Archivio | 02/06/2022

Istruzioni per la vita – Instruction for life – Dr Rahula Walpola


Istruzioni per la vita

1. Prendi in considerazione il fatto che un grande amore e grandi risultati comportano un grande rischio.

2. Quando perdi, non perdere la lezione.

3. Segui le tre R: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, e
La Responsabilità per tutte le tue azioni.

4. Ricorda che non ottenere quello che vuoi a volte è un meraviglioso
colpo di fortuna.
5. Impara le regole in modo da sapere come infrangerle in modo corretto.

6. Non lasciare che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, prendi misure immediate per correggerlo.

8. Passa un po ‘di tempo da solo ogni giorno.

9. Apri le tue braccia al cambiamento, ma non perdere i tuoi valori.

10. Ricorda che il silenzio a volte è la migliore risposta.

11. Vivi una vita buona e onorabile. Poi, quando sarai vecchio e ricorderai il passato,sarai ingrado di godere una seconda volta.

12. Un atmosfera amorosa in casa è il fondamento della tua vita.

13. Nei litigi con chi ami, parla solo della corrente situazione. Non
rivangare il passato.

14. Condividi le tue conoscenze. È un modo per ottenere l’immortalità.

15. Sii gentile con la terra.

16. Una volta all’anno, visita un luogo dove non sei mai stato prima.

17. Ricorda che la migliore relazione è quella in cui il vostro amore per
l’altro supera il vostro bisogno dell ‘ altro.

18. Giudica il tuo successo da quello a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.
19. Approcciati all’ amore e alla cucina senza preoccupazioni.

Dr Rahula Walpola

Instruction for life

1. Take into account that great love and great achievements involve great risk.

2. When you lose, don’t lose the lesson.

3. Follow the three R’s: Respect for self; Respect for others; and Responsibility for
all your actions.

4. Remember that not getting what you want is sometimes a wonderful stroke of
luck.
5. Learn the rules so you know how to break them properly.

6. Don’t let a little dispute injure a great friendship.

7. When you realize you’ve made a mistake, take immediate steps to correct it.

8. Spend some time alone every day.

9. Open your arms to change, but don’t let go of your values.

10. Remember that silence is sometimes the best answer.

11. Live a good, honorable life. Then when you get older and think back, you’ll be
able to enjoy it a second time.

12. A loving atmosphere in your home is the foundation for your life.

13. In disagreements with loved ones, deal only with the current situation. Don’t
bring up the past.

14. Share your knowledge. It’s a way to achieve immortality.

15. Be gentle with the earth.

16. Once a year, go someplace you’ve never been before.

17. Remember that the best relationship is one in which your love for each other
exceeds your need for each other.

18. Judge your success by what you had to give up in order to get it.
19. Approach love and cooking with reckless abandon.

Dr Rahula Walpola

Amicizia – Friendship



Amicizia
L’amicizia è sentimento che io reputo sacro,
dove si cresce e si attraversano momenti significativi,
dove la lealtà, il rispetto, la capacità di cogliere
sfumature sottili, la riconoscenza tacita
e la cura verso l’altro, l’ascolto di suggerimenti
dettati dal bene che si vorrebbe per l’altro,
sono la cosa più preziosa che ci possa essere.

Parole, le mie, forse troppo idealiste, infatti è
davvero difficile incontrare persone dall’animo onesto
e capaci di mettere in discussione se stesse
per migliorarsi e per portare amorevolezza
e chiarezza in un rapporto che una volta
che nasce dovrebbe durare tutta la vita.

In amore si è molto coinvolti e non sempre
è facile mantenere equidistanza,
diventa infatti un evento naturale, che si pensi a
se stessi, anche se è spesso fonte di sofferenza.
Però l’amicizia che è compartecipazione profonda
è una cosa diversa, è il giusto sostegno,
la confidenza interiore capace di farci migliorare
di giorno in giorno perchè il vero amico è il nostro specchio.

Io tengo talmente tanto all’amicizia che se sapessi
di essere tradita, oppure che una mia amica venisse
calpestata, senza che lo meritasse ( tante le persone
che dietro la parola ” amicizia” usano gli altri!),
divento una vera guerriera a favore della lealtà e
della verità perchè non c’è cosa peggiore
dell’ipocrisia e della menzogna nel calpestare gli altri.

Poetyca

Friendship
Friendship is the feeling that I consider sacred,
where we grow and cross moments,
where loyalty, respect, understanding of
subtle nuances, the tacit recognition
and care to others, listening to suggestions
well that would be dictated by another,
are the most precious thing we can be.

Words, my, perhaps too idealistic, in fact is
really hard to meet people from the soul honest
and able to challenge themselves
to improve and to bring kindness
and clarity in a relationship that once
born should last a lifetime.

In love you are very involved and not always
it is easy to maintain equidistance,
it becomes a natural event that you think
themselves, although it is often a source of suffering.
But the partnership is deep anicizia
is different, it is the right support,
confindenza the interior capable of making us better
day by day because the true friend is our mirror.

I hold friendship so much that if I knew
being betrayed, or that a friend of mine was
trampled, without the deserved (many people
that the word “friendship” others are using?)
become a true warrior for the loyalty and
the truth because there is nothing worse
hypocrisy and lies in the other tread.

Poetyca

Occhio puro – Pure eye


Horus, Dio dalla testa di Falco, figlio di Iside e Osiride era considerato il Dio della preveggenza. Il suo occhio simboleggia la spietata acutezza dello sguardo giustiziere cui nulla sfugge. Grazie a lui Iside riuscì a vendicare il marito e a scacciare Seth, dando inizio al Regno dei Faraoni.
Secondo la mitologia l’occhio di Horus è l’occhio che “tutto vede” . Veniva impresso all’ingresso delle case, sui sarcofagi e sulle tombe, per contrastare il maligno o per proteggere il viaggio del defunto verso l’aldilà.

Nell’esoterismo egizio le figure terrene, non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma funzioni multiple di potenze che attivano un proprio sistema di significanti. Una delle più famose immagini egizie è l’Occhio di Horus nella quale si visualizza l’occhio magico che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la Duat, lo abbraccia trasmettendogli il potere della conoscenza, della consapevolezza e della trasformazione.

Nella rinascita l’Occhio di Horus vira su un piano superiore, anche nel dato numerico, lo smembramento di Osiride e questo processo è registrato nella sua polarizzazione, come mostra il Duplice Occhio di Horus ai lati di Osiride risorto con Corona Atef, nella tomba di Sennedjen, XIX dinastia.

 

 

 

Horus, the falcon-headed God, son of Isis and Osiris was considered the god of foresight. His eye symbolizes the grim avenger acuteness of vision which nothing escapes. Thanks to him, Isis was able to avenge her husband Seth and cast, starting the Kingdom of the Pharaohs.
According to mythology the eye of Horus is the eye that “sees everything”. He was impressed at the entrance of the houses on the sarcophagi and tombs in order to counter the evil or to protect the deceased’s journey to the afterlife.

 

Egyptian esotericism earthly figures, no images match reality, but multiple functions of powers that enable its own system of signifiers. One of the most famous images is the Egyptian Eye of Horus in which you see the magic eye to Osiris, once replenished the members dispersed by Seth, thanks to the work of Isis and Neftis, gives to his son Horus when, emerging from the world the veiled light, the Duat, embraces the power of imparting knowledge, awareness and transformation.

In the Eye of Horus turns rebirth on a higher plane, even in numerical data, the dismemberment of Osiris, and this process is recorded in its polarization, as shown in the Dual Eye of Horus on the sides of Osiris risen with Atef Crown, in the tomb of Sennedjen, Dynasty XIX.

 

Occhio puro – retta visione


Escludendo il mondo esterno, con lo sguardo fisso tra le sopracciglia, i respiri affluenti ed effluenti che fluiscono regolari per le narici, con i sensi, la mente e l’intelletto sotto controllo, giunto alla meta della liberazione, il muni (saggio), gettati via desiderio, paura e ira, è per sempre libero.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato”.
(Matteo, 6, 22)

(E’ da presumere che le Bibbie più antiche dicessero proprio “occhio singolo”, forma che si trova nella Bibbia di Martin Lutero e ancor oggi nelle traduzioni greche e inglesi. Più tardi, non comprendendo il vero significato della parola, i traduttori cambiarono “singolo” in “semplice” e poi ancora in “puro” N.d.T.). Durante la meditazione profonda, l’occhio unico o spirituale diventa visibile nella parte centrale della fronte. Le scritture si riferiscono in vari modi a questo occhio onnisciente: quale terzo occhio, stella d’Oriente, l’occhio interiore, la colomba che scende dal cielo, l’occhio di Shiva, l’occhio dell’intuizione, ecc.

Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1971, p. 153

Il corpo fisico ha due occhi – positivo e negativo – a causa della legge della relatività. Il corpo astrale ha soltanto un occhio, variamente chiamato: occhio spirituale, occhio singolo (dalla Bibbia cristiana), terzo occhio (dalla Bibbia indù), stella dell’est, stella di saggezza, colomba che discende dal cielo, occhio interiore, occhio intuitivo, occhio di Shiva, stella attraverso cui vedono i saggi, ecc. Quando fu battezzato dallo Spirito Santo, Gesù lo percepì come un suono cosmico o Cielo, e vide l’occhio spirituale come una colomba.

Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda. Volume primo. Edizioni Vidyananda

L’insegnamento giunge solo a indicare la via; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere. … E’ necessario che l’occhio si faccia uguale all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. … Il tuo occhio interiore ha dinnanzi a se una grande bellezza. Ma se cerchi di contemplarla con un occhio ammalato o non pulito, o debole, avrai troppa poca energia per vedere gli oggetti più brillanti e non vedrai nulla, anche se sei dinnanzi ad un oggetto che può essere visto.

Sophia – Plotino. (Commento: qui Sophia potrebbe essere quindi intesa come la saggezza di colui che osserva con occhio singolo, lo stesso che talvolta si scorge durante la meditazione).

Quando la mente si concentra,prima o poi si manifesta un segno.
Questo non e’ per tuttiil medesimo.
Per alcuni potra’ essere una forma come una stella,un diadema di gemmeo un filo di perle.
Altri lo avvertiranno come un fior di loto,la ruota di un carro,il disco della luna,il disco del sole.
Se appare un segno luminoso,non bisogna cominciare a pensarci ne’ dargli attenzione diretta.
Il segno e’ originato dalla percezione.
Percio’ bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

(Visuddhi Magga)

Non identificatevi … siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. … anche l’opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.
… focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza …

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 90 e seg.

Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio delimitato nel vostro corpo fisico. E’ lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete conosciuto l’immortale. Allora non c’è più alcuna morte.

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 217

Se per un’ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.

Rajneesh (Osho) – Il libro arancione, Mediterranee, 1983, p.109

I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l’onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell’intuizione dell’anima. Questa è la vera “sfera di cristallo” in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell’universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel “terzo occhio” e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l’occhio spirituale. La pratica dello Yoga aiuta l’aspirante ad aprire l’occhio singolo della coscienza intuitiva.
L’intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il “sesto senso”. Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l’intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.

Paramahansa Yogananda, L’eterna ricerca dell’uomo. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32

Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare un devoto a Dio?, s’informò uno studente.”Si”, disse il Maestro. “Una via rapida e sicura che porta all’infinito è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza Cristica fra le sopracciglia”.

Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1970, p. 66

Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti, ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, verrà l’abilità di immergervi più profondamente. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso istantaneamente il Centro Cristico (l’occhio spirituale, nella fronte fra le ciglia).
(Paramahansa Yogananda

Ora, vedete, nessun Gesù Cristo viene dall’esterno dentro la visione di nessuno. Nessun Rama, Nessun Krishna, nessun Buddha, nessun Baba Faqir si manifesta da fuori a nessuno. Queste visioni sono fenomeni provocati dalle impressioni e dalle suggestioni che il devoto ha già accolto nella propria mente. Queste impressioni e suggestioni gli appaiono come un sogno. Ma nessuno viene da fuori. Questa è la pura verità.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

Gli illusi non vedono l’anima quando lascia il corpo e nemmeno quando ci abita dentro. Non si può veder l’anima mentre si gode degli oggetti dei sensi o si agisce mossi dall’attaccamento alle passioni, all’ignoranza o alla purezza. Solo coloro che hanno l’occhio della saggezza vedono.

(Bhagavad Gita 15:10)

Se uno tenesse la propria mente costantemente concentrata nel punto fra le sopracciglia (nel Centro Cristico), vedesse l’occhio spirituale e gli comandasse di ricaricare il corpo d’energia, esso lo farebbe. Facendo questo, la gente smetterebbe d’invecchiare

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyananda

Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile, il secondo corpo, quello interiore.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 150

Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente. … Per questo le Upanishad dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E’ una luce senza sorgente.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 169, 170

La prima delle otto vie fondamentali del Nobile ottuplice sentiero è la Retta Visione per cui si contempla la realtà così com’è, senza inquinarla coi propri complessi inconsci, abitudini inveterate, pregiudizi, ripugnanze innate, limitazioni caratteriali, memoria automatica ecc.

Le altre vie sono: retto pensiero, retta parola o retto modo di parlare, retta azione o karma, retto comportamento o modo di guadagnarsi la vita, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione o samadhi.

Secondo un moderno maestro occidentale, qui l’aggettivo retto non è usato come contrapposto a sbagliato, secondo il comune modo di pensare dualistico, ma si potrebbe tradurre come “non”, non concetto, non visione. “Eliminando tutti i concetti, si ottiene la retta visione. Procedendo di un passo si elimina anche la non visione.” (Bernie Glassman, “Cerchio Infinito” p. 57, Oscar Mondatori).

“Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26).

I concetti sono quelli che distolgono la Retta Visione, i pre-giudizi, i pre-concetti, le idee pre-formate. Tutti guardiamo il mondo attraverso queste lenti deformanti ma non ce ne accorgiamo. Siamo però molto bravi a vedere le lenti, anche piccole, negli occhi degli altri. I nostri concetti, i nostri giudizi sono quelli giusti, quelli veri, quelli saggi; poverino il vicino o il fratello che è costretto a guardare con quella pagliuzza che lo disturba e gli deforma la vista.

Ma “quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” perché quando cominciamo a vedere rettamente, cioè a vedere eliminando tutti i concetti, aiutiamo tutti coloro che ci sono vicini: fino a quando, però, non vedremo quanto grande sia la trave che ci portiamo dentro l’occhio e in che modo deformato guardiamo il mondo e gli altri, continueremo a sproloquiare di giusto e sbagliato, bianco e nero, morale e non morale e tutti i difetti li vedremo nell’occhio del nostro fratello.

“Il sesto patriarca disse: – Io vedo e non vedo -. Allora Shen-hui chiese: – Maestro, cosa significa “vedere” e “non vedere”? – Il maestro disse: – Io vedo. Vedo sempre le mie trasgressioni e i miei difetti. Per questo dico che vedo. Non vedo. Nel mondo non vedo le trasgressioni e le colpe degli altri. Per questo vedo e non vedo -. (citato in “La Mente allo specchio”, a cura di Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondatori, p.188).


Pure eye – right view

 

Excluding the outside world, his gaze fixed between the eyebrows, the breathing regular tributaries and effluents that flow through the nostrils, with senses, mind and intellect under control, came to the goal of liberation, the muni (sage) cast away desire, fear and anger, is always free.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Therefore if thine eye be single, thy whole body shall be enlightened.”
(Matthew, 6, 22)

(can be assumed that the oldest Bible say its “single eye” form that is in the Bible of Martin Luther and even today in Greek and English translations. Later on, not understanding the true meaning of the word, the translators changed ” single “in” simple “and then again in” pure “NDT). During deep meditation, or spiritual eye becomes visible only in the middle of the forehead. The records relate in many ways this all-knowing eye: as the third eye, Star of the East, the inner eye, the dove descending from heaven, the eye of Shiva, the eye of intuition, and so on.

Paramahansa Yogananda, Autobiography of a Yogi. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1971, p. 153

The physical body has two eyes – positive and negative – because of the law of relativity. The astral body has only one eye, variously called: spiritual eye, single eye (from the Christian Bible), third eye (from the Hindu Bible), Eastern Star, star of wisdom, the dove descending from heaven, inner eye, eye intuitive eye of Shiva, they see the star through essays, etc.. When he was baptized by the Holy Spirit, Jesus perceived it as a cosmic sound or Heaven, and saw the spiritual eye as a dove.

The Gospel of Jesus according to Paramhansa Yogananda. Volume first. Editions Vidyanand

The teaching comes only to show the way, but the vision will be the one who wanted to see. … And ‘necessary that the eye is equal to the face of approaching to contemplate. … Your inner eye has before him a great beauty. But if you try to contemplate it with an eye on sick or not clean, or weak, you have too little energy to see the brightest objects and do not see anything, even if you’re in front of an object which can be seen.

Sophia – Plotinus. (Comment: Sophia here could thus be seen as the wisdom of the observer with a single eye, the same can be seen that sometimes during meditation).

When the mind is focused, sooner or later it shows a sign.
This is not ‘for allThe same.
For some you can ‘be a shape like a star, a tiara gemmeo a string of pearls.
Others will feel like a lotus, the wheel of a wagon, the disc of the moon, the sun’s disc.
If you see a bright sign, do not start thinking about it ‘to give direct attention.
The sign and ‘originated from the perception.
Therefore ‘we must understand that it is different because of the difference in perception.

(Visuddhi Magga)

Do not identify … Be a witness, an observer. So, if you can bear witness, you will be focused in the third eye. … The opposite is also possible. If you are focused in the third eye, you become a witness.
… third eye focused in the center of your imagination becomes a powerful and effective. That’s why we have insisted so much on the purity …

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 90 et seq.

The space between our two eyes (third eye) is not a designated area in your physical body. E ‘infinite space that has penetrated you. Once this space is known, you will not be the same person. As soon as you know this inner space, you know the immortal. So there’s no death.

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 217

If one hour a day set a fire and practice this technique for several months, your third eye begins to work perfectly. You become more alert, brighter.

Rajneesh (Osho) – The Orange Book, Mediterranee, 1983, p.109

The Hindu masters have taught that in order to gain the deeper knowledge, you must focus your gaze through the omniscient spiritual eye. When you focus strongly, even those who are not a yogi frowns at the point between the eyebrows, the center of the concentration and the spiritual eye ball, the seat of the intuition of the soul. This is the real “crystal ball” in which the yogi looking to learn the secrets of the universe. Those who go deep enough in their concentration will penetrate the “third eye” and I see God seekers of truth should therefore develop the ability to project their perception by the spiritual eye. The practice of Yoga helps the aspirant to open the single eye of intuitive consciousness.
The intuition, or direct knowledge, does not depend on any information provided by the senses. For this reason, the intuitive faculty is often called the “sixth sense”. Everyone has this sixth sense, but most people do not develop it. However, almost everyone has had some experience intuitive, perhaps the intuition that a certain thing was supposed to happen, although there was no sign to indicate perceptible to the senses.

Paramahansa Yogananda, The eternal human search. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1980, p. 31-32

Lord, there is a scientific method, as well as the Kriya, which can lead a devotee to God?, He asked one student. “Yes,” said the Master. “A quick and safe way that takes forever is to keep its attention fixed in the center of Christ Consciousness between the eyebrows.”

Paramahansa Yogananda, The Master said. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1970: 66

Those who do not meditate regularly and are deeply restless, wherever they meditate and give up after a short effort. But if you make a greater effort, day after day, will be the ability to dive deeper. I should not make any effort, now, the whole world disappears instantly, when I close my eyes and instantly fixed the Christ center (the spiritual eye, the forehead between the eyebrows).
(Paramahansa Yogananda

Now, you see, no Jesus Christ is outside the vision of anyone inside. Rama No, no Krishna, no Buddha, no Baba Faqir is obvious to anyone outside. These visions are phenomena caused by the impressions and suggestions that the devotee has already accepted in his own mind. These impressions and suggestions to appear like a dream. But no one from outside. This is the truth.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

The deluded do not see when the soul leaves the body and even when we live within. You can not see the soul while you enjoy the sense objects or acts motivated by an adherence to the passions, ignorance or purity. Only those who have seen the wisdom eye.

(Bhagavad Gita 15:10)

If one held one’s mind constantly focused at the point between the eyebrows (the Christ center), the spiritual eye could see, and commanded him to recharge the body of energy, it would. By doing this, people would stop getting old

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyanand

The third eye is not part of the physical body, but the subtle body, the second body, the inner one.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 150

When the third eye opens for the first time, the darkness will disappear, and there will be light, a light without a source. … This is why the Upanishads say God is not like the sun or a flame. It ‘s a light without a source.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 169, 170

The first of the eight basic ways of the Noble Eightfold Path is the right understanding for which we contemplate reality as it is, without polluting it with their own complex unconscious, ingrained habits, prejudices, innate repugnance, character restrictions, automatic memory etc..

Other ways are: right thought, right speech and right way of speaking, right action, or karma, right conduct or way of earning a living, right effort, right mindfulness, right concentration or samadhi.

According to a Western modern master, here the right adjective is not used as opposed to wrong, according to the common dualistic way of thinking, but could be translated as “no”, no concept, no vision. “By removing all the concepts, you get the right view. Going a step will also remove the non-vision. “(Bernie Glassman,” Infinite Circle “p. 57, Oscar Mondadori).

“You see the mote in your brother but not the beam in yours. When you removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother (Thomas 26).

The concepts are those who turn aside the right understanding, the prejudices, pre-concepts, pre-formed ideas. All these we see the world through distorting lenses but do not realize it. However, we are very good at seeing the slow, however small, in the eyes of others. Our concepts, our judgments are the right ones, real ones, wise ones, the poor or near his brother who is forced to watch with the straw that disturbs and distorts the view.

But “when you have removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother” because when we begin to see rightly, that eliminating all concepts see, we help all those who are close to us: as long as However, we do not see how big the beam that we carry inside the eye and how warped look at the world and others, continue to rant about right and wrong, black and white, moral and not moral flaws and all them we will see in the eye of our brother.

“The Sixth Patriarch said: – I see and I do not see -. Shen-hui, then asked: – Master, what does “see” and “not see”? – The master said: – I see. I always see my transgressions and my faults. For this reason I say that I see. I can not wait. In the world I do not see the transgressions and sins of others. To see this and I do not see -. (Quoted in “The Mind of the mirror,” by Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondadori, p.188).

Vero ascolto – True Listering


🌸Vero ascolto🌸

La ricerca,
il vero ascolto,
non avvengono
tra caos e confusione
ma nella pace.

Una foresta
che cresce
non fa rumore ma
in quel movimento silente
la vita si manifesta.

31.01.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸True listening

Research,
true listening,
they don’t happen
between chaos and confusion
but in peace.

A forest
that grows
it makes no noise but
in that silent movement
life manifests itself.

31.01.2022 Poetyca

All’infinito – Endlessly


🌸All’infinito🌸

In bilico
un passo
con il sole
ed uno
tra le stelle
è incontro
all’infinito

06.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Endlessly

Poised
a step
with the sun
and one
among the stars
is meeting
endlessly

06.03.2022 Poetyca

La vita oltre – Life beyond


🌸La vita oltre🌸

Sono nuvole
a coprire
spazi di cielo
Vento e pioggia
a far tremare
le nostre anime
Il tuo abbraccio
è oggi arcobaleno
per colorare la vita oltre

17.03.2019 poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Life beyond

They are clouds
to cover
spaces of heaven
Wind and rain
to make tremble
our souls
Your embrace
it is today rainbow
to color life beyond

17.03.2019 Poetyca

Seme – Seed


Seme
Prima di offrire un seme o un frutto a chi non lo conosca, io credo si debba ben assimilare in noi il suo significato. In particolare si deve cercare di comprendere cosa in noi faccia motivare la ” necessità” di portarlo ad altri.
Una delle fondamentali basi, credo sia nel completo disinteresse al risultato.
Se, ad esempio, noi offrissimo quanto a nostro avviso sia molto prezioso ma sconosciuto ad altri, non potremmo sperare di un immediata accettazione.
Prima di comporre una voglia di offerta, forse si deve analizzare il nostro voler offrire e il modo con il quale comunichiamo dei contenuti, se chi ci circonda è capace di comprenderli o se non è ancora pronto.
Poichè il giusto atteggiamento è nel mezzo ci si assume la responsabilità di come comunichiamo, spesso rispettando i tempi degli altri. Non avrebbe senso cercare delle ” colpe” in chi non ci accogliesse, sebbene un sentimento di apertura e reciprocità sarebbe adatto per non rendere sterile il terreno del dialogo.
Il maggior sforzo deve provenire da parte nostra, senza attaccamento ed aspettativa, motivo questo che ci insegna ad accogliere l’altro per quello che è, per quanto abbia anche lui da offrire.
Le domande che deve nascere in noi sono:
– Perchè voglio dare
– Desidero convincere qualcuno della validità delle mie tesi e perchè?
– So essere sereno anche di fronte a mancate risposte o di fronte alle critiche?
In noi la possibilità di scoprire se in fondo stiamo cercando solo attenzione verso la nostra persona
o se desideriamo essere antagonisti per ” convincere” gli altri di essere in torto e noi di avere qualcosa di migliore, che addirittura possa ” salvare ” o portare beneficio agli altri.
Qualora si verificasse in noi di avere atteggiamenti di attaccamento alla nostra persona o alle nostre tesi, io credo che saremmo gli artefici della nostra sofferenza e frustrazione.
Comprendendo questo avremmo una nuova opportunità per lavorare in noi stessi per un atteggiamento più retto.
Il dialogo con gli altri è la più grande scuola che ci insegna ad interagire con serenità ed umiltà, soprattutto ad apprendere cose nuove, a mettere alla prova noi stessi nello sforzo di fare sempre del nostro meglio.
08.11.2008 Poetyca
Seed
Before offering a seed or a fruit to those who do not know , I think we should assimilate well in us its meaning. In particular, we must try to understand what we face in motivating the “need” to bring it to others.
One of the fundamental bases , I believe in complete disregard to the result.
If, for example , we offered what we believe is very valuable but unknown to others, we can not expect an immediate acceptance .
Before dialing a desire to offer , perhaps you should analyze our wish to offer and the way in which we communicate content , if those around us are capable of understanding them or if it is not ready yet.
As the right attitude is in the middle you assume responsibility for how we communicate , often on time than others. It would not make sense to look for the ” sins ” of those who do not uphold , although a feeling of openness and reciprocity would be suitable for making non- sterile soil of the dialogue.
The major effort has to come from us, without attachment and expectation , for which reason teaches us to accept others for what it is , as he has to offer.
The questions that must be born in us are:
– Because I want to give
– I want to convince someone of the validity of my thesis and why?
– I can be calm even in the face of non-response or the face of criticism ?
In us the opportunity to find out if we are looking only at the bottom of attention towards our person
or if you want to be antagonistic to “convince ” others to be wrong , and we have something better , that it can even “save” or to benefit others .
Should there be in us to have an attitude of attachment to our person or our thesis , I believe that we make our own suffering and frustration.
Realizing this we would have a new opportunity to work for ourselves in a more upright .
The dialogue with others is the biggest school that teaches us to interact with serenity and humility , especially to learn new things, to test ourselves in an effort to always do our best.
08.11.2008 Poetyca

Nella notte – In the night


🌸Nella notte🌸

Basta un solo
attimo di conforto,
con gli occhi proiettati
verso l’oscuro infinito,
verso la luce lunare,
per ricordare che siamo
come granelli di sabbia
confusi nel vento
eppure non temiamo.

05.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸In the night

We only need one
moment of comfort,
with eyes projected
towards the dark infinite,
towards the moonlight,
to remember that we are
like grains of sand
confused in the wind
yet we are not afraid.

05.03.2022 Poetyca

Risposte – Answers – Stephen Littleword


🌸Risposte🌸

Le risposte sono celate
agli occhi dei viventi.
Vivere significa porsi domande.

Stephen Littleword
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Answers

The answers are hidden
in the eyes of the living.
Living means asking questions.

Stephen Littleword

Una perla al giorno – Lao Tzu


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La gentilezza nelle parole crea fiducia.
La gentilezza nel pensiero crea profondità.
La gentilezza nel dare crea amore.

Lao Tzu

Kindness in words creates confidence.
 Kindness in thinking creates profoundness.
 Kindness in giving creates love.

Lao Tzu