Archivio | 24/01/2021

Creare la propria felicità – Create your own happiness – Paramhansa Yogananda


Creare la propria felicità

Se vuoi essere amato, inizia con l’amare coloro che hanno bisogno del tuo amore. Se ti aspetti che gli altri siano onesti con te, comincia con  l’essere onesto tu stesso. Se non vuoi che gli altri siano malvagi, smetti di essere malvagio. Se vuoi che gli altri siano comprensivi con te, comincia con
l’essere comprensivo con chi ti circonda. Se vuoi essere rispettato, devi imparare ad essere rispettoso verso tutti, sia giovani che vecchi. Se vuoi una dimostrazione di pace dagli altri, devi essere pacifico. Se vuoi che gli altri siano religiosi, comincia con l’essere spirituale tu stesso. Ricorda, qualsiasi cosa vuoi che gli altri siano, devi prima esserla tu stesso, e vedrai che essi risponderanno nella stessa maniera.

È facile desiderare che gli altri si comportino perfettamente nei tuoi confronti ed è facile vedere le loro colpe; ma è molto difficile comportarsi correttamente e considerare i propri errori. Se puoi ricordarti di agire rettamente, gli altri cercheranno di seguire il tuo esempio. Se puoi riconoscere i tuoi errori senza sviluppare un complesso d’inferiorità e puoi tenerti occupato correggendoti, allora userai il tuo tempo in maniera più proficua che se lo trascorressi soltanto desiderando che gli altri fossero migliori. Il tuo buon esempio farà di più per cambiare gli altri dei tuoi desideri, della tua indignazione, o delle tue parole.

Più migliori te stesso, più eleverai gli altri intorno a te. La persona che migliora se stessa diviene sempre più felice; e più diventi felice, più felici saranno le persone intorno a te.

Le persone stagnanti sono infelici. Le persone estremamente ignoranti sanno a mala pena come ci si senta ad essere felici o infelici. Sono prive di sensibilità, come le pietre. È meglio sentirsi infelici della propria ignoranza piuttosto che morire felicemente con essa. Ovunque tu sia, rimani desto e attivo con il tuo pensiero, la tua percezione e la tua intuizione, sempre pronto, come un buon fotografo, a fotografare le condotte esemplari e ad ignorare i cattivi comportamenti. La tua massima felicità risiede  nell’essere sempre pronto a desiderare di imparare e di comportarti rettamente.

Se hai abbandonato la speranza di essere felice, rallegrati. Non scoraggiarti mai. La tua anima, essendo un riflesso dello Spirito sempre gioioso, è, in essenza, la felicità stessa. Se tieni chiusi gli occhi della tua concentrazione, non puoi vedere il sole della felicità che arde nel tuo petto. Ma non importa quanto tieni serrati gli occhi della tua attenzione: rimane il fatto che i raggi della felicità stanno cercando di penetrare le porte chiuse della tua mente. Apri il portale della calma e troverai
un’improvvisa esplosione dello splendente Sole di Gioia dal tuo stesso sé.

I gioiosi raggi dell’anima possono essere percepiti se interiorizzi la tua attenzione. Puoi farlo usando l’architetto della mente per godere del bellissimo panorama dei pensieri nell’invisibile, tangibile Regno dentro di te. Non cercare la felicità solo nei bei vestiti, in una casa linda, in deliziose cene e soffici cuscini e sedie. Questo imprigionerà la tua felicità dietro le sbarre delle apparenze e dell’esteriorità. Invece, con  l’aeroplano della visualizzazione, scivola silenzioso sopra le vaste distese della Fantasia, contemplando l’impero sconfinato dei pensieri.

Osserva quindi le catene montuose delle inviolate, nobili o spirituali aspirazioni, per migliorare te stesso e gli altri. Sorvola le profonde vallate della Compassione Universale. Vola oltre i geyser dell’entusiasmo e le cascate del Niagara della saggezza perpetua, tuffandoti dalle candide
vette della pace della tua anima.

Librati dalle sconfinate rive della percezione intuitiva fino al regno della Sua Onnipresenza. Lì, nel Suo Castello di Beatitudine, attingi alla Sua fonte di Sussurrante Saggezza e placa la sete dei tuoi desideri. Gusta con Lui i frutti del Divino Amore nel Banchetto dell’eternità. Se hai deciso di
trovare la gioia dentro di te, prima o poi la troverai. Cercala adesso, giornalmente, con la regolare, profonda e sempre più profonda meditazione, e troverai sicuramente la felicità senza fine. Sforzati costantemente di immergerti nel profondo del tuo essere e lì troverai la tua più grande felicità.

 Paramhansa Yogananda

Create your own happiness

If you want to be loved, begins by loving those who need your love. If you expect others to be honest with you, start being honest with yourself. If you do not want others to be evil, stop being evil. If you want others to be sympathetic to you, beginning with
being sympathetic to those around you. If you want to be respected, you must learn to be respectful to everyone, both young and old. If you want a demonstration of peace from others, you must be peaceful. If you want others to be religious, spiritual being begins with yourself. Remember, whatever you want them to be, you must first be it for yourself, and you’ll see that they will respond in the same manner.

It is easy to desire that others behave towards you and it is perfectly easy to see their faults, but it is very difficult to behave properly and to consider their own mistakes. If you can remember to do right, others will try to follow your example. If you recognize your mistakes without developing an inferiority complex and can keep you busy correggendoti, then you will use your time more profitably if the trascorressi only wishing that others were better. Your good example will do more to change the rest of your desires, your indignation or your words.

The more you improve yourself, the more eleverai others around you. The person who improves herself becoming happier, and become more happy, more happy are the people around you.

People are unhappy stagnant. Extremely ignorant people barely know how it feels to be happy or unhappy. They lack sensitivity, as the stones. It is better to be unhappy with their ignorance rather than die happily with it. Wherever you are, stay alert and active with your thinking, your perception and your intuition, always ready, like a good photographer, photographing the exemplary behavior and ignore bad behavior. Your greatest happiness lies in being always ready to desire to learn and to behave properly.

If you have given up hope of being happy, rejoice. Never be discouraged. Your soul, being a reflection of the ever joyous Spirit, is, in essence, happiness itself. If you keep your eyes closed your concentration, you can not see the sun of happiness that burns in your chest. But no matter how tight you keep your eyes of your attention is the fact that the rays of happiness are trying to penetrate the closed doors of your mind. Open the portal and you will find the calm
sudden explosion of the resplendent Sun of Joy by your own self.

The joyous rays of the soul can be felt if internalize your attention. You can do this using the architect’s mind to enjoy the beautiful landscape of thoughts in the invisible, visible kingdom within you. Do not look for happiness only in nice clothes, a clean home, delicious dinners and fluffy pillows and chairs. This imprison your happiness behind bars appearances and exteriority. Instead, with the plane of the display, glides silently over the vast expanses of Imagination, contemplating the limitless empire of thoughts.

Observe then the mountain ranges of unclimbed, noble or spiritual aspirations, to improve yourself and others. Soar over the deep valleys of Universal Compassion. Fly over the geyser of enthusiasm and the Niagara Falls of perpetual wisdom, plunging from the white
peaks of the peace of your soul.

Ced by the boundless shores of intuitive sense until the reign of His omnipresence. There, His Beatitude Castle, scoop the source of His Whispering Wisdom and quenches the thirst of your desires. Enjoy with him the fruits of Divine Love in the banquet of eternity. If you have decided to
find the joy within you, sooner or later you will find. Look for it now, daily, with regular, deep and deeper meditation, and you will surely find happiness without end. Strive constantly to dive into the depths of your being and you will find your greatest happiness.

 Paramhansa Yogananda

Piccole storie Zen – Pratica e realizzazione sono una cosa sola – PRACTICE AND REALIZATION ARE ONE


PRATICA E REALIZZAZIONE SONO UNA COSA SOLA

Lo zen ci insegna che pratica e realizzazione (satori) sono un tutt’uno. In altre parole, noi non raggiungiamo lo scopo attraverso la pratica; la pratica in sè stessa è la realizzazione e lo scopo da realizzare è la pratica stessa.

Comunemente si tende a distinguere tra pratica e realizzazione: in termini temporali, prima viene la pratica e poi la realizzazione, ovvero la realizzazione si ottiene come risultato della pratica. Tuttavia, la pratica zen è costituita dalla disciplina zazen (contemplazione la posizione fisica e spirituale di stare stando seduti immobili in silenzio con le gambe incrociate), cioè il compimento di un atto e il compiere un l’atto qui equivale a realizzare lo scopo. Generalmente si insegna che dal momento che lo zazen è pratica e messa in atto, questa dovrà avere uno scopo e lo scopo è la realizzazione. In questo modo lo zazen, finalizzato alla realizzazione, diviene un mezzo per raggiungere un obiettivo. Quando si crede che da una parte vi sia il mezzo e dall’altra lo scopo, desiderare di ottenere la realizzazione attraverso lo zazen diventa un atteggiamento naturale. Se si ragiona come si fa comunemente, questo è senz’altro vero. Tuttavia, così come non si è ladri perché ci si esercita a diventarlo – si è ladri quando effettivamente si ruba qualcosa –si può dire che proprio il compimento dello zazen è il Buddha ed è la realizzazione.

Nello zen, la cosa più incresciosa è separare pratica e realizzazione e interporre tra queste pensieri e distinzioni. Questa attitudine è ciò che viene definito impurità. Lo zazen, invece, deve essere pratica pura. Quando si pratica lo zazen bisogna solo assumere la posizione della seduta. Gli insegnamenti, infatti, ci dicono che non dobbiamo separare mezzi e scopo e che non dobbiamo aspettarci impazientemente la realizzazione durante la pratica dello zazen.

Secoli or sono in Cina, durante il periodo Tang, vi fu un monaco di nome Mazu Daoyi (Baso Doitsu secondo la lettura giapponese) il quale si esercitava nella pratica dello zen. Un giorno, durante una seduta di zazen, arrivò il suo maestro, Nanyue Huairang (Nangaku Ejo in giapponese) e gli chiese: “Fratello, la tua pratica è davvero ammirabile, ma cosa cerchi di ottenere?”.

“Sto cercando di ottenere la realizzazione” rispose Mazu e subito il maestro Nanyue andò a prendere un mattone, e cominciò a sfregarlo contro una roccia.

Un passo del Diario di Santaro di Jiro Abe dice:
“Noi cresciamo grazie all’amore romantico. Indipendentemente dal fatto che questo amore si realizzi o meno, noi cresciamo. Tuttavia, amare per crescere non è vero amore; è solo un esperimento d’amore. Finché il nostro scopo cosciente è la crescita, un esperimento d’amore non può essere completo. Quando né il successo né l’insuccesso potranno cambiare questo amore, solo allora, per la prima volta, l’esperienza potrà permeare il nostro essere. E come risultato di questo tipo di amore, noi cresciamo.”

Detto in altre parole, ciò significa che noi cresciamo effettivamente quando ci immergiamo in ogni esperienza che ci si presenta e non quando la crescita è il nostro scopo cosciente. Al contrario, quando siamo profondamente immersi in un’esperienza concreta, il concetto di crescita deve dissolversi altrimenti non sarà possibile raggiungere lo scopo. Senza eliminare il nostro desiderio di crescita e senza tornare ai nostri sensi, non potremo mai arrivare alla profondità delle esperienze della vita.

Secondo un detto, “praticare zazen per mezz’ora significa essere un Buddha per mezz’ora”. La convinta pratica zazen avviene quando non si spera di diventare un Buddha o di ottenere la realizzazione. La posizione stessa assunta con lo zazen è il Buddha e la realizzazione. Per questo, invece di praticare per mezz’ora, è meglio praticare per mezza giornata ed essere Buddha per mezza giornata. Più intensamente ci immergiamo nelle esperienze che ci si presentano, più grande sarà la crescita che ne risulterà. Da questa esperienza è nato l’approccio alla vita proprio del buddhista zen che regola la propria esistenza e la rende un tutt’uno con lo zazen, che non cerca ricompense e per il quale un istante è l’eternità e l’eternità non è che un istante.

Lo zazen è un infinito progresso che non ha scopo e questo progresso senza scopo significa che noi raggiungiamo l’obiettivo passo dopo passo durante il cammino.. In altre parole, si tratta di una vita creata nuovamente ogni giorno.

Chissà come hanno percorso questo cammino i saggi del passato…


PRACTICE AND REALIZATION ARE ONE

In Zen, the unity of Practice and Realization (satori) is taught. In other words, we do not attain the goal by means of practice; practice itself is the goal of realization, and the goal, realization, is at once practice

The common view is that practice and realization are two distinct things; that practice comes first and realization second; that realization comes as a result of having practiced. However, Zen practice is a discipline called zazen (cross-legged sitting meditation), and an actualization; and what we mean by actualization is making a goal come true. Consequently, it is generally thought that as long as zazen is practice and actualization it must have a goal, and that realization is that goal. So, zazen, which has realization as an objective, becomes a means of actualizing that objective. If we come to think that on the one hand we have the means and on the other hand we have a goal, then it is only natural that we should wish to attain realization by zazen. From the every day point of view this is quite right. However, one does not become a thief by training himself to steal; one becomes a thief when he actually steals something from another, and in the same way we can say that assuming the posture of zazen is itself the Buddha and is realization.

In Zen, the most objectionable thing is to separate practice and realization and to interpose between them thoughts and discriminations. This is called impurity. But zazen must be a pure practice. When we practice zazen we must only sit. We are taught not to separate means and end and not to expectantly await realization while practicing zazen.

Once upon a time during the Tang Dynasty in China, there was a monk called Mazu Daoyi (Baso Doitsu, in Japanese) who was undergoing training. One day, he was practicing zazen alone when along came his teacher, Nanyue Huairang (Nangaku Ejo, in Japanese), who asked, “Brother, your zazen is truly admirable, but just what are you trying to accomplish by it?”

This is a little story which warns us not to use zazen as a means of gaining realization. There is a deep philosophical meaning here, but not even going into that, Zen teaches that practice is not to be used as a means of gaining realization, and that true actualization is pure and does not seek rewards or compensation. There is something our every day minds find difficult to agree with, but somehow or another we must see it this way if our actualization is to be genuine. This is a fact which confronts us twenty-four hours a day seven days a week.

“I’m going to polish it and make a mirror,” Nanyue responded.

When Mazu objected Nanyue retorted, “Even if you polish it you can’t make a mirror of a tile!”

“And do you think you can awaken realization by practicing zazen?”

http://global.sotozen-net.or.jp/ita/library/stories/book1.html

Quando la notte – When the night



Quando la notte
Quando la notte
segnerà i passi
del mio cammino
sarà il sogno
a dipingere la vita
conducendone il filo
tra sentieri senza paure
Nelle brezze d’incanto
respirerò il suo profumo
mai confuso tra le ciglia
di occhi socchiusi
Aloni magici
che raccolgono pensieri
e nel silenzio li espandono
in tenui atmosfere

Svelato mistero
che racchiude un mondo
d’impalpabile sapore
sempre intuito
e racchiuso in cuore
All’inizio del viaggio
seguirò rotte incise
nel palmo della mano
e poi più nulla
di quel che conosco

Quando varcherò
il confine del tempo
e conterò i miei passi
scoprirò il senso
del mio vagare
Sarò consapevole
di ogni incontro
che ha lasciato
incisa la storia
di presenze importanti
nel mio andare

08.06.2003 © Poetyca

When the night

When the night
will mark the steps
of my path
will be the dream
to paint life
leading the thread
between paths without fear
In the enchanting breezes
I will breathe her perfume
never confused between the lashes
of half-closed eyes
Magical halos
that collect thoughts
and in silence they expand them
in soft atmospheres
Mystery revealed
that encloses a world
of impalpable flavor
always intuition
and enclosed in the heart
At the beginning of the journey
I will follow engraved routes
in the palm of your hand
and then nothing more
of what I know
When will I cross
the boundary of time
and I will count my steps
I will discover the meaning
of my wandering
I will be aware
of each meeting
that he left
engraved history
of important presences
in my going

08.06.2003 © Poetyca

Pensieri di Jiddu Krishnamurti – Jiddu Krishnamurti 


Jiddu Krishnamurti

Il cambiamento nella società è di secondaria importanza; esso avverrà naturalmente, quando voi, come esseri umani, produrrete questo cambiamento in voi stessi.

Jiddu Krishnamurti – Al di là della violenza – Ubaldini, Ed. 1974, p. 30

♥♥♥

La religione, la politica, la società vi sfruttano e voi ne siete condizionati: venite spinti in una certa direzione. Non siete esseri umani; siete ingranaggi di una macchina. Soffrite pazientemente, sottomettendovi alla crudeltà dell’ambiente, quando voi, individualmente, avete la possibilità di cambiarlo.

(Jiddu Krishnamurti – 20 dicembre 1933 – Secondo discorso pubblico ad Adyar, Madras, India)

♥♥♥

La bellezza dell’universo è in “ciò che è”; e vivere spontaneamente con “ciò che è” è virtù.

Jiddu Krishnamurti – L’uomo alla svolta – Ubaldini, Ed. 1971, p. 61

♥♥♥

Il rispetto accompagnato dalla speranza di una ricompensa è frutto di paura. Nell’amore non c’è paura.

Jiddu Krishnamurti – Di fronte alla vita – Ubaldini, Ed. 1969, p. 110

♥♥♥

Vivere liberi in questo mondo vuol dire amare, sfuggendo tutte le forme di divisione. Quando c’è libertà e amore, allora questa intelligenza agirà cooperando e saprà anche qual’è il momento di rifiutarsi di cooperare.

Jiddu Krishnamurti – L’uomo alla svolta – Ubaldini, Ed. 1971, p. 68

♥♥♥

Quello stato della mente, che è amore, è completamente senza tempo.

Jiddu Krishnamurti – La pienezza della vita – Ubaldini, Ed. 1980, p. 162

♥♥♥

Devi provare in cuor tuo perfetta tolleranza per tutti, ed un sincero interessamento nelle credenze di quelli di altre religioni, nella stessa misura che lo hai nelle credenze della tua propria.

Alcione, Ai piedi del Maestro, Ediz. Sirio (Alcione è Jiddu Krishnamurti)

♥♥♥

Dalla meditazione viene un immenso silenzio; non il silenzio coltivato, non il silenzio tra due pensieri, tra due rumori, bensì un silenzio inimmaginabile. Il cervello diviene straordinariamente silenzioso, quando è impegnato in questo processo d’indagine; quando vi è silenzio, vi è una grande percezione. In questo silenzio vi è il vuoto, un vuoto che è la somma di tutta l’energia.

Jiddu Krishnamurti – La pienezza della vita – Ubaldini, Ed. 1980, p. 160

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. <3<3<3<3-.-.-.-.-.-.-.-.-.-..-.-.-.–.–.

 

 

Jiddu Krishnamurti 

The change in society is of secondary importance, it will happen naturally, when you, like humans, produce this change in yourself.

Jiddu Krishnamurti – Beyond the violence – Ubaldini, Ed, 1974, p. 30

♥ ♥ ♥

Religion, politics, society will take advantage and you are put up: come and gone in a certain direction. You are not human beings are cogs in a machine. You suffer patiently submitting to the cruelty of the environment, when you, individually, you can change it.

(Jiddu Krishnamurti – December 20, 1933 – According to public discourse Adyar, Madras, India)

♥ ♥ ♥

The beauty of the universe is “what is” spontaneously and live with “what is” is a virtue.

Jiddu Krishnamurti – The man at the turn – Ubaldini, Ed 1971: 61

♥ ♥ ♥

Compliance with hope of a reward is the result of fear. There is no fear.

Jiddu Krishnamurti – In the face of life – Ubaldini, Ed 1969: 110

♥ ♥ ♥

Live free in this world means to love, avoiding all forms of division.When there is freedom and love, then this will work in cooperation and intelligence will also know what time to be uncooperative.

Jiddu Krishnamurti – The man at the turn – Ubaldini, Ed 1971: 68

♥ ♥ ♥

That state of mind, which is love, it’s completely timeless.

Jiddu Krishnamurti – The fullness of life – Ubaldini, Ed 1980, p. 162

♥ ♥ ♥

You have to try in your heart, perfect tolerance for all, and a sincere interest in the beliefs of those of other religions, to the same extent that you have your own beliefs.

Alcyone, the foot of the master, Ed. Sirius (Alcione is Jiddu Krishnamurti)

♥ ♥ ♥

Since meditation is a great silence, the silence is not cultivated, not the silence between two thoughts, two sounds, but an unimaginable silence. The brain becomes extraordinarily quiet when engaged in this process of investigation, when there is silence, there is a huge perception. In this silence there is a void, an emptiness that is the sum of all energy.

Jiddu Krishnamurti – The fullness of life – Ubaldini, Ed 1980, p. 160

 

Anima bambina – Baby soul


Anima bambina

Non è solo il sogno
che mi culla
con tintinnio lieve
di ineffabili parole
non è solo brezza
in avvolgente aroma
che mi fa socchiudere
dolcemente gli occhi
Giardino fatato
al chiaror di stelle
che si dispiega ora
sulla mia pelle
Anima bambina
che nel silenzio danza
con magia di gesti
Ritroverò ancora
con te la culla
che a tutto giunge

19.08.2003 Poetyca

Baby soul

It is not just a dream
I cradle

with slight rattle
ineffable words
is not only a breeze
in enveloping aroma
that makes me squint
sweet eyes
Garden Fairy
by the light of stars
unfolding hours
on my skin
Children’s entertainment
that dance in silence
with magic gestures
Still find myself
the cradle with you
that everything comes

19.08.2003 Poetyca

Ahimsa – da Mahabharata XIII; Anusasana-parvan 116, 38-41


Ahimsa (non violenza, innocenza)

L’ahimsa è la norma suprema,
l’ahimsa è disciplina eccelsa,
l’ahimsa è il dono più alto,
l’ahimsa è suprema ascesi!
L’ahimsa è il miglior sacrificio,
l’ahimsa è la ricompensa più grande,
l’ahimsa è il migliore amico,
l’ahimsa è la gioia più grande!
Quel che si compie in tutti i sacrifici,
il bagno che si compie in tutti i guadi sacri
e quello che è il frutto di tutte le offerte:
tutto questo non è pari all’ahimsa!
L’ascesi dell’innocente (colui che pratica l’ahimsa) è imperitura,
l’innocente sempre celebra sacrifici,
l’innocente per tutte le creature è come una madre, come un padre.

da Mahabharata XIII; Anusasana-parvan 116, 38-41

❤ ❤ ❤

Ahimsa (non-violence, innocence)

Ahimsa is the supreme law,
Ahimsa is the supreme discipline,
Ahimsa is the gift of the tallest,
Ahimsa is the supreme ascetic!
Ahimsa is the best sacrifice,
Ahimsa is the biggest reward,
ahimsa is the best friend,
Ahimsa is the biggest joy!
What takes place in all the sacrifices,
the bathroom that takes place in all sacred fords
and what is the result of all offers:
this is not of ahimsa!
The asceticism of the innocent (who practice ahimsa) is imperishable,
innocent always celebrated sacrifices,
for all the innocent creatures is like a mother, as a father.

from Mahabharata XIII Anusasana parvan-116, 38-41

La corda e il serpente – The rope and the snake – Dalla tradizione indiana


La corda e il serpente

Un uomo vede un serpente in giardino, e corre via spaventato. Quando riprende coraggio torna e trova il serpente sempre lì, immobile e minaccioso. Guarda meglio e si accorge che era una corda arrotolata.

La corda è sempre stata una corda. Il serpente è esistito solo nella mente dell’uomo, ma non per questo lo spavento era meno vero. Quindi spesso nella realtà facciamo esperienza di una corda vera, un serpente inesistente e uno spavento autentico.

Dalla tradizione filosofica indiana

The rope and the snake

A man sees a snake in the garden, and runs away scared. When he comes backand finds the courage snake still there, still and menacing. Look closer and you realize that it was a coil of rope.

The rope has always been a rope. The snake has existed only in the mind of man,but not for this fear was not true. So often we experience the reality of a real rope, a snake, a non-existent and real terror.

From the Indian philosophical tradition

Voli – Flights – Haiku


🌸Voli🌸

Flebili voci
in canti conducono:
Voli eterei

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸 Flights

Faint voices
in songs lead:
Ethereal flights

© Poetyca

Il mio viaggio – My journey


Il mio viaggio

“ Io sono qui …accanto a te
la mia Luce ti seguirà.”
Con stupore e curiosità
È iniziato il mio viaggio,
ho sempre guardato intorno a me,
ho amato la Vita,
animali e piante,
le bellezze del Creato.
“ Io sono qui accanto a te
la mia Luce ti seguirà…cercami!”
Ho sempre cercato
Un senso, un impercettibile
E delicato significato
In ogni emozione,
l’ho sempre assaporato
anche se a volte
il dolore m’ha soffocato.
“ Io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
non arrenderti!”
anche se a volte la delusione
il mio cammino ha rallentato
non m’arrendo perché
il mio viaggio
non è terminato.
“ Io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
ascoltami!”
Mi farò forza e continuerò
A cercare,
a seguire il mio cammino,
il mio ideale,
quello che non ho mai abbandonato,
seguirò le stelle
della notte,
la Luce sincera
che ho
nel cuore,
sentirò le mie emozioni
e mi lascerò guidare.
“io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
vieni!”
Arriverò dove il dolore
Sarà un ricordo,
non mi potrà sfiorare,
dopo fatiche e lacrime
non sarò sola perché…
chi mi era sempre accanto
mi mostrerà il Suo Volto
e la Vera Vita sarà con me.
10.03.2001 Poetyca
MY JOURNEY
“I’m here beside you …
my light will follow. “
With wonder and curiosity
It started my journey,
I always looked around me,
I love life,
animals and plants,
the beauty of Creation.
“I’m here beside you
My Light will follow you … look for me! “
I have always tried
A sense, an imperceptible
And delicate meaning
In any emotion,
I’ve always enjoyed
although sometimes
pain choked me.
“I’m here beside you …
My Light will follow you …
Do not give in! “
although sometimes the disappointment
my journey has slowed
not because m’arrendo
my journey
is not over.
“I’m here beside you …
My Light will follow you …
listen! “
I will strength and will continue
A search,
to follow my path,
my ideal
that I never abandoned
follow the stars
night,
Light sincere
Me and my
heart,
feel my emotions
and let me drive.
“I’m here beside you …
My Light will follow you …
come! “
I will arrive where the pain
It will be a memory,
I can not touch,
after toil and tears
I will not be alone because …
who was always beside me
show me your face
and the true Life will be with me.

10.03.2001 Poetyca

La luce che rifulge – The Light that shines – Katha-upanisad


La Luce che rifulge

Là non risplende il sole, non la luna, non le stelle; non risplendono questi lampi e tanto meno arde questo fuoco.

Tutto risplende quando Esso risplende. Della Sua luce tutto questo s’illumina.

Quella luce che rifulge al di là del cielo, al di là dell’universo, al di sopra di tutte le cose, al di là dei mondi superni fra i superni, quella è proprio la stessa luce che brilla nell’intimo dell’uomo.

da Katha-upanisad II, 5, 15 e dalla Chandogya-upanisad III, 13, 7

The Light that shines

There the sun does not shine, no moon, no stars, nor these lightnings shine and much less this fire burns.

Everything shines when it shines. His light illuminates all this.

That light that shines beyond the heavens, beyond the universe, above all things,beyond the worlds between the supernal supernal, that is precisely the same light that shines within man.

by Katha-Upanishad II, 5, 15 and Chandogya Upani III, 13, 7

Nelle mani del destino – In the Hands of Destiny – Storie Zen


62. Nelle mani del destino
Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a un tempio shintoista e disse ai suoi uomini: «Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino».
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
«Nessuno può cambiare il destino» disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
«No davvero» disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

Da 101 Storie Zen
In the Hands of Destiny
A great Japanese warrior named Nobunaga decided to attack the enemy although he had only one-tenth the number of men the opposition commanded. He knew that he would win, but his soldiers were in doubt.
On the way he stopped at a Shinto shrine and told his men: “After I visit the shrine I will toss a coin. If heads comes, we will win; if tails, we will lose. Destiny holds us in her hand.”
Nobunaga entered the shrine and offered a silent prayer. He came forth and tossed a coin. Heads appeared. His soldiers were so eager to fight that they won their battle easily.
“No one can change the hand of destiny,” his attendant told him after the battle.
“Indeed not,” said Nobunaga, showing a coin which had been doubled, with heads facing either way.
From 101 Zen Stories

Illusioni – Illusion – Nagarjuna


🌸Illusione🌸

La creazione dell’illusione
non è altro che illusione.
Quando tutto
è composto
non c’è niente
che può essere considerato
come una cosa reale.
Questa è la natura di tutte le cose.

Nagarjuna
[Dal libro “Mahayanavimsaka
e il Trisvabhavanirdesa “]
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Illusion

The creation of illusion
is nothing but illusion.
When everything
is compound
there is nothing
which can be regarded
as a real thing.
Such is the nature of all things.

Nagarjuna
[From the book “Mahayanavimsaka
and the Trisvabhavanirdesa”]

Colori – Colors


🌸Colori🌸

Nel silenzio
tacciono
sempre
i pensieri

Attimi
sospesi
in vivi
colori

Tutto
palpita
colorando
l’anima

16.01.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Colors

In the silence
are silent
always
thoughts

Instants
suspended
live
colors

All
throbs
coloring
the soul

16.01.2021 Poetyca

Best songs of The Cure || The Cure’s Greatest Hits


The Cure è un gruppo musicale post-punk inglese, i cui esordi risalgono al 1976, in piena esplosione new wave (in compagnia di gruppi come Siouxsie and the Banshees, Joy Division, Echo and the Bunnymen). La band, la cui formazione è variata più o meno regolarmente nel corso degli anni, comprendendo da un minimo di due fino ad un massimo di sei membri, ha raggiunto l’apice del successo tra la metà e la fine degli anni ottanta (soprattutto con i singoli Close to Me e Lullaby, tratti, rispettivamente, dai due album The Head on the Door del 1985 e Disintegration del 1989). Robert Smith, il cantante, chitarrista, autore dei testi e compositore di quasi tutte le musiche, nonché fondatore del gruppo, è l’unico membro ad averne sempre fatto parte dagli esordi ad oggi.

Al luglio 2008, i Cure avevano venduto circa 28 milioni di dischi. L’album più venduto è la raccolta di successi Standing on a Beach – The Singles 1978-1985[3] del 1986, che solo in America ha venduto più di due milioni di copie.[4] Tra Regno Unito, Stati Uniti d’America e Italia, i Cure hanno avuto nella Top Ten 12 album (posizioni più alte: UK: Wish, numero 1; USA: Wish, numero 2; Italia: The Cure, numero 2) e 11 singoli (posizioni più alte: UK: Lullaby, numero 5; USA: Lovesong, numero 2, Italia: High, numero 2).[5]

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Cure
The Cure are an English rock band formed in Crawley, West Sussex, in 1976. The band has experienced several line-up changes, with vocalist, guitarist and principal songwriter Robert Smith being the only constant member. The Cure first began releasing music in the late 1970s with their debut album Three Imaginary Boys. Their second single, “Boys Don’t Cry”, became a hit; this, along with several early singles, placed the band as part of the post-punk and new wave movements that had sprung up in the wake of the punk rock revolution in the United Kingdom. During the early 1980s, the band’s increasingly dark and tormented music was a staple of the emerging gothic rock genre.

After the release of 1982’s Pornography, the band’s future was uncertain and Smith was keen to move past the gloomy reputation his band had acquired. With the single “Let’s Go to Bed” released the same year, Smith began to place a pop sensibility into the band’s music and their popularity increased as the decade wore on, with songs like “Just Like Heaven”, “Lovesong” and “Friday I’m in Love”. The band is estimated to have sold 27 million albums as of 2004 and have released thirteen studio albums, ten EPs and over thirty singles during their career.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Cure

Una perla al giorno – Katha Upanishad


mandala g

Dal cuore umano si dipartono
cento e uno nervi (percorsi vitali).
Uno di essi sale al cervello,
alla corona composta da mille petali.
Passando al momento della morte per questa via,
si raggiunge il regno dell’immortalità.
Ma se il prana discende per altre vie,
si tornerà indietro verso una nuova nascita.

Katha Upanishad, III, 16

Hearted human branch
one hundred and one nerves (paths viable).
One of them salt to the brain,
the crown composed of a thousand petals.
Turning to the time of death in this way,
You reach the realm of immortality.
But if the prana comes down in other ways,
We come back to a new birth.

Katha Upanishad, III, 16