Archivio | 31/05/2022

Un sorriso – A smile


🌸Un sorriso🌸

In noi
il contenitore
che tutto racchiude:
Luce e sogno
forza e cuore
che spezza le catene
di ogni illusione.

Per noi
un bagliore in cielo
e il ritmo di un palpito
che è Vita
anche se non cogli il mistero

Per te
il sorriso della speranza
che in armonia danza
e offre musica e senso
del percorso da scoprire

18.01.2008 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸A smile

In us
container
that encompasses all:
Light and dream
strength and heart
who breaks the chains
any illusion.

For us
a glow in the sky
and the rhythm of a heartbeat
that is Life
though not grasp the mystery

For you
the smile of hope
in harmony dance
and offers music and sense
Path to discover

18.01.2008 Poetyca

Sullo stesso rigo – On the same staff


Sullo stesso rigo

Riflesso nello specchio
della sera
un momento vive ancora

Sussurro di voci
che si donano
attimi intessuti d’emozione

Vita raccontata
in intensi colori
con i riflessi soffusi
d’un danzante arcobaleno

Armonie si dispiegano
con la musica
e le eufonie
di anime intrecciate

Non esistono distanze
siamo note sullo stesso rigo
ed ogni palpito
è il nostro suono interiore
sullo spartito della vita

09.09.2003 Poetyca


On the same staff

Reflection in the mirror
Evening
a moment still lives

Whispering voices
who give themselves
woven moments of emotion

Life told
in intense colors
suffused with the reflections
dancing of a rainbow

Harmonies unfold
with music
and euphony
souls intertwined

There are no distances
notes are on the same staff
and each pulse
is our inner sound
on the score of life

09.09.2003 Poetyca

Mai temere – Never fear




🌸Mai temere🌸

Su asse d’equilibrio
sono i passi
per raggiungere
anime in viaggio

Attese e timore
specchiando
i nostri occhi
al centro del cuore

Tu avanza
e non temere
perché anche oggi
ogni palpito
è vita vera

20.09.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Never fear

On the axis of equilibrium
are the steps
to reach
traveling souls

Waits and fear
mirroring
our eyes
at the heart center

You advance
and fear not
because even today
every heartbeat
it’s real life

20.09.2021 Poetyca

Attesa – Wait




🌸Attesa🌸

Verità
accompagna
e scaccia
tutte le ombre

Palpito
indelebile
per chi aspira
solo alla Luce

E ad ogni passo
verso il vero
la polvere sarà
finalmente scossa

08.08.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Wait

Truth
accompanies
and drive away
all shadows

Throbbing
indelible
for those who aspire
only to the Light

And at every step
towards the truth
the dust will be
finally shaken

08.08.2021 Poetyca

Adagio in punta di piedi – Adagio on tiptoe


Adagio
in punta di piedi

Eccomi
leggera come piuma
ad attraversare
lo spazio del cuore
dove non è la polvere
a far smettere il palpito
di questa notte sublime

Ci sono
con passi di danza
in punta di piedi
in questa stanza vuota
che non distrae
e non alimenta illusione
dove tutto è soffice

Incanto
che sollecita
piccole onde concentriche
e brivido di un fresco universo
senza sapori o stanchezza
senza necessità di fuga
dove tutto si sprigiona

Aromi
che soffusi
solleticano e vorticano
come overture e piroette
in questo adagio
per cercare
la finestra in fondo alla stanza

Eccola
piccola insenatura
di stelle e vita
che regala con un sospiro
un lembo di amorevole
abbraccio di cielo
sino all’ultima stella

Sino all’alba
che non muore

20.08.2011 Poetyca


Adagio
on tiptoe

Here I am
light as a feather
to cross
space of the heart
where is not the dust
the throb to stop
of this night sublime

There are
with dance steps
on tiptoe
in this empty room
that does not distract
illusion and does not feed
where everything is soft

Charm
which calls for
small concentric waves
and thrill of a fresh universe
without taste or fatigue
no need to escape
where everything is released

Aromas
that suffused
and swirl tickle
as an overture and pirouettes
in this adage
to search
the window across the room

Here it is
little inlet
of stars and life
that gives a sigh
a strip of loving
embrace of Heaven
until the last star

until dawn
that does not die

20.08.2011 Poetyca

Attimo – Moment


🌸Attimo🌸

Pur desiderando
l’intensità della presenza,
della completezza,
tutto è fuggevole,
fino a quell’attimo fugace
che tutto trasmette.

05.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Moment

While wishing
the intensity of the presence,
completeness,
everything is fleeting,
until that fleeting moment
that everything transmits.

05.03.2022 Poetyca

Magia – Magic


🌸Magia🌸

Magia
in un gesto
e in una carezza
da accendere
luce negli occhi
anche senza parole
Tu lo riconosci
e lo scorgi intorno
e in ogni palpito
con il suo delicato
profumo d’amore

19.01.2019 Poetyca
🌸🌿🌸
🌸#Poetycamente
🌸 Magic🌸

Magic
in a gesture
and in a caress
to be turned on
light in the eye
even without words
You recognize it
and you see it around
and in every heartbeat
with its delicate
perfume of love

19.01.2019 Poetyca

Tramonto sul lago – Sunset on the lake


🌸Tramonto sul lago🌸

Voglio specchiarmi
in questo tuo riflesso
dove il cielo sopra noi
regala luci infuocate

Respiri di luce
e vita nuova
per accogliere
speranze mai sopite

05.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Sunset on the lake

I want to mirror myself
in this reflection of yours
where the sky above us
gives fiery lights

Breaths of light
and new life
to welcome
hopes never subsided

05.03.2022 Poetyca

Imparare – Learn – Mahatma Gandhi


🌸Imparare🌸

“Vivi come se dovessi morire domani.
Impara come se dovessi vivere per sempre.

Mahatma Gandhi
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Learn

“Live as if you were to die tomorrow.
Learn as if you were to live forever.”

Mahatma Gandhi

Tim Buckley Anthology


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=D9xFTX011O8]

Timothy Charles Buckley III nacque a Washington, figlio di Elaine, un’italoamericana, e di Tim Charles Buckley Jr., un pluridecorato della seconda guerra mondiale con origini irlandesi. Trascorse l’infanzia ad Amsterdam, cittadina industriale dello Stato di New York, dove ebbe i primi contatti con la musica: la madre era una fan di Miles Davis e il padre della musica country. Nel 1956 la famiglia si trasferì a Bell Gardens in California.[6]

A tredici anni imparò a suonare il banjo e con il compagno di scuola Dan Gordon formò un gruppo ispirato al The Kingston Trio. Entrò nella squadra di football americanodella scuola, dove coprì il ruolo di quarterback. Durante uno scontro di gioco si ruppe le prime due dita della mano sinistra. Non riottenne mai l’uso completo delle dita, tanto che non poté più suonare il barré e ciò lo costrinse a usare accordi estesi. Durante il periodo delle scuole superiori conobbe Larry Beckett, autore della maggior parte dei testi dei suoi primi brani, e Jim Fiedler. Il 25 ottobre del 1965, a diciannove anni, sposò la compagna di scuola Mary Guibert, dalla quale, un anno più tardi, ebbe un figlio, Jeff Buckley, nato il 17 novembre 1966. Anche egli, negli anni novanta, sarebbe divenuto un musicista.

Finita la scuola iniziò a esibirsi in diversi club di Los Angeles. In uno di questi spettacoli venne notato da Jac Holzman, proprietario della Elektra Records, che lo mise sotto contratto, permettendogli di pubblicare nel dicembre del 1966 il suo primo LP, l’omonimo Tim Buckley. In supporto al disco cominciò un lungo tour negli Stati Uniti, durante il quale partecipò anche allo show televisivo di Johnny Carson.[7]

Nel 1967, ancora per l’Elektra, pubblicò Goodbye and Hello, disco fortemente influenzato dal folk rock di Bob Dylan e dal rock psichedelico in auge in quegli anni. L’album è considerato dalla critica il primo dei suoi capolavori.[8] I brani I Never Asked to Be Your Mountain e Once I Was verranno reinterpretati dal figlio Jeff durante il concerto in memoria del padre, tenutosi a New York il 26 aprile del 1991. Un altro brano, Morning Glory, verrà reinterpretato dalla band britannica This Mortal Coil nell’album del 1986 Filigree & Shadow. Anche a questo disco fece seguito un lungo tour, che giunse anche in Europa, dove si esibì per lo show radiofonico di John Peel.

Nel 1969 uscì il terzo album, Happy Sad, influenzato questa volta più dal jazz, in particolare da Miles Davis, con brani più dilatati rispetto al disco precedente. Anche questo lavoro è ben valutato dalla critica, nonostante lo scarso successo di vendite.[9]

Nello stesso anno rescisse il contratto con l’Elektra, passando alla Straight Records di Frank Zappa e del produttore Herb Cohen. Per questa etichetta pubblicò Blue Afternoon (1969). Nel 1970 uscì per l’Elektra l’album Lorca, che venne registrato contemporaneamente a Blue Afternoon.[10] Proprio Lorca è generalmente considerato dalla critica come l’album di passaggio fra il “periodo folk” di Goodbye and Hello e Happy Sad a quello “psichedelico” del successivo Starsailor.[11]

Nel 1970 realizzò e diede alle stampe Starsailor, disco più vicino alla sperimentazione, considerato da molti critici il suo massimo capolavoro e indubbiamente uno dei più ardui esperimenti sul canto mai realizzati.[12]In questo album è presente il brano Song to the Siren, probabilmente il più famoso di Buckley, la cui reinterpretazione della band inglese This Mortal Coil sull’album It’ll End in Tears del 1984 riscuoterà notevole successo. Il brano verrà inoltre reinterpretato nel 2002 da Robert Plant sul suo album Dreamland, nel 2009 da John Frusciante su The Empyrean e nel 2010 da Sinéad O’Connor.

In seguito allo scarso successo commerciale dei suoi dischi, dopo la pubblicazione di Starsailor Buckley sospese temporaneamente l’attività musicale, cadendo preda della depressione e sviluppando una dipendenza per l’alcool e le droghe. Inoltre, si dedica ad altre attività, come il cinema, scrivendo sceneggiature e recitando nel film mai uscito Why?, di Victor Stoloff.[13]

Nel 1972 vi fu il ritorno sulle scene con l’album Greetings from L.A., che virò il suono verso il funk,[14] a cui fecero seguito nel 1973 Sefronia e nel 1974 Look at the Fool, due album considerati dalla critica come il punto più basso della sua produzione.[15][16]

Tim Buckley morì la sera del 29 giugno 1975 a Santa Monica, in California, per overdose di eroina e alcool.[17]

http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Buckley

 

Tim Buckley was born in Washington, D.C. on St. Valentine’s Day, to Elaine (née Scalia), an Italian American, and Timothy Charles Buckley Jr., a highly decoratedWorld War II veteran who was the son of Irish immigrants from Cork. He spent his early childhood in Amsterdam, New York, an industrial city approximately 40 miles northwest of Albany; at five years old he began listening to his mother’s progressive jazz recordings, particularly Miles Davis.

Buckley’s musical life began in earnest after his family moved to Bell Gardens in southern California in 1956. His grandmother introduced him to the work of Bessie Smith and Billie Holiday, his mother to Frank Sinatra and Judy Garland and his father to the country music of Hank Williams and Johnny Cash.[1] When the folk music revolution came around in the early 1960s, Buckley taught himself the banjo at age 13, and with several friends formed a folk group inspired by the Kingston Trio that played local high school events.[2]

During his initial high school years, Buckley was a popular and engaged student; he was elected to numerous offices, played on the baseball team and quarterbacked the football team.[3] During a football game he broke the first two fingers on his left hand, permanently damaging them. He later said that the injury prevented him from playing barre chords. This disability may have led to his use of extended chords, many of which don’t require barres.[4]

Buckley attended Loara High School in Anaheim, California,[5] which left him disillusioned. He quit football and cut classes regularly, focusing most of his attention on music instead. He befriended Larry Beckett, his future lyricist, and Jim Fielder, a bass player with whom he formed two separate musical groups, The Bohemians, who initially played popular music,[6] and The Harlequin 3, a folk group which regularly incorporatedspoken word and beat poetry into their gigs.[1]

In 1965, during French class, Buckley met Mary Guibert, one grade his junior. Their relationship inspired some of Buckley’s music, and provided him time away from his turbulent home life. His father had become unstable, angry and occasionally violent in his later years. He had suffered a serious head injury during the war; that, along with a severe work-related injury, was said to have affected his mental balance.[7]

Buckley and Guibert married on October 25, 1965, as Guibert believed she was pregnant.[3] The marriage angered Mary’s father and he did not attend the wedding; Buckley’s father attended, but joked to the priest, “I give it six months”. Shortly after the wedding Mary realized that she was not pregnant after all.

The marriage was tumultuous, and Buckley quickly moved out, but Mary soon became pregnant. After several months, Buckley found himself neither willing nor able to cope with marriage and impending fatherhood. From then on he and Mary only saw each other sporadically. They divorced in October 1966, about a month before their son Jeffrey Scott was born.[8]

By then, he and lyricist/friend Beckett had written dozens of songs; several were to appear on Tim’s debut album, Tim Buckley. “Buzzin’ Fly”, was also written during this period, and was featured on Happy Sad, his 1969 LP.[8]

Buckley’s ill-conceived college career at Fullerton College lasted only two weeks in 1965;[2][3] Buckley dropped out and dedicated himself fully to his music and to playing L.A. folk clubs. During the summer of 1965 he played regularly at a club co-founded by Dan Gordon. Later in the year he played various Orange County coffeehouses, such as the White Room in Buena Park, and the Monday night hootenannies at the famed Los Angeles Troubadour.[9] That year Cheetah Magazine deemed Buckley an up-and-comer, one of “The Orange County Three”, along with Steve Noonan and Jackson Browne.[1]

In February 1966, following a gig at L.A.’s It’s Boss, The Mothers of Invention‘s drummer Jimmy Carl Black recommended Buckley to Mothers manager, Herb Cohen. Cohen saw potential in Tim[2] and landed him an extended gig at the Nite Owl Cafe in Greenwich Village. Buckley’s new girlfriend, Jainie Goldstein, drove him cross-country to New York in her VW bug.[7] While living in the Bowery with Jainie, Buckley ran into Lee Underwood, and asked him to play guitar for him. From there, they became lifelong friends and collaborators.

Under Cohen’s management, Buckley recorded a six song demo acetate disc, which he sent to Elektra records owner Jac Holzman,[1][6] who offered him a recording contract.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Buckley

Una perla al giorno – Fratello David Steindl-Rast


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“La Pace!” l’angelo annunciò.
Ma la pace è altrettanto un’attività come un dono.
Solo se diventiamo calmi come la terra,
fluidi come l’acqua, e ardente come il fuoco
saremo in grado di elevarci al compito operatori di pace,
e l’aria si muoverà con la corsa delle ali degli angeli
che arrivano ad aiutarci. Questo è il motivo per cui vi auguro
quella grande quiete interiore che sola ci permette di parlare, ancora oggi,
senza ironia, di “pace sulla terra” e, senza disperazione, di lavorare per essa.

Fratello David Steindl-Rast, OSB
“Peace!” the angel announced.
But peace is as much task as gift.
Only if we become calm as earth,
fluid as water, and blazing as fire
will we able to rise to the task of peacemaking,
and the air will stir with the rush of wings of angels
arriving to help us. This is why I wish you
that great inner stillness which alone allows us to speak, even today,
without irony, of “peace on earth” and, without despair, to work for it.

Brother David Steindl-Rast, OSB