Archivio | 14/03/2021

La tranquillità interiore – Inner tranquility – Dalai Lama


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La tranquillità interiore
L’esperienza mi ha insegnato che la più grande tranquillità interiore proviene da sviluppare amore e compassione. Quanto più ci preoccupiamo per la felicità degli altri, maggiore è il nostro senso di benessere. Coltivare una stretta, sensazione di calore di cuore per gli altri mette automaticamente la nostra mente a proprio agio. Essa aiuta a rimuovere le nostre paure e insicurezze e ci dà la forza per affrontare gli ostacoli – è la fonte ultima di successo nella vita
Dalai Lama

Inner tranquility
Experience has taught me that the greatest inner tranquility comes from developing love and compassion. The more we care for the happiness of others, the greater our own sense of well-being. Cultivating a close, warm-hearted feeling for others automatically puts our mind at ease. It helps remove our own fears and insecurities and gives us strength to face obstacles – it is the ultimate source of success in life
Dalai Lama

Finestre sul mondo – Windows on the world


🌸Finestre sul mondo🌸

Gli occhi
sono finestre
sul mondo
Attesa e colore
per dipingere
ogni sensazione
Palpito e carezza
oltre il tempo
al centro dell’anima

21.02.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Windows on the world

The eyes
are windows
on the world
Waiting and color
to paint
every feeling
Throb and caress
beyond the time
in the center of the soul

21.02.2019 Poetyca

Il respiro consapevole – Conscious breathing – Eckhart Tolle


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Il respiro consapevole – Eckhart Tolle

Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.

Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.

Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.

Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.

– tratto dal libro “Un Mondo Nuovo” 

 

Conscious breathing – Eckhart Tolle

Discover inner space by creating intervals in the flow of thoughts. Without these intervals, your thinking becomes repetitive, not inspired, devoid of any creative spark, as is still for most of the people on the planet.

You do not need to worry about the duration of these intervals, a few seconds will do. Gradually increase alone, without any effort on your part. More than their length is important to make them happen frequently, so that your daily activities and the flow of your thoughts to alternate with the space.

Someone recently showed me the annual program of a large spiritual organization. As I examined him, I was struck by the great choice of interesting seminars and working groups. It reminded me of a smorgasbord, one of those Scandinavian buffet where you can choose from a huge variety of foods abundant. That person asked me if I could raccomandargliene one or two. “I do not know,” I said. “These seminars all look very interesting. “But one thing I know for sure,” I added. “Stay aware of your breathing as often as you can, whenever you remember. Do this for a year and this will produce a more powerful processing that does not participate in these courses. It does not cost anything. “

Being aware of the breath shifts attention from the thoughts and creates space. It is a way to generate awareness. Although the fullness of consciousness exists already in unmanifested form, we are here to bring consciousness into this dimension.

Be aware of the breath. Pay attention to the sensation of the breath. Feel the air that enters and leaves the body. See how the chest and abdomen expand and contract slightly with the inhalation and exhalation. A conscious breath is enough to create them space where before there was an interrupted sequence one thought after another. A conscious breathing, two or three would be even better, many times a day, is an excellent way to bring the space in your life.

Even if you meditate on the breath for two hours or more, which some have done, a single breath is all that you need to be aware or rather, all that you can be aware. The rest is memory or anticipation, that thought.

Breathing is not really something you do, but something that can be observed as it happens. Breathing happens by itself. It is the inner intelligence of the body that does. All you have to do is watch him happens. Does not involve any effort or strain. Pay attention also to the brief pause in breathing, especially at the point of rest at the end of exhalation, before the start of a new inspiration.

In many people’s breath is unnaturally shallow. The more you are aware of the breath, the more this will regain its natural depth. Because the breath itself has no form, has been since ancient times considered equal to the spirit, the only life without form. “Then the Lord God model man with the dust of the ground and breathed into his nostrils the breath of life; so man became a living being. “

The words breath in German, Breathing, comes from the Indian word (Sanskrit) Atman, whose meaning is innate divine spirit or God within us.

The fact that the breath has no form is one of the reasons why breath awareness is an extraordinarily effective way of bringing space into your life, to generate awareness. It is an excellent meditation object precisely because it is not an object, does not have the structure or form. The other reason is that the breath is one of the phenomena more subtle and seemingly insignificant. “The smallest thing” that, according to Nietzsche, creates “the greatest happiness”.

Practicing or not breath awareness as a form of meditation itself is your choice. Meditation practiced regularly, however, is not a substitute for bringing awareness of space in everyday life.

Be aware of your breath forces you to stay in the present moment, which is the key to all inner transformation. Whenever you are aware of the breath, you are absolutely present. You also realize that you can not think, and, at the same time, be aware of your breath. The breath stops the conscious mind. But far from being in a trance or half asleep, you are fully awake and fully alert. Not are falling below the thought, but there are raising above it. And if you look more closely you will find that these two things, get fully in the present and stop thinking without losing consciousness, they are actually one and the same thing, the rise of consciousness in space.

– Based on the book “A New World”

Sensibilità – Sensitivity


🌸Sensibilità🌸

Su alcune cose
non avrai mai risposte,
ma è la sensibilità
a rendere capaci
di vedere oltre le apparenze,
ed è per questo
che più si è sensibili
e maggiore è il bisogno
di avere accanto
chi sia in sintonia
e ci rispetti.

11.02.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Sensitivity

About some things
you’ll never get answers,
but it is the sensitivity
to make capable
to see beyond appearances,
and that is why
the more sensitive you are
and the greater the need
to have beside
who is in tune
and respect us.

11.02.2021 Poetyca

Equidistanza – Equidistance


🌸Equidistanza🌸

Non si deve vedere
sempre se stessi
al centro di tutto,
al contempo
non si devono alimentare
troppe aspettative
su “eventi straordinari”,
dunque la giusta via
sarebbe l’equidistanza:
Agire ma non solo
per se stessi
e pazientare
quando le cose
non sono come vorremmo.

02.02.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Equidistance

It is not to be seen
always themselves
at the center of everything,
at the same time
they must not be fed
too many expectations
on “extraordinary events”,
therefore the right way
would be equidistance:
Act but not only
For themselves
and be patient
when things
they are not as we would like.

02.02.2021 Poetyca

Sensazione – Sensation


🌼Sensazione🌼

Chiudi gli occhi
ed ascolta
questa sensazione
di cadute barriere
di espanso attimo
per accarezzare
la dimensione vera
di questo infinito

27.11.2018 Poetyca
🌼🌿🌼#Poetycamente
🌼Sensation

Close your eyes
and listen
this feeling
of falls barriers
of expanded moment
to caress
the true size
of this infinity

11/27/2018 Poetyca

L’elefantino Chimbo – The baby elephant Chimbo


L’elefantino Chimbo
Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

The baby elephant Chimbo

The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

Grandi cose – Big things – Anatole France


🌸Grandi cose🌸

Per realizzare grandi cose
non dobbiamo soltanto agire,
ma anche sognare;
non soltanto pianificare,
ma anche credere.

Anatole France
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Big things

To achieve great things
we don’t just have to act,
but also to dream;
not just planning,
but also to believe.

Anatole France

Una perla al giorno – Chuck Palaknuik


 

rosaflor

“Ad un certo punto, devi lasciare andare, star fermo e lasciare la contentezza venire da te.”

Chuck Palaknuik

“At some point, you gotta let go, sit still and allow contentment to come to you.”

  Chuck Palaknuik