Archivio | 16/03/2021

Un incontro – A meeting


💮Un incontro💮

Era forse follia quella che sembrava dominasse quell’uomo?
Eppure amava camminare sotto la pioggia, quella notte danzava preso dal ritmo che solo lui sentiva, tra le gocce che non temeva e che piuttosto desiderava che lo sfiorassero, voleva catturarne la luce, riprodurla sulle sue tele. Ricordava, perché un altro uomo, come lui era diventato la sua
“ardente passione”, che molti anni prima qualcun altro si metteva in ricerca di emozioni e desiderava riprodurle, era il suo ispiratore, era qualcosa difficile da spiegare per chi, preso dalla razionalità non avrebbe compreso. Ora
era lì, zuppo di pioggia nel buio della notte rotto soltanto dalla fioca luce lunare che faceva capolino, a tratti tra le nubi cariche di pioggia.
Era un pittore emulo di Vincent Van Gogh, conosceva ogni cosa, ogni atto della vita dell’artista e sentiva in sé la sua presenza e a volte anche intorno, sarebbe stato difficile spiegare, ma in fondo lui, non cercava spiegazioni, desiderava solo vivere le sue emozioni. Da qualche tempo aveva
fatto delle particolari ricerche sulla cromaticità e trasparenza di alcune tinte, in particolare sui gialli e sui blu, quelli erano per lui colori importanti.

Il suo animo era sempre sereno, solare e tendeva a donarsi fino all’ultima stilla, eppure la sua vita era stata poco generosa con lui, particolare la sua
infanzia e prima giovinezza, una cosa aveva imparato con l’intatto animo d’innocenza, come quello di un bimbo entusiasta: ogni istante era prezioso,
ogni cosa che la vita avrebbe donato non doveva essere sprecata, mai!
Tutti i solchi che la sua anima aveva ricevuto, quegli invisibili semi in essi sparsi erano tutti germinati, un dono inaspettato per chi come lui aveva subite molte privazioni. Ora era lì ad ascoltare quel ritmo gioioso che faceva danzare la sua anima, era ad allargare il cerchio d’anima per quel dono che tanto amava: la pioggia. Tutte le volte che pioveva per lui era una gioia, pensava a quanti arcobaleni ci potevano essere intorno e n’era affascinato.

Nella sua vita non erano mancate le difficoltà ma non si era perso d’animo, nella convinzione che servissero per trovare qualcosa di grande, quello che aveva sempre “ sentito” esistere oltre ogni linea di confine data dalla vita
come appare.
Credeva molto alle sue sensazioni, agli attimi impalpabili che sentiva provenire da una diversa dimensione, in fondo, seppure la sua vita in principio fosse stata molto solitaria ed il destino avverso si era impadronito della sua porzione di serenità, sapeva che da altre dimensioni esistevano i suoi cari e vegliavano su di lui, accoglieva quel suo particolare destino anche se poteva apparire triste.

Il suo orgoglio consisteva nel fatto che aveva potuto seguire la sua inclinazione naturale, nessuno gli aveva potuto impedire di esprimere la sua tendenza artistica, la sua stessa vita era imperniata sugli studi che lo potevano aiutare in tal senso, ma non aveva potuto completarli, non era un problema: artista si è nell’animo e non nell’acquisizione di nozioni e di teorie, lo aveva dimostrato quando per mantenersi vendeva i suoi quadri nati da istinto, era autodidatta, sentiva dentro come e cosa portare fuori quel suo mondo emotivo che lo affascinava: bastava poco per farlo gioire, il primo sole al mattino, l’incontro con gli animali del bosco, del lago, la natura per lui aveva un fascino assoluto e in particolari
giornate tra i raggi di sole che filtravano tra le foglie del
bosco, quando la luce e il pulviscolo dorato assumevano, insieme al silenzio, un’atmosfera rarefatta, si rendeva conto di sconfinare in un particolare sentire.

Il giorno precedente era accaduto un episodio particolare: immerso nel silenzio, tra la quiete dei suoi pensieri e la luce del bosco, aveva avuto la particolare sensazione di essere osservato, ma nulla di inquietante, solo una “presenza” che espandesse la pace di quel luogo, era come
se lui stesse per essere spettatore di qualcosa di non comune, persino il respiro sembrava essersi bloccato, il cuore invece cominciò a tamburellare quasi a dare la certezza di non essere morto. In un attimo sembrò che i colori, gli odori, le sagome e i contorni prendessero una diversa connotazione: tutto era brillante, intenso, correva incontro… Tutto era precipitato come attraverso un vorticoso tunnel “ dentro l’anima” e lui
ora era parte di quel tutto. Lei era lì, davanti a lui o dentro le sue emozioni, era un tutto indistinguibile, sapeva che la conosceva da sempre eppure era consapevole che quello era il primo incontro. Non era quello il momento di formularsi domande, temeva che se lo avesse fatto tutto sarebbe svanito.

Lei era una creatura particolare, su questo non vi erano dubbi: alta, candida, capelli lunghi e occhi che contenevano una strana luce: pacata e forte al contempo, sembrava che emettesse una conoscenza bonaria, il sorriso era come quello che si vede nei volti dei “ vecchi saggi” di alcune miniature orientali. Lui si sentiva come essere entrato, non si sa bene come,
dentro una favola, un mito, una di quelle storie che si raccontano ai bambini: era una fata dei boschi?

Aveva il corpo non troppo diafano e neppure esageratamente possente, ma quello che colpiva era quanto emettesse: armonia, dolcezza, consapevolezza e ogni gesto era accompagnato da un sorriso radioso e una luminescenza doratache ora aumentava, ora si stemperava. Non stava certo sognando,
quello era un episodio che lo stava avvolgendo di una serenità che mai aveva conosciuto. Questa particolare situazione a lui parve durasse ore, poi tutto
svanì poco a poco.

In lui rimase una strana euforia, una gioia indescrivibile e un impeto che lo spinse a cercare, vivere, gioire di ogni attimo di vita per quella meravigliosa scoperta, sentiva che l’avrebbe incontrata ancora, che quella serenità che aveva ancora dentro di sé quella notte di pioggia, era ormai incapace di svanire. Voleva dipingerla, dare a quel volto, a quella coroncina di
foglie che le cingeva il capo una “concretizzazione” attraverso un quadro, cercava ora di riprodurre gli stessi colori, le stesse sensazioni che aveva provato, voleva vivere con la natura, nella natura e darle vita anche sulla tela. Sentiva persino che la sua interiorità aveva trovato un diverso ascolto, sentiva Vincent che lo guidava e tutto quanto
gli stesse accadendo, no, non poteva essere compreso.

Da “Fiabe di Poetyca”
💮🌿💮#Poetycamente
💮A meeting

Was it madness that seemed to dominate that man?
Yet he loved to walk in the rain, that night he danced taken by the rhythm that only he felt, among the drops that he did not fear and that he rather wanted them to touch, he wanted to capture the light, reproduce it on his canvases. He remembered why another man, like him, had become his
“Ardent passion”, which many years before someone else was looking for emotions and wanted to reproduce them, was his inspiration, it was something difficult to explain for those who, taken by rationality would not understand. Now
it was there, soaked with rain in the dark of the night broken only by the faint moonlight that peeped, at times among the clouds full of rain.
He was a painter emulated by Vincent Van Gogh, he knew everything, every act of the artist’s life and felt his presence in himself and sometimes even around it, it would have been difficult to explain, but after all he, he wasn’t looking for explanations, he just wanted to live the his emotions. For some time he had
made particular research on the chromaticity and transparency of some shades, in particular on yellows and blues, those were important colors for him.
His soul was always peaceful, sunny and tended to give himself up to the last drop, yet his life had been not very generous with him, especially his
childhood and early youth, one thing he had learned with the intact spirit of innocence, like that of an enthusiastic child: every moment was precious,
everything that life would have given should never be wasted!
All the furrows that his soul had received, those invisible seeds scattered in them were all germinated, an unexpected gift for those who, like him, had suffered many deprivations. Now he was there to listen to that joyful rhythm that made his soul dance, it was to widen the circle of soul for that gift he loved so much: the rain. Every time it rained it was a joy for him, he thought about how many rainbows could be around and he was fascinated by it.
In his life there was no lack of difficulties but he did not lose heart, in the belief that they were used to find something great, what he had always “felt” exist beyond any boundary given by life
how it looks.
He believed a lot in his sensations, in the impalpable moments that he felt came from a different dimension, after all, even if his life in the beginning had been very lonely and the adverse destiny had taken possession of his portion of serenity, he knew that from other dimensions existed the loved ones and watched over him, welcomed his particular destiny even if it could appear sad.
His pride consisted in the fact that he had been able to follow his natural inclination, nobody had been able to prevent him from expressing his artistic tendency, his own life was centered on the studies that could help him in this sense, but he had not been able to complete them, not it was a problem: artist was in the soul and not in the acquisition of notions and theories, he had shown it when he sold his paintings born from instinct to maintain himself, he was self-taught, he felt inside how and what to bring out that emotional world of his that it fascinated him: it didn’t take much to make him rejoice, the first sun in the morning, the meeting with the animals of the forest, of the lake, nature had an absolute and particular charm for him
days in the rays of sunshine that filtered through the leaves of the
forest, when the light and the golden dust assumed, together with the silence, a rarefied atmosphere, he realized that he was trespassing on a particular feeling.
The previous day a particular episode had happened: immersed in the silence, between the quiet of his thoughts and the light of the forest, he had had the particular sensation of being observed, but nothing disturbing, only a “presence” that would expand the peace of that place, it was like
if he was going to be a spectator of something uncommon, even his breath seemed to have stopped, the heart instead began to drum almost to give the certainty of not being dead. In a moment it seemed that the colors, the smells, the shapes and the outlines took on a different connotation: everything was bright, intense, it ran towards it … Everything had precipitated as though through a swirling tunnel “inside the soul” and he
now it was part of that whole. She was there, in front of him or inside his emotions, he was an indistinguishable whole, he knew that he had always known her and yet he was aware that this was the first meeting. This was not the time to ask questions, he feared that if he did everything would be gone.
She was a particular creature, there was no doubt about this: tall, candid, long hair and eyes that contained a strange light: calm and strong at the same time, she seemed to emit a good-natured knowledge, the smile was like what you see in the faces of the “old sages” of some oriental miniatures. He felt like he got in, no one knows how,
in a fairy tale, a myth, one of those stories that are told to children: was she a fairy of the woods?
Her body was not too diaphanous and not exaggeratedly powerful, but what struck was how much she emitted: harmony, sweetness, awareness and every gesture was accompanied by a radiant smile and a golden glow that now increased, now faded. He was certainly not dreaming,
that was an episode that was enveloping him with a serenity he had never known. This particular situation seemed to him to last for hours, then everything
gradually vanished.
In him remained a strange euphoria, an indescribable joy and an impetus that pushed him to seek, live, rejoice in every moment of life for that wonderful discovery, he felt that he would meet her again, that that serenity that still had within him that rainy night, he was now unable to fade. He wanted to paint it, give it to that face, to that little crown of
leaves that surrounded her head a “concretization” through a picture, she was now trying to reproduce the same colors, the same sensations that she had felt, she wanted to live with nature, in nature and give it life also on the canvas. He even felt that his interior had found a different listening, he felt Vincent guiding him and everything
it was happening to him, no, it couldn’t be understood.
From “Fairy Tales of Poetyca”

La Principessa del sorriso – Princess of smile – The Princess of the smile


💮La Principessa del sorriso💮

“Quello che nasce dentro è un piccolo miracolo che nessuna
avversità può mai fermare “

La giovane Sabine apri gli occhi,da dove provenivano quelle parole?
Chi le aveva pronunciate? La sensazione che provava la stava avvolgendo,
una strana calma,sembrava che tutto fosse illuminato da una luce irreale,eppure
prima di addormentarsi era tanto triste,sola,aveva freddo e non aveva vestiti adatti per quel clima,presto l’inverno sarebbe giunto e forse questa volta anche la neve. La neve,da quanto tempo non ricordava una nevicata dolce,
che fosse una magia,ora la neve sarebbe stata solo capace di farla tremare fin dentro le ossa,mangiava troppo poco per potersi scaldare.

Quanto tempo era passato da quando da piccola la nonna la coccolava e le raccontava storie magiche,quelle storie che dipingono di magia i pensieri e fanno illuminare il cuore,poi si avvicinava ai vetri e alitava, faceva vivere quelle storie disegnando sul vapore i personaggi,
le sembrava di vederli lì fuori al buio .Quella casa era piccola ma conteneva
tanto amore e la nonna era l’unica persona che poteva prendersi cura di lei.

Loro,lei e la nonna non potevano permettersi quei lampioni che erano presenti nelle strade dei ricchi,la notte la strada non era mai troppo sicura e lo
sapevano anche se non ne parlavano mai.
La nonna preferiva raccontarle di sogni e cose fantastiche di cose che solo un cuore bambino può raccogliere, le tiene strette e le fa volare in un cielo limpido perché ci crede e quando si crede tutto accade.

Ora invece non conosceva più l’odore dei sogni e la nonna lasciò solo tristezza e vuoto il giorno che morì. Lei, ragazzina senza nessuno dovette mettere da parte ogni gioco, ogni sogno per imparare a sopravvivere.
Non era sola, altri ragazzini avevano il suo stesso destino: piccole cose da trascinare in una giornata,pochi abiti,poco cibo e poche parole,piccole
ossa leggere che facevano chilometri alla ricerca di qualche buon cuore
che lasciasse qualche spicciolo.
Sabine della nonna aveva un ricordo indelebile e poiché aveva un sorriso
talmente bello da illuminare il volto,la cara nonna la chiamava “Principessa
del sorriso”,quello era il suo piccolo dono,un tesoro che malgrado
le avversità,le ferite che la vita aveva inciso non aveva perduto,sapeva che
la nonna sarebbe stata orgogliosa di lei perché con quel suo sorriso sapeva
prendersi cura dei più piccoli del gruppo.

Tutti bambini con la stessa sorte,età diverse,alcuni piccolissimi ma con gli
stessi occhi grandi e smarriti,lei,Sabine era più grande ed aveva avuto l’amore
della nonna,sapeva raccontare storie fantastiche e sapeva far addormentare
chi aveva paura del buio .La notte erano i cartoni trovati per strada a coprirli.
Al mattino era il suo sorriso a scaldarli.

Quel mattino sentì che sarebbe accaduto qualcosa di diverso,forse quel sogno,
quelle sensazioni strane. Ma cosa poteva mai accadere a dei bambini
che non interessavano a nessuno?
Ma non volle farsi domande,la giornata era appena cominciata
e bisognava abbandonare quel luogo prima che li cacciassero, dovevano raggiungere la fontana ad un paio di isolati per potersi lavare. Fu lei a svegliare tutti con una canzone,poi concesse la magia di un suo sorriso e i bambini cominciarono a stiracchiarsi e ad illuminare il volto per quel sorriso che accarezzava l’anima.
Era rassicurante ricevere quella silenziosa carezza,sapere che Sabine non li avrebbe lasciati.

Era il momento di andare, tutti in fila cominciarono a muovere i primi passi verso la durezza della giornata.
Erano stanchi ma non lo avrebbero detto per far vedere che potevano resistere a tante prove,che erano come giovani eroi,
gli stessi delle storie di Sabine,quelli che sfidavano ogni avversità con il coraggio di leoni.
Poi la tristezza,il desiderio di un abbraccio stretto che cancellasse
tutte le paure lo nascondevano dentro come un segreto.

Clara quel giorno aveva voglia di visitare i quartieri che le guide turistiche non avrebbero mai mostrato,Matteo suo marito era come lei, quando visitava un nuovo luogo voleva vederne tutti gli aspetti,
non avrebbe mai permesso di restare fermo ai luoghi “per turisti”.
Erano arrivati da tre giorni invitati da un amico che lavorava da anni per quella terra,per la sua popolazione,per chi era dimenticato.
Pensarono di farsi portare con un taxi ma chiamarono prima Antonio, volevano essere guidati. Dopo circa un ora il taxi accoglieva i tre amici,erano giunti nelle strade più squallide ma era quello che volevano.

Angoli sporchi,odori repellenti e un grigiore che sembrava avesse inghiottito i colori di quei luoghi,ecco dunque la realtà,quello che la gente è costretta a vivere mentre a chi viene da fuori mostra cose che illudono, distanze nette tra questo mondo e quel paradiso artificiale.
Clara era una giornalista,sapeva che era in questo modo,lo stesso aveva visto in altre città,non era mai fuggita inorridita ma desiderava, seppure per poco, conoscere quella verità e riflettere su quello che poi la circondava, era una lezione senza paragoni. Lei era maturata moltissimo da quando aveva perduto la sua unica figlia,sapeva che non poteva averne.

Accadde in un attimo. L’autista distratto da un riflesso di sole proveniente
da una finestra aperta non si accorse di quella bambina magra,sorridente
e con un aria sognante…troppo tardi, stava attraversando la strada e a nulla
servì frenare. Clara con un sussulto nel cuore apri la portiera della macchina,
scese di corsa seguita dal marito incredulo e dall’autista che urlava contro
quella creatura,Antonio era inebetito.

Clara stesa a terra sorreggeva la testa della bambina,per fortuna era stata
presa di striscio,i piccoli compagni di Sabine singhiozzavano e non sapevano
che fare senza i suoi sorrisi che accarezzavano.
Sabine era scivolata in uno strano torpore,ancora quella voce,quelle parole
“Quello che nasce dentro è un piccolo miracolo che nessuna avversità
può mai fermare”

Ecco, ora vedeva un bellissimo Angelo che le accarezzava i capelli,le sorrideva
pronunciando quelle parole,si sentiva meglio e sorrise,quando aprì gli occhi
vide una donna che le parlava,le sorrideva e la chiamava per nome.

Come conosceva il suo nome?
Le sembrava di vedere nella donna qualcosa di familiare ma non comprendeva, non sapeva.
Seppe dopo due giorni che Clara era sua zia e che quando sua madre scappò con suo padre li cercò per tutto il paese e che il suo lavoro la teneva lontana,la zia la riconobbe per quel suo sorriso identico a quello della madre, per quei modi,per la dolcezza.

Giunse l’inverno e la neve da dietro i vetri era uno spettacolo,
Sabine e i suoi “ fratelli” dalla casa di Clara potevano vederla,
era il momento delle storie che ancora poteva inventare per loro,
poi,tutti insieme si andava a giocare.

Non pensava che il suo sorriso potesse permettere ad una donna di riconoscerla e ringraziava ogni giorno il suo Angelo per esserle stato sempre vicino.

Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮The Princess of the smile

“What is born inside is a small miracle that none
adversity can never stop ”
Young Sabine opened her eyes, where did those words come from?
Who had said them? The feeling he felt was enveloping her,
a strange calm, it seemed that everything was illuminated by an unreal light, yet
before falling asleep she was so sad, alone, she was cold and had no clothes suitable for that climate, soon winter would come and perhaps this time even snow. The snow, how long had it not remembered a gentle snowfall,
that it was magic, now the snow would only have been able to make it tremble right into the bones, it ate too little to warm up.
How long had it been since when my grandmother cuddled her and told her magical stories, those stories that paint thoughts with magic and light up the heart, then she approached the windows and breathed, made those stories live by drawing the characters on the steam,
she seemed to see them out there in the dark. That house was small but contained
a lot of love and the grandmother was the only person who could take care of her.
They, she and her grandmother could not afford those street lamps that were present in the streets of the rich, at night the street was never too safe and
they knew even if they never talked about it.
The grandmother preferred to tell her about dreams and fantastic things about things that only a child’s heart can collect, holds them tight and makes them fly in a clear sky because she believes in it and when you believe everything happens.
Now, however, she no longer knew the smell of dreams and her grandmother left only sadness and emptiness the day she died. She, a girl with no one, had to put aside every game, every dream to learn to survive.
She was not alone, other kids had the same fate: little things to drag in a day, few clothes, little food and few words, little
light bones that made miles in search of some good heart
that would leave a few coins.
Sabine’s grandmother had an indelible memory and since she had a smile
so beautiful as to illuminate the face, the dear grandmother called her “Princess
of the smile ”, that was his little gift, a treasure that despite
the adversities, the wounds that life had affected had not lost, he knew that
grandmother would have been proud of her because with that smile she knew
take care of the little ones in the group.
All children with the same fate, different ages, some very small but with children
same large and lost eyes, she, Sabine was older and had had love
of her grandmother, she knew how to tell fantastic stories and knew how to put her to sleep
who was afraid of the dark. The night were the cartoons found on the street to cover them.
In the morning it was his smile that warmed them.
That morning he felt that something different would happen, maybe that dream,
those strange sensations. But what could ever happen to children
that nobody cared about?
But he didn’t want to ask himself questions, the day had just begun
and they had to leave that place before they hunted them, they had to reach the fountain a couple of blocks away in order to wash themselves. It was she who woke everyone up with a song, then she conceded the magic of a smile and the children began to stretch and illuminate the face for that smile that caressed the soul.
It was reassuring to receive that silent caress, to know that Sabine would not leave them.
It was time to go, everyone in line began to take the first steps towards the hardness of the day.
They were tired but they would not have said it to show that they could withstand many trials, that they were like young heroes,
the same as Sabine’s stories, those who defied adversity with the courage of lions.
Then the sadness, the desire for a tight embrace that would cancel
all fears hid it inside like a secret.
Clara that day wanted to visit the neighborhoods that the tourist guides would never show, Matteo her husband was like her, when she visited a new place she wanted to see all its aspects,
he would never have allowed us to stand still at “tourist” places.
They had been arriving for three days invited by a friend who had worked for years for that land, for its population, for those who were forgotten.
They thought of being taken by taxi but called Antonio first, they wanted to be guided. After about an hour the taxi greeted the three friends, they had come to the squalid streets but that was what they wanted.
Dirty corners, repellent smells and a gray that seemed to have swallowed the colors of those places, so here is the reality, what people are forced to live while to those who come from outside it shows illusory things, clear distances between this world and that paradise artificial.
Clara was a journalist, she knew it was this way, the same she had seen in other cities, she had never run away horrified but she wanted, even if for a short time, to know that truth and reflect on what then surrounded her, it was an unparalleled lesson. She had matured a lot since she lost her only daughter, she knew she couldn’t have.
It happened in an instant. The driver distracted by a reflection of the coming sun
from an open window he did not notice that thin, smiling girl
and with a dreamy air … too late, he was crossing the road and nowhere
it served to brake. Clara with a start in the heart open the car door,
she ran down followed by her incredulous husband and the driver who yelled at him
that creature, Antonio was dazed.
Clara lying on the ground supported the girl’s head, luckily she had been
smeared, Sabine’s little companions sobbed and didn’t know
what to do without his smiles that caressed.
Sabine had slipped into a strange numbness, still that voice, those words
“What is born inside is a small miracle that no adversity
can never stop ”
Here, now he saw a beautiful Angel stroking her hair, smiling at her
saying those words, he felt better and smiled when he opened his eyes
he saw a woman who spoke to her, smiled at her and called her by name.
How did you know his name?
She seemed to see something familiar in the woman but did not understand, did not know.
After two days she knew that Clara was her aunt and that when her mother ran away with her father she looked for them all over the country and that her work kept her away, her aunt recognized her for her smile identical to that of her mother, for those ways , for the sweetness.
Winter came and the snow from behind the windows was a sight,
Sabine and her “brothers” from Clara’s house could see her,
it was time for the stories he could still make up for them,
then, all together we went to play.
He did not think that his smile could allow a woman to recognize her and he thanked his Angel every day for being always close to her.

Poetyca

Upadesa – Upadesa Saram “Teaching Essence”


Upadesa “Essenza dell’ insegnamento” Saram
Nel vasto oceano di causa ed effetto, le azioni ei risultati accadere impermanenti seguire. Se li si prende come ‘mio’ azioni l’idea di avere una volontà libera diventa più forte. Questo senso di azione personale dà luogo ad un senso di colpa o di orgoglio e blocca efficacemente la comprensione spirituale che tutto accade secondo la volontà di Dio.
Quando vi è l’accettazione totale che tutte le azioni avvengono esclusivamente dalla volontà di Dio, e la libertà se i frutti e le conseguenze sono accettati come sua grazia, la mente viene purificata e raggiunge dalle aspettative.
Accettare e comprendere che Dio ha creato il mondo per il suo sport e Dio sta giocando il lila attraverso miliardi di corpo-mente gli organismi, è meglio che canti i nomi sacri del Signore, che a sua volta è superiore a venerare l’immagine del Signore con corpo, mente e linguaggio.
Quando c’è una comprensione che Dio stesso è diventato la manifestazione, quando, con la sua grazia, si sente la sua presenza l’esistenza fenomenica si ottengono le benedizioni di adorare il Signore di otto-piega le forme, senza trascurare le proprie responsabilità.
Capire che nulla avviene secondo il ‘mio’ e si limita a testimoniare i miliardi di corpo-mente gli organismi agiscono sotto la volontà di Dio è eccellente. È superiore a cantare le glorie del Signore o recitando i Suoi nomi sacri.
Quando c’è la consapevolezza che la volontà di Dio prevale tutto il tempo e la testimonianza avviene senza alcun ‘uno’ di testimone, è come il flusso di ghee (burro chiarificato) o il flusso di un fiume. Questa è la vera meditazione. E ‘molto meglio di meditare con un presupposto che si ha libero arbitrio.
L’approccio dualistico di capire che ‘IO SONO’ è Dio è molto più purificante e superiore rispetto all’approccio dualistico di assumere la differenza tra Dio e il ‘me’ e che lottano per essere uno con lui.
Con la grazia di Dio o il Maestro quando si è fermamente stabilito nel ‘I AM,’ privo della mente pensante, con un impersonale sapendo che non c’è nessun ‘me’ di mettersi in gioco, che è suprema devozione.
La dissoluzione della mente pensando nel cuore, puramente per grazia di Dio o il Maestro, è la vera devozione, Yoga e comprensione.
Attraverso l’atto di regolare il respiro della mente è soggiogata, proprio come un uccello è trattenuto se sono catturati in una rete. Questo aiuta a controllare il coinvolgimento della mente a pensare in quel momento.
Il pensiero e il respiro hanno la loro origine nella coscienza.
Quando la mente è assorbita, nel lavoro o in altro modo, e la mente pensante non è attivo si può dire che la mente ha il controllo temporaneamente, solo per diventare di nuovo attivo. Quando, attraverso la comprensione profonda che “Dio è colui che agisce e non ‘una’ ha alcun controllo sui pensieri e le azioni”, la mente pensante è totalmente annientato, allora si può dire che la mente pensante in questo organismo corpo-mente è morto e solo la mente di lavoro rimane.
La mente pensante può essere temporaneamente sospesa attraverso il controllo del respiro. Può essere annientato solo quando vi è la comprensione totale che prevale la volontà di Dio tutto il tempo e le diverse forme sono solo burattini che non hanno il libero arbitrio dei loro propri. Con questa comprensione accadere tre cose belle: non c’è un ‘uno’ di sentirsi in colpa o di orgoglio, per essere frustrati o di avere un senso di ostilità. La vita diventa semplice.
Il Saggio, il cui pensiero mente è stata distrutta dalla totale accettazione del fatto che non succede nulla a meno che non è la volontà di Dio, e chi è nelle ‘Io sono’ non tutte le azioni con la consapevolezza che la Coscienza solo funzioni attraverso i miliardi del corpo-mente organismi.
Quando l’indagine “Qual è la mente pensando?” si verifica, la mente pensando intuisce pure che non ha libero arbitrio e si smette di pensare di essere colui che agisce e dà modo alla sensazione di ‘IO SONO’. Questo è il percorso diretto.
Nella uomo ordinario, quando un pensiero si verifica l’ego prende in consegna come ‘il mio pensiero’ e viene coinvolto. La mente pensante non è altro che l’ego identificarsi con un pensiero e di farsi coinvolgere. Nel saggio illuminato, quando sorge un pensiero, testimonianza si manifesta e il coinvolgimento con il pensiero non ha luogo. Ramana Maharshi dice: “Il Saggio non ha una mente pensante e quindi non ci sono ‘altri’ per lui.”
Quando si chiede, “Dove è finito il ‘me’ vieni?” svanirà nella Coscienza rivelare la verità che il ‘me’ è davvero provenire da Totalità come parte della ‘ipnosi divina’. La coscienza ha creato l’ego e la coscienza si annientare l’ego avviando il processo di auto-indagine.
Se accettiamo che la volontà di Dio prevale tutto il tempo e non l’individuo, il ‘me’ come l’agente diventa sempre più piccola fino a che non viene completamente fuse nella Coscienza.
Quando il senso di azione personale scompare con l’accettazione totale che “Tutto ciò che c’è, è la Coscienza”, la mente pensante cessa di esistere durante le ore di veglia come nel sonno profondo. Ciò che rimane è la luce della coscienza pura, l’indistruttibile ‘IO SONO’.
Ramana Maharshi
Upadesa Saram “Teaching Essence”
In the vast ocean of cause and effect, actions happen and impermanent results follow. If one takes them as ‘my’ actions the idea of having a free will gets stronger. This sense of personal doership gives rise to a feeling of guilt or pride and effectively blocks the spiritual understanding that everything happens according to the will of God.
Photo of Ramana Maharshi in front of Arunachala When there is total acceptance that all actions happen purely by the will of God, and if the fruits and the consequences are accepted as His grace, the mind gets purified and attains freedom from expectations.
Accepting and understanding that God has created the world for His sport and God is playing the lila through billions of body-mind organisms, is better than chanting the sacred names of the Lord, which in turn is superior to worshipping the image of the Lord with body, mind and speech.
When there is an understanding that God himself has become the manifestation; when, by His grace, one feels His presence in the phenomenal existence one obtains the blessings of worshipping the Lord of eight-fold forms without neglecting one’s responsibilities.
Understanding that nothing happens according to ‘my’ will and merely witnessing the billions of body-mind organisms act under God’s will is excellent. It is superior to singing the glories of the Lord or reciting His sacred names.
When there is an understanding that God’s will prevails all the time and witnessing happens without any ‘one’ to witness, it is like the stream of ghee (clarified butter) or the flow of a river. This is true meditation. It is much better than meditating with an assumption that one has free will.
The nondualistic approach of understanding that ‘I AM’ is God is far more purifying and superior than the dualistic approach of assuming the difference between God and the ‘me’ and struggling to be one with Him.
By the grace of God or the Master when one is firmly established in the ‘I AM,’ devoid of the thinking mind, with an impersonal knowing that there is no ‘me’ to get involved, that is Supreme Devotion.
The dissolving of the thinking mind in the Heart, purely by the grace of God or the Master, is true devotion, Yoga and understanding.
Through the act of regulating breath the mind is subdued, just as a bird is restrained when caught in a net. This helps in checking the involvement of the thinking mind at that moment.
Thought and breath have their origin in Consciousness.
When the mind is absorbed, in work or otherwise, and the thinking mind is not active it may be said that the mind is in control temporarily, only to become active again. When, through the deep understanding that “God is the doer and no ‘one’ has any control over thoughts and actions” the thinking mind is totally annihilated, then it can be said that the thinking mind in that body-mind organism is dead and only the working mind remains.
The thinking mind can be temporarily suspended through the control of breath. It can be annihilated only when there is total understanding that God’s will prevails all the time and the different forms are only puppets having no free will of their own. With this understanding three beautiful things happen: there is no ‘one’ to feel guilty or proud, to get frustrated or to have a sense of enmity. Life becomes simple.
The Sage, whose thinking mind has been destroyed by the total acceptance of the fact that nothing happens unless it is the will of God, and Who rests in the ‘I AM’ does all the actions with the knowledge that Consciousness alone functions through the billions of body-mind organisms.
When the enquiry, “What is the thinking mind?” occurs, the thinking mind understands intuitively that it has no free will and stops thinking itself to be the doer and gives way to the feeling of ‘I AM.’ This is the Direct path.
In the ordinary man when a thought occurs the ego takes delivery of it as ‘my thought’ and gets involved. The thinking mind is nothing but the ego identifying with a thought and getting involved. In the enlightened Sage, when a thought arises, witnessing happens and involvement with the thought does not take place. Ramana Maharshi says, “The Sage has no thinking mind and therefore there are no ‘others’ for him.”
When one enquires, “Where has the ‘me’ come from?” it will vanish into Consciousness revealing the truth that the ‘me’ has really come from Totality as part of the ‘divine hypnosis’. Consciousness has created the ego and Consciousness will annihilate the ego by initiating the process of Self-enquiry.
When we accept that God’s will prevails all the time and not the individual will, the ‘me’ as the doer gets smaller and smaller till it gets completely merged in Consciousness.
When the sense of personal doership disappears with the total acceptance that “All there is, is Consciousness,” the thinking mind ceases to exist during the waking hours as in deep sleep. What remains is the light of pure Consciousness, the indestructible ‘I AM.’
Ramana Maharshi

Amore incondizionato – Unconditional love


🌸Amore incondizionato🌸

A noi sgombrare il campo
da illusioni,preconcetti
e quanto offuschi
la visione del cuore.
L’amore incondizionato
non ha preconcetti,
è linfa vitale.

19.02.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
Unconditional love

It’s up to us to clear the field
from illusions, preconceptions
and how much you blur
the vision of the heart.
Unconditional love
has no preconceptions,
it is lifeblood.

19.02.2021 Poetyca

Liberi di essere – Free to be


Liberi di essere

E’ nella natura umano vivere legami,
rapporti costituiti da affinità e da un senso di appartenenza.
Il problema nasce da una mancanza di equilibrio:
quando si ha una maggiore attenzione alle aspettative,
alla sensazione che gli altri devono essere la fonte assoluta
della nostra attenzione che possa dare appagamento.
Quando ci vediamo di fronte ad una delusione, essa non ha realmente
origine dalla mancata attenzione ma dalla nostra continua richiesta
di maggiore importanza. La spinta a questo nasce dal nostro personale ego,
da una mancanza di autostima e dal credere di valere tanto quanto gli altri
ci dimostrano. Guarire da un ego eccessivo rende le persone libere di essere se stesse,
di godere delle piccole cose della vita e aiuta ad imparare l’amore incondizionato.
11.03.2012 Poetyca

Free to be
It is human nature to live in bonds,
consisting of affinity relationships and a sense of belonging,
the problem, stems from a lack of balance:
when there is a greater attention to the expectations,
to feel that others should be the absolute source
our attention that would give satisfaction.
When we meet in front of a disappointment, it did not really
originated from the lack of attention, but continued demand from our
of greater importance. The impetus for this comes from our own ego,
by a lack of self esteem and believe to be worth as much as others
show us. Recovering from an ego too much makes people free to be themselves,
to enjoy the small things of life and helps to learn unconditional love.
11.03.2012 Poetyca

Discorso del Buddha sulle due frecce – Sallatha Sutta: The Arrow


Discorso del Buddha sulle due frecce (Sallena Sutta).

“Meditatori, sia l’uomo ignorante che l’uomo saggio che percorre il sentiero percepiscono sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Ma qual’è la differenza tra i due, ciò che li caratterizza?
Facciamo l’esempio di una persona che, trafitta da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l’insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e – come reazione – si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà. Quindi egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale. Gravato dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, inizia a creare in sè un condizionamento di avversione.
Infatti, quando prova queste sensazioni negative, egli cerca il diletto in qualche sensazione piacevole, perchè – da persona ignorante quale è – non sa rispondere correttamente ad una sensazione spiacevole se non cercando riparo nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere, allora comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla bramosia.
Egli è completamente inconsapevole di come vadano le cose, non sa cioè che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l’origine della bramosia verso di esse, non conosce il pericolo che rappresentano, e non sa quale sia la via per non esserne schiavi.
Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di uomo un condizionamento di ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l’ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L’ignorante è così destinato all’infelicità.
Invece l’uomo saggio, che percorre la via della verità, quando prova una sensazione spiacevole, non si preoccupa, non si agita, non piange, non urla, non si batte il petto, non perde il senso della realtà.
È come chi venga trafitto da una sola freccia e non da due, percependo solo un tipo di sensazione spiacevole, quella fisica e non quella mentale. Colpito così da questa sensazione, non reagisce con avversione, e così non si forma in lui un condizionamento all’avversione. Inoltre non cerca rifugio in una sensazione piacevole per sfuggire quella spiacevole che sta vivendo. Egli sa, da persona saggia che è sulla via della verità, come ripararsi dalla sensazione sgradevole senza cadere nel piacere dei sensi. Così evita di creare un condizionamento di bramosia e desiderio. Egli comprende la realtà così come essa è effettivamente, del perenne sorgere e passare delle sensazioni, di quale sia l’origine della bramosia verso esse, del pericolo che essa costituisce e del modo di uscirne. Avendo dunque la perfetta e completa comprensione della realtà, egli non permette che si formino in lui questi condizionamenti di ignoranza.
Quindi il meditante impara a rimanere equanime e distaccato qualora si manifestino sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Così facendo, chi cammina sulla via del retto insegnamento, rimane distaccato anche dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla morte, dai turbamenti, dalle sofferenze e dalle negatività. Egli è equanime davanti a tutte le sofferenze. Questa è la differenza tra il saggio e l’ignorante.
L’uomo saggio, concretamente addestrato nella pratica del retto insegnamento, rimane equanime di fronte alle sensazioni gradevoli e sgradevoli che sorgono nella sua persona”.

Sallatha Sutta: The Arrow
translated from the Pali by
Thanissaro Bhikkhu
Alternate translation: Nyanaponika

“Monks, an uninstructed run-of-the-mill person feels feelings of pleasure, feelings of pain, feelings of neither-pleasure-nor-pain. A well-instructed disciple of the noble ones also feels feelings of pleasure, feelings of pain, feelings of neither-pleasure-nor-pain. So what difference, what distinction, what distinguishing factor is there between the well-instructed disciple of the noble ones and the uninstructed run-of-the-mill person?”

“For us, lord, the teachings have the Blessed One as their root, their guide, & their arbitrator. It would be good if the Blessed One himself would explicate the meaning of this statement. Having heard it from the Blessed One, the monks will remember it.”

“In that case, monks, listen & pay close attention. I will speak.”

“As you say, lord,” the monks responded.

The Blessed One said, “When touched with a feeling of pain, the uninstructed run-of-the-mill person sorrows, grieves, & laments, beats his breast, becomes distraught. So he feels two pains, physical & mental. Just as if they were to shoot a man with an arrow and, right afterward, were to shoot him with another one, so that he would feel the pains of two arrows; in the same way, when touched with a feeling of pain, the uninstructed run-of-the-mill person sorrows, grieves, & laments, beats his breast, becomes distraught. So he feels two pains, physical & mental.

“As he is touched by that painful feeling, he is resistant. Any resistance-obsession with regard to that painful feeling obsesses him. Touched by that painful feeling, he delights in sensual pleasure. Why is that? Because the uninstructed run-of-the-mill person does not discern any escape from painful feeling aside from sensual pleasure. As he is delighting in sensual pleasure, any passion-obsession with regard to that feeling of pleasure obsesses him. He does not discern, as it actually is present, the origination, passing away, allure, drawback, or escape from that feeling. As he does not discern the origination, passing away, allure, drawback, or escape from that feeling, then any ignorance-obsession with regard to that feeling of neither-pleasure-nor-pain obsesses him.

“Sensing a feeling of pleasure, he senses it as though joined with it. Sensing a feeling of pain, he senses it as though joined with it. Sensing a feeling of neither-pleasure-nor-pain, he senses it as though joined with it. This is called an uninstructed run-of-the-mill person joined with birth, aging, & death; with sorrows, lamentations, pains, distresses, & despairs. He is joined, I tell you, with suffering & stress.

“Now, the well-instructed disciple of the noble ones, when touched with a feeling of pain, does not sorrow, grieve, or lament, does not beat his breast or become distraught. So he feels one pain: physical, but not mental. Just as if they were to shoot a man with an arrow and, right afterward, did not shoot him with another one, so that he would feel the pain of only one arrow. In the same way, when touched with a feeling of pain, the well-instructed disciple of the noble ones does not sorrow, grieve, or lament, does not beat his breast or become distraught. He feels one pain: physical, but not mental.

“As he is touched by that painful feeling, he is not resistant. No resistance-obsession with regard to that painful feeling obsesses him. Touched by that painful feeling, he does not delight in sensual pleasure. Why is that? Because the well-instructed disciple of the noble ones discerns an escape from painful feeling aside from sensual pleasure. As he is not delighting in sensual pleasure, no passion-obsession with regard to that feeling of pleasure obsesses him. He discerns, as it actually is present, the origination, passing away, allure, drawback, and escape from that feeling. As he discerns the origination, passing away, allure, drawback, and escape from that feeling, no ignorance-obsession with regard to that feeling of neither-pleasure-nor-pain obsesses him.

“Sensing a feeling of pleasure, he senses it disjoined from it. Sensing a feeling of pain, he senses it disjoined from it. Sensing a feeling of neither-pleasure-nor-pain, he senses it disjoined from it. This is called a well-instructed disciple of the noble ones disjoined from birth, aging, & death; from sorrows, lamentations, pains, distresses, & despairs. He is disjoined, I tell you, from suffering & stress.

“This is the difference, this the distinction, this the distinguishing factor between the well-instructed disciple of the noble ones and the uninstructed run-of-the-mill person.”

The discerning person, learned, doesn’t sense a (mental) feeling of pleasure or pain: This is the difference in skillfulness between the sage & the person run-of-the-mill. For a learned person who has fathomed the Dhamma, clearly seeing this world & the next, desirable things don’t charm the mind, undesirable ones bring no resistance. His acceptance & rejection are scattered, gone to their end, do not exist. Knowing the dustless, sorrowless state, he discerns rightly, has gone, beyond becoming, to the Further Shore.

Viaggio – Travel


🌸Viaggio🌸

Oggi
ricorda eventi
sentimenti
il filo sottile
che tutto unisce
ed offre contorni di luce
alla tua storia

Qui

o in nessun luogo
ogni passo
ti ha permesso
di Essere
ció che sei

06.02.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Travel

Today
remember events
feelings
the thin thread
that all unites
and offers contours of light
to your story

Here
there
or nowhere
every step
allowed you
of Being
what you are

06.02.2021 Poetyca

Sofferenza – Suffering – Eckhart Tolle


🌸Sofferenza🌸

“C’è un’enorme quantità
di sofferenza
generata non dalle sfide
reali della vita,
ma dai problemi fittizi
che la mente genera”.

Eckhart Tolle
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Suffering

“There’s a huge amount
of suffering that is generated
not by the actual challenges in life
but by the fictitious problems
that the mind generates.”

Eckhart Tolle

Savoy Brown:-‘Savoy Brown Boogie’


I Savoy Brown sono un gruppo blues rock britannico formato a Battersea, sobborgo di Londra, nel 1965[1]. Parte della scena british blues della seconda metà degli anni
60, hanno però ottenuto maggiore successo negli Stati Uniti, grazie ad una serie di album di boogie rock che sono diventati dei classici del genere. La band è stata
caratterizzata fin dall’inizio da continui cambi di formazione e l’unico membro stabile nel tempo è stato il chitarrista e leader Kim Simmonds.

https://it.wikipedia.org/wiki/Savoy_Brown

Savoy Brown, originally known as the Savoy Brown Blues Band, are an English blues rock band[1] formed in Battersea, South West London[2] in 1965. Part of the late 1960s
blues rock movement, Savoy Brown primarily achieved success in the United States, where they promoted their albums with non-stop touring.

https://en.wikipedia.org/wiki/Savoy_Brown