Archivio | 05/12/2022

Discesa della Supermente – Descent of the Supermind- Sri Aurobindo


Discesa della Supermente

[I metodi del passato utilizzarono la mente, o il piano emotivo, o la volontà, o discipline fisiche come strumenti di realizzazione], ma per questo nostro compimento non è ancora stato scoperto il vero metodo e il vero potere specifico dello Spirito nel corpo. Possiamo dire quindi che la Coscienza universale, dopo essere discesa nella Materia, vi ha condotto l’evoluzione lungo due direttrici: una di ascesa alla scoperta del Sé e dello Spirito, l’altra di discesa attraverso i livelli già evoluti della mente, della vita e del corpo così da far discendere anche in questi la coscienza spirituale e portare a compimento qualche segreta intenzione nella creazione dell’universo materiale. Il nostro yoga è nel suo principio un proseguimento, un riassunto e un completamento di questo processo, un tentativo di salire al più alto livello supermentale possibile e riportarne giù la coscienza e il potere nella mente, nella vita e nel corpo.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 18

La discesa della supermente è un processo lungo, o perlomeno un processo che richiede una lunga preparazione; si può dire solo che il lavoro procede a volte con una forte pressione per il suo completamento, a volte ritardato dalle cose che si sollevano dal basso e che devono essere affrontate prima di poter compiere un nuovo progresso. È un processo di evoluzione spirituale, concentrato in un breve periodo; potrebbe farsi in altro modo (attraverso quello che gli uomini considererebbero un intervento miracoloso) solo se la mente umana fosse più flessibile e meno attaccata di quel che è alla sua ignoranza.

Così come la concepiamo, la supermente deve manifestarsi prima in una minoranza e poi estendersi, ma non è probabile che domini la terra in un momento. Non è consigliabile discutere troppo su ciò che farà e come lo farà, perché queste sono cose che stabilirà quella Coscienza stessa, agendo in base alla Verità divina che ha in sé, e la mente non deve cercare di fissare i solchi che dovrà seguire. […]

La discesa della supermente è una necessità inevitabile nella logica degli eventi ed è quindi certa. Poiché non capiscono che cosa sia la supermente o non comprendono il significato dell’emersione della coscienza in un mondo di Materia incosciente, gli uomini sono incapaci di concepire questa inevitabilità.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 22

Una percezione costante e vivida della Forza della Madre che opera in voi, scendendo dall’alto e prendendo possesso dei diversi piani del vostro essere, è spesso una condizione che precede il duplice movimento di ascesa e discesa. Queste cose richiedono molto tempo per divenire percettibili, soprattutto quando la mente è abituata ad essere molto attiva, ma non ad essere silenziosa. Quando il velo di questa attività è presente, molto lavoro dev’essere proseguito dietro lo schermo mobile della mente; il sadhaka pensa che nulla stia succedendo, mentre in realtà è in atto una lunga preparazione.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 273

Nel nostro yoga la coscienza (dopo che il campo inferiore è stato preparato da un certo numero di esperienze psico-spirituali-occulte) viene attirata verso l’alto sopra il brahmarandhra, verso le sfere al di sopra che appartengono alla coscienza spirituale vera e propria, e invece di ricevere semplicemente da quelle sfere, deve vivere in esse e – da lì – cambiare completamente la coscienza inferiore. C’è lì infatti un dinamismo proprio della coscienza spirituale, la cui natura è Luce, Potere, Ananda, Pace, Conoscenza, Vastità infinita, che occorre possedere e che deve discendere nell’intero essere. Altrimenti si può ottenere la mukti, ma non la perfezione o trasformazione – eccetto un relativo cambiamento psico-spirituale. (…).

A questo proposito, posso dire che nelle Upanishad (soprattutto nella Taittiriya) ci sono alcune indicazioni di questi piani superiori e della loro natura e della possibilità di raccogliere l’intera coscienza e innalzarsi fino ad essi. Ma questo è stato poi dimenticato e si è parlato solo della buddhi come cosa più alta, con il Purusha o proprio Sé al di sopra, ma senza una chiara idea di questi piani superiori. Ergo: ascesa possibile nelle regioni celesti sconosciuti e ineffabili in samadhi, ma nessuna discesa possibile, quindi nessun mezzo, nessuna possibilità di trasformazione quaggiù, solo la fuga dalla vita e la mukti in Goloka, Brahmaloka, Shivaloka, o nell’Assoluto.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Non insisto perché tutti passino attraverso la mia esperienza o seguano la Verità che ne deriva. Non trovo da ridire su chi accetti il Mayavada come la Verità della sua anima o la verità della sua mente o il modo di uscire dalla difficoltà cosmica. Ho da ridire solo se qualcuno cerca di farlo ingoiare a me o al mondo come l’unica spiegazione possibile, soddisfacente e onnicomprensiva delle cose. Perché non lo è affatto. Ci sono molte altre possibili spiegazioni; questa non è soddisfacente perché alla fine non spiega nulla, non è minimamente onni-comprensiva, anzi è onni-esclusiva – e deve esserlo per forza, a meno che non si allontani dalla sua stessa logica. […]

L’esclusività e l’unilateralità stessa del Mayavada ne fanno un forte sostegno o un potente stimolo per un tentativo spirituale che intenda essere unilaterale, radicale ed esclusivo. Esso sostiene lo sforzo della Mente per fuggire da se stessa e dalla Vita con una scorciatoia verso la sovra-coscienza. O meglio, è il Purusha della Mente (manomayapurusha) che vuole fuggire dalle limitazioni della Mente e della Vita per entrare nell’Infinito sovra-cosciente. Teoricamente, per riuscirvi, la mente deve negare tutte le proprie percezioni e tutti i desideri del vitale e vederli e trattarli come illusioni. In pratica, quando la mente si ritira da se stessa, entra facilmente in una pace senza relazioni, in cui niente ha importanza (perché nella sua assolutezza non esistono valori mentali o vitali) e da cui può rapidamente avanzare verso quella grande scorciatoia che la porta alla sovra-coscienza, alla trance senza mente, suşupti. Nella misura in cui quel movimento diventa completo, tutte le percezioni che una volta aveva accettato le diventano irreali – illusioni, Maya. È sulla strada che la porta all’immersione.

Il Mayavada quindi, col suo accento esclusivo sul Nirvana, a parte i suoi difetti in quanto teoria mentale delle cose, serve ad un grande fine spirituale e, quale sentiero, può portare molto in alto e molto lontano. Non sarei neppure contrario ad accettarlo come l’unica via di uscita, se la Mente fosse l’ultima parola e non ci fosse altro al di là di essa se non il puro Spirito. Quello infatti che la Mente con le sue percezioni e il vitale con i suoi desideri hanno fatto della vita in questo mondo è un bruttissimo pasticcio, e se non ci fosse niente di meglio da sperare, la scorciatoia più breve per uscirne sarebbe la migliore.

Ma la mia esperienza è che esiste qualcosa al di là della Mente; la Mente non è quaggiù l’ultima parola dello Spirito. La Mente è una coscienza d’ignoranza e le sue percezioni non possono essere altro che false, confuse o imperfette; anche quando sono vere, sono solo un riflesso parziale della Verità e non il corpo vero e proprio della Verità stessa. Ma esiste una Coscienza di Verità, non solo statica e introspettiva, ma anche dinamica e creativa, ed io preferisco raggiungere Quella e vedere ciò che ha da dire sulle cose e ciò che può fare, piuttosto che allontanarmi dalle cose prendendo la scorciatoia offerta dell’Ignoranza come proprio fine.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 62-63

Descent of the Supermind

[The methods of the past used the mind, or emotional, or will, or as a means of achieving physical disciplines], but for that our fulfillment is not yet discovered the true method and the true specific power of the Spirit in the body. We can therefore say that the Universal Consciousness, after descending into matter, has guided the evolution along two lines: an ascent to the discovery of the Self and the Spirit, the other down through the levels already evolved the mind, life and body so as to bring down even in these spiritual consciousness and fulfill some secret intention in creating the material universe. Our yoga is in principle a continuation, a summary and a completion of this process, an attempt to climb to the highest level possible and bring back down the supramental consciousness and the power in the mind, life and body.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 18

The descent of the supermind is a long process, or at least a process that requires a long preparation, we can only say that the work goes sometimes with a strong pressure for its completion, sometimes delayed by the things that rise from below and must be addressed before we can make new progress. It is a process of spiritual evolution, concentrated in a short period, could be another way (through what men consider it a miraculous intervention) only if the human mind was more flexible and less attached to what is in his ignorance.

As we understand it, the supermind must occur first and then spread in a minority, but it is not likely to dominate the earth at a time. It is advisable to discuss too much about what they will do and how it will, because these are things that will establish the same consciousness, acting pursuant to the Truth that God has in himself, and the mind should not try to fix the ruts that will follow. […]

The descent of the supermind is an inevitable necessity in the logic of events and then some. Because they do not understand what the supermind or understand the significance of the emergence of consciousness in an unconscious world of matter, men are incapable of conceiving this inevitability.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 22

A constant and vivid perception of the Force of the Mother who works in you, coming down from above and taking possession of the different planes of your being, is often a condition that precedes the double movement of ascent and descent. These things take time to become noticeable, especially when the mind is accustomed to being very active, but not to be silent. When the veil of this activity is present, much work must be continued behind the mobile screen of the mind, the sadhaka thinks that nothing is happening, while it is in place a long preparation.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 273

In our yoga consciousness (after that the bottom field has been prepared by a number of experiences psycho-spiritual-occult) is drawn upwards above the brahmarandhra, towards the spheres above that belong to the spiritual consciousness real , and instead of simply receiving those spheres, and must live in them – from there – completely change the lower consciousness. In fact there is a dynamism of their own spiritual consciousness, whose nature is Light and Power, Ananda, Peace, Knowledge, Vastness infinite, it is necessary to possess and that he must descend into the whole being. Otherwise you may get mukti, but not perfection or transformation – except for a relative change in psycho-spiritual. (…).

In this regard, I can say that the Upanishads (especially in the Taittiriya) there are some indications of these upper floors, and its nature and the possibility of raising the whole consciousness and rise up to them. But this was forgotten and was only spoken of as something higher buddhi, the Purusha or the Self above, but without a clear idea of ​​these upper floors. Ergo: the rise in the heavenly realms unknown and can be uttered in samadhi, but no descent possible, so no middle, no possibility of change here, the only escape from life and mukti in Goloka, Brahmaloka, Shivaloka, or the Absolute.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Do not insist that all pass through my experience and follow the truth it brings. I find no fault with those who accept the Mayavada as the Truth of his soul or the truth of his mind or how to get out of the cosmic difficulties. I have to say if someone tries to swallow it to me or to the world as the only possible explanation, satisfying and all-encompassing of things. Why not be far off. There are many other possible explanations, this is not satisfactory because in the end explains nothing, is in no way all-inclusive, rather it is all-exclusive – and not have to be, unless he moves away from its own logic. […]

The exclusivity and one-sidedness of the same Mayavada make it a strong support and a powerful stimulus for a spiritual attempt wishing to be unilateral, radical and exclusive. It supports the effort of mind to escape from life itself and a shortcut to the supra-consciousness. Or rather, is the Purusha of the Mind (manomayapurusha) who wants to escape the limitations of the Mind and Life to enter into the Infinite supra-conscious. Theoretically, for this, the mind must deny all his perceptions and desires of all life and see them and treat them as illusions. In practice, when the mind withdraws from itself, it easily fits in a peace without relations, in which nothing matters (because there are no absolute values ​​in his mental or vital) and which can rapidly advance toward that great shortcut that leads the supra-consciousness, mindless trance, susupti. To the extent that movement becomes complete, all the perceptions that he had once accepted become unreal – illusion, Maya. It is the road that leads to immersion.

The Mayavada then, with its exclusive emphasis on Nirvana, apart from his shortcomings as a theory of mental things, serves a great purpose and spiritual, which path, can carry very high up and far away. I would not be opposed to even accept it as the only way out, if the mind had the last word and there was nothing beyond it except the pure Spirit. That fact that the mind and its perceptions and life with his desires have made life in this world is an ugly mess, and if there was nothing better to hope, the shortest short cut to get out would be the best.

But my experience is that there is something beyond the mind, the mind is not here the last word of the Spirit. The Mind is a consciousness of ignorance and perceptions can not be anything but false, confusing or imperfect, even when they are true, are only a partial reflection of the truth and not the actual body of the Truth itself. But there is a consciousness of Truth, not only static and introspective, but also dynamic and creative, and I prefer That reach and see what he has to say about things and what they can do rather than taking things away from the offer of short-cut ‘ Ignorance as its end.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 62-63

Pubblicità

Danza la vita – Dance the life


172022_498707559645_742844645_6377892_7639300_o (2)

Danza la vita

Nel sottobosco
semi e foglie
nascosti alla luce
spalancano le braccia
ad un nuovo mondo
Oltre l’oscurità
è la forza vitale
oltre la fatica
la realizzazione
per compiere il senso
Nulla accade
mai per caso
nulla resta
senza risposta
se tu sai chiedere
La mente sopraffatta
è cieca e sorda
non conosce armonia
non conosce danza
per superare se stessa
Danza la vita
in bilico
tra ostacoli
ed opportunità
sempre nuove
Il cuore pulsa
il cuore armonizza
movimento ed estasi
oltre ogni ego
per far scorrere vita
Unisciti alla danza
raccogli le note
per comporre
la tua personale sinfonia
oltre le apparenze
Accorda mente e cuore
libera la tua essenza
oltre ogni impalpabile confine
respira nell’universo
semplicemente amore

06.01.2015 Poetyca

Dance the life

In the undergrowth
seeds and leaves
Hidden in the light
arms open wide
to a new world
Beyond the darkness
is the life force
over fatigue
the realization
to fulfill the sense
nothing happens
never by chance
nothing remains
unanswered
if you know to ask
The mind overwhelmed
is blind and deaf
knows no harmony
knows no dance
to go beyond itself
Dance the life
poised
between obstacles
and opportunities
always new
The heart beats
heart harmonizes
movement and ecstasy
beyond ego
to scroll life
Join the dance
collect notes
to dial
your personal symphony
beyond appearances
Tune mind and heart
Free your essence
beyond impalpable border
breathes in the universe
simply love

06/01/2015 Poetyca

L’essere psichico – The Psychic Being – Sri Aurobindo


L’essere psichico

L’anima è sempre pura, ma la conoscenza e la forza in esso sono coinvolti ed escono solo come essere psichico si evolve e diventa più forte.

Sri Aurobindo

D: Cosa si intende con l’Essere Psichico

La Madre e Sri Aurobindo

Di solito, tanto più verso l’interno e tutte le esperienze anormali psicologiche sono chiamate psichiche. Io uso la parola psichico per l’anima in quanto distinta dalla mente e dal vitale. Tutti i movimenti e le esperienze dell’anima  in questo senso sono chiamate psichiche, quelle che si innalzano dal contatto o direttamente l’essere psichico, dove mente  predomina il vitale, l’esperienza sarebbe stata chiamata psicologica (di superficie o occulta).

Sri Aurobindo

Intendo con lo psichico nell’intimo dell’anima del benessere e l’anima-natura. Questo non è il senso in cui la parola è usata nel linguaggio ordinario, o meglio, se è così utilizzato, è con grande vaghezza e disconoscimento gran parte della vera natura di questa anima, ed è data una vasta estensione di significato che porta è ben oltre . Tutti i fenomeni psicologici  anormali o soprannaturali o un personaggio occulto sono doppiati psichicamente; se un uomo ha una doppia personalità cambia da uno all’altro, se vi è l’apparizione di un uomo che muore, qualcosa della sua guaina semplice vitale oppure una forma pensiero di lui , appare  attraverso la stanza del suo amico chiedendo, se un poltergeist   in una casa, tutto ciò che è classificato in fenomeni psichici e considerato come un oggetto adatto per la ricerca psichica , anche se queste cose non hanno nulla a che fare con lo psichico. Ancora nello  Yoga  che è solo occulto, i  fenomeni dell’invisibile, vitale o mentale o fisico sottile, visioni, simboli, tutto ciò che misti, spesso perturbano, spesso oscuri, come campo spesso illusorio di esperienze che appartengono a questo, intervenendo tra l’anima ei suoi strumenti superficiali, o meglio al suo aspetto più esterno, tutto il caos della zona intermedia, si riassume come psichico e considerato come un luogo inferiore e  di dubbia  scoperta spirituale. Anche in questo caso vi è una confusione costante tra le mentale desiderio-anima che è una creazione del bisogno vitale dell’uomo, della sua forza vitale alla ricerca per il suo compimento e la vera anima che è una scintilla del fuoco divino, una parte del Divino . Perché l’anima, l’essere psichico usa la mente e il vitale e il corpo come strumenti di crescita e di esperienza si è guardato come se fosse una amalgama o qualche substrato sottile della mente e della vita. Ma nello yoga se accettiamo tutta questa massa caotica come l’anima o movimento dell’anima che entra in una confusione senza un problema. Tutto ciò che appartiene solo ai rivestimenti dell’anima, l’anima stessa è una divinità interiore maggiore della mente o la vita o del corpo. E ‘qualcosa che una volta che viene rilasciato dal oscuramento da parte dei suoi strumenti in una volta crea un contatto diretto con il Divino e con il sé e lo spirito.

Sri Aurobindo

The Psychic Being

The soul is always pure, but the knowledge and force in it are involved and come out only as the psychic being evolves and grows stronger .

SRI AUROBINDO

Q : What is Meant by the Psychic Being

The Mother and Sri Aurobindo

Ordinarily, all the more inward and all the abnormal psychological experiences are called psychic. I use the word psychic for the soul as distinguished from the mind and vital. All movements and experiences of the soul would in that sense be called psychic, those which rise from or directly touch the psychic being; where mind and vital predominate, the experience would be called psychological (surface or occult).

SRI AUROBINDO

I mean by the psychic the inmost soul-being and the soul-nature. This is not the sense in which the word is used in ordinary parlance, or rather, if it is so used, it is with great vagueness and much misprision of the true nature of this soul and it is given a wide extension of meaning which carries it far beyond that province. All phenomena of an abnormal or supernormal psychological or an occult character are dubbed psychic; if a man has a double personality changing from one to another, if an apparition of a dying man, something of his mere vital sheath or else a thought form of him, appears and stalks through the room of his wondering friend, if a poltergeist kicks up an Unseemly row in a house, all that is classed under psychic phenomena and regarded as a fit object for psychic re search, though these things have nothing whatever to do with the psychic. Again much in Yoga itself that is merely occult, phenomena of the unseen vital or mental or subtle physical planes, visions, symbols, all that mixed, often perturbed, often shadowy, often illusory range of experiences which belong to this intervening country between the soul and its superficial instruments, or rather to its outermost fringes, all the chaos of the intermediate zone, is summed up as psychic and considered as an inferior and dubious province of spiritual discovery. Again there is a constant confusion between the mentalised desire-soul which is a creation of the vital urge in man, of his life-force seeking for its fulfilment and the true soul which is a spark of the Divine Fire, a portion of the Divine. Because the soul, the psychic being uses the mind and the vital as well as the body as instruments for growth and experience it is  itself looked at as if it were some amalgam or some subtle substratum of mind and life. But in Yoga if we accept all this chaotic mass as soul-stuff or soul-movement we shall enter into a confusion without an issue. All that belongs only to the coverings of the soul; the soul itself is an inner divinity greater than mind or life or body. It is something that once it is released from obscuration by its instruments at once creates a direct contact with the Divine and with the self and spirit.

SRI AUROBINDO

Sorriso – Smile


🌸Sorriso🌸

Abbiamo ogni giorno
mille inciampi e necessità
di trovare uno squarcio
tra le pieghe che confondono
e basta davvero poco:
un semplice sorriso

28.07.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Smile

We have every day
a thousand stumbles and needs
to find a gash
between the confusing folds
and it takes very little:
a simple smile

28.07.2022 Poetyca

Kundalini – Sri Aurobindo


Kundalini – Sri Aurobindo

Il processo di risveglio della kundalini che sale attraverso i centri, come pure la purificazione dei centri, è una conoscenza tantrica. Nel nostro yoga non c’è un processo volontario di purificazione e apertura dei centri e neppure un sollevamento della kundalini mediante un processo stabilito. Viene usato un altro metodo, ma c’è sempre l’ascesa della coscienza da e attraverso diversi livelli per congiungersi alla coscienza superiore al di sopra; c’è l’apertura dei centri e dei piani (mentale, vitale e fisico) cui questi centri presiedono; c’è anche la discesa, che è la chiave principale della trasformazione spirituale. Per questo c’è, come ho detto, una conoscenza tantrica dietro al processo di trasformazione nel nostro yoga.

Nel nostro yoga non c’è un’apertura voluta dei cakra; essi si aprono spontaneamente con la discesa della Forza. Nella disciplina tantrica si aprono dal basso verso l’alto, prima di tutti il mūlādhāra; nel nostro yoga si aprono dall’alto verso il basso. Ma l’ascesa della forza dal mūlādhāra avviene anche qui.

Nel Tantra i centri vengono aperti e la kundalini risvegliata con un processo particolare, l’azione della sua ascesa viene percepita attraverso la spina dorsale. Qui, invece, è una pressione della Forza dall’alto a risvegliarla e ad aprire i centri. C’è poi un’ascesa della coscienza che sale fino ad unirsi alla coscienza superiore al di sopra. Questo si ripete fin quando tutti i centri sono aperti e la coscienza s’innalza al di sopra del corpo. Ad uno stadio successivo, essa rimane al di sopra e si espande nella coscienza cosmica e nel sé universale. Questo è il decorso normale, ma a volte il processo è più rapido e c’è un’apertura improvvisa e definitiva al di sopra.

L’ascesa e la discesa della Forza in questo yoga si compiono a modo loro senza necessariamente riprodurre i particolari indicati nei libri tantrici. Molti diventano coscienti dei centri, ma altri sentono semplicemente l’ascesa e la discesa in modo generale o da un livello all’altro piuttosto che da un centro all’altro, sentono cioè la Forza che discende prima nella testa, poi nel cuore, poi nell’ombelico e ancora più sotto. Non è affatto necessario divenire coscienti delle divinità nei centri secondo la descrizione tantrica, ma alcuni sentono la Madre nei diversi centri. In queste cose la nostra sadhana non si attiene alla conoscenza data nei libri, ma aderisce solo alla verità essenziale che sta dietro e la realizza indipendentemente, senza sottostare alle antiche forme e simboli. I centri stessi hanno qui un’interpretazione diversa da quella data nei libri dei tantrici.

Sì, lo scopo del nostro yoga è stabilire un contatto diretto col Divino al di sopra e far discendere la Coscienza divina dall’alto in tutti i centri. I poteri occulti che appartengono ai piani mentali, vitali e fisico-sottile non sono il nostro scopo. Strada facendo, si può avere un contatto con varie Forze e Personalità divine, ma non occorre stabilirle nei centri, benché a volte ciò avvenga automaticamente per un certo tempo nel corso della sadhana. Ma non è una regola: il nostro yoga vuole essere plastico e permettere tutte le operazioni necessarie del Potere divino secondo la natura, ma queste, nei loro particolari, possono variare in ciascun individuo.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83-85

In questo yoga il movimento avviene dall’alto verso il basso: all’inizio i due centri della testa, poi il centro del cuore, quindi quello ombelicale e infine gli altri due. Se l’esperienza superiore, con la sua coscienza, conoscenza e volontà superiori, si stabilisce dapprima e pienamente nei tre centri superiori, dopo è più facile aprire i tre centri inferiori senza creare troppo scompiglio.

SA, ivi, vol. IV, p. 234

Kundalini – Sri Aurobindo

The process of awakening the kundalini rising through the centers, as well as the purification of the centers, is a tantric knowledge. In this Yoga there is a voluntary process of purification and opening of the centers and even a lifting of the kundalini through an established process. Another method is used, but there is always the rise of consciousness and through various levels to join the higher consciousness above, there is the opening of centers and floors (mental, vital and physical) to which these centers preside over and there is also the descent, which is the main key of spiritual transformation. That is, as I said, tantric knowledge behind the process of transformation in our yoga.

In this Yoga there is no intentional opening of chakras, and they open spontaneously with the descent of the Force. In the discipline tantric open from bottom to top, first of all the muladhara; in our yoga open from top to bottom. But the rise of force from Muladhara is also here.

In Tantra the centers are opened and kundalini awakened with a particular process, the action of its rise is seen through the spine. Here, however, is a force of pressure from above to awaken and open centers. Then there is an ascent of consciousness that rises up to join the higher consciousness above. This is repeated until all the centers are open and the consciousness rises above the body. At a later stage, it remains above and expands into the cosmic consciousness and the universal self. This is the normal course, but sometimes the process is faster and there is an opening sudden and definitive above.

The ascent and descent of the Force in this yoga will make their way without necessarily reproduce the details mentioned in the books Tantric. Many become aware of the centers, but others simply feel the rise and descent in a general or from one level to another rather than from one center to another, feel that the Force which comes first in the head, then heart, then and even more below the navel. There is no need to become aware of the deities in tantric centers according to the description, but some feel the Mother in different centers. In these things our sadhana does not adhere to the knowledge given in the books, but only adheres to the essential truth that lies behind and produces independently, without being subjected to the ancient forms and symbols. The centers themselves have here a different interpretation from that given in the books of tantra.

Yes, our aim in yoga is to establish direct contact with the Divine above and to derive from the Divine Consciousness in all centers. The occult powers that belong to the mental planes, vital and physical-thin is not our purpose. Along the way, you can make contact with the various forces and divine personalities, but no need to establish them in the centers, although sometimes this is done automatically for some time in the course of sadhana. But there is one rule: our yoga aims to be plastic and allow all the necessary operations according to the nature of divine power, but these, in their details may vary in each individual.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83-85

In this yoga movement is from top to bottom: at the two centers of the head, then the heart center, then the cord and then the other two. If the superior experience, with his conscience, knowledge and desire above, and fully settled first in the three higher centers, it is easier to open after the three lower centers without creating too much havoc.

SA, ibid, vol. IV, p. 234

Amore incondizionato – Unconditional love


🌸Amore incondizionato🌸

Nulla si prende e nulla si offre
che non sia già intorno a noi e dentro il nostro cuore:
l’amore è energia, soffio vitale che è offerto gratuitamente.
Molte persone sono cieche, ma la loro cecità non è negli occhi
ma nel cuore, non sanno riconoscere la presenza di amore
e cercano qualcosa, sono sempre assetate… non sanno che cosa
veramente stiano cercando.
Questa condizione è causa di irrequietezza e
di paura. Altre persone sanno che sono in cerca di amore ma provano attaccamento, non sanno essere indipendenti e dunque soffrono molto. Non è sempre possibile aiutare chi non aiuta se stesso.

Chi sa accogliere, con cuore aperto,il dono che riceve, lo sa anche donare,
con gioia e con la consapevolezza che l’amore non ha mai fine.

31.12.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Unconditional love

Nothing is taken and nothing is offered
it is already around us and within our hearts:
Love is energy, breath of life that is free.
Many people are blind, but blindness is not in their eyes
but in the heart, they do not recognize the presence of love
and try something, I’m always thirst … they do not know what
really are looking for. This condition is due to restlessness and
of fear. Other people know that they are looking for love but feel attachment they can not be independent and so suffer a lot. it is not always possible to help those who help not themselves.

Who knows how to welcome with open heart that receives the gift, it is also known to give,
with joy and with the knowledge that love never ends.

31.12.2020 Poetyca

Questa notte – This night


🌸Questa notte🌸

Si svuotano
le strade
la gente emigra
ed il vuoto
diventa una piaga
difficile da arginare

Memoria di voci
tra giochi di bambini
quando si era
spensierati
regalano emozioni
a questa notte

04.08.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸This night

They empty
roads
people emigrate
and emptiness
becomes a plague
difficult to stem

Memory of voices
between children’s games
when it was
carefree
they give emotions
to this night

04.08.2022 Poetyca

Con il cuore – By heart – Yogi Bhajan


🌸Con il cuore🌸

Lavorare con il cuore
significa usare
i tuoi sentimenti
ed emozioni per guidarti
al tuo senso spirituale
dell’esistenza.

Yogi Bhajan
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸By heart

Working by heart
means using
your feelings
and emotions to lead you
to your spiritual sense
of existence.

Yogi Bhajan

Senza tempo -Timeless – Haiku


🌸Senza tempo – Haiku🌸

Senza tempo è
il passo di velluto
sul nostro cuore

12.05.2018 Poetyca
🌸🍃🌸
🌸Timeless – Haiku

Timeless is
the velvet step
on our heart

12.05.2018 Poetyca