L’ascolto compassionevole dà sollievo alla sofferenza


L’ASCOLTO COMPASSIONEVOLE DA’ SOLLIEVO ALLA SOFFERENZA

Se una persona si esprime con rabbia è perché sta soffrendo
profondamente: la sofferenza la riempie di amarezza, dunque è
sempre pronta a lamentarsi e a biasimare gli altri per i suoi
problemi. Per questa ragione trovi molto sgradevole starla ad
ascoltare e fai di tutto per evitarla.

Per comprendere e trasformare la rabbia dobbiamo imparare la
pratica dell’ascolto compassionevole e imparare ad esprimerci con
parole amorevoli.

[…]

Ascoltare con compassione può aiutare a soffrire di meno. Con le
migliori intenzioni, infatti, non riuscirai ad ascoltare l’altro
in profondità se non alleni te stesso nell’arte dell’ascolto
compassionevole; se invece sei capace di stare seduto tranquillo
e di ascoltare quella persona per un’ora con vera compassione,
puoi alleviare molta della sua sofferenza.

Ascolta con un solo scopo: permettere all’altro di esprimere se
stesso e di trovare sollievo dalla sua sofferenza. Mantieni viva
la compassione per tutto il tempo dell’ascolto.

Mentre ascolti devi essere molto concentrato, devi focalizzarti
sulla pratica dell’ascolto con tutta l’attenzione, con tutto te
stesso: occhi, orecchie, corpo e mente. Se fai finta di
ascoltare, se non ascolti con il cento per cento di te stesso,
l’altro se ne accorge e non si sente affatto sollevato dalla sua
sofferenza. Se invece sai praticare il respiro consapevole e sai
rimanere concentrato sul desiderio di aiutare l’altro a trovare
sollievo, allora ascoltandolo riesci a mantenere viva al tua
compassione.

L’ascolto compassionevole è una pratica molto profonda. Stai ad
ascoltare senza giudicare né biasimare; stai ad ascoltare solo
perché desideri che l’altra persona soffra di meno.

L’altro potrebbe essere nostro padre, nostro figlio, nostra
figlia, il nostro partner. Imparare ad ascoltare l’altro può
aiutarlo realmente a trasformare la sua rabbia e la sua
sofferenza.

da: Thich Nath Hanh – “Spegni il fuoco della rabbia”, Mondadori

COMPASSIONATE LISTENING TO ‘THE PAIN RELIEF

If a person expresses anger is cause is suffering
deeply: suffering fills it with bitterness, is so
always ready to complain and blame others for his
problems. For this reason, are very unpleasant to
listen and do everything to avoid it.

To understand and transform anger we must learn
practice of compassionate listening and learning how to express ourselves with
loving words.

[…]

Listen with compassion can help you suffer less. with the
best of intentions, in fact, not be able to listen to the other
in depth if you do not train yourself in the art of listening
compassionate, but if you are able to sit quiet
and listen to that person for an hour with true compassion,
can alleviate much of its suffering.

Play with one purpose: to allow the other to express
itself and to find relief from his suffering. Keep alive
compassion for all the time listening.

As you listen you have to be very focused, you focused yourself
the practice of listening with full attention, with all your
same eyes, ears, mind and body. If you pretend to
listen, if you do not listen with one hundred percent of yourself,
the other knows it and does not feel quite relieved of its
suffering. If you know to practice mindful breathing and you know
stay focused on the desire to help others find
relief, then you can keep listening to your living
compassion.

The compassionate listening is a practice very deep. You are to
listen without judgment or blame, you’re to listen only
because you want the other person to suffer less.

The other could be our father, our son, our
daughter, our partners. Learning to listen to the other can
really help to turn his anger and his
suffering.

by: Thich Nath Hanh – “Turn off the fire of anger”, Mondadori

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4 thoughts on “L’ascolto compassionevole dà sollievo alla sofferenza

  1. Sagge parole e di buon senso! Quando i sentimenti sono sinceri questa pratica viene spontaneamente adottata in ogni parte del mondo. Purtroppo oggigiorno tutti ‘corrono’ e non si avvedono delle soffereneze degli altri. E’ bene ricordare questa pratica utile sia a chi ascolta e soprattutto a chi viene ascoltato. Grazie per l’articolo

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