Archivio | 27/06/2021

Sull’Amore – About love


Sull’amore

Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, si può tenere nella mano aperta, ma non nel pugno: appena si chiudono le mani esso si dilegua.

Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. L’avidità incorporea, tende al possesso; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.

Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.

Amare se stessi significa rispettarsi, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là di qualsiasi specifico credo religioso, che alberga in ciascuno di noi: la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.

Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.

L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:è l’amore per se stessi che pone le basi per conoscersi. Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti, significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente, intesa come creazione sociale, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare l’autoconsapevolezza.

Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo che potremmo mostrare non sarebbe autentico, sarebbe un modo per non pensare a noi stessi, un dovere, una formalità,un sacrificio.

Spesso si tende ad utilizzare una definizione non corretta di amore. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, una persona che ha così tanto da offrire vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza che vi sia alcuno che lo possa ammirare, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore è ciò che riempie e rende felici.

L’amore non è dipendenza, non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota, non è ricatto, non è una forma di potere, non è un oggetto di contrattazione.

L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di noi e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri non saranno mai realizzate.

Ecco, quindi, ancora una volta  si impone la necessità di imparare prima a stare da soli con se stessi e poi con gli altri. A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. Se non si è in grado di stare da soli ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà a causa di una personale incapacità. E l’odio, la rabbia, il disprezzo neo propri confronti quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, ma anche verso chi ci circonda, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.

Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi, mettendosi al centro del proprio cammino emotivo, spirituale, fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, più profondo e duraturo.
L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.

Anna Fata    

About Love

Osho says that love is not something that can be confined, you can hold in your hand open, but not in the hand: as soon as you close your hands it disappears.

The word love in English “love” comes from the Sanskrit “lobha” which means greed. Once it is absorbed, digested, greed turns into love. Greed disembodied, tends to possession, love sharing, giving, without asking for anything in return. Is there a process within us that allows us to move from greed to love.

To be able to donate we must have something to offer, but, at times (and, in some cases, never), this is not possible. All the love in their comparisons.

To love oneself is to be respected, not condemn, do not judge, do not get hurt, means respecting that form of spirituality, that form of transcendence that goes beyond any particular religious belief, that dwells in each of us: our existence here and now it is motivated by a Supreme Volition and is an expression of a love that was given to us.

Loving yourself means that you can contemplate themselves, their lives and their being there.

The love of self must be followed by observation of self, is the self-love which paves the way to get to know. Know it is an act of love toward them, means focusing space, time and attention. Meditation, that is, putting the mind, understood as a social creation, by hand, can be one of the tools to achieve this. Similarly, also psychotherapy can be a means to increase the self-awareness.

Contrary to what is socially and culturally transmitted, being selfish, that is centered on himself, which involves being satisfied and happy, it is important to be selfless. Having something within himself to give, something like joy, happiness, love that they feel it is natural that overflow to flow outward to others also. These are forms of energy that we leave in full natural flow, even to others. If, on the contrary, we are unhappy, dissatisfied with any altruism that we could show it would not be authentic, it would be a way to not think of ourselves, a duty, a formality, a sacrifice.

Often we tend to use an incorrect definition of love. It is a form of need, lack, as is the case for the baby that needs a reference point that meets their needs, without which it could not survive. On the contrary, true love is unconditional gift, abundance, is to have so much life in himself that it is all “too much” for themselves and it is natural to share it. Indeed, the true gift offers the recipient of such love. In any case, a person who has so much to offer and is happy lives, even if there is no one who receives it’s like a flower in a forest: there, there, it shines even without that there is no one who can see the , the recognition by another is accidental, is a more. The mere flow of life, the joy of love is what fills and makes you happy.

Love is not dependence, is not something that is given to us when we emptied, is not blackmail, it is a form of power, is not a subject of bargaining.

Love is like an aura that comes from within us and around us: if you do not have it, you ask someone else and you become addicted. In this case, the love will never be enough, and the expectations of others will never be realized.

Here, then, once again there is the need to first learn to be alone with yourself and then with others. At that point you will be able to be with other people in a form of unity that does not destroy, but rather strengthens the individuality of each and incites freedom. If you are not able to be alone you will require to be with others, but this will be stifling, constricting, why limit its freedom because of a personal failure. And hate, anger, contempt towards their neo almost inevitably will be directed not only against themselves, but also to those around us, creating a vicious circle of negative feelings.

You can break this chain, starting with themselves, placing themselves at the center of his journey emotional, spiritual, physical and social environment that sees in the other fellow travelers, many people searching for themselves with which it is possible a more or less wide of his life. Among these people, then it will become easier once inside we will prepare the meeting, dialogue, exchange, will be more likely to meet a person with whom to establish a preferential binding, more profound and lasting.
The important thing, as some of the Zen masters, is “let it be”.

Anna Fata

Sull’umanità – il progresso, l’aiuto agli altri – Mankind – progress, helping others – Sri Aurobindo


Sull’umanità – il progresso, l’aiuto agli altri – Sri Aurobindo
L’umiltà davanti al Divino è anch’essa una conditio sine qua non della vita spirituale, mentre l’orgoglio, l’arroganza, la vanità e la presunzione spirituale spingono sempre verso il basso. (…) Il disprezzo per gli altri è sempre fuori luogo, tanto più che il Divino è in tutti. È ovvio che le attività e le aspirazioni degli uomini non sono né insignificanti né senza valore, poiché tutta la vita è una crescita dell’anima dall’oscurità alla Luce.
Secondo il nostro modo di vedere, l’umanità non può uscire dalle sue limitazioni e crescere con i normali mezzi adottati dalla mente umana: politica, riforme sociali, filantropia, ecc; questi possono essere solo palliativi temporanei o circoscritti. L’unica vera via d’uscita è un cambiamento di coscienza in un modo d’essere più grande, più vasto e più puro, e una vita e un’azione basate su tale cambiamento. È dunque a questo che bisogna rivolgere le energie una volta che l’orientamento spirituale sia completo. Questo non implica alcun disprezzo, significa preferire i soli mezzi efficaci a quelli che sono stati trovati inefficaci.
(Lettere, I, 190-1)
Personalmente, non ho un rispetto esagerato per l’Umanità e per quello che essa è, ma dire che non ha fatto alcun progresso è un pessimismo esagerato così come furono un ottimismo esagerato gli entusiastici alleluia del diciannovesimo secolo per un’Umanità in pieno progresso. (…) E, dopo tutto, il miglior modo di far progredire l’Umanità è avanzare personalmente; ciò può suonare individualistico o egoistico, ma non lo è: è solo buon senso. Come dice la Gita: “Tutto ciò che fanno i migliori viene preso a modello dagli altri” [III, 21].
(Lettere, II, 28-9)
Naturalmente la maggior parte degli uomini vive nella mente fisica e nel vitale, eccetto pochi santi e un numero un po’ più grande di intellettuali. È per questo che, come si è ora scoperto, l’umanità ha fatto pochi progressi negli ultimi tremila anni, eccetto nel campo della scienza e in quello materiale. Un po’ meno crudeltà e brutalità forse, più elasticità dell’intelletto nell’élite, una capacità più rapida di cambiamento nelle forme, ma tutto qui.
La nostra epoca è allo stesso tempo peggiore e migliore [di quella del passato]: da un lato la natura umana si è degradata fin nei suoi aspetti peggiori e c’è uno scatenamento delle forze vitali; dall’altro c’è, in compenso, una maggiore ricerca di qualcosa di oltre, una ricerca che ha in sé più luce e conoscenza.
(Lettere, V, 57)
Si deve spesso rinunciare al dharma inferiore per arrivare a un dharma più vasto, per esempio i doveri sociali, i debiti da saldare, una famiglia a cui badare, contribuire a servire il proprio paese, ecc.: chi si volge alla vita spirituale deve spesso lasciarsi indietro tutto ciò, e da molti viene rimproverato come adharma. Ma, se non segue questo adharma, resta sempre vincolato alla vita inferiore – dato che lì vi è sempre qualche dovere da assolvere – e non può dedicarsi al dharma spirituale, oppure può farlo solo quando è vecchio e le sue facoltà sono diminuite.
(Lettere, II, 26)
Il vero scopo dello yoga non è la filantropia, ma trovare il Divino, entrare nella coscienza divina e scoprire il proprio vero essere nel Divino.
L’idea di essere utili all’umanità è la vecchia confusione dovuta a idee di seconda mano importate dall’Occidente. Ovviamente, per essere ‘utili’ all’umanità non c’è bisogno dello yoga: chiunque conduca la vita umana è utile all’umanità, in un modo o nell’altro. Lo yoga è diretto verso il Divino, non verso l’uomo. Se fosse possibile far discendere una coscienza e un potere divino supermentale e stabilirli nel mondo materiale, questo evidentemente significherebbe un immenso cambiamento per la terra, inclusa l’umanità stessa e la sua vita. Ma l’effetto sull’umanità non sarebbe che uno dei risultati del cambiamento; in sé non costituisce lo scopo della sadhana. Lo scopo della sadhana può essere solo quello di vivere nella coscienza divina e manifestarla nella vita.
(Lettere, II, 26-7)
E’ sempre così nel comportamento umano: gli uomini vogliono aiutarsi l’un l’altro, spinti da motivi nascosti o da sentimenti che provengono dall’ego. Solo quando si vive in una coscienza superiore accade diversamente.
L’idea di aiutare gli altri è una sottile forma di ego. Solo la Forza divina può aiutare. Si può essere un Suo strumento, ma si deve allora prima imparare a diventare uno strumento idoneo e privo di ego.
L’idea di aiutare gli altri è un’illusione dell’ego. Solo quando la Madre autorizza e dà la Sua Forza si può aiutare, e anche allora solo entro certi limiti.
(Lettere, II, 260-1)
Mankind – progress, helping others – Sri Aurobindo

The humility before the Divine is also a conditio sine qua non of spiritual life, and pride, arrogance, vanity and presumption spiritual always pushes down. (…) The contempt for others is always out of place, especially since the Divine is in all. It is obvious that the activities and aspirations of men are neither trivial nor without value, because all life is a growth of the soul from darkness to light.
In our view, humanity can not escape from its limitations and grow with the normal means used by the human mind: politics, social reform, philanthropy, etc., these may be only temporary palliatives or circumscribed. The only real way out is a change of consciousness in a way of being bigger, broader, more pure, and life and action based on that change. It is therefore this that we must address the energy once the spiritual orientation is complete. This does not imply any contempt, means preferring the only effective means to those that have been found ineffective.
(Letters, I, 190-1)
Personally, I do not have an exaggerated respect for humanity and for what it is, but saying that he has made no progress is an exaggerated pessimism as an exaggerated optimism were the enthusiastic hallelujahs of the nineteenth century for Humanity in full progress. (…) And, after all, the best way to advance humanity is to advance personally, this may sound selfish or individualistic, but it is not: it’s just common sense. As the Gita says: “All they do is best modeled by others” [III, 21].
(Letters, II, 28-9)
Of course, most men live in the physical mind and life, except for a few saints and a number a little ‘bigger than intellectual. That is why, as we have now discovered, mankind has made little progress over the last three thousand years, except in science and in the material. A little ‘less cruelty and brutality, perhaps, more flexible intellectual elite, a capacity of more rapid change in the forms, but that’s all.
Our age is both worse and better [than the past]: on the one hand, human nature is degraded even in its worst and there is an outburst of vital forces, and secondly there is, on the other hand , looking for something more than a search that has in it more light and knowledge.
(Letters, V, 57)
It often has to give up less to get to a dharma dharma larger, for example, social duties, debts to be paid, a family to look after, help serve their country, etc..: Who turns to the spiritual life is often leaving behind everything, and is criticized by many as adharma. But, if it does not follow this adharma, remains bound to the lower life – because there is always a duty to perform – and can not devote himself to spiritual dharma, or can only do so when he is old, and his faculties are diminished.
(Letters, II, 26)
The real purpose of yoga is not philanthropy, but finding the Divine, to enter into the divine consciousness and discover their true being in the Divine.
The idea of being useful to humanity is the confusion due to old ideas of second-hand imported from the West. Obviously, to be ‘useful’ to humanity there is no need of yoga is anyone lead human life is useful to humanity in one way or another. Yoga is directed towards the Divine, not to man. If it were possible to bring down a supramental consciousness and a divine power and establish them in the material world, this of course would mean a huge change for the earth, including humanity itself and its life. But the effect would be that humanity is not a result of the change, in itself is not the purpose of sadhana. The purpose of sadhana can only be to live in divine consciousness and manifest it in life.
(Letters, II, 26-7)
It ‘always the case in human behavior: people want to help each other, driven by hidden motives or feelings that come from ego. Only when you live in a higher consciousness is just the same.
The idea of helping others is a subtle form of ego. Only the Divine Force can help. It may be His instrument, but then you must first learn to be an appropriate and selfless.
The idea of helping others is an illusion of the ego. Only when the mother allows and gives His strength you can help, and even then only within certain limits.
(Letters, II, 260-1)

Sospiri di luce – Sighs of light


Sospiri di luce

Illusione o sogno
ma si resta comunque in attesa
sono attimi
frammenti che portano
luce in un firmamento buio
Perdute rotte
che segnano il cammino
ed alleviano fatiche
ad un cuore ormai stanco

Piccole ali
sospiri silenti
di chi vuol lasciare
un’indelebile segno
in cielo

18.11.2003 Poetyca

Sighs of light

Illusion or a dream
but remains on hold
are moments
fragments bearing
light in a dark sky
Lost routes
that mark the path
and relieve fatigue
a tired heart

Small wings
silent sigh
who wants to leave
an indelible mark
in heaven

18.11.2003 Poetyca

Immagina se – Imagine if


Immagina se

Immagina se
d’improvviso
ogni sogno
diventasse vero
ed ogni stella
segnasse il cammino
per un mondo
migliore di questo
Allora sarebbe vita

10.08.2017 Poetyca

Imagine if

Imagine if
suddenly
every dream
became true
and every star
mark the way
for a world
better than this
then it would be life

10.08.2017 Poetyca

Come cristallo – Like crystal




🌸Come cristallo🌸

Rimbomba
Il cuore
tra cortine
di silenzio

Sono sempre
fragili attese
affinché giunga
una presenza

Tutto è fragile
come cristallo
e la solitudine
invade l’attimo

13.06.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Like crystal

It booms
The heart
between curtains
of silence

I’m always
fragile expectations
for it to come
a presence

Everything is fragile
like crystal
and loneliness
invades the moment

13.06.2021 Poetyca

Concentrazione – Concentration – Omraam Mikhaël Aïvanhov


Concentrazione
“Avere in mente troppe cose diverse, voler raggiungere più scopi
contemporaneamente, essere trascinati in tutte le direzioni: ecco
il modo migliore per perdere le proprie forze. Rifletteteci bene
e decidetevi a concentrarvi su un’unica idea, su un unico
desiderio: tutte le vostre energie saranno così orientate verso
quello scopo e svilupperete una potenza fantastica.
Quando un paese è in guerra, se deve inviare il suo esercito in
tutte le direzioni, su tutti i fronti, disperde le proprie forze
e queste non sono più altrettanto efficaci di quanto lo
sarebbero se concentrate su uno stesso luogo. È talmente
evidente e facile da capire! Prendete una lente e concentrate i
raggi del sole su un unico punto: potete incendiare tutto! Se
però i raggi sono dispersi, anche tenendo puntata la lente per
anni, non avverrà nulla. Soltanto la concentrazione, sia essa
quella del fuoco, della luce, del pensiero, del sentimento o
dell’azione, dà la vera potenza.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Concentration

– a factor in being effective and powerful
“Nothing saps a person’s strength more than filling their head with too many different things, wanting to achieve several goals at once and being pulled in every direction. Really think about this, and make up your mind to focus on one idea, one desire: then all your energies will be directed toward that goal, and you will develop fantastic power.
When a country is at war, if it has to dispatch its army in every direction, on every front, its forces are spread thin, and they are no longer as effective as if they were concentrated in one spot. This is so obvious and easy to understand! Take a magnifying glass and focus the sun’s rays on one spot, and you can set everything alight. But if the rays are dispersed, you can hold the magnifying glass there for several years and nothing will happen. Only concentration, whether of fire, light, thought, feeling or action, produces real power.”
Omraam Mikhael Aivanhov

Come acqua – Like water – Lao Tzu


🌸Come acqua🌸

Le gocce di pioggia
che s’infrangono su un vetro,
scivolano e scorrono
lasciano un segno,unico,indelebile.

Questa è anche la tua unicità.

Perciò.

Sii come l’acqua.

Lao Tzu
🌸🌿🌸#pensierieparole
Like water

Raindrops
breaking on glass,
they slide and slide
they leave a unique, indelible mark.

This is also your uniqueness.

Therefore.

Be like water.

Lao Tzu