Archivio | 08/12/2021

Grazie – Thanks


Grazie

Forse ” grazie” è una parola
che usano pochi persone
dimenticata, messa in un angolo del cuore.

Forse si crede che ogni cosa sia dovuta
e si guarda poco a quello che si riceve.

Forse quando la stanza resta muta
basterebbero solo poche parole
ad illuminare gli occhi di gioia
a restituire sorriso a chi attende solo
un piccolo gesto d’amore.

Allora GRAZIE a te!
A chi, con passo felpato legge,
seppure non lascia traccia
e accoglie la cura e la dedizione
donata con tutto il mio amore.

14.04. 2011 Poetyca

Thanks

Maybe “thank you ” is a word
only a few people who use
forgotten in a corner of the heart.

Perhaps you believe that everything is due
and you look just at what you receive.

Maybe when the room is silent
takes just a few words
to enlighten the eyes of joy
smile in return only to those who wait
a small gesture of love.

So THANK YOU!
Those who, with plush step this reads,
even if leaves no trace
and receives the care and dedication
gift from all my love.

14.04. 2011 Poetyca

Quel che vale – What is worth


🌸Quel che vale🌸

Il tempo scivola
e tu lo lasci andare
senza guardare
mai indietro
Persone perdute
senza vera ragione
in contraddizione
con le parole spese
Poco resta
in un solo respiro
ma è essenza
di quel che vale

19.01.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸What is worth

Time slips
and you let it go
without looking
never back
Lost people
without real reason
in contradiction
with the words spent
Little remains
in one breath
but it is essence
of what it’s worth

19.01.2019 Poetyca

Tutti in viaggio – All travelers


7
Tutti in viaggio

Forse manca un’educazione che insegni ad ascoltarsi nel profondo, nel cercare quella unicità che oltrepassa tutte le apparenze.
Ci si sente diversi se non ci si uniforma alle altrui aspettative, se non si intraprende quel condizionamento che faccia sentire di avere attenzione da parte del mondo.
Eppure è nel saper svelare il valore di un attimo, il centrare l’attenzione all’interno di sè, nell’attivare quella scintilla sempre presente, che si varca la soglia dell’apparente per trovare la vera essenza di Sè.
Un viaggio che solo noi possiamo compiere e del quale non ci dobbiamo stancare.

17.07.2014 Poetyca

All travelers

Maybe missing an education that teaches them to listen deeply, to seek that uniqueness that transcends all appearances.
It feels different if there conforms to the expectations of others, unless you undertake that conditioning that makes you feel to have attention from the world.
Yet it is in being able to reveal the value of a moment, the center of attention within itself, activating the spark always present, which crosses the threshold of the apparent to find the true essence of self.
A journey that only we can do and what we must not get tired.

07/17/2014 Poetyca

Meditare – Meditate


 
Meditare

Cosa significa meditare?

È difficile dare una risposta a quella che potrebbe sembrare una domanda
piuttosto semplice. Si potrebbe anzi dire che il buon meditante, più pratica e
maggiormente si rende consapevole di quanto l'essenza della meditazione stessa
sia sfuggente, inafferrabile, indefinibile.
Possiamo tuttavia dire che la meditazione è uno stato di puro essere, di chiara
consapevolezza, di attenzione osservante: uno stato originariamente naturale, ma
per il quale è necessario un lavoro su di sé. Si ritorna alla condizione normale
del corpo e della mente: uno stato di unità, precedente a qualsiasi dualità.
Attraverso una serie di esercizi di indagine della propria meccanica fisica e
mentale (dalle sensazioni e dai pensieri più grossolani a quelli più sottili),
si è pienamente presenti, consapevoli, qui ed ora: si realizza la pienezza della
pura attenzione.
La meditazione è attenzione: non si tratta di cosa stai facendo, ma di come lo
fai.
La meditazione è la tua natura: non è un risultato - è una condizione reale. Non
deve essere raggiunta, deve solo essere riconosciuta. È la tua essenza: non puoi
averla e non puoi non averla. Non può essere posseduta, non è una cosa.
La meditazione è osservazione: non fare niente, non ripetere dei mantra, non
ripetere il nome di dio - semplicemente osserva la tua mente. Non disturbarla,
non ostacolarla, non reprimerla.
La meditazione non è un credo, non è un dogma, non è un culto, non è una
religione, non è una morale, non è un giudizio: è un'esperienza evidente in se
stessa.
La meditazione è non-fuggire: è rilassarsi ed essere nel momento, nel presente.
È permanere nel qui e ora.
La meditazione è chiarezza di visione. È uno stato di pienezza, di vuoto e di
unità.
La meditazione è l'arte della consapevolezza: è una resurrezione dalla cecità di
ciò che è, è essere presenti.
La meditazione non è una tecnica, non è un pensiero particolare, non è uno
sforzo, non è concentrazione: è comprensione ed equilibrio, è equanimità e
silenzio, è ascolto e stabilità.
La meditazione non è staccare la spina: è lo stato naturale della mente, la sua
semplicità, è il lasciare andare la presa, la quiete originaria.
Meditare è addestrarsi in ciò che è stato chiamato 'il miracolo della presenza
mentale': si scopre che quella che ritenevamo all'inizio una pratica
circoscritta in tempi e luoghi prestabiliti (la palestra, la nostra camera, ad
esempio) diventa via via una macchia d'olio che si espande sempre più, in grado
di mutare radicalmente il nostro stare nel mondo, il nostro vivere la vita.
Meditare non significa rifugiarsi nel proprio paradiso mentale, bensì avere un
contatto semplice e diretto con la realtà (interiore - noi stessi - ed
esteriore), liberi dagli innumerevoli filtri che si interpongono tra la mente e
il vero. Meditare vuol dire fare piazza pulita delle innumerevoli teorie
psicologiche, filosofiche, affascinanti quanto pretestuose, fare piazza pulita
di parole e spiegazioni, e volgersi verso il Sé, la propria natura, in direzione
di una conoscenza non più meramente intellettuale, bensì autentica e diretta.

www.lameditazionecomevia.it

Meditate

What does it mean to meditate?

It is difficult to answer what might seem a question
rather simple. We could say that the good meditator, more practical and
makes you more aware of how the essence of meditation itself
is evasive, elusive, indefinable.
We can however say that meditation is a state of pure being, clearly
awareness, looking for attention: an originally natural, but
for which you must work on himself. It returns to normal
Body and mind: a state of unity, before any duality.
Through a series of exercises its investigation of physical and mechanical
mental (thoughts and feelings from coarser to finer ones),
you are fully present, aware, here and now, you realize the fullness of
bare attention.
Meditation is attention: this is not what you're doing, but as
do.
The meditation is your nature is not a result - is a real condition.Not
must be reached, only needs to be recognized. It is your essence: you can not
you can not have it and not have it. It can not be owned, not a thing.
Meditation is observation: do nothing, do not repeat the mantra, not
repeat the name of god - just watch your mind. Do not disturb,
not hinder, do not repress it.
Meditation is not a belief, not a dogma, not a cult, not a
religion is not a moral, not an opinion: if it is an evident
same.
Meditation is no-escape, is to relax and be in the moment, in the present.
You remain in the here and now.
Meditation is clarity of vision. It is a state of fullness, emptiness and
units.
Meditation is the art of awareness: it is a resurrection from blindness
what is, is to be there.
Meditation is a technique, not a particular thought, is not a
effort, concentration is not: it is understanding and balance, equanimity and
silence, listening and stability.
Meditation is not switch off: it is the natural state of mind, his
simplicity, is the letting go of the grip, the quiet original.
To meditate is to train in what has been called 'the miracle of the presence
mind ': it turns out that what we thought at the beginning a practice
limited in time and place fixed (the gym, our room, to
example) gradually becomes a wildfire that is spreading all the time, can
to change radically our being in the world, we live life.
Meditation does not mean mental refuge in paradise, but have a
simple and direct contact with reality (inner - ourselves - and
external), free from the many filters that are interposed between the mind and
true. Meditating means to make a clean sweep of the myriad theories
psychological, philosophical, fascinating as a pretext, to make a clean sweep
and explanations of words, and turn toward the self, its nature, direction
a knowledge not merely intellectual, but authentic and direct.

www.lameditazionecomevia.it

Uscire dalla gabbia – Out of the cage – Anthony De Mello


Uscire dalla gabbia
Ci è stato insegnato a considerare noi stessi come dei contenitori vuoti, che hanno bisogno di essere gradatamente riempiti. A questo pensano la religione, l’educazione e i tanti condizionamenti che riceviamo in continuazione dalla società e, in generale, dall’ambiente che ci circonda. «Non far questo perché è peccato». «Non dire quello perché non sta bene». «Non fare quell’altro perché è sconveniente».
Quante proibizioni riceviamo fin dall’infanzia! E quante ingiunzioni a fare invece tante altre cose, soltanto perché la morale comune, la moda, l’etichetta, gli usi e costumi richiedono quel determinato comportamento. Siamo come ingabbiati, imprigionati in una rete di “fare” e “non fare”, “dire” e “non dire”, perfino “pensare” e “non pensare”.
Questa rete è stata costruita da altri esseri umani che si sono arrogati il diritto di decidere, stabilire certe norme e sono stati poi così in gamba da farsi ubbidire un po’ da tutti. Così sono nate le consuetudini di vita comune, sia a livello fisico che psicologico e perfino spirituale. Siamo in prigione e ci siamo ormai abituati così bene al nostro stato di prigionieri che non pensiamo neppure alla possibilità di essere liberi padroni di noi stessi e delle nostre scelte.
Tratto da “Il Pensiero Positivo” — di Anthony De Mello

Out of the cage
We have been taught to regard ourselves as empty containers, which need to begradually filled. To think that religion, education and the many influences thatcontinually receive from society and, in general, the environment that surrounds us.”Do not do this because it is sin.” “Do not say that because it is not good.” “Do not do that other because it’s inconvenient.”
How many prohibitions we receive from childhood! And how many injunctions to domany other things instead, only because the common morality, fashion, etiquette,customs and traditions require that specific behavior. We’re like caged, imprisonedin a network of “doing” and “don’ts”, “say” and “say no”, even “think” and “not thinking”.
This network was built by humans who have arrogated to themselves the right to decide, to establish certain standards and have been so good to be obeyed a bit ‘all. Thus arose the custom of common life, both physically and psychologically and even spiritually. We are now in jail and we used so well to our state of the prisoners who do not even think about the possibility of being free, masters of ourselves and our choices.
Taken from “The Positive Thinking” – by Anthony De Mello

Formazione – Training – Thich Nhat Hanh


Formazione

La formazione è necessaria per amare correttamente, ed essere in grado di dare felicità e gioia, si deve praticare il guardare in profondità diretti verso l’altra persona che si ama. Perché se non si comprende questa persona, non si può amare in modo corretto. La comprensione è l’essenza dell’amore. Se non riesci a capire, non puoi amare. Questo è il messaggio del Buddha.

[Vero Amore. Una pratica per risvegliare il cuore.]

Thich Nhat Hanh
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Training

Training is needed in order to love properly; and to be able to give happiness and joy, you must practice DEEP LOOKING directed toward the other person you love. Because if you do not understand this person, you cannot love properly. Understanding is the essence of love. If you cannot understand, you cannot love. That is the message of the Buddha.

[True Love. A Practice for Awakening the Heart.]

Thich Nhat Hanh

Coscienza cosmica – Cosmic Consciousness – Paramahansa Yogananda


Coscienza cosmica

Il Maestro parlava carezzevolmente, desideroso di confortarmi. Il Suo sguardo calmo era impenetrabile. “Il desiderio del tuo cuore sarà esaudito”. Raramente Sri Yukteswar si permetteva di parlare per enigmi. Ero confuso. Mi toccò lievemente il petto, sopra il cuore.
Il mio corpo divenne immobile e come radicato al suolo. Non respiravo più, come se un immenso magnete avesse ritirato l’aria dai miei polmoni. Anima e mente perdettero all’istante i loro vincoli fisici e uscirono come un’ondata di fluida e penetrantissima luce da ogni mio poro. La carne era come morta, eppure nella mia intensa consapevolezza sentivo che mai, prima d’allora, ero stato pienamente vivo.
Il mio senso di identità non era più limitato da un corpo, ma abbracciava tutti gli atomi circostanti. La gente in strade lontane sembrava si muovesse dolcemente nella mia remota periferia. Le radici delle piante e degli alberi mi apparivano attraverso un’opaca trasparenza del suolo; distinguevo il fluire della loro linfa.
Tutto quello che mi era vicino era nudo davanti a me. La mia abituale visione frontale s’era mutata in una vasta vista sferica che percepiva tutto simultaneamente. Attraverso la parte posteriore della mia testa, vedevo le persone camminare lontano sulla via Rai Ghat e mi accorsi anche di una mucca bianca che si avvicinava lentamente; quando giunse sullo spiazzo dinanzi al cancello aperto dell’ashram, la osservai come con i miei occhi fisici. Quando passò dietro il muro di mattoni del cortile, la vidi ancora con perfetta chiarezza.
Tutti gli oggetti nel raggio della mia visuale panoramica tremolavano e vibravano come figure sullo schermo. Il mio corpo, quello del Maestro, il cortile dai pilastri, i mobili e il pavimento, gli alberi e i raggi del sole a volte si agitavano con violenza sino a che tutto si fondeva in un mare luminoso, come cristalli di zucchero messi in un bicchiere d’acqua si sciolgono dopo essere stati agitati. La luce unificatrice si alternava con le materializzazioni delle forme, e le metamorfosi rivelavano la legge di causa e effetto presente nella creazione.
Un’oceanica gioia scoppiò sulle rive calme infinite dell’anima mia. Realizzai che lo Spirito di Dio è inesauribile Beatitudine. Il Suo corpo è fatto di innumerevoli tessuti di luce. Una luce gloriosa che si espandeva sempre più dentro di me cominciò ad avviluppare città, continenti, la terra, i sistemi solari e stellari, le tenui nebulose e i fluttuanti universi. L’intero cosmo dolcemente luminoso, simile ad una città che si scorga lontana nella notte, scintillava nell’infinità del mio essere. L’abbagliante luce al di là dei profili sferici acutamente incisi si attenuava un poco agli estremi limiti, dove potevo scorgere una morbida radiazione che non diminuiva mai. Essa era indescrivibilmente sottile; i quadri planetari erano formati da una luce più densa.
La divina diffusione di raggi scaturiva da un’Eterna Sorgente che fiammeggiava in galassie, trasfigurate da auree ineffabili. Incessantemente vedevo i raggi creatori condensarsi in costellazioni e poi risolversi in lembi di trasparente fiamma; con ritmica inversione, miriadi di mondi si tramutavano in diafana luminescenza; poi il fuoco divenne firmamento.
Conobbi il centro dell’empireo quale punto di percezione intuitiva nel mio cuore. Uno splendore irradiante sorgeva dal mio nucleo e si distendeva su ogni parte della struttura universale. La divina amrita, nettare dell’immortalità, pulsava attraverso me con una fluidità d’argento vivo. Udii la Voce creativa di Dio risuonare come Om, la vibrazione del motore Cosmico.
A un tratto l’aria ritornò nei miei polmoni e respirai di nuovo. Con una delusione quasi insostenibile, capii di aver perduto la mia immensità infinita. Di nuovo ero costretto nella umiliante gabbia di un corpo, che difficilmente si adatta allo spirito. Come un figliol prodigo ero fuggito dalla mia casa macrocosmica e avevo imprigionato me stesso in uno stretto e meschino microcosmo.
Il mio Guru era immobile dinanzi a me. Stavo per prostrarmi ai suoi sacri piedi, pieno di gratitudine per quell’esperienza di coscienza cosmica così a lungo e appassionatamente cercata. Egli me lo impedì e parlò con calma e semplicità: “Non devi troppo inebriarti d’estasi. Molto lavoro ti resta ancora da fare nel mondo. Vieni, spazziamo il balcone, poi andremo a passeggiare sulle sponde del Gange”.

Paramahansa Yogananda


Cosmic Consciousness

The Master spoke caressingly, wanting to comfort me. His calm gaze was unfathomable. “The desire of your heart will be fulfilled.” Sri Yukteswar seldom allowed himself to speak in riddles. I was confused. I lightly touched his chest, over his heart.
My body became still and somehow rooted to the ground. I breathed no more, as if a huge magnet had withdrawn the air from my lungs. Soul and mind instantly lost their physical constraints, and came as a wave of fluid and light from my every pore penetrantissima. The meat was as if dead, yet in my intense awareness I felt that never before had I been fully alive.
My sense of identity was no longer limited by a body, but embraced all the surrounding atoms. People on distant streets seemed to be moving slowly in my remote periphery. The roots of plants and trees appeared to me through an opaque transparency of the soil could make out the flow of their sap.
All that was near me was naked in front of me. My ordinary frontal vision had turned into a vast spherical sight he perceived all at once. Through the back of my head, I saw people walking out on the road Rai Ghat and I noticed also a white cow who approached slowly, and when he arrived in the courtyard before the gates opened the ashram, as I watched with my physical eyes . When he passed behind the brick wall of the courtyard, I saw her again with perfect clarity.
All objects within my panoramic view trembled and vibrated like figures on the screen. My body, that of the Master, the pillared courtyard, the furniture and the floor, the trees and the sun sometimes violently agitated until all melted into a bright sea, like sugar crystals placed in a glass of water dissolve after being shaken. The unifying light alternated with materializations of form, and the metamorphoses revealing the law of cause and effect present in creation.
Un’oceanica joy broke out on the calm endless shores of my soul. I realized that the Spirit of God is inexhaustible bliss. Your body is made up of countless tissues of light. A glorious light that spread more and more inside of me began to envelop towns, continents, earth, solar and stellar systems, tenuous nebulae, and the floating universes. The entire cosmos, gently luminous, like a city that sees it far into the night, shining in the infinitude of my being. The dazzling light beyond the sharply etched spherical profiles ebbed a little to the extreme limits, where I could see a soft radiation that never decreases. It was indescribably subtle; the planetary pictures were formed by a light denser.
The spread of the divine rays sprang from an Eternal Source, which blazed into galaxies, transfigured with ineffable auras. I saw the rays incessantly creators condense into constellations, then resolve to strips of transparent flame with rhythmic inversion, myriads of worlds are transformed into translucent glow, then the fire became firmament.
I knew the center of the empyrean as a point of intuitive perception in my heart. A glow radiating from my core and stood on stretched every part of the universal structure. The divine amrita, the nectar of immortality, pulsed through me with a quicksilver fluidity. I heard the voice of God’s creative sound like Om, the vibration of the Cosmic Motor.
Suddenly the air back into my lungs and breathed again. With a disappointment almost unbearable, I realized I had lost my infinite immensity. Again I was forced into the humiliating cage of a body, which hardly fits the spirit. Like a prodigal son had run away from my macrocosmic home and imprisoned myself in a strait and narrow microcosm.
My guru was still in front of me. I was going to prostrate myself at his holy feet, full of gratitude for the experience of cosmic consciousness for so long and passionately sought. He would not let me and spoke quietly and simply: “You do not have too intoxicated with ecstasy. Much work remains to be done to you in the world. Come, sweep the balcony, then go for a walk on the banks of the Ganges.”

Paramahansa Yogananda

Respiri d’anima – Breaths of soul


🌸Respiri d’anima🌸

Un viaggio ha sempre
tante tappe,
capacità di cogliere
sfumature uniche
ed il viaggio interiore,
espresso con la poesia
è scoperta e manifestazione
che sarebbe incompleta
se credessimo di possedere
un’unica verità e prospettiva,
dimenticando come ogni persona,
ogni lettura degli altrui sentimenti,
sia una meravigliosa opportunità
di scambio e crescita.
Leggere poesie è accogliere con gioia
colori sempre vivi e scriverne
è offrire i propri respiri d’anima.

16.11.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Breaths of soul

A trip always has
many stages,
ability to grasp
unique shades
and the inner journey,
expressed with poetry
it is discovery and manifestation
which would be incomplete
if we believed we had
a single truth and perspective,
forgetting how each person,
every reading of other people’s feelings,
be a wonderful opportunity
of exchange and growth.
To read poems is to welcome with joy
colors always alive and write about them
is to offer one’s soul breaths.

16.11.2021 Poetyca

8 dicembre: Immacolata Concezione di Maria


8 dicembre: Immacolata Concezione di Maria

Aspetti storici e teologici del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, che spesso viene confuso con il concepimento verginale di Cristo.

L’Immacolata Concezione di Maria è un dogma della Chiesa Cattolica, proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX. Come la maggior parte dei dogmi, tuttavia, anche questo non introduce alcuna novità, ma viene a “certificare ufficialmente” e formalmente una realtà già ampiamente riconosciuta e di antica tradizione.
Già gli antichi Padri della Chiesa d’Oriente, nell’esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano senza alcun dubbio al di sopra del peccato originale. L’avevano chiamata: “Intemerata, incolpata (nel senso di “senza colpa”), bellezza dell’innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non- avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata “.
L’indicare il dogma dell’Immacolata Concezione come una “invenzione del 1800″ è un clamoroso falso storico, poichè la tradizione di Maria Immacolata e senza peccato risale ai primi secoli del cristianesimo. Papa Pio IX ha solo “certificato” e ufficializzato tale lunga ed affermata tradizione.
Con questo dogma dell’Immacolata Concezione di Maria si vuole infatti indicare quelparticolare privilegio in virtù del quale la Madonna, piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte di Cristo, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale.
Al contrario di come molti erroneamente pensano, la festa dell’Immacolata Concezione dell’8 dicembre si riferisce al concepimento “immacolato” di Maria e non al concepimento verginale di Gesù.
Spesso parlando dell’Immacolata Concezione ci si sofferma esclusivamentesull’assenza del peccato originale, mentre è anche molto importante evidenziare l’aspetto della pienezza di grazia che questo singolare privilegio ha comportato per la Madonna (come recitiamo nell’Ave Maria). In virtù del suo immacolato concepimento, Maria è l’unica creatura che ha vissuto davvero in pienezza la propria esistenza secondo il piano di Dio, l’unica che ha sempre amato Dio profondamente e in modo pieno sopra ogni cosa.
Come tutti i dogmi mariani, anche quello dell’Immacolata Concezione di Maria non è un fatto a sé stante, isolato dal piano divino della salvezza, ma al contrario si inserisce profondamente e marca in modo evidente il disegno salvifico di Dio, che prevede innanzitutto l’incarnazione redentrice di Cristo, grazie alla quale tutti sono gratuitamente salvati dall’amore di Dio. La liberazione dal peccato originale e la pienezza di grazia di cui è rivestita Maria, sin dal primo istante di vita, non sono frutto della sua fede o di qualche altro suo merito, ma solo dono gratuito di Dio.
Nell’enciclica mariana “Ineffabilis Deus” si può leggere in sintesi il contenuto ufficiale del dogma:

« (…) affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli. »

Come si può notare, non si afferma solamente che Maria è l’unica creatura ad essere nata priva del peccato originale – e ciò fin da nove mesi prima della sua nascita, e cioè al momento del suo concepimento da parte di sua madre, Sant’Anna – ma aggiunge altresì che la Madre di Dio, sempre per speciale privilegio, non ha commesso nessun peccato in tutta la sua vita.


Le vicende storiche della proclamazione del dogma richiamano le apparizioni di Lourdes dove la Madonna, a pochi anni di distanza, si sarebbe presentata aBernadette Soubirous con la frase “Io sono l’Immacolata Concezione“, il cui significato era del tutto oscuro alla piccola Bernadette.
http://guide.supereva.it/religione_cattolica/interventi/2009/11/8-dicembre-immacolata-concezione-di-maria

Lo sguardo – The look – Jeanne de Salzmann


occhidonna

Lo Sguardo
Jeanne de Salzmann

Il pensiero oggettivo è lo sguardo dall’Alto.
Uno sguardo libero, lo sguardo che vede.
Senza questo sguardo posto su di me e che mi vede, la mia vita è la vita di un cieco che va dove lo spinge l’impulso senza sapere nè come nè perchè.
Senza questo sguardo posato su di me non posso sapere che esisto.
Io ho il potere di elevarmi al di sopra di me stesso e di vedermi liberamente, di essere visto. Posso far sì che il mio pensiero non sia asservito: per questo è necessario che si distacchi da tutte le associazioni che lo tengono prigioniero, passivo, occorre che tagli i fili che lo tengono legato a tutte queste immagini, a tutte queste fome; occorre che si liberi dall’attrazione costante del sentimento. Occorre che il pensiero senta il potere che ha di resistere a questa attrazione, di vederla mentre esso si eleva progressivamente al di sopra. In questo movimento il pensiero diviene attivo, si attiva purificandosi; acquista così uno scopo, uno scopo unico: pensare “Me”, realizzare “chi sono io”, entrare in questo mistero.
Diversamente i pensieri non sono altro che oggetti, occasioni di schiavitù, reti nelle quali il pensiero reale perde il suo potere di oggettività e di attività volontaria. Offuscato da parole, immagini e forme che lo sollecitano, il pensiero perde la sua facoltà di vedere, perde il senso del Me.
Allora non sono altro che un organismo alla deriva, un corpo privo di intelligenza. Senza sguardo sono costretto a tornare all’automatismo e alla legge dell’accidente. Questo sguardo allo stesso tempo mi colloca e mi libera. E nei miei migliori momenti di raccoglimento accedo ad uno stato nel quale mi è dato di conoscere, di sentire il
beneficio di questo sguardo che discende su di me, che mi abbraccia.
Mi sento sotto la luce, sotto lo splendore di questo sguardo.
Ogni volta il primo passo è il riconoscimento di una mancanza; sento la necessità di un pensiero, la necessità di un pensiero libero rivolto verso di me, così che io possa prendere realmente coscienza della mia esistenza. Un pensiero attivo il cui unico scopo, l’unico oggetto è Me … ritrovare Me.
Questa è la mia lotta: una lotta contro la passività del mio pensiero. Una lotta senza la quale nulla di più cosciente potrà trovare posto, nè potrà nascere. E’ una lotta per uscire dall’illusione del “me” nella quale vivo, per avvicinarmi a una visione più reale. Nel cuore di questa lotta un ordine, una gerarchia si crea nel caos: si rivelano due piani, due mondi. Finchè non esiste che un solo piano non può esserci visione. Il riconoscimento di un altro livello, questo è il risveglio del Pensiero.
Senza questo sforzo, il pensiero ricade in un sonno popolato di parole, di immagini, di rigide nozioni, di un sapere approssimativo, di sogni, di agitazione. E’ il pensiero di un uomo senza intelligenza. E’ terribile rendersi conto improvvisamente di aver vissuto senza un pensiero proprio, indipendente, senza intelligenza, senza nulla che possa vedere ciò che è reale. Quindi senza legame col mondo dell’Alto.
E’ nella mia essenza che raggiungo colui che vede.
Se potessi restare lì, sarei alla sorgente di qualcosa di unico, di stabile, alla sorgente di ciò che non cambia.
Questo testo del 23 luglio 1958 è stato estratto da un quaderno di Jeanne de Salzmann e pubblicato
con l’autorizzazione del dottor Michel de Salzmann
da George Ivanovitch Gurdjieff – Dossier H
vol. I, pagg. 13-15
Edizioni Riza
The Look
Jeanne de Salzmann
The objective thinking is the view from on high.
A free look, the look that you see.
Without this place look at me and see me, my life is the life of a blind man who goes where it pushes the impulse nor without knowing how or why.
Without that look upon me I can not know that I exist.
I have the power to rise above myself and see myself freely, to be seen. Can I make my mind is not enslaved: for this it is necessary to separate it from all the associations that hold it captive, passive, must cut the threads that keep him tied to all of these images, all these fome; must you are free to attraction constant feeling. It is important that the thought feel the power it has to resist this attraction, to see it as it rises progressively above. In this movement thought becomes active, it enables purified, thus acquires a purpose, a unique purpose: to think “I” realize “who am I”, enter into this mystery.
Unlike the thoughts are nothing more than objects, opportunities for slavery, networks in which the real thought loses its power of objectivity and voluntary activity. Obscured by words, images and forms that solicit, thought loses its ability to see, loses the sense of Me
Then there are more than a body adrift, a body without intelligence. Without eyes I’m forced to go back to the machine and the law of the accident. This look at the same time puts me and frees me. And in my best moments of recollection I sign in to a state in which I am given to understand, to feel the
benefit of this look that comes down on me, hugs me.
I am in the light, in the splendor of this look.
Every time the first step is the recognition of a lack, I feel the need for thought, the need for free thought turned towards me, so I can really take consciousness of my existence. An active thought whose sole purpose, the only object is Me … find Me
This is my struggle: a struggle against the passivity of my thoughts. A struggle without which nothing can be more conscious place, nor can be born. It ‘a struggle to exit the illusion of “me” in which I live, to get closer to a more real. In the heart of this struggle an order, a hierarchy is created in the chaos reveal two floors, two worlds. As long as there is only one plan can not be vision. The recognition of another level, this is the awakening of thought.
Without this effort, the thought falls into a sleep filled with words, images, rigid notions of approximate knowledge, dreams, agitation. It ‘s the thought of a man without intelligence. It ‘terrible suddenly realize that they have lived without a thought of his own, independent, no intelligence, nothing that I can see what is real. So no link with the world of the High.
E ‘in my essence I reach the seer.
If I could stay there, I would be the source of something unique, stable, the source of what does not change.
This text of 23 July 1958 has been extracted from a book of Jeanne de Salzmann and published
with the permission of Dr. Michel de Salzmann
by George Ivanovitch Gurdjieff – Dossier H
vol. I, p. 13-15
Riza editions

Discorso sulla amorevole gentilezza – Metta prayer


Discorso sulla amorevole gentilezza

Cosi dovrebbe agire chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:

essere solerte, retto e sincero,

cortese nel parlare, gentile e umile,

dalla vita frugale, non gravato da impegni,

sereno, soddisfatto con poco,

calmo e discreto,

non altero od esigente.

E non fare ciò che i saggi disapprovano.

Che tutti gli esseri vivano felici e sicuri,

tutti, chiunque essi siano:

deboli o forti,

lunghi o possenti,

alti, medi o minuscoli,

visibili e non visibili,

vicini e lontani,

gia’ nati o ancora non nati.

Che tutte le creature siano felici!

Che nessuno inganni l’altro,

ne’ lo disprezzi,

ne’ con odio o ira

desideri il suo male.

Come una madre con la sua vita

protegge il suo figlio, il suo unico figlio;

cosi’ con cuore aperto

si abbia cura di ogni essere,

irradiando benevolenza sull’universo intero,

in alto verso il cielo, in basso verso gli abissi,

in ogni luogo senza limitazioni,

liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando, seduti o distesi,

sempre quando si e’ svegli,

mantenere desta questa consapevolezza:

tale e’ la sublime dimora.

Il puro di cuore, non legato ad opinioni,

dotato di chiara visione,

liberato da brame sensuali,

di certo non tornera’ a nascere in questo mondo.

Metta Prayer.

The following prayer, adapted from a lecture by The Buddha, is an all-encompassing and powerful prayer to repeat to yourself:

In order that I may be skilled in discerning what is good, in order that I may understand the path to peace,

Let me be able, upright, and straightforward, of good speech, gentle, and free from pride;Let me be contented, easily satisfied, having few duties, living simply, of controlled senses, prudent, without pride and without attachment to nation, race, or other groups.

Let me not do the slightest thing for which the wise might rebuke me. Instead let me think:“May all beings be well and safe, may they be at ease.

Whatever living beings there may be, whether moving or standing still, without exception, whether large, great, middling, or small, whether tiny or substantial,Whether seen or unseen, whether living near or far,

Born or unborn; may all beings be happy.

Let none deceive or despise another anywhere. Let none wish harm to another, in anger or in hate.”

Just as a mother would guard her child, her only child, with her own life, even so let me cultivate a boundless mind for all beings in the world.

Let me cultivate a boundless love for all beings in the world, above, below, and across, unhindered, without ill will or enmity.

Standing, walking, seated, or lying down, free from torpor, let me as far as possible fix my attention on this recollection. This, they say, is the divine life right here.

Luce – Light


Luce

Ecco la tua meraviglia
forza che esalta
e mai abbandona nell’oceano
di un nulla che spaventa

Porta aperta all’infinito
che restituisce senso
nel respiro di attimi
densi di mistero
e sogno ancora di trovare
oltre questa nebbia
che confonde con ombre e paure
la tua presenza

Luce che accompagni
i passi incerti di un giorno
che sta nascendo
mentre la notte muore
regalami la vita
che sento vibrare dentro
e non m’ingannare
perchè io ancora ti credo

01.09.2004 Poetyca

Light

Here is your wonder
force that exalts
and never abandons into the ocean
of a nothing that frightens

Door open to infinity
which returns meaning
in the breath of moments
full of mystery
and still dream of finding
beyond this fog
that confuses with shadows and fears
your presence

Light that you accompany
the uncertain steps of a day
that is being born
as the night dies
give me life
that I feel vibrating inside
and do not deceive me
because I still believe you

01.09.2004 Poetyca

Vite – Lives – Paul Farmer


🌸Vite🌸

L’idea che alcune vite
contino meno di altre
è la radice di tutto ciò
che c’è di sbagliato
nel mondo.

Paul Farmer
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Lives

The idea that some lives
count less than others
is the root of it all
that’s wrong
in the world.

Paul Farmer

★ cღPoeti amici ღ★


Duetto

L’incarnato del cielo in agonia
velato dalle nuvole
s’imporpora.

La notte porge il viso silenziosa
ai baci e alle carezze
del tramonto.

Nella mia sera la tua bocca
s’imporpora di baci
e la notte lucente dei tuoi occhi
mi nutre dei tuoi sogni.

Marcello Comitini

Oltre – Beyond


🌸Oltre🌸

Libero volo
oltre le cortine di nubi
– per essere il ricercatore –
del senso profondo
di ogni emozione

17.11.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Beyond

Free flight
beyond the clouds
– to be the researcher –
of the profound sense
of every emotion

17.11.2021 Poetyca