Archivio | 14/05/2021

E… – And…


E sono occhi
che accarezzano il tempo
– un istante ancora –
tra le pieghe dell’anima
mentre la vita scorre
come la sabbia
di questa spiaggia silente
dove l’Inverno
schiaffeggia l’onda
Sono nostalgie
che afferrano
quel che è perduto
sperando ancora
nella voce dell’anima
che tacita la voglia
di irrigare il viso
con lacrime di sale
Ed attesa
– ancora una volta –
per respirare vita
oltre l’orizzonte
che si scolora
25.04.2005 Poetyca

And eyes are
that caress time
– Even for a moment –
between the folds of the soul
while life goes on
as the sand
of this beach, silent
where the Winter
slaps the wave
They are nostalgias
that grip
what is lost
still hoping
the voice of the soul
implied that the desire
to irrigate the face
with salt tears
And waiting
– Once again –
to breathe life
beyond the horizon
which fades
25.04.2005 Poetyca

Soffio del tempo – Breath time

Soffio del tempo

Tu leggi nel cuore
tu sai che
avevo messo
i mie sogni in un cassetto
perchè restassero ad asciugare
vernice e lacrime
di colori che si erano spenti
Nella pace
ha riposato il mio cuore
per accogliere respiri
silenzi di vita
ed oggi c’è spazio
tra quelle pieghe in attesa
per riprendere ancora
dal punto in cui tutto era fermo
accompagnando ora
nuove danze d’anima
soffici incanti d’aurora
che con la luce
aprono un varco
tra vecchi rovi
traccia viva
nella nostra memoria
sentiero mai dimenticato
che profuma l’aria
di petali d’amore

30.05.2011 Poetyca

Breath time

You read in the heart
you know that
I had put
my dreams in a drawer
that he will remain to dry
paint and tears
of colors that faded
In the peace
rested my heart
to hold breath
silence of life
and today there is room
between those folds on hold
again to resume
from the point where everything was still
accompanying just now
new dances of the soul
soft charms of sunrise
that with light
open a gap
between old brambles
living trace
in our memory
path never forgotten
smelling the air
of petals of love

30.05.2011 Poetyca

Oltre il silenzio, l’attesa – Beyond the silence, waiting

Oltre il silenzio, l’attesa

Anche il silenzio, l’attesa di parole,
è capacità di disegnare quel che
nel cuore preme ed incoraggia.
Una forza che non fa piegare
di fronte all’inevitabile inciampare
tra ostacoli che la vita ci offre.
Leggo in cielo opportunità
che sospinga a credere, ancora
a quel che ricama il soffio d’amore;
senza più domande, ma la mia voglia
di una presenza che abbia volto.
Una mano si stringe nel buio
e si crede ancora alla capacità
di poter continuare, perchè
l’ingiustizia non abbia spazio
e non ferisca l’anima che…
…non sa capire.

22.10.2006 Poetyca

Beyond the silence, waiting
The silence, waiting for words
is the ability to draw what
pressed in the heart and encourages.
A force that does not bend
facing the inevitable stumble
between obstacles that life offers us.
I read in heaven opportunities
that pushes us to believe, yet
what to embroider the breath of love;
no more questions but my desire
a presence that has face.
A hand is shaking in the dark
and still believes the ability
can continue, because
injustice has space
and not injure the soul …
… Incapable of understanding.

22.10.2006 Poetyca

Incerto amore – Uncertain Love

Incerto amore

Amore che a volte
naviga nell’incertezza
e teme anche lo sfiorare
di realtà e concretezza
solo paziente attesa…
Il cadere di un pudore
che cerca voce
tra tremanti e fredde dita
che non sanno ancora toccare
quel che rappresenta
Amore che sospira
dietro i vetri
con lacrime nuove
per aver compreso
che è pur sempre amore

29.11.2003 Poetyca

Uncertain Love

Love sometimes
uncertainty browse
and also fears the tap
of reality and concreteness
just patiently waiting …
The fall of a shame
seeking entry
between cold and trembling fingers
who can not yet touch
what is
Love sighs
behind the glass
with new tears
for understanding
which is always love

29.11.2003 Poetyca

Aquile vive – Alive Eagles

Aquile vive
Mille petali di fiori
sparsi tra le pieghe
di un’aurora del cuore
Sogni e bellezza
che corre ed accarezza
ogni tuo pensiero
come respiro senza tempo
come poesia, che, a te colora
ogni inatteso momento
Le sorprese della vita
non hanno un prezzo
i colori d’arcobaleno
non hanno grigio e paura
e solo tu hai aperto il cuore
a questo incanto
per dare vita
ad ogni sensazione
che è senso senza tempo
Amore e bellezza
sono raggi di sole
che scaldano ed accarezzano
l’anima tua che s’innalza
e supera ogni confine
siamo come aquile
tra respiri senza tempo
ed attesa di ali nuove
14.01.2011 Poetyca
Alive Eagles
Thousand flower petals
scattered among the folds
the heart of aurora
Dreams and Beauty
that runs and caressing
all your thoughts
breath as timeless
as poetry, that to you color
any unexpected moment
The surprises of life
are not priced
the colors of the rainbow
have no fear and gray
and only you opened your heart
to this spell
to give life
to every feeling
that issense without time
Love and Beauty
are rays of sunshine
that warming and caressing
your soul that rises up
and transcends every boundary
we are like eagles
between breaths timeless
and waiting for new wings
14.01.2011 Poetyca

Incontro – Meeting


Ti scruti
negli occhi
allo specchio
e svanita
è la luce
ed il suo incanto

È attesa
un tuffo
nel profondo
sassi sul cuore
tutte le paure

ed attenzione
in lacrime
grani di sale
innalzando infine
speranze nuove

10.12.2020 Poetyca

You scrutinize yourself
in the eyes
at the mirror
and vanished
is the light
and its charm

It is expected
a dive
deep inside
stones on the heart
all fears

and attention
in tears
grains of salt
finally raising
new hopes

10.12.2020 Poetyca

Farfalle – Butterflies – Acrostico a specchio


Antiche tra


08.04.2021 Poetyca
Mirror acrostic

Ancient between

They smooth
He waited

08.04.2021 Poetyca

Sospiro – Sigh


al sipario
l’attesa infinita
di gesti nuovi
colori e gioia
che non arrivano

Non saranno
se anche oggi
tra tante spine
non fioriscono
piú le rose

si può accendere
una luce
sul cammino
tra speranze
ed arcobaleno

23.12.2020 Poetyca

at the curtain
the endless wait
of new gestures
colors and joy
that do not arrive

They won’t be
if even today
among many thorns
they do not bloom
plus roses

But yet
you can turn it on
a light
on the way
between hopes
and rainbow

23.12.2020 Poetyca

Veramente gratuito – Truly free – Thich Nhat Hanh

Veramente gratuito ~ Thich Nhat Hanh

La felicità non è possibile se non siamo liberi dalle afflizioni: desiderio, rabbia, gelosia, disperazione, paura e percezioni sbagliate. La libertà è una delle caratteristiche del nirvana. Alcuni tipi di felicità effettivamente distruggono il nostro corpo, la nostra mente e le nostre relazioni. La libertà dal desiderio è una pratica importante. Guarda in profondità nella natura dei tuoi pensieri e ti porterà felicità e vedi se, in effetti, stai facendo soffrire coloro che ami. Devi saperlo se vuoi essere veramente felice in questo momento, come l’alba meravigliosa, il cielo blu, le montagne, i fiumi e tutti i volti adorabili intorno a noi.

Thich Nhat Hanh

dal libro Il cuore dell’insegnamento del Buddha: trasformare la sofferenza in pace, gioia e liberazione

Truly free ~ Thich Nhat Hanh

Happiness is not possible unless we are free from afflictions – craving, anger, jealousy, despair, fear, and wrong perceptions. Freedom is one of the characteristics of nirvana. Some kinds of happiness actually destroy our body, our mind, and our relationships. Freedom from craving is an important practice. Look deeply into the nature of what you think will bring you happiness and see whether it is, in fact, causing those you love to suffer. You have to know this if you want to be truly free. Come back to the present moment, and touch the wonders of life that are available. There are so many wholesome things that can make us happy right now, like the beautiful sunrise, the blue sky, the mountains, the rivers, and all the lovely faces around us.

Thich Nhat Hanh

from the book The Heart of the Buddha’s Teaching: Transforming Suffering into Peace, Joy, and Liberation

Lettera sulla felicità -Letter to Menoeceus – Epicuro


Lettera sulla felicità


Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.

Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l’essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.

Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, togliendo l’ingannevole desiderio dell’immortalità.

Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c’è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l’arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell’ Ade.

Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s’avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell’animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.

Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E’ bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.

Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile.

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno.

Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza , perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Chi suscita più ammirazione di colui che ha un’opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d’uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell’atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa – la divinità non fa nulla a caso – e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l’avvio a grandi beni o mali.

Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell’ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l’uomo che vive fra beni immortali.

Letter to Menoeceus


In this letter, Epicurus summarizes his ethical doctrines:

Epicurus to Menoeceus, greetings:

Let no one be slow to seek wisdom when he is young nor weary in the search of it when he has grown old. For no age is too early or too late for the health of the soul. And to say that the season for studying philosophy has not yet come, or that it is past and gone, is like saying that the season for happiness is not yet or that it is now no more. Therefore, both old and young alike ought to seek wisdom, the former in order that, as age comes over him, he may be young in good things because of the grace of what has been, and the latter in order that, while he is young, he may at the same time be old, because he has no fear of the things which are to come. So we must exercise ourselves in the things which bring happiness, since, if that be present, we have everything, and, if that be absent, all our actions are directed towards attaining it.

Those things which without ceasing I have declared unto you, do them, and exercise yourself in them, holding them to be the elements of right life. First believe that God is a living being immortal and blessed, according to the notion of a god indicated by the common sense of mankind; and so believing, you shall not affirm of him anything that is foreign to his immortality or that is repugnant to his blessedness. Believe about him whatever may uphold both his blessedness and his immortality. For there are gods, and the knowledge of them is manifest; but they are not such as the multitude believe, seeing that men do not steadfastly maintain the notions they form respecting them. Not the man who denies the gods worshipped by the multitude, but he who affirms of the gods what the multitude believes about them is truly impious. For the utterances of the multitude about the gods are not true preconceptions but false assumptions; hence it is that the greatest evils happen to the wicked and the greatest blessings happen to the good from the hand of the gods, seeing that they are always favorable to their own good qualities and take pleasure in men like themselves, but reject as alien whatever is not of their kind.

Accustom yourself to believing that death is nothing to us, for good and evil imply the capacity for sensation, and death is the privation of all sentience; therefore a correct understanding that death is nothing to us makes the mortality of life enjoyable, not by adding to life a limitless time, but by taking away the yearning after immortality. For life has no terrors for him who has thoroughly understood that there are no terrors for him in ceasing to live. Foolish, therefore, is the man who says that he fears death, not because it will pain when it comes, but because it pains in the prospect. Whatever causes no annoyance when it is present, causes only a groundless pain in the expectation. Death, therefore, the most awful of evils, is nothing to us, seeing that, when we are, death is not come, and, when death is come, we are not. It is nothing, then, either to the living or to the dead, for with the living it is not and the dead exist no longer.

But in the world, at one time men shun death as the greatest of all evils, and at another time choose it as a respite from the evils in life. The wise man does not deprecate life nor does he fear the cessation of life. The thought of life is no offense to him, nor is the cessation of life regarded as an evil. And even as men choose of food not merely and simply the larger portion, but the more pleasant, so the wise seek to enjoy the time which is most pleasant and not merely that which is longest. And he who admonishes the young to live well and the old to make a good end speaks foolishly, not merely because of the desirability of life, but because the same exercise at once teaches to live well and to die well. Much worse is he who says that it were good not to be born, but when once one is born to pass quickly through the gates of Hades. For if he truly believes this, why does he not depart from life? It would be easy for him to do so once he were firmly convinced. If he speaks only in jest, his words are foolishness as those who hear him do not believe.

We must remember that the future is neither wholly ours nor wholly not ours, so that neither must we count upon it as quite certain to come nor despair of it as quite certain not to come.

We must also reflect that of desires some are natural, others are groundless; and that of the natural some are necessary as well as natural, and some natural only. And of the necessary desires some are necessary if we are to be happy, some if the body is to be rid of uneasiness, some if we are even to live. He who has a clear and certain understanding of these things will direct every preference and aversion toward securing health of body and tranquillity of mind, seeing that this is the sum and end of a blessed life. For the end of all our actions is to be free from pain and fear, and, when once we have attained all this, the tempest of the soul is laid; seeing that the living creature has no need to go in search of something that is lacking, nor to look for anything else by which the good of the soul and of the body will be fulfilled. When we are pained because of the absence of pleasure, then, and then only, do we feel the need of pleasure. Wherefore we call pleasure the alpha and omega of a blessed life. Pleasure is our first and kindred good. It is the starting-point of every choice and of every aversion, and to it we come back, inasmuch as we make feeling the rule by which to judge of every good thing.

And since pleasure is our first and native good, for that reason we do not choose every pleasure whatsoever, but will often pass over many pleasures when a greater annoyance ensues from them. And often we consider pains superior to pleasures when submission to the pains for a long time brings us as a consequence a greater pleasure. While therefore all pleasure because it is naturally akin to us is good, not all pleasure is should be chosen, just as all pain is an evil and yet not all pain is to be shunned. It is, however, by measuring one against another, and by looking at the conveniences and inconveniences, that all these matters must be judged. Sometimes we treat the good as an evil, and the evil, on the contrary, as a good.

Again, we regard independence of outward things as a great good, not so as in all cases to use little, but so as to be contented with little if we have not much, being honestly persuaded that they have the sweetest enjoyment of luxury who stand least in need of it, and that whatever is natural is easily procured and only the vain and worthless hard to win. Plain fare gives as much pleasure as a costly diet, when once the pain of want has been removed, while bread and water confer the highest possible pleasure when they are brought to hungry lips. To habituate one’s self, therefore, to simple and inexpensive diet supplies all that is needful for health, and enables a man to meet the necessary requirements of life without shrinking, and it places us in a better condition when we approach at intervals a costly fare and renders us fearless of fortune.

When we say, then, that pleasure is the end and aim, we do not mean the pleasures of the prodigal or the pleasures of sensuality, as we are understood to do by some through ignorance, prejudice, or willful misrepresentation. By pleasure we mean the absence of pain in the body and of trouble in the soul. It is not an unbroken succession of drinking-bouts and of revelry, not sexual lust, not the enjoyment of the fish and other delicacies of a luxurious table, which produce a pleasant life; it is sober reasoning, searching out the grounds of every choice and avoidance, and banishing those beliefs through which the greatest tumults take possession of the soul. Of all this the beginning and the greatest good is wisdom. Therefore wisdom is a more precious thing even than philosophy ; from it spring all the other virtues, for it teaches that we cannot live pleasantly without living wisely, honorably, and justly; nor live wisely, honorably, and justly without living pleasantly. For the virtues have grown into one with a pleasant life, and a pleasant life is inseparable from them.

Who, then, is superior in your judgment to such a man? He holds a holy belief concerning the gods, and is altogether free from the fear of death. He has diligently considered the end fixed by nature, and understands how easily the limit of good things can be reached and attained, and how either the duration or the intensity of evils is but slight. Fate, which some introduce as sovereign over all things, he scorns, affirming rather that some things happen of necessity, others by chance, others through our own agency. For he sees that necessity destroys responsibility and that chance is inconstant; whereas our own actions are autonomous, and it is to them that praise and blame naturally attach. It were better, indeed, to accept the legends of the gods than to bow beneath that yoke of destiny which the natural philosophers have imposed. The one holds out some faint hope that we may escape if we honor the gods, while the necessity of the naturalists is deaf to all entreaties. Nor does he hold chance to be a god, as the world in general does, for in the acts of a god there is no disorder; nor to be a cause, though an uncertain one, for he believes that no good or evil is dispensed by chance to men so as to make life blessed, though it supplies the starting-point of great good and great evil. He believes that the misfortune of the wise is better than the prosperity of the fool. It is better, in short, that what is well judged in action should not owe its successful issue to the aid of chance.

Exercise yourself in these and related precepts day and night, both by yourself and with one who is like-minded; then never, either in waking or in dream, will you be disturbed, but will live as a god among men. For man loses all semblance of mortality by living in the midst of immortal blessings.

Anima unica – Inique soul – Giordano Bruno

🌸Anima unica🌸

Guarda sempre dentro di te,
ascolta la tua voce interiore
e ricorda che l’unico vero maestro
è l’essere che sussurra al tuo interno.
Ascoltala: è la verità ed è dentro di te.
Sei divino, non lo dimenticare mai.
La separazione non esiste.
Siamo tutti uno, in eterno contatto
con l’anima unica.”

Giordano Bruno
🌸Unique soul

Always look inside you,
listen to your inner voice
and remember that the only true teacher
it is the being that whispers within you.
Listen to it: it is the truth and it is within you.
You are divine, never forget it.
Separation does not exist.
We are all one, in eternal contact
with a unique soul. ”

Giordano Bruno

Amore condiviso – Shared love

🌸Amore condiviso🌸

Ogni giorno
è scoperta
ed opportunità
per essere
luce di stelle
tra le pieghe
della notte

come moto
che mai smette
di accompagnare
ogni passo

08.04.2021 Poetyca
🌸Shared love

it is uncovered
and opportunities
to be
star light
between the folds
of the night

like motorcycle
that never stops
to accompany
every step

08.04.2021 Poetyca

★ cღPoeti amici ღ★

Ogni azione è una parola indelebile
scritta sul libro della vita,
che leggeremo alla fine del tempo.
Scriviamo solo il nostro meglio.

Lupo di carta

Every action is an indelible word
written on the book of life,
that we will read at the end of time.
We write only our best.

Paper wolf

Una perla al giorno -Srimad Bhagavatam


Coloro che, non avendo afferrato il concetto di Dio,
non si adeguano ai Suoi precetti,
subiscono la paura, l’invidia, l’avidità,
le illusioni, la follia, si lamentano, si esaltano
e giungono sino a uccidersi l’un l’altro.

Srimad Bhagavatam, X, 4, 27

Those who, not having grasped the concept of God,
do not conform to His precepts,
suffer fear, envy, greed,
illusions, madness, complain, are enhanced
and they will finally kill each other.

Srimad Bhagavatam, X, 4, 27