Archivio | 26/05/2021

La Via della Devozione Sri Aurobindo – The Way of Devotion Sri Aurobindo


La Via della Devozione Sri Aurobindo

Come quando un’anima si fonde in Dio
per vivere in Lui per sempre e conoscerne la gioia,
la sua coscienza non conobbe più che Lui solo,
e tutto il suo sé separato si perse nel Suo.
Come un cielo stellato circonda la terra felice,
Lui la chiuse in sé in un cerchio di beatitudine
ed in Sé stesso e in lei chiuse il mondo.
Un isolamento senza limiti li unì in un solo essere.

(Savitri, V, III, 372-378, 410)

Se solo gli uomini potessero intravedere le beatitudini infinite, le forze perfette, gli orizzonti luminosi di conoscenza spontanea, le calme vastità del nostro essere che ci aspettano sulle vie che la nostra evoluzione animale non ha ancora conquistato, abbandonerebbero tutto e finché non avessero raggiunto questi tesori non si darebbero pace! Ma il cammino è stretto, le porte sono difficili da forzare, e la paura, la diffidenza, lo scetticismo sono qui, sentinelle della Natura, per impedirci di distogliere i nostri passi dai suoi pascoli consueti.
(Pensieri e Aforismi, 5)

L’Amore divino, a differenza di quello umano, è profondo, vasto e silenzioso; chi vuole diventarne cosciente e rispondervi, deve farsi calmo e tranquillo. Deve avere per suo unico fine di compiere il dono di sé, così da poter diventare ricettacolo e strumento, lasciando alla Saggezza e all’Amore divini la cura di colmarlo di ogni cosa necessaria. Deve anche convincersi che non può pretendere di progredire, evolversi e ottenere la realizzazione entro un dato tempo; deve essere pronto ad aspettare il tempo necessario, perseverare e fare dell’intera sua vita un’aspirazione e un’apertura per un’unica cosa: il Divino. Il segreto della sadhana è darsi, non esigere e prendere. Più ci si darà, più crescerà il potere di ricevere. (Lettere, II, 198)

E’ vero che si vive e si fa tutto in funzione di se stessi, ma questa è la natura dell’uomo: egli è centrato nel proprio ego, e fa tutto per il proprio ego; anche il suo amore e la sua simpatia sono per lo più basate sull’ego. Tutto ciò va cambiato e va centrato nel Divino, fatto per la Madre divina. La sadhana mira proprio a questo. Il silenzio, la crescita dello psichico e tutto il resto intendono arrivare a questo, ma non si può fare tutto in una volta. Quando la coscienza è pronta, allora l’amore psichico, l’impulso al dono di sé, cominciano a rivelarsi nel cuore e avviene il cambiamento – progressivamente, finché il dono di sé diventa totale. (Lettere, V, 131)

Quando l’approccio avviene attraverso il cuore, attraverso l’Amore e la Bhakti, il culmine supremo è in un Ananda trascendente, un’indicibile Felicità o Beatitudine ineffabile di unione con il Divino attraverso l’Amore. (Lettere, I, 89)

Sottomettersi significa darsi al Divino, donare al Divino tutto quello che si è o si possiede e non considerare niente come proprio, obbedire solo alla Volontà divina e a nessun’altra, vivere per il Divino e non per l’ego. Sottomettersi significa essere interamente nelle mani della Madre e non opporsi in alcun modo, per egoismo o altro, alla sua Luce, alla sua Conoscenza, alla sua Volontà, all’azione della sua Forza. Il Divino si dà a coloro che si danno a Lui senza riserva e in ogni loro parte. Per essi è la calma, la luce, il potere, la beatitudine, la libertà, la vastità, le vette della conoscenza, gli oceani dell’Ananda. (Lettere, I, 223)

L’essenza della sottomissione è accettare senza riserve l’influenza e la guida quando la gioia e la pace discendono, accettarle senza porre quesiti o argomenti capziosi, e lasciarle crescere; quando si sente la Forza al lavoro, lasciarla agire senza opporsi; quando viene data la Conoscenza, riceverla e seguirla; quando la Volontà viene rivelata, farsi suo strumento. Il Divino può guidare, ma non costringe. C’è una libertà interiore, concessa a ogni essere mentale detto ‘uomo’, di acconsentire o no alla guida del Divino: come potrebbe altrimenti realizzarsi un’autentica evoluzione spirituale? Ogni persona – a meno che non faccia una sottomissione totale – ha fino a un certo punto la libertà di scelta e, quando la usa, deve accettarne le conseguenze, spirituali o di altro genere. L’aiuto può essere solo offerto, non imposto. L’offerta al Divino serve a liberarsi dall’illusione della separazione: l’atto stesso dell’offrire implica che tutto appartiene al Divino. (Lettere, I, 235-6)

Si può sentire la coscienza divina come uno stato spirituale impersonale: uno stato di pace, luce, gioia, vastità. La Presenza divina può anche essere sentita sotto forma di Qualcuno che è la fonte viva e l’essenza di quella luce, un Essere dunque, non semplicemente uno stato spirituale. La Presenza della Madre è ancora più concreta, distinta, personale: è la presenza non di uno sconosciuto, di un Potere o un Essere, ma di Qualcuno che ci è noto, intimo, che si ama e a cui si può offrire tutto l’essere in un modo concreto e vivente. (Lettere, II, 214)

L’obiettivo stesso dello yoga è un cambiamento di coscienza; acquisendo una nuova coscienza, o portando alla luce la coscienza nascosta del vero essere interiore, manifestandola a poco a poco e perfezionandola sempre più, si ottiene prima il contatto e quindi l’unione con il Divino. L’Ananda e la bhakti fanno parte di questa coscienza più profonda, e solo quando si vive e si cresce in essa possono divenire permanenti. Fino ad allora, si possono solo avere esperienze dell’Ananda e della Bhakti, ma non lo stato costante e permanente. Ma lo stato di bhakti e di sottomissione crescente non arriva a tutti sin dai primi stadi della sadhana; molti sadhaka, in realtà la maggioranza, hanno da percorrere un lungo cammino di purificazione e di tapasya (disciplina) prima che arrivi questo stato. (Lettere, II, 220-1)

Quando l’essere psichico si risveglia, divenite cosciente della vostra anima: conoscete il vostro vero Sé. E non commettete più l’errore di identificarvi con l’essere mentale e vitale, non li scambiate per l’anima. In secondo luogo, una volta risvegliato, l’essere psichico dà la vera bhakti per il Divino. Quella bhakti è completamente diversa dalla bhakti mentale e vitale. Proprio perché lo psichico è in diretto contatto con la Divinità che sta dietro, è capace di vera bhakti: non fa richieste, non ha riserve; sa come obbedire alla Verità nel modo giusto; si abbandona veramente a Dio e poiché è capace di abbandonarsi veramente, di conseguenza sa anche ricevere veramente. (Lettere, IV, 166-7)

La natura dell’Ineffabile è una Beatitudine trascendente, inimmaginabile e inesprimibile con la mente e la parola. Immanente e segreta, impregna tutto l’universo ed ogni cosa nell’universo. La sua presenza viene descritta come un etere segreto della beatitudine dell’essere, di cui la Scrittura dice che se non esistesse, nulla potrebbe vivere né respirare neanche per un istante. Questa beatitudine spirituale è anche qui, nei nostri cuori, celata in profondità, lontana dal lavorìo superficiale della mente che ne afferra solo qualche riflesso debole e imperfetto nelle diverse forme mentali, vitali e fisiche della gioia d’esistenza.
(Sintesi, II, p. 568)

L’amore viene a noi in modi diversi: può venire attraverso il risvegliarsi alla bellezza dell’Amante, alla vista del suo volto e della sua immagine ideale, attraverso i suoi misteriosi segni dietro le migliaia di aspetti delle cose di questo mondo, attraverso un lento o improvviso bisogno del cuore, una vaga sete dell’anima, mediante la sensazione di ‘qualcuno’ vicino a noi che ci attira o ci persegue con amore, o che è beatifico e bello, e che dobbiamo scoprire. Possiamo ricercarlo appassionatamente e inseguire l’invisibile Amato; ma può anche darsi che sia Lui a cercarci senza che noi ci pensiamo; può apparirci in mezzo alla folla e impadronirsi di noi di sua iniziativa, che lo vogliamo o meno. Può persino giungere come un nemico con la collera dell’amore e i nostri primi rapporti possono essere teatro di battaglie e conflitti. Ma Amore e Ananda sono l’ultima parola dell’Essere, il segreto dei segreti, il mistero dei misteri”.
(Ivi, p. 578-9)

Il loto della conoscenza e della perfezione eterna è una gemma chiusa e ravvolta in noi. Si apre in modo rapido o gradatamente, un petalo dopo l’altro, mediante realizzazioni successive, appena l’intelligenza dell’uomo incomincia a volgersi verso l’Eterno, e il suo cuore, non più oppresso dall’attaccamento e confinato alle apparenze finite, si accende d’amore per l’Infinito. Ogni pensiero, tutta la vita e tutta l’energia che si sprigionano dalle nostre facoltà, ogni esperienza, passiva o attiva, divengono da questo momento altrettanti impulsi che lacerano i rivestimenti dell’anima e rimuovono gli ostacoli che impediscono il suo inevitabile schiudersi. Colui che sceglie l’Infinito è stato scelto dall’Infinto. Ha ricevuto l’impulso divino senza il quale non esiste possibilità di risveglio né di apertura spirituale; ma una volta ricevuta la divina chiamata, l’adempimento è sicuro, sia che avvenga per virtù di una rapida conquista in una sola vita umana, o con una paziente ricerca attraverso i numerosi stadi del ciclo delle esistenze nell’universo manifesto.
(Sintesi, I, 53-54)

The Way of Devotion Sri Aurobindo

As when a soul merges in God
to live in Him forever, and know the joy,
his conscience no longer knew that he alone,
and all of his separate self is lost in His.
As a starry sky surrounds the earth happy,
He closed himself in a circle of bliss
and in Himself, and she closed the world.
An isolation unlimited united them into one being.

(Savitri, V, III, 372-378, 410)

If only men could see the endless bliss, perfect strength, the bright horizons of knowledge spontaneously, the calm vastness of our being that await us in the ways that our animal evolution has not yet earned, would drop everything and until they had achieved these treasures would not be alone! But the road is narrow, the doors are hard to break in, and fear, distrust, skepticism here, sentinels of nature, to keep us from our feet away from his usual pasture.
(Thoughts and Aphorisms, 5)

Divine love, unlike the human one, is deep, vast and silent, and whoever wants to become conscious and responding to them, must be calm and quiet. Must have for its sole end of making the gift of himself, so he can become a receptacle and instrument, leaving the divine Wisdom and Love the care of every thing necessary to fill it. It must also be convinced that no one can pretend to forward, evolve and get to be realized within a given time, must be prepared to wait as long as necessary, endure and make the whole of his life an aspiration and an opening for one thing: the Divine. The secret of sadhana is to give oneself, not to demand and take. The more you give, the greater will power to receive. (Letters, II, 198)

It ‘true that we live and do everything according to themselves, but this is the nature of man: he is centered in the ego, and does it all for his ego, even his love and sympathy are mostly based on ego. All this must be changed and should be centered in the Divine, done for the Divine Mother. Sadhana aims at this. The silence, the growth of the psychic and the rest intend to achieve this, but you can not do everything at once. When the consciousness is ready, then the psychic love, the impulse to self-giving, they begin to reveal themselves in the heart and is changing – gradually, until the total gift of self becomes. (Letters, V, 131)

When the approach is through the heart, through love and Bhakti, the climax is a supreme Ananda transcendent, unspeakable happiness or bliss ineffable union with the Divine through love. (Letters, I, 89)

To submit himself to the Divine means, donate to the Divine, or whatever you have and you do not look nothing like their own, only to obey the Will of God and none else, to live for the Divine and not for the ego. To submit means to be entirely in the hands of the Mother and not oppose in any way, for selfish or anything, its light, to his knowledge, his Will, the action of his force. The Divine is given to those who give themselves to Him without reservation and in every part. For them it is the calm, light, power, bliss, freedom, the vastness, the heights of knowledge, Ananda oceans. (Letters, I, 223)

The essence of submission is to accept without reservation the influence and driving when the joy and peace descended, accept them without asking questions or specious arguments, and let them grow, and when you feel the force at work, leave it to act without opposition, when given the knowledge, receive it and follow it, and when the Will is proved, be his instrument. The Divine can guide, but not forced. There is an inner freedom, granted to every mind that ‘man’, or not to consent to the guidance of the Divine: How else could realize genuine spiritual evolution? Every person – unless it makes a total submission – has to some extent the freedom of choice and, when used, must accept the consequences, spiritual or otherwise. The aid may only be offered, not imposed. The offering to the Divine for getting rid of the illusion of separation: the very act of offering implies that everything belongs to the Divine. (Letters, I, 235-6)

You can feel the divine consciousness as an impersonal spiritual state: a state of peace, light, joy, vastness. The Divine Presence can also be heard as someone who is the living source and essence of that light, therefore, a Being, not merely a spiritual state. The Presence of the Mother is even more concrete, distinct, personal: it is not the presence of a stranger, or a Power of Being, but to anyone who we know, underwear, we love you and can offer the whole being and living in a concrete way. (Letters, II, 214)

The very purpose of yoga is a change of consciousness, gaining a new awareness, or bringing to light the hidden consciousness of the true inner being, manifesting gradually increasing and perfecting it, you get the first contact and union with the Divine. The Ananda and bhakti are part of this consciousness more profound, and only when you can live and grow in it may become permanent. Until then, you can only have experience and Bhakti Ananda, but it was constant and permanent. But the state of bhakti and increasing subjugation does not arrive at all since the early stages of sadhana; many sadhaka, in fact the majority, have to go a long way of purification and tapasya (discipline) before it reaches this state. (Letters, II, 220-1)

When the psychic being awakens, you become conscious of your soul: you know your true self. And do not make the mistake of identifying with the mental and vital, they are not mistaken for the soul. Secondly, once awakened, the psychic gives true bhakti for the Divine. That is completely different from bhakti bhakti mind and life. Just because the psychic is in direct contact with the Divinity behind, is capable of true bhakti: no demands, has no reservations; knows how to obey the Truth in the right way, you really leave it to God and is able to truly indulge therefore know very well received. (Letters, IV, 166-7)

The nature of the Ineffable Bliss is a transcendent, inexpressible and unthinkable with the mind and speech. Immanent and secret, permeates the entire universe and everything in the universe. Its presence is described as being an ether secret of happiness, of which Scripture says that if there were, nothing could live or breathe even for a moment. This spiritual bliss is also here, in our hearts, hidden in the depths, far from the surface workings of the mind that only grabs some reflection of weak and imperfect in various forms mental, vital and physical properties of the joy of existence.
(Summary, II, p. 568)

Love comes to us in several ways: it can come through the awakening to the beauty of the lover, the sight of his face and his ideal image, through his mysterious signs behind the thousands of aspects of the things of this world, through a slow or sudden need of the heart, a vague thirst of the soul by the feeling that ‘someone’ close to us that draws us and pursues us with love, or that is blissful and beautiful, and that we must discover. We can search for it passionately and pursue the invisible Amato, but it may be that he is looking for us without us think, can appear in the crowd and get hold of us on his own initiative, whether we like it or not. It may even come as an enemy with the rage of love and our initial reports may be the scene of battles and conflicts. But Love and Ananda are the last word of Being, the secret of secrets, the mystery of mysteries “.
(Ibid, p. 578-9)

The lotus of knowledge and eternal perfection is a bud closed and folded within us. It opens quickly or gradually, one petal after another, by setting an after, as soon as the intelligence of man begins to turn to the LORD, and his heart, no longer burdened by attachment and confined to appearances ended , lights up with love for the Infinite. Every thought, all life and all the energy that emanates from our faculties, every experience, passive or active, by this time become so many impulses that tear the coverings of the soul and removes obstacles that prevent its inevitable unfolding. He who chooses the Infinite was chosen dall’Infinto. He received the divine impulse, without which there is no possibility of revival of spiritual opening, but once received the divine call, the performance is safe, whether it happens by virtue of rapid wins in a single human life, or a patient search through the many stages of the cycle of existence manifested universe.
(Summary, I, 53-54)

La purezza del cuore – The purity of the heart  


La purezza del cuore

«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Matteo 5,8).
Nel linguaggio umano e soprattutto nel linguaggio biblico il cuore è il centro della persona. Lì maturano le scelte importanti della vita, lì ognuno ritrova se stesso e la propria identità, lì ogni persona decide di sé, nel suo rapporto con gli altri, col mondo e con Dio. Il cuore buono rende buono tutto l’uomo, il cuore cattivo lo rende cattivo.
Nella discussione sul puro e l’impuro Gesù dice che non sono le cose esterne e materiali che rendono impuri. Così pensavano i farisei, che avevano una concezione materialistica della purezza. Essi identificavano il puro con il pulito, perciò si lavavano e facevano tante abluzioni rituali; inoltre ritenevano impuri anche alcuni cibi, evitavano di mangiarli e li proibivano agli altri. Come ancora oggi fanno gli ebrei e i mussulmani con la carne di maiale e altri animali.
Gesù invece dichiara che la purezza è un fatto interiore e spirituale. Ciò che corrompe e rende impuri, non sono le cose materiali, ma il peccato; non è ciò che viene a contatto con l’uomo dal di fuori, ma ciò che dall’interno determina i comportamenti personali di ciascuno. «Tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo», perché gli entra nello stomaco, non nell’anima. «Ciò che esce dall’uomo, questo contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo» (Marco 7,18.20-22).
Dalla dimensione interiore e spirituale dell’uomo, dalla sua anima e dal suo cuore derivano i desideri e le azioni buone o cattive. Se sono cattive corrompono tutto l’uomo: infatti è cattivo all’interno, dove ha pensato e desiderato il male; ed è cattivo all’esterno, dove si comporta male e fa male agli altri. Così il cuore, centro della persona, qualifica in senso positivo o negativo tutta la persona.
Il cuore è come una sorgente da cui deriva tutto. Se la sorgente è buona, tutto sarà buono; se la sorgente è inquinata, tutto sarà corrotto. In questo senso Gesù dice: «La bocca parla dalla pienezza del cuore», perché ognuno tira fuori ciò che porta dentro. E ancora: «L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive» (Matteo 12,34-35). Bisogna quindi che ci sia un cuore buono, puro, generoso, perché tutta la vita e tutte le cose che si fanno siano buone. In particolare il cuore è la sede e la sorgente dell’amore. Perciò si ama Dio «con tutto il cuore» e il prossimo«come se stessi» (Matteo 22,37-40). La purezza del cuore sta quindi nella purezza dell’amore, e l’amore è puro quando è vero. Non solo sincero, ma proprio vero, cioè libero da ogni egoismo.
Cerchiamo quindi di guardare più da vicino la beatitudine: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio». Abbiamo visto che la purezza è anzitutto un fatto interiore, del cuore, dove ognuno incontra l’altro nella verità. L’amore del prossimo richiede che i rapporti interpersonali siano veri, non falsi; autentici, non interessati. Perciò la prima cosa contraria alla purezza è la menzogna, la seconda è l’egoismo. Chi cerca il proprio interesse e inganna gli altri per raggiungere i propri scopi, non è puro nelle sue intenzioni e nelle sue azioni. In particolare, la purezza riguarda quel rapporto interpersonale, unico e specifico, che è il rapporto affettivo tra le persone. La purezza riguarda l’amore.
L’amore tra due persone deve essere vero e reale, allora è puro. L’amore vuole bene, vuole il bene dell’altro e vuole fare del bene all’altro, perciò si dona all’altro ed è pronto ad accogliere il dono dell’altro. In questo dono generoso l’amore arriva fino a dimenticarsi di sé e sacrificarsi per la persona amata. Questo è l’amore vero e puro. Se invece nell’amore uno cerca se stesso e i propri interessi, e per questo strumentalizza l’altro, allora l’amore è falso e menzognero. La purezza del cuore, quindi, è la purezza dell’amore che ama nella verità. Chi ama davvero dona se stesso con generosità e gratuità, e accoglie l’altro con riconoscenza e rispetto.
http://www.gesuiti.it/moscati/Ital3/Marafioti_beatit.html

“Di qualcuno che si sente facilmente ferito, offeso, si dice che è
sensibile. No, la vera sensibilità è un’apertura totale alla
bellezza e alla luce del mondo divino, e una chiusura a tutte le
brutture e le assurdità del mondo umano. Quindi, ciò che
generalmente viene chiamata ” sensibilità “, intesa come la
capacità di percepire dolorosamente l’indifferenza, il disprezzo,
le critiche e le vessazioni, in realtà non è altro che emotività.
Allora, cosa resta a dei poveri infelici per i quali non esistono
né il Cielo né gli angeli né gli amici né la bellezza, ma solo
persone ingiuste, cattive e malintenzionate?
Non bisogna confondere la sensibilità con l’emotività.
L’emotività è la manifestazione malata di un “sé” povero,
meschino, ristretto, dolente. La sensibilità rappresenta invece
un grado superiore di evoluzione che mette l’uomo in relazione
con le regioni celesti e gli permette di vibrare all’unisono con
tutta la bellezza dell’Universo.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Il mio cuore è divenuto capace di accogliere ogni forma
è un pascolo per le gazzelle,
un convento per i monaci cristiani
è un tempio per gli idoli,
è la Ka’ba del pellegrino
è le tavole della Torah,
è il libro del Sacro Corano.
Io seguo la Religione dell’amore,
quale mai sia la strada
che prende la sua carovana:
questo è mio credo e mia fede.

Ibn l-‘Arabi
“Tarjumân Al-Ashwâq”

Il devoto, la cui mente è disciplinata, che si muove nel mondo con i sensi controllati ed è libero da attaccamenti e repulsioni, è stabile nella tranquillità. Quella purezza di spirito elimina il dolore e quel devoto è fermamente stabilizzato nella pace permanente. (Bhagavad Gita 2:64-65)
Chi è privo di motivazioni egoiste ed è capace di parlare e agire senza il desiderio di glorificare se stesso, è puro di cuore. La purezza del cuore ci permette di liberarci dall’effetto “velo” dell’illusione del sé separato. Chi conosce la propria vera natura, può discernere prontamente ciò che è in armonia con la volontà divina da ciò che è invece diretto dalla volontà dell’ego.
Un primo passo verso la purificazione della mente è di scegliere pensieri in armonia con le tue aspirazioni e intenzioni più alte. Questo non è un processo per fermare i pensieri. Osservali e seleziona quelli che sono in armonia con la tua vera natura spirituale. Il secondo passo è di praticare regolarmente la meditazione supercosciente, fino al punto di sperimentare la tua vera natura. L’immersione nella consapevolezza della natura essenziale dell’uomo, ti purificherà la mente. Scoprirai, a quel punto, di poter sperimentare direttamente la purezza del cuore – la tua essenza dell’essere.

Il solo fatto di “essere” è una benedizione

Esiste solo una vita – Dio; la Realtà che si esprime in ogni cosa che è. Saperlo ci libera dal peso creato dall’illusione del sé separato, ristabilisce la nostra consapevolezza nella completezza e ci permette di sperimentare la vita come la benedizione che è. Quando conosciamo realmente la completezza, il giusto vivere ci dà l’opportunità di scoprire quella che Paramahansa Yogananda definiva come la “sempre nuova gioia in Dio”. Molte persone pensano di dover lottare per sopravvivere o per essere felici e sicure. La vita non è stata creata per essere un peso. Se immaginiamo che Dio sia un’entità distante, possiamo essere troppo indaffarati a cercare di guadagnare dei meriti per scoprire che il buono è dove siamo. Scoprire il buono della vita può richiedere pratica.
Vivere in maniera cosciente è possibile facendo delle scelte. Perché non decidere di vivere una vita cosciente e di rendere la realizzazione di Dio il punto centrale di ogni giorno? Se dimentichiamo di essere attenti, la semplice dedizione ad essere spiritualmente svegli e a considerare Dio come la stella polare della nostra vita, contiene in se stessa l’influenza di supporto di Dio stesso e quando dimentichiamo di vivere nel modo più alto, la bontà intrinseca della Grazia di Dio rivolgerà la nostra attenzione verso il percorso della luce.
Ellen Grace O’Brian
Ellen Grace O’Brian è il ministro anziano del Center for Spiritual enlightenment, che ha sede a San Josè, California (www.CSEcenter.org). E’ discepola di Roy Eugene Davis da quasi trent’anni.

Il cuore dell’uomo è come uno specchio; dentro lo specchio non c’è niente, è Ku, è il vuoto di cui leggiamo nella Prajina Paramita. Quello specchietto che tengono le ragazze nella borsetta, è così piccolo, eppure in quello specchietto ci entra il cielo, ci entra il sole, la terra, le stelle, l’universo. L’infinito e l’eternità, anche entrano nello specchio. Lo specchio riflette una immagine, e se messo di fronte a un ricco, di fronte a un povero, non fa nessuna differenza: li rispecchia alla stessa maniera. Riflette nello stesso modo il Presidente della Repubblica e l’ultimo vagabondo. Di fronte a uno specchio, la grandissima montagna e la piccola pietra della strada, sono la stessa cosa.
Un cuore puro, così pulito come uno specchio, vede le cose nella stessa maniera, senza discriminazione. Se di fronte a uno specchio si siede un giovane, riflette un giovane; se si siede un vecchio, riflette un vecchio, se si siede un bambino, riflette un bambino, se si siede una donna, rispecchia una donna. Lo specchio riflette nella stessa maniera le cose che gli si mettono di fronte.
Perché lo specchio riflette gli oggetti che gli si presentano davanti nella stessa maniera? Perché lo specchio non ha una propria faccia. Perciò un cuore puro come quello dello specchio, non ha un se stesso: ha un cuore come quello di un bambino appena nato.
Come lo specchio riflette ciò che gli si mette davanti, così un cuore puro non fa nessuna discriminazione fra se e gli altri. Se si siede davanti uno che piange, riflette uno che piange, se si siede uno che ride, riflette uno che ride.Perciò di fronte alla sofferenza, proverà la sofferenza, di fronte alla gioia proverà la gioia: quello è il vero cuore dell’uomo.
Lo specchio non ha questa specie di amore, nel senso con cui il Buddha universale ha questo amore. A differenza dello specchio che rimane così senza muoversi, l’essere umano di fronte al dolore piange, di fronte alla gioia gioisce. Questa è la differenza fra lo specchio che è immobile e l’essere umano che invece partecipa a questo dolore.
Ciò in Giappone si dice hataraki, è il movimento che c’è nell’uomo. Gesù Cristo ha detto: “Se non si ha il cuore di un bambino non si entra nel Regno dei Cieli”. Ma questo cuore del bambino che cuore è? Questo cuore è quello che non ha il Se stesso, nel senso di Ego; quello che non fa nessuna differenza fra sé e gli altri; questo è il tipo di cuore di cui c’è bisogno per entrare nel Regno dei Cieli. Nella stessa maniera in cui ha il cuore un bambino, puro, senza discriminazione, senza che sia uscito ancora quest’Ego, quel cuore del bambino è come quello degli Dei.
Il Buddha nei sei anni che è stato nella foresta, ove ha attraversato molte difficoltà, dopo che il dubbio era entrato dentro di lui facendolo dubitare su quello che andava cercando, nel momento in cui ha spalancato gli occhi (nel momento in cui è diventato Buddha, cioè Illuminato) si è reso conto che il suo cuore è un cuore che hanno tutti quanti; tutti gli esseri umani sono in possesso di questo cuore di Illuminazione.
Siccome nella vita di ogni giorno vengono fuori dalla nostra mente molti problemi e pensieri, questo cuore puro, questo cuore d’Illuminazione non viene fuori. L’essere umano, dalla mattina alla sera, ha la testa piena di cose che non hanno alcuna importanza; nel momento in cui tutto ciò viene tolto, viene eliminato, ci si rende conto che non rimane niente.
Noi abbiamo costruito un cuore nel quale abbiamo messo cose che abbiamo udito da altri, che non sono nostre, che non sono nel nostro cuore. Se noi riusciamo ad avere un cuore come quello di un bambino, sicuramente, riferendoci a ciò che ha detto Cristo, possiamo entrare nel Regno dei Cieli.
Un cuore puro – Yamada Mumon Roshi

The purity of the heart
“Blessed are the pure in heart: for they shall see God” (Matthew 5:8).
In human language, and particularly in the biblical language, the heart is the center of the person. There mature choices in life, everyone there finds himself and his own identity, each person decides for himself there, in his relations with others, with the world and God’s good good heart makes the whole man, the heart bad makes it bad.
In the discussion on the pure and the impure Jesus says there are external things and materials that make it impure. That is how the Pharisees, who had a materialist conception of purity. They identified with the pure clean, so they washed and made a lot of ritual ablutions; anchealcuni also considered unclean foods, not eating and forbade them to others. How do today’s Jews and Muslims with the pork and other animals.
But Jesus says that purity is an interior and spiritual. What makes it impure and corrupt, are not material things, but sin is not what comes into contact with the man from the outside, but from what determines the personal behavior of each. “Everything that enters a man from outside can not defile,” because it enters the stomach, not the soul. “What comes out, this defiles a man. For from within, from men’s hearts, come evil thoughts, fornication, theft, murder, adultery, covetousness, wickedness, deceit, lewdness, envy, slander, pride, foolishness. All these evil things come from within and defile a man “(Mark 7,18.20-22).
From the inner, spiritual dimension of man, from his soul and his heart desires and derive good or bad actions. If you are evil corrupts the whole person: it is bad inside, where he designed and desired evil, and evil is outside, where he behaves badly and hurts others. So the heart, the center of the person, position in a positive or negative whole person.
The heart is like a spring from which everything derives. If the source is good, everything will be good, if the source is polluted, everything is corrupt. In this sense, Jesus says: “The mouth speaks from the fullness of the heart, because everyone gets out what he carries inside. And again: “A good man out of his good treasure brings forth good things: and an evil man out of his evil treasure brings forth evil” (Matthew 12.34-35). It is therefore necessary that there is a good heart, pure, generous, because all life and all the things you do are good. In particular, the heart is the seat and source of love. So you love God with all your heart “and the forthcoming” as themselves “(Matthew 22:37-40). Purity of heart is thus the purity of love, and love is pure when it is true. Not only sincere, but its true, that is free of all selfishness.
So let us look more closely at the beatitude: “Blessed are the pure in heart: for they shall see God.” We have seen that the purity is primarily an interior, the heart, where everyone meets each other in truth. Love of neighbor requires that the relationships are real, not fake, authentic, not interested. So the first thing that is contrary to the purity is a lie, the second is selfishness. Those who seek their own interests and deceive others to reach their goals, is not pure in his intentions and his actions. In particular, the purity of interpersonal relationship relates to that unique and specific, that is the emotional relationship between people. The purity about love.
The love between two people must be true and real, then it is pure. Love loves you, wants the good of others and wants to do good to another, so he gives another and is ready to receive the gift of the other. This generous gift is up to forget the love of self and self-sacrifice for a loved one. This is the true and pure love. But if one looks for love itself and its interests, and for that exploits the other, then love is false and deceptive. The purity of the heart, then, is the purity of love that loves the truth. Who really loves giving himself generously and gratuity, and welcomes the other with gratitude and respect.
http://www.gesuiti.it/moscati/Ital3/Marafioti_beatit.html
“As someone who feels easily hurt, offended, they say it is
sensitive. No, the real sensitivity to the total opening
beauty and the light of the divine world, and a closure to all
ugliness and absurdity of the human world. So what
generally called the “sensitivity”, meaning the
ability to perceive painful indifference, contempt,
criticism and harassment, in reality is nothing but emotion.
So what remains of the poor unfortunates that do not exist
neither heaven nor angels, nor friends, nor beauty, but only
people unjust, evil and malicious?
Not to be confused with the emotional sensitivity.
Emotion is the manifestation of a sick “themselves” poor,
petty, small, painful. The sensitivity represents
a greater degree of development that places man in relation
with the celestial regions and allows it to vibrate in unison with
the beauty of the universe. “
Mikhael Omraam Aïvanhov
My heart has become capable of receiving any form
is a pasture for gazelles,
a convent for Christian monks
is a temple for idols,
is the Ka’ba of the pilgrim
is the tables of the Torah,
is the book of the Holy Quran.
I follow the religion of love,
which ever is the way
who takes his caravan:
this is my belief and my faith.
The Ibn-‘Arabi
“Al-Tarjuman Ashwaq”
The devotee, whose mind is disciplined, which moves in the world with the senses controlled and is free from attachments and aversions, is stable in the tranquility. That purity of spirit eliminates the pain and the devotee is firmly stabilized in permanent peace. (Bhagavad Gita 2:64-65)
Who is devoid of selfish motives and is able to speak and act without the desire to glorify himself, is pure of heart. The purity of the heart allows us to free ourselves by the “veil” of the illusion of separate self. Who knows his true nature, can readily discern what is in harmony with the divine and what is instead directed by the will of the ego.
A first step towards purification of mind is to choose thoughts in harmony with your highest aspirations and intentions. This is not a process to stop thinking. Observe them and select those that are in harmony with your true spiritual nature. The second step is to practice meditation regularly superconscious to the point of experiencing your true nature. Immersion in the consciousness of the essential nature of man, you shall purify the mind. You’ll find, at that point, you can directly experience the purity of the heart – the essence of your being.
The mere fact of “being” is a blessing
There is only one life – God, the reality that expresses itself in everything that is.Knowing this frees us from the burden created by the illusion of separate self, restores our awareness in the completeness and allows us to experience life as the blessing it is. When you really know the completeness, the right to live gives us the opportunity to discover what Paramahansa Yogananda defined as the “ever-new joy in God.” Many people think they have to struggle to survive or be happy and safe. Life was not created to be a burden. If we imagine that God is distant entity, we may be too busy trying to earn credit for discovering that the good is where we are. Discover the good life may take practice.
Living in a conscious manner is possible by making choices. Why not decide to live a conscious life and to make the realization of God the central point of each day? If we forget to be careful, the simple commitment to be spiritually awake and think of God as the guiding star of our life, contains within itself the influence of the support of God himself, and when we forget to live as high, the intrinsic goodness of Grace of God will turn our attention to the light path.
Ellen Grace O’Brian
Ellen Grace O’Brian is the senior minister of the Center for Spiritual Enlightenment, which is based in San Jose, California (www.CSEcenter.org). E ‘disciple of Roy Eugene Davis for nearly three decades.
The human heart is like a mirror in the mirror there is nothing, and Ku, is the void of which we read in Prajina Paramita. The mirror holding the girls in her purse is so small, yet in the mirror we shall enter heaven, there comes the sun, the earth, the stars, the universe. The infinity and eternity, even entering in the mirror. The mirror reflects an image, and if faced with a rich, in front of a poor person, it makes no difference: they reflect the same way. Reflected in the same way the President of the Republic and the last tramp. In front of a mirror, the great mountain and the small stones on the road, the same thing.
A pure heart so clean like a mirror, sees things the same way, without discrimination.If in front of a mirror sits a young man, reflects a young and if he sits an old man, reflects an old, if a child sits, reflects a child, if it sits a woman, a woman reflects. The mirror reflects things in the same way that we confront.
Because the mirror reflects the objects that present themselves in the same way?Because the mirror does not have its own face. So a heart as pure as that of the mirror, has no self: he has a heart like a newborn baby.
As the mirror reflects what you put in front, so a pure heart makes no discrimination between self and others. If you sit in front of a crying, reflects a crying, laughing when one sits, one that reflects ride.Perciò the face of suffering, the suffering will try, try before joy joy: that is the real heart of ‘ man.
The mirror does not have this kind of love, in the sense in which the Buddha has this universal love. Unlike the mirror so that it remains motionless, the human face of pain cry in front of the joy rejoice. This is the difference between the mirror that is stationary and the human being that instead of participating in this pain.
This is said hataraki in Japan, there is movement in humans. Jesus Christ said: “If you do not have the heart of a child shall not enter into the Kingdom of Heaven.” But this baby’s heart that the heart is? This is what the heart does not have the same if, in the sense of Ego, the one that makes no difference between self and others, this is the kind of heart is needed to enter the Kingdom of Heaven. In the same way that a child’s heart is pure, without any discrimination, it is not released yet quest’Ego, that the baby’s heart is like that of the gods.
The Buddha in the six years that was in the forest, where he has gone through many difficulties, after the question had entered into him making him doubt about what he was looking for, when he opened his eyes (when he became Buddha , that is, Enlightened One) has realized that his heart is a heart that everyone, all human beings are in possession of this heart of enlightenment.
Since in everyday life are many problems out of our minds and thoughts, this pure heart, this heart of Enlightenment does not come out. The human being, from morning to night, has a head full of things that do not matter, when everything is removed, it is deleted, we realize that there is nothing left.
We have built a heart in which we put things we’ve heard from others that are not ours, that are not in our hearts. If we manage to have a heart like a child, of course, referring to what Christ said, we can enter the kingdom of heaven.
A pure heart – Yamada Roshi Mumon

Quel che siamo – What we are


Quel che siamo
Quante volte la vita ci delude
strappa le nostre speranze
e ci manca la forza per credere
per reagire; non serve tamponare
le ferite del cuore, non serve urlare
contro un destino senza giustizia

Nulla di quel che cerchiamo
dev’essere rinnegato
nulla dev’essere messo da parte
e con nuovo vigore, senza perdere
la nostra integrità
dobbiamo scansare nuvole
per rinnovare la nostra forza

Il dolore nasce dalle aspettative
nulla dura per sempre
dal nostro attaccamento
nulla ci appartiene
e nel semplice attimo
che sappiamo vivere
è racchiuso
quel che oggi siamo

20.06.2006 Poetyca

What we are
How many times the life disappoints us
tears our hopes
and we lack the strength to believe
to react not need dab
the wounds of the heart, no need to scream
against a destiny without justice

None of what we seek
is denied
nothing must be put aside
and with new force, without losing
our integrity
we must avoid clouds
to renew our strength

The pain stems from the expectations
nothing lasts forever
because people and nothing
do not belong to us
and the simple moment
that we live
is enclosed
what we are today

20.06.2006 Poetyca
© Poetyca

Se semplicemente – If we just


Se semplicemente

Siamo tutti
confusi
ed in fuga
se semplicemente
ci guardassimo
con la gioia
negli occhi
troveremmo
soluzioni nuove
per questo mondo

19.04.2017 Poetyca

If we just

We are all
confused
and on the run
if we just
we looked
with joy
in the eyes
We would find
new solutions
for this world

04/19/2017 Poetyca

Focalizzare – To focus


🌸Focalizzare🌸

Non puoi
masticare
a lungo
i pensieri

Allunga
il passo
ed agisci
senza timore

Un tocco
alla volta
per vivere
davvero

Impara
a focalizzare
raccogliendo
essenza viva

20.04.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸To focus

You can not
to chew
long
thoughts

Stretch
the step
and take action
without fear

A touch
at a time
to live
really

Learn
to focus
collecting
living essence

20.04.2021 Poetyca

Vedendo il reale, sei libero – Seeing the real, you are free – Nagarjuna


Vedendo il reale, sei libero

Vedendo ciò che non è reale,
sei vincolato;
Vedendo il reale,
sei libero.

~ Nagarjuna

Seeing the real, you are free

Seeing what is not real, you are bound;
Seeing the real, you are free.

~ Nagarjuna

Percorso – Path – Gautama Buddha


Percorso

La notte è lunga per chi è sveglio.
Lungo è un miglio per chi è stanco.
Lunga è la vita agli stolti che non conoscono la vera legge.

Gautama Buddha

Path

Long is the night to him who is awake.
Long is a mile to him who is tired.
Long is life to the foolish who do not know the true law.

Gautama Buddha

Nessuno diventa illuminato – There is no person that becomes enlightened – Tony Parsons


Nessuno diventa illuminato

Una volta credevo veramente che le persone diventassero illuminate e che quell’evento fosse simile a qualcuno che vince il primo premio alla lotteria nazionale. Una volta vinto il premio, il beneficiario avrebbe avuto garantita beatitudine permanente, infallibilità e incorruttibile bontà.
Nella mia ignoranza pensavo che queste persone avessero ottenuto e possedessero qualcosa che le rendesse speciali e totalmente diverse da me.
Questa idea illusoria aveva rinforzato in me la credenza che l’illuminazione fosse virtualmente impossibile da ottenere eccetto che per poche persone elette e straordinarie. Questi malintesi sorgevano da qualche immagine che mantenevo riguardo a come dovesse essere uno stato di perfezione. Non ero ancora in grado di vedere che l’illuminazione non ha nulla a che fare con la perfezione. Queste credenze erano grandemente rafforzate nel momento in cui comparavo la mia immaginaria inadeguatezza con l’immagine che intrattenevo di qualunque “eroe spirituale” verso cui in quel momento mi sentissi attratto.
Sento che la maggior parte delle persone vedono l’illuminazione in modo simile. Certamente ci sono state molte persone, e ancora ce ne sono, che cercano di incoraggiare tali credenze e che, in effetti, reclamano di essersi illuminate.
Ora posso vedere come questa sia una dichiarazione senza senso tanto quella di un qualcuno che proclami al mondo di essere in grado di respirare. Essenzialmente la realizzazione dell’illuminazione porta con sé l’improvvisa comprensione che non ci sia nessuno e nulla che si illumini.
L’Illuminazione semplicemente è. Non può essere posseduta, così come non può essere raggiunta o vinta come se fosse un trofeo.
Tutto e ogni cosa sono l’Uno, e tutto ciò che facciamo è metterci di mezzo attraverso il nostro cercare di arrivare a questo uno.
Coloro che reclamano l’illuminazione o prendono tale posizione, semplicemente non ne hanno realizzato la natura paradossale e presumono di possedere uno stato che immaginano di aver raggiunto.
Essi hanno probabilmente avuto una profonda esperienza personale di qualche natura, ma questa non supporta assolutamente nessuna relazione con l’illuminazione.
Di conseguenza resteranno ingabbiati nei propri concetti individualistici basati sul loro particolare sistema di credenze.
Queste persone hanno spesso bisogno di intraprendere il ruolo di “insegnanti spirituali” o “maestri illuminati” e inevitabilmente attraggono coloro che hanno bisogno di essere studenti o discepoli. I loro insegnamenti, ancora radicati nel dualismo, promuovono una netta e incolmabile scissione tra l’“insegnante” e chi segue l’insegnamento. Quando il seguito dell’insegnante cresce, anche il ruolo esclusivo del maestro ha bisogno di essere esaltato.
Uno dei sintomi più classici, quando tale ruolo è stato adottato, è di evitare qualunque ammissione o segno di “umana debolezza”. Inoltre di solito si crea una maggiore distanza tra il “maestro” e i suoi seguaci.
Man mano che l’essere speciale del “maestro” diventa sempre più effettivo e le richieste da parte dei seguaci divengono sempre più grandi, invariabilmente gli insegnamenti diventano più oscuri e contorti.
Quando l’oscurità degli insegnamenti cresce, anche la scissione diventa più ampia e molti dei seguaci spesso diventano più confusi e sottomessi. L’effetto tipico su coloro che ne restano coinvolti può essere di indiscussa adulazione, disillusione, o un risveglio e un andare oltre.
Comunque, questo tipo di influenze si sono affermate e hanno mantenuto un senso illusorio di dubbio e inadeguatezza nell’inconscio collettivo riguardo alla capacità delle persone di realizzare e permettere qualcosa che è naturale, semplice e disponibile come il respirare.
Coloro che hanno pienamente compreso e abbracciato l’illuminazione non hanno assolutamente nulla da vendere. Quando condividono la loro realizzazione, non hanno bisogno di abbellirsi o di abbellire quello che condividono. Né hanno alcun interesse nell’essere delle madri, dei padri o degli insegnanti.
L’esclusività alimenta l’esclusione, mentre la libertà è condivisa attraverso l’amicizia.
Tony Parsons (“The open secret-tutto ciò che è”, © Laris Editrice 2009

There is no person that becomes enlightened

Out of all the many awakenings that have been described to me, it is continuously confirmed that one of the first realisations that arises is the seeing that no-one awakens. And yet we see that the majority of teachings, both traditional and contemporary, are constantly speaking to an apparent separate seeker (subject) and recommending that in order to attain enlightenment (object) they should choose to meditate, self-enquire, purify, cultivate understanding, still the mind and the ego, surrender, be honest, seek earnestly, give up seeking, do therapy, do nothing, be here now, and so on . . . the ideas are as endless and as complicated as the mind from where they are generated.
These recommendations arise from the belief that the “enlightenment” of the “teacher” has been attained or earned through the application of choice, effort, acceptance or surrender, and that other seekers can be taught to do the same.
Of course there can be nothing right or wrong with earnest seeking, meditation, self-enquiry, understanding and so on. They are simply what they appear to be. But who is it that is going to choose to make the effort? Where is the effort going to take the apparent chooser to? – where is there to go if there is only oneness? If there is no separate individual there is no volition, and so how can an illusion dispel itself?
There is no person that becomes enlightened. No-one awakens. Awakening is the absence of the illusion of individuality. Already there is only awakeness, oneness, timeless being, radical aliveness. When the dream seeker is no more it is seen (by no-one) that there is nothing to seek and no-one to become liberated.
Here is oneness, the realisation of wholeness that cannot be attained or owned. This is the awakening in which the awareness of what is arises together with the dreaming of that which cannot be known. There can be a dance between dreaming and being, and in that dance there can be a return to the fascination of personal ownership.
However, the realisation that the dream seeker is also oneness is liberation, the uncaused, impersonal, silent stillness which is the celebration of unconditional love. This is all there is.
There is no me or you, no seeker, no enlightenment, no disciple and no guru. There is no better or worse, no path or purpose, and nothing that has to be achieved.
All appearance is source. All that apparently manifests in the hypnotic dream of separation – the world, the life story, the search for home, is one appearing as two, the nothing appearing as everything, the absolute appearing as the particular.
There is no separate intelligence weaving a destiny and no choice functioning at any level. Nothing is happening but this, as it is, invites the apparent seeker to rediscover that which is… the abiding, uncaused, unchanging, impersonal silence from which unconditional love overflows and celebrates. It is the wonderful mystery.
Tony Parsons (“The open secret-tutto ciò che è”, © Laris Editrice 2009)

The open secret

Realizzazione – Realization – Atisha


Realizzazione

Qualunque sia il compito che ti proponi di fare,
realizza prima quella cosa.
In questo modo andrà tutto bene;
in caso contrario, nulla avrà successo.

—Atisha, The Bodhisattva’s Garland of Jewels

Realization

Whatever task you set out to do,
accomplish that very thing first.
This way, everything will turn out well;
if not, nothing will succeed.

—Atisha, The Bodhisattva’s Garland of Jewels

Correggere gli errori – Correct errors


Correggere gli errori

Perdonare – offrire un dono, deve anche trovare la consapevolezza,
la possibilità di capire le ragioni del conflitto.
Se queste sembrano non esserci, se non vengono dichiarate da chi si sente offeso,
da chi senza apparente ragione si allontana – semplicemente si viene messi in disparte –
Magari perchè visti come ” nemici”, malgrado in principio si era considerati
come persone importanti si continua un atteggiamento che non si è in grado di correggere
o capire sino in fondo per le conseguenze che potrebbe scatenare.

Il vero nemico è chi non ha il coraggio di dire alle persone la causa delle proprie azioni,
ma è nemico di se stesso. Non si ha nulla da perdonare, non esiste conflitto
in chi non riceve neppure una parola per permettere di capire,
resta la libertà di continuare per il proprio percorso e se un errore era stato
commesso – chi tace è complice – non ha neppure provato ad aiutare a portare chiarezza.

11.06.2011 Poetyca

Correct errors

Forgiveness – a gift offer, it must also be aware,
the ability to to understand the reasons for the conflict .
If these do not seem to be there, if not declared by those who feel offended,
who goes away for no apparent reason – it is simply pushed aside –
Maybe because it is seen as enemies, although in principle it was considered
important as people continue an attitude that you are not able to correct
or all the way to understand the consequences that could unleash.

The real enemy is who has not the courage to tell people the reason for their actions,
but is an enemy to himself. You have nothing to forgive, there is no conflict
in those who do not receive even a word to let you know,
remains free to continue its path and if a mistake was
committed – those who keep silent are complicit – has not even tried to help bring clarity.

11.06.2011 Poetyca

Oltre l’apparire – Beyond appearing



🌸Oltre l’apparire🌸

Fermati
non vagare
in trame
che solo la mente
sa elaborare

Un passo lento
o l’imperfetto
immaginare
ti portano
solo lontano

Respira
e non temere
questa realtà
ricca di nuove
prospettive

19.04.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond appearing

Stop
don’t wander
in plots
that only the mind
knows how to elaborate

A slow pace
or the imperfect
to imagine
they bring you
just far away

Breathe
and fear not
this reality
full of new
perspectives

19.04.2021 Poetyca

Amare – To love – Victor Hugo




🌸Amare🌸

Amare è essere due in uno:
un uomo e una donna
fusi come angeli in cielo.

Victor Hugo
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸To love

To love is to be two in one:
a man and a woman
fused like angels in heaven.

Victor Hugo

Ricerca – Search – Haiku


💮Ricerca – Haiku💮

Attesa viva
con un tuffo nel cuore
e tu sei in me

16.11.2019 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Research – Haiku

Waiting alive
with a dip in the heart
and you are in me

16.11.2019 Poetyca

Them – The Angry Young Them (Full Album)


I Them sono stati un gruppo musicale rock dell’Irlanda del Nord, attivo negli anni sessanta e conosciuto per essere stato la band con cui ha debuttato il cantante Van Morrison.

https://it.wikipedia.org/wiki/Them_(gruppo_musicale)

Them were a Northern Irish band formed in Belfast in April 1964, most prominently known for the garage rock standard “Gloria” and launching singer Van Morrison’s musical career.[1] The original five member band consisted of Morrison, Alan Henderson, Ronnie Millings, Billy Harrison and Eric Wrixon. The group was marketed in the United States as part of the British Invasion.[2]

Them scored two UK hits in 1965 with “Baby, Please Don’t Go” (UK No.10) and “Here Comes the Night” (UK No.2; Ireland No.2). The latter song and “Mystic Eyes” were Top 40 hits in the US.[1]

Morrison quit the band in 1966 and went on to a successful career as a solo artist. Although Them had a short-lived existence, the Belfast group had considerable influence on other bands, such as the Doors.

https://en.wikipedia.org/wiki/Them_(band)