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ERIC CLAPTON Live at Budokan, Tokyo, 2001


Eric Patrick Clapton (IPA: [ˈɛɹɪk ˈpætɹɪk ˈklæptən]; Ripley, 30 marzo 1945) è un cantautore, chitarrista e compositore britannico.

Soprannominato «Slowhand» («Mano lenta») e «God» («Dio»), definito da Chuck Berry «The Man of the Blues» («l’uomo del blues»), Clapton è annoverato fra i chitarristi
blues e rock più famosi e influenti.

Nell’arco della sua lunga carriera, ha collaborato con altri artisti acclamati e ha militato in numerosi gruppi (The Yardbirds, John Mayall & the Bluesbreakers, Cream,
Blind Faith, Delaney & Bonnie, Derek and the Dominos) prima di affermarsi come solista, sperimentando nel corso degli anni svariati stili musicali, dal blues di matrice
tradizionale al rock psichedelico, dal reggae al pop rock.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Clapton
Eric Patrick Clapton, CBE (born 30 March 1945), is an English rock and blues guitarist, singer and songwriter. He is the only three-time inductee to the Rock and Roll
Hall of Fame: once as a solo artist and separately as a member of the Yardbirds and Cream. Clapton has been referred to as one of the most important and influential
guitarists of all time.[1] Clapton ranked second in Rolling Stone magazine’s list of the “100 Greatest Guitarists of All Time”[2] and fourth in Gibson’s “Top 50
Guitarists of All Time”.[3] He was also named number five in Time magazine’s list of “The 10 Best Electric Guitar Players” in 2009 [4]

In the mid-1960s, Clapton left the Yardbirds to play blues with John Mayall & the Bluesbreakers. Immediately after leaving Mayall, Clapton formed the power trio Cream
with drummer Ginger Baker and bassist Jack Bruce, in which Clapton played sustained blues improvisations and “arty, blues-based psychedelic pop”.[5] Furthermore, he
formed blues rock band Blind Faith with Baker, Steve Winwood, and Ric Grech. For most of the 1970s, Clapton’s output bore the influence of the mellow style of JJ Cale
and the reggae of Bob Marley. His version of Marley’s “I Shot the Sheriff” helped reggae reach a mass market.[6] Two of his most popular recordings were “Layla”,
recorded with Derek and the Dominos; and Robert Johnson’s “Crossroads”, recorded with Cream. Following the death of his son Conor in 1991, Clapton’s grief was expressed
in the song “Tears in Heaven”, which featured in his Unplugged album.

Clapton has been the recipient of 18 Grammy Awards, and the Brit Award for Outstanding Contribution to Music. In 2004, he was awarded a CBE at Buckingham Palace for
services to music.[7][8][9] In 1998, Clapton, a recovering alcoholic and drug addict, founded the Crossroads Centre on Antigua, a medical facility for recovering
substance abusers.

https://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Clapton

Cat Stevens Greatest Hits


Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens (Londra, 21 luglio 1948), è un cantautore britannico.

Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato.[2] Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.

All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome “Cat Stevens” dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London, e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album Matthew and Son e New Masters, che ottengono un tiepido successo soprattutto grazie a qualche singolo come I Love My Dog, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.

Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo: Lady D’Arbanville che arriva prima in Francia per quattro settimane, seconda nei Paesi Bassi ed ottava nel Regno Unito, Wild World, Father and Son, Morning Has Broken, Moonshadow, Peace Train tra le più celebri. Da segnalare la presenza tra i musicisti di artisti del calibro di Peter Gabriel (flauto in Katmandu) e Rick Wakeman, all’epoca quasi sconosciuti ai più.

Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti Don’t Be Shy e If You Want to Sing Out, Sing Out. Gli album successivi Catch Bull at Four, Foreigner, Buddha and the Chocolate Box e Numbers abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Yusuf Islam/Cat Stevens (2009)
Decisivo è in tal senso l’ingresso, nel gruppo di musicisti che accompagna Stevens, del tastierista Jean Roussell. Tra i brani di maggior successo di tali album vi sono Sitting, The Hurt e Oh Very Young. Nel frattempo Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.

Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora Isitzo e Back to Earth dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I versi satanici. In realtà Islam, il quale si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica. Questa controversia comunque gli avrebbe causato l’ostracismo di gran parte del mondo musicale per lungo tempo.

Nel 2004 Islam è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Yusuf Islam vive tuttora a Londra con sua moglie e i suoi cinque figli. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating il brano Father and Son, nel 2006 ha pubblicato l’album An Other Cup. Nel 2007 pubblica un DVD live, Yusuf’s Cafè Session, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album Roadsinger, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical, denominato Moonshadow, in world premiere a Melbourne, con 58 appuntamenti in Australia: il tour europeo è ancora da definire. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo dove propone Peace Train, Maybe There´s a World (con citazione di All You Need Is Love dei Beatles) e Father and Son e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album Tell ‘Em I’m Gone, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace train… late again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Cat Stevens

Yusuf Islam (born Steven Demetre Georgiou, 21 July 1948), commonly known by his former stage name Cat Stevens, is a British singer-songwriter, multi-instrumentalist, humanitarian, and education philanthropist. His 1967 debut album reached the top 10 in the UK, and the album’s title song “Matthew and Son” charted at number 2 on the UK Singles Chart. His albums Tea for the Tillerman (1970) and Teaser and the Firecat (1971) were both certified triple platinum in the US by the RIAA.

His 1972 album Catch Bull at Four spent three weeks at number one on the Billboard 200, and fifteen weeks at number one in the Australian ARIA Charts. He earned two ASCAP songwriting awards in 2005 and 2006 for “The First Cut Is the Deepest”, and the song has been a hit for four different artists. His other hit songs include “Father and Son”, “Wild World”, “Peace Train”, “Moonshadow”, and “Morning Has Broken”. In 2007 he received the British Academy’s Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection.

In December 1977, Stevens converted to Islam[10] and adopted the name Yusuf Islam the following year. In 1979, he auctioned all his guitars for charity[11] and left his music career to devote himself to educational and philanthropic causes in the Muslim community. He was embroiled in a long-running controversy regarding comments he made in 1989 about the death fatwa on author Salman Rushdie. He has received two honorary doctorates and awards for promoting peace from two organisations founded by Mikhail Gorbachev.

In 2006, he returned to pop music – releasing his first album of new pop songs in 28 years, titled An Other Cup. With that release and for subsequent ones, he dropped the surname “Islam” from the album cover art – using the stage name “Yusuf” as a mononym. In 2009, he released the album Roadsinger, and in 2014, he released the album Tell ‘Em I’m Gone, and began his first US tour since 1978. He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2014.

https://en.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

PJ Harvey


Polly Jean “PJ” Harvey (Yeovil, 9 ottobre 1969) è una cantautrice e musicista britannica.

https://it.wikipedia.org/wiki/PJ_Harvey

Polly Jean Harvey, MBE (born 9 October 1969), known as PJ Harvey, is an English musician, singer-songwriter, writer, poet, composer and occasional artist.Primarily known as a vocalist and guitarist, she is also proficient with a wide range of instruments including piano, organ, bass, saxophone, harmonica and, most recently, the autoharp.

Harvey began her career in 1988 when she joined local band Automatic Dlamini as a vocalist, guitarist, and saxophone player. The band’s frontman, John Parish, would become her long-term collaborator. In 1991, she formed an eponymous trio and subsequently began her professional career. The trio released two studio albums, Dry (1992) and Rid of Me (1993) before disbanding, after which Harvey continued as a solo artist. Since 1995, she has released a further six studio albums with collaborations from various musicians including John Parish, former bandmate Rob Ellis, Mick Harvey, and Eric Drew Feldman and has also worked extensively with record producer Flood.

Among the accolades she has received are the 2001 and 2011 Mercury Prize for Stories from the City, Stories from the Sea (2000) and Let England Shake (2011)[ respectively—the only artist to have been awarded the prize twice—eight Brit Award nominations, six Grammy Award nominations and two further Mercury Prize nominations. Rolling Stone awarded her 1992’s Best New Artist and Best Singer Songwriter and 1995’s Artist of the Year, and listed Rid of Me, To Bring You My Love (1995) and Stories from the City, Stories from the Sea on its 500 Greatest Albums of All Time list. In 2011, she was awarded for Outstanding Contribution To Music at the NME Awards.[10] In June 2013, she was awarded an MBE for services to music.

https://en.wikipedia.org/wiki/PJ_Harvey

Percorsi d’amore – Paths of Love


Percorsi d’amore

Espando adesso
questo mio sentire
oltre lo spazio, il tempo
le intemperie del cuore
dove immoto è l’essere
dove tutto è vibrazione
Mente in cerca
di tracce liquide
senza orme
senza paure
particelle atomiche
senza destinazione
Cuore alla deriva
dove il sogno
è denso
attimo prezioso
per chi ricerca il ritmo
senza perdere respiro
Estasi viva
parole inconcepibili
dove tutto inizia
dove nulla si perde
nell’eco infinite
di percorsi d’amore
05.01.2013 Poetyca
Paths of Love
I expand now
this my feeling
over the space, time
weather of the heart
where motionless it is being
where all is vibration
Mind looking for
traces of liquid
without footprints
without fear
atomic particles
no destination
Heart drifting
where the dream
is dense
precious moment
for those looking for the rhythm
without losing breath
Ecstasy alive
words inconceivable
where it all begins
where nothing is lost
in the echo endless
of paths of love
05.01.2013 Poetyca

Separatività – Separateness


Separatività
E’ difficile superare l’attaccamento al nostro sentire di avere ragioni, il nostro orgoglio ferito tenterebbe solo di urlare le proprie ferite o le parti che sente calpestate.
Una cosa che non si dovrebbe dimenticare è che si lavora per la pace interiore e per l’unità, questa non avrebbe senso se noi proiettiamo disgregazione e separazione da noi verso gli altri.
Gli altri sono parte di noi, infatti nell’interessere essi raccolgono quello che siamo e sappiamo comunicare. Se siamo persone mature ed in pace con noi stessi anche il nostro interagire è armonico, senza rabbia o accuse ad altri di cose che non li rappresentano. La proiezione su altri di nostre problematiche non risolte è una delle caratteristiche più frequenti, esse innestano la separatività generata dal non amore, difficilmente chi ha problemi con l’accogliere se stesso per quello che è, poi non è capace di accogliere gli altri. Eppure siamo tutti degni di pari dignità, di stesse opportunità e tutti conteniamo un seme di Luce, poi è nel lavoro personale il saper coltivare quel talento o lasciarlo sotterrato al buio del nostro ego per sempre.
©Poetyca
Separateness
It is difficult to overcome attachment to our feeling of having reasons, our wounded pride would attempt only to scream their wounds or the parties that feels trampled .
One thing you should not forget is that you work for inner peace and for unity, this would not make sense if we project disruption and separation from us to others.
The others are part of us, in fact interbeing they collect what we know and communicate. If we are mature people and at peace with ourselves even our interaction is harmonious, without anger or accusations of other things that do not represent them. The projection onto others of our unresolved issues is one of the most frequent, they do not engage the separateness generated by love , difficult to accommodate those who have trouble with himself for what he is, then he is unable to accept the other . Yet we are all worthy of equal dignity, equal opportunity and take in all the seed of Light, then work the staff know how to cultivate that talent or leave it buried in the darkness of our ego forever.
©Poetyca

Molto di più ( gabbiano rivestito di cielo) – Much more (gull covered sky) – Assumptions of a song


Molto di più ( gabbiano rivestito di cielo)
– Ipotesi di una canzone

Dov’eri tutte le volte che ti cercavo?
Volevo un amico come te…
Tutte le lacrime che versavo.
Sola.
Nella mente te.

Ero una ragazzina, ti sognavo,
non ti conoscevo ancora
e tu non conoscevi me.

Ora tu corri sull’autostrada,
nascondi lo sguardo
dietro gli occhiali da sole
e ripensi a queste strane ore…
la tua vita è sempre una corsa,
sorridi di più ma…
mancava qualcosa,
non sapresti dire.

Adesso anche se provi a scacciarmi
Con una mano dai tuoi pensieri,
sai che…
non posso andare via,
sono parte di te.

Ecco ci siamo trovati
Dopo esserci a lungo cercati,
vite diverse e lontane
ma nella mente te,
nella mente me.
Fugaci contatti di questi
Mondi distanti che
Riempiono: minuti, ore, giornate,
il cuore.
Energie e speranze nuove.
Sincronia, lunghezza d’onda,
esperienza unica e rara che
regala luce e voglia di donare amore.

Un incontro strano,
forse casuale,
o un gioco del destino.
La tecnologia
Che regala antiche “sensazioni”
Di già vissuto.
Se mi domandi
Quando o dove
Potrei dire forse solo
Nella mia fantasia.
Ma tu sai quanto
In fondo reale per te sia.

Dentro te senti corde “vibrare”,
ricordi cancellati che tornano
a respirare
dopo lunghe attese.
Ora comprendi quale musica
Devi ascoltare,
quale ritmo seguire.
Solo quello che suggerisce
Il tuo cuore.

18.05.2001 Poetyca

Much more (gull covered sky)
– Assumptions of a song

Where were all the times you tried?
I wanted a friend like you …
All the tears that poured.
Alone.
In the mind you.

I was a kid, I dreamed,
did not know you yet
and you did not know me.

Now you run on the highway,
Hide gaze
behind sunglasses
and think about these strange hours …
your life is always a race
smile more, but …
something was missing,
wouldst not say.

Now even if you try to chase
With a hand from your thoughts,
you know …
I can not go,
are part of you.

Here we found
After we had long sought,
different lives and distant
but mind you,
in my mind.
Fleeting contacts of these
Distant worlds
Fill: minutes, hours, days,
heart.
Energy and new hopes.
Briefcase, wavelength,
experience unique and rare
gives light and wants to give love.

A strange encounter,
perhaps random
or a game of fate.
Technology
That gives the old “feelings”
Already lived.
If you ask me
When or where
I could say perhaps only
In my imagination.
But you know what
At the bottom is real for you.

Inside you hear strings “vibrate”
erased memories that come back
breathing
after long delays.
Now understand what music
You have to listen,
which follow the rhythm.
Only one that suggests
Your heart.

18.05.2001 Poetyca

The Best of Bruce Springsteen


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4z2DtNW79sQ&list=PLC787958DD0D029F7]

Bruce Frederick Joseph Springsteen (pronuncia americana: [bɻuːs ˈfɻɛdəɻɪk ˈʤoʊzəf ˈspɻɪŋstiːn]; Long Branch, 23 settembre 1949) è un cantautore e chitarrista statunitense.

«The Boss», come è sempre stato soprannominato, è uno degli artisti più conosciuti nell’ambito della musica contemporanea ed è considerato uno dei più rappresentativi fra i musicisti rock.[1] Accompagnato per gran parte della sua carriera dalla E Street Band, è divenuto famoso soprattutto per le sue coinvolgenti e lunghissime esibizioni dal vivo, raggiungendo il culmine della popolarità fra la seconda metà degli anni settanta e il decennio successivo.

Fra i suoi album di maggior successo si annoverano Born to Run, Darkness on the Edge of Town, The River e Born in the U.S.A., lavori emblematici della sua poetica volta a raccontare le lotte quotidiane degli “ultimi” d’America, ovvero proletari, immigrati e diseredati;[2] con il disco The Rising è intervenuto anche sulla tragedia degli attentati dell’11 settembre 2001.[3] Springsteen è noto inoltre per il suo sostegno a numerose iniziative di carattere sociale e per il suo impegno a favore dello sviluppo del suo Stato d’origine, il New Jersey. Negli anni duemila ha partecipato attivamente al dibattito politico, appoggiando le campagne presidenziali di John Kerry e di Barack Obama.[4]

In più di quarant’anni di carriera ha venduto circa 120 milioni di dischi.[5] Il suo lavoro gli è valso parecchi riconoscimenti, tra cui venti Grammy e un Oscar oltre all’onorificenza del Kennedy Center Honor, che gli è stata attribuita per il suo contributo alla diffusione della cultura americana nel mondo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Springsteen

Bruce Frederick Joseph Springsteen (born September 23, 1949) is an American singer-songwriter, guitarist and humanitarian. He is best known for his work with his E Street Band. Nicknamed “The Boss”, Springsteen is widely known for his brand of poetic lyrics, Americana working class, sometimes political sentiments centered on his native New Jersey, and his lengthy and energetic stage performances, with concerts from the 1970s to the present decade running over three hours in length.

Springsteen’s recordings have included both commercially accessible rock albums and more somber folk-oriented works. His most successful studio albums, Born in the U.S.A. and Born to Run, showcase a talent for finding grandeur in the struggles of daily American life; he has sold more than 64 million albums in the United States and more than 120 million records worldwide, making him one of the world’s best-selling artists of all time.[2][3] He has earned numerous awards for his work, including 20Grammy Awards, two Golden Globes and an Academy Award as well as being inducted into both the Songwriters Hall of Fame and the Rock and Roll Hall of Fame in 1999.

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Springsteen

Donna del mistero – Woman of Mystery


Donna del Mistero

Donna che con sguardo fiero
e sorriso pronto vai,
dietro il tuo volto
nascondi il mistero
di quel cuore
che sente e geme,
palpita e lotta
contro chi lo vuol ferire.
Stretta in un abbraccio
vorrei farti ballare
tra le nuvole ed il cielo,
prenderti la mano,
portarti con me nella notte
e regalarti le stelle
per adornare i tuoi capelli.
Vorrei guardare nel silenzio
la profondità dei tuoi occhi
e perdermi dentro.
Il sorriso…
Solo il sorriso
del cuor tuo attendo.
Donna del Mistero
con la pelle di luna
ed occhi di stelle,
parlami ancora
con le parole tue più belle,
leggimi dentro
e traduci la mia emozione,
dai vita ai palpiti del cuore.
Qui nel cielo il nostro incontro,
dove nessuno ci potrà trovare.
Mia Donna, donna ideale,
dimmi che non sei solo sogno.

Mio Cavaliere che l’elmo indossi,
quante tempeste nel tuo cuore,
buio e tormento,
fatica e dolore
questa vita ti ha donato.
Non ci pensare e dammi la mano,
insieme a me tra nubi e cielo
cancellerai il triste passato,
vedi la vita da quassù?
Piccole cose le delusioni,
prendi in mano e porta nel cuore
tutto il mistero che io ti dono,
cancella pene e dispiaceri,
inizia con me un cammino nuovo.

Si mia Donna,
donna del cuore,
tu mi regalerai
tutto il tuo amore.

29.10.2001 Poetyca

Woman of Mystery

Woman with a proud look
ready smile and go,
behind your face
hide the mystery
of that heart
he feels and groans,
throbs and fight
against those who want to hurt.
Close in an embrace
I would like to make you dance
the clouds and sky,
take my hand,
bring with me the night
and give you the stars
to adorn your hair.
I would watch in silence
the depth of your eyes
and lose myself in it.
The smile …
Only a smile
look of your heart.
Woman of Mystery
Skin moon
and eyes of stars,
Tell me more
with your words more beautiful,
readme inside
and translate my emotions,
life by the beating of his heart.
Our meeting here in heaven,
where nobody can find.
My Woman, ideal woman,
Tell me that you’re not just dream.

My Knight that wears the helmet,
how many storms in your heart,
darkness and torment,
fatigue and pain
this life has given you.
We think and give me your hand,
with me between clouds and sky
erase the sad past
see life from up here?
Little things disappointments
take in hand and in his heart
all the mystery that I give you,
remove pain and sorrow,
begins a new journey with me.

Yes my Lady,
woman’s heart
you gives me
all your love.

29.10.2001 Poetyca

Bob Dylan – Bootleg Series (Complete) (Live)


Bob Dylan, nato con il nome di Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), è un cantautore e compositore statunitense.

Distintosi anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico, è una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura a livello mondiale.[2][3][4]

La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movimento di protesta americano. Canzoni come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’[5] sono diventate gli inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili.

I testi delle sue prime canzoni affrontano temi politici, sociali e filosofici e risentono di influenze letterarie, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi allacontrocultura del tempo.

Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come country, blues, gospel, rock and roll, rockabilly,jazz e swing, ma anche musica popolare inglese, scozzese ed irlandese[6][7].

Oltre ad aver di fatto inventato (o re-inventato) la figura del cantautore contemporaneo[8][9], a Dylan si devono, tra le altre cose, l’ideazione del folk-rock (in particolare con l’album Bringing It All Back Home, del 1965)[10], il primo singolo di successo ad avere una durata non commerciale (gli oltre 6 minuti della celeberrima Like a Rolling Stone, del 1965)[11] e il primo album doppio della storia del rock (Blonde on Blonde, del 1966)[12]. Il video promozionale del brano Subterranean Homesick Blues (1965) è considerato da alcuni il primo videoclip in assoluto[13][14].

Tra i molti riconoscimenti che gli sono stati conferiti vanno menzionati almeno il Grammy Award alla carriera nel 1991[15], il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale[16]) nel 2000[17], il Premio Oscar nel 2001 (per la canzone Things Have Changed, dalla colonna sonora del film Wonder Boys, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe)[18], il Premio Pulitzer nel 2008[19], la National Medal of Arts nel 2009[20] e la Presidential Medal of Freedom nel2012[21].

La rivista Rolling Stone lo inserisce al secondo posto nella lista dei 100 miglior artisti[22] e al settimo in quella dei 100 migliori cantanti[23].

http://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan

 

Bob Dylan (/ˈdɪlən/; born Robert Allen Zimmerman, May 24, 1941) is an American singer-songwriter, artist, and writer. He has been influential in popular music and culture for more than five decades. Much of his most celebrated work dates from the 1960s when his songs chronicled social unrest, although Dylan repudiated suggestions from journalists that he was a spokesman for his generation. Nevertheless, early songs such as “Blowin’ in the Wind” and “The Times They Are a-Changin’” became anthems for the American civil rights and anti-war movements. Leaving his initial base in the American folk music revival, Dylan’s six-minute single “Like a Rolling Stone” altered the range of popular music in 1965. His mid-1960s recordings, backed by rock musicians, reached the top end of the United States music charts while also attracting denunciation and criticism from others in the folk movement.

Dylan’s lyrics have incorporated various political, social, philosophical, and literary influences. They defied existing pop music conventions and appealed to the burgeoningcounterculture. Initially inspired by the performances of Little Richard, and the songwriting of Woody Guthrie, Robert Johnson and Hank Williams, Dylan has amplified and personalized musical genres. His recording career, spanning 50 years, has explored the traditions in American song—from folk, blues, and country to gospel, rock and roll, and rockabilly to English, Scottish, and Irish folk music, embracing even jazz and the Great American Songbook. Dylan performs with guitar, keyboards and harmonica. Backed by a changing line-up of musicians, he has toured steadily since the late 1980s on what has been dubbed the Never Ending Tour. His accomplishments as a recording artist and performer have been central to his career, but his greatest contribution is considered his songwriting.

Since 1994, Dylan has published six books of drawings and paintings, and his work has been exhibited in major art galleries. As a musician, Dylan has sold more than 100 million records, making him one of the best-selling artists of all time; he has received numerous awards including Grammy, Golden Globe and Academy Award; he has been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame, Minnesota Music Hall of Fame, Nashville Songwriters Hall of Fame, and Songwriters Hall of Fame. The Pulitzer Prize jury in 2008 awarded him a special citation for “his profound impact on popular music and American culture, marked by lyrical compositions of extraordinary poetic power.” In May 2012, Dylan received the Presidential Medal of Freedom from Barack Obama.

http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan

Antony & The Johnsons


Gli Antony and the Johnsons sono un gruppo musicale di New York.
Nato in Inghilterra, a Chichester, West Sussex nel 1971, Antony Hegarty si trasferì ad Amsterdam nel 1977 per 18 mesi prima di sistemarsi a San José
(California) nel 1981. Negli Stati Uniti frequenta una scuola cattolica dove fa parte del coro. Al suo 11º compleanno gli viene regalata una tastiera Casio e si cimenta con le canzoni dei Soft Cell, Kate Bush e Yazoo. Da adolescente fu influenzato dal synth pop britannico, in particolare da cantanti come Marc Almond e Boy George. Attratto dal palcoscenico, frequenta la School for the Performing Arts di San José e l’Università della California a Santa Cruz. All’età di 18 anni mette in scena le prime performance, ispirate a John Waters e all’icona-guru Divine. Attratto dal mondo newyorchese degli anni ottanta, ispirato anche da personaggi come Joey Arias che cantava A Hard Day’s Night vestito da Billie Holiday, si trasferisce nella grande mela. Il “Mondo di New York” risulta essere più consono alla sua sensibilità artistica e alla sua ricerca espressiva incentrata sul tema dell’identità.

Nel 1990 Antony entra nella dimensione che più sente appartenergli, impersonando una drag queen ed esibendosi al Pyramid Club in guêpière, testa rasata e sigaretta fra le dita. Antony (con gli altri componenti del gruppo, i Blacklips) scrive scenari, canzoni, arrangiamenti ed entra in scena in tarda notte come Fiona Blue, drag queen e archetipo androgino ispirato da Klaus Nomi, Leigh Bowery e Diamanda Galas. Nello stesso periodo Antony si laurea in Teatro Sperimentale.

Nel 1995 Antony decide di dedicarsi completamente alla musica, dai Blacklips appena sciolti chiama il batterista Todd Cohen, che insieme a Joan Wasser e Maxim Moston ai violini, Jeff Langston al basso elettrico, Jason Hart al piano e Michele Schifferle ospite al violoncello, formano l’orchestra artefice dei raffinati arrangiamenti delle sue composizioni. Nascono così Antony and the Johnsons, nome ispirato a Marsha P. Johnson, il travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza per travestiti STAR, la cui tragica fine nel fiume Hudson sarà evocata in River Of Sorrow.

https://it.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons
Antony and the Johnsons is a music group presenting the work of Antony Hegarty and her collaborators.

British experimental musician David Tibet of Current 93 heard a demo and offered to release Antony’s music through his Durtro label. Antony started the band, its name inspired by the transgender rights activist Marsha P. Johnson.[3] The debut album, Antony and the Johnsons, was released in 1998. In 2001, Hegarty released a short follow-up EP, I Fell in Love with a Dead Boy, which, in addition to the title track, included a cover of “Mysteries of Love”, a David Lynch/Angelo Badalamenti song and “Soft Black Stars”, a Current 93 cover.

Producer Hal Willner heard the EP and played it to Lou Reed, who immediately recruited Hegarty for his project The Raven. Now gaining more attention, Hegarty signed to US-based record label Secretly Canadian, and released another EP, The Lake, with Lou Reed guest-performing on one of the tracks. Secretly Canadian also re-released Hegarty’s debut album in the United States to wider distribution in 2004.

Antony’s second full-length album, 2005’s I Am a Bird Now, was greeted with positive reviews and significantly more mainstream attention. The album featured guest appearances by Lou Reed, Rufus Wainwright, Boy George and Devendra Banhart, and circled themes of duality and transformation. I Am a Bird Now featured arrangements by Maxim Moston and Julia Kent and was mixed by Doug Henderson. In September 2005 Antony and the Johnsons were awarded the Mercury Prize or the best UK album of 2005. Rival Mercury nominees, and favorites for the prize, the Kaiser Chiefs suggested that Antony got in on a technicality; despite the fact she was born in the United Kingdom she spent much of her time in the US – although they later apologized for the suggestion that she wasn’t a deserving winner.
https://en.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons

Radiohead


I Radiohead sono un gruppo musicale rock inglese proveniente dall’Oxfordshire e formatosi nel 1985. Fino al 1992, quando cambiarono nome, erano noti come On a Friday. Hanno venduto più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo.

La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O’Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Philip Selway (percussioni).

I Radiohead pubblicarono il loro primo singolo, Creep, nel 1992. La canzone fu inizialmente un insuccesso, ma dopo la pubblicazione dell’album di debutto Pablo Honey, il singolo ebbe un inaspettato successo mondiale. L’album, seppur ben accolto negli Stati Uniti, passò quasi inosservato in Inghilterra. Il successo in patria arrivò solo con il secondo album, The Bends (1995), che fece guadagnare al gruppo numerosi fan. La loro reputazione crebbe ancor di più con l’uscita del terzo album; caratterizzato da un suono più esteso e dal tema ricorrente dell’alienazione moderna, OK Computer (1997) è riconosciuto da diversi critici come una pietra miliare della musica rock degli anni novanta.
Con i loro successivi album Kid A (2000) e Amnesiac (2001), la popolarità dei Radiohead arrivò ai massimi livelli. Con questi dischi la band conobbe un’ulteriore evoluzione del proprio stile musicale, fortemente influenzato dalla musica classica contemporanea, dal free jazz e dall’elettronica. Il loro sesto album, Hail to the Thief (2003), caratterizzato da testi maggiormente rivolti all’attualità, è sembrato mescolare influenze da tutta la carriera della band.

I Radiohead, dopo quattro anni di assenza dalle scene, nel 2007, completarono le registrazioni del loro settimo album, intitolato In Rainbows, disponibile per il download digitale a partire dal 10 ottobre 2007.

Nel 2011 il gruppo ha pubblicato il suo ottavo album in studio, The King of Limbs, scaricabile anch’esso dal sito della band a partire dal 18 febbraio 2011.

La rivista statunitense Rolling Stone ha incluso cinque album dei Radiohead nella sua lista dei 500 migliori album: Kid A alla posizione 67, The Bends alla 111,OK Computer alla 162,[14] Amnesiac alla 320 e In Rainbows alla 336.[16] La stessa rivista ha inoltre inserito i Radiohead alla posizione numero 73 nella propria lista dei 100 migliori artisti. Gli stessi cinque album sono inseriti nel libro 1001 Albums You Must Hear Before You Die.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Radiohead are an English rock band from Abingdon, Oxfordshire, formed in 1985. The band consists of Thom Yorke (lead vocals, guitar, piano), Jonny Greenwood (lead guitar, keyboards, other instruments), Colin Greenwood (bass), Phil Selway (drums, percussion, backing vocals) and Ed O’Brien (guitar, backing vocals).

Radiohead released their debut single “Creep” in 1992. It became a worldwide hit after the release of the band’s debut album, Pablo Honey (1993). Their popularity rose in the United Kingdom with the release of their second album, The Bends (1995). Radiohead’s third album, OK Computer (1997), propelled them to international fame; featuring an expansive sound and themes of modern alienation, OK Computer is often acclaimed as one of the landmark records of the 1990s and one of the best albums of all time.

Kid A (2000) and Amnesiac (2001) marked a dramatic evolution in Radiohead’s musical style, as they incorporated experimental electronic music, krautrock and jazz influences. Hail to the Thief (2003), a mix of piano and guitar rock, electronics, and lyrics inspired by war, was the band’s final album for their record label, EMI. Radiohead self-released their seventh album In Rainbows (2007) as a digital download for which customers could set their own price, to critical and chart success. Their eighth album, The King of Limbs (2011), was an exploration of rhythm and quieter textures, and was also self-released.

Radiohead have sold more than 30 million albums worldwide.[7] Their work places highly in both listener polls and critics’ lists of the best music of the 1990s and 2000s.[8][9] In 2005, they were ranked 73rd in Rolling Stone’s list of “The Greatest Artists of All Time”; Jonny Greenwood (48th[10]) and O’Brien were both included in Rolling Stone‍ ’​s list of greatest guitarists, and Yorke (66th[11]) in their list of greatest singers. In 2009, Rolling Stone readers voted the group the second best artist of the 2000s.

https://en.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Soft Cell


Soft Cell è un duo britannico di musica elettronica dei primi anni ottanta che riscosse un buon successo di pubblico e di critica, composto da: Marc Almond (voce) e David Ball (sintetizzatore) e riformatosi poi nel 2003.

Le loro canzoni, di orientamento musicale synth-pop, oltre che raccontare storie d’amore, si focalizzano spesso su tematiche controverse quali il sesso estremo, il travestitismo, l’uso di droghe e persino l’omicidio.

https://it.wikipedia.org/wiki/Soft_Cell

Soft Cell are an English synthpop duo who came to prominence in the early 1980s, consisting of vocalist Marc Almond and instrumentalist David Ball. The duo are principally known for their 1981 hit version of “Tainted Love” (#8 US) and 1981 debut album entitled Non-Stop Erotic Cabaret.

In the United Kingdom, they had ten Top 40 hits including “Tainted Love” (#1 UK), “Torch” (#2 UK), “Say Hello, Wave Goodbye” (#3 UK), “What!” (#3 UK), and “Bedsitter” (#4 UK), and also had four Top 20 albums between 1981 and 1984. In 1984, the duo split but reformed from 2001 to 2004 to tour and record new material, releasing their fifth studio album, Cruelty Without Beauty in 2002.

Soft Cell’s songs have been covered by various artists including Nine Inch Nails, David Gray, Nouvelle Vague, Marilyn Manson, and A-ha.[4] Their track, “Memorabilia”, earned recognition for the band as pioneers of the synth-oriented techno genre.[5] The duo have sold 10 million records worldwide.

https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_Cell

Psychedelic Furs


The Psychedelic Furs è un gruppo musicale post-punk inglese degli anni ottanta
con Richard Butler come frontman ed autore principale, riformatosi nel 2000

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Psychedelic_Furs

The Psychedelic Furs are an English rock band founded in 1977. Led by singer Richard Butler and his brother Tim Butler on bass guitar, the Psychedelic Furs are one of the many acts spawned from the British post-punk scene. Their music went through several phases, from an initially austere art rock sound, later touching on new wave and hard rock.

They scored several hits in their early career, but were launched to international attention in 1986 when the film director John Hughes used their song “Pretty in Pink” for his movie of the same name. A newly recorded version of the song became the Psychedlic Furs’ biggest hit to that time. “Heartbreak Beat”, from their 1987 album Midnight to Midnight, was the Furs’ biggest Top 40 entry in the US.

The Psychedelic Furs went on hiatus in 1991, and the Butler brothers formed a new band called Love Spit Love. The Psychedelic Furs later regrouped in 2001 and continue to perform around the world.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Psychedelic_Furs

Specchio – Mirror


Specchio

Qui seduta e sola
presso la sponda
di questo lago
mi scruto.
Colgo nell’acqua
la mia immagine riflessa.
I capelli che al sole
hanno del rame il bagliore,
occhi profondi e scuri
che tutto sanno osservare,
su pelle candida
e di lentiggini spruzzata,
bocca pronta al sorriso.
Io qui che rifletto
le mie malinconie
ed il sentire mio.
Poi sento te che mi guardi
ed anche la tua immagine è nel lago.
Tu come me,
io ora so che uguale mi sei,
verrò sempre qui a cercare te.
Ora che ti conosco,
questo lago sarà sempre mio specchio.

23.10.2001 Poetyca

Mirror

Sitting here alone
at the shore
of this lake
stared at me.
I take water
my reflection.
The hair in the sun
have the glow of copper,
eyes deep and dark
know that all observed
on white skin
and sprinkled with freckles,
mouth ready to smile.
I here reflect
my blues
and my feeling.
Then you feel that you look at me
and also your picture is in the lake.
You like me,
I now know who are my equals,
always come here looking for you.
Now that you know,
this lake will always be my mirror.

23.10.2001 Poetyca

Bruce Cockburn playlist


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4s2zN9j78LM&list=PLQXCjPp9upb_0J83QGoCj_6Y4dwXJnfiH]

Bruce Cockburn (Ottawa, 27 maggio 1945) è un cantautore canadese.

Il suo stile, con il personalissimo modo di suonare la chitarra, fonde generi come pop, folk, rock, reggae e jazz. Le liriche sono ispirate dalla sua visione umanistica e metafisica della vita vicina all’etica cristiana. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Bruce Douglas Cockburn OC (/ˈkbərn/; born May 27, 1945)[1] is a Canadian guitarist and singer-songwriter whose career spans over 40 years. His song styles range from folk to jazz-influenced rock and his lyrics cover a broad range of topics that reveal a passion for human rights, politics and spirituality.

In 2014, he released his memoirs, Rumours of Glory: A Memoir.[2]  

Cockburn was born in 1945 in Ottawa, Ontario, Canada, and spent some of his early years on a farm outside Pembroke, Ontario. He has stated in interviews that his first guitar was one he found around 1959 in his grandmother’s attic, which he adorned with golden stars and used to play along to radio hits.[3] Cockburn attended Nepean High School, where his 1964 yearbook photo states his desire “to become a musician”.[4]He attended Berklee School of Music in Boston for three semesters in the mid-1960s. In 1966 he joined an Ottawa band called The Children, which lasted for about a year. In the spring of 1967 he joined the final lineup of The Esquires. He moved to Toronto that summer to form The Flying Circus with former Bobby Kris & The Imperials members Marty Fisher and Gordon MacBain and ex-Tripp member Neil Lillie. The group recorded some material in late 1967 (which remains unreleased) before changing its name to Olivus in the spring of 1968, by which time Lillie (who changed his name to Neil Merryweather) had been replaced by Dennis Pendrith from Livingstone’s Journey. Olivus opened for The Jimi Hendrix Experience and Cream in April 1968. That summer Cockburn broke up the band with the intention of going solo, but ended up in the band 3’s a Crowd with David Wiffen, Colleen Peterson, and Richard Patterson, who had been a co-member of The Children. Cockburn left 3’s a Crowd in the spring of 1969 to pursue a solo career.

Cockburn’s first solo appearance was at the Mariposa Folk Festival in 1967, and in 1969 he was a headliner. In 1970 he released his self-titled, solo album. Cockburn’s guitar work and songwriting won him an enthusiastic following. His early work featured rural and nautical imagery and Biblical metaphors. Raised as an agnostic, early in his career he became a Christian.[5] Many of his albums from the 1970s refer to Christianity, which in turn informs his concerns for human rights and environmentalism. His references to Christianity include the Grail imagery of 20th-century Christian poet Charles Williams and the ideas of theologian Harvey Cox.[6]

In 1970 Cockburn became partners with Bernie Finkelstein in the music publishing firm Golden Mountain Music.[7]

While Cockburn had been popular in Canada for years, he did not have a big impact in the United States until 1979, with the release of the album Dancing in the Dragon’s Jaws. “Wondering Where the Lions Are“, the first single from that album, reached No. 21 on the Billboard Hot 100 in the US in June 1980, and earned Cockburn an appearance on NBC‘s hit TV show Saturday Night Live.

Cockburn was married from 1969 to 1980 and has a daughter from that marriage.[citation needed] He wrote the song “Little Seahorse”, released on In the Falling Dark, in late 1975 about the time when his daughter wasin utero.[citation needed]

Through the 1980s Cockburn’s songwriting became increasingly urban, global and political as he became more involved with progressive causes. His political concerns were first hinted at on the albums: Humans,Inner City Front and The Trouble with Normal. They became more evident in 1984, with his second US radio hit, “If I Had a Rocket Launcher” (No. 88 in the US) from the Stealing Fire album. He had written the song a year earlier, after visiting Guatemalan refugee camps in Mexico that were attacked by Guatemalan military helicopters. His political activism continues to the present. Cockburn has travelled to countries such as Mozambique and Iraq, played benefit concerts, and written songs on a variety of subjects ranging from the International Monetary Fund to land mines. His internationalist bent is reflected in the many world musicinfluences in his music, including reggae and Latin music.

In 1991 Intrepid Records released Kick at the Darkness, a tribute album to Cockburn whose title comes from a phrase in his song “Lovers in a Dangerous Time“. It features the Barenaked Ladies‘ cover of that song, which became their first Top 40 hit and an element in their early success. This lyric was also referenced by U2 in their song “God Part II” from their album Rattle and Hum.

In the early 1990s, Cockburn teamed with T-Bone Burnett for two albums, Nothing but a Burning Light and Dart to the Heart. The latter included a song, “Closer to the Light”, inspired by the death of songwriter Mark Heard, a close friend of Cockburn and Burnett. Cockburn frequently refers to Heard as his favourite songwriter and he was one of many artists who paid tribute to Heard on an album and video titled Strong Hand of Love.

In 1998 Cockburn travelled with filmmaker Robert Lang to Mali, West Africa, where he jammed with Grammy Award-winning blues musician Ali Farka Toure and kora master Toumani Diabate. The month-long journey was documented in the film River of Sand, which won the Regard Canadien award for best documentary at the Vues d’Afrique Film Festival in Montreal. It was also invited for competition at the International Festival of Environmental Films in Paris.[8]

Some of Cockburn’s previously published material had been collected in several albums: Resume, Mummy Dust, and Waiting for a Miracle. His first greatest hits collection was Anything Anytime Anywhere: Singles 1979–2002, released in 2002.

In January 2003 Cockburn finished recording his 21st album, You’ve Never Seen Everything, which features contributions from Emmylou Harris, Jackson Browne, Sam Phillips, Sarah Harmer, Hugh Marsh, Jonell Mosser, Larry Taylor and Steven Hodges. (Taylor and Hodges, formerly of Canned Heat who performed at Monterey and Woodstock in the 1960s, may be known best for their work with Tom Waits).

Cockburn performed a set at the Live 8 concert in Barrie, Ontario, on July 2, 2005. Speechless, an instrumental compilation of new and previously released material, was released on October 24, 2005. His 22nd album, Life Short Call Now, was released on July 18, 2006.

Canadian senator and retired general Roméo Dallaire, who is active in humanitarian fundraising and promoting awareness, appeared on stage at the University of Victoria with Cockburn. The October 4, 2008, concert was held to aid the plight of child soldiers.[9]

In 2009 Cockburn travelled to Afghanistan to visit his brother, Capt. John Cockburn, and to play a concert for Canadian troops. He performed his 1984 song “If I Had a Rocket Launcher” and was temporarily awarded an actual rocket launcher by the military. Cockburn has stated that, while unsure of the original Invasion of Afghanistan, he supported Canada’s role there.[10]

Cockburn released his studio album Small Source of Comfort in 2011. “Lois on the Autobahn”, a cheerful and experiential instrumental recalling “Rouler sa bosse” from Salt, Sun and Time is a tribute to Cockburn’s mother, Lois, who succumbed to cancer in 2010.[citation needed]

Cockburn married his longtime girlfriend M.J. Hannett shortly after the birth of his second daughter, Iona (b. November 2011) in 2011.[11][12] As of 2014, the family lives in the San Francisco area, where Cockburn is writing his memoirs up to 2004.[13]

A documentary film, Bruce Cockburn Pacing the Cage,[14][15] was released in 2013 on television and a brief theatrical showing; directed by Joel Goldberg, gave a rare look into Cockburn’s music, life and politics

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Il mio viaggio


IL MIO VIAGGIO

“ Io sono qui …accanto a te

la mia Luce ti seguirà.”

Con stupore e curiosità

È iniziato il mio viaggio,

ho sempre guardato intorno a me,

ho amato la Vita,

animali e piante,

le bellezze del Creato.

“ Io sono qui accanto a te

la mia Luce ti seguirà…cercami!”

Ho sempre cercato

Un senso, un impercettibile

E delicato significato

In ogni emozione,

l’ho sempre assaporato

anche se a volte

il dolore m’ha soffocato.

“ Io sono qui…accanto a te

la mia Luce ti seguirà…

non arrenderti!”

anche se a volte la delusione

il mio cammino ha rallentato

non m’arrendo perché

il mio viaggio

non è terminato.

“ Io sono qui…accanto a te

la mia Luce ti seguirà…

ascoltami!”

Mi  farò forza e continuerò

A cercare,

a seguire il mio cammino,

il mio ideale,

quello che non ho mai abbandonato,

seguirò le stelle

della notte,

la Luce sincera

che ho

nel cuore,

sentirò le mie emozioni

e mi lascerò guidare.

“io sono qui…accanto a te

la mia Luce ti seguirà…

vieni!”

Arriverò dove il dolore

Sarà un ricordo,

non mi potrà sfiorare,

dopo fatiche e lacrime

non sarò sola perché…

chi mi era sempre accanto

mi mostrerà il Suo Volto

e la Vera Vita sarà con me.

10.03.2001 Poetyca

MY JOURNEY

“I’m here beside you …

my light will follow. “

With wonder and curiosity

It started my journey,

I always looked around me,

I love life,

animals and plants,

the beauty of Creation.

“I’m here beside you

My Light will follow you … look for me! “

I have always tried

A sense, an imperceptible

And delicate meaning

In any emotion,

I’ve always enjoyed

although sometimes

pain choked me.

“I’m here beside you …

My Light will follow you …

Do not give in! “

although sometimes the disappointment

my journey has slowed

not because m’arrendo

my journey

is not over.

“I’m here beside you …

My Light will follow you …

listen! “

I will strength and will continue

A search,

to follow my path,

my ideal

that I never abandoned

follow the stars

night,

Light sincere

Me and my

heart,

feel my emotions

and let me drive.

“I’m here beside you …

My Light will follow you …

come! “

I will arrive where the pain

It will be a memory,

I can not touch,

after toil and tears

I will not be alone because …

who was always beside me

show me your face

and the true Life will be with me.

10.03.2001 Poetyca

Il mio viaggio – My Journey


Il mio viaggio

“ Io sono qui …accanto a te
la mia Luce ti seguirà.”

Con stupore e curiosità
È iniziato il mio viaggio,
ho sempre guardato intorno a me,
ho amato la Vita,
animali e piante,
le bellezze del Creato.

“ Io sono qui accanto a te
la mia Luce ti seguirà…cercami!”

Ho sempre cercato
Un senso, un impercettibile
E delicato significato
In ogni emozione,
l’ho sempre assaporato
anche se a volte
il dolore m’ha soffocato.

“ Io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
non arrenderti!”


anche se a volte la delusione
il mio cammino ha rallentato
non m’arrendo perché
il mio viaggio
non è terminato.

“ Io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
ascoltami!”

Mi farò forza e continuerò
A cercare,
a seguire il mio cammino,
il mio ideale,
quello che non ho mai abbandonato,
seguirò le stelle
della notte,
la Luce sincera
che ho
nel cuore,
sentirò le mie emozioni
e mi lascerò guidare.

“io sono qui…accanto a te
la mia Luce ti seguirà…
vieni!”


Arriverò dove il dolore
Sarà un ricordo,
non mi potrà sfiorare,
dopo fatiche e lacrime
non sarò sola perché…
chi mi era sempre accanto
mi mostrerà il Suo Volto
e la Vera Vita sarà con me.

10.03.2001 Poetyca

My Journey

“I’m here beside you …
my light will follow. “

With wonder and curiosity
It started my journey,
I always looked around me,
I love life,
animals and plants,
the beauty of Creation.

“I’m here beside you
my light you will find me … “

I have always tried
A sense, an imperceptible
And delicate meaning
In any emotion,
I’ve always enjoyed
though sometimes
pain choked me.

“I’m here beside you …
My Light will follow you …
Do not give in! ”

although sometimes the disappointment
my journey has slowed
not because m’arrendo
my journey
is not over.

“I’m here beside you …
My Light will follow you …
listen! ”

I will be strong and will continue
to search,
to follow my path,
my ideal
that I never abandoned
follow the stars
night,
Light sincere
I heart,
feel my emotions
and let me drive.

“I’m here beside you …
My Light will follow you …
come! ”

I will arrive where the pain
It will be a memory,
I can not touch,
after toil and tears
I will not be alone because …
who was always beside me
show me your face
and True Life is with me.

10.03.2001 Poetyca

Afghan Whigs


[youtube https://youtu.be/fIAXN4iF7VQ]

Gli Afghan Whigs sono un gruppo alternative rock statunitense fondato a Cincinnati, Ohio, la notte di Halloween del 1986 dal cantante e chitarrista Greg Dulli e dal bassista John Curley. Per alcune caratteristiche stilistiche il gruppo è stato spesso assimilato al genere grunge, pur includendo nel proprio sound elementi che rimandano addirittura alla black music.Il gruppo si è sciolto nel 2001, per poi riformarsi nel 2011.

https://it.wikipedia.org/wiki/Afghan_Whigs
The Afghan Whigs are an American rock band from Cincinnati, Ohio. Originally active from 1986 to 2001, they have since reformed. The group – with core members Greg Dulli (vocals, rhythm guitar), Rick McCollum (lead guitar), and John Curley (bass) – rose up around the grunge movement, evolving from a garage band in the vein of the Replacements to incorporate more R&B and soul influences into their sound and image. After releasing their first album independently in 1988, the band signed to the Seattle-based label Sub Pop. They released their major-label debut and fourth album, Gentlemen, in 1993. Pitchfork described them as “one of the few alt-bands to flourish on a major label” in the 1990s.

Dulli frequently claimed in interviews that the band would never get back together following their dissolution in 2001[3] but the group announced in December 2011 that they would reunite

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Afghan_Whigs

Joe Jackson


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PQjz7fUT0sc]

David Ian “Joe” Jackson (Burton upon Trent, 11 agosto 1954) è un cantautore, polistrumentista e compositore britannico, tra i principali esponenti del New Waveinsieme a Elvis Costello e Graham Parker. Nella sua quasi quarantennale carriera ha spaziato numerosi generi, dal pop, al jazz, alla musica classica e al punk rock

Tra i suoi brani di maggior successo figurano Is She Really Going Out With Him?, Steppin’ Out e You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want), e vanta cinque nomination al Grammy Award tra il 1979 e il 2001.

https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Jackson

David Ian “Joe” Jackson (born 11 August 1954) is a musician and singer-songwriter. Born in England, he lived in New York before moving to Berlin, and his career, during which he recorded nineteen studio albums and garnered five Grammy Award nominations, spans from 1979 to today.Jackson became an overnight success with his 1979 hit “Is She Really Going Out with Him?”, his first single, and after a number of new wave singles moved to a more jazz-inflected pop music; he had a Top 10 hit in 1982 with “Steppin’ Out”, and another hit in 1984 with “You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want)”. He has also composed classical music.

https://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Jackson_(musician)

Il vero miracolo – The Real Miracle – Storie Zen


80. Il vero miracolo
Quando Bankei predicava nel tempio Ryumon, un prete Shinshu, che credeva nella salvezza ottenuta ripetendo il nome del Buddha dell’Amore, si ingelosì del suo vasto pubblico e volle discutere con lui.
Bankei stava parlando allorché comparve il prete, ma questo creò una tale confusione che Bankei si interruppe e domandò che cosa fosse tutto quel baccano.
«Il fondatore della nostra setta» si vantò il prete «aveva poteri così miracolosi che stando su una riva del fiume con un pennello in mano riusciva a scrivere attraverso l’aria il sacro nome di Amida su un foglio che un suo assistente reggeva sull’altra riva. Tu puoi fare questa cosa prodigiosa?».
Bankei rispose gaiamente: «Forse questo gioco di prestigio può farlo la tua volpe, ma non è questo il modo dello Zen. Il mio miracolo è che se ho fame mangio, e se ho sete bevo».
Tratto da 101 Storie Zen

The Real Miracle
When Bankei was preaching at Ryumon temple, a Shinshu priest, who believed in salvation through repetition of the name of the Buddha of Love, was jealous of his large audience and wanted to debate with him.
Bankei was in the midst of a talk when the priest appeared, but the fellow made such a disturbance that Bankei stopped his discourse and asked about the noise.
“The founder of our sect,” boasted the priest, “had such miraculous powers that he held a brush in his hand on one bank of the river, his attendant held up a paper on the other bank, and the teacher wrote the holy name of Amida through the air. Can you do such a wonderful thing?”
Bankei replied lightly: “Perhaps your fox can perform that trick, but that is not the manner of Zen. My miracle is that when I feel hungry I eat, and when I feel thirsty I drink.”
Taken from 101 Zen Stories

Yes – Close To The Edge (Full Album)


Gli Yes sono un gruppo musicale britannico formato nel 1968, annoverato tra i principali esponenti del rock progressivo.[5][6] La band, fondata dal cantante Jon Anderson, il bassista Chris Squire, il chitarrista Peter Banks, il tastierista Tony Kaye ed il batterista Bill Bruford,[1] ha conosciuto il periodo di maggior successo negli anni settanta e ottanta, e nel corso degli anni ha visto avvicendarsi numerosi componenti.[2]

Sebbene il gruppo abbia sempre conservato una certa complessità compositiva, sono due le formazioni rilevanti che, tra le tante susseguitesi nel corso del tempo, si sono distinte per aver adottato due stili musicali radicalmente differenti: la prima, quella del periodo progressive, o “classico”, degli anni settanta era composta da Jon Anderson, Chris Squire, Bill Bruford (o Alan White), dal chitarrista Steve Howe e dal tastierista Rick Wakeman ed era guidata dall’estro visionario di Anderson; l’altra, caratterizzata da sonorità prossime al pop rock e all’arena rock, ha attraversato gli anni ottanta e una parte dei novanta, e comprendeva Jon Anderson, Chris Squire, Tony Kaye, Alan White e il chitarrista Trevor Rabin. Il ruolo di leader, in quest’ultima line-up, era chiaramente ricoperto da Rabin.

Grazie ad album strutturalmente complessi ed articolati, acclamati da critica e pubblico, come The Yes Album, Fragile, Close to the Edge, Relayer, Going for the One e all’estroso e controverso Tales from Topographic Oceans, la band contribuisce in maniera sostanziale a delineare lo sviluppo della scena progressive inglese ed in seguito, dopo essersi riformata con Rabin, riscuote un notevole successo discografico e popolarità a livello mondiale con 90125.

Gli Yes, proponendo un sofisticato rock sinfonico e romantico che fa largo uso di strumenti elettronici innovativi,[1] come il sintetizzatore, il moog ed il mellotron, simboleggiano perfettamente lo stile progressive nella sua forma più pura e definiscono insieme ad altre formazioni, tra le quali King Crimson, Genesis e Gentle Giant, i canoni stessi del progressive rock.[5]

La band ha pubblicato un nuovo album in studio nel 2014, Heaven & Earth, ed è ancora attiva dalla sua fondazione, nel lontano 1968. È stata sempre presente nel corso degli anni, tranne per due brevissimi periodi: il primo agli inizi degli anni ottanta, a causa del temporaneo scioglimento della stessa, e il secondo a metà degli anni duemila. Di fatto gli anni duemiladieci rappresentano il sesto decennio di attività di questo gruppo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Yes

Yes are an English rock band formed in 1968 by bassist Chris Squire and singer Jon Anderson.

Yes first achieved success in the 1970s with a progressive, art and symphonic style of rock music. They are distinguished by their use of mystical and cosmic lyrics, live stage sets, and lengthy compositions, often with complex instrumental and vocal arrangements. Nine of their twenty studio albums have reached the top ten in either the UK or US, with two reaching number one in the UK. They have sold 13.5 million certified units in the US.[1] The band’s most recent line-up consists of singer Jon Davison, guitarist Steve Howe, bass guitarist Billy Sherwood, keyboardist Geoff Downes, and drummer Alan White.

Squire and guitarist Peter Banks had played together in The Syn and then Mabel Greer’s Toyshop. Anderson and later drummer Bill Bruford joined a line-up of Mabel Greer’s Toyshop, which evolved into Yes. Keyboardist Tony Kaye completed the first Yes lineup. The 1970s saw Yes release the albums widely viewed as their creative peak: The Yes Album, Fragile (both in 1971), Close to the Edge (1972), Tales from Topographic Oceans (1973), Relayer (1974) and Going for the One (1977). For most of this period, the band included Anderson, Squire, Howe (who replaced Banks in 1970), Rick Wakeman on keyboards and Bruford, or later Alan White, on drums; Kaye and Patrick Moraz each play keyboards on one of these albums. After the relative failure of Tormato (1978) and rise of punk rock, Anderson and Wakeman left in 1980; Squire, Howe and White recorded Drama with Downes and new vocalist Trevor Horn, both also members of The Buggles. Yes disbanded in 1981, with Howe and Downes subsequently creating Asia.

Yes reformed in 1983 with Anderson, Squire, White, a returning Kaye, and singer and guitarist Trevor Rabin, adopting a more pop rock sound. This quickly became the most commercially successful Yes lineup with 90125 (1983), which spawned the US number one single “Owner of a Lonely Heart”, and Big Generator (1987). The tour in support of Union (1991), which amalgamated members of Yes and Anderson Bruford Wakeman Howe, was a commercial success that featured an eight-man line-up (instead of a quintet). Subsequent albums and singles have sold less well.

The band toured almost constantly between 1996 and 2004, including both 30th and 35th anniversary shows, also releasing the albums Keys to Ascension (1996), Keys to Ascension 2 (1997), Open Your Eyes (1997), The Ladder (1999), and Magnification (2001) during this period. After a four-year hiatus, Yes resumed touring, replacing Anderson with Benoît David and Wakeman with his son Oliver Wakeman due to health issues. In 2011, they released Fly from Here featuring Downes, who returned on keyboards after 30 years. The following year David left the band due to illness and was replaced by Jon Davison, also of Glass Hammer.[2][3] The band’s twenty-first studio album Heaven & Earth, their first album with Davison, was released in July 2014. On 19 May 2015, Yes announced that due to leukemia, Squire was taking a leave from the band, with Sherwood announced as his temporary replacement. Squire died on 27 June 2015.

https://en.wikipedia.org/wiki/Yes_(band)

Alla ricerca di Pace – Looking for Peace



Alla ricerca di Pace


Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni; attribuiamo ” colpe” e crediamo irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o ” nodi” che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi l’opportunità di fermarci a cogliere cosa e perchè alimenti la nostra reazione di rabbia.
Perchè si ami attribuire colpe a ” ologrammi” esteriori?

Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la ” colpa” era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo.
Magari ci credevamo e vedere come si attribuisse ” colpa” agli oggetti ci faceva stare meglio.
Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore.
La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione; dal nascondere i veri motivi delle cose.
Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi ” contro” ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che facciano gola, al potere che amplifichi l’egemonia e sempre a carico della vita di innocenti.
Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come ” pulizia etnica” , come ” genocidio”, ” olocausto,” sono tra le più ignobili che l’umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un’inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equanimità.
Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra “pace ” e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista ( parola forte che appare bellica) dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi.

La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell’amore, della saggezza e dell’equità. Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misura; ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare ” il nemico” dimostrando la propria forza.
Un’ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere; mezzi che sono lontani dall’abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità.
Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla; una forma di dispersione che non arriva neppure all’essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione.
Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine.
Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del ” fare come gli altri”, perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone ” attive” – sentono il bisogno di essere presenti ad alzare la voce – a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti. Credo, semplicemente, che senza altrui suggerimenti, attivi con alzare di voci o apparentemente ” passivi” e compassionevoli – senza alcun giudizio – perchè il dolore, la privazione e la violenza tocca tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un’altra. Tutti siamo uno, infatti, credo che si possa includere nella nostra via anche la capacità di ” allargare il cerchio” del nostro non- dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s’espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d’olio effetti che incrinano armonia.
Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità. Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per ” moda” o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano ( è poi una soluzione la marcia di Pace?) è opportuno solo se si sente – lo si accoglie -da consapevoli; come per la pratica.
Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri sensienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori;
se si arriva all’odio, al mancato dialogo – si è tutti sconfitti.
In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite.

In fondo tutti coloro che possono, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità, dare voce alla pace, possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace.
La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire – qui ed ora – energie al futuro nella via di trasformazione – dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’Amore.

Noi possiamo!
Poetyca 13.08.2006

Looking for Peace

We don’t often notice that, we target others to target with our frustrations; we attribute “faults” and believe some situations to be unsolvable, we lock ourselves in the cage of illusions, because to think that others are wrong and we absolutely right puts us in a position to feel superior to situations. Sometimes the repetition of experiences or “knots” happens that we are unable to untie and everything starts from ourselves, from our attachment, from our wounded ego. And it is always with us the opportunity to stop and understand what and why feed our anger reaction.
Why do you love to blame external “holograms”?
It occurs to me, when as children, if we fell or hurt ourselves against something, to console us, an adult said that the “fault” was of the stone he tripped or the door we hit.
Maybe we believed it and seeing how we attributed “guilt” to objects made us feel better.
Now it would not be better if, in the right effort, we did not try to make our heart peaceful.
Our non-reality is often induced by the media; from hiding the real reasons for things.
As you know, it has always been in the politics of wars to look for motivations to make them burst, motivations that mount judgments “against” but reality is tied to the resources of a territory that make a throat, to the power that amplifies hegemony and always borne by life of innocents.
Misery, division, abuse and that form of violence that is not always physical are the means to bend a people and words like “ethnic cleansing”, like “genocide”, “holocaust,” are among the most ignoble that humanity could have coined. I always hope that there can be a repentance and a way of leading towards a change of direction that knows no violence but dialogue and equanimity.
Perhaps, acting from our small everyday world would not be enough but that there is no confusion between “peace” and those political movements that have other purposes behind flags. Peace is conquered (a strong word that appears warlike) within oneself in order to be capable of constructive behavior.
War, as we know, has always been the antagonist of love, wisdom and fairness. Threats, promises of vindication are what can be put in place by those who want to charge people with anger who have not asked for wars. Defense and offense, means that are not justified but make you lose the sense of measure; every war has known immoral acts, to bend “the enemy” by showing its strength.
A shadow magnifies the fame of those who build it, it is to be powerful and to be feared; means that are far from abandoning strength to show greater maturity.
Then, there is also a lot of talk, without realizing anything; a form of dispersion that does not even reach essentiality and that has no solution opportunity for situations that degenerate into violence and abuse.
We remain powerless, unable to find solutions and overcome conditions that drag on endlessly.
These are free choices, for us, for those who, in the face of a dilemma, can be caught in the trap of “doing like the others”, because maybe it makes them feel better. There are “active” people – they feel the need to be present to raise their voices – to move and maybe make them feel better. Then there are people who, in silence, participate in the pains of the world, although apparently distant. I simply believe that without others’ suggestions, you are active with voices or apparently “passive” and compassionate – without any judgment – because the pain, deprivation and violence affects everyone indiscriminately and not just one part of the earth compared to another . We are all one, in fact, I believe that we can also include in our way the ability to “widen the circle” of our non-sharing, of our listening to the little things of everyday life that are a crumb of peace that expands. We can work on ourselves, seek inner peace so as not to spread effects that damage harmony like wildfire.
It starts from non-judgment or better not from nourishing duality. Go to a demonstration, in freedom because you feel like doing it and not because of “fashion” or because there are no other solutions, for having read a poster that invited you to do it or because they recommend it to us (is the Peace March a solution? ) it is only appropriate if you feel it – you welcome it – by being aware; as for practice.
Simply one must give voice and manifestation to that respect for all sensible beings without seeking wrong or reason, of truth or lie because war, all wars, has no defeats and winners;
if it comes to hatred, to lack of dialogue – everyone is defeated.
In particular if the value of lives is trampled for power.
After all, all those who can, according to their characteristics and opportunities, give voice to peace, can involve others in talking about it, lovingly and far from judgment. To speak of peace one must be peace.
Awareness is the ability to gather from past experiences to offer – here and now – energies to the future on the path of transformation – from the darkness of ignorance to the light of Love.

We can!

Poetyca 13.08.2006

Vivere nell’amore – Live in love – Rudolf Steiner


Vivere nell’amore
La massima fondamentale dell’uomo libero è quella di vivere nell’amore per l’azione e di lasciar vivere avendo comprensione per la volontà altrui.

Rudolf Steiner, La filosofia della libertà, 1894

Live in love
The fundamental maxim of a free man is to live, loving the action and let live having understanding for the will of others.

Rudolf Steiner, The Philosophy of Freedom, 1894

Il Re dei Sogni – The King of Dreams


Il Re dei Sogni

Finita è la pioggia,
presso il muro del pianto
ho cercato riparo,
libero i sogni
sui quali ho potere:
annusano l’aria e vanno,
ritornano e mi sollevano in volo.
Nel mondo reale
nulla posso
è questo il confine
le sue tristi leggi
e il loro dolore,
mentre la pioggia smette
e s’acquieta il cuore
qui nel mio colorato mondo
tutto voglio provare:
voli, sorrisi e illusioni.
Apro dell’immaginario il regno
e tra sospiri e viaggi
un nuovo arcobaleno
mi vado a cercare,
comando al sogno
di aprire le fauci
e il reale inghiotte.

17.11.2001 Poetyca

The King of Dreams

Over and the rain
at the Wailing Wall
I sought shelter,
free dreams
on which I have power,
Sniff the air and go,
I raise and return flight.
In the real world
nothing can
This is the boundary
its sad read
and their pain,
as the rain stops
and quieted my heart
here in my colorful world
all I want to try:
flights, smiles and illusions.
I open the realm of imagination
and between sighs and travel
new rainbow
I’m going to try,
control to the dream
to open the mouth
and the real swallows.

17.11.2001 Poetyca

Viaggiatore – Traveler


Viaggiatore

Son venuto da lontano,
son venuto da oriente
con il mio cuore in mano
e te nella mente.
Ho bussato alla tua porta,
il tuo castello visitato,
tu mi hai aperto piano,
il tuo sorriso regalato.
Avevo con me
il sacchetto dei sogni,
avevo il limpido ricordo
dei nostri voli d’aquile in cielo.
Quanto cercare, quanto sudare,
prima di vedere il fondo del lago.
Acqua cheta ed arcobaleni,
le tue mille capriole…
dovevo conoscere, dovevo vedere.
Ed ora tu qui…
Principessa dei sogni,
Donna e fiore d’aprile.
Quando la Vita si svela
Regalando colore e profumo.
Chi le mie pupille allieta
E mi regala tesoro,
adesso è qui, concreta.
Io non posso ripartire,
io non posso restare,
ora che la mia Vita è rubata,
devo andare di là dal mare.
Prendo coraggio ed indietro ritorno,
seguo la ragione e vado,
con la morte nel cuore,
richiudo la porta del sogno
e riprendo il mio grigiore.

20.10.2001 Poetyca

Traveler

I come from afar,
I came from the east
with my heart in my hand
and you in mind.
I knocked on your door,
your castle visited
you made me open floor
give your smile.
I had with me
bag of dreams,
I remember the clear
our flights of eagles in the sky.
As for search, as sweating,
before seeing the bottom of the lake.
Acqua Cheta and rainbows
your one thousand somersaults …
I know, I see.
And now you are here …
Princess of dreams
Woman and flower in April.
When life is revealed
Give color and fragrance.
Who gladdens my eyes
It gives me treasure,
is now here, concrete.
I can not leave,
I can not stay,
Now that my life is stolen,
I have to go across the sea.
I take courage back and forth,
follow reason and go,
with a heavy heart,
closes the door of the dream
and continue my dullness.

20.10.2001 Poetyca

Fantasia – Fantasy


Fantasia
Mi respiri nel vento,
mi afferri nella notte,
mi accarezzi nei pensieri,
io non più fanciulla
vivo nei tuoi desideri.
Io che posso esser tutto,
che vivo nel sogno per te
non ho un mondo reale,
cercami nel battito d’ali,
cercami nell’odore del mare,
tra le risate del tempo,
nell’infrangersi di onde
a quattro passi dal cuore.
Sentimi quando busso piano
alla porta della tua mente,
non tenermi lontano.
Con me saprai affrontare
tutta la durezza del tuo reale,
mi farò prender per mano,
afferrami e non lasciarmi andare.

06.10.2001 Poetyca
Fantasy
You breathe me in the wind,
You grab me in the night
you enfold me in your thoughts,
I no longer girl
live in your desires.
I can be everything,
I live in a dream for you
I have a real world
Look for me in the beating of wings,
Look for me in the smell of the sea,
the laughter of the time,
in breaking waves
four steps from the heart.
Listen to me when I knock Plan
the door of your mind,
not stay away.
Deal with me know
all the hardness of your real
I’ll take you by the hand,
Hold me and do not let me go.

06.10.2001 Poetyca

Vivere la Natura che si risveglia


“Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni.
Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per
l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi
weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto
la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia”.

Il Dalai Lama in un’intervista alla Repubblica, 9 dicembre 2001

“Certainly life in the West is very troubled and full of distractions.
But if you want, if you engage, you can cut out spaces for
spiritual activity. I always say that, instead of making long
weekend or the wee hours to have fun, you can wake up early
the morning and enjoy the excitement of awakening nature. “

The Dalai Lama in an interview to the Republic, December 9, 2001

Contenimento


Contenimento

Leggera e capace la mia mente
contenitore di astrazioni multiple
oggi ricca di immaginazione e fantasia
Mentre io, da solo, cerco di contrastare simile scoramento consolato dal sapere
quante persone eccezionali
si trovano nel nostro bel paese
Lividi ancora e sofferenti,
molti che si affidano al Nostro Salvatore
che nessuno dimentica
e che al di qua o già dall’altra parte
tutti ci accoglie
e consola.

Giuseppe Bustone

Donna del Mistero – Woman of Mystery


Donna del Mistero

Donna che con sguardo fiero
e sorriso pronto vai,
dietro il tuo volto
nascondi il mistero
di quel cuore
che sente e geme,
palpita e lotta
contro chi lo vuol ferire.
Stretta in un abbraccio
vorrei farti ballare
tra le nuvole ed il cielo,
prenderti la mano,
portarti con me nella notte
e regalarti le stelle
per adornare i tuoi capelli.
Vorrei guardare nel silenzio
la profondità dei tuoi occhi
e perdermi dentro.
Il sorriso…
Solo il sorriso
del cuor tuo attendo.
Donna del Mistero
con la pelle di luna
ed occhi di stelle,
parlami ancora
con le parole tue più belle,
leggimi dentro
e traduci la mia emozione,
dai vita ai palpiti del cuore.
Qui nel cielo il nostro incontro,
dove nessuno ci potrà trovare.
Mia Donna, donna ideale,
dimmi che non sei solo sogno.

Mio Cavaliere che l’elmo indossi,
quante tempeste nel tuo cuore,
buio e tormento,
fatica e dolore
questa vita ti ha donato.
Non ci pensare e dammi la mano,
insieme a me tra nubi e cielo
cancellerai il triste passato,
vedi la vita da quassù?
Piccole cose le delusioni,
prendi in mano e porta nel cuore
tutto il mistero che io ti dono,
cancella pene e dispiaceri,
inizia con me un cammino nuovo.

Si mia Donna,
donna del cuore,
tu mi regalerai
tutto il tuo amore.

29.10.2001 Poetyca


Woman of Mystery

Woman with a proud look
ready smile and go,
behind your face
hide the mystery
of that heart
he feels and groans,
throbs and fight
against those who want to hurt.
Close in an embrace
I would like to make you dance
the clouds and sky,
take my hand,
bring with me the night
and enjoy the stars
to adorn your hair.
I would watch in silence
the depth of your eyes
and lose myself in it.
The smile …
Only a smile
look of your heart.
Woman of Mystery
Skin moon
and eyes of stars,
Tell me more
with your words more beautiful,
readme inside
and translate my emotion,
life by the beating of his heart.
Our meeting here in heaven,
where nobody can find.
My Woman, ideal woman,
Tell me that you’re not just dream.

My Knight that wears the helmet,
How many storms in your heart,
darkness and torment,
fatigue and pain
this life has given you.
We think and give me your hand,
with me between clouds and sky
erase the sad past
see life from up here?
Little things disappointments
take in hand and in his heart
all the mystery that I give you,
remove pain and sorrow,
begins a new journey with me.

It is my Lady,
woman’s heart
You gives me
all your love.

29.10.2001 Poetyca

Aurora


Aurora

Cercarti e non trovarti,
silenzio che taglia
come coltello,
ferite e vuoto.
Liberati in volo mio Spirito,
cerca le carezze del vento
sulle ali ormai forti.
Asciuga lacrime
e prepara il sorriso.
Compi il tuo volo
come araba fenice
rinasci ancora
e le calde ceneri
lascia che il vento disperda.
Nuova linfa ti onora,
nuovo sentire
che tutto riempie.
percepisci ancora
il caldo respiro della Vita
che all’aurora t’ attende.

Araba fenice
che da cenere rinasci
riprendi quel volo
interrotto appena.
Contro inganno ed illusione,
contro scogli duri infrangesti
sogno e speranze nuove.
Coraggio riprendi
ed apri le ali
che ti sollevino ancora
verso i mille colori,
verso la ritrovata aurora.
Non fermare più i sogni,
non rendere mai vano il volo,
quello che senti non è
illusione o inganno
ma reale sentire
di chi conosce
il linguaggio del cuore.

05.10.2001 Poetyca

Aurora

Seek and find,
silence which cuts
as a knife,
wounds and empty.
Freed my spirit fly,
seeks the caresses of the wind
on the wings become strong.
Wipes tears
and ready smile.
Do your flight
as phoenix
born again
, and the hot ash
let the wind disperse.
New life honors you,
new feel
everyone fills.
still perceive
the hot breath of Life
that dawn t ‘wait.

Phoenix
that ashes reborn
resume the flight
just stopped.
Against deception and illusion,
against rocks hard infrangesti
dreams and new hopes.
Courage resume
and open wings
you still raise
to the thousands of colors,
found to dawn.
Never hold the dreams,
do not ever make space flight,
what you feel is not
illusion or deception
but real feel
who knows
the language of the heart.

05.10.2001 Poetyca