Archivio | 09/07/2022

Conseguenza – Consequence


🌸Conseguenza🌸

Tu
lanci
un sasso
nello stagno
ed onde
concentriche
si muovono

Conseguenza
in un gesto
nel pensiero
o in parole
che possono
essere nubi
o arcobaleno

22.04.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Consequence

You
toss
a pebble
into the pond
watch concentric
waves
move outward

The consequences
of one gesture
thought
or word
may be clouds
or a rainbow

22.04.2020 Poetyca

Un ringraziamento per la collaborazione nella traduzione a Ana Daksina di https://timelessclassics.wordpress.com

Soffio del tempo – Breath time


Soffio del tempo

Tu leggi nel cuore
tu sai che
avevo messo
i mie sogni in un cassetto
perchè restassero ad asciugare
vernice e lacrime
di colori che si erano spenti
Nella pace
ha riposato il mio cuore
per accogliere respiri
silenzi di vita
ed oggi c’è spazio
tra quelle pieghe in attesa
per riprendere ancora
dal punto in cui tutto era fermo
accompagnando ora
nuove danze d’anima
soffici incanti d’aurora
che con la luce
aprono un varco
tra vecchi rovi
traccia viva
nella nostra memoria
sentiero mai dimenticato
che profuma l’aria
di petali d’amore

30.05.2011 Poetyca

Breath time

You read in the heart
you know that
I had put
my dreams in a drawer
that he will remain to dry
paint and tears
of colors that faded
In the peace
rested my heart
to hold breath
silence of life
and today there is room
between those folds on hold
again to resume
from the point where everything was still
accompanying just now
new dances of the soul
soft charms of sunrise
that with light
open a gap
between old brambles
living trace
in our memory
path never forgotten
smelling the air
of petals of love

30.05.2011 Poetyca

Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina – Nobody ever will arrive at liberation through a doctrine – Hermann Hesse


Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina

Ma Siddharta passeggiava pensieroso attraverso il boschetto. S’imbatté così in Gotama, il Sublime, e lo salutò rispettosamente e poiché lo sguardo del Buddha era pieno di bontà e di dolcezza, il giovane si fece animo e chiese al degno uomo il permesso di parlargli. Con un cenno silenzioso, il Sublime acconsentì.

Parlò Siddharta: «Ieri, o Sublime, mi fu dato di ascoltare la tua mirabile dottrina. Insieme col mio amico io venni da lontano per ascoltare la dottrina. E ora il mio amico rimarrà coi tuoi uomini, egli si rifugia in te. Ma io riprendo ancora il mio pellegrinaggio».

«Come ti piace» disse il degno uomo cortesemente.

«Troppo ardite son le mie parole,» continuò Siddharta «ma non vorrei lasciare il Sublime senza avergli esposto schiettamente il mio pensiero. Vuole il Venerabile prestarmi ascolto ancora un momento?».

Con un cenno silenzioso il Sublime assentì.

Disse Siddharta: «Una cosa, o Venerabilissimo, ho ammirato soprattutto nella tua dottrina. Tutto in essa è perfettamente chiaro e dimostrato; come una perfetta catena, mai in nessun luogo interrotta, tu mostri il mondo: una eterna catena, contesta di cause e di effetti. Mai ciò è stato visto con tanta chiarezza, né esposto in modo più irrefutabile; certamente più vivo deve battere il cuore in petto a ogni Brahmino quand’egli, guidato dalla tua dottrina, senza soluzioni di continuità, limpido come un cristallo, non dipendente dal caso, non dipende dagli dèi. Se esso sia buono o cattivo, se la vita in esso sia gioia o dolore, può forse rimanere oscuro (può anche essere che questo non sia la cosa essenziale); ma l’unità del mondo, la connessione di tutti gli avvenimenti, l’inclusione di ogni essere, grande e piccolo, nella stessa corrente, nella stessa legge delle cause ultime, del divenire e del morire, questo risplende chiaramente dalla tua sublime dottrina, o Perfettissimo. Ma ora, secondo la tua stessa dottrina, in un punto è interrotta questa unità e consequenzialità di tutte le cose, attraverso un piccolo varco irrompe in questo mondo unitario qualcosa che prima non era e che non può essere indicato né dimostrato: e questo varco è la dottrina del superamento del mondo, della liberazione. Ma con questo piccolo spiraglio, con questa piccola rottura viene di nuovo infranto e compromesso l’intero ordinamento del mondo unitario ed eterno. Voglimi perdonare, se ho osato proporti quest’obiezione».

Tranquillo e immobile l’aveva ascoltato Gotama. Quindi parlò a sua volta, il Perfetto: parlò con la sua voce benigna, con la sua voce chiara e cortese: «Tu hai udito la dottrina, o figlio di Brahmino, e torna a tuo onore di avervi riflettuto così profondamente. Tu vi hai trovato una frattura, un errore. Possa tu andar oltre col pensiero. Permetti solo ch’io ti metta in guardia, o tu che sei avido di sapere, contro la molteplicità delle opinioni e contro le contese puramente verbali. Le opinioni non contano niente, possono essere belle o odiose, intelligenti o stolte, ognuno può adottarle o respingerle. Ma la dottrina che hai udito da me, non è mia opinione, e il suo scopo non è di spiegare il mondo agli uomini avidi di sapere. Un altro è il suo scopo: la liberazione dal dolore. Questo è ciò che Gotama insegna, null’altro».

«Perdona il mio ardire, o Sublime» disse il giovane. «Non per avere una discussione con te, una discussione puramente terminologica, ti ho parlato poc’anzi in questo modo. In verità, hai ragione: contano poco le opinioni. Ma permettimi di dire ancora questo: non un minuto io ho dubitato di te. Non un minuto ho dubitato che tu sei Buddha, che tu hai raggiunto la meta, la somma meta verso la quale si affaticano tante migliaia di Brahmini e di figli di Brahmini. Tu hai trovato la liberazione dalla morte. Essa è venuta a te attraverso la tua ricchezza, ti è venuta incontro sulla tua stessa strada, attraverso il tuo pensiero, la concentrazione, la conoscenza, la rivelazione. Non ti è venuta attraverso la dottrina! E – tale è il mio pensiero, o Sublime – nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina! A nessuno, o Venerabile, tu potrai mai, con parole, e attraverso una dottrina, comunicare ciò che avvenne in te nell’ora della tua illuminazione! Molto contiene la dottrina del Buddha cui la rivelazione è stata largita: a molti insegna a vivere rettamente, a evitare il male. Ma una cosa non contiene questa dottrina così limpida, così degna di stima: non contiene il segreto di ciò che il Sublime stesso ha vissuto, egli solo fra centinaia di migliaia. Questo è ciò di cui mi sono accorto, mentre ascoltavo la dottrina. Questo è il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un’altra e migliore dottrina, poiché lo so, che non ve n’è alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire. Ma spesso ripenserò a questo giorno, o Sublime, e a questa ora, in cui i miei occhi videro un Santo».

Chetamente fissavano il suolo gli occhi del Buddha, chetamente raggiava in perfetta calma il suo viso imperscrutabile.

«Voglia il cielo che i tuoi pensieri non siano errori!» parlò lentamente il Venerabile. «Possa tu giungere alla meta! Ma dimmi, hai tu visto la schiera dei miei Samana, dei molti miei fratelli che si sono convertiti alla dottrina? E credi tu, o Samana forestiero, credi tu che per tutti costoro sarebbe meglio abbandonare la dottrina e rientrare nella vita del mondo e dei piaceri?».

«Lungi da me un tal pensiero!» gridò Siddharta. «Possano essi rimaner tutti fedeli alla dottrina, possano raggiungere la loro meta. Non tocca a me giudicare la vita di un altro. Solo per me, per me solo devo giudicare, devo scegliere, devo scartare. Liberazione dall’Io è quanto cerchiamo noi Samana, o Sublime. Se io diventassi ora uno dei tuoi discepoli, o Venerabile, mi avverrebbe – temo – che solo in apparenza, solo illusoriamente, il mio Io giungerebbe alla quiete e si estinguerebbe, ma in realtà, esso continuerebbe a vivere e a ingigantirsi, poiché lo materierei della dottrina, della mia devozione e del mio amore per te, della comunità con i monaci!».

Con un mezzo sorriso, con immutata e benigna serenità Gotama guardò lo straniero negli occhi e lo congedò con un gesto appena percettibile.

«Tu sei intelligente, o Samana» disse il Venerabile. «Sai parlare con intelligenza!».

Il Buddha s’allontanò, e il suo sguardo e il suo mezzo sorriso rimasero per sempre incisi nella memoria di Siddharta.

Mai ho visto un uomo guardare, sorridere, sedere, camminare a quel modo, egli pensava, così veramente desidero anch’io saper guardare, sorridere, sedere e camminare, così libero, venerabile, modesto, aperto, infantile e misterioso. Così veramente guarda e cammina soltanto l’uomo che è disceso nell’intimo di se stesso. Bene, cercherò anch’io di discendere nell’intimo di me stesso.

Ho visto un uomo, pensava Siddharta, un uomo unico, davanti al quale ho dovuto abbassare lo sguardo. Davanti a nessun altro voglio mai più abbassare lo sguardo: a nessun altro. Nessuna dottrina mi sedurrà mai più, poiché non m’ha sedotto la dottrina di quest’uomo.

Il Buddha m’ha derubato, pensava Siddharta, m’ha derubato, eppure è ben più prezioso ciò ch’egli mi ha donato. M’ha derubato del mio amico, di colui che credeva in me e che ora crede in lui, che era la mia ombra e che ora è l’ombra di Gotama. Ma mi ha donato Siddharta, mi ha fatto dono di me stesso.

– da “Siddharta” di Hermann Hesse –

Nobody ever will arrive at liberation through a doctrine

But Siddhartha walked thoughtfully through the grove. So he met Gotama, the Sublime, and greeted him respectfully, and as the gaze of the Buddha was full of goodness and kindness, the young man took heart and asked permission to talk to him a worthy man. With a nod silently, the Blessed One consented.

He spoke Siddhartha: “Yesterday, or sublime, I was able to listen to your wonderful teaching. Together with my friend I came from a distance to the doctrine. And now my friend will stay with your man, he takes refuge in you. But I still I take my pilgrimage. “

“As you like it,” said the worthy man politely.

“Too bold are my words,” Siddhartha continued, “but I would not leave without having exposed Sublime frankly my thoughts. Venerable wants to listen for a moment? “.

With a nod silently assented the Sublime.

Siddhartha said: “One thing or Venerable, I especially admired in your teachings. Everything in it is perfectly clear and shown, as a perfect chain, never stopped nowhere, you show the world an eternal chain of causes and effects challenges. Never saw what was so clearly exposed in a more or irrefutable, certainly more alive to his heart beat in my chest every Brahmin when he led by your doctrine, seamless, clear as a crystal, not dependent on case, it depends on the gods. If it is good or bad, if life in it is joy or pain, may perhaps remain obscure (it may be that this is not the main thing), but the unity of the world, the connection of all events, the ‘ inclusion of all beings, great and small, in the same current, the same law of final causes, of becoming and dying, it shines clear from your sublime doctrine, or perfect. But now, according to your own doctrine, is interrupted at one point this unit and consequentiality of all things, through a small hole breaks into this world unity was something that did not and can not be shown or demonstrated, and this passage is the doctrine of the overcoming of the world, the liberation. But with this small window of opportunity, with this little break is broken again and compromise the entire world order and united forever. Voglimi forgive, if I dared to propose this objection. “

Quiet and motionless Gotama had listened to him. Then spoke in turn, the Perfect: benign spoke with his voice, with her clear voice and polite, “You have heard the doctrine, or the son of Brahmin, and back to your honor to have you thinking so deeply. You will have found a fracture, an error. May you go beyond thought. Let me just put you on guard, O you who are eager for knowledge, against the multiplicity of opinions and disputes against the purely verbal. The opinions do not matter, can be beautiful or hideous, intelligent or foolish, anyone can adopt them or reject them. But the doctrine which you heard from me, not my opinion, and its purpose is not to explain the world to men eager to know. Another is its purpose: freedom from pain. This is what Gotama teaches, nothing else. “

“Forgive my boldness, and Sublime,” the boy said. “Not to have a discussion with you, merely a discussion of terminology, I told you about earlier in this way. In truth, you’re right: the views count for little. But let me say this again: not a minute I doubted you. Not a minute I doubted that you are Buddha, you’ve reached the goal, the goal towards which the sum is tired of so many thousands of children of Brahmins and Brahmins. You have found deliverance from death. It has come to you through your wealth, did you encounter on your own way, through your thought, concentration, knowledge, revelation. You are not coming through the doctrine! And – this is my thought, or Sublime – no one ever will arrive at liberation through a doctrine! No one, or Venerable, you can never, by word, and through a doctrine, you communicate what happened in the hour of your enlightenment! Very contains the doctrine of the Buddha which the revelation was bestowed: teaches many to live righteously, to avoid evil. But this doctrine does not contain something so clear, so worthy of esteem: does not contain the secret of what the Blessed One himself lived, he alone among hundreds of thousands. This is what I realized as I listened to the doctrine. This is why I continue my pilgrimage, not to seek another and better doctrine, because I know that there is none, but to leave all doctrines and all teachers and reach my goal by itself or die. But often look back at this day, or sublime, and this time, when my eyes saw a Ghost. “

Quietly staring at the ground Buddha’s eyes, shone softly in perfect calm on his face inscrutable.

“God grant that your thoughts are not errors,” the Venerable spoke slowly. “May you reach the goal! But tell me, have you seen the multitude of my Samana, many of my brothers who have converted to the doctrine? And do thou, O stranger, Samana, do you believe that all these would be better to abandon the doctrine and re-enter the world and the pleasures of life? “.

“Far from me such a thought,” cried Siddhartha. “May they all remain faithful to the doctrine, they reach their destination. It is not for me to judge the life of another. Only for me, I have to judge for myself alone, I have to choose, I have to discard. Is what we seek liberation from the Samana, and Sublime. If I became now one of your disciples, Venerable, I would be – I fear – that only in appearance, only illusory, my ego would come to rest and become extinct, but in reality, it would continue to live and magnified, because the materials of doctrine, of my devotion and my love for you, the community with the monks. “

With a half smile, with unchanged and benign serenity Gotama looked at the stranger in the eye and sent him away with a barely perceptible gesture.

“You’re smart, or Samana,” said the Venerable. “Can you speak with intelligence.”

The Buddha turned away, and her eyes and her smile remained forever etched half the memory of Siddhartha.

Never have I seen a man look, smile, sit, walk that way, he thought, so I really would like to know how to look, smile, sit and walk, so free, honorable, modest, open, childlike and mysterious. So truly looks and walks only man who descended into the depths of himself. Well, I will try to descend into the depths of myself.

I saw a man, Siddhartha thought, a single man, before whom I had to look down. Faced with no other I never look down: no one else. No doctrine ever seduce me, because it seduced me the doctrine of this man.

The Buddha robbed me, thought Siddhartha, robbed me, yet is far more precious than what he gave me. Robbed me of my friend, one who believed in me and now believe in him, that was my shadow and is now a shadow of Gotama. But I won Siddhartha, I made a gift of myself.

– From “Siddhartha” by Hermann Hesse –

Sulla via dell’amore – On the way of love


🌸Sulla via dell’amore🌸

Sia attenzione reciproca
e scambio costruttivo,
capace di condurre
sulla via dell’Amore.
Non smettere mai
di portare avanti la Speranza,
il valore dei sentimenti
e la tua sensibilità
e fai che traspaiano sempre
dalle tue parole.
Forse si è idealisti,
ma sii come il giunco
che si piega al vento
ma non si spezza,
sii capace di coerenza
e non permettere
che nulla ti scalfisca.
Non avere paura e ricorda
che chi lavora dentro di sè
è seme del futuro
e contagia alla gioia
e all’amore altre persone.
Soffia sempre le nubi
e sii arcobaleno,
davvero è necessario!

Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸On the way of love

Be mutual attention
and constructive exchange,
capable of leading
on the way of Love.
Never stop
to carry on Hope,
the value of feelings
and your sensitivity
and make them always shine through
from your words.
Maybe you are an idealist,
but be like the rush
that bends in the wind
but it doesn’t break,
be capable of consistency
and do not allow
let nothing scratch you.
Don’t be afraid and remember
than those who work within themselves
it is the seed of the future
and infects to joy
and to love other people.
It always blows the clouds
and be rainbow,
really it is necessary!

Poetyca

L’elefantino Chimbo – The baby elephant Chimbo


L’elefantino Chimbo
Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

The baby elephant Chimbo

The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

La verità in noi – The truth is in us – Robert Browning


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La verità è in noi

La verità è in noi.
Non sboccia da alcuna cosa esterna.
C’è un profondo centro in noi tutti
Dove la verità alberga in assoluto;
e fuori, strato su strato, la densa carne la racchiude.
Questa percezione chiara e perfetta – che è la verità –
è trattenuta da un illusorio e perverso involucro carnale,
E CONOSCERE consiste più nell’aprire un varco
Attraverso il quale lo splendore prigioniero può evadere
Che non cercar di fare entrare una luce
Da un immaginario “fuori” di noi.
Robert Browning

The truth is in us
The truth is in us.
Not blooms on anything external.
There is a deep center in us all
Where truth dwells in the absolute;
and out, layer upon layer, the dense flesh holds.
This perception clear and perfect – that is the truth –
is retained by an illusory and perverse carnal envelope,
It consists of more than opening a gap KNOW
Through which the imprisoned splendor may escape
That is not to try to let in light
From an imaginary “outside” of us.
Robert Browning

Pagine nuove – New pages


Pagine nuove

Vengo a trovarti qui
tra queste tue pagine
che son nuove
anche se nate da lontano
per porgerti parole
che contengano una goccia
di gioia insieme ad un pensiero
per augurarti un viaggio sereno
tra le onde della vita

Brezze e carezze
nei sospiri di cielo
che nutrono speranze
e colorano gli attimi
con colori d’arcobaleno

Respiri del tempo
che ha inciso il passo
nelle pieghe del cuore
e sei qui a farti domande
su un destino in attesa
di risposte nuove

Socchiudi gli occhi
e raccogli i sogni
che mai smettono
d’accompagnare
istanti preziosi
senza prezzo

Sorridi ancora
mentre puoi respirare
quel dono prezioso
che palpita eterno
perché la vita
mai smette di donarsi
e di donare istanti
d’immenso valore

26.06.2003 Poetyca

New pages

I come to see you here
between these on your pages
who are new
even if born from a distance
to give us words
containing a drop
together with a thought of joy
wish you a peaceful journey
the waves of life

Breeze and caresses
the sighs of the sky
Hopes are that
and the color moments
colors of the rainbow

Breath of time
which affected the pace
in the folds of the heart
and are here to ask questions
a destiny waiting
new answers

Close my eyes
Pick up your dreams
that never stop
to accompany
precious moments
no price

Smile again
while you breathe
that precious gift
that beats forever
because life
never ceases to give himself
and to give instant
of immense value

26.06.2003 Poetyca

Obiettivo – Goal – Osho


🌸Obiettivo🌸

“Non ho un obiettivo,
perché l’esistenza non ha meta.
Semplicemente è,fiorire,sbocciare,
ballare ma non chiedere perché.
Solo un trabocco di energia,
per nessuna ragione.”

Osho
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Goal

“I don’t have a goal,
because existence has no goal.
It simply is,flowering,blossoming,
dancing but don’t ask why.
Just an overflow of energy,
for no reason at all.”

Osho

Pezzi – Pieces



🌸Pezzi🌸

Ed è equilibrio
tra quel che si osserva
e quel che è

L’amore osserva
cerca armonia
ma infine si arrende

Sono pezzi tutte le parti
che in una persona
la rappresentano

17.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Pieces

And it is balance
between what is observed
and what it is

Love observes
seek harmony
but finally he gives up

All the parts are pieces
than in a person
represent it

17.03.2022 Poetyca

Vita – Life – Haiku


🌸Vita🌸

Scandito
in armonico suono:
battito di vita

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Life

Scanned
in harmonic sound:
beat of life

© Poetyca

Una perla al giorno – Dhammapada


rosone19_1024
Io, come un elefante colpito in battaglia
dalla freccia scagliata da un arco,
sopporterò una falsa accusa,
mentre la massa non ha principî.
L’elefante domato si conduce in battaglia,
l’elefante domato è la cavalcatura del re.
Colui che ha domato la propria mente
e sopporta le false accuse
è il migliore tra gli uomini.

Dhammapada, 320-321

I, like an elephant struck in battle
the arrow shot from a bow,
I endure a false accusation,
while the mass has no principles.
The elephant is tamed leads in battle,
the elephant is tamed the horse of the king.
One who has tamed his mind
and he bears false accusations
It is the best among men.

Dhammapada, 320-321