Archivio | 18/06/2021

Senza tempo – Timeless


🌸Senza tempo🌸

Ascolto
la notte
un mormorio
senza tempo
di voci inascoltate
di vite umane
come stelle
con le stesse
esperienze

Onde del mare
intorno ad uno scoglio
per prendere
e per donare
immagine riflessa
unico senso
al limite
sconfinato
del cielo

21.04.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Timeless

I listen
in the night
to the timeless murmur
of unheard voices
of human lives
numerous as stars
sharing the same
experiences

Like sea waves
around a rock
giving and taking
its mirrored image
one reflection
at the limit
of a boundless sky

21.04.2020 Poetyca

Un ringraziamento a Ana Daksina di https://timelessclassics.wordpress.com
per la collaborazione nella traduzione.

Dipingere emozione – Paint emotion


ninfee

Dipingere emozione

Posso dipingere emozione
sulla tela dell’anima
con la fantasia
in punta di dita
per farti dono
senza limite
della Presenza

22.02.2016 Poetyca

Paint emotion

I can paint emotion
soul on canvas
with fantasy
at your fingertips
to make you a gift
without limit
the Presence

22/02/2016 Poetyca

La partitura della vita – The score of life



La partitura della vita
Ogni strumento sa manifestare una
diversa diffusione del suono, è nella sua particolare natura,
la musica ha valore e personalità perchè ogni strumento
in uso ha la sua pecularietà: un clarino è diverso da una chitarra,
da un tamburo o da un pianoforte, eppure, ognuno con la particolare
” identità” è opera manifestante di quella sintonia e sinfonia
che accordandosi nell’esecuzione della musica orchestrale offre
l’opera d’arte. A volte una ” voce ” sgraziata è capace di toccare
note e manifestazione che superano il suo stesso limite grazie
a quella particolare energia che – insieme al coro – modula
una vibrazione sottile che è ” altro” da sè.
E’ poi compito del direttore d’orchestra dare il segnale giusto
affinchè si possa esprimere la ” voce ” per dare senso al Tutto.
Non dimentichiamo o annulliamo la bellezza di quello che è
un lavoro di gruppo dove, senza giudizio e con la totale
accoglienza si è capaci di fare intonare canti d’anima
in coloro che neppure sapevano di avere nel cuore
la partitura della vita.

28.08.2007 Poetyca

The score of life
Each instrument to manifest a
different distribution of sound , is in its very nature,
music has value and personality because each instrument
in use has its own peculiarities : a clarinet is different from a guitar,
from a drum or a piano , and yet , each with its particular
“Identity” is the work of manifesting the harmony and symphony
agreeing that the execution of orchestral music offers
the work of art . Sometimes a “voice” ungainly is capable of touching
notes, and event which exceed his own limits thanks
to that particular energy – along with the chorus – modulates
a subtle vibration that is ” other” than himself.
And ‘ then the task of the conductor give the right signal
so that we can express the “voice” to make sense of the whole .
Do not forget or let you cancel the beauty of what is
group work where , without judgment and with the total
welcome you are able to do chanting soul
even in those who knew they had the heart
the score of life.
28.08.2007 Poetyca

La nostra paura – Our fear – Marianne Williamson


La nostra paura

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,a spaventarci di più.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi
cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente
diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Marianne Williamson (A Return to Love: Reflections on the Principles
of “A Course in Miracles” – 1992)

Our fear

Our deepest fear is not that we are inadequate.
Our deepest fear is that we are powerful beyond measure.
It is our light, not our darkness, to frighten us more.
We ask ourselves, Who am I to be brilliant, gorgeous, talented, fabulous?
Actually, who are you not to be?
We are children of God
Your playing small does not serve the world.
There is nothing enlightened about shrinking themselves
so that others will not feel insecure around you.
We are all meant to shine, as children do.
We were born to make manifest the glory of God that is within us.
Not just in some of us in all of us.
And as we let our own light shine, we unconsciously
give other people permission to do the same.
As we are liberated from our fears,
our presence automatically liberates others.

Marianne Williamson (A Return to Love: Reflections on the Principles
of “A Course in Miracles” – 1992)

I ciechi e l’elefante – The Blind Men and the Elephant


I ciechi e l’Elefante

Un tempo, in un paese dell’Arabia, regnava un califfo molto saggio. Egli era rattristato dall’ottusità dei suoi ministri e dalla loro mente ristretta. Un giorno li chiamò a sé e chiese loro di radunare persone cieche dalla nascita che non avessero mai visto un elefante. Dopo qualche tempo i ministri tornarono con al seguito alcuni ciechi cresciuti in piccoli villaggi tra le montagne che non avevano mai sentito parlare di elefanti.
Il califfo fece entrare un grosso elefante e chiese ai ciechi “Mi sapreste dire che cosa è un elefante?”
“No, mai sentita questa parola”, risposero i ciechi. “Ebbene, davanti a voi c’è un elefante: toccatelo, cercate di comprendere di cosa si tratta” disse il califfo.
Un cieco che stava toccando da cima a fondo una zampa, esclamò soddisfatto: “L’elefante è una colonna!”.
“No, è una tromba!” disse il cieco che aveva toccato la proboscide.
“Niente affatto, è una corda!” esclamò chi aveva toccato la coda.
“Ma no, è un grosso ventaglio” ribattè chi aveva toccato l’orecchio.
“Vi sbagliate tutti: è un grosso pallone gonfiato!” urlò il cieco che aveva toccato la pancia.
Tra loro c’era il più grande scompiglio e disaccordo perché ciascuno, pur toccando soltanto una parte, credeva di conoscere l’intero elefante. Allora, il saggio califfo si rivolse ai suoi ministri: “Chi non si sforza di avere della realtà una visione più ampia, ma si accontenta degli aspetti separati e parziali senza metterli in relazione tra loro, si comporta come questi ciechi. Potrete conoscere a fondo tutte le rughe della zampa dell’elefante, ma non saprete mai che cos’è veramente un elefante”.
La nostra percezione della realtà è sempre molto limitata:
ricordiamocene e cerchiamo di mantenere una mente aperta!

http://www.convinzioni.it/page66/page66.html

The Blind Men and the Elephant
At one time in a country of Arabia, a caliph reigned very wise. He was saddenedby the obtuseness of his ministers and their narrow-minded. One day he calledhim and asked them to bring together people who are blind from birth that they had never seen an elephant. After some time the ministers came up with somefollow-blind grown in small villages in the mountains who had never heard ofelephants.The caliph did get a big elephant and the blind asked “Could you tell me what isan elephant?”
“No, never heard this word,” said the blind. “Well, there’s an elephant in front of you: touch it, try to understand what it is,” said the caliph.A blind man who was touching her leg from top to bottom, cried satisfied: “Theelephant is a pillar.”
“No, it’s a trumpet!” said the blind man who had touched the trunk.
“Not at all, is a rope!” exclaimed one who had touched the tail.
“But no, it’s a big fan ‘said those who had touched his ear.
“You’re wrong, everyone has a big bag of wind!” cried the blind man had touchedher stomach.
Among them was the greatest confusion and disagreement because each, whiletouching only a part, thought he knew the whole elephant. Then, the wise Caliphturned to his ministers: “Who does not strive to have a broader view of reality, butare satisfied with the partial and separate aspects without putting them in relationto each other, acts as these blinds. You get to know all the wrinkles of the elephant’s leg, but you never know what is really an elephant. “
Our perception of reality is always very limited:
remember this and try to keep an open mind!

Eventi sconosciuti – Unknown events


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Eventi sconosciuti

In fondo quanto sappiamo
 relativamente al mondo conosciuto?
Perchè pensare che tutto sia circoscritto
 nel conosciuto e nel comprensibile?
A volte l’inaspettato ci permette di accogliere
 quanto la mente stessa non concepisce.

30.10-2014 Poetyca

Unknown events

At the end of what we know
relative to the known world?
Why think that everything is limited
in known and understandable?
Sometimes the unexpected allows us to accommodate
what the mind can not conceive of itself.

30.10-2014 Poetyca

Ispirazione – Inspiration – Ringu Tulku Rinpoche


Ispirazione

A volte, possiamo sentirci molto ispirati, ma quando l’ispirazione diminuisce, è necessario sostenere la nostra motivazione, in modo da non abbandonare la nostra pratica o allontanarci da essa.

—Ringu Tulku Rinpoche

Inspiration

At times, we may feel very inspired, but when the inspiration wanes, it is necessary to sustain our motivation, so as not to abandon our practice or diverge from it.

—Ringu Tulku Rinpoche

Unicità – Uniqueness




🌸Unicità🌸

Unicità è spesso difficoltà,
ma sapere di essere
fuori dal gregge
è capacità di scegliere
consapevolmente.
Pochi sanno quel che fanno
e conoscono le conseguenze
delle proprie azioni.
Il saggio non è nella folla.

05.06.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Uniqueness

Uniqueness is often difficulty,
but to know that you are
out of the herd
it is the ability to choose
consciously.
Few know what they are doing
and they know the consequences
of their actions.
lThe wise man is not in the crowd.

05.06.2021 Poetyca

Quel che accade – What happens – Zig Ziglar




🌸Quel che accade🌸

Non è quello che ti succede
che determina gran parte
del tuo futuro.
Quello che accade,
capita a tutti noi.
Ciò che conta è come reagisci
a ciò che accade.“

Zig Ziglar
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸What happens

That’s not what happens to you
which determines a large part
of your future.
What happens,
it happens to all of us.
What matters is how you react
to what happens. “

Zig Ziglar

Van Der Graaf Generator – Rockpalast – COMPLETE SHOW


I Van der Graaf Generator sono un gruppo progressive inglese.

La loro formazione ha subito nel tempo molte trasformazioni, sciogliendosi varie volte, ma quella considerata classica e maggiormente conosciuta, era composta dal leader Peter Hammill (voce, chitarra, pianoforte, nonché principale autore delle canzoni), Hugh Banton (tastiere, basso elettrico, chitarra), Guy Evans (batteria) e David Jackson (fiati).

Ebbero un notevole successo, sin dagli inizi della loro carriera, soprattutto in Italia, e raggiunsero la fama a livello europeo con l’uscita dell’album Pawn Hearts nel 1971. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1978, la formazione classica dei VDGG si riunirà nel 2005.

I Van der Graaf Generator non hanno molto in comune con gli altri gruppi del genere, infatti i loro testi non trascendono il reale nel favolistico, come i Genesis, gli Yes o i King Crimson, ma si sviluppano in contesti più filosofici vicini allo psicodramma. Anche la loro musica è abbastanza diversa dai loro contemporanei, non sono presenti virtuosismi, barocchismi o riempimenti vari, ma le atmosfere sono cupe, caratterizzate da arrangiamenti allo stesso tempo essenziali e complessi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Van_der_Graaf_Generator

Van der Graaf Generator are an English progressive rock band, formed in 1967 in Manchester by singer-songwriters Peter Hammill and Chris Judge Smith and the first act signed by Charisma Records. They did not experience much commercial success in the UK, but became popular in Italy during the 1970s. In 2005 the band reformed, and continue to perform as of 2014.

The band formed at Manchester University, but settled in London where they signed with Charisma. They went through a number of incarnations in their early years, including a brief split in 1969. When they reformed, they found minor commercial success with The Least We Can Do Is Wave to Each Other, and after the follow-up album, H to He, Who Am the Only One, stabilised around a line-up of Hammill, organist Hugh Banton, saxophonist David Jackson, and drummer Guy Evans. The quartet subsequently achieved significant success in Italy with the release of Pawn Hearts in 1971.

After several exhausting tours of Italy, the band split in 1972. They reformed in 1975, releasing Godbluff and frequently touring Italy again, before a major line-up change and a slight rename to Van der Graaf. The band split in 1978. After many years apart, the band finally united at a gig at the Royal Festival Hall and a short tour in 2005. Since then, the band has continued as a trio of Hammill, Banton, and Evans, who record and tour regularly in between Hammill’s concurrent solo career. Their most recent album, ALT, was released in June 2012.

The group’s albums have tended to be both lyrically and musically darker in atmosphere than many of their prog-rock peers (a trait they shared with King Crimson, whose guitarist Robert Fripp guested on two of their albums), and guitar solos were the exception rather than the rule, preferring to use Banton’s classically influenced organ, and, until his departure, Jackson’s multiple saxophones. While Hammill is the primary songwriter for the band, and its members have contributed to his solo albums, he is keen to stress that the band collectively arranges all its material. Hammill’s lyrics frequently covered themes of mortality, due to his love of science fiction writers such as Robert Heinlein and Philip K. Dick, along with his self-confessed warped and obsessive nature. His voice has been a distinctive component of the band throughout its career. It has been described as “a male Nico” and would later on be cited as an influence by Goth bands in the 1980s. Though the group have generally been commercially unsuccessful outside of early 1970s Italy, they have inspired several musicians, including John Lydon and Julian Cope.

https://en.wikipedia.org/wiki/Van_der_Graaf_Generator