problems, he sees his strengths and resources. He sees only the symptoms of problems in the distorted way of looking at the world. Piety means that we replace the other: you are a poor man, I am superior in terms of your very best. Compassion sees the suffering of a reflection of your pain: I, at a deep level, I’m like you, a twig floating in the great river of life. I have my limits, as you have yours. But I know there’s something bigger that can help us both: the growth of awareness and openness of heart.
When the heart is closed, the eyes do not really see the reality, but invented out of whole cloth. Map that guides our lives are so profoundly false and distorted. It ‘a map paranoid who sees obstacles and enemies everywhere.
Helping a person is basically this: to promote the opening of his heart through the opening in your presence and awareness.
The first step in this direction is to get rid of guilt, inadequacy, unworthiness. All neurotic radical-dependent practice of judging, of criticism, of doverizzazioni through which culture is oppressive and ego weakens its members, making them slaves of false perceptions and induced needs certainly incapable of a revolution which goes to the heart of the problems : unmasking the impersonal nature of the ego and power and perverse domination.
Mauro Scardovelli
Taken from http://www.aleph.ws/news/news.phtml?indice=19

Entrare in una casa vuota – Entering into an empty house – Lama Ole Nydahl


Entrare in una casa vuota
Come possiamo affrontare la rabbia nella vita di tutti i giorni?
Prima di tutto dobbiamo capire che la rabbia non è mai nostra amica. Crea problemi. È come bruciare banconote invece di usarle per comprare legna o carbone. Spesso dico alle persone che, se sono arrabbiate, dovrebbero guardarsi attorno: chi vuole comprare la loro rabbia? Non troviamo nessuno disposto ad acquistarla. Nessuno la vuole. Forse allora la rabbia non serve a niente… e la si butta via! Questa è la verità finale.
In termini più pratici, evitiamo prima di tutto situazioni in cui già sappiamo che avremo problemi. Se iniziamo discorsi su cose che ci fanno sempre arrabbiare, andiamocene a fare due passi o al cinema o a far visita a qualcuno. Non è molto eroico, ma sempre meglio che lasciar aumentare la rabbia.
Il secondo livello è quando vediamo apparire la sensazione. Nel momento in cui succede, capovolgiamola e pensiamo a tutta quella povera gente che, arrabbiandosi, soccombe a questa sgradevole sensazione. Oppure pensiamo che noi stiamo con la tale persona difficile solo per mezz’ora, mentre lei deve vivere con se stessa ventiquattro ore al giorno. In questo modo cerchiamo di creare compassione dalla situazione difficile ed evitiamo di darle energia.
Al livello più elevato è come entrare in una casa vuota. Non ti importa, non ti interessa. La rabbia appare, sta un po’ in giro e poi sparisce nuovamente. Non può farti male. Puoi vedere tutto come fosse uno zoo, con strane bestie feroci che stanno per allontanarsi dalla tua mente. Oppure puoi vedere tutto come un brutto programma televisivo che non hai alcuna voglia di seguire. Se si è in grado di evitare di interessarti all’emozione e di darle forza, il risultato è ottimo. Non deve essere una cosa drammatica. Funziona!
[estratto da Domande e Risposte, Lama Ole Nydahl, (2011) I Libri di Marpa Editore]
Entering into an empty house
How can we deal with anger in everyday life?
First of all we must understand that anger is not our friend. Creates problems. It’s like burning banknotes instead of using them to buy wood or coal. I often tell people that if they are angry, they should look around: who wants to buy their anger? We can not find anyone willing to buy it. Nobody wants it. Maybe then the anger does not help … and gets thrown away! This is the final truth.
In more practical terms, let us first of all situations in which we already know that we will have problems. If we start conversations about things that make us more angry, let’s go for a walk or to the cinema or to visit someone. It is not very heroic, but better than letting the anger increases.
The second level is when we see appear the feeling. The moment happens, capovolgiamola and think about all those poor people, angry, succumbs to this unpleasant feeling. Or we think we are such a difficult person with only half an hour, while she has to live with herself around the clock. In this way we try to create sympathy and avoid the difficult situation to give her energy.
At the highest level is like stepping into an empty house. You do not care, you do not care. The anger appears, is a little ‘around and then disappears again. It can not hurt you. You can see everything like a zoo, with strange beasts that are going to get away from your mind. Or you can see it all like a bad television program that you have no desire to follow. If you are able to avoid interest and emotion to give her strength, the result is excellent. It should not be a dramatic thing. It works!
[excerpt from Questions and Answers, Lama Ole Nydahl, (2011) The Books of Marpa Editor]

Ciottoli sulla strada



Immagine di Giuseppe Bustone

Ciottoli sulla strada

Cercando dietro
illusi avvenimenti passati

Tra rarefatte storie
intrecciatesi tra più soggetti

Inutili reminiscenze
mai chiarite

Seguo il mio pacato vivere

E sogno,ancora sogno

Sotto espressioni candide
di ragazzetti in gioco

Elementi che si ripetono
come ogni storia
di questa vita utile.

Giuseppe Bustone

Vivere la vita umana – Living human life – Arjuna Nick Ardagh


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Vivere la vita umana

Sì, ho una pratica personale. La mia pratica è chiamata “vivere la vita umana” e cerco di eseguirla regolarmente.
A volte dimentico la mia pratica e comincio a fare cose bizzarre o strane come meditare o trattenere il respiro o qualcosa di simile. Ma la pratica in cui mi sono impegnato è quella di vivere una normale vita umana.
E così la mia pratica comprende la sadhana di essere il padre di due magnifici bambini. La mia sadhana comprende il fatto di ascoltare quando qualcuno nota che vi sono in me cose che non vanno e di dover tornare all’umiltà di non essere al di sopra dei rimproveri.
La mia pratica consiste anche nel ricordare quello che ho detto di fare. Include l’accettare di essere assolutamente nel fango dell’umanità ed allo stesso tempo Coscienza.
La mia pratica è quella di non usare idee spirituali o fugaci esperienze spirituali in alcun modo per poter evitare il programma della vita umana.
…Non penso vi sia alcuna necessità di pratica, a parte quella di essere qui su questo pianeta ed andare incontro a quanto la vita ci porta con un cuore aperto.
Arjuna Nick Ardagh

Living human life
Yes, I have a personal practice. My practice is called “living the life” and try to run it regularly.
Sometimes I forget my own practice and began to make strange or bizarre things like meditate or hold your breath or anything like that. But the practice in which I am engaged is to live a normal human life.
And so my practice includes the sadhana to be the father of two wonderful children. My sadhana includes the fact that they listen when someone notices that there are things that do not go in me and having to go back to humility not to be above reproach.
My practice is also to remember what I told you to do. Includes absolutely accept to be in the mud of humanity and at the same time consciousness.
My practice is to not use spiritual ideas or fleeting spiritual experiences in any way in order to avoid the program of human life.
I do not think … there is no need to practice, apart from that of being here on this planet and to meet what life brings to us with an open heart.
Arjuna Nick Ardagh

L’Amore abolisce le distanze – Love – abolishes distances – Omraam Mikhaël Aïvanhov


L’Amore abolisce le distanze

“Qualunque sia l’interesse che gli esseri e le cose presentano
isolatamente, questi acquistano tutto il loro significato e la
loro dimensione soltanto grazie al legame che unisce gli uni agli
altri. Questo legame può essere definito simpatia, amicizia,
amore… L’amore non è l’incontro di due corpi, ma la fusione di
due quintessenze. Può accadere che due esseri non si siano mai
sfiorati nemmeno con un dito, eppure possano sentire tra loro un
legame potente, indistruttibile; altri, invece, pur dormendo da
anni nello stesso letto si sentono soli, estranei l’uno
all’altro.
Quando due esseri si amano veramente, niente e nessuno può
separarli. Anche se ci fossero migliaia di chilometri tra loro,
in realtà essi sono sempre insieme. Nonostante i muri, nonostante
le montagne e gli oceani, essi sono insieme, perché ciò che
vivono si trova così in alto, da sfuggire alle limitazioni del
piano fisico.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Love – abolishes distances

“However meaningful beings and things may be in isolation, they only take on their full meaning and dimension because of their connection to one another. We can call this connection liking, friendship or love. Love is not the meeting of two bodies but the fusion of two quintessences. Two people may never even have touched each other’s fingertips and yet feel a powerful, enduring connection, whereas others, who have been sleeping together for years in the same bed, feel alone, as if they were strangers.
When two people truly love each other, nothing and no one can separate them. Even if they are thousands of miles apart, they are actually always together. In spite of the walls, the mountains and oceans, they are together, because what they experience is on such a high level it is beyond the limitations of the physical plane.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

In punta di piedi…oltre il silenzio – Tiptoed over… the silence



In punta di piedi…oltre il silenzio
Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:
“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,soprattutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.
29.07.2007 Poetyca
Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.
un sorriso
29.07.2007 Poetyca

Tiptoed over… the silence
Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, the voice that offer intimate notes on conducting a long history, the one following me and supports me a long time. I can be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other essences that are part of me stessa.Per this often do not write only what live in person, but also how to empathize with suffering sometimes pick the other, lives and transforms us, it welcomes and extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress ofwhich seem best to put on, everything is fine and level is not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy flows and jet suggests words is capable of filling these gaps, however long not dare to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best possible accompaniment, often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is evolving and is simply trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including my own choices and not on personali.Conosco my limits and do not insist, makes no sense to do so, with further presence if it is not included:
“He called the twelve, and began to send two to two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, take nothing for the journey: no bread, no bag, no money in the bag; but shod with sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave that place. If somewhere there will not hear you, on leaving, shake the dust under your feet as a testimony to them. “And parties, preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many sick and healed them. Mark 6, 7-13
I do not pretend to – bring to me – no, not do it in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, of maturity and not have any claim of ownership, who share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of possession – but who can appreciate and nurture mutual freedom, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I just share the enthusiasm of the soul, but nothing changes if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this you must have the pretension to impose other … It’s all right as it is.
29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, suffering is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone believes is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy not to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people attitudes and acts that are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for offering things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I can not provide things other than what was expected moments are particularly difficult to crossing, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance or respect for other times, with nothing to claim, is seen as judgmental attitude, spiteful retaliation.But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, we have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that may not include but could not help but understand: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather possessive representation of the projections of others.
a smile
29.07.2007 Poetyca

Le due rane – Two frogs – Anonimo


 

Le due rane

Un gruppo di rane stavano viaggiando attraverso la foresta quando due di loro caddero dentro una buca profonda. Quando le altre rane videro quanto era profonda la buca, suggerirono a quelle finite lì dentro che erano spacciate.

Le due rane ignorarono i commenti e cercarono di saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze. Le compagne nel bosco continuavano a dire loro che era inutile tentare di saltar fuori, perché tanto erano spacciate. Alla fine, una delle due rane si rassegnò alle predizioni delle compagne e smise di cercare di uscire. Estenuata, morì.

L’altra rana continuò a saltare più forte che poteva. Ancora una volta, la folla di rane alla cima della buca gridava di rassegnarsi, smettere di soffrire e lasciarsi morire. La rana saltò con ancora maggior forza e alla fine ce la fece ad uscire.

Quando fu fuori, le altre rane le chiesero, “Ma non hai sentito quello che ti gridavamo?”. La rana spiegò loro che era sorda. Pensava che le sue compagne, per tutto il tempo, la stessero incoraggiando.

La storia ci insegna due lezioni:

1. C’è potere di vita e di morte in ciò che diciamo. Una parola incoraggiante a chi sta perdendo la speranza può aiutarlo a tirare avanti e continuare a lottare.

2. Una parola distruttiva a chi sta perdendo la speranza può essere quello che serve per farlo definitivamente arrendere.

Il mondo che ci circonda quando siamo bambini può forgiare la nostra capacità di reagire alle situazioni difficili e di perseverare nonostante le condizioni avverse. Situazioni familiari, culturali e ambientali diverse possono renderci arrendevoli e pessimisti piuttosto che tenaci e focalizzati sulle possibilità.

In quale ambiente familiare sei cresciuto? Gli adulti nella tua famiglia, i maestri a scuola, gli altri bambini con cui giocavi ti infondevano fiducia nelle tue capacità, sostenendo i tuoi sforzi e dimostrando di credere che potevi farcela oppure ti scoraggiavano minimizzando i tuoi sforzi, sottolineando i tuoi punti di debolezza e suggerendoti di lasciar perdere?

In quale modo, ora, sei tu a scoraggiare chi ti sta intorno (o addirittura te stesso!), ad usare parole demotivanti, a concentrarti sulle difficoltà e sulle possibili conseguenze negative?

Poni attenzione a quello che dici.

Offri energia vitale a te stesso e a coloro che attraversano la tua strada. Molte volte è difficile comprendere che una parola incoraggiante può avere degli effetti tanto positivi. Chiunque può parlare in modo da privare qualcuno dello spirito che serve per affrontare tempi difficili. Diventa speciale la persona che si prende il compito di incoraggiare gli altri.

Autore sconosciuto

Two frogs

A group of frogs were traveling through the woods, and two of them
fell into a deep pit. When the other frogs saw how deep the pit
was, they told the two frogs that they were as good as dead. The
two frogs ignored the comments and tried to jump up out of the pit
with all their might. The other frogs kept telling them to stop,
that they were as good as dead. Finally, one of the frogs took
heed to what the other frogs were saying and gave up. He fell down
and died.

The other frog continued to jump as hard as he could. Once again,
the crowd of frogs yelled at him to stop the pain and just die. He
jumped even harder and finally made it out. When he got out, the
other frogs said, “Did you not hear us?” The frog explained to
them that he was deaf. He thought they were encouraging him the
entire time.

This story teaches two lessons:

1. There is power of life and death in the tongue. An encouraging
word to someone who is down can lift them up and help them make it
through the day.

2. A destructive word to someone who is down can be what it takes
to kill them.

Be careful of what you say. Speak life to those who cross your
path. The power of words… it is sometimes hard to understand
that an encouraging word can go such a long way. Anyone can speak
words that tend to rob another of the spirit to continue in
difficult times. Special is the individual who will take the time
to encourage another.

Author Unknown

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼Conoscere se stessi ✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


Conoscere se stessi

Ci sono tre cose veramente dure:
l’acciaio, il diamante
e conoscere se stessi.

Benjamin Franklin

Know yourself

There are three really hard things:
steel, diamond
and knowing yourself.

Benjamin Franklin

Umiltà – Humility


🌸Umiltà🌸

L’umiltà è un modo di essere,
non va strumentalizzata,
esposta per un secondo fine,
altrimenti è una sorta
di apparenza.
In fondo si è liberi
quando non si vuole
dare spazio all’apparire.
Senza apparenze,
si è limpidi.

04.01.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Humility

Humility is a way of being,
should not be exploited,
exposed for a second purpose,
otherwise it’s a kind
of appearance.
After all, one is free
when you don’t want to
give space to appear.
Without appearances,
it is clear.

04.01.2021 Poetyca

Pensieri di Luce – Thoughts of Light –



Pensieri di Luce
“È naturale che vogliate attirare l’amore o l’amicizia di qualcuno, ma non dovete mai ricorrere a mezzi di pressione come il denaro, i regali, la seduzione o il ricatto. Anche se tanti uomini e donne si servono in generale di questi mezzi, perché sono ovviamente i più facili, voi, guardatevi bene dall’utilizzarli.Il solo mezzo di cui avete il diritto di servirvi per attirare l’amore è la luce, ed è anche l’unico che sia veramente efficace. Inviate all’essere dal quale volete farvi amare dei doni di luce spirituale, dei colori che spargerete attorno a lui, sapendo che la luce e i colori sono entità vive. Quando la sua anima sentirà la presenza di quelle entità benefiche, penserà a voi con riconoscenza e vi apprezzerà sempre più.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Thoughts of Light
“It is natural that we want to attract love or friendship
someone, but you should never resort to means such as pressure
money, gifts, seduction or blackmail. Although many
men and women are in general of these vehicles, because
are obviously the easiest, you look good
from using them.
The only way that you attract the right to serve
love is the light, and is also the only one that is truly effective.
Notify me of being from which you want to make you love the gifts of light
spiritual, colors spreading around him, knowing that
the light and the colors are living entities. When his soul feel
the presence of those charitable entities, will think of you with
gratitude and appreciate you more. “
Mikhael Omraam Aïvanhov

emozioni

Dal momento che la nostra cultura ammira l’approccio più maschile e razionale verso la vita, e disprezza il lato femminile, più portato ai sentimenti, tutti hanno imparato, in qualche misura, a nascondere i propri sentimenti, persino a se stessi.
Abbiamo imparato a seppellire la maggior parte delle nostre sensazioni nel profondo di noi stessi, e a mostrare al mondo soltanto quello che sembra sicuro, e generalmente non è molto.
La maggior parte di noi si sente particolarmente a disagio con i sentimenti comunemente considerati “negativi”, come la paura, la tristezza, il dolore, la collera e la sensazione di essere feriti. In realtà non esistono sentimenti negativi.
Noi definiamo negativi le cose perché non le capiamo e quindi ne abbiamo paura. Tutti questi sentimenti sono naturali e importanti; ognuno ha una funzione significativa nell’esperienza umana. Invece di respingerli ed evitarli, abbiamo bisogno di esplorare e scoprire il dono che ogni sentimento ci offre.
I pensieri sono molto più collegati alla mente cosciente e alla volontà, mentre i sentimenti vengono da un luogo più profondo e meno razionale. In una certa misura possiamo scegliere coscientemente i nostri pensieri, ma l’unica scelta che abbiamo riguardo ai nostri sentimenti è il modo in cui affrontarli.
Per esempio, la persona che è stata licenziata potrebbe scegliere di crogiolarsi in pensieri critici o vendicativi sul suo capoufficio, oppure concentrarsi su pensieri che riguardano la ricerca di un altro lavoro.
Ma le emozioni sottostanti di rabbia e di paura rimangono lì, immutate. La persona può scegliere se affrontare queste sensazioni rimanendo seduto in casa in preda alla depressione, oppure andando in ufficio a gridare contro il capo oppure sfogandosi con un amico o un terapista, per poi andare in cerca di un nuovo lavoro.
In altre parole, può reprimere i suoi sentimenti, sfogarli, oppure esplorarli esprimerli, accettarli, e infine trovare un modo di agire appropriato per prendersi cura di se stesso.
Permettendoci di riconoscere e di vivere i nostri sentimenti quando si presentano, sviluppiamo gli strumenti per rimanere in contatto con essi.
È importante entrare in contatto con i bisogni che si trovano sotto le nostre emozioni e imparare a comunicarli con efficacia. Al di sotto della maggior parte delle nostre emozioni si trovano le nostre esigenze basilari di amore, accettazione, sicurezza e autoconsiderazione.
Abbiamo bisogno di conoscere il bambino vulnerabile che vive ancora nel profondo di noi, e di diventare il genitore affettuoso di cui il nostro bambino interiore ha bisogno.
I nostri sentimenti sono una parte importante della forza vitale che si muove costantemente attraverso di noi. Impedendo a se stessi di vivere appieno le proprie emozioni, si interrompe il flusso naturale della forza vitale.
L’energia viene bloccata nel corpo fisico e può rimanere così per anni o addirittura per tutta la vita, finché non viene liberata. Questo stato genera dolore emozionale e fisico, e malattie.
Sentimenti repressi = energia bloccata = malattie emozionali e fisiche.
Accettare le nostre emozioni, concederci di viverle e imparare a comunicarle in modo costruttivo e equilibrato, fa sì che scorrano facilmente e naturalmente attraverso di noi. Così la forza vitale fluisce senza impedimenti attraverso il corpo fisico, e produce la guarigione emozionale e fisica.
Vivere i sentimenti = fluire libero dell’energia = salute e benessere emozionale e fisico.
Mi piace usare l’analogia che paragona le nostre emozioni alle condizioni meteorologiche, in costante trasformazione a volte buie, a volte luminose, a volte violente e intense, altre volte calme e tranquille.
Cercare di resistere o di controllare le esperienze emotive è come cercare di controllare le condizioni atmosferiche: il massimo della futilità e della frustrazione! Inoltre, se vivessimo solo giornate di sole alla temperatura esatta di 20 gradi, la vita sarebbe piuttosto noiosa.
Quando siamo in grado di apprezzare la bellezza della pioggia, del vento e della neve come quella del sole, siamo liberi di godere della vita in tutta la sua pienezza.
sensazioni
Dopo aver represso e bloccato le nostre sensazioni non possiamo metterci in contatto con l’universo insito in noi, non possiamo prestare ascolto alla nostra voce intuitiva e non possiamo certo godere di essere vivi.
Quando sorvegliamo le nostre sensazioni impediamo all’energia vitale di fluire attraverso il nostro corpo. L’energia di queste sensazioni represse e inespresse rimane bloccata nel nostro corpo e ciò causa sconforto emotivo e fisico e, a lungo andare, malattie e disturbi fisici. Diventiamo apatici, quasi fossimo morti.
Dopo aver sperimentato e liberato emozioni del passato, prima represse, un maggiore flusso di energia e di vitalità arricchirà la vostra vita. E’ importante che impariate a essere in contatto con le vostre sensazioni non appena esse compaiono: in questo modo possono continuare a muoversi attraverso voi e il vostro canale rimarrà libero.
Le emozioni hanno una natura ciclica e, come il tempo meteorologico, cambiano costantemente. Nel corso di un’ora, di un giorno o di una settimana possiamo provare sensazioni diverse.
Se capiamo ciò, possiamo imparare ad apprezzare tutte le nostre sensazioni e permettere loro di continuare a cambiare.
Ma quando temiamo alcune sensazioni, quali la tristezza o la paura, inizieremo a usare i nostri freni emotivi non appena ne avremo la percezione. Non vogliamo percepirle completamente, così ci fermiamo a metà strada senza completare l’esperienza.
Tendiamo a considerare dolorose alcune sensazione e, quindi, vorremmo evitarle. Ho scoperto, tuttavia, che il dolore deriva realmente dalla resistenza a una sensazione.
A livello emotivo quel che ci provoca dolore è la nostra resistenza a una sensazione “negativa”. Mentre, se permettiamo a noi stessi di percepirla e di accettarla totalmente, essa diventa una sensazione intensa, non una sensazione dolorosa.
Non vi sono molte sensazioni “negative” o “positive”: noi le rendiamo tali, a seconda che le rifiutiamo o le accettiamo. Per me, tutte le sensazioni sono parte dell’indicibile e mutevole sensazione di essere viva. Se amiamo tutte le differenti sensazioni, esse ci appaiono come i colori dell’arcobaleno della vita.
Louise Hay
http://www.suonodiluce.com/Pensiero/hay.htm
emotions
Since our culture admires the most masculine and rational approach to life, and despise the feminine side, more inclined to feelings, everyone has learned, in some measure, to hide their feelings, even to themselves.
We have learned to bury most of our feelings deep inside ourselves, and show the world just what it seems safe, and generally is not much.
Most of us feel very uncomfortable with the feelings commonly regarded as “negative”, such as fear, sadness, pain, anger and the feeling of being hurt. In reality there are no negative feelings.
We define negative things because they do not understand, and then we are afraid. All these feelings are natural and important, and each has a significant role in human experience. Instead of rejecting them and avoid them, we need to explore and discover the gift that gives us all feeling.
Thoughts are much more connected to the conscious mind and the will, and feelings come from a place deeper and less rational. To some extent we can consciously choose our thoughts, but the only choice we have about our feelings is the way the deal.
For example, the person who has been dismissed may choose to bask in critical thinking or vindictive about his boss, or focus on thoughts that relate to the search for another job.
But the underlying emotions of anger and fear are still there, unchanged. The person may choose to deal with these feelings while sitting at home in the throes of depression, or going to yell at the head office or venting to a friend or a therapist, and then go looking for a new job.
In other words, it can suppress your feelings, vent, express or explore, accept, and then find a way to act appropriately to take care of itself.
Allowing us to recognize and live our feelings when they occur, we develop the tools to stay in touch with them.
It is important to get in touch with the needs that lie beneath our emotions and learn to communicate effectively. Under most of our emotions are our basic needs of love, acceptance, security and autoconsiderazione.
We need to know the vulnerable child who still lives deep within us, and become the loving parent that our inner child needs.
Our feelings are an important part of the life force that is constantly moving through us. Preventing oneself to truly experience their emotions, it stops the natural flow of life force.
The energy is locked in the physical body and may remain so for years or even for life, until he is freed. This state creates emotional and physical pain, and disease.
Repressed feelings = energy = blocked physical and emotional illnesses.
Accepting our emotions, grant us to live and learn to communicate in a constructive and balanced, makes it flow easily and naturally through us. So the life force flows unimpeded through the physical body, and produces physical and emotional healing.
Experience the feelings flow = free energy = health and emotional well-being and physical.
I like to use the analogy that compares our emotions to the weather, constantly changing sometimes dark, sometimes bright, intense and sometimes violent, sometimes calm and quiet.
Try to resist or control the emotional experience is like trying to control the weather: the ultimate futility and frustration! Moreover, if we lived only on sunny days the exact temperature of 20 degrees, life would be pretty boring.
When we can appreciate the beauty of the rain, wind and snow as the sun, we are free to enjoy life in all its fullness.
feelings
After repressed and blocked our feelings we can not get in touch with the universe within us, we can not listen to our intuitive voice and we can not enjoy being alive.
When supervise our feelings are preventing vital energy to flow through our bodies. The energy of these feelings repressed and unexpressed get stuck in your body and this causes emotional and physical distress and, over time, disease and physical ailments. We become apathetic, if we were dead.
After experiencing the emotions of the past and freed before repressed, an increased flow of energy and vitality will enrich your life. It ‘important that you learn to be in touch with your feelings as soon as they appear: in this way they can continue to move through you and your channel will remain free.
Emotions have a cyclical nature and, like the weather, constantly changing. In the course of an hour, a day or a week we can try different sensations.
If we understand what we are learning to appreciate all our feelings and allow them to continue to change.
But when we fear some feelings such as sadness or fear, we will start to use our emotional brakes as soon as we have the perception. We will not perceive them completely, so we stopped half way without completing the experience.
We tend to consider some painful sensation, and therefore we would like to avoid them. I discovered, however, that the pain really comes from resistance to a sensation.
On an emotional level that hurts us is our resistance to feeling a “negative”. While, if we allow ourselves to receive it and accept it totally, it becomes an intense feeling, not a pain.
There are a lot of feeling “negative” or “positive” give us these, depending on whether we reject or accept. To me, all sensations are part of the inexpressible feeling of being alive and changing. If we love all the different sensations, they seem like the colors of the rainbow of life.
Louise Hay
http://www.suonodiluce.com/Pensiero/hay.htm

Immerso in me stesso


Immagine di Giuseppe Bustone

Immerso in me stesso

…Improvvisamente mi sono sentito molto molto pesante.
Gli occhi,chiusi, mi sembravano
due macigni. Come se tutto me stesso sprofondasse improvvisamente…
E, poi, un gran senso di benessere
e beatitudine.
Questo è la meditazione!
Tutto ciò ed anche di più…

© Giuseppe Bustone

Coraggio e amore – Courage and love – Kahlil Gibran


Coraggio e amore

Dammi il supremo coraggio dell’Amore :

Questa è la mia preghiera,

Il coraggio di parlare,

Di agire, di soffrire,

Di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,

E aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.

Dammi la suprema certezza nell’Amore, e dell’Amore,

Questa è la mia preghiera,

La certezza che appartiene

Alla vita nella morte,

Alla vittoria nella sconfitta,

Alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,

A quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa,

Ma disdegna di ripagarla

Con l’offesa.

Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

Kahlil Gibran

Il coraggio di vivere coscientemente

Che cos’è il coraggio?

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma piuttosto sapere che qualcos’altro è più importante della paura.

– Ambrose Redmoon

Il coraggio è resistenza alla paura, la padronanza della paura – non assenza di paura.

– Mark Twain

Il coraggio è essere spaventati a morte, ma procedere lo stesso.

– John Wayne

Elevare la propria coscienza

La vita si restringe o si espande in proporzione al proprio coraggio.

– Anais Nin

Il coraggio è il prezzo che la vita esige per la concessione di pace.

– Amelia Earhart

Spostarsi dalla paura alla azione, anche se si prevede di fallire

Quando passi risoluto dal giovane fino al bullo grande, il mondo, lo prendi

con coraggio per la barba, egli è spesso sorpreso di trovarci fuori in mano, e che era solo legata allo spaventare gli avventurieri timido.

– Ralph Waldo Emerson

La maggior parte dei nostri ostacoli si scioglierebbe subito se, invece di rannicchiarci davanti a loro, dobbiamo fare camminare la nostra mente con coraggio attraverso di loro.

– Orison Marden Swett

Coraggio e perseveranza hanno un talismano magico, prima che le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nell’aria.

– John Quincy Adams

La paura non è il tuo nemico. E ‘una bussola che indica le aree di cui si ha bisogno per crescere. Così quando incontri una nuova paura dentro di te, celebrala come occasione di crescita, proprio come si celebra il raggiungimento di un nuovo traguardo per migliorare la forza personale

Intravedere tua grandezza

Ogni individuo ha talento. Ciò che è raro è il coraggio di seguire il talento nel luogo oscuro dove ci porta.

– Erica Jong

Il più alto è il coraggio di osare per sembrare ciò che si è.

– John Lancaster Spalding

Qualunque cosa tu faccia, ci vuole coraggio. Qualunque percorso si decide, c’è sempre qualcuno a dirvi che vi sbagliate. Ci sono sempre delle difficoltà derivanti che invitano a credere le critiche giuste. Per tracciare un percorso di azione e di seguirle sino in fondo richiede un po ‘dello stesso coraggio di cui un soldato ha bisogno. La pace ha le sue vittorie, ma ci vogliono uomini e donne coraggiosi per vincere loro.

– Ralph Waldo Emerson

Quindi, che cosa fate con il vostro coraggio di nuova concezione? Dove lo conduce? La risposta è che vi permetterà di condurre una ben più appagante vita piena di significato. Si comincerà a vivere come un essere umano audace invece di un topo timido. Potrete scoprire e sviluppare il vostro più grande talento. Potrete cominciare a vivere molto più consapevolmente e deliberatamente di quanto abbiate mai fatto prima. Invece di reagire agli eventi, è in modo proattivo fabbricando i tuoi eventi.

Il coraggio è qualcosa che si può solo veramente sperimentare. E ‘una vittoria privata, e no pubblica. Iniziando con il coraggio di ascoltare il vostro più intimo desiderio non è un’attività di gruppo e non il risultato di un consenso con gli altri. Kahlil Gibran scrive in Il Profeta, “La visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo”. Lo scopo della tua esistenza è solo vostra, da scoprire. Nessuno sulla terra ha vissuto attraverso le esperienze esattamente le stesse che hai, e nessuno pensa che i pensieri facciano esattamente lo stesso.

Da un lato, questa è una realizzazione solitaria. Sia che si viva da soli o si goda della più profonda intimità con un partner amoroso, in fondo devi ancora affrontare la realtà che la tua vita è tua solo per viverla. Si può scegliere di cedere temporaneamente il controllo della tua vita agli altri, sia che si tratti di una società, un coniuge, o semplicemente per le pressioni della vita quotidiana, ma non si può mai dare via la propria responsabilità personale per i risultati. Sia che si assuma il controllo diretto e consapevole sulla propria vita o semplicemente si reagisca agli eventi mentre accadono a te, e tu da solo devi sopportarne le conseguenze.

Se ci si impegnano a seguire il percorso del coraggio, alla fine si sarà costretto a confrontarsi con quella che è forse la paura più grande di tutti – che è molto più potente e capaci di quanto inizialmente ci si renda conto, che il tuo ultimo potenziale è di gran lunga superiore a qualsiasi cosa mai vissuta in passato, e che con questa potenza si ha una responsabilità tremenda. Potresti non essere in grado di risolvere tutti i mali di questo pianeta, ma se mai volessi impegnarti personalmente al 100% per la realizzazione del tuo vero potenziale, si possono influenzare notevolmente la vita di molte persone, e l’ impatto avrà ondulazioni attraverso il futuro per le generazioni a venire.

Abbracciare l’avventura del dare

Prima di intraprendere qualsiasi percorso porsi la domanda: Questa strada ha un cuore? Se la risposta è no, lo saprete e quindi è necessario scegliere un altro percorso. Il guaio è che nessuno si pone la domanda. E quando un uomo si rende conto finalmente di aver preso un sentiero senza un cuore il percorso è pronto a ucciderlo.

– Carlos Castaneda

Tanto più profondo è il dolore che incide il vostro essere, tanta più gioia potrete contenere. Non è il calice che contiene il vostro vino la coppa stessa che era stata bruciata nel forno del vasaio? E non è il liuto che rasserena il vostro spirito, lo stesso legno scavato dal coltello?

– Kahlil Gibran

Razze inazione dubbi e paure. Azione razze fiducia e coraggio. Se si vuole vincere la paura, non ti sedere a casa e pensare. Vai fuori e datti da fare.

– Dale Carnegie

Come si sviluppa un senso del vostro vero scopo nella vita, si può cominciare a sentirsi a disagio uno scollamento tra la vostra situazione di vita attuale e quella che immaginate Questi due mondi possono sembrare così diversi da voi che non si può concepire mentalmente di come costruire un ponte tra di loro. Come si può bilanciare la realtà pratica di prendersi cura dei vostri obblighi di terza dimensione come guadagnare denaro per pagare le bollette e le tasse far piacere al vostro capo, mantenere la tua famiglia e relazioni sociali con persone che non possono riferirsi anche a quello che si riscontra come nuova visione di se stessi nel disperato desiderio di muoversi verso.una miriade di nuove paure che possono sorgere correlate a questo cambiamento apparentemente impossibile. Come si gestisce? Che ne sarà dei vostri rapporti? Stai deludendo te stesso?

Tratto e tradotto da : http://ezinearticles.com/?The-Courage-to-Live-Consciously&id=98627

Courage and love

Give me the supreme courage of Love:

This is my prayer;

Courage to speak, to act, to suffer.

Strengthen me with perilous tasks,

Honor me with pain,

And help me to stand each time I fall!

Give me the supreme certainty with love,

And of love – this is my prayer,

Certainty which belongs to life in death,

To victory in defeat,

To such dignity in pain,

Which can accept an offence,

But refuses to give an offence in return.

Kahlil Gibran

The Courage to Live consciously

What Is Courage?

Courage Is Not The Absence Of Fear, But Rather The Judgement That something else is more important Than fear.

– Ambrose Redmoon

Courage is resistance to fear, mastery of fear – not fear of Absence.

– Mark Twain

Courage Is Being Scared to Death, But saddling up anyway.

– John Wayne

Raise Your Consciousness

Life Shrinks or expands in Proportion to one’s courage.

– Anais Nin

That Courage is the price Life exacts for granting peace.

– Amelia Earhart

Move From Fear to Action, Even if You Expect to Fail

When a resolute young fellow steps up to the great bully, the world, and boldly by the beard Takes HIM, Often he is surprised to find it comes off in His hand, and That It Was Only tied on to scare away the timid adventurers.

– Ralph Waldo Emerson

Most of Our Would Obstacles melt away if, INSTEAD OF cowering before Them, We Should Our make up minds to walk boldly through Them.

– Orison Swett Marden

Courage and perseverance Have a magical talisman, before Which Difficulties Disappear and Obstacles Vanish into air.

– John Quincy Adams

Fear is not your enemy. It is a compass pointing you to the Areas Where You need to grow. So When you encounter a new fear Within yourself, celebrate it as an opportunity for growth, just as you celebrated Would Reaching a new personal best with strength training.

Catch a Glimpse of Your Own Greatness

Everyone has talent. What is rare is the courage to follow the talent to the dark place Where It Leads.

– Erica Jong

The Highest is to give courage to appear to be what one is.

– John Lancaster Spalding

Whatever you do, you need courage. Whatever course you decide upon, there is always someone to tell you That you are wrong. There are always Difficulties Arising That tempt you to believe your critics are right. To map out a course of action and follow it to an end Requires Some Of The Same That courage a soldier needs. Peace has ITS victories, But It Takes brave men and women to Win Them.

– Ralph Waldo Emerson

So what do you do with your newly Developed courage? Where will it lead you? The answer Is that it will permit you to lead to a more fulfilling and Meaningful Life. You will truly begin living as a human being daring INSTEAD of a timid mouse. You will uncover and Develop your greatest talents. You will begin to living more consciously and Deliberately Than You Ever Have Before. Instead of Reacting to events, you will proactively manufacture your own events.

Courage is something you can only truly experience alone. It is a private victory, not a public one. Summoning the courage to listen to your innermost Desires is not a group activity and does not result from building a consensus with others. Kahlil Gibran writes in The Prophet, “The vision of one man lends not ITS wings to Another Man.” The purpose of your Existence is yours alone to discover. No one on earth has lived through the exact examination Experiences you have, and no one Thinks the Same exact thoughts you do.

On the one hand, this is a lonely realization. Whether you live alone or enjoy the Deepest intimacy with a loving partner, deep down you still must face the reality That your life is yours alone to live. You can choose to Temporarily yield control of your life to others, Whether it be to a company, a spouse, or Simply to the Pressures of daily living, But You can never give away your personal responsibility for the results. Whether you take direct and conscious control over your life or Merely As They react to events happen to you, you and you alone must bear the consequences.

If you commit to Following the path of courage, Ultimately you will be forced to confront what is Perhaps the greatest fear of all – That You Are Far More Powerful Than You Initially Realized and capable, That is your ultimate potential to Greater Than anything you ‘ you experienced in your past, and That with this power comes tremendous responsibility. You May Not Be Able to solve all the Woes of this planet, But if you ever do commit yourself 100% to the fulfillment of your true potential, you can Significantly Impact the lives of many people, and That impact will ripple through the future for Generations to Come.

Embrace the Daring Adventure

Before you embark on Any path ask the question, does this path Have a heart? If the answer is no, you will know it and then you must Choose another path. The trouble is nobody That Asks the question. And When a man finally realizes That he has taken a path without a heart the path is ready to kill HIM.

– Carlos Castaneda

The Deeper sorrow That Carves Into Your Being, the more joy you can contain. Is not the cup That Holds your wine the very cup That Was burned in the potter’s oven? And is not the lute That soothes your spirit, the very wood That Was hollowed with knives?

– Kahlil Gibran

Inaction breeds doubt and fear. Action breeds confidence and courage. If You Want to conquer fear, do not sit home and think about it. Go out and get busy.

– Dale Carnegie

As You Develop a sense of your true purpose in life, May you begin to feel an uneasy disconnect Between your current life situation and the one you envision moving Towards. These two worlds May Seem So Different to you That you can not mentally conceive of how to build a bridge Between Them. How can you balance the Practical reality of taking care of your third-dimensional Obligations like earning money to pay your bills and taxes, pleasing your boss, raising your family, and Maintaining social relationships with people who can not even Relate to what you ‘ King vs experiencing. the new vision of yourself you desperately Want to Move Towards. A whole host of new Fears May crop up related to this seemingly impossible shift. How will you support yourself? What Will Become of your relationships? Are you just deluding yourself?

Taken to: http://ezinearticles.com/?The-Courage-to-Live-Consciously&id=98627

Senza opinioni – Without opinions – Huang Po


🌸Senza opinioni🌸

L’argomentazione dà origine
alla coscienza delirante.
Così Bodhidharma rimase rapito
in meditazione di fronte a un muro,
e non ha creato opinioni.

Huang Po
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Without opinions

Argumentation gives rise
to delusory consciousness.
Thus Bodhidharma sat rapt
in meditation facing a wall,
and did not create opinions.

Huang Po

La serenità – Serenity – Haiku



La serenità – Haiku

In un respiro
io odo eco smorzate:
È serenità

11.07.2016 Poetyca

Serenity – Haiku

In one breath
I hear muffled echo:
It is serenity

11/07/2016 Poetyca

★ cღPoeti amici ღ★


Passi di un cammino

Al tempo sospeso
che appartiene a noi
soltanto a noi
che stringiamo tra le mani
il destino di un amore.

Ti sono accanto,
nei tuoi istanti, ti amo,
nel silenzio della notte,
ti penso, nella mia vita.

Antonio De Simone

Steps of a journey

At the suspended time
that belongs to us
only to us
that we hold in our hands
the destiny of a love.

I’m beside you,
in your istants, I love you,
in the silence of the night,
I think of you, in my life.

Antonio De Simone

Gang Of Four


[youtube https://youtu.be/rmiwPZczUy8]

I Gang of Four sono un gruppo post punk britannico, formatosi a Leeds nel 1977.

I membri originari erano il cantante Jon King, il chitarrista Andy Gill, il bassista Dave Allen e il batterista Hugo Burnham. In attività dal 1977 al 1984, si sono riformati due volte negli anni novanta con King e Gill. Nel 2004 sono tornati anche Allen e Burnham.

Il gruppo suona punk rock fortemente influenzato da funk e dub reggae, e si dedica a temi incentrati sulle difficoltà della società moderna. Il loro primo disco, Entertainment!, arrivò al numero 490 della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone. Gli ultimi lavori dei Gang of Four (Songs of the Free ed Hard) li hanno visti più alle prese con sonorità più contemporanee e quasi vicine alla disco music.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gang_of_Four_(gruppo_musicale)

Gang of Four are an English post-punk group, formed in 1977 in Leeds.[1] The original members were singer Jon King, guitarist Andy Gill, bass guitarist Dave Allen and drummer Hugo Burnham. There have been many different line-ups including, among other notable musicians, Sara Lee and Gail Ann Dorsey. After a brief lull in the 1980s, different constellations of the band recorded two studio albums in the 1990s. Between 2004 and 2006 the original line-up was reunited; as of 2013, Gill is the sole original member.

The band plays a stripped-down mix of punk rock, funk and dub, with an emphasis on the social and political ills of society. Gang of Four are widely considered one of the leading bands of the late 1970s/early 1980s post-punk movement. Their later albums (Songs of the Free and Hard) found them softening some of their more jarring qualities, and drifting towards dance-punk and disco. Their debut album, Entertainment!, ranked at Number 483 in Rolling Stone’s 500 Greatest Albums of All Time, and is listed by Pitchfork Media as the 8th best album of the 1970s.[3] David Fricke of Rolling Stone described Gang of Four as “probably the best politically motivated band in rock & roll

https://en.wikipedia.org/wiki/Gang_of_Four_(band)

Una perla al giorno – Majjhima-Nikâya


 mandala3

Abbandonato il pettegolezzo,
si astiene dal pettegolezzo;
parla al momento giusto, parla dei fatti,
parla di ciò che è buono,
parla del Dhamma e della disciplina;
al momento giusto proferisce parole
che vale la pena di ricordare,
ragionevoli, moderate e benefiche.

Majjhima-Nikâya
Abandoned gossip,
abstains from gossip;
speaks at the right time, speaks of the facts,
talk about what is good,
speaks of the Dhamma and discipline;
at the right time utters words
it is worth remembering,
reasonable, moderate and beneficial.

Majjhima-Nikâya