Archivio | 17/01/2021

Voce – Voice


Voce

Voce, vibrazione d’anima
ed incanto che permetta connessione
tra chi offre e chi riceve; che rinsalda nel tempo
tutti i legami, per portare gioia e passione,
che spezza dubbi ed abbatte tutte le paure.

Voce che raccoglie tutti gli istanti
in trepida attesa di nuove parole:
sognate, desiderate e mai cancellare
sull’anima, che festante,
è spiaggia che attende la carezza
d’un onda senza fine.

Voce accesa, viva,
che racconta lacrime nascoste
d’una nostalgia senza suono,
oltre l’istante e il suo colore;
oltre la vita e l’amore.

Voce mia, voce tua
in perpetuo intreccio
che vibra nel silenzio,
nelle asperità di una vita
che nega la presenza.

Voce attesa, amata,
che sospinge oltre la solitudine
ed accarezza senza fine
nell’espansione del respiro
tra gioie d’Universo

Sei tu forza che prorompe,
smorza ed arricchisce
legami dove tutto scorre;
dove tutto si conosce
anche in accoglienza
nell’ascolto del silenzio.

16.01.2005 Poetyca

Voice

Voice, vibration of the soul
and charm that allows connection
between who provides and who receives that strengthens in the time
all bonds, to bring joy and passion,
that breaks down all the fears and doubts.

Voice that collects all the moments
anxiously waiting for new words:
dream, and never want to delete
soul, that festive,
is the beach that awaits the caress
of a wave without end.

Voice on, alive,
that tells hidden tears
of nostalgia without sound,
over time and its color;
beyond life and love.

My voice, your voice
in a perpetual interweaving
that vibrates in the silence,
in the rough of a life
denying its presence.

Voice wait, loved,
that pushes beyond the solitude
and endless caresses
expansion of the breath
joys of the Universe

Are you the force that breaks out,
softens and enriches
ties where everything flows;
where everything is known
in reception
listening to the silence.

16.01.2005 Poetyca

Scricchiolio – Crunch


🌸Scricchiolio🌸

Armonia spezzata
in questo silenzio
nato da sempre
come luogo
di vero ascolto
Scricchiolio
di foglie
sussulto del cuore
come tenebra
spezza l’incanto
Una lucina in cuore
improvvisa
ricompone la realtà
e scopro allora
che non esiste oscurità

27.03.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Crunch

Broken harmony
in this silence
born forever
as a place
of true listening
Crunch
of leaves
jolt of the heart
as darkness
breaks the spell
A light in the heart
sudden
recomposes reality
and I find out then
that there is no darkness

27.03.2019 Poetyca

Ed è attesa – It  is waiting …


Ed è attesa…

Momenti di pausa,riflessione
su quanto è stato,sul numero di ostacoli
pronti a sbarrare il cammino.

Colori svaniti che cercano brillantezza.

Silenzi che non trovano ascolto,
perchè anche il silenzio potrebbe cercare
la comunicazione,quando,incapaci di fidarsi
di chi sa porre ostacoli al nostro parlare
con le maschere che indossa ci induce
ad adattarci ad un mondo superficiale.

Ci si trova da soli senza nessuno in ascolto.

Si comprende l’inutilità di ogni passo
compiuto tra sagome che vuote sanno solo guardare
e nella valutazione del senso del nostro valore
temiamo quel futuro incerto che nascosto nell’ombra
sembra incapace di donare qualcosa.

Ma tra un’ ala non ancora aperta
ed un germoglio che cerca vita
tutto ancora potrebbe cambiare
con la forza ed il desiderio di trovar luce
che faccia brillare ogni nostro colore.

14.03.2003 Poetyca

 

It  is waiting …

Moments of pause and reflection
on what has been, the number of obstacles
ready to block the path.

Faded colors looking bright.

Silences that are not listening,
because the silence could try
communication, when, unable to trust
of those who can put obstacles in our speech
with the masks he wears makes us
to adapt to a superficial world.

You are alone with no one listening.

One understands the futility of every step
made between shapes that they can only look empty
and evaluation of the sense of our value
uncertain future that we fear that hidden in the shadows
seems unable to donate something.

But in a ‘wing unopened
looking for life and a bud
everything could change again
with the strength and the desire to find light
that might shine all our color.

14.03.2003 Poetyca

Con Armonia – With Harmony


Due amanti silenziosi somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confondere le voci in una divina armonia. (p. 50)

Jean-Baptiste Alphonse Karr, Aforismi sulle donne, sull’uomo e sull’amore, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.

Armonia

“Mettete la parola “armonia” nel cuore della vostra esistenza,
custoditela in voi come una sorta di diapason, e non appena vi
sentite un po’ inquieti o turbati, prendete quel diapason e
ascoltatelo in modo da mettere tutto il vostro essere in
consonanza con la vita illimitata, la vita cosmica.
Dite che riuscite già ad armonizzarvi con la vostra famiglia,
con i vostri amici, con i vostri vicini, con i vostri colleghi di
lavoro?… Va bene, ma non è sufficiente. Potete essere in
accordo con la vostra famiglia o con la società, ma essere in
disaccordo con la vita universale, e allora, a poco a poco tale
dissonanza si infiltra in voi e rode il vostro organismo
psichico. Sforzatevi sin da ora di accordarvi con la vita
universale; sarà questa a portarvi la salute, la bellezza, la
luce, la gioia, e a fare di voi, ovunque andrete, un fattore di
armonia.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh

Sorridere a voi stessi è un atto molto gentile nei vostri confronti, perchè state soffrendo e quando soffrite avete bisogno di amore. Voi siete la prima persona che può offrirvelo, non aspettate che sia un’altra a farlo. La pratica della meditazione è la pratica del guardare in profondità nella natura delle cose. E quando sarete in grado di guardare nella natura delle cose otterrete la comprensione, che può liberarvi dalla vostra sofferenza. Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l’intuizione, non attraverso la grazia, e quell’intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità. Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l’energia della presenza mentale:camminando, respirando, sedendo. Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite:”Sono arrivato”. Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite:”Sono a casa”, e la vostra casa comincerà a rivelarvisi. Dovrebbe esserci sempre al vostro interno una specie di dialogo permanente con voi stessi, così che possiate scoprire qual è il sentiero da percorrere. E, quando conoscerete il vostro sentiero, smetterete di soffrire. Quando fate qualcosa per far sentire un altro sollevato, improvvisamente vi sentite molto felice. Se non avete la possibilità di fare qualcosa per dar sollievo a qualcun altro ma desiderate essere in grado di farlo, già quella voglia vi renderà più felice. Chi non ha l’energia dell’amore, chi non ha nessuna voglia di amare, è perso, molto solo e molto infelice.

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La retta parola

Nel Vinaya leggiamo queste istruzioni: «Chiunque
stia per ammonire un altro deve suscitare in sé
cinque qualità prima di aprir bocca, in modo da
poter dire così: “Parlerò a tempo debito, non nel
momento sbagliato. Dirò la verità, non bugie.
Parlerò soavemente, non con severità. Parlerò a
suo vantaggio, non a suo danno. Parlerò con
intento gentile, non con rabbia”».

Parlare rettamente è sopratutto mantenere una costante attenzione
al proprio modo di esprimersi in ogni circostanza,
perchè la parola è manifestazione del proprio essere.

Una delle cose importanti è il non parlare vanamente,
l’essere prudenti e misurati andando a verificare le fonti,
perchè non si trasmetta ad altri qualcosa di non vero,
che propagasse ignoranza (nel senso di falsa conoscenza).

Sopratutto nell’evitare di sovraccaricare gli altri
di troppe parole che non sempre sono utili.
Si deve sviluppare un processo di sintesi
per trasmettere l’essenza e dare spazio agli altri
nella ricerca ed ascolto interiore.

Non è la mente che deve parlare e soppesare
ma il nostro accostarci con amorevolezza
e compassione, in questo modo cade il giudizio
e la rabbia per mantenere sempre posizioni di supremazia.

Essere duali è percorrere la strada della competizione
e non ci sono giudici e gare.

Si apprende molto osservando ad ascoltando,
mentre non si ha nulla da insegnare a nessuno imponendo
delle proprie opinioni. Meglio tenerle per se stessi
o chiedersi se sono davvero valide o frutto
di condizionamenti della nostra mente.

La ricerca interiore è un giardino che ogni essere
coltiva in prima persona, possiamo solo dare sostegno
e non serve essere concitati ed agitarsi con gli altri
per far capire di essere vicini o di sentirsi distanti.

Meglio un fermo silenzio, addolcito da un sorriso
ed un amorevole accoglienza che il farsi trascinare
da un fiume in piena che non placa la mente.

Non giova sapere se si è approvati o disapprovati
da qualcuno, è importante riflettere e capire
se il passo che compiamo è costruttivo
o arreca danno ad altri esseri, in questo
possiamo essere capaci da soli.

Si è davvero vicino ad una persona restando in silenzio,
per permetterle di leggersi nel profondo,
ed aspettando che quello che noi avevavo compreso,
finalmente trovi chiarezza nell’altro attraverso
la retta visione ed il suo retto sforzo.
Possiamo suggerire con dolcezza, mai sovrapporci
o sostituirci agli altri.

Questo è nella mia esperienza e nel mio
modo di porgere la mia presenza in tanti anni.

Nel nostro rapporto con gli altri
non abbiamo merito alcuno, siamo solo testimoni
del loro sforzo per migliorare.
Ma sopratutto non dobbiamo distrarci
dal lavoro che serve per migliorare noi stessi.

Un sorriso
Poetyca

Vinaya è un termine sanscrito e pāli che significa disciplina e nel Buddhismo indica la raccolta scritturale delle norme di condotte seguite dai monaci (bhiksu, sanscr., bhikkhu, pāli) e dalle monache (bhiksuni, sanscr., bhikkhuni, pāli).
Il vinaya è una delle due categorie degli antichi insegnamenti del Buddha Shakyamuni (o Buddhadharma) insieme al ‘Dharma’ (ovvero dottrina). Un altro termine per indicare il Buddhismo è infatti Dharmavinaya.
Attualmente disponiamo di sette vinaya delle antiche scuole (Buddhismo dei Nikaya).
Il vinaya Theravada, di probabile origine Sthaviravada Vibhajyavada, è conservato nel Canone pāli ed è suddiviso in tre parti:

Suttavibhanga, le regole di condotta fondamentali dei monaci e delle monache (patimokkha) con le storie all’origine di ciascuna regola;
Khandhaka, a sua volta suddiviso in:
Mahavagga, altre regole di condotta e di etichetta per il sangha insieme ad altri discorsi e insegnamenti del Buddha;
Cullavagga, elaborazioni sull’etichetta e le norme dei monaci e delle monache e la trattazione di come vadano affrontati i casi di infrazione delle regole monastiche;
Parivara, una ricapitolazione delle sezioni precedenti riportante in sunto le regole classificate in vari modi a scopo didattico.

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Harmony

Two lovers are like two harps silent with the same pitch and ready to confuse the entries in a divine harmony. (P. 50)Jean-Baptiste Alphonse Karr, aphorisms on women, man and love, by Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.Harmony

“Put the word” harmony “in the heart of your existence,
Guard them in you as a kind of tuning fork, and as soon as you
feel a bit ‘anxious or upset, take this fork and
listen to put your whole being in
consonance with unlimited life, cosmic life.
You say you have failed to harmonize with your family,
with your friends, your neighbors, your colleagues
work? … Okay, but not enough. You may be
agreement with your family or society, but be
disagreement with the universal life, and then, little by little this
dissonance seeps into you and eats your body
psychic. Make an effort from now to agree with the life
universal, this will take you to the health, beauty,
light, joy, and to you, wherever you go, a factor
harmony. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

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Speeches by Thich Nhat Hanh

Smiling to yourself is an act very kind to you, because you are suffering and suffering when you need love. You are the first to offer it can not wait until it is another to do so.The practice of meditation is the practice of looking deeply into the nature of things.And when you’re able to look at the nature of things will get understanding, which can free you from your suffering. In Buddhism, liberation is through intuition, not through the grace and intuition will not be possible without the practice of meditation and deep looking. Do not miss a minute of your day, every minute of your day can be used to generate the energy of mindfulness: walking, breathing, sitting. Breathe, enjoy your breath and say, “I came.” The aim is to stop running. When you exhale say, “I’m home, and your home will begin to rivelarvisi. There should always be your kind of interior permanent dialogue with yourself, so you can find out what path to take. And, when you know your path, stop suffering. When you do something to make another raise, suddenly you feel very happy. If you do not have the opportunity to do something to give relief to someone else but would like to be able to do so, that should already make you happier. Who has the energy of love, who has no desire to love is lost, very lonely and very unhappy.

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Right speech

In the Vinaya read these instructions: “Whoever
is to warn another to be perceived as such
five qualities before opening his mouth, so
I can say this: “I will in due course, not in
wrong time. Tell the truth, not lies.
I will speak softly, not with severity. I’ll talk to
his advantage, not to their detriment. I’ll talk to
kind intent, not with anger. “

Speak directly above is to maintain a consistent focus
its mode of expression in all circumstances,
because the word is a manifestation of his being.

One of the important things is to not speak in vain,
being cautious and measured by checking the sources,
why do not you send to others something that is not true,
that propagates ignorance (in the sense of false consciousness).

Above all, avoid overloading the other
too many words that are not always useful.
We must develop a synthesis process
to convey the essence and give space to others
in research and inner listening.

It is the mind that has to speak and weigh
but our approach with kindness
and compassion, so that falls on court
and anger to maintain positions of supremacy.

Being dual is the path of competition
and there are judges and competitions.

You learn a lot by watching to listening,
while you have nothing to teach anyone requiring
of their views. Better to keep it for themselves
or whether they are really valid or fruit
of conditioning of our mind.

The research is an inner garden that every
grow personally, we can only give support
and no need to be excited and agitated with the other
to understand to be near or distant feel.

Better a still silence, softened by a smile
and a loving welcome that being dragged
by a swollen river that calms the mind.

Not useful to know whether you approve or disapprove
by someone, it is important to reflect and understand
if the step you take is constructive
or causes harm to other beings, in this
we may be able by themselves.

It was really close to a person remaining silent,
to enable it to read in depth,
and waiting for what we had understood,
finally find clarity in the other through
the right view and its right effort.
We suggest gently, never sovrapporci
or replace them with others.

This is in my experience and my
way to extend my presence in many years.

In our relationship with others
we have no merit, we are only witnesses
of their effort to improve.
But above all we must not distract us
the work they need to improve ourselves.

A smile
Poetyca

Vinaya is a Sanskrit word that means discipline and Pali and in Buddhism means the collection of scriptural standards of conduct of monks (bhiksu, Skt., Bhikkhus, poles) and nuns (bhiksuni, Skt., Bhikkhuni, poles).
The Vinaya is one of two categories of the ancient teachings of Buddha Shakyamuni (or Buddhadharma) together with the ‘Dharma’ (ie doctrine). Another term for Buddhism is in fact Dharmavinaya.
Currently we have seven schools of the ancient Vinaya (the Buddhist Nikaya).
The Theravada Vinaya, probably from Sthaviravada Vibhajyavada, is preserved in the Pali Canon and is divided into three parts:

Suttavibhanga, the fundamental rules of conduct of monks and nuns (Patimokkha) with the origin stories of each rule;
Khandhaka in turn divided into:
Mahavagga, other rules of conduct and label for the sangha with other discourses and teachings of the Buddha;
Cullavagga, processing and labeling standards of monks and nuns and the discussion of how to be dealt with breaches of monastic rules;
Parivara, a recapitulation of the previous sections showing in summary the rules classified in various ways for teaching purposes.

Essenza della meditazione – Essence of meditation – Jean Klein


Essenza della meditazione – Jean Klein

La meditazione non è attività mentale o fisica. Non si può dire che cosa sia la meditazione nel campo della conoscenza obbiettiva. Non è nulla di percettibile. Essa non si trova nel campo dell’esistenza, dell’energia e del movimento, ma è uno stato al di là di tutti gli stati. La meditazione è la sorgente del movimento e del non movimento. Perciò non è chiaramente una funzione, non è qualcosa che possiate fare. Essere in meditazione reca con sé un nuovo modo di vivere istante per istante, un modo di vita che non può essere diviso in compartimenti: tempo per gli affari, tempo per mangiare, tempo per meditare, eccetera. Non potete entrare e uscire dalla meditazione. Essa è il supporto di ogni attività. Nella diversità della vita di tutti i giorni, la tela di fondo resta sempre la stessa e tutte le attività sono espressioni spontanee di questo fondale. Nella meditazione il vivere è spontaneo. La vita scorre senza riferirsi ad un centro che controlla, ad un ego. L’immagine dell’io cerca la propria sopravvivenza nelle situazioni. Essa cerca una sicurezza nella ripetizione e negli schemi di comportamento acquisiti. Cerca di rendere conosciuto tutto ciò che è nuovo e sconosciuto. Finché funziona questo controllo dell’individualità, non possiamo realizzare la vita spontanea, il non-stato dal quale sorgono tutti gli stati. La meditazione è il fondale di ogni gesto, di ogni attività. Essa è spesso scambiata per un abbandono di ogni attività. Ma arrestare il mentale non è meditare. Questo abbandono è ancora un’attività. La meditazione è la tranquillità dietro l’attività e la così detta non-attività. Meditare è una completa integrazione: tutte le sue espressioni si trovano all’interno. All’interno di essa.
D. Lei dice che noi siamo meditazione, e che mettersi a meditare è un modo di allontanarsi dalla meditazione. Se non si tratta di qualcosa che posso fare, come posso essere al di là del fare?
R. Sia semplicemente consapevole di essere quasi sempre nel fare, consapevole del fatto che controlla, produce, giudica, interpreta. Prenda nota del fatto che quando cerca di evitare qualcosa, anche questa è ancora un’attività, e appartiene alla cosa stessa che cerca di evitare. Non può avvenire alcuna trasformazione attraverso lo sforzo. La meditazione non è la tranquillità del mentale. Lei può arrestare il suo pensiero attraverso la disciplina, ma questo non è uno spirito libero. Appena vede questo con chiarezza, è uscito dal processo.
D. Molte tradizioni mettono l’accento su una pratica sistematica di meditazione. Questo ha qualche valore?
R. La meditazione non ha luogo tra le sette o le otto del mattino, e le sei e le sette della sera. Per apprendere qualcosa di pratico come una lingua o uno strumento musicale, avete bisogno di esercitarvi. Ma non potete esercitarvi ad essere quello che siete. Ci si esercita per ottenere un risultato nello spazio-tempo, ma la nostra natura fondamentale è senza causa ed è eterna. Appena lei ha l’intenzione di meditare, c’è una proiezione sottile di energia e lei si identifica con questa proiezione. Quando comincia a rispondere alle sollecitazioni del silenzio, può essere chiamato ad esplorare l’invito. Questa esplorazione è una specie di laboratorio. Può sedersi a osservare l’andirivieni delle percezioni. Resti presente ad esse ma non le segua. Seguire un pensiero è ciò che lo mantiene. Se resta presente senza diventare complice, l’agitazione rallenta a causa della mancanza di carburante. Nell’assenza di agitazione, lei è preso dalla risonanza della tranquillità. E’ come se fosse nel deserto. In principio ascolta l’assenza di suoni e la chiama silenzio. Poi può essere improvvisamente preso dalla presenza della tranquillità in cui lei è uno con l’ascolto. Questo spostamento della prospettiva le prova di prima mano quello che accettava sinora di seconda mano come una possibilità: che non c’è meditante, che l’idea di un meditante non è che una produzione dello spirito, una frammentazione della memoria. Questa scoperta è un punto in cui l’intelletto arriva ad un arresto, e lei è preso da questo silenzio che è la tela di fondo di tutta la tavolozza delle percezioni. A quel punto, lei non avverte più il bisogno di sperimentare nel suo laboratorio. La tranquillità diventa sempre più integrata nella vita quotidiana.
D. C’è uno spazio, allora, per sedere in meditazione durante la vita quotidiana?
R. Il nostro stato naturale è la tranquillità, ma lei si conosce soltanto nell’azione, che nasconde il fondale della tranquillità. Prenda nota del desiderio di sedere in meditazione. Non lo arresti, non lo fugga, non lo eviti, non lo controlli. Lo guardi come può guardare le onde dell’oceano. Ma faccia attenzione. Può pensare di guardare le onde mentre lo sguardo è ancora un’idea. Nello sguardo completo, non c’è interferenza psicologica, né intesa come interpretazione, come emotività, e neppure come distacco. Non c’è introversione dei sensi. Essi sono ancora là, finché lei ha orecchie, occhi e naso. Se il suo scopo è quello di liberarsi dei sensi, dall’agitazione, allora è ancora intento a proiettare un fuori, un”altro da”. Questo rafforza la relazione soggetto-oggetto. Quando è attento, vede che ci sono dei brevi istanti nella sua vita quotidiana in cui appare la tranquillità. Se lei non ignora questa tranquillità ma si lascia prendere da lei, essa lo solleciterà sempre di più e il desiderio di questa tranquillità sorgerà coscientemente, ciò a dire in modo continuo. In tal modo la meditazione la attira a sé. Lei si rende conto che, benché il mentale possa essere di tanto in tanto tranquillo, la sua natura è il movimento, e che la vera tranquillità è la sorgente sia della funzione che della non funzione.
Tratto dal libro: Chi sono io? … l’eterna domanda – Edizioni: L’uomo creativo – Torino, 1989 – Autore: Jean Klein

Essence of meditation – Jean Klein
Meditation is mental or physical activities. You can not say what meditation is in the field of objective knowledge. It is nothing noticeable. It is not in the field of existence, energy and movement, but it is a state beyond all states. Meditation is the source of movement and no movement. Therefore it is clearly a function, not something you can do. Being in meditation brings a new way of living moment by moment, a way of life that can not be compartmentalized: time for business, time to eat, time to meditate, and so on. You can not get in and out of meditation. It is the support of all activities. In the diversity of life every day, the backdrop is always the same and all activities are spontaneous expressions of the seabed. In meditation, to live is spontaneous. Life goes on without reference to a center that controls such an ego.The image of the self seeks its own survival situations. It seeks security in repetition and in the patterns of behavior acquired. Try to make known all that is new and unknown. As long as this control works individuality, we can not achieve spontaneous life, the non-state from which arise all the states. Meditation is the bottom of every gesture, every activity. It is often mistaken for an abandonment of all activity. But do not stop the mind is to meditate. This abandonment is still a business. Meditation is the quiet behind the activities and the so-called non-activity.Meditation is a complete integration: all its expressions are inside. Within it.
Q. She says that we are meditating, and get a way to meditate is to turn away from meditation. If it is not anything I can do, how can I do beyond?
A. Is simply aware of being almost always do, aware that controls, produces, judges, interprets. Take note of the fact that when trying to avoid something, this is still an asset, and belongs to the thing itself seeks to avoid. There can be no transformation through the effort. Meditation is not the peace of mind. You can stop his thought through discipline, but this is not a free spirit. Just see this clearly, was released from the process.
Q. Many traditions place emphasis on a systematic practice of meditation. This has some value?
A. Meditation does not take place among the seven or eight o’clock in the morning, and six and seven in the evening. To learn something practical like a language or a musical instrument, you need to practice. But you can carry on being who you are.There are exercises to get a result in the space-time, but our fundamental nature is eternal and is without cause. As soon as she has the intention to meditate, there is a thin projection of energy and she is identified with this projection. When you begin to meet the demands of silence, may be called upon to explore the invitation. This exploration is a kind of laboratory. Can sit and watch the comings and goings of perceptions. Remains present to them but do not follow them. Follow a thought is what keeps it. If it remains present without becoming an accomplice, agitation slows down due to lack of fuel. In the absence of agitation, she is taken by the resonance of tranquility. And ‘as if it were in the desert. At first listen the absence of sound and silence calls. Then suddenly it can be taken by the presence of tranquility where you are with each listen. This shift in perspective, first-hand evidence that second hand so far accepted as a possibility: that there is no meditator, that the idea of a meditator is simply a product of the mind, a memory fragmentation. This discovery is a point where the mind comes to a stop, and she is taken from this silence that is the backdrop of the whole palette of perceptions. At that point, she will not longer feel the need to experiment in his laboratory. The tranquility becomes increasingly integrated into everyday life.
Q. There is a space, then, to sit in meditation in everyday life?
A. Our natural state is quiet, but she is only known in the action, which hides the backdrop of tranquility. Take note of the desire to sit in meditation. Do not stop, do not flee, do not you avoid it, do not control it. The watch can look like ocean waves.But be careful. Can you think of watching the waves while the gaze is still an idea. In the complete look, there is no interference psychological, or understood as an interpretation, such as emotion, or even like posting. There is no sense-introversion.They are still there, until you have ears, eyes and nose. If your goal is to get rid of the senses, with agitation, then it is still intent on projecting an outside, the “other”. This strengthens the relationship between subject and object. When alert, sees that there are brief moments in his daily life in which it appears quiet. If you do not ignore this, but peace of mind to take leave from her, that she will seek more and more and the desire for that peace will be built consciously, what to say in a continuous way. In this way the meditation draws to himself. She realizes that although the mind may be quiet from time to time, its nature is the movement, and that true peace is the source of the function that is not the function.
From the book: Who am I? … the eternal question – Publications: The creative man – Turin, 1989 – Author: Jean Klein

Percorso – Path


🌸Percorso🌸

Non temere
le ombre
ma non temere
neppure
la luce

Ogni passo
impresso
è un segno
oltre il detto
e lo sconosciuto

Ancora vita
trasformata
e mai tradita
colora memoria
e nuova speranza

10.01.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Path

Do not fear
shadows
but fear
not even
the light

Every step
imprinted
it’s a sign
beyond the saying
and the unknown

Still life
transformed
and never betrayed
color memory
and new hope

10.01.2021 Poetyca

Scelte – Choices – Carl Gustav Jung


🌸Scelte🌸

“Non sono quello
che mi è successo,
sono quello
che ho scelto di essere”.

Carl Gustav Jung
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Choices

“I’m not that
what happened to me,
I am that
that I have chosen to be “.

Carl Gustav Jung

Una perla al giorno – Svetasvatara Upanisad



L’Essere Supremo trascende di gran lunga l’universo,
pur essendo immanente in tutte le creature.
Non ha forma perché trascende nomi e forme.
Non Lo tocca la tristezza.
Chi conosce l’Eterno diventa immortale;
gli altri invece restano nelle carceri del dolore.

Svetasvatara Upanisad, III, 10

The Supreme Being far transcends the universe,
although immanent in all creatures.
It has no form because it transcends name and form.
It does not touch the sadness.
Those who know the Lord become immortal;
the others remain in prisons of pain.

Svetasvatara Upanishad, III, 10