Archivio | 04/10/2021

Bene – Good – Desmond Tutu


🌸Bene🌸

“Fai del tuo meglio
dove sei; sono quei
piccoli pezzi di bene
messi Insieme
a sopraffare il mondo “.

Desmond Tutu
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Good

“Do your little bit of good
where you are; it’s those
little bits of good
put together that
overwhelm the world.”

Desmond Tutu

La magia è uno stato di consapevolezza – Magic is a state of awareness – Carlos Castaneda


La magia è uno stato di consapevolezza

In diverse occasioni don Juan tentò di dare un nome alla sua conoscenza, a mio beneficio. A suo parere il termine più adatto era nagualismo, anche se un po’ oscuro. Dire semplicemente “conoscenza” rendeva tutto troppo vago, e chiamarla “negromanzia” era spregiativo. “La padronanza dell’intento” era troppo astratto e “la ricerca della libertà totale” troppo lungo e metaforico. Alla fine, non riuscendo a trovare un lemma più appropriato, la chiamò “magia”, pur ammettendo una certa inaccuratezza.
Nel corso degli anni egli mi aveva fornito varie definizioni della magia, ma aveva sostenuto che le definizioni cambiano con il crescere della conoscenza. Verso la fine del mio apprendistato, mi sentii in grado di apprezzare una definizione più chiara, così gli posi la domanda ancora una volta.
«Dal punto di vista dell’uomo comune» disse don Juan «la magia è un insieme di sciocchezze, oppure uno spaventoso mistero che travalica la sua comprensione. E qui non sbaglia – non perché sia una verità assoluta, ma perché l’uomo comune non ha l’energia sufficiente per trattare con la magia.»
Fece un attimo di pausa, prima di continuare. «Gli esseri umani nascono con una quantità di energia limitata,» proseguì don Juan «un’energia spiegata sistematicamente a partire dal momento della nascita, in modo da essere usata con il maggior vantaggio dalla modalità del tempo.»
«Cosa intendi per “modalità del tempo”?» chiesi io.
«La modalità del tempo è il fascio preciso dei campi di energia recepiti» mi rispose. «Credo che la percezione umana sia cambiata nel tempo. Il tempo reale decide il modo; il tempo decide quale fascio preciso di campi di energia sarà usato, scegliendo tra una quantità incalcolabile. Tutta l’energia a nostra disposizione viene assorbita dal contatto con la modalità del tempo – quei pochi, scelti campi di energia – non lasciandoci nulla che possa esserci di aiuto a usare un qualsiasi altro campo di energia.»
Con un impercettibile inarcare delle sopracciglia mi spronava a considerare il tutto.
«Ecco cosa intendo quando dico che all’uomo comune manca l’energia necessaria per aver a che fare con la magia» continuò. «Se usa solo l’energia che ha, non può percepire i mondi creati dagli stregoni. Gli stregoni, infatti, per farlo, si servono di un insieme di campi di energia che di solito non sono usati. Naturalmente, se l’uomo comune intende percepire quei mondi e comprendere la percezione dei maestri dell’occulto, deve per forza usare lo stesso insieme usato da quelli, e ciò non è materialmente possibile, in quanto egli ha già spiegato tutta la sua energia.»
S’interruppe, quasi cercasse la parola più appropriata a esprimere il concetto.
«Mettiamola così» riprese. «Non è tanto che si apprenda la magia col tempo, quanto che si apprenda ad accumulare energia. Questa energia ti metterà in grado di maneggiare alcuni campi di energia che al momento ti sono inaccessibili. La magia è dunque l’abilità di usare campi di energia non necessari per la percezione del mondo di tutti i giorni, che noi conosciamo. La magia è uno stato di consapevolezza. È l’abilità di concepire qualcosa che sfugge alla percezione ordinaria.
«Quel che ti ho mostrato,» continuò don Juan «tutto ciò che ho sottoposto alla tua attenzione, non era che un accorgimento per convincerti che c’è più di quanto appaia a un primo sguardo. Non c’è bisogno che venga qualcuno a insegnarti la magia, perché in realtà non c’è nulla da imparare. Occorre solo che un maestro ci convinca dell’incalcolabile potere che abbiamo sulla punta delle dita. Che strano paradosso! Ogni guerriero sulla via della conoscenza crede, una volta o l’altra, di star acquisendo cognizioni magiche, ma tutto quello che fa è lasciarsi convincere dal potere nascosto dentro di sé, che riuscirà a raggiungere.»
«È quel che stai facendo con me, don Juan? Mi stai convincendo?»
«Proprio così. Sto cercando di convincerti che puoi raggiungerlo, quel potere. Ci sono passato anch’io. Ed ero duro da convincere, come te ora.»
«Una volta raggiunto, cosa ne facciamo esattamente, don Juan?»
«Nulla. Una volta raggiunto, esso si servirà per conto suo dei campi di energia che sono a nostra disposizione, ma inaccessibili. Questa è magia, come ho già detto. Allora cominciamo a vedere – cioè, a percepire – qualcos’altro, non immaginario, ma reale e concreto. Così cominciamo a conoscere senza dover usare le parole. Quel che ognuno di noi fa con l’accresciuta percezione, con quella conoscenza silenziosa, dipende dal carattere individuale.»
In una diversa occasione, mi diede una spiegazione di altro genere. Stavamo discutendo di tutt’altro quando, di punto in bianco, cambiò argomento e cominciò a raccontarmi una barzelletta. Rise, e con mano leggera mi diede dei colpetti sulla schiena, fra le scapole, quasi fosse affetto da grande timidezza e ritenesse da parte sua molto sfacciato toccarmi. La mia reazione nervosa lo fece ridacchiare.
«Come sei sensibile» disse, scherzando, e mi assestò una pacca sulla schiena con maggior forza.
Mi ronzarono le orecchie. Per un istante mi mancò il fiato, quasi mi avesse colpito ai polmoni. Respiravo con grande fatica, eppure, dopo aver tossito più volte, come soffocando, le mie vie nasali si aprirono e mi ritrovai a fare dei respiri profondi, rasserenanti. Provavo una tale sensazione di benessere che non me la presi affatto con lui per il colpo che mi aveva dato, benché fosse stato forte e inaspettato.
Poi don Juan iniziò una spiegazione davvero notevole. In termini chiari e concisi mi fornì una definizione più precisa della magia.
Ero entrato in un meraviglioso stato di consapevolezza! Avevo una lucidità di mente tale che riuscii a comprendere e assimilare tutto quello che don Juan stava dicendo. Diceva che nell’universo c’era una forza indescrivibile e smisurata che gli stregoni chiamavano intento, e che in assoluto tutto quel che esiste nell’intero cosmo è unito all’intento da un anello di collegamento. Gli stregoni o guerrieri, come li chiamava lui, si dedicavano a discutere, capire e utilizzare quell’anello di collegamento. Erano particolarmente occupati a liberarlo dagli stordimenti provocati dalle ordinarie preoccupazioni della vita quotidiana. La magia a questo livello poteva definirsi come il procedimento di ripulitura del proprio anello di collegamento con l’intento. Don Juan sottolineò che era molto difficile capire e imparare a praticare questo “procedimento di ripulitura”. Per questo gli stregoni dividevano il loro insegnamento in due categorie. Una comprendeva le lezioni per lo stato di consapevolezza della vita di ogni giorno, nelle quali il procedimento si presentava sotto alterate spoglie. L’altra comprendeva le lezioni per gli stati di consapevolezza intensa, come quello che stavo sperimentando al momento, nelle quali gli stregoni raggiungevano la conoscenza direttamente dall’intento, senza fastidiosi interventi della lingua parlata.
Don Juan spiegò che, usando la consapevolezza intensa per migliaia di anni di lotte dolorose, gli stregoni avevano acquisito una comprensione specifica dell’intento, e che avevano trasmesso questi nuclei di conoscenza diretta di generazione in generazione, fino al presente. Disse che era compito della magia prendere questa conoscenza, all’apparenza incomprensibile, e renderla comprensibile ai livelli di consapevolezza della vita di ogni giorno.
Dopo mi chiarì il ruolo della guida nella vita degli stregoni. Mi spiegò che una guida era chiamata “nagual” e che il nagual era una persona, uomo o donna, con un’energia straordinaria, un maestro dotato di sobrietà, resistenza, fermezza, che i veggenti vedevano come una sfera luminosa formata d quattro comparti, simili a quattro globi luminosi pressati l’uno contro l’altro. Grazie a questa straordinaria energia, i nagual erano intermediari. La loro energia permetteva loro di incanalare pace, armonia, allegria e conoscenza direttamente dalla fonte, dall’intento, e di trasmetterle ai loro compagni. I nagual avevano la responsabilità di fornire ciò che gli stregoni chiamavano “la possibilità minima”, la consapevolezza del proprio collegamento con l’intento.
Gli dissi che la mia mente afferrava tutto quello che lui mi stava spiegando e che l’unica parte della sua spiegazione ancora poco chiara era perché mai fossero necessarie due categorie di insegnamento. Riuscivo a capire con facilità tutto ciò che diceva del suo mondo, mentre egli me l’aveva descritto come un processo irto di difficoltà.
«Ti ci vorrà tutta la vita per ricordare quanto hai appreso oggi» affermò «perché si trattava nella quasi totalità di conoscenza silenziosa. Fra qualche istante avrai dimenticato tutto. È questo uno degli insondabili misteri della percezione.»
Don Juan allora mi fece cambiare livelli di consapevolezza, dandomi un colpetto sul lato sinistro, proprio all’estremo della gabbia toracica. All’istante persi la straordinaria chiarezza di mente, e non fui in grado di ricordare di averla mai avuta…
– da “Il Potere del Silenzio” di Carlos Castaneda –
Magic is a state of awareness
Don Juan on several occasions tried to give a name to his knowledge, for my benefit. In his opinion, the more appropriate term was nagualism, although a little ‘obscure. To simply say “knowledge” made it all too vague, and call it “necromancy” was derogatory. “The mastery of intent” was too abstract and “the search for total freedom” too long and metaphorical. In the end, failing to find a more appropriate motto, called it “magic”, while admitting a certain inaccuracy.
Over the years he provided me with various definitions of magic, but he argued that the definitions change with the growth of knowledge. Towards the end of my apprenticeship, I was able to appreciate a clearer definition, so I asked the question again.
“From the point of view of the common man,” said Don Juan, “the magic is a collection of nonsense, or a frightening mystery that goes beyond his understanding. It is not wrong here – not because it is an absolute truth, but because the common man does not have enough energy to deal with magic. “
He paused a moment before continuing. “Humans are born with a limited amount of energy,” don Juan went on, “explained an energy systematically from the moment of birth, to be used with the greatest advantage of the mode of the time.”
“What do you mean by” time mode “?” I asked.
“The mode of the time the beam is accurately incorporated the fields of energy,” he said. “I believe that human perception has changed over time. The real-time decides the way, the time it decides which precise beam of energy fields will be used, choosing from a number incalculable. All the energy available to us is absorbed by the contact mode of the time – the few chosen fields of energy – not leaving anything that might help us to use any other field of energy. “
With an imperceptible arch of the eyebrows urged me to consider everything.
“That’s what I mean when I say that the common man lacks the energy to have anything to do with magic,” he continued. “If only the energy it uses, can not perceive the worlds created by sorcerers. The sorcerers, in fact, to do this, you need a set of energy fields that are not usually used. Of course, if the common man wants to receive those worlds and understand the perception of the masters of the occult, must necessarily use the same set used by those, and this is not practicable, since he has already explained all of its energy. “
He paused, as though trying the most appropriate word to express the concept.
“Put it this way” he continued. “It is not so much that you learn the magic over time, as you learn to store energy. This energy you will be able to handle some fields of energy when you are inaccessible. The magic is thus the ability to use energy fields are not required for the perception of the world everyday, we know. Magic is a state of awareness. It is the ability to conceive of something beyond the ordinary perception.
“What I showed you,” don Juan continued, “all that I have brought to your attention, it was only a trick to convince you that there is more than it appears at first glance. You need not be someone to teach you the magic, because in reality there is nothing to learn. You only need to convince us that a master dell’incalcolabile power we have at your fingertips. What a strange paradox! Every warrior on the path of knowledge thinks, at one time or another, acquiring knowledge of star magic, but all it does is swayed by the hidden power within himself, that he will achieve. “
“That’s what you’re doing with me, don Juan? You’re convinced? “
“Exactly. I’m trying to convince you that you can get that power. I’ve been there too. And it was hard to convince, as you now. “
“Once reached, what do we do exactly, Don Juan?”
“Nothing. Once achieved, it will use on his own field of energy that are available to us, but inaccessible. This is magic, as I said. Then we begin to see – that is, to perceive – something else, not imaginary, but real and concrete. So we begin to know without having to use words. What each of us does with the increased perception, with the silent knowledge, depends on the individual character. “
On a different occasion, I gave an explanation of another kind. We were talking about anything when all of a sudden, changed the subject and began to tell me a joke. He laughed, with a light hand and patted me on the back between the shoulder blades, as if suffering from shyness and considered great by its very cheeky touch. My reaction made him nervous giggle.
“You’re so sensitive,” he said, joking, and I struck a pat on the back with greater force.
I buzzed my ears. For a moment I caught my breath, I almost had hit the lungs. I was breathing with great difficulty, but after you cough several times, such as choking, my nasal passages were opened and I found myself doing some deep breaths, calming. I felt such a feeling of well being that I did not mind at all with him for the blow that had given me, although it was strong and unexpected.
Don Juan then began a remarkable explanation. In clear and concise gave me a more precise definition of magic.
I walked into a wonderful state of consciousness! I had a clarity of mind that could understand and absorb everything that Don Juan was saying. He said that the universe was indescribable and immeasurable force which sorcerers call intent, and that absolutely everything that exists in the entire cosmos is the intent joined by a connecting link. The wizards and warriors, as he called them, were devoted to discuss, understand and use the ring connection. They were particularly busy dizziness caused by release from the ordinary concerns of daily life. The magic at this level could be defined as the process of cleaning your connecting link with intent. Don Juan remarked that it was very difficult to understand and learn to practice this “cleansing process”. For this sorcerers shared their teaching in two categories. One included the lessons for the state of awareness of everyday life, in which the procedure is presented in altered guise. The included lessons for other states of consciousness intense as what I was experiencing at the moment, in which sorcerers knowledge directly reached by the intention, without annoying intervention of the spoken language.
Don Juan explained that by using intense awareness for thousands of years of painful struggle, the sorcerers had acquired a detailed understanding of the intent, and that these nuclei had direct knowledge transmitted from generation to generation, until the present. He said it was up to take this knowledge of magic, seemingly incomprehensible, and make it understandable to the levels of awareness of everyday life.
After I explained the role of leadership in the lives of sorcerers. He explained that help was called a “nagual” and that the nagual was a person, man or woman, with extraordinary energy, with a master of simplicity, strength, firmness, that the visionaries saw a ball of light as consisting of four compartments , similar to the four globes of light pressed against each other. Thanks to this extraordinary energy, nagual were intermediaries. Their energy allowed them to channel peace, harmony, happiness and knowledge directly from the source, the intent, and to transmit them to their classmates. The nagual had a responsibility to provide what the sorcerers called “the minimum possible,” awareness of their link with intent.
I told him that my mind grasped everything he was explaining to me that the only part of his explanation was unclear why they need two categories of teaching. I could easily understand everything he said of his world, as he had described me as a process fraught with difficulty.
“It will take a lifetime to remember what you learned today,” he said, “because it was almost entirely silent knowledge. In a few moments you’ll have forgotten everything. This is one of the unfathomable mysteries of perception. “
Don Juan then made me change levels of awareness, giving me a pat on the left side, right end of the rib cage. I instantly lost the extraordinary clarity of mind, and I was not able to remember to have ever had …
– From “The Power of Silence” by Carlos Castaneda –

Essere bambini – Being a child


Essere bambini
Essere bambini
giochi e risate
di quando
tutto era semplice
non separato
Un abbraccio
includeva
il mondo
un sorriso
illuminava il giorno

11.08.2016 Poetyca

Be children

Be children
games and laughter
of when
everything was simple
not separated
A hug
included
the world
a smile
illuminated the day

08/11/2016 Poetyca

Strade – Ways


🌸Strade🌸

Le bocche parlano
e non sanno
dell’estensione
di passi incerti

del silenzio
nel timore
di perdere tutto
in un solo attimo

Nessuno
puó giudicare
se non ha fatto
le nostre stesse esperienze

È più semplice
credersi migliori
senza aver mai
spalancato il cuore

Intanto da fatiche
e indelebili ferite
nasce la vera esperienza
che nessuno può capire

06.06.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Ways

Mouths speak
and they don’t know
extension
of uncertain steps

of silence
in fear
to lose everything
in just one moment

Nobody
can judge
if he didn’t
our own experiences

It’s easier
believe yourself better
without ever having
open the heart

Meanwhile, from fatigue
and indelible wounds
the real experience is born
that no one can understand

06.06.2021 Poetyca

Insieme – Together




🌸Insieme🌸

Reciproco
scambio
poi
abbraccio
per innalzarsi
in volo

Tutto
è possibile
insieme
se senza timore
si spalanca
il cuore

16.09.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Together

Reciprocal
exchange
then
hug
to rise up
in flight

All
it’s possible
together
if without fear
opens wide
the heart

16.09.2021 Poetyca

Templi – Temples – Dalai Lama


Templi

“Lo scopo di tutte le major
tradizioni religiose non è costruire
grandi tempie all’esterno,
ma per creare templi di bontà
e compassione dentro,
nei nostri cuori.”

Dalai Lama

Temples

“The purpose of all the major
religious traditions is not to construct
big temples on the outside,
but to create temples of goodness
and compassion inside,
in our hearts.”

Dalai Lama

Saggezza Sufi e gocce di pensiero – Sufi wisdom and drops of thought


L’asino intelligente
Un giorno l’asino di un mercante cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne e continuava a ragliare, mentre il proprietario pensava a cosa era meglio fare. Finalmente il mercante prese una decisione crudele: concluse che l’asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale dal pozzo. Al contrario, chiamò i suoi vicini perché l’aiutassero a seppellire vivo l’animale e chiudere così in fretta la faccenda.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L’asino non tardò a rendersi conto di quello che gli stavano facendo e pianse disperato . Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto. Il mercante alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide. A ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino all’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trotterellando.
….e allora ricorda: la vita ti butterà addosso molta terra. Soprattutto se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscirne, consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.
Il cambiamento
A vent’anni avevo una preghiera soltanto: «Mio Dio, aiutami a cambiare il mondo, questo mondo insopportabile, invivibile, di una tale crudeltà, di una tale ingiustizia». E mi sono battuto come un leone. Dopo vent’anni, poche cose erano cambiate. Quando ho avuto quarant’anni, avevo una preghiera soltanto: «Mio Dio, aiutami a cambiare mia moglie, i miei figli e la mia famiglia». E mi sono battuto come un leone per vent’anni, senza risultato. Ora sono vecchio e ho una preghiera soltanto: «Mio Dio, aiutami a cambiare me stesso… ed ecco che il mondo cambia, intorno a me!»
Dalla tradizione Sufi

The smart donkey

One day a merchant’s donkey fell into a well. He hadn’t hurt himself, but he could no longer get out of it and kept braying, while the owner thought about what was best to do. Finally the merchant made a cruel decision: he concluded that the donkey was now very old and that it was no longer useful, that the well was now dry and that somehow it had to be closed. It was therefore not worth the effort to pull the animal out of the well. On the contrary, she called her neighbors to help her bury the animal alive and close the matter so quickly.
Each of them took a shovel and began throwing shovels of earth into the well. The donkey was not slow to realize what they were doing to him and cried desperately. Then, to everyone’s surprise, after a certain number of shovels of earth, the donkey remained quiet. The merchant finally looked towards the bottom of the well and was surprised by what he saw. With each blade of earth that fell on him, the donkey got rid of it, shaking it from the rump, making it fall and climbing on it. In this way, in a short time, everyone saw how the donkey managed to get to the mouth of the well, cross the edge and trot out.
… and then remember: life will throw a lot of earth on you. Especially if you are inside a well. The secret to getting out of it is simply shaking off the earth you receive and climbing on it.

Change

At twenty I only had one prayer: “My God, help me change the world, this unbearable, unbearable world, of such cruelty, of such injustice”. And I fought like a lion. After twenty years, few things had changed. When I was forty years old, I only had one prayer: “My God, help me change my wife, my children and my family.” And I fought like a lion for twenty years, to no avail. Now I’m old and I only have one prayer: “My God, help me change myself … and here the world changes around me!”

From the Sufi tradition

La risonanza e l’esegesi – The resonances and exegesis


Le risonanze e l’esegesi.

Seguire un percorso perché qualcosa di interno sembra guidare, qualcosa che sembra sbocciare come fiore a cause di simbologie o archetipi che sono nell’umanità dalla notte dei tempi o andare ad interpretare, a coniugare un percorso del tutto filologico o ontologico che mai deve uscire da idee o costruzioni che fanno parte di una precisa ortodossia o si rischia di contaminare i testi originali?

Dunque, potrebbe esservi risonanza in qualcosa che ” spiega” più che lasciare inalterata l’essenza stessa di un testo?

Se confrontassimo ad esempio i vari passaggi che testi come l’Antico Testamento o il Vangelo hanno subito – con un confronto con testi in altre lingue antiche ci accorgeremmo che tra errori di trascrizione e traduzione alcune cose in realtà sono state stravolte come – i cammelli che entrano nelle crune degli aghi.

Nel Vangelo di San Matteo si legge: “È più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli”. Non so a voi, ma a me l’immagine di un cammello usato come filo di cotone è sempre suonata come un divertente nonsense. In realtà pare che San Gerolamo, l’autore della vulgata editio della Bibbia, traducendo dal greco al latino interpretasse la parola kamelos come cammello, mentre l’esatto significato sarebbe “grossa fune usata per l’attracco delle navi”. Se non altro, in questo modo la frase acquisterebbe più coerenza. Qualcuno ha anche pensato che dalla parola kamelos derivasse il nome degli scaricatori del porto di Genova, chiamati Camalli. Tuttavia l’etimo di questa parola è ben diverso e proviene dall’arabo hammal, che vuol dire “portatore”. Un’altra versione, peraltro non documentata, dice che la “cruna dell’ago” sarebbe stato il nome di un passo di montagna talmente stretto che un uomo vi ci passava a fatica e che a maggior ragione per un cammello sarebbe stato impossibile da attraversare. Il senso del versetto, comunque sia, resta abbastanza chiaro.
(………)

http://www.literary.it/rubriche/dati/i_cammelli/crune_dellago.htmlm

Relativamente a percorsi spirituali, per non perdere la ” sostanza” sarebbe opportuno porre attenzione all’originale, vi sono alcuni ” eredi” di Maestri, che ad esempio, controllano tutto quello che viene prodotto o condiviso al fine di non stravolgere i testi originali. Vi sono allora organi che tutelano tale ortodossia per il bene di tutti. Ma sarebbe comunque necessario sopratutto un tuffo nell’oceano della risonanza o forse in quello del Silenzio dove il suono si accorda alle nostre note interiori per suonare una melodia che accenda la nostra partecipazione.
Ma questa sorta di ” fondamentalismo” riesce davvero ad accendere la fiamma dell’Amore, dalla Compassione e della capacità di trasformazione interiore?
Credo che spesso dipenda dal recipiente che ospita l’acqua, sebbene alcuni recipienti in apparenza non ” belli” siano poi capaci di offrire vita e non esserne consapevoli.

Il vaso rotto

Un contadino di un lontano paese, si recava ogni giorno al ruscello con due grossi vasi posti all’estremità di una lunga canna, per poter raccogliere l’acqua.
Uno dei due vasi era perfetto e sano e conteneva completamente l’acqua, fino all’arrivo a casa dell’uomo.
L’altro invece, aveva una crepa su di un lato e alla fine del percorso compiuto per andare dal ruscello a casa, giungeva sempre con la metà dell’acqua con cui era stato riempito.
Un giorno affranto da ciò disse all’uomo: -Mi vergogno di me, sono imperfetto e a causa di questo mio difetto tu fai solo della fatica inutile. Perché non mi butti via? Ti prego! Ho fallito in quello che è lo scopo per cui sono stato creato, sono inutile!-
Il contadino sorrise e gli rispose: -Ma hai notato quanti bellissimi fiori ci sono lungo il sentiero? E ci sono solo dal lato in cui io passo con te, non dall’altro. Grazie a quello che tu chiami “difetto”, ho potuto piantare dei semi e da due anni raccolgo questi meravigliosi fiori che allietano la mia tavola. Se tu non fossi esattamente così come sei, oggi la mia casa sarebbe triste e spoglia!-

Storiella Zen

La risonanza è la nostra risposta, è l’eco di un suono che sa farci vibrare profondamente, a dire il vero non esistono parole per ” spiegare” quello stato di pienezza nel quale ci si sente e se parole arrivano esse sono forse del tutto incontaminate dalla nostra personalità?
Ecco che questo dialogo, questo confronto si dipana su irte salite per cercare di comprendere sopratutto noi stessi e il significato della nostra ” reazione” di fronte ad un testo.
Come suscitare tale profonda attenzione e la nostra risonanza? Essa avviene anche se il testo originale ha perduto il suo ” segno” originale?
Molte domande forse…Ma potrebbero essere un motivo per cercare risposte.

Poetyca

The resonances and exegesis.

Follow a path because something internal seems to guide, something that seems to blossom like a flower due to symbologies or archetypes that have been in humanity since the dawn of time or go to interpret, to combine a completely philological or ontological path that must never leave ideas or constructions that are part of a specific orthodoxy or do you risk contaminating the original texts?

So, could there be resonance in something that “explains” rather than leaving the very essence of a text unchanged?

For example, if we compared the various passages that texts such as the Old Testament or the Gospel have undergone – with a comparison with texts in other ancient languages we would realize that between transcription and translation errors some things have actually been distorted such as – the camels that they enter the eyes of the needles.

In the Gospel of St. Matthew we read: “It is easier for a camel to pass through the eye of a needle than for a rich man to enter the kingdom of Heaven”. I don’t know about you, but to me the image of a camel used as a cotton thread always sounds like a funny nonsense. In reality, it seems that St. Jerome, the author of the vulgate editio of the Bible, translating from Greek to Latin interpreted the word kamelos as camel, while the exact meaning would be “large rope used for mooring ships”. If nothing else, in this way the sentence would acquire more coherence. Someone also thought that the name of the dockers in the port of Genoa, called Camalli, derived from the word kamelos. However, the etymology of this word is very different and comes from the Arabic hammal, which means “bearer”. Another version, however undocumented, says that the “eye of the needle” would have been the name of a mountain pass so narrow that a man could hardly pass through it and that even more so for a camel it would have been impossible to cross. . The meaning of the verse, however it may be, remains clear enough.
(………)

http://www.literary.it/rubriche/dati/i_cammelli/crune_dellago.htmlm

Regarding spiritual paths, in order not to lose the “substance” it would be advisable to pay attention to the original, there are some “heirs” of Masters, who, for example, control everything that is produced or shared in order not to distort the original texts. There are then bodies that protect this orthodoxy for the good of all. But it would still be necessary above all a dip in the ocean of resonance or perhaps in that of Silence where the sound matches our inner notes to play a melody that lights up our participation.
But does this sort of “fundamentalism” really manage to ignite the flame of Love, Compassion and the capacity for inner transformation?
I think it often depends on the container that houses the water, although some apparently not “beautiful” containers are then capable of offering life and not being aware of it.

The broken vase

A farmer from a distant country used to go to the stream every day with two large pots placed at the end of a long reed, in order to collect water.
One of the two vases was perfect and healthy and completely contained the water, until the man arrived at the house.
The other, on the other hand, had a crack on one side and at the end of the path taken to go from the stream to the house, it always came with half the water with which it had been filled.
One day distraught by this he said to the man: -I am ashamed of myself, I am imperfect and because of this defect of mine you only make useless toil. Why don’t you throw me away? I beg you! I have failed in what is the purpose for which I was created, I am useless! –
The farmer smiled and replied: -But did you notice how many beautiful flowers there are along the path? And I’m only there on the side where I pass with you, not on the other. Thanks to what you call “defect”, I was able to plant seeds and for two years I have been collecting these wonderful flowers that brighten my table. If you weren’t exactly who you are, today my house would be sad and bare! –

Zen story

Resonance is our response, it is the echo of a sound that knows how to make us vibrate deeply, to tell the truth there are no words to “explain” that state of fullness in which we feel and if words arrive they are perhaps completely uncontaminated from our personality?
Here is this dialogue, this confrontation unravels on steep climbs to try to understand above all ourselves and the meaning of our “reaction” in front of a text.
How to arouse such deep attention and our resonance? Does it happen even if the original text has lost its original “sign”?
Many questions perhaps … But they could be a reason to seek answers.

Poetyca

Manifestazioni di pace – Expression of peace


Manifestazioni di pace

Un conto è credere, con umiltà aderire ed incontrarsi perchè si desidera con
i propri strumenti ( in questo caso i piedi che permettano di incamminarsi)
mostrare di esserci,fare anche un piccolo sacrificio e predisporsi alla consapevolezza di quanto si stia facendo, credere nella pace è anche portare
la pace, non deve essere ridotto tutto a quel momento, passato il quale ci si senta a posto.
Non deve essere nel mostrare o dimostare per fare una passerella tv vicino a parsone note o meno note, quanto portare la propria partecipazione
interiore. E’ diverso l’apparire dall’esserci, come è diverso fare qualcosa che si sente davvero, nel mettersi in gioco, nell’attenzione alla
propria vita, evitando l’insulto gratuito al guidatore distratto al mattino o il dispetto al vicino di casa, così come l’evitare il pettegolezzo o il
cercare gli aspetti antipatici negli altri e reagire di conseguenza.
La pace non è una manifestazione da indossare una volta l’anno, da rendere pubblica in caso di guerre, insieme alla bandiera che era in naftalina, che si spera di tirare fuori ogni tanto per poi dire di essere attivisti pacifisti. La pace è qualcosa che, con la compassione e la benevolenza, con
l’amorevolezza si vive dentro di noi per poi portarla all’esterno, ogni giorno. Non è facile, è qualcosa che cerca equilibrio nell’impatto del quotidiano, dove gli altri ci fanno muovere moti di stizza o dove ci si
sente frustrati, malgrado questi piccoli o grandi ostacoli spetta a noi cominciare a trasformare il nostro modo di vivere per poi allargare
il cerchio estendendo pace e amorevolezza agli altri, è una piccola goccia ma se in tanti ci provassero sarebbe l’opportunità per capire davvero il senso della solidarietà e della presenza mentale e profonda alle manifestazioni, non sfilate ma manifestazioni di sè.

07.10.2007 Poetyca

Expressions of Peace

It is one thing to believe, with humility because you want to join and meet with their instruments (in this case that allow your feet to walk)
show to be there, make a small sacrifice and prepare to awareness of how you’re doing, believe in peace is also lead peace, should not all be reduced to that time, after which we feels right.
It should not be in the show or dimostrate to make a walkway near the TV
Parsons notes to or may not know what to bring its stake interior. And ‘other than the appearance on being, as it is to do something different
that feels really get involved in, in attention to
their lives, avoiding the gratuitous insult to the driver distracted in the morning or spite the neighbor, as well as to avoid gossip or look unpleasant aspects in others and react accordingly.
Peace is not an event to wear once a year, to make
public in the event of war, along with the flag that was in mothballs, which it hopes to pull out every now and then claim to be activists
pacifists. Peace is something that, with the compassion and benevolence, with Loving kindness is the lives inside of us and then take it out, each days. It is not easy, it’s something that seeks balance in the impact of newspaper, where the other motions of anger to move us or where we are
frustrated, despite these obstacles small or large for us to begin to transform the way we live and then expand extending the circle of peace and kindness to others, is a small drop
but if they tried it in so many the opportunity to really understand the solidarity and sense of mindfulness and the deep
demonstrations, no parades, but the events themselves.

07.10.2007 Poetyca

Problemi – Problems – Eckhart Tolle


🌸Problemi🌸

“Quando crei
un problema,
crei dolore.
Tutto quello che serve è
una scelta semplice,
una semplice decisione:
Non importa
che succede,
Io non creerò
nessun’altra sofferenza
per me.
Io non creerò
più problemi. ”

Eckhart Tolle
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Problems

“When you create
a problem,
you create pain.
All it takes is
a simple choice,
a simple decision:
No matter
what happens,
I will create
no more pain
for myself.
I will create
no more problems.”

Eckhart Tolle

Stagioni – Session





🌸Stagioni🌸

Conosce
la fatica
il seme
nella terra
da te
gettato

Attraversa
passaggi
e stagioni
tra la voglia
di spazio
e nuova cura

Tenace
non desiste
portando
vita
tra le pieghe
del silenzio

Noi
come
quel seme
emergiamo
tra graffi nell’anima
e petali d’amore

16.09.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Seasons

It knows
the fatigue
the seed
in the ground
at your place
thrown

Passes through
steps
and seasons
between the desire
of space
and new cure

Tenacious
does not give up
carrying
life
between the folds
of silence

We
like
that seed
we emerge
between scratches in the soul
and petals of love

16.09.2021 Poetyca

Torti – Twisted – Charlotte Bronte




🌸Torti🌸

“La vita mi sembra
troppo breve
per spenderla
ad odiare e
a tener conto
dei torti altrui.”

Charlotte Bronte
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Twisted

“Life seems to me
too short
to spend it
to hate and
to take into account
of the wrongs of others. “

Charlotte Bronte

Pennellata – Brush stroke – Haiku


🌸Pennellata🌸

Una pennellata
che lieve sfiora vita
oltre silenzi

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Brush stroke

A brush stroke
that lightly touches life
beyond silences

© Poetyca

Una perla al giorno – Engels


mandala n

Il terrore implica per lo più
una crudeltà insensata messa in atto
da persone spaventate,
per rassicurare se stesse.

Friedrich Engels

Terror involves mostly
a senseless cruelty implementation
by frightened people,
to reassure themselves.

                      Friedrich Engels