Archivio | 16/07/2022

Nel sole – In the sun – Helen Keller


🌸Nel sole🌸

“Mantieni il tuo volto
in pieno sole,
e non potrai vedere l’ombra.”

Helen Keller
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸In the sun

“Keep your face
in full sun,
and you won’t be able to see the shadow. ”

Helen Keller

Tutto è più chiaro – Everything is lighter


Tutto è più chiaro

Non c’è più
ragione di credere
a parole di sale
nascoste
dentro al vaso
dello zucchero

Sono barattoli di miele
a riflettere il nulla
in chi appare
nei sospiri d’incertezza
e si aggrappa
a girandole
e danze di parole

E come sempre è un’ombra
fuggita all’aurora
per timore
di essere svelata

A cercare applausi
prima di svanire
risucchiata
da torbida confusione
che conduce al nulla

Adesso
che conosco la verità
tutto è più chiaro

02.06.2011 Poetyca

Everything is lighter

There is no more
reason to believe
in words of salt
hidden
inside the vessel
of the sugar

There are jars of honey
to reflect the void
in who appears
in the sighs of uncertainty
and clings to
turning
and dance of words

And as always, is a shadow
fled at dawn
for fear
to be unveiled

To seek applause
before fading
sucked into
murky confusion
that leads to nothing

now
I know the truth
Everything is lighter

02.06.2011 Poetyca

Luce ed ombra – Light and shadow


Immagine di © Poetyca

“Più luce si raggiunge, più oscurità si scopre; l’oscurità ferita protesta contro la luce. Non si può fare un passo verso l’alto senza fare anche un passo verso il basso; nessuno può raggiungerre il cielo se non è passato per l’inferno. Più ci avviciniamo alla cima più tocchiamo il fondo, ma tutti i fondi sono la superficie di qualcos’altro. Ogni negatività è per forza l’altra faccia di una medaglia positiva.

Quando incominciamo a chiarificarci, ci accorgiamo che in noi c’è di tutto. Il progresso non consiste tanto nell’andare sempre più in alto, quanto nel far decantare tutto ciò che è d’intralcio. Il campo di battaglia siamo noi stessi: è in noi che si incontrano tutti i mondi, dal più alto al più basso, dal paradiso al’inferno. La soluzione non sta nel fuggire tappandosi il naso o facendosi il segno della croce, ma nello scendere in questi mondi e vincerli.

Niente guarisce se non viene guarito a fondo, nè si può scendere nel fondo se non si sale alle cime più alte. Se non vogliamo farci divorare, più intendiamo scendere e più ci occorre una luce potente. Dopo la conquista di ogni cima dobbiamo scendere a portare il potere e la luce giù in basso: soltanto così si trasforma la vita: altrimenti potremo continuare a sublimizzare e a spiritualizzare le cime quanto vorremo, ma la vita quaggiù continuerà nel suo solito caos.

Quando vedete un’ombra molto oscura da qualche parte in voi, qualcosa di davvero doloroso, potete stare sicuri di avere anche la possibilità di raggiungere la luce corrispondente. Sempre troverete che in voi l’ombra e la luce vanno di pari passo: se in voi c’è una capacità, c’è anche la negazione di questa capacità. Ma se scoprite un’ombra molto fitta e profonda, state tranquilli che da qualche parte in voi c’è una grande luce. A voi saper usare l’una per realizzare l’altra.

Se il ricercatore fa sua quest’ipotesi di lavoro, di salire di livello in livello, accettando di percorrere ogni volta il livello corrispondente in basso senza lasciar fuori niente e di portarvi la stessa luce nascosta sotto ogni maschera, in ogni elemento, anche nel fango più oscuro, anche nell’errore più grottesco e nel male più sordido, vedrà che poco per volta tutto si schiarisce sotto i suoi occhi: e non in teoria, ma tangibilmente. Scoprirà allora non solo “cime”, ma “abissi” di verità. Ogni caduta lo costringerà a liberare la verità prigioniera nel fondo.”

(Satprem – Sri Aurobindo, L’Avventura della Coscienza)

“The more light one reaches, the more darkness one discovers; the wounded darkness protests against the light. One cannot step up without also taking a step down; no one can reach heaven if he has not passed through hell. The closer we get to the top the more we touch the bottom, but all the bottoms are the surface of something else. Any negativity is necessarily the other side of a me

When we begin to clarify, we realize that there is everything in us. Progress does not consist so much in going higher and higher, as in letting everything stand in the way decant. The battlefield is ourselves: it is in us that all worlds meet, from the highest to the lowest, from heaven to hell. The solution is not to escape by holding your nose or doing away

Nothing heals if it is not thoroughly healed, nor can you go down to the bottom if you do not climb to the highest peaks. If we don’t want to be devoured, the more we intend to go down the more we need a light powerful. After the conquest of each peak we must go down to bring the power and the light downwards: only in this way does it transform life: otherwise we can continue to sublimate and spiritualize the peaks as much as we want, but life down here will continue in its usual chaos.

When you see a very dark shadow somewhere in you, something really painful, you can be sure that you also have a chance to reach the corresponding light. You will always find that in you shadow and light go hand in hand: if there is a capacity in you, there is also the negation of this capacity. But if you discover a very dense shadow and deep, rest assured that somewhere in you there is a great light. It is up to you to know how to use one to realize the other.

If the researcher makes this working hypothesis his own, to go up from level to level, agreeing to go through the corresponding level down each time without leaving anything out. and to bring you the same light hidden under every mask, in every element, even in the darkest mud, even in the most grotesque error and in the most sordid evil, he will see that little by little everything clears up before his eyes: and not in theory, but tangibly. You will then discover not only “peaks”, but “abysses” of truth. Each fall will force him to release the imprisoned truth at the bottom. “

Satprem – Sri Aurobindo, The Adventure of Consciousness

Interconnessi – Interconnected


🌸Interconnessi🌸

Nella visione prospettica
ogni cosa cambia dimensione:
Quanto riguarda quel che è vicino
ci prende,ci sentiamo parte
del medesimo percorso,
con reazioni incontrollate.

Ma poi basta fare
qualche passo indietro,
guardare con equidistanza
per accorgersi infine
di come tutto cambia
e siamo piccola cosa
e parte del tutto.

19.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Interconnected

In the perspective view
everything changes size:
As for what is close
it takes us, we feel part of it
of the same path,
with uncontrolled reactions.

But then just do it
a few steps back,
watch with equidistance
to finally realize
how everything changes
and we are small thing
and part of the whole.

19.03.2022 Poetyca

Il canto della vita – The song of life


Il canto della vita

Una mano che afferra, raccoglie e rassicura,
eppure è delicata, sembra danzare oltre il silenzio.
Un soffio d’anima che rincorre: attimi, ricordi…
lontani sospiri che impigrivano nell’ombra.

Cosa è questo coagulo di memoria?
La nenia di un ricordo che non sa sbiadire,
il respiro sommesso del tempo
che non accenna a frenare la sua folle corsa.

Oscuro è questo esercito di frammenti,
labirinti che confondono il cammino
mentre un’onda s’infrange sulla scogliera
e gabbiani urlano la libertà di un volo.

Apro la mano e socchiudo gli occhi,
restituisco a quest’istante il sapore
di un presente da vivere a piene mani…
Ecco, oggi è tornato il canto della vita
© Poetyca

The song of life

A hand that grasps, collects and reassures,
yet it is delicate, it seems to dance beyond silence.
A breath of soul that chases: moments, memories …
distant sighs lazy in the shadows.

What is this memory clot?
The lullaby of a memory that cannot fade,
the subdued breath of time
that shows no sign of slowing down its mad rush.

Dark is this army of fragments,
labyrinths that confuse the path
while a wave crashes on the cliff
and seagulls scream the freedom of a flight.

I open my hand and close my eyes,
I restore the flavor at this instant
of a present to live with full hands …
Here, the song of life has returned

© Poetyca

Incantesimo – Magic spell


🌸Incantesimo🌸

Resta distesa
una panchina
ed il cuore palpita
e si specchia
nell’acqua limpida

Attendo e sogno
trattenendo il fiato
di fronte allo sciabordio
di questo infinito
nostro incantesimo

19.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Magic spell

Stay stretched out
a bench
and the heart beats
and is mirrored
in clear water

I wait and dream
holding my breath
in front of the lapping
of this infinite
our spell

19.03.2022 Poetyca

Coraggio – Courage – Winston Churchill


🌸Coraggio🌸

“Il successo non è definitivo,
il fallimento non è fatale:
è il coraggio
continuare che conta”.

Winston Churchill
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Courage

“Success is not final,
failure is not fatal:
it is the courage
to continue that counts.”

Winston Churchill

Onde – Waves – Haiku


🌸Onde🌸

Marea respira
ritmo d’aliti vivi
inebriandomi

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Waves

Tide breathes
rhythm of living breaths
intoxicating

© Poetyca

Elliott Smith


Elliott Smith, pseudonimo di Steven Paul Smith (Omaha, 6 agosto 1969 – Echo Park, 21 ottobre 2003), è stato un cantautore e musicista statunitense.

Dopo aver militato nella band Heatmiser per diversi anni, la sua carriera come solista è cominciata nel 1994. Nel 1998 ha acquisito notorietà internazionale dopo essere stato nominato all’Oscar come autore della canzone Miss Misery tratta dal film Will Hunting – Genio ribelle

Sebbene sia nato come musicista rock (in particolare post-punk e grunge), le sue prime canzoni sono essenzialmente acustiche. Nei suoi lavori più maturi, come XO e Figure 8, ha introdotto invece arrangiamenti più complessi, con suoni orchestrali influenzati dalla musica dei Beatles, che lo ha da sempre ispirato. Nel suo ultimo album From a Basement on the Hill ha però cercato di ricreare le atmosfere più scarne e asciutte dei suoi primi lavori

La sua figura malinconica e la sua tragica morte all’età di soli 34 anni (forse suicida a causa della forte depressione che lo tormentava, sebbene la verità non sia ancora stata accertata) hanno involontariamente fatto di lui uno degli ultimi miti del rock alternativo americano

https://it.wikipedia.org/wiki/Elliott_Smith

Steven PaulElliottSmith (August 6, 1969 – October 21, 2003) was an American singer-songwriter and musician. Smith was born in Omaha, Nebraska, raised primarily in Texas, and lived for much of his life in Portland, Oregon, where he first gained popularity. Smith’s primary instrument was the guitar, though he was also proficient with piano, clarinet, bass guitar, drums, and harmonica. Smith had a distinctive vocal style, characterized by his “whispery, spiderweb-thin delivery”,[1] and used multi-tracking to create vocal layers, textures, and harmonies.

After playing in the rock band Heatmiser for several years, Smith began his solo career in 1994, with releases on the independent record labels Cavity Search and Kill Rock Stars (KRS). In 1997, he signed a contract with DreamWorks Records, for which he recorded two albums.Smith rose to mainstream prominence when his song “Miss Misery”—included in the soundtrack for the film Good Will Hunting (1997)—was nominated for an Oscar in the Best Original Song category in 1998.

Smith suffered from depression, alcoholism, and drug dependence, and these topics often appear in his lyrics. In 2003, aged 34, he died in Los Angeles, California from two stab wounds to the chest. The autopsy evidence was inconclusive as to whether the wounds were self-inflicted. At the time of his death, Smith was working on his sixth studio album, From a Basement on the Hill, which was posthumously completed and released in 2004.

https://en.wikipedia.org/wiki/Elliott_Smith

Una perla al giorno – Srimad Bhagavatam


mandala m

In verità, come le varie parti del corpo
non possono vedere gli occhi,
così gli esseri viventi
non possono capire Dio con i sensi,
con la mente, con lo spirito vitale,
anche se ognuno di noi
Lo porta nel profondo del cuore.

Srimad Bhagavatam, VI, 3, 16
In truth, as the various parts of the body
They can not see the eyes,
so living beings
They can not understand God with the senses,
with the mind, with the spirit of life,
even though each of us
The door in the bottom of my heart.

Srimad Bhagavatam, VI, 3, 16