Archivio | 24/04/2021

Ringraziamento alla Terra – Thanks to the Earth


Ringraziamento alla terra

Siamo della Terra e alla Terra apparteniamo.
O Madre Terra…ogni passo che muoviamo su di te
dovrebbe essere un atto di devozione,
una preghiera rivolta a te.

Rendiamo grazie a nostra Madre Terra,
che ci nutre.
Rendiamo grazie ai fiumi ed ai torrenti,
che ci danno l’acqua.
Rendiamo grazie alle erbe,
che ci danno le medicine per le nostre malattie.
Rendiamo grazie al mais ai suoi fratelli fagioli e alle zucche,
che ci danno la vita.
Rendiamo grazie ai cespugli ed agli alberi,
che ci danno i loro frutti…

Preghiera Irochese   

Oh Terra
per la forza del mio cuore
Ti ringrazio.
Oh Nuvola
per il sangue nel mio corpo
Ti ringrazio.
Oh Fuoco
per la luminosità nei miei occhi
Ti ringrazio.
Oh Sole
per la vita che mi hai dato
Ti ringrazio.
Orso in Piedi (1829 – 1908) Sioux Teton

PREGHIERA PER LA MADRE TERRA

Meravigliosa Madre Terra mia, primo respiro caldo di accoglienza, io Ti ringrazio per ogni frutto generoso che insieme a Padre Sole per noi Tu partorisci.
Per l’aria pura e profumata che respiro, per l’acqua che bevo e benedice il mondo, per il calore del fuoco che scalda e purifica i pensieri, e per il passo che sempre ci concedi benevolmente sul sacro suolo Tuo.
Prego l’Immensa Comprensione di perdonare noi figli inconsapevoli di tanta grazia, per tutte le sofferenze che sempre ti infliggiamo.
Che la luce scenda sul mondo per il risveglio di tutte le coscienze!

Quando ti svegli al mattino, sii riconoscente per la luce dell’aurora, per la vita che possiedi e la forza che ritrovi nel tuo corpo. Sii riconoscente anche per il cibo che ricevi e per la gioia di essere in vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora sei sicuramente in errore. Tecumseh, della tribù shawnee

Discorso di apertura delle cerimonie sacre degli Irochesi

Volgiamo la mente alla nostra Madre Terra, perchè il Creatore ha fatto la nostra Madre e noi siamo sul suo corpo. Fin dall’inizio dei tempi, la nostra Madre Terra ci ha dato tutto di cui abbiamo bisogno, ci ha sostenuto. La gente qui, e tutta la gente ovunque, dovrebbe pensare a questo e porgere saluti e ringraziamenti alla nostra Madre Terra, che ha sempre seguito le istruzioni del Creatore.

Così salutiamo la Madre Terra.

Salutiamo anche i corpi d’acqua, i fiumi, i grandi laghi, i torrenti, i pozzi, e le sorgenti. Il Creatore ha creato anch’essi. Ha dato vita a quelle acque e dirige l’acqua perchè collabori mano nella mano con tutta l’altra vita che ha posto su questa Terra.Così che quando noi beviamo l’acqua ogni giorno, la freschezza di quell’acqua e l’estinzione della nostra sete ci portano alla mente la comunanza cui partecipiamo. Vorrei chiedere che la nostra gente, mentre beve quest’acqua oggi, lasci che le menti si uniscano come fosse una sola mente.

Offriamo il nostro saluto a tutta l’acqua del mondo, che ci ha portato così lontano.

C’è un’altra cosa che il Creatore ha posto su questa Terra: l’erba e tutte le medicine e la diversa vegetazione. Il piano del Creatore fu che saremmo stati interdipendenti l’uno dall’altro: da queste erbe che nutrono gli animali, la selvaggina e da quelle medicinali che risanano le malattie. Anche se l’umanità ha dimenticato i segreti e la conoscenza e il modo appropriato con cui trattare queste cose, le medicine non hanno dimenticato. Esse aspettano ancora ogni giorno e ogni notte gli esseri umani e il mondo animale chiede loro aiuto perchè la pace possa venire e la malattia possa andarsene.

Così, poichè siamo esseri smemorati, pensiamo in questo modo e porgiamo il nostro saluto alle medicine e alla vegetazione del mondo.

C’è un’altra cosa. Il Creatore pose su questa Terra la vita alata. Gli uccelli volano sopra le nostre teste e nel primo mattino cantano le loro canzoni per ricordarci di questa vita. Le loro canzoni ci scuotono le menti. La vita alata fa questo, anche se sono pochi, come noi ora. La vita alata lotta ancora per portare la felicità alla mente dell’umanità. E all’Aquila, che era posta sull’Albero della Pace, chiediamo di custodire il nostro popolo. Chiediamo che tutta la nostra gente pensi a questo la prossima volta che sente gli uccelli.

Uniamo le nostre menti come fossero una sola e porgiamo il nostro saluto a tutta la vita alata, com’è nostro dovere perchè la vita possa continuare.

Ora dirigiamo la nostra attenzione ai Quattro Venti. Essi soffiano giorno e notte, fanno muovere l’aria e in questo modo sostengono la vita. Sono stati creati dal Creatore perchè fossero condivisi da tutta la vita. A questi venti che non sono mai mancati, che sono anch’essi ora ostacolati dall’umanità, che non sono più così sani, proprio come noi che siamo divenuti molto malati;a questi venti che ancora si sforzano di vivere e di compiere i loro doveri. Chiedo che tutta la gente diriga la propria attenzione allo Spirito e al Potere dei Venti, che non si sono mai scostati dalle istruzioni del Creatore di fare il loro dovere a beneficio di tutta la vita.

Porgiamo un saluto ai Venti.

A tutte le cose del mondo. E ce ne sono molte. Tutta quella Vita ha uno scopo; per tutta quella vita uniremo le nostre menti come Una sola e porgeremo la nostra consapevolezza e il nostro saluto a tutte quelle cose che sono troppo numerose per essere menzionate ora.

E volgiamo ora la nostra mente al Cielo. Il Creatore ha dato il Sole del Giorno. Esso sarà il nostro fratello maggiore e guarderà su di noi, fratelli e sorelle minori. Brillerà la luce perchè possiamo vedere mentre camminiamo su questa Madre Terra, perchè possiamo vederci l’un l’altro, cosìcchè vedremo la comunanza reciproca. Con il suo calore la Terra non gelerà, con il suo calore e potere le cose cresceranno.

Così al nostro Fratello Maggiore, il Sole, che brilla oggi, il più affidabile che possa esserci, offriremo il nostro saluto; al nostro Vecchio Fratello Sole, che ha seguito le istruzioni del Creatore dal giorno dell’inizio sino ad ora. E speriamo di vederlo nuovamente domani. Per questa ragione abbiamo parole di gratitudine e incoraggiamento per il nostro Vecchio Fratello.

Volgiamo il pensiero ora alla nostra Nonna Luna, che il Creatore ha posto in Cielo e che è a capo di tutta la Vita Femminile nel suo ciclo mensile. Il Creatore ha posto nelle sue mani il dovere di guardare che le famiglie degli esseri umani continuino. Quando i nostri bambini nascono e noi li sentiamo piangere per la prima volta, ciò significa che Nonna Luna è ancora forte e ancora condivide il suo potere con noi. Le maree dell’oceano salgono e calano, i giardini della Terra producono cibo: sono le azioni di Nonna Luna. E così siamo in grado di vivere.

Lasciamo dunque che le nostre menti siano Una sola e porgiamo il saluto e il ringraziamento a Nonna Luna, la donna capo della Terra.

E anche alle forze invisibili della Terra rivolgiamo il nostro pensiero. Il Creatore ha posto questi esseri sulla Terra e ha dato loro il potere affinchè possano guardare su di noi e portare messaggi a tutte le potenze e al Creatore per riferire come vanno le cose. A questi esseri spirituali porgiamo il saluto e il ringraziamento.

Ora porgiamo il saluto al nostro Creatore, l’Artefice di tutto il Mondo. All’inizio del Tempo, quando il mondo era nuovo ed Egli ci fece, disse ai nostri antenati, i primi antenati:” Ho fatto tutto quello di cui avete bisogno sulla Terra. Queste cose vi porteranno Pace e Vita, che sarà continua. In cambio vi do una semplice istruzione: che siate grati per tutto quello che usate. Mentre camminate sulla Terra, di ogni forma di vita che vedete prenderete coscienza con gratitudine. Sarete sempre grati”.

Così è che il popolo continua le sue cerimonie, che esprimono gratitudine e coscienza dell’interdipendenza di tutte le cose della natura, necessarie per vivere di giorno in giorno.

Pensiamo dunque a queste cose e poniamoci di fronte al nostro Creatore, il Mistero dell’intero Universo, e porgiamo il nostro saluto e ringraziamento.

.-.-.-.-.<3<3<3.-.-.-.-.-.-.-.-.

Thanks to the Earth

We belong to the Earth and the Earth.
O Mother Earth … every step you move on you
should be an act of devotion,
a prayer addressed to you.

Let us give thanks to our Mother Earth,
that nourishes us.
Let us give thanks to the rivers and streams,
they give us water.
Let us give thanks to the herbs,
they give us medicine for our disease.
Let us give thanks to the beans and corn to his brothers the pumpkins,
that give us life.
Let us give thanks to the bushes and trees,
we are bearing fruit …

Iroquois Prayer

Oh Land
the strength of my heart
Thank you.
Oh Cloud
for blood in my body
Thank you.
Oh Fire
for the brightness in my eyes
Thank you.
Oh Sun
for the life you gave me
Thank you.
Standing Bear (1829 – 1908) Teton Sioux

PRAYER FOR THE MOTHER EARTH

My beautiful Mother Earth, the first warm breath of welcome, I thank You for all fruits together with generous Father Sun You give birth to us.
For the pure and fragrant air that I breathe, the water we drink, and to bless the world, for the heat of the fire that warms and purifies thoughts, and the step that we always concede graciously on your sacred ground.
Please forgive us the immense understanding of children unaware of such grace, for all the suffering they inflict on you always.
That the light falls on the world for the awakening of all consciousness!

When you wake in the morning, be grateful for the light of dawn, for the life you have and find the strength in your body. Be thankful for the food you receive and for the joy of being alive. If you can not find a reason to raise a prayer of thanks, then you are definitely wrong. Tecumseh, Shawnee tribe

Opening speech of the sacred ceremonies of the Iroquois

Let us turn our minds to our Mother Earth, because the Creator has made her our Mother and we are on his body. Since the beginning of time, our Mother Earth has given us everything we need, we argued. The people here, and all people everywhere should think about this and give greetings and thanks to our Mother Earth, who has always followed the instructions of the Creator.

So say goodbye to Mother Earth.

We also welcome the bodies of water, rivers, large lakes, streams, wells, and springs. The Creator created too. He created and directs the water because the water work together hand in hand with all other life on this Terra.Così who asked that when we drink the water every day, the freshness of that water and the extinction of our silks bring to mind the community in which we participate. I would ask that our people, while drinking this water now, let’s minds come together like a single mind.

We offer our greetings to all the water in the world, that brought us this far.

There is another thing that the Creator has put upon this earth: the grass and all medications and other vegetation. The Creator’s plan was that we would be interdependent on each other: these herbs that nourish the animals, game and those medicines that heal diseases. Although humanity has forgotten the secrets and knowledge and the appropriate way to deal with these things, the medicines have not forgotten. They are still waiting every day and every night the humans and the animal world asks them to help because peace can come and go to the disease.

So, as we are forgetful beings, we think this way and we send our greetings to medicines and vegetation of the world.

There is another thing. The Creator put on this Earth winged life. Birds fly over our heads in the early morning and sing their songs to remind us of this life. Their songs we shake our minds. Winged Life does this, even though they are few, as we do now. The winged life still struggles to bring happiness to the mind of humanity. And in L’Aquila, which was placed on the Tree of Peace, we ask you to guard our people. We ask that all our people think about this the next time you hear the birds.

Let us join our minds as if they were one and we send our greetings to all winged life, because it is our duty to continue life.

Now we direct our attention to the Four Winds. They blow day and night, they move the air and thus sustain life. They were created by the Creator because they were shared by all life. These winds are never missed, which are also hampered by humanity hours, which are not as healthy, just like us that we have become very sick, these winds are still striving to live and fulfill their duties. I ask that all people direct their attention to the Spirit and Power of the Winds, which have never deviated from the instructions of the Creator to do their duty for the benefit of all life.

We extend a greeting to the winds.

In all things of the world. And there are many. All that life has a purpose, for all that life unite our minds as one and extend our awareness and our salute to all those things that are too numerous to be mentioned now.

And now we turn our minds to heaven. The Creator has given the Sun’s Day. It will be our big brother and look on us, brothers and sisters. Shine the light because we can see as we walk on this Mother Earth, because we can see each other, so we’ll see the commonality between them. With its heat to the Earth freezes over, with its heat and power, things will grow.

So to our Elder Brother, the Sun, which shines today, that there may be more reliable, we will offer our greetings, our Old Brother Sun, who has followed the instructions of the Creator from the beginning up to now days. And we hope to see him again tomorrow. For this reason we have words of gratitude and encouragement for our Elder Brother.

Let us turn our thoughts now turn to our Grandmother Moon, that the Creator has placed in Heaven and who is the head of all Life as a female monthly cycle. The Creator has placed in his hands the duty of watching the families of human beings continue. When our children are born and we hear them crying for the first time, this means that Grandmother Moon is still strong and still shares his power with us. The ocean tides rise and fall, the gardens of the earth produce food: are the actions of Grandmother Moon. And so we are able to live.

So let our minds are one and we send greetings and thanks to Grandmother Moon, head of the woman on Earth.

And the unseen forces of the Earth turn our thoughts. The Creator has placed these beings on Earth and gave them power so that they can watch over us and bring messages to all the powers of the Creator, and to report how things go. To these spiritual beings, we send greetings and thanks.

Now we send greetings to our Creator, the Maker of all the World. At the beginning of time, when the world was new and he gave us, said our ancestors, the early ancestors: “I’ve done everything you need on Earth. These things will bring you Peace and Life, which will be continued. In return we give a simple statement: you’re grateful for everything you use. As you walk on Earth, all forms of life to realize with gratitude that you see. You will always be grateful. “

So is that the people continued their ceremonies, expressing gratitude and awareness of interdependence with all things as may be necessary for living day to day.

So we think these things and let us ask ourselves before our Creator, the Mystery of the Universe, and we send our greetings and thanks.

Risultato – Result


Risultato

Il risultato sorge quando esiste una causa; tutte le sementi producono risultato quanto corrisponda alle loro cause. Chi può attestare che ci sono frutti senza semi? Allo stesso modo, è impossibile che un risultato sia realizzato senza una causa.

Nagarjuna e io riconosciamo che questo elemento fondamentale della Buddità, che esiste sin dall’inizio, diventa il seme del Corpo di Verità di tutto il Dharma nell’esistenza ciclica e nella sua trascendenza. Attraverso la sua purificazione delle contaminazioni casuali per gradi e percorsi graduali, possiamo raggiungere lo stato di Buddhità libero dalle contaminazioni.

-Dolpopa Sherab Gyaltsen, Commentario su Dharmadhatustava di Nagarjuna

Result

Result arises when a cause exists; all seeds produce results which match their causes. Who can attest that there are fruits without seeds? Likewise, it is impossible that a result is accomplished without a cause.

Nagarjuna and I recognize that this basic element of Buddhahood, which exists from the beginning, becomes the seed of the Truth Body of all Dharma in cyclic existence and its transcendence. Through its purification of incidental defilements by gradual stages and paths, we can attain the state of Buddhahood free from defilements.

—Dolpopa Sherab Gyaltsen, Commentary on Nagarjuna’s Dharmadhatustava

Saper perdonare – Knowing how to forgive


Saper perdonare

Tradimenti, umiliazioni, violenze… Alcune situazioni ci fanno soffrire e ci sembrano imperdonabili, anche se sono causate da persone care. Tuttavia, gli specialisti affermano che bisogna saper perdonare, per ritrovare la serenità interiore. Ecco i nostri consigli per riuscirci.

Cos’è il perdono?
Il perdono ha due sensi biblici: quando Dio perdona un uomo, gli risparmia la punizione prevista per il peccato. E quando un uomo perdona un altro uomo, si libera delle emozioni negative che provava nei confronti di chi lo ha offeso. Tuttavia, una delusione, una grande umiliazione, un tradimento sono difficilmente perdonabili. Atto di coraggio per alcuni, o di debolezza per altri, il perdono riesce a rompere il legame con la persona che amavamo. Un legame fatto ormai di risentimento, d’amarezza e di odio… saper perdonare, quindi, vuol dire voltare questa dolorosa pagina, senza amarezza. E significa anche accettare gli errori altrui. Se si pensa che tutti possono sbagliare, diventa impossibile odiare l’altro e si arriva addirittura, in alcuni casi, ad ammettere di avere una parte di responsabilità in quello che è successo. saper perdonare significa, quindi, dare prova di grande tolleranza e apertura mentale, ammettere l’errore dell’altro, e accettare che questa persona ci ha fatto soffrire.

Perché perdonare?
Perdonare non significa dimenticare, e nemmeno capire o scusare un difetto o un atto che ci ha ferito; si tratta ancora meno di un favore che si concede “al colpevole”, o di un modo perché lui possa stare meglio e ricominciare! Ecco le buone ragioni per perdonare:
– saper perdonare può essere un atto un po’ egoista, che si fa per se stessi, per sentirsi più leggeri e felici. Perché si sa: l’odio o la volontà di vendetta ci impediscono di dimenticare e, alla lunga, demoralizzano.
– saper perdonare, vuole anche dire perdonare se stessi e uscire da uno stato d’insofferenza per riprendere le redini del proprio destino. Perdonare permette di togliersi un peso, liberarsi di un passato che ci opprime, recuperare la propria autonomia.
– In alcuni casi, il perdono può portare a una riconciliazione. Una carissima amica che ci ha nascosto qualcosa di grave, un caro che ci ha messo in una situazione umiliante… a volte è possibile riallacciare i rapporti, prendendo le distanze dagli eventi che ci hanno offeso. Quando si tratta d’amore e di tradimento, invece, se spesso è possibile perdonare, riconciliarsi diventa più difficile. Il perdono serve semplicemente a farci capire che non serve a niente rimproverare l’ex a causa del fallimento della relazione, ma si deve piuttosto prendere atto della fine di una storia per andare avanti.

Le grandi tappe del perdono
Il perdono a volte è lungo e doloroso, e passa attraverso varie tappe:
• La consapevolezza: ti hanno fatto del male e inizi a prenderne coscienza. Alcuni soffrono e rimuginano in silenzio, altri scelgono di sviluppare strategie diverse, razionalizzano l’accaduto, o rifiutano di accettare l’evento.
• I rimproveri: hai scelto di prendere coscienza delle cose ed esprimere la tua rabbia e la tua indignazione. Questo è un passaggio doloroso ma importante per trasformare, in seguito, l’energia negativa in positiva. Esprimere l’odio e l’amarezza che provi, quindi, è necessario. Capita spesso di provare una vera e propria antipatia per la persona che ci ha ferito, il che a volte aiuta a superare la prova, ed è normale. Invece, è preferibile non rivedere la persona che ci ha offeso, almeno nei primi tempi. L’ideale è parlare ai propri cari di ciò che succede per scaricare le emozioni negative e, eventualmente, per ricevere consigli.
• Relativizzare: in seguito arriva il periodo cerniera, durante il quale si fa una specie d’inventario. S’inizia a riconsiderare l’evento che ci ha ferito e s’impara a relativizzare. L’importante è prendere le distanze da quello che è successo, evitando di sentirsi in colpa. Si inizia a imparare a staccarsi dall’altro e ad accettare la realtà di un legame ormai finito.
• Il perdono: bisogna accettare questo passaggio doloroso e uscire dal ruolo di vittima. Un’amica che ti ha tradita, un familiare che ti ha fatto del male, un uomo che ti ha abbandonata… riuscirai a perdonare solo a due condizioni: se non proverai più rancore nei confronti della persona che ti ha offesa, e se ti sentirai pronta a riprendere le redini della tua vita e ad andare avanti. A volte il perdono può renderti più forte… Per finire, è importante lasciar passare del tempo prima di perdonare, affinché il perdono sia una tappa naturale e definitiva.

Devo perdonare tutto?
La nozione di perdono non dipende dall’atto. Indubbiamente un crimine, un incesto, uno stupro, un incidente grave possono essere coonsiderati degli eventi traumatizzanti e quindi imperdonabili. Non si tratta di sapere cosa si deve o non si deve perdonare, ma di capire se si è capaci di farlo. E’ tutta una questione di comprensione e di definizione del perdono.

Saper perdonare, un dibattito aperto…
La religione (in particolare il cristianesimo e il giudaismo) ricorda incessantemente che bisogna imparare a perdonare, senza peraltro negare la difficoltà di quest’atto. I seminari di sviluppo personale insistono anche sui vantaggi del perdono. Ma gli specialisti non sono sempre dello stesso parere. Secondo loro, questo concetto non ha nulla di clinico e, nei casi più gravi, può anche rappresentare un rischio per le vittime, che potrebbero sentirsi responsabili o colpevoli dei loro atti. La dimensione “zen” che caratterizza il perdono è molto complicata a livello inconscio. Infine, se succede qualcosa in famiglia e un membro decide di perdonare l’accaduto, questi rischia anche di farsi respingere dagli altri che non sono pronti a perdonare perché non hanno seguito lo stesso cammino interiore.

http://www.alfemminile.com


Knowing how to forgive

Betrayals, humiliations, violence … Some situations make us suffer and seem unforgivable, even if they are caused by loved ones. However, specialists say that one must know how to forgive, to find inner peace. Here are our tips to succeed.

What is forgiveness?
Biblical forgiveness has two senses: when God forgives a man, save the expected punishment for sin. And when a man forgives another man, gets rid of negative emotions that he felt towards those who offended him. However, a disappointment, a great humiliation, betrayal are hardly forgivable. For some act of courage, or other weakness, forgiveness can break the bond with the person we loved. A bond now made of resentment, of bitterness and hatred … know how to forgive, then, is to turn this painful page, without bitterness. It also means accepting others’ mistakes. If you think that everyone can make mistakes, it becomes impossible to hate the other and you get even, in some cases, to admit to having some responsibility in what happened. forgiving means, therefore, to show great tolerance and openness, to admit the error of the other, and accept that this person has made us suffer.

Why forgive?
Forgiving does not mean forgetting, nor understand or excuse a fault or an act that has hurt us, it is even less of a favor that you give “the guilty”, or a way for him to feel better and start again! Here are good reasons to forgive:
– Know how to forgive an act can be a bit ‘selfish, you do for themselves, to feel lighter and happier. Because we know: the hatred or the desire for revenge, and prevent us from forgetting the long run, demoralized.
– Know how to forgive, it also means forgiving yourself and get out of a state of impatience to resume the reins of their destiny. Forgiveness allows you to take off weight, get rid of a past that holds us down, regain their autonomy.
– In some cases, forgiveness may lead to a reconciliation. A dear friend who has hidden something serious, a loved one who has put us in a humiliating situation … at times you can renew ties, by distancing themselves from events that have hurt us. When it comes to love and betrayal, however, it is often possible to forgive, reconcile it becomes more difficult. Forgiveness is simply to make us understand that there is no point in blame the former due to the failure of the relationship, but rather should take note of the end of a story to go forward.

The main stages of forgiveness
Forgiveness is sometimes long and painful, and passes through various stages:
• Awareness: I have done wrong and you begin to become aware. Some brood and suffer in silence, others choose to develop different strategies, rationalize what happened, or refuse to accept the event.
• The reproach: you have chosen to become aware of things and express your anger and your outrage. This is a painful but important step to transform, then the negative energy into positive. Expressing hatred and bitterness you feel, then, is necessary. It’s common to feel a real dislike for the person who has hurt us, which sometimes helps to pass the test, and it is normal. Instead, it is preferable not to see the person who has offended us, at least at first. The ideal is to talk to loved ones about what happens to download the negative emotions and, possibly, for advice.
• Relativizing: Following the period arrives hinge, during which becomes a kind of inventory. We begin to reconsider the event that has hurt us and learn to relativize. The important thing is to distance themselves from what happened and avoid feeling guilty. You start to learn to detach from the other and to accept the reality of a relationship now over.
• Forgiveness: you have to accept this painful passage and exit from the role of victim. A friend has betrayed you, a family member who has hurt you, a man who has abandoned you … be able to forgive only on two conditions: if you will not have more resentment towards the person who has offended, and if you feel ready to resume the reins of your life and move on. Sometimes forgiveness can make you stronger … Finally, it is important to let some time to forgive, for forgiveness is a natural step and final.

I forgive all?
The notion of forgiveness does not depend on the act. Undoubtedly a crime, incest, rape, a serious accident can be traumatizing event and then coonsiderati unforgivable. This is not to know what you should or should not be forgiven, but to find out if you are able to do so. It ‘s all a matter of understanding and definition of forgiveness.

Knowing how to forgive, open debate …
Religion (especially Christianity and Judaism), which incessantly reminds you must learn to forgive, without denying the difficulty of this act. The personal development seminars also insist on the benefits of forgiveness. But specialists are not always of the same opinion. According to them, this concept has nothing to report and, in severe cases, may also pose a risk to the victims, who may feel responsible or guilty for their acts. The size of “zen” that characterizes forgiveness is very complicated at the unconscious level. Finally, if something happens in the family and a member decides to forgive what had happened, they also risk being rejected by others who are not ready to forgive because they have followed the same inner journey.

http://www.alfemminile.com

Samadhi – Sri Aurobindo


Samadhi – Sri Aurobindo

Nel nostro yoga il Nirvana è l’inizio della Verità superiore, giacché è il passaggio dall’Ignoranza alla Verità superiore. L’Ignoranza dev’essere estinta affinché possa manifestarsi la Verità. (…)
Per questo yoga (e si potrebbe anche aggiungere: nell’ordine naturale e completo della manifestazione) l’esperienza del Nirvana può essere solo uno stadio o un passaggio verso la completa realizzazione. Ho anche detto che esistono molte porte attraverso cui si può passare per giungere alla realizzazione dell’Assoluto (Parabrahman), e il Nirvana è una di esse, ma in nessun modo l’unica. Forse ricordate che Ramakrishna diceva che i Jivakoti possono salire la scala, ma non tornare, mentre gli Ishvarakoti possono salire e scendere a volontà. Se è così, i Jivakoti potrebbero essere quelli che descrivono solo la curva che dalla Materia va, attraverso la Mente, nel Brahman silenzioso, mentre gli Ishvarakoti quelli che raggiungono la Realtà integrale e possono di conseguenza combinare l’Ascesa con la Discesa e contenere nel loro singolo essere i ‘due estremi’ dell’esistenza.
La realizzazione di questo yoga non è inferiore, ma superiore al Nirvana o al nirvikalpa samadhi.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 69

In genere, come nello yoga tantrico, si parla della coscienza che si solleva fino al brahmarandhra, la sommità del capo, come il culmine. Il Rajayoga naturalmente pone l’accento sul samadhi come il solo mezzo per raggiungere l’esperienza suprema. Ma evidentemente, se non si ha la brāhmī sthiti nello stato di veglia, la realizzazione non è completa. La Gita parla chiaramente dell’essere samāhita (che equivale ad essere in samadhi) e della brāhmī sthiti come di uno stato di veglia in cui si vive e si compiono tutte le azioni.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 118

Accade che le persone possano avere la discesa senza notare che è una discesa perché percepiscono solo il risultato. Lo yoga ordinario non va oltre la mente spirituale: le persone percepiscono alla sommità della testa l’unione con il Brahman, ma non sono consapevoli di una coscienza al di sopra della testa. Allo stesso modo, nello yoga ordinario si percepisce l’ascesa della coscienza inferiore risvegliata (kundalini) verso il brahmarandhra, dove la Prakriti si unisce alla coscienza di Brahman, ma non si percepisce la discesa. Alcuni possono aver avuto queste cose, ma non mi risulta che ne abbiano compreso la natura, il principio o il posto che occupano in una sadhana completa. Per lo meno, non ho mai sentito parlare di queste cose da altri prima di scoprirle attraverso la mia esperienza personale. La ragione è che gli antichi yogi, quando andavano al di sopra della mente spirituale, entravano in samadhi, il che significa che non tentavano di divenire coscienti su questi piani superiori, in quanto il loro scopo era andarsene nel piano Sovracosciente, e non di far discendere il Sovracosciente nella coscienza di veglia, che è lo scopo del nostro yoga.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Perché mai gli yogi dei sentieri tradizionali dovrebbero sentire qualche pressione della discesa della Supermente, dal momento che sono soddisfatti della realizzazione che hanno? Essi vivono nella mente spirituale; ma la natura della mente è di separare, e nel loro caso si tratta di separare un certo aspetto o stato elevato del Divino e di ricercarlo escludendo tutto il resto. È quanto fanno tutte le filosofie spirituali e scuole di yoga. Se vanno oltre, è nell’Assoluto che vanno; ora, la mente non può concepire l’Assoluto se non come qualcosa, appunto, di inconcepibile, neti-neti. Inoltre, per ottenere il samadhi, si concentrano su un’unica idea e ciò che raggiungono è ciò che tale idea rappresenta; il samadhi è essenzialmente una concentrazione esclusiva su un’idea. Quindi, perché dovrebbe dar loro un’apertura su qualcos’altro? Solo pochi sono abbastanza plastici da sfuggire a questa limitazione che la sadhana impone a se stessa; si deve entrare in contatto cosciente e illuminante con la supermente, o almeno averne un barlume – e questo significa passare oltre la mente spirituale.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 150-1

Nel nostro yoga le grandi realizzazioni permanenti non vengono di solito in trance, bensì grazie alla perseveranza nella sadhana allo stato di veglia.
[Nel samadhi] il corpo si fa quieto, la mente fisica è in uno stato di torpore e la coscienza interiore è allora lasciata libera di continuare con le sue esperienze. Lo svantaggio è che la trance diventa indispensabile e il problema della coscienza di veglia non viene risolto: essa rimane imperfetta.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. VI, p. 20 e 118

Samadhi – Sri Aurobindo

In our yoga Nirvana is the beginning of higher Truth, since it is the passage from Ignorance to Truth more. Ignorance must be extinguished so that the truth can be revealed. (…)
For this yoga (and you might even add, in the natural order and complete the event) the experience of Nirvana may be just a step or a step towards full implementation. I also said that there are many doors through which you can move on to promote the realization of the Absolute (Parabrahman), and Nirvana is one of them, but by no means the only one. You may remember that Ramakrishna said that Jivakoti can climb the ladder, but not return, while Ishvarakoti can get on and off at will. If so, the Jivakoti may be those that describe only the curve of the matter goes through the mind, the silent Brahman, while Ishvarakoti those who reach the full reality and can therefore combine with the Ascent and Descent contain the Their single to be the ‘extremes’ of existence.
The realization of this yoga is not less but more than Nirvana or Nirvikalpa Samadhi.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 69

Typically, as in tantric yoga, speaks of the consciousness that rises up to brahmarandhra the top of the head, as the culmination. The course focuses on Rajayoga samadhi as the only means to achieve the ultimate experience. But obviously, if you do not have the Brahmi sthiti in the waking state, the implementation is not complete. The Gita speaks clearly being samahita (which is equivalent to being in samadhi) and Brahmi sthiti as a waking state where you live and perform all actions.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 118

It happens that people can be down without noticing that it is a descent because they perceive only the result. Yoga does not go beyond the ordinary mind, spiritual people feel at the top of the head the union with Brahman, but are not aware of a consciousness above the head. Likewise, yoga is ordinarily perceive the rise of the lower consciousness awakened (kundalini) to the brahmarandhra, where the Prakriti is joined to the consciousness of Brahman, but we do not perceive the descent. Some may have had these things, but my understanding is that they have understood the nature, the principle or the place they occupy in a complete sadhana. At least, I never heard of these things to others before you discover them through my personal experience. The reason is that the ancient yogis, when they went above the spiritual mind, went into samadhi, which means not trying to become aware of these upper floors, as their purpose was to get in the plane Superconscient, and not to down the Superconscient in waking consciousness, which is the purpose of our yoga.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Why yogis of the traditional paths should feel some pressure of the descent of the Supermind, since they are satisfied with the realization that they have? They live in the spiritual mind, but the nature of mind is to separate, and in their case is to separate a certain aspect of the Divine, or high status and search for the exclusion of everything else. This is what they all do the spiritual philosophies and schools of yoga. If they go beyond that range is in the Absolute and now, the mind can not conceive the Absolute as something if not, indeed, inconceivable, neti-neti. Furthermore, to achieve samadhi, focuses on one idea and that reach is what this idea represents, samadhi is essentially an exclusive concentration on an idea. So, why should it give them an opening to something else? Only a few have enough plastic to escape this limitation requires that the sadhana itself, you should get in touch with the supermind conscious, enlightening, or at least have a glimmer – and this means moving beyond the spiritual mind.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 150-1

In our yoga large permanent achievements are not usually in a trance, but his perseverance in sadhana in the waking state.
[In samadhi] the body becomes quiet, the physical mind is in a state of torpor and the inner consciousness is then left free to continue with his experiences. The disadvantage is that the trance becomes indispensable and the problem of waking consciousness is solved: it remains imperfect.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. VI, p. 20 and 118

Senza fine – Endless – Omraam Mikhaël Aïvanhov


Senza fine

“Per i cabalisti, la Divinità è un’entità talmente inaccessibile
che essi La situano al di là della luce e delle tenebre, al di là
dei mondi creati. A questa entità hanno dato il nome di Aïn Soph
Aur: Luce Senza Fine. E per esprimere ancor meglio il Suo
mistero, al di là di Aïn Soph Aur hanno concepito una regione che
hanno chiamato Aïn Soph: Senza Fine, e ancora al di là di Aïn
Soph, Aïn: Senza. All’origine dell’Universo vi è dunque una
negazione. Ma quel “Senza”, che sta a significare l’assenza, la
mancanza, non significa tuttavia la non esistenza. Aïn non è il
niente assoluto, come taluni hanno immaginato il Nirvana degli
induisti. In realtà, è esattamente l’inverso. Aïn Soph Aur, come
il Nirvana, non è una non-esistenza, un niente, bensì una vita al
di là della Creazione, della manifestazione, talmente al di là
che sembra non essere più nulla.
Aïn Soph Aur, Aïn Soph, Aïn… è così che i cabalisti hanno
cercato di definire l’essenza della Divinità. Essa sfugge alla
nostra comprensione, ma queste parole possono farci sentire ciò
che è impossibile esprimere.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

@@@@@@@

Sii cosciente! Qualunque cosa fai, falla coscientemente. E insisto: qualunque cosa fai!
Non vi dico che dovete fare certe cose e non altre, no. Basta che tu sia consapevole di tutto quello che fai e, un po’ alla volta, ogni tua azione ti renderà sempre più asciutto. Imparerai ad essere distaccato, perché il distacco è una conseguenza della consapevolezza. Osho

@@@@@@

I sette stati di coscienza

Gli stati di coscienza relativi

I primi tre stati della nostra coscienza sono chiamati relativi perché non esistono mai contemporaneamente. Sono impermanenti, hanno un inizio, un tempo di manifestazione ed una fine. Non potremmo immaginare di vivere permanentemente nello stato di veglia, né di fare a meno del sonno o del sogno.

1. La veglia

È lo stato ordinario in cui viviamo la vita ascoltando, toccando, gustando, odorando con i sensi fisici, con i nostri organi legati al corpo fisico. Non c’è molto altro da aggiungere, perché è la nostra esperienza più ordinaria e comune.

2. Il sonno

È lo stato in cui lasciamo il nostro corpo a riposare, a ricaricare le sue batterie, e saliamo in un corpo più sottile, detto corpo di sogno, per andare a goderci il nostro stato di sogno o lo stato di sonno senza sogni.

3. Il sogno

Nella coscienza di sogno viviamo una vita completamente diversa da quella della veglia, utilizzando altri sensi che possiamo chiamare sottili in un corpo sottile, il corpo di sogno. Abbiamo delle possibilità più espanse. Possiamo provare sentimenti o emozioni, possiamo muoverci a nostro piacimento senza impedimenti di spazio; il nostro tempo ha tutt’altra dimensione: non viene più calcolato in ore o minuti, ma attraverso sensazioni. È un tempo vissuto solo nel presente del sogno. Ma siamo estremamente vivi, sia pur in una dimensione diversa. Siamo soggetti agli alti e bassi della nostra mente, agli entusiasmi e alle depressioni che abbiamo già provato nello stato di veglia e che vengono rivissute come se fossero riformulate da un computer psichico a suo piacimento.

Gli stati di coscienza assoluti

Il nascere e il terminare dei precedenti stati di coscienza relativi rendono chiaro, a chi li osserva per conoscerli, come esistano dei punti di giunzione tra loro, dove ad esempio la veglia non c’è più e il sonno non c’è ancora, oppure non c’è più il sonno ma neppure c’è ancora il sogno. In questi punti si manifesta lo stato di coscienza seguente, che è assoluto, sempre presente alla base dei nostri stati relativi di veglia, sonno e sogno, sempre esistente.

4. La coscienza trascendentale

Chiudendo gli occhi si può averne esperienza in meditazione. Osservando un tramonto sul mare, una valle di montagna, un picco innevato stagliarsi nel cielo, il culmine di un campanile, una sequenza di onde sulla spiaggia, possiamo entrare in una condizione di silenzio profondo dove la coscienza del corpo è trascesa, dove i pensieri sono assolutamente quieti, dove la consapevolezza è totalmente espansa in coscienza. La gioia, la beatitudine, la pace, l’assenza di tempo e di spazio, il silenzio, l’assenza di pensieri, la pura consapevolezza di “essere” sono le caratteristiche dello stato di coscienza trascendentale, detto Turiya. Si può raggiungerlo attraverso la mente stessa, che può arrivare a trascendere i suoi stessi pensieri andando al di là di essi, oppure i nostri pensieri possono continuare ad andare e venire, ma noi non siamo affatto coinvolti nel loro gioco e li testimoniamo soltanto, totalmente distaccati da essi. Si può raggiungerlo anche tramite i cinque sensi: udito, vista, gusto, odorato e tatto, divenendo consapevoli del vuoto che è all’origine della manifestazione, o anche attraverso i sentimenti come odio, amore, dolore, entusiasmo, rabbia, scoprendo l’energia dalla quale essi nascono.

Per avere l’esperienza di questo stato si deve però fermare il flusso dell’azione. Ciò non significa eliminare l’azione, su cui si basa la nostra vita, ma permearla attraverso questo stato di coscienza, stabilizzandolo permanentemente nelle azioni quotidiane. Nella costante esperienza della meditazione riscontriamo la manifestazione di una strana alchimia. Lo stato del Turiya, lo stato della consapevolezza dell’Essere, inizia a permeare i nostri tre stati relativi. Cominciamo a divenire consapevoli della nostra vera natura, dello stato trascendentale, non solo in meditazione, ma nello stato di veglia, sempre e sempre di più, e poi gradualmente nello stato di sogno. Diveniamo consapevoli dei nostri sogni, poi testimoni dei nostri sogni, cioè li osserviamo sempre meno coinvolti, ed infine consapevoli anche del nostro sonno profondo. Infine la consapevolezza del  sarà vissuta permanentemente nelle 24 ore della nostra giornata. Non si perderà qualunque sia la nostra condizione di vita, qualunque cosa accada all’esterno di no stessi.

Ciò non significa che non vivremo più stati di gioia o di dolore, di benessere o di sofferenza, di salute o di malattia, di attività o di riposo, di attrazione o di disgusto, ma il tutto sarà vissuto permanentemente nello stato di esperienza del nostro . Non perderemo mai più la consapevolezza della nostra realtà più intima. Dio sarà con noi nelle nostre azioni come nel nostro riposo, nelle nostre scelte come nei nostri rifiuti.

5. La coscienza cosmica

Questo è il primo manifestarsi della coscienza di realizzazione: lo stato della coscienza cosmica. Chi lo ha raggiunto vive permanentemente nella contemplazione del Divino. Ha spezzato per sempre il ciclo delle rinascite, il ciclo delSamsara. È entrato per sempre in un quinto stato di coscienza dove il Turiya, lo stato trascendentale dell’Essere, e gli stati relativi vengono vissuti insieme, in perfetta armonia 24 ore su 24. Gli opposti si sono integrati. È chiamato “primo manifestarsi della coscienza di realizzazione” perché non vi è nulla di più profondo, di più vero, di più appagante di questo. All’interno dell’individuo vi è una consapevolezza sempre più espansa, sempre più viva. Se Dio è uno nella sua trascendenza e nella sua immanenza, dovremmo essere in grado di vivere l’unico Dio all’interno di noi nell’esperienza illimitata della nostra coscienza, ma anche all’esterno nella sua creazione.

Pian piano insieme all’esperienza permanente del nostro  all’interno, comincia a manifestarsi una nuova consapevolezza. Spontaneamente, attraverso la costanza delle nostre pratiche, la coscienza cosmica, che è di fatto un’espansione totale della mente fino al suo massimo grado di consapevolezza, si addolcisce attraverso una trasformazione graduale ma sempre più profonda della nostra percezione. Il “gap”, la distanza che si è creata tra noi e la manifestazione di Dio nella coscienza del “testimone”, che è la caratteristica della coscienza cosmica, comincia ad essere colmato dal lavoro del nostro cuore. L’amore e la devozione sono responsabili di questo prodigio. La mente ed il cuore sono sempre stati separati, hanno sempre reclamato ognuno il loro spazio, le loro zone d’influenza. Ora, gradualmente ma decisamente, il cuore colma questa distanza. La natura comincia a rivelarci il suo aspetto sottile. L’energia divina che permea ogni manifestazione della creazione e che pare nascosta ed invisibile sotto una fisicità più o meno grossolana, comincia a danzare sulla superficie delle cose. Ogni soggetto, ogni sentimento, ogni percezione vengono permeati di energia. Si può sentire l’energia dell’albero al solo appoggiare le mani sul tronco. La natura incomincia a intonare la musica dell’Assoluto. L’aria vibra di quelle note, e così pure la luce del sole, i sette colori, il fuoco ed il suo calore, l’acqua e la sua fluidità, la terra ed il suo humus creativo. Tutto viene vissuto come una perfetta armonia guidata da una sola energia: la legge della natura, dell’evoluzione, dell’alternarsi della nascita e della morte nel ciclo della trasformazione.

6. La coscienza divina

Il Divino diviene non solo permanentemente presente in noi, ma ci rivela in pieno la sua presenza in ogni cosa, in ogni rapporto, in ogni interrelazione. Stiamo vivendo un sesto stato di coscienza. Il Divino, ormai scoperto, accetta di mostrarsi in tutta la sua non più segreta realtà. Il miracolo che non sembrava possibile sta avvenendo. Vediamo il cielo e il sole, la luna e i prati verdi, le montagne innevate e i fiumi quieti o minacciosi, i laghi e i mari, gli insetti, gli animali, i nostri simili, come il prodotto perfetto, armonico di un potere divino che si manifesta a noi in tutta la sua realtà: ogni cosa è manifestazione dell’esistenza di Dio. È lo stato della coscienza divina.

7. La coscienza di unità

Siamo ora dunque consapevoli dello stato dell’Essere in noi ed in ogni cosa creata. Cosa può mancare ora? Soltanto un ultimo passo, la coscienza del Siddha, del “perfetto”. Questa coscienza riconosce che lo stato dell’Essere che è in me è lo stesso, identico, unico stato che vi è nell’intera creazione. Ora non siamo più noi che osserviamo lo stesso stato in ogni cosa, ma diventiamo finalmente, senza nessuna possibile eccezione, quello stesso stato in ogni cosa. Non vi è più differenza tra la manifestazione intima, vera di noi stessi e la manifestazione intima, vera dell’intera creazione. Ora siamo divenuti uno con ogni cosa, siamo divenuti uno con il Divino. Uno stato perfetto, spontaneo. L’unità! Essa sola esiste. Essa sola è la realtà. È una dimostrazione esaltante della teoria di Einstein del “campo unificato di energia” compiuta non solo nel laboratorio della nostra coscienza, ma nel laboratorio della stessa manifestazione creata. È lo stato di unità, lo stato del Siddha. Il Siddha vive questo stato su questa terra. Non è soltanto un Jivanmukta, un realizzato in vita, ma ha spinto la sua realizzazione al massimo livello della consapevolezza umana.

Dobbiamo ricordare però che al nostro livello di coscienza viviamo ancora in uno stato di separazione da noi stessi. Tra quella che noi chiamiamo mente cosciente e il nostro subconscio o il nostro inconscio vi è un diaframma difficile da perforare. Questo diaframma è creato dalla nostra mente. È la nostra mente che ci tiene legati ai particolari, al relativo della nostra vita di tutti i giorni, ma è la nostra stessa mente, opportunamente guidata, che ci condurrà in contatto con l’Assoluto, la Coscienza, che è la sua vera natura. Se non impareremo ad inserire pian piano l’esperienza del Turiya, dello stato trascendentale dell’Essere, nelle nostre azioni, non andremo da nessuna parte. Sarà come girare intorno senza sapere dove andare, perché non abbiamo né la conoscenza della meta, né la direzione per raggiungerla.

Dentro di noi vi è una riserva inesauribile di forza, di amore, di dolcezza, di gioia, di felicità, eppure così spesso ci sentiamo spesso spenti, stanchi, aridi, tristi, infelici, e questo perché non abbiamo un collegamento costante con quell’energia. Basterebbe trovare quel contatto per risolvere i problemi della nostra vita, perché in quel contatto il nostro problema di separazione sarebbe superato. È un lavoro che dobbiamo fare qui e ora, perché ogni avanzamento evolutivo, ogni raggiungimento di coscienza avviene qui, su questo piano di esistenza, in questa vita. Al di là della soglia della morte non vi è più evoluzione.

www.theolabam.it/i_7_stati_della_coscienza.htm

Endless

“For the Kabbalists, the Divine is an entity so inaccessible

they are beyond the light and darkness, beyond

the worlds created. At this scale have given the name of Ain Soph
Aur: Light Without End. And even better to express your
mystery, beyond the Ain Soph Aur have conceived a region
They called Ain Soph: The End, and even beyond Aïn
Soph, Ain: No. Origin of the universe is therefore a
negation. But the “No”, which means the absence, the
absence does not mean the non-existence. Aïn is not the
absolutely nothing, as some have imagined nirvana of
Hindus. In fact, it’s exactly the opposite. Ain Soph Aur, as
Nirvana is not a non-existence, a nothing but a life
Beyond the creation of the event, so far beyond
that seems to be nothing.
Ain Soph Aur, Ain Soph, Ain … so that the Kabbalists have
attempted to define the essence of Divinity. It escapes
our understanding, but these words can make us feel that
that it is impossible to express. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

@@@@@

Be aware! Whatever you do, do it consciously. And I repeat: whatever you do!
I do not say you have to do certain things and not others, no. As long as you are aware of everything you do and a bit ‘at a time, your every action will become increasingly dry.You will learn to be detached because the gap is a consequence of awareness. Osho

@@@@

The seven states of consciousness 

The states of consciousness for

The first three states of our consciousness are called for because there are never simultaneously. Are impermanent, they have a beginning, a time event and an end.We could not imagine living permanently in the waking state, or to do without sleep or dream.

1. The vigil

It is the state we live in ordinary life, touching, tasting, smelling with our physical senses, our organs associated with the physical body. Not much else to add, because it is our most ordinary and common experience.

2. Sleep

It is the state in which we allow our bodies to rest, to recharge his batteries, and go up in a slimmer body, said body of dream to go to enjoy our dream state or the state of dreamless sleep.

3. The dream

In the consciousness of the dream we live a life completely different from that of wakefulness, using more subtle ways that we can call in a slim body, the body of a dream. We have more opportunities expanded. We have feelings or emotions, we can move at will without hindrance of space, our time has an entirely different dimension: it is no longer calculated in hours or minutes, but by feelings. It’s only once lived in this dream. But we are very much alive, albeit in a different dimension. We are subject to the ups and downs of our mind, enthusiasm and the depression that we have already experienced in the waking state and are relived as if they were rewritten by a psychic computer at will.

The states of consciousness absolute

The birth and the end of its previous states of consciousness make it clear to those who observe them to know, that there are points of junction between them, for example where there is no waking and sleep there again, or no more sleep, but even there is still a dream. In here we can see the state of consciousness following, which is absolute, always present at the base of our relative states of waking, sleeping and dreaming, always exists.

4. Transcendental consciousness

Closing your eyes you can experience it in meditation. Looking at a sunset over the sea, a mountain valley, a snowy peak standing out in the sky, the culmination of a bell, a sequence of waves on the beach, we can enter into a state of deep silence where the body consciousness is transcended, where thoughts are absolutely quiet, where awareness is fully expanded consciousness. The joy, happiness, peace, lack of time and space, silence, absence of thought, pure awareness of “being” are the characteristics of the state of transcendental consciousness, Turiya said. You can reach it through the mind itself which can lead to transcend his own thoughts by going beyond them, or our thoughts may continue to come and go, but we are not involved at all in their game and they only witness, totally detached from them. You can reach it through the five senses: hearing, sight, taste, smell and touch, becoming aware of the void that is the source of the event, or through feelings like hate, love, pain, excitement, anger, discovering the ‘ energy from which they arise.

To have experience of this state must, however, stop the flow of action. This does not mean removing the action, on which we base our lives, but permeate through this state of consciousness, permanently stabilizing it in everyday actions. In the constant experience of meditation we find a manifestation of a strange alchemy. The state of Turiya, the state of awareness of Being, begins to permeate our three were related.We begin to become aware of our true nature, the transcendental state, not only in meditation but in the waking state, more and more and more, and then gradually in the dream state. We become aware of our dreams, then dreams of our witnesses, that they look less and less involved, and finally also aware of our deep sleep. Finally, the Self-awareness will be living permanently in the 24 hours of our day. You will not lose no matter what our way of life, no matter what happens outside of themselves.

That does not mean we will not live more states of joy or sorrow, prosperity or distress, health or sickness, activity or rest, attraction or disgust, but all will have lived permanently in the state of our experience Self. Never lose the awareness of our most intimate reality. God will be with us in our actions as in our rest, our choices as in our waste.

5. Cosmic consciousness

This is the first manifestation of the consciousness of creation: the state of cosmic consciousness. Who has reached living permanently in the contemplation of the Divine. Broke forever the cycle of rebirth, the cycle delSamsara. He joined forever in a fifth state of consciousness where the Turiya, the transcendental state of Being, and the relative states are lived together in perfect harmony 24 hours 24. Opposites are integrated. It is called “the first manifestation of the consciousness of achievement” because there is nothing more profound, more real, more satisfying than this. Within the individual there is an ever more expansive, more alive. If God is one in his transcendence and his immanence, we should be able to live within the one God of us limitless experience of our consciousness, but also externally in its creation.

Slowly standing together with the experience of the self within, begins to manifest a new consciousness. Spontaneously, through the consistency of our practices, cosmic consciousness, which is in fact the total expansion of the mind to its highest degree of awareness, is softened through a process of gradual but ever deeper understanding of our perception. The gap, the gap has developed between us and the manifestation of God in the consciousness of “witness”, which is the characteristic of cosmic consciousness, begins to be filled by the work of our hearts. Love and devotion are responsible for this prodigy. The mind and heart were always separate, always have each claimed their space, their zones of influence. Now, gradually but surely, the heart fills this gap. Nature begins to reveal his thin appearance. The divine energy which permeates every aspect of creation and that it seems invisible and hidden under a more or less coarse physicality, she begins to dance on the surface of things. Every subject, every feeling, every perception is imbued with energy. You can feel the energy of the tree only to place his hands on the trunk. Nature begins to sing the music of the Absolute. The air vibrates with the notes, as does the sun, the seven colors, the fire and its heat, water, and its fluidity, the earth and its creative humus.Everything is seen as a perfect harmony led by only one energy source: the law of nature, evolution, the alternation of birth and death cycle of change.

6. The divine consciousness

The Divine becomes not only permanently present in us, but it fully reveals its presence in everything, in every respect, in each continuum. We are living in a sixth state of consciousness. The Divine, now discovered, he agrees to appear in all its no more secret reality. The miracle that is happening did not seem possible. We see the sky and the sun, the moon and the green fields, the snowy mountains and rivers quiet or threatening, lakes and seas, insects, animals, our fellow man as the perfect product, a harmonious divine power manifested to us in all its reality: everything is a manifestation of God’s existence is the state of divine consciousness.

7. The awareness drive

We are now so aware of the state of being in us and in all created things. What may be missing now? Only a last step, the consciousness of Siddha, the “perfect”. This consciousness acknowledges that the state of being that is in me is the same, identical, the only state that there is the whole creation. Now we are no longer us who observe the same state in all things, but finally we become, without any possible exception, that same state in all things. There is no difference between the event intimate, true to ourselves and the event intimate, true of all creation. Now we have become one with everything, we have become one with the Divine. Perfect condition, spontaneous. Unity! It only exists. It alone is the reality. It is an exciting demonstration of Einstein’s theory of “unified field of energy” carried out not only in the laboratory of our consciousness, but in the laboratory of the same event created. It is the state of unity, the state of the Siddha. The Siddha this state lives on this earth. It is not only a Jivanmuktas, made a life, but its implementation has led to the highest level of human consciousness.

We must remember, however, that our level of consciousness we are still living in a state of separation from ourselves. Between what we call our conscious mind and our subconscious or unconscious is difficult to pierce a diaphragm. This diaphragm is created by our mind. It is our minds that keeps us tied to the particular, the relative of our lives every day, but it is our own mind, properly guided, which will lead us into contact with the Absolute Consciousness, which is its true nature . If you do not learn to slowly enter the experience of the Turiya, of the transcendental state of Being, in our actions, we will not go anywhere. It will be like turning around without knowing where to go because we have no knowledge of the goal, neither managed to reach it.

Within us there is an inexhaustible reservoir of strength, love, gentleness, joy, happiness, and yet so often we talk often dull, tired, dry, sad, unhappy, and that’s because we do not have a constant connection with that ‘ energy. Just find that contact to solve the problems of our lives, because then contact our problem of segregation would be exceeded. It is a work we do here and now, because every evolutionary advance, every achievement of consciousness is here, on this plane of existence in this life. Beyond the threshold of death there is no evolution.

www.theolabam.it/i_7_stati_della_coscienza.htm



Se ami – If you love – Osho


Se ami
Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c’è un momento per l’inizio e un momento per la fine e questo non crea una ferita. Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere e ringrazi l’altro: “Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita, hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo. Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono”. Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine, con grande amore, con il cuore colmo di riconoscenza. Se sai come amare, saprai come separarti.

Osho
If you love

If you love know that everything begins and everything ends and that there is a time for the beginning and the end for a moment and this does not create a wound. Do not stay hurt, you know that the season is over. Do not despair, you can understand and thank the other: “You gave me so many beautiful gifts, have given me new visions of life, have opened new windows that I would never have discovered alone. Now it’s time to separate, the our paths diverge. “Not with anger, not with resentment, without complaint and with infinite gratitude, with love, with hearts full of gratitude. If you know how to love, you know how to separate yourself.

Osho

Senza giudizio – Without judgment


gurutattwa2

Senza giudizio

Abbracci la mia diversità
accogli il mio essere
qui, senza più domande
così come io so leggere
ogni tuo  celato sguardo

Non sai che questa presenza
è un mare senza confine
dove non si riconosce
e non si confonde più
l’inizio  con la fine

Siamo una cosa sola
una soltanto adesso
seppure la forma cambia
tu sei il contenuto
ed io il contenitore

Voce oltrepassa
spazio e tempo
regala forme nuove
come un canto vibrato
nell’accoglienza senza giudizio

30.04.2014 Poetyca

Without judgment

Hugs my diversity
receive my be
here, no more questions
as well as I know how to read
all your hidden look

You do not know that this presence
is a sea boundless
where you do not recognize
and not to be confused more
the beginning with the end

We are one
now only a
although the shape changes
you are the content
and I container

item exceeds
space and time
gives new forms
as a vibrato singing
in welcoming without judgment

04/30/2014 Poetyca

Disobbediente – Disobedient – Buddha


Disobbediente

Non c’è niente di così disobbediente come una mente indisciplinata, e non c’è niente di così obbediente come una mente disciplinata.

Buddha
🌸🌿🌸#pensierieparole

🌸Disobedient

There is nothing so disobedient as an undisciplined mind, and there is nothing so obedient as a disciplined mind.

Buddha

Ricerca – Research


🌸Ricerca🌸

Cerca lo straordinario
nell’ordinario e le piccole cose
che spesso ci lasciamo sfuggire
quelle che ci accompagnano
giorno dopo giorno.

La speranza che ricolma
l’Inverno del cuore
esortandoci a non lasciare la presa
per continuare il nostro viaggio
con meraviglia e gratitudine.

14.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Research

Look for the extraordinary
in the ordinary and the little things
that we often let slip
those that accompany us
day by day.

The hope that fills
the winter of the heart
urging us not to let go
to continue our journey
with wonder and gratitude.

14.03.2021 Poetyca

Sofferenza – Suffering


🌸Sofferenza🌸

Saper accogliere il dolore degli altri è anche aver saputo accogliere il proprio; esser stati capaci di immergersi in esso senza temere. Poi forse il tempo o l’esperienza insegnano a offrire parole e sostegno che sono espressione viva del vissuto
è com – partecipazione .

Come dice Osho si potrebbe con – dividere quello che si vuole trasmettere;
ma il silenzio, l’intesa anche se
non si usano parole è com – unione.

Chi apre il chakra del cuore;
senza averne cercato il fine,
si accorge che si assimila
quello che gli altri vivono in assonanza
e sintonia che è ” empatia ”
alla quale si resta sgomenti
all’inizio ma che si impara a gestire.

A volte il destino non fa trovare
persone che sappiano,in atto reciproco,
dare lo stresso ascolto.

Non sempre si è forti e capaci di affrontare le prove della vita; ma nella capacità
di essere autoconsapevoli e nell’autostima
si impara che abbiamo già gli strumenti
per affrontare ogni cosa.

Chi ci affianca è semplicemente capace
di farci da specchio; in noi il riconoscere
chi siamo.

11/10/2005 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Suffering

Knowing how to welcome the pain of others is also knowing how to welcome one’s own; having been able to immerse yourself in it without fear. Then perhaps time or experience teach us to offer words and support that are a living expression of our experience
is com – participation.

As Osho says, one could share – what one wants to transmit;
but silence, understanding even if
words and communion are not used.

Who opens the heart chakra;
without having sought the end,
he realizes that he assimilates
what others live in assonance
and harmony that is “empathy”
to which one is dismayed
at the beginning but that you learn to manage.

Sometimes fate does not find
people who know, in mutual act,
listen carefully.

You are not always strong and capable of facing the trials of life; but in capacity
to be self-aware and in self-esteem
you learn that we already have the tools
to face everything.

Those who work alongside us are simply capable
to act as a mirror; in us the recognition
who we are.

10/11/2005 Poetyca

Attrazione – Acttraction – Michael Losier


🌸Attrazione🌸

Attraggo nella mia vita
qualunque cosa a cui presto
la mia attenzione, la mia energia
e la mia concentrazione,
positiva o negativa che sia.

Michael Losier
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Attraction

I attract into my life
whatever soon to
my attention, my energy
and my concentration,
be it positive or negative.

Michael Losier

★ cღPoeti amici ღ★


alessandronovelli

Viaggiamo col cuore

Viaggiando
con il cuore
e con la mente
nel tempo irreale
e passando
sui ponti delle notti
tra luna e stelle
e tra i ricordi amati …
tutto diventa allor quasi reale.

Silenzio …
tra spazi conservati
e sensazioni affascinanti,
tratti di pensieri nella mente,
come fari accesi agli orizzonti,
si cercano tra nomi sconosciuti
per illuminare il buio della notte.

Tra ombre
appena chiare
appare fuggitiva
una figura:
é l’alba nuova
che già viene avanti ….
per stringerci le mani
e farci divenire amanti!

Alessandro Novelli © Dir.Ris.

We travel with your heart

Travelling
with the heart
and mind
in unreal time
and passing
on the decks of nights
between the moon and stars
between memories and loved …
Then everything becomes almost real.

Silence …
between spaces preserved
and fascinating sensations,
Whether thoughts in the mind,
as headlights on the horizons,
search each unknown names
to illuminate the darkness of the night.

Among shadows
just clear
appears fugitive
a figure:
is the new dawn
that is already on ….
to shake hands
and let us become lovers!

Alessandro Novelli © Dir.Ris.

Oltre il tempo – Beyond the time


🌸Oltre il tempo🌸

Il tempo fugge
e non aspetta
sembra rubare
istanti preziosi

A noi cogliere
la bellezza
e conservarne
colori e profumi

14.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond the time

Time is running out
and does not wait
seems to steal
precious moments

It is up to us to grasp
beauty
and keep it
colors and scents

14.03.2021 Poetyca

Una Perla al giorno – Kata Upanisad


rosone24_1024

Il piacevole (ciò che alletta i sensi) è una cosa, il buono un’altra.
Questi due, avendo scopi diversi, spingono l’uomo all’azione.
Mentre colui che sceglie il bene agisce bene,
coloro i quali preferiscono il piacevole,
si allontanano dalla vera destinazione della loro vita.

Kata Upanisad, II, 1

The nice (what entices the senses) is one thing, the good one.
These two, having different purposes, pushing the man to action.
While the one who chooses the good acts well,
those who prefer the pleasant,
turn away from the true destination of their lives.

Kata Upanishad, II, 1