Archivio | ottobre 2021

Preghiere di pace – Prayers for peace


Preghiere di pace

Preghiera indù per la pace

O Dio, guidaci dall’irreale al Reale.
O Dio, guidaci dalle tenebre alla luce.
O Dio, guidaci dalla morte all’immortalità.
Shanti, Shanti, Shanti a voi tutti.
O Signore Dio onnipotente, che la pace regni
nelle regioni celesti.
Che la pace regni sulla terra.
Che le acque siano di ristoro.
Che le erbe siano sane, e che alberi e
piante rechino a tutti la pace. Che tutti gli esseri
caritatevoli rechino a noi la pace.
Che la Legge vedica diffonda la pace
in tutto il mondo.
Che ogni cosa sia per noi fonte di pace.
Che la tua stessa pace, conceda a tutti la pace
e che venga anche a me.

Preghiera buddhista per la pace

Che tutti gli esseri ovunque afflitti dalle
sofferenze del corpo e della mente
siano subito liberati dalle loro malattie.
Che le creature spaventate smettano
d’avere paura, che quelle in catene tornino libere.
Che quelle prive di potere lo trovino
e che la gente pensi ad aiutarsi a vicenda.
Che le creature smarrite in deserti
impervi e spaventosi, bambini, anziani, indifesi,
siano protette dai caritatevoli spiriti celesti
e che presto raggiungano la Buddhità.

Preghiera zoroastriana per la pace

Preghiamo Dio affinché sradichi
ogni misería del mondo:
affinché la comprensione trionfi
sull’ignoranza, la generosità sull’indifferenza,
la fiducia sul disprezzo, e la verità
trionfi sulla menzogna.

Preghiera giainista per la pace

La Pace e l’Amore Universale sono l’essenza
del Vangelo predicato da tutti gli Illuminati.
Il Signore ha predicato che la serenità
d’animo è il Darma lo perdono le creature tutte,
che tutte le creature perdonino me.
Per tutte nutro amicizia, per nessun’inimicizia.
So che la violenza è la radice di ogni miseria al mondo.
La violenza, in realtà, è il laccio della schiavitù.
” Non fare male ad alcun essere vivente. “
Questa è la via eterna,
perenne e inalterabile alla vita spirituale.
Un’arma, per quanto potente,
può essere sempre soppiantata da una migliore;
tuttavía nessun’arma sarà migliore
della non violenza e dell’amore.

Preghiera ebraica per la pace

Venite, saliamo al monte del Signore,
affinché possiamo camminare
sui sentieri dell’Altissimo.
E delle nostre spade faremo zappe,
e delle nostre lance falci.
Una nazione non leverà più la spada
contro l’altra. E nessuno avrà paura,
perché la bocca del Signore
degli Eserciti ha parlato.

Preghiera shintoista per la pace

Sebbene tutte le persone che vivono di là
dall’oceano che ci circonda, siano,
io credo, nostri fratelli e sorelle,
perché a questo mondo continuano
a esserci problemi?
Perché i venti e le onde si levano
nell’oceano che ci circonda?
Sinceramente spero solo che
il vento allontani presto tutte
le nubi che incombono
sulla cima delle montagne.

Preghiera per la pace degli indigeni africani

Dio onnipotente, il Grande Pollice
cui non si sfugge per stringere qualunque nodo;
il Tuono Fragoroso che fende gli alberi possenti:
l’onniveggente Signore che su dal cielo
vede persino le impronte di un’antilope
su una massa rocciosa qui in Terra.
Sei quello che non esita a rispondere
alla nostra chiamata.
Sei la pietra angolare della pace.

Preghiera per la pace dei nativi americani

0 Grande Spirito dei nostri Antenati,
a te levo il mio calumet.
Ai tuoi messaggeri i quattro venti,
e alla Madre Terra che provvede ai tuoi figli.
Donaci la saggezza per insegnare
ai nostri figli l’amore,
il rispetto e la gentilezza reciproci,
affinché crescano con tranquillità d’animo.
Impariamo a condividere tutto il bene
che ci doni su questa Terra.

Preghiera musulmana per la pace

Nel nome di Allah, clemente, il misericordioso.
Sia lode al Signore dell’Universo
che ci ha creatocostituito in tribù e nazioni,
affinché potessimo conoscerci,
non disprezzarci a vicenda.
Se il nemico propende per la pace,
anche voi fate altrettanto e abbiate fiducia in Dio,
perché il Signore è colui che ode e conosce ogni cosa.
E i servi di Dio, Santi sono quelli che camminano
sulla Terra con umiltà, e nel rivolgerci a loro,
diciamo: ” PACE “.

Preghiera bahaista per la pace

Sii generoso nella prosperità e grato nelle avversità.
Sii giusto nei giudizi e cauto nei discorsi.
Sii un faro per coloro che camminano
nelle tenebre e un asilo per lo straniero.
Sii gli occhi per il cieco, e una guida
per i passi di chi devia dalla retta via.
Sii l’alito della vita per il corpo dell’umanítà,
e rugiada per il terreno del cuore umano
e un frutto sull’albero dell’umiltà.

Preghiera sikh per la pace

Dio ci giudica secondo le nostre azioni,
non in base alla veste che indossiamo:
tale Verità è al di sopra di tutto,
ma lo è ancor più una vita vissuta nella verità.
Sappiate che amando si raggiunge Dio,
e che quella vittoria soltanto è duratura
e grazie ad essa nessuno è sconfitto.

Preghiera cristiana per la pace

Beati i Pacifici ché saranno chiamati Figli di Dio.
Io dico a voi che udite, amate i vostri nemici,
fate del bene a coloro che vi odiano,
benedite coloro che vi maledicono,
pregate per coloro che vi molestano.
Se qualcuno vi percuote su una guancia,
porgetegli anche l’altra,
e a coloro che vi rubano il mantello,
non vietate di prendere anche la tonaca.
Date a chiunque vi chieda,
e se qualcuno vi toglie il vostro,
non ridomandateglielo.
E ciò che volete gli altri vi facciano
fatelo anche a loro.

PREGHIERA ISLAMICA

Dio, non consentire che sia io
il carnefice che sgozza gli agnelli,
nè un agnello nelle mani dei carnefici.

Aiutami a dire sempre la verità
anche in presenza dei forti,
e a non dire giammai bugie
per guadagnare gli applausi dei deboli.

Mio Dio,
se tu decidessi di darmi la fortuna,
non togliermi mai la pace e la felicità;

se tu decidessi di darmi la forza,
non togliermi mai il discernimento;
se mi sarà dato di prosperare,
non permettere mai che io perda la modestia.
Che il mio orgoglio sia solo la dignità di essere tuo figlio.

Aiutami ad apprezzare il lato buono di ogni cosa,
per non vedere il tradimento dei miei avversari,
e per non giudicarli con severità e senza amore.

Fa’ che io non resti colpito
dall’illusione della gloria
quando vivrò nel successo,
nè che io mi disprezzi
quando proverò l’insuccesso.

Ricordami che l’esperienza di una sconfitta
nelle tue mani può trasformarsi in un successo maggiore.

O Dio !
Fammi sentire che il perdono
è il maggior indice di forza,
e che la vendetta è soltanto
una prova di debolezza.

Se mi toglierai la fortuna,
lasciami la speranza.
Se mi mancherà la salute,
confortami con la grazia della fede.

E quando l’ingratitudine dovesse ferirmi,
fa’ che l’incomprensione dei miei fratelli
crei nella mia anima
la forza della scusa e del perdono.

E finalmente, Signore,
se io dovessi dimenticarTi,
ti prego lo stesso, Signore,
non dimenticarti mai di me!

(Sufi, anonimo del XIX secolo,
ispiratosi a Qadiri àlJilàni, di Baghdàd)

 

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Prayers for peace

Hindu Prayer for Peace

O God, lead us from the real.
O God, lead us from darkness to light.
O God, lead us from death to immortality.
Shanti, Shanti, Shanti to you all.
O Lord God Almighty, give peace
in the heavenly places.
May peace reign on earth.
What are the waters of refreshment.
What herbs are healthy, and that trees and
Plants bear peace to all. May all beings
charitable bear us peace.
That the Law Vedic spread peace
around the world.
Everything is for us a source of peace.
That your own peace, give peace to all
and that is to me.

Buddhist Prayer for Peace

May all beings everywhere plagued by
suffering of body and mind
be immediately released from their disease.
Afraid to stop the creatures
of fear that those in chains free return.
That those without power are the
and that people think to help each other.
The creatures lost in desert
rough and scary, children, elderly, helpless,
be protected by heavenly spirits charitable
and will soon reach Buddhahood.

Zoroastrian Prayer for Peace

We pray to God to eradicate
all the misery of the world:
that understanding triumph
ignorance, generosity, indifference,
confidence on contempt, and the truth
triumphs over falsehood.

Jain Prayer for Peace

Peace and Universal Love is the essence
the Gospel preached by all the Illuminati.
The Lord has preached that the serenity
Darma the mood is, I forgive him all creatures,
that all creatures forgive me.
For all I have friendship, nessun’inimicizia.
I know that violence is the root of all misery in the world.
Violence, in fact, is the noose of slavery.
“Do not harm any living being.”
This is the way everlasting
perennial and unchangeable spiritual life.
Weapon, however powerful,
can always be superseded by better;
However, no weapons will be better
of non-violence and love.

Jewish Prayer for Peace

Come, let us climb the mountain of the Lord
that we may walk
the paths of the Most High.
And we will do our swords hoes,
and our spears into pruning hooks.
A nation will rise up sword
against each other. And no one will be afraid,
For the mouth of the Lord
of Hosts has spoken.

Shinto Prayer for Peace

Although all the people who live beyond
the ocean that surrounds us, are,
I believe our brothers and sisters,
because in this world continue
to be a problem?
Why do winds and waves rise
in the ocean that surrounds us?
Honestly I just hope
all the wind away soon
clouds looming
on top of the mountains.

Prayer for the peace of the indigenous African

Almighty God, the Great Thumb
where there is no escape to tighten any node;
the loud thunder that splits mighty trees:
the all-seeing Lord up the sky
sees even the footprints of an antelope
on a rock mass here on Earth.
You’re the one who does not hesitate to respond
to our call.
You are the cornerstone of peace.

Prayer for Peace Native American

0 Great Spirit of our Ancestors,
you raise my calumet.
To your messengers the four winds,
and to Mother Earth who provides for your children.
Give us the wisdom to teach
our children love,
mutual respect and kindness,
that they may grow with peace of mind.
We learn to share all the good
to give us on this Earth.

Muslim prayer for peace

In the name of Allah, most merciful, the compassionate.
Praise the Lord of the Universe
that there has creatocostituito into tribes and nations,
that we might know each other,
do not despise each other.
If the enemy inclines towards peace,
you also do the same and trust in God,
because the Lord is the one who heareth and knoweth all things.
And the servants of God, saints are those who walk
on earth with humility, and in turn to each other,
we say “Peace”.

Baha’i Prayer for Peace

Be generous in prosperity and thankful in adversity.
Be fair in the judgments and cautious in speech.
Be a beacon for those walking
in darkness and a home for the stranger.
Be eyes to the blind, and a guide
the steps of those who deviate from the straight path.
Be the breath of life to the body of humanity,
and dew to the soil of the human heart
and a fruit upon the tree of humility.

Sikh Prayer for Peace

God judges us according to our deeds,
not by the clothes we wear:
that Truth is above all
but it is even more of a life lived in truth.
Know that loving God is reached,
and that victory is only lasting
and through, no one is defeated.

Christian Prayer for Peace

Blessed are the peacemakers who will be called sons of God
I say to you that hear, Love your enemies,
do good to them that hate you,
bless them that curse you,
pray for those who harass.
If someone strikes you on one cheek,
turn to him the other also,
and to those who steal the mantle,
not forbidden to take even his habit.
Give to everyone who asks,
and if someone takes yours,
ridomandateglielo not.
And what you want others do to you
do it to them.

Islamic Prayer

God, I do not permit it to be
the executioner who slaughters lambs,
nor a lamb in the hands of the executioner.

Help me to always tell the truth
even in the presence of the strong,
and not to say never lies
to earn the applause of the weak.

My God,
if you decide to give me the chance,
Never open the peace and happiness;

if you decide to give me the strength,
Never remove the discrimination;
if I will be given to flourish,
Never let me lose my modesty.
That my pride is only the dignity of being your son.

Help me to appreciate the good side of everything
not see the betrayal of my opponents,
and not judge them harshly and without love.

Fa ‘I was not impressed
the illusion of glory
I live in success,
or that I despise
I’ll try when failure.

Remember that the experience of defeat
in your hands can become more successful.

O God!
Let me feel that forgiveness
is the highest strength index,
and that revenge is only
evidence of weakness.

If I could take my chance,
let me hope.
If I miss the health,
comfort me with the grace of faith.

And when the ingratitude would hurt me,
ago ‘that the misunderstanding of my brothers
writing in my soul
the power of pardon and forgiveness.

And finally, Lord,
if I ever forget,
I pray the Lord,
never forget me!

(Sufi, anonymous nineteenth century,
inspired to àlJilàni Qadiri, Baghdad)

Profumo – Perfume


🌸Profumo🌸

Il tempo
non cancella
passi antichi
sul cuore
curve sinuose
nella nostra anima
per conservare
fragranza
e profumo
d’amore

27.09.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Perfume

The time
does not cancel
ancient steps
on the heart
sinuous curves
in our soul
to preserve
fragrance
and perfume
of love

27.09.2019 Poetyca

La parabola dei dieci sciocchi – The parable of the ten fools –


La parabola dei dieci sciocchi

I dieci sciocchi della parabola guadarono un corso d’acqua e dopo aver raggiunto l’altra sponda vollero assicurarsi di aver tutti attraversato il guado senza danni. Uno dei dieci cominciò a contare, ma mentre contava gli altri lasciò fuori se stesso.

“Ne vedo solo nove; di sicuro ne abbiamo perduto uno. Chi può essere ?” disse. “Hai contato bene ?”, chiese un altro, e cominciò a contare. Ma anch’egli contò solo nove. Uno dopo l’altro ciascuno dei dieci contò solo nove, dimenticando se stesso.”Siamo soltanto nove”, furono tutti d’accordo; “Ma chi manca ?”, si chiesero. Ogni sforzo che fecero per scoprire l’individuo “mancante” fallì. “Chiunque sia quello che è affogato”, disse il più sentimentale dei dieci sciocchi, “lo abbiamo perduto”. Così dicendo scoppiò in lacrime e gli altri lo imitarono.

Vedendoli piangere sulla sponda del fiume, un viandante compassionevole ne chiese loro il motivo. Essi raccontarono cos’era accaduto e dissero che persino dopo essersi contati parecchie volte non poterono contarsi più di nove. Nell’udire la loro storia, ma vedendoli tutti davanti a lui, il viandante intuì ciò che era accaduto. Al fine di far conoscere loro di essere realmente dieci e che tutti erano sopravissuti al guado, disse loro:

“Che ognuno di voi conti se stesso, ma uno dopo l’altro, in serie, uno, due, tre e così via, mentre io darò un colpo a ciascuno, così sarete sicuri di essere tutti inclusi nel conteggio…e inclusi una volta solamente. Allora il decimo uomo mancante verrà trovato”. Udendo ciò, essi si rallegrarono alla prospettiva di ritrovare il loro compagno “perduto” e accettarono il metodo suggerito dal viandante. Mentre il gentile viandante dava a turno un colpo a ognuno dei dieci, quello che veniva colpito contava se stesso ad alta voce. “Dieci”, disse l’ultimo uomo mentre riceveva l’ultimo colpo. Meravigliati, si guardarono l’un l’altro. “Siamo dieci”, dissero con una sole voce e ringraziarono il viandante per aver rimosso la loro angoscia.

Questa è la parabola. Da dove fu introdotto il decimo uomo ? Era mai stato perduto ? Venendo a sapere che egli era stato sempre là, impararono forse qualcosa di nuovo ? La causa della loro angoscia non era la perdita di qualcuno, ma era la loro stessa ignoranza o, piuttosto, la semplice supposizione che uno di loro fosse stato perduto.

Tale è il tuo caso. In verità non c’è alcuna ragione per te di essere miserabile ed infelice. Tu stesso imponi delle limitazioni alla tua vera natura di essere infinito e quindi ti lamenti di essere una creatura finita. Quindi intraprendi questa o quella pratica spirituale per trascendere limitazioni inesistenti. Ma se la tua stessa pratica spirituale ammette l’esistenza delle limitazioni, come può aiutarti a trascenderle ?

Sappi che tu sei realmente l’infinito puro essere, il Sè. Tu sei sempre quel Sè e nient’altro che quel Sè. Quindi non puoi mai essere realmente ignorante del Sè. La tua ignoranza è semplicemente un’ignoranza immaginaria, come l’ignoranza dei dieci sciocchi a proposito del decimo uomo perduto. E’ questa ignoranza che provocò la loro angoscia.

Sappi allora che la vera conoscenza non crea per te un nuovo essere, rimuove soltanto la tua ignorante ignoranza. La beatitudine non viene aggiunta alla tua natura, viene semplicemente rivelata come il tuo vero stato naturale, eterno ed immortale. Il solo modo per liberarti della tua angoscia è conoscere ed essere il Sè. Come può essere irragiungibile ciò ?

Tratto da “Sii ciò che sei” a cura di David Godman
Edizioni “Il Punto d’Incontro” pag 33-34-35

The parable of the ten fools

The parable of the ten fools forded a stream and after reaching the other side wanted to make sure you have all crossed the ford without damage. One of the ten began to count, but while counting others left himself out.

“I see only nine; certainly we have lost one. Who can be?” said. “Have you counted correctly?” Asked another, and began to count. But he too counted only nine. One by one each of the ten counted only nine, forgetting himself. “We are only nine”, they agreed, “But who’s missing?” He asked. Every effort made to discover the individual “missing” failed. “Anyone that has drowned,” said the most sentimental of ten fools, “we lost”. So saying, he burst into tears, and others followed suit.

Seeing them crying on the riverbank, a compassionate traveler I asked them why. They told what had happened and said that even after being counted several times could not be counted more than nine. On hearing their story, but seeing them all before him, the wayfarer guessed what had happened. In order to introduce them to really be ten and that all had survived the ford, they said:

“Let each of you accounts himself, but one after another, in series, one, two, three and so on, while I give a shot at each, so you’re sure to be all included in the count … and included only once. Then the tenth man missing will be found. ” Hearing this, they rejoiced at the prospect of finding their mate “Lost” and accepted the method suggested by the traveler. While the kind wayfarer gave a blow alternately in each of the ten, one that was hit had himself aloud. “Ten,” said the last man while he received the last shot. Amazed, they looked at each other. “We’re ten,” they said with one voice alone and thanked the wayfarer for having removed their grief.

This is the parable. From where he was introduced the tenth man? Had ever been lost? Learning that he was always there, maybe they learned something new? The cause of their distress was not the loss of someone, but it was their own ignorance or, rather, the simple assumption that one of them had been lost.

This is your chance. In truth, there is no reason for you to be miserable and unhappy. You yourself impose upon the limitations of your true nature to be infinite and then you complain of being a finite creature. So you embark on this or that spiritual practice to transcend limitations exist. But if your own spiritual practice admits the existence of limitations, how it can help you transcend?

Know that you are truly the infinite pure being, the Self. You are always that Self and nothing but the Self. So you can never really be ignorant of the Self. Your ignorance is simply imaginary ignorance, as ignorance of the ten fools about the tenth man lost. And ‘this ignorance that caused them to grief.

Know then that true knowledge does not create for you a new being, just remove your ignorant ignorance. The bliss is not added to your nature, is simply revealed as your true natural state, eternal and immortal. The only way to get rid of your anxiety is to know and be the Self. How can this be unattainable?

From “Be what you are” edited by David Godman
Editions of “The Meeting Point” p 33-34-35

Preghiera del coraggio – A Prayer For Courage – Rabindranath Tagore


Preghiera del coraggio

Che io non preghi per essere al riparo dai pericoli,
ma per avere il coraggio di affrontarli.

Che io non preghi perché venga lenito il mio dolore,
ma per riuscire a superarlo.

Che io non mi affidi agli alleati sul campo di battaglia della vita,
ma piuttosto alla mia propria resistenza.

Che io non brami mai,
angosciato di paura,
d’essere salvato,
ma speri piuttosto nella pazienza necessaria a conquistare la mia libertà.

Fa’ che io non sia un vigliacco,
e non riconosca la tua misericordia solo nel successo,
ma fammi trovare la stretta della tua mano nel fallimento.

Rabindranath Tagore

A Prayer For Courage

Let me not pray to be sheltered from dangers,
But to be fearless in facing them.
Let me not beg for the stilling of my pain,
But for the heart to conquer it.
Let me not look for allies in life’s battlefield,
But to my own strength.
Let me not crave in anxious fear to be saved,
But hope for the patience to win my freedom.
Grant me that I may not be a coward,
feeling your mercy in my success alone,
But let me find the grasp of your hand in my failure.

Rabindranath Tagore

Il nome che attendevi – The name you’ve been waiting


Il nome che attendevi

Occhi scossi
e incanto
di tempi perduti
dove nulla esiste
oltre il pianto
d’anime in ricerca

Sorrisi e vacuità
lasciati alle spalle
come formicai
che non nutrono l’anima
come le mosche d’un incubo
che non rivela il senso

Dimmi straniero dei tuoi passi
e se senti ancora il suono
d’un respiro che oltrepassa
questo denso silenzio
e che cosa trattengono le tue mani

Dimmi cosa cerca
quella tua voglia di capire
e se avrai la forza
di scavare ancora
dentro la tua anima stanca
che non conosce la povertà
di chi non possiede nulla

Io ci sarò
come lampada nella notte
come attesa di pioggia
dopo la lunga siccità
e mi riconoscerai
semplicemente
come l’odore di casa

Sarò il nome che attendevi
e non è sorte quel destino
che hai costruito
spalancando consapevolezza
a quel che sei

Sarò vita oltre misura
per portare pace
dentro lo scavo di occhi
che non vedevano
la luce che abbraccia
senza nulla chiedere
allargando il confine
della tua verità

18.04.2005 Poetyca

The name you’ve been waiting

eyes shaken
and charm
of time lost
where nothing exists
cried over
in search of souls

Smiles and emptiness
left behind
as anthills
that nourish the soul
like flies in a nightmare
that reveals the meaning

Tell me stranger of your footsteps
and if you still feel the sound
of a breath that passes
this dense silence
and what to keep your hands

Tell me what to look for
the desire to understand your
and if you have the strength
to dig even
inside your weary soul
that knows no poverty
those who do not possess anything

I’ll be there
as a lamp in the night
as the expectation of rain
after the long drought
and I recognize
just
like the smell of home

I will be the name you’ve been waiting
and it is not fate that destiny
you built
widening awareness
then you’re

I will be life beyond measure
to bring peace
in the excavation of eyes
who did not
the light that embraces
without asking
expanding the boundary
of your truth

18.04.2005 Poetyca

Essere una buona persona – Being a good person – S.E. Sherab Rinpoche


buddha1
Essere una buona persona
alcuni pensieri fondamentali sulla comunicazione umana di
S.E. LODEN SHERAB DAGYAB RIMPOCHE
I FONDAMENTI.
Voglio essere una buona persona!
Non esiste essere umano che desideri essere cattivo.
Perciò, sarà importante che tutti i giorni
io sia consapevole dei punti seguenti:
1 – Considerazioni generali
1. Ogni mattina devo iniziare con una buona motivazione. Ciò sarà di duplice beneficio durante la giornata, per me e per gli altri. La sera, dovrei guardarmi interiormente riesaminando lo svolgimento della mia giornata. Dovrei riconoscere le azioni malsane compiute e rallegrarmi delle azioni salutari, mie e altrui.
2. “Se puoi cambiare le cose che ti preoccupano, non c’è bisogno di preoccuparsi. Se non puoi modificare le cose che ti preoccupano, non ha senso preoccuparsi”. Il Maestro indiano Shantideva ha affrontato la questione con molta precisione!
3. Se in me sorge la collera, sono io l’unico responsabile. E se la assecondo, sarà ancora peggio. Se non la assecondo e invece pratico interiormente la pazienza, la collera svanirà e non arrecherà ulteriori turbamenti a me e agli altri.
4. “Nessuno è perfetto”, ma gli atteggiamenti e i concetti errati che non percepiscono la realtà così come è non sono la vera natura della mente.
5. Se riconosco chiaramente tutte le mie mancanze, non per questo devo avvilirmi. I sensi di colpa, in questo caso, sono fuori luogo. Ciò di cui ho bisogno sono il coraggio e la determinazione.
6. Pur sapendo che i concetti sono un’estensione dei veleni mentali, sono incapace di osservare imparzialmente i miei concetti.
7. Non cerco la felicità all’esterno, ma dentro di me.
8. Se mi trovassi davvero in contrasto con gli altri, dovrei chiedere il parere di amici capaci di vedere le difficoltà da un punto di vista esterno. Io dovrei restare interiormente calmo e osservare la mia mente.
9. Ho ancora molta strada da fare, prima di arrivare al traguardo finale. Sfortunatamente non esiste un conseguimento del vero obiettivo che sia rapido e sicuro al 100%, perciò è molto importante che io pratichi la pazienza e conduca una vita tranquilla, priva di agitazioni e stress.
10. Nella vita esistono molte zone grigie, perciò è limitante pensare “o tutto o niente”; forse sarebbe meglio considerare più spesso “entrambi e il resto”.
11. L’ottimismo è costruttivo e di sostegno, il pessimismo mi ostacola.
12. Parlare senza consapevolezza è pericoloso, perciò è utile che rifletta sulle mie intenzioni e sul mio modo di esprimerle, prima di parlare e mentre lo sto facendo, e non chiacchierare troppo. “La parola è d’argento, il silenzio è d’oro”. Il maestro indiano Atisha ha detto: “Quando sei solo, osserva i tuoi pensieri. Quando sei con gli altri, osserva le tue parole”.
13. Le mie affermazioni non sono l’unico modello esistente, altri possono sapere di più e meglio di me.
14. Se devo prendere delle decisioni, devo prenderle sempre sulla base di una buona motivazione, tenendo conto del bene del gruppo, di cui io sono soltanto un SINGOLO membro.
15. E’ importante che io impari ad ascoltare e provi a capire davvero la persona che mi sta di fronte.
16. E’ sicuro che posso cambiare molte più cose di quanto non creda, sia nel mio comportamento sia nel mio modo di parlare e pensare. Tutto ciò di cui ho bisogno è il coraggio.
17. Esasperare la mia sofferenza e fissarmi su di essa non farà altro che aumentarla e deprimermi.
2 – Nemici/Amici
18. “L’amore è il modo migliore per domare l’opponente/nemico”, ha detto il geshe kadampa Khamlungpa. Ciò include l’attitudine verso me stesso.
19. Come posso occuparmi degli altri se non sono nemmeno capace di occuparmi di me stesso? Per prima cosa ho bisogno di imparare cosa è giusto e sano per me. Ma sarebbe un errore pensare che devo tenermi stretto al mio ego, perché non mi può offrire nessun tipo di sostegno.
20. Perché è così importante occuparsi degli altri? Perché sarà soltanto a MIO beneficio. Tutte le mie opportunità, tutta la mia felicità, dipendono dal sostegno degli altri.
21. Mi fa piacere quando gli altri sono gentili e amichevoli, e quando mi comprendono, mi tengono in considerazione, altrettanto quando si mettono nei miei panni e mi manifestano buon cuore. Per questo motivo dovrei essere altrettanto premuroso, amichevole e così via con gli altri. “Riceverai ciò che dai”. Sarebbe molto più saggio se coltivassi dentro di me un atteggiamento amichevole senza mostrare una maschera di ipocrisia.
22. Se io fossi costretto ad avere nemici, dovrei di sicuro considerarli con ostilità… se per me fosse di beneficio. MA è veramente di beneficio per me?
23. E’ possibile che all’inizio io debba sforzarmi di essere amichevole. Non ha importanza. Un tal genere di amichevolezza ad un certo punto diventerà autentica semplicemente per la forza dell’abitudine.
24. La benevolenza, l’attenzione e l’apertura mentale sono qualità della mente autentiche e naturali, perché sono qualità pacifiche. Gli atteggiamenti opposti sono artificiali ed avventizi, nascono da cause occasionali e sono distruttivi.
25. Ogniqualvolta aiuto qualcuno, lo faccio molto volentieri. Tuttavia non dovrei aspettarmi niente in cambio, nemmeno un grazie, altrimenti renderei inevitabile un danno. L’amicizia non è una operazione commerciale!
26. Troppe aspettative o un eccessivo scetticismo sono ostacoli.
27. E’ sbagliato smettere di aiutare gli altri non appena non mi sento apprezzato da loro.
28. Aiutando gli altri, pongo le cause per essere aiutato dagli altri in futuro.
29. Se parlo male di qualcuno, in realtà mostro che io stesso sono una persona con bassa autostima.
30. Se veramente non avessi altra soluzione che allontanarmi da qualcuno, dovrei farlo sempre senza usare parole dure e senza odio (verso lui o lei).
31. Prima di guardare gli errori degli altri, dovrei osservare i miei.
32. Dovunque mi trovi e con chiunque mi trovi, la causa dei miei problemi è dentro di me. Nel passato, ho seminato i semi delle mie relazioni con gli altri: adesso devo far fronte al raccolto.
33. Non riconosco i miei errori più gravi, ma individuo quelli più lievi degli altri. Dal momento che per prima cosa mi concentro sui difetti degli altri, vedo soprattutto le loro mancanze. Comportandomi in questo modo, ignoro o minimizzo le loro qualità buone. Nello stesso tempo, con gli amici, vedo di più le buone qualità e ignoro o sottovaluto le loro mancanze. Non è forse una sciagura?
3 – Egocentrismo
34. E’ essenziale per me sviluppare fiducia in me stesso e forza interiore. Tuttavia, se continuo ad essere egocentrico, sarà impossibile che io guadagni una tale sicurezza.
35. Fino ad oggi ho seguito i dettami dei miei concetti egoici. Troppo a lungo mi sono costantemente dedicato ad attività fondate sull’ego (trappole con migliaia di concetti, paura, illusione di proteggere me stesso etc). Non ho mai trovato veramente il tempo di pensare a me stesso, cioè alla mia forza interiore, alla pace, alla chiarezza della mente. E tutto ciò ha provocato tutti i miei conflitti. Da questo momento devo perlomeno provare a prendere il controllo della mia mente.
36. l’ego è sempre legato all’ansia e perciò genera grande insicurezza, impedendo alla persona di aprirsi. Esattamente per questo motivo, è assolutamente necessario abbattere la falsa distanza, i pregiudizi e le barriere verso gli altri.
37. Ho pensato al mio ego come ad una funzione apparentemente protettiva, ma non è vera protezione; è piuttosto una posta aperta a tutte le complicazioni.
38. La mia protezione è l’apertura, non l’ego. Questo è l’unico modo per tenere i miei piedi ben saldi a terra. Soltanto così potrò aiutare veramente gli altri.
39. Quando sono aperto, non ho più paura e la mia forza interiore si rivela. In questo modo, posso sviluppare tutte le mie capacità, la gioia, la sicurezza eccetera. Mi sento immediatamente più sicuro, perché capisco che in realtà non c’è niente da perdere. Solo attraverso questa esperienza posso acquistare fiducia in me stesso e forza interiore.
40. Finchè seguirò i dettami dell’ego – cosa che ho fatto fino ad ora – non riuscirò mai a pensare a me stesso in modo sano.
41. Non dovrei prender tanto sul serio questo mio piccolo ego, ma invece tener conto della situazione nel suo insieme. Se mi comporterò in conseguenza di ciò, sarò senz’altro molto più felice.
42. Se parlo sempre di me stesso, vuol dire che mi sto comportando da grande egocentrico. (Ci vuole) più “NOI” al posto di “io”.
43. Se dico “Dopo tutto, anche io ho il mio orgoglio”, sto sostenendo l’ego, con il risultato che mi invischierò in ulteriori problemi.
44. La sensibilità (nel senso di restare facilmente offeso o colpito) è il segno di una reazione dell’ego, perché è sorta in me la sensazione di non aver ricevuto quanto meritavo. La sensibilità (nel senso dell’empatia verso i sentimenti e i desideri degli altri) e un salutare pragmatismo sono strumenti infinitamente migliori per emergere da questa situazione.
4 – Odio
45. La mia aggressività ed il mio odio non mi renderanno mai felice. Essi distruggono la ragione e l’armonia dentro di me, negli altri e nella società.
46. Alla fine, le mie parole aspre mi distruggeranno. Sono come un boomerang. Sono soltanto capaci di far sorgere TURBAMENTI in entrambe le parti coinvolte, nient’altro.
47. Un linguaggio gentile, chiaro, onesto e costruttivo mi permette praticamente di portare a termine qualsiasi cosa.
48. Se qualcuno mi dice A, non risponderò B.
5- Arroganza
49. Anche se godo di una eccellente reputazione sociale, in definitiva è soltanto una facciata. In realtà non sono altro che un piccolo, sperduto essere umano. L’arroganza, quindi, è solo menzogna.
50. L’arroganza blocca lo sviluppo di tutte le buone qualità. Nel momento in cui ho la sensazione di sapere qualcosa, mentre in realtà ho solo colto un frammento dell’argomento, è il momento in cui sorge l’arroganza. E’ molto pericoloso! “La poca conoscenza è una cosa pericolosa”.
51. E’ una vera disgrazia che io rimanga arrogante ed egocentrico nonostante tutto. (Specialmente) se sono una persona intelligente ed esperta, così sono un pessimo esempio delle qualità e dei valori umani.
52. Sarà un buon segno se si rafforza in me il senso di quanto ancora poco conosca, man mano che si approfondisce la mia conoscenza delle qualità interiori.
In breve, non voglio restare così stupido come sono stato fin ad ora.
NOTA FINALE.
Nella mia attuale fragile condizione mentale e spirituale, posso far fronte a tutti questi compiti? Sono sicuro che la mia forza ed energia mentale e spirituale migliorerà tramite essi. Tutto dipende dal comprendere ed apprezzare questo fatto, e per questo ho bisogno di una mente sana. Se non riesco ad uscire dal circolo vizioso della mia mentalità complicata, dovrò cercare un aiuto psicologico. Il che non è una disgrazia!
E’ molto meglio mettere in atto questi propositi piuttosto che apparire una pia persona, in realtà priva della base fornita dai punti che ho citato sopra.
Si dice “l’insegnamento che ha colpito la cattiva coscienza”. Se dovessi sentirmi urtato ascoltando o leggendo i punti esposti sopra, non dovrei offendermi. Dovrei piuttosto essere sicuro che l’insegnamento mi ha raggiunto.
Being a good person
some thoughts on the fundamental of human communication
S.E. Sherab Rinpoche LODEN DAGYAB
THE FOUNDATIONS.
I want to be a good person!
There is no human being who desires to be bad.
Therefore, it is important that every day
I am aware of the following points:
1 – General Considerations
1. Every morning I start with a good motivation. This will be of dual benefit during the day for me and for others. In the evening, I should look inwardly reviewing the performance of my day. Should I recognize the unhealthy actions of wholesome actions performed and rejoice, mine and others.
2. “If you can change the things that worry you, there is no need to worry. If you can not change the things you care about, no sense worrying. ” The Indian master Shantideva has addressed the issue with great accuracy!
3. If anger rises in me, I am solely responsible. And if indulged, would be even worse. If you do not practice internally and instead favors the patience, the anger will dissipate and would not cause further disturbance to me and to others.
4. “Nobody’s perfect”, but the attitudes and misconceptions that do not perceive reality as it is not the true nature of mind.
5. If I recognize clearly all my shortcomings, so I need not degrade. Feelings of guilt, in this case, are misplaced. What I need is the courage and determination.
6. Even knowing that the concepts are an extension of the mental poisons, are unable to impartially observe my concepts.
7. I do not seek happiness outside, but inside of me.
8. If I were really at odds with others, should seek the advice of friends able to see the problems from a perspective outside. I should be inwardly calm and keep my mind.
9. I still have a long way to go before reaching the finish line. Unfortunately, there is a real achievement of the goal that is fast and 100% secure, so it is very important that I practice patience and lead a quiet life, free from agitation and stress.
10. In life there are many gray areas, so it’s limiting to think “all or nothing”, perhaps we should consider more often “both and the rest.”
11. Optimism is constructive and supportive, pessimism hinders me.
12. Speak without knowledge is dangerous, so it is useful to reflect on my intentions and my way of expressing them, before speaking, and while I’m doing, and not talking too much. “Speech is silver, silence is golden”. The Indian master Atisha said: “When you are alone, keep your thoughts. When you’re with others, keep your words. “
13. My statements are not the only existing model, others may know more and better than me.
14. If I have to make decisions, I always take them on the basis of a good motivation, taking into account the good of the group, of which I have only a single member.
15. It ‘important that I learn to listen and try to really understand the person who stands before me.
16. It ‘sure I can change a lot more things than you think, in both my behavior in my way of speaking and thinking. Everything I need is courage.
17. Exacerbate the stare of my suffering and it will only increase and depressed.
2 – Enemies / Friends
18. “Love is the best way to subdue the opponent / enemy,” said the Kadampa Geshe Khamlungpa. This includes the attitude towards myself.
19. How do I take care of others if they are not even able to take care of myself? First I need to learn what is right and healthy for me. But it would be a mistake to think that I have to keep close to my ego, because I can offer any kind of support.
20. Why is it so important to take care of others? Because it will be only for my benefit. All my opportunities, all my happiness depend on the support of others.
21. I enjoy it when others are kind and friendly, and as I understand, I take into account, so when you put yourself in my shoes and I show a good heart. For this reason I should be just as caring, friendly, and so on with others. “You will get what you give.” It would be much wiser to cultivate in me a friendly attitude without showing a mask of hypocrisy.
22. If I were forced to have enemies, I would certainly consider them with hostility … if it was beneficial for me. MA is really beneficial for me?
23. It ‘possible that at first I should make an effort to be friendly. It does not matter. This kind of friendliness at some point become true simply by the force of habit.
24. The kindness, attention and openness are qualities of mind, authentic and natural, as they are peaceful. The opposing attitudes are artificial and adventitious, arising from accidental causes and are destructive.
25. Whenever you help someone, I do it gladly. But I should not expect anything in return, not even a thank you, otherwise make inevitable damage. Friendship is not a business transaction!
26. Too many expectations or excessive skepticism are obstacles.
27. And ‘the wrong stop helping others when I do not feel appreciated by them.
28. By helping others, I put the cause to be helped by others in the future.
29. If I speak ill of anyone, in fact show that I am a person with low self-esteem.
30. If I had really no choice but to get away from someone, I always do it without using harsh words, and without hatred (towards him or her).
31. Before looking at the mistakes of others, should I keep my.
32. Wherever I am and with whomever I find the cause of my problems is within me. In the past, I sowed the seeds of my relationships with others: I now have to cope with the harvest.
33. I do not recognize my worst mistakes, but milder than those of the other person. Since I focus first on the failings of others, see especially their shortcomings. Behaving in this way, ignoring or downplaying their good qualities. At the same time, with friends, I see more good qualities and ignore or underestimate their shortcomings. Is not it a disaster?
3 – Egocentrism
34. It ‘important for me to develop my self-confidence and inner strength. However, if I continue to be egocentric, impossible that I will gain such confidence.
35. To date I have followed the dictates of my ego concepts. For too long I have constantly devoted to ego-based activities (traps with thousands of concepts, fear, illusion of protecting myself, etc.). I never really found the time to think to myself, that is, to my inner strength, peace, clarity of mind. And all this has caused all my conflicts. From this moment I have to at least try to take control of my mind.
36. the ego is always linked to anxiety and therefore creates great insecurity, preventing the person from opening. Exactly for this reason, it is absolutely necessary to kill the false distance, prejudice and barriers to others.
37. I thought about my ego as a function apparently protective, but protection is not true, it is rather an open email to all the complications.
38. My guard is opened, not the ego. This is the only way to keep my feet firmly on the ground. Just so I can really help others.
39. When I opened, I am not afraid and my inner strength is revealed. In this way, all I can develop my skills, joy, security and so on. I immediately feel more secure, because I understand that in reality there is nothing to lose. Only through this experience I can gain confidence in myself and inner strength.
40. As long as you follow the dictates of the ego – which I did until now – I will never think of myself in a healthy way.
41. I should not take this so seriously my little ego, but rather to take into account the situation as a whole. If I behave as a result of this, I am definitely much happier.
42. If you always speak of myself, to say that I’m behaving like a very self-centered. (We want) more “WE” instead of “I”.
43. If I say “After all, even I have my pride,” I’m supporting the ego, with the result that I invischierò into further problems.
44. The sensitivity (in the sense of being easily offended or hit) is the sign of a reaction of the ego, because it arose in me the feeling of not having received what I deserved. The sensitivity (in the sense of empathy toward the feelings and desires of others) and a healthy pragmatism are infinitely better tools to emerge from this situation.
4 – I hate
45. My aggression and my hatred, I never make happy. They destroy reason and harmony within myself, in others and in society.
46. In the end, I will destroy my harsh words. They are like a boomerang. Are only capable of giving rise TURBO for both parties, nothing else.
47. A language polite, clear, honest and constructive allows me to accomplish virtually anything.
48. If someone tells me to, I will not answer B.
5 – Arrogance
49. Although I enjoy a good social reputation, ultimately it is only a facade. In reality nothing more than a small, remote human being. The arrogance, then, is just a lie.
50. Arrogance blocks the development of all good qualities. The moment I feel I know something, when in fact I only caught a snippet of the subject, is the time at which the arrogance. It ‘very dangerous! “The little knowledge is a dangerous thing.”
51. It ‘a disgrace that I remain arrogant and egotistical after all. (Especially) if you are an intelligent and experienced, so I’m a bad example of the quality of human values.
52. It will be a good sign if it is reinforced in me the meaning of what is still little known, as it deepens my knowledge of the inner qualities.
In short, I will not be as stupid as I was until now.
FINAL NOTE.
In my current fragile state of mind and spiritual, I can deal with all these tasks? I am sure that my mental and spiritual strength and energy improve through them. Everything depends on the understanding and appreciation of this fact, and for this I need a healthy mind. If I can not escape the vicious circle of my mind complicated, I will have to seek psychological help. This is not a disgrace!
It ‘much better to implement these plans rather than appearing a pious person, without actually provided by the basic points that I mentioned above.
It says “the teaching that hit the evil conscience.” If I had to feel hurt hearing or reading the points outlined above, I should not offend me. I should rather be sure that the teaching has reached me.

Manifestazione – Event


🌸Manifestazione🌸

Poter essere se stessi,
poter esprimere
il proprio sentire
è quella libertà
che prende a braccetto
la manifestazione.

07.10.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Event

Being able to be yourself,
to be able to express
your own feeling
is that freedom
that takes arm
the event.

07.10.2021 Poetyca

Luce – Light


Luce

La luce non esiste senza la presenza dell’ombra.
Per trovare l’ombra e per saperla riconoscere è necessario farne esperienza, solo allora siamo in grado di fortificarci e di procedere verso un atteggiamento centrato al bene. Con consapevolezza – come chi ha già percorso una strada e ne conosce i trabocchetti.

21.09.2012 Poetyca

Light

Light does not exist without the presence of the shadow.
To find the shadow and to be able to recognize you need to experience it, only then we can strengthen us and to move towards an attitude centered in the well. With awareness – as those who have already traveled a road and knows the pitfalls.

21.09.2012 Poetyca

Meditare e pregare – Meditate and Pray – Omraam Mikhaël Aïvanhov


Meditare e pregare

“Meditare e pregare non sono attività qualsiasi: esse devono farvi
provare sensazioni di una natura particolare. Se la meditazione e
la preghiera non vi fanno sentire un calore, una luce, una forza,
una gioia, un incanto, dovete ricercarne la causa.
A volte, si strofina un fiammifero e questo non si accende
perché è umido, oppure forse lo è la scatola; e se un accendino
non funziona, significa che manca benzina o che la pietrina è
consumata. Nelle pratiche spirituali così come sul piano
materiale, i fallimenti hanno sempre una causa che è necessario
trovare. L’intelletto non deve mai essere umido e il cuore non
deve mai essere asciutto. Bisogna che il cuore sia umido e caldo,
e che l’intelletto sia asciutto e freddo. Un cuore asciuttto
diventa egoista, e se è freddo, manca d’amore. Se lo si scalda,
l’intelletto si addormenta, e se lo si inumidisce troppo,
marcisce. Queste immagini semplici e chiare devono aiutarvi a
rimediare alle difficoltà della vostra vita interiore.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

❤ ❤ ❤

Meditate and pray

“Meditation and prayer are not any activity: they must make
sensations of a special nature. If meditation and
prayer does not make you feel a warmth, a light, a force,
a joy, a charm, you have to find the cause.
Sometimes, rubbing a match and this will not turn on
because it is wet, or perhaps it is the case, and if a lighter
does not work, or gasoline that is missing is the flint
consumed. Spiritual practices as well as on the floor
material, the failures are always a cause that is necessary
find. The intellect should never be wet and the heart
should never be dry. Must the heart be warm and humid,
and that the intellect is dry and cold. A heart asciuttto
becomes selfish, and if it is cold, lack of love. If it warms up,
the mind is asleep, and if it is too damp,
rots. These images are clear and simple help
overcome the difficulties of your inner life. ”

Mikhael Omraam Aïvanhov

Gentilezza – Kindness – Ayya Khema





🌸Gentilezza🌸

Finché nelle nostre parole
non c’è gentilezza,
tutto è destinato
a riuscire male.

Ayya Khema
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Kindness

As long as in our words
there is no kindness,
everything is destined
to fail.

Ayya Khema

Se stessi – Themselves




🌸Se stessi🌸

Il dono più grande
che possiamo fare,
a noi stessi e agli altri
è vivere davvero,
momento dopo momento,
osservare,accogliere
e manifestare
semplicemente
quello che siamo.
Possiamo essere presenti
per trascorrere il tempo
senza fretta
e senza aspettarsi
qualcosa in particolare.
La vita si assapora,
non si rincorre nulla.
È allora importante
assaporare
il coraggio e la libertà
di essere se stessi.

07.10.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Themselves

The greatest gift
What can we do,
to ourselves and to others
is to really live,
moment by moment,
observe, welcome
and manifest
simply
what we are.
We can be there
to pass the time
take your time
and without expecting
something in particular.
Life is savored,
nothing is chased.
It is then important
savor
courage and freedom
to be yourself.

07.10.2021 Poetyca

Una perla al giorno – Gary Zukav


mandala
Sia il Solstizio d’Inverno che quello d’Estate sono
espressioni di amore. Essi ci mostrano
l’opposizione della luce e del buio, l’espansione e
la contrazione che caratterizzano le nostre
esperienze nell’aula scolastica della Terra in modo
che possiamo riconoscere le nostre alternative,
mentre ci muoviamo attraverso le nostre vite.

Gary Zukav
Both the Winter Solstice that what are the Summer
expressions of love. They show us
the opposition of light and dark, and the expansion
the contraction that characterize our
experiences in the classroom of the Earth so
we can recognize our alternatives,
as we move through our lives.

Gary Zukav

La ricerca di pace – The search for peace – Hazrat Inayat Khan


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La ricerca di pace

L’uomo ha sempre desiderato la pace e ha sempre causato la guerra; allo stesso tempo ogni individuo dice che sta cercando la pace: Allora da dove deriva la guerra? Esiste la guerra perché il significato della pace non é stato capito completamente. L’uomo vive in una agitazione continua, in una condizione inquieta, invece di cercare la pace cerca la guerra; se ciò continua non avremo pace finché ogni individuo non comincerà a cercare per primo la pace dentro se stesso.

Cosa é la pace? La pace é la condizione naturale dell’anima. L’anima che ha perso la sua condizione naturale diventa inquieta. La condizione normale della mente é la tranquillità; tuttavia allo stesso tempo la mente é tutt’altro che tranquilla; l’anima non prova nient’altro che pace.

La domanda che viene nella mente di ogni persona meditativa é quale é stato il motivo, lo scopo della creazione del mondo. La risposta é: per rompere la monotonia. Chiamarlo Dio, chiamarlo l’unico Essere, chiamarlo la fonte e il fine di tutto; essendo solo, Egli desiderava che dovesse esistere per Sé qualcosa da conoscere. Gli Indù dicono che la creazione fu il sogno di Brahma. Si può chiamarlo un sogno, ma é lo scopo principale. I Sufi spiegano questo nel modo seguente: che Dio, l’Amante, desiderò conoscere la Sua Propria Natura; e che per questo motivo, attraverso la manifestazione,LAmato fu creato. così che l’amore potesse manifestarsi. E in questa luce,
allora tutto ciò che vediamo é l’Amato. Come dice Rumi, il più grande autore persiano:

L’Amato é tutto in tutti,

l’amante Lo vela soltanto;

L’Amato é tutto ciò che vive,

l’amante é una cosa morta.

I Sufi hanno perciò chiamato Dio, l’Amato. E hanno visto l’Amato in tutti
gli esseri. Non pensavano che Dio fosse nel cielo, separato, lontano da
tutti gli esseri. Hanno visto la bellezza di Dio in tutte le cose, in tutte
le forme. E in questa realizzazione si compie lo scopo principale e lo scopo ultimo della vita. Come si dice nelle scritture antiche, quando Dio chiese ad Adamo: “Chi é il tuo Signore?”, egli disse: “Tu sei il mio Signore”.
Questo vuol dire che lo scopo della creazione fu che ogni anima potesse riconoscere la propria fonte ed il suo scopo, arrendersi ad essi ed attribuire loro tutta la bellezza, la saggezza e la potenza, e che così facendo potesse perfezionarsi.
Come dice la Bibbia “Siate perfetti come é perfetto vostro Padre in
Cielo”. “

dal libro “L Alchimia della Felicità” di Hazrat Inayat Khan

The search for peace

Man has always wanted peace and has always caused the war; at the same time everyone says he is seeking peace: So where does the war? It comes because the meaning of peace has not been fully understood. The man lives in a continuous stirring, in a restless condition, and to seek peace he seeks war; If this continues we will not rest until every person begins to seek first the peace within himself.

What is peace? Peace is the natural condition of the soul. The soul that has lost its natural condition becomes restless. The normal state of mind is quiet; However, at the same time the mind is anything but quiet; the soul does not prove anything but peace.

The question that comes to the mind of every thoughtful person is what was the reason, the purpose of the creation of the world. The answer is: to break the monotony. Call it God, call it the only Being, call the source and end of everything; being alone, He wished that there should be something for Him to know. The Hindus say that the creation is the dream of Brahma. You can call it a dream, but it is the main purpose. The Sufis explain this as follows: God, the Lover, wanted to know His own nature; and that for this reason, through the event, Lamato was created. so that love could occur. And in this light,
then all we see is the Beloved. In the words of Rumi, the great Persian author:

The Beloved is all in all,

the lover only veils Him;

The Beloved is all that lives,

the lover is a dead thing.

The Sufis have therefore called God, the Beloved. And they saw the Beloved in all
beings. They did not think that God was in heaven, apart, away from
all beings. They saw the beauty of God in all things, in all
forms. And this realization is accomplished the main goal and the ultimate goal of life. As they say in the ancient scriptures, when God asked Adam, “Who is your Lord?” He said, “You are my Lord.”
This means that the purpose of creation was that every soul could recognize its source and its purpose, surrender to them and give them all the beauty, wisdom and power, and that doing so would improve.
As the Bible says, “Be perfect as your Father is perfect in
Heaven. “”

from the book “The Alchemy of Happiness” by Hazrat Inayat Khan

“Lettere a un giovane poeta” – Letters To A Young Poet – Rainer Maria Rilke


Correva  l’anno 1903.

Un giovane allievo dell’accademia militare di Wiener Neustadt, Franz Xaver Kappus, scrive a colui che sarà
considerato il più importante poeta tedesco del ‘900, Rainer Maria Rilke, la prima di una una serie di lettere, chiedendo al grande poeta un giudizio sulle sue opere e un consiglio sulla sua passione per la scrittura.
Rilke, allora ventottenne, risponderà così:

….Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; 
verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; 
confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? 
Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte:devo scrivere? 
Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta.
E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice“io devo” questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. 
La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. 
Allora si avvicini alla natura.
Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e amaperde
Non scriva poesia d’amore; 
eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poichè serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. 
Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; 
descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; 
descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo.

(Brano estratto da Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke)

“Lettere a un giovane poeta” Rainer Maria Rilke

Parigi,17 febbraio 1903

Egregio signore,

la sua lettera mi è giunta solo alcuni giorni fa. Voglio ringraziarla per la sua grande e cara fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi nella natura dei suoi versi, poiché ogni intenzione critica è troppo lungi da me. Nulla può toccare tanto poco un’opera d’arte quanto un commento critico: se ne ottengono sempre più o meno felici malintesi. Le cose non si possono tutte afferrare e dire come d’abitudine ci vorrebbero far credere; la maggior parte degli eventi sono indicibili, si compiono in uno spazio inaccesso alla parola, e più indicibili di tutto sono le opere d’arte, esistenze piene di mistero la cui vita, accanto all’effimera nostra, perdura.

Ciò premesso, mi sia solo consentito dirle che i suoi versi, pur non avendo una natura loro propria, hanno però sommessi e velati germi di una personalità. Con più chiarezza lo avverto nell’ultima poesia, La mia anima. Qui, qualcosa di proprio vuole farsi metodo e parola. E nella bella poesia A Leopardi affiora forse una certa affinità con quel grande solitario. Eppure quei poemi sono ancora privi di una loro autonoma fisionomia, anche l’ultimo e quello a Leopardi. La sua gentile lettera che li accompagnava; non manca di spiegarmi varie pecche che ho percepito nel leggere i suoi versi, senza però potervi dare un nome.

Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare.Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda
su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna.
Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso). Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire.
Cos’altro dirle? Mi pare tutto equamente rilevato; e poi, in fondo, volevo solo consigliarla di seguire silenzioso e serio il suo sviluppo; non lo può turbare più violentemente che guardando all’esterno, e dall’esterno aspettando risposta a domande cui solo il sentimento suo più intimo, nella sua ora più quieta, può forse rispondere.
Mi ha rallegrato trovare nel suo scritto il nome del professor Horacek; serbo per quell’amabile studioso grande stima, e una gratitudine che non teme gli anni. Voglia, la prego, dirgli di questo mio sentimento; è molto buono a ricordarsi ancora di me, e lo so apprezzare.
Le restituisco inoltre i versi che gentilmente mi ha voluto confidare. E la ringrazio ancora per la grandezza e la cordialità della sua fiducia, di cui con questa risposta sincera, e data in buona fede, ho cercato di rendermi un po’ più degno di quanto io, un estraneo, non sia.

Suo devotissimo
Rainer Maria Rilke

Da: Lettere a un giovane poeta Rainer Maria Rilke (Mondadori 1994)

Letters To A Young Poet 

Paris
February 17, 1903

Dear Sir,

Your letter arrived just a few days ago. I want to thank you for the great confidence you have placed in me. That is all I can do. I cannot discuss your verses; for any attempt at criticism would be foreign to me. Nothing touches a work of art so little as words of criticism: they always result in more or less fortunate misunderstandings. Things aren’t all so tangible and sayable as people would usually have us believe; most experiences are unsayable, they happen in a space that no word has ever entered, and more unsayable than all other things are works of art, those mysterious existences, whose life endures beside our own small, transitory life.

With this note as a preface, may I just tell you that your verses have no style of their own, although they do have silent and hidden beginnings of something personal. I feel this most clearly in the last poem, “My Soul.” There, something of your own is trying to become word and melody. And in the lovely poem “To Leopardi” a kind of kinship with that great, solitary figure does perhaps appear. Nevertheless, the poems are not yet anything in themselves, not yet anything independent, even the last one and the one to Leopardi. Your kind letter, which accompanied them, managed to make clear to me various faults that I felt in reading your verses, though I am not able to name them specifically.

You ask whether your verses are any good. You ask me. You have asked others before this. You send them to magazines. You compare them with other poems, and you are upset when certain editors reject your work. Now (since you have said you want my advice) I beg you to stop doing that sort of thing. You are looking outside, and that is what you should most avoid right now. No one can advise or help you – no one. There is only one thing you should do. Go into yourself. Find out the reason that commands you to write; see whether it has spread its roots into the very depths of your heart; confess to yourself whether you would have to die if you were forbidden to write. This most of all: ask yourself in the most silent hour of your night: must I write? Dig into yourself for a deep answer. And if this answer rings out in assent, if you meet this solemn question with a strong, simple “I must,” then build your life in accordance with this necessity; your while life, even into its humblest and most indifferent hour, must become a sign and witness to this impulse. Then come close to Nature. Then, as if no one had ever tried before, try to say what you see and feel and love and lose. Don’t write love poems; avoid those forms that are too facile and ordinary: they are the hardest to work with, and it takes great, fully ripened power to create something individual where good, even glorious, traditions exist in abundance. So rescue yourself from these general themes and write about what your everyday life offers you; describe your sorrows and desires, the thoughts that pass through your mind and your belief in some kind of beauty – describe all these with heartfelt, silent, humble sincerity and, when you express yourself, use the Things around you, the images from your dreams, and the objects that you remember. If your everyday life seems poor, don’t blame it; blame yourself; admit to yourself that you are not enough of a poet to call forth its riches; because for the creator there is not poverty and no poor, indifferent place. And even if you found yourself in some prison, whose walls let in none of the world’s sounds – wouldn’t you still have your childhood, that jewel beyond all price, that treasure house of memories? Turn your attentions to it. Try to raise up the sunken feelings of this enormous past; your personality will grow stronger, your solitude will expand and become a place where you can live in the twilight, where the noise of other people passes by, far in the distance. – And if out of this turning-within, out of this immersion in your own world, poems come, then you will not think of asking anyone whether they are good or not. Nor will you try to interest magazines in these works: for you will see them as your dear natural possession, a piece of your life, a voice from it. A work of art is good if it has arisen out of necessity. That is the only way one can judge it. So, dear Sir, I can’t give you any advice but this: to go into yourself and see how deep the place is from which your life flows; at its source you will find the answer to the question whether you must create. Accept that answer, just as it is given to you, without trying to interpret it. Perhaps you will discover that you are called to be an artist. Then take the destiny upon yourself, and bear it, its burden and its greatness, without ever asking what reward might come from outside. For the creator must be a world for himself and must find everything in himself and in Nature, to whom his whole life is devoted.

But after this descent into yourself and into your solitude, perhaps you will have to renounce becoming a poet (if, as I have said, one feels one could live without writing, then one shouldn’t write at all). Nevertheless, even then, this self-searching that I as of you will not have been for nothing. Your life will still find its own paths from there, and that they may be good, rich, and wide is what I wish for you, more than I can say.

What else can I tell you? It seems to me that everything has its proper emphasis; and finally I want to add just one more bit of advice: to keep growing, silently and earnestly, through your while development; you couldn’t disturb it any more violently than by looking outside and waiting for outside answers to questions that only your innermost feeling, in your quietest hour, can perhaps answer.

It was a pleasure for me to find in your letter the name of Professor Horacek; I have great reverence for that kind, learned man, and a gratitude that has lasted through the years. Will you please tell him how I feel; it is very good of him to still think of me, and I appreciate it.

The poems that you entrusted me with I am sending back to you. And I thank you once more for your questions and sincere trust, of which, by answering as honestly as I can, I have tried to make myself a little worthier than I, as a stranger, really am.

Yours very truly,

Rainer Maria Rilke

Il silenzio – Silence – Jean Klein – Jiddu Krishnamurti


  • Il silenzio è la nostra vera natura. Ciò che siamo è fondamentalmente solo silenzio. Il silenzio è libero da inizio e da fine. Esisteva prima dell’inizio di tutte le cose. È senza causa. La sua grandezza sta nel fatto che semplicemente è.
  • Nel silenzio tutti gli oggetti hanno il loro fondamento. È la luce che crea gli oggetti, che li plasma e li forma. Tutti i movimenti, tutte le attività sono armonizzate dal silenzio. Il silenzio non è opposto al rumore. È al di là del positivo e del negativo. Il silenzio dissolve tutti gli oggetti. Non è connesso ad alcuna controparte che appartenga alla mente. Il silenzio non ha niente a che fare con la mente. Non può essere definito, ma può essere sentito direttamente perché è la nostra intimità.
  • Il silenzio è libertà senza restrizione e senza centro. È la nostra interezza, non è né dentro né fuori dal corpo. Il silenzio è gioioso, non gradevole. Non è psicologico. È sentire senza colui che sente. Il silenzio non ha bisogno di intermediari. Il silenzio è sacro. Il silenzio sa guarire. Non c’è paura nel silenzio. Il silenzio è autonomo come l’amore e la bellezza. È intoccato dal tempo. Il silenzio è meditazione, senza alcuna intenzione, senza colui che medita. Il silenzio è l’assenza in se stessa o il silenzio è l’assenza dell’assenza. Il suono che viene dal silenzio è musica. Ogni attività che nasce dal silenzio è creativa. È un costante e nuovo inizio.
  • Il silenzio precede la parola, la poesia, la musica, e tutte le arti.
  • Il silenzio è il terreno di ogni attività creativa. Ciò che è veramente creativo è parola, è verità. Il silenzio è la parola. Il silenzio è verità. Chi dimora nel silenzio vive in costante offerta, in preghiera senza richiesta, in gratitudine, in costante amore.

Jean Klein –

Silence

  • Silence is our true nature. What we are is basically just silence. The silence is free from the beginning and end. Existed before the beginning of all things. It is without cause. Its greatness lies in the fact that it just is.
  • In the silence all objects have their foundation. It is light that creates the objects, which shapes them and shapes them. All movements, all activities are harmonized by silence. Silence is not opposed to the noise. It is beyond positive and negative. Silence dissolves all objects. It is not connected to any other party that belongs to the mind. The silence has nothing to do with the mind. It can not be defined, but can be felt directly because it is our intimacy.
  • Silence is freedom without restriction and without a center. It is our wholeness, it is neither inside nor outside the body. The silence is joyful, not pleasant. It is not psychological. You feel no one who hears. The silence does not need intermediaries. The silence is golden. Silence knows heal. There is no fear in silence. Silence is as self-love and beauty. It is untouched by time. The silence is meditation, without intent, without the meditator. Silence is the absence or silence in itself is the absence of absence. The sound of silence is music. Every activity that comes from silence is creative. It is a constant and a new beginning.
  • Silence precedes speech, poetry, music, and all the arts.
  • Silence is the ground of all creative activity. What is really creative word is truth. Silence is the word. Silence is truth. He who abides in silence lives in constant supply, without request in prayer, in gratitude, constantly in love.

– Jean Klein –
Il silenzio
– Jiddu Krishnamurti
Il silenzio ha molte qualità.
C’è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell’intervallo fra due pensieri.
C’è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito.
Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come la parete che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perché la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente, dal tuo cuore.
Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume – che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare.
C’è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l’effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c’è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l’azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità.
La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio è.
C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa vuota sperduta nella campagna, senza il rumore di turisti e fedeli; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente.
La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra.
La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l’amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la beatitudine e il riso.
Silence – Jiddu Krishnamurti
The silence has many qualities.
There is the silence between two noises, the silence between two notes and the silence that widens the interval between two thoughts.
There is a unique, quiet, penetrating silence that spreads in the countryside at night, there is the silence in which we can hear the barking of a dog in the distance a train whistle or trudging up a steep hill, the silence that reigns in a house when everyone went to bed, and his particular attention when you wake up in the middle of the night and hear an owl crying in the valley, and there is the silence that precedes the response of the owl companion. There is the silence of an old abandoned house, and the silence of a mountain, the silence between two human beings when they saw the same thing, heard the same thing, and acted.
That night, especially in the remote valley with its ancient hills of rocks and their singular form, the silence was as real as I touched the wall. And you looked out the window the stars shining. It was not a self-silence, it was not because the land was quiet and the villagers were asleep, but it came from everywhere, from distant stars, from the dark hills and your mind from your heart.
This silence seemed to cover everything from the smallest grain of sand in the riverbed – he knew only water when it rained – the high, leafy fig Banian and a light breeze began to blow.
There is the silence of the mind that is never touched by any noise, any thoughts or experience the fleeting wind. This silence is innocent, and therefore infinite. When there is this silence of the mind, it springs from the action and this action does not cause confusion or unhappiness.
Meditation is a mind that is totally silent is the blessing that man has always sought. In the silence of silence is all quality.
There is the strange silence that reigns in a temple or in an empty church in the remote countryside without the noise of tourists and faithful, and the heavy silence that reigns in the water is part of what is out of the silence of the mind.
The meditative mind contains all these varieties, all these changes and movements of silence. This silence of the mind is the true religious mind, and silence is the silence of the gods of the earth.
The meditative mind flows in this silence, and love is the path of this mind. This silence is bliss and laughter.

Riflettere e costruire – Reflect and build


2019-01-03-13-39-16
Riflettere e costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non si rende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una migliore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizionamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

© Poetyca

Reflect and build

Reflecting is a step to understand and build.
Why doesn’t the world improve for their children? In reality it is not even better for ourselves and for those who live in it, even if being a parent can leverage for a better quality of life; this does not seem to be sufficient; on the contrary, it sometimes leads to work harder to produce. Too many situations that cause the confidence to fail, that put conditions and do not allow us to feel that; in its own small way, we can really have solutions. Yet it would be enough to check the quality of purchases relative to what is introduced between one’s own home (there are more poisons in a home than in an environment known as unhealthy), on our plate, and on the quality of the time we spend to “recharge” . A life that is devoted only to work, to producing something that is tangible and relegate to reading, a walk, contact with ourselves and with a loving dialogue with those around us; often producing efforts only to erect barriers; with the conviction that “abstract” things count for little, removing what may distract or not cultivating constructive and friendly human relations out of mistrust or fear, it is certainly a way, not only to sow evil towards ourselves but, consequently for others, not least our children.
A productive effort in trying not to waste goods; like water, time, money and how much is tied to energy is a way to be able to collaborate with responsibility.
But the search for awareness and transformation is important to improve ourselves and the relationship with others, making flourish: kindness, compassion and love.
When we have improved the quality of our daily life, in the effort of little things, we will be able to reflect and grasp what we can improve moment by moment, our life and consequently, know how to project serenity and inner peace without duality to be able to make it gift to others. Here it is proposed, sometimes a reversal of values, a realization that rather than the accumulation of material goods, with consequent stress and questionable value of life, you know to prefer respect and conservation; without unnecessary waste of existing assets and this would also become an instrument (from parents) of education to ecology that is capable of realizing what we are fortunate to have, but without forgetting to nourish the value of “being”; that tool that can make us share and offer our feelings with compassion.
© Poetyca

Cosa resta del giorno – WHAT REMAINS OF THE DAY


POETYCA

COSA RESTA DEL GIORNO

Poetyca è lo pseudonimo di Dany. Dany e basta. Un Poeta donna con la vigoria maschile, nata a Roma, ma risiede a Reggio Calabria dal tempo della grande rivolta giovanile, sfociata poi negli anni di piombo. Scrive poesie dall’età di dodici anni. E’ portata al dialogo e all’ascolto degli altri, ma più ascolta se stessa, socraticamente, per sapere se conosce; ama la natura e «sentire» le proprie emozioni e la vita, come la lettura e la riflessione; scrivere e condividere con gli altri il suo animo. E’ convinta che in ognuno di noi vi sia una Luce interiore che l’individuo deve cercare per essere in pace con gli altri e con se stesso.

Trasfonde entusiasmo in tutte le cose che intraprende e crede in quello che ama.Ha completato cinque raccolte di poesie e in questo periodo sta lavorando alla sesta; ma come tutti i giovani non riesce a trovare un editore e perciò ha imparato a far conoscere i suoi scritti, pregevoli cui ci fa dono tramite Internet. E’ proprio tramite il web che dona i suoi stati d’animo, perché qui ha una vasta rete di contatti che le consentono di ascoltare la vita degli altri, spesso fonte d’ispirazione. Afferma che: «La società umana è fondata su quel principio ed è comune a tutti. Da un tale stato d’animo nasce il particolare affetto che si chiama sentimento e che è forte in tutti e quasi direi anche in coloro che oggi affermano di non sentirlo. Inoltre l’uomo ama il bello e su questa sua innata passione è fondata la manifestazione artistica e, si può dire, tutto il progresso. In ogni uomo esiste il desiderio di sapere, il senso della giustizia, l’ammirazione per il sacrificio, per la bontà, per il perdono, per la tolleranza, insomma per quelle manifestazioni della spiritualità umana perciò veramente si può affermare che l’uomo è superiore a tutti gli altri esseri della terra».

«Cosa resta del giorno

ansie che rincorrono

ed ancora sarà sera

cercheremo un senso

a questi passi incisi

nell’anima ormai stanca»

L’umanità, nel corso dei secoli, ha attraversato momenti di splendore e momenti di crisi. Spesso il maggior nemico da superare, in questa lotta, non è la natura del suolo o l’avversità delle condizioni climatiche, ma l’ignoranza che «non fugge mai il silenzio». Anche se l’affermazione sembra strana il numero degli analfabeti è ancora molto elevato in vastissimi paesi, comunemente denominati «in via di sviluppo». A questi popoli dovrebbe giungere il monito della nostra autrice: « cercheremo un senso/a questi passi incisi/nell’anima ormai stanca». Ecco le efficacissime armi per la lotta contro l’ignoranza, la separazione di classe, la fame, la rivalutazione della dignità del lavoro; in modo che aggrappandosi all’immagine delle impronte «dei passi incisi» si potrà camminare incontro all’umanità, sperduta e impaurita, sorvolando le vaste zone dei paesi africani ed asiatici, dove gran parte della popolazione maschile ritiene che il lavoro abbassi la dignità dell’uomo e «aspetta che il vento gli accarezzi le piume» intanto si lascia alle donne il compito di lavorare.

Poetica è, un personaggio letterario. La sua arte ha ispirato e ispira un numero incredibile di poesie. Già popolare da qualche anno nel mondo internetiano, Ella, oggi, diventa un vero e proprio mito. Gli ingredienti di questo mito sono essenzialmente due: il contrasto tra poeta e potere, e il legame tra genio e desiderio di conoscenza.

«Cosa resta nel silenzio

di pensieri fuggiti

insieme a lacrime

asciugate piano

mentre una ferita sanguina»

I romantici vedrebbero nel rapporto tra Poetica e gli amici virtuali, il paradigma del conflitto tra il poeta e il tiranno. Per questo, nel mondo del web, Poetyca diventa il simbolo delle costrizioni odiose che il potere impone all’animo libero e generoso dell’artista. D’altra parte, l’insistenza di postare poesie a getto continuo, attraverso i mailing-list, fa considerare l’espressione di una sensibilità fuori del comune, di un’immaginazione visionaria che condanna il tiranno alla solitudine e all’incomprensione dei suoi contemporanei.

Sotto questo aspetto, Poetica, diventa un mito che non perde il suo valore, e vede la sua umanità e sensibilità poetica continua ad essere esemplare, poiché manifesta, attraverso la lente d’ingrandimento di una personalità singolare, i sintomi di una grave crisi storica: quella che determina la scomparsa della serenità, che tra il Sessantotto e l’inizio del terzo millennio ha perduto il suo ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura italiana, per far spazio, o meglio fagocitata da sperimentazioni azzardate, come se tutti coloro che scrivono su internet fossero grandi ricercatori come un Carducci, un Pascoli o un D’Annunzio.

Non conosco il percorso biografico di Poetyca ma penso sia stato un percorso che la porta ad esaminare in continuazione il suo Io e non solo quello creativo. Sappiamo solo che è nata in uno dei centri più insigni della cultura contemporanea, alla Roma della Resistenza, alla città che Remil vedeva violentata in continuazione perché nella sua fantasia le notizie dei Tiggi e dei quotidiani gliel’hanno mostrata stretta nella morsa della violenza, mentre quando attraverso Internet gli è giunto anche il mondo spirituale della sua città amatissima e che gliel’aveva fatta odiare, si ritrova ed ecco che nascono le sue opere migliori. Così Poetyca che della sua città sente soltanto l’eco delle notizie che le pervengono di seconda e a volte di terza mano scopre internet e ritrova il suo mondo spirituale, il suo dominio culturale e morale.

«Vecchi ricordi

strappati come carta

di un consunto giornale

rubato dal vento»

Il consunto giornale/ rubato dal vento insieme alla privazione relativa, cioè come incapacità di mantenere il tenore di vita medio della società cui si appartiene.

Avverte nei vecchi ricordi, che i bisogni fondamentali riguardano le cure mediche, l’alimentazione, l’abitazione e il vestiario. Per lo più, l’analisi che intende la povertà come privazione assoluta si limita a stabilire il livello di reddito annuale al di sotto del quale un individuo o una famiglia mancano dei mezzi necessari alla sopravvivenza.

Per esempio, in questi versi si avverte anche la mancanza della fornitura domestica dell’energia elettrica, che da qualche tempo si considera come non assolutamente necessaria per la maggioranza della popolazione mondiale che non ne dispone, mentre è ritenuta una necessità nelle società industrializzate, che ricorrono allo sfruttamento del Sole. Il reddito che segnala la povertà è, cioè, determinato relativamente agli altri redditi e non alla capacità assoluta di acquisto. Tale approccio implica che il problema della povertà sia da leggersi insieme con quello della stratificazione sociale. Per Poetica questo stato di cose sono:

«Cicatrici bagnate di sale

e poi quella luce

improvviso faro

nella nebbia»

E quell’«improvviso faro» c’introduce nel campo più meschino e raccapricciante per certa umanità: il razzismo che indica, in senso lato, un atteggiamento di intolleranza sociale che porta un individuo o un gruppo a non accettare l’esistenza di individui e gruppi con modi di pensare e di agire differenti dai propri. Se questa forma di intolleranza è stata spesso presente nella storia dell’umanità, è invece relativamente recente e specifica della cultura occidentale una concezione biologica del razzismo, basata sul pregiudizio pseudoscientifico che esistono razze superiori e razze inferiori. Al razzismo in genere si accompagna la xenofobia. Questa è un’esasperazione dell’etnocentrismo, cioè della propensione a ritenere che gli usi e i costumi della propria comunità siano superiori a quelli di qualsiasi altra e si concreti in un atteggiamento di forte avversione verso i membri delle altre comunità.

Da qui la definizione di razzismo adottata da Albert Memmi: «Il razzismo è la valorizzazione, generalizzata e definitiva, di differenze, reali o immaginarie, a vantaggio dell’accusatore e ai danni della vittima, al fine di giustificare un’aggressione o un privilegio».

«Indicato cammino
per l’intima ricerca
lembi di cielo
oltre l’orizzonte»

La considerazione poetica e direi filosofica del pensiero di Poetica dopo va oltre per denunce ancora più inumane. Ella dopo aver considerato ci indica la via per raggiungere quella fratellanza universale che tutti gli uomini di buona volontà si auspicano, per vedere «lembi di cielo/ oltre l’orizzonte».

«E nuovo arcobaleno

colorerà oggi

tutte le speranze

per tempo in ascolto

dei naufraghi

che a volte ritornano»

Probabilmente ciò dipende dal fatto che, nelle società ad alto livello tecnologico, la produzione della ricchezza è dovuta in gran parte alla crescita costante e rapidissima delle conoscenze. Per vari motivi, tra i quali la mancanza di una formazione permanente, da tale crescita di conoscenze rimane escluso l’anziano, il cui patrimonio di esperienza accumulata è considerato sorpassato. Poetyca ci suggerisce che per vedere finalmente un nuovo arcobaleno occorre tenere presenti altri fenomeni quali la disoccupazione e sottoccupazione giovanile, che tendono a far avvertire gli anziani come superflui rispetto alle necessità produttive. A completare il quadro concorrono altresì i mutamenti sociali che hanno coinvolto la famiglia, non più allargata ma mononucleare, estromettendo l’anziano dal ruolo di capofamiglia e anche, spesso, dalla coabitazione con figli e nipoti. Il processo di urbanizzazione isola questi anziani in quartieri spesso privi di strutture di socializzazione, oppure li marginalizza in case di riposo. Così, la discriminazione degli anziani prende la forma di una stratificazione sociale per età, che come la stratificazione etnica è trasversale rispetto agli altri tipi di stratificazione sociale.

Riflettiamo sul messaggio di Poetyca e ritorniamo anche noi magari facendo circolo e cantando come da bambini: «Giro girotondo, com’è bello il mondo…» affinché il tempo in ascolto ritorni e con lui la serenità per tutti.

Reno Bromuro

A VOLTE RITORNANO
di Poetyca
Cosa resta del giorno
ansie che rincorrono
ed ancora sarà sera
cercheremo un senso
a questi passi incisi
nell’anima ormai stanca

Cosa resta nel silenzio
di pensieri fuggiti
insieme a lacrime
asciugate piano
mentre una ferita sanguina

Vecchi ricordi
strappati come carta
di un consunto giornale
rubato dal vento

Cicatrici bagnate di sale
e poi quella luce
improvviso faro
nella nebbia

Indicato cammino
per l’intima ricerca
lembi di cielo
oltre l’orizzonte

E nuovo arcobaleno
colorerà oggi
tutte le speranze
per tempo in ascolto
dei naufraghi
che a volte ritornano

Poetyca 09.06.2004

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria
http://www.poesiavita.com/

POETYCA

WHAT REMAINS OF THE DAY

Poetyca is the pseudonym of Dany. Dany’s all. A woman with a vigorous male poet, born in Rome, but residing in Reggio Calabria from the time of the great youth uprising which resulted in years of lead. He writes poetry since the age of twelve years. And ‘capacity to dialogue and listening to others, but more listens to herself, Socratic, to know if he knows, loves nature and “feel” their emotions and life, such as reading and reflection, write and share with the rest his soul. And ‘in each of us believes that there is an inner light that the individual should try to be at peace with others and with himself.

Instils enthusiasm in everything he undertakes and believes in what ama.Ha completed five collections of poetry and is working at this time of the sixth, but like all young people can not find a publisher and so he learned to know his writings, which gives us valuable over the Internet. And ‘right through the web that gives his state of mind, because here has an extensive network of contacts that you can listen to the lives of others, often a source of inspiration. States that: “Human society is founded on that principle and it is common to all. From such a state of mind was born the particular affection which is called feeling and that is strong in almost all would say even those who today say they do not feel it. Moreover, the man loves the beautiful and this passion is his innate artistic and founded the event, you can tell, all progress. In every man there is a desire to know, the sense of justice, his admiration for the sacrifice, for goodness, forgiveness, tolerance, short for those manifestations of human spirituality, therefore, one can truly say that man is superior to all other beings on earth. “

“What Remains of the Day

anxieties that chase

evening and still be

seek a sense

these steps engraved

weary soul “

Humanity, in the course of centuries has passed through moments of brilliance and moments of crisis. Often the greatest enemy to be overcome in this struggle, not the nature of the soil or climatic conditions of adversity, but ignorance that “never flees the silence.” Although the statement seems odd number of illiterate people is still very high in the vast country, commonly referred to as “developing.” These people should get the warning of our author, “will look for a way / to these steps engraved / in ‘weary soul.” These are very effective weapons in the fight against ignorance, the separation of class, the hunger, the appreciation of the dignity of labor, so that by clinging to the image of the fingerprint “of steps carved” you can walk to meet humanity, lost and scared, flying over the vast areas of countries in Africa and Asia, where most of the male population believes that the work lowers the dignity of man and “wait for the wind caress the feathers” while you leave the task of working women.

Poetry is a literary character. His art has inspired and inspire an incredible number of poems. Already popular in recent years in the Internet world, she now becomes a real myth. The ingredients of this myth are essentially two: the contrast between poet and power, and the link between genius and desire for knowledge.

“What is left in silence

thoughts fled

with tears

dried up

while a bleeding wound “

The romantic relationship between the claimed and the Poetics virtual friends, the paradigm of the conflict between the poet and the tyrant. For this reason, in the web world, Poetyca becomes the symbol of that power imposes constraints hateful soul free and generous artist. On the other hand, the insistence to post poems in a continual stream, through the mailing list, is considered an expression of unusual sensitivity, the visionary imagination of the tyrant who condemned to solitude and incomprehension of his contemporaries.

In this respect, Poetics, becomes a myth that does not lose its value, and sees her humanity and poetic sensibility continues to be exemplary, as manifested through the magnifying glass of a unique personality, symptoms of a serious historical crisis : one that determines the loss of serenity, that between sixty-eight and the beginning of the third millennium has lost its role in the development of Italian culture, to make room, or rather, swallowed up by risky experiments, as if all of those who write Internet researchers were great as Carducci, a pasture or a D’Annunzio.

I do not know the path biographical Poetyca but I think it was a journey that leads her to examine her and I continue not only the creative one. We only know that she was born in one of the most eminent of contemporary culture, the strength of Rome, the city that saw Remilia raped all the time because in his imagination the news of the Tiggo and shown it to him daily in the grip of violence, while When the Internet came the even the spiritual world of his beloved city, and that made gliel’aveva hate, and finds that arise here is his best work. So Poetyca that his city feels only the echo of the information it receives a second and sometimes third hand, discovered the internet and found his spiritual world, its cultural and moral domain.

“Old memories

torn like paper

a worn newspaper

stolen by the wind “

The worn newspaper / stolen by the wind along with the relative deprivation, ie an inability to maintain the average standard of living of society you belong.

Warns the old memories that relate to the basic needs medical care, food, shelter and clothing. For the most part, the analysis that intends to poverty as absolute deprivation is limited to establishing the level of annual income below which an individual or a family lacks the resources necessary for survival.

For example, in these verses there is also a lack of electricity supply to households, which for some time be deemed not absolutely necessary for the majority of the world population does not, and is considered a necessity in industrialized societies, which resort to the exploitation of the Sun indicates that income poverty is, that is, determined with regard to other income and not the absolute ability to purchase. This approach implies that the problem of poverty is to be read together with that of social stratification. Poetics for this state of affairs are:

“Scars of wet rooms

and then that light

Suddenly lighthouse

in the fog “

And that ‘”sudden lighthouse” in the most petty and introduces us to some gruesome humanity: the racism that indicates, in the broadest sense, an attitude of social intolerance that leads an individual or a group not to accept the existence of individuals and groups with ways of thinking and acting different from their own. If this form of intolerance is often present in human history is relatively recent and specific to Western culture a biological conception of racism, based on prejudice that there are pseudo-superior races and inferior races. Racism in general is accompanied by xenophobia. This is an exasperation of ethnocentrism, that is, the propensity to believe that the habits and customs of their community are higher than those of any other and practical attitude in a strong aversion toward members of other communities.

Hence the definition of racism adopted by Albert Memmi: “Racism is the enhancement, general and definitive differences, real or imaginary, to the benefit of the prosecutor and against the victim in order to justify aggression or privilege “.

“Suitable walk
Search for the intimate
patches of sky
beyond the horizon “

The consideration of the poetic and philosophical thought I would go further to complaints after Poetics even more inhumane. After considering she shows us the way to achieve the universal brotherhood of all men of good will wish to see “edges of the sky / beyond the horizon.”

“And the new rainbow

Today will color

all hope

time to listen

Shipwrecked

that sometimes come back “

Probably this is because, in high-tech companies, the production of wealth is largely due to the rapid and steady growth of knowledge. For various reasons, including lack of training, this growth of knowledge is excluded the elderly, whose wealth of experience accumulated is considered outdated. Poetyca suggests that to finally see a new rainbow should be aware of other phenomena such as unemployment and underemployment of youth, which tend to warn the elderly as superfluous compared to the production needs. To complete the picture also contribute to the social changes that have affected the family, but not enlarged mononuclear, ousting the elderly from the role of breadwinner and also, often, by cohabitation with children and grandchildren. The process of urbanization in these older neighborhoods often island-free structures of socialization or marginalizes them in nursing homes. Thus, discrimination of the elderly takes the form of social stratification by age, which cuts across ethnic stratification as compared to other types of social stratification.

Reflect on the message and return Poetyca we maybe doing a circle and singing as a child, “circle tour, how beautiful the world …” so that the time to listen and come back with him the serenity to all.

Reno Bromide

Sometimes They Come Back
of Poetyca
What Remains of the Day
anxieties that chase
evening and still be
seek a sense
these steps engraved
weary soul

What remains in the silence
thoughts fled
with tears
dried up
while a bleeding wound

Old memories
torn like paper
a worn newspaper
stolen by the wind

Scars wet salt
and then that light
Suddenly lighthouse
in the fog

Indicated path
Search for the intimate
patches of sky
beyond the horizon

And the new rainbow
Today will color
all hope
time to listen
Shipwrecked
sometimes return

Poetyca 09.06.2004

The center of gravity Monthly art criticism and literary
http://www.poesiavita.com/

Problemi – Problems




🌸Problemi🌸

Nulla si risolve rimandando
o ignorando
è necessario fare qualcosa,
soprattutto affrontando,
dopo averli riconosciuti,
i problemi.
Purtroppo molti fuggono,
covano rancore
ed attribuiscono ad altri
la causa del proprio disagio.
È allora importante
guardarsi dentro con onestà
e tentare di fare il meglio.
Questo è un contributo
anche per migliorare
il rapporto con gli altri.

07.10.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Problems

Nothing is resolved
by postponing or ignoring
you need to do something,
especially facing,
after recognizing them,
the problems.
Unfortunately many flee,
they harbor grudges
and attribute to others
the cause of your discomfort.
It is therefore important to look within
honestly and try to do the best.
This is a contribution
also to improve
the relationship with others.

07.10.2021 Poetyca

Come fiori – As flowers – Hermann Hesse


Come fiori

Due persone possono andare d’accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine. Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all’altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile. I fiori effondano il loro profumo e spargono il loro seme perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente perché il seme giunga nel posto giusto; tocca al vento che va e viene come vuole.

Hermann Hesse

Like flowers

Two persons can not agree more to go, talk about and be close. But their souls are like flowers, each has its roots in a particular place and no one can get too close to another without abandoning its roots, it would be impossible. The flowers pour forth their fragrance and scatter their seed because they want to get closer, but the flower can not do anything because the seed come to the right place, touch the wind that comes and goes as he pleases.

Hermann Hesse

Voci d’amore – Voices of Love


Voci d’amore

Voglio essere quel che sono
– Amarti e togliere la polvere dal cuore –
tracciare sorrisi nel tuo cielo
e portare nuovi colori d’arcobaleno
con la gioia di essere finalmente noi
sospinti oltre le nuvole

Raccogliere tutte le mie forze
per un nuovo volo
che mi porti a te
tra le pieghe della tua anima
Estesi attimi senza più fine
tra quel che ero e quel che siamo

Sentire le nostre rotte nei miei respiri
che attraversano correnti
Maree d’universo avvolgono
ogni nostro istante
Allacciati dello stesso destino
che ci ha trovato ancora

Aprire la porta oltre orizzonti
essere parte dello spazio
in un viaggio oltre i ricordi
che sbriciolano le attese
tra un attimo smarrito
e la voglia di cercarsi

Resistere ancora e poi abbandonarsi
a tutte le emozioni sempre vive
fino a toccare spazi
che non erano previsti
e conoscere ora
tutto quel che siamo

Ti cercherò altra metà del cielo
saremo allora noi
parte di un universo intero
Saremo Aquile in volo
ali spiegate senza più freno
che si sfiorano nel vento

Sarai solo tu
la vita che palpita
intrecciate mani
che si sorreggono
e voci d’amore
che non si lasceranno mai

23.10.2003 Poetyca

Voices of Love

I want to be what I am
– Love you and remove dust from the heart –
draw smiles in your sky
and bring new colors of the rainbow
with the joy of finally being us
pushed beyond the clouds

Gathering all my strength
for a new flight
which leads me to you
the folds of your soul
Extended moments without end
between what I was and what we

Perceive our routes in my breathing
crossing the current
Tides enveloping universe
our every moment
Connected the same destiny
who found us yet

Open the door beyond horizons
be part of the space
in a trip across the memories
that crumbling expectations
a moment lost
and the desire to find us

Hold out and then leave ourselves
all the emotions live
to touch areas
that were not foreseen
is known now
everything we

I will try your other half of the sky
then we will be ourselves
part of a whole universe
We will be flying Eagles
wings without brake
that reach them in the wind

You will be only you
the life that throbs
clasped hands
supporting
and voices of love
that will never leave themselves

23.10.2003 Poetyca

La nostra vita – Our life – Krishnamurti


🌸La nostra vita🌸

Per trasformare la nostra vita,
serve solo una mente
calma e tranquilla.
Quando la mente è immobile
e non oppone alcuna resistenza,
è possibile capire chi siamo veramente,
la nostra natura divina.

Krishnamurti
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Our life

To transform our lives, we need only a calm and calm mind. When the mind is immobile and does not offer any resistance, it is possible to understand who we really are, our divine nature.

Krishnamurti

La tua notte – Your night




🌸La tua notte🌸

Le stelle
lacrime
di cielo
a dare luce
all’infinito

In noi
ricordi
e passi
tra nuove
speranze

Nulla
è mai perduto
se illumini
ancora una volta
la tua notte

06.10.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Your night

The stars
tears
of heaven
to give light
endlessly

In us
memories
and steps
among new ones
hopes

Nothing
it is never lost
if you light up
once again
your night

06.10.2021 Poetyca

Universo – Universe – Paulo Coelho




🌸Universo🌸

L’universo ci aiuta sempre
a lottare per i nostri sogni,
per quanto sciocchi
possano sembrare.
Perchè sono i nostri,
e soltanto noi sappiamo
quanto ci costa sognarli.

Paulo Coelho, Sulla Sponda del Fiume Piedra
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Universe

The universe always helps us
to fight for our dreams,
as they may seem silly.
Why It are our,
and only we know
how much it costs us dream about.

Paulo Coelho By the River Piedra