Con Armonia – With Harmony


Due amanti silenziosi somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confondere le voci in una divina armonia. (p. 50)

Jean-Baptiste Alphonse Karr, Aforismi sulle donne, sull’uomo e sull’amore, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.

Armonia

“Mettete la parola “armonia” nel cuore della vostra esistenza,
custoditela in voi come una sorta di diapason, e non appena vi
sentite un po’ inquieti o turbati, prendete quel diapason e
ascoltatelo in modo da mettere tutto il vostro essere in
consonanza con la vita illimitata, la vita cosmica.
Dite che riuscite già ad armonizzarvi con la vostra famiglia,
con i vostri amici, con i vostri vicini, con i vostri colleghi di
lavoro?… Va bene, ma non è sufficiente. Potete essere in
accordo con la vostra famiglia o con la società, ma essere in
disaccordo con la vita universale, e allora, a poco a poco tale
dissonanza si infiltra in voi e rode il vostro organismo
psichico. Sforzatevi sin da ora di accordarvi con la vita
universale; sarà questa a portarvi la salute, la bellezza, la
luce, la gioia, e a fare di voi, ovunque andrete, un fattore di
armonia.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh

Sorridere a voi stessi è un atto molto gentile nei vostri confronti, perchè state soffrendo e quando soffrite avete bisogno di amore. Voi siete la prima persona che può offrirvelo, non aspettate che sia un’altra a farlo. La pratica della meditazione è la pratica del guardare in profondità nella natura delle cose. E quando sarete in grado di guardare nella natura delle cose otterrete la comprensione, che può liberarvi dalla vostra sofferenza. Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l’intuizione, non attraverso la grazia, e quell’intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità. Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l’energia della presenza mentale:camminando, respirando, sedendo. Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite:”Sono arrivato”. Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite:”Sono a casa”, e la vostra casa comincerà a rivelarvisi. Dovrebbe esserci sempre al vostro interno una specie di dialogo permanente con voi stessi, così che possiate scoprire qual è il sentiero da percorrere. E, quando conoscerete il vostro sentiero, smetterete di soffrire. Quando fate qualcosa per far sentire un altro sollevato, improvvisamente vi sentite molto felice. Se non avete la possibilità di fare qualcosa per dar sollievo a qualcun altro ma desiderate essere in grado di farlo, già quella voglia vi renderà più felice. Chi non ha l’energia dell’amore, chi non ha nessuna voglia di amare, è perso, molto solo e molto infelice.

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La retta parola

Nel Vinaya leggiamo queste istruzioni: «Chiunque
stia per ammonire un altro deve suscitare in sé
cinque qualità prima di aprir bocca, in modo da
poter dire così: “Parlerò a tempo debito, non nel
momento sbagliato. Dirò la verità, non bugie.
Parlerò soavemente, non con severità. Parlerò a
suo vantaggio, non a suo danno. Parlerò con
intento gentile, non con rabbia”».

Parlare rettamente è sopratutto mantenere una costante attenzione
al proprio modo di esprimersi in ogni circostanza,
perchè la parola è manifestazione del proprio essere.

Una delle cose importanti è il non parlare vanamente,
l’essere prudenti e misurati andando a verificare le fonti,
perchè non si trasmetta ad altri qualcosa di non vero,
che propagasse ignoranza (nel senso di falsa conoscenza).

Sopratutto nell’evitare di sovraccaricare gli altri
di troppe parole che non sempre sono utili.
Si deve sviluppare un processo di sintesi
per trasmettere l’essenza e dare spazio agli altri
nella ricerca ed ascolto interiore.

Non è la mente che deve parlare e soppesare
ma il nostro accostarci con amorevolezza
e compassione, in questo modo cade il giudizio
e la rabbia per mantenere sempre posizioni di supremazia.

Essere duali è percorrere la strada della competizione
e non ci sono giudici e gare.

Si apprende molto osservando ad ascoltando,
mentre non si ha nulla da insegnare a nessuno imponendo
delle proprie opinioni. Meglio tenerle per se stessi
o chiedersi se sono davvero valide o frutto
di condizionamenti della nostra mente.

La ricerca interiore è un giardino che ogni essere
coltiva in prima persona, possiamo solo dare sostegno
e non serve essere concitati ed agitarsi con gli altri
per far capire di essere vicini o di sentirsi distanti.

Meglio un fermo silenzio, addolcito da un sorriso
ed un amorevole accoglienza che il farsi trascinare
da un fiume in piena che non placa la mente.

Non giova sapere se si è approvati o disapprovati
da qualcuno, è importante riflettere e capire
se il passo che compiamo è costruttivo
o arreca danno ad altri esseri, in questo
possiamo essere capaci da soli.

Si è davvero vicino ad una persona restando in silenzio,
per permetterle di leggersi nel profondo,
ed aspettando che quello che noi avevavo compreso,
finalmente trovi chiarezza nell’altro attraverso
la retta visione ed il suo retto sforzo.
Possiamo suggerire con dolcezza, mai sovrapporci
o sostituirci agli altri.

Questo è nella mia esperienza e nel mio
modo di porgere la mia presenza in tanti anni.

Nel nostro rapporto con gli altri
non abbiamo merito alcuno, siamo solo testimoni
del loro sforzo per migliorare.
Ma sopratutto non dobbiamo distrarci
dal lavoro che serve per migliorare noi stessi.

Un sorriso
Poetyca

Vinaya è un termine sanscrito e pāli che significa disciplina e nel Buddhismo indica la raccolta scritturale delle norme di condotte seguite dai monaci (bhiksu, sanscr., bhikkhu, pāli) e dalle monache (bhiksuni, sanscr., bhikkhuni, pāli).
Il vinaya è una delle due categorie degli antichi insegnamenti del Buddha Shakyamuni (o Buddhadharma) insieme al ‘Dharma’ (ovvero dottrina). Un altro termine per indicare il Buddhismo è infatti Dharmavinaya.
Attualmente disponiamo di sette vinaya delle antiche scuole (Buddhismo dei Nikaya).
Il vinaya Theravada, di probabile origine Sthaviravada Vibhajyavada, è conservato nel Canone pāli ed è suddiviso in tre parti:

Suttavibhanga, le regole di condotta fondamentali dei monaci e delle monache (patimokkha) con le storie all’origine di ciascuna regola;
Khandhaka, a sua volta suddiviso in:
Mahavagga, altre regole di condotta e di etichetta per il sangha insieme ad altri discorsi e insegnamenti del Buddha;
Cullavagga, elaborazioni sull’etichetta e le norme dei monaci e delle monache e la trattazione di come vadano affrontati i casi di infrazione delle regole monastiche;
Parivara, una ricapitolazione delle sezioni precedenti riportante in sunto le regole classificate in vari modi a scopo didattico.

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Harmony

Two lovers are like two harps silent with the same pitch and ready to confuse the entries in a divine harmony. (P. 50)Jean-Baptiste Alphonse Karr, aphorisms on women, man and love, by Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.Harmony

“Put the word” harmony “in the heart of your existence,
Guard them in you as a kind of tuning fork, and as soon as you
feel a bit ‘anxious or upset, take this fork and
listen to put your whole being in
consonance with unlimited life, cosmic life.
You say you have failed to harmonize with your family,
with your friends, your neighbors, your colleagues
work? … Okay, but not enough. You may be
agreement with your family or society, but be
disagreement with the universal life, and then, little by little this
dissonance seeps into you and eats your body
psychic. Make an effort from now to agree with the life
universal, this will take you to the health, beauty,
light, joy, and to you, wherever you go, a factor
harmony. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

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Speeches by Thich Nhat Hanh

Smiling to yourself is an act very kind to you, because you are suffering and suffering when you need love. You are the first to offer it can not wait until it is another to do so.The practice of meditation is the practice of looking deeply into the nature of things.And when you’re able to look at the nature of things will get understanding, which can free you from your suffering. In Buddhism, liberation is through intuition, not through the grace and intuition will not be possible without the practice of meditation and deep looking. Do not miss a minute of your day, every minute of your day can be used to generate the energy of mindfulness: walking, breathing, sitting. Breathe, enjoy your breath and say, “I came.” The aim is to stop running. When you exhale say, “I’m home, and your home will begin to rivelarvisi. There should always be your kind of interior permanent dialogue with yourself, so you can find out what path to take. And, when you know your path, stop suffering. When you do something to make another raise, suddenly you feel very happy. If you do not have the opportunity to do something to give relief to someone else but would like to be able to do so, that should already make you happier. Who has the energy of love, who has no desire to love is lost, very lonely and very unhappy.

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Right speech

In the Vinaya read these instructions: “Whoever
is to warn another to be perceived as such
five qualities before opening his mouth, so
I can say this: “I will in due course, not in
wrong time. Tell the truth, not lies.
I will speak softly, not with severity. I’ll talk to
his advantage, not to their detriment. I’ll talk to
kind intent, not with anger. “

Speak directly above is to maintain a consistent focus
its mode of expression in all circumstances,
because the word is a manifestation of his being.

One of the important things is to not speak in vain,
being cautious and measured by checking the sources,
why do not you send to others something that is not true,
that propagates ignorance (in the sense of false consciousness).

Above all, avoid overloading the other
too many words that are not always useful.
We must develop a synthesis process
to convey the essence and give space to others
in research and inner listening.

It is the mind that has to speak and weigh
but our approach with kindness
and compassion, so that falls on court
and anger to maintain positions of supremacy.

Being dual is the path of competition
and there are judges and competitions.

You learn a lot by watching to listening,
while you have nothing to teach anyone requiring
of their views. Better to keep it for themselves
or whether they are really valid or fruit
of conditioning of our mind.

The research is an inner garden that every
grow personally, we can only give support
and no need to be excited and agitated with the other
to understand to be near or distant feel.

Better a still silence, softened by a smile
and a loving welcome that being dragged
by a swollen river that calms the mind.

Not useful to know whether you approve or disapprove
by someone, it is important to reflect and understand
if the step you take is constructive
or causes harm to other beings, in this
we may be able by themselves.

It was really close to a person remaining silent,
to enable it to read in depth,
and waiting for what we had understood,
finally find clarity in the other through
the right view and its right effort.
We suggest gently, never sovrapporci
or replace them with others.

This is in my experience and my
way to extend my presence in many years.

In our relationship with others
we have no merit, we are only witnesses
of their effort to improve.
But above all we must not distract us
the work they need to improve ourselves.

A smile
Poetyca

Vinaya is a Sanskrit word that means discipline and Pali and in Buddhism means the collection of scriptural standards of conduct of monks (bhiksu, Skt., Bhikkhus, poles) and nuns (bhiksuni, Skt., Bhikkhuni, poles).
The Vinaya is one of two categories of the ancient teachings of Buddha Shakyamuni (or Buddhadharma) together with the ‘Dharma’ (ie doctrine). Another term for Buddhism is in fact Dharmavinaya.
Currently we have seven schools of the ancient Vinaya (the Buddhist Nikaya).
The Theravada Vinaya, probably from Sthaviravada Vibhajyavada, is preserved in the Pali Canon and is divided into three parts:

Suttavibhanga, the fundamental rules of conduct of monks and nuns (Patimokkha) with the origin stories of each rule;
Khandhaka in turn divided into:
Mahavagga, other rules of conduct and label for the sangha with other discourses and teachings of the Buddha;
Cullavagga, processing and labeling standards of monks and nuns and the discussion of how to be dealt with breaches of monastic rules;
Parivara, a recapitulation of the previous sections showing in summary the rules classified in various ways for teaching purposes.

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