Archivio | 24/01/2021

Creare la propria felicità – Create your own happiness – Paramhansa Yogananda


Creare la propria felicità

Se vuoi essere amato, inizia con l’amare coloro che hanno bisogno del tuo amore. Se ti aspetti che gli altri siano onesti con te, comincia con  l’essere onesto tu stesso. Se non vuoi che gli altri siano malvagi, smetti di essere malvagio. Se vuoi che gli altri siano comprensivi con te, comincia con
l’essere comprensivo con chi ti circonda. Se vuoi essere rispettato, devi imparare ad essere rispettoso verso tutti, sia giovani che vecchi. Se vuoi una dimostrazione di pace dagli altri, devi essere pacifico. Se vuoi che gli altri siano religiosi, comincia con l’essere spirituale tu stesso. Ricorda, qualsiasi cosa vuoi che gli altri siano, devi prima esserla tu stesso, e vedrai che essi risponderanno nella stessa maniera.

È facile desiderare che gli altri si comportino perfettamente nei tuoi confronti ed è facile vedere le loro colpe; ma è molto difficile comportarsi correttamente e considerare i propri errori. Se puoi ricordarti di agire rettamente, gli altri cercheranno di seguire il tuo esempio. Se puoi riconoscere i tuoi errori senza sviluppare un complesso d’inferiorità e puoi tenerti occupato correggendoti, allora userai il tuo tempo in maniera più proficua che se lo trascorressi soltanto desiderando che gli altri fossero migliori. Il tuo buon esempio farà di più per cambiare gli altri dei tuoi desideri, della tua indignazione, o delle tue parole.

Più migliori te stesso, più eleverai gli altri intorno a te. La persona che migliora se stessa diviene sempre più felice; e più diventi felice, più felici saranno le persone intorno a te.

Le persone stagnanti sono infelici. Le persone estremamente ignoranti sanno a mala pena come ci si senta ad essere felici o infelici. Sono prive di sensibilità, come le pietre. È meglio sentirsi infelici della propria ignoranza piuttosto che morire felicemente con essa. Ovunque tu sia, rimani desto e attivo con il tuo pensiero, la tua percezione e la tua intuizione, sempre pronto, come un buon fotografo, a fotografare le condotte esemplari e ad ignorare i cattivi comportamenti. La tua massima felicità risiede  nell’essere sempre pronto a desiderare di imparare e di comportarti rettamente.

Se hai abbandonato la speranza di essere felice, rallegrati. Non scoraggiarti mai. La tua anima, essendo un riflesso dello Spirito sempre gioioso, è, in essenza, la felicità stessa. Se tieni chiusi gli occhi della tua concentrazione, non puoi vedere il sole della felicità che arde nel tuo petto. Ma non importa quanto tieni serrati gli occhi della tua attenzione: rimane il fatto che i raggi della felicità stanno cercando di penetrare le porte chiuse della tua mente. Apri il portale della calma e troverai
un’improvvisa esplosione dello splendente Sole di Gioia dal tuo stesso sé.

I gioiosi raggi dell’anima possono essere percepiti se interiorizzi la tua attenzione. Puoi farlo usando l’architetto della mente per godere del bellissimo panorama dei pensieri nell’invisibile, tangibile Regno dentro di te. Non cercare la felicità solo nei bei vestiti, in una casa linda, in deliziose cene e soffici cuscini e sedie. Questo imprigionerà la tua felicità dietro le sbarre delle apparenze e dell’esteriorità. Invece, con  l’aeroplano della visualizzazione, scivola silenzioso sopra le vaste distese della Fantasia, contemplando l’impero sconfinato dei pensieri.

Osserva quindi le catene montuose delle inviolate, nobili o spirituali aspirazioni, per migliorare te stesso e gli altri. Sorvola le profonde vallate della Compassione Universale. Vola oltre i geyser dell’entusiasmo e le cascate del Niagara della saggezza perpetua, tuffandoti dalle candide
vette della pace della tua anima.

Librati dalle sconfinate rive della percezione intuitiva fino al regno della Sua Onnipresenza. Lì, nel Suo Castello di Beatitudine, attingi alla Sua fonte di Sussurrante Saggezza e placa la sete dei tuoi desideri. Gusta con Lui i frutti del Divino Amore nel Banchetto dell’eternità. Se hai deciso di
trovare la gioia dentro di te, prima o poi la troverai. Cercala adesso, giornalmente, con la regolare, profonda e sempre più profonda meditazione, e troverai sicuramente la felicità senza fine. Sforzati costantemente di immergerti nel profondo del tuo essere e lì troverai la tua più grande felicità.

 Paramhansa Yogananda

Create your own happiness

If you want to be loved, begins by loving those who need your love. If you expect others to be honest with you, start being honest with yourself. If you do not want others to be evil, stop being evil. If you want others to be sympathetic to you, beginning with
being sympathetic to those around you. If you want to be respected, you must learn to be respectful to everyone, both young and old. If you want a demonstration of peace from others, you must be peaceful. If you want others to be religious, spiritual being begins with yourself. Remember, whatever you want them to be, you must first be it for yourself, and you’ll see that they will respond in the same manner.

It is easy to desire that others behave towards you and it is perfectly easy to see their faults, but it is very difficult to behave properly and to consider their own mistakes. If you can remember to do right, others will try to follow your example. If you recognize your mistakes without developing an inferiority complex and can keep you busy correggendoti, then you will use your time more profitably if the trascorressi only wishing that others were better. Your good example will do more to change the rest of your desires, your indignation or your words.

The more you improve yourself, the more eleverai others around you. The person who improves herself becoming happier, and become more happy, more happy are the people around you.

People are unhappy stagnant. Extremely ignorant people barely know how it feels to be happy or unhappy. They lack sensitivity, as the stones. It is better to be unhappy with their ignorance rather than die happily with it. Wherever you are, stay alert and active with your thinking, your perception and your intuition, always ready, like a good photographer, photographing the exemplary behavior and ignore bad behavior. Your greatest happiness lies in being always ready to desire to learn and to behave properly.

If you have given up hope of being happy, rejoice. Never be discouraged. Your soul, being a reflection of the ever joyous Spirit, is, in essence, happiness itself. If you keep your eyes closed your concentration, you can not see the sun of happiness that burns in your chest. But no matter how tight you keep your eyes of your attention is the fact that the rays of happiness are trying to penetrate the closed doors of your mind. Open the portal and you will find the calm
sudden explosion of the resplendent Sun of Joy by your own self.

The joyous rays of the soul can be felt if internalize your attention. You can do this using the architect’s mind to enjoy the beautiful landscape of thoughts in the invisible, visible kingdom within you. Do not look for happiness only in nice clothes, a clean home, delicious dinners and fluffy pillows and chairs. This imprison your happiness behind bars appearances and exteriority. Instead, with the plane of the display, glides silently over the vast expanses of Imagination, contemplating the limitless empire of thoughts.

Observe then the mountain ranges of unclimbed, noble or spiritual aspirations, to improve yourself and others. Soar over the deep valleys of Universal Compassion. Fly over the geyser of enthusiasm and the Niagara Falls of perpetual wisdom, plunging from the white
peaks of the peace of your soul.

Ced by the boundless shores of intuitive sense until the reign of His omnipresence. There, His Beatitude Castle, scoop the source of His Whispering Wisdom and quenches the thirst of your desires. Enjoy with him the fruits of Divine Love in the banquet of eternity. If you have decided to
find the joy within you, sooner or later you will find. Look for it now, daily, with regular, deep and deeper meditation, and you will surely find happiness without end. Strive constantly to dive into the depths of your being and you will find your greatest happiness.

 Paramhansa Yogananda

Meditazione e pace nel cuore – Meditation and peace in the heart – SOGYAL RINPOCHE


Meditazione e pace nel cuore

Cercare la pace nel cuore, durante la meditazione
Tratto da: SOGYAL RINPOCHE MEDITAZIONE:Cos’è e come praticarla Edizioni Amrita

Trovare la quiete del cuore  Quando leggete libri sulla meditazione, o anche quando la meditazione viene proposta da gruppi diversi, si pone l’accento soprattutto sulle tecniche: in Occidente la gente è molto interessata alla ’tecnologia’ della meditazione. Però, non c’è dubbio che l’elemento più importante della meditazione non è la tecnica, ma il modo di essere, lo spirito, che viene chiamato ’postura’che una postura non tanto fisica, quanto collegata all’atteggiamento mentale e la disposizione dell’animo. E’ bene sottolineare che quando cominciate a praticare la meditazione, entrate in una dimensione completamente diversa della realtà . Normalmente dedichiamo gran parte dei nostri sforzi a raggiungere obiettivi, e ciò implica una lotta, mentre nella meditazione è esattamente il contrario: è una rottura completa rispetto al nostro modo di agire, dal momento che si tratta di uno stato privo di ambizioni, dove non esiste, nè consenso, nè rifiuto, nè speranza, nè paura. La meditazione è semplicemente un modo di essere, di sciogliersi, come un pezzo di burro lasciato al sole: non a nulla a che fare con quello che sapete, o meno al riguardo. In effetti, ogni volta che praticate la meditazione, dovrebbe essere per voi qualcosa di nuovo, come se stesse accadendo per la prima volta. Limitatevi a starvene tranquillamente seduti, con il corpo immobile, senza parlare, con la mente distesa, e permettete ai pensieri di andare e venire, senza consentire la formazione di attaccamenti di alcun tipo. Si tratta di un semplice processo di osservazione del respiro, sempre che abbiate bisogno come aiuto di concentrarvi su qualcosa. Quando espirate, siate consapevoli del fatto che state espirandoche quando inspirate, siate consapevoli che state inspirando, senza ulteriori commenti, analisi, o lavorii mentali. Questa semplicissima attenzione filtra i vostri pensieri e le emozioni e allora, come liberandosi di una vecchia pelle, qualcosa sguscia fuori e si libera. Di solito la gente tende a rilassare il corpo concentrandosi su diverse parti: il vero rilassamento, però, viene, quando vi rilassate profondamente dall’interno, perchè solo allora ogni altra parte di voi si rilasserà  da sola, in maniera naturale, secondo la propria natura. Meditazione significa, quindi, essere molto semplici e naturali, rilassare la mente senza imporle nulla, e senza nemmeno cercare di essere calmi: non dovrebbe esserci nessuno sforzo deliberato per di controllarla, e nessun tentativo di stare tranquillo in pace. Comunque lo scopo fondamentale della postura è la creazione di nu ambiente ideale per la meditazione, che aiuta la mente a raggiungere uno stato di maggior risveglio. C’è un detto famoso:  se crei una condizione propizia nel corpo e nell’ambiente circostante, la meditazione e la realizzazione si produrranno automaticamente. Se il vostro atteggiamento e la postura sono corretti, allora la meditazione sorgerà  naturalmente. La prima cosa da imparare nella meditazione è come  spazzar via il vostro vecchio ego nevrotico, ed invece limitarvi tranquillamente ad essere , a trovare la pace del cuore, tranquillità  e soddisfazione. A questo punto, all’inizio, la natura può essere di grande aiuto. Per coloro che non sono abituati alla meditazione, o che hanno difficoltà  nel praticarla, può essere molto positivo servirsi della natura, per esempio: fissare il cielo,od ascoltare il rumore di una cascata, e, se siete in città , passeggiare nel parco e guardare gli uccelli, od osservare le foglie degli alberi mosse dal vento. Distraetevi dalle vostre preoccupazioni con la vostra mente inquieta. Molti praticanti anche troppo seri non sanno distrarsi nella meditazione, mentre un buon meditatore sa come deve prendere con spirito la meditazione, perchè se uno non ci riesce, potrebbe finire con il rivelarsi più un problema che un aiuto. Nelle vostre prime esperienze di meditazione potreste provare una specie di impazienza: volete avere subito dei risultati, ma c’è un detto molto saggio che afferma: quot; affrettati pure, ma lentamente quot;. Non lasciate spazio a troppe aspettative troppo immediate, continuate invece a perseverare nella pratica, ma senza accanimento. Agli inizi, quando meditate, i pensieri vi si accavallano nella mente, perfino più turbolenti di prima: eppure, questo è un buon segno, in quanto, finalmente, avete preso coscienza dello stato selvaggio che regna nella vostra mente, il Selvaggio West quot;. Non è che i vostri pensieri siano più scatenati di prima, ma è che ora voi siete più calmi e questo vi rende più consapevoli dell’agitazione dei vostri pensieri. E’ in questa fase che avete bisogno di un buon senso dell’umorismo…. un serio senso dell’umorismo ! Non arrendetevi: qualsiasi pensiero si presenti, limitatevi a rimanere presenti, ad osservare il respiro, anche in mezzo alla più grande confusioneche dopo un po’ qualcosa si assesterà , e lentamente calerà  un senso di pace. Nella meditazione ci viene ricordato di essere attenti e consapevoli: questo significa che qualsiasi pensiero sorga, dovete consentirgli di fluire naturalmente, comportandovi come un vecchio saggio che guarda giocare un bambino. Se state pensando, lasciate che i pensieri sorgano e si calmino, senza alcun impedimento. I pensieri sono come il vento: vanno e vengono, e se non ci pensate, non costituiscono un grosso problema. L’atteggiamento fondamentale nella meditazione è consentire il flusso naturale di pensieri, tenendo al tempo stesso la mente quot; libera da altri pensieri che rincorrono i pensieri quot;. Tendiamo a pensare che quando si medita non dovrebbero esserci pensieri, e quando nel corso della nostra meditazione i pensieri si manifestano, ci convinciamo subito di aver sbagliato qualcosa. In effetti non è così. Dovete capire che quando meditate i pensieri sono parte integrante del processo meditativoche invece, la cosa importante è il vostro atteggiamento nei loro confronti. Quando raggiungete lo stato meditativo, i pensieri smettono di infastidirvi e diventano come una musica di sottofondo, dolce e gradevole. Se siete a vostro agio, le cose diventano meno difficili. Per cominciare, centratevi in voi stessi, ed entrate in contatto con il vostro quot; angolo di quiete quot;che se rimanete così, gradualmente sboccerà  la meditazione. Siate spaziosi, e permettete a tutti i vostri pensieri ed alle emozioni di calmarsi: se seguirete queste indicazioni, in un secondo momento, quando farete ricorso ad un metodo quale l’osservazione del respiro, la vostra attenzione si focalizzarà  con minore sforzo. Cercate di identificarvi concretamente con il respiro, invece di limitarvi ad osservarlo. Potete anche scegliere un oggetto, come un fiore, un’immagine di Buddha, od un suono di un mantra, come elemento su cui focalizzarsi. Ma, al principio è meglio limitarsi ad essere spaziosi, a consentire alla vostra natura simile al cielo di manifestarsi: pensate a voi stessi come se foste il cielo che sorregge l’intero universo. Quando vi sedete, lasciate che le cose si sistemino e permettete di dissolversi a tutto il vostro ego disarmonico, con la sua mancanza di genuinità  e di naturalezza, e da tutto questo emergerà  il vostro vero essere: sperimenterete un aspetto di voi stessi più genuino ed autentico, il  vero quot; sè. Man mano che vi spingerete più a fondo, comincerete a scoprire la vostra fondamentale bontà  ed a collegarvi con essa: lo scopo fondamentale della meditazione è abituarsi a questo aspetto che avete dimenticato, ed è per questo motivo che si dice che  la meditazione non esiste, esiste l’abituarsi  Abituarsi a cosa ? Alla vostra vera natura, la vostra natura di Buddha. Questo è il motivo per cui nello Dzogchen, l’insegnamento ultimo e finale del Buddha, siamo incoraggiati a quot; riposare nello stato inalterato della natura della mente quot;che limitatevi a sedere tranquilli, permettete a tutti i vostri pensieri e concetti di dissolversi nella purezza della natura intrinseca della vostra mente. E’ come quando le nuvole si dissolvono, o la nebbia evapora, per rivelare il cielo limpido ed il sole splendente con gioia. Quando tutto si dissolve in questo modo, cominciate a sperimentare la vostra vera natura, quot; viva quot;che allora ne divenite consapevoli, ed in quel momento vi sentite realmente bene. E’ qualcosa di diverso da ogni altra sensazione di benessere che possiate aver sperimentato in precedenzache è una bontà  vera e genuina, nella quale provate un senso profondo di pace, soddisfazione e fiducia nei confronti della vostra vera natura. Si parla spesso di essere buoni di evitare il male, e anche varie religioni parlano di morale ed etica: eppure, il problema è che quando non siete collegati direttamente alla vostra sorgente fondamentale di bontà , allora essere buoni è estremamente difficile, dal momento che il vostro cuore non è completamente coinvoltoche d’altra parte, quando voi siete in contatto con la vostra essenza illuminata, il cuore di ’bodhicitta’, allora qualsiasi cosa sorga è naturalmente buona. Così la meditazione è la chiave fondamentale dell’etica. Perciò il primo passo della meditazione è scoprire questa generosità , questa dolcezza nei confronti di se stessiche in questa vita andiamo in cerca di un significato, formulando interrogativi come : quot; Chi sono ?  ma la vera risposta sta nella realizzazione della nostra vera natura. Quando realizzerete che è inerente, allora vedrete che tutte le risposte saranno già  presenti. Fino a quel momento, per quanto a fondo possiate cercare, non troverete una risposta del tutto soddisfacente. Nella pratica meditativa, quando riusciamo a pacificarci, a calmarci e a limitarci ad essere, allora qualcosa si libera: la bontà , o la natura della mente. Lo scopo di una tecnica, come l’osservazione del respiro, è essere di aiuto per questa liberazione: supponete di riuscire a raggiungere con successo un livello di  riposo nella natura della mente quot;, allora la tecnica diventa quasi superfluache invece di meditarci sopra, il respiro diventa meditazione. Allora non c’è più così tanta  meditazione quot; da fare, ma è sufficiente essere nello stato non dualeche vi adeguate al flusso continuo della vostra pura consapevolezza della natura della mente, e, nel farlo, sviluppate il vostro carattere e la vostra fiducia interiore. E’ bene meditare quando vi sentite ispirati: le prime ore del mattino possono favorire una tale ispirazione, poichè il momento migliore per la mente è al mattino presto, quando essa è più fresca e calma il momento raccomandato tradizionalmente è prima dell’alba,ma va bene anche la sera . E’ molto meglio mettervi a sedere quando siete ispirati, dal momento che non solo sarà  più semplice, trovandovi in una condizione mentale più propizia per la meditazioneche ma il vostro stesso esercizio risulterà  incoraggiante, aumentando di rimando la fiducia nella pratica, sicchè in seguito sarete capaci di esercitarvi anche quando non sarete così ispirati. Non c’è bisogno di meditare a lungo: rimanete tranquilli fino a quando sarete un po’ aperti, e capaci di collegarvi con l’essenza del vostro cuore. Questo è il punto fondamentale. La fase successiva è ’l’integrazione’, ovvero la meditazione nell’azione. Una volta che la consapevolezza è stata risvegliata dalla meditazione, la mente è calma e la percezione un po’ più pura e coerente, allora qualsiasi cosa facciate, siete presenti, siete qui ed ora. Come ha detto un famoso maestro Zen Quando mangio, mangio che quando dormo, dormo Qualsiasi cosa facciate, siete completamente presenti nell’azione: anche lavare i piatti,se fatto consapevolmente, può essere un’azione energizzante, liberatoria e purificatrice. Siete più in pace, così siete più voi  Ogni volta che farete qualcosa, sarete più in sintonia. Man mano che si dissolverà  la preoccupazione per voi stessi, vi ritroverete ad essere più in sintonia con l’aspetto compassionevole del vostro  se, se non interrompete tale sensazione e fluite con essa nella vita, facendo qualsiasi cosa con comprensione ed abilità  appropriata. Uno dei punti essenziali del viaggio spirituale è perseverare nel percorrere il sentiero. Anche se la nostra meditazione può essere buona un giorno e non altrettanto buona il giorno seguente, come un mutevole scenario, ciò che conta non sono le esperienze, buone o cattive, ma piuttosto il fatto che, quando perseverate,è la pratica stessa a cancellarvi, e questo attraverso le esperienze pratiche sia belle che brutte, dal momento che non sono altro che esperienze, così come il tempo può essere bello o brutto, ma il cielo in sè rimane sempre immutabile. Se perseverate ed avete un tale atteggiamento spazioso come il cielo, senza lasciarvi turbare da emozioni ed esperienze, allora svilupperete la stabilità , e la vera profondità  della meditazione si farà  sentire. Vi accorgerete che, gradualmente e quasi inosservato, il vostro atteggiamento inzierà  a cambiare. Non avrete la stessa presa di prima sulle cose, nè vi attaccherete così tanto ad esse, ed anche se di tanto in tanto si verificheranno crisi, potrete affrontarle un po’ meglio, con maggior umorismo e facilità . Sarete perfino capaci di ridere un po’ delle vostre difficoltà , dal momento che ci sarà  più spazio tra voi e loroche sarete più liberi da voi stessi. Le cose diventeranno meno solide, leggermente ridicole, ed il vostro cuore si alleggerirà .


Meditation and peace in the heart

Seek peace in the heart during meditation
Taken from: Sogyal Rinpoche MEDITATION: What and how to practice Edizioni Amrita

Find peace of heart When you read books on meditation, or even when the meditation is proposed by different groups, the emphasis is mainly on the techniques: the people in the West is very interested in ‘technology’ of meditation. However, there is no doubt that the most important element of meditation is not technique, but the way of being, the spirit, which is called ‘postura’che posture not so much physical, mental attitude and being connected disposition of the soul. It ‘should be stressed that when you begin to practice meditation, entered into a completely different dimension of reality. Normally devote most of our efforts to achieve targets, and it involves a fight, while meditation is the opposite: it is a complete break with respect to our actions, since it is a state devoid of ambition, where there exist, neither consent nor refusal, nor hope, nor fear. Meditation is simply a way of being, of melting, like a piece of butter left in the sun not to anything to do with what you know or not about it. In fact, every time you practice meditation, you should be for something new, as if it were happening for the first time. Stick to starvene sitting quietly, his body motionless, without speaking, his mind relaxed and let the thoughts come and go without allowing the formation of attachments of any kind. This is a simple process of observing the breath as long as you need to help you focus on something.When you exhale, be aware that you are espirandoche you breathe, be aware that you are inhaling, without further comment, analysis, or mental work. This simple attention filters your thoughts and emotions and then, as getting rid of old skin, something slips out and free.Usually, people tend to relax the body focusing on different parts: the real relaxation, however, is when you relax deeply inside, because only then any other part of you will relax alone, naturally, in accordance with its nature. Meditation means, therefore, be very simple and natural, relax your mind would not be imposed anything, and without even trying to be calm: there should be no deliberate effort to control it, and no attempt to feel comfortable in peace. However the fundamental purpose of posture is the creation of nu ideal environment for meditation, which helps the mind to achieve a state of greater awareness. There is a famous saying: If you create a favorable condition in the body and surroundings, meditation and implementation will occur automatically. If your attitude and posture are correct, then the meditation will arise naturally.The first thing you learn in meditation is like wiping out your old neurotic ego, and instead of simply being quietly, to find peace of heart, peace and satisfaction. At this point, the beginning, nature can be very helpful. For those who are not used to meditation, or who have difficulty in practice, can be very positive use of nature, for example, setting the sky, or listening to the sound of a waterfall, and if you’re in town, stroll in the park and bird watch, or watch the leaves blowing in the wind. Distracted by your concern with your restless mind. Many practitioners do not know too serious distraction in meditation, while a good meditator knows how to take a spirit meditation, because if one does not succeed, you may end up be more a problem than a help. In your first experience of meditation may prove a kind of impatience: you want to have the results immediately, but said there is a very wise man said: quot; rushed ahead, but slowly quot;. Do not leave room for too many expectations too close, but continued to persevere in practice, but without rage. At the beginning, when you meditate, the thoughts will overlap in mind, even more turbulent than before and yet, this is a good sign, because, finally, you become aware of savagery that exists in your mind, the Wild West quot; . Not that your thoughts are more wild than before, but now you are more calm and this makes you more aware of your thoughts agitation. It ‘at this stage that you need a good sense of humor …. a serious sense of humor! Do not give up: all these thoughts, simply be present to observe the breath, even in the midst of the largest confusioneche after a little ‘something will stabilize and slowly decline a sense of peace. In meditation we are reminded to be alert and aware, which means that any thought arises, you must enable it to flow naturally, behaving like a wise old man watching a child play. If you’re thinking, let thoughts arise and you calm down, without hindrance. Thoughts are like the wind come and go, and if you think about it, not a big problem.The basic attitude in meditation is to allow the natural flow of thoughts, while keeping the mind quot; free from other thoughts that chase thoughts quot,. We tend to think that when you meditate there should be no thoughts, and when during our meditation thoughts arise, we are convinced once you have done something wrong. Indeed not. You must understand that when you meditate the thoughts are an integral part of meditativoche But the important thing is your attitude towards them. When you reach the meditative state, the thoughts cease to annoy and become as a background music, sweet and pleasant. If you are at ease, things become less difficult. To begin, centratevi in yourself, and connect with your quot; quiet corner quot; that if you stay so gradually blossom meditation. Be spacious, and allow all your thoughts and emotions to calm down: if you follow these instructions, at a later time, if you do use a method such as observation of breath, your attention is focalizzarà with less effort. Try to actually identify with the breath, rather than just watch. You can also choose an object, like a flower, an image of Buddha, or the sound of a mantra, as a focus on. But the principle is simply better to be spacious, to allow you to heaven to manifest a similar nature: think of yourselves as if you were the sky that holds the entire universe. When you sit, let things settle and allow to dissolve all your discordant self with its lack of authenticity and naturalness, and all this will emerge from your true self: an aspect of yourself will experience more genuine and true, true quot; itself. As you push deeper, you begin to discover your basic goodness and connect with it: the fundamental purpose of meditation is getting used to this aspect that you have forgotten, and that is why we say that meditation does not exist, exists to get used get used to what? Your true nature, your Buddha-nature. This is why in Dzogchen, the ultimate and final teaching of the Buddha, we are encouraged to quot; rest in good condition the nature of mind quot; to limit yourself to sit quietly, let all your thoughts and concepts dissolve in purity of the intrinsic nature of your mind. It ‘s like when the clouds dissolve or the mist evaporates, to reveal the clear sky and the sun shining with joy. When everything is dissolved in this way, you begin to experience your true nature, quot; alive quot; then they become aware, and then you feel really good. It ‘s something different than any other feeling of comfort that you have experienced precedenzache is a real and genuine goodness, which proved a deep sense of peace, satisfaction and confidence in your true nature. We often talk of being good to avoid evil, and even different religions talk about morality and ethics and yet, the problem is that when you’re not connected directly to your key source of goodness, then it is extremely difficult to be good, since the Your heart is not completely coinvoltoche other hand, when you are in touch with your essence enlightened, the heart of ‘bodhicitta’, then whatever arises is naturally good. So meditation is the key ethics. So the first step of meditation is to discover this generosity, this sweetness against stessiche if in this life we seek meaning, formulating questions such as: quot; Who am I? but the real answer lies in the realization of our true nature. When you realize that is inherent, then you will see that all answers are already there. Until then, to the fund may seek, you will not find an answer satisfactory. In meditation, when we can pacify, to calm down and simply to be, then something is free: the goodness or the nature of the mind. The purpose of a technique, such as the observation of the breath is going to help for this release: suppose to be able to successfully achieve a level of rest in the nature of mind quot;, then the technique becomes almost superfluache instead to meditate on, breathing becomes meditation. Then there’s so much meditation quot; to do, but just being in the state will not dualeche adapted to continuous flow of your pure awareness of the nature of mind, and in doing so build up your character and your inner confidence . It ‘good to meditate when you feel inspired: the early morning hours may encourage such an inspiration, as the best time to mind is the early morning, when it is cooler and quiet time traditionally recommended is before dawn, but okay the evening. And ‘much better to sit down when you’re inspired, because not only is easier, being in a state of mind most conducive to meditazioneche but your same exercise will be encouraged, increasing the confidence back in practice, so that later you able to carry on even when you’re so inspired. No need to ponder long: stay calm until you are a bit ‘open and able to connect with the essence of your heart. This is the point. The next step is ‘integration’, or meditation in action. Once the awareness was awakened by meditation, the mind is calm and the perception a bit ‘more pure and consistent, then whatever you do, you are present, are here and now. As one famous Zen master when I eat, I eat when I sleep, I sleep Whatever you do, you are fully present in the action: washing dishes also, if done knowingly, action can be energizing, liberating and purifying. You are more at peace, so you’re more Each time you do something, you will be more in tune. As you dissolve the concern for yourself, you’ll be more in tune with the look of your compassionate if, if not stop this feeling and it flowed with life, doing anything with understanding and appropriate skills. One of the main points of the spiritual journey is to persevere along the path. Even if our meditation may be good one day and not so good the next day, as a volatile scenario, what matters are not the experiences, good or bad, but the fact that when perseverance, and the practice itself to unsubscribe and this through practical experience both beautiful and ugly, since there are other experiences that, as the weather can be beautiful or ugly, but the sky itself remains immutable. If you persevere and have that attitude spacious as the sky, without being disturbed by emotions and experiences, then develop stability, and the true depth of meditation will be felt. You will notice that, gradually and almost unnoticed, your attitude shall start to change. You will not have the same grip on things before, nor will attack them so much, and although occasionally you will encounter a crisis, you can tackle a bit ‘better, more humor and ease. You will be even able to laugh a bit ‘of your difficulty, since there will be more space between you and you will be freer loroche yourself. Things become less solid, slightly ridiculous, and your heart will lighten.

Piccole storie Zen – Pratica e realizzazione sono una cosa sola – PRACTICE AND REALIZATION ARE ONE


PRATICA E REALIZZAZIONE SONO UNA COSA SOLA

Lo zen ci insegna che pratica e realizzazione (satori) sono un tutt’uno. In altre parole, noi non raggiungiamo lo scopo attraverso la pratica; la pratica in sè stessa è la realizzazione e lo scopo da realizzare è la pratica stessa.

Comunemente si tende a distinguere tra pratica e realizzazione: in termini temporali, prima viene la pratica e poi la realizzazione, ovvero la realizzazione si ottiene come risultato della pratica. Tuttavia, la pratica zen è costituita dalla disciplina zazen (contemplazione la posizione fisica e spirituale di stare stando seduti immobili in silenzio con le gambe incrociate), cioè il compimento di un atto e il compiere un l’atto qui equivale a realizzare lo scopo. Generalmente si insegna che dal momento che lo zazen è pratica e messa in atto, questa dovrà avere uno scopo e lo scopo è la realizzazione. In questo modo lo zazen, finalizzato alla realizzazione, diviene un mezzo per raggiungere un obiettivo. Quando si crede che da una parte vi sia il mezzo e dall’altra lo scopo, desiderare di ottenere la realizzazione attraverso lo zazen diventa un atteggiamento naturale. Se si ragiona come si fa comunemente, questo è senz’altro vero. Tuttavia, così come non si è ladri perché ci si esercita a diventarlo – si è ladri quando effettivamente si ruba qualcosa –si può dire che proprio il compimento dello zazen è il Buddha ed è la realizzazione.

Nello zen, la cosa più incresciosa è separare pratica e realizzazione e interporre tra queste pensieri e distinzioni. Questa attitudine è ciò che viene definito impurità. Lo zazen, invece, deve essere pratica pura. Quando si pratica lo zazen bisogna solo assumere la posizione della seduta. Gli insegnamenti, infatti, ci dicono che non dobbiamo separare mezzi e scopo e che non dobbiamo aspettarci impazientemente la realizzazione durante la pratica dello zazen.

Secoli or sono in Cina, durante il periodo Tang, vi fu un monaco di nome Mazu Daoyi (Baso Doitsu secondo la lettura giapponese) il quale si esercitava nella pratica dello zen. Un giorno, durante una seduta di zazen, arrivò il suo maestro, Nanyue Huairang (Nangaku Ejo in giapponese) e gli chiese: “Fratello, la tua pratica è davvero ammirabile, ma cosa cerchi di ottenere?”.

“Sto cercando di ottenere la realizzazione” rispose Mazu e subito il maestro Nanyue andò a prendere un mattone, e cominciò a sfregarlo contro una roccia.

Un passo del Diario di Santaro di Jiro Abe dice:
“Noi cresciamo grazie all’amore romantico. Indipendentemente dal fatto che questo amore si realizzi o meno, noi cresciamo. Tuttavia, amare per crescere non è vero amore; è solo un esperimento d’amore. Finché il nostro scopo cosciente è la crescita, un esperimento d’amore non può essere completo. Quando né il successo né l’insuccesso potranno cambiare questo amore, solo allora, per la prima volta, l’esperienza potrà permeare il nostro essere. E come risultato di questo tipo di amore, noi cresciamo.”

Detto in altre parole, ciò significa che noi cresciamo effettivamente quando ci immergiamo in ogni esperienza che ci si presenta e non quando la crescita è il nostro scopo cosciente. Al contrario, quando siamo profondamente immersi in un’esperienza concreta, il concetto di crescita deve dissolversi altrimenti non sarà possibile raggiungere lo scopo. Senza eliminare il nostro desiderio di crescita e senza tornare ai nostri sensi, non potremo mai arrivare alla profondità delle esperienze della vita.

Secondo un detto, “praticare zazen per mezz’ora significa essere un Buddha per mezz’ora”. La convinta pratica zazen avviene quando non si spera di diventare un Buddha o di ottenere la realizzazione. La posizione stessa assunta con lo zazen è il Buddha e la realizzazione. Per questo, invece di praticare per mezz’ora, è meglio praticare per mezza giornata ed essere Buddha per mezza giornata. Più intensamente ci immergiamo nelle esperienze che ci si presentano, più grande sarà la crescita che ne risulterà. Da questa esperienza è nato l’approccio alla vita proprio del buddhista zen che regola la propria esistenza e la rende un tutt’uno con lo zazen, che non cerca ricompense e per il quale un istante è l’eternità e l’eternità non è che un istante.

Lo zazen è un infinito progresso che non ha scopo e questo progresso senza scopo significa che noi raggiungiamo l’obiettivo passo dopo passo durante il cammino.. In altre parole, si tratta di una vita creata nuovamente ogni giorno.

Chissà come hanno percorso questo cammino i saggi del passato…


PRACTICE AND REALIZATION ARE ONE

In Zen, the unity of Practice and Realization (satori) is taught. In other words, we do not attain the goal by means of practice; practice itself is the goal of realization, and the goal, realization, is at once practice

The common view is that practice and realization are two distinct things; that practice comes first and realization second; that realization comes as a result of having practiced. However, Zen practice is a discipline called zazen (cross-legged sitting meditation), and an actualization; and what we mean by actualization is making a goal come true. Consequently, it is generally thought that as long as zazen is practice and actualization it must have a goal, and that realization is that goal. So, zazen, which has realization as an objective, becomes a means of actualizing that objective. If we come to think that on the one hand we have the means and on the other hand we have a goal, then it is only natural that we should wish to attain realization by zazen. From the every day point of view this is quite right. However, one does not become a thief by training himself to steal; one becomes a thief when he actually steals something from another, and in the same way we can say that assuming the posture of zazen is itself the Buddha and is realization.

In Zen, the most objectionable thing is to separate practice and realization and to interpose between them thoughts and discriminations. This is called impurity. But zazen must be a pure practice. When we practice zazen we must only sit. We are taught not to separate means and end and not to expectantly await realization while practicing zazen.

Once upon a time during the Tang Dynasty in China, there was a monk called Mazu Daoyi (Baso Doitsu, in Japanese) who was undergoing training. One day, he was practicing zazen alone when along came his teacher, Nanyue Huairang (Nangaku Ejo, in Japanese), who asked, “Brother, your zazen is truly admirable, but just what are you trying to accomplish by it?”

This is a little story which warns us not to use zazen as a means of gaining realization. There is a deep philosophical meaning here, but not even going into that, Zen teaches that practice is not to be used as a means of gaining realization, and that true actualization is pure and does not seek rewards or compensation. There is something our every day minds find difficult to agree with, but somehow or another we must see it this way if our actualization is to be genuine. This is a fact which confronts us twenty-four hours a day seven days a week.

“I’m going to polish it and make a mirror,” Nanyue responded.

When Mazu objected Nanyue retorted, “Even if you polish it you can’t make a mirror of a tile!”

“And do you think you can awaken realization by practicing zazen?”

http://global.sotozen-net.or.jp/ita/library/stories/book1.html

Quando la notte – When the night



Quando la notte
Quando la notte
segnerà i passi
del mio cammino
sarà il sogno
a dipingere la vita
conducendone il filo
tra sentieri senza paure
Nelle brezze d’incanto
respirerò il suo profumo
mai confuso tra le ciglia
di occhi socchiusi
Aloni magici
che raccolgono pensieri
e nel silenzio li espandono
in tenui atmosfere

Svelato mistero
che racchiude un mondo
d’impalpabile sapore
sempre intuito
e racchiuso in cuore
All’inizio del viaggio
seguirò rotte incise
nel palmo della mano
e poi più nulla
di quel che conosco

Quando varcherò
il confine del tempo
e conterò i miei passi
scoprirò il senso
del mio vagare
Sarò consapevole
di ogni incontro
che ha lasciato
incisa la storia
di presenze importanti
nel mio andare

08.06.2003 © Poetyca

When the night

When the night
will mark the steps
of my path
will be the dream
to paint life
leading the thread
between paths without fear
In the enchanting breezes
I will breathe her perfume
never confused between the lashes
of half-closed eyes
Magical halos
that collect thoughts
and in silence they expand them
in soft atmospheres
Mystery revealed
that encloses a world
of impalpable flavor
always intuition
and enclosed in the heart
At the beginning of the journey
I will follow engraved routes
in the palm of your hand
and then nothing more
of what I know
When will I cross
the boundary of time
and I will count my steps
I will discover the meaning
of my wandering
I will be aware
of each meeting
that he left
engraved history
of important presences
in my going

08.06.2003 © Poetyca

Pensieri di Jiddu Krishnamurti – Jiddu Krishnamurti 


Jiddu Krishnamurti

Il cambiamento nella società è di secondaria importanza; esso avverrà naturalmente, quando voi, come esseri umani, produrrete questo cambiamento in voi stessi.

Jiddu Krishnamurti – Al di là della violenza – Ubaldini, Ed. 1974, p. 30

♥♥♥

La religione, la politica, la società vi sfruttano e voi ne siete condizionati: venite spinti in una certa direzione. Non siete esseri umani; siete ingranaggi di una macchina. Soffrite pazientemente, sottomettendovi alla crudeltà dell’ambiente, quando voi, individualmente, avete la possibilità di cambiarlo.

(Jiddu Krishnamurti – 20 dicembre 1933 – Secondo discorso pubblico ad Adyar, Madras, India)

♥♥♥

La bellezza dell’universo è in “ciò che è”; e vivere spontaneamente con “ciò che è” è virtù.

Jiddu Krishnamurti – L’uomo alla svolta – Ubaldini, Ed. 1971, p. 61

♥♥♥

Il rispetto accompagnato dalla speranza di una ricompensa è frutto di paura. Nell’amore non c’è paura.

Jiddu Krishnamurti – Di fronte alla vita – Ubaldini, Ed. 1969, p. 110

♥♥♥

Vivere liberi in questo mondo vuol dire amare, sfuggendo tutte le forme di divisione. Quando c’è libertà e amore, allora questa intelligenza agirà cooperando e saprà anche qual’è il momento di rifiutarsi di cooperare.

Jiddu Krishnamurti – L’uomo alla svolta – Ubaldini, Ed. 1971, p. 68

♥♥♥

Quello stato della mente, che è amore, è completamente senza tempo.

Jiddu Krishnamurti – La pienezza della vita – Ubaldini, Ed. 1980, p. 162

♥♥♥

Devi provare in cuor tuo perfetta tolleranza per tutti, ed un sincero interessamento nelle credenze di quelli di altre religioni, nella stessa misura che lo hai nelle credenze della tua propria.

Alcione, Ai piedi del Maestro, Ediz. Sirio (Alcione è Jiddu Krishnamurti)

♥♥♥

Dalla meditazione viene un immenso silenzio; non il silenzio coltivato, non il silenzio tra due pensieri, tra due rumori, bensì un silenzio inimmaginabile. Il cervello diviene straordinariamente silenzioso, quando è impegnato in questo processo d’indagine; quando vi è silenzio, vi è una grande percezione. In questo silenzio vi è il vuoto, un vuoto che è la somma di tutta l’energia.

Jiddu Krishnamurti – La pienezza della vita – Ubaldini, Ed. 1980, p. 160

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. <3<3<3<3-.-.-.-.-.-.-.-.-.-..-.-.-.–.–.

 

 

Jiddu Krishnamurti 

The change in society is of secondary importance, it will happen naturally, when you, like humans, produce this change in yourself.

Jiddu Krishnamurti – Beyond the violence – Ubaldini, Ed, 1974, p. 30

♥ ♥ ♥

Religion, politics, society will take advantage and you are put up: come and gone in a certain direction. You are not human beings are cogs in a machine. You suffer patiently submitting to the cruelty of the environment, when you, individually, you can change it.

(Jiddu Krishnamurti – December 20, 1933 – According to public discourse Adyar, Madras, India)

♥ ♥ ♥

The beauty of the universe is “what is” spontaneously and live with “what is” is a virtue.

Jiddu Krishnamurti – The man at the turn – Ubaldini, Ed 1971: 61

♥ ♥ ♥

Compliance with hope of a reward is the result of fear. There is no fear.

Jiddu Krishnamurti – In the face of life – Ubaldini, Ed 1969: 110

♥ ♥ ♥

Live free in this world means to love, avoiding all forms of division.When there is freedom and love, then this will work in cooperation and intelligence will also know what time to be uncooperative.

Jiddu Krishnamurti – The man at the turn – Ubaldini, Ed 1971: 68

♥ ♥ ♥

That state of mind, which is love, it’s completely timeless.

Jiddu Krishnamurti – The fullness of life – Ubaldini, Ed 1980, p. 162

♥ ♥ ♥

You have to try in your heart, perfect tolerance for all, and a sincere interest in the beliefs of those of other religions, to the same extent that you have your own beliefs.

Alcyone, the foot of the master, Ed. Sirius (Alcione is Jiddu Krishnamurti)

♥ ♥ ♥

Since meditation is a great silence, the silence is not cultivated, not the silence between two thoughts, two sounds, but an unimaginable silence. The brain becomes extraordinarily quiet when engaged in this process of investigation, when there is silence, there is a huge perception. In this silence there is a void, an emptiness that is the sum of all energy.

Jiddu Krishnamurti – The fullness of life – Ubaldini, Ed 1980, p. 160

 

Cosa resta del giorno – WHAT REMAINS OF THE DAY


POETYCA

COSA RESTA DEL GIORNO

Poetyca è lo pseudonimo di Dany. Dany e basta. Un Poeta donna con la vigoria maschile, nata a Roma, ma risiede a Reggio Calabria dal tempo della grande rivolta giovanile, sfociata poi negli anni di piombo. Scrive poesie dall’età di dodici anni. E’ portata al dialogo e all’ascolto degli altri, ma più ascolta se stessa, socraticamente, per sapere se conosce; ama la natura e «sentire» le proprie emozioni e la vita, come la lettura e la riflessione; scrivere e condividere con gli altri il suo animo. E’ convinta che in ognuno di noi vi sia una Luce interiore che l’individuo deve cercare per essere in pace con gli altri e con se stesso.

Trasfonde entusiasmo in tutte le cose che intraprende e crede in quello che ama.Ha completato cinque raccolte di poesie e in questo periodo sta lavorando alla sesta; ma come tutti i giovani non riesce a trovare un editore e perciò ha imparato a far conoscere i suoi scritti, pregevoli cui ci fa dono tramite Internet. E’ proprio tramite il web che dona i suoi stati d’animo, perché qui ha una vasta rete di contatti che le consentono di ascoltare la vita degli altri, spesso fonte d’ispirazione. Afferma che: «La società umana è fondata su quel principio ed è comune a tutti. Da un tale stato d’animo nasce il particolare affetto che si chiama sentimento e che è forte in tutti e quasi direi anche in coloro che oggi affermano di non sentirlo. Inoltre l’uomo ama il bello e su questa sua innata passione è fondata la manifestazione artistica e, si può dire, tutto il progresso. In ogni uomo esiste il desiderio di sapere, il senso della giustizia, l’ammirazione per il sacrificio, per la bontà, per il perdono, per la tolleranza, insomma per quelle manifestazioni della spiritualità umana perciò veramente si può affermare che l’uomo è superiore a tutti gli altri esseri della terra».

«Cosa resta del giorno

ansie che rincorrono

ed ancora sarà sera

cercheremo un senso

a questi passi incisi

nell’anima ormai stanca»

L’umanità, nel corso dei secoli, ha attraversato momenti di splendore e momenti di crisi. Spesso il maggior nemico da superare, in questa lotta, non è la natura del suolo o l’avversità delle condizioni climatiche, ma l’ignoranza che «non fugge mai il silenzio». Anche se l’affermazione sembra strana il numero degli analfabeti è ancora molto elevato in vastissimi paesi, comunemente denominati «in via di sviluppo». A questi popoli dovrebbe giungere il monito della nostra autrice: « cercheremo un senso/a questi passi incisi/nell’anima ormai stanca». Ecco le efficacissime armi per la lotta contro l’ignoranza, la separazione di classe, la fame, la rivalutazione della dignità del lavoro; in modo che aggrappandosi all’immagine delle impronte «dei passi incisi» si potrà camminare incontro all’umanità, sperduta e impaurita, sorvolando le vaste zone dei paesi africani ed asiatici, dove gran parte della popolazione maschile ritiene che il lavoro abbassi la dignità dell’uomo e «aspetta che il vento gli accarezzi le piume» intanto si lascia alle donne il compito di lavorare.

Poetica è, un personaggio letterario. La sua arte ha ispirato e ispira un numero incredibile di poesie. Già popolare da qualche anno nel mondo internetiano, Ella, oggi, diventa un vero e proprio mito. Gli ingredienti di questo mito sono essenzialmente due: il contrasto tra poeta e potere, e il legame tra genio e desiderio di conoscenza.

«Cosa resta nel silenzio

di pensieri fuggiti

insieme a lacrime

asciugate piano

mentre una ferita sanguina»

I romantici vedrebbero nel rapporto tra Poetica e gli amici virtuali, il paradigma del conflitto tra il poeta e il tiranno. Per questo, nel mondo del web, Poetyca diventa il simbolo delle costrizioni odiose che il potere impone all’animo libero e generoso dell’artista. D’altra parte, l’insistenza di postare poesie a getto continuo, attraverso i mailing-list, fa considerare l’espressione di una sensibilità fuori del comune, di un’immaginazione visionaria che condanna il tiranno alla solitudine e all’incomprensione dei suoi contemporanei.

Sotto questo aspetto, Poetica, diventa un mito che non perde il suo valore, e vede la sua umanità e sensibilità poetica continua ad essere esemplare, poiché manifesta, attraverso la lente d’ingrandimento di una personalità singolare, i sintomi di una grave crisi storica: quella che determina la scomparsa della serenità, che tra il Sessantotto e l’inizio del terzo millennio ha perduto il suo ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura italiana, per far spazio, o meglio fagocitata da sperimentazioni azzardate, come se tutti coloro che scrivono su internet fossero grandi ricercatori come un Carducci, un Pascoli o un D’Annunzio.

Non conosco il percorso biografico di Poetyca ma penso sia stato un percorso che la porta ad esaminare in continuazione il suo Io e non solo quello creativo. Sappiamo solo che è nata in uno dei centri più insigni della cultura contemporanea, alla Roma della Resistenza, alla città che Remil vedeva violentata in continuazione perché nella sua fantasia le notizie dei Tiggi e dei quotidiani gliel’hanno mostrata stretta nella morsa della violenza, mentre quando attraverso Internet gli è giunto anche il mondo spirituale della sua città amatissima e che gliel’aveva fatta odiare, si ritrova ed ecco che nascono le sue opere migliori. Così Poetyca che della sua città sente soltanto l’eco delle notizie che le pervengono di seconda e a volte di terza mano scopre internet e ritrova il suo mondo spirituale, il suo dominio culturale e morale.

«Vecchi ricordi

strappati come carta

di un consunto giornale

rubato dal vento»

Il consunto giornale/ rubato dal vento insieme alla privazione relativa, cioè come incapacità di mantenere il tenore di vita medio della società cui si appartiene.

Avverte nei vecchi ricordi, che i bisogni fondamentali riguardano le cure mediche, l’alimentazione, l’abitazione e il vestiario. Per lo più, l’analisi che intende la povertà come privazione assoluta si limita a stabilire il livello di reddito annuale al di sotto del quale un individuo o una famiglia mancano dei mezzi necessari alla sopravvivenza.

Per esempio, in questi versi si avverte anche la mancanza della fornitura domestica dell’energia elettrica, che da qualche tempo si considera come non assolutamente necessaria per la maggioranza della popolazione mondiale che non ne dispone, mentre è ritenuta una necessità nelle società industrializzate, che ricorrono allo sfruttamento del Sole. Il reddito che segnala la povertà è, cioè, determinato relativamente agli altri redditi e non alla capacità assoluta di acquisto. Tale approccio implica che il problema della povertà sia da leggersi insieme con quello della stratificazione sociale. Per Poetica questo stato di cose sono:

«Cicatrici bagnate di sale

e poi quella luce

improvviso faro

nella nebbia»

E quell’«improvviso faro» c’introduce nel campo più meschino e raccapricciante per certa umanità: il razzismo che indica, in senso lato, un atteggiamento di intolleranza sociale che porta un individuo o un gruppo a non accettare l’esistenza di individui e gruppi con modi di pensare e di agire differenti dai propri. Se questa forma di intolleranza è stata spesso presente nella storia dell’umanità, è invece relativamente recente e specifica della cultura occidentale una concezione biologica del razzismo, basata sul pregiudizio pseudoscientifico che esistono razze superiori e razze inferiori. Al razzismo in genere si accompagna la xenofobia. Questa è un’esasperazione dell’etnocentrismo, cioè della propensione a ritenere che gli usi e i costumi della propria comunità siano superiori a quelli di qualsiasi altra e si concreti in un atteggiamento di forte avversione verso i membri delle altre comunità.

Da qui la definizione di razzismo adottata da Albert Memmi: «Il razzismo è la valorizzazione, generalizzata e definitiva, di differenze, reali o immaginarie, a vantaggio dell’accusatore e ai danni della vittima, al fine di giustificare un’aggressione o un privilegio».

«Indicato cammino
per l’intima ricerca
lembi di cielo
oltre l’orizzonte»

La considerazione poetica e direi filosofica del pensiero di Poetica dopo va oltre per denunce ancora più inumane. Ella dopo aver considerato ci indica la via per raggiungere quella fratellanza universale che tutti gli uomini di buona volontà si auspicano, per vedere «lembi di cielo/ oltre l’orizzonte».

«E nuovo arcobaleno

colorerà oggi

tutte le speranze

per tempo in ascolto

dei naufraghi

che a volte ritornano»

Probabilmente ciò dipende dal fatto che, nelle società ad alto livello tecnologico, la produzione della ricchezza è dovuta in gran parte alla crescita costante e rapidissima delle conoscenze. Per vari motivi, tra i quali la mancanza di una formazione permanente, da tale crescita di conoscenze rimane escluso l’anziano, il cui patrimonio di esperienza accumulata è considerato sorpassato. Poetyca ci suggerisce che per vedere finalmente un nuovo arcobaleno occorre tenere presenti altri fenomeni quali la disoccupazione e sottoccupazione giovanile, che tendono a far avvertire gli anziani come superflui rispetto alle necessità produttive. A completare il quadro concorrono altresì i mutamenti sociali che hanno coinvolto la famiglia, non più allargata ma mononucleare, estromettendo l’anziano dal ruolo di capofamiglia e anche, spesso, dalla coabitazione con figli e nipoti. Il processo di urbanizzazione isola questi anziani in quartieri spesso privi di strutture di socializzazione, oppure li marginalizza in case di riposo. Così, la discriminazione degli anziani prende la forma di una stratificazione sociale per età, che come la stratificazione etnica è trasversale rispetto agli altri tipi di stratificazione sociale.

Riflettiamo sul messaggio di Poetyca e ritorniamo anche noi magari facendo circolo e cantando come da bambini: «Giro girotondo, com’è bello il mondo…» affinché il tempo in ascolto ritorni e con lui la serenità per tutti.

Reno Bromuro

A VOLTE RITORNANO
di Poetyca
Cosa resta del giorno
ansie che rincorrono
ed ancora sarà sera
cercheremo un senso
a questi passi incisi
nell’anima ormai stanca

Cosa resta nel silenzio
di pensieri fuggiti
insieme a lacrime
asciugate piano
mentre una ferita sanguina

Vecchi ricordi
strappati come carta
di un consunto giornale
rubato dal vento

Cicatrici bagnate di sale
e poi quella luce
improvviso faro
nella nebbia

Indicato cammino
per l’intima ricerca
lembi di cielo
oltre l’orizzonte

E nuovo arcobaleno
colorerà oggi
tutte le speranze
per tempo in ascolto
dei naufraghi
che a volte ritornano

Poetyca 09.06.2004

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria
http://www.poesiavita.com/

POETYCA

WHAT REMAINS OF THE DAY

Poetyca is the pseudonym of Dany. Dany’s all. A woman with a vigorous male poet, born in Rome, but residing in Reggio Calabria from the time of the great youth uprising which resulted in years of lead. He writes poetry since the age of twelve years. And ‘capacity to dialogue and listening to others, but more listens to herself, Socratic, to know if he knows, loves nature and “feel” their emotions and life, such as reading and reflection, write and share with the rest his soul. And ‘in each of us believes that there is an inner light that the individual should try to be at peace with others and with himself.

Instils enthusiasm in everything he undertakes and believes in what ama.Ha completed five collections of poetry and is working at this time of the sixth, but like all young people can not find a publisher and so he learned to know his writings, which gives us valuable over the Internet. And ‘right through the web that gives his state of mind, because here has an extensive network of contacts that you can listen to the lives of others, often a source of inspiration. States that: “Human society is founded on that principle and it is common to all. From such a state of mind was born the particular affection which is called feeling and that is strong in almost all would say even those who today say they do not feel it. Moreover, the man loves the beautiful and this passion is his innate artistic and founded the event, you can tell, all progress. In every man there is a desire to know, the sense of justice, his admiration for the sacrifice, for goodness, forgiveness, tolerance, short for those manifestations of human spirituality, therefore, one can truly say that man is superior to all other beings on earth. “

“What Remains of the Day

anxieties that chase

evening and still be

seek a sense

these steps engraved

weary soul “

Humanity, in the course of centuries has passed through moments of brilliance and moments of crisis. Often the greatest enemy to be overcome in this struggle, not the nature of the soil or climatic conditions of adversity, but ignorance that “never flees the silence.” Although the statement seems odd number of illiterate people is still very high in the vast country, commonly referred to as “developing.” These people should get the warning of our author, “will look for a way / to these steps engraved / in ‘weary soul.” These are very effective weapons in the fight against ignorance, the separation of class, the hunger, the appreciation of the dignity of labor, so that by clinging to the image of the fingerprint “of steps carved” you can walk to meet humanity, lost and scared, flying over the vast areas of countries in Africa and Asia, where most of the male population believes that the work lowers the dignity of man and “wait for the wind caress the feathers” while you leave the task of working women.

Poetry is a literary character. His art has inspired and inspire an incredible number of poems. Already popular in recent years in the Internet world, she now becomes a real myth. The ingredients of this myth are essentially two: the contrast between poet and power, and the link between genius and desire for knowledge.

“What is left in silence

thoughts fled

with tears

dried up

while a bleeding wound “

The romantic relationship between the claimed and the Poetics virtual friends, the paradigm of the conflict between the poet and the tyrant. For this reason, in the web world, Poetyca becomes the symbol of that power imposes constraints hateful soul free and generous artist. On the other hand, the insistence to post poems in a continual stream, through the mailing list, is considered an expression of unusual sensitivity, the visionary imagination of the tyrant who condemned to solitude and incomprehension of his contemporaries.

In this respect, Poetics, becomes a myth that does not lose its value, and sees her humanity and poetic sensibility continues to be exemplary, as manifested through the magnifying glass of a unique personality, symptoms of a serious historical crisis : one that determines the loss of serenity, that between sixty-eight and the beginning of the third millennium has lost its role in the development of Italian culture, to make room, or rather, swallowed up by risky experiments, as if all of those who write Internet researchers were great as Carducci, a pasture or a D’Annunzio.

I do not know the path biographical Poetyca but I think it was a journey that leads her to examine her and I continue not only the creative one. We only know that she was born in one of the most eminent of contemporary culture, the strength of Rome, the city that saw Remilia raped all the time because in his imagination the news of the Tiggo and shown it to him daily in the grip of violence, while When the Internet came the even the spiritual world of his beloved city, and that made gliel’aveva hate, and finds that arise here is his best work. So Poetyca that his city feels only the echo of the information it receives a second and sometimes third hand, discovered the internet and found his spiritual world, its cultural and moral domain.

“Old memories

torn like paper

a worn newspaper

stolen by the wind “

The worn newspaper / stolen by the wind along with the relative deprivation, ie an inability to maintain the average standard of living of society you belong.

Warns the old memories that relate to the basic needs medical care, food, shelter and clothing. For the most part, the analysis that intends to poverty as absolute deprivation is limited to establishing the level of annual income below which an individual or a family lacks the resources necessary for survival.

For example, in these verses there is also a lack of electricity supply to households, which for some time be deemed not absolutely necessary for the majority of the world population does not, and is considered a necessity in industrialized societies, which resort to the exploitation of the Sun indicates that income poverty is, that is, determined with regard to other income and not the absolute ability to purchase. This approach implies that the problem of poverty is to be read together with that of social stratification. Poetics for this state of affairs are:

“Scars of wet rooms

and then that light

Suddenly lighthouse

in the fog “

And that ‘”sudden lighthouse” in the most petty and introduces us to some gruesome humanity: the racism that indicates, in the broadest sense, an attitude of social intolerance that leads an individual or a group not to accept the existence of individuals and groups with ways of thinking and acting different from their own. If this form of intolerance is often present in human history is relatively recent and specific to Western culture a biological conception of racism, based on prejudice that there are pseudo-superior races and inferior races. Racism in general is accompanied by xenophobia. This is an exasperation of ethnocentrism, that is, the propensity to believe that the habits and customs of their community are higher than those of any other and practical attitude in a strong aversion toward members of other communities.

Hence the definition of racism adopted by Albert Memmi: “Racism is the enhancement, general and definitive differences, real or imaginary, to the benefit of the prosecutor and against the victim in order to justify aggression or privilege “.

“Suitable walk
Search for the intimate
patches of sky
beyond the horizon “

The consideration of the poetic and philosophical thought I would go further to complaints after Poetics even more inhumane. After considering she shows us the way to achieve the universal brotherhood of all men of good will wish to see “edges of the sky / beyond the horizon.”

“And the new rainbow

Today will color

all hope

time to listen

Shipwrecked

that sometimes come back “

Probably this is because, in high-tech companies, the production of wealth is largely due to the rapid and steady growth of knowledge. For various reasons, including lack of training, this growth of knowledge is excluded the elderly, whose wealth of experience accumulated is considered outdated. Poetyca suggests that to finally see a new rainbow should be aware of other phenomena such as unemployment and underemployment of youth, which tend to warn the elderly as superfluous compared to the production needs. To complete the picture also contribute to the social changes that have affected the family, but not enlarged mononuclear, ousting the elderly from the role of breadwinner and also, often, by cohabitation with children and grandchildren. The process of urbanization in these older neighborhoods often island-free structures of socialization or marginalizes them in nursing homes. Thus, discrimination of the elderly takes the form of social stratification by age, which cuts across ethnic stratification as compared to other types of social stratification.

Reflect on the message and return Poetyca we maybe doing a circle and singing as a child, “circle tour, how beautiful the world …” so that the time to listen and come back with him the serenity to all.

Reno Bromide

Sometimes They Come Back
of Poetyca
What Remains of the Day
anxieties that chase
evening and still be
seek a sense
these steps engraved
weary soul

What remains in the silence
thoughts fled
with tears
dried up
while a bleeding wound

Old memories
torn like paper
a worn newspaper
stolen by the wind

Scars wet salt
and then that light
Suddenly lighthouse
in the fog

Indicated path
Search for the intimate
patches of sky
beyond the horizon

And the new rainbow
Today will color
all hope
time to listen
Shipwrecked
sometimes return

Poetyca 09.06.2004

The center of gravity Monthly art criticism and literary
http://www.poesiavita.com/

Anima bambina – Baby soul


Anima bambina

Non è solo il sogno
che mi culla
con tintinnio lieve
di ineffabili parole
non è solo brezza
in avvolgente aroma
che mi fa socchiudere
dolcemente gli occhi
Giardino fatato
al chiaror di stelle
che si dispiega ora
sulla mia pelle
Anima bambina
che nel silenzio danza
con magia di gesti
Ritroverò ancora
con te la culla
che a tutto giunge

19.08.2003 Poetyca

Baby soul

It is not just a dream
I cradle

with slight rattle
ineffable words
is not only a breeze
in enveloping aroma
that makes me squint
sweet eyes
Garden Fairy
by the light of stars
unfolding hours
on my skin
Children’s entertainment
that dance in silence
with magic gestures
Still find myself
the cradle with you
that everything comes

19.08.2003 Poetyca

Sussurro infinito – Whisper infinite


Sussurro infinito

Esprimi tutte le parole che sai,
falle scorrere piano sul foglio…
Come lacrime, come lampi di cielo notturno
e poi prendi fiato prima che possano
in un solo istante scagliarsi
a lasciare sgomenta questa notte

Offri la linfa del tuo essere
per rendere complice
solo quest’irripetibile istante
e non temere l’arrivo dell’alba
perchè sarà nascita e vita
a cullare ogni tua vibrante attesa

Io ascolto cullata dal sogno
che appeso alle stelle
sa scuotere ogni respiro
ed accolgo ora
le emozioni vive
che ci accompagnano ancora

Nulla sarà più
come prima della manifestazione
di questa polvere d’oro
che ricopre le palpebre
in un sussurro infinito d’amore

29.01.2008 Poetyca

Whisper infinite

Give all the words you know,
slide it on top of sheet …
Like tears, like flashes of the night sky
and then take breath before they can
in an instant dash
frightened to leave tonight

Give the lifeblood of your being
making accomplice
only quest’irripetibile moment
and not fear the arrival of dawn
Why is birth and life
to cradle your every expectation vibrant

I listen rocked by Dream
that hung the stars
knows how to shake every breath
and I hour
emotions live
that still c’accompagnano

Nothing will be more
as before the event
This gold dust
covering the eyelids
in a whisper of endless love

29.01.2008 Poetyca

Ahimsa – da Mahabharata XIII; Anusasana-parvan 116, 38-41


Ahimsa (non violenza, innocenza)

L’ahimsa è la norma suprema,
l’ahimsa è disciplina eccelsa,
l’ahimsa è il dono più alto,
l’ahimsa è suprema ascesi!
L’ahimsa è il miglior sacrificio,
l’ahimsa è la ricompensa più grande,
l’ahimsa è il migliore amico,
l’ahimsa è la gioia più grande!
Quel che si compie in tutti i sacrifici,
il bagno che si compie in tutti i guadi sacri
e quello che è il frutto di tutte le offerte:
tutto questo non è pari all’ahimsa!
L’ascesi dell’innocente (colui che pratica l’ahimsa) è imperitura,
l’innocente sempre celebra sacrifici,
l’innocente per tutte le creature è come una madre, come un padre.

da Mahabharata XIII; Anusasana-parvan 116, 38-41

❤ ❤ ❤

Ahimsa (non-violence, innocence)

Ahimsa is the supreme law,
Ahimsa is the supreme discipline,
Ahimsa is the gift of the tallest,
Ahimsa is the supreme ascetic!
Ahimsa is the best sacrifice,
Ahimsa is the biggest reward,
ahimsa is the best friend,
Ahimsa is the biggest joy!
What takes place in all the sacrifices,
the bathroom that takes place in all sacred fords
and what is the result of all offers:
this is not of ahimsa!
The asceticism of the innocent (who practice ahimsa) is imperishable,
innocent always celebrated sacrifices,
for all the innocent creatures is like a mother, as a father.

from Mahabharata XIII Anusasana parvan-116, 38-41

La corda e il serpente – The rope and the snake – Dalla tradizione indiana


La corda e il serpente

Un uomo vede un serpente in giardino, e corre via spaventato. Quando riprende coraggio torna e trova il serpente sempre lì, immobile e minaccioso. Guarda meglio e si accorge che era una corda arrotolata.

La corda è sempre stata una corda. Il serpente è esistito solo nella mente dell’uomo, ma non per questo lo spavento era meno vero. Quindi spesso nella realtà facciamo esperienza di una corda vera, un serpente inesistente e uno spavento autentico.

Dalla tradizione filosofica indiana

The rope and the snake

A man sees a snake in the garden, and runs away scared. When he comes backand finds the courage snake still there, still and menacing. Look closer and you realize that it was a coil of rope.

The rope has always been a rope. The snake has existed only in the mind of man,but not for this fear was not true. So often we experience the reality of a real rope, a snake, a non-existent and real terror.

From the Indian philosophical tradition

Voli – Flights – Haiku


🌸Voli🌸

Flebili voci
in canti conducono:
Voli eterei

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸 Flights

Faint voices
in songs lead:
Ethereal flights

© Poetyca

Il mio viaggio – My journey


Il mio viaggio

“ Io sono qui …accanto a te
la mia Luce ti seguirà.”
Con stupore e curiosità
È iniziato il mio viaggio,
ho sempre guardato intorno a me,
ho amato la Vita,
animali e piante,
le bellezze del Creato.
“ Io sono qui accanto a te
la mia Luce ti seguirà…cercami!”
Ho sempre cercato
Un senso, un impercettibile
E delicato significato
In ogni emozione,
l’ho sempre assaporato
anche se a volte
il dolore m’ha soffocato.
“ Io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
non arrenderti!”
anche se a volte la delusione
il mio cammino ha rallentato
non m’arrendo perché
il mio viaggio
non è terminato.
“ Io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
ascoltami!”
Mi farò forza e continuerò
A cercare,
a seguire il mio cammino,
il mio ideale,
quello che non ho mai abbandonato,
seguirò le stelle
della notte,
la Luce sincera
che ho
nel cuore,
sentirò le mie emozioni
e mi lascerò guidare.
“io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
vieni!”
Arriverò dove il dolore
Sarà un ricordo,
non mi potrà sfiorare,
dopo fatiche e lacrime
non sarò sola perché…
chi mi era sempre accanto
mi mostrerà il Suo Volto
e la Vera Vita sarà con me.
10.03.2001 Poetyca
MY JOURNEY
“I’m here beside you …
my light will follow. “
With wonder and curiosity
It started my journey,
I always looked around me,
I love life,
animals and plants,
the beauty of Creation.
“I’m here beside you
My Light will follow you … look for me! “
I have always tried
A sense, an imperceptible
And delicate meaning
In any emotion,
I’ve always enjoyed
although sometimes
pain choked me.
“I’m here beside you …
My Light will follow you …
Do not give in! “
although sometimes the disappointment
my journey has slowed
not because m’arrendo
my journey
is not over.
“I’m here beside you …
My Light will follow you …
listen! “
I will strength and will continue
A search,
to follow my path,
my ideal
that I never abandoned
follow the stars
night,
Light sincere
Me and my
heart,
feel my emotions
and let me drive.
“I’m here beside you …
My Light will follow you …
come! “
I will arrive where the pain
It will be a memory,
I can not touch,
after toil and tears
I will not be alone because …
who was always beside me
show me your face
and the true Life will be with me.

10.03.2001 Poetyca

La luce che rifulge – The Light that shines – Katha-upanisad


La Luce che rifulge

Là non risplende il sole, non la luna, non le stelle; non risplendono questi lampi e tanto meno arde questo fuoco.

Tutto risplende quando Esso risplende. Della Sua luce tutto questo s’illumina.

Quella luce che rifulge al di là del cielo, al di là dell’universo, al di sopra di tutte le cose, al di là dei mondi superni fra i superni, quella è proprio la stessa luce che brilla nell’intimo dell’uomo.

da Katha-upanisad II, 5, 15 e dalla Chandogya-upanisad III, 13, 7

The Light that shines

There the sun does not shine, no moon, no stars, nor these lightnings shine and much less this fire burns.

Everything shines when it shines. His light illuminates all this.

That light that shines beyond the heavens, beyond the universe, above all things,beyond the worlds between the supernal supernal, that is precisely the same light that shines within man.

by Katha-Upanishad II, 5, 15 and Chandogya Upani III, 13, 7

Nelle mani del destino – In the Hands of Destiny – Storie Zen


62. Nelle mani del destino
Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a un tempio shintoista e disse ai suoi uomini: «Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino».
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
«Nessuno può cambiare il destino» disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
«No davvero» disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

Da 101 Storie Zen
In the Hands of Destiny
A great Japanese warrior named Nobunaga decided to attack the enemy although he had only one-tenth the number of men the opposition commanded. He knew that he would win, but his soldiers were in doubt.
On the way he stopped at a Shinto shrine and told his men: “After I visit the shrine I will toss a coin. If heads comes, we will win; if tails, we will lose. Destiny holds us in her hand.”
Nobunaga entered the shrine and offered a silent prayer. He came forth and tossed a coin. Heads appeared. His soldiers were so eager to fight that they won their battle easily.
“No one can change the hand of destiny,” his attendant told him after the battle.
“Indeed not,” said Nobunaga, showing a coin which had been doubled, with heads facing either way.
From 101 Zen Stories

Illusioni – Illusion – Nagarjuna


🌸Illusione🌸

La creazione dell’illusione
non è altro che illusione.
Quando tutto
è composto
non c’è niente
che può essere considerato
come una cosa reale.
Questa è la natura di tutte le cose.

Nagarjuna
[Dal libro “Mahayanavimsaka
e il Trisvabhavanirdesa “]
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Illusion

The creation of illusion
is nothing but illusion.
When everything
is compound
there is nothing
which can be regarded
as a real thing.
Such is the nature of all things.

Nagarjuna
[From the book “Mahayanavimsaka
and the Trisvabhavanirdesa”]

Colori – Colors


🌸Colori🌸

Nel silenzio
tacciono
sempre
i pensieri

Attimi
sospesi
in vivi
colori

Tutto
palpita
colorando
l’anima

16.01.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Colors

In the silence
are silent
always
thoughts

Instants
suspended
live
colors

All
throbs
coloring
the soul

16.01.2021 Poetyca

Best songs of The Cure || The Cure’s Greatest Hits


The Cure è un gruppo musicale post-punk inglese, i cui esordi risalgono al 1976, in piena esplosione new wave (in compagnia di gruppi come Siouxsie and the Banshees, Joy Division, Echo and the Bunnymen). La band, la cui formazione è variata più o meno regolarmente nel corso degli anni, comprendendo da un minimo di due fino ad un massimo di sei membri, ha raggiunto l’apice del successo tra la metà e la fine degli anni ottanta (soprattutto con i singoli Close to Me e Lullaby, tratti, rispettivamente, dai due album The Head on the Door del 1985 e Disintegration del 1989). Robert Smith, il cantante, chitarrista, autore dei testi e compositore di quasi tutte le musiche, nonché fondatore del gruppo, è l’unico membro ad averne sempre fatto parte dagli esordi ad oggi.

Al luglio 2008, i Cure avevano venduto circa 28 milioni di dischi. L’album più venduto è la raccolta di successi Standing on a Beach – The Singles 1978-1985[3] del 1986, che solo in America ha venduto più di due milioni di copie.[4] Tra Regno Unito, Stati Uniti d’America e Italia, i Cure hanno avuto nella Top Ten 12 album (posizioni più alte: UK: Wish, numero 1; USA: Wish, numero 2; Italia: The Cure, numero 2) e 11 singoli (posizioni più alte: UK: Lullaby, numero 5; USA: Lovesong, numero 2, Italia: High, numero 2).[5]

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Cure
The Cure are an English rock band formed in Crawley, West Sussex, in 1976. The band has experienced several line-up changes, with vocalist, guitarist and principal songwriter Robert Smith being the only constant member. The Cure first began releasing music in the late 1970s with their debut album Three Imaginary Boys. Their second single, “Boys Don’t Cry”, became a hit; this, along with several early singles, placed the band as part of the post-punk and new wave movements that had sprung up in the wake of the punk rock revolution in the United Kingdom. During the early 1980s, the band’s increasingly dark and tormented music was a staple of the emerging gothic rock genre.

After the release of 1982’s Pornography, the band’s future was uncertain and Smith was keen to move past the gloomy reputation his band had acquired. With the single “Let’s Go to Bed” released the same year, Smith began to place a pop sensibility into the band’s music and their popularity increased as the decade wore on, with songs like “Just Like Heaven”, “Lovesong” and “Friday I’m in Love”. The band is estimated to have sold 27 million albums as of 2004 and have released thirteen studio albums, ten EPs and over thirty singles during their career.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Cure

Una perla al giorno – Katha Upanishad


mandala g

Dal cuore umano si dipartono
cento e uno nervi (percorsi vitali).
Uno di essi sale al cervello,
alla corona composta da mille petali.
Passando al momento della morte per questa via,
si raggiunge il regno dell’immortalità.
Ma se il prana discende per altre vie,
si tornerà indietro verso una nuova nascita.

Katha Upanishad, III, 16

Hearted human branch
one hundred and one nerves (paths viable).
One of them salt to the brain,
the crown composed of a thousand petals.
Turning to the time of death in this way,
You reach the realm of immortality.
But if the prana comes down in other ways,
We come back to a new birth.

Katha Upanishad, III, 16