Risultati della ricerca per: 1983

 “Paul Kantner – The Planet Earth Rock and Roll Orchestra 1983 (FULL ALBUM)” 


Annunci

Occhio puro


Horus, Dio dalla testa di Falco, figlio di Iside e Osiride era considerato il Dio della preveggenza. Il suo occhio simboleggia la spietata acutezza dello sguardo giustiziere cui nulla sfugge. Grazie a lui Iside riuscì a vendicare il marito e a scacciare Seth, dando inizio al Regno dei Faraoni.
Secondo la mitologia l’occhio di Horus è l’occhio che “tutto vede” . Veniva impresso all’ingresso delle case, sui sarcofagi e sulle tombe, per contrastare il maligno o per proteggere il viaggio del defunto verso l’aldilà.

Nell’esoterismo egizio le figure terrene, non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma funzioni multiple di potenze che attivano un proprio sistema di significanti. Una delle più famose immagini egizie è l’Occhio di Horus nella quale si visualizza l’occhio magico che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la Duat, lo abbraccia trasmettendogli il potere della conoscenza, della consapevolezza e della trasformazione.

Nella rinascita l’Occhio di Horus vira su un piano superiore, anche nel dato numerico, lo smembramento di Osiride e questo processo è registrato nella sua polarizzazione, come mostra il Duplice Occhio di Horus ai lati di Osiride risorto con Corona Atef, nella tomba di Sennedjen, XIX dinastia.

 

 

 

Horus, the falcon-headed God, son of Isis and Osiris was considered the god of foresight. His eye symbolizes the grim avenger acuteness of vision which nothing escapes. Thanks to him, Isis was able to avenge her husband Seth and cast, starting the Kingdom of the Pharaohs.
According to mythology the eye of Horus is the eye that “sees everything”. He was impressed at the entrance of the houses on the sarcophagi and tombs in order to counter the evil or to protect the deceased’s journey to the afterlife.

 

Egyptian esotericism earthly figures, no images match reality, but multiple functions of powers that enable its own system of signifiers. One of the most famous images is the Egyptian Eye of Horus in which you see the magic eye to Osiris, once replenished the members dispersed by Seth, thanks to the work of Isis and Neftis, gives to his son Horus when, emerging from the world the veiled light, the Duat, embraces the power of imparting knowledge, awareness and transformation.

In the Eye of Horus turns rebirth on a higher plane, even in numerical data, the dismemberment of Osiris, and this process is recorded in its polarization, as shown in the Dual Eye of Horus on the sides of Osiris risen with Atef Crown, in the tomb of Sennedjen, Dynasty XIX.

 

Occhio puro – retta visione


Escludendo il mondo esterno, con lo sguardo fisso tra le sopracciglia, i respiri affluenti ed effluenti che fluiscono regolari per le narici, con i sensi, la mente e l’intelletto sotto controllo, giunto alla meta della liberazione, il muni (saggio), gettati via desiderio, paura e ira, è per sempre libero.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato”.
(Matteo, 6, 22)

(E’ da presumere che le Bibbie più antiche dicessero proprio “occhio singolo”, forma che si trova nella Bibbia di Martin Lutero e ancor oggi nelle traduzioni greche e inglesi. Più tardi, non comprendendo il vero significato della parola, i traduttori cambiarono “singolo” in “semplice” e poi ancora in “puro” N.d.T.). Durante la meditazione profonda, l’occhio unico o spirituale diventa visibile nella parte centrale della fronte. Le scritture si riferiscono in vari modi a questo occhio onnisciente: quale terzo occhio, stella d’Oriente, l’occhio interiore, la colomba che scende dal cielo, l’occhio di Shiva, l’occhio dell’intuizione, ecc.

Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1971, p. 153

Il corpo fisico ha due occhi – positivo e negativo – a causa della legge della relatività. Il corpo astrale ha soltanto un occhio, variamente chiamato: occhio spirituale, occhio singolo (dalla Bibbia cristiana), terzo occhio (dalla Bibbia indù), stella dell’est, stella di saggezza, colomba che discende dal cielo, occhio interiore, occhio intuitivo, occhio di Shiva, stella attraverso cui vedono i saggi, ecc. Quando fu battezzato dallo Spirito Santo, Gesù lo percepì come un suono cosmico o Cielo, e vide l’occhio spirituale come una colomba.

Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda. Volume primo. Edizioni Vidyananda

L’insegnamento giunge solo a indicare la via; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere. … E’ necessario che l’occhio si faccia uguale all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. … Il tuo occhio interiore ha dinnanzi a se una grande bellezza. Ma se cerchi di contemplarla con un occhio ammalato o non pulito, o debole, avrai troppa poca energia per vedere gli oggetti più brillanti e non vedrai nulla, anche se sei dinnanzi ad un oggetto che può essere visto.

Sophia – Plotino. (Commento: qui Sophia potrebbe essere quindi intesa come la saggezza di colui che osserva con occhio singolo, lo stesso che talvolta si scorge durante la meditazione).

Quando la mente si concentra,prima o poi si manifesta un segno.
Questo non e’ per tuttiil medesimo.
Per alcuni potra’ essere una forma come una stella,un diadema di gemmeo un filo di perle.
Altri lo avvertiranno come un fior di loto,la ruota di un carro,il disco della luna,il disco del sole.
Se appare un segno luminoso,non bisogna cominciare a pensarci ne’ dargli attenzione diretta.
Il segno e’ originato dalla percezione.
Percio’ bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

(Visuddhi Magga)

Non identificatevi … siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. … anche l’opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.
… focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza …

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 90 e seg.

Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio delimitato nel vostro corpo fisico. E’ lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete conosciuto l’immortale. Allora non c’è più alcuna morte.

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 217

Se per un’ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.

Rajneesh (Osho) – Il libro arancione, Mediterranee, 1983, p.109

I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l’onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell’intuizione dell’anima. Questa è la vera “sfera di cristallo” in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell’universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel “terzo occhio” e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l’occhio spirituale. La pratica dello Yoga aiuta l’aspirante ad aprire l’occhio singolo della coscienza intuitiva.
L’intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il “sesto senso”. Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l’intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.

Paramahansa Yogananda, L’eterna ricerca dell’uomo. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32

Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare un devoto a Dio?, s’informò uno studente.”Si”, disse il Maestro. “Una via rapida e sicura che porta all’infinito è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza Cristica fra le sopracciglia”.

Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1970, p. 66

Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti, ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, verrà l’abilità di immergervi più profondamente. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso istantaneamente il Centro Cristico (l’occhio spirituale, nella fronte fra le ciglia).
(Paramahansa Yogananda

Ora, vedete, nessun Gesù Cristo viene dall’esterno dentro la visione di nessuno. Nessun Rama, Nessun Krishna, nessun Buddha, nessun Baba Faqir si manifesta da fuori a nessuno. Queste visioni sono fenomeni provocati dalle impressioni e dalle suggestioni che il devoto ha già accolto nella propria mente. Queste impressioni e suggestioni gli appaiono come un sogno. Ma nessuno viene da fuori. Questa è la pura verità.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

Gli illusi non vedono l’anima quando lascia il corpo e nemmeno quando ci abita dentro. Non si può veder l’anima mentre si gode degli oggetti dei sensi o si agisce mossi dall’attaccamento alle passioni, all’ignoranza o alla purezza. Solo coloro che hanno l’occhio della saggezza vedono.

(Bhagavad Gita 15:10)

Se uno tenesse la propria mente costantemente concentrata nel punto fra le sopracciglia (nel Centro Cristico), vedesse l’occhio spirituale e gli comandasse di ricaricare il corpo d’energia, esso lo farebbe. Facendo questo, la gente smetterebbe d’invecchiare

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyananda

Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile, il secondo corpo, quello interiore.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 150

Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente. … Per questo le Upanishad dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E’ una luce senza sorgente.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 169, 170

La prima delle otto vie fondamentali del Nobile ottuplice sentiero è la Retta Visione per cui si contempla la realtà così com’è, senza inquinarla coi propri complessi inconsci, abitudini inveterate, pregiudizi, ripugnanze innate, limitazioni caratteriali, memoria automatica ecc.

Le altre vie sono: retto pensiero, retta parola o retto modo di parlare, retta azione o karma, retto comportamento o modo di guadagnarsi la vita, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione o samadhi.

Secondo un moderno maestro occidentale, qui l’aggettivo retto non è usato come contrapposto a sbagliato, secondo il comune modo di pensare dualistico, ma si potrebbe tradurre come “non”, non concetto, non visione. “Eliminando tutti i concetti, si ottiene la retta visione. Procedendo di un passo si elimina anche la non visione.” (Bernie Glassman, “Cerchio Infinito” p. 57, Oscar Mondatori).

“Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26).

I concetti sono quelli che distolgono la Retta Visione, i pre-giudizi, i pre-concetti, le idee pre-formate. Tutti guardiamo il mondo attraverso queste lenti deformanti ma non ce ne accorgiamo. Siamo però molto bravi a vedere le lenti, anche piccole, negli occhi degli altri. I nostri concetti, i nostri giudizi sono quelli giusti, quelli veri, quelli saggi; poverino il vicino o il fratello che è costretto a guardare con quella pagliuzza che lo disturba e gli deforma la vista.

Ma “quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” perché quando cominciamo a vedere rettamente, cioè a vedere eliminando tutti i concetti, aiutiamo tutti coloro che ci sono vicini: fino a quando, però, non vedremo quanto grande sia la trave che ci portiamo dentro l’occhio e in che modo deformato guardiamo il mondo e gli altri, continueremo a sproloquiare di giusto e sbagliato, bianco e nero, morale e non morale e tutti i difetti li vedremo nell’occhio del nostro fratello.

“Il sesto patriarca disse: – Io vedo e non vedo -. Allora Shen-hui chiese: – Maestro, cosa significa “vedere” e “non vedere”? – Il maestro disse: – Io vedo. Vedo sempre le mie trasgressioni e i miei difetti. Per questo dico che vedo. Non vedo. Nel mondo non vedo le trasgressioni e le colpe degli altri. Per questo vedo e non vedo -. (citato in “La Mente allo specchio”, a cura di Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondatori, p.188).


Pure eye – right view

 

Excluding the outside world, his gaze fixed between the eyebrows, the breathing regular tributaries and effluents that flow through the nostrils, with senses, mind and intellect under control, came to the goal of liberation, the muni (sage) cast away desire, fear and anger, is always free.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Therefore if thine eye be single, thy whole body shall be enlightened.”
(Matthew, 6, 22)

(can be assumed that the oldest Bible say its “single eye” form that is in the Bible of Martin Luther and even today in Greek and English translations. Later on, not understanding the true meaning of the word, the translators changed ” single “in” simple “and then again in” pure “NDT). During deep meditation, or spiritual eye becomes visible only in the middle of the forehead. The records relate in many ways this all-knowing eye: as the third eye, Star of the East, the inner eye, the dove descending from heaven, the eye of Shiva, the eye of intuition, and so on.

Paramahansa Yogananda, Autobiography of a Yogi. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1971, p. 153

The physical body has two eyes – positive and negative – because of the law of relativity. The astral body has only one eye, variously called: spiritual eye, single eye (from the Christian Bible), third eye (from the Hindu Bible), Eastern Star, star of wisdom, the dove descending from heaven, inner eye, eye intuitive eye of Shiva, they see the star through essays, etc.. When he was baptized by the Holy Spirit, Jesus perceived it as a cosmic sound or Heaven, and saw the spiritual eye as a dove.

The Gospel of Jesus according to Paramhansa Yogananda. Volume first. Editions Vidyanand

The teaching comes only to show the way, but the vision will be the one who wanted to see. … And ‘necessary that the eye is equal to the face of approaching to contemplate. … Your inner eye has before him a great beauty. But if you try to contemplate it with an eye on sick or not clean, or weak, you have too little energy to see the brightest objects and do not see anything, even if you’re in front of an object which can be seen.

Sophia – Plotinus. (Comment: Sophia here could thus be seen as the wisdom of the observer with a single eye, the same can be seen that sometimes during meditation).

When the mind is focused, sooner or later it shows a sign.
This is not ‘for allThe same.
For some you can ‘be a shape like a star, a tiara gemmeo a string of pearls.
Others will feel like a lotus, the wheel of a wagon, the disc of the moon, the sun’s disc.
If you see a bright sign, do not start thinking about it ‘to give direct attention.
The sign and ‘originated from the perception.
Therefore ‘we must understand that it is different because of the difference in perception.

(Visuddhi Magga)

Do not identify … Be a witness, an observer. So, if you can bear witness, you will be focused in the third eye. … The opposite is also possible. If you are focused in the third eye, you become a witness.
… third eye focused in the center of your imagination becomes a powerful and effective. That’s why we have insisted so much on the purity …

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 90 et seq.

The space between our two eyes (third eye) is not a designated area in your physical body. E ‘infinite space that has penetrated you. Once this space is known, you will not be the same person. As soon as you know this inner space, you know the immortal. So there’s no death.

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 217

If one hour a day set a fire and practice this technique for several months, your third eye begins to work perfectly. You become more alert, brighter.

Rajneesh (Osho) – The Orange Book, Mediterranee, 1983, p.109

The Hindu masters have taught that in order to gain the deeper knowledge, you must focus your gaze through the omniscient spiritual eye. When you focus strongly, even those who are not a yogi frowns at the point between the eyebrows, the center of the concentration and the spiritual eye ball, the seat of the intuition of the soul. This is the real “crystal ball” in which the yogi looking to learn the secrets of the universe. Those who go deep enough in their concentration will penetrate the “third eye” and I see God seekers of truth should therefore develop the ability to project their perception by the spiritual eye. The practice of Yoga helps the aspirant to open the single eye of intuitive consciousness.
The intuition, or direct knowledge, does not depend on any information provided by the senses. For this reason, the intuitive faculty is often called the “sixth sense”. Everyone has this sixth sense, but most people do not develop it. However, almost everyone has had some experience intuitive, perhaps the intuition that a certain thing was supposed to happen, although there was no sign to indicate perceptible to the senses.

Paramahansa Yogananda, The eternal human search. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1980, p. 31-32

Lord, there is a scientific method, as well as the Kriya, which can lead a devotee to God?, He asked one student. “Yes,” said the Master. “A quick and safe way that takes forever is to keep its attention fixed in the center of Christ Consciousness between the eyebrows.”

Paramahansa Yogananda, The Master said. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1970: 66

Those who do not meditate regularly and are deeply restless, wherever they meditate and give up after a short effort. But if you make a greater effort, day after day, will be the ability to dive deeper. I should not make any effort, now, the whole world disappears instantly, when I close my eyes and instantly fixed the Christ center (the spiritual eye, the forehead between the eyebrows).
(Paramahansa Yogananda

Now, you see, no Jesus Christ is outside the vision of anyone inside. Rama No, no Krishna, no Buddha, no Baba Faqir is obvious to anyone outside. These visions are phenomena caused by the impressions and suggestions that the devotee has already accepted in his own mind. These impressions and suggestions to appear like a dream. But no one from outside. This is the truth.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

The deluded do not see when the soul leaves the body and even when we live within. You can not see the soul while you enjoy the sense objects or acts motivated by an adherence to the passions, ignorance or purity. Only those who have seen the wisdom eye.

(Bhagavad Gita 15:10)

If one held one’s mind constantly focused at the point between the eyebrows (the Christ center), the spiritual eye could see, and commanded him to recharge the body of energy, it would. By doing this, people would stop getting old

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyanand

The third eye is not part of the physical body, but the subtle body, the second body, the inner one.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 150

When the third eye opens for the first time, the darkness will disappear, and there will be light, a light without a source. … This is why the Upanishads say God is not like the sun or a flame. It ‘s a light without a source.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 169, 170

The first of the eight basic ways of the Noble Eightfold Path is the right understanding for which we contemplate reality as it is, without polluting it with their own complex unconscious, ingrained habits, prejudices, innate repugnance, character restrictions, automatic memory etc..

Other ways are: right thought, right speech and right way of speaking, right action, or karma, right conduct or way of earning a living, right effort, right mindfulness, right concentration or samadhi.

According to a Western modern master, here the right adjective is not used as opposed to wrong, according to the common dualistic way of thinking, but could be translated as “no”, no concept, no vision. “By removing all the concepts, you get the right view. Going a step will also remove the non-vision. “(Bernie Glassman,” Infinite Circle “p. 57, Oscar Mondadori).

“You see the mote in your brother but not the beam in yours. When you removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother (Thomas 26).

The concepts are those who turn aside the right understanding, the prejudices, pre-concepts, pre-formed ideas. All these we see the world through distorting lenses but do not realize it. However, we are very good at seeing the slow, however small, in the eyes of others. Our concepts, our judgments are the right ones, real ones, wise ones, the poor or near his brother who is forced to watch with the straw that disturbs and distorts the view.

But “when you have removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother” because when we begin to see rightly, that eliminating all concepts see, we help all those who are close to us: as long as However, we do not see how big the beam that we carry inside the eye and how warped look at the world and others, continue to rant about right and wrong, black and white, moral and not moral flaws and all them we will see in the eye of our brother.

“The Sixth Patriarch said: – I see and I do not see -. Shen-hui, then asked: – Master, what does “see” and “not see”? – The master said: – I see. I always see my transgressions and my faults. For this reason I say that I see. I can not wait. In the world I do not see the transgressions and sins of others. To see this and I do not see -. (Quoted in “The Mind of the mirror,” by Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondadori, p.188).

The Style Council


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=8fePnSCH1wM]

The Style Council è la band che il cantante e chitarrista inglese Paul Weller ha fondato, insieme al pianista e tastierista Mick Talbot, nel 1982, all’indomani dello scioglimento della band di cui faceva parte in precedenza, The Jam.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Style_Council

The Style Council was an English band formed in Woking in 1983 by Paul Weller, the former singer and guitarist with The Jam, and keyboardist Mick Talbot, previously a member of Dexys Midnight Runners, The Bureau and The Merton Parkas.

The permanent line-up grew to include drummer Steve White and Weller’s then-wife, vocalist Dee C. Lee.Other artists such as Tracie Young and Tracey Thorn(Everything but the Girl) also collaborated with the group. As with Weller’s previous band, most of this London-based outfit’s hits were in their homeland.[2] The band scored six top 40 hits in Australia, and seven top 40 hits in New Zealand during the 1980s.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Style_Council

David Sylvian Anthology 1987-2011


[youtube https://youtu.be/uF7ppq4l2ZI]

David Sylvian, al secolo David Alan Batt (Beckenham, 23 febbraio 1958), è un cantante, musicista compositore britannico, noto per essere stato frontman della bandJapan e per la sua carriera solista, improntata ad una musica sofisticata e sperimentale.

Dal 1978 al 1983 è stato la voce dei Japan, band londinese nata dal Glam rock/New wave che negli ultimi album, da Gentlemen Take Polaroids fino a Tin Drum, si cimenterà in sonorità ispirate alla musica giapponese, grazie anche alla collaborazione di Ryūichi Sakamoto.

Ha poi intrapreso una carriera da solista tra musica elettronica, rock progressivo e ambient music. Ha collaborato con Sakamoto, Robert Fripp (negli album The First Daye Damage: live), Bill Nelson, Holger Czukay (con il quale ha inciso Flux And Mutability e Plight And Premoniton), Christian Fennesz, Mark Isham, Jon Hassell, David Torn,Chris Vrenna, Blonde Redhead, Virginia Astley, Arve Henriksen, Joan Wasser e molti altri.

Tra i suoi lavori si annoverano gli album Brilliant Trees, Gone to Earth, Secrets of the Beehive (considerato da molti la sua pietra miliare), The First Day (in collaborazione con Robert Fripp), Dead Bees on a Cake, Blemish e Snow Borne Sorrow con il progetto Nine Horses. La sua musica viene definita “intimista”, “minimalista” o “rock postmoderno”.

Ha scritto una canzone dal titolo For the Love of Life per l’adattamento in anime del manga Monster di Naoki Urasawa, di cui diviene la sigla di chiusura per la prima metà della serie.

Per Manafon del 2009 David Sylvian ha collaborato con Evan Parker, John Tilbury, Keith Rowe, Christian Fennesz, Yoshihide Otomo e altri.

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Sylvian

David Sylvian (born David Alan Batt, 23 February 1958) is an English singer-songwriter and musician who came to prominence in the late 1970s as the lead vocalist and main songwriter in the group Japan. His subsequent solo work is described by AllMusic critic Jason Ankeny as “a far-ranging and esoteric career that encompassed not only solo projects but also a series of fascinating collaborative efforts.”[1] Sylvian’s solo work has been influenced by a variety of musical styles and genres, includingjazz, avant-garde, ambient, electronic, and progressive rock.

https://en.wikipedia.org/wiki/David_Sylvian

The Clash – Full Concert – 03/08/80 – Capitol Theatre (OFFICIAL)


[youtube https://youtu.be/CLKl6FIBH0U]

I Clash sono stati un gruppo musicale british punk britannico. Attivi dal 1976 al 1986, furono uno dei gruppi più acclamati dalla critica del periodo. Formati principalmente da Joe Strummer (voce, chitarra ritmica), Mick Jones (chitarra solista, voce), Paul Simonon (basso, voce) e Nick “Topper” Headon (batteria, percussioni). Headon lasciò il gruppo nel 1982, e Jones nel 1983, il gruppo proseguì con nuovi membri negli anni successivi, ma all’inizio del 1986 si sciolse definitivamente.

I Clash erano famosi per la loro varietà musicale (nel loro repertorio trovano posto reggae, dub, rap, rockabilly e altri generi), per la sofisticatezza lirica e politica che li distingueva dalla maggior parte dei loro colleghi appartenenti al movimento punk e per le loro esibizioni dal vivo particolarmente intense. Inseriti al trentesimo posto nella classifica degli artisti immortali stilata dalla rivista Rolling Stone, i Clash sono anche noti come The Only Band That Matters (l’unico gruppo che conti).

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Clash

The Clash were an English punk rock band that formed in 1976 as part of the original wave of British punk. Along with punk, their music incorporated elements of reggae,dub, funk, ska and rockabilly. For most of their recording career the Clash consisted of Joe Strummer (lead vocals, rhythm guitar), Mick Jones (lead guitar, vocals), Paul Simonon (bass guitar, vocals) and Nicky “Topper” Headon (drums, percussion). Headon left the group in 1982, and internal friction led to Jones’s departure the following year. The group continued with new members, but finally disbanded in early 1986.

The Clash achieved commercial success in the United Kingdom with the release of their debut album, The Clash, in 1977. Their third album, London Calling, released in the UK in December 1979, earned them popularity in the United States when it was released there the following month. It was declared the best album of the 1980s a decade later by Rolling Stone magazine. In 1982 they reached new heights of success with the release of Combat Rock, which spawned the US top 10 hit “Rock the Casbah”, helping the album to achieve a 2× Platinum certification there. Their final album, Cut the Crap, was released in 1985.

The Clash’s politicised lyrics, musical experimentation, and rebellious attitude had a far-reaching influence on rock, alternative rock in particular.[2] They became widely referred to as “The Only Band That Matters”, originally a promotional slogan introduced by the group’s record label, CBS. In January 2003, shortly after the death of Joe Strummer, the band—including original drummer Terry Chimes—were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame. In 2004, Rolling Stone ranked the Clash number 28 on their list of the 100 greatest artists of all time.

Critic Sean Egan summarised what made them exceptional by writing, “They were a group whose music was, and is, special to their audience because that music insisted on addressing the conditions of poverty, petty injustice, and mundane life experienced by the people who bought their records. Moreover, although their rebel stances were often no more than posturing, from the Clash’s stubborn principles came a fundamental change in the perception of what is possible in the music industry, from subject matter to authenticity to quality control to price ceilings.”

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Clash

Nick Cave Full – Royal Albert Hall, London May 3 2015


[youtube https://youtu.be/14zqRhtcb5c]

Nick Cave, all’anagrafe Nicholas Edward Cave (Warracknabeal, 22 settembre 1957), è un cantautore, compositore, scrittore, sceneggiatore e attore australiano.

Grazie ad una serie di notevoli album e intense esibizioni dal vivo, ha coniato uno stile lirico e musicale inconfondibile che lo ha imposto come una delle figure più influenti e carismatiche della musica contemporanea.

Dagli esordi post-punk ai lavori recenti, più vicini al cantautorato, Cave ha sviluppato una personalissima rielaborazione dei generi cardine della musica nata negli Stati Uniti (blues, gospel, country), affrontati con lo spirito cupo e sperimentale della new wave e del gothic rock, anche grazie alla sua caratteristica voce gutturale dabaritono. I suoi testi, attraversati da una forte tensione religiosa e da un costante senso di apocalisse imminente, affrontano tematiche quali il ruolo del divino nella vita dell’uomo, la ricerca della redenzione, l’angoscia esistenziale e l’amore perduto

https://it.wikipedia.org/wiki/Nick_Cave

 

Nicholas EdwardNickCave (born 22 September 1957) is an Australian musician, songwriter, author, screenwriter, composer and occasional film actor. He is best known as the frontman of Nick Cave and the Bad Seeds, established in 1983, a group known for its diverse output and ever-evolving line-up. Prior to this, he fronted the Birthday Party, one of the most extreme and confrontational post-punk bands of the early 1980s. In 2006, he formed the garage rock band Grinderman, releasing its debut album the following year.

Referred to as rock music’s “Prince of Darkness”, Cave’s music is generally characterised by emotional intensity, a wide variety of influences, and lyrical obsessions with death, religion, love and violence. NME described him as “the grand lord of gothic lushness”.

Cave has also worked as a composer for films, often in collaboration with fellow Australian musician Warren Ellis. Their films together include The Proposition (2005, based on a screenplay by Cave), The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007) and The Road (2009). Cave is the subject and co-writer of the semi-fictional “day in the life” documentary 20,000 Days on Earth (2014).

Upon Cave’s induction into the ARIA Hall of Fame, ARIA Awards committee chairman Ed St John said: “Nick Cave has enjoyed—and continues to enjoy—one of the most extraordinary careers in the annals of popular music. He is an Australian artist like Sidney Nolan is an Australian artist—beyond comparison, beyond genre, beyond dispute.”

https://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Cave

 

The Best of Echo & The Bunnymen



Gli Echo & the Bunnymen sono un gruppo musicale britannico post-punk formatosi a Liverpool nel 1978.
Inizialmente il gruppo era composto da Ian McCulloch, Will Sergeant e Les Pattinson. Sono diventati famosi
per album come Heaven Up Here, Porcupine e Ocean Rain in cui è contenuta la canzone The Killing Moon.

https://it.wikipedia.org/wiki/Echo_%26_the_Bunnymen

Echo & the Bunnymen are an English rock band formed in Liverpool in 1978.
The original line-up consisted of vocalist Ian McCulloch, guitarist Will Sergeant and bass player Les Pattinson,
supplemented by a drum machine. By 1980, Pete de Freitas joined as the band’s drummer.

Their 1980 debut album, Crocodiles, met with critical acclaim and made the UK Top 20.
Their second album, Heaven Up Here (1981), again found favour with the critics and reached number 10 in the UK Album chart.
The band’s cult status was followed by mainstream success in the mid-1980s, as they scored a UK Top 10 hit with “The Cutter”,
and the attendant album, Porcupine (1983), reached number 2 in the UK. Their next release, Ocean Rain (1984),
continued the band’s UK chart success, and has since been regarded as their landmark release, spawning the hit singles
“The Killing Moon”, “Silver” and “Seven Seas”. One more studio album, Echo & the Bunnymen (1987), was released
before McCulloch left the band to pursue a solo career in 1988.
The following year, in 1989, de Freitas was killed in a motorcycle accident,
and the band re-emerged with a new line-up. Original members
Will Sergeant and Les Pattinson were joined by Noel Burke as lead singer,
Damon Reece on drums and Jake Brockman on keyboards.
This new incarnation of the band released Reverberation in 1990,
but the disappointing critical and commercial reaction it received culminated
with a complete split in 1993.
After working together as Electrafixion, McCulloch and Sergeant
regrouped with Pattinson in 1997 and returned as Echo & the Bunnymen
with the UK Top 10 hit “Nothing Lasts Forever”. An album of new material,
Evergreen, was greeted enthusiastically by critics and the band made a successful
return to the live arena. Though Pattinson left the group for a second time,
McCulloch and Sergeant have continued to issue new material
as Echo & the Bunnymen, including the albums What Are You Going
to Do with Your Life? (1999), Flowers (2001), Siberia (2005), The Fountain (2009)
Meteorites (2014).
In 2012 Ian McCulloch released his fourth solo LP, Pro Patria Mori
and a live album Holy Ghosts in 2013.[4] In 2013 Will Sergeant
and Les Pattinson formed a group called “Poltergeist” and released
an album called Your Mind Is A Box (Let Us Fill It With Wonder)
in June 2013.

https://en.wikipedia.org/wiki/Echo_%26_the_Bunnymen

Roxy Music – Avalon (1982) (FULL ALBUM)


I Roxy Music sono stati un gruppo musicale glam rock britannico attivo tra il 1971 e il 1983.

Considerati una delle maggiori influenze per il movimento musicale new romantic e synthpop dei primi anni ottanta, in particolare al riguardo di gruppi come Duran Duran, ABC, Spandau Ballet, Japan.

https://it.wikipedia.org/wiki/Roxy_Music

Roxy Music were an English glam rock group formed in 1971 by Bryan Ferry, who became the group’s lead vocalist and chief songwriter, and bassist Graham Simpson. Alongside Ferry, the other longtime members were Phil Manzanera (guitar), Andy Mackay (saxophone and oboe) and Paul Thompson (drums and percussion). Other former members include Brian Eno (synthesiser and “treatments”), Eddie Jobson (synthesiser and violin), and John Gustafson (bass). Although the band took a break from group activities in 1976 and again in 1983, they reunited for a concert tour in 2001, and toured together intermittently between that time and their break-up in 2011. Ferry frequently enlisted members of Roxy Music as session musicians for his solo releases.

Roxy Music attained popular and critical success in Europe and Australia during the 1970s and early 1980s, beginning with their debut album, Roxy Music (1972). The band was highly influential as leading proponents of the more experimental, musically sophisticated element of glam, as well as a significant influence on early English punk music. They also provided a model for many new wave acts and the experimental electronic groups of the early 1980s. The group is distinguished by their visual and musical sophistication and their preoccupation with style and glamour.[3] Ferry and co-founding member Eno have also had influential solo careers, the latter becoming one of the most significant record producers and collaborators of the late 20th century. Rolling Stone magazine ranked Roxy Music No. 98 on its “The Immortals – 100 The Greatest Artists of All Time” list.

The band’s last studio album was 1982’s Avalon. In 2005 they began recording a new studio album, which would have been their ninth, and would have been their first record since 1973 with Brian Eno, who wrote two songs for it and also played keyboards.[5] However, Bryan Ferry eventually confirmed that material from these sessions would be released as a Ferry solo album, with Eno playing on “a couple of tracks,”[6] and that he doesn’t think they’ll ever record as Roxy Music again. The album ultimately became Ferry’s 2010 album Olympia.

Roxy Music played a series of 40th anniversary shows in 2011, but has since become inactive as a performing entity

https://en.wikipedia.org/wiki/Roxy_Music

80 Il vero miracolo


80 Il vero miracolo

Quando Bankei predicava al Ryumon tempio, un prete Shinshu, che ha creduto nella salvezza attraverso la ripetizione del nome del Buddha dell’Amore, era geloso del suo vasto pubblico e volle discutere con lui.

Bankei era nel bel mezzo di un discorso quando il prete è apparso, ma il tizio senti un disturbo che Bankei fermò il suo discorso e ha chiesto per il rumore.

“Il fondatore della nostra setta”, si vantava il sacerdote, “ha avuto tutti i poteri miracolosi che ha tenuto un pennello in mano su una sponda del fiume, il suo attendente sollevò un documento sull’altra sponda, e l’insegnante scrisse il nome santo di Amida attraverso l’aria. puoi fare una cosa meravigliosa? “

Bankei rispose con leggerezza: “Forse la volpe può eseguire quel trucco, ma non è questo una sorta di Zen mio miracolo è che quando ho fame mangio, e quando ho sete bevo.».

Tratto da 101 Storie Zen

The Real Miracle

When Bankei was preaching at Ryumon temple, a Shinshu priest, who believed in salvation through repetition of the name of the Buddha of Love, was jealous of his large audience and wanted to debate with him.

Bankei was in the midst of a talk when the priest appeared, but the fellow made such a disturbance that Bankei stopped his discourse and asked about the noise.

“The founder of our sect,” boasted the priest, “had such miraculous powers that he held a brush in his hand on one bank of the river, his attendant held up a paper on the other bank, and the teacher wrote the holy name of Amida through the air. Can you do such a wonderful thing?”

Bankei replied lightly: “Perhaps your fox can perform that trick, but that is not the manner of Zen. My miracle is that when I feel hungry I eat, and when I feel thirsty I drink.”

Taken from 101 Zen Stories

David Bowie Greatest Hits | Best Songs Of David Bowie (Full Album 2015)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=SbyNyjSzxAg%5D]

David Bowie, [ˈboʊi]; pseud. di David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947), è un cantautore, polistrumentista, attore e compositore britannico.

Attivo dalla metà degli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni della musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler, e The Thin White Duke (noto in Italia come il “Duca Bianco”). Dal folk acustico all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti.[1]

Come attore, dopo alcune piccole apparizioni ha avuto un ottimo successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L’uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 e Basquiat di Julian Schnabel del 1996 nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol.

David Bowie è sposato dal 1992 con la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid ed ha due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), oltre a Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman. Nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone[2], e tra le sue migliori “tracce vocali” ci sono Life on Mars?, Space Oddity, Starman ed Heroes[3]. Nel 2007 è secondo la rivista Forbes al quarto posto nell’elenco dei cantanti più ricchi del mondo[4].

Al ritmo di un disco all’anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un “marchio Bowie” uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all’electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta trilogia berlinese di Low, Heroes e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi.

Decisivo l’incontro con Brian Eno, altro reduce dal glam-rock dei primi settanta con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry. Altrettanto decisivo un successo ormai consolidato che permette all’artista di sperimentare soluzioni nuove senza inseguire il riscontro commerciale. Nel frattempo il personaggio non è più l’androgino Ziggy Stardust ma un thin white duke (sottile duca bianco) dalle inquietanti suggestioni androgine sotto uno stile musicale esteriormente sempre più virile, colto, e raffinato.

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Bowie
David Bowie (/ˈboʊ.i/;[1] born David Robert Jones, 8 January 1947) is an English singer, songwriter, multi-instrumentalist, record producer, arranger, and actor. He is also a painter and collector of fine art.[2] Bowie has been a major figure in the world of popular music for over four decades, and is renowned as an innovator, particularly for his work in the 1970s. He is known for his distinctive baritone voice as well as the intellectual depth and eclecticism of his work. Aside from his musical abilities, he is recognised for his androgynous beauty, which was an iconic element to his image, particularly in the 1970s and 1980s.[3][4]

Bowie first caught the eye and ear of the public in July 1969 when his song “Space Oddity” reached the top five of the UK Singles Chart. After a three-year period of experimentation he re-emerged in 1972 during the glam rock era with the flamboyant, androgynous alter ego Ziggy Stardust, spearheaded by the hit single “Starman” and the album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Bowie’s impact at that time, as described by biographer David Buckley, “challenged the core belief of the rock music of its day” and “created perhaps the biggest cult in popular culture.”[5] The relatively short-lived Ziggy persona proved merely one facet of a career marked by continual reinvention, musical innovation and striking visual presentation.

In 1975, Bowie achieved his first major American crossover success with the number-one single “Fame” and the hit album Young Americans, which the singer characterised as “plastic soul”. The sound constituted a radical shift in style that initially alienated many of his UK devotees. He then confounded the expectations of both his record label and his American audiences by recording the minimalist album Low (1977)—the first of three collaborations with Brian Eno over the next two years. Low, “Heroes”, and Lodger, the so-called “Berlin Trilogy” albums, all reached the UK top five and received lasting critical praise. After uneven commercial success in the late 1970s, Bowie had UK number ones with the 1980 single “Ashes to Ashes”, its parent album Scary Monsters (and Super Creeps), and “Under Pressure”, a 1981 collaboration with Queen. He then reached a new commercial peak in 1983 with Let’s Dance, which yielded several hit singles. Throughout the 1990s and 2000s, Bowie continued to experiment with musical styles, including blue-eyed soul, industrial, adult contemporary, and jungle. He has not toured since the 2003–04 Reality Tour and has not performed live since 2006. Bowie’s latest studio album The Next Day was released in March 2013.

David Buckley says of Bowie: “His influence has been unique in popular culture—he has permeated and altered more lives than any comparable figure.”[5] In the BBC’s 2002 poll of the 100 Greatest Britons, Bowie was placed at number 29. Throughout his career, he has sold an estimated 140 million albums.[6] In the UK, he has been awarded nine Platinum album certifications, 11 Gold and eight Silver, and in the US, five Platinum and seven Gold certifications. In 2004, Rolling Stone ranked him 39th on their list of the “100 Greatest Artists of All Time”, and 23rd on their list of the best singers of all time.

https://en.wikipedia.org/wiki/David_Bowie

ZZ Top Greatest Hits Full Album


[youtube https://youtu.be/_aLpVY2n5GY]

Gli ZZ Top sono un gruppo rock statunitense formatosi nel 1969 a Houston in Texas.

Si distinguono per aver mantenuto la formazione originale dopo più di 40 anni. Con 50 milioni di album venduti (di cui 25 milioni negli Stati Uniti), 8 successi nella Top 40 delle classifiche statunitensi, 6 prime posizioni sulla Mainstream Rock Chart e 3 MTV Video Music Awards conquistati sono tuttora in attività e continuano a pubblicare nuovi album e ad esibirsi in tour. Gli ZZ Top, il 15 marzo 2004, sono stati inseriti nel Rock and Roll Hall of Fame.

https://it.wikipedia.org/wiki/ZZ_Top

ZZ Top /ˈzztɒp/ is an American rock band that formed in 1969 in Houston, Texas. The band comprises guitarist and lead vocalist Billy Gibbons (the band’s leader, main lyricist and musical arranger), bassist and co-lead vocalist Dusty Hill, and drummer Frank Beard. One of the few major label recording groups to have held the same lineup for more than forty years, ZZ Top has been praised by critics and fellow musicians alike for their technical mastery. Of the group, music writer Cub Koda said “As genuine roots musicians, they have few peers; Gibbons is one of America’s finest blues guitarists working in the arena rock idiom […] while Hill and Beard provide the ultimate rhythm section support.”

Since the release of the band’s debut album in January 1971, ZZ Top has become known for its strong blues roots and humorous lyrical motifs, relying heavily on double entendres and innuendo. ZZ Top’s musical style has changed over the years, beginning with blues-inspired rock on their early albums, then incorporating new wave,punk rock and dance-rock, with heavy use of synthesizers. One of the best-selling musical artists in history, the band has had global album sales in excess of 50 million as of 2014.

ZZ Top was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2004, and has garnered 11 gold records and 7 platinum records; their 1983 album, Eliminator, remains the group’s most commercially successful record, selling over 10 million units. ZZ Top also ranks 80th in U.S. album sales, with 25 million units.

The band is known for Hill’s and Gibbons’ trademark beards, as well as the drummer’s lack thereof, despite the surname “Beard”.

https://en.wikipedia.org/wiki/ZZ_Top

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


buddha1

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

tay

The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of  teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.

Yes – Close To The Edge (Full Album)


Gli Yes sono un gruppo musicale britannico formato nel 1968, annoverato tra i principali esponenti del rock progressivo.[5][6] La band, fondata dal cantante Jon Anderson, il bassista Chris Squire, il chitarrista Peter Banks, il tastierista Tony Kaye ed il batterista Bill Bruford,[1] ha conosciuto il periodo di maggior successo negli anni settanta e ottanta, e nel corso degli anni ha visto avvicendarsi numerosi componenti.[2]

Sebbene il gruppo abbia sempre conservato una certa complessità compositiva, sono due le formazioni rilevanti che, tra le tante susseguitesi nel corso del tempo, si sono distinte per aver adottato due stili musicali radicalmente differenti: la prima, quella del periodo progressive, o “classico”, degli anni settanta era composta da Jon Anderson, Chris Squire, Bill Bruford (o Alan White), dal chitarrista Steve Howe e dal tastierista Rick Wakeman ed era guidata dall’estro visionario di Anderson; l’altra, caratterizzata da sonorità prossime al pop rock e all’arena rock, ha attraversato gli anni ottanta e una parte dei novanta, e comprendeva Jon Anderson, Chris Squire, Tony Kaye, Alan White e il chitarrista Trevor Rabin. Il ruolo di leader, in quest’ultima line-up, era chiaramente ricoperto da Rabin.

Grazie ad album strutturalmente complessi ed articolati, acclamati da critica e pubblico, come The Yes Album, Fragile, Close to the Edge, Relayer, Going for the One e all’estroso e controverso Tales from Topographic Oceans, la band contribuisce in maniera sostanziale a delineare lo sviluppo della scena progressive inglese ed in seguito, dopo essersi riformata con Rabin, riscuote un notevole successo discografico e popolarità a livello mondiale con 90125.

Gli Yes, proponendo un sofisticato rock sinfonico e romantico che fa largo uso di strumenti elettronici innovativi,[1] come il sintetizzatore, il moog ed il mellotron, simboleggiano perfettamente lo stile progressive nella sua forma più pura e definiscono insieme ad altre formazioni, tra le quali King Crimson, Genesis e Gentle Giant, i canoni stessi del progressive rock.[5]

La band ha pubblicato un nuovo album in studio nel 2014, Heaven & Earth, ed è ancora attiva dalla sua fondazione, nel lontano 1968. È stata sempre presente nel corso degli anni, tranne per due brevissimi periodi: il primo agli inizi degli anni ottanta, a causa del temporaneo scioglimento della stessa, e il secondo a metà degli anni duemila. Di fatto gli anni duemiladieci rappresentano il sesto decennio di attività di questo gruppo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Yes

Yes are an English rock band formed in 1968 by bassist Chris Squire and singer Jon Anderson.

Yes first achieved success in the 1970s with a progressive, art and symphonic style of rock music. They are distinguished by their use of mystical and cosmic lyrics, live stage sets, and lengthy compositions, often with complex instrumental and vocal arrangements. Nine of their twenty studio albums have reached the top ten in either the UK or US, with two reaching number one in the UK. They have sold 13.5 million certified units in the US.[1] The band’s most recent line-up consists of singer Jon Davison, guitarist Steve Howe, bass guitarist Billy Sherwood, keyboardist Geoff Downes, and drummer Alan White.

Squire and guitarist Peter Banks had played together in The Syn and then Mabel Greer’s Toyshop. Anderson and later drummer Bill Bruford joined a line-up of Mabel Greer’s Toyshop, which evolved into Yes. Keyboardist Tony Kaye completed the first Yes lineup. The 1970s saw Yes release the albums widely viewed as their creative peak: The Yes Album, Fragile (both in 1971), Close to the Edge (1972), Tales from Topographic Oceans (1973), Relayer (1974) and Going for the One (1977). For most of this period, the band included Anderson, Squire, Howe (who replaced Banks in 1970), Rick Wakeman on keyboards and Bruford, or later Alan White, on drums; Kaye and Patrick Moraz each play keyboards on one of these albums. After the relative failure of Tormato (1978) and rise of punk rock, Anderson and Wakeman left in 1980; Squire, Howe and White recorded Drama with Downes and new vocalist Trevor Horn, both also members of The Buggles. Yes disbanded in 1981, with Howe and Downes subsequently creating Asia.

Yes reformed in 1983 with Anderson, Squire, White, a returning Kaye, and singer and guitarist Trevor Rabin, adopting a more pop rock sound. This quickly became the most commercially successful Yes lineup with 90125 (1983), which spawned the US number one single “Owner of a Lonely Heart”, and Big Generator (1987). The tour in support of Union (1991), which amalgamated members of Yes and Anderson Bruford Wakeman Howe, was a commercial success that featured an eight-man line-up (instead of a quintet). Subsequent albums and singles have sold less well.

The band toured almost constantly between 1996 and 2004, including both 30th and 35th anniversary shows, also releasing the albums Keys to Ascension (1996), Keys to Ascension 2 (1997), Open Your Eyes (1997), The Ladder (1999), and Magnification (2001) during this period. After a four-year hiatus, Yes resumed touring, replacing Anderson with Benoît David and Wakeman with his son Oliver Wakeman due to health issues. In 2011, they released Fly from Here featuring Downes, who returned on keyboards after 30 years. The following year David left the band due to illness and was replaced by Jon Davison, also of Glass Hammer.[2][3] The band’s twenty-first studio album Heaven & Earth, their first album with Davison, was released in July 2014. On 19 May 2015, Yes announced that due to leukemia, Squire was taking a leave from the band, with Sherwood announced as his temporary replacement. Squire died on 27 June 2015.

https://en.wikipedia.org/wiki/Yes_(band)

Amore e meditazione – Osho


Ci sono due vie , solo due, che conducono all’illuminazione: una è la meditazione e l’altra è l’amore. La via della saggezza e la via della devozione. L’amore ha bisogno dell’altro, con la meditazione si può fare da soli.

https://www.meditare.net/wp/?p=31771

Prendersi la responsabilità di se stessi – Osho


Se ti assumi la responsabilità di te stesso, non puoi essere un egoista, perché essere un egoista significa semplicemente che sei profondamente addormentato e non puoi assumere alcuna responsabilità. La responsabilità giunge con la consapevolezza, con l’attenzione.

https://www.meditare.net/wp/?p=31107

GENESIS | Live at Wembley (England, 1987)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qAdh85n1MjM]

I Genesis sono un gruppo progressive rock britannico, cresciuto e affermatosi all’interno del vasto movimento del rock progressivo. Sono considerati una delle band più importanti e innovative della storia del rock.

Durante la loro carriera, hanno venduto più di 150 milioni di dischi in tutto il mondo, inserendosi nella lista dei trenta artisti di maggior successo commerciale di tutti i tempi.

Nel corso della propria storia il gruppo ha subito diversi cambiamenti di formazione, mantenendo tuttavia inalterata la presenza di Tony Banks (alle tastiere) e Mike Rutherford (al basso e alle chitarre). Le formazioni più celebri e riconosciute sono due: la prima, quella dell’affermazione negli anni settanta, comprendeva Phil Collins, Mike Rutherford, Tony Banks, Steve Hackett e Peter Gabriel; la seconda, quella degli anni ottanta e novanta, Phil Collins, Mike Rutherford e Tony Banks, con il costante supporto, durante i live, di Daryl Stuermer (chitarra elettrica e basso) e Chester Thompson (batteria e percussioni), che tuttavia non divennero mai membri ufficiali del gruppo. Quest’ultima formazione è anche la più longeva e quella che ha ottenuto il maggior successo commerciale. Nel corso del tempo hanno poi fatto parte della band molti musicisti provenienti da diverse esperienze musicali.

Abili esecutori e abilissimi compositori, i Genesis vantano anche una larga produzione di materiale dal vivo, testimoniata da numerosi album live, sia ufficiali che bootleg.

https://it.wikipedia.org/wiki/Genesis

Genesis are an English rock band formed in Godalming, Surrey in 1967, with Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford, Anthony Phillips and Chris Stewart as founding members. The band has had numerous line-ups throughout its history, of which eleven musicians became full time members. Its most recent formation comprised two founding members — keyboardist Tony Banks and bassist/guitarist Mike Rutherford — and drummer/singer Phil Collins, who joined in 1970. Genesis are one of the best selling music artists of all time with approximately 130 million records sold worldwide.[2] They were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2010.

Formed by five pupils at Charterhouse School, Genesis were initially regarded as a “pop experiment” as evident by their debut album, From Genesis to Revelation(1969).[3] They evolved into a progressive rock band with Trespass (1970) and Nursery Cryme (1971), which showcased longer tracks, fantasy inspired lyrics, and complex song structures and instrumentation – the latter featured the debut of Collins on drums and new lead guitarist Steve Hackett. Their success continued withFoxtrot (1972), which features the 23-minute track “Supper’s Ready“, and Selling England by the Pound (1973). Genesis concerts during this time became theatrical experiences with stage design, pyrotechnics, story telling, and singer Peter Gabriel wearing make-up and costumes. In 1975, after touring in support of their doubleconcept album The Lamb Lies Down on Broadway (1974), Gabriel left the band. Collins would handle drums, percussion, drum machine (starting in 1980) and lead vocals on their subsequent studio albums, of which three more were released in the 1970s: A Trick of the Tail (1976), Wind & Wuthering (1976), and …And Then There Were Three… (1978). The single “Follow You Follow Me” from the latter was a major international success and represented a change in their musical direction, becoming more pop-oriented and commercially accessible.

In 1980, Genesis scored their first UK No. 1 album with Duke (1980). Their commercial success grew with further UK No. 1 albums Abacab (1981) and Genesis (1983), which coincided with Collins’s increasing popularity as a solo artist. The band peaked with Invisible Touch (1986), their best-selling album, from which all five singles released entered the top five on the U.S. Billboard Hot 100 chart, with “Invisible Touch” reaching the No. 1 spot. In 1991, after a five-year break, Genesis continued their mainstream success with We Can’t Dance (1991), which contained the worldwide hit single “I Can’t Dance“. In 1996, Collins departed the band, which led to Ray Wilsontaking his place on vocals. Wilson, Banks and Rutherford released Calling All Stations (1997), which sold well in Europe but peaked at No. 53 in the U.S., their lowest charting album since 1974. Following a European tour in 1998, the band went on hiatus.

In 2006, Banks, Rutherford and Collins reunited for the 2007 Turn It On Again Tour, which included a free concert in Rome that was attended by 500,000 people. The future of the band remains uncertain; Collins stated that he was retiring from the music industry in 2011 but has since indicated he is considering a return,[4] whilst Banks indicated that Genesis had come to an end during an interview in 2012.[5] In 2014, Gabriel, Banks, Rutherford, Collins, and Hackett reunited for a BBC documentary,Genesis: Together and Apart.[6]

https://en.wikipedia.org/wiki/Genesis_(band)

 

The Animals – The Animals (US Album – 1964) Full Album


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=oEpuPUacKig]

Gli Animals sono stati una rock band britannica degli anni sessanta originaria di Newcastle.

Formatosi a Newcastle-upon-Tyne tra il 1962 e il 1963 dal nascente sodalizio di Eric Burdon con gli Alan Price Rhythm and Blues Combo, il gruppo iniziò ad esibirsi nei locali del circondario; a seguito del discreto successo ottenuto e grazie ai buoni uffici di Giorgio Gomelsky, manager degli Yardbirds, nel 1964 la formazione si trasferì aLondra, giusto in tempo per essere inserita nel novero della nascente corrente di gruppi passata alla storia come British invasion. Dopo le prime esibizioni, che vedevano in repertorio diversi brani del repertorio R&B e blues classico nonché di artisti come Jimmy Reed e John Lee Hooker, il gruppo riuscì a pubblicare il suo primo singolo, una versione rock di Baby, Let Me Follow You Down reintitolata per l’occasione Baby Let Me Take You Home.

Nel giugno del 1964 gli Animals pubblicano la loro prima hit, intitolata House of the Rising Sun e caratterizzata da arrangiamenti in cui spicca l’organo Vox Continentalsuonato da Alan Price. Il brano, un pezzo folk tradizionale (la prima versione registrata esistente è quella di Alger “Texas” Alexander e risale al 1928), è stato oggetto di numerose controversie per quanto riguarda il suo riarrangiamento nella versione odierna: ciò è dovuto al fatto che in quello stesso periodo diversi artisti come Bob Dylaned il chitarrista blues Josh White avevano nel proprio repertorio questo pezzo.

Durante i loro primi anni, sotto la direzione del produttore Mickie Most, gli Animals ricorsero di frequente alla pubblicazione su 45 giri di cover di canzoni pop, come Bring It On Home to Me di Sam Cooke e Don’t Let Me Be Misunderstood di Nina Simone. Discorso differente invece per gli LP, caratterizzati da sonorità molto più vicine alblues ed al R&B: esempi ne sono brani come Boom Boom di John Lee Hooker e I Believe to My Soul di Ray Charles. Fu proprio in quel periodo che si definì il sound caratteristico del gruppo incentrato sulla voce potente e profonda di Burdon e su un uso delle tastiere più esteso rispetto a quello delle chitarre.

Dal maggio del 1965 il gruppo iniziò a disgregarsi: Price abbandonò a causa di motivi musicali, vista la sua intenzione di dedicarsi alla carriera solista, nonché personali (si dice che avesse paura degli aerei). Alan Price fu sostituito da Dave Rowberry prima della registrazione dei brani We’ve Got to Get Out of This Place and It’s My Life. Nel febbraio del 1966 Steel abbandonò il gruppo e venne sostituito da Barry Jenkins; in quello stesso periodo vide la luce l’ultima hit del gruppo, una cover della canzone Don’t Bring Me Down di GoffinKing. Il colpo di grazia giunse solo alcuni mesi dopo, quando la band decise di sciogliersi a causa di problemi finanziari dovuti alla cattiva gestione del manager Mike Jeffery.

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Animals

The Animals were a British band of the 1960s, formed in Newcastle upon Tyne during the early part of the decade. The band moved to London upon finding fame in 1964. The Animals were known for their gritty, bluesy sound and deep-voiced frontman Eric Burdon, as exemplified by their signature song and transatlantic No.1 hit single, “The House of the Rising Sun“, as well as by hits such as “We Gotta Get out of This Place“, “It’s My Life“, “I’m Crying” and “Don’t Let Me Be Misunderstood“. The band balanced tough, rock-edged pop singles against rhythm and blues-oriented album material. They were known in the US as part of the British Invasion.

The Animals underwent numerous personnel changes in the mid-1960s and suffered from poor business management. Under the name Eric Burdon and the Animals, the much-changed act moved to California and achieved commercial success as a psychedelic and hard rock band with hits like “San Franciscan Nights“, “When I Was Young” and “Sky Pilot“, before disbanding at the end of the decade. Altogether, the group had ten Top Twenty hits in both the UK Singles Chart and the US Billboard Hot 100.

The original lineup had brief comebacks in 1975 and 1983. There have been several partial regroupings of the original era members since then under various names. The Animals were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1994.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Animals

Le dimensioni dell’Amore


Le dimensioni dell’Amore

Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente. La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l’altro ad una merce. Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi. Ecco perché l’amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso, apre soltanto le porte dell’inferno.

La seconda è l’indipendenza. Questo accade una volta ogni tanto. Ma anche questa possibilità porta infelicità, perché il conflitto è costante. Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi. Essi danno libertà all’altro, ma essa è più simile all’indifferenza che alla libertà. Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale. Entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell’altro, perchè entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all’amore.

La terza possibilità è l’interdipendenza. Accade assai raramente, ma ogni volta che accade, una parte di paradiso cade sulla terra. Accade tra due persone: né dipendenti, né indipendenti, ma in profonda sincronia tra loro; come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.

Solo in questo caso è amore.

Osho  Bhagwan Shree Rajneesh

Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Le dimensioni dell’amore.

«Rajneesh» n. 13, dicembre 1983-marzo 1984

Libreria Editrice Psiche, Torino.

Pp. 48, 6,20 euro.

ISBN 88-85142-10-9


Da che cos’è l’amore

Domanda: Perché la gente ha così paura di essere amata?

Bhagwan: La domanda è stata posta da Krishna Gopa.

La gente ha paura di essere amata, perché l’amore porta infelicità.

L’amore porta con sé bugie. L’amore porta con sé prigionia; l’amore comporta schiavitù, l’amore distrugge la libertà. Per questo la gente ha paura.

E allo stesso tempo la gente non può restare senza amore perché è un nutrimento indispensabile. Per questo ricercano spasmodicamente l’amore, desiderano amare ed essere amati. Non riescono a restare soli. Ma nel momento in cui incontrano una persona, l’altro – l’uomo, la donna – si impauriscono, perché sanno che ora stanno entrando in una gabbia.

E questo accade perché l’amore non è ancora libero da condizioni: ecco perché la gente ha paura dell’amore. E poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi, la gente ne ha ancora più paura: si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale. E allo stesso tempo non possono restarne senza, perché è un nutrimento indispensabile all’anima. E di fatto è proprio per questo che la gente ha imparato a sfruttarlo; proprio perché è un nutrimento indispensabile per l’anima. Se non fosse stato un bisogno così primario, non ci sarebbe stato nessuno sfruttamento. L’amore è un bisogno così essenziale che lo puoi sfruttare, puoi porre delle condizioni. Puoi dire: «Ti amerò solo se fai questo. Ti amerò solo se amerai unicamente me, nessun altro, e questo per sempre. E ti amerò solo se accetterai queste mie condizioni». Questo è un mettere condizioni. E un uomo affamato le accetterà inevitabilmente. Inizierà a dire bugie, giocherà dei trucchi, inizierà ad essere falso. Inizierà a fare cose che non avrebbe mai voluto fare, e smetterà di fare le cose che avrebbe sempre voluto fare. E prima o poi arriverà a pensare che questo amore costa troppo caro; è meglio non essere in amore, è meglio essere solo.

Di conseguenza la gente continua a spostarsi dalla solitudine all’amore, e dall’amore alla solitudine. Quando sono soli sentono la fame, e quando sono insieme ne vedono la bruttura.

Mi hanno raccontato:

Il vecchio prete arrivò, alla fine, in paradiso e disse a San Pietro: «Basta lavoro. Ora posso riposarmi».

San Pietro assentì: «Scegliti la nuvoletta più soffice, e dormi. Te lo sei meritato».

Con un sospiro il sacerdote si tuffò nel tepore della nuvoletta scelta e si addormentò. Ma non riuscì a riposarsi perché ogni tanto una campanella, o una campana suonavano, svegliandolo. Per alcune ore riuscì a resistere, alla fine, prossimo ad una crisi di nervi, si alzò, corse da San Pietro a lamentarsi: «Riposo, riposo, ma come posso riposarmi? Questo è un inferno… e la campana più grossa suona proprio quanto sto per addormentarmi!!!».

«Mi dispiace, amico mio, ma non posso farci nulla. Dovrai abituarti. Vedi, in questo modo noi registriamo tutte le bugie che si dicono sulla terra. Ma ora che sai di che cosa si tratta, non ci farai più caso, vedrai… sogni d’oro!».

E fu proprio così: il prete si rituffò nella sua nuvoletta e si addormentò profondamente.

Ma all’improvviso, nel cuore della notte, venne un’esplosione di tuoni, e l’eco di milioni di campane soffocarono l’urlo di terrore del nostro povero pretino, che corse da San Pietro, tappandosi le orecchie come poteva. « Pietro, Pietro, salvami! Cosa succede?».

E Pietro è pronto a coprire le orecchie del povero prete con le sue amorevoli mani: «Povero caro. Vedi, questa è l’ora in cui gli amanti si incontrano e si sussurrano le loro bellissime frasi d’amore … » .

L’amore porta nella vita mille ed una bugia. È umiliante. Ci si sente in gabbia, imprigionati, compromessi. Ci si sente paralizzati, storpiati. In mille ed un modo ci si sente incatenati. Per questo, Gopa, la gente ha paura dell’amore.

Uno dei miei messaggi fondamentali è: non sfruttate mai l’amore. Questa sarà un’immensa rivoluzione religiosa nella vostra vita. Non sfruttate mai l’amore. Se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.

Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.

Non sfruttate l’amore. Ricordatelo, ogni volta che siete in amore. E dovrete sforzarvi di ricordarlo, perché per migliaia di anni l’uomo ha sfruttato l’amore, e questa è diventata un’abitudine.

Osho  Bhagwan Shree Rajneesh

★ ° ☾ °☆°☆ ¸. * ● ¸ .★


The size of Love

One is the addiction, the home of the majority of the people. The wife depends on her husband, the husband depends on his wife will take advantage and dominate each other, you have each other and reduce the other to a commodity. This is what happens in the world in 99% of cases. That’s why love, which should open the gates of paradise, only opens the gates of hell.

The second is independence. This happens once in a while. But even this possibility brings unhappiness, because the conflict is settled. No agreement is possible: both are completely independent and neither is ready to compromise. They give freedom to another, but it is more like indifference than freedom. Both live in their spaces and their relationship seems only superficial. Both are afraid to penetrate the depth of the other, because both are more attached to their freedom not to love.

The third possibility is interdependence. It happens very rarely, but every time this happens, a piece of heaven falling to earth. It happens between two people: neither employees, nor independent, but deep in sync with each other, as if breathed for each other, one soul in two bodies: Every time that happens, love happens.

Only in this case is love.

Osho Bhagwan Shree Rajneesh

Discourses of Bhagwan Shree Rajneesh. The dimensions of love.

“Rajneesh” No 13 December 1983-March 1984

Psyche Libreria Editrice, Torino.

Pp. 48, 6.20 €.

ISBN 88-85142-10-9

From what is love

Question: Why are people so afraid to be loved?

Bhagwan: The question was asked by Krishna Gopa.

People are afraid of love, because love brings misery.

Love brings with it lies. Love brings captivity, slavery comes with love, love destroys freedom. That’s why people are afraid.

And while people can not remain without love because it is a nutrient essential. That is frantically looking for love, want love and be loved.They can not be alone. But when they encounter a person, the other – man, woman – is scared because they know that they are now entering a cage.

This is because love is not free from conditions, which is why people are afraid of love. And because love brings with it countless compromises, people will have no fear: you have to make compromises such as to reach almost definitely lose your original face. And at the same time can not be without, because it is a nutrient essential to the soul. Indeed, this is precisely why people have learned to exploit it, because it is an essential nourishment for the soul. If it was not a primary need so, there would be no exploitation.Love is an essential need so that you can use, you can impose conditions. You can say, ‘I’ll love you if you do this. I’ll love you only if you love only me, nobody else, and this forever. And I will love them only if you accept my terms. ” This is a place conditions. And a hungry man will accept the inevitable. It will start to tell lies, play tricks, begin to be false. It will start to do things they would never have wanted to do, and stop doing the things he always wanted to do. And sooner or later come to believe that love costs too expensive, it is better not to be in love, it’s better to be alone.

As a result, people continue to move from loneliness to love, from love and loneliness. When I just feel hungry, and when they are together they see the ugliness.

They told me:

The old priest came in the end to heaven and said to St. Peter: “Just work. Now I can rest. “

St. Peter nodded, “Choose the softest puff and sleep. You deserve it. “

With a sigh the priest threw himself in the warmth of the cloud and the choice fell asleep. But he could not relax because every time a bell or a bell ringing, waking him. For several hours he was able to resist in the end, next to a nervous breakdown, he got up and went to St. Peter’s to complain: “Rest, rest, but how can I rest? This is hell …and the largest bell sounds just what I’m about to fall asleep !!!».

“I’m sorry, my friend, but I can not help it. You’ll get used. See, this way we record all the lies that are said on earth. But now that you know what it is, there will no longer matter, you’ll see … pleasant dreams. “

It was precisely this: the priest plunged in its cloud and fell fast asleep.

But suddenly, in the middle of the night was an explosion of thunder, and the echo of millions of bells drowned the cries of terror of our poor little priest, who ran St. Peter’s, plugging his ears as he could.”Peter, Peter, save me! What happens? “.

And Peter is ready to cover the ears of the poor priest with his loving hands, “Poor dear. See, this is the time when lovers meet and whisper their beautiful words of love … ‘.

Love brings to life a thousand and one lie. It’s humiliating. You feel caged, imprisoned, compromise. You feel paralyzed, crippled. In a thousand and one way it feels chained. For this reason, Gopa, people are afraid of love.

One of my key messages is: untapped ever love. This will be a huge religious revolution in your life. Untapped ever love. If someone loves you, does not introduce any condition. If you love someone, storpiatelo. Let your love expand, the other gives more space than they have ever had when he was alone. Feed him, but not poisoned his food, not possedetelo. Let me be free, freer than ever before. In this case, love will grow into a deep intimacy.

When love brings freedom, comes down to greater depths. When love makes you feel more respected, not humiliated, not destroyed, but argued, when love makes us feel nourished, free, then descends to greater depths. In this case it becomes prayer. Experience becomes higher, the highest of life.

Not exploited love. Remember, whenever you’re in love. And you have to force yourself to remember it, because for thousands of years man has used love, and this has become a habit.

Osho Bhagwan Shree Rajneesh



Mink DeVille – Full Concert – 06/07/78 – Winterland


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=rFkaQeoie34]

I Mink DeVille sono stati un gruppo musicale statunitense originario di New York formatosi nel 1977, formati nel periodo di nascita del punk newyorkese e del quale hanno fatto parte hanno saputo fondere molti elementi della tradizione americana come il soul, il rhythm and blues, il blues ed il cajun.[1]

Figura centrale del gruppo è stato il cantautore Willy DeVille che dopo un soggiorno a Londra alla ricerca del successo, ritorna in patria trasferendosi a San Francisco. Qui forma il nucleo originario del gruppo con Ruben Siguenza (basso) e Tom “Manfred” Allen (batteria). Dopo alcuni mesi passati suonare nei locali della zona leggono un articolo sui Ramones che li spinge a trasferirsi a New York. Nel gruppo entrò il quarto membro, il chitarrista Louie X. Erlanger. Incidono alcuni brani per la compilationLive at CBGB’s, ma sarà l’incontro con il produttore Jack Nitzsche che li porterà alla pubblicazione dell’album di debutto Cabretta nel 1977, e da cui viene estratto il singolo Spanish Stroll che raggiunge il 20º posto nella UK chart.

L’anno seguente pubblicano il seguito, Return to Magenta, sempre per la Capitol. Ma il leader è desideroso di apportare radicali cambiamenti alla sua musica, assieme al solo Erlanger parte per Parigi dove realizza Le Chat Bleu (1980). In questo album DeVille scrive tre brani insieme al maestro Doc Pomus, il rock and roll degli esordi si alterna a ballate in stile doo wop anni 50.[2]

L’anno successivo ritorna a New York per il successivo disco, passa alla Atlantic Records e incide Coup de Grâce che viene prodotto di nuovo da Jack Nietzsche ed è intriso sia di rock and roll come di soul con l’apporto decisivo di Louis Cortelezzi al sax e Kenny Margolis alle tastiere ed alla fisarmonica, mentre Rick Borgia è alle chitarre e Tommy Price alla batteria. Tra i brani: Maybe Tomorrow, Love & Emotion e la reinterpretazione stravolta di You Better Move On di Arthur Alexander.

Nel 1983 pubblica il quinto album Where Angels Fear to Tread, il gruppo è quello collaudato dell’album precedente con l’aggiunta ai cori di Gato Barbieri. Prosegue il discorso dell’album precedente dove il soul si unisce al rock and roll con l’aggiunta di nuove sfumature salsa ed ispaniche.

L’ultimo album a nome Mink DeVille è Sportin’ Life del 1985, che si può già considerare un album solista visto che i componenti del gruppo sono assunti per l’occasione, il risultato non è convincente con accenni synthpop datati e drum machine che affossano l’intensità di alcune canzoni malgrado l’apporto di Doc Pomus.[3]

L’album successivo Miracle (1987) esce già a nome WillyDeVille e vanta la collaborazione di Mark Knopfler.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mink_DeVille

Mink DeVille (1974–86) was a rock band known for its association with early punk rock bands at New York’s CBGB nightclub and for being a showcase for the music ofWilly DeVille. The band recorded six albums in the years 1977 to 1985. Except for frontman Willy DeVille, the original members of the band played only on the first two albums (Cabretta and Return to Magenta). For the remaining albums and for tours, Willy DeVille assembled musicians to play under the name Mink DeVille. After 1985, when Willy DeVille began recording and touring under his own name, his backup bands were sometimes called “The Mink DeVille Band,” an allusion to the earlier Mink DeVille.

Rock and Roll Hall of Fame songwriter Doc Pomus said about the band, “Mink DeVille knows the truth of a city street and the courage in a ghetto love song. And the harsh reality in his voice and phrasing is yesterday, today, and tomorrow — timeless in the same way that loneliness, no money, and troubles find each other and never quit for a minute

http://en.wikipedia.org/wiki/Mink_DeVille

Best of Little Feat


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=y0WeIOxZdnw&list=PLfglF4thZmZdWAAvs4fbIPrMnlZAZ_176]

Little Feat è un gruppo rock statunitense formato nel 1969 dal cantautore, cantante e chitarrista Lowell George e dal tastierista Bill Payne a Los Angeles. Il gruppo si sciolse nel 1979, prima della morte di George, e si riformò nove anni dopo[1]. Nella loro musica coesistono influenze blues, R&B, country, funk e rock and roll[1 

Lowell George incontrò Payne quando George era un membro dei Mothers of Invention di Frank Zappa. Payne fece un’audizione per i Mothers, ma non s’unì al gruppo. A loro si affiancarono l’ex bassista dei Mothers Roy Estrada e il batterista Richie Hayward della band precedente di George, The Factory. Il nome del complesso fu preso da un commento fatto dal batterista dei Mothers Jimmy Carl Black sui “little feet” (piedi piccoli) di Lowell.

Ci sono tre aneddoti sulla nascita dei Little Feat. Uno è che George presentò a Frank Zappa la sua canzone Willin’, e che Zappa lo licenziò dai Mothers perché sentì che George aveva troppo talento per esser semplicemente un membro del gruppo, e gli disse di formarsi una sua propria band. La seconda versione è che Zappa lo licenziò per aver suonato un assolo di chitarra per 15 minuti con l’amplificatore spento! La terza versione dice che Zappa lo allontanò perché Willin’ conteneva riferimenti alla droga. Ironicamente, quando Willin’ fu incisa per il primo, eponimo album dei Little Feat, George si ferì alla mano e non poté suonare, così Ry Cooder lo rimpiazzò e suonò la sua parte. Ciò fu una ragione perchéWillin’ venne re-incisa e inclusa nel loro secondo album Sailin’ Shoes. Quest’ultimo è stato anche il primo disco dei Little Feat a contenere disegni di copertina di Neon Park, che disegnò quella di Weasels Ripped My Flesh di Zappa.

I primi due album, Little Feat e Sailin’ Shoes, ricevettero un’acclamazione quasi unanime. La canzone di George Willin’ divenne un punto di riferimento, resa poi popolare dalla sua inclusione nell’album Heart Like a Wheel di Linda Ronstadt

La mancanza di successo commerciale portò comunque alla divisione del gruppo, con Estrada che se ne andò per unirsi alla Magic Band di Captain Beefheart. Nel 1972 i Little Feat si riformarono, con il bassista Kenny Gradney a sostituire Estrada. La band aggiunse anche un altro chitarrista/cantante, Paul Barrere, e il percussionista Sam Clayton. Questa nuova formazione cambiò radicalmente il sound del complesso, virando verso il New Orleans funk. Il gruppo proseguì registrando Dixie Chicken (1973) uno dei loro album più conosciuti, che includeva influenze e stili musicali di New Orleans, come pure Feats Don’t Fail Me Now (1974), che era un tentativo in studio di catturare parte dell’energia dei loro concerti dal vivo. I membri dei Rolling Stones e dei Led Zeppelin erano tra i fan fedeli dei Feat, dando prova della loro influenza musicale. Mick Taylor, ad esempio, può essere ascoltato come ospite in Waiting for Columbus. Lowell George era rispettato per il suo genio idiosincratico, per creare melodie e testi sofisticati, e per il suo alto standard di produzione. Però egli è probabilmente ricordato di più per il suo esuberante, unico, slide style, caratterizzato da linee di legato sostenute, cristalline. La sua voce calda, espressiva ha influenzato molti artisti.

L’uscita di The Last Record Album nel 1975 segna un altro cambiamento nelle sonorità dei Little Feat, con Barrere e Payne che cominciarono ad interessarsi al jazz-rock. Da questo album, la canzone All That You Dream fu utilizzata nell’ultima scena della serie TV The Sopranos. Il loro jazz venne in seguito esteso in Time Loves a Hero del 1977. Prima dell’incisione di The Last Record Album, il batterista Ritchie Hayward ebbe un incidente motociclistico e la copertina del LP venne illustrata da copie dei suoi numerosi conti ospedalieri.

Lowell George continuò a produrre gli album, ma il suo contributo di cantautore diminuì quando il gruppo passò al jazz fusion. Nell’agosto 1977 i Little Feat registrarono un album live di successi al Rainbow Theatre di Londra e all’auditorium Lisner di Washington. Waiting for Columbus è considerato da numerosi critici musicali uno dei migliori dischi dal vivo di tutti i tempi; uscì nel 1978, anno da cui divenne chiaro che l’interesse di George per la band stava calando, come anche la sua salute. George lavorò un po’ a quello che sarebbe divenuto Down On the Farm, invece incise un album solo, Thanks, I’ll Eat It Here, e annunciò che i Little Feat si erano sciolti.
Durante il tour di Thanks, I’ll Eat It Here del giugno 1979, George venne trovato morto nella sua stanza di hotel ad Arlington, Virginia. L’autopsia rivelò che la morte fu causata da attacco cardiaco: è probabile che il peso di George, l’uso di droga, e la fatica del tour abbiano contribuito al decesso.
I membri rimasti terminarono e incisero Down on the Farm, prima di sciogliersi nel 1979. Un retrospettivo album doppio, compilation di registrazioni rare e tracce dal vivo, Hoy-hoy, uscì nel 1981.

http://it.wikipedia.org/wiki/Little_Feat

Little Feat is an American rock band formed by singer-songwriter, lead vocalist and guitarist Lowell George and keyboardist Bill Payne in 1969 in Los Angeles.

Although the band has undergone several changes in its lineup, the music remains an eclectic blend of rock and roll, blues, R&B, boogie, country, folk, gospel, soul, funkand jazz fusion influences.

Guitarist Jimmy Page stated Little Feat was his favorite American band in a 1975 Rolling Stone interview. 

Lowell George met Bill Payne when George was a member of Frank Zappa‘s Mothers of Invention. Payne had auditioned for the Mothers, but had not joined. They formed Little Feat along with former Mothers’ bassist Roy Estrada and drummer Richie Hayward from George’s previous band, the Factory. Hayward had also been a member of the Fraternity of Man whose claim to fame was the inclusion of their “Don’t Bogart Me” on the million-selling Easy Rider film soundtrack. The name of the band came from a comment made by Mothers’ drummer Jimmy Carl Black about Lowell’s “little feet”. The spelling of “feat” was an homage to the Beatles.

There are three stories about the genesis of Little Feat. One has it that George showed Zappa his song “Willin’,” and that Zappa fired him from the Mothers of Invention, because he felt that George was too talented to merely be a member of his band, and told him he ought to go away and form his own band. The second version has Zappa firing him for playing a 15-minute guitar solo with his amplifier off. The third version says that Zappa fired him because “Willin'” contains drug references (“weed, whites and wine”). George often introduced the song as the reason he was asked to leave the band. On October 18, 1975 at the Auditorium Theater in Rochester New York while introducing the song, George commented that he was asked to leave the band for “writing a song about dope”.[3] 

In any version, Zappa was instrumental in getting George and his new band a contract with Warner Bros. Records. The eponymous first album delivered to Warner Bros. was recorded mostly in August and September 1970, and was released in January 1971. When it came time to record “Willin’,” George had hurt his hand in an accident with a model airplane, so Ry Cooder sat in and played the song’s slide part. Lowell’s accident is referenced on the cover art of the band’s 1998 album Under the Radar. “Willin'” would be re-recorded with George playing slide for Little Feat’s second album Sailin’ Shoes, which was also the first Little Feat album to include cover art by Neon Park, who had painted the cover for Zappa’s Weasels Ripped My Flesh.

Sometime during the recording of the first two albums, the band members along with ex-Mothers of Invention drummer Jimmy Carl Black (“the Indian of the group”) backed soul singer Nolan Porter on his first album, No Apologies.

The first two albums received nearly universal critical acclaim, and “Willin'” became a standard, subsequently popularized by its inclusion on Linda Ronstadt‘s album Heart Like a Wheel.

Lack of commercial success led, however, to the band splitting up, with Estrada leaving to join Captain Beefheart‘s Magic Band. In 1972 Little Feat reformed, with bassist Kenny Gradney replacing Estrada. The band also added a second guitarist, Paul Barrere, who had known George since they attended Hollywood High School in California, and percussionist Sam Clayton. Both Barrere and Clayton added vocals on many songs, although all the band members provided backing vocals in various tunes. 

This new lineup radically altered the band’s sound, leaning toward New Orleans funk. The group went on to record Dixie Chicken (1973)—one of the band’s most popular albums, which incorporated New Orleans musical influences and styles—as well as Feats Don’t Fail Me Now (1974), which was a studio-recorded attempt to capture some of the energy of their live shows. (The name of the latter album pays homage to the Fats Waller song.)

In 1973, Payne, Gradney, Barrere, Clayton and George (credited as George Lowell) collaborated with jazz drummer Chico Hamilton on his Stax album Chico the Master, which is a strong showcase for the band’s leanings toward funk and R&B. In 1974 Lowell George, along with the Meters and other session musicians, backedRobert Palmer on his Island Records debut solo release Sneakin’ Sally Through the Alley which opened with George’s “Sailing Shoes.” The whole band chipped in on Palmer’s 1975 release, Pressure Drop, which contained another George composition, “Trouble.” 1976’s Some People Can Do What They Like, his third opus, opened with the Bill Payne/Fran Tate composition “One Last Look,” and later featured Lowell’s “Spanish Moon,” although George and Kenny Gradney sat this one out.

The release of The Last Record Album in 1975 signaled another change in the Little Feat sound, with Barrere and Payne developing an interest in jazz-rock. Prior to the recording of The Last Record Album, drummer Richie Hayward had a motorcycle accident and the liner to the LP release of The Last Record Album was decorated with copies of his many hospital bills. Also present was evidence of a late change to the running order of tracks: the lyrics for Barrere’s song “Hi Roller” were printed on the sleeve, but scored out, and the words “maybe next time” scrawled over them. Sure enough, “Hi Roller” was the first track on the subsequent album Time Loves a Hero.

George continued to produce the albums, but his songwriting contribution diminished as the group moved into jazz fusion, a style in which he had little interest. In August 1977, Little Feat recorded a live album from gigs at the Rainbow Theatre in London and Lisner Auditorium in Washington, DC. Waiting for Columbus is considered by many rock music critics to be one of the best live albums of all time, despite the fact that significant portions of George’s vocals and slide work were over-dubbed later in the studio.[4] It was released in 1978, by which time it had become apparent that Lowell George’s interest in the band was waning, as was his health.

George did some work on what would eventually become Down on the Farm but then declared that Little Feat had disbanded. In an interview with Bill Flanagan (for the book Written in My Soul) conducted eleven days before his death, George made it clear that he felt the demise of Little Feat was due to his having allowed the band to be run democratically, with the result that Payne and, to a lesser extent, Barrere, had a presence as songwriters and in production which was disproportionate to their abilities. George was particularly scathing about Payne’s attempts at jazz/fusion, citing an instance when Payne jammed with Weather Report on a TV show and dropped “into one of his ‘Day at the Dog Races’. I just got out of there as fast as I could. It was embarrassing”. In the same interview, George stated that he planned to reunite Little Feat without Payne and Barrère.[5]

At this time Warner Bros. released George’s only solo album, Thanks, I’ll Eat It Here, for which he had signed a contract in 1975. The album was mostly a collection of cover versions that George had been working on as a side project for several years and, in his biography, Rock And Roll Doctor, Mark Brend states that George had hinted he only signed the solo contract in order to obtain funds to finance Little Feat (and Bill Flanagan states in Written in My Soul that George “didn’t want his audience to assume a collection of other people’s material marked the direction of Lowell George’s solo career”).

While touring in support of his solo album in June 1979, at the age of 34, George collapsed in his hotel room in Arlington, Virginia. An autopsy determined the cause of death was a heart attack, although it is considered likely that George’s excess weight, (formerly chronic) drug use, and the strain of touring contributed to his condition.

The surviving members finished and released Down on the Farm before disbanding in 1979. A subsequent retrospective double album compilation of rare outtakes and live tracks, Hoy-Hoy!, was released in 1981. The album is an overview of the history and sound of Little Feat and includes a cover of the Hank Williams song “Lonesome Whistle”.

Barrere, Clayton, Gradney and Hayward performed several shows as Barrere, Clayton, Gradney and Hayward in 1981 and 1982.[6]

Barrere then released two solo albums, 1983’s On My Own Two Feet (Mirage) and 1984’s Real Lies (Atlantic). Richie Hayward was the drummer on Robert Plant‘s 1985 funk and new wave flavoured Shaken ‘n’ Stirred (Es Paranza). Payne has always been a popular and busy session musician, as well as a songwriter, and during the band’s first hiatus performed on a variety of albums by many famous musicians includingJ.J. Cale, the Doobie Brothers, Emmylou Harris, Pink Floyd, Bob Seger, Linda Ronstadt, Jackson Browne, James Taylor, Bonnie Raitt, and Stevie Nicks. He was a guest performer on Raitt’s Sweet Forgiveness in 1977, which featured his composition “Takin’ My Time.”

http://en.wikipedia.org/wiki/Little_Feat

 

R.E.M. – Best of R.E.M. – In Time (1988 – 2003) – Full album.


I R.E.M. sono stati un gruppo rock statunitense attivo dal 1980 al 2011.[2]

Formatosi ad Athens (Georgia) il 5 aprile 1980 (data riconosciuta dalla stessa band come atto di fondazione vera e propria del gruppo, che provava assieme sotto diversi nomi già dal 1979), la sigla R.E.M. sta per rapid eye movement, la fase del sonno in cui si sogna; i componenti del gruppo scelsero tale nome anche perché “suonava bene”. La pronuncia inglese è lettera per lettera (/ɑː iː ɛm/), ma in italiano viene generalmente pronunciata come acronimo (“rèm”).

Nell’arco degli ultimi 25 anni, i R.E.M. sono stati riconosciuti come uno dei gruppi più importanti per la definizione dell’estetica della musica underground e indie degli Stati Uniti.[3] La loro influenza, infatti, si estende ancora oggi su moltissime formazioni, etichette e scene musicali.[4]

Il gruppo ha virtualmente definito l’espressione “rock alternativo” degli anni ottanta (college rock)[5], dimostrando alle stazioni radio, un po’ alla volta, che trasmettere brani con prevalente uso delle chitarre non era una cosa negativa.[6]

Nella loro trentennale carriera hanno venduto all’incirca 85 milioni di dischi.[7]

http://it.wikipedia.org/wiki/R.E.M._%28gruppo_musicale%29

R.E.M. was an American rock band from Athens, Georgia, formed in 1980 by singer Michael Stipe, guitarist Peter Buck, bassist Mike Mills, and drummer Bill Berry. One of the first popular alternative rock bands, R.E.M. released its first single, “Radio Free Europe“, in 1981 on the independent record label Hib-Tone. The single was followed by the Chronic Town EP in 1982, the band’s first release on I.R.S. Records. In 1983, the group released its critically acclaimed debut album, Murmur, and built its reputation over the next few years through subsequent releases, constant touring, and the support of college radio. Following years of underground success, R.E.M. achieved a mainstream hit in 1987 with the single “The One I Love“. The group signed to Warner Bros. Records in 1988, and began to espouse political and environmental concerns while playing large arenas worldwide.

By the early 1990s, when alternative rock began to experience broad mainstream success, R.E.M. was viewed by subsequent acts such as Nirvana and Pavement as a pioneer of the genre and released its two most commercially successful albums, catapulting it to international fame, Out of Time (1991) and Automatic for the People(1992), which veered from the band’s established sound. R.E.M.’s 1994 release, Monster, was a return to a more rock-oriented sound, but still continued its run of success. The band began its first tour in six years to support the album; the tour was marred by medical emergencies suffered by three band members. In 1996, R.E.M. re-signed with Warner Bros. for a reported US$80 million, at the time the most expensive recording contract in history. Its 1996 release, New Adventures in Hi-Fi, though critically acclaimed, fared worse commercially than expected. The following year, Bill Berry left the band, while Buck, Mills, and Stipe continued the group as a trio. Through some changes in musical style, the band continued its career into the next decade with mixed critical and commercial success, despite having sold more than 85 million records worldwide and becoming one of the world’s best-selling music artists of all time.[4] In 2007, the band was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame. R.E.M. disbanded amicably in September 2011, announcing the split on its website.

http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=R.E.M.&oldid=655457124

Sfumature poetiche


amorepace Riflessi di poesia Fantasia che nulla costa, scacciata a volte come fosse follia. Sorriso nel cuore che regala speranze incupito da realtà logore che non donano respiro Indossa i sogni,falli volare e sarai più vivo. © Poetyca In note colorate, pensieri, respiri nel tempo che hanno lasciato addosso emozioni. Provo a condividere il mio sentire

Raccolta di Poesie di Poetica

Percorso di interiorità avvenuto tra  il 1998 ed il 2015.

Sfumature poetiche

Archivio annuale

Anno 1983 Anno 1999 Anno 2000

Anno 2001 Anno 2002 Anno 2003

Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006

Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009

Dedicato a chi ha colpito il mio sentire, chi mi ha regalato sensazioni e riflessioni e a chi in esse si riconosce.Se qualcosa resta,se briciole rimangono In chi mi legge nulla è stato vano. Ovunque si posi il tuo sguardo, vedi la natura intorno,ovunque tu vada hai un sentiero. Ovunque tu sia cerca nel cuore. Tutto è vibrazione, musica, un’unica fonte.Tutto è AMORE, non lo tenere per te,non servirebbe a nulla, regalalo.


Reflections of Fantasy poetry that costs nothing, sometimes driven away like crazy. Smile in your heart that gives hope darkened by shabby reality that give breath Wear dreams, make them fly and be more alive. © Poetyca In colored notes, thoughts, breathe in the time left on emotions. I try to share my feeling

Portrait

Of

Woman

Collection of Poems Poetry

Inner path occurred between 1998 and 2010.

Dedicated to those who hit my feelings, who gave me feelings and thoughts in them and who riconosce.Se something is, if people read my crumbs remain in nothing is in vain. Wherever you lay your eyes, see the nature around wherever you go you have a path. Wherever you look in my heart. Everything is vibration, music, single font .All is LOVE, not hold for you, would serve no purpose, given away.

Sfumature poetiche

(Universal love)


Menù sito Poetyca

Ritratto di Donna Attimi intensi

Oceano orizzonte Il sacchetto dei sogni

Infiniti spazi Frammenti di vita

Voci e Armonie Brezze e piume


Bookmark and Share


Vivi la Gioia! La fertile base dell’accettazione


🌸Quando le cose vanno male, accettazione è prendere atto di come ci sentiamo a riguardo e usare le nostre emozioni come propulsore per il cambiamento. Le nostre sfide sono le più grandi maestre: non è scappando da loro che cresciamo, ma accogliendole e sentendole parte del nostro personale viaggio. È proprio grazie alle sfide che ogni giorno siamo qualcosa di più.🌸

Continua qui:

http://wp.me/p3VcTF-2NK

I giardini zen


🌸Curare un giardino zen è come curare la propria salute, coccolarsi. Sposare la filosofia zen non può far altro che creare benefici alla salute umana. In apparenza, per chi non la conosce, la cura di questo giardino potrà apparire noiosa o monotona ma, secondo gli esperti, lo studio degli elementi essenziali del paesaggio zenaiuta l’individuo ad entrare in contatto con il suo io più profondo, quello più nascosto dalla superficie. E’ in grado di donare calma, di ripristinare la concentrazione perduta e riordinare la pace che alberga in noi.Il rituale zen è dominato dall’elemento del silenzio, della non parola, che invoglia alla meditazione e alla contemplazione, cosicché il benessere possa farsi strada nell’animo umano.🌸

Articolo su:

http://wp.me/p4VJPR-12u

I CHAKRA


🌸Nei testi tradizionali si parla di 88.000 chakra. Ciò vuol dire che non esiste praticamente parte del corpo umano, sia pure infinitesimale, che non funga da organo sensorio per la ricezione, la trasformazione e la trasmissione di energie. I chakra principali sono sette, sono situati lungo la colonna vertebrale e somigliano a dei vortici (il termine chakra è sanscrito e significa “ruota”), in continua rotazione. Ciascuno dei sette chakra viene a rappresentare un’area importante della salute fisica e psichica, che possiamo brevemente riassumere come segue: 1) sopravvivenza, 2) sessualità, 3) forza, 4) amore, 5) comunicazione, 6) intuizione e 7) cognizione. Essi, tramite la loro rotazione, attraggono energie che possono essere immagazzinate o disperse .🌸

Testo qui:

http://wp.me/P3eOm4-5a

Separazioni: accettare, sì. Ma cosa?


🌸L’accettazione che siamo chiamati a maturare dopo una separazione è un processo interiore di evoluzione molto profonda, che non riguarda minimamente il prossimo. Possiamo partire dall’altro e in questo caso da un altro essere umano che ha condiviso temporaneamente una parte della propria vita con la nostra, solo per iniziare un percorso che ci conduca a conoscere meglio noi stessi.
E accettarci.🌸

Leggi l’articolo:

http://wp.me/p6i1jD-bi

Onde Celebrali Entrare nel Profondo


Tutti gli stati della nostra coscienza sono dovuti all’attività elettrochimica del cervello
che si manifesta attraverso onde elettomagnetiche, misurabili con scansione celebrale (elettroencefalogramma o EEG) Gli esseri umani hanno diverse frequenze d’onda misurabili ,tanto più le onde celebrali sono lente , tanto più entriamo in profondità.
Le onde cerebrali sono fluttuazioni ritmiche delle tensioni fra i componenti del cervello. Tutti gli stati delle onde cerebrali sono presenti in quantità variabili in diverse parti del cervello. Lo stato di coscienza è relativo alle onde dominanti in un dato momento.

http://wp.me/p8wz1B-1c9

Praticare il silenzio


🌸Se volete sviluppare il vostro potere magnetico, non parlate troppo. Non parlate in continuazione. I discorsi inutili dissolvono il magnetismo e,inoltre, sono pericolosi perché chi parla troppo finisce sempre per dire la cosa sbagliata. Le parole sono simili a piccoli proiettili che escono dal cannone della bocca e hanno il potere di far crollare gli imperi o, se vengono pronunciate da un saggio, di portare la pace. La persona che parla troppo è superficiale e poco magnetica. Ma quando parla un saggio di poche parole,tutti lo ascoltano. 🌸

http://wp.me/p8EJlv-4q

Trova il tuo sorriso interiore – Fei Long, Aljoscha Long


🌸Il sorriso interiore è in voi, appena sotto la superficie. Quando ridete di cuore, quando vi disegnate sulle labbra un sorriso affettuoso e non forzato, quando provate un sentimento di gioia profonda, alla base c’è il sorriso interiore. Lo potete scoprire in ogni cosa bella.🌸

http://wp.me/p78Wfi-3p0