Archivio | 27/08/2022

Guarirsi con l’amore – Heal with love – Louise Hay


Guarirsi con l’amore

Louise Hay ha sempre affermato di non essere una guaritrice. Non guarisce nessuno. Il suo lavoro è una pietra miliare nel cammino. Qualcuno di voi ha già lavorato molto su se stesso, e questa filosofia sarà una revisione e un approfondimento di quanto voi già sapete. Qualcuno di voi è nuovo a queste idee e sta solo ora cominciando il suo viaggio interiore, potreste trovare che i vostri interruttori vengono accesi!Rendiamoci conto che ognuno di noi, me incluso, imparerà qualcosa che gli consentirà di migliorare la qualità della sua vita. E’ sempre possibile rilasciare vecchi schemi che ci hanno limitato per così tanto tempo. E’ sempre possibile permettere alle nuove idee di entrare nella nostra Coscienza. Idee che ci consentiranno di sbocciare in maniere che mai avremmo creduto possibili. Non si tratta di credere ma di provare, verificare. In realtà tutti conosciamo già questi punti, ma spesso ce ne dimentichiamo. Come al solito non si impara ma si ricorda solo quello che si sa già.

1. CIO’ CHE DIAMO CI RITORNA

Sempre. Questo messaggio circola da molto tempo. Ricordate la regola d’oro: “Non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi”. Questa regola d’oro non è stata creata per produrre colpevolezza. E’ una legge della natura che tu sarai trattato esattamente come tratti gli altri. Questo si applica anche ai nostri pensieri. Se noi giudichiamo e critichiamo, anche con il pensiero, anche noi saremo giudicati e criticati. Se amiamo e accettiamo noi stessi incondizionatamente e accettiamo anche gli altri incondizionatamente, allora attrarremo persone nelle nostre vite che ci daranno lo stesso Amore Incondizionato e Accettazione. Pensieri di odio attraggono pensieri e azioni di odio. Pensieri di gelosia attraggono mancanza e perdita nelle nostre vite. D’altra parte pensieri di Perdono attraggono salute e prosperità. Pensieri d’Amore portano non solo Amore nelle nostre vite ma più positività di quanto noi stessi possiamo immaginare. Creando uno sbilanciamento nell?universo, che dovrà compensare e quindi riceveremo.

2. QUELLO CHE NOI PENSIAMO DI NOI STESSI E DELLA NOSTRA VITA DIVENTA REALE PER NOI

Questo è il perché è importante esaminare in che cosa noi crediamo. Veramente troppo spesso ciò che crediamo deriva dalle credenze limitanti dei nostri genitori e della nostra società. Louise spesso chiede di sedere quietamente e di elencare i grandi temi della vita, scrivendo le credenze che abbiamo a proposito di questi argomenti. Tipo: che cosa credi a proposito degli uomini, delle donne, dell’Amore, del sesso, della salute, del tuo corpo, della mancanza, della prosperità, dell’età, del lavoro, del successo, e di Dio? E’ sorprendente quante di queste credenze sono state acquisite all’età di cinque anni. Sicuramente, non tutte queste vecchie credenze sono rilevanti nella nostra vita presente. E’ molto utile una “pulizia mentale” periodica. Dal momento che tutte le credenze sono scelte, puoi anche scegliere quelle che ti sostengono e ti nutrono di più. C?è anche un corollario a questo punto: le parole che usiamo per descrivere le nostre esperienze, creano la nostra realtà.Attenzione alle parole che si usano! Una delle scoperte più importanti della nostra era. Provate a mettere un registratore vicino al telefono e poi ascoltate quali sono le vostre parole ricorrenti. E il tono che usate. Le frasi fatte che utilizzate e quanto le utilizzate.

3. I NOSTRI PENSIERI SONO CREATIVI

Questa è la più importante legge della natura che abbiamo bisogno di conoscere. Un piccolo pensiero non fa una grande differenza, ma i pensieri sono come gocce d’acqua. Si accumulano nel tempo. Ed è così che se continuiamo a ripetere gli stessi pensieri ancora e ancora, loro crescono, e la goccia diventa una pozzanghera, e la pozzanghera uno stagno, e lo stagno un oceano. Se sono positivi, possiamo galleggiare nell’oceano della vita. Se i pensieri sono negativi, possiamo affogare in un mare di negatività. Qual è il vostro normale atteggiamento quando vi svegliate la mattina? Se è un continuo lamentarsi e arrabbiarsi, quello sarà il tipo di giornata che avrete. Se è un’attitudine di speranza, fede, e Amore, quello sarà il giorno che vivrete perché è quello di cui avete bisogno. Sedete quietamente per qualche minuto e notate i vostri pensieri. Veramente volete il tipo di vita che questi pensieri creano? Scegliete pensieri che vi nutrono.I nostri pensieri sono creativi e tu sei il pensatore! Qualsiasi oggetto o impresa è stato prima un pensiero nella mente di qualcuno, un?idea. Che idea abbiamo di noi stessi? Quante volte nella vita ci fermiamo a creare, pardon pensare, a quello che vogliamo veramente? Se vogliamo realizzare qualcosa ci dobbiamo pensare, visualizzare, portare attenzione.

4. NOI MERITIAMO DI ESSERE AMATI

Tutti noi. Voi e io. Non dobbiamo “guadagnare” Amore. Non dobbiamo guadagnare il diritto di respirare; noi respiriamo perché esistiamo. Noi siamo degni di Amore perché esistiamo. Noi dobbiamo sapere solo questo. Noi meritiamo il nostro proprio Amore. Non permettiamo alle opinioni negative dei nostri genitori o ai pregiudizi popolari della nostra società di abbassare la nostra luce. La verità del vostro Essere è che voi potete essere amati, se VOI lo credete! Ricordate, i vostri pensieri creano la vostra realtà. Ciò che l’altra gente pensa non ha niente a che fare con questo. Dite a voi stessi adesso: “Io merito di essere amato.”

5. AUTO-APPROVAZIONE E AUTO-ACCETTAZIONE SONO LA CHIAVE PER I CAMBIAMENTI POSITIVI

Quando siamo arrabbiati con noi stessi, quando giudichiamo e critichiamo qualunque cosa facciamo, quando abusiamo di noi stessi, le nostre vite non funzionano. Le vecchie credenze negative a proposito di noi stessi sono solo vecchi modi di pensare e non hanno base nella verità. Come possiamo aspettarci che gli altri ci amino e ci accettino se noi per primi non ci amiamo e non ci accettiamo? “Io amo e accetto me stesso esattamente come sono” è il più potente pensiero che vi aiuterà a creare un mondo di gioia.

6. NOI POSSIAMO LASCIARE ANDARE IL PASSATO E PERDONARE CHIUNQUE

Il passato esiste soltanto nella nostra mente. Trattenere vecchi dolori è un modo per punire noi stessi oggi per qualcosa che qualcuno ha fatto molto tempo fa. Questo non ha per niente senso. Troppo spesso noi sediamo in una prigione di risentimento auto-creato, e questo è un modo terribile per vivere. Libera te stesso. Perdonare non vuol dire giustificare il cattivo comportamento di qualcun altro; vuol dire lasciare andare il nostro risentimento su quella situazione. Chiunque, inclusi voi stessi, sta facendo il meglio che può in ogni momento, con la Comprensione, l’Attenzione, e la Conoscenza che ha in quel momento. Rinunciare al nostro risentimento e rimpiazzarlo con la comprensione libera noi stessi. Il Perdono è un dono a noi stessi.

7. IL PERDONO APRE LA VIA ALL’AMORE

L’Amore è l’obiettivo. L’Amore Incondizionato. Come ci arriviamo? Attraverso la porta del Perdono. Il perdono è come gli strati di una cipolla. Qualche volta è meglio cominciare con il perdonare le persone che sono più facili da perdonare, muovendosi verso dolori sempre maggiori man mano che diveniamo più sperti in questo processo. E così possiamo “sfogliare” i dolori uno ad uno fino a che non arriviamo ad un livello più profondo di comprensione. Troveremo l’Amore ad aspettarci. Amore e Perdono vanno mano nella mano.

8. L’AMORE E’ LA PIU’ POTENTE FORZA DI GUARIGIONE CHE C’E’

L’Amore stimola il nostro sistema immunitario. Noi non possiamo guarire, o diventare interi, in un’atmosfera di odio. E mentre impariamo ad amare noi stessi diventiamo potenti. L’Amore ci aiuta a passare da vittime a vincitori. Il nostro Amore per noi stessi ci attrae verso quello di cui abbiamo bisogno per il nostro cammino di guarigione. Le persone che si sentono a posto con se stesse sono attraenti naturalmente.

9. SEMPLICEMENTE DECIDETE DI VOLERE

Non è necessario aspettare di sapere come fare tutte queste cose. Tutto quello che dobbiamo fare è volerle fare. Perché i nostri pensieri sono creativi. Se avete un pensiero, “Io voglio cominciare a rilasciare il giudizio, o a perdonare, o ad amare me stesso”, voi state mandando quel messaggio nell’Universo. E nel ripeterlo ancora e ancora, mettete in moto le Leggi dell’Attrazione. Nuove strade si dispiegheranno per aiutarvi. L’Universo vi ama ed è lì pronto ad aiutarvi a manifestare qualunque cosa voi decidiate di credere e di pensare. Sii veramente desideroso di avere una buona vita!

Heal with love

Louise Hay has always claimed not to be a healer. Does not heal anyone. His work is a milestone in the journey. Some of you have worked very hard on himself, and this philosophy will be a review and a discussion of what you already know. Some of you are new to these ideas and is only now beginning his inner journey, you may find that your switches are turned on! Let us realize that each of us, myself included, will learn something that will improve the quality of his life. It ‘s always possible to release old patterns that have limited us for so long. It ‘s always possible to allow new ideas to enter our consciousness. Ideas that will allow us to flourish in ways we never thought possible. This is not to believe, but to try, test. In fact we already know all these points, but we often forget. As usual you do not learn but remember only what we already know.

1. WHAT ‘THAT WE GIVE BACK

Always. This message has been around for a long time. Remember the golden rule: “Do unto others as you do not want done to you”. This golden rule was not created to produce guilt. It ‘a law of nature that you will be treated exactly like you treat others. This also applies to our thoughts. If we judge and criticize, even with the thought, we too will be judged and criticized. If we love and accept ourselves unconditionally and accept the other unconditionally, then it will attract people in our lives that will give us the same unconditional love and acceptance. Thoughts of hatred attract thoughts and actions of hate. Thoughts of jealousy attract lack and loss in our lives. On the other hand the thought of losing attract wealth and prosperity. Thoughts of Love Love in the lead not only our lives but more positive than we can imagine. By creating an imbalance in? Universe, and therefore should receive compensation.

2. WHAT WE THINK OF OURSELVES AND OUR LIFE BECOME REAL TO U.S.

This is why it is important to examine what we believe. Much too often what we believe comes from the limiting beliefs of our parents and our society. Louise often asked to sit quietly and to list the great themes of life, the beliefs we writing about these topics. Type what you believe about men, women, love, sex, health, your body, the lack of prosperity, age, work, success, and of God? It ‘amazing how many of these beliefs have been acquired at the age of five years. Certainly, not all of these old beliefs are relevant in our present life. It ‘a very useful “mental cleansing” periodic. Since all beliefs are choices, you can also choose the ones that support you and you eat more. C? Is also a corollary to this point: the words we use to describe our experiences create our realtà.Attenzione the words you use! One of the most important discoveries of our era. Try putting a tape recorder near the phone and then listen to what your recurring words. And the tone you use. The phrases you use and how much you use.

3. OUR THOUGHTS ARE CREATIVE

This is the most important law of nature that we need to know. A little thought makes a big difference, but the thoughts are like drops of water. Accumulate over time. And so if we keep repeating the same thoughts again and again, they grow, and the drop becomes a puddle, the puddle and a pond, the pond and an ocean. If you are positive, we can float in the ocean of life. If the thoughts are negative, we can drown in a sea of ​​negativity. What is your normal attitude when you wake up in the morning? If it is a constant complaining and angry, what will be the kind of day you have. If it is an attitude of hope, faith and love, that will be the day that will live because that’s what you need. Sit quietly for a few minutes and notice your thoughts. You really want the kind of life that these thoughts create? Choose nutrono.I thoughts that our thoughts are creative and you’re the thinker! Any object or enterprise was first a thought in someone’s mind, a? Idea. What an idea we have of ourselves? How many times in life we ​​stop to create, pardon me think, what we really want? If we want to achieve something we have to think, see, take care.

4. WE DESERVE TO BE LOVED

All of us. You and me. We must not “earn” love. We do not have to earn the right to breathe, we breathe because we exist. We are worthy of love because we exist. We have to know only this. We deserve our own love. Do not let the negative opinions of our parents or popular prejudices of our society to lower our light. The truth of your Being is that you can be loved, if YOU believe it! Remember, your thoughts create your reality. What other people think has nothing to do with it. Say to yourself right now: “I deserve to be loved.”

5. CAR-AUTO-APPROVAL AND ACCEPTANCE IS THE KEY FOR POSITIVE CHANGE

When we are angry with ourselves, when we judge and criticize whatever we do, when we abuse ourselves, our lives do not work. The old negative beliefs about ourselves are just old ways of thinking and have no basis in truth. How can we expect others to love us and accept us if we do not love us first and we do not accept? “I love and accept myself exactly as I am” is the most powerful idea that will help create a world of joy.

6. WE CAN LET GO THE PAST AND FORGIVE EVERYONE

The past exists only in our minds. Hold old pain is a way to punish ourselves today for something someone did long ago. That does not make sense at all. Too often we sit in a prison of resentment, self-created, and this is a terrible way to live. Free yourself. Forgiveness does not mean to justify the bad behavior of someone else, it means letting go of our resentment of the situation. Anyone, including yourself, are doing the best they can at any time, with the understanding, attention, and the knowledge that at that time. Giving up our resentment and replace it with the clear understanding ourselves. Forgiveness is a gift to ourselves.

7. FORGIVENESS OPENS THE WAY TO LOVE

Love is the goal. Unconditional Love. How do we get? Through the door of forgiveness. Forgiveness is like the layers of an onion. Sometimes it’s best to start with forgiving people who are easier to forgive, pain moving to more and more as we become more enced in this process. And so we can “browse” through the pains one by one until you come to a deeper level of understanding. Love will find waiting for us. Love and forgiveness go hand in hand.

8. LOVE AND ‘THE BEST’ POWERFUL FORCE THAT’S HEALING ‘

Love stimulates the immune system. We can not heal, or to become whole, in an atmosphere of hatred. And as we learn to love ourselves, we become powerful. Love helps us to move from victims to victors. Our love for ourselves draws us towards what we need for our journey of healing. People who feel good about themselves are naturally attractive.

9. JUST WANT TO DECIDE

There is no need to wait to know how to do all these things. All we have to do is to wish to perform. Because our thoughts are creative. If you have a thought, “I want to begin to release the opinion, or to forgive or to love myself,” you are sending that message in the Universe. And repeat it again and again, put in motion the Laws of Attraction. New ways to help unfold. The universe loves you and is there ready to help you manifest whatever you choose to believe and think. Be very eager to have a good life!

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Apprendere dal gioco – Learn from the game


«Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.»

Pablo Neruda
Maria Montessori
Maria Montessori fu un’instancabile educatrice, un vero genio al servizio dei bambini, capace di mettere a punto un modello scientifico rivoluzionario, per aiutare i bambini disagiati, i bambini più svantaggiati sotto l’aspetto della socializzazione, i quali, pur non avendo necessariamente problemi di natura mentale o particolari handicap, hanno vissuto in zone o quartieri difficili, con genitori senza lavoro, in condizioni miserevoli, senza alcuna regola e abbandonati a se stessi e alla strada.
Il bambino possiede una specifica capacità di assimilazione delle esperienze che l’adulto ha completamente smarrito, una straordinaria capacità inconscia di apprendere che la Montessori chiamò “mente assorbente”, senza la quale non sarebbe possibile spiegarsi la grande capacità dell’uomo di adattarsi l’ambiente. Questa espressione designa la caratteristica dominante dell’apprendimento infantile da 0 a 3 anni: in tale periodo la mente del bambino assorbe gli stimoli ambientali e li rielabora in una dimensione precoscia, producendo
l’apprendimento di capacità fondamentali come quella linguistica, che si manifesta, quasi improvvisa e miracolosa. Il velocissimo sviluppo del bambino è reso possibile dall’esistenza di periodi sensitivi, cioè momenti speciali durante i quali il bambino è in grado di apprendere
con straordinaria facilità, senza apparente sforzo e senza intenzionalità. Tuttavia questo non significa che l’apprendimento sia processo semplicemente spontaneo, di fronte al quale l’adulto
non deve fare nulla: egli invece può e deve facilitarlo, creando le migliori condizioni perché le potenzialità straordinarie dei bambini vengano messe a frutto. Questi periodi sensitivi, infatti,
vanno sfruttati come finestre temporali nelle quali gli apprendimenti debbono essere facilitati con adeguati stimoli sensoriali
Naturalmente, l’ambiente e le condizioni in cui vivevano questi bambini, facevano di loro dei giovani con un futuro difficile e problematico. Per questa ragione, Maria Montessori si dedicò a questo tipo di bambini, applicando metodi innovativi dal punto di vista ludico, didattico, e assolutamente diversi rispetto quelli tradizionali.
Maria Montessori nacque a Chiaravalle (Ancona) nel 1870. A dodici anni seguì i genitori a Roma, dove studiò e si laureò in medicina nel 1896. Fu la prima donna in Italia a esercitare la professione medica, specializzandosi nello studio dei disordini mentali. Cominciò la sua esperienza lavorativa presso una clinica psichiatrica di Roma, esperienza davvero significativa, e che la portò alla realizzazione della sua teoria pedagogica sull’educazione dei soggetti anormali, i quali non hanno solo bisogno di cure e di assistenza, ma anche di un’educazione che modifichi la loro personalità.
Il 6 gennaio 1907, nel quartiere San Lorenzo, uno dei quartieri più poveri e degradati di Roma, la Montessori aprì il suo asilo, la “Casa de bambini”, nel quale dovette affrontare problemi pedagogici e didattici estremamente complessi, che richiesero un risanamento civile, sociale ed educativo.
Il metodo educativo fu molto innovativo: il bambino era visto come un individuo laborioso, impegnato attivamente nei suoi lavori; il gioco non doveva essere visto solo come divertimento, ma come impegno, come coinvolgimento nelle sue attività. Non si sarebbe trattato di metodo duro, impositivo, coercitivo, ma di un metodo che tenesse conto del rispetto dei bisogni e degli interessi del bambino, lasciando che, divertendosi, si impegnasse spontaneamente, facendo di ogni cosa una nuova scoperta su cui concentrarsi ed esercitarsi. In tutto questo, seppe anticipare i tempi.
Il metodo educativo utilizzato nella scuola aperta dalla Montessori, intendeva rinnovare il modo di intendere la scuola. I mobili, i tavolini, i seggiolini, le maniglie, gli interruttori: tutto doveva essere a dimensione dell’altezza dei bambini, avendo il compito primario di facilitare l’osservazione e la comprensione dei bisogni dei piccoli. Persino semplici operazioni quotidiane come il pelare le patate, abbottonarsi i vestiti, allacciarsi le scarpe, attaccare un bottone o apparecchiare la tavola, erano considerate materie di apprendimento.
Anche alla lettura veniva data molta importanza, aiutando i bambini a familiarizzare con le lettere dell’alfabeto, costruite con il cartone o in legno, in modo che, unendole tra loro, potessero formare semplici parole. Strumenti di legno colorati, in modo da essere maneggiati dai bambini, erano messi a loro disposizione per imparare a fare i conti e conoscere le varie forme geometriche. Poi avevano un continuo contatto con la natura: facevano il vino in classe dopo aver pigiato l’uva, catalogavano le foglie, uscivano in giardino, così che imparare sembrava sempre un gioco. Con questo metodo veniva insegnato il senso del dovere, la responsabilizzazione, perché le maestre insistevano sulla pulizia, l’ordine, il rispetto dei compagni. Era il materiale stesso che insegnava, e da nessuna parte si vedevano voti, premi o castighi. Il bambino non veniva corretto a parole, ma gli veniva concesso il tempo e l’occasione di verificare da solo se sbagliava.
Il fine dell’educazione per la Montessori è la difesa del la dignità e del la l ibertà
del l ‘ infanzia, contro le pretese degli adulti di imporre ai bambini i propri interessi, le
proprie esperienze e i propri punti di vista. E sbagliato, sia dal punto di vista psicologico, sia
dal punto di vista pedagogico, imporre ai bambini atteggiamenti ed abiti mentali che non
siano adatti alla loro natura, perché, così facendo, si finisce con l’ostacolare il libero
sviluppo delle loro capacità. La dignità dell’uomo consiste, infatti, nell’autonomia, cioè nella
capacità di essere indipendenti. Una reale azione educativa, dunque, è quella che aiuta il
bambino a raggiungere la piena indipendenza. Una madre, che, per fretta o comodità o
qualunque altro motivo, imbocca suo figlio, invece di insegnargli a mangiare da solo, o che
lo veste, non è una buona educatrice, perché i l figl io non va servito, ma aiutato a
crescere e a diventare indipendente. Ciò che ogni bambino chiede veramente agl i
adulti è anche i l motto del le case dei bambini: “aiutami a fare da me”. Bisogna, in
altre parole, evitare nel modo più assoluto di ostacolare le manifestazioni spontanee dei
bambini, in modo che il bambino non finisca con il “confondere il bene con l’immobilità e il
male con l’attività”. Nelle “Case dei bambini” bisogna consentire qualunque manifestazione
spontanea della personalità dei bambini, qualunque “azione utile che abbia uno scopo”. La
Montessori ha sempre raccomandato al le sue maestre di “evitare rigorosamente
l’arresto di movimenti spontanei e l’imposizione di atti per opera di altrui volontà”, in
quanto “non possiamo sapere le conseguenze di un atto spontaneo quando il bambino
comincia appena ad agire”. Tutte le manifestazioni spontanee del bambino che non
sono indecorose o dannose per la comunità, vanno rispettate “con religiosa venerazione”,
perché attraverso esse si manifesta la vita “come il sole si manifesta all’alba e il fiore al
primo spuntare dei petali”. Perché la finalità dell’acquisizione dell’autonomia venga
realizzata è di fondamentale importanza l ‘ambiente nel quale si svolge l’azione educativa,
anche dal punto di vista dell’organizzazione dello spazio architettonico. L’ambiente educativo
tradizionale non è affatto a misura di bambino, ma è funzionale all’adulto e non consente
una libera e spontanea manifestazione del bambino. Esso è stato concepito e realizzato nella
errata convinzione che un’efficace azione educativa possa avvenire solamente
nell’immobilità assoluta e nel silenzio più completo. L’azione educativa tradizionale rende i
bambini “artificialmente silenziosi come dei muti e immobili come dei paralitici”. Ma “individui
siffatti sono annientati, non educati”. Una vera educazione deve rendere gli individui
padroni di sé, deve dare loro la capacità di muoversi con garbo e di parlare con ordine e
precisione, avendo come unico limite le esigenze della comunità. L’ambiente educativo deve
essere dunque strutturato in modo tale da permettere ai bambini di muoversi liberamente
eliminando il più possibile barriere architettoniche e costrizioni di ogni tipo: tutto, in
sintesi, deve essere a misura di bambino. I tavoli, gli armadi, le sedie, gli scaffali, le
lavagne, devono essere leggeri, di piccole dimensioni, facilmente trasportabili e utilizzabili.
Nella scuola tradizionale l’ambiente educativo deve essere necessariamente deprimente per non
distrarre i fanciulli e far accettare loro “tutto ciò che il maestro decide autoritariamente di
insegnare”. Nella scuola su misura del bambino, invece, l’ambiente deve essere attraente e
piacevole, anche dal punto di vista estetico, perché la bellezza “rende gratificante il lavoro
scolastico e concilia l’alunno con la scuola. L’ambiente “bello” svolge una funzione educativa
non solo di tipo estetico, ma anche in senso più generale. I colori chiari e lucenti , per
esempio, fanno risaltare maggiormente eventuali macchie, i mobili e le suppellettili leggeri
evidenziano i movimenti bruschi e scoordinati dei bambini, facilitando il suo spontaneo
bisogno di imparare a controllare i suoi schemi motori .
La pedagogia montessoriana si inscrive in una peculiare visione dell’infanzia. Esiste una vera
e propria questione sociale legata all’infanzia. La storia, nel suo sviluppo, ha portato al
superamento di diverse forme di oppressione: quella degli schiavi, dei servi della gleba, dei
proletari. Solo i bambini sono rimasti interamente sottomessi all’oppressione degli adulti, ad
una tirannia legata alla loro ottusità ed incapacità di cogliere il vero bisogno dell’infanzia, che
non deve essere soffocata da una troppo rigida disciplina né servita, ma aiutata a
conquistare l’autonomia. Questa visione del bambino da liberare negli ultimi anni si evolve in
una visione che vede nel bambino stesso un modello che può insegnare agli adulti i valori
positivi della pace e della tolleranza. In alcune opere della maturità, quali ad esempio “La
pace e l’educazione” del 1933, oppure “Educazione e pace” del 1949 e “La formazione
del l ‘uomo” del 1949, la Montessori espresse una “filosofia del bambino” che ne
presenta la figura con tinte decisamente positive. Nel rispetto dei bambini e del loro
autonomo mondo interiore, Montessori intravede una possibile fonte di riscatto per l’adulto
e l’umanità intera. In un mondo, sconvolto periodicamente da pericoli di guerra, segnato
da tante sofferenze e ingiustizie, i bambini con il loro candore e la loro semplicità,
diventano indispensabili per far trionfare nell’animo degli adulti gli ideali della pace,
del l ‘amicizia e del la tol leranza. Qualche critico ha parlato di una sorta di
esaltazione poco oggettiva del bambino, cioè di “bambinismo”; è comunque certo
che la forte enfasi posta sul la necessità di osservare veramente i bambini e di
cogl iere i loro autentici bisogni, al di là di stereotipi e fraintendimenti, ha un
indubbio valore.
L’esaltazione del la spontaneità del bambino, definito come “embrione spirituale”,
potrebbe far accostare le riflessioni montessoriane a quelle froebeliane, con la
differenza che secondo la Montessori i l bambino, messo nelle condizioni ideal i per
manifestare spontaneamente i suoi bisogni chiede di essere aiutato ad imparare,
per crescere ed a fare da sé, mentre per Froebel la dimensione spontanea del
bambino è quel la del gioco. La scarsa attenzione dedicata dal la Montessori al gioco
è considerata da molti una del le carenze del suo metodo.
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L’infanzia come gioco: Fröbel

È dall’inizio dell’Ottocento che, grazie alle nuove scoperte in campo medico-scientifico che portarono a una netta diminuzione della mortalità infantile, che il bambino acquista una sua posizione all’interno della famiglia fin dalla nascita, anche se l’attenzione pedagogica alla prima infanzia inizia con Rousseau e Pestalozzi.
Ma è merito di Friedrich Fröbel (1782-1852) se tali intuizioni pedagogiche giunsero a tradursi in istituzioni scolastiche. Fröbel ebbe, infatti, l’occasione di sperimentare in pratica la validità del suo progetto formativo, dapprima lavorando a Keilhau con cinque bambini, e poi con la fondazione del primo “giardino generale tedesco dell’infanzia” a Blankenburg. L’istituzione sarà però chiusa dal governo prussiano nel 1850 sotto il sospetto di ateismo e socialismo.
Rispetto allo sperimentalismo di Pestalozzi, le posizioni di Fröbel prendono il via da riflessioni più filosofiche. Egli iniziò la sua riflessione dall’idea che il rapporto con la natura non dovesse essere mediato da logiche socio-economiche, ma piuttosto estetiche o, meglio, mistico-sentimentali. Egli cerca dunque di arrivare a scoprire le leggi che regolano la natura, l’organizzazione della sua struttura interna, per arrivare su queste basi a ricondurre la variabilità del tutto a un principio generale di unità. Questo sarà il concetto guida della sua filosofia come della sua pedagogia: se tutto proviene dall’unità e a essa tende, lo scopo naturale di tutte le attività – e quindi soprattutto di quella formativa – è aspirare al raggiungimento di tale unità.
Sarà poi l’incontro con Schelling a permettere e favorire un’organizzazione definitiva del suo pensiero sulla base della sostanziale unità tra Natura e Spirito, base teorica e giustificazione della sua ricerca nella natura delle leggi che sovrintendono ai processi di formazione, educazione ed evoluzione dell’uomo.
Dal punto di vista pedagogico Fröbel si allinea perfettamente con le idee romantiche dell’epoca e vede lo sviluppo come un processo lineare e continuo, in quanto esso è dato da una progressiva realizzare quell’energia divina che è insita in ciascun uomo.
• L’infanzia e il gioco
L’infanzia corrisponde per Fröbel alla prima fase educativa del bambino (prima educazione) e inizia subito dopo i primi mesi di vita, quando il bambino inizia a “rappresentare spontaneamente l’interno nell’esterno”. La funzione psicologica che rappresenta l’inizio di questa fase è il linguaggio, che permette al bambino di tradurre, grazie all’impulso creativo che è in lui, in rappresentazioni e quindi in azioni la complessità del sentire che è in lui.
Ogni atto umano per Fröbel è creativo ed è quindi espressione diretta del divino che è in ogni uomo. L’espressione dei processi rappresentativi e le corrispondenti azioni che ne deriveranno che iniziano a comparire nei bambini dovranno dunque essere liberi, in quanto ogni espressione, causa la sua origine divina, è in sé buona e giusta. Questa posizione teorica non arriva però a riflettersi in un suggerimento educativo che vede il precettore non coinvolto in questa fase dell’educazione. Al contrario egli dovrà intervenire e guidare, seppur discretamente, il bambino verso la precisione e la chiarezza.
La spontaneità del bambino va comunque salvaguardata a ogni costo, ed è in questo contesto che Fröbel introduce l’importante concetto del gioco come strumento educativo. L’autore, infatti, vede il gioco come attività fondamentale del bambino, e quindi come strumento principe per favorire l’espressione e la rappresentazione del suo interno in maniera creativa, naturalmente con il supporto del linguaggio. Il gioco è visto come momento in cui nel bambino si sperimenta il concetto di unità tanto caro a Fröbel in quanto permette in un certo senso al bambino di penetrare nelle cose, facendole sue, e alle cose di penetrare in lui, prestandogli i loro attribuiti nel gioco di finzione.
Il gioco è importante anche perché conduce il bambino alla scoperta del disegno, facilita l’evoluzione linguistica, metta le basi per l’apprendimento di concetti logico-matematici e anche per future applicazioni lavorative.
Il disegno diventa importante già in questa prima fase educativa, in quanto con la sua natura grafica favorisce nel bambino l’impulso a strutturare in un qualche modo le proprie rappresentazioni interne (mentre il linguaggio permette anche un fluire continuo, non strutturato), spesso ordinandole sulla base di categorie numeriche.
Non bisogna poi dimenticare che Fröbel include in questa prima fase educativa anche una forte attenzione all’educazione motoria, al ritmo, un’introduzione al mondo della musica e della danza, senza sottovalutare neanche l’importanza dei piccoli compiti domestici che possono essere affidati al bambino quali fonte di apprendimenti pratici.
• La seconda infanzia
La seconda fase dell’educazione segue un percorso opposto rispetto a quella della fase precedente. Se prima si trattava di favorire la spontanea esposizione da parte del bambino della sua interiorità, ora si chiede al fanciullo di intraprendere un cammino di interiorizzazione che deve essere guidata dalla curiosità e dall’interesse, così come l’espressività era guidata dalla creatività. Si passa dunque dall’espressione all’apprendimento, e fanno la loro comparsa l’istruzione formale e la scuola. Quest’ultima è vista come luogo dove l’uomo arriva a conoscere gli oggetti fuori di sé, la loro natura, le leggi che li governano. Ricordando le posizioni teoriche dell’autore non sarà difficile immaginare che questa conoscenza sarà poi finalizzata alla conoscenza delle leggi generali che governano l’interno dell’uomo come l’esterno, per arrivare dunque a comprendere l’unità del tutto.
L’impostazione metafisica di Fröbel si avverte molto distintamente nei suoi suggerimenti per l’insegnamento religioso e per quello scientifico. Per il primo egli immagina di richiedere ai fanciulli di arrivare all’intuizione di Dio (così come essi devono arrivare all’intuizione dell’unità), appoggiandosi essenzialmente agli strumenti dati dalla fede o, meglio, data la richiesta di una contemplazione, un riconoscimento, di un “pervenire” a Dio, attraverso una sensibilità mistica. Per l’apprendimento scientifico, invece, egli parte dalla considerazione che la natura tutta è espressione e rivelazione di Dio. Questa è la prima consapevolezza che, anche a livello formativo, si deve raggiungere per poter arrivare a comprendere le leggi scientifiche che regolano il mondo.
Su queste basi Fröbel innesta dei mediatori didattici, che possono in un certo senso semplificare il cammino dei fanciulli verso l’apprendimento. Egli pensa che l’apprendimento scientifico deve essere intuitivo come quello religioso e leggere la realtà in maniera analogica e non strettamente oggettiva, Fröbel, pensa di renderlo più “naturale” presentando ai bambini dei “doni” che rappresentino i diversi solidi. Dalla loro osservazione e manipolazione i giovani potranno arrivare a derivare la loro origine comune dalla sfera, e quindi a “presentire” in concetto stesso di unità – cui sempre si torna.
Parlando invece dell’insegnamento di lettura, scrittura e arte, Fröbel lascia momentaneamente da parte le sue preoccupazioni metafisiche. Definisce, infatti, la lingua come strumento espressivo, che si fa manifestazione della soggettività degli individui. Questo collegamento forte tra linguaggio, personalità ed espressività porta l’autore a prestare molta attenzione ai dialetti come manifestazione dell’individualità dei popoli, e al ritmo del discorso, come base dell’espressione poetica. L’espressione e il linguaggio sono visti come manifestazioni naturali e spontanee già del bambino: esse solleciteranno dunque spontaneamente il bisogno della scrittura, che sarà prima ideografica (basata cioè sul disegno, che abbiamo già visto tra i fattori fondamentali dell’educazione della prima infanzia) e poi basata su codici convenzionali. Alla scrittura farà seguito la lettura, nata dal bisogno di esplicitare, prima a sé e poi agli altri, quanto si è scritto.
La formazione estetica sarà invece basata, per Fröbel, sull’insegnamento artistico che trarrà spunto dall’osservazione e rappresentazione di suoni (musica e canto), superfici (viste come colori e quindi concretizzate nella pittura) e corpi (disegno).
• Il giardino d’infanzia e il materiale didattico
Il primo concetto che occorre sottolineare è che il giardino d’infanzia di Fröbel è pensato come una scuola in senso proprio e non come una semplice istituzione prescolastica sul modello di quelle che si stavano diffondendo più o meno negli stessi anni in tutta Europa.
Il giardino d’infanzia è pensato come distinto in due ambienti principali: uno esterno e uno interno. In quello esterno erano collocate delle piccole aree (“proprietà private”) per la coltivazione delle piante insieme a un’ampia area destinata al lavoro comune – che ben riflettono la dialettica fröbeliana tra individualità e società, la responsabilità individuale avvicinata a quella collettiva.
Il possesso non è quindi inteso in senso ideologico, ma come espressione di un bisogno psicologico del bambino volto ad aiutarlo a determinare la sua identità personale e a educarlo contemporaneamente all’assunzione di responsabilità.
La scuola “fuori”, diretto contatto con la natura e con la sua esplorazione, non esclude una scuola interna più ordinata. Qui si inseriscono i “doni” di cui si parlava sopra a proposito dell’insegnamento scientifico. Ma oltre a essere tramite per la trasmissione di una forma determinata di conoscenza, essi sono visti da Fröbel anche come forme di vita architettonica e forme estetiche e quindi come sussidio didattico per un’educazione all’arte e all’estetica.
Anche il materiale didattico strutturato può dunque, nell’ottica creativa e “giocosa” di Fröbel, godere una propria autonomia a trasformarsi in sussidio per altre attività anche lontane da quelle originali.

Fonte web

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Learn from the game

“The child who does not play is not a child but an adult who does not play has lost forever the child who has within himself.”

Pablo Neruda
Maria Montessori
Maria Montessori was a tireless educator, a true genius in the service of children, able to develop a revolutionary scientific model to help disadvantaged children, the most disadvantaged children in the aspect of socialization, which, although not necessarily problems of mental disabilities or special, they lived in difficult areas or neighborhoods, with parents without work in miserable conditions, without any rules and left to themselves and to the road.
The child has a specific capacity to assimilate the experiences that adults have completely lost an extraordinary capacity to learn that the unconscious Montessori called the “absorbent mind”, without which it would be possible to explain the great man’s ability to adapt ‘s environment. This term refers to the dominant feature of learning by children 0 to 3 years: during this period the child’s mind absorbs environmental stimuli and reworks them in a size precoscia, producing
learning basic skills like language, which manifests itself, almost sudden and miraculous. The fast development of the child is made possible by the existence of sensitive periods, ie special moments during which the child is able to learn
with extraordinary ease, without apparent effort and without intention. However, this does not mean that the learning process is simply spontaneous, before which the adult
should not do anything but he can and should facilitate creating the best conditions for the extraordinary potential of the children are put to use. These sensitive periods, in fact,
be exploited as time windows in which the learning must be facilitated by appropriate sensory stimuli
Of course, the environment and the conditions under which these children lived, made them a future of young people with difficult and problematic. For this reason, Maria Montessori devoted himself to this kind of children, using innovative methods in terms of recreational, educational, and totally different from traditional ones.
Maria Montessori was born in Clairvaux (Ancona) in 1870. At twelve, he followed his parents to Rome, where he studied and graduated in medicine in 1896. It was the first woman in Italy to practice medicine, specializing in the study of mental disorders. He began his work experience at a psychiatric clinic in Rome, very significant experience, and that led to the realization of his educational theory on the education of abnormal subjects, who not only need care and assistance, but also a ‘ education that changes their personality.
On January 6, 1907, in San Lorenzo, one of the poorest and most degraded of Rome, Montessori opened her asylum, the “House of Children,” in which pedagogical and educational problems faced extremely complex, which required a civil recovery , social and educational.
The method of education was very innovative: the child was seen as a hard-working individual, actively engaged in its work, the game should not be seen only as entertainment but as a commitment, involvement in its activities. This was not the hard way, taxation, coercive, but a method which takes account of the needs and interests of the child, leaving, having fun, is committed spontaneously, making everything a new discovery of focus and practice . In all this, he knew that earlier.
The educational method used in the Montessori school opened, it intended to renew the understanding of the school. The furniture, tables, seats, handles, switches, to make it a height dimension of children, having the primary task of facilitating the observation and understanding of the needs of children. Even simple everyday tasks like peeling potatoes, buttoning clothes, tying shoes, attach a button or set the table, were considered subjects of learning.
Too much importance was given to reading, helping children to become familiar with the letters of the alphabet, made of cardboard or wood, so that joining them, could form simple words. Colorful wooden instruments, to be handled by children, were placed at their disposal to learn to cope and see the various geometric shapes. Then they had continuous contact with nature: the wine made in class after having pressed the grapes, cataloging the leaves, came out in the garden, so that always seemed to learn a game. With this method was taught a sense of duty, accountability, because the teachers insisted on cleanliness, order, respect for teammates. He was taught that the material itself, and nowhere could be seen ratings, awards or punishments.The child was not corrected by words, but he was given the time and the opportunity to test yourself if wrong.
The goal of education for Montessori is the defense of the dignity and the F REEDOM
of children ‘s, against the claims of adult children to impose their own interests,
their own experiences and perspectives. And wrong, both from the psychological point of view, both
from the pedagogical point of view, impose on children attitudes and habits of mind that
are appropriate to their nature, because by doing so, you end up with obstructed
development of their capacities. Human dignity is, in fact, autonomy, ie in
ability to be independent. A real educational activity, then, is what helps
child to achieve full independence. A mother who, for fast or convenience or
any other reason, take his son, instead of teaching him to eat alone, or
the dress, not a good teacher, for the son I should not be served, but helped
grow and to become independent. What every child asks the really agl
adults is also the motto of the homes of the children: “Help me to do it myself.” We must, in
other words, do not in any way, to hinder the spontaneous manifestations of
children, so that the child does not end with the “confuse the good with immobility and
evil with activity. “In” Case of the children “should enable any event
spontaneous character of children, any “action that has a useful purpose.” The
Montessori has always recommended to her teachers to “avoid strictly
the arrest of spontaneous movements and the imposition of measures by the work of others will, “in
because “we can not know the consequences of a spontaneous act when the child
just begins to act. “All the spontaneous manifestations of the child who does not
indecorous or are harmful to the community must be fulfilled “with religious reverence,”
because through them we see the life as the sun appears at dawn and in the flower
the first tick of the petals. “Because the purpose of the acquisition of autonomy is
made is crucial ‘s environment in which the action takes place educational
from the point of view of the architectural space. The educational environment
Traditional is not suitable for children, but it is functional and does not allow adult
free and spontaneous expression of the child. It was designed and built in
mistaken belief that effective education can only take action
absolute stillness and in complete silence. The action makes the traditional educational
children “artificially silent as the mute and motionless as the paralyzed.” But “people
such are destroyed, not educated. “A true education must make people
owners themselves, they must give them the ability to move gracefully and to speak in an orderly and
accuracy, limited only by having the needs of the community. The educational environment should
therefore be structured so as to allow children to move freely
eliminating the possible barriers and constraints of all kinds: everything,
summary, must be suitable for children. The tables, cupboards, chairs, shelves,
boards, should be light, small, easily transportable and usable.
In the traditional school environment education must be depressing to not necessarily
distract the children and to accept their “whatever the teacher decides to authoritatively
teach. “In the school the child to measure, however, the environment must be attractive and
pleasant, even from the aesthetic point of view, because beauty “makes the job rewarding
combines school and the student with the school. The environment “beautiful” has an educational function
not only aesthetic, but also more generally. Light colors and shiny, for
example, they stand out more stains, the furniture and furnishings light
show sudden movements and uncoordinated children by facilitating their spontaneous
need to learn to control his movement patterns.
The Montessori pedagogy is part of a unique vision of childhood. There is a real
and its social issues related to childhood. The story, in its development, has led to
overcome various forms of oppression: that of slaves, serfs, of
proletarians. Only the children were entirely subservient to the oppression of adults to
a tyranny inherent in their stupidity and inability to grasp the true needs of the child which
should not be stifled by too rigid discipline nor served, but it helps
gain independence. This vision of the child to be released in recent years evolved into
a vision that sees itself in the child a model that can teach adults the values
benefits of peace and tolerance. In some works of his maturity, such as “The
Peace and Education “of 1933, or” Education and Peace “of 1949 and” Training
of the ‘man’ of 1949, expressed a Montessori philosophy of child who
presents very positive picture with paint. In respect of children and their
own inner world, Montessori sees a possible source of redemption for the adult
and all humanity. In a world shaken by periodic threats of war marked
by so much suffering and injustice, children with their candor and their simplicity,
become necessary for the triumph of the soul of adult ideals of peace,
of the ‘friendship and the tolerance of intolerance. Some critics have spoken of a sort of
exaltation little objective of the child, that of “children” is certain, however,
that the strong emphasis on the need to observe children and really
Take iere their authentic needs, beyond the stereotypes and misconceptions, it has a
undoubted value.
The exaltation of the spontaneity of the child, defined as “spiritual embryo”
could pull the reflections Montessori froebeliane those with
difference according to the Montessori child, placed in the ideal conditions for
spontaneously express their needs asks for help to learn,
to grow and to do for themselves, and Froebel to the size of spontaneous
that the child is in the game. The lack of attention devoted to the game from the Montessori
is considered by many of the shortcomings of his method.
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As the childhood game: Fröbel
Since the beginning of the nineteenth century, thanks to new discoveries in medical science that led to a sharp drop in infant mortality, the child acquires its position in the family since birth, although the pedagogical attention early childhood beginning with Rousseau and Pestalozzi.
But it is credited with Fröbel Friedrich (1782-1852) when these educational insights came to be translated into educational institutions. Fröbel had, in fact, the opportunity to experiment in practice the validity of his educational project, first working on Keilhau with five children, and then with the founding of the first “German general garden of childhood” in Blankenburg. The institution, however, closed by the Prussian government in 1850 under suspicion of atheism and socialism.
Compared to the experimentalism of Pestalozzi, the positions of Fröbel take away from the more philosophical reflections. He began his discussion by the idea that the relationship with nature should not be mediated by socio-economic logic, but rather aesthetic, or rather mystical-sentimental. He then tries to get to discover the laws that govern nature, the organization of its internal structure, to get on this basis due to the variability of all of a general principle of unity. This will be the guiding concept of his philosophy as its pedagogy, and if it all comes from the tents, the natural purpose of all activities – and therefore above all of that training – it is aspiring to attain that unity.
It will then be meeting with Schelling for providing and promoting an organization of his final thought on the basis of the substantial unity between Nature and Spirit, theoretical basis and justification of his research into the nature of the laws that govern the processes of training, education and evolution of ‘man.
From the pedagogical point of view Fröbel aligns perfectly with the romantic ideas of the time and sees the development as a linear and continuous, as it is given a progress that divine energy which is inherent in every man.
• Children and play
Childhood Fröbel corresponds to the first phase of child education (early education) and begins immediately after the first months of life when the child begins to spontaneously represent the interior in the exterior. ” The psychological function that represents the beginning of this phase is the language that allows the child to translate, through the creative impulse within him, and then into action representations in the complexity of feeling in him.
Every human act to Fröbel is creative and is thus a direct expression of the divine in every man. The expression of representative processes and the corresponding actions that will accrue starting to appear in children should therefore be free, because every expression, because its divine origin, is in itself good and just. This theoretical position, however, does not come to be reflected in an educational suggestion that sees the tutor is not involved in this phase of education. Instead he will have to step in and drive, albeit discreetly, the child to the accuracy and clarity.
The spontaneity of the child still has to be safeguarded at all costs, and in this context that Fröbel introduces the important concept of the game as an educational tool. The author, in fact, sees the game as a core activity of the child and then as a primary tool to facilitate the expression and representation of its interior in a creative way, of course with the support of the language. The game is seen as a moment in which the child experiences the concept of unity so dear to Fröbel as it allows in a sense the child to enter into things, making them his own, and things to penetrate him, lending their apportioned pretend play.
The game is also important because it brings the child to discover the design facilitates the evolution of language, put the foundation for the learning of logical-mathematical concepts and applications for future work.
The design becomes important even at this early stage of education, as with its graphical nature helps the child to the pulse structure in some way their own internal representations (while the language also allows a continuous flow, unstructured), often ordering on the basis of numerical categories.
We must not forget that at this early stage Fröbel includes a strong educational focus motor education, rhythm, introduction to the world of music and dance, without underestimating the importance of even small household tasks that may be assigned to child as a source of practical learning.
• The second child
The second phase of education follows a path opposite to that of the previous phase.If this was the first to encourage the spontaneous exposure of the child of his inner life, now you ask the child to undertake a process of internalization must be driven by curiosity and interest, as well as the expression was driven by creativity. It thus comes from the expression learning, and make their appearance as formal education and the school. The latter is seen as a place where people come to know objects outside themselves, their nature, the laws that govern them. Recalling the theoretical positions of the author is not difficult to imagine that this knowledge will then be aimed at the general knowledge of the laws that govern the inner man as the outside, so to get to understand the unity of the whole.
The setting of metaphysics Fröbel there is very clearly in his suggestions for religious education and science. For the first he imagines to ask the children to get the intuition of God (as they must arrive at the intuition of the unit), relying primarily with data from instruments faith or, rather, on the request of a contemplation, a recognition , a “send” to God through a mystical feeling. For the learning of science, however, he starts from the consideration that all of nature is an expression and revelation of God This is the first awareness that, even in training, you must achieve in order to get to understand the scientific laws that govern the world .
On this basis Fröbel grafts of educational mediators, in a way that can simplify the way of children towards learning. He believes that learning science should be as intuitive as that of religion and interpret reality in analog and are not strictly objective Fröbel, he plans to make it more “natural” by showing the children as “gifts” that represent the various solids. From their observation and manipulation to get the young people can derive their common origin from the sphere, and then to “present” in the very concept of unity – which always comes back.
Instead of talking about teaching reading, writing and art, Fröbel leave at the moment by his metaphysical concerns. It defines, in fact, the language as an expressive instrument, which is manifestation of the subjectivity of individuals. This strong link between language, personality and expressiveness leads the author to pay close attention to the dialects as a manifestation of the individuality of the people, and the rhythm of speech, as the basis of poetic expression. The expression and language are seen as natural and spontaneous manifestations of the child already: they spontaneously So we beg the need of writing, which will be the first ideographic (ie based on the design, which we have already seen a key factor in early childhood education ) and then based on the conventional codes. The writing will follow the reading, born of the need to clarify before him, and then the other, as it is written.
The aesthetic is instead based training for Fröbel, teaching art that will draw inspiration from the observation and representation of sounds (music and singing), surfaces (such as colors and then materialized views in painting) and bodies (figure).
• The kindergarten and teaching materials
The first concept that must be emphasized that the kindergarten Fröbel is designed as a school in the true sense and not as a mere pre-school institution modeled on those that were spreading more or less the same years in Europe.
The kindergarten is thought of as divided into two main areas: one outside and one inside. In the outer were placed in small areas (“private property”) for the cultivation of plants with a wide area for communal work – reflecting well the fröbeliana dialectic between individuality and society, individual responsibility and collective approached.
Possession is therefore not understood in an ideological sense, but as an expression of a psychological need of the child intended to help you determine his identity and bring them together and shared responsibility.
The school “out”, direct contact with nature and its exploration does not exclude a more orderly boarding school. Here you enter the “gifts” which was mentioned above in relation to science teaching. But besides being a conduit for the transmission of a particular form of knowledge, they are seen by Fröbel as life forms and architectural aesthetic forms, and then as a teaching aid for education in art and aesthetics.
The structured learning materials can, therefore, view creative and “playful” in Fröbel, enjoy their autonomy to become a subsidy for other activities too far from the original ones.
Web Source

Compassione e saggezza – Compassion and Wisdom  


Compassione e saggezza

Paralleli tra brani dei Vangeli e sutra buddhisti

“Gli insegnamenti e le parole dei due Maestri a confronto”
Titolo originale dell’opera: Jesus and Buddha: The Parallel Sayings
Traduzione di Adria Tissoni Prefazione e introduzione:
Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 – Milano

Oggi, la cultura asiatica si sovrappone a quella europea e nordamericana; la terra non e’ che un minuscolo globo nell’universo e i suoi continenti vanno alla deriva secondo modalita’ che nessun geologo avrebbe mai previsto. Se avessimo letto i testi sacri buddhisti e cristiani con maggiore attenzione, avremmo probabilmente capito tempo fa quanto simili siano le varie culture e le diverse religioni.

O, forse, avremmo ripreso a leggere la famosa poesia di Kipling dal verso in cui afferma che “l’Oriente e’ l’Oriente, e l’Occidente e’ l’Occidente”, al verso in cui annuncia che questi due mondi non si incontreranno mai, fino a imbatterci in una strofa che il ventesimo secolo pare aver scordato, in cui l’autore osserva: “Non c’e’, ne’ Oriente, ne’ Occidente, ne’ Confine, ne’ Stirpe, ne’ Nascita / Quando due uomini forti si trovano faccia a faccia, pur provenendo dalle estremita’ della terra!”.

LA COMPASSIONE

L’affinita’ piu’sorprendente fra Gesu’ e il Buddha riguarda il concetto di amore: entrambi, infatti, predicano la Regola d’Oro, in base a cui ogni uomo deve trattare il suo prossimo come se stesso. Molte delle piu’ note affermazioni di Cristo, in ordine al fatto di porgere l’altra guancia, di amare i propri nemici; nonche’ l’idea che chi di spada ferisce, di spada perisce, si rispecchiano nelle parole del Buddha.
“La dottrina morale del Buddha”, osserva Burnett Hillman Streeter, illustre studioso di Oxford, “e’ sorprendentemente simile al discorso evangelico”. Inoltre, le parole dette da Gesu’ sulla montagna costituiscono il suo piu’ grande insegnamento, esattamente come il Dhammapada, concettualmente affine al Sermone, costituisce il libro piu’ importante del buddhismo: se esso e’ la trasposizione scritta in lingua pali della tradizione orale sorta tra i primi iniziati buddhisti, il discorso evangelico della montagna e altre parti dei quattro Vangeli vengono infatti attribuiti ai primi seguaci di Cristo.
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Cio’ che volete gli uomini facciano a Voi, anche voi fatelo a loro. LUCA 6, 31

Chi considera (gli altri) uguali a se stesso non danneggia, non uccide. DHAMMAPADA X, 129-130

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A chi ti percuote sulla guancia porgi anche l’altra. LUCA 6, 29

Se qualcuno ti colpisce con la mano, con un bastone, o con un coltello, dovresti abbandonare ogni desiderio e non pronunciare parole malvagie. MAJJHIMA NIKAYA 21, 6

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Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
[…]
A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’a chiunque ti chiede; e a chi prende il tuo, non richiederlo. LUCA 6, 27-30

Ecco proprio in causa dell’ostilita’ mai si placa l’ostilita’, solo con la non ostilita’ si placa: questo e’ immutabile elemento.
[…]
Con la calma vinci l’ira, col bene vinci il male. Vinci la miseria con la liberalita’, con la verita’, la menzogna. DHAMMAPADA I, 5; XVII, 223

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In verita’ vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli piu’ piccoli, non l’avete fatto a me. MATTEO 25, 45

Se non vi aiutate gli uni gli altri, chi ci sara’ ad aiutarvi? Chiunque aiuta me, deve aiutare i malati. VINAYA, MAHAVAGGA 8, 26, 3

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Rimetti la spada nel fodero, perche’ tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. MATTEO 26, 52

Distaccandosi dal desiderio di prendere la vita, l’ascetico Gautama esiste, evitando di prendere la vita, senza bastone, ne’ spada. DIGHA NIKAYA 1, 1, 8

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Questo e’ il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha amore piu’ grande di questo: dare la vita per i propri amici. GIOVANNI 15, 12-13

Come una madre difenderebbe con la vita il suo proprio figlio, il suo unico figlio, cosi’ sviluppi egli un animo illimitato nei riguardi di tutti gli esseri viventi. Coltivi benevolenza ed animo illimitatamente benigno per tutto il mondo. SUTTA NIPATA 149-150

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La grazia e la verita’ vennero per mezzo di Gesu’ Cristo. GIOVANNI 1, 17

Il corpo del Buddha e’ nato dall’amore, dalla pazienza, dalla gentilezza e dalla verita’. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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Cosi’, vi dico, c’e’ gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte. LUCA 15, 10

Il bodhisattva ama tutti gli esseri viventi, come fossero tutti suoi figli. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 5

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Tu conosci i miei comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”. MARCO 10, 19

Astieniti dall’uccidere e dal prendere cio’ che non ti e’ dato. Astieniti dall’impurita’ e dal dire il falso. Non accettare oro e argento. KHUDDAKAPATHA 2

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LA SAGGEZZA

Alla base del cristianesimo, che influenza gran parte del mondo occidentale , e del buddhismo, che rappresenta una forza trainante della cultura orientale, si ritrova la stessa saggezza. Sia Gesu’, sia il Buddha hanno posto l’accento sull’individuo, sottolineando che l’interiorita’ e’ piu’ importante dell’esteriorita’ e che ognuno di noi dovrebbe considerare la propria vita, invece di criticare quella altrui. Per descrivere la realta’ morale entrambi ricorrono, peraltro, alle medesime immagini: luce e tenebra , sole e pioggia, la pianta che da’ frutti e quella infruttifera. Gli studiosi che si interessano a Cristo come figura storica conferiscono oggi sempre piu’ importanza al suo ruolo di saggio del primo secolo: molti degli aforismi che citano per ritrarlo come tale racchiudono gli stessi consigli che il Buddha diede ai suoi seguaci, cinque secoli prima.

“Il regno dei cieli si puo’ paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso e’ il piu’ piccolo di tutti i semi; ma, una volta cresciuto, e’ piu’ grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli dal cielo e si annidano fra i Suoi rami. MATTEO 13, 31-32

Non supporre del bene: “non mi raggiungerà'”. Come versando l’acqua da una brocca si riempie un bicchiere, cosi’ il saggio si riempie di bene accumulandolo a poco a poco. DHAMMAPADA IX, 122

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Perche’ guardi la pagliuzza che e’ nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che e’ nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che e’ nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che e’ nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. LUCA 6, 41-42

I difetti altrui sono piu’ facili da vedere rispetto ai propri; i difetti degli altri vengono visti facilmente, perche’ vengono setacciati come pula; ma, i propri sono difficili da vedere. E’ come il baro che nasconde i suoi dadi e mostra quelli dell’avversario, richiamando l’attenzione sulle mancanze di questi, pensando continuamente di accusarlo. UDANAVARGA 27, 1

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“Maestro, questa donna e’ stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mose’, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”
[…]
E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzo’ il capo e disse loro: “Chi di voi e’ senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. GIOVANNI 8, 4-5; 7

Non le altrui cattive azioni non cio’ che gli altri fanno, o non fanno, ciascuno guardi Cio’ che lui stesso fa o non fa. DHAMMAPADA IV, 50

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“La lucerna del tuo corpo e’ l’occhio. Se il tuo occhio e’ sano, anche il tuo corpo e’ tutto nella luce; ma, se e’ malato, anche il tuo corpo e’ nelle tenebre. Bada dunque che la luce che e’ in te non sia tenebra. Se il tuo corpo e’ tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sara’ luminoso, come quando la lucerna ti illumina col suo bagliore”. LUCA 11, 34-36 Un uomo con gli occhi che porta una lampada vede tutti gli oggetti, cosi’ come uno che ha ascoltato la Legge Morale. diventera’ perfettamente saggio. UDANAVARGA 22, 4

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Percio’, vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete, o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale piu’ del cibo e il corpo piu’ del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, ne’ mietono, ne’ ammassano nei granai; eppure, il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse piu’ di loro? MATTEO 6, 25-26

Di chi non ha provviste, di chi ben conosce il valore del cibo, di chi libero si pasce di vacanza senza immagini mentali, la via e’ difficile a conoscere quale di uccello nel cielo. Di chi ha totalmente esausti gli asava, di chi e’ staccato dal cibo, di chi libero si pasce di vacanza senza immagini mentali, l’orma e’ difficile a conoscere quale di uccello nel cielo. DHAMMAPADA VII, 92-93

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Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori; perche’ siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. MATTEO 5, 45

La grande nuvola fa piovere su tutto, che sia di natura superiore, o inferiore. La luce del sole e della luna illumina tutto il mondo, sia colui che fa il bene sia colui che fa il male, sia colui che si eleva sia colui che si abbassa. SADHARMAPUNDARIKA SUTRA 5

…………………………………..

Non c’e’ albero buono che faccia frutti cattivi, ne’ albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero, infatti, si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, ne’ si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perche’ la bocca parla dalla pienezza del cuore. LUCA 6, 43-45

Qualsiasi cosa commetta una persona, che siano azioni virtuose o peccaminose, nessuna di esse ha poca importanza; tutte hanno qualche frutto. UDANAVARGA 9, 8

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“Non c’e’ nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo: sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”. MARCO 7, 15

“L’uccidere, il massacrare, il ferire, l’imprigionare esseri viventi; il furto, la menzogna, l’inganno, la frode, l’ipocrisia, l’adulterio: questo e’ putredine, non il cibo carneo”. SUTTA NIPATA 242

……………..

Gesu’, pero’, non si confidava con loro, perche’ conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’e’ in ogni uomo. GIOVANNI 2, 24-25

Era esperto nel conoscere i pensieri e le azioni degli esseri viventi. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

…………………………….

Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”. GIOVANNI 7, 46

“Non ho mai visto prima d’ora – disse il venerabile Sariputto – ne’ ho mai udito riferire da alcuno di un maestro che parli cosi’ amabilmente, venuto dal cielo dei Tusita”. SUTTA NIPATA 955

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Compassion and Wisdom  

Parallels between the Gospels and the Buddhist sutra

“The teachings and words of two teachers in comparison”
Original title: Jesus and Buddha: The Parallel Sayings
Translated by Adria Tissoni Preface and introduction:
Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 – Milan

Today, the Asian culture overlaps with that of Europe and North America, the land is not ‘that a tiny globe in the universe and its continents drift in accordance with methods’ that no geologist would ever have expected. If we read the Buddhist scriptures and Christians more closely, we would have probably figured out long ago how similar the different cultures and different religions.

Or, perhaps, we started to read the famous poem by Kipling verse stating that ‘the East and’ the East and the West and ‘the West’, the direction in which to announce that these two worlds will never meet, to come across a verse that seems to have forgotten the twentieth century, in which the author observes: “There is no ‘, it’ East, it ‘the West, it’ Border, it ‘Stirpe, I’ Birth / When two strong men come face to face, even though they came from the ends’ of the earth. ”

COMPASSION

The affinity ‘piu’sorprendente between Jesus’ and Buddha to the concept of love: both, in fact, they preach the Golden Rule, under which every man should treat his neighbor as himself. Many of the more ‘known Christ’s claims, regarding the fact of turning the other cheek, to love their enemies, as well as’ the idea that he who lives by the sword, dies by the sword, are reflected in the words of the Buddha.
“The moral teaching of the Buddha,” says Burnett Hillman Streeter, a distinguished Oxford scholar, “and ‘strikingly similar to the evangelical speech.” In addition, the words spoken by Jesus ‘on the mountain are his most’ great teaching, just as the Dhammapada, conceptually similar to the Sermon, the book is the most ‘important of Buddhism: and if it’ written in Pali language the transposition of the oral tradition sort of the first Buddhists started, the Gospel discourse on the Mount and other parts of the four Gospels are in fact attributed to the early followers of Christ.
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‘You want others to do to you, do ye even so to them. Luke 6: 31

Those who consider (others) equal to itself does not hurt, not kill. X Dhammapada, 129-130

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What strikes you on the cheek offer the other also. Luke 6, 29

If someone hits you with his hand with a stick or a knife, you should abandon any desires and utter no evil words. Majjhima Nikaya 21, 6

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Love your enemies, do good to them that hate you, bless those who curse you, pray for those who mistreat you.
[…]
Who takes away your cloak, do not withhold your tunic. Da’a anyone asks you, and who takes your goods do not ask. Luke 6, 27-30

That’s precisely because of the hostility ‘never calms down the hostilities’, not only with hostility ‘calms down: this’ unchanging element.
[…]
With the win quiet anger, overcome evil with good. Win the misery with the liberal ‘with the truth’, the lie. The Dhammapada, 5, XVII, 223

……………………………….

In truth, ‘I tell you every time you did it to one of my brothers’ children, you’ve done to me. Matthew 25, 45

If you do not help one another, who will be there ‘to help you? Whoever helps me, must help the sick. Vinay, MAHAVAGGA 8, 26, 3

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Put your sword, ‘cause all those who take the sword shall perish by the sword.Matthew 26, 52

Departing from the desire to take life, the ascetic Gautama there, will refrain from taking life, without a stick, it ‘sword. Digha Nikaya 1, 1, 8

…………………….

That ‘s my commandment: love one another as I have loved you. No one has more love ‘of this great man lay down his life for his friends. John 15: 12-13

As a mother would protect with his life for his own son, her only son, so ‘he develop an unlimited mind towards all living beings. Cultivate kindness and unlimited benign mood for the whole world. Sutta Nipata 149-150

………………………

The grace and truth ‘came through Jesus’ Christ. JOHN 1: 17

The body of the Buddha ‘born of the love, patience, kindness and the truth’.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

…………………………

So, ‘I tell you, there’ joy before the angels of God over one sinner who repents. Luke 15, 10

The bodhisattva loves all living beings, as were all her children.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 5

………………………….

You know my commandments: “Thou shalt not kill, Do not commit adultery, steal, bear false witness, Do not defraud, Honor your father and mother.” March 10, 19

Refrain from killing and from taking what ‘and you do not’ data. Abstain from impurity ‘and saying what is false. Do not accept gold and silver. KHUDDAKAPATHA 2

…………………………….

WISDOM

The basis of Christianity, which affects much of the Western world, and Buddhism, which is a driving force of Eastern culture, we find the same wisdom. Both Jesus’, both the Buddha put emphasis on the individual, stressing that the inner ‘and’ most ‘important of the exterior’ and that everyone should consider their own lives, instead of criticizing that of others. To describe the reality ‘moral use both, however, the same images: light and darkness, sun and rain, the plant from’ fruit and the zero return.Scholars who are interested in Christ as a historical figure now give more and more ‘importance to its role as the rate of the first century, many of the aphorisms mentioning to portray him as such contain the same advice that the Buddha gave to his followers, five centuries before.

“The kingdom of heaven is’ like a grain of mustard seed which a man took and sowed in his field. It is’ the most ‘least of all seeds: but when he grew up, and’ more ‘of the other great shrubs and becomes a tree, so that the birds from the sky and make nests in its branches. Matthew 13: 31-32

Do not assume the good: “I do not reach ‘.” Like pouring water from a jug fills a glass, so ‘the wise man becomes full of good accumulating gradually. Dhammapada IX, 122

……………………………….

‘Cause look at the speck that is’ in your brother, but do not notice the log that is’ in your own? How can you say to your brother, ‘Let me remove the speck that is’ in your eye, and you do not see the beam that is’ in your own? You hypocrite, first take the log out of your eye and then you will see clearly to take the speck out of your brother. Luke 6, 41-42

The faults of others are more ‘easy to see compared to their own and other defects are easily seen,’ cause they are sifted like chaff, but its difficult to see. It ‘s like the cheater who hides his dice and shows those of the adversary, drawing attention to the lack of them, constantly planning to indict him. UDANAVARGA 27, 1

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“Teacher, this woman ‘was caught in adultery. Now Moses’ in the law commanded us to stone such women. What do you think?”
[…]
As they persisted, get up ‘and said to them: “Which of you and’ without sin cast the first stone at her.” JOHN 8, 4-5, 7

Not the bad actions of others is not what ‘others are doing, or do not, everyone looks at what’ that he does or does not. Dhammapada IV, 50

………………………………

“The lamp of your body and the ‘eye. If your eye and’ healthy, even your body and ‘full of light but, if and’ sick, your body ‘in the darkness. Take heed therefore that the and light ‘in you is not darkness. If your body and’ full of light, having no part in the darkness, everything will be ‘bright, as when the lamp illumines you with its glow. “Luke 11: 34-36 A man with eyes can see a light that brings all the objects, so ‘as one who has listened to the Moral Law. become ‘perfectly wise. UDANAVARGA 22, 4

………………………………

So, ‘I tell you, do not worry about your life what you will eat or drink, nor about your body, what you will wear Is not life worth more than’ the food and the body more ‘clothing? Look at the birds of the air do not sow or ‘reap or’ gather into barns, yet your heavenly Father feeds them. Are you not much more ‘of them? Matthew 6: 25-26

Who has not provided, who knows well the value of food, free of those feeds on vacation without mental images, the way and ‘difficult to know which of bird in the sky.Of those who have totally exhausted the ASAVA, to whom and ‘cut off from food, free of those feeds on vacation without mental images, the footprint and’ difficult to know which of bird in the sky. Dhammapada VII, 92-93

………………………..

Love your enemies and pray for those who persecute you, ‘cause you may be sons of your heavenly Father, who makes his sun rise on the evil and the good, and sends rain on the just and the unjust. Matthew 5, 45

The great cloud rains on the whole, that the nature of higher or lower. The light from the sun and the moon illuminates the whole world, is one who does good is he who does evil is the one who stands to be one who falls. SADHARMAPUNDARIKA SUTRA 5

…………………………………..

There is no ‘good tree bear bad fruit, nor’ bad tree bear good fruit. Every tree, in fact, is known by its fruit do not gather figs from thorns, nor ‘do they pick grapes from a bramble bush. The good man brings forth good from the good treasure of his heart and the evil man out of his evil treasure brings out evil, ‘cause the abundance of the heart the mouth speaks. Luke 6, 43-45

Whatever a person commits, they are virtuous or sinful actions, none of them is of little importance, and all have some fruit. UDANAVARGA 9, 8

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“There is’ nothing outside a man which going into him can defile: are things which come out to the contamination.” March 7, 15

“The killing, the massacre, the hurt, the imprisonment of living beings, stealing, lying, deception, fraud, hypocrisy, adultery, and this’ decay, not the meaty food.” Sutta Nipata 242

……………..

Jesus ‘, but’ does not trust himself to them, ‘cause everyone knew and did not need anyone to give his testimony in another, for he knew what was’ in every man. JOHN 2, 24-25

He was expert in knowing the thoughts and actions of living beings.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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They said the guards: “No man ever spoke like this man.” JOHN 7, 46

“I’ve never seen before – said the venerable Sāriputta – I ‘I never heard any report from a teacher who speaks so’ kindly, came from the sky Tusita. Sutta Nipata 955


Meditare – Meditate


 
Meditare

Cosa significa meditare?

È difficile dare una risposta a quella che potrebbe sembrare una domanda
piuttosto semplice. Si potrebbe anzi dire che il buon meditante, più pratica e
maggiormente si rende consapevole di quanto l'essenza della meditazione stessa
sia sfuggente, inafferrabile, indefinibile.
Possiamo tuttavia dire che la meditazione è uno stato di puro essere, di chiara
consapevolezza, di attenzione osservante: uno stato originariamente naturale, ma
per il quale è necessario un lavoro su di sé. Si ritorna alla condizione normale
del corpo e della mente: uno stato di unità, precedente a qualsiasi dualità.
Attraverso una serie di esercizi di indagine della propria meccanica fisica e
mentale (dalle sensazioni e dai pensieri più grossolani a quelli più sottili),
si è pienamente presenti, consapevoli, qui ed ora: si realizza la pienezza della
pura attenzione.
La meditazione è attenzione: non si tratta di cosa stai facendo, ma di come lo
fai.
La meditazione è la tua natura: non è un risultato - è una condizione reale. Non
deve essere raggiunta, deve solo essere riconosciuta. È la tua essenza: non puoi
averla e non puoi non averla. Non può essere posseduta, non è una cosa.
La meditazione è osservazione: non fare niente, non ripetere dei mantra, non
ripetere il nome di dio - semplicemente osserva la tua mente. Non disturbarla,
non ostacolarla, non reprimerla.
La meditazione non è un credo, non è un dogma, non è un culto, non è una
religione, non è una morale, non è un giudizio: è un'esperienza evidente in se
stessa.
La meditazione è non-fuggire: è rilassarsi ed essere nel momento, nel presente.
È permanere nel qui e ora.
La meditazione è chiarezza di visione. È uno stato di pienezza, di vuoto e di
unità.
La meditazione è l'arte della consapevolezza: è una resurrezione dalla cecità di
ciò che è, è essere presenti.
La meditazione non è una tecnica, non è un pensiero particolare, non è uno
sforzo, non è concentrazione: è comprensione ed equilibrio, è equanimità e
silenzio, è ascolto e stabilità.
La meditazione non è staccare la spina: è lo stato naturale della mente, la sua
semplicità, è il lasciare andare la presa, la quiete originaria.
Meditare è addestrarsi in ciò che è stato chiamato 'il miracolo della presenza
mentale': si scopre che quella che ritenevamo all'inizio una pratica
circoscritta in tempi e luoghi prestabiliti (la palestra, la nostra camera, ad
esempio) diventa via via una macchia d'olio che si espande sempre più, in grado
di mutare radicalmente il nostro stare nel mondo, il nostro vivere la vita.
Meditare non significa rifugiarsi nel proprio paradiso mentale, bensì avere un
contatto semplice e diretto con la realtà (interiore - noi stessi - ed
esteriore), liberi dagli innumerevoli filtri che si interpongono tra la mente e
il vero. Meditare vuol dire fare piazza pulita delle innumerevoli teorie
psicologiche, filosofiche, affascinanti quanto pretestuose, fare piazza pulita
di parole e spiegazioni, e volgersi verso il Sé, la propria natura, in direzione
di una conoscenza non più meramente intellettuale, bensì autentica e diretta.

www.lameditazionecomevia.it

Meditate

What does it mean to meditate?

It is difficult to answer what might seem a question
rather simple. We could say that the good meditator, more practical and
makes you more aware of how the essence of meditation itself
is evasive, elusive, indefinable.
We can however say that meditation is a state of pure being, clearly
awareness, looking for attention: an originally natural, but
for which you must work on himself. It returns to normal
Body and mind: a state of unity, before any duality.
Through a series of exercises its investigation of physical and mechanical
mental (thoughts and feelings from coarser to finer ones),
you are fully present, aware, here and now, you realize the fullness of
bare attention.
Meditation is attention: this is not what you're doing, but as
do.
The meditation is your nature is not a result - is a real condition.Not
must be reached, only needs to be recognized. It is your essence: you can not
you can not have it and not have it. It can not be owned, not a thing.
Meditation is observation: do nothing, do not repeat the mantra, not
repeat the name of god - just watch your mind. Do not disturb,
not hinder, do not repress it.
Meditation is not a belief, not a dogma, not a cult, not a
religion is not a moral, not an opinion: if it is an evident
same.
Meditation is no-escape, is to relax and be in the moment, in the present.
You remain in the here and now.
Meditation is clarity of vision. It is a state of fullness, emptiness and
units.
Meditation is the art of awareness: it is a resurrection from blindness
what is, is to be there.
Meditation is a technique, not a particular thought, is not a
effort, concentration is not: it is understanding and balance, equanimity and
silence, listening and stability.
Meditation is not switch off: it is the natural state of mind, his
simplicity, is the letting go of the grip, the quiet original.
To meditate is to train in what has been called 'the miracle of the presence
mind ': it turns out that what we thought at the beginning a practice
limited in time and place fixed (the gym, our room, to
example) gradually becomes a wildfire that is spreading all the time, can
to change radically our being in the world, we live life.
Meditation does not mean mental refuge in paradise, but have a
simple and direct contact with reality (inner - ourselves - and
external), free from the many filters that are interposed between the mind and
true. Meditating means to make a clean sweep of the myriad theories
psychological, philosophical, fascinating as a pretext, to make a clean sweep
and explanations of words, and turn toward the self, its nature, direction
a knowledge not merely intellectual, but authentic and direct.

www.lameditazionecomevia.it

Pace – Peace


Pace – Peace

🌸Pace🌸

In attesa
di un mondo di pace
colmiamo la coppa
di nuove speranze.

14.04.2022 Poetyca

🌸Peace
🌸🌿🌸#Poetycamente
Pending
of a world of peace
we fill the cup
of new hope.

14.04.2022 Poetyca

Tutto è Uno – All is one – Albert Einstein


Tutto è uno..

“Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo ‘universo’, una
parte limitata nel tempo e nello spazio.

Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di
separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica
della coscienza.

Questa illusione è una sorta di prigione che ci limita ai nostri
desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono
più vicine.

Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione,
allargando in centri concentrici la nostra compassione
per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura
nella sua bellezza”.

Albert Einstein


All is one ..

“A human being is part of a whole which we call ‘universe’, a
part limited in time and space.

Experiences himself, his thoughts and feelings as something
separated from the rest, in what is a kind of optical illusion
of consciousness.

This delusion is a kind of prison, restricting us to our
personal desires and to affection for a few people who are
closer.

Our task is to free ourselves from this prison,
expanding in concentric our compassion
to embrace all living creatures and the whole nature
in its beauty. “

Albert Einstein

Viaggio – Voyage


🌸Viaggio🌸

Noi tutti siamo ricchi di emozioni,
possiamo allora donarne agli altri.
Non tutti si aprono o sanno donare,
questo è un limite e spesso c’è
chi si aggrappa solo per prendere,
è inquieto e vive sofferenza e paura.
Ci sono persone che poi
vanno avanti,reagiscono
– altre che restano
“incollate” al vissuto.
Possiamo fare uno sforzo,
andare incontro con empatia
perché il nostro vissuto è un viaggio
ricco di esperienza e ci aiuta
a dare appoggio a chi soffre.

01.11.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Voyage

We are all full of emotions,
we can then give it to others.
Not everyone opens up or knows how to give,
this is a limit and often there is
who clings only to take,
he is restless and experiences suffering and fear.
There are people who then
they go on, they react
– others that remain
“glued” to the experience.
We can make an effort,
to meet with empathy
because our experience is a journey
rich in experience and helps us
to give support to those who suffer.

01.11.2021 Poetyca

Vita – Life – Ron Hubbard


5l🌸Vita🌸

Mai rimpiangere ieri.
La vita è in te oggi,
e tu costruisci il tuo domani.

Ron Hubbard
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Life

Never regret yesterday.
Life is in you today,
and you build your tomorrow.

Ron Hubbard

Nuove speranze – New hopes


🌸Nuove speranze🌸

Ed ecco la chiave
che apre la gabbia
per far volare
tutti i nostri sogni

Tu non smettere
mai di credere
alla forza indomita
di nuove speranze

14.04.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
New hopes

And here is the key
which opens the cage
to make it fly
all our dreams

You don’t quit
never to believe
to the indomitable force
of new hope

14.04.2022 Poetyca


Jefferson Starship – Winds Of Change 1982 (Full Album)


I Jefferson Starship sono una formazione nata per filiazione dai Jefferson Airplane, in occasione della pubblicazione dell’album Blows Against the Empire, uscito a nomePaul Kantner & Jefferson Starship nel 1970, registrato con il contributo di diversi musicisti della scena di San Francisco. Per tre anni, fino al 1973, diversi progetti personali verranno portati avanti parallelamente agli Airplane, accompagnando la parabola discendente di questi ultimi, che vedrà comunque la pubblicazione di due album in studio (Bark nel 1971 e Long John Silver nel 1972) ed uno live, Thirty Seconds over Winterland, nel 1973.

Dopo la defezione del batterista Spencer Dryden e del cantante Marty Balin (uno dei fondatori degli Airplane) per dissidi personali ed artistici, e con il chitarrista Jorma Kaukonen e il bassista Jack Casady sempre più rivolti al country blues del loro nuovo gruppo Hot Tuna, i due membri originari rimasti nel gruppo cioè il cantante-chitarrista ritmico Paul Kantner e la sua compagna e cantante Grace Slick pubblicano in coppia Sunfighter, nel 1971, e Baron Von Tollbooth & the Chrome Nun nel 1973, accreditato anche a David Freiberg, ex bassista e cantante dei Quicksilver Messenger Service. Entrambi gli album vedono, come consuetudine nella scena musicale di San Francisco degli anni sessanta, diversi ospiti, tra cui David Crosby, Graham Nash, Jerry Garcia, il violinista Papa John Creach, entrato nel gruppo al tempo degli ultimi dischi degli Airplane, ma in particolare tra i collaboratori del secondo si verrà a formare il nucleo vero e proprio dei Jefferson Starship, con John Barbata alla batteria, Craig Chaquico alla chitarra e Pete Sears al basso.

http://it.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Starship

 

Jefferson Starship is an American rock band formed in the early 1970s by several members of the former psychedelic rock group Jefferson Airplane. The band has undergone several major changes in personnel and genres through the years while retaining the same Jefferson Starship name. The current Jefferson Starship, led by co-founder Paul Kantner, more closely resembles its original mix of psychedelic and electric folk music than the pop-driven tunes it was widely known for in the early to mid-1980s. It is not to be confused with Starship, a spin-off of the group featuring former co-lead singer Mickey Thomas that also periodically tours. The latter group is most frequently identified with the 1980s pop tunes of Jefferson Starship.

http://en.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Starship