Archivio | 26/05/2021

La Via della Devozione Sri Aurobindo – The Way of Devotion Sri Aurobindo


La Via della Devozione Sri Aurobindo

Come quando un’anima si fonde in Dio
per vivere in Lui per sempre e conoscerne la gioia,
la sua coscienza non conobbe più che Lui solo,
e tutto il suo sé separato si perse nel Suo.
Come un cielo stellato circonda la terra felice,
Lui la chiuse in sé in un cerchio di beatitudine
ed in Sé stesso e in lei chiuse il mondo.
Un isolamento senza limiti li unì in un solo essere.

(Savitri, V, III, 372-378, 410)

Se solo gli uomini potessero intravedere le beatitudini infinite, le forze perfette, gli orizzonti luminosi di conoscenza spontanea, le calme vastità del nostro essere che ci aspettano sulle vie che la nostra evoluzione animale non ha ancora conquistato, abbandonerebbero tutto e finché non avessero raggiunto questi tesori non si darebbero pace! Ma il cammino è stretto, le porte sono difficili da forzare, e la paura, la diffidenza, lo scetticismo sono qui, sentinelle della Natura, per impedirci di distogliere i nostri passi dai suoi pascoli consueti.
(Pensieri e Aforismi, 5)

L’Amore divino, a differenza di quello umano, è profondo, vasto e silenzioso; chi vuole diventarne cosciente e rispondervi, deve farsi calmo e tranquillo. Deve avere per suo unico fine di compiere il dono di sé, così da poter diventare ricettacolo e strumento, lasciando alla Saggezza e all’Amore divini la cura di colmarlo di ogni cosa necessaria. Deve anche convincersi che non può pretendere di progredire, evolversi e ottenere la realizzazione entro un dato tempo; deve essere pronto ad aspettare il tempo necessario, perseverare e fare dell’intera sua vita un’aspirazione e un’apertura per un’unica cosa: il Divino. Il segreto della sadhana è darsi, non esigere e prendere. Più ci si darà, più crescerà il potere di ricevere. (Lettere, II, 198)

E’ vero che si vive e si fa tutto in funzione di se stessi, ma questa è la natura dell’uomo: egli è centrato nel proprio ego, e fa tutto per il proprio ego; anche il suo amore e la sua simpatia sono per lo più basate sull’ego. Tutto ciò va cambiato e va centrato nel Divino, fatto per la Madre divina. La sadhana mira proprio a questo. Il silenzio, la crescita dello psichico e tutto il resto intendono arrivare a questo, ma non si può fare tutto in una volta. Quando la coscienza è pronta, allora l’amore psichico, l’impulso al dono di sé, cominciano a rivelarsi nel cuore e avviene il cambiamento – progressivamente, finché il dono di sé diventa totale. (Lettere, V, 131)

Quando l’approccio avviene attraverso il cuore, attraverso l’Amore e la Bhakti, il culmine supremo è in un Ananda trascendente, un’indicibile Felicità o Beatitudine ineffabile di unione con il Divino attraverso l’Amore. (Lettere, I, 89)

Sottomettersi significa darsi al Divino, donare al Divino tutto quello che si è o si possiede e non considerare niente come proprio, obbedire solo alla Volontà divina e a nessun’altra, vivere per il Divino e non per l’ego. Sottomettersi significa essere interamente nelle mani della Madre e non opporsi in alcun modo, per egoismo o altro, alla sua Luce, alla sua Conoscenza, alla sua Volontà, all’azione della sua Forza. Il Divino si dà a coloro che si danno a Lui senza riserva e in ogni loro parte. Per essi è la calma, la luce, il potere, la beatitudine, la libertà, la vastità, le vette della conoscenza, gli oceani dell’Ananda. (Lettere, I, 223)

L’essenza della sottomissione è accettare senza riserve l’influenza e la guida quando la gioia e la pace discendono, accettarle senza porre quesiti o argomenti capziosi, e lasciarle crescere; quando si sente la Forza al lavoro, lasciarla agire senza opporsi; quando viene data la Conoscenza, riceverla e seguirla; quando la Volontà viene rivelata, farsi suo strumento. Il Divino può guidare, ma non costringe. C’è una libertà interiore, concessa a ogni essere mentale detto ‘uomo’, di acconsentire o no alla guida del Divino: come potrebbe altrimenti realizzarsi un’autentica evoluzione spirituale? Ogni persona – a meno che non faccia una sottomissione totale – ha fino a un certo punto la libertà di scelta e, quando la usa, deve accettarne le conseguenze, spirituali o di altro genere. L’aiuto può essere solo offerto, non imposto. L’offerta al Divino serve a liberarsi dall’illusione della separazione: l’atto stesso dell’offrire implica che tutto appartiene al Divino. (Lettere, I, 235-6)

Si può sentire la coscienza divina come uno stato spirituale impersonale: uno stato di pace, luce, gioia, vastità. La Presenza divina può anche essere sentita sotto forma di Qualcuno che è la fonte viva e l’essenza di quella luce, un Essere dunque, non semplicemente uno stato spirituale. La Presenza della Madre è ancora più concreta, distinta, personale: è la presenza non di uno sconosciuto, di un Potere o un Essere, ma di Qualcuno che ci è noto, intimo, che si ama e a cui si può offrire tutto l’essere in un modo concreto e vivente. (Lettere, II, 214)

L’obiettivo stesso dello yoga è un cambiamento di coscienza; acquisendo una nuova coscienza, o portando alla luce la coscienza nascosta del vero essere interiore, manifestandola a poco a poco e perfezionandola sempre più, si ottiene prima il contatto e quindi l’unione con il Divino. L’Ananda e la bhakti fanno parte di questa coscienza più profonda, e solo quando si vive e si cresce in essa possono divenire permanenti. Fino ad allora, si possono solo avere esperienze dell’Ananda e della Bhakti, ma non lo stato costante e permanente. Ma lo stato di bhakti e di sottomissione crescente non arriva a tutti sin dai primi stadi della sadhana; molti sadhaka, in realtà la maggioranza, hanno da percorrere un lungo cammino di purificazione e di tapasya (disciplina) prima che arrivi questo stato. (Lettere, II, 220-1)

Quando l’essere psichico si risveglia, divenite cosciente della vostra anima: conoscete il vostro vero Sé. E non commettete più l’errore di identificarvi con l’essere mentale e vitale, non li scambiate per l’anima. In secondo luogo, una volta risvegliato, l’essere psichico dà la vera bhakti per il Divino. Quella bhakti è completamente diversa dalla bhakti mentale e vitale. Proprio perché lo psichico è in diretto contatto con la Divinità che sta dietro, è capace di vera bhakti: non fa richieste, non ha riserve; sa come obbedire alla Verità nel modo giusto; si abbandona veramente a Dio e poiché è capace di abbandonarsi veramente, di conseguenza sa anche ricevere veramente. (Lettere, IV, 166-7)

La natura dell’Ineffabile è una Beatitudine trascendente, inimmaginabile e inesprimibile con la mente e la parola. Immanente e segreta, impregna tutto l’universo ed ogni cosa nell’universo. La sua presenza viene descritta come un etere segreto della beatitudine dell’essere, di cui la Scrittura dice che se non esistesse, nulla potrebbe vivere né respirare neanche per un istante. Questa beatitudine spirituale è anche qui, nei nostri cuori, celata in profondità, lontana dal lavorìo superficiale della mente che ne afferra solo qualche riflesso debole e imperfetto nelle diverse forme mentali, vitali e fisiche della gioia d’esistenza.
(Sintesi, II, p. 568)

L’amore viene a noi in modi diversi: può venire attraverso il risvegliarsi alla bellezza dell’Amante, alla vista del suo volto e della sua immagine ideale, attraverso i suoi misteriosi segni dietro le migliaia di aspetti delle cose di questo mondo, attraverso un lento o improvviso bisogno del cuore, una vaga sete dell’anima, mediante la sensazione di ‘qualcuno’ vicino a noi che ci attira o ci persegue con amore, o che è beatifico e bello, e che dobbiamo scoprire. Possiamo ricercarlo appassionatamente e inseguire l’invisibile Amato; ma può anche darsi che sia Lui a cercarci senza che noi ci pensiamo; può apparirci in mezzo alla folla e impadronirsi di noi di sua iniziativa, che lo vogliamo o meno. Può persino giungere come un nemico con la collera dell’amore e i nostri primi rapporti possono essere teatro di battaglie e conflitti. Ma Amore e Ananda sono l’ultima parola dell’Essere, il segreto dei segreti, il mistero dei misteri”.
(Ivi, p. 578-9)

Il loto della conoscenza e della perfezione eterna è una gemma chiusa e ravvolta in noi. Si apre in modo rapido o gradatamente, un petalo dopo l’altro, mediante realizzazioni successive, appena l’intelligenza dell’uomo incomincia a volgersi verso l’Eterno, e il suo cuore, non più oppresso dall’attaccamento e confinato alle apparenze finite, si accende d’amore per l’Infinito. Ogni pensiero, tutta la vita e tutta l’energia che si sprigionano dalle nostre facoltà, ogni esperienza, passiva o attiva, divengono da questo momento altrettanti impulsi che lacerano i rivestimenti dell’anima e rimuovono gli ostacoli che impediscono il suo inevitabile schiudersi. Colui che sceglie l’Infinito è stato scelto dall’Infinto. Ha ricevuto l’impulso divino senza il quale non esiste possibilità di risveglio né di apertura spirituale; ma una volta ricevuta la divina chiamata, l’adempimento è sicuro, sia che avvenga per virtù di una rapida conquista in una sola vita umana, o con una paziente ricerca attraverso i numerosi stadi del ciclo delle esistenze nell’universo manifesto.
(Sintesi, I, 53-54)

The Way of Devotion Sri Aurobindo

As when a soul merges in God
to live in Him forever, and know the joy,
his conscience no longer knew that he alone,
and all of his separate self is lost in His.
As a starry sky surrounds the earth happy,
He closed himself in a circle of bliss
and in Himself, and she closed the world.
An isolation unlimited united them into one being.

(Savitri, V, III, 372-378, 410)

If only men could see the endless bliss, perfect strength, the bright horizons of knowledge spontaneously, the calm vastness of our being that await us in the ways that our animal evolution has not yet earned, would drop everything and until they had achieved these treasures would not be alone! But the road is narrow, the doors are hard to break in, and fear, distrust, skepticism here, sentinels of nature, to keep us from our feet away from his usual pasture.
(Thoughts and Aphorisms, 5)

Divine love, unlike the human one, is deep, vast and silent, and whoever wants to become conscious and responding to them, must be calm and quiet. Must have for its sole end of making the gift of himself, so he can become a receptacle and instrument, leaving the divine Wisdom and Love the care of every thing necessary to fill it. It must also be convinced that no one can pretend to forward, evolve and get to be realized within a given time, must be prepared to wait as long as necessary, endure and make the whole of his life an aspiration and an opening for one thing: the Divine. The secret of sadhana is to give oneself, not to demand and take. The more you give, the greater will power to receive. (Letters, II, 198)

It ‘true that we live and do everything according to themselves, but this is the nature of man: he is centered in the ego, and does it all for his ego, even his love and sympathy are mostly based on ego. All this must be changed and should be centered in the Divine, done for the Divine Mother. Sadhana aims at this. The silence, the growth of the psychic and the rest intend to achieve this, but you can not do everything at once. When the consciousness is ready, then the psychic love, the impulse to self-giving, they begin to reveal themselves in the heart and is changing – gradually, until the total gift of self becomes. (Letters, V, 131)

When the approach is through the heart, through love and Bhakti, the climax is a supreme Ananda transcendent, unspeakable happiness or bliss ineffable union with the Divine through love. (Letters, I, 89)

To submit himself to the Divine means, donate to the Divine, or whatever you have and you do not look nothing like their own, only to obey the Will of God and none else, to live for the Divine and not for the ego. To submit means to be entirely in the hands of the Mother and not oppose in any way, for selfish or anything, its light, to his knowledge, his Will, the action of his force. The Divine is given to those who give themselves to Him without reservation and in every part. For them it is the calm, light, power, bliss, freedom, the vastness, the heights of knowledge, Ananda oceans. (Letters, I, 223)

The essence of submission is to accept without reservation the influence and driving when the joy and peace descended, accept them without asking questions or specious arguments, and let them grow, and when you feel the force at work, leave it to act without opposition, when given the knowledge, receive it and follow it, and when the Will is proved, be his instrument. The Divine can guide, but not forced. There is an inner freedom, granted to every mind that ‘man’, or not to consent to the guidance of the Divine: How else could realize genuine spiritual evolution? Every person – unless it makes a total submission – has to some extent the freedom of choice and, when used, must accept the consequences, spiritual or otherwise. The aid may only be offered, not imposed. The offering to the Divine for getting rid of the illusion of separation: the very act of offering implies that everything belongs to the Divine. (Letters, I, 235-6)

You can feel the divine consciousness as an impersonal spiritual state: a state of peace, light, joy, vastness. The Divine Presence can also be heard as someone who is the living source and essence of that light, therefore, a Being, not merely a spiritual state. The Presence of the Mother is even more concrete, distinct, personal: it is not the presence of a stranger, or a Power of Being, but to anyone who we know, underwear, we love you and can offer the whole being and living in a concrete way. (Letters, II, 214)

The very purpose of yoga is a change of consciousness, gaining a new awareness, or bringing to light the hidden consciousness of the true inner being, manifesting gradually increasing and perfecting it, you get the first contact and union with the Divine. The Ananda and bhakti are part of this consciousness more profound, and only when you can live and grow in it may become permanent. Until then, you can only have experience and Bhakti Ananda, but it was constant and permanent. But the state of bhakti and increasing subjugation does not arrive at all since the early stages of sadhana; many sadhaka, in fact the majority, have to go a long way of purification and tapasya (discipline) before it reaches this state. (Letters, II, 220-1)

When the psychic being awakens, you become conscious of your soul: you know your true self. And do not make the mistake of identifying with the mental and vital, they are not mistaken for the soul. Secondly, once awakened, the psychic gives true bhakti for the Divine. That is completely different from bhakti bhakti mind and life. Just because the psychic is in direct contact with the Divinity behind, is capable of true bhakti: no demands, has no reservations; knows how to obey the Truth in the right way, you really leave it to God and is able to truly indulge therefore know very well received. (Letters, IV, 166-7)

The nature of the Ineffable Bliss is a transcendent, inexpressible and unthinkable with the mind and speech. Immanent and secret, permeates the entire universe and everything in the universe. Its presence is described as being an ether secret of happiness, of which Scripture says that if there were, nothing could live or breathe even for a moment. This spiritual bliss is also here, in our hearts, hidden in the depths, far from the surface workings of the mind that only grabs some reflection of weak and imperfect in various forms mental, vital and physical properties of the joy of existence.
(Summary, II, p. 568)

Love comes to us in several ways: it can come through the awakening to the beauty of the lover, the sight of his face and his ideal image, through his mysterious signs behind the thousands of aspects of the things of this world, through a slow or sudden need of the heart, a vague thirst of the soul by the feeling that ‘someone’ close to us that draws us and pursues us with love, or that is blissful and beautiful, and that we must discover. We can search for it passionately and pursue the invisible Amato, but it may be that he is looking for us without us think, can appear in the crowd and get hold of us on his own initiative, whether we like it or not. It may even come as an enemy with the rage of love and our initial reports may be the scene of battles and conflicts. But Love and Ananda are the last word of Being, the secret of secrets, the mystery of mysteries “.
(Ibid, p. 578-9)

The lotus of knowledge and eternal perfection is a bud closed and folded within us. It opens quickly or gradually, one petal after another, by setting an after, as soon as the intelligence of man begins to turn to the LORD, and his heart, no longer burdened by attachment and confined to appearances ended , lights up with love for the Infinite. Every thought, all life and all the energy that emanates from our faculties, every experience, passive or active, by this time become so many impulses that tear the coverings of the soul and removes obstacles that prevent its inevitable unfolding. He who chooses the Infinite was chosen dall’Infinto. He received the divine impulse, without which there is no possibility of revival of spiritual opening, but once received the divine call, the performance is safe, whether it happens by virtue of rapid wins in a single human life, or a patient search through the many stages of the cycle of existence manifested universe.
(Summary, I, 53-54)

Quel che siamo – What we are


Quel che siamo
Quante volte la vita ci delude
strappa le nostre speranze
e ci manca la forza per credere
per reagire; non serve tamponare
le ferite del cuore, non serve urlare
contro un destino senza giustizia

Nulla di quel che cerchiamo
dev’essere rinnegato
nulla dev’essere messo da parte
e con nuovo vigore, senza perdere
la nostra integrità
dobbiamo scansare nuvole
per rinnovare la nostra forza

Il dolore nasce dalle aspettative
nulla dura per sempre
dal nostro attaccamento
nulla ci appartiene
e nel semplice attimo
che sappiamo vivere
è racchiuso
quel che oggi siamo

20.06.2006 Poetyca

What we are
How many times the life disappoints us
tears our hopes
and we lack the strength to believe
to react not need dab
the wounds of the heart, no need to scream
against a destiny without justice

None of what we seek
is denied
nothing must be put aside
and with new force, without losing
our integrity
we must avoid clouds
to renew our strength

The pain stems from the expectations
nothing lasts forever
because people and nothing
do not belong to us
and the simple moment
that we live
is enclosed
what we are today

20.06.2006 Poetyca
© Poetyca

Se semplicemente – If we just


Se semplicemente

Siamo tutti
confusi
ed in fuga
se semplicemente
ci guardassimo
con la gioia
negli occhi
troveremmo
soluzioni nuove
per questo mondo

19.04.2017 Poetyca

If we just

We are all
confused
and on the run
if we just
we looked
with joy
in the eyes
We would find
new solutions
for this world

04/19/2017 Poetyca

Focalizzare – To focus


🌸Focalizzare🌸

Non puoi
masticare
a lungo
i pensieri

Allunga
il passo
ed agisci
senza timore

Un tocco
alla volta
per vivere
davvero

Impara
a focalizzare
raccogliendo
essenza viva

20.04.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸To focus

You can not
to chew
long
thoughts

Stretch
the step
and take action
without fear

A touch
at a time
to live
really

Learn
to focus
collecting
living essence

20.04.2021 Poetyca

Vedendo il reale, sei libero – Seeing the real, you are free – Nagarjuna


Vedendo il reale, sei libero

Vedendo ciò che non è reale,
sei vincolato;
Vedendo il reale,
sei libero.

~ Nagarjuna

Seeing the real, you are free

Seeing what is not real, you are bound;
Seeing the real, you are free.

~ Nagarjuna

Percorso – Path – Gautama Buddha


Percorso

La notte è lunga per chi è sveglio.
Lungo è un miglio per chi è stanco.
Lunga è la vita agli stolti che non conoscono la vera legge.

Gautama Buddha

Path

Long is the night to him who is awake.
Long is a mile to him who is tired.
Long is life to the foolish who do not know the true law.

Gautama Buddha

Nessuno diventa illuminato – There is no person that becomes enlightened – Tony Parsons


Nessuno diventa illuminato

Una volta credevo veramente che le persone diventassero illuminate e che quell’evento fosse simile a qualcuno che vince il primo premio alla lotteria nazionale. Una volta vinto il premio, il beneficiario avrebbe avuto garantita beatitudine permanente, infallibilità e incorruttibile bontà.
Nella mia ignoranza pensavo che queste persone avessero ottenuto e possedessero qualcosa che le rendesse speciali e totalmente diverse da me.
Questa idea illusoria aveva rinforzato in me la credenza che l’illuminazione fosse virtualmente impossibile da ottenere eccetto che per poche persone elette e straordinarie. Questi malintesi sorgevano da qualche immagine che mantenevo riguardo a come dovesse essere uno stato di perfezione. Non ero ancora in grado di vedere che l’illuminazione non ha nulla a che fare con la perfezione. Queste credenze erano grandemente rafforzate nel momento in cui comparavo la mia immaginaria inadeguatezza con l’immagine che intrattenevo di qualunque “eroe spirituale” verso cui in quel momento mi sentissi attratto.
Sento che la maggior parte delle persone vedono l’illuminazione in modo simile. Certamente ci sono state molte persone, e ancora ce ne sono, che cercano di incoraggiare tali credenze e che, in effetti, reclamano di essersi illuminate.
Ora posso vedere come questa sia una dichiarazione senza senso tanto quella di un qualcuno che proclami al mondo di essere in grado di respirare. Essenzialmente la realizzazione dell’illuminazione porta con sé l’improvvisa comprensione che non ci sia nessuno e nulla che si illumini.
L’Illuminazione semplicemente è. Non può essere posseduta, così come non può essere raggiunta o vinta come se fosse un trofeo.
Tutto e ogni cosa sono l’Uno, e tutto ciò che facciamo è metterci di mezzo attraverso il nostro cercare di arrivare a questo uno.
Coloro che reclamano l’illuminazione o prendono tale posizione, semplicemente non ne hanno realizzato la natura paradossale e presumono di possedere uno stato che immaginano di aver raggiunto.
Essi hanno probabilmente avuto una profonda esperienza personale di qualche natura, ma questa non supporta assolutamente nessuna relazione con l’illuminazione.
Di conseguenza resteranno ingabbiati nei propri concetti individualistici basati sul loro particolare sistema di credenze.
Queste persone hanno spesso bisogno di intraprendere il ruolo di “insegnanti spirituali” o “maestri illuminati” e inevitabilmente attraggono coloro che hanno bisogno di essere studenti o discepoli. I loro insegnamenti, ancora radicati nel dualismo, promuovono una netta e incolmabile scissione tra l’“insegnante” e chi segue l’insegnamento. Quando il seguito dell’insegnante cresce, anche il ruolo esclusivo del maestro ha bisogno di essere esaltato.
Uno dei sintomi più classici, quando tale ruolo è stato adottato, è di evitare qualunque ammissione o segno di “umana debolezza”. Inoltre di solito si crea una maggiore distanza tra il “maestro” e i suoi seguaci.
Man mano che l’essere speciale del “maestro” diventa sempre più effettivo e le richieste da parte dei seguaci divengono sempre più grandi, invariabilmente gli insegnamenti diventano più oscuri e contorti.
Quando l’oscurità degli insegnamenti cresce, anche la scissione diventa più ampia e molti dei seguaci spesso diventano più confusi e sottomessi. L’effetto tipico su coloro che ne restano coinvolti può essere di indiscussa adulazione, disillusione, o un risveglio e un andare oltre.
Comunque, questo tipo di influenze si sono affermate e hanno mantenuto un senso illusorio di dubbio e inadeguatezza nell’inconscio collettivo riguardo alla capacità delle persone di realizzare e permettere qualcosa che è naturale, semplice e disponibile come il respirare.
Coloro che hanno pienamente compreso e abbracciato l’illuminazione non hanno assolutamente nulla da vendere. Quando condividono la loro realizzazione, non hanno bisogno di abbellirsi o di abbellire quello che condividono. Né hanno alcun interesse nell’essere delle madri, dei padri o degli insegnanti.
L’esclusività alimenta l’esclusione, mentre la libertà è condivisa attraverso l’amicizia.
Tony Parsons (“The open secret-tutto ciò che è”, © Laris Editrice 2009

There is no person that becomes enlightened

Out of all the many awakenings that have been described to me, it is continuously confirmed that one of the first realisations that arises is the seeing that no-one awakens. And yet we see that the majority of teachings, both traditional and contemporary, are constantly speaking to an apparent separate seeker (subject) and recommending that in order to attain enlightenment (object) they should choose to meditate, self-enquire, purify, cultivate understanding, still the mind and the ego, surrender, be honest, seek earnestly, give up seeking, do therapy, do nothing, be here now, and so on . . . the ideas are as endless and as complicated as the mind from where they are generated.
These recommendations arise from the belief that the “enlightenment” of the “teacher” has been attained or earned through the application of choice, effort, acceptance or surrender, and that other seekers can be taught to do the same.
Of course there can be nothing right or wrong with earnest seeking, meditation, self-enquiry, understanding and so on. They are simply what they appear to be. But who is it that is going to choose to make the effort? Where is the effort going to take the apparent chooser to? – where is there to go if there is only oneness? If there is no separate individual there is no volition, and so how can an illusion dispel itself?
There is no person that becomes enlightened. No-one awakens. Awakening is the absence of the illusion of individuality. Already there is only awakeness, oneness, timeless being, radical aliveness. When the dream seeker is no more it is seen (by no-one) that there is nothing to seek and no-one to become liberated.
Here is oneness, the realisation of wholeness that cannot be attained or owned. This is the awakening in which the awareness of what is arises together with the dreaming of that which cannot be known. There can be a dance between dreaming and being, and in that dance there can be a return to the fascination of personal ownership.
However, the realisation that the dream seeker is also oneness is liberation, the uncaused, impersonal, silent stillness which is the celebration of unconditional love. This is all there is.
There is no me or you, no seeker, no enlightenment, no disciple and no guru. There is no better or worse, no path or purpose, and nothing that has to be achieved.
All appearance is source. All that apparently manifests in the hypnotic dream of separation – the world, the life story, the search for home, is one appearing as two, the nothing appearing as everything, the absolute appearing as the particular.
There is no separate intelligence weaving a destiny and no choice functioning at any level. Nothing is happening but this, as it is, invites the apparent seeker to rediscover that which is… the abiding, uncaused, unchanging, impersonal silence from which unconditional love overflows and celebrates. It is the wonderful mystery.
Tony Parsons (“The open secret-tutto ciò che è”, © Laris Editrice 2009)

The open secret

Realizzazione – Realization – Atisha


Realizzazione

Qualunque sia il compito che ti proponi di fare,
realizza prima quella cosa.
In questo modo andrà tutto bene;
in caso contrario, nulla avrà successo.

—Atisha, The Bodhisattva’s Garland of Jewels

Realization

Whatever task you set out to do,
accomplish that very thing first.
This way, everything will turn out well;
if not, nothing will succeed.

—Atisha, The Bodhisattva’s Garland of Jewels

Correggere gli errori – Correct errors


Correggere gli errori

Perdonare – offrire un dono, deve anche trovare la consapevolezza,
la possibilità di capire le ragioni del conflitto.
Se queste sembrano non esserci, se non vengono dichiarate da chi si sente offeso,
da chi senza apparente ragione si allontana – semplicemente si viene messi in disparte –
Magari perchè visti come ” nemici”, malgrado in principio si era considerati
come persone importanti si continua un atteggiamento che non si è in grado di correggere
o capire sino in fondo per le conseguenze che potrebbe scatenare.

Il vero nemico è chi non ha il coraggio di dire alle persone la causa delle proprie azioni,
ma è nemico di se stesso. Non si ha nulla da perdonare, non esiste conflitto
in chi non riceve neppure una parola per permettere di capire,
resta la libertà di continuare per il proprio percorso e se un errore era stato
commesso – chi tace è complice – non ha neppure provato ad aiutare a portare chiarezza.

11.06.2011 Poetyca

Correct errors

Forgiveness – a gift offer, it must also be aware,
the ability to to understand the reasons for the conflict .
If these do not seem to be there, if not declared by those who feel offended,
who goes away for no apparent reason – it is simply pushed aside –
Maybe because it is seen as enemies, although in principle it was considered
important as people continue an attitude that you are not able to correct
or all the way to understand the consequences that could unleash.

The real enemy is who has not the courage to tell people the reason for their actions,
but is an enemy to himself. You have nothing to forgive, there is no conflict
in those who do not receive even a word to let you know,
remains free to continue its path and if a mistake was
committed – those who keep silent are complicit – has not even tried to help bring clarity.

11.06.2011 Poetyca

Oltre l’apparire – Beyond appearing



🌸Oltre l’apparire🌸

Fermati
non vagare
in trame
che solo la mente
sa elaborare

Un passo lento
o l’imperfetto
immaginare
ti portano
solo lontano

Respira
e non temere
questa realtà
ricca di nuove
prospettive

19.04.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond appearing

Stop
don’t wander
in plots
that only the mind
knows how to elaborate

A slow pace
or the imperfect
to imagine
they bring you
just far away

Breathe
and fear not
this reality
full of new
perspectives

19.04.2021 Poetyca

Amare – To love – Victor Hugo




🌸Amare🌸

Amare è essere due in uno:
un uomo e una donna
fusi come angeli in cielo.

Victor Hugo
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸To love

To love is to be two in one:
a man and a woman
fused like angels in heaven.

Victor Hugo