Archivio | 26/07/2022

Viaggiatori – Passengers


Viaggiatori

Ci sono persone che vivono in penombra
Tenendo raccolti in un angolo:
sogni,desideri,pensieri.

Altre nascondono dietro un sorriso
Le paure e le fatiche.

Chi invece ha perso le speranze,
crede che la vita non abbia valore.
Non vuole più lottare.

Quanto coraggio ci vorrebbe
Per uscire fuori?
Nessuno è solo,
siamo tutti viaggiatori
di questa vita,
tutti alla ricerca di “qualcosa”.
Se seguiamo gli stessi ideali,
la stessa rotta:
amore,vita,solidarietà
nel mare lasceremo una scia.
Ognuno ha un cammino,
ognuno è speciale…
per i suoi pensieri,
il suo dolore,
il suo viaggiare.
Anche tu hai qualcosa da dare.

Comincia il tuo cammino,
avrai come punto di riferimento
il cielo…
il cuore è la stella polare.
Se qualcuno annega
O ha paura.
Non l’abbandonare
Al suo dolore.

Lanciagli un po’ del tuo amore
Come fosse una scialuppa.
Quante tempeste,
quanta solitudine.
La salsedine brucia
Ma rende forti
Come lupi di mare.
Quando approderemo all’isola meravigliosa
Del nostro cuore,
lasceremo un segno
del nostro passaggio
amando gli altri
ed insegnando amore.
Se questo avremo imparato…
Avrà senso il nostro vagare.

12.05.2001 Poetyca


Passengers

There are people who live in darkness
Taking gathered in a corner:
dreams, desires, thoughts.

Others hide behind a smile
The fears and hardships.

Those who have lost hope,
believes that life has no value.
No longer wants to fight.

How much courage it would take
To leave out?
No one is alone,
We are all travelers
of this life,
all looking for “something”.
If we follow the same ideals,
the same route:
love, life, solidarity
into the sea leaving a trail.
Everyone has a journey,
everyone is special …
for his thoughts,
her pain,
its travel.
You also have something to give.

Begin your journey
you as a reference point
the sky …
the heart is the North Star.
If someone drowns
Or afraid.
Not abandon
His pain.

Lanciagli a bit ‘of your love
Like a boat.
How many storms,
how much solitude.
Salt water burns
But it makes strong
Like wolves of the sea.
When they land, beautiful island
Of our hearts,
leave a mark
of our passage
loving others
teaching and love.
If we learn this …
Will wander our way.

12.05.2001 Poetyca

Vittoria -Victory


Vittoria
Col cuore
in ombra
giovane/vecchio
buio sentiero.
Vento spira
tra le foglie
viso carezza.
Luce del sole
ecco ora
e sei bambino.
25.01.2002 Poetyca
Victory

With the heart
shadow
young / old
dark path.
Wind blows
the leaves
caress her face.
Sunlight
now here
and you now you’re baby.
25.01.2002 Poetyca

Notte di stelle – Night of stars



Notte di stelle

Notte di stelle
accompagna
l’ascolto del mistero
inciso nell’anima
Silenzio e spazio
senza ombra
per accendere
la nostra speranza

16.02.2017 Poetyca

Night of stars

Night of stars
accompanies
listening to the mystery
engraved in the soul
Silence and space
without a shadow
to turn on
our hope

02/16/2017 Poetyca

Dormire di giorno – Sleeping in the Daytime – 101 Storie Zen


39. Dormire di giorno
Il maestro Soyen Shaku lasciò questo mondo quando aveva sessantun anni. Col lavoro della sua intera vita, lasciò un grande insegnamento, molto più ricco di quello della maggior parte dei maestri di Zen. Nel pieno dell’estate i suoi discepoli potevano dormire durante il giorno; ma lui, pur tollerando che loro lo facessero, non sprecava mai nemmeno un minuto del suo tempo.
Quando aveva soltanto dodici anni già studiava la filosofia Tendai. Un giorno d’estate, mentre il suo maestro non c’era, il piccolo Soyen si sentì così spossato dall’afa che si stese in terra e si mise a dormire.
Passarono tre ore e tutt’ad un tratto, svegliandosi di soprassalto, sentì entrare il maestro, ma troppo tardi. Lui era là, sdraiato sulla soglia.
«Scusami tanto, scusami tanto» mormorò il maestro, scavalcando con cura il corpo di Soyen come se si trattasse di un ospite di riguardo. Da quel giorno, Soyen non dormì più nel pomeriggio.
101 Storie Zen
Sleeping in the Daytime
The master Soyen Shaku passed from this world when he was sixty-one years of age. Fulfilling his life’s work, he left a great teaching, far richer than that of most Zen masters. His pupils used to sleep in the daytime during midsummer, and while he overlooked this he himself never wasted a minute.
When he was but twelve years old he was already studying Tendai philosophical speculation. One summer day the air had been so sultry that little Soyen stretched his legs and went to sleep while his teacher was away.
Three hours passed when, suddenly waking, he heard his master enter, but it was too late. There he lay, sprawled across the doorway.
“I beg your pardon, I beg your pardon,” his teacher whispered, stepping carefully over Soyen’s body as if it were that of some distinguished guest. After this, Soyen never slept again in the afternoon.
101 Zen Stories

Tutto è vita – Everything is life


Tutto è vita

Nel cuore è alito lieve
che sfiora spazi sconosciuti
disegna immagini
che non comprendi
poi…tutto cambia
e riconosci il tuo cammino

Nuova forza che esulti
con la gioia di un bambino
Perchè tutto è vita
anche nei passi in ombra
e tutto alimenta
il tuo giardino

02.03.2004 Poetyca

Everything is life

The heart is faint breath
nearly unknown spaces
drawing pictures
you do not understand
then everything changes …
and recognize your way

New force that exult
with the joy of a child
Why is all life
even in the passages in the shade
and all feeds
your garden

02.03.2004 Poetyca

Moti d’amore – Motion of love


🌸Moti d’amore🌸

Poesie
incise orme
e leggere
carezze

Parole
silenti e vive
a disegnare
moti d’amore

23.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Motions of love

Poems
engraved footprints
and read
caresses

Words
silent and alive
to draw
motions of love

23.03.2022 Poetyca

Le Forze Avverse – Forces Adverse – Sri Aurobindo


Le Forze Avverse 3 Sri Aurobindo

3. Il giusto atteggiamento

Riguardo al contatto con il mondo e le forze ostili, questa è naturalmente sempre una delle principali difficoltà del sadhaka; ma la trasformazione del mondo e delle forze ostili è un’impresa troppo grossa, e la trasformazione individuale non può aspettare che quella sia compiuta. Ciò che si deve fare è vivere nel Potere in cui queste cose, questi elementi perturbatori non possono penetrare o, se vi riescono, non possono disturbare – ed esserne così purificati e rafforzati da non avere in sé la minima reazione alle forze ostili. Se c’è un involucro protettivo, se c’è, nell’essere interiore, una discesa purificatrice e, come risultato, la coscienza superiore si stabilisce in esso sostituendosi alla fine alla vecchia coscienza ignorante anche nelle parti più in superficie ed esteriormente attive – allora il mondo e le forze ostili non avranno più importanza, almeno per la propria anima; dovranno infatti essere affrontate nell’ambito di un lavoro più vasto e non personale; ma questo non deve essere al momento la preoccupazione maggiore. (Lettere, vol. III, p. 56)

Sono i movimenti della natura inferiore che devono essere purificati. Gli Asura non si trasformano così facilmente! Non è affatto sorprendente che siano potenti nel nostro mondo di ignoranza, poiché basta che persuadano gli uomini a seguire la tendenza innata della loro natura inferiore. Il Divino, invece, richiede sempre una trasformazione della natura. Non ci si deve meravigliare quindi che l’Asura abbia il compito più facile e abbia un maggiore successo momentaneo nelle sue macchinazioni. Ma questo successo temporaneo non condiziona il futuro.
Le forze malvagie sono perversioni della Verità causate dall’Ignoranza; in una trasformazione completa devono scomparire e la Verità dietro ad esse deve venire liberata. In questo senso si può dire che vengono trasformate mediante la distruzione. (Lettere, vol. III, p. 56)

I comuni difetti umani sono una cosa – sono il risultato della natura inferiore dell’Ignoranza – mentre l’azione delle forze ostili è invece un intervento particolare che suscita violenti conflitti interiori, depressioni anormali, pensieri e impulsi che possono facilmente essere individuati come istigazioni […], suggestioni apparentemente inevitabili, impulsi irrazionali e così via. Sono cosa di un genere diverso dalle comuni debolezze umane.
(Lettere, vol. III, p. 59)

Qualunque punto le forze avverse scelgano per l’attacco, per quanto piccolo possa sembrare alla mente umana esteriore, diventa un punto critico, e cedere su quello può significare cedere ad esse una delle chiavi della fortezza. Anche se è soltanto una piccola porta di servizio, a loro basta per entrare. Niente in realtà è piccolo e senza importanza sul Grande Sentiero. In particolare, quando la lotta discende al livello fisico, queste distinzioni non hanno più valore; lì, infatti, le cose “insignificanti” hanno un valore non facilmente calcolabile e sono di grande importanza. A quel livello, perdere la più piccola posizione può significare perdere sicuramente la battaglia decisiva. (Lettere, vol. III, p. 63)

Ci sono due cose che rendono loro [alle forze ostili] impossibile portare a termine, anche temporaneamente, un qualsiasi attacco sulla mente o sul vitale: innanzitutto, un amore, una devozione e una fiducia totali che niente possa scuotere; in secondo luogo, una calma e un’equanimità nel vitale così come nella mente, che siano divenute il carattere fondamentale della natura interiore. Le suggestioni possono sempre venire, le cose all’esterno andare per il verso sbagliato, ma l’essere rimane invulnerabile. L’una o l’altra di queste due cose di per sé basta, e a mano a mano che crescono, anche l’esistenza delle forze ostili diventa sempre meno un fenomeno della vita interiore – anche se possono sempre rimanere nell’atmosfera esteriore.
(Lettere, vol. III, p. 66)

Attacchi ci sono sempre, ed è questo un periodo in cui si abbattono su molti.
Questo stato che cerca di imporsi su di voi e di afferrarvi non fa parte del vostro vero sé, ma è un’influenza estranea. Respingetela sempre, quando viene, anche se ne sentite fortemente il contatto; apritevi nella mente e nell’anima al Divino, conservate la volontà e la fede, e la vedrete indietreggiare. Anche se ritornerà con ostinazione, siate ugualmente e più che mai ostinato nei suoi confronti, fermo nel rifiuto; questo la scoraggerà ed esaurirà, alla fine diverrà debole, un’ombra di se stessa, e scomparirà. Siate sempre fedele al vostro vero sé – questa è la sincerità. (Lettere, vol. III, p. 76)

Esse [le forze ostili] sperano di sfinirvi con la loro insistenza o di entrare in voi con la mera ostinazione, o almeno di ritardare la realizzazione con i loro attacchi. Questo è sempre il loro metodo. Se riescono a scuotere la fede, la pace e la samata, si ritengono ampiamente ricompensate.
L’unica cosa sbagliata sarebbe lasciarsi sopraffare. Se rimanete saldi in voi stessi, potete respingere l’attacco, oppure esso si esaurirà e passerà. In simili circostanze dovete essere come uno scoglio battuto dal mare in tempesta, ma mai sommerso. (Lettere, vol. III, p. 76)

Se si sa come trarre profitto dall’esperienza, persino le Forze ostili e i loro attacchi possono essere utili anche se, naturalmente, ciò non significa che si debba provocarli. Ciò che essi fanno è premere con tutta la loro forza su qualche punto debole della natura, ma se si sta all’erta ci si può accorgere di questa debolezza e respingerla. Solo che il metodo di attacco di queste Forze è troppo violento e sconvolgente e mette in pericolo anche le cose buone che sono in noi, come la fede, la pace, ecc. per cui bisogna stare attenti a salvaguardarle contro tutti gli attacchi.
Gli esseri ostili, quando non riescono a rovinare lo yoga con mezzi concreti, con tentazioni o rivolte vitali, sono pronti a farlo in maniera negativa: prima con la depressione, poi con il rifiuto sia della vita ordinaria sia della sadhana.
Gli attacchi indiretti […] non consistono in una violenta irruzione e obnubilazione da parte delle forze ostili: vengono fatti attraverso suggestioni mascherate, semiverità, semifalsità, tentativi di rappresentare la menzogna in veste di Verità divina o di mescolare abilmente la coscienza inferiore con quella superiore. Il loro tentativo è di fuorviare con l’astuzia più che vincere con la forza. (Lettere, vol. III, p. 75)

Le vie della natura sono piene di trappole, i travestimenti dell’ego sono innumerevoli, le illusioni dei Poteri delle Tenebre sono straordinariamente astute; la ragione è una guida insufficiente e spesso ci tradisce; il desiderio vitale è sempre con noi, istigandoci a seguire qualunque richiamo allettante. Per questo motivo insistiamo tanto in questo yoga su ciò che chiamiamo Samarpana, tradotto piuttosto inadeguatamente con la parola sottomissione. Se il centro del cuore è completamente aperto ed è lo psichico a guidarci sempre, allora non c’è problema, tutto è al sicuro. Ma lo psichico può ad ogni momento essere velato da un sollevamento inferiore. Soltanto pochi sono esenti da questi pericoli e sono proprio quelli per i quali la sottomissione avviene facilmente. La guida di qualcuno che sia, per identità, il Divino o rappresenti il Divino, è imperativa e indispensabile in questa difficile impresa. (Lettere, vol. IV, p. 229)

Dopo aver superato un attacco [delle forze ostili], l’atmosfera interiore viene sempre purificata. Non si deve permettere all’attacco di riguadagnare forza, e per questo la mente deve sempre seguire le suggestioni che vengono dallo psichico, rifiutandosi di ospitare quelle opposte, e allo stesso tempo mantenersi aperta alla Forza della Madre, così che possa discendervi, pervaderla e agire su di essa. (Lettere, vol. V, p. 101)

Le forze che ostacolano la sadhana sono quelle della natura inferiore mentale, vitale e fisica. Dietro di esse sono i poteri avversi dei mondi mentale-vitale-fisico sottile. Solo dopo che la mente e il cuore siano orientati e concentrati unicamente nell’aspirazione al Divino si può lottare con successo contro tali poteri avversi.
(Lettere, vol. I, p. 270)

Queste forze, quando vengono rigettate, si ritirano quindi nella coscienza circostante e vi rimangono nascoste, e ad ogni occasione sferrano un attacco sui centri abituati a riceverle (mentale esteriore, emotivo esteriore) e vi entrano. […] Ad un certo stadio, gli attacchi piombano pesantemente sul corpo perché le forze contrarie trovano più difficile di prima sconvolgere direttamente la mente e il vitale, e quindi piombano sul fisico sperando di farcela in questo modo, essendo il fisico più vulnerabile. Ma il fatto che il fisico sia sensibile agli attacchi non è prova di incapacità, non più di quanto lo sia nel caso della mente o del vitale; tutto questo può, nel tempo dovuto, essere superato. (Lettere, vol. VI, p. 32)

L’aumento di samatā [equanimità] è solo una prima condizione. Solo quando, sulla base di questa samatā, potrà essere usata una Forza intelligente per rendere vani gli attacchi [delle forze avverse], questi diventeranno impossibili. I loro attacchi sulla sfera fisica li si può prevenire solo impiegando una Forza superiore contro di loro.
Questo è il corretto atteggiamento interiore di equanimità: rimanere imperturbati qualunque cosa accada all’esterno. Ma per il successo nel campo esteriore (se non ricorrete ai mezzi umani della diplomazia e della tattica), occorre il potere di trasmettere con calma una Forza capace di modificare l’atteggiamento degli uomini e le circostanze, e rendere ogni azione esteriore giusta ed efficace ad un tempo.
Per i sadhaka, le lotte, i dispiaceri e le calamità esteriori non sono che un mezzo per vincere l’ego e il desiderio rajasico, e arrivare ad una completa sottomissione. Fintanto che si insiste sul successo, si lavora, almeno in parte, per l’ego. Le difficoltà e i fallimenti esteriori vengono per far capire questo, e portare all’assoluta equanimità. Ciò non significa che non si debba acquisire il potere di vincere, ma non è il successo nel lavoro del momento ciò che più conta; deve essere sviluppato il potere di ricevere e trasmettere una visione giusta e una Forza interiore sempre più grande, e questo deve essere fatto con la massima calma e pazienza, senza esaltarsi o turbarsi per la vittoria o il fallimento temporaneo. (Lettere, vol. II, p. 154)

Esistono forze superiori e forze inferiori; queste ultime devono essere vinte mediante il contatto con quelle superiori, e in questo processo a volte si sollevano o a volte scompaiono, finché non si ha più a che fare con esse. Il fatto che si sollevino non è necessariamente dovuto a qualche errore o colpa.
Tutte le difficoltà sono destinate a sparire con il tempo sotto l’azione della Forza. Sorgono sì, perché se non sorgessero l’azione non sarebbe completa: occorre infatti affrontarle ed eliminarle tutte affinché non rimanga niente che possa sollevarsi in seguito. (Lettere, vol. VI, p. 134-5)

Forces 3 Adverse Sri Aurobindo

3. The right attitude

Regarding the contact with the world and hostile forces, this is of course always one of the main difficulties of the sadhaka, but the transformation of the world and is unfortunately a large hostile forces, and individual transformation can not be expected, that is accomplished. What you must do is live in the power that these things, these disruptive elements can not penetrate or, if you can, can not disturb – and be purified and strengthened so as not to have in himself the slightest reaction to hostile forces. If there is a protective cover, if any, in the inner cleansing and a descent, as a result, the higher consciousness is established in it at the end replacing the old consciousness ignorant to even the most active in the area and externally – then the world and hostile forces will not have more importance, at least for one’s own soul will indeed be addressed as part of a larger work and not personal, but this should not be the biggest concern right now. (Letters, vol. III, p 56).

Are the movements of the lower nature that must be purified. Asuras do not turn so easily! It is hardly surprising that they are powerful in our world of ignorance, because that just persuade people to follow the inherent tendency of their lower nature. The Divine, however, always requires a transformation of nature. Do not be surprised therefore that the Asura has the task easier and has greater momentary success in its machinations. But this temporary success does not affect the future.
The evil forces are perversions of the truth caused by Ignorance, in a complete transformation must disappear and the truth behind them should be freed. In this sense we can say that they are processed through the destruction. (Letters, vol. III, p 56).

The common human failings are one thing – are the result of the lower nature of Ignorance – while the action of hostile forces is rather a special action that provokes violent internal conflicts, depression, abnormal thoughts and impulses that can easily be identified as an incitement [ …] suggestions seemingly inevitable, irrational impulses, and so on. They do a different kind from the common human frailties.
(Letters, vol. III, p. 59)

Choose any point on the opposing forces for the attack, however small it may seem to the human mind outward, becomes critical, and dispose of what they may mean giving in to one of the keys of the fortress. Even if only a little back door, just to get them. Nothing is really small and unimportant on the Great Path. In particular, when the fight comes down to the physical level, these distinctions have no value; there, in fact, things are “insignificant” have a value not easily calculable and are of great importance. At that level, losing the smallest position can certainly mean losing the decisive battle. (Letters, vol. III, p. 63)

There are two things that make them [the insurgents] impossible to accomplish, even temporarily, any assault on the mind or vital: first, a love, devotion and total confidence that nothing can shake, and secondly, a calm and equanimity in life as in the mind, which became the fundamental character of the inner nature. The suggestions can always come, things go out the wrong way, but it remains to be invulnerable. The one or other of these two things in themselves enough, and as they grow, even the existence of hostile forces becomes less and less a phenomenon of the inner life – although they may always remain in the atmosphere outside.
(Letters, vol. III, p. 66)

Attacks are always there and this is a period in which it brings about many.
This was trying to impose itself on you and grab you is not part of your true self, but it is alien influence. Always reject it, when, even if you feel strongly the contact, open up the mind and soul to the Divine will and kept the faith, and you’ll see it back. Although back stubbornly, be equally and more stubborn than ever against him, still in denial, and this will discourage the fade and eventually become weak, a shadow of itself and disappear. Be faithful to your true self – this is sincerity. (Letters, vol. III, p. 76)

They [the insurgents] are hoping to sfinirvi with their insistence or enter you by sheer stubbornness, or at least delay the implementation with their attacks. This is always their method. If they can shake the faith, peace and Samata, you feel amply rewarded.
The only wrong thing would be overwhelmed. If you stand firm in yourself, you can repel the attack, or it will be spent. In such circumstances you must be like a rock hit from the storm at sea, but never overwhelmed. (Letters, vol. III, p. 76)

If you know how to profit from the experience, even the hostile forces and their attacks can be useful even if, of course, this does not mean you have to provoke them. What they do is push with all their strength on any weakness of nature, but if you’re alert you can become aware of this weakness and should be dismissed. Only the method of attachment of the Forces is too violent and disturbing and threatening even the good things that are in us, like faith, peace, etc.. so one must be careful to safeguard them against all attacks.
Hostile beings, when they can not ruin yoga with practical ways, with or facing temptations of life, are ready to do so in a negative way: the first with depression, then the rejection of both the ordinary life of sadhana is.
The indirect attack […] does not consist in a violent raid and obfuscation by forces hostile are made through suggestions masked semiverità, facetted semi, attempts to represent falsehood as truth of divine consciousness or less cleverly mixing with the upper . Their attempt to mislead by guile rather than win by force. (Letters, vol. III, p. 75)

The ways of nature are full of traps, the disguises of the ego are innumerable, the illusions of the Powers of Darkness are extraordinarily clever, and the reason is a poor guide, and often betrays us, the desire of life is always with us, to follow any istigandoci call attractive. For this reason we insist so much in this yoga on what we call Samarpana, rather inadequately translated with the word submission. If the center of the heart is completely open and is the psychic to guide us forever, then no problem, everything is safe. But the psychic may be veiled at all times by a lower lifting. Only a few are free from these dangers and are precisely those for which the submission is easy. The guidance of someone who is, by identity, the Divine or represents the Divine, is imperative and necessary in this difficult undertaking. (Letters, vol. IV, p. 229)

After passing an attack [of hostile forces], the inner atmosphere is always purified. We must not allow the attack to regain strength, and therefore the mind must always follow the suggestions that come from the psychic, by refusing to accommodate the opposite, and at the same time remain open to the Force of the Mother, so that it may descend, and infuse it act on it. (Letters, vol. V, p. 101)

The forces that hinder the sadhana are those of the lower nature of mind, vital and physical. Behind them are the powers of the adverse mental-vital-physical worlds thin. Only after the mind and heart are focused and concentrated only in the aspiration to the Divine can successfully deal with these adverse powers.
(Letters, vol. I, p. 270)

These forces, when they are rejected, then retire in environmental consciousness and remain hidden, and for every occasion mounted an attack on the centers used to receive (outward mental, emotional, external) and enter it. […] At some stage, the attacks plunge heavily on the body because the opposing forces are more difficult than before upsetting directly the mind and life, and then swoop down on the body, hoping to make it in this way, being the most physically vulnerable. But the fact that your body is sensitive to the attacks is not proof of failure, any more than it is in the case of mind or life, all this may, in due time, be passed. (Letters, vol. VI, p 32).

The increase of Samata [equanimity] is only a first condition. Only when, on the basis of this Samata, an intelligent Force could be used to frustrate attacks [of hostile forces], these will become impossible. Their physical attacks on the ball they can be prevented only by using a higher force against them.
This is the correct inner attitude of equanimity: remain undeterred by anything that happens outside. But to succeed in the external field (if you do not resort to human means of diplomacy and tactics), you need the power to transmit a steady force that can change the attitude of men and circumstances, and make every action outward fair and effective at a time.
For the sadhaka, the struggles, sorrows and calamities are only outward half to overcome the ego and the desire rajasic, and come to a complete submission. As long as we insist on the success, it works, at least in part, for the ego. The difficulties and failures are external to understand this, and bring the absolute equanimity. This does not mean that you should acquire the power to win, but it is not success in the work of the moment what is most important, must be developed to receive and transmit a vision of a just and ever greater inner strength, and this must be done with the utmost calm and patience, not exalted or disturbed by the temporary success or failure. (Letters, vol. II, p. 154)

There are higher forces and lower forces, the latter must be won through contact with those above, and this process sometimes raise or sometimes disappear, until it has more to do with them. The fact that you raise is not necessarily due to some error or fault.
All difficulties are expected to disappear with time under the action of the Force. Arise so, why does not arise if the action would not be complete: it must confront and eliminate all that does not get anything that would rise further. (Letters, vol. VI, p. 134-5)

Amare è – To love is


Amare è

Il valore dell’amore, quello vero è che esso sia incondizionato, non un prendere, sottrarre o un modo subdolo di aggrapparsi come una pianta saprofita.
Amare è sia accogliere che permettere di ricevere dagli altri; se si fosse chiusi, orgogliosi, reattivi al ricevere allora si crede di essere bastevoli a se stessi.
In realtà siamo interconessi, in un reticolo infinito di energie, di legami che possono essere luce, armonia, equaminità se siamo capaci di trascendere il” tuo ” e ” mio”. Manifestazione di un amore universale che superi questo piano è il capire che non si devono sfruttare gli altri per propri bisogni egotici ma si deve sempre cercare la purificazione interiore al fine di donare il meglio che possiamo a noi stessi e di conseguenza agli altri.
Il cammino interiore è una continua evoluzione, una scoperta in cui se si sanno mettere in moto degli atteggiamenti di lettura profonda e di attenzione, di spostamento verso l’accoglienza delle esperienze come frutto di arricchimento si impara che persino l’offerta ( volontaria) di una goccia possa portare nutrimento agli altri, ma che sia perchè devvero si avverte questa spinta e non per nutrire un nostro ego. Quanto si è partecipi ai nostri meccanismi interiori, comprendendoli ed accogliendoli per quello che sono, senza giudizio, si è capaci di ” separare” quel che nuoce da quel che alimenta senza per questo farne motivo di separatezza, si dice che anche il buio contenga la luce, in fondo è vero, nel Tao gli opposti sono perfettamente complementari ma per trovare equaminità si deve anche saper trovare unità e non vedere tutto in base al nostro ” io” ma con un’ampiezza molto più grande dove ogni persona si possa cogliere su un suo personale percorso dove ogni esperienza è necessità perchè maturi. La legge del karma ad esempio, nasce perchè sia proficua l’esperienze e l’occasione per modificare atteggamenti egotici. Spesso è la sofferenza la porta principale che conduca al non attaccamento e alla compassione.

22.08.2007 Poetyca

Love is

The value of love, the real one is that it is unconditional, not a take, steal or a sneaky way we cling like a plant saprophyte.
To love is to accept that it is possible to receive from others, if it were closed, proud, responsive to receiving then is believed to be sufficient in themselves.
In reality we are interconnected in a lattice of infinite energy, bonds that can be light, harmony, equaminità if we are able to transcend the
“Your” and “mine”. Manifestation of a universal love that goes beyond this plan is the understanding that you need to exploit others for their own needs egotic but you should always check the interior purification to give the best we can for ourselves and others accordingly. The inner journey is a continuous evolution, a discovery that set in motion if you know the attitudes of deep reading and attention, of moving towards the acceptance of experience as a result of enrichment we learn that even the offer (voluntary) of a drop can bring food to others, but that is why there is this drive really am and not to feed an ego. As you share our inner workings, to understand and accept what they are, without judging, we are able to “separate” that which is harmful by what it feeds without reason, of separation, is said to also contain the dark light, it is true, in the Tao opposites are perfectly complementary, but to find equaminità must also be able to find unity and not see everything in accordance with our “I” but with an amplitude much larger where each person can pick up a personal approach where every experience is necessary because mature. The law of karma, for example, was created to be fruitful because the experience and the opportunity to change attitudes egotism. Often the pain is the main gate leading to non-attachment and compassion.

22.08.2007 Poetyca

Incanto – Enchantement


🌸Incanto🌸

Sembra sospeso
questo attimo
tra nuvole
specchiate
in placide acque

Pigro vagare
di pensieri
nel gesto lento
di chi non spezza
quest’incanto

23.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Enchantment

It seems suspended
this moment
between clouds
mirrored
in placid waters

Lazy wandering
of thoughts
in the slow gesture
of those who do not break
this enchantment

23.03.2022 Poetyca

Onesto – Honest – Ash Alves


🌸Onesto🌸

“Devi essere onesto con te stesso
su quanto partecipi
alla tua stessa sofferenza».

Ash Alves
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Honest

“You’ve got to be honest with yourself
about how much you participate
in your own suffering.”

Ash Alves