Archivio | 10/06/2022

Buddismo – Miracolo di Consapevolezza – Buddhism – Miracle of Mindfulness


Buddismo – Miracolo di Consapevolezza
da ven. Thich Nhat Hanh
La nostra gioia, pace e felicità dipendono in larga misura dalla nostra pratica di riconoscere e trasformare le energie dell’abitudine. Ci sono energie positive di abitudine che dobbiamo coltivare, e le energie abitudine negative che dobbiamo riconoscere, abbracciare e trasformare. L’energia con cui facciamo queste cose è la consapevolezza
Spesso ci sentiamo spinti a fare ciò che non vogliamo fare, di dire ciò che non vogliamo dire. Questa energia si chiama ‘energia abitudine negativa. E ‘importante che ci rendiamo conto dell”energia in noi. Siamo abbastanza intelligente per sapere che se facciamo questo, o dire che ci da il nostro rapporto. Eppure noi continuiamo a dirlo o farlo. Perché? Perché è più forte di noi, diciamo. Ecco perché la pratica si propone di liberare da questa energia abitudine. Nel Presente Non permettiamo a noi stessi di rilassarci, di essere nel qui e ora. Non siamo in grado di essere liberi, per toccare la vita profondamente in questo momento. Credi che la felicità e la pace non sono possibili ora, che potrebbe essere possibile in futuro. . È per questo che prendi tutte le tue energie per correre Il Buddha disse: “Non rimanete intrappolati nel passato, perché il passato è andato. Non si arrabbiano per il futuro, perché il futuro non è ancora qui. C’è solo un momento per voi per essere vivi, e questo è il momento presente. . Tornate al momento presente e vivete questo momento in profondità, e sarete liberi ” Il Buddha disse: drsta dharma sukha vihari-vivere felicemente nel momento presente è la pratica. Come essere realmente nel qui e ora? La meditazione Buddista offre la pratica di fermarsi. L’arresto è importante, perché siamo stati in movimento per tutte le nostre vite, e anche nella nostra vita precedente. Smettete di correre, smettete di essere spinti da questa energia abitudine. Ma prima devi riconoscere che c’è una tale energia in te stesso che è sempre a spingere. Ieri ho fatto colazione con due monaci novizi. Ho detto loro: “Pensi che ci sia qualcosa di più meraviglioso di essersi appena seduti insieme ed avere la nostra colazione?” Un novizio mi ha offerto un ampio sorriso. Aveva capito, non solo la mia affermazione, ma la realtà che la felicità è reale, perché siamo stati capaci di stare insieme, riconoscendo la presenza reale di ogni altro. Ma molti di noi, pur avendo la nostra colazione, non sono veramente lì. Abbiamo un sacco di progetti, preoccupazioni, ansie, e non possiamo stare come un Buddha. Il Buddha è sempre seduto su un fiore di loto, molto fresco, molto stabile. Se siamo capaci di sedere nel qui e ora, ovunque ci sediamo diventa un fiore di loto. Il tuo corpo e la mente insieme, si è liberi da ogni preoccupazione, rammarico, rabbia. Se ognuno di noi durante la seduta di meditazione ha un cuscino, il cuscino può essere un inferno o un paradiso. Non sappiamo come godere il fiore di loto. Seduti non è come i lavori forzati, ma è il godimento di stabilità, di pace, la dimora nel momento presente. Energia per la Trasformazione La nostra gioia, la nostra pace, la nostra felicità dipende dalla nostra pratica di riconoscere e trasformare le energie abitudine. Ci sono energie positive abitudine che dobbiamo coltivare, e le energie abitudine negative che dobbiamo riconoscere, abbracciare e trasformare. L’energia con cui facciamo queste cose è la consapevolezza. Consapevolezza è un tipo di energia che ci aiuta a essere consapevoli di ciò che sta accadendo. Pertanto, quando l’energia abitudine si manifesta, lo sappiamo subito. “Ciao mia energia abitudine tra poco, mi prenderò cura di te.” Nel riconoscere così com’è, si è capaci di controllo della situazione. Non devi combattere, perché l’energia abitudine sei tu, e non si deve combattere da soli. Dovete generare l’energia della consapevolezza, che è anche, per fare il lavoro di riconoscere e abbracciare. Ogni volta che abbracciate la vostra energia abitudine, si può contribuire a trasformare un po ‘. L’energia abitudine è un seme dentro la vostra coscienza, e quando diventa una fonte di energia, bisogna riconoscerlo. Devi portare la tua consapevolezza nel momento presente, e proprio abbracciare l’energia negativa. Dopo forse una o due o tre minuti, che l’energia tornerà nella forma di un seme, per manifestarsi in seguito. Dovete essere attenti. Ogni volta che viene abbracciata dall’energia della presenza mentale,l’ energia negativa perderà un po ‘della sua forza. Lo stesso vale per le altre formazioni mentali: paura, angoscia, ansia e disperazione. Esse esistono in noi sotto forma di semi, e ogni volta che viene irrigato un seme, diventa una zona di energia al piano superiore della nostra coscienza. Se non si sa come prendersi cura di esso, ci spingerà a fare o dire cose che danneggiano noi e le persone che amiamo. Pertanto, generando l’energia della presenza mentale, a riconoscerlo, ad abbracciarlo, è la pratica. E la pratica dovrebbe essere fatta in una gara d’appalto, in modo non violento. La pratica buddista si basa sulla visione della non-dualità: tu sei l’amore, tu sei la consapevolezza, ma si è anche un’abitudine che è l’energia dentro di voi. Meditare non significa trasformare se stessi in un campo di battaglia, il diritto di combattere il male, il positivo combatte il negativo. Sulla base della visione della non-dualità, la pratica dovrebbe essere non violenta. Consapevolezza che abbraccia la rabbia è come una madre che abbraccia il suo bambino, ma porta sempre un effetto positivo. La parte più bassa della nostra coscienza è la coscienza ‘deposito’. La parte superiore è coscienza mentale. Nel terreno della coscienza deposito, molti semi sono conservati, positivi e negativi. Ogni volta che un seme è toccato o innaffiato, si manifesterà nella coscienza mentale come una zona di energia. Le persone che non sono praticanti permettono al loro dolore,alla tristezza e all’angoscia di sopraffarli. Noi, che ci consideriamo di essere professionisti, abbiamo il diritto di soffrire come tutti gli altri, ma non abbiamo il diritto di non praticare. Va bene soffrire, ma non va bene il permettere a voi stessi di essere inondati di sofferenza. Sappiamo che nel nostro corpo e la coscienza ci sono elementi positivi che possiamo chiamare per proteggere noi stessi e prendersi cura delle cose negative che si manifestano in noi. Quello che di solito è fatto viene chiamato il seme della consapevolezza di manifestare anche come una zona di energia. Questa energia ha la capacità di riconoscere, abbracciare, e alleviare la sofferenza, generando calma e anche la trasformazione. In ognuno di noi il seme della consapevolezza esiste, ma se non abbiamo praticato l’arte del vivere consapevole, allora le sementi possono essere molto piccole. Vivere in consapevolezza La consapevolezza è qualcosa che ognuno di noi può fare. Quando si beve acqua, e si sa che è acqua potabile, vi è questa consapevolezza. Quando si respira, e si è consapevoli che si sta respirando , cioè vie è la consapevolezza del respiro. Non è necessario essere in una sala di meditazione per praticare la consapevolezza. Si può essere in cucina o in giardino, dove si continua a coltivare l’energia della presenza mentale. Questo è più importante in un centro di pratica buddista: si fa tutto consapevolmente, perché è necessario per l’energia per la vostra trasformazione . La guarigione e per quelli di noi che curano la consapevolezza pratica come arte del vivere quotidiano, il seme della consapevolezza nella nostra coscienza deposito diventa molto forte, e ogni volta che chiediamo è di aiuto, sarà pronta, proprio come la madre che, pur lavorando in cucina, è sempre pronta per il bambino quando piange. Così la nostra consapevolezza è là in modo che noi possiamo riconoscere, perché la consapevolezza è definito prima di tutto come l’energia che ci aiuta a conoscere ciò che sta accadendo nel momento presente. cammino consapevolmente, faccio passi consapevolmente, e so che sto facendo passi consapevoli. Sono concentrato nel camminare. Consapevolezza ha il potere di portare la concentrazione. Se noi siamo concentrati, la vita è profonda e si può ottenere più gioia e stabilità semplicemente bevendo l’acqua consapevolmente. Si vive profondamente ogni momento della vostra vita quotidiana e la consapevolezza e la concentrazione porteranno l’intuizione di cui abbiamo bisogno. Mi piacerebbe definire come la consapevolezza della pratica di essere lì, presenti, corpo e mente uniti. Avete un appuntamento con la vita non si deve perdere. Il tempo e lo spazio del vostro appuntamento è il qui e ora. Se si perde il momento presente, ti manca l’appuntamento con la vita, il che è grave. Quindi, imparare a tornare al momento presente, per essere pienamente presenti, è l’inizio della meditazione. Quando si contempla la luna crescente, se vi permettete di perdervi nel passato o nel futuro, la luna non fa per voi. Se si conosce la respirazione consapevole, è possibile portare la vostra mente di nuovo al vostro corpo, ed è possibile farsi pienamente presente e viva. Ora la luna sarà per voi.La consapevolezza aiuta a realizzare il vostro arresto. Ti fermi perché sei davvero lì. Tu fermi il corso dalla tua energia abitudine. E quando si tocca qualcosa di bello, con la consapevolezza, diventa un rinfrescante elemento di guarigione per voi. Non ci sono elementi in noi e attorno a noi che non sono andati male. Il primo compito da meditanti è l’essere in grado di riconoscere questi elementi positivi, perché hanno il potere di nutrire e di portare guarigione. Se sei uno psicoterapeuta, si potrebbe provare questo: invece di parlare di ciò che va male, invitare i tuoi cliente a pensare a ciò che non va male. Prima di un intervento chirurgico, il medico vedere se quella persona ha abbastanza forza per sopportare un intervento chirurgico. Se la persona è troppo debole, il medico cercherà di rafforzare lui per primo. Facciamo la stessa cosa qui. Se quella persona soffre così tanto, non dovrebbe iniziare parlando di ciò che è sbagliato. Il nostro corpo e la nostra coscienza è come un giardino: ci possono essere molti alberi morenti, ma questo non significa che tutto il giardino è morto. Forse molti alberi sono ancora vigorosi, belli. Questo è il motivo per cui non si dovrebbe consentire al negativo di sopraffare. Consapevolezza è l’energia che si produce e prima di tutto vogliamo che l’energia per aiutarci ad entrare in contatto con le cose positive, gioia e felicità. Coltivare Concentrazione Nel Sutra sulla piena consapevolezza del respiro, sei dei 16 esercizi di respiro consapevole sono per aiutarci contattare gli aspetti positivi della vita. È per questo che la meditazione può essere descritta come nutrimento. Possiamo usare ogni momento della nostra vita quotidiana per generare più energia della presenza mentale. In Plum Village (comunità di Thich Nhat Hanh), vedrete che la gente in cucina stanno praticando. Questo gruppo sa che è possibile fare cucina in una pratica, e la motivazione è l’amore, e la volontà di pratica. Prima di iniziare, offrono incenso, e fanno un po canto, in modo che si ricorderanno che l’intero processo è una pratica. Non parlano. Devono comunicare a coordinare il lavoro, ma lo fanno consapevolmente. Di tanto in tanto io vado in cucina, e se vedo qualcuno che fa qualcosa come tagliare le carote, mi fermo a contemplare e guardare. Starò lì per un numero di secondi, inspirando ed espirando, e la mia presenza a volte è utile. Quella persona potrebbero perdere se stesse nel pensiero, ma con me in piedi, loro torneranno a tagliare carote consapevolmente. A volte io potrei chiedere: “Mio caro amico, cosa stai facendo?” Di solito la persona cercherà di sorridere e questo basta. Perché sanno che la mia domanda non richiede una risposta. E se si dovesse dire: “Sto tagliando le carote,” che sarebbe la risposta peggiore, perché lo vedo che si tagliano carote. La mia domanda è: “si sta godendo come una pratica?” Così la presenza di un fratello o una sorella sono dharma per aiutarti a tornare al qui e ora e godetevi la vostra pratica di essere consapevoli. Mentre si fanno queste cose, è si realizza l’arresto. Durante il taglio della carota, si prega di non cercare di pensare al discorso di Dharma, giusto tagliate la carota nel modo migliore che si può, diventando tutt’uno con la carota, con il taglio. Vivete profondamente quel momento del tagliare la carota. E ‘importante quanto la meditazione seduta, o dando un discorso dharma. Se si riesce a coltivare la concentrazione, e se è possibile ottenere le informazioni necessarie a liberare se stessi dalla sofferenza, è perché si sa come tagliare le vostre carote. Meraviglie della vita Una cosa alla volta , ma farlo profondamente. Ci sono molte meraviglie della vita disponibili nel qui e ora, e senza consapevolezza non sapremmo come trarne vantaggio. E ‘come i miei occhi. Inspirando, sono consapevole dei miei occhi, espirando, sorrido ai miei occhi. Questo è un esercizio: la consapevolezza degli occhi, sorridendo per gli occhi. Quando si abbracciano i tuoi occhi con la tua consapevolezza di riconoscere che hai gli occhi, ancora in buone condizioni. È sufficiente aprirli per entrare nel paradiso di colori e forme. Sedetevi sull’erba e basta aprire gli occhi. Il cielo azzurro è lì per voi. Le nuvole bianche sono lì per voi, gli alberi, i bambini, l’erba e il volto amorevole della tua amata. Possiamo pensare che tutto ciò che in noi va male, ma questo non è vero. Ci sono milioni di cose in noi che non sono andato male, ma abbiamo solo posto la nostra attenzione su ciò che va storto. Che non è saggezza. L’arancio è dolce. Se mangi l’arancia in oblio, rimanere coinvolti nella vostra ansia e dolore, l’arancia non è davvero lì. Ma se voi portate il vostro corpo e la mente di nuovo insieme, producendo la vostra presenza vera, e cominciare a sbucciare l’arancia, vedrete che l’arancia è un miracolo. Ho condotto sessioni di meditazione sull’arancia dove abbiamo passato mezz’ora a mangiare un’arancia. E se è possibile portare gli elementi di stabilità e libertà e la concentrazione in essa, poi mangiare un’arancia è una cosa meravigliosa da fare. Potrebbe essere la cosa più importante da fare con la vostra vita. Sbucciate l’arancia. Sentirne l’odore. Guarda le arance per vedere i fiori d’arancio, e la pioggia e il sole che sono passati attraverso i fiori d’arancio. L’arancio ha preso diversi mesi per portare questa meraviglia a voi. Se non hai la consapevolezza, l’arancio non è qualcosa di prezioso: non sono davvero lì, così l’arancio non è davvero lì. Quando sei veramente lì, pienamente vivo, tu diventerai un miracolo tu stesso. In realtà, non siamo meno di un miracolo. Siamo vivi, siamo ancora vivi, e ci siamo, è il più grande miracolo. Ma senza la consapevolezza non possiamo toccare quel miracolo, e continuiamo a lamentarci. Se ci siamo, anche l’arancio sarà lì, e il contatto tra i due porta la vita vera. Basta mettere una parte di arancia in bocca, chiudere la bocca con consapevolezza, e con la consapevolezza sentire il succo che esce dall’arancia. Avete il tempo per farlo? Per cosa state usando il vostro tempo? Stiamo usando il nostro tempo per vivere o per preoccuparsi o fare piani? Affrontare il dolore Questa è consapevolezza l’energia che ci aiuta ad essere davvero presenti, a toccare le meraviglie della vita, per il nostro nutrimento e guarigione. Naturalmente, ci sono cose negative. Se si guarda a fondo nella natura del dolore, del dolore del mondo, l’intuizione arriverà su come il dolore sia venuto ad essere. Insight vi libera sempre , e non ci sarà comprensione se non c’è consapevolezza e concentrazione. Ogni volta che abbracciate il nostro dolore con consapevolezza, siamo in grado di portare sollievo a noi stessi. Quanto più te ne ricordi, tanto più le meraviglie della vita continueranno ad esserci per rivelarsi a te. Il vostro godimento crescerà. Che bellissima alba, quella luna piena, quell’arancia, tutte queste cose si riveleranno completamente a voi se siete veramente presenti, veramente vivi. Per quanto riguarda gli elementi negativi, non è necessario conoscere la natura del dolore all’inizio. Devi solo riconoscere la loro esistenza. Identificare e produrre proprio l’energia della consapevolezza e abbracciarla. Resta con esse, partecipa ad essa con tutto la tua tenerezza, prendetevi cura della vostra sofferenza. Non cercate di scappare. Si fugge via perché si ha paura. Hai paura, perché non hai nulla con cui proteggerti e che ti aiuti. Se sapete come godere la vostra pratica, allora l’energia della presenza mentale in voi è abbastanza forte da abbracciare e riconoscere il dolore. Hai anche il tuo Sangha, fratelli e sorelle nel Dharma, per sostenerti. Se si sa che durante la tua sofferenza, hai già un amico in grado di comprendere seduto vicino a te, ti sentirai molto meglio. Vi sentirete come se ci si può fermare la vostra sofferenza, si può guardare lui, lo si può abbracciare, perché l’energia del vostro amico, la sua stabilità, la sua libertà sono elementi che possono aiutare a essere un po ‘più stabili e più liberi.
La meditazione camminata
Vorrei ora per offrirti un esercizio di camminata consapevole. Si pratica l’arresto mentre si cammina. Non avete mai permesso a voi stessi di riposare, per rilassarsi e andare in profondità nella vostra vita quotidiana. Imparate a camminare è quello che si può fare ora. Camminare a piedi, la meditazione è solo per godere la camminata Camminare e non arrivare, è la tecnica. Ogni passo che porta a casa al qui e ora. La tua vera casa è il qui e ora, perché solo in questo momento la vita è possibile. Tu sai dove andare, e in ogni respiro, ogni espirazione, ogni passo che fai dovrebbe riportare a tale indirizzo. Prendendo un’ inspirazione, un’ espirazione, è bello fare due passi, e ad ogni passo dire, ‘sono arrivato’. Non dovrebbe essere una dichiarazione, ma una pratica. Dovete arrivare nel qui e ora, e farlo con forte determinazione, fermarsi e non correre più. Questo è il motivo un-respiro e si si pratica: “sono arrivato, sono arrivato” … e per favore non solo fare la dichiarazione, si deve arrivare veramente. Portare tutta la vostra attenzione verso i piedi e toccare la terra come se baciaste la terra con i piedi. Cammina come se la tua impronta fosse solida per la tua libertà, e la tua pace sulla terra. Dobbiamo recuperare la nostra libertà. La libertà, l’emancipazione, Vimukti, che è la pratica a liberarci da questa energia negativa abitudine. sono arrivato, sono a casa. Fai la visione del Buddha . Siete svegli, si ottiene l’ illuminazione che la vita è disponibile solo nel qui e ora. È per questo che hai una forte determinazione a tornare a casa, che è nel qui e ora. Solo che l’intuizione può aiutare a smettere di correre. Si pratica arrivando con ogni passo che fai.

Estratti da un discorso dharma dato da Thich Nhat Hanh a Plum Village.

Ven.. Thich Nhat Hanh è un vietnamita zen master e attivista di pace Conduce ritiri sul vivere consapevole ed è autore di libri come Essere Pace e percorso storico, Nuvole Bianche. Vive a Plum Village, una comunità monastica in Francia, dove insegna, scrive, fa giardinaggio e lavora per i rifugiati di tutto il mondo. E ‘stato nominato per il Nobel per la Pace nel 1967 il Premio per la pace per gli sforzi durante la guerra del Vietnam. “
Buddhism – Miracle of Mindfulness
by Ven. Thich Nhat Hanh
Our joy, peace and happiness depend very much on our practice of recognizing and transforming habit energies. There are positive habit energies that we have to cultivate, and negative habit energies that we have to recognize, embrace and transform. The energy with which we do these things is mindfulness
We often feel pushed to do what we do not want to do, to say what we do not want to say. This energy is called ‘negative habit energy’. It is important that we recognize that energy in us. We are intelligent enough to know that if we do this, or say that, we will damage our relationship. Yet we still say it or do it. Why? Because it’s stronger than we are, we say. That is why the practice aims at liberation from that habit energy.
In the Present
We do not allow ourselves to relax, to be in the here and the now. We are not capable of being free, in order to touch life deeply in this very moment. You believe that happiness and peace are not possible now, that they may be possible in the future. That is why you take all your energies to run there.
The Buddha said: “Don’t get caught in the past, because the past is gone. Don’t get upset about the future, because the future is not yet here. There is only one moment for you to be alive, and that is the present moment. Go back to the present moment and live this moment deeply, and you’ll be free.”
The Buddha said: drsta dharma sukha vihari—living happily in the present moment is the practice. How to really be in the here and the now? Buddhist meditation offers the practice of stopping. Stopping is important, because we have been running all our lives, and also in our previous lives. Stop running, stop being pushed by that habit energy. But first you have to recognize that there is such an energy in yourself that is always pushing.
Yesterday I had breakfast with two novice monks. I said to them: “Do you think there is something more wonderful than just sitting together and having our breakfast?” One novice offered me a broad smile. He understood, not only my statement but the reality that happiness was real, because we were capable of being together, recognizing the true presence of each other. But many of us, while having our breakfast, are not really there. We have a lot of projects, worries, anxieties, and we cannot sit like a Buddha.
The Buddha is always sitting on a lotus flower, very fresh, very stable. If we are capable of sitting in the here and the now, anywhere we sit becomes a lotus. Your body and your mind together, you are free from all worries, regrets, anger. Though each of us during sitting meditation has a cushion, the cushion can be hell or heaven. We don’t know how to enjoy the lotus flower. Sitting is not like hard labor; it is the enjoyment of stability, peace, of dwelling in the present moment.
Energy for Transformation
Our joy, our peace, our happiness depend on our practice of recognizing and transforming habit energies. There are positive habit energies that we have to cultivate, and negative habit energies that we have to recognize, embrace and transform. The energy with which we do these things is mindfulness. Mindfulness is a kind of energy that helps us be aware of what is going on. Therefore, when the habit energy shows itself, we know right away. “Hello, my little habit energy, I will take good care of you.” In recognizing it as it is, you are in control of the situation. You don’t have to fight it, because that habit energy is you, and you should not fight yourself.
You have to generate the energy of mindfulness, which is also you, to do the work of recognizing and embracing. Every time you embrace your habit energy, you can help it transform a little bit. The habit energy is a seed within your consciousness, and when it becomes a source of energy, you have to recognise it. You have to bring your mindfulness into the present moment, and just embrace that negative energy. After maybe one or two or three minutes, that energy will go back into the form of a seed, to manifest later. You have to be alert.
Every time negative energy is embraced by the energy of mindfulness, it will lose a little of its strength. The same is true for other mental formations: fear, anguish, anxiety, and despair. They exist in us in the form of seeds, and every time a seed is watered, it becomes a zone of energy on the upper level of our consciousness. If we don’t know how to take care of it, it will push us to do or say things that will damage us and the people we love. Therefore, generating the energy of mindfulness, to recognize it, to embrace it, is the practice. And the practice should be done in a tender, nonviolent way.
Buddhist practice is based on the insight of non-duality: you are love, you are mindfulness, but you are also that habit energy within you. To meditate does not mean to transform yourself into a battlefield, the right fighting the wrong, the positive fighting the negative. Based on the insight of non-duality, the practice should be nonviolent. Mindfulness embracing anger is like a mother embracing her child; it always brings a positive effect.
The lower part of our consciousness is the ‘store’ consciousness. The upper part is mind consciousness. In the soil of the store consciousness, many seeds are stored, positive and negative. Every time a seed is touched or watered, it will manifest in the mind consciousness as a zone of energy.
People who are not practitioners allow their pain, sorrow and anguish to overwhelm them. We, who consider ourselves to be practitioners, have the right to suffer like everyone else, but we don’t have the right not to practice. It’s okay to suffer, but it’s not okay to allow yourself to be flooded with suffering. We know that in our bodies and consciousness there are positive elements that we can call on to protect ourselves and take good care of the negative things manifesting in us.
What we usually do is call on the seed of mindfulness to manifest also as a zone of energy. This energy has the capacity of recognizing, embracing, and relieving suffering, calming and also transforming. In every one of us the seed of mindfulness exists, but if we have not practiced the art of mindful living, then that seed may be very small.
Living in Awareness
Mindfulness is something all of us can do. When you drink water, and you know you are drinking water, that is mindfulness. When you breathe in, and you are aware that you are breathing in, that is mindfulness of breathing. You don’t need to be in the meditation hall to practice mindfulness. You can be in the kitchen, or in the garden, as you continue to cultivate the energy of mindfulness. That is most important in a Buddhist practice centre: you do everything mindfully, because you need that energy for your transformation and healing.
For those of us who practice mindfulness as an art of daily living, the seed of mindfulness in our store consciousness becomes very strong; and any time we call on it for help, it will be ready, just like the mother who, although working in the kitchen, is always ready for the baby when it cries. So our mindfulness is there so that we may recognize, because mindfulness is defined first of all as the energy that helps us know what is going on in the present moment.
I walk mindfully, I make steps mindfully, and I know that I am making mindful steps. I am concentrated in the walking. Mindfulness has the power of bringing concentration. If you are concentrated, life is deep, and you can get more joy and stability just by drinking your water mindfully. You live deeply each moment of your daily life, and mindfulness and concentration will bring about the insight that we need.
I’d like to define mindfulness as the practice of being there, body and mind united. You have an appointment with life—you should not miss it. The time and space of your appointment is the here and the now. If you miss the present moment, you miss your appointment with life, which is serious. So learning how to go back to the present moment, to be fully present, is the beginning of meditation. When you contemplate the rising moon, if you allow yourself to get lost in the past or the future, the moon is not for you. If you know mindful breathing, you can bring your mind back to your body, and you can make yourself fully present and alive. Now the moon will be for you.
Mindfulness helps your stopping to be realized. You stop running because you are really there. You stop being carried by your habit energy. And when you touch something beautiful, with mindfulness, it becomes a refreshing and healing element for you. There are elements within us and around us that have not gone wrong. And the first task of meditators is to be able to recognize these positive elements, because they have the power of nourishing and healing.
If you are a psychotherapist, you might like to try this: instead of talking about what goes wrong, you invite your client to think of what does not. Before a surgery, a doctor will see whether that person has enough strength to withstand surgery. If the person is too weak, the doctor will try to strengthen him first. We do the same thing here. If that person suffers so much, we should not begin by talking about what is wrong.
Our body and our consciousness are like a garden: there may be many trees dying, but that does not mean the whole garden is dead. Maybe many trees are still vigorous, beautiful. That is why you should not allow the negative to overwhelm. Mindfulness is the energy we generate, and first of all we want that energy to help us get in touch with the positive things—joy and happiness.
Cultivating Concentration
In the Sutra on the Full Awareness of Breathing, six of the 16 exercises of mindful breathing are to help us contact the positive aspects of life. That is why meditation can be described as nourishment. We can use every moment of our daily lives to generate more energy of mindfulness.
In Plum Village (Thich Nhat Hanh’s community), you will see that people in the kitchen are practicing. That group knows that it is possible to make cooking into a practice, and the motivation is love, and willingness to practice. Before starting, they offer incense, and do some chanting, so that they will remember that the whole process is a practice. They don’t talk. They have to communicate to coordinate the work, but they do it mindfully.
From time to time I will go to the kitchen, and if I see someone doing something like cutting carrots, I will stop and contemplate, and look. I will stay there for a number of seconds, breathing in and breathing out, and my presence is sometimes helpful. That person might be losing himself in thinking, but with me standing there, he will come back to mindful carrot cutting. Sometimes I may ask: “My dear friend, what are you doing?” Usually the person will look up and smile, and that is enough. Because they know that my question does not necessitate an answer. And if you were to say: “I am cutting carrots,” that would be the worst answer, because I see you cutting carrots. My question is: “Are you enjoying it as a practice?” So the presence of a dharma brother or sister is to help you go back to the here and the now and enjoy your practice of being mindful.
While you do these things, you realize stopping. While cutting the carrot, please don’t try to think of the dharma talk, just cut the carrot in the best way that you can, becoming one with the carrot, with the cutting. Live deeply that moment of carrot cutting. It is as important as sitting meditation, or giving a dharma talk. If you can cultivate concentration, and if you can get the insight you need to liberate yourself from suffering, that is because you know how to cut your carrots.
Life’s Wonders
One thing at a time, do it deeply. There are many wonders of life available in the here and the now, and without mindfulness we would not know how to profit from them. It is like my eyes. Breathing in, I am aware of my eyes; breathing out, I smile to my eyes. That is an exercise: mindfulness of eyes, smiling to eyes. When you embrace your eyes with your mindfulness you recognize that you have eyes, still in good condition. You need only to open them to enter the paradise of colors and forms.
Sit on the grass and just open your eyes. The blue sky is for you. The white clouds are for you, the trees, the children, the grass, and the loving face of your beloved one. We may think that everything in us goes wrong, but that is not true. There are millions of things in us that have not gone wrong, yet we only place our attention on what goes wrong. That is not wisdom.
The orange is sweet. If you eat the orange in forgetfulness, being caught in your anxiety and sorrow, the orange is not really there. But if you bring your mind and body back together, produce your true presence, and begin to peel the orange, you will see that the orange is a miracle. I have conducted orange meditation sessions where we spent half an hour just eating an orange. And if you can bring the elements of stability and freedom and concentration into it, then eating an orange is a wonderful thing to do. It may be the most important thing to do with your life.
Peel the orange. Smell it. Look at the orange to see the orange blossoms, and the rain and the sun that have gone through the orange blossoms. The orange tree has taken several months to bring this wonder to you. If you don’t have mindfulness, the orange is not something precious; you are not really there, so the orange is not really there. When you are truly there, fully alive, you will become a miracle yourself. In fact, you are no less than a miracle. To be alive, to be still alive, and to be there, is the greatest miracle. But without mindfulness we cannot touch that miracle, and we continue to complain. If you are there, the orange will be there too, and the contact between the two brings true life. Just put a section of the orange into your mouth, close your mouth mindfully, and with mindfulness feel the juice coming out of the orange. Do you have the time to do so? What are you using your time for? Are we using our time to live, or to worry or make plans?
Facing Pain
So mindfulness is the energy that helps us to be really there, to touch the wonders of life, for our nourishment and healing. Of course, there are negative things. If you look deeply into the nature of your pain, of the pain of the world, insight will come about how that pain has come to be. Insight always liberates us, and there will be no insight if there is no mindfulness and concentration. Every time we embrace our pain with mindfulness, we can bring relief to ourselves.
The more you are mindful, the wonders of life will continue to unfold, to reveal themselves to you. Your enjoyment will grow. That beautiful sunrise, that full moon, that orange, all these things will reveal themselves to you fully if you are truly present, truly alive. As for the negative elements, you don’t have to know the nature of your pain in the beginning. You only have to recognize their existence. You identify and just produce the energy of mindfulness and embrace it. Stay with it, attend to it with all your tenderness, and take good care of your suffering. Don’t try to run away. You run away because you are afraid. You are afraid because you have nothing to protect you and help you. If you know how to enjoy your practice, then the energy of mindfulness in you is strong enough to embrace and recognize that pain.
You also have your sangha, brothers and sisters in the dharma, to support you. If you know that during your suffering, you already have a friend capable of understanding sitting close to you, you will feel much better. You will feel as though you can stand your suffering, you can look at it, you can embrace it, because your friend’s energy, his stability, his freedom are elements that can help you to be a little bit more stable and freer.
Walking Meditation
I would now like to offer you an exercise of mindful walking. You practice stopping while you are walking. You have never allowed yourself to rest, to relax, and go deeply into your daily life. Learning how to walk is what you can do now.
Walking in walking meditation is just to enjoy walking. Walking and not arriving, that is the technique. Every step brings you home to the here and the now. Your true home is the here and the now, because only in this moment can life be possible. You know where to go; and every in-breath, every out-breath, every step you make should bring you back to that address. Taking one in-breath, one out-breath, you make two beautiful steps, and with every step you say, ‘I have arrived’. That should not be a statement but a practice. You have to arrive in the here and the now, and make a strong determination to stop and not to run anymore. That is why with one in-breath you practice: “I have arrived, I have arrived”… and please don’t just make the statement, you have to really arrive.
Bring all your attention down to the soles of your feet and touch the earth as though you kiss the earth with your feet. Walk as though you imprint your solidity, your freedom, and your peace on the earth. We have to reclaim our liberty. Liberty, emancipation, vimukti, that is the practice—to free ourselves from that negative habit energy.
I have arrived, I am home. Make the Buddha’s insight your own. You are awake; you get the enlightenment that life is available only in the here and the now. That is why you have made a strong determination to go home, which is in the here and the now. Only that insight can help you stop running. You practice arriving with every step you make.
Extracted from a dharma talk given by Thich Nhat Hanh in Plum Village.

Le origini – Sources


Le origini

Noi abbiamo sulla origine della vita o cosa c’è dopo la morte,molte domande,
ma le risposte arrivano da diverse fonti che a volte si contraddicono:
la posizione della religione, di diverse religioni e
della scienza in particolare ci permette di ricevere diverse teorie, che a volte si smentiscono nel tempo, in particolare se riceviamo risposte dalla scienza e dagli strumenti che misurano le origini del nostro pianeta, la comparsa delle diverse forme di vita e non è sempre facile identificare una chiara origine di tutto. Ancora oggi non abbiamo risposte certe su:
Il Big Bang o Dio, una casualità oppure cosa ci sia dopo la morte fisica, se tutto finisce o se esiste continuità.
Forse a causa di questo, possono fiorire diverse religioni o un atteggiamento scettico o ateo.
Dunque, dal momento che nessuno è realmente a conoscenza della origine della vita o cosa ci sia dopo la morte, è importante riuscire a non separare ma a accogliere tutti anche riguardo le proprie credenze religiose. Nessuno ha la verità, neppure noi.

22.08.2011 Poetyca

Sources

We have on the origin of life or what happens after death, many questions,
but the answers come from different sources sometimes contradict each other:
the position of religion, of different religions and
of science in particular allows us to receive several theories, which sometimes belie the time, especially if we get answers from science and instruments that measure the origins of our planet, the emergence of different life forms and is not always easy to identify a clear source of everything. Still do not have definite answers to:
The Big Bang or God, there is a coincidence or what after physical death, if everything ends or if there is continuity.
Perhaps because of this, various religions can flourish or a skeptical attitude or atheist.
So, since nobody is really aware of the origin of life or what is after death, it is important not to separate but to be able to accommodate everyone, even about their own religious beliefs. Nobody has the truth, not even us.

22.08.2011 Poetyca

Nuvola leggera – Light Cloud


Nuvola leggera

Nuvola
colorato canto
di giorni
tra parole
non ancora nate
e impalpabile magia

Nuvola
nel sorriso
del cuore
con immagini vive
tra sguardi
di malinconia
come pioggia che cade
per lavare la polvere
a scolpiti attimi
nell’anima
di tutte le cose

Nuvola
veste leggera
nella brezza
di Primavera
che porta sorriso
in Paradisi del cuore
oltre i passi
che accarezzano la luna

06.01.2004 Poetyca

Light Cloud

Cloud
hand colored
days
between words
unborn
and intangible magic

Cloud
the smile
heart
live images
between eyes
melancholy
as rain falls
washing powder
sculpting moments
soul
of all things

Cloud
As light
in the breeze
Spring
that brings a smile
Paradise in the heart
above steps
that caress the moon

06.01.2004 Poetyca

Parlami – Tell me


Parlami

Parlami
ancora
di quegli occhi
delle tue mani
in cerca
e della nostalgia
lontana
Parlami
dei tuoi sogni
nella notte stellata
e dammi il profumo
di domani
anche se sconosciuto
alla nostra mente

05.01.2018 Poetyca

Tell me

Tell me
more
about those eyes
about your hands
looking
and nostalgia
distant
Tell me
about your dreams
in the starry night
and give me the perfume
of tomorrow
although unknown
to our mind

05.01.2018 Poetyca

Senza fine – Endless – Omraam Mikhaël Aïvanhov


Senza fine

“Per i cabalisti, la Divinità è un’entità talmente inaccessibile
che essi La situano al di là della luce e delle tenebre, al di là
dei mondi creati. A questa entità hanno dato il nome di Aïn Soph
Aur: Luce Senza Fine. E per esprimere ancor meglio il Suo
mistero, al di là di Aïn Soph Aur hanno concepito una regione che
hanno chiamato Aïn Soph: Senza Fine, e ancora al di là di Aïn
Soph, Aïn: Senza. All’origine dell’Universo vi è dunque una
negazione. Ma quel “Senza”, che sta a significare l’assenza, la
mancanza, non significa tuttavia la non esistenza. Aïn non è il
niente assoluto, come taluni hanno immaginato il Nirvana degli
induisti. In realtà, è esattamente l’inverso. Aïn Soph Aur, come
il Nirvana, non è una non-esistenza, un niente, bensì una vita al
di là della Creazione, della manifestazione, talmente al di là
che sembra non essere più nulla.
Aïn Soph Aur, Aïn Soph, Aïn… è così che i cabalisti hanno
cercato di definire l’essenza della Divinità. Essa sfugge alla
nostra comprensione, ma queste parole possono farci sentire ciò
che è impossibile esprimere.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Sii cosciente! Qualunque cosa fai, falla coscientemente. E insisto: qualunque cosa fai!
Non vi dico che dovete fare certe cose e non altre, no. Basta che tu sia consapevole di tutto quello che fai e, un po’ alla volta, ogni tua azione ti renderà sempre più asciutto. Imparerai ad essere distaccato, perché il distacco è una conseguenza della consapevolezza. Osho

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I sette stati di coscienza

Gli stati di coscienza relativi

I primi tre stati della nostra coscienza sono chiamati relativi perché non esistono mai contemporaneamente. Sono impermanenti, hanno un inizio, un tempo di manifestazione ed una fine. Non potremmo immaginare di vivere permanentemente nello stato di veglia, né di fare a meno del sonno o del sogno.

1. La veglia

È lo stato ordinario in cui viviamo la vita ascoltando, toccando, gustando, odorando con i sensi fisici, con i nostri organi legati al corpo fisico. Non c’è molto altro da aggiungere, perché è la nostra esperienza più ordinaria e comune.

2. Il sonno

È lo stato in cui lasciamo il nostro corpo a riposare, a ricaricare le sue batterie, e saliamo in un corpo più sottile, detto corpo di sogno, per andare a goderci il nostro stato di sogno o lo stato di sonno senza sogni.

3. Il sogno

Nella coscienza di sogno viviamo una vita completamente diversa da quella della veglia, utilizzando altri sensi che possiamo chiamare sottili in un corpo sottile, il corpo di sogno. Abbiamo delle possibilità più espanse. Possiamo provare sentimenti o emozioni, possiamo muoverci a nostro piacimento senza impedimenti di spazio; il nostro tempo ha tutt’altra dimensione: non viene più calcolato in ore o minuti, ma attraverso sensazioni. È un tempo vissuto solo nel presente del sogno. Ma siamo estremamente vivi, sia pur in una dimensione diversa. Siamo soggetti agli alti e bassi della nostra mente, agli entusiasmi e alle depressioni che abbiamo già provato nello stato di veglia e che vengono rivissute come se fossero riformulate da un computer psichico a suo piacimento.

Gli stati di coscienza assoluti

Il nascere e il terminare dei precedenti stati di coscienza relativi rendono chiaro, a chi li osserva per conoscerli, come esistano dei punti di giunzione tra loro, dove ad esempio la veglia non c’è più e il sonno non c’è ancora, oppure non c’è più il sonno ma neppure c’è ancora il sogno. In questi punti si manifesta lo stato di coscienza seguente, che è assoluto, sempre presente alla base dei nostri stati relativi di veglia, sonno e sogno, sempre esistente.

4. La coscienza trascendentale

Chiudendo gli occhi si può averne esperienza in meditazione. Osservando un tramonto sul mare, una valle di montagna, un picco innevato stagliarsi nel cielo, il culmine di un campanile, una sequenza di onde sulla spiaggia, possiamo entrare in una condizione di silenzio profondo dove la coscienza del corpo è trascesa, dove i pensieri sono assolutamente quieti, dove la consapevolezza è totalmente espansa in coscienza. La gioia, la beatitudine, la pace, l’assenza di tempo e di spazio, il silenzio, l’assenza di pensieri, la pura consapevolezza di “essere” sono le caratteristiche dello stato di coscienza trascendentale, detto Turiya. Si può raggiungerlo attraverso la mente stessa, che può arrivare a trascendere i suoi stessi pensieri andando al di là di essi, oppure i nostri pensieri possono continuare ad andare e venire, ma noi non siamo affatto coinvolti nel loro gioco e li testimoniamo soltanto, totalmente distaccati da essi. Si può raggiungerlo anche tramite i cinque sensi: udito, vista, gusto, odorato e tatto, divenendo consapevoli del vuoto che è all’origine della manifestazione, o anche attraverso i sentimenti come odio, amore, dolore, entusiasmo, rabbia, scoprendo l’energia dalla quale essi nascono.

Per avere l’esperienza di questo stato si deve però fermare il flusso dell’azione. Ciò non significa eliminare l’azione, su cui si basa la nostra vita, ma permearla attraverso questo stato di coscienza, stabilizzandolo permanentemente nelle azioni quotidiane. Nella costante esperienza della meditazione riscontriamo la manifestazione di una strana alchimia. Lo stato del Turiya, lo stato della consapevolezza dell’Essere, inizia a permeare i nostri tre stati relativi. Cominciamo a divenire consapevoli della nostra vera natura, dello stato trascendentale, non solo in meditazione, ma nello stato di veglia, sempre e sempre di più, e poi gradualmente nello stato di sogno. Diveniamo consapevoli dei nostri sogni, poi testimoni dei nostri sogni, cioè li osserviamo sempre meno coinvolti, ed infine consapevoli anche del nostro sonno profondo. Infine la consapevolezza del  sarà vissuta permanentemente nelle 24 ore della nostra giornata. Non si perderà qualunque sia la nostra condizione di vita, qualunque cosa accada all’esterno di no stessi.

Ciò non significa che non vivremo più stati di gioia o di dolore, di benessere o di sofferenza, di salute o di malattia, di attività o di riposo, di attrazione o di disgusto, ma il tutto sarà vissuto permanentemente nello stato di esperienza del nostro . Non perderemo mai più la consapevolezza della nostra realtà più intima. Dio sarà con noi nelle nostre azioni come nel nostro riposo, nelle nostre scelte come nei nostri rifiuti.

5. La coscienza cosmica

Questo è il primo manifestarsi della coscienza di realizzazione: lo stato della coscienza cosmica. Chi lo ha raggiunto vive permanentemente nella contemplazione del Divino. Ha spezzato per sempre il ciclo delle rinascite, il ciclo delSamsara. È entrato per sempre in un quinto stato di coscienza dove il Turiya, lo stato trascendentale dell’Essere, e gli stati relativi vengono vissuti insieme, in perfetta armonia 24 ore su 24. Gli opposti si sono integrati. È chiamato “primo manifestarsi della coscienza di realizzazione” perché non vi è nulla di più profondo, di più vero, di più appagante di questo. All’interno dell’individuo vi è una consapevolezza sempre più espansa, sempre più viva. Se Dio è uno nella sua trascendenza e nella sua immanenza, dovremmo essere in grado di vivere l’unico Dio all’interno di noi nell’esperienza illimitata della nostra coscienza, ma anche all’esterno nella sua creazione.

Pian piano insieme all’esperienza permanente del nostro  all’interno, comincia a manifestarsi una nuova consapevolezza. Spontaneamente, attraverso la costanza delle nostre pratiche, la coscienza cosmica, che è di fatto un’espansione totale della mente fino al suo massimo grado di consapevolezza, si addolcisce attraverso una trasformazione graduale ma sempre più profonda della nostra percezione. Il “gap”, la distanza che si è creata tra noi e la manifestazione di Dio nella coscienza del “testimone”, che è la caratteristica della coscienza cosmica, comincia ad essere colmato dal lavoro del nostro cuore. L’amore e la devozione sono responsabili di questo prodigio. La mente ed il cuore sono sempre stati separati, hanno sempre reclamato ognuno il loro spazio, le loro zone d’influenza. Ora, gradualmente ma decisamente, il cuore colma questa distanza. La natura comincia a rivelarci il suo aspetto sottile. L’energia divina che permea ogni manifestazione della creazione e che pare nascosta ed invisibile sotto una fisicità più o meno grossolana, comincia a danzare sulla superficie delle cose. Ogni soggetto, ogni sentimento, ogni percezione vengono permeati di energia. Si può sentire l’energia dell’albero al solo appoggiare le mani sul tronco. La natura incomincia a intonare la musica dell’Assoluto. L’aria vibra di quelle note, e così pure la luce del sole, i sette colori, il fuoco ed il suo calore, l’acqua e la sua fluidità, la terra ed il suo humus creativo. Tutto viene vissuto come una perfetta armonia guidata da una sola energia: la legge della natura, dell’evoluzione, dell’alternarsi della nascita e della morte nel ciclo della trasformazione.

6. La coscienza divina

Il Divino diviene non solo permanentemente presente in noi, ma ci rivela in pieno la sua presenza in ogni cosa, in ogni rapporto, in ogni interrelazione. Stiamo vivendo un sesto stato di coscienza. Il Divino, ormai scoperto, accetta di mostrarsi in tutta la sua non più segreta realtà. Il miracolo che non sembrava possibile sta avvenendo. Vediamo il cielo e il sole, la luna e i prati verdi, le montagne innevate e i fiumi quieti o minacciosi, i laghi e i mari, gli insetti, gli animali, i nostri simili, come il prodotto perfetto, armonico di un potere divino che si manifesta a noi in tutta la sua realtà: ogni cosa è manifestazione dell’esistenza di Dio. È lo stato della coscienza divina.

7. La coscienza di unità

Siamo ora dunque consapevoli dello stato dell’Essere in noi ed in ogni cosa creata. Cosa può mancare ora? Soltanto un ultimo passo, la coscienza del Siddha, del “perfetto”. Questa coscienza riconosce che lo stato dell’Essere che è in me è lo stesso, identico, unico stato che vi è nell’intera creazione. Ora non siamo più noi che osserviamo lo stesso stato in ogni cosa, ma diventiamo finalmente, senza nessuna possibile eccezione, quello stesso stato in ogni cosa. Non vi è più differenza tra la manifestazione intima, vera di noi stessi e la manifestazione intima, vera dell’intera creazione. Ora siamo divenuti uno con ogni cosa, siamo divenuti uno con il Divino. Uno stato perfetto, spontaneo. L’unità! Essa sola esiste. Essa sola è la realtà. È una dimostrazione esaltante della teoria di Einstein del “campo unificato di energia” compiuta non solo nel laboratorio della nostra coscienza, ma nel laboratorio della stessa manifestazione creata. È lo stato di unità, lo stato del Siddha. Il Siddha vive questo stato su questa terra. Non è soltanto un Jivanmukta, un realizzato in vita, ma ha spinto la sua realizzazione al massimo livello della consapevolezza umana.

Dobbiamo ricordare però che al nostro livello di coscienza viviamo ancora in uno stato di separazione da noi stessi. Tra quella che noi chiamiamo mente cosciente e il nostro subconscio o il nostro inconscio vi è un diaframma difficile da perforare. Questo diaframma è creato dalla nostra mente. È la nostra mente che ci tiene legati ai particolari, al relativo della nostra vita di tutti i giorni, ma è la nostra stessa mente, opportunamente guidata, che ci condurrà in contatto con l’Assoluto, la Coscienza, che è la sua vera natura. Se non impareremo ad inserire pian piano l’esperienza del Turiya, dello stato trascendentale dell’Essere, nelle nostre azioni, non andremo da nessuna parte. Sarà come girare intorno senza sapere dove andare, perché non abbiamo né la conoscenza della meta, né la direzione per raggiungerla.

Dentro di noi vi è una riserva inesauribile di forza, di amore, di dolcezza, di gioia, di felicità, eppure così spesso ci sentiamo spesso spenti, stanchi, aridi, tristi, infelici, e questo perché non abbiamo un collegamento costante con quell’energia. Basterebbe trovare quel contatto per risolvere i problemi della nostra vita, perché in quel contatto il nostro problema di separazione sarebbe superato. È un lavoro che dobbiamo fare qui e ora, perché ogni avanzamento evolutivo, ogni raggiungimento di coscienza avviene qui, su questo piano di esistenza, in questa vita. Al di là della soglia della morte non vi è più evoluzione.

www.theolabam.it/i_7_stati_della_coscienza.htm

Endless

“For the Kabbalists, the Divine is an entity so inaccessible

they are beyond the light and darkness, beyond

the worlds created. At this scale have given the name of Ain Soph
Aur: Light Without End. And even better to express your
mystery, beyond the Ain Soph Aur have conceived a region
They called Ain Soph: The End, and even beyond Aïn
Soph, Ain: No. Origin of the universe is therefore a
negation. But the “No”, which means the absence, the
absence does not mean the non-existence. Aïn is not the
absolutely nothing, as some have imagined nirvana of
Hindus. In fact, it’s exactly the opposite. Ain Soph Aur, as
Nirvana is not a non-existence, a nothing but a life
Beyond the creation of the event, so far beyond
that seems to be nothing.
Ain Soph Aur, Ain Soph, Ain … so that the Kabbalists have
attempted to define the essence of Divinity. It escapes
our understanding, but these words can make us feel that
that it is impossible to express. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

@@@@@

Be aware! Whatever you do, do it consciously. And I repeat: whatever you do!
I do not say you have to do certain things and not others, no. As long as you are aware of everything you do and a bit ‘at a time, your every action will become increasingly dry.You will learn to be detached because the gap is a consequence of awareness. Osho

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The seven states of consciousness 

The states of consciousness for

The first three states of our consciousness are called for because there are never simultaneously. Are impermanent, they have a beginning, a time event and an end.We could not imagine living permanently in the waking state, or to do without sleep or dream.

1. The vigil

It is the state we live in ordinary life, touching, tasting, smelling with our physical senses, our organs associated with the physical body. Not much else to add, because it is our most ordinary and common experience.

2. Sleep

It is the state in which we allow our bodies to rest, to recharge his batteries, and go up in a slimmer body, said body of dream to go to enjoy our dream state or the state of dreamless sleep.

3. The dream

In the consciousness of the dream we live a life completely different from that of wakefulness, using more subtle ways that we can call in a slim body, the body of a dream. We have more opportunities expanded. We have feelings or emotions, we can move at will without hindrance of space, our time has an entirely different dimension: it is no longer calculated in hours or minutes, but by feelings. It’s only once lived in this dream. But we are very much alive, albeit in a different dimension. We are subject to the ups and downs of our mind, enthusiasm and the depression that we have already experienced in the waking state and are relived as if they were rewritten by a psychic computer at will.

The states of consciousness absolute

The birth and the end of its previous states of consciousness make it clear to those who observe them to know, that there are points of junction between them, for example where there is no waking and sleep there again, or no more sleep, but even there is still a dream. In here we can see the state of consciousness following, which is absolute, always present at the base of our relative states of waking, sleeping and dreaming, always exists.

4. Transcendental consciousness

Closing your eyes you can experience it in meditation. Looking at a sunset over the sea, a mountain valley, a snowy peak standing out in the sky, the culmination of a bell, a sequence of waves on the beach, we can enter into a state of deep silence where the body consciousness is transcended, where thoughts are absolutely quiet, where awareness is fully expanded consciousness. The joy, happiness, peace, lack of time and space, silence, absence of thought, pure awareness of “being” are the characteristics of the state of transcendental consciousness, Turiya said. You can reach it through the mind itself which can lead to transcend his own thoughts by going beyond them, or our thoughts may continue to come and go, but we are not involved at all in their game and they only witness, totally detached from them. You can reach it through the five senses: hearing, sight, taste, smell and touch, becoming aware of the void that is the source of the event, or through feelings like hate, love, pain, excitement, anger, discovering the ‘ energy from which they arise.

To have experience of this state must, however, stop the flow of action. This does not mean removing the action, on which we base our lives, but permeate through this state of consciousness, permanently stabilizing it in everyday actions. In the constant experience of meditation we find a manifestation of a strange alchemy. The state of Turiya, the state of awareness of Being, begins to permeate our three were related.We begin to become aware of our true nature, the transcendental state, not only in meditation but in the waking state, more and more and more, and then gradually in the dream state. We become aware of our dreams, then dreams of our witnesses, that they look less and less involved, and finally also aware of our deep sleep. Finally, the Self-awareness will be living permanently in the 24 hours of our day. You will not lose no matter what our way of life, no matter what happens outside of themselves.

That does not mean we will not live more states of joy or sorrow, prosperity or distress, health or sickness, activity or rest, attraction or disgust, but all will have lived permanently in the state of our experience Self. Never lose the awareness of our most intimate reality. God will be with us in our actions as in our rest, our choices as in our waste.

5. Cosmic consciousness

This is the first manifestation of the consciousness of creation: the state of cosmic consciousness. Who has reached living permanently in the contemplation of the Divine. Broke forever the cycle of rebirth, the cycle delSamsara. He joined forever in a fifth state of consciousness where the Turiya, the transcendental state of Being, and the relative states are lived together in perfect harmony 24 hours 24. Opposites are integrated. It is called “the first manifestation of the consciousness of achievement” because there is nothing more profound, more real, more satisfying than this. Within the individual there is an ever more expansive, more alive. If God is one in his transcendence and his immanence, we should be able to live within the one God of us limitless experience of our consciousness, but also externally in its creation.

Slowly standing together with the experience of the self within, begins to manifest a new consciousness. Spontaneously, through the consistency of our practices, cosmic consciousness, which is in fact the total expansion of the mind to its highest degree of awareness, is softened through a process of gradual but ever deeper understanding of our perception. The gap, the gap has developed between us and the manifestation of God in the consciousness of “witness”, which is the characteristic of cosmic consciousness, begins to be filled by the work of our hearts. Love and devotion are responsible for this prodigy. The mind and heart were always separate, always have each claimed their space, their zones of influence. Now, gradually but surely, the heart fills this gap. Nature begins to reveal his thin appearance. The divine energy which permeates every aspect of creation and that it seems invisible and hidden under a more or less coarse physicality, she begins to dance on the surface of things. Every subject, every feeling, every perception is imbued with energy. You can feel the energy of the tree only to place his hands on the trunk. Nature begins to sing the music of the Absolute. The air vibrates with the notes, as does the sun, the seven colors, the fire and its heat, water, and its fluidity, the earth and its creative humus.Everything is seen as a perfect harmony led by only one energy source: the law of nature, evolution, the alternation of birth and death cycle of change.

6. The divine consciousness

The Divine becomes not only permanently present in us, but it fully reveals its presence in everything, in every respect, in each continuum. We are living in a sixth state of consciousness. The Divine, now discovered, he agrees to appear in all its no more secret reality. The miracle that is happening did not seem possible. We see the sky and the sun, the moon and the green fields, the snowy mountains and rivers quiet or threatening, lakes and seas, insects, animals, our fellow man as the perfect product, a harmonious divine power manifested to us in all its reality: everything is a manifestation of God’s existence is the state of divine consciousness.

7. The awareness drive

We are now so aware of the state of being in us and in all created things. What may be missing now? Only a last step, the consciousness of Siddha, the “perfect”. This consciousness acknowledges that the state of being that is in me is the same, identical, the only state that there is the whole creation. Now we are no longer us who observe the same state in all things, but finally we become, without any possible exception, that same state in all things. There is no difference between the event intimate, true to ourselves and the event intimate, true of all creation. Now we have become one with everything, we have become one with the Divine. Perfect condition, spontaneous. Unity! It only exists. It alone is the reality. It is an exciting demonstration of Einstein’s theory of “unified field of energy” carried out not only in the laboratory of our consciousness, but in the laboratory of the same event created. It is the state of unity, the state of the Siddha. The Siddha this state lives on this earth. It is not only a Jivanmuktas, made a life, but its implementation has led to the highest level of human consciousness.

We must remember, however, that our level of consciousness we are still living in a state of separation from ourselves. Between what we call our conscious mind and our subconscious or unconscious is difficult to pierce a diaphragm. This diaphragm is created by our mind. It is our minds that keeps us tied to the particular, the relative of our lives every day, but it is our own mind, properly guided, which will lead us into contact with the Absolute Consciousness, which is its true nature . If you do not learn to slowly enter the experience of the Turiya, of the transcendental state of Being, in our actions, we will not go anywhere. It will be like turning around without knowing where to go because we have no knowledge of the goal, neither managed to reach it.

Within us there is an inexhaustible reservoir of strength, love, gentleness, joy, happiness, and yet so often we talk often dull, tired, dry, sad, unhappy, and that’s because we do not have a constant connection with that ‘ energy. Just find that contact to solve the problems of our lives, because then contact our problem of segregation would be exceeded. It is a work we do here and now, because every evolutionary advance, every achievement of consciousness is here, on this plane of existence in this life. Beyond the threshold of death there is no evolution.

www.theolabam.it/i_7_stati_della_coscienza.htm



Vertigine – Vertigo


🌸Vertigine🌸

Una canzone
un ritmo di parole
tra sogni e stelle
fino a quando
la realtà tutto intreccia

Ed è viaggio evocativo
vertigine intensa
per riprendere la rotta
della presenza
sognante e vera

08.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Vertigo

A song
a rhythm of words
between dreams and stars
until
reality is all intertwined

And it is an evocative journey
intense dizziness
to resume the route
of presence
dreamy and true

08.03.2022 Poetyca

Solo ora – Only now


Solo ora
scrittura estemporanea

Ci sono spazi invisibili dove frusciano i pensieri,
dove nulla vorresti s’infranga a scalfire gli attimi…
Solo ali impalpabili ti conducono, ed ancora aspetti :
Non ha alcun valore il tempo – ieri, oggi , domani,
ormai nulla conta e per misurare quel che scorre,
per avere cognizione di presenza si usa il cuore.

Ci sono ombre lunghe come un’interninabile sera
e a volte sono nostalgie lontane senza nome:
Tutto si mescola e sospira come vento tra le fronde,
tutto ti rapisce e ti fa sgorgare una stilla senza ragione.
Perchè è il senso di quel che hai perduto,
di quello a cui credevi e che sei consapevole
che devi sempre esser pronto a ricominciare.

Sono viaggi a ritroso,sono proiezioni che ingannano
e se cerchi quel che è stato sai solo che da domani
giri pagina e si ricomincia ma si parte ora da un tempo
senza inganni, senza illusioni e senza più tempo
perchè il vero attimo da vivere è solo ora!

17.03.2004 Poetyca

Only now
extemporaneous writing

There are areas where rustling invisible thoughts,
anything where you want to scrape the shattered moments …
Only impalpable wings you lead, and even aspects:
No value time – yesterday, today and tomorrow
now nothing matters and what to measure flows,
to be informed of presence using the heart.

There are long shadows as evening un’interninabile
and sometimes distant nostalgia nameless
Everything is mixed and sighs as the wind in the leaves,
kidnaps you and makes you all gush a drop for no reason.
Why is the sense of what you lost
that for which they believed and that you are aware
that you must always be ready to begin again.

They travel backwards, projections are that deceive
and if you try what was know only tomorrow
turn the page and start again but now from a part-time
without deceit, without illusions and without time
because the only true moment of life is now!

17.03.2004 Poetyca

La vera luce è amore – The true light is love


La vera luce è amore

E’ antica la nostra ricerca
un soffio che viene da lontano
con passi esitanti per attendere
chi prende la nostra piccola mano
Ma in noi il senso del perduto
e nulla ci basta, il percorso continua ancora

In questo silenzio
è solo il battito del cuore
che segna la mappa
di un itinerario antico
di questo senso di vuoto
per la vera luce è amore

21.02.2011 Poetyca

The true light is love

It is ancient, our research
a wind that comes from afar
with hesitant steps to wait
Who takes our little hand
But we lost the sense of
and nothing there is enough, the path continues

In this silence
is just the heart beat
which marks the map
of an ancient route
This sense of emptiness
for the true light is love

21.02.2011 Poetyca

Contrasto – Contrast


🌸Contrasto🌸

Il contrasto è opportunità
per vedere
da angolature diverse
la medesima situazione.
Allora da una tesi,
un’antitesi,si giunge alla sintesi
che è asse d’equilibrio.
Accordo irrinunciabile
che non ferisce o impone
ma costruisce.

08.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Contrast

Contrast is opportunity
to see
from different angles
the same situation.
So from a thesis,
an antithesis, we arrive at the synthesis
which is the axis of equilibrium.
Inalienable agreement
that does not hurt or impose
but builds.

08.03.2022 Poetyca

Messa a fuoco – Focus – Rhonda Byrne


🌸Messa a fuoco🌸

“Su cosa ti concentri
con il tuo pensiero e sentimento
è ciò che attiri
nella tua esperienza”.

Rhonda Byrne
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Focus

“What you focus on
with your thought and feeling
is what you attract
into your experience.”

Rhonda Byrne

Gocce di luce – Drops of light – Haiku


🌼Gocce di luce – Haiku🌼

Gocce di luce
in giocoso incanto
fuori dal buio

05.10.2018 Poetyca
🌼🌿🌼#Poetycamente
🌼Drops of light – Haiku

Drops of light
in playful enchantment
out of the dark

05.10.2018 Poetyca

Crosby, Stills, Nash e Young – Full Concert – 12/04/88 – Oakland Coliseum Arena (OFFICIAL)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=W80XEPxDDQM]

Crosby, Stills, Nash & Young (spesso abbreviato CSN&Y) è un supergruppo musicale statunitense di musica pop/rock che ha avuto un momento di particolare notorietà nei primi anni settanta. I musicisti che lo formavano erano appartenuti a tre gruppi attivi nella metà degli anni sessanta e specializzati nel repertorio folkrock (gli statunitensi Byrds e Buffalo Springfield e gli inglesi Hollies). Tali gruppi erano considerati una sorta di alter ego dei Beatles e, almeno in parte, un tentativo di risposta statunitense allo strapotere del gruppo di Liverpool

La formazione base era inizialmente costituita dal trio Crosby, Stills & Nash: nel 1969 fu pubblicato il loro primo album il cui titolo era costituito semplicemente dai loro cognomi e che scalò rapidamente le classifiche di vendita. Solo successivamente ad essi si aggiunse Neil Young (in occasione del Festival di Woodstock).

Furono tre gli album pubblicati a cavallo degli anni sessanta e settanta: Déjà vu; So Far (con l’immagine in copertina disegnata da Joni Mitchell); e il doppio live 4 Way Streetche costituisce la summa del loro percorso artistico unitario, che contiene tra le altre la celebre canzone-invettiva Ohio, scritta da Neil Young in memoria dell’eccidio compiuto nel 1970 a Kent (Ohio) dalla polizia che sparò su studenti pacifisti uccidendone quattro, divenuta il loro personale manifesto contro l’impegno statunitense nella guerra del Vietnam.

Altri brani da segnalare nella produzione di quegli anni sono Teach Your Children, The Lee Shore, Suite: Judy Blue Eyes, Carry On, Right Between the Eyes, Love the One You’re With, e la loro interpretazione di Woodstock di Joni Mitchell.

Anche singolarmente – nel divenire di lunghe anche se non sempre lineari carriere – i quattro componenti del CSN&Y hanno riscosso un notevole successo sia in termini di popolarità che di vendite di dischi. Nel 1998 CSN&Y sono stati inseriti nella Vocal Group Hall of Fame. Più volte scioltisi e più volte ricompostisi – sotto forma di duo o trio, in combinazioni differenti – sono tornati a esibirsi live nella primavera del 2005. CSN hanno poi fatto due tournée, con passaggi anche in Italia, nel 2011 (Padova, Milano, Firenze e Roma) e poi nel 2013 (Brescia e Piazzola Sul Brenta di Padova).

http://it.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Crosby, Stills & Nash (CSN) is a folk rock supergroup made up of David Crosby, Stephen Stills and Graham Nash. They are known as Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY) when joined by occasional fourth member Neil Young. They are noted for their intricate vocal harmonies, often tumultuous interpersonal relationships, political activism, and lasting influence on American music and culture. All four members of CSNY have been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame twice,[1] though Young’s inductions were for work not involving the group.

Prior to the formation of CSN, each member of the band had belonged to another prominent group. David Crosby played guitar, sang and wrote songs with the Byrds; Stephen Stills had been a guitarist, keyboardist, vocalist and songwriter in the band Buffalo Springfield (which also featured Neil Young); and Graham Nash had been a guitarist, singer and songwriter with the Hollies.

Due to internal friction, Crosby was dismissed from The Byrds in late 1967.[2] By early 1968, Buffalo Springfield had disintegrated, and after aiding in putting together the band’s final album, Stills was unemployed. He and Crosby began meeting informally and jamming. The result of one encounter in Florida on Crosby’s schooner was the song “Wooden Ships“, composed in collaboration with another guest, Jefferson Airplane‘sPaul Kantner.[3]

Graham Nash had been introduced to Crosby when the Byrds had toured the United Kingdom in 1966, and when the Hollies ventured to California in 1968, Nash resumed his acquaintance with him.[4] At a party in July 1968 at Joni Mitchell‘s house, Nash asked Stills and Crosby to repeat their performance of a new song by Stills, “You Don’t Have To Cry”, with Nash improvising a third part harmony.[5] The vocals jelled, and the three realized that they had a unique vocal chemistry.

Creatively frustrated with the Hollies, Nash decided to quit the band and work with Crosby and Stills. After failing an audition with the BeatlesApple Records, they were signed to Atlantic Records by Ahmet Ertegün, who had been a fan of Buffalo Springfield and was disappointed by that band’s demise.[6] From the outset, given their previous experiences, the trio decided not to be locked into a group structure. They used their surnames as identification to ensure independence and a guarantee that the band could not continue without one of them, unlike both the Byrds and the Hollies. They picked up a management team in Elliot Robertsand David Geffen, who got them signed to Atlantic and would help to consolidate clout for the group in the industry.[7] Roberts kept the band focused and dealt with egos, while Geffen handled the business deals, since, in Crosby’s words, they needed a shark and Geffen was it.[8]

Stills was already signed to Atlantic Records through his Buffalo Springfield contract. Crosby had been released from his Byrds’ deal with Columbia, as he was considered to be unimportant and too difficult to work with. Nash, however, was still signed to Epic Records through the Hollies. Ertegun worked out a deal with Clive Davis to essentially trade Nash to Atlantic in exchange for Richie Furay (who was also signed to Atlantic from having been in Buffalo Springfield) and his new band Poco

http://en.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Una perla al giorno – Detto Sufi


mandala m

 

Solitudine nella folla.
In tutta la tua attività
diretta all’ esterno,
resta internamente libero.
Impara a non identificare
te stesso con una cosa qualunque.

Detto Sufi

Loneliness in the crowd.
In all your activities
direct to ‘external,
It remains internally free.
Learn not to identify
yourself with any one thing.

                      Sufi said