La Meditazione – Meditation- Zoran e Milica Gruicic


La Meditazione (Zoran e Milica Gruicic)


BRANI TRATTI DAL LIBRO L’ESISTENZA SENZA TEMPO – ZORAN E MILICA GRUICIC

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LA MEDITAZIONE

La meditazione è un processo naturale, un qualcosa con cui si è nati; è l’essenza del nostro essere, la nostra natura.

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La meditazione è un processo naturale dell’individualizzazione della Coscienza, ovvero è lo spontaneo esprimersi della nostra essenza, di Dio
(Realtà, Assoluto, Sé, Essenza) in noi – del nostro Io.

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Per trovare la Verità, il modo più facile e anche l’unico è attraverso l’esperienza personale e la meditazione è un mezzo collaudato per raggiungere questo obbiettivo.

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La meditazione ha sostanzialmente due scopi:
1) permettere di giungere alla risposta: chi sono io?, ovvero – qual è la mia vera identità?
2) offrire la prova sull’esattezza della risposta ottenuta.

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Con la scoperta di non essere soltanto il corpo fisico, la mente e nemmeno la Coscienza, cessa la necessità di meditare e questo significa l’autorealizzazione, come stato dell’Essere nel quale si discerne costantemente la Realtà dall’illusione.

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L’autorealizzazione, quale scopo ultimo della meditazione è uno stato nel quale si ha la conoscenza di essere uno con Dio, e nel quale possiamo soltanto essere la propria meta e opera.

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Dunque, la certezza finale (”la prova”) la riceviamo nell’autoConoscenza nella quale si perde l’identità e non c’è ricordo, perché non c’è chi ricordi – siamo noi stessi la prova a noi stessi.

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Il concetto che sino al raggiungimento di questo stato ci siano una meta e una via attraverso la meditazione, è una spiegazione della mente, che deriva dallo sperimentare la separazione dell’uomo da Dio.

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Liberarsi dall’idea di separazione, e quindi dal “falso io”, attraverso la meditazione e poi liberarsi dalla stessa meditazione, porta all’eliminazione dell’ignoranza.

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Per questo, anche l’approccio alla meditazione deve essere integrale: la conoscenza e l’amore collegati all’azione.

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La ricerca si forma come espressione spontanea dell’impulso di autorealizzazione e si manifesta attraverso il chiedersi: Chi sono io?, Da dove provengo io? ecc. In sostanza si tratta dell’indagare su se stessi.

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L’”Io” (l’”Io sono”) è inscindibile dalla mente e si forma e scompare contemporaneamente a essa.

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Con il tempo, attraverso la pratica della meditazione, i pensieri si canalizzano, si riducono ad alcuni simili e infine ne rimane uno.

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È indispensabile meditare spesso e regolarmente sino a che lo stato provocato dalla meditazione non diventa abituale e ininterrotto durante tutta la giornata.

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Il lasciarsi andare porta all’eliminazione dei contenuti superflui della mente.

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Il lasciarsi andare non significa la perdita di concentrazione – attenzione, ma proprio la consapevolizzazione del processo nel quale “osserviamo” la formazione – durata – scomparsa di emozioni e pensieri. All’inizio questo processo di concentrazione esige sforzo, poi con il tempo lo sforzo scompare completamente.

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In meditazione si possono ricevere varie conoscenze e questo “subito” e “adesso”, ma non bisogna dimenticare che si tratta delle c.d. conoscenze relative, perciò limitate dal tempo e dallo spazio e trasmissibili ad altri, a differenza della c.d. conoscenza assoluta che, invece, non possiamo trasmettere, perché “noi” stessi siamo questa Conoscenza, nella quale non c’è soggetto (non c’è “io” e “noi”) e non c’è chi possa trasmetterla, e nemmeno a chi.

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Si può affermare che l’approccio alla meditazione deve portarci a scoprire, attraverso l’interrogazione, ciò che è distruttivo, per canalizzarlo ed eliminarlo (emozioni e idee distruttive), ovvero deve condurci a riconoscere
ciò che è costruttivo, per stimolarlo lasciandoci andare.

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Dobbiamo poi, abbandonare anche la ricerca e il lasciarsi andare, per essere uno con Dio.

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Nella fase iniziale di meditazione, quando il soggetto e l’oggetto sono divisi, si possono utilizzare tecniche di indirizzamento dell’attenzione verso gli oggetti esterni che aiutano a canalizzare i processi energetici-vibratori e portano la mente a calmarsi.

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Nella fase successiva bisogna comprendere che il soggetto e l’oggetto sono uno e che meditare sull’oggetto, indipendentemente che sia astratto o concreto, crea la sensazione di divisione, cioè di dualità, turbando lo
stato naturale di Unità.

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Così scompaiono gli oggetti esteriori (che non sono altro che proiezioni della nostra mente), quando l’osservatore (il testimone) e l’osservato – diventano uno.

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La mente non può annullarsi e trasformarsi da sola, ma quando si cerca la sua origine tramite la domanda chi sono io?, o attraverso domande simili, si trasforma spontaneamente.

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D’altra parte, se si medita con l’aiuto di constatazioni – “io sono Dio”, “io sono la Realtà”, “io sono”, e via dicendo, anche in questo modo la mente si trasforma spontaneamente attraverso il lasciarsi andare.

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È bene ricordare che bisogna stare attenti quando ci sono frequenti c.d. “esperienze estatiche” (fare esperienza della luce, separazione dal corpo…), perché sono un segnale di un attaccamento molto sottile alla mente.

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La purificazione si riferisce in sostanza alla purificazione della mente, perché la purificazione del corpo attraverso il digiuno, l’aiuto di diversi esercizi (posizioni yoga, sistemi di respirazione), l’utilizzo della fitoterapia e altri metodi simili, se non sono accompagnati dalla purificazione della mente sono soltanto processi secondari.

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I diversi metodi di astensione – rinuncia al cibo, al bere, al sesso… sono senza valore se non sono accompagnati dal “rinunciare – canalizzare” nella mente. La rinuncia può esserci soltanto in relazione all’”io”, e non nel rigettare gli oggetti esteriori.

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I processi più semplici si hanno quando ci rivolgiamo a Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé); essi portano di per sé alla canalizzazione delle emozioni e dei pensieri.

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È molto importante che le esperienze o le sensazioni che compaiono durante la meditazione come reazione all’interrogarsi, non si trasformino in riflettere.

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Ogni volta che compaiono altri pensieri o altre sensazioni sarebbe bene indirizzare ininterrottamente le proprie emozioni e i propri pensieri verso Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé) ripetendo – Io sono Dio, Io sono la
Realtà ecc., perché così canalizzeremo la mente.

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Si può dare un compito alla mente con la domanda – cos’è la mente? e lasciare semplicemente che i processi si svolgano. In questo modo, dopo un po’ si canalizzeranno le emozioni, i pensieri e le sensazioni superflue.

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Bisogna ricordare che i metodi, spesso utilizzati per aumentare la concentrazione – attenzione, che sono contemporaneamente anche metodi di purificazione, vedi la concentrazione sulla fiamma della candela, su un punto, sui simboli (triangolo, quadrato, cerchio, croce…), possono dare risultati soltanto inizialmente e nel breve periodo, e non offrono effetti durevoli.

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Meditation (Zoran and Milica Gruicic)

The passage of the novel TIMELESS EXISTENCE – ZORAN AND MILICA GRUICIC

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MEDITATION

Meditation is a natural process, something with which you were born, is the essence of our being, our nature.

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Meditation is a natural process of individualisation of Consciousness, which is the spontaneous expression of our essence, of God
(Reality, Absolute, Self, Essence) in us – our ego.

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To find the truth, the easiest way and the only one is through personal experience and meditation is a means tested to achieve this goal.

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Meditation has two basic purposes:
1) make it possible to arrive at the answer: Who am I?, Or – what is my true identity?
2) offer evidence as to the response.

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With the discovery of not only the physical body, mind and even consciousness, no longer the need to meditate and this means self-realization, as a state of Being in which we constantly discern reality from illusion.

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The self as the ultimate goal of meditation is a state in which you have the knowledge to be one with God, and which can only be your goal and work.

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Therefore, the final certainty (“test”) to receive nell’autoConoscenza in which identity is lost and there is no memory, because there are those who remember – we test ourselves to ourselves.

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The concept that up to achieve this state we are a destination and route through meditation, is an explanation of mind that comes from experiencing the separation of man from God

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Free themselves from the idea of separation, and then the “false self” through meditation and then escape from the same meditation, leading to the elimination of ignorance.

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Therefore, the approach must be integral to meditation: the knowledge and love connected to action.

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The research as a form of self-expression and spontaneous impulse manifested through the question: Who am I, Where I come from? etc.. In essence this is the suspect on themselves.

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The ‘I’ (l ‘”I am”) is inseparable from the mind and form and at the same time it disappears.

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Over time, through the practice of meditation, thoughts are channeled, are reduced to some such and then one is left.

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You must meditate often and regularly until it was caused by meditation becomes habitual and uninterrupted throughout the day.

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Letting go leads to the elimination of unnecessary content of the mind.

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Letting go does not mean the loss of concentration – attention, but their awareness in the process in which “observe” the
training – duration – the disappearance of emotions and thoughts. Initially this process of concentration requires effort, then with time the stress disappears completely.

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In meditation you may receive different knowledge and this “now” and “now”, but do not forget that this is the cd knowledge of, so limited by time and space and transmitted to others, unlike the CD absolute knowledge that, however, we can not pass because “we ourselves have this knowledge, in which there is no subject (no” I “and” us “) and there who can pass it, and
nor to whom.

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It can be argued that the approach to meditation must lead us through the question, what is destructive to channel and delete (destructive emotions and ideas), or must lead us to recognize
what is constructive to stimulate letting go.

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We then abandoning the search and let go, to be one with God

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In the initial phase of meditation, when the subject and object are divided, you can use techniques addressing attention to external objects that help to channel the vibrational-energy processes and bring the mind to calm down.

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The next step must understand the subject and object are one and meditate on the object, whatever it is abstract or concrete, creates a sense of division, that of duality, upsetting the
natural state of Oneness.

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Thus external objects disappear (which are nothing more than projections of our mind), when the observer (the witness) and the observer – become one.

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The mind can not vanish and be transformed by itself, but when it seeks its origin by the question who am I, or through similar questions, it becomes spontaneously.

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On the other hand, if you meditate with the help of observations – “I am God,” “I am the Reality”, “I am”, and so, in this way the mind naturally turns through the letting go .

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Remember that you should be careful when there are frequent CD “Ecstatic experience” (experience of light, separation from the body …), because they are a sign of attachment to the very subtle mind.

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The purification refers essentially to the purification of mind, because the purification of the body through fasting, the help of various exercises (yoga postures, breathing systems), the use of herbal medicine and other similar methods, if not accompanied by purification of the mind are only secondary processes.

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The different methods of abstention – renouncing food, drinking, sex … they are worthless unless they are accompanied by “give up – channel” in
mind. The waiver may be only in relation to the ‘I’, not in rejecting the external objects.

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The simple processes are when we turn to God (Reality, Absolute, Essence, Self); they bring itself to channeling of emotions and thoughts.

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It is very important that the experiences or feelings that occur during meditation as a reaction to the question, do not become thought.

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Every time they appear other thoughts or feelings would be good to other continuously address their emotions and thoughts to God (Reality, Absolute, Essence, Self) repeating – I am God, I am the
Reality etc.. Because that channel the mind.

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You can give a task to mind the question – what is mind? and simply let the processes take place. In this way, after a while ‘is channeling the emotions, thoughts and feelings unnecessary.

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It must be remembered that the methods are often used to increase the concentration – attention, which are simultaneously purification methods, see the concentration on the flame of the candle on one point, the symbols (triangle, square, circle, cross, …) can give initially and only results in the short run, and offer no lasting effects.

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