Archivio | dicembre 2021

Diventare un buddha – Becoming a Budda – Dogen


Diventare un buddha

Nel fare zazen è opportuno disporre di una camera tranquilla. Si dovrebbe essere temperati nel mangiare e nel bere, abbandonando tutte le relazioni illusorie. Impostare tutto per non essere di parte, pensare né bene né male, giusto né sbagliato. Così dopo aver fermato le varie funzioni della vostra mente, si batte il cinque fino persino l’idea di diventare un Buddha.

Dogen

Becoming a Budda

In doing zazen it is desirable to have a quiet room. You should be temperate in eating and drinking, forsaking all delusive relationships. Setting everything aside, think of neither good nor evil, right nor wrong. Thus having stopped the various functions of your mind, five up even the idea of becoming a Buddha.

Dogen

Occhi limpidi – Clear eyes


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Occhi limpidi
Gli occhi limpidi trasmettono la luce dell’esperienza;
dell’abbandono del giudizio contro di noi, contro gli altri:
il conflitto che nasce dal timore di non essere accolti.
Comprendere cosa cerchiamo, chi siamo, accoglierci senza
cercare solo difetti è offrirci l’opportunità di trovare serenità;
la stessa che possiamo offrire come dono gratuito.
Molto abbiamo da imparare e sempre poco da insegnare.
Grazie alla vita e a quello che ci ha ferito sappiamo
cogliere i nostri attaccamenti per potercene liberare;
possiamo seminare l’umiltà nel cogliere chi siamo veramente
e respirare armonia senza più timore

Amare gli altri, è anche saper sviluppare con responsabilità quell’impegno con noi stessi per superare i nostro limiti; quale migliore terreno da coltivare se non noi stessi?
Ma che non si tratti di infliggerci delle accuse, piuttosto sarebbe opportuno cogliere i punti di forza e quelle fragilità che dovremmo migliorare; con comprensione e serenità. Se fossimo poco propensi alla tolleranza di noi stessi, per riflesso lo saremmo nei confronti degli altri; accoglierci è accogliere gli altri; molto si impara nell’ascolto altrui e nel cercare di disgregare il nostro piccolo io.

Protendersi verso l’osservazione e la partecipazione è superare i nostri stessi confini.
Non è facile comprendere il senso dell’amore;
dove si offra quel che si è e non ci si aggrappi
ad altri nella speranza di ricolmare quel vuoto che c’adombra.

– Ama gli altri come te stesso – Se non impari ad amare,
a cogliere a nutrire e a saper superare le mille ” colpe”
o quei difetti che temi di avere; perchè ti confronti con gli altri;
dimenticando la tua unicità; cosa offriresti mai?
Il viaggio è in noi, nel nostro essere e solo se sappiamo trovare
armonia sappiamo diffonderla intorno.

30.01.2006 Poetyca

Clear eyes

Clear eyes transmit the light of experience;
of the abandonment of judgment against us, against others:
the conflict that arises from the fear of not being accepted.
Understanding what we are looking for, who we are, welcoming us without
to look only for defects is to offer us the opportunity to find serenity;
the same that we can offer as a free gift.
We have a lot to learn and always little to teach.
Thanks to life and what has hurt us we know
grasp our attachments to be able to free ourselves from them;
we can sow humility in understanding who we really are
and breathe harmony without fear
Loving others also means knowing how to responsibly develop that commitment with ourselves to overcome our limits; what better ground to cultivate than ourselves?
But that it is not a question of inflicting accusations on us, rather it would be appropriate to grasp the strengths and weaknesses that we should improve; with understanding and serenity. If we were unwilling to tolerate ourselves, we would by reflex be towards others; welcoming us is welcoming others; much is learned in listening to others and in trying to break up our little self.
Reaching for observation and participation is to overcome our own borders.
It is not easy to understand the meaning of love;
where you offer what you are and don’t cling to
to others in the hope of filling that void that obscures us.
– Love others as yourself – If you don’t learn to love,
to grasp, nourish and know how to overcome the thousand “faults”
or those defects that you fear you have; why do you compare yourself with others;
forgetting your uniqueness; what would you ever offer?
The journey is in us, in our being and only if we know how to find
harmony we know how to spread it around.

30.01.2006 Poetyca

Sensibilità – Sensitivity


Sensibilità

La sensibilità è come una lente attraverso la quale guardare la realtà,

non tutti hanno la stessa gradazione e ci sono persone miopi o presbiti

che non sanno adeguarsi al nostro modo di vedere, così come noi

non comprendiamo del tutto il loro. A volte sarebbe opportuno scambiarsi le lenti,

comparare il sentire per aprirci ad aspetti che credevamo sconosciuti.

Ci vuole coraggio a non nascondere nulla, a manifestare ogni cosa,

senza il timore di essere derubati, ma in fondo non si ruba l’essenza

di chi sa di credere e di vivere una visione delle cose dettata dal cuore

– solo la mente teme di perdere qualcosa.

20.01.2011 Poetyca

 

Sensitivity

The sensitivity as a lens through which to look at reality,

not everyone has the same strength and there are people nearsighted or farsighted

who can not adapt to our way of seeing, as we

do not understand all of them. Sometimes it would be appropriate to exchange lenses,

compare the feel to open up to strangers expect me to believe.

It takes courage not to hide anything, to show everything

without fear of being robbed, but deep down you do not steal the essence

of those who know and believe live a vision of things dictated from the heart

– only the mind afraid of losing something.

20.01.2011 Poetyca

Amicizia e riflessione – Friendship and reflection


Amicizia e riflessione

Credo sia importante un’analisi relativa alle proprie responsabilità , alle aspettative e se e in che modo abbiamo trasmesso amicizia o altro .
Sicuramente , se è amicizia che offriamo ( e non pretendiamo ) , dobbiamo essere in grado di scacciare da noi stessi sentimenti di possesso , cogliere in noi se , dietro la parola amicizia si cela altro .
Prima di puntare il dito su quanto altri non avrebbero fatto verso di noi sarebbe opportuno chiedersi se , in fondo ci attendevamo qualcosa .

Se riusciamo a non fuggire le nostre responsabilità , se siamo capaci di vedere cosa abbiamo sbagliato , se siamo capaci di manifestare dove si sia colto un malinteso ( facile interpretare diversamente ed il dialogo leale serve a questo ) allora si è capaci di portare avanti un rapporto maturo . Troppo facile dare ad altri responsabilità e non vedere la trave che ci renderebbe ciechi. Dialogo , condivisione , senza nulla pretendere è la migliore base per mettere le radici a rapporti destinati a durare nel tempo . Quando muore in fretta era solo illusione .
© Poetyca

Friendship and reflection

I think it is important to analyze one’s responsibilities, expectations and whether and how we have transmitted friendship or other.
Surely, if it is friendship that we offer (and we do not expect), we must be able to drive away from ourselves feelings of possession, to grasp in us if, behind the word friendship there is something else.
Before pointing the finger at what others would not have done towards us, it would be appropriate to ask ourselves if, after all, we expected something.

If we manage not to flee our responsibilities, if we are able to see what we did wrong, if we are able to express where a misunderstanding has been caught (easy to interpret differently and loyal dialogue is for this) then we are able to carry on a relationship mature. Too easy to give others responsibility and not see the beam that would make us blind. Dialogue, sharing, without expecting anything is the best basis for putting down roots to relationships destined to last over time. When he dies quickly it was just an illusion.

© Poetyca

Silenzio – Silence


🌸Silenzio🌸

Basta
con l’eloquio
troppo veloce
ora che siamo
solo in attesa
del silenzio

Io mi fermo
adesso
in ascolto
per raccogliere
solo l’essenza
del Tutto

13.12.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Silence

Enough
with speech
too fast
now that we are
just waiting
of silence

I stop
now
listening
to pick up
only the essence
of the whole

13.12.2021 Poetyca

Aspettative – Expectations


Aspettative

Prima di aspettarsi amore
è opportuno curare se stessi,
portare i semi d’amore,
per non dipendere dagli altri
aggrappandosi
ad improbabili aspettative.
Valiamo per quel che siamo
e non attraverso l’approvazione degli altri.
Donare è gratuitá.

21.03.2018 Poetyca

Expectations

Before expecting love
it is appropriate to treat oneself,
bring the seeds of love,
not to depend on others
clinging to improbable expectations.
We value for what we are
and not through
the approval of others.
Donating is free.

21.03.2018 Poetyca

Costruire la pace – Building peace



Costruire la pace.
“Quando punti il dito per condannare, tre dita restano puntate contro di te”

Proverbio cinese
Amicizia e riflessione
Credo sia importante un’analisi relativa alle proprie responsabilità,
alle aspettative e se e in che modo abbiamo trasmesso amicizia o altro.
Sicuramente,se è amicizia che offriamo ( e non pretendiamo ),
dobbiamo essere in grado di scacciare da noi stessi sentimenti di possesso,
cogliere in noi se,dietro la parola amicizia si cela altro.
Prima di puntare il dito su quanto altri non avrebbero fatto verso
di noi sarebbe opportuno chiedersi se, in fondo, ci attendevamo qualcosa.

Se riusciamo a non fuggire le nostre responsabilità,se siamo capaci
di vedere cosa abbiamo sbagliato, se siamo capaci di manifestare
dove si sia colto un malinteso( facile interpretare diversamente
ed il dialogo leale serve a questo)allora si è capaci di portare
avanti un rapporto maturo.Troppo facile dare ad altri responsabilità
e non vedere la trave che ci renderebbe ciechi.
Dialogo,condivisione,senza nulla pretendere, è la migliore base
per mettere le radici a rapporti destinati a durare nel tempo.
Quando muore in fretta era solo illusione.

Luglio 2007 Poetyca
Grandi e piccoli. Gli adulti per primi e i bambini per spirito d’emulazione
imparano a tenere stretta un’opinione.A voler dimostrare a tutti i costi
di avere ragione, dimenticando spesso come la realtà che si potrebbe cogliere,
quando non si è liberi dall’attaccamemto è sempre distorta.
Pestare i piedi, urlare l’altrui torto, dimenticando di leggere
in profondità cosa possa avere mosso in noi delle eccessive reazioni,
è solo alimentare il nostro ego che non ci permette di distaccarci
dall’attaccamento alle proprie opinioni,si diventa ” territoriali”,
come se la difesa ad oltranza di quello che possa essere uno spazio che
ci rappresenti sia capace di tenere in equilibrio una già precaria opinione di sè.
Si cercano alleanze, attenzioni e altre persone che ci possano appoggiare.
Ma,riflettendo,è meglio avere accanto il ” paladino a spada tratta”
che inconsciamente alimenta la nostra dipendenza o chi, pur sapendo
di rischiare la profonda incomprensione, sia capace di farci capire che,
in fondo, è necessario mettere in atto una profonda analisi sull’eccessiva
reazione legata a questa insicurezza?

Naturalmente si è liberi nelle personali scelte, esse saranno rispettate,
ma non ha senso entrare in nuovi ” loop” ( percorsi senza uscita con la
ripetizione sistematica degli stessi atteggiamenti mentali) e non fare nulla
per venirne fuori. Essere capaci di maturità è tra le nostre opportunità.
siamo sempre tutti pronti a puntare il dito contro gli altri. Gli altri
sbagliano, gli altri si comportano male, gli altri mentono, gli altri
sono incapaci e diversi da quanto vorremmo.

Gli altri,e noi?
E’comune il puntare l’indice contro qualcuno dicendo che ha fatto un errore,
ma se osserviamo la nostra mano è facile notare che nel fare questo gesto
ci sono altre tre dita che sono puntate contro di noi,
Il ruolo di queste tre dita è è la chiave di volta per imparare che:

1) Non si deve essere sempre sicuri di avere ragione.
2) Anche se avessimo ricevuto un torto, è anche vero che non siamo infallibili.
3) La frustrazione ed il disagio provati ora ed altre volte
precedenti devono indurre e non ripetere il nostro autoinganno.

Non è mai stato facile crescere, superare dei modelli che sono autoindotti
ma avere modo di sperimentare l’ascolto interiore, di mettere una nuova procedura
che spezzi la coazione a ripetere è la via che ci insegni a non giudicare e
a ” lasciare andare ” la presa. Un modo maturo per non essere fonte di energie
quali la rabbia ed il rancore che sono distanti dalla pace interiore e pongono
in atto un percorso legato all’ignoranza e all’illusione.

Tre dita, non uno soltanto sono la necessità di alimentare la pace interiore.
30.03.2008 Poetyca

Building peace.

“When you point your finger to condemn, three fingers are pointed at you”

Chinese proverb
Friendship and reflection
I think it’s important to test for their responsibilities,
expectations and whether and how we have transmitted friendship or more.
Surely, if friendship is that we (and do not claim)
we must be able to rid ourselves of feelings of ownership,
If we take in, hides behind the word friendship more.
Before pointing the finger at what others have done to
of us would be asked whether, after all, we expected something.

If we can not escape our responsibilities, if we can
to see what we did wrong, if we are able to express
where it is caught a misunderstanding (easy to interpret differently
and honest dialogue serves this) then you are able to bring
maturo.Troppo easy to forward a report to other responsibilities
and not see the beam that blinds us.
Dialogue, sharing nothing to claim, is the best basis
to take roots in relationships intended to last.
When he dies in a hurry was just an illusion.

July 2007 Poetyca
Large and small. Adults and children first in the spirit of emulation
learn to keep close review. want to show at all costs
to be right, as often forgetting the reality that they could grasp
when you are not free dall’attaccamemto is always distorted.
Stamping his feet, shouting the others wrong, forgetting to read
What may have moved deep in us excessive reactions,
Food is only our egos that we can detach
from attachment to their opinions, we become “territorial”
as if to defend to the bitter end of what could be a space that
represent us is able to balance a precarious opinion of himself.
We seek alliances, attention and other people who can support.
But, on reflection, it is better to have the next “champion to the hilt”
unconsciously feeds our addiction or who, knowing
to risk profound misunderstanding is capable of making us understand that
basically, you need to implement a deep analysis on the excessive
reaction related to this insecurity?

Of course you are free on personal choices, they will be met,
it is nonsense to enter new loop (with no exit routes
systematic repetition of the same mind) and do nothing
to get out. Being able to maturity is one of our opportunities.
We are all always ready to point the finger at others. Other
wrong, the others behave badly, others lie, the other
are unable and different from what we want.

The other, and we?
E’comune the point the finger at someone saying that he made a mistake,
but if we keep our hand is easy to see that in making this gesture
There are three other fingers are pointed at us,
The role of these three fingers and is the key to learn that:

1) You should not always be sure of being right.
2) Even if we had been wronged, it is also true that we are not infallible.
3) The frustration and discomfort proven time and other times
above should lead and not repeat our self-deception.

It has never been easy to grow, to overcome patterns that are self-induced
but having to experience the inner listening, putting a new procedure
that breaks the repetition compulsion is the way we teach and not giudcare
to “let go” grip. A mature way to not be a source of energy
such as anger and resentment that are distant from inner peace and pose
act in a way linked to ignorance and illusion.

Three fingers, not one only are the need to nurture inner peace.
30.03.2008 Poetyca

Pensieri – Toughts – Martin Heidegger


🌸Pensieri🌸

Noi non giungiamo mai
a dei pensieri.
Sono loro che vengono a noi.

Martin Heidegger
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Thoughts

We never come
to thoughts.
They are the ones who come to us.

Martin Heidegger

Oltre lo sguardo – Beyond the look


🌸Oltre lo sguardo🌸

Percezione
oltre le apparenze
presenza
in ogni goccia d’amore
dove lo sguardo
s’accende
ad ogni emozione

Suono o carezza
a dare senso
nello sfiorare
di fresco
alito di vita
e tu ci sei
dove io ci sono

15.12.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond the look

Perception
beyond appearances
presence
in every drop of love
where the gaze
lights up
to every emotion

Sound or caress
to make sense
in touching
fresh
breath of life
and you are there
where I am

15.12.2021 Poetyca


			

Oltre lo sguardo – Beyond the look


🌸Oltre lo sguardo🌸

Percezione
oltre le apparenze
presenza
in ogni goccia d’amore
dove lo sguardo
s’accende
ad ogni emozione

Suono o carezza
a dare senso
nello sfiorare
di fresco
alito di vita
e tu ci sei
dove io ci sono

15.12.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond the look

Perception
beyond appearances
presence
in every drop of love
where the gaze
lights up
to every emotion

Sound or caress
to make sense
in touching
fresh
breath of life
and you are there
where I am

15.12.2021 Poetyca

Best songs of The Cure || The Cure’s Greatest Hits


The Cure è un gruppo musicale post-punk inglese, i cui esordi risalgono al 1976, in piena esplosione new wave (in compagnia di gruppi come Siouxsie and the Banshees, Joy Division, Echo and the Bunnymen). La band, la cui formazione è variata più o meno regolarmente nel corso degli anni, comprendendo da un minimo di due fino ad un massimo di sei membri, ha raggiunto l’apice del successo tra la metà e la fine degli anni ottanta (soprattutto con i singoli Close to Me e Lullaby, tratti, rispettivamente, dai due album The Head on the Door del 1985 e Disintegration del 1989). Robert Smith, il cantante, chitarrista, autore dei testi e compositore di quasi tutte le musiche, nonché fondatore del gruppo, è l’unico membro ad averne sempre fatto parte dagli esordi ad oggi.

Al luglio 2008, i Cure avevano venduto circa 28 milioni di dischi. L’album più venduto è la raccolta di successi Standing on a Beach – The Singles 1978-1985[3] del 1986, che solo in America ha venduto più di due milioni di copie.[4] Tra Regno Unito, Stati Uniti d’America e Italia, i Cure hanno avuto nella Top Ten 12 album (posizioni più alte: UK: Wish, numero 1; USA: Wish, numero 2; Italia: The Cure, numero 2) e 11 singoli (posizioni più alte: UK: Lullaby, numero 5; USA: Lovesong, numero 2, Italia: High, numero 2).[5]

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Cure
The Cure are an English rock band formed in Crawley, West Sussex, in 1976. The band has experienced several line-up changes, with vocalist, guitarist and principal songwriter Robert Smith being the only constant member. The Cure first began releasing music in the late 1970s with their debut album Three Imaginary Boys. Their second single, “Boys Don’t Cry”, became a hit; this, along with several early singles, placed the band as part of the post-punk and new wave movements that had sprung up in the wake of the punk rock revolution in the United Kingdom. During the early 1980s, the band’s increasingly dark and tormented music was a staple of the emerging gothic rock genre.

After the release of 1982’s Pornography, the band’s future was uncertain and Smith was keen to move past the gloomy reputation his band had acquired. With the single “Let’s Go to Bed” released the same year, Smith began to place a pop sensibility into the band’s music and their popularity increased as the decade wore on, with songs like “Just Like Heaven”, “Lovesong” and “Friday I’m in Love”. The band is estimated to have sold 27 million albums as of 2004 and have released thirteen studio albums, ten EPs and over thirty singles during their career.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Cure

Dono del silenzio – Gift in silence


rose
Dono nel silenzio
Se parliamo di incontro, di dialogo, l’importanza dello stesso, credo che le persone, individualmente debbano prima incontrare se stesse. Forse un buon dialogo ( il portare fuori) è proporzionale a quanto si sia capaci di spostare l’attenzione dentro di sè, di cogliere che cosa si porta dentro. Spesso manca questa forma di attenzione e dovrebbe essere stimolata per riconoscersi e per comprendere chi siamo o cosa si vorrebbe manifestare di genuino e non solo come cassa di risonanza del ” già detto o sentito”.
Il silenzio implica una doppia presenza di ascolto:
L’ascolto di colui che si offre e quello di colui che riceve.
Nel silenzio emerge il rispetto, la gratuità di un dono.
Spesso, in un mondo chiassoso, pieno di aspettative, il silenzio è visto come negazione di sè, come atto punitivo, come distanza.
Ma solo attraverso il silenzio emerge la vera natura, la capacità di purificare la mente da ogni aggressione esterna.
Chi riconosce l’altro come parte di sè, soprattutto nel silenzio, è chi non prevalica e sa attendere con calma l’altrui manifestazione.
12.10.2013 Poetyca
Gift in silence
If we speak of encounter, dialogue , the importance of the same , I believe that people, individually must first meet themselves. Perhaps a good dialogue ( the take out ) is proportional to what one is able to shift the focus within himself , to grasp that what is within him . They often lack this form of attention and should be encouraged to recognize and to understand who we are or what you would like to express genuine and not just as a sounding board of the “already said or heard .”
Silence implies the presence of a double listening :
Listening to him who gives and the one who receives it.
In the silence emerges as respect, generosity of a gift .
Often , in a noisy world , full of expectations , silence is seen as a negation of itself, as an act of punishment , such as distance .
But only through silence emerges the true nature , the ability to purify the mind from any external aggression .
Who recognizes the other as a part of himself , especially in the silence , it is those who do not know how to wait calmly prevalica and the manifestation of others .
12.10.2013 Poetyca

Ultimo viaggio – Last trip


 

Ultimo viaggio

Il giuramento di Ippocrate e l’etica verso la vita fa
di ogni medico un paladino che deve trovare cure e soluzioni.
E’ sicuramente corretto fare il possibile per la vita ma accanirsi,
voler a tutti i costi dimostrare di vincere la sfida, procurare una
vita artificiale strappando un paziente a morte sicura è solo un prolungare
delle sofferenze inutili o una forma di orgoglio. Quando è il momento della resa
è necessario aprire il cuore alla compassione e lasciare andare chi sta per
percorrere il passaggio dall’altra parte, non ha senso dimostrare,
a scapito della preparazione al lasciare andare, che si è
in grado di ” gestire ” la vita e la morte.
La morte, come la nascita è un fenomeno naturale,
volerla controllare, pilotare, rimandare, gettando
fumo negli occhi con speranze che sono solo fuochi fatui
non ha senso: – quanto la morte bussa alla porta non possiamo
sprangare tutto ed evitarla o rimandarla. L’impiego di macchine
sofisticate, che sostituiscano gli organi vitali qualora siano
compromessi, è solo un inutile illusione e ulteriore logorio,
una vita artificiale è solo un prolungare della sofferenza in chi,
spesso in una condizione indotta di incoscienza deve solo appagare
l’attaccamento di altri. Quando è il momento è giusto seguire
il processo naturale che è legato alla fine del viaggio chiamato vita.
Al capolinea è inutile prolungare la corsa ma è opportuno accogliere
la preparazione al nuovo evento.

13.07.2011 Poetyca

Last trip

The Hippocratic oath and ethics to life of every doctor taking care of their patients
must find cures and solutions. And certainly helps in doing everything possible to correct life,
but relentlessly, at all costs, wants to prove to win the challenge, provides an artificial
life tearing a patient to certain death which is only an extension of unnecessary suffering,
or a form of pride. When it is time to settle you must open your heart to compassion and
and let go those acrossing the other side respectfully, does not make sense to show,
at the expense of preparing to allow to let go who can “manage” the life and death.

Death, like birth is a natural phenomenon, wanting control, drive,
put off, pulling the wool over your eyes with hope that they are only wisps, does
not make sense: – As death knocks at the door can not bolt the whole and avoid
or postpone it. The use of sophisticated machines, which replace where vital
organs are compromised, it’s just a useless illusion and additional wear and tear,
an artificial life that is just prolonging the suffering in those who, often in
a state of unconsciousness, induced only to satisfy the attachment of others. When
the time is right to follow the process, it is related to the natural end of
the journey called life. At the terminus it is useless to prolong the race
but one should prepare to accommodate the new event.

13.07.2011 Poetyca

Spendi l’amore a piene mani – Spend love with both hands – Romano Battaglia


Spendi l’amore a piene mani

Lo scintillio di una goccia di rugiada mi ha parlato di te, ma quella luce è durata troppo poco e non ho fatto in tempo a vederti. Peccato! Eri così vicino e non ho potuto coglierti

Spendi l’ amore a piene mani. L’ amore è l’ unico tesoro che si moltiplica per divisione, è l’ unico dono che aumenta più ne sottrai, è l’ unica impresa nella quale più si spende più si guadagna. Regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere, e domani ne avrai più di prima

Chi ama profondamente non invecchia mai neanche quando ha cent’ anni. Potrà morire di vecchiaia, ma morirà giovane. L’amore è l’ ala che solleva l’ anima verso l’ infinito. L’ amore è il principio di tutte le cose. Quando si ama non si ha più paura di niente perchè siamo vicini a Dio.

“Cielo chiaro” R. Battaglia

 

L’Amore incondizionato il miracolo più grande

L’ego nasce quando la coscienza inizia a muoversi verso il mondo della creazione, perpetrando le spinte istintuali dettate dalla volontà di sopravvivenza.
L’ego è una struttura auto-difensiva eretta nei confronti del mondo esterno, generata durante il primo stadio evolutivo.
L’individuo per conoscersi deve inevitabilmente perdersi nelle forme della creazione, patire la sofferenza della perdita di sé stesso, sino ad anelare successivamente la riscoperta di sé stesso.
Così stanno le cose per loro stessa natura: il gioco della vita si fonda sulla necessità di perdersi per poi ritrovarsi. L’estasi si può volere solo dopo aver sperimentato la sofferenza.
Dio può gioire di se stesso solo dopo aver dimenticato e rievocato la sua natura divina.
V’è, pertanto, un dolore necessario al ricordo di sé e un dolore reiterante, malato, connaturato alla struttura dell’ego.
La mente cerca di capire, cambiare, manipolare la realtà.
Quanto sono superflui i nostri perché, quanto sono infantili le nostre domande.
Ora c’è dolore, sofferenza, paura: desistiamo da ogni tentativo di capirli e spiegarli.

Tutto ciò serve solo a distorcere la reale comprensione dei fenomeni per tentare di controllarli e manipolarli secondo il nostro desiderio di sicurezza. Queste sono solo le dinamiche auto-protettive dell’ego.
Immobili, restiamo nel presente, seduti nel cuore del nostro dolore, e lasciamo che da solo si racconti.
Stando alla sua presenza, senza manipolarlo, come ghiaccio al sole si dissolve svelando la sua origine inconsistente e svelandoci il silenzio che nasconde al suo interno.
Voler capire equivale a fuggire.
Vedere è tutt’altra cosa: vedere è comprendere istantaneamente oltre il tempo.
Usiamo il pensiero perché non riusciamo a reggere la realtà di ciò che accade.
In ogni evento i vecchi schemi della mente s’insinuano come un virus, deformando la visione totale e chiara delle cose.
La visione giunge come un lampo che squarcia le tenebre, non si può causare, può solamente accadere, e noi possiamo unicamente preparare lo spazio dove questo fenomeno può avvenire.
Tutto ciò che è volontariamente causato è vincolato alle dinamiche di causa ed effetto.
Tutto ciò che è sotto il dominio di tale legge non conosce libertà alcuna e ruota all’interno di meccanismi prestabiliti, ordinati nel mondo temporale.
La mente ordinaria lavora applicando tali dinamiche. Si può forse affermare che senza la mente comune quest’universo non conoscerebbe nulla come il tempo e i processi consequenziali.
La sofferenza sotto una certa prospettiva è, pertanto, una sorta di benedizione.
L’intelligenza creativa, imbrigliata nelle anguste celle del pensiero reiterante, soffre e si contorce. La sofferenza diviene così un potente richiamo ad una dimensione di libertà e creatività ora dimenticata.
L’intelligenza non sta nel pensiero logico, discorsivo, sillogistico, causale, mnemonico, temporale, ma vive oltre tutto questo.
L’intelligenza creativa è intuitiva, esplosiva, diretta, non causata, auto-generata, a-temporale, a-spaziale, vivifica e vivificante.
Il pensiero logico, se si esplica nella sua massima estensione, può unicamente giungere a un’auto-sospensione.
Un pensiero perfetto può unicamente auto-terminarsi, come tutto ciò che giunge a perfezione, perchè tutto ciò che è limitato, prima o poi, giungerà al suo apogeo, alla sua morte e dissoluzione.
Ciò che è illimitato non conosce il senso del termine perfezione, o forse, l’illimitato è imperfezione perfetta, continua trascendenza, ma queste rimangono solo vuote parole se il nostro desiderio di verità e libertà non si sposta dal piano del pensiero al piano dell’azione totale. Sediamo quindi in silenzio e in attenta e passiva osservazione del mondo che ci circonda e compenetra. Diveniamo scienziati di noi stessi. Trasformiamo la nostra stessa vita in un laboratorio di ricerca!!

Il dolore viene neutrale, può distruggere o rigenerare, può condurre alla fioritura dell’intelligenza creativa o spingere in un ancor più profondo sepolcro di memorie.
La comprensione può determinare la modificazione dei nostri stati emotivi e comportamentali unicamente se è esercizio della totalità del nostro Essere.
Una cosa, anche se capita, non vuol dire che sia stata compresa e assimilata (quante persone capiscono che il fumo uccide, ma non per questo smettono. Comprendere che il fumo uccide significa vedere istantaneamente e totalmente, nell’azione di fumare, l’idiozia di un fatto mortale in atto e non in potenza).
La comprensione è contemporanea al mutamento. Il mutamento è l’ombra della comprensione, ma la comprensione, ripeto, non è un azione dell’intelletto, ma un fenomeno di percezione totale della nostra coscienza!

Comprendo e immediatamente agisco di conseguenza.
La comprensione parte dal centro e ordina la periferia con un atto totale.Il pensiero, che equivale al capire, parte dalla periferia per giungere al centro, ed e sempre un movimento limitato, ponderato, causale, temporale, incapace di penetrare nei recessi dell’animo umano.Il pensiero discorsivo, nella sua migliore espressione, può unicamente riflettere sé stesso e disquisire su se stesso, giungendo così ad intuire la propria intrinseca finitudine, lasciando, di conseguenza, spazio all’espansione della comprensione, dove, finalmente, l’Essere, non più ostacolato dalle barriere dei processi temporali del pensiero, può diffondere la propria luce nel mondo interiore del soggetto.

Questo è il punto in cui muore il vecchio uomo e nasce l’uomo nuovo.
Per questo in oriente si dice che una persona realizzata è un uomo nato due volte.
I discorsi sulla realtà ultima non vanno solo capiti, ma bevuti, mangiati, digeriti, letti e riletti, sino a quando, oltre le parole, s’inizia a sentire e intravedere uno spazio vivifico non più semplicemente intellettuale.
Il pensiero discorsivo si dissolve lungo il suo stesso tragitto verso la comprensione, sino ad auto sospendersi, o meglio, sino a svincolarsi dalle pastoie delle spinte fallaci del desiderio.
L’essere umano nasce con cinque sensi rivolti unicamente verso il mondo esterno e la peculiare caratteristica di non poter sopravvivere autonomamente.
Con tali premesse l’infante sviluppa, sin dai primissimi momenti di vita, un bisogno nei confronti degli elementi esterni a sé pari alla percezione della possibilità di perire per la mancata saturazione e risposta alle necessità primarie.
Vi sono necessità fisiche e La Necessità Esserica.
Le necessità fisiche riguardano la protezione dell’organismo: la nutrizione, la protezione dai pericoli esterni…
La necessità Esserica riguarda il bisogno d’attenzione incondizionata per la totalità dell’individuo.

Attenzione incondizionata per la totalità di un individuo è, a mio avviso, la definizione più corretta della parola amore!
Le necessità fisiche sono subordinate all’Esserica.
La mancata risposta a tali condizioni s’imprime nella memoria del soggetto divenendo un dato stabile nel suo spazio coscienziale.
Tale dato sarà fatto riemergere dal soggetto in ogni situazione anche solo vagamente simile alle circostanze della prima impressione.
I vecchi elementi esperienziali acquisiti vengono, così, continuamente sovrapposti alle nuove situazioni esistenziali: questa è la continua reiterazione del passato a discapito del presente, effetto dell’unione d’istinto di conservazione e della possibilità di immagazzinare eventi nella memoria e combinarli, poi, tramite la facoltà associativa dell’intelletto.
Tutto ciò determina uno squilibrato sviluppo della personalità all’interno d’un sistema autodifensivo, reiterante, per nulla adeguato alle reali condizioni e sfide ambientali.
L’identificazione tra il soggetto e i fenomeni a lui esterni (oggetti, persone, comportamenti, pensieri, reazioni emotive di chi lo circonda) sorge quando l’energia dell’individuo si muove verso il mondo esterno prendendo le forme del desiderio.

Il desiderio è sempre in relazione a qualcosa. Quando questo qualcosa assume maggior valore del soggetto desiderante, si ha il fenomeno dell’identificazione.

Un desiderio assume maggior valore del soggetto quando la mancata soddisfazione di quel desiderio viene percepita dall’individuo come potenzialmente mortale.

Ciò significa che, se durante l’infanzia e la preadolescenza, il bambino non trova adeguate risposte ai suoi due principali bisogni vitali (l’amore incondizionato e i bisogni primari dell’organismo), molto probabilmente, quando diverrà adulto sarà spinto da una paura inconscia a procurarsi in modo ossessivo e compulsivo quei bisogni che non sono stati adeguatamente corrisposti in precedenza.

Va sottolineata una cosa d’importanza capitale: i bisogni dell’organismo dovranno sempre essere appagati dal mondo esterno, per il semplice fatto che il corpo umano è un fenomeno che vive in una dimensione d’interdipendenza organica con l’ambiente esterno (il cielo mi da l’acqua e il sole, la terra mi da i sui frutti, ed io partecipo, nelle forme e i modi connaturati alla mia specie, all’equilibrio della natura), ma il bisogno d’amore incondizionato, che il bambino necessita sin dal primo istante, se appagato, muta in una capacità d’amare, a sua volta, incondizionatamente.

Questo credo sia il miracolo più grande della vita, la massima libertà e grandezza che l’esistenza ci ha concesso, pertanto tengo a ribadire questa mia assoluta certezza. Se un bambino cresce in una dimensione relazionale d’amore incondizionato, il suo bisogno di ricevere amore, quanto viene appagato, tanto si trasforma in una capacità attiva d’amare incondizionatamente. L’animo umano nasce bisognoso di scoprire la dimensione dell’amore, ma quando ne vive la realtà, esso stesso ne diviene incorruttibile portatore, e testimone!!

Coloro che non crescono in una dimensione d’amore, vagano spesso per tutta la vita alla ricerca di qualcuno che possa appagare questo loro bisogno negato, ma veramente poche sono le persone che hanno visto corrisposto questo loro bisogno, pertanto le relazioni fra gli uomini si tramutano in un’elemosina fra mendicanti.

Vi sono solo due vie d’uscita da questa triste condizione che sembra affliggere la maggior parte dell’umanità. Una è la più rare, trovare cioè qualcuno che sia capace di donarci quel che non abbiamo mai ricevuto, e cioè uno specchio limpido ove la nostra natura più segreta possa essere riflessa e finalmente svelata a noi stessi.

L’altra è la via della ricerca personale, dove autonomamente cerchiamo di ripulire la nostra coscienza dalle ferite di un amore mancato, siano a farla divenire essa stessa quello specchio limpido capace di svelarci la nostra vera identità.

Di Dadrim

Fonte: http://www.dadrim.org

Pay love with both hands

The sparkle of a dewdrop told me about you, but that light is too little time and I have not had time to see you. Too bad! You were so close and I could not catch you

Pay ‘s love with both hands. The ‘love’ s the only treasure that multiplies by division, ‘s the only gift that increases the more you subtract,’ s the only company in which you spend more than you earn. Give her, throw it away, scatter to the four winds, emptied his pockets, shake the basket, flip the cup, and tomorrow we’ll get more of the first

Those who love deeply never gets old even when he has a hundred ‘years. You may die of old age, but die young. Love is the ‘wing that lifts the’ soul to the ‘infinite. L ‘Love is the beginning of all things. When you love no longer afraid of anything because we are close to God

“Sky Light” R. Battaglia

Unconditional love the greatest miracle

The ego was born when consciousness begins to move towards the creation of the world, engaging in the instinctual drives dictated by the will to survive.
The ego is a self-defense erected against the outside world, generated during the first stage of evolution.
The individual to know must inevitably be lost in the forms of creation, to suffer the pain of the loss itself, to strive until after the rediscovery of itself.
So things are by their very nature: the game of life is based on the need to get lost to find themselves. The ecstasy you may want only after experiencing the pain.
God can only rejoice at having forgotten himself, and recalled his divine nature.
There is, therefore, a necessary pain to the memory of himself and a reiterante pain, suffering, inherent in the ego structure.
The mind tries to understand, change, manipulate reality.
How our superfluous because, as children are our questions.
Now there is pain, suffering, fear, desist from any attempt to understand and explain them.

All this only serves to distort the true understanding of the phenomena groped to control and manipulate according to our desire for security. These are just the dynamics self-protective ego.
Real Estate, we are in the present, seated in the heart of our pain, and let alone tell you.
According to his presence, without manipulation, like ice in the sun disappears, revealing its origin inconsistent and revealing the silence that hides inside.
Wanting to understand is equivalent to flee.
Seeing is quite another thing to see is to understand instantly over time.
We thought because we can not handle the reality of what happens.
In any event, the old patterns of the mind like a creep viruses, deforming the total and clear vision of things.
The vision comes as a lightning pierces the darkness, it can not cause, can only happen, and we can only prepare the space where this can happen.
All that is voluntarily caused is bound to the dynamics of cause and effect.
All that is under the rule of law that knows no freedom and no wheel mechanisms within predetermined, ordered in the temporal world.
The ordinary mind works using these dynamics. Can one say that without the common mind would not know this universe is nothing like the time and the consequential processes.
Suffering under a certain perspective is, therefore, a kind of blessing.
Creative intelligence, entangled in the narrow cells reiterante of thought, suffering and twists. The suffering becomes a powerful call to a dimension of freedom and creativity now forgotten.
The intelligence is not in the logical, discursive, syllogistic, causal, mnemonic, thunderstorm, but it lives beyond that.
Creative intelligence is intuitive, explosive, direct, not caused, self-generated, a-temporal, a-Space, brings to life and life-giving.
The logical, if expressed in its fullest extent, can only achieve self-suspension.
A thought can only perfect self-terminate, as everything comes to perfection, because everything is limited, sooner or later reach its apogee, at his death and dissolution.
What is unlimited does not know the meaning of the word perfection, or perhaps the perfect imperfection is unlimited, continuous transcendence, but these are only empty words if our desire for truth and freedom will not move from the level of thought of the plan ‘ total action. We sit in silence and then careful and passive observation of the world that surrounds us and penetrates. Become scientists ourselves. We transform our own lives in a research laboratory!

The pain is neutral, it can destroy or regenerate, can lead to the flowering of creative intelligence or push even deeper into a grave of memories.
Understanding can lead to changes in our emotional states and behavior only if it is an exercise of our whole being.
One thing, even if it happens, does not mean that you have understood and assimilated (how many people understand that smoking kills, but not stop. Understand that smoking kills is to see instantly and totally in the action of smoking, the ‘ idiocy of a deadly fact in place and not in power).
The contemporary understanding is to change. The change is the shadow of understanding, but understanding, I repeat, is not an action of the intellect, but a phenomenon of total perception of our conscience!

Immediately understand and act accordingly.
The understanding from the center and the periphery in a measure ordering totale.Il thought, which is equivalent to understand, starts from the periphery to reach the center, and is always a limited movement, weighted, causal, temporal, unable to penetrate into the recesses of ‘ mind umano.Il discursive thought, at its best, can only think of themselves and quibble about himself, and thus a sense its inherent finitude, leaving, therefore, scope for expansion of understanding, where, finally, the ‘ be no longer hindered by the barriers of temporal processes of thought, can spread its light in the inner world of the subject.

This is the point where the old man dies and man is born again.
That is in the East they say that a person has made a man born twice.
Talk about the ultimate reality are not only understood, but drunk, eaten, digested, read and reread, until, beyond words, begins to feel and see a life-giving space is not simply intellectual.
Discursive thought dissolves along the same route towards the understanding, drive up to hang, or better, up to free itself from the shackles of false impulses of desire.
The human being is born with five senses focused solely on the external world and the peculiar feature that it can not survive independently.
Under these conditions the infant develops, from the earliest moments of life, one need against the elements that are external to the perception of the possibility of perishing for lack of saturation and response to basic needs.
There are physical needs and the necessity to be.
Physical needs related to the protection of the body: nutrition, protection from external threats …
The need to be about the need for undivided attention to the totality of the individual.

Undivided attention for the entirety of an individual is, in my opinion, the most correct definition of the word love!
The physical needs are subordinate all’Esserica.
Failure to respond to these conditions is impressed in the memory of the subject since becoming a permanent space in his conscience.
This figure will emerge from that person in any situation even remotely similar to the circumstances of first impression.
The old experiential elements are acquired, thus, superimposed on to new life situations, this is the continuous repetition of the past at the expense of this, the union effect of self-preservation and the possibility of storing events in memory and combine them, then through the associative power of the intellect.
All this leads to an unbalanced development of the personality inside of a system autodifensivo, reiterante, not at all adequate to the real conditions and environmental challenges.
The identification between the subject and the phenomena external to him (objects, people, behavior, thoughts, emotional reactions of those around him) arises when the energy of the individual moves to the outside world by taking the forms of desire.

The desire is always in relation to something. When something that assume higher value of the desiring subject, there is the phenomenon of identification.

A desire to assume greater value of the subject when the non-satisfaction of that desire is perceived by the individual as potentially deadly.

This means that if during childhood and preadolescence, the child does not find adequate responses to its two main necessities of life (unconditional love and basic needs of the organization), most likely, when it becomes an adult will be driven by an unconscious fear to get so obsessive and compulsive needs that have not been properly paid in advance.

It should be pointed out something of capital importance: the body’s needs must always be satisfied by the outside world, for the simple fact that the human body is a phenomenon that occurs in a dimension of organic interdependence with the external environment (the sky me from the water and the sun, the earth on me the fruit, and I participate in the forms and modes inherent in my case, the balance of nature), but the need for unconditional love, that the child needs early out of the box, if satisfied, changes in ability to love, in turn, unconditionally.

I think this is the greatest miracle of life, liberty and the maximum size that the existence allowed us, therefore I would like to reiterate my absolute certainty. If a child grows up in a relational dimension of unconditional love, his need to receive love, because it is satisfied, so it becomes an active capacity to love unconditionally. The human soul is born in need to find the dimension of love, but when you live the reality itself becomes its bearer incorruptible, and witness!

Those who do not grow in a dimension of love, for life often wander in search of someone who can satisfy their need to deny this, but very few are the people who have seen this paid their need, so the relations between men turn into an alms among beggars.

There are only two ways out of this plight that seems to afflict most of humanity. One is the most rare, that is, find someone who is able to give us what we never received, and that is a clear mirror, where our most secret nature can be reflected and finally revealed to ourselves.

The other is the way of personal research, where we try to clean up our own consciousness from the wounds of a failed love, is to make it become itself the clear mirror that can reveal our true identity.

Of Dadrim

Source: http://www.dadrim.org

Il sorriso del buddha – The smile of the Buddha – Thich Nhat Hanh


Il sorriso del buddha

Ai piedi dell’albero di pipala l’eremita Gautama raccolse il suo formidabile potere di concentrazione nell’esame del corpo. Vide che ogni cellula è come una goccia d’acqua immersa nel fiume infinito di nascita esistenza e morte, senza riuscire a trovare nel corpo una sola cosa che rimanga immutata o di cui sia lecito dire che costituisca un sé separato. Mescolato con il fiume del corpo scorre il fiume delle sensazioni, in cui ogni goccia d’acqua è una sensazione. E anche queste gocce si accavallano in un processo di nascita esistenza e morte. Alcune sensazioni sono piacevoli, altre spiacevoli e altre ancora neutre, ma tutte sono impermanenti. Appaiono e scompaiono, precisamente come le cellule del corpo.
Con potente concentrazione Gautama investigò il fiume delle percezioni, che scorre intrecciato al fiume del corpo e delle sensazioni. Le gocce del fiume delle percezioni si frammischiano influenzandosi l’un l’altra, in un identico processo di nascita esistenza e morte. Se le percezioni sono accurate, la realtà si rivela; se sono distorte, si svela. Gli uomini sono eternamente preda della sofferenza a causa delle percezioni distorte: credono permanente ciò che è impermanente, dotato di un sé ciò che è privo di un sé, soggetto a nascita e morte ciò che non soffre né nascita né morte, e dividono ciò che non si può dividere.
Quindi illuminò di consapevolezza gli stati mentali che causano la sofferenza: paura, ira, odio, arroganza, gelosia, avidità, ignoranza. La consapevolezza divampò in lui come un solo radiante, e Gautama usò il sole della consapevolezza per illuminare la natura di questi stati mentali negativi. Vide come tutti nascono a causa dell’ignoranza. Sono l’esatto contrario della consapevolezza. Sono tenebra, assenza di luce. Vide che la chiave per giungere alla liberazione è perforare l’ignoranza e penetrare nel cuore della realtà per farne esperienza diretta. Tale conoscenza non è più conoscenza intellettuale, ma esperienza diretta.
In passato, Siddhartha aveva esplorato molti modi per vincere la paura, l’ira e l’avidità, ma i metodi usati non avevano dato frutto perché non erano che tentativi di sopprimere sensazioni ed emozioni. Ora capiva che anch’essi erano causati dall’ignoranza e che, liberandosi dall’ignoranza, le ostruzioni mentali svaniscono da sé, come le ombre al sorgere del sole. La visione profonda di Siddhartha era il frutto della sua grande concentrazione.
Sorrise e levò lo sguardo a una foglia di pippala stagliata contro il cielo azzurro, la cui punta ondeggiava verso di lui come se lo chiamasse. Osservandola in profondità, Gautama vi distinse chiaramente la presenza del sole e delle stelle; perché senza sole, senza luce e calore, quella foglia non sarebbe esistita. Questo è in questo modo, perché quello è in quel modo. Anche le nuvole vide nella foglia, perché senza nuvole non c’è la pioggia e, senza pioggia, quella foglia non poteva esistere. E vide la terra, il tempo, lo spazio, la mente: tutti presenti nella foglia. In verità, in quel momento preciso, l’universo intero si manifestava nella foglia. La realtà della foglia era un miracolo stupefacente.
Generalmente si pensa che una foglia sia nata a primavera, ma Gautama vide che esisteva già da tanto, tanto tempo nella luce del sole, nelle nuvole, nell’albero e in se stesso. Comprendendo che quella foglia non era mai nata, comprese che anche lui non era mai nato. Entrambi, la foglia e lui stesso, si erano semplicemente manifestati. Poiché non erano mai nati, non potevano morire. Questa visione profonda dissolse le idee di nascita e morte, di comparsa e scomparsa; e il vero volto della foglia, assieme al suo stesso volto, divennero manifesti. Vide che è l’esistenza di ciascun fenomeno a rendere possibile l’esistenza di tutti gli altri fenomeni. L’uno contiene il tutto, e il tutto è contenuto nell’uno.
La foglia e il suo corpo erano una cosa sola. Nessuno dei due possedeva un sé permanente e separato, nessuno dei due poteva essere indipendente dal resto dell’universo. Vedendo la natura interdipendente di tutti i fenomeni, Siddhartha ne vide perciò la natura vuota: tutte le cose sono vuote di un sé separato e isolato. Comprese che la chiave della liberazione sta nei due principi dell’interdipendenza e del non sé. Le nuvole correvano nel cielo, come uno sfondo bianco dietro la foglia traslucida di pippala. Forse quella sera stessa, incontrando una corrente fredda, le nuvole si sarebbero trasformate in pioggia. Le nuvole erano una manifestazione, e la pioggia un’altra manifestazione. Le nuvole, che non erano mai nate, non sarebbero mai morte. Se le nuvole potessero capirlo, pensò Gautama, avrebbero certo cantato di gioia cadendo sotto forma di pioggia sulle montagne, le foreste e le risaie.
Illuminando i fiumi del corpo, delle sensazioni, delle percezioni, delle formazioni mentali e delle coscienza, Siddhartha comprese che l’impermanenza e l’assenza di un sé sono le condizioni indispensabili alla vita. Senza impermanenza, senza mancanza di un sé, nulla potrebbe crescere ed evolversi. Se un chicco di riso non avesse la natura dell’impermanenza e del non sé, non potrebbe trasformarsi una piantina. Se le nuvole non fossero prive di un sé e impermalenti, non potrebbero trasformarsi in pioggia. Senza natura impermanente e priva di un sé, un bambino non potrebbe diventare adulto. “Quindi” pensò, “accettare la vita significa accettare l’impermanenza e l’assenza di un sé. La causa della sofferenza è la falsa nozione della permanenza e di un sé separato. Vedendo ciò, si giunge alla comprensione che non c’è né nascita né morte, né creazione né distruzione, né uno né molti, né dentro né fuori, né grande né piccolo, né puro né impuro. Sono tutte false distinzioni create dall’intelletto. Penetrando nella natura vuota delle cose, le barriere mentali vengono scavalcate e ci si libera dal ciclo della sofferenza”.
Una notte dopo l’altra Gautama meditò ai piedi dell’albero di pippala, facendo splendere la luce della consapevolezza sul suo corpo, la sua mente e tutto l’universo. Da tempo i cinque amici l’avevano abbandonato, ed erano rimasti a praticare con lui la foresta, il fiume, gli uccelli e le miriadi di insetti che abitano la terra e gli alberi. Suo fratello nella pratica era il grande albero di pippala. Anche la stella della sera che appariva ogni notte mentre sedeva in meditazione era suo fratello nella pratica. Fino a notte fonda meditava Gautama.
I bambini del villaggio andavano a trovarlo solo nelle prime ore del pomeriggio. Un giorno Sujata gli portò riso cotto nel latte e nel miele, e Svasti una bracciata di erba kusa. Dopo che Svasti l’ebbe lasciato per ricondurre i bufali a casa, Gautama fu invaso dalla sensazione che quella notte stessa avrebbe ottenuto il Grande Risveglio. La notte precedente aveva fatto molti sogni strani. Nel primo, vide se stesso disteso su un fianco, che con le ginocchia sfiorava l’Himalaya, con la mano sinistra toccava la riva del Mare Orientale, con la destra la riva del Mare Occidentale, e con i piedi poggiava sulla riva del Mare Meridionale. Nel secondo sogno, un fiore di loto grande come la ruota di un carro sbocciava dal suo ombelico e cresceva fino alle nuvole più alte. Nel terzo, uccelli di ogni colore, in numero incalcolabile, volavano verso di lui da tutte le direzioni. Quei sogni gli sembravano il presagio che il Grande Risveglio fosse vicino.
Nelle prime ore della sera praticò la meditazione camminata lungo la riva del fiume. Entrò nell’acqua e si bagnò. Al crepuscolo ritornò a sedere sotto il familiare albero di pippala. Sorrise guardando l’erba kusa sistemata di fresco ai piedi dell’albero. Proprio meditando sotto quell’albero aveva fatto tante importanti scoperte. Ora, il momento che aveva tanto atteso si avvicinava. La porta dell’Illuminazione stava per spalancarsi.
Lentamente Siddhartha si sedette nella posizione del loto. Guardò il fiume che scorreva placido in lontananza, mentre la brezza accarezzava l’erba della riva. La foresta era in pace, anche se piena di vita. Miriadi di insetti gli ronzavano intorno. Rivolse la consapevolezza al respiro e socchiuse gli occhi. Nel cielo comparve la stella della sera.
Grazie alla presenza mentale, la mente, il corpo e il respiro di Siddhartha erano perfettamente unificati. La pratica della presenza mentale l’aveva reso capace di sviluppare grandi poteri di concentrazione che ora poteva usare per illuminare di consapevolezza corpo e mente. Entrato in meditazione profonda iniziò a percepire la presenza di infiniti altri esseri, nel momento presente, entro il suo stesso corpo. Esseri organici e inorganici, minerali, muschi ed erbe, insetti, animali e persone… tutti erano dentro di lui. Vide che gli altri, in quel preciso momento, erano lui stesso. Vide le proprie vite passate, con tutte le nascite e le morti. Assistette alla creazione e alla distruzione di migliaia di mondi e di migliaia di stelle. Provò le gioie e le pene di tutti gli esseri viventi, di quelli nati da un grembo, nati da un uovo e nati dalla scissione, dividendosi in due creature nuove. Vide che ogni cellula del proprio corpo conteneva tutto ciò che è nel cielo e sulla terra, abbracciando insieme il passato, il presente e il futuro. Era la prima veglia della notte.
Gautama si calò ancora più profondamente nella meditazione. Vide come innumerevoli mondi nascono e muoiono, come vengono creati e distrutti. Vide gli esseri innumerevoli passare attraverso nascite e morti incalcolabili. Vide che le nascite e le morti non sono che apparenze, e non la realtà, così come milioni di onde si alzano senza posa dalla superficie dell’oceano e vi sprofondano, mentre l’oceano è al di là di nascita e morte. Se le onde potessero comprendere di essere anch’esse acqua, trascenderebbero la vita e la morte e raggiungerebbero la pace interiore, superando tutte le paure. Tale comprensione gli consentì di trascendere la rete della nascita e della morte, e Gautama sorrise. Il suo sorriso era simile a un fiore schiusosi nell’oscurità della notte irradiando un alone di luce. Era il sorriso di una comprensione meravigliosa, la visione della distruzione di ogni contaminazione. Era la seconda veglia.
In quel preciso momento si udì un tuono, mentre lampi di luce guizzavano come per squarciare il cielo. Nuvole nere nascosero la luna e le stelle. Cadde la pioggia. L’acqua inzuppava Gautama che non si mosse, perseverando nella meditazione.
Senza vacillare, illuminò di consapevolezza la propria mente. Vide che gli essere soffrono perché non comprendono che partecipano della stessa natura di tutti gli esseri. L’ignoranza dà nascita a un’infinità di pene, di confusione e difficoltà. Avidità, ira, arroganza, dubbio, gelosia e paura, affondano tutti le radici nell’ignoranza. Imparando a calmare la mente per vedere più a fondo nella vera natura delle cose, possiamo giungere alla comprensione globale che dissolve ogni ansia e ogni dolore, sostituendoli con l’accettazione e l’amore.
Gautama vide che comprensione e amore sono un’unica cosa. Senza comprensione non vi può essere amore. Il carattere degli uomini è il prodotto di condizioni fisiche, emotive e sociali. Questa comprensione ci impedisce di odiare anche chi agisce crudelmente e ci spinge a fare qualcosa per cambiare quelle condizioni. La comprensione origina compassione e amore, i quali a loro volta determinano la giusta azione. Per poter amare, bisogna prima comprendere; ed ecco che la comprensione si rivela la chiave della liberazione. Per sviluppare la chiara comprensione è necessario vivere in presenza mentale, in diretto contatto con la vita nel momento presente, vedendo la realtà di quanto avviene dentro e fuori noi stessi. La pratica della consapevolezza rafforza la capacità di guardare il profondità. Se sappiamo vedere dentro il cuore delle cose, le cose si riveleranno. Questo è il tesoro segreto della presenza mentale: essa conduce alla liberazione e all’illuminazione. La vita viene illuminata da retta comprensione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retti mezzi di sussistenza, retto sforzo, retta presenza mentale e retta concentrazione. Siddhartha la chiamò ariya-marga, il Nobile Sentiero.
Guardando in profondità nei cuori degli esseri, Siddhartha poté vedere con chiarezza ogni mente, a qualunque distanza, e udì tutte le grida di dolore e di gioia. Raggiunse lo stato della vista divina, dell’udito divino e la capacità di percorrere infinite distanza senza muoversi. Era la fine della terza veglia, e i tuoni erano cessati. Le nuvole si dileguarono, rivelando lo splendore della luna e delle stelle.
Per Gautama fu come se la prigione che lo racchiudeva da migliaia di esistenze fosse crollata. Il carceriere era l’ignoranza. Solo l’ignoranza aveva oscurato la sua mente, così come le nuvole avevano nascosto la luna e le stelle. Velata da onde infinite di pensieri illusori, la mente aveva diviso in maniera fallace la realtà in soggetto e oggetto, io e gli altri, esistenza e non esistenza, nascita e morte, e da tali discriminazioni erano sorte le visioni errate, le prigioni della sensazione, del desiderio, dell’attaccamento e del divenire. La sofferenza della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte, non fa altro che rendere le mura più spesse. L’unica cosa da fare era acciuffare il carceriere e guardarlo in faccia. Ed ecco che il carceriere è l’ignoranza. L’ignoranza era stata vinta percorrendo il Nobile Ottuplice Sentiero. Una volta scomparso il carceriere, anche la prigione svanisce per non venire ricostruita mai più.
Sorridendo, l’eremita Gautama sussurrò tra sé: “Carceriere, ora ti conosco. Per quante esistenze mi hai tenuto prigioniero di nascita e morte? Ma ora vedo il tuo vero volto, e d’ora in avanti non potrai più costruire prigioni attorno a me”.
Siddhartha alzò gli occhi. La stella del mattino si levava all’orizzonte, vivida come un diamante. Quante volte l’aveva guardata sedendo sotto l’albero di pippala, ma ora era come se la vedesse per la prima volta. Aveva lo stesso bagliore, lo stesso sorriso trionfante dell’Illuminazione. Siddhartha guardò la stella del mattino e, colmo di compassione, esclamò: “Tutti gli esseri hanno in sé i semi dell’Illuminazione, eppure affoghiamo nell’oceano di nascita e morte per migliaia di esistenze!”.
Siddhartha capì di avere trovato la Grande Via. Aveva raggiunto lo scopo: il suo cuore era in pace e in perfetto benessere. Ripensò agli anni di ricerca, colmi di delusioni e fatiche. Ripensò al padre, alla madre, alla zia, a Yasodhara, a Rahula e agli amici. Rivide il palazzo, Kapilavatthu, il suo popolo, il suo paese e tutti coloro che vivevano tra gli stenti e la povertà, specialmente i bambini. Si ripromise di trovare il modo per comunicare quanto aveva appena scoperto e aiutare gli altri a liberarsi dalla sofferenza. Dalla sua profonda conoscenza era nato un immenso amore per tutti gli esseri.
Lungo il fiume, fiori dai vivaci colori si aprivano ai primi raggi del sole. Il sole danzava tra le foglie e scintillava sull’acqua. La sofferenza di Siddhartha era svanita e si rivelava la meraviglia della vita. Tutto assumeva un aspetto nuovo. Che meraviglia i cieli azzurri e le nuvole bianche! Gli parve che lui e l’intero universo fossero stati appena creati.
In quel momento giunse Svasti. Vedendo il giovane guardiano di bufali corrergli incontro, Siddhartha sorrise. Ma Svasti si fermò di colpo e lo fissò a bocca aperta.
“Svasti!”, lo chiamò Siddhartha.
“Maestro!”, rispose il ragazzo, riprendendosi.
Svasti giunse le mani e si inchinò. Fece alcuni passi avanti e si fermò di nuovo, guardandolo con soggezione. Confuso dal suo stesso comportamento, disse esitando: “Maestro, come sembri diverso oggi!”.
Siddhartha gli fece cenno di avvicinarsi. Lo prese tra le braccia e chiese: “Che differenza vedi?”.
“È difficile esprimerlo”, rispose il ragazzo guardandolo bene. “Sembri diverso. È come se tu, se tu fossi una stella”.
Siddhartha lo accarezzò sulla testa: “Davvero? Che cos’altro sembro?”.
“Sembri un fiore di loto che si è appena aperto. Sei come, come la luna sul picco Gayasisa”.
– da “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh –
The smile of the Buddha
At the foot of the tree of Gautama pippali the hermit picked up his formidable powers of concentration in the examination of the body. He saw that every cell is like a drop of water surrounded by the endless stream of birth and death there, but could not find a single thing in the body to be unchanged or where it is fair to say that it constitutes a separate self. Mixed with the river flows the river of the body of feeling, where every drop of water is a sensation. And these drops overlap exists in a process of birth and death. Some sensations are pleasant, others unpleasant and more neutral, but all are impermanent. They appear and disappear, just as the body’s cells.
With powerful concentration Gautama investigated perceptions of the river, which flows to the river twisted and sensations of the body. The drops are mixed perceptions of the river of influencing each other in an identical process of birth and death there. If the perceptions are accurate, the reality is revealed, if distorted, is revealed. Men are forever prey to suffering because of distorted perceptions: Permanent believe what is impermanent, with a self that is selfless, subject to birth and death that does not suffer neither birth nor death, and divide that can not be divided.
So enlightened awareness of mental states that cause suffering: fear, anger, hatred, arrogance, jealousy, greed, ignorance. The awareness was kindled in him only as a radiant and Gautama used the sunshine to illuminate the nature of awareness of these negative states of mind. He saw how everyone is born out of ignorance. They are the exact opposite of mindfulness. I am darkness, darkness. He saw that the key to the liberation ignorance is pierce and penetrate into the heart of reality to experience it directly. Such knowledge is not intellectual knowledge, but direct experience.
In the past, Siddhartha had explored many ways to overcome fear, anger and greed, but the methods used had not borne fruit because they were not attempts to suppress feelings and emotions. Now he understood that they too were caused by ignorance and that, freed from ignorance, mental obstructions vanish by itself, like the shadows at sunrise. Insight Siddhartha was the result of its high concentration.
He smiled and looked up to a leaf pippali silhouetted against the blue sky, the tip of which swayed toward him as if to call him. Observing it in depth, there Gautama clearly distinguished the presence of the sun and stars, because without sun, without light and heat, the leaf would not have existed. This is so, because that’s that. Even the clouds seen in the leaf, because there is no rain and clouds, no rain, the leaf could not exist. And saw the land, time, space, mind, all present in the leaf. Indeed, at that precise moment, the entire universe is manifested in the leaf. The reality of the leaf was an astounding miracle.
Generally thought to be born in a leaf spring, but Gautama saw that there was already a long, long time in the sun, the clouds, and the tree itself. Realizing that this leaf was never born, he realized that he had never been born. Both the leaf and himself, had just occurred. Because they were never born, they could die. This insight dissolved ideas of birth and death, of appearance and disappearance, and the true face of the leaf, along with his own face, was revealed. He saw that the existence of each phenomenon to make possible the existence of all other phenomena. The one contains the whole, and the whole is contained in one.
The leaf and her body were one. Neither of them had a separate, permanent self, neither could be independent from the rest of the universe. Seeing the interdependent nature of all phenomena, Siddhartha saw it so the empty nature: all things are empty of a self separate and isolated. He realized that the key to liberation lies in two principles of interdependence and non-self. The clouds raced across the sky like a white background behind the translucent leaf pippali. Maybe that same evening, meeting a cold, the clouds would be transformed into rain. The clouds were a manifestation, and another rain event. The clouds, which were never born, would not have died. If the clouds could understand it, Gautama thought, would certainly have sung with joy as rain falling on the mountains, forests and rice fields.
Lighting up the rivers of the body, feelings, perceptions, mental formations and consciousness, Siddhartha realized that impermanence and selflessness are the conditions necessary for life. Without impermanence, no lack of self, nothing could grow and evolve. If a grain of rice did not have the nature of impermanence and not-self, could not become a seedling. If the clouds were not deprived of a impermalenti himself and could not turn into rain. Without nature impermanent and without a self, a child could not become an adult. “So,” he thought, “accept life is to accept impermanence and selflessness. The cause of suffering is the false notion of permanence and a separate self. Seeing this, we come to the realization that there is neither birth nor death, neither creation nor destruction, neither one nor many, neither inside nor outside, neither great nor small, neither pure nor impure. They are all false distinctions created by the intellect. Penetrating into the empty nature of things, the mental barriers are bypassed and you are free from the cycle of suffering. “
One night after night Gautama meditated under the tree of pippali, by shining the light of awareness on his body, his mind and the universe. From the time the five friends had abandoned him, and he had been practicing with the forest, the river, the birds and the myriad insects that inhabit the earth and the trees. His brother was in practice the great tree pippali. The evening star that appeared every night while his brother was sitting in meditation practice. Gautama meditated late into the night.
The children of the village came to see him only in the early afternoon. One day Sujata brought rice cooked in milk and honey, and Svasti an armful of grass kusa. After the Svasti had left to bring home the buffalo, Gautama was invaded by the feeling that that night would get the Great Awakening. The previous night had made a lot of weird dreams. In the first, he saw himself lying on his side, who with his knees touching the Himalayas, with his left hand touched the shore of East Sea, with the right bank of the Western Sea, and with his feet resting on the shore of the Southern Ocean . In the second dream, a lotus flower as big as a wagon wheel bloomed and grew from her navel to the highest clouds. In the third, birds of every color, in countless numbers, they flew towards him from all directions. Those dreams seemed an omen that the Great Awakening was close.
In the early hours of the evening he practiced walking meditation along the river bank. He entered the water and bathed. At dusk he returned and sat under the tree pippali family. He smiled, watching the grass kusa freshly placed at the foot of the tree. Just meditating under that tree had made many important discoveries. Now he had long awaited the moment was approaching. The Enlightenment was about to swing open the door.
Slowly Siddhartha sat in the lotus position. He looked at the river that flows gently into the distance, the breeze caressing the grass of the shore. The forest was peaceful, although full of life. Myriads of insects were buzzing around. He gave awareness to the breath and closed his eyes. Appeared in the sky the evening star.
With mindfulness, the mind, body and breath of Siddhartha were perfectly unified. The practice of mindfulness had enabled him to develop great powers of concentration that he could use to enlighten the mind and body awareness. Entered into deep meditation began to perceive the presence of countless other beings, in the present moment, within his own body. Organic and inorganic beings, minerals, herbs and mosses, insects, animals and people … everyone was inside him. He saw that the others, at that precise moment, he had. He saw his own past, with all births and deaths. Witnessed the creation and destruction of thousands of worlds, and thousands of stars. He felt the joys and sorrows of all living beings, of those born from a womb, born from an egg and born from the split, splitting into two new creatures. He saw that every cell of his body contained everything that is in heaven and on earth, along with embracing the past, present and future. It was the first watch of the night.
Gautama fell even more deeply into meditation. She saw how many worlds are born and die, how they are created and destroyed. He saw countless beings through countless births and deaths. He saw the births and deaths are only appearances and not reality, just like millions of waves are rising constantly from the ocean surface and will collapse, while the ocean is beyond birth and death. If the waves could also be understanding of water, transcending life and death and attain inner peace, overcoming all fears. This understanding allowed him to transcend the web of birth and death, and Gautama smiled. His smile was like a flower in the darkness of the night schiusosi radiating an aura of light. It was the smile of a wonderful understanding of the vision of the destruction of any contamination. It was the second watch.
At that very moment they heard thunder, and lightning flashed like light piercing the sky. Black clouds hid the moon and the stars. The rain fell. The water soaked Gautama did not move, persevering in meditation.
Without wavering, their minds enlightened awareness. He saw that to be suffering because they do not understand that part of the very nature of all beings. Ignorance gives birth to endless pains, confusion and difficulty. Greed, anger, arrogance, doubt, jealousy and fear, all the roots lie in ignorance. Learning to calm the mind to see deeper into the true nature of things, we can come to any understanding of global anxiety and dissolves all pain, replacing them with acceptance and love.
Gautama saw that understanding and love are one thing. Without understanding there can be love. The character of the men is the product of physical, emotional and social. This understanding prevents us from acting cruelly and even those who hate us to do something to change those conditions. The original understanding of compassion and love, which in turn determine the proper action. In order to love, we must first understand, and that understanding is revealed here is the key to liberation. To develop a clear understanding is necessary to live in mindfulness, in direct contact with life in the present moment, seeing the reality of what happens inside and outside ourselves. The practice of mindfulness strengthens the ability to watch the depth. If we see into the heart of things, things will turn out. This is the secret treasure of mindfulness: it leads to liberation and enlightenment. Life is illuminated by right understanding, right thought, right speech, right action, right livelihood, right effort, right mindfulness and right concentration. Siddhartha called Ariya-marga, the Noble Eightfold Path.
Looking deep into the hearts of beings, Siddhartha was able to see clearly every mind, at any distance, and heard all the cries of pain and joy. Reached the status of divine sight, hearing God and the ability to travel without moving an infinite distance. It was the end of the third watch, and the thunder had ceased. The clouds melted away, revealing the splendor of the moon and stars.
For Gautama was as if the prison that contained thousands of lives had collapsed. The jailer was ignorance. Only ignorance had obscured his mind as the clouds had hidden the moon and the stars. Veiled by endless waves of deluded thoughts, the mind had split into a flawed reality into subject and object, self and others, existence and nonexistence, birth and death, and such discrimination had arisen wrong views, the jails of the sensation , desire, attachment, and of becoming. The suffering of birth, old age, sickness and death, does nothing but make the walls thicker. The only thing to do was catch the jailer and face him. And here’s that the jailer is ignorance. Ignorance was won along the Noble Eightfold Path. Once the jailer disappeared, even vanishes for the prison not be rebuilt again.
Smiling, the recluse Gotama whispered to himself, “Jailer, now you know. For how many lives I’ve taken a prisoner of birth and death? But now I see your true face, and from now on you can not build prisons around me. “
Siddhartha looked up. The morning star was rising on the horizon, bright as a diamond. How many times had he looked sitting under the tree pippali, but now it was as if seeing her for the first time. He had the same glow, the same triumphant smile of enlightenment. Siddhartha looked at the morning star, and full of compassion, exclaimed: “All human beings have within them the seeds of enlightenment, but drown in the ocean of birth and death for thousands of lives.”
Siddhartha knew he had found the Great Way. Had achieved its aim: his heart was in perfect peace and prosperity. He thought back to the years of research, full of disappointments and hardships. He thought of his father, mother, aunt, in Yashodhara to Rahula and friends. He saw the palace, Kapilavatthu, his people, his country and all who lived among the hardship and poverty, especially children. He vowed to find a way to communicate what he had just found out and help others to free themselves from suffering. From his knowledge he was born an immense love for all beings.
Along the river, brightly colored flowers opened the first rays of the sun. The sun danced between the leaves and sparkling water. Siddhartha’s suffering was gone and revealed the wonder of life. Everything assumed a new aspect. How wonderful blue skies and white clouds! He thought that he and the entire universe had just been created.
At that moment came Svasti. Seeing the young keeper buffalo run to him, Siddhartha smiled. Svasti But he stopped short and stared open-mouthed.
“Svasti”, called him Siddhartha.
“Master,” answered the boy, recovering.
Svasti clasped his hands and bowed. He took a few steps forward and stopped again, looking at him with awe. Confused by his own behavior, said hesitatingly: “Master, as you look different today.”
Siddhartha waved him closer. She took him in her arms and asked: “What difference do you see?”.
“It is difficult to express,” the boy said looking good. “You look different. It is as if you, if you were a star. “
Siddhartha patted him on the head: “Really? What else do I look? “.
“You look like a lotus flower that has just opened. You’re like, like the moon on the peak Gayasisa “.
– From “Life of the Buddha Siddhartha” by Thich Nhat Hanh –

Con noi – With us


🌸Con noi🌸

È naturale voler rimpiangere
quanto è stato,mettere delle toppe.
Forse è portando amore
e quanto ci è stato insegnato che,
attraverso noi,chi ci ha lasciato
in eredità degli insegnamenti,
può vivere ancora,con i nostri occhi,
i sentimenti e le braccia che accolgono
ed accompagnano chi ha bisogno di noi.

02.01.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸With us

It is natural to want to regret
what was it, put patches.
Maybe it’s bringing love
and how much we have been taught that,
through us, who has left us
inherited from the teachings,
can still live, with our eyes,
the feelings and embracing arms
and accompany those who need us.

02.01.2021 Poetyca

Luce – Light


🌸Luce🌸

Una candela
nella notte
dona luce e calore
quando le tenebre
soffocano
ed alimentano
tutte le nostre paure

A noi accendere
quella piccola luce
che dona significato
a tutti i nostri passi
mai perduti
e donare agli altri
il nostro amore

13.12.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Light

A candle
in the night
gives light and warmth
when the darkness
suffocate
and they feed
all our fears

We turn it on
that little light
that gives meaning
at all our steps
never lost
and give to others
our love

13.12.2021 Poetyca

Abbaglio – Blunder


🌸Abbaglio🌸

Era forse
abbaglio
lo sperare
ancora
su rotte
incerte?
Ansie
ed attesa
di nuovo
itinerario
sulle mappe
del cuore
La vita cambia
a volte dona
ed altre sottrae
ma non posso
mai smettere
di sperare

05.12.2018 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Blunder

It was perhaps
blunder
hope for it
yet
on routes
uncertain?
Anxieties
and wait
again
itinerary
on the maps
of the heart
Life changes
sometimes he gives
and others subtract
but I can not
never stop
to hope

05.12.2018 Poetyca

Non è – It is not


Non è

Non è una parola
a dare il confine
o l’abito certo
di quel che
l’anima accarezza
Non è il silenzio
nella notte la lontananza
Amore con le ali
che sconfina l’orizzonte
Non è nulla
o forse è tutto
non è risposta
alle domande
ma è vita
che si snoda
nell’universo interiore
e scopre emozioni
senza voce
che si proiettano
oltre ogni dimensione

06.08.2003 Poetyca

 

It is not

It is not a word
to give the boundary
dress or some
of what
caresses the soul
It is the silence
night in the distance
Love with wings
that crosses the horizon
It’s nothing
or perhaps it is all
not answer
questions
but it’s life
that winds
inner universe
and discovers emotions
voiceless
that are projected
over all dimension

06.08.2003 Poetyca

 


È facile – It ‘s so easy


E’ facile

E’ facile
criticare
commentare
e fare di brezza
una tempesta
puntare pagliuzza
e non estirpare travi

E’ facile
sputare addosso
agli altri
rospo e veleno
o gettare incautamente
il bambino
con l’acqua sporca

E’ facile
salire sul pulpito
ed intonare il canto
o mettersi
in cattedra
per apparire migliore
senza tapparsi la bocca

E’ facile
perdere le staffe
e non andarle
a cercare
senza mai
farsi venire un dubbio
per equamente valutare
dove siano torto
o ragione

E’ facile
inneggiare battaglie
brandendo la spada
e la lingua tagliente
verso il mancato rispetto
che crei discriminazione

E’ facile
accartocciare sogni
come carta usata
e dimenticare
della vera poesia
il senso
che cerca
spazi di cielo
in un anima pura

E’ facile
…troppo facile
il difficile
è chiedere scusa
barricati nell’orgoglio
e costruire realmente
unendo intenti
e sentimenti

E’ provare vergogna
per aver dato voce
all’istinto peggiore
che non conduce a nulla
dell’invadenza
non conoscere il senso

E’ non saper sciogliere
atteggiamenti sbagliati
che ci rendono schiavi
della nostra
stessa prigione

23.01.2004 Poetyca

❤ ❤ ❤

It ‘s so easy

It ‘s so easy
criticize
comment
and then breeze
a storm
mote point
and eradicate beams

It ‘s so easy
spit
other
toad venom
or recklessly throw
the child
with the bathwater

It ‘s so easy
ascend the pulpit
and sing the song
or get
Enthroned
to look better
without cover her mouth

It ‘s so easy
lose his temper
and not go and
looking
never
come be a doubt
to fairly evaluate
where they are wrong
or reason

It ‘s so easy
celebrating battles
brandishing a sword
and sharp tongue
to non-compliance
that creates discrimination

It ‘s so easy
crumple dreams
as used paper
and forget
of true poetry
sense
trying
spaces of sky
in a pure soul

It is so easy
… still so easy
the difficult
and apologize
barricaded pride
and actually build
combining intent
and feelings

It is so easy not to find shame
but use giving voice
worst instincts
that leads to nothing
intrusiveness
not know the meaning

It is easy not for them
to be able to dissolve
bad attitudes
that make themself slaves
of them
self prison

23.01.2004 Daniela Poetyca

Respira la vita – Breathe life




Respira la vita

Avvolgi il tuo sorriso nel sogno,afferra le tue emozioni e indossa
speranze,nulla forse è come appare. La vita, strano mistero che svela quello che non credevi reale. Respirala e riempiti d’amore.

© Poetyca
Breathe life
Wrap your smile in the dream, grab your emotions and wearing
hopes, perhaps nothing is as it seems. life and strange mystery that reveals what they thought was not real. Respirala and filled with love.
© Poetyca

La preghiera che avevo dimenticato


La preghiera che avevo dimenticato

Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile,

Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l’altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa’ che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso. E affinché ciò sia possibile,

Signore, proteggi le nostre azioni, perché l’Azione è una maniera di pregare. Fa’ che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di no. Che possiamo, attraverso il lavoro e l’azione, condividere un po’ dell’amore che riceviamo. E affinché ciò sia possibile,

Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa’ che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza. E affinché ciò sia possibile,

Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l’Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purchè ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo. E affinché ciò sia possibile,

Signore, proteggici, perché la Vita è l’unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi cotinuiamo a tramutare il grano in pane. E questo è possibile solo se avremo Amore – dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua gloria.

Amen

Paulo Coelho


The prayer that I had forgotten

Lord, protect our doubts, because Doubt is a way of praying. It is Doubt that makes us grow because it forces us to look fearlessly at the many answers that exist to one question. And in order for this to be possible…

Lord, protect our decisions, because making Decisions is a way of praying. Give us the courage, after our doubts, to be able to choose between one road and another. May our YES always be a YES and our NO always be a NO. Once we have chosen our road, may we never look back nor allow our soul to be eaten away by remorse. And in order for this to be possible…

Lord, protect our actions, because Action is a way of praying. May our daily bread be the result of the very best that we carry within us. May we, through work and Action, share a little of the love we receive. And in order for this to be possible…

Lord, protect our dreams, because to Dream is a way of praying. Make sure that, regardless of our age or our circumstances, we are capable of keeping alight in our heart the sacred flame of hope and perseverance. And in order for this to be possible…

Lord, give us enthusiasm, because Enthusiasm is a way of praying. It is what binds us to the Heavens and to Earth, to grown-ups and to children, it is what tells us that our desires are important and deserve our best efforts. It is Enthusiasm that reaffirms to us that everything is possible, as long as we are totally committed to what we are doing. And in order for this to be possible…

Lord, protect us, because Life is the only way we have of making manifest Your miracle. May the earth continue to transform seeds into wheat, may we continue to transmute wheat into bread. And this is only possible if we have Love; therefore, do not leave us in solitude. Always give us Your company, and the company of men and women who have doubts, who act and dream and feel enthusiasm, and who live each day as if it were totally dedicated to Your glory.

Amen

Paulo Coelho