Archivio | 30/07/2021

Fiore di loto – Lotus Flower


stellasperanza

Fiore di loto

Gli antichi cinesi sostenevano che, dopo aver visto una volta come cresce il loto negli ambienti acquatici, non si può più dimenticarne quanto è spettacolare e altamente allusivo. Quando i popoli primitivi si ritrovarono ad assistere al risorgere del loto dal fondo dei corsi d’acqua inariditi dalla mancanza di pioggia, lo considerarono simbolico dell’immortalità e della resurrezione. I semi durissimi e impermeabili possono rimanere in uno stato di prolungata quiescenza e germinare anche dopo oltre 400 anni, ma ne sono stati ritrovati in Cina addirittura risalenti a 1.200 anni fa. I fiori delicati e profumati, del diametro fino a 25 cm, della pianta d’acqua dolce del loto hanno un profondo significato nelle religioni orientali: rappresentano la purezza e il potere creativo in un ambiente avverso, la sapienza divina, il progresso interiore della coscienza dell’individuo verso il livello superiore ma, per via del loro generarsi spontaneamente, ricordano la nascita divina e la fertilità.

Secondo alcune interpretazioni, il loto sarebbe nativo in Egitto, poi diffuso in India e assimilato dal Buddismo in seguito. Brahma, il Creatore e Dio padre dell’universo nella dottrina induista, è raffigurato nascente da un fiore di loto che spunta dall’ombelico della divinità Vishnu, il Conservatore, nelle tradizionali rappresentazioni indù. Per la sua caratteristica naturale di nascere dal fango senza risultarne macchiato, il significato del loto è diventato simbolico della purezza, dell’elevazione spirituale che emerge dal caos primordiale negli insegnamenti spirituali e nelle tradizioni filosofiche ed esoteriche tantriche originatesi nelle religioni indiane. I centri energetici (‘chakra’) della funzione vivente a multilivello sono associati con il numero variabile dei petali del loto e il suo fiorire diventa equivalente dell’illuminazione, della rivelazione finale.

Nel Buddismo, i fiori di loto costituiscono un’offerta particolarmente sacra quale simbolo di Buddha, della purezza del corpo e della parola, dell’affidabilità e dell’illuminazione della mente nell’uomo virtuoso. La preghiera buddista tradotta come ‘Oh, il gioiello del fiore di loto!’ ne esalta gli attributi di purezza, delicatezza e bellezza. I fiori si aprono soltanto per pochi giorni, poi ogni petalo scivola silenziosamente in acqua, uno per volta, nell’arco di un breve periodo, mentre le foglie coriacee rimangono sempre pulite essendo assai idrofobiche in superficie in seguito ad una proprietà denominata ‘effetto loto’. La pianta nasce da un seme che attecchisce sul fondo di acque stagnanti, immerso nel fango – sinonimo di ciò che è materiale, attaccamento, desiderio, avidità, odio, illusione – al buio come è l’ignoranza, che non consente di individuare con chiarezza la verità nella vita. La semenza cresce verso l’alto, attratta dal calore e dalla luce del sole, allo stesso modo degli esseri umani che crescono ricercando per natura l’amore, la compassione, il vero. Gli steli lunghi e tubolari portano separatamente una foglia rotonda di grandi dimensioni e un fiore appariscente che si dischiude a poco a poco, un petalo alla volta, al risveglio dei raggi del sole mattutino, come ad aprirsi completamente all’illuminazione, alla vita spirituale. I petali, come raggi di sole, galleggiano sempre in superficie, completamente alla luce, per richiudersi con il calare della sera. Il fiore rimane ancorato con le radici, ma si muove liberamente secondo il flusso di acqua, come succede ogni istante nell’evoluzione di ogni situazione. La rivelazione di Buddha nel ‘Sutra del Loto’ – uno dei testi fondamentali per le scuole buddiste cinesi e giapponesi – riguarda la forza vitale universale che origina e regola tutti i fenomeni esistenti.

http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Loto.asp

Lotus Flower

The ancient Chinese claimed that, having once seen as the lotus grows in aquatic environments, one can not forget what is spectacular and highly suggestive. When primitive peoples found themselves witness the resurgence of lotus from the bottom of rivers dried up from lack of rain, saw it as symbolic of immortality and resurrection. The seeds are extremely hard and impermeable to remain in a state of prolonged quiescence and germinate even after more than 400 years, but have been found in China even dating back to 1,200 years ago. The delicate flowers and fragrant, with a diameter up to 25 cm, the plant freshwater lotus have a deep meaning in Eastern religions: they represent the purity and creative power in an adverse environment, the divine wisdom, the inner progress of consciousness to the upper level of the individual, but because of their generated spontaneously, remember the divine birth and fertility.

According to some interpretations, the lotus was native to Egypt, then spread to India and assimilated by Buddhism later. Brahma, the Creator and God the Father of the universe in Hindu doctrine, is shown emerging from a lotus flower that grows from the navel of the god Vishnu, the Preserver, in the traditional Hindu representation. Due to its characteristic natural born from the mud without reason be stained, the meaning of the lotus has become symbolic of the purity of the spiritual that emerges from the primordial chaos in spiritual teachings and traditions of philosophical and esoteric Tantric originated in Indian religions. The energy centers (‘chakra’) of living in multi-function associated with the variable number of petals of the lotus flower and its becomes equivalent illumination, the final revelation.

In Buddhism, the lotus flowers are a particularly sacred as a symbol of Buddha, the purity of body and speech, reliability and enlightenment of the mind virtuous man. The Buddhist prayer translated as, ‘Oh, the jewel of the lotus flower!’ Enhances the attributes of purity, delicacy and beauty. The flowers open only for a few days, then each petal slips silently in water, one at a time, over a short period, while the leaves coriaceous remain always clean being very hydrophobic surface in response to a property named ‘lotus effect ‘. The plant originates from a seed that takes root at the bottom of stagnant water, in the mud – synonymous with what is material, attachment, desire, greed, hatred, delusion – in the dark as ignorance, which does not allow to clearly identify the truth in life. The seed grows up, attracted by the warmth and light of the sun, in the same way human beings who grow up searching for the nature of love, compassion, true. The long stems and tubular separately carry a large round leaves and a showy flower that unfolds gradually, one petal at a time, the awakening of the rays of the morning sun, as to open up completely to enlightenment, spiritual life. The petals, like rays of sunshine, always floating on the surface, the light completely, to close again with nightfall. The flower remains anchored with the roots, but moves freely according to the flow of water, as happens every moment in the evolution of each situation. The revelation of the Buddha in ‘Lotus Sutra’ – one of the fundamental texts for the Chinese and Japanese Buddhist schools – about the universal life force that creates and governs all phenomena exist.

Sinfonie arcane – Arcane symphonies


Sinfonie arcane

Conducimi nel luogo
che tu conosci
con una cascata
ai piedi dell’arcobaleno
Portami dove il sorriso
tinge le pareti
del tuo immenso cielo
Raccontami di storie
e leggende arcane
dove ogni sogno
ha la voce del cuore
Sostieni il mio cammino
stringendomi la mano
e tutto avrà i colori
che sono noi sceglieremo
Parlami al buio
con il sussurro
di vento compagno
Guidami con la forza
di speranza senza nome
capace di cambiare la vita
dove catturano paure
Sii per me compagno
oltre ogni confine

 06.09.2003 Poetyca

Arcane symphonies

Lead me to the place
you know
with a waterfall
at the foot of the rainbow
Take me smile
tinged walls
your immense sky
Tell stories
legends and arcane
where every dream
has the voice of the heart
Support my way
shaking hands
and all the colors will
which we will choose
Tell me in the dark
with the whisper
Wind friend
Guide me with the force
hope unnamed
able to change lives
where fears capture
Be my friend
every division

  06.09.2003 Poetyca

 
 
 

La vita non smette – Life does not stop



La vita non smette

La Speranza
nutre il cuore
colora l’attesa
oltre silenzio
e mille parole
La vita
non smette
di aggrapparsi
al flebile vigore
o al sottile filo
di un giorno nuovo

20.01.2017 Poetyca

Life does not stop

The hope
nourishing the heart
colors waiting
than silence
and a thousand words
The life
does not stop
to cling
the weak force
or thin wire
a new day

01/20/2017 Poetyca

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼   In meditazione ✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


In meditazione

Seduto in meditazione
sul mio cuscino
seguo solo il mio respiro.
E la mia vita
non è più la somma
‎dei miei pensieri,
ma lo scorrere
del mio Essere

Maestro Tetsugen

In meditation

Sitting in meditation
on my cushion
I just follow my breath.
It’s my life
is no longer the sum
Of my thoughts,
but run it
of my Being

Maestro Tetsugen

Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè – The Duel of the Master of Tea Ceremony – Suzuki Daisetz T


Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè

Un giorno, a Edo, un pacifico maestro del tè (che non aveva il rango di samurai, sebbene il protocollo gli imponesse di vestirsi come tale) fece un incontro che aveva sempre temuto da quando aveva lasciato il castello: si imbatte in un ronin(un samurai senza padrone) che lo sfidò a duello: Il maestro del tè spiegò chi era, ma il ronin, nella speranza di estorcere danaro alla sua vittima, continuò a minacciarlo. Pagare per venire lasciato in pace sarebbe stata un’azione disonorevole per il maestro del tè, per il suo signore e per il suo clan. L’unica alternativa era accettare la sfida. Ormai rassegnato alla morte, il maestro del tè aveva l’unico desiderio di morire in un modo degno di un samurai. Perciò chiese all’avversario il permesso di rinviare lo scontro e si precipitò in una scuola di scherma che aveva visto nelle vicinanze, sperando di ricevere almeno le informazioni fondamentali, cioè di imparare a morire onorevolmente di spada. Senza lettere di presentazione di solito era difficile farsi ricevere dal maestro di una scuola, ma in questo caso, i portinai si accorsero del turbamento del maestro del tè, e rimasero colpiti dall’enfasi con cui chiedeva di entrare. Egli venne finalmente condotto dal maestro che, dopo aver ascoltato attentamente la storia, pregò il visitatore di servire un po’ di tè prima di imparare l’arte di morire. Il maestro di scherma, vedendolo compiere la cerimonia del tè con totale concentrazione e serenità mentale, a un certo punto si batté la mano sul ginocchio, in segno di cordiale approvazione ed esclamò: “Ecco! Non c’è bisogno che tu impari l’arte della morte! Lo stato d’animo in cui ora ti trovi è sufficiente per permetterti di affrontare qualunque spadaccino. Quando vedrai il tuo ronin, comportati così: prima pensa che ti accingi a servire il tè ad un ospite. Salutalo cortesemente, scusandoti per il ritardo, e digli che ora sei pronto per lo scontro. Togliti il haori, la sopravveste, piegalo con cura, e poi posa su di esso il ventaglio, come quando stai lavorando. Poi cingiti la testa con il tenugui, la fascia, rimboccati le maniche e legale con una corda, e raccogli la tua hakama. Sguaina la spada, levala sopra la testa, pronto ad abbattere l’avversario e , chiudendo gli occhi, raccogli i tuoi pensieri per il combattimento. Quando lo udrai lanciare un urlo, colpiscilo con la tua spada. Probabilmente l’incontro si concluderà con la morte di entrambi”. Ringraziando profusamente lo schermitore, il maestro del tè ritornò dal ronin, si preparò ed attese. Il ronin vide “una persona completamente diversa” e “chiese perdono al maestro del tè per la sua scortese richiesta, affrettandosi ad andarsene”

Suzuki Daisetz T. “Zen and Japanese Culture” NewYork: Pantheon Book,1960

The Duel of the Master of Tea Ceremony

One day, in Edo, a peaceful tea master (who had the rank of samurai, the protocol to impose a dress like that) had a meeting that he had always feared since she left the castle, he runs into a ronin ( a masterless samurai) who challenged him to a duel: The tea master explained who he was, but the ronin, in the hope of extorting money to his victim, continued to threaten him. Paying for being left alone would have been dishonorable action for the tea master, for his master and his clan. The only alternative was to accept the challenge. Resigned to death, the tea master was the only wish of dying in a manner worthy of a samurai. So the opponent asked for permission to postpone the fight and ran a school of fencing that had seen nearby, hoping to receive at least basic information, that is to learn to die honorably by the sword. No letters of introduction was usually difficult to be received by the master of a school, but in this case, the caretakers noticed the disturbance of the tea master, and were struck with dall’enfasi asking to enter. He was finally taken by the master who, after listening carefully to the story, the visitor asked him to serve a little ‘tea before learning the art of dying. The fencing master, seeing him do the tea ceremony with full concentration and peace of mind, at one point slapped his hand on her knee as a sign of cordial approval and exclaimed: “Behold! There is no need for you to learn the art of death! The mood you are in now is sufficient to allow it to tackle any swordsman. When you see your ronin, behaved like this: first think that you prepare to serve tea to a visitor. Greet kindly, apologizing for the delay, and tell him that you are now ready for battle. Take off the haori, the surcoat, fold it carefully, and then lay the fan on it, like when you’re working. Then gird up my head with tenugui, the band, roll up your sleeves and legal with a rope, and pick up your hakama. Draws his sword, Leval overhead, ready to shoot down the opponent, and closing his eyes, collect your thoughts for combat. When you hear a scream run, hit him with your sword. Probably the meeting will end with the death of both. ” Thanking him profusely fencer, returned from the tea master ronin, he prepared himself and waited. The ronin saw “a completely different person” and “begged forgiveness from the tea master for his rude request, hurrying to leave,”

T. Suzuki Daisetz “Zen and Japanese Culture”, New York: Pantheon Books, 1960

Malgrado tutto – In spite of everything


🌸Malgrado tutto🌸

A noi sgombrare il campo
da ogni interferenza:
Paure,aspettative,
attaccamento.

A noi rendere possibile
la rinascita con gioia e speranza
perché da ogni ferita
di manifesti luce.

A noi mantenere il passo
sull’asse d’equilibrio
delle emozioni…
Malgrado tutto.

14.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸In spite of everything

It is up to us to clear the field
from any interference:
Fears, expectations,
attachment.

We make it possible
rebirth with joy and hope
because from every wound
of manifest light.

It is up to us to keep up
on the axis of balance
of emotions …
In spite of everything.

14.03.2021 Poetyca

Armonia – Harmony




🌸Armonia🌸

Un soffio
ed un istante
e tutto è armonia
tutto si espande

Sto cercando
altre gocce di Luce
per abbattere
paure e tenebre

Apro ora con gioia
la mia mano
e non mi aggrappo
piú a nulla

14.07.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Harmony

A breath
and a moment
and everything is harmony
everything expands

I am looking for
other drops of Light
to break down
fears and darkness

I open now with joy
my hand
and I don’t cling
more to nothing

14.07.2021 Poetyca

Brezza estiva – Summer breeze


Brezza estiva
Tremante sfiora
capelli e occhi
tiepida carezza
che illumina istanti
Ancora colora
antichi sogni
-mai morti-
ma solo in attesa
di voli festanti
Nel fremito lieve
si donano odori
e nel sorriso
si nutre il sentire
Ogni giorno è aurora
-nascenti palpiti-
non lasciano sola
la smagrita speranza
14.08.2002 Poetyca
Summer breeze


Almost trembling
hair and eyes
warm caress
illuminating moments
More color
old dreams
-Never-dead
but only on hold
flight jubilant
In mild tremor
give themselves odors
and smile
it feeds the feeling
Every day is dawn
Infant-beating-
do not leave alone
the emaciated hope
14.08.2002 Poetyca

La serenità e l’arte -The serenity and art – Hermann Hesse


La serenità e l’arte

“La serenità, è il segreto del bello e la vera e propria sostanza di ogni arte. Il poeta, che col ritmo danzante dei versi esalta la magnificenza e l’orrore della vita, e il musicista che li fa risuonare come pura presenza, sono coloro che portano la luce, che aumentano la gioia, e la chiarità del mondo, anche se prima ci conducono attraverso lagrime e tensioni dolorose. Il poeta che ci delizia coi versi può anche essere triste e solitario, il musicista sognatore e malinconico, ma anche in questo caso la loro opera partecipa della serenità degli dei e delle stelle. Ciò che essi ci danno, non è più la loro tenebra, la loro sofferenza o angoscia, ma è una goccia di luce pura, di eterna serenità. “

Herman Hesse- Il gioco delle perle di vetro

Ovidio affermava ” Gutta cavat lapidem” – La goccia scava la roccia.

Immaginiamo se questa goccia fosse Luce. Spesso il nostro cuore si inaridisce di fronte al dolore, alle pene della vita e cosa sarebbe se non incontrassimo quella piccola goccia che, con costanza e con l’umiltà dell’acqua non fosse anche nutrimento? Il muro della diffidenza, nato dal dolore, si scaverebbe e la goccia di luce avrebbe spazio per far dono di sè. Così è per l’artista che attraverso il proprio passaggio dalle tenebre alla luce, dal timore alla speranza, impara a dissetare i cuori in ricerca di presenza attraverso la manifestazione e la condivisione della propria Opera nata spesso come travaglio interiore.

02.01.2008 Poetyca

The serenity and art

“Serenity, is the secret of beauty and true essence of all art. The poet, dancing with the rhythm of the verses that enhances the grandeur and horror of life, and the musician that makes them sound like pure presence, are those who carry the light, that increase the joy, and clarity of the world, but first take us through tears and painful tensions. The poet who delights us with verses can also be sad and lonely, melancholy dreamer and musician, but also In this case, their work shares the serenity of the gods and the stars. What they give us, is no longer their darkness, their suffering or distress, but it’s a drop of pure light, of eternal peace. “

-Herman Hesse The Glass Bead Game

Ovid said “Gutta cavat lapidem” – The drop excavates the rock.

Imagine if this drop was light. Often our hearts are withering in the face of pain, the sufferings of life and what it would be if we meet that little drop that, with perseverance and humility of the water was not even food? The wall of distrust, born of pain, you dig and the drop of light would make room for the gift of self. So is the artist who through their passage from darkness to light, from fear to hope, learn to quench the thirst of hearts in search of presence through the event and sharing their work often born as internal turmoil.

02.01.2008 Poetyca

Aurora – Dawn



Aurora
Tra cadute stelle
nasce l’aurora
in colori accesi
ti ristora
-vita-
speranza sognata
è afferrare
bagliori sopiti
10.08.2002 Poetyca
Dawn


Among fallen star
comes the dawn
in bright colors
refreshes you
-Life-
dream hope
is to grab
flashes dormant
10.08.2002 Poetyca

Amore – Love




🌸Amore🌸

Senza amore
non si giunge lontano,
si avverte una mancanza
e non si trova il senso
del proprio percorso.

Sebbene a volte
si sentano profonde ferite
a causa del cuore infranto,
dopo una pausa…
si riprende il volo!

14.07.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Love

Without love
you don’t get far,
there is a lack
and there is no sense
of your path.

Although sometimes
feel deep wounds
because of the broken heart,
after a break …
takes off again!

14.07.2021 Poetyca

Migliorare – Improve – Nikola Tesla




🌸Migliorare 🌸

La scienza non è nient’altro
che una perversione
se non ha come suo fine ultimo
il miglioramento delle condizioni
dell’umanità.

Nikola Tesla
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Improve

Science is nothing else
than a perversion
if it does not have as its ultimate goal
the improvement of conditions
of humanity.

Nikola Tesla

Una perla al giorno – Detto arabo


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La natura della pioggia è sempre la stessa,  
ma fa crescere le spine nelle paludi e i fiori nei giardini.

                                                   Detto arabo

The nature of the rain is always the same,
but it makes thorns grow in the marshes and flowers in the gardens.

                                                    Arab saying