Archivio | 16/06/2021

La magia è uno stato di consapevolezza – Magic is a state of awareness – Carlos Castaneda


La magia è uno stato di consapevolezza

In diverse occasioni don Juan tentò di dare un nome alla sua conoscenza, a mio beneficio. A suo parere il termine più adatto era nagualismo, anche se un po’ oscuro. Dire semplicemente “conoscenza” rendeva tutto troppo vago, e chiamarla “negromanzia” era spregiativo. “La padronanza dell’intento” era troppo astratto e “la ricerca della libertà totale” troppo lungo e metaforico. Alla fine, non riuscendo a trovare un lemma più appropriato, la chiamò “magia”, pur ammettendo una certa inaccuratezza.
Nel corso degli anni egli mi aveva fornito varie definizioni della magia, ma aveva sostenuto che le definizioni cambiano con il crescere della conoscenza. Verso la fine del mio apprendistato, mi sentii in grado di apprezzare una definizione più chiara, così gli posi la domanda ancora una volta.
«Dal punto di vista dell’uomo comune» disse don Juan «la magia è un insieme di sciocchezze, oppure uno spaventoso mistero che travalica la sua comprensione. E qui non sbaglia – non perché sia una verità assoluta, ma perché l’uomo comune non ha l’energia sufficiente per trattare con la magia.»
Fece un attimo di pausa, prima di continuare. «Gli esseri umani nascono con una quantità di energia limitata,» proseguì don Juan «un’energia spiegata sistematicamente a partire dal momento della nascita, in modo da essere usata con il maggior vantaggio dalla modalità del tempo.»
«Cosa intendi per “modalità del tempo”?» chiesi io.
«La modalità del tempo è il fascio preciso dei campi di energia recepiti» mi rispose. «Credo che la percezione umana sia cambiata nel tempo. Il tempo reale decide il modo; il tempo decide quale fascio preciso di campi di energia sarà usato, scegliendo tra una quantità incalcolabile. Tutta l’energia a nostra disposizione viene assorbita dal contatto con la modalità del tempo – quei pochi, scelti campi di energia – non lasciandoci nulla che possa esserci di aiuto a usare un qualsiasi altro campo di energia.»
Con un impercettibile inarcare delle sopracciglia mi spronava a considerare il tutto.
«Ecco cosa intendo quando dico che all’uomo comune manca l’energia necessaria per aver a che fare con la magia» continuò. «Se usa solo l’energia che ha, non può percepire i mondi creati dagli stregoni. Gli stregoni, infatti, per farlo, si servono di un insieme di campi di energia che di solito non sono usati. Naturalmente, se l’uomo comune intende percepire quei mondi e comprendere la percezione dei maestri dell’occulto, deve per forza usare lo stesso insieme usato da quelli, e ciò non è materialmente possibile, in quanto egli ha già spiegato tutta la sua energia.»
S’interruppe, quasi cercasse la parola più appropriata a esprimere il concetto.
«Mettiamola così» riprese. «Non è tanto che si apprenda la magia col tempo, quanto che si apprenda ad accumulare energia. Questa energia ti metterà in grado di maneggiare alcuni campi di energia che al momento ti sono inaccessibili. La magia è dunque l’abilità di usare campi di energia non necessari per la percezione del mondo di tutti i giorni, che noi conosciamo. La magia è uno stato di consapevolezza. È l’abilità di concepire qualcosa che sfugge alla percezione ordinaria.
«Quel che ti ho mostrato,» continuò don Juan «tutto ciò che ho sottoposto alla tua attenzione, non era che un accorgimento per convincerti che c’è più di quanto appaia a un primo sguardo. Non c’è bisogno che venga qualcuno a insegnarti la magia, perché in realtà non c’è nulla da imparare. Occorre solo che un maestro ci convinca dell’incalcolabile potere che abbiamo sulla punta delle dita. Che strano paradosso! Ogni guerriero sulla via della conoscenza crede, una volta o l’altra, di star acquisendo cognizioni magiche, ma tutto quello che fa è lasciarsi convincere dal potere nascosto dentro di sé, che riuscirà a raggiungere.»
«È quel che stai facendo con me, don Juan? Mi stai convincendo?»
«Proprio così. Sto cercando di convincerti che puoi raggiungerlo, quel potere. Ci sono passato anch’io. Ed ero duro da convincere, come te ora.»
«Una volta raggiunto, cosa ne facciamo esattamente, don Juan?»
«Nulla. Una volta raggiunto, esso si servirà per conto suo dei campi di energia che sono a nostra disposizione, ma inaccessibili. Questa è magia, come ho già detto. Allora cominciamo a vedere – cioè, a percepire – qualcos’altro, non immaginario, ma reale e concreto. Così cominciamo a conoscere senza dover usare le parole. Quel che ognuno di noi fa con l’accresciuta percezione, con quella conoscenza silenziosa, dipende dal carattere individuale.»
In una diversa occasione, mi diede una spiegazione di altro genere. Stavamo discutendo di tutt’altro quando, di punto in bianco, cambiò argomento e cominciò a raccontarmi una barzelletta. Rise, e con mano leggera mi diede dei colpetti sulla schiena, fra le scapole, quasi fosse affetto da grande timidezza e ritenesse da parte sua molto sfacciato toccarmi. La mia reazione nervosa lo fece ridacchiare.
«Come sei sensibile» disse, scherzando, e mi assestò una pacca sulla schiena con maggior forza.
Mi ronzarono le orecchie. Per un istante mi mancò il fiato, quasi mi avesse colpito ai polmoni. Respiravo con grande fatica, eppure, dopo aver tossito più volte, come soffocando, le mie vie nasali si aprirono e mi ritrovai a fare dei respiri profondi, rasserenanti. Provavo una tale sensazione di benessere che non me la presi affatto con lui per il colpo che mi aveva dato, benché fosse stato forte e inaspettato.
Poi don Juan iniziò una spiegazione davvero notevole. In termini chiari e concisi mi fornì una definizione più precisa della magia.
Ero entrato in un meraviglioso stato di consapevolezza! Avevo una lucidità di mente tale che riuscii a comprendere e assimilare tutto quello che don Juan stava dicendo. Diceva che nell’universo c’era una forza indescrivibile e smisurata che gli stregoni chiamavano intento, e che in assoluto tutto quel che esiste nell’intero cosmo è unito all’intento da un anello di collegamento. Gli stregoni o guerrieri, come li chiamava lui, si dedicavano a discutere, capire e utilizzare quell’anello di collegamento. Erano particolarmente occupati a liberarlo dagli stordimenti provocati dalle ordinarie preoccupazioni della vita quotidiana. La magia a questo livello poteva definirsi come il procedimento di ripulitura del proprio anello di collegamento con l’intento. Don Juan sottolineò che era molto difficile capire e imparare a praticare questo “procedimento di ripulitura”. Per questo gli stregoni dividevano il loro insegnamento in due categorie. Una comprendeva le lezioni per lo stato di consapevolezza della vita di ogni giorno, nelle quali il procedimento si presentava sotto alterate spoglie. L’altra comprendeva le lezioni per gli stati di consapevolezza intensa, come quello che stavo sperimentando al momento, nelle quali gli stregoni raggiungevano la conoscenza direttamente dall’intento, senza fastidiosi interventi della lingua parlata.
Don Juan spiegò che, usando la consapevolezza intensa per migliaia di anni di lotte dolorose, gli stregoni avevano acquisito una comprensione specifica dell’intento, e che avevano trasmesso questi nuclei di conoscenza diretta di generazione in generazione, fino al presente. Disse che era compito della magia prendere questa conoscenza, all’apparenza incomprensibile, e renderla comprensibile ai livelli di consapevolezza della vita di ogni giorno.
Dopo mi chiarì il ruolo della guida nella vita degli stregoni. Mi spiegò che una guida era chiamata “nagual” e che il nagual era una persona, uomo o donna, con un’energia straordinaria, un maestro dotato di sobrietà, resistenza, fermezza, che i veggenti vedevano come una sfera luminosa formata d quattro comparti, simili a quattro globi luminosi pressati l’uno contro l’altro. Grazie a questa straordinaria energia, i nagual erano intermediari. La loro energia permetteva loro di incanalare pace, armonia, allegria e conoscenza direttamente dalla fonte, dall’intento, e di trasmetterle ai loro compagni. I nagual avevano la responsabilità di fornire ciò che gli stregoni chiamavano “la possibilità minima”, la consapevolezza del proprio collegamento con l’intento.
Gli dissi che la mia mente afferrava tutto quello che lui mi stava spiegando e che l’unica parte della sua spiegazione ancora poco chiara era perché mai fossero necessarie due categorie di insegnamento. Riuscivo a capire con facilità tutto ciò che diceva del suo mondo, mentre egli me l’aveva descritto come un processo irto di difficoltà.
«Ti ci vorrà tutta la vita per ricordare quanto hai appreso oggi» affermò «perché si trattava nella quasi totalità di conoscenza silenziosa. Fra qualche istante avrai dimenticato tutto. È questo uno degli insondabili misteri della percezione.»
Don Juan allora mi fece cambiare livelli di consapevolezza, dandomi un colpetto sul lato sinistro, proprio all’estremo della gabbia toracica. All’istante persi la straordinaria chiarezza di mente, e non fui in grado di ricordare di averla mai avuta…
– da “Il Potere del Silenzio” di Carlos Castaneda –
Magic is a state of awareness
Don Juan on several occasions tried to give a name to his knowledge, for my benefit. In his opinion, the more appropriate term was nagualism, although a little ‘obscure. To simply say “knowledge” made it all too vague, and call it “necromancy” was derogatory. “The mastery of intent” was too abstract and “the search for total freedom” too long and metaphorical. In the end, failing to find a more appropriate motto, called it “magic”, while admitting a certain inaccuracy.
Over the years he provided me with various definitions of magic, but he argued that the definitions change with the growth of knowledge. Towards the end of my apprenticeship, I was able to appreciate a clearer definition, so I asked the question again.
“From the point of view of the common man,” said Don Juan, “the magic is a collection of nonsense, or a frightening mystery that goes beyond his understanding. It is not wrong here – not because it is an absolute truth, but because the common man does not have enough energy to deal with magic. “
He paused a moment before continuing. “Humans are born with a limited amount of energy,” don Juan went on, “explained an energy systematically from the moment of birth, to be used with the greatest advantage of the mode of the time.”
“What do you mean by” time mode “?” I asked.
“The mode of the time the beam is accurately incorporated the fields of energy,” he said. “I believe that human perception has changed over time. The real-time decides the way, the time it decides which precise beam of energy fields will be used, choosing from a number incalculable. All the energy available to us is absorbed by the contact mode of the time – the few chosen fields of energy – not leaving anything that might help us to use any other field of energy. “
With an imperceptible arch of the eyebrows urged me to consider everything.
“That’s what I mean when I say that the common man lacks the energy to have anything to do with magic,” he continued. “If only the energy it uses, can not perceive the worlds created by sorcerers. The sorcerers, in fact, to do this, you need a set of energy fields that are not usually used. Of course, if the common man wants to receive those worlds and understand the perception of the masters of the occult, must necessarily use the same set used by those, and this is not practicable, since he has already explained all of its energy. “
He paused, as though trying the most appropriate word to express the concept.
“Put it this way” he continued. “It is not so much that you learn the magic over time, as you learn to store energy. This energy you will be able to handle some fields of energy when you are inaccessible. The magic is thus the ability to use energy fields are not required for the perception of the world everyday, we know. Magic is a state of awareness. It is the ability to conceive of something beyond the ordinary perception.
“What I showed you,” don Juan continued, “all that I have brought to your attention, it was only a trick to convince you that there is more than it appears at first glance. You need not be someone to teach you the magic, because in reality there is nothing to learn. You only need to convince us that a master dell’incalcolabile power we have at your fingertips. What a strange paradox! Every warrior on the path of knowledge thinks, at one time or another, acquiring knowledge of star magic, but all it does is swayed by the hidden power within himself, that he will achieve. “
“That’s what you’re doing with me, don Juan? You’re convinced? “
“Exactly. I’m trying to convince you that you can get that power. I’ve been there too. And it was hard to convince, as you now. “
“Once reached, what do we do exactly, Don Juan?”
“Nothing. Once achieved, it will use on his own field of energy that are available to us, but inaccessible. This is magic, as I said. Then we begin to see – that is, to perceive – something else, not imaginary, but real and concrete. So we begin to know without having to use words. What each of us does with the increased perception, with the silent knowledge, depends on the individual character. “
On a different occasion, I gave an explanation of another kind. We were talking about anything when all of a sudden, changed the subject and began to tell me a joke. He laughed, with a light hand and patted me on the back between the shoulder blades, as if suffering from shyness and considered great by its very cheeky touch. My reaction made him nervous giggle.
“You’re so sensitive,” he said, joking, and I struck a pat on the back with greater force.
I buzzed my ears. For a moment I caught my breath, I almost had hit the lungs. I was breathing with great difficulty, but after you cough several times, such as choking, my nasal passages were opened and I found myself doing some deep breaths, calming. I felt such a feeling of well being that I did not mind at all with him for the blow that had given me, although it was strong and unexpected.
Don Juan then began a remarkable explanation. In clear and concise gave me a more precise definition of magic.
I walked into a wonderful state of consciousness! I had a clarity of mind that could understand and absorb everything that Don Juan was saying. He said that the universe was indescribable and immeasurable force which sorcerers call intent, and that absolutely everything that exists in the entire cosmos is the intent joined by a connecting link. The wizards and warriors, as he called them, were devoted to discuss, understand and use the ring connection. They were particularly busy dizziness caused by release from the ordinary concerns of daily life. The magic at this level could be defined as the process of cleaning your connecting link with intent. Don Juan remarked that it was very difficult to understand and learn to practice this “cleansing process”. For this sorcerers shared their teaching in two categories. One included the lessons for the state of awareness of everyday life, in which the procedure is presented in altered guise. The included lessons for other states of consciousness intense as what I was experiencing at the moment, in which sorcerers knowledge directly reached by the intention, without annoying intervention of the spoken language.
Don Juan explained that by using intense awareness for thousands of years of painful struggle, the sorcerers had acquired a detailed understanding of the intent, and that these nuclei had direct knowledge transmitted from generation to generation, until the present. He said it was up to take this knowledge of magic, seemingly incomprehensible, and make it understandable to the levels of awareness of everyday life.
After I explained the role of leadership in the lives of sorcerers. He explained that help was called a “nagual” and that the nagual was a person, man or woman, with extraordinary energy, with a master of simplicity, strength, firmness, that the visionaries saw a ball of light as consisting of four compartments , similar to the four globes of light pressed against each other. Thanks to this extraordinary energy, nagual were intermediaries. Their energy allowed them to channel peace, harmony, happiness and knowledge directly from the source, the intent, and to transmit them to their classmates. The nagual had a responsibility to provide what the sorcerers called “the minimum possible,” awareness of their link with intent.
I told him that my mind grasped everything he was explaining to me that the only part of his explanation was unclear why they need two categories of teaching. I could easily understand everything he said of his world, as he had described me as a process fraught with difficulty.
“It will take a lifetime to remember what you learned today,” he said, “because it was almost entirely silent knowledge. In a few moments you’ll have forgotten everything. This is one of the unfathomable mysteries of perception. “
Don Juan then made me change levels of awareness, giving me a pat on the left side, right end of the rib cage. I instantly lost the extraordinary clarity of mind, and I was not able to remember to have ever had …
– From “The Power of Silence” by Carlos Castaneda –

Betulla – Birch



Betulla

Che sia il tempo,che sia un tuo pensiero manifesto o che sia il silenzio un “banco di prova”,io non lo so e se avere forse un certo attaccamento è sbagliato allora sono in errore da sempre e forse sempre lo sarò. Ma non cambierei mai il mio modo di essere,potrei solo renderlo muto e nulla sapresti. Con passi nella nebbia ricomincerò a vivere. Non sono una forma di vita che fiorisce, non manifesterei colori sgargianti ma il mio modo di respirare sarebbe come quegli alberi spogli nel freddo invernale: silenziosi e in attesa. Non saprei bene cosa attendo ma comunque la linfa continuerebbe a scorrere. Avere sensazioni che la spiccata sensibilità regala è proprio,similmente agli alberi, ricevere un improvviso brivido tra le foglie: dono di un vento irriverente. Mi chiedo sempre più spesso cosa regali l’inverno,qualcosa di nascosto e inatteso, qualcosa che nel buio germina e produce delle future gemme. Ma sarei sempre una malinconica pianta e chissà se conoscerei l’estate. La sera attraversare con le mani affondate nelle tasche e il bavero rialzato,mille continenti sparsi,questi pensieri che come una bufera urlano è diventato un modo per la ricerca di una profonda vastità che mi era sconosciuta. Non è mai stato facile scandagliare se stessi, questo mi era stato detto,ricordi?Avessi almeno quella mano amica che cerca la tua solo per scaldarla un pò . Il limite più grande lo sai bene: superare se stessi e se potessi definire questa mia ricerca direi senza esitazione che ho fatto un cammino tra dei monti,lo percepisci il loro fascino? Quei sentieri solitari dove sei a contatto con ogni odore,ogni suono e improvvisamente te ne senti rapito. Si,potrebbe contenere dei pericoli ma quello che si tocca, quella parte di sè capace di distaccarti verso uno spazio infinito è il mistero e il fascino maggiore. No,non credo che cercherò un diverso modo di respirare la vita,potrei essere betulla che al vento si offre per farsi accarezzare la chioma,solo per avere un soffio di vita e seppure le foglie venissero strappate,potrei sempre dire di aver vissuto.
© Poetyca

Birch

Whether it is time, whether it is your manifest thought or whether silence is a “test bed”, I don’t know and if perhaps having a certain attachment is wrong then I have always been wrong and perhaps I always will be. But I would never change my way of being, I could just make it dumb and you would know nothing. With footsteps in the fog I will begin to live again. I am not a life form that blooms, I would not manifest bright colors but my way of breathing would be like those bare trees in the winter cold: silent and waiting. I’m not sure what I’m waiting for, but the sap would continue to flow. Having sensations that the marked sensitivity gives is just, similar to trees, receiving a sudden shiver in the leaves: the gift of an irreverent wind. I ask myself more and more often what winter presents, something hidden and unexpected, something that germinates in the dark and produces future buds. But I would always be a melancholy plant and who knows if I would know the summer. In the evening, crossing with your hands buried in your pockets and your collar turned up, a thousand scattered continents, these thoughts that scream like a storm became a way of searching for a profound vastness that was unknown to me. It was never easy to fathom yourself, I was told this, remember? I had at least that friendly hand that looks for yours just to warm it up a little. You know the biggest limitation: overcoming yourself and if I could define this research of mine I would say without hesitation that I have walked through the mountains, do you perceive their charm? Those lonely paths where you are in contact with every smell, every sound and suddenly you feel enraptured. Yes, it could contain dangers but what you touch, that part of yourself capable of detaching you towards an infinite space is the mystery and the greatest charm. No, I don’t think I’ll look for a different way to breathe life, I could be birch that offers itself to the wind to caress its foliage, just to have a breath of life and even if the leaves were torn, I could always say that I have lived.

© Poetyca

I 5 Principi Alla Base Della Vita – The 5 Principles Of Life – Peter Deunov


I 5 Principi Alla Base Della Vita

Possa il tuo cuore essere puro come cristallo,
Il tuo intelletto luminoso come il sole,
La tua anima, vasta come l’Universo,
e tu Spirito, così potente come, e unito con Dio..

Peter Deunov

I 5 Principi Alla Base Della Vita

Alla base del suo insegnamento, il Maestro pone le cinque virtù principali: Amore, Saggezza, Verità, Giustizia e Bene. Esse lavorano nella coscienza di ogni persona come energie cosmiche. A livello cosciente o meno, questo processo è importante per ogni individuo umano. Per comprendere i cinque principi i quali base della vita, si devono sviluppare quei centri cerebrali che sono i loro conduttori. Se l’uomo ha creato in sé un sistema di valori morali, allora prenderà coscienza della propria vita, capirà che l’unico suo obiettivo è la perfezione dell’anima.
I cinque principi considerati in una figura geometrica formano il Pentagramma, ovvero una figura che simboleggia l’uomo in movimento, l’uomo che cammina sulla strada della perfezione.
Amore
“L’intero Cosmo nella sua pienezza, l’intero mondo fisico è Amore manifestato, materializzato. L’Amore contiene in sé tutte le condizioni, tutti i metodi, tutte le opportunità attraverso le quali l’anima umana si può sviluppare nella sua completezza. E’ una manifestazione collettiva di tutti gli esseri ragionevoli che hanno terminato il loro sviluppo e sono divenuti uno con Dio. Nella persona umana, l’Amore agisce come un’aspirazione nel cuore, come un sentimento nell’anima, come una forza nella mente e come un principio nello spirito. Ora l’Amore entra nel mondo come principio.”
Saggezza
“La Saggezza è un mondo in cui da tempi immemorabili si cela tutto ciò che Dio ha creato, tutto ciò che gli spiriti elevati hanno creato e tutto ciò che l’uomo ha creato sulla Terra. E’ la luce dello spazio illimitato che non si spegne mai. Attraverso la Saggezza Dio ha creato l’Universo. La via della Saggezza è la più difficile. È la strada dei Maestri. Quando la Saggezza nasce nell’anima umana, ogni cosa nella mente dell’uomo va al proprio posto. Tutte le idee diventano chiare, ben determinate e l’uomo si armonizza.”
Verità
“La Verità sottintende ciò che è Superiore nell’uomo. Attraverso la Verità l’uomo può uscire dai vincoli della vita temporanea della morte ed entrare nell’eterna libertà. E’ un mondo di bellezza indescrivibile, dove le cose sono strettamente determinate. La Verità non sopporta l’ignoranza, la debolezza e l’impurità. Chi vuole essere perfetto, vada verso la Verità. La Verità parla tramite i Soli, il suo obiettivo è grande e lontano. È lì, dove le cose diventano chiare. Il mondo è il risultato della Verità. Contiene in sé il principio e la fine delle cose. È la manifestazione del Dio Unico, che crea le condizioni in cui lo spirito umano e l’anima umana possono svilupparsi per aspirare a qualcosa di più buono e di più chiaro in questo mondo illimitato.”
Giustizia
“La Giustizia è un grande processo interiore di distribuzione di tutti i beni divini. Essa crea le vere relazioni tra le anime umane. Per acquisire la perfezione, l’uomo deve porre la Giustizia di Dio come scopo primario nella sua vita. È la base su cui l’Amore si manifesta; la parte fisica dell’Amore è la Giustizia. Senza quest’ultima non può esservi crescita. Quando verrà applicata come principio, apparirà il vero rispetto che devono avere le persone tra di loro.”
Bene
“Il Bene è la base della vita. È un processo creativo, una sorgente che scorre sempre. Il vero Bene porta in sé vita, luce e libertà. È la prima relazione nella Vita. Senza di esso non si può acquisire conoscenza. Il Bene è una condizione necessaria per la perfezione dell’uomo. È un sentiero per ritrovare l’Amore di Dio.”
Peter Deunov
May your heart be as pure as crystal,
Your intellect as luminous as the sun,
Your soul, as vast as the Universe,
and you Spirit, as powerful as, and united with God.

Peter Deunov

The 5 Principles Of Life

At the core of his teaching, the Master asks the five main virtues: Love, Wisdom, Truth, Justice and Good. They are working on the conscience of each person as cosmic energy. A consciously or not, this process is important for every human individual. To understand the five principles which sustain life, we must develop those brain centers that are their suppliers. If the man has created in itself a system of moral values, then it will become aware of their lives, realizes that his only goal is the perfection of the soul.
The five principles considered in a geometrical form the Pentagram, or a figure representing a man in motion, the man who walks the road of perfection.
Love
“The whole cosmos in all its fullness, the entire physical world is love manifested, materialized. Love contains within itself all the conditions, all methods, all the opportunities through which the human soul can be developed in its entirety. It ‘a collective expression of all rational beings who have completed their development and become one with God in the human person, the love in the heart acts as an aspiration, as a feeling in the soul, as a force in the mind as a principle and in spirit. Now Love enters the world as a principle. “
Wisdom
“Wisdom is a world in which from time immemorial hides all that God has created all the spirits high and have created everything that man has created on Earth. It ‘s the light of the unlimited space that never goes out. Through the wisdom God created the universe. The Way of Wisdom is the most difficult. It is the way of the Masters. Wisdom is born when the human soul, all in the mind of man must be in place. Any ideas become clear, well defined and man in harmony. “
Truth
“The Truth implies that man is superior. Through the Truth can come from the restrictions of the temporary life of death and into eternal freedom. It ‘s a world of indescribable beauty, where things are strictly determined. Truth does not tolerate ignorance, weakness and impurity. Who wants to be perfect, go towards the Truth. Truth speaks through the Suns, his goal is great and far. It is here where things become clear. The world is the result of the Truth. Contains within itself the beginning and the end of things. It is the manifestation of the One God, by creating conditions in which the human spirit can develop the human soul to aspire to something better and more clear in this world indefinitely. “
Justice
“Justice is a great inner process of distribution of all divine goods. It creates the real relations between human souls. To achieve the perfection, the man should ask the Justice of God as its primary purpose in his life. It is the foundation on which love manifests itself, the physical part of love is justice. Without it there can be no growth. Where it is applied as a principle, you will see the true respect they must have the people together. “
Well
“Good is the basis of life. It is a creative process, a source that always flows. Well the truth brings with it life, light and freedom. It is the first report in Life. Without it you can not acquire knowledge. Good is a necessary condition for the perfection of man. It is a path to find the Love of God “
Peter Deunov

Spendi l’amore a piene mani – Spend love with both hands – Romano Battaglia


Spendi l’amore a piene mani

Lo scintillio di una goccia di rugiada mi ha parlato di te, ma quella luce è durata troppo poco e non ho fatto in tempo a vederti. Peccato! Eri così vicino e non ho potuto coglierti

Spendi l’ amore a piene mani. L’ amore è l’ unico tesoro che si moltiplica per divisione, è l’ unico dono che aumenta più ne sottrai, è l’ unica impresa nella quale più si spende più si guadagna. Regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere, e domani ne avrai più di prima

Chi ama profondamente non invecchia mai neanche quando ha cent’ anni. Potrà morire di vecchiaia, ma morirà giovane. L’amore è l’ ala che solleva l’ anima verso l’ infinito. L’ amore è il principio di tutte le cose. Quando si ama non si ha più paura di niente perchè siamo vicini a Dio.

“Cielo chiaro” R. Battaglia

 

L’Amore incondizionato il miracolo più grande

L’ego nasce quando la coscienza inizia a muoversi verso il mondo della creazione, perpetrando le spinte istintuali dettate dalla volontà di sopravvivenza.
L’ego è una struttura auto-difensiva eretta nei confronti del mondo esterno, generata durante il primo stadio evolutivo.
L’individuo per conoscersi deve inevitabilmente perdersi nelle forme della creazione, patire la sofferenza della perdita di sé stesso, sino ad anelare successivamente la riscoperta di sé stesso.
Così stanno le cose per loro stessa natura: il gioco della vita si fonda sulla necessità di perdersi per poi ritrovarsi. L’estasi si può volere solo dopo aver sperimentato la sofferenza.
Dio può gioire di se stesso solo dopo aver dimenticato e rievocato la sua natura divina.
V’è, pertanto, un dolore necessario al ricordo di sé e un dolore reiterante, malato, connaturato alla struttura dell’ego.
La mente cerca di capire, cambiare, manipolare la realtà.
Quanto sono superflui i nostri perché, quanto sono infantili le nostre domande.
Ora c’è dolore, sofferenza, paura: desistiamo da ogni tentativo di capirli e spiegarli.

Tutto ciò serve solo a distorcere la reale comprensione dei fenomeni per tentare di controllarli e manipolarli secondo il nostro desiderio di sicurezza. Queste sono solo le dinamiche auto-protettive dell’ego.
Immobili, restiamo nel presente, seduti nel cuore del nostro dolore, e lasciamo che da solo si racconti.
Stando alla sua presenza, senza manipolarlo, come ghiaccio al sole si dissolve svelando la sua origine inconsistente e svelandoci il silenzio che nasconde al suo interno.
Voler capire equivale a fuggire.
Vedere è tutt’altra cosa: vedere è comprendere istantaneamente oltre il tempo.
Usiamo il pensiero perché non riusciamo a reggere la realtà di ciò che accade.
In ogni evento i vecchi schemi della mente s’insinuano come un virus, deformando la visione totale e chiara delle cose.
La visione giunge come un lampo che squarcia le tenebre, non si può causare, può solamente accadere, e noi possiamo unicamente preparare lo spazio dove questo fenomeno può avvenire.
Tutto ciò che è volontariamente causato è vincolato alle dinamiche di causa ed effetto.
Tutto ciò che è sotto il dominio di tale legge non conosce libertà alcuna e ruota all’interno di meccanismi prestabiliti, ordinati nel mondo temporale.
La mente ordinaria lavora applicando tali dinamiche. Si può forse affermare che senza la mente comune quest’universo non conoscerebbe nulla come il tempo e i processi consequenziali.
La sofferenza sotto una certa prospettiva è, pertanto, una sorta di benedizione.
L’intelligenza creativa, imbrigliata nelle anguste celle del pensiero reiterante, soffre e si contorce. La sofferenza diviene così un potente richiamo ad una dimensione di libertà e creatività ora dimenticata.
L’intelligenza non sta nel pensiero logico, discorsivo, sillogistico, causale, mnemonico, temporale, ma vive oltre tutto questo.
L’intelligenza creativa è intuitiva, esplosiva, diretta, non causata, auto-generata, a-temporale, a-spaziale, vivifica e vivificante.
Il pensiero logico, se si esplica nella sua massima estensione, può unicamente giungere a un’auto-sospensione.
Un pensiero perfetto può unicamente auto-terminarsi, come tutto ciò che giunge a perfezione, perchè tutto ciò che è limitato, prima o poi, giungerà al suo apogeo, alla sua morte e dissoluzione.
Ciò che è illimitato non conosce il senso del termine perfezione, o forse, l’illimitato è imperfezione perfetta, continua trascendenza, ma queste rimangono solo vuote parole se il nostro desiderio di verità e libertà non si sposta dal piano del pensiero al piano dell’azione totale. Sediamo quindi in silenzio e in attenta e passiva osservazione del mondo che ci circonda e compenetra. Diveniamo scienziati di noi stessi. Trasformiamo la nostra stessa vita in un laboratorio di ricerca!!

Il dolore viene neutrale, può distruggere o rigenerare, può condurre alla fioritura dell’intelligenza creativa o spingere in un ancor più profondo sepolcro di memorie.
La comprensione può determinare la modificazione dei nostri stati emotivi e comportamentali unicamente se è esercizio della totalità del nostro Essere.
Una cosa, anche se capita, non vuol dire che sia stata compresa e assimilata (quante persone capiscono che il fumo uccide, ma non per questo smettono. Comprendere che il fumo uccide significa vedere istantaneamente e totalmente, nell’azione di fumare, l’idiozia di un fatto mortale in atto e non in potenza).
La comprensione è contemporanea al mutamento. Il mutamento è l’ombra della comprensione, ma la comprensione, ripeto, non è un azione dell’intelletto, ma un fenomeno di percezione totale della nostra coscienza!

Comprendo e immediatamente agisco di conseguenza.
La comprensione parte dal centro e ordina la periferia con un atto totale.Il pensiero, che equivale al capire, parte dalla periferia per giungere al centro, ed e sempre un movimento limitato, ponderato, causale, temporale, incapace di penetrare nei recessi dell’animo umano.Il pensiero discorsivo, nella sua migliore espressione, può unicamente riflettere sé stesso e disquisire su se stesso, giungendo così ad intuire la propria intrinseca finitudine, lasciando, di conseguenza, spazio all’espansione della comprensione, dove, finalmente, l’Essere, non più ostacolato dalle barriere dei processi temporali del pensiero, può diffondere la propria luce nel mondo interiore del soggetto.

Questo è il punto in cui muore il vecchio uomo e nasce l’uomo nuovo.
Per questo in oriente si dice che una persona realizzata è un uomo nato due volte.
I discorsi sulla realtà ultima non vanno solo capiti, ma bevuti, mangiati, digeriti, letti e riletti, sino a quando, oltre le parole, s’inizia a sentire e intravedere uno spazio vivifico non più semplicemente intellettuale.
Il pensiero discorsivo si dissolve lungo il suo stesso tragitto verso la comprensione, sino ad auto sospendersi, o meglio, sino a svincolarsi dalle pastoie delle spinte fallaci del desiderio.
L’essere umano nasce con cinque sensi rivolti unicamente verso il mondo esterno e la peculiare caratteristica di non poter sopravvivere autonomamente.
Con tali premesse l’infante sviluppa, sin dai primissimi momenti di vita, un bisogno nei confronti degli elementi esterni a sé pari alla percezione della possibilità di perire per la mancata saturazione e risposta alle necessità primarie.
Vi sono necessità fisiche e La Necessità Esserica.
Le necessità fisiche riguardano la protezione dell’organismo: la nutrizione, la protezione dai pericoli esterni…
La necessità Esserica riguarda il bisogno d’attenzione incondizionata per la totalità dell’individuo.

Attenzione incondizionata per la totalità di un individuo è, a mio avviso, la definizione più corretta della parola amore!
Le necessità fisiche sono subordinate all’Esserica.
La mancata risposta a tali condizioni s’imprime nella memoria del soggetto divenendo un dato stabile nel suo spazio coscienziale.
Tale dato sarà fatto riemergere dal soggetto in ogni situazione anche solo vagamente simile alle circostanze della prima impressione.
I vecchi elementi esperienziali acquisiti vengono, così, continuamente sovrapposti alle nuove situazioni esistenziali: questa è la continua reiterazione del passato a discapito del presente, effetto dell’unione d’istinto di conservazione e della possibilità di immagazzinare eventi nella memoria e combinarli, poi, tramite la facoltà associativa dell’intelletto.
Tutto ciò determina uno squilibrato sviluppo della personalità all’interno d’un sistema autodifensivo, reiterante, per nulla adeguato alle reali condizioni e sfide ambientali.
L’identificazione tra il soggetto e i fenomeni a lui esterni (oggetti, persone, comportamenti, pensieri, reazioni emotive di chi lo circonda) sorge quando l’energia dell’individuo si muove verso il mondo esterno prendendo le forme del desiderio.

Il desiderio è sempre in relazione a qualcosa. Quando questo qualcosa assume maggior valore del soggetto desiderante, si ha il fenomeno dell’identificazione.

Un desiderio assume maggior valore del soggetto quando la mancata soddisfazione di quel desiderio viene percepita dall’individuo come potenzialmente mortale.

Ciò significa che, se durante l’infanzia e la preadolescenza, il bambino non trova adeguate risposte ai suoi due principali bisogni vitali (l’amore incondizionato e i bisogni primari dell’organismo), molto probabilmente, quando diverrà adulto sarà spinto da una paura inconscia a procurarsi in modo ossessivo e compulsivo quei bisogni che non sono stati adeguatamente corrisposti in precedenza.

Va sottolineata una cosa d’importanza capitale: i bisogni dell’organismo dovranno sempre essere appagati dal mondo esterno, per il semplice fatto che il corpo umano è un fenomeno che vive in una dimensione d’interdipendenza organica con l’ambiente esterno (il cielo mi da l’acqua e il sole, la terra mi da i sui frutti, ed io partecipo, nelle forme e i modi connaturati alla mia specie, all’equilibrio della natura), ma il bisogno d’amore incondizionato, che il bambino necessita sin dal primo istante, se appagato, muta in una capacità d’amare, a sua volta, incondizionatamente.

Questo credo sia il miracolo più grande della vita, la massima libertà e grandezza che l’esistenza ci ha concesso, pertanto tengo a ribadire questa mia assoluta certezza. Se un bambino cresce in una dimensione relazionale d’amore incondizionato, il suo bisogno di ricevere amore, quanto viene appagato, tanto si trasforma in una capacità attiva d’amare incondizionatamente. L’animo umano nasce bisognoso di scoprire la dimensione dell’amore, ma quando ne vive la realtà, esso stesso ne diviene incorruttibile portatore, e testimone!!

Coloro che non crescono in una dimensione d’amore, vagano spesso per tutta la vita alla ricerca di qualcuno che possa appagare questo loro bisogno negato, ma veramente poche sono le persone che hanno visto corrisposto questo loro bisogno, pertanto le relazioni fra gli uomini si tramutano in un’elemosina fra mendicanti.

Vi sono solo due vie d’uscita da questa triste condizione che sembra affliggere la maggior parte dell’umanità. Una è la più rare, trovare cioè qualcuno che sia capace di donarci quel che non abbiamo mai ricevuto, e cioè uno specchio limpido ove la nostra natura più segreta possa essere riflessa e finalmente svelata a noi stessi.

L’altra è la via della ricerca personale, dove autonomamente cerchiamo di ripulire la nostra coscienza dalle ferite di un amore mancato, siano a farla divenire essa stessa quello specchio limpido capace di svelarci la nostra vera identità.

Di Dadrim

Fonte: http://www.dadrim.org

Pay love with both hands

The sparkle of a dewdrop told me about you, but that light is too little time and I have not had time to see you. Too bad! You were so close and I could not catch you

Pay ‘s love with both hands. The ‘love’ s the only treasure that multiplies by division, ‘s the only gift that increases the more you subtract,’ s the only company in which you spend more than you earn. Give her, throw it away, scatter to the four winds, emptied his pockets, shake the basket, flip the cup, and tomorrow we’ll get more of the first

Those who love deeply never gets old even when he has a hundred ‘years. You may die of old age, but die young. Love is the ‘wing that lifts the’ soul to the ‘infinite. L ‘Love is the beginning of all things. When you love no longer afraid of anything because we are close to God

“Sky Light” R. Battaglia

Unconditional love the greatest miracle

The ego was born when consciousness begins to move towards the creation of the world, engaging in the instinctual drives dictated by the will to survive.
The ego is a self-defense erected against the outside world, generated during the first stage of evolution.
The individual to know must inevitably be lost in the forms of creation, to suffer the pain of the loss itself, to strive until after the rediscovery of itself.
So things are by their very nature: the game of life is based on the need to get lost to find themselves. The ecstasy you may want only after experiencing the pain.
God can only rejoice at having forgotten himself, and recalled his divine nature.
There is, therefore, a necessary pain to the memory of himself and a reiterante pain, suffering, inherent in the ego structure.
The mind tries to understand, change, manipulate reality.
How our superfluous because, as children are our questions.
Now there is pain, suffering, fear, desist from any attempt to understand and explain them.

All this only serves to distort the true understanding of the phenomena groped to control and manipulate according to our desire for security. These are just the dynamics self-protective ego.
Real Estate, we are in the present, seated in the heart of our pain, and let alone tell you.
According to his presence, without manipulation, like ice in the sun disappears, revealing its origin inconsistent and revealing the silence that hides inside.
Wanting to understand is equivalent to flee.
Seeing is quite another thing to see is to understand instantly over time.
We thought because we can not handle the reality of what happens.
In any event, the old patterns of the mind like a creep viruses, deforming the total and clear vision of things.
The vision comes as a lightning pierces the darkness, it can not cause, can only happen, and we can only prepare the space where this can happen.
All that is voluntarily caused is bound to the dynamics of cause and effect.
All that is under the rule of law that knows no freedom and no wheel mechanisms within predetermined, ordered in the temporal world.
The ordinary mind works using these dynamics. Can one say that without the common mind would not know this universe is nothing like the time and the consequential processes.
Suffering under a certain perspective is, therefore, a kind of blessing.
Creative intelligence, entangled in the narrow cells reiterante of thought, suffering and twists. The suffering becomes a powerful call to a dimension of freedom and creativity now forgotten.
The intelligence is not in the logical, discursive, syllogistic, causal, mnemonic, thunderstorm, but it lives beyond that.
Creative intelligence is intuitive, explosive, direct, not caused, self-generated, a-temporal, a-Space, brings to life and life-giving.
The logical, if expressed in its fullest extent, can only achieve self-suspension.
A thought can only perfect self-terminate, as everything comes to perfection, because everything is limited, sooner or later reach its apogee, at his death and dissolution.
What is unlimited does not know the meaning of the word perfection, or perhaps the perfect imperfection is unlimited, continuous transcendence, but these are only empty words if our desire for truth and freedom will not move from the level of thought of the plan ‘ total action. We sit in silence and then careful and passive observation of the world that surrounds us and penetrates. Become scientists ourselves. We transform our own lives in a research laboratory!

The pain is neutral, it can destroy or regenerate, can lead to the flowering of creative intelligence or push even deeper into a grave of memories.
Understanding can lead to changes in our emotional states and behavior only if it is an exercise of our whole being.
One thing, even if it happens, does not mean that you have understood and assimilated (how many people understand that smoking kills, but not stop. Understand that smoking kills is to see instantly and totally in the action of smoking, the ‘ idiocy of a deadly fact in place and not in power).
The contemporary understanding is to change. The change is the shadow of understanding, but understanding, I repeat, is not an action of the intellect, but a phenomenon of total perception of our conscience!

Immediately understand and act accordingly.
The understanding from the center and the periphery in a measure ordering totale.Il thought, which is equivalent to understand, starts from the periphery to reach the center, and is always a limited movement, weighted, causal, temporal, unable to penetrate into the recesses of ‘ mind umano.Il discursive thought, at its best, can only think of themselves and quibble about himself, and thus a sense its inherent finitude, leaving, therefore, scope for expansion of understanding, where, finally, the ‘ be no longer hindered by the barriers of temporal processes of thought, can spread its light in the inner world of the subject.

This is the point where the old man dies and man is born again.
That is in the East they say that a person has made a man born twice.
Talk about the ultimate reality are not only understood, but drunk, eaten, digested, read and reread, until, beyond words, begins to feel and see a life-giving space is not simply intellectual.
Discursive thought dissolves along the same route towards the understanding, drive up to hang, or better, up to free itself from the shackles of false impulses of desire.
The human being is born with five senses focused solely on the external world and the peculiar feature that it can not survive independently.
Under these conditions the infant develops, from the earliest moments of life, one need against the elements that are external to the perception of the possibility of perishing for lack of saturation and response to basic needs.
There are physical needs and the necessity to be.
Physical needs related to the protection of the body: nutrition, protection from external threats …
The need to be about the need for undivided attention to the totality of the individual.

Undivided attention for the entirety of an individual is, in my opinion, the most correct definition of the word love!
The physical needs are subordinate all’Esserica.
Failure to respond to these conditions is impressed in the memory of the subject since becoming a permanent space in his conscience.
This figure will emerge from that person in any situation even remotely similar to the circumstances of first impression.
The old experiential elements are acquired, thus, superimposed on to new life situations, this is the continuous repetition of the past at the expense of this, the union effect of self-preservation and the possibility of storing events in memory and combine them, then through the associative power of the intellect.
All this leads to an unbalanced development of the personality inside of a system autodifensivo, reiterante, not at all adequate to the real conditions and environmental challenges.
The identification between the subject and the phenomena external to him (objects, people, behavior, thoughts, emotional reactions of those around him) arises when the energy of the individual moves to the outside world by taking the forms of desire.

The desire is always in relation to something. When something that assume higher value of the desiring subject, there is the phenomenon of identification.

A desire to assume greater value of the subject when the non-satisfaction of that desire is perceived by the individual as potentially deadly.

This means that if during childhood and preadolescence, the child does not find adequate responses to its two main necessities of life (unconditional love and basic needs of the organization), most likely, when it becomes an adult will be driven by an unconscious fear to get so obsessive and compulsive needs that have not been properly paid in advance.

It should be pointed out something of capital importance: the body’s needs must always be satisfied by the outside world, for the simple fact that the human body is a phenomenon that occurs in a dimension of organic interdependence with the external environment (the sky me from the water and the sun, the earth on me the fruit, and I participate in the forms and modes inherent in my case, the balance of nature), but the need for unconditional love, that the child needs early out of the box, if satisfied, changes in ability to love, in turn, unconditionally.

I think this is the greatest miracle of life, liberty and the maximum size that the existence allowed us, therefore I would like to reiterate my absolute certainty. If a child grows up in a relational dimension of unconditional love, his need to receive love, because it is satisfied, so it becomes an active capacity to love unconditionally. The human soul is born in need to find the dimension of love, but when you live the reality itself becomes its bearer incorruptible, and witness!

Those who do not grow in a dimension of love, for life often wander in search of someone who can satisfy their need to deny this, but very few are the people who have seen this paid their need, so the relations between men turn into an alms among beggars.

There are only two ways out of this plight that seems to afflict most of humanity. One is the most rare, that is, find someone who is able to give us what we never received, and that is a clear mirror, where our most secret nature can be reflected and finally revealed to ourselves.

The other is the way of personal research, where we try to clean up our own consciousness from the wounds of a failed love, is to make it become itself the clear mirror that can reveal our true identity.

Of Dadrim

Source: http://www.dadrim.org

Essere – To be


🌸Essere🌸

È importante
essere
quel che
si è

Senza temere
le mille
sfumature
diverse

Aprendo
sempre
gli occhi
ed il cuore

Passo
dopo passo
fino al riconoscere
la nostra vera essenza

Incastro perfetto
per connetterti
con il mondo
ed il suo senso

02.06.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸To be

It’s important
to be
what
Yes is

Without fear
the thousands
shades
different

Opening
always
the eyes
and the heart

Step
by step
until you recognize
our true essence

Perfect fit
to connect
with the world
and its meaning

02.06.2021 Poetyca

Meditare e Meditazione Jiddu Krishnamurti


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Meditare e Meditazione
Jiddu Krishnamurti

“… se hai intenzione di meditare, non sarà meditazione,
se assumi deliberatamente un atteggiamento, una posizione, per meditare, allora la
meditazione diventa un giocattolo, un trastullo della mente. Se decidi di
districarti dalla confusione e dall’infelicità della vita, allora diventa
un’esperienza dell’immaginazione – e questa non è meditazione.

La mente conscia, o la mente inconscia, non debbono aver parte in essa; non
devono neppure essere consapevoli dell’estensione e della bellezza della
meditazione. Nella totale attenzione della meditazione non c’è alcuna
conoscenza, alcun riconoscimento, né il ricordo di qualcosa che sia già
avvenuta. Il tempo e il pensiero sono totalmente cessati, poiché sono il
centro che limita la propria visione … la meditazione non è la semplice
esperienza di qualcosa al di là del pensiero e del sentimento di ogni
giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini …

La meditazione non è fuga dal mondo; non è un isolarsi e chiudersi in sé, ma
piuttosto la comprensione del mondo e delle sue vie … Meditare è deviare
da questo mondo … Dalla negazione nasce lo stato affermativo. Il semplice
ottenere l’esperienza, o vivere nell’esperienza, nega la purezza della
meditazione. La meditazione non è un mezzo per un fine … La meditazione è
la cessazione del pensiero …

Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi confini, il
pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha, l’uno deve
cessare perché l’altro possa essere. La meditazione apre la porta ad una
vastità che trascende ogni immaginazione o congettura. Il pensiero è il
centro intorno al quale c’è lo spazio dell’idea, e questo spazio può essere
allargato da ulteriori idee.

Ma tale allargamento mediante stimoli di ogni sorta non è la vastità in cui
non c’è alcun centro. La meditazione è la comprensione di questo centro e
quindi il suo superamento. Il silenzio e la vastità vanno insieme.
L’immensità del silenzio è l’immensità della mente in cui non esiste un
centro. La percezione di questo spazio-silenzio non procede dal pensiero. Il
pensiero percepisce soltanto la sua proiezione, e il riconoscimento di essa
è il suo confine … La meditazione non è un’attività dell”isolamento, ma
l’azione nella vita quotidiana che esige cooperazione, sensibilità ed
intelligenza.

Senza il fondamento di una vita retta la meditazione diventa una fuga e non
ha alcun valore. Una vita retta non è l’obbedienza alla morale sociale, ma
la libertà dall’invidia, dalla cupidigia e dalla ricerca del potere – che
generano inimicizia. La libertà da questi mali non passa attraverso la
consapevolezza che di essi si acquista mediante l’autoconoscenza. Senza
conoscere le attività del sé la meditazione diviene esaltazione dei sensi e
perde ogni significato …

La meditazione non è una continuazione o una espansione dell’esperienza. La
meditazione, al contrario, è quella completa inazione che è la cessazione di
tutta l’esperienza. L’azione dell’esperienza ha le sue radici nel passato
… la meditazione è lo svuotarsi dell’esperienza, è la totale inazione che
proviene dalla mente che vede ciò che è, senza l’ostacolo del passato né del
testimone che vive legato alla memoria del passato … Se non c’è
meditazione, sei come un cieco in un mondo di grande bellezza, luci e colori
… Meditare non è ripetere parole, sperimentare visioni o coltivare il
silenzio.

Questa è una forma di autoipnosi. Meditare non è chiudersi in un pensiero
ideale, nell’incanto del piacere. Se tu dici: “Oggi comincerò a controllare
i miei pensieri, a sedere quieto nella posizione del meditare, a respirare
regolarmente” – allora sei preso nei trucchi con cui inganniamo noi stessi.
La meditazione non è l’essere assorti in qualche idea o immagine grandiosa

La mente meditativa è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza
commento, senza opinione – attentamente e costantemente – il movimento della
vita in ogni suo rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione
del pensiero, un silenzio che l’osservatore non può richiamare. Se ne
facesse esperienza, riconoscendolo, non sarebbe quel silenzio. Il silenzio
della mente meditativa non è nei confini dell’individuabilità, e non ha
frontiere …

Una piccola mente squallida e immatura può avere, ed ha, visioni ed
esperienze che riconosce secondo il proprio condizionamento … La
meditazione non appartiene a gente come questa, né ai guru. Non è per il
cercatore, perché costui trova ciò che vuole, e il conforto che ne deriva è
la morale delle sue paure. Per quanto faccia, l’uomo di credenza o di dogma
non può entrare nel regno della meditazione.

La meditazione necessita della libertà – che è totale negazione della morale
e dei condizionamenti sociali – la libertà viene prima della meditazione, ne
rappresenta il primo movimento. Non è una pratica pubblica dove in molti si
uniscono e offrono preghiere. Sta a sé ed è sempre al di là dei confini
della condotta sociale. Infatti la verità non è nelle cose del pensiero o in
ciò che il pensiero ha costruito e chiama verità.

La negazione totale di questa struttura del pensiero è la realtà della
meditazione. La meditazione è un movimento incessante. Non si può mai dire
che si sta meditando, o dedicare un periodo di tempo alla meditazione. La
meditazione non è ai tuoi ordini. La sua benedizione non ti viene perché
conduci una vita per così dire sistematizzata o segui una particolare
routine o morale. Viene solo quando il tuo cuore è veramente aperto. Non
aperto dalla chiave del pensiero, non reso sicuro dall’intelletto, ma quando
è aperto come il cielo senza nuvole; allora viene senza che tu lo sappia,
senza che tu la chiami. Ma non puoi mai custodirla, possederla, adorarla.

Se cercherai di farlo, non verrà più, ti eviterà. Nella meditazione tu non
sei importante, non occupi un posto; la sua bellezza non sei tu, la sua
bellezza è in sé. E non puoi aggiungervi nulla. Non devi spiare dalla
finestra sperando di prenderla di sorpresa, né sederti in una stanza buia ed
attenderla; viene soltanto quando tu non sei là, e la sua benedizione non ha
continuità…”

http://www.consapevolezza.it/aetos/krishnamurti/k_meditation.asp

Meditation and Meditation
Jiddu Krishnamurti

“… If you’re going to meditate, it is not meditation,
if you take a deliberate attitude, a place to meditate, then the
meditation becomes a toy, a plaything of the mind. If you decide to
extricate themselves from the confusion and misery of life, then becomes
experience of the imagination – and this is not meditation.

The conscious mind or the unconscious mind, must not have a part in it, not
should not even be aware of the extent and beauty of
meditation. In the full attention of meditation there is no
knowledge, no recognition, nor the memory of something that is already
occurred. The time and thought are entirely ceased, since they are the
center, which limits his vision … meditation is not simply
experience of something beyond the thought and feeling of each
day, nor the vision quest and bliss …

Meditation is not an escape from the world, is not an island and turn in on itself, but
rather the understanding of the world and its ways … To meditate is to divert
from this world … From the denial was so born. The simple
get experience, or live in the experience, denies the purity of
meditation. Meditation is a means to an end … Meditation is
the cessation of thought …

Everything you thought formula has in it the limit of its borders,
thinking always has a horizon, the meditative mind has not, one must
because the other end may be. Meditation opens the door to
breadth that transcends any imagination or conjecture. The thought is the
center around which there is space idea, and this space can be
expanded to more ideas.

But this enlargement by stimuli of all sorts is not the vastness in which
there is no center. Meditation is the understanding of this center and
then beyond it. The silence and vastness go together.
The immensity of silence is the immensity of the mind in which there is no
center. The perception of this space and silence does not proceed from thought. The
mind perceives only its projection, and the recognition of it
is its border … Meditation is not an dell”isolamento, but
action in everyday life that requires cooperation, sensitivity and
intelligence.

Without the foundation of a righteous life becomes a meditation and do not escape
has no value. A good life is obedience to social morality, but
freedom from envy, greed and the quest for power – that
generate enmity. The freedom from these evils is not going through the
awareness that they buy through self-knowledge. Without
publicize the activities of the self becomes meditation and exaltation of the senses
loses all meaning …

Meditation is not a continuation or expansion of experience. The
meditation, by contrast, is that inaction is the complete cessation of
the whole experience. The action experience has its roots in the past
… Meditation is the emptying of the experience, which is the total inaction
comes from the mind sees what is, without the obstacle of the past nor the
witness who lives connected to the memory of the past … If there is
meditation, you’re like a blind man in a world of great beauty, light and color
… Meditation is not to repeat words, or try to cultivate the visions
silence.

This is a form of self-hypnosis. Meditation is not close in thought
Ideally, the enchantment of pleasure. If you say: “Today I begin to check
my thoughts, sitting quietly in the position of meditation, breathing
regularly – then you are taken in tricks with which we deceive ourselves.
Meditation is not being absorbed in some great idea or image

The meditative mind is to see, observe, listen without a word, without
comment, no opinion – carefully and consistently – the movement of
life in every relationship, then comes a silence that is the negation
of thought, a silence that the observer can not recall. It
did experience, recognizing him, would not be the silence. Silence
the meditative mind is not within the confines dell’individuabilità, and did not
Borders …

A little shabby and immature mind can have, and, visions and
experiences according to their conditioning, which recognizes … The
Meditation does not belong to people like this, or gurus. Not for
seeker, because he finds what he wants, and the comfort that comes out is
the morale of his fears. For the face, the man of belief or dogma
can not enter the realm of meditation.

Meditation requires freedom – that is total denial of the moral
and social conditions – freedom is the first meditation, it
represents the first movement. It is not a public practice where many are
together and offer prayers. It’s up to him and is always beyond the confines
of social conduct. In fact, the truth is not in the things of thought or
what thought has been building and call the truth.

The total denial of this structure of thought is the reality of
meditation. Meditation is a ceaseless movement. You can never say
you are meditating, or spend some time in meditation. The
Meditation is not to your orders. His blessing because you are not
lead a life so to speak systematized or follow a particular
routine or moral. It is only when your heart is truly open. Not
opened by the key thought, not secured by the intellect, but when
is open as the sky without clouds, then it is without your knowing it,
without you call. But you can never keep it, possess it, worship it.

If you try to do so no longer, you will avoid. In meditation you do not
are important, does not occupy a place, its beauty is not you, its
Beauty is in itself. And you can not add anything. You do not have the spy
window, hoping to take her by surprise, or sit in a dark room and
wait; is only when you’re not there, and his blessing did not
continuity … “

http://www.consapevolezza.it/aetos/krishnamurti/k_meditation.asp

Compassione – Compassion – Yongey Mingyur Rinpoche


Compassione

“La parte migliore di tutto è che non importa per quanto tempo pratichi, o quale metodo usi, ogni tecnica di meditazione buddista alla fine genera compassione.”

Yongey Mingyur Rinpoche

Compassion

“The best part of all is that no matter how long you practice, or what method you use, every technique of Buddhist meditation ultimately generates compassion.”

Yongey Mingyur Rinpoche

Otre i limiti – Over the limits




🌸Oltre i limiti🌸

Pensiero oltre i limiti
per fare spazio
a mille sfumature
prima sconosciute

Attesa viva
e gioia illuminata
ad ogni passo
tra sogno e realtà

02.06.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Over the limits

Thinking beyond the limits
to make room
a thousand shades
previously unknown

Live waiting
and enlightened joy
at every step
between dream and reality

02.06.2021 Poetyca

Joe Jackson


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PQjz7fUT0sc]

David Ian “Joe” Jackson (Burton upon Trent, 11 agosto 1954) è un cantautore, polistrumentista e compositore britannico, tra i principali esponenti del New Waveinsieme a Elvis Costello e Graham Parker. Nella sua quasi quarantennale carriera ha spaziato numerosi generi, dal pop, al jazz, alla musica classica e al punk rock

Tra i suoi brani di maggior successo figurano Is She Really Going Out With Him?, Steppin’ Out e You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want), e vanta cinque nomination al Grammy Award tra il 1979 e il 2001.

https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Jackson

David Ian “Joe” Jackson (born 11 August 1954) is a musician and singer-songwriter. Born in England, he lived in New York before moving to Berlin, and his career, during which he recorded nineteen studio albums and garnered five Grammy Award nominations, spans from 1979 to today.Jackson became an overnight success with his 1979 hit “Is She Really Going Out with Him?”, his first single, and after a number of new wave singles moved to a more jazz-inflected pop music; he had a Top 10 hit in 1982 with “Steppin’ Out”, and another hit in 1984 with “You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want)”. He has also composed classical music.

https://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Jackson_(musician)