Archivio | 29/07/2022

Essenziale – Essential


🌸Essenziale🌸

Spesso si intreccia
un ottimo velo di apparenze,
si sfugge allora a se stessi
e si coprono gli altri
con un eccesso di parole.
Riuscire a trovare il silenzio,
l’essenzialità dell’ascolto,
di sé stessi e degli altri,
prima di riempire tutto con parole,
accompagna all’essere comprensivi
e soprattutto a portare fuori
quello che veramente siamo.

21.01.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Essential

Often it is intertwined
an excellent veil of appearances,
one then escapes from oneself
and cover the others
with an excess of words.
Being able to find silence,
the essentiality of listening,
of themselves and of others,
before filling everything with words,
accompanies being understanding
and above all to take out
what we really are.

21.01.2022 Poetyca

Lo sguardo – The look – Jeanne de Salzmann


occhidonna

Lo Sguardo
Jeanne de Salzmann

Il pensiero oggettivo è lo sguardo dall’Alto.
Uno sguardo libero, lo sguardo che vede.
Senza questo sguardo posto su di me e che mi vede, la mia vita è la vita di un cieco che va dove lo spinge l’impulso senza sapere nè come nè perchè.
Senza questo sguardo posato su di me non posso sapere che esisto.
Io ho il potere di elevarmi al di sopra di me stesso e di vedermi liberamente, di essere visto. Posso far sì che il mio pensiero non sia asservito: per questo è necessario che si distacchi da tutte le associazioni che lo tengono prigioniero, passivo, occorre che tagli i fili che lo tengono legato a tutte queste immagini, a tutte queste fome; occorre che si liberi dall’attrazione costante del sentimento. Occorre che il pensiero senta il potere che ha di resistere a questa attrazione, di vederla mentre esso si eleva progressivamente al di sopra. In questo movimento il pensiero diviene attivo, si attiva purificandosi; acquista così uno scopo, uno scopo unico: pensare “Me”, realizzare “chi sono io”, entrare in questo mistero.
Diversamente i pensieri non sono altro che oggetti, occasioni di schiavitù, reti nelle quali il pensiero reale perde il suo potere di oggettività e di attività volontaria. Offuscato da parole, immagini e forme che lo sollecitano, il pensiero perde la sua facoltà di vedere, perde il senso del Me.
Allora non sono altro che un organismo alla deriva, un corpo privo di intelligenza. Senza sguardo sono costretto a tornare all’automatismo e alla legge dell’accidente. Questo sguardo allo stesso tempo mi colloca e mi libera. E nei miei migliori momenti di raccoglimento accedo ad uno stato nel quale mi è dato di conoscere, di sentire il
beneficio di questo sguardo che discende su di me, che mi abbraccia.
Mi sento sotto la luce, sotto lo splendore di questo sguardo.
Ogni volta il primo passo è il riconoscimento di una mancanza; sento la necessità di un pensiero, la necessità di un pensiero libero rivolto verso di me, così che io possa prendere realmente coscienza della mia esistenza. Un pensiero attivo il cui unico scopo, l’unico oggetto è Me … ritrovare Me.
Questa è la mia lotta: una lotta contro la passività del mio pensiero. Una lotta senza la quale nulla di più cosciente potrà trovare posto, nè potrà nascere. E’ una lotta per uscire dall’illusione del “me” nella quale vivo, per avvicinarmi a una visione più reale. Nel cuore di questa lotta un ordine, una gerarchia si crea nel caos: si rivelano due piani, due mondi. Finchè non esiste che un solo piano non può esserci visione. Il riconoscimento di un altro livello, questo è il risveglio del Pensiero.
Senza questo sforzo, il pensiero ricade in un sonno popolato di parole, di immagini, di rigide nozioni, di un sapere approssimativo, di sogni, di agitazione. E’ il pensiero di un uomo senza intelligenza. E’ terribile rendersi conto improvvisamente di aver vissuto senza un pensiero proprio, indipendente, senza intelligenza, senza nulla che possa vedere ciò che è reale. Quindi senza legame col mondo dell’Alto.
E’ nella mia essenza che raggiungo colui che vede.
Se potessi restare lì, sarei alla sorgente di qualcosa di unico, di stabile, alla sorgente di ciò che non cambia.
Questo testo del 23 luglio 1958 è stato estratto da un quaderno di Jeanne de Salzmann e pubblicato
con l’autorizzazione del dottor Michel de Salzmann
da George Ivanovitch Gurdjieff – Dossier H
vol. I, pagg. 13-15
Edizioni Riza
The Look
Jeanne de Salzmann
The objective thinking is the view from on high.
A free look, the look that you see.
Without this place look at me and see me, my life is the life of a blind man who goes where it pushes the impulse nor without knowing how or why.
Without that look upon me I can not know that I exist.
I have the power to rise above myself and see myself freely, to be seen. Can I make my mind is not enslaved: for this it is necessary to separate it from all the associations that hold it captive, passive, must cut the threads that keep him tied to all of these images, all these fome; must you are free to attraction constant feeling. It is important that the thought feel the power it has to resist this attraction, to see it as it rises progressively above. In this movement thought becomes active, it enables purified, thus acquires a purpose, a unique purpose: to think “I” realize “who am I”, enter into this mystery.
Unlike the thoughts are nothing more than objects, opportunities for slavery, networks in which the real thought loses its power of objectivity and voluntary activity. Obscured by words, images and forms that solicit, thought loses its ability to see, loses the sense of Me
Then there are more than a body adrift, a body without intelligence. Without eyes I’m forced to go back to the machine and the law of the accident. This look at the same time puts me and frees me. And in my best moments of recollection I sign in to a state in which I am given to understand, to feel the
benefit of this look that comes down on me, hugs me.
I am in the light, in the splendor of this look.
Every time the first step is the recognition of a lack, I feel the need for thought, the need for free thought turned towards me, so I can really take consciousness of my existence. An active thought whose sole purpose, the only object is Me … find Me
This is my struggle: a struggle against the passivity of my thoughts. A struggle without which nothing can be more conscious place, nor can be born. It ‘a struggle to exit the illusion of “me” in which I live, to get closer to a more real. In the heart of this struggle an order, a hierarchy is created in the chaos reveal two floors, two worlds. As long as there is only one plan can not be vision. The recognition of another level, this is the awakening of thought.
Without this effort, the thought falls into a sleep filled with words, images, rigid notions of approximate knowledge, dreams, agitation. It ‘s the thought of a man without intelligence. It ‘terrible suddenly realize that they have lived without a thought of his own, independent, no intelligence, nothing that I can see what is real. So no link with the world of the High.
E ‘in my essence I reach the seer.
If I could stay there, I would be the source of something unique, stable, the source of what does not change.
This text of 23 July 1958 has been extracted from a book of Jeanne de Salzmann and published
with the permission of Dr. Michel de Salzmann
by George Ivanovitch Gurdjieff – Dossier H
vol. I, p. 13-15
Riza editions

Le cinque leggi di Sun Tzu


Le cinque leggi di Sun Tzu
“L’Arte della Guerra”, scritto da Sun Tzu nel 490 A.C., parla delle cinque leggi del combattimento:
La fede: prima di intraprendere una battaglia, è necessario credere nel motivo della lotta.
Il rabbino Zuya aveva tanta fede che decise di conoscere i misteri divini. Decise, perciò, di imitare la vita di Mosè.
Per anni tentò di comportarsi come il profeta – senza ottenere i risultati desiderati. Una sera, esausto dopo aver tanto studiato, finì per addormentarsi.
Nel sogno gli apparve Dio:
– Perché sei tanto turbato, figlio mio? – domandò.
– I miei giorni sulla Terra avranno termine, e io sono lontano dall’arrivare a essere come Mosè – rispose Zuya. – Ho lottato con tutta la forza che possedevo, senza risultati.
– Se avessi bisogno di un altro Mosè, lo avrei già creato – disse Dio. – Quando ti presenterai davanti a me per il giudizio, non ti domanderò perchè non sei stato come Mosè, ma chi sei tu. Cerca di essere un buon Zuya.
Il Compagno: scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perché nessuno vince una guerra da solo.
Un panettiere voleva conoscere un grande guru e lo invitò a cena. Alla vigilia, questi si recò nella panetteria nelle vesti di un mendicante, prese un pane e cominciò a mangiarlo. Il panettiere lo cacciò via.
Il giorno seguente, il guru e un discepolo si recarono a casa del panettiere, dove trovarono un ricco banchetto. A metà della cena, il discepolo domandò:
– Come distinguere l’uomo buono da quello cattivo?
– Basta guardare questo panettiere. E’ capace di spendere dieci monete d’oro in un banchetto perchè sono famoso, ma non è capace di offrire un pezzo di pane per dare da mangiare a un mendicante affamato.
Il tempo: una battaglia in inverno è diversa da una battaglia in estate. Un cattivo guerriero non presta attenzione al problema quando esso è piccolo; ma poi, quando il problema cresce, si sente incapace di superarlo.
Un venditore di cammelli andò in un villaggio a vendere i suoi bellissimi animali, ad un prezzo ottimo. Tutti li comprarono – tranne il signor Hoosep.
Qualche tempo dopo, il villaggio fu visitato da un altro venditore – che aveva dei cammelli eccellenti, ma con un prezzo assai più alto. Questa volta, Hoosep acquistò alcuni capi.
– Non hai comprato i cammelli quando erano quasi gratis, e adesso li acquisterai per il doppio – lo criticarono gli amici.
– Quelli che erano economici per me erano molto cari, perché all’epoca avevo pochi soldi – rispose Hoosep. – Questi possono sembrare più cari; tuttavia, per me sono economici, giacché ho denaro più che sufficiente per comprarli.
Lo spazio: non si lotta in una gola come si lotta in una pianura. Tieni sempre in considerazione ciò che esiste di favorevole intorno a te.
Mentre stavo camminando lungo una stradina nel nord della Spagna, vidi un contadino sdraiato in un giardino.
– Sta trapiantando i fiori – dissi io.
– No – rispose lui. – Sto tentando di cogliere un po’ della loro dolcezza.
La strategia: il miglior guerriero è quello che pianifica il combattimento.
I guerrieri ninja vanno nel campo dove è stato appena piantato il granturco. Obbedendo al comando dell’allenatore, saltano nei punti in cui sono stati messi i semi.
Tutti i giorni i guerrieri ninja tornano in quello stesso campo. Il seme si trasforma in germoglio, e loro ci saltano sopra. Il germoglio si trasforma in una piantina, e loro ci saltano sopra.
Non s’infastidiscono. Non pensano che sia una perdita di tempo.
Il granturco cresce, e i salti devono essere sempre più alti. Così, quando le piante sono ormai mature, i guerrieri ninja riescono ancora a saltarci sopra.
Perché? Perché conoscono bene il loro ostacolo.

The five laws of Sun Tzu

“The Art of War”, written by Sun Tzu in 490 BC, talks about the five laws of combat:
Faith: Before starting a battle, it is necessary to believe in the reason for the struggle.
Rabbi Zuya had so much faith that he decided to know the divine mysteries. He decided, therefore, to imitate the life of Moses.
For years he tried to behave like the prophet – without getting the desired results. One evening, exhausted after studying so much, he ended up falling asleep.
In his dream God appeared to him:
– Why are you so upset, my son? he asked.
– My days on Earth will end, and I am far from being like Moses – Zuya replied. – I fought with all the strength I possessed, to no avail.
“If I needed another Moses, I would have created him already,” said God. “When you present yourself before me for judgment, I will not ask you why you were not like Moses, but who you are. He tries to be a good Zuya.
The Companion: Choose your allies and learn to fight in company, because no one wins a war alone.
A baker wanted to meet a great guru and invited him to dinner. On the eve, he went to the bakery in the guise of a beggar, took a loaf of bread and began to eat it. The baker chased him away.
The next day, the guru and a disciple went to the baker’s house, where they found a rich feast. Halfway through the supper, the disciple asked:
– How to distinguish the good man from the bad one?
– Just look at this baker. He is able to spend ten gold coins at a banquet because I am famous, but he is unable to offer a piece of bread to feed a hungry beggar.
The Weather: A battle in the winter is different from a battle in the summer. An evil warrior pays no attention to the problem when it is small; but then, when the problem grows, he feels unable to overcome it.
A camel seller went to a village to sell his beautiful animals at a great price. Everyone bought them – except Mr. Hoosep.
Some time later, the village was visited by another vendor – who had excellent camels, but at a much higher price. This time, Hoosep bought some clothes.
– You didn’t buy the camels when they were almost free, and now you will buy them for twice as much – friends criticized him.
– Those that were cheap for me were very expensive, because at the time I had little money – replied Hoosep. – These may seem more expensive; however, for me they are cheap, as I have more than enough money to buy them.
Space: you don’t fight in a gorge as you fight on a plain. Always take into consideration what is favorable around you.
As I was walking along a small road in northern Spain, I saw a farmer lying in a garden.
-He’s transplanting the flowers – I said.
“No,” he replied. – I’m trying to capture some of their sweetness.
The strategy: the best warrior is the one who plans the fight.
The ninja warriors go to the field where the corn has just been planted. Obeying the coach’s command, they jump where the seeds have been placed.
Ninja warriors return to that same camp every day. The seed turns into a sprout, and they jump on it. The sprout turns into a seedling, and they jump on it.
They don’t get bothered. They don’t think it’s a waste of time.
The corn grows, and the jumps must be higher and higher. So, when the plants are ripe, the ninja warriors still manage to jump on them.
Because? Because they know their obstacle well.

Sassolini della gratitudine – Pebbles of gratitude



Sassolini della gratitudine

In casa ho delle ciotole ( di rame o di terracotta) riempite con dei sassolini presi al mare, sembra una cosa naif o strana eppure sanno dare una sensazione di serenità. Ricordare di aggiungere un sassolino in segno di gratitudine per quanto si riceva di volta in volta dalla vita,per quelle piccole realizzazioni che il nostro impegno e lo sforzo ci fanno toccare è renderci consapevoli di come si possa ricevere tanto e accorgercene poco, è un modo per renderci conto in modo tangibile di quei doni che spesso non sappiamo rammentare o non apprezziamo, la sera ad esempio, riguardando i nostri sassolini nella ciotola possiamo rivalutare che, in fondo, invece di lamentarci per quanto nella nostra vita ci faccia sentire insoddisfatti, potremmo ribaltare il nostro punto di vista ed imparare la gratitudine.Si possono sostituire i sassolini a delle monetine da un centesimo o più, per poi accorgerci che si possa mettere da parte una somma di monete che sarebbe bello regalare a qualcuno. In fondo i doni che riceviamo non sono solo nostri ma vanno condivisi con gli altri. Ma oltre all’aspetto materiale, concreto e visibile, esiste un modo per essere con gli altri e condividere, un modo sottile e sensibile che è legato alle attenzioni che possiamo dare a chi ci sta attorno, essere grati si trasforma in amorevolezza verso gli altri, in ascolto ed attenzione consapevole, senza innescare meccanismi di giudizio e paura, infatti dobbiamo imparare a cogliere di cosa essere grati, giorno per giorno e condividere. Gioire delle energie benefiche del nostro nuovo schema di comportamento è motivo per determinare una nuova apertura che ci renda capaci di maggiore positività e responsabilità nei confronti del nostro percorso interiore, essere grati è costruire un sentiero di sassolini che ci possa riportare a casa, verso la nostra vera natura. Il sasso si associa spesso al lancio, come segno di giudizio, come motivo che separi, invece usare sassolini come promemoria, magari colorandoli, ricoprendoli di vernice è un modo per portare allegria, se deponiamo i sassi e non li scagliamo come armi sotto l’influsso della rabbia, ci accorgiamo che davvero sono un ottimo mezzo per riconoscere che la vita è sempre pronta ad offrire ottime opportunità di crescita, a noi saperle riconoscere con gratitudine.

27.09.2007 Poetyca

Pebbles of gratitude

At home I have the bowl (copper or terra cotta) filled with pebbles taken to the sea, one thing seems naive or strange yet know how to give a feeling of serenity. Remember to add a pebble in a sign of gratitude for what you receive from time to time by the waist, for those small accomplishments that our commitment and effort to touch us and make us aware of how you can receive so much and not realizing it is a way to realize in a tangible way of those gifts that we often do not remember or do not appreciate the night, for example, regarding our pebbles in the bowl that we can reassess, in the end, instead of complaining in our lives make us feel dissatisfied, we reverse our point of view and learn gratitudine.Si can replace the pebbles of nickels in a dime or more, and then realize that you can set aside a sum of money that would be nice to give someone. After all the gifts we receive are not only ours, but should be shared with others. But besides its material, concrete and visible, there is a way to be with others and share, a subtle and sensitive that it is linked to attention that we give to those around us, be thankful turns into kindness towards others , mindfulness and listening, without triggering mechanisms of judgment and fear, in fact we must learn to understand what to be grateful every day and share. Rejoicing of the beneficial energies of our new pattern of behavior is no reason to determine a new openness that enables us to more positive and responsibility towards our inner journey, to be grateful is to construct a gravel path that we can bring home, to the our true nature. The stone is often associated with the launch, as a sign of view, as a reason to separate, but instead use stones as a reminder, perhaps coloring, paint covering them is a way to bring joy, if we lay the stones and hurl them as weapons under the ‘ influence of anger, we realize that you really are a great way to recognize that life is always ready to offer excellent growth opportunities, we know how to recognize with gratitude.
27.09.2007 Poetyca

Una stella con il tuo nome – A star with your name


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Una stella con il tuo nome

Non trovo più
stille di luce
sono nascoste
dietro alle mie paure
Non trovo più
fari nella notte
a fendere il buio
della mia illusione
Quando apro la porta
vedo solo nebbia
fitta sull’abisso
Chiedo allora
con tutto il mio cuore
un giorno ancora
per mettere ordine
a questa folla
di dubbi e pensieri
Io credo ancora
perchè non ho mai smesso
mentre attendo la fine
di questo lungo tunnel
per aggrapparmi
alla coda di una stella
l’unica stella
con il tuo nome

03.06.2014 Poetyca

A star with your name

I can not find
drops of light
are hidden
behind my fears
I can not find
beacons in the night
to cleave the darkness
my illusion
When I open the door
I see only fog
dense abyss
so I ask
with all my heart
one more day
to bring order
this crowd
of doubts and thoughts
I still believe
because I never stopped
while I await the end
of this long tunnel
to cling
to the tail of a star
the only star
with your name

03/06/2014 Poetyca

In cerca di pace – Looking for peace


🌸In cerca di pace🌸

Cielo e stelle
restino in ascolto
di voci frementi
in attesa di Pace

Che domani sia
un nuovo giorno
per spezzare
tutte le ombre

25.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
Looking for peace

Sky and stars
keep listening
of quivering voices
waiting for Peace

Let it be tomorrow
a new day
to break
all shadows

25.03.2022 Poetyca

Ispirazione – Inspiration


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Ispirazione

L’ispirazione non segue un ordine precostituito, è caos, siamo noi che cerchiamo di dargli un ordine con la scrittura.

 
Emanuele Marcuccio

Palermo 1974
Poeta e aforista italiano

Pensieri minimi e massime, 2012

Inspiration

The inspiration does not follow any particular order, it is chaos, us trying to give him an order in writing.

 
Emanuele Marcuccio

Palermo 1974
Italian poet and aphorist

Thoughts minimum and maximum, 2012
 

Parola d’ordine – Password


Parola d’ordine

E’ facile pretendere ordine
dove esso non ha spazio
perchè la confusione
ha tutte le forme
che la tua mente scopre sempre
nel mondo degli altri
dimenticando che la fonte di tutto
è sempre in noi stessi
ed alimentare una reazione
prendendo le distanze
dalla nostra responsabilità interiore:
Non è il mondo che ci volta le spalle
ma siamo noi incapaci di cercare
dentro noi stessi l’ordine
che si pretende da altri
siamo solo un mare di parole
che non dicono nulla
e confondono la mente ed il cuore

Anche io osservo il mondo
ed Invece di reagire
ai falsi proclami
che parlano di comprensione
mentre tutti è pronto
per la tua trappola
io guardo in me il volto
del silenzio e la sua forza
che accompagna
per sgomberare tutto
io inizio a dondolare
appesa al filo di una tela di ragno
io voglio scivolare nel silenzio
senza usare parole
dove l’essenza è muta
e io oggi sono come goccia di pioggia
che scorre senza dire nulla
ed inizia ad evaporare

05.07.2011 Poetyca

Password

It is easy to pretend Order
where it has no place
why the confusion
has all the forms
your mind always finds
in the world of others
forgetting that the source of all
is always in ourselves
food and a reaction
distancing
inside our control:
It is not the world that turns its back
but we are unable to seek
within ourselves the order
which is claimed by other
are just a sea of words
that say nothing
and confuse the mind and heart

I also look at the world
Instead of reacting and
false claims
discussing understanding
while everyone is ready
for your trap
I look at myself in the face
of silence and its power
accompanying
to clear all
I start to swing
hanging on the thread of a spider’s web
I want to slip into silence
without words
where the essence is silent
and today I am like a drop of rain
running without saying anything
and begins to evaporate

05.07.2011 Poetyca

Tao Te Ching VIII Tornare alle qualità naturali


– VIII –
TORNARE ALLE QUALITÀ NATURALI

Il sommo bene è come l’acqua:
l’acqua ben giova alle creature e non contende,
resta nel posto che gli uomini disdegnano.
Per questo è quasi simile al Tao.
Nel ristare si adatta al terreno,
nel volere s’adatta all’abisso,
nel donare s’adatta alla carità,
nel dire s’adatta alla sincerità,
nel correggere s’adatta all’ordine,
nel servire s’adatta alla capacità,
nel muoversi s’adatta alle stagioni.
Proprio perché non contende
non viene trovata in colpa.

8

The supreme good is like water,
which nourishes all things without trying to.
It is content with the low places that people disdain.
Thus it is like the Tao.

In dwelling, live close to the ground.
In thinking, keep to the simple.
In conflict, be fair and generous.
In governing, don’t try to control.
In work, do what you enjoy.
In family life, be completely present.

When you are content to be simply yourself
and don’t compare or compete,
everybody will respect you.

Coscienza – Conscious – Eckhart Tolle



🌸Coscienza 🌸

“Un respiro consapevole
dentro e fuori è una meditazione.

Eckhart Tolle
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Conscious

“One conscious breath in
and out is a meditation.”

Eckhart Tolle

Speranza – Hope


🌸Speranza🌸

La speranza ha un profumo
ed uno sbocciare inestimabili,
come la luce di un giorno nuovo
pronto ad affacciarsi
al nostro cospetto.
Siamo noi a saperla cogliere
e a farne un punto di forza
per continuare ad apprezzare
le piccole cose preziose
che la vita sempre ci offre.

25.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Hope

Hope has a scent
and a priceless blossoming,
like the light of a new day
ready to look out
in our presence.
We are the ones who know how to grasp it
and to make it a strong point
to continue to appreciate
the little precious things
that life always offers us.

25.03.2022 Poetyca

The Triffids


The Triffids sono stati un seminale gruppo alternative rock australiano originario di Perth formati nel 1978 attorno alla figura del cantante, chitarrista ed autore David McComb.

Il loro stile, ispirato al rock decadente dei Velvet Underground, contiene richiami alla tradizione musicale folk e blues

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Triffids

The Triffids were an Australian alternative rock and pop band, formed in Perth in Western Australia in May 1978 with David McComb as singer-songwriter, guitarist, bass guitarist and keyboardist. They achieved negligible success in Australia, but greater success in the UK and in Scandinavia in the 1980s before disbanding in 1989.[1][2] Some of their best-known songs include “Wide Open Road” (February 1986) and “Bury Me Deep in Love” (October 1987). SBS television featured their 1986 album, Born Sandy Devotional, on the Great Australian Albums series in 2007, and in 2010 it ranked 5th in the book The 100 Best Australian Albums by Toby Creswell, Craig Mathieson and John O’Donnell.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Triffids