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ERIC CLAPTON Live at Budokan, Tokyo, 2001


Eric Patrick Clapton (IPA: [ˈɛɹɪk ˈpætɹɪk ˈklæptən]; Ripley, 30 marzo 1945) è un cantautore, chitarrista e compositore britannico.

Soprannominato «Slowhand» («Mano lenta») e «God» («Dio»), definito da Chuck Berry «The Man of the Blues» («l’uomo del blues»), Clapton è annoverato fra i chitarristi
blues e rock più famosi e influenti.

Nell’arco della sua lunga carriera, ha collaborato con altri artisti acclamati e ha militato in numerosi gruppi (The Yardbirds, John Mayall & the Bluesbreakers, Cream,
Blind Faith, Delaney & Bonnie, Derek and the Dominos) prima di affermarsi come solista, sperimentando nel corso degli anni svariati stili musicali, dal blues di matrice
tradizionale al rock psichedelico, dal reggae al pop rock.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Clapton
Eric Patrick Clapton, CBE (born 30 March 1945), is an English rock and blues guitarist, singer and songwriter. He is the only three-time inductee to the Rock and Roll
Hall of Fame: once as a solo artist and separately as a member of the Yardbirds and Cream. Clapton has been referred to as one of the most important and influential
guitarists of all time.[1] Clapton ranked second in Rolling Stone magazine’s list of the “100 Greatest Guitarists of All Time”[2] and fourth in Gibson’s “Top 50
Guitarists of All Time”.[3] He was also named number five in Time magazine’s list of “The 10 Best Electric Guitar Players” in 2009 [4]

In the mid-1960s, Clapton left the Yardbirds to play blues with John Mayall & the Bluesbreakers. Immediately after leaving Mayall, Clapton formed the power trio Cream
with drummer Ginger Baker and bassist Jack Bruce, in which Clapton played sustained blues improvisations and “arty, blues-based psychedelic pop”.[5] Furthermore, he
formed blues rock band Blind Faith with Baker, Steve Winwood, and Ric Grech. For most of the 1970s, Clapton’s output bore the influence of the mellow style of JJ Cale
and the reggae of Bob Marley. His version of Marley’s “I Shot the Sheriff” helped reggae reach a mass market.[6] Two of his most popular recordings were “Layla”,
recorded with Derek and the Dominos; and Robert Johnson’s “Crossroads”, recorded with Cream. Following the death of his son Conor in 1991, Clapton’s grief was expressed
in the song “Tears in Heaven”, which featured in his Unplugged album.

Clapton has been the recipient of 18 Grammy Awards, and the Brit Award for Outstanding Contribution to Music. In 2004, he was awarded a CBE at Buckingham Palace for
services to music.[7][8][9] In 1998, Clapton, a recovering alcoholic and drug addict, founded the Crossroads Centre on Antigua, a medical facility for recovering
substance abusers.

https://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Clapton

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Cat Stevens Greatest Hits


Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens (Londra, 21 luglio 1948), è un cantautore britannico.

Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato.[2] Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.

All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome “Cat Stevens” dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London, e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album Matthew and Son e New Masters, che ottengono un tiepido successo soprattutto grazie a qualche singolo come I Love My Dog, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.

Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo: Lady D’Arbanville che arriva prima in Francia per quattro settimane, seconda nei Paesi Bassi ed ottava nel Regno Unito, Wild World, Father and Son, Morning Has Broken, Moonshadow, Peace Train tra le più celebri. Da segnalare la presenza tra i musicisti di artisti del calibro di Peter Gabriel (flauto in Katmandu) e Rick Wakeman, all’epoca quasi sconosciuti ai più.

Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti Don’t Be Shy e If You Want to Sing Out, Sing Out. Gli album successivi Catch Bull at Four, Foreigner, Buddha and the Chocolate Box e Numbers abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Yusuf Islam/Cat Stevens (2009)
Decisivo è in tal senso l’ingresso, nel gruppo di musicisti che accompagna Stevens, del tastierista Jean Roussell. Tra i brani di maggior successo di tali album vi sono Sitting, The Hurt e Oh Very Young. Nel frattempo Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.

Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora Isitzo e Back to Earth dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I versi satanici. In realtà Islam, il quale si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica. Questa controversia comunque gli avrebbe causato l’ostracismo di gran parte del mondo musicale per lungo tempo.

Nel 2004 Islam è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Yusuf Islam vive tuttora a Londra con sua moglie e i suoi cinque figli. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating il brano Father and Son, nel 2006 ha pubblicato l’album An Other Cup. Nel 2007 pubblica un DVD live, Yusuf’s Cafè Session, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album Roadsinger, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical, denominato Moonshadow, in world premiere a Melbourne, con 58 appuntamenti in Australia: il tour europeo è ancora da definire. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo dove propone Peace Train, Maybe There´s a World (con citazione di All You Need Is Love dei Beatles) e Father and Son e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album Tell ‘Em I’m Gone, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace train… late again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Cat Stevens

Yusuf Islam (born Steven Demetre Georgiou, 21 July 1948), commonly known by his former stage name Cat Stevens, is a British singer-songwriter, multi-instrumentalist, humanitarian, and education philanthropist. His 1967 debut album reached the top 10 in the UK, and the album’s title song “Matthew and Son” charted at number 2 on the UK Singles Chart. His albums Tea for the Tillerman (1970) and Teaser and the Firecat (1971) were both certified triple platinum in the US by the RIAA.

His 1972 album Catch Bull at Four spent three weeks at number one on the Billboard 200, and fifteen weeks at number one in the Australian ARIA Charts. He earned two ASCAP songwriting awards in 2005 and 2006 for “The First Cut Is the Deepest”, and the song has been a hit for four different artists. His other hit songs include “Father and Son”, “Wild World”, “Peace Train”, “Moonshadow”, and “Morning Has Broken”. In 2007 he received the British Academy’s Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection.

In December 1977, Stevens converted to Islam[10] and adopted the name Yusuf Islam the following year. In 1979, he auctioned all his guitars for charity[11] and left his music career to devote himself to educational and philanthropic causes in the Muslim community. He was embroiled in a long-running controversy regarding comments he made in 1989 about the death fatwa on author Salman Rushdie. He has received two honorary doctorates and awards for promoting peace from two organisations founded by Mikhail Gorbachev.

In 2006, he returned to pop music – releasing his first album of new pop songs in 28 years, titled An Other Cup. With that release and for subsequent ones, he dropped the surname “Islam” from the album cover art – using the stage name “Yusuf” as a mononym. In 2009, he released the album Roadsinger, and in 2014, he released the album Tell ‘Em I’m Gone, and began his first US tour since 1978. He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2014.

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I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


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I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

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The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of  teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.

Farfalla


farfallehaiku

   Farfalla       
 
Farfalla dai luminosi colori
eri dal buio avvolta
ripiegata e sola.
Ma ecco che ora voli.
La Luce ti ha cercata
e nuova vita ti vibra
nelle ali.
Tra eterei viaggi
e colori  nuovi
la speranza
mai abbandoni.
Luce è amore
che ti accarezza il cuore.
Volo è il gioioso canto
di chi si vuol donare.
Farfalla dai colori accesi
vola e non ti fermare.

 10.11.2001 Poetyca

Butterfly
 
Butterfly with bright colors
were enveloped by darkness
folded and alone.
But here now flights.
The Light you sought
and new life will vibrate
in the wings.
Among ethereal travel
and new colors
hope
never leave.
Light is love
that caresses the heart.
Flight is the joyful song
of those who want to donate.
Butterfly with bright colors
flies and do not stop.

  10.11.2001 Poetyca

Feeling


Feeling
Quando per la prima volta

hai sentito il battito del tuo cuore
era il mio che sentivi.

Quando le tue ali si libravano in volo
erano le mie ali.

Quando seguivi il ritmo del respiro
ero io che respiravo.

Quando una vibrazione dentro ti guidava
ero io che vibravo.

Corde di violino tese verso l’infinito,
stesso ritmo, stessa armonia, stesso suono.

Mistero che tesse fili d’argento
lega cuori e pensieri.

Cercare e afferrare l’impercettibile,
non più solitari cuori erranti,
non più sguardi bassi e smarrimenti.

Gli occhi, i nostri occhi guardano il cielo,
il cuore, il nostro cuore lo stesso battito,
stesso anche il pensiero.

Difficile spiegare
ma siamo UNO.

15.10.2001 Poetyca

Feeling

When first time

Did you hear the beating of your heart
that was my hearing.

When your wings soar
were my wings.

When you follow the rhythm of breath
I was breathing it.

When you drove into a vibration
I was vibrating.

Violin strings stretched to infinity,
same rhythm, same harmony, same sound.

Mystery that weaves threads of silver
binds hearts and thoughts.

Search and grab the imperceptible,
lonely hearts no more wandering,
no longer looks and low loss.

Eyes, our eyes watching the sky,
hearts, our hearts beat the same,
also the same thought.

Difficult to explain
but we are ONE.

15.10.2001 Poetyca

Aurora


Aurora

Cercarti e non trovarti,
silenzio che taglia
come coltello,
ferite e vuoto.
Liberati in volo mio Spirito,
cerca le carezze del vento
sulle ali ormai forti.
Asciuga lacrime
E prepara il sorriso.
Compi il tuo volo
Come araba fenice
Rinasci ancora
E le calde ceneri
Lascia che il vento disperda.
Nuova linfa ti onora,
nuovo sentire
che tutto riempie.
Percepisci ancora
Il caldo respiro della Vita
Che all’aurora t’ attende.

Araba fenice
Che da cenere rinasci
Riprendi quel volo
Interrotto appena.
Contro inganno ed illusione,
Contro scogli duri infrangesti
Sogno e speranze nuove.
Coraggio riprendi
Ed apri le ali
Che ti sollevino ancora
Verso i mille colori,
verso la ritrovata aurora.
Non fermare più i sogni,
non rendere mai vano il volo,
quello che senti non è
illusione o inganno
ma reale sentire
di chi conosce
il linguaggio del cuore.

Poetyca 05.10.2001

Aurora

Seek and find,
silence that cuts
as a knife,
wounds and empty.
Freed my spirit in the air,
seeks the caresses of the wind
on the wings become strong.
wipes tears
It prepares the smile.
Fulfill your flight
Like a phoenix
Renaissance still
And the hot ash
Let the wind scatter.
New life honors you,
new feeling
who fills all things.
Feel more
The warm breath of Life
That dawn t ‘wait.

phoenix
That ashes reborn
Resume that flight
Just stopped.
Against deception and illusion,
Against rocks hard infrangesti
New dreams and hopes.
courage resume
Open and wings
You still raise
Towards the many colors,
found toward the dawn.
Never hold the dreams,
do not ever make the flight compartment,
what you feel is not
illusion or deception
but real feeling
of those who know
the language of the heart.

Poetyca 05.10.2001

Thich Nhat Hanh: Abbracciare la Rabbiao


 

Thich Nhat Hanh: Abbracciare la Rabbia

(Conferenza tenuta il 25 settembre 2001 alla Riverside Church di New York)

***********************

Cari amici, vorrei dirvi come pratico quando mi arrabbio.
Durante la guerra in Vietnam, c’erano molte ingiustizie,
e furono uccise molte migliaia di persone, fra le quali molti miei amici e discepoli.
Ero molto arrabbiato.
Una volta venni a sapere che la città di Ben Tre, una città
di trecentomila abitanti, era stata bombardata dall’aviazione
americana solo perché alcuni guerriglieri erano scesi in città e
avevano cercato di abbattere gli aeroplani americani.
I guerriglieri non ebbero successo, e dopo quel
tentativo se ne andarono. E la città fu distrutta. In seguito il
militare che si era reso responsabile di ciò dichiarò che aveva
dovuto distruggere la città per salvarla. Ero molto arrabbiato.

Ma a quel tempo ero già un praticante, un solido praticante. Non dissi
nulla, non feci nulla, perché sapevo che agire o dire
cose mentre si è arrabbiati non è saggio. Può creare molta distruzione.
Tornai a me stesso, riconoscendo la mia rabbia,
abbracciandola, e guardai profondamente nella natura della mia sofferenza.
Nella tradizione buddista abbiamo la pratica del respirare in presenza
mentale, del camminare in presenza mentale, allo scopo di generare
l’energia della presenza mentale.

È esattamente con questa energia che possiamo riconoscere, abbracciare e
trasformare la nostra rabbia. La presenza mentale è il tipo di energia
che ci aiuta a essere consapevoli di ciò che sta avvenendo dentro di noi e intorno a
noi, e tutti possono essere in presenza mentale. Se bevete una tazza di tè e sapete
che state bevendo una tazza di tè, questo è bere in presenza mentale. Quando
inspirate e sapete che state inspirando, e concentrate la vostra attenzione
sull’inspirazione, questa è consapevolezza della respirazione.

Quando fate un passo e siete consapevoli che state
facendo un passo, questo si chiama consapevolezza del camminare. La
pratica basilare nei centri Zen, nei centri di meditazione, è quella di generare la
presenza mentale in ogni momento della vita quotidiana. Quando siete arrabbiati, siete
consapevoli di essere arrabbiati. E’ perché avete già in voi l’energia della presenza
mentale creata dalla pratica che potete averne a sufficienza per riconoscere,
abbracciare, guardare in profondità e capire la natura della vostra sofferenza.

Io riuscii a capire la natura della sofferenza in Vietnam. Vidi che
non solo i vietnamiti soffrivano, ma anche gli americani soffrivano
durante quella guerra. Il giovane americano mandato in Vietnam
per uccidere ed essere ucciso era sottoposto a molta
sofferenza, e la sofferenza continua ancora oggi. La famiglia soffre,
e anche la nazione.
Io potei vedere che la causa della nostra sofferenza in Vietnam non
erano i soldati americani. Era una politica non saggia. Era un equivoco.
Era la paura che stava al fondamento della politica.

Molti in Vietnam si sono dati fuoco per chiedere che la distruzione
cessasse. Essi non volevano provocare dolore ad altri, ma prendere
il dolore su di sé affinché passasse il loro messaggio. Ma il rumore degli aerei
e delle bombe era troppo forte. Poche persone al mondo furono in grado di sentirci.
Così decisi di recarmi in America e invocare una cessazione della violenza.
Questo avvenne nel 1966, e a causa di ciò mi fu impedito di fare ritorno a casa.
E da allora, dal 1966, ho vissuto in esilio.

Ho potuto vedere che non è l’uomo il vero nemico dell’uomo. Il vero nemico è
l’ignoranza, la discriminazione, la paura, l’avidità, e la violenza.
Non odiavo il popolo americano, la nazione americana. Venni in America
a invocare quel guardare in profondità che avrebbe consentito al vostro governo
di rivedere quel tipo di politica.
Ricordo che incontrai il Segretario della Difesa Robert Mac Namara.
Gli dissi la verità circa la sofferenza. Egli si trattenne con me a lungo e mi ascoltò
profondamente, e io fui molto grato per la qualità del suo ascolto. Tre mesi dopo, quando
la guerra si fece più intensa, venni a sapere che si era dimesso dal suo incarico.

Odio e rabbia non erano nel mio cuore. Fu per questo che molti
giovani del mio paese mi ascoltarono, quando li invitai a seguire il cammino della
riconciliazione, e insieme collaborammo nel dare vita alle nuove organizzazioni per la pace a
Parigi. Spero che i miei amici qui a New York siano capaci di praticare allo stesso modo.
Io ho compreso, e comprendo, la sofferenza e l’ingiustizia, e sento di capire
profondamente la sofferenza di New York, dell’America. Io sento di essere un newyorkese.
Sento di essere un americano.

Quando non siete calmi evitate di agire, non dite nulla: restate
disponibili per voi stessi, centrati in voi stessi. Ci sono sistemi grazie ai quali
possiamo tornare a noi stessi e praticare così da riscoprire la nostra calma, la nostra
tranquillità, la nostra lucidità. Ci sono sistemi che possiamo mettere in pratica così da
capire le reali cause della sofferenza. E questa comprensione ci aiuterà a fare ciò che va
fatto, e a non fare ciò che potrebbe essere dannoso per noi e per gli altri.

Prima di continuare, pratichiamo la respirazione in presenza mentale per mezzo
minuto.

Nella psicologia buddista, siamo soliti parlare della coscienza in termini di semi.
Abbiamo il seme della rabbia, nella nostra coscienza. Abbiamo il seme della
disperazione, della paura. Ma abbiamo anche il seme della comprensione, della
saggezza, della compassione, e del perdono. Se sappiamo come innaffiare il seme della
saggezza e compassione in noi, quel seme, questi semi si manifesteranno come energie
potenti che ci aiuteranno a compiere un gesto di perdono e compassione. Ciò basterà a
recare un immediato sollievo alla nostra nazione, al mondo. Questa è la mia convinzione.

Io credo molto fortemente che gli americani abbiano molta saggezza e compassione
in loro stessi. Voglio che siate al meglio di voi quando comincerete ad agire,
nell’interesse dell’America e nell’interesse del mondo. Con lucidità,
con comprensione e compassione vi rivolgerete alle persone che vi hanno provocato così
tanto danno e sofferenza e porrete loro molte domande.

“Noi non comprendiamo abbastanza la vostra sofferenza, potreste
parlarcene? Non vi abbiamo fatto nulla, non abbiamo cercato di distruggervi, non abbiamo
cercato di discriminarvi, e non comprendiamo perché ci abbiate fatto questo. Deve
esserci molta sofferenza in voi. Vogliamo ascoltarvi. Può darsi che possiamo
aiutarvi. E insieme possiamo collaborare a costruire la pace nel mondo.” Se sarete solidi,
se sarete compassionevoli nell’affermare ciò, essi vi parleranno della loro sofferenza.

Nel buddismo parliamo della pratica dell’ascolto profondo, dell’ascolto
compassionevole, un metodo magnifico grazie al quale possiamo ripristinare la
comunicazione – la comunicazione tra marito e moglie, la comunicazione
tra padre e figlio, la comunicazione tra madre e figlia, la comunicazione tra
nazioni. La pratica dell’ascolto profondo dovrebbe essere assimilata dai genitori, dalle
coppie, così che possano capire la sofferenza dell’altra persona. Quella persona
potrebbe essere nostra moglie, nostro marito, nostro figlio o nostra figlia. Ma anche se
possiamo avere l’intenzione di ascoltare, molti di noi hanno perso la capacità di
farlo perché c’è molta rabbia e violenza in noi. Altri non sanno come usare la parola
gentile; rimproverano e giudicano in continuazione. E il loro parlare è molto spesso aspro,
amaro. Questo genere di linguaggio farà sempre esplodere in noi l’irritazione e la
rabbia e ci impedirà di ascoltare profondamente e con compassione. Per questo la semplice
intenzione di ascoltare non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un qualche allenamento
per poter ascoltare profondamente e con compassione. Io penso, credo, ho la
convinzione che se un padre sa come ascoltare profondamente e con compassione suo figlio,
sarà in grado di aprire la porta del suo cuore e di ripristinare la comunicazione.

Anche al Congresso e al Senato le persone dovrebbero allenarsi
nell’arte dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole. C’è molta sofferenza nel paese, e molte
persone sentono che la loro sofferenza non è capita. Per questo i politici, i membri del
Parlamento, i membri del Congresso devono allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo –
l’ascolto del loro stesso popolo, l’ascolto della sofferenza nel paese, perché nel paese
c’è ingiustizia, c’è discriminazione. C’è molta rabbia nel paese. Se possiamo ascoltarci
gli uni gli altri, possiamo anche ascoltare coloro che sono al di fuori del paese. Molti di
essi vivono nella disperazione, molti soffrono a causa di ingiustizia e discriminazione. La
quantità di violenza e disperazione in loro è enorme. Ma se come nazione sappiamo
come ascoltare la loro sofferenza, già possiamo recare molto sollievo.
Essi sentiranno di essere capiti. Già questo è sufficiente a disinnescare la bomba.

Alle coppie raccomando sempre, quando sono arrabbiati l’uno con l’altra, di tornare al
proprio respiro e al camminare in presenza mentale, di abbracciare la rabbia e
guardare profondamente nella natura della rabbia. Così possono essere
in grado di trasformare quella rabbia, anche in soli quindici minuti o in poche
ore. Se non possono farlo, allora dovranno dire all’altra persona che soffrono, che sono
arrabbiati, e che vogliono che l’altro lo sappia. Proveranno a dirlo in un modo calmo.
“Caro (o cara), soffro, e voglio che tu lo sappia”. A Plum Village, dove vivo e
pratico, raccomandiamo ai nostri amici di non tenersi la loro rabbia per più di ventiquattr’ore
senza dirlo all’altra persona. “Caro/a, soffro, e voglio che tu lo sappia. Non so perché tu
mi abbia fatto una cosa simile. Non so perché tu mi abbia detto una cosa simile.” Questa
è la prima cosa che dovrebbero dire all’altra persona. E se non sono abbastanza calmi
per dirlo,possono scriverlo su un foglio.

La seconda cosa che possono dire o scrivere è: “Sto facendo del mio meglio.”
Significa: Sto praticando per non dire nulla, non fare nulla con rabbia, perché so che in
questo modo creerei maggiore sofferenza. Così sto abbracciando la mia rabbia, sto
guardando profondamente dentro la natura della mia rabbia.” Dite all’altra persona che
state praticando il trattenere la rabbia, il comprendere la rabbia,
allo scopo di scoprire se per caso quella rabbia proviene da una vostra cattiva comprensione,
da una vostra percezione errata, da una vostra scarsa presenza mentale o da una mancanza di
abilità.

E la terza cosa che potreste volergli o volerle dire è: “Ho bisogno del tuo aiuto.”
Generalmente quando ci arrabbiamo con qualcuno vogliamo fare esattamente
l’opposto. Vogliamo dire: “Non ho bisogno di te. Posso sopravvivere anche per conto
mio.” “Ho bisogno del tuo aiuto” significa “Ho bisogno della tua pratica, ho bisogno del
tuo guardare in profondità, ho bisogno che mi aiuti a vincere questa rabbia perché
soffro.” E se io soffro, non è possibile che tu possa essere felice, perché la felicità non è
una faccenda individuale. Se l’altro soffre, non c’è modo che tu possa essere felice da
solo. Così aiutare l’altro a soffrire meno, a sorridere, farà felice anche te.

Il Buddha ha detto: “Questo è così perché quello è così. Questo è perché quello è.” Le
tre frasi che propongo sono il linguaggio del vero amore. Esso ispirerà l’altra persona a
praticare, a guardare in profondità, e insieme realizzerete la comprensione e la
riconciliazione. Ai miei amici propongo di scrivere queste frasi su un foglietto e di
infilarlo nel portafoglio. Ogni volta che si arrabbiano con il partner, o con il figlio o la
figlia, possono praticare la respirazione in presenza mentale, tirare fuori il foglietto e
leggerlo. Sarà una campana di consapevolezza che dirà loro che cosa fare e che cosa
non fare. Le tre frasi sono: “Soffro e voglio che tu lo sappia.” “Sto facendo del mio
meglio.” “Per favore aiutami.”

Credo che anche in un conflitto internazionale sia possibile lo stesso genere di
pratica. Perciò propongo all’America di fare lo stesso. Dite a coloro che ritenete essere
la causa della vostra sofferenza che voi soffrite, che volete che loro lo sappiano, che
volete sapere perché vi hanno fatto una cosa simile, e praticate l’ascolto profondamente e con compassione.

La qualità del nostro essere è molto importante, perché quella domanda,
quell’affermazione non è una condanna, ma un desiderio di creare la vera
comunicazione. “Siamo pronti ad ascoltarvi. Sappiamo che dovete aver
sofferto molto per averci fatto una cosa simile. Forse avete pensato che siamo noi la
causa della vostra sofferenza. Quindi per favore diteci se abbiamo cercato di
distruggervi, se abbiamo cercato di farvi oggetto di discriminazione, affinché possiamo capire.
Sappiamo che quando avremo compreso la vostra sofferenza, potremo
essere capaci di aiutarvi.” Questo è quello che nel buddismo chiamiamo “parola amorevole” o
“linguaggio gentile”; esso ha lo scopo di creare la comunicazione, di ristabilire la
comunicazione. Una volta che sarà ristabilita la comunicazione, la pace sarà possibile.
Quest’estate, un gruppo di palestinesi è venuto a Plum Village e ha
praticato con un gruppo nutrito di israeliani.

Abbiamo favorito la loro venuta offrendo loro facilitazioni per il soggiorno e abbiamo praticato insieme. In due settimane hanno imparato a sedersi insieme, a camminare insieme in presenza mentale, ad
apprezzare i pasti in silenzio in comune e a sedere tranquillamente per ascoltarsi l’un
l’altro. La pratica così assimilata ha avuto molto successo. Alla fine delle due settimane di
pratica ci hanno dato una notizia davvero meravigliosa. Una signora ha detto: “Thây,
per la prima volta nella mia vita vedo che la pace in Medio Oriente è possibile.” Un
altro giovane ha detto: “Thây, appena arrivato a Plum Village non credevo che Plum Village
fosse qualcosa di reale, perché nella situazione del mio paese si vive costantemente
nella paura e nella rabbia. Quando i nostri bambini salgono sull’autobus non siamo sicuri
che torneranno a casa. Quando andiamo al supermercato non siamo sicuri di sopravvivere
e di tornare alla nostra famiglia. A Plum Village vedi le persone guardarsi con
amore, parlare gentilmente con gli altri, camminare in pace e fare ogni cosa in
presenza mentale. Noi non credevamo che ciò fosse possibile. Non mi sembra vero.”

Ma nelle condizioni di pace di Plum Village, essi erano capaci di
stare insieme, di vivere insieme, e di ascoltarsi l’un l’altro, e alla fine la
comprensione è arrivata. Essi promisero che tornati in Medio Oriente avrebbero continuato la
pratica. Organizzeranno incontri di pratica una volta alla settimana a livello locale e una
giornata di presenza mentale a livello nazionale. E contano di tornare a Plum Village in un
gruppo più numeroso per continuare la pratica.

Penso che se nazioni come l’America organizzassero ambienti di questo
genere, dove le persone possono incontrarsi e trascorrere il tempo praticando la
pace, sarebbero in grado di calmare le loro emozioni, la loro paura, e i negoziati di
pace sarebbero molto più facili.

Tutte le cose hanno bisogno di cibo per vivere e per crescere, inclusi
il nostro amore e il nostro odio. L’amore è una cosa vivente, l’odio è una cosa
vivente. Se non nutri il tuo amore, esso morirà. Se tagli la fonte di nutrimento alla tua
violenza, anche la tua violenza morirà. Per questo il sentiero indicato dal Buddha è il
sentiero del consumo consapevole.

Il Buddha raccontò la seguente storia. C’era una coppia che voleva
attraversare il deserto per recarsi in un altro paese in cerca di libertà. Essi
portarono con sé il loro figlioletto e una quantità di cibo e di acqua, ma non fecero bene i
conti, sicché a metà strada in pieno deserto terminarono il cibo. I due sapevano che
sarebbero morti. Così, dopo molta angoscia, decisero di mangiare il bambino in modo da poter
sopravvivere e raggiungere l’altro paese; ed è proprio ciò che fecero. E ogni volta
che mangiavano un pezzetto della carne del loro bambino, i due piangevano.

Il Buddha domandò ai suoi monaci: “Cari amici, pensate che quella
coppia gioisse nel mangiare la carne del loro proprio figlio?” Il Buddha disse: “E’
impossibile gioire nel mangiare la carne del proprio figlio. Non mangiare in presenza mentale è come
mangiare la carne di nostro figlio e di nostra figlia, è come mangiare
la carne dei nostri genitori.”

Se guardiamo profondamente, vedremo che mangiare può essere un atto
estremamente violento. L’Unesco ci dice che ogni giorno quarantamila
bambini nel mondo muoiono per mancanza di cibo. Ogni giorno, quarantamila bambini! E la
quantità totale dei cereali che coltiviamo in Occidente è usata
principalmente per nutrire il bestiame. L’ottanta per cento del granoturco coltivato in
questo paese serve a nutrire il bestiame da carne. Il novantacinque per cento dell’avena
prodotta in questo paese non è per noi, per la nostra alimentazione, ma per gli animali
allevati per farne cibo. Secondo questo recente rapporto, l’ottantasette per cento
dell’intero territorio agricolo degli Stati Uniti viene usato per l’allevamento. Si tratta
del quarantacinque per cento di tutto il territorio degli Stati Uniti.

– Acqua –

Più della metà di tutta l’acqua consumata negli USA serve per l’allevamento di
animali. Occorrono quasi 9.500 litri d’acqua per produrre una libbra
di carne, ma solo 95 litri per produrre una libbra di frumento. Una dieta totalmente
vegetariana richiede 1.135 litri di acqua al giorno, mentre una dieta che comprende la
carne richiede più di 15.000 litri di acqua al giorno.

– Inquinamento –

Allevare animali a scopo alimentare provoca maggior inquinamento nell’acqua di
qualsiasi altra industria negli Stati Uniti, perché gli animali
allevati producono centotrenta volte gli escrementi dell’intera popolazione umana.
Significa quaranta tonnellate al secondo. Molti dei liquami provenienti dalle fattorie e
dai macelli finiscono nei ruscelli e nei fiumi, contaminando le sorgenti.

– Deforestazione –

Ogni vegetariano può salvare un acro di alberi all’anno. Più di 260
milioni di acri di foreste degli Stati Uniti sono stati disboscati per fare spazio alle
coltivazioni destinate a nutrire gli animali da carne. E un altro acro di alberi scompare ogni
otto secondi. Anche le foreste pluviali tropicali stanno per essere distrutte per creare
pascoli per il bestiame.

– Risorse –

Negli Stati Uniti, gli animali allevati a scopo alimentare sono
nutriti con oltre l’ottanta per cento del granoturco coltivato, e con più del novantacinque per
cento dell’avena. Stiamo mangiando il nostro paese, stiamo mangiando il nostro cuore, stiamo
mangiando i nostri bambini. E ho saputo che oltre la metà delle persone in questo paese mangia in eccesso.

Mangiare in presenza mentale può aiutarci a mantenere la compassione dentro il
nostro cuore. Una persona priva di compassione non può essere felice,
non può entrare in relazione con gli altri esseri umani e con gli altri esseri
viventi. E il mangiare la carne dei nostri propri figli è proprio quello che sta succedendo nel mondo,
perché non pratichiamo il mangiare in presenza mentale.

Il Buddha ha parlato del secondo genere di nutrimento che consumiamo
ogni giorno: le impressioni sensoriali; quel genere di cibo che assumiamo
attraverso gli occhi, le orecchie, la lingua, il corpo e la mente. Quando leggete una rivista,
consumate. Quando guardate la televisione, consumate. Quando ascoltate una
conversazione, consumate. E queste cose possono essere altamente tossiche. Possono esserci molti
veleni, come l’ avidità, la violenza, la rabbia, la disperazione. Permettiamo così a
noi stessi di farci intossicare da ciò che consumiamo in termini di impressioni
sensoriali. Permettiamo ai nostri bambini di farsi intossicare da questi prodotti. Per questo è
molto importante guardare profondamente dentro il nostro malessere, dentro la natura del nostro
malessere, allo scopo di riconoscere la fonte di nutrimento che abbiamo usato per
portarlo dentro di noi e nella nostra società.

Quello che il Buddha ha detto è: “Ciò che è venuto in essere – se sai
come guardare profondamente nella sua natura e identificare la sua fonte di
nutrimento, allora sei già sulla strada della liberazione.” Ciò che è venuto in essere è la
nostra malattia, il nostro malessere, la nostra sofferenza, la nostra violenza, la nostra
disperazione. E se pratichiamo il guardare in profondità, la meditazione, saremo in grado
di identificare la fonte di nutrimento, di cibo, che ha portato tutto questo in noi.

Dunque l’intera nazione deve praticare il guardare in profondità
dentro la natura di ciò che consumiamo ogni giorno. Il consumare in presenza mentale non è
il solo modo di proteggere la nazione, noi stessi e la società. Dobbiamo anche imparare come
consumare in presenza mentale come famiglia, come città, come nazione. Dobbiamo
imparare che cosa produrre e che cosa non produrre allo scopo di dare
al nostro popolo solo cose che nutrono e che guariscono. Dobbiamo astenerci dal
produrre quei generi di cose che portano guerra e disperazione nel nostro corpo, nella nostra
coscienza, e nel corpo e nella coscienza collettivi della nostra nazione e società.
Questo deve praticare il Congresso. Noi abbiamo eletto i membri del Congresso. Da loro ci aspettiamo che
pratichino profondamente, che si mettano in ascolto della sofferenza
delle persone, delle cause reali di quella sofferenza, e che facciano il tipo di
leggi che possono proteggerci dall’autodistruzione. L’America è grande. Io sono convinto
che voi possiate farlo e che possiate aiutare il mondo. Voi potete offrire al mondo
saggezza, presenza mentale e compassione.

Recentemente ho avuto l’occasione di apprezzare i luoghi dove le persone non
fumano. Ci sono voli per non fumatori di cui potete approfittare.
Dieci anni fa voli così, per non fumatori, non esistevano. E in America su ogni pacchetto di
sigarette è scritto l’avvertimento: “Stai attento: il fumo può mettere in pericolo la tua
salute.” Questa è una campana di consapevolezza. Questa è pratica del consumo
consapevole. Non dite che state praticando la presenza mentale, ma in realtà lo state facendo. La
consapevolezza del fumo è ciò che vi ha permesso di vedere che il fumo
non è salutare. In America, le persone sono molto consapevoli del cibo che mangiano. E
pretendono che su ogni prodotto vi sia un’etichetta in modo da poter sapere che
cosa c’è dentro.
Non vogliono mangiare cibi che possano portare tossine e veleni nei
loro corpi. Questo è pratica del mangiare consapevolmente.

Ma possiamo andare oltre. Possiamo fare di meglio, come genitori, come
insegnanti, come artisti e come politici. Se sei un insegnante, puoi dare un
grande contributo nel risvegliare le persone sulla necessità di un consumo consapevole,
perché è quella la via della vera emancipazione. Se sei un giornalista, hai i mezzi per
educare le persone, per ridestarle sulla natura della nostra situazione. Facendo opera di
risveglio ognuno di noi può trasformare se stesso in un bodhisattva.

Il terzo nutrimento di cui ha parlato il Buddha è la volizione. La
volizione è ciò che vogliamo più di ogni altra cosa, il desiderio più profondo. Ognuno di
noi ha un desiderio profondo. Dobbiamo identificarlo, dobbiamo chiamarlo con il suo vero
nome. Il Buddha aveva un desiderio; voleva trasformare tutta la sua sofferenza. Voleva
diventare un illuminato per essere capace di aiutare gli altri. Egli non credeva
che da politico avrebbe potuto aiutare molte persone, e per questo scelse di farsi monaco.
Alcuni fra noi credono che la felicità sia possibile solo ottenendo una grande
quantità di denaro, o la fama, o un grande potere, o molto sesso. Questo tipo di desiderio
appartiene alla terza categoria di cibo di cui ha parlato il Buddha.

Per illustrare il suo insegnamento il Buddha è ricorso a questa
immagine: C’è un giovane che ama vivere, e che non vuole morire. Tuttavia, due uomini
possenti lo stanno trascinando verso un luogo dove si trova una fossa di carboni
accesi e vogliono gettarlo tra i tizzoni ardenti per farlo morire. Lui resiste, ma è
destinato a morire perché i due uomini sono troppo forti. Il Buddha disse: “Il vostro più
profondo desiderio vi porterà o in un luogo di felicità oppure all’inferno.” Per questo è
molto importante guardare dentro la natura del vostro più profondo desiderio, vale a
dire la volizione. Il Buddha ha detto che l’avidità vi porterà a molta sofferenza, sia che
si tratti di desiderio di ricchezza, di sesso, di potere, o di fama. Ma se avete un desiderio
salutare, come il desiderio di proteggere la vita, di proteggere l’ambiente o di aiutare
la gente a vivere una vita semplice e con il tempo per prendersi cura di sé, di amare e
prendersi cura dei propri cari, questo è il genere di desiderio che conduce alla
felicità. Ma se siete spinti dalla brama di fama, di ricchezza, di potere, dovrete soffrire molto.
E questo desiderio vi trascinerà all’inferno, nella fossa di tizzoni ardenti, e morirete.

Ovunque nel mondo ci sono persone che considerano la vendetta come il loro
desiderio più profondo. Queste persone diventano terroristi. Quando il
rancore e la vendetta sono il nostro desiderio più profondo, anche noi soffriamo
terribilmente, come il giovane che quei due uomini possenti trascinavano, per gettare poi
nella fossa di tizzoni ardenti. Il nostro desiderio più profondo dovrebbe essere
amare, aiutare, non vendicarsi, punire o uccidere. Confido che i newyorkesi abbiano questa
saggezza. Il rancore non può essere una risposta al rancore; ogni violenza è
ingiusta. Rispondere alla violenza con la violenza può soltanto portare maggiore violenza e
ingiustizia, maggior sofferenza, non solo agli altri, ma a noi stessi. Questa è la
saggezza che è in ognuno di noi.

Abbiamo bisogno di respirare profondamente, di diventare calmi per
toccare il seme della saggezza. Io so che se il seme della saggezza e
della compassione del popolo americano potesse essere innaffiato regolarmente per l’arco di una
settimana, esso porterebbe molto sollievo, ridurrebbe la rabbia e il
rancore. E l’America sarebbe capace di compiere un gesto di perdono che darebbe un grande sollievo
all’America e al mondo intero. Per questo il mio suggerimento è praticare la calma,
l’essere concentrati, innaffiare i semi di saggezza e compassione che
sono già in noi, e imparare l’arte della consumo consapevole. Questa è una vera
rivoluzione, il solo tipo di rivoluzione che può aiutarci a uscire da questa difficile
situazione, nella quale la violenza e il rancore prevalgono.

****************

No, non sto piangendo.
Mi tengo il volto tra le mani,
Per scaldare la mia solitudine.
Mani che proteggono,
Mani che nutrono,
Mani che impediscono alla mia anima
Di vivere nella rabbia.


Thich Nhat Hanh: Embracing Anger

(Conference held September 25, 2001 at Riverside Church in New York)

***********************

Dear friends, I would tell you how handy when I get angry.
During the Vietnam War, there were many injustices,
were killed and many thousands of people, including many of my friends and disciples.
I was very angry.
Once I learned that the city of Ben Tre, a city
three hundred thousand inhabitants, was bombed by
American only because some guerrillas had fallen in the city and
had tried to shoot down American planes.
The guerrillas did not succeed, and after that
attempt left. And the city was destroyed. Following the
military that was responsible for what he said
to destroy the city to save it. I was very angry.

But at that time I was already a practitioner, a solid practitioner. I did not say
nothing, did nothing, because I knew that acting or saying
things while you are angry is not wise. It can create much destruction.
I returned to myself, recognizing my anger,
embracing it, and looked deeply into the nature of my suffering.
In the Buddhist tradition we have the practice of breathing in the presence
mental, of walking in mindfulness, to generate
the energy of mindfulness.

It is exactly this energy that we can recognize, embrace and
transform our anger. Mindfulness is the kind of energy
that helps us to be aware of what is happening inside us and around
us and we may be mindful. If you drink a cup of tea and you know
that you are drinking a cup of tea, this is to drink in mindfulness. When
breathe in and know that you are breathing, and focus your attention
on inhalation, is this awareness of respiration.

When you step and you are aware that you are
taking a step, this is called awareness of walking. The
basic practice in Zen centers, meditation centers, is to generate the
mindfulness in every moment of everyday life. When you are angry, you are
aware of being angry. E ‘for you have within you the power of presence
created by mental practice that can have enough to recognize,
embrace, look deeply and to understand the nature of your suffering.

I was able to understand the nature of suffering in Vietnam. I saw that
not only Vietnamese suffered, but the Americans suffered
during that war. The young American sent to Vietnam
to kill and be killed was subjected to many
suffering, and suffering continues today. The family suffers,
and even the nation.
I could see that the cause of our suffering in Vietnam is not
were American soldiers. It was not a wise policy. It was a misunderstanding.
It was the fear that was the foundation of politics.

Many in Vietnam set themselves on fire to call for the destruction
ceased. They did not want to cause pain to others, but take
pain upon themselves to pass their message. But aircraft noise
and bombs was too loud. Few individuals were able to hear us.
So I decided to go to America and call for a cessation of violence.
This happened in 1966, and because of that I was prevented from returning home.
And since then, since 1966, I lived in exile.

I could see that the man is not the real enemy of man. The real enemy is
ignorance, discrimination, fear, greed, and violence.
I hated not the American people, the American nation. I was in America
to call that look in depth that would allow your government
to review the kind of politics.
I remember I met the Secretary of Defense Robert Mac Namara.
I told him the truth about suffering. He stayed with me for a long time and I listened
deeply, and I was very grateful for the quality of listening. Three months later, when
the war became more intense, I learned that he had resigned from his post.

Hate and anger were not in my heart. It was for this reason that many
I listened to the young people of my country when I invited them to follow the path of
reconciliation, and together they cooperate to create new organizations for peace
Paris. I hope that my friends here in New York are able to practice the same way.
I understood and I understand the suffering and injustice, and I feel I understand
deeply the suffering of New York, America. I feel that I am a New Yorker.
I feel I am an American.

When you are not prevented to act calm, say nothing: stay
available for yourself, centered in yourself. There are systems whereby
we return to ourselves and practice so as to rediscover our calmness, our
tranquility, our lucidity. There are ways that we can put into practice so as to
understand the real causes of suffering. And this understanding will help us do what needs to be
done and not make what could be bad for us and for others.

Before continuing the practice mindful breathing for half
minute.

In Buddhist psychology, we usually speak of consciousness in terms of seeds.
We have the seed of anger in our consciousness. We have the seed of
despair, fear. But we also have the seed of understanding,
wisdom, compassion, and forgiveness. If we know how to water the seed of
wisdom and compassion in us, that seed, these seeds will manifest themselves as energy
powerful that will help us make a gesture of forgiveness and compassion. This just in
bring immediate relief to our nation in the world. This is my conviction.

I believe very strongly that the American people have a lot of wisdom and compassion
in themselves. I want you to be better than when you begin to act,
America’s interests and the interests of the world. With lucidity,
with understanding and compassion you will turn to people who have caused so
so much damage and suffering and put many questions.

“We do not quite understand your suffering, you may
talk about it? We have not done anything, we did not try to destroy you, we do not have
tried to discriminate against you, and do not understand why we have done this. Must
be much suffering in you. We want to hear from you. Maybe we can
help. And together we can work together to build peace in the world. “If you are solid,
if you are compassionate in affirming that, they will talk about their suffering.

In Buddhism we speak of the practice of deep listening, listening
compassionate, a wonderful method by which we can restore the
communication – communication between husband and wife, communication
between father and son, communication between mother and daughter, communication between
nations. The practice of deep listening should be treated by parents,
pairs, so that they can understand the suffering of the other person. That person
could be our wife, our husband, our son or daughter. But even if
We intend to listen, many of us have lost the ability to
do so because there is a lot of anger and violence in us. Others do not know how to use the word
kind; criticize and judge all the time. And their talk is often harsh,
bitter. This sort of language we will always blow up in irritation and
anger and prevent us from listening deeply and with compassion. For this simple
intention to listen is not enough. We need some training
to listen deeply and with compassion. I think, I think, I have
belief that if a father knows how to listen deeply and with compassion his son,
will be able to open the door to his heart and restore communication.

Even the Congress and Senate people should work out
the art of deep listening, of compassionate listening. There is much suffering in the country, and many
people feel that their suffering is not understood. This is why politicians, members of the
Parliament, members of Congress have to train in the art of deep listening –
listening to their own people, listening to the suffering in the country because the country
there is injustice, there is discrimination. There is a lot of anger in the country. If we can listen
one another, we can also listen to those who are outside the country. Many of
they live in despair, many suffer from injustice and discrimination. The
amount of violence and despair in them is enormous. But if we as a nation
how to listen to their suffering, we can already bring much relief.
They feel that they are understood. That alone is enough to defuse the bomb.

I always recommend to couples when they are angry with each other, returning to
your breath and walk in mindfulness, to embrace the anger and
look deeply into the nature of anger. So they can be
able to transform that anger, even in just fifteen minutes or a few
hours. If they can not do that, then tell the other person will suffer, who are
angry, and they want the other to know. They will try to put it in a calm way.
“Dear (or expensive), I suffer, and I want you to know.” At Plum Village, where I live and
practical, we recommend our friends not to keep their anger for more than twenty-four hours
without telling the other person. “Dear to, suffer, and I want you to know. Do not know why you
I have done such a thing. I do not know why you have said something similar. “This
is the first thing they should tell the other person. And if you are not calm enough
to say, they can write it down.

The second thing you can say or write is: “I’m doing my best.”
It means: I’m practicing to say nothing, do nothing with anger, because I know that in
This would create more suffering. So I am embracing my anger, I’m
looking deeply into the nature of my anger. “Tell the other person that
been practicing holding the anger, understanding anger,
in order to find out if by chance that your anger comes from a misunderstanding,
your a misperception, a lack of your presence of mind or a lack of
skills.

And the third thing that you love him or love her is to say: “I need your help.”
Usually when we get angry with someone we do exactly
the opposite. We want to say: “I need you. Can I survive on behalf
My. “” I need your help “means” I need your practice, I need
you look more deeply, I need you to help me overcome this anger because
I suffer. “And if I suffer, it is possible that you may be happy, because happiness is not
an individual matter. If the other suffers, there is no way you can be happy
only. So helping the other to suffer less, to smile, make you happy too.

The Buddha said: “This is so because that is the case. This is why that is. “The
three sentences I propose are the language of true love. It will inspire the other person
practice, to look deeply, and together we will achieve understanding and
reconciliation. I suggest to my friends to write these sentences on a piece of paper and
slip it in your wallet. Every time you get angry with your partner, or son or
daughter can practice mindful breathing, pull out the paper and
read it. It will be a bell of mindfulness that will tell them what to do and what
not to do. The three phrases are: “I suffer and I want you to know.” “I’m doing my
better. “” Please help me. “

I believe that in an international conflict can be the same kind of
practice. So I suggest to America to do the same. Tell those who believe to be
the cause of your suffering that you suffer, that you want them to know it, that
want to know why you have done such a thing, and practice listening deeply and with compassion.

The quality of our being is very important because that question,
that statement is not a condemnation, but a desire to create true
communication. “We are ready to listen. We know that you have
suffered a lot for having done such a thing. Maybe you thought that we are the
cause of your suffering. So please tell us if we tried to
destroy you, if we tried to make you the object of discrimination, so that we can understand.
We know that when we understand your suffering, we
be able to help. “This is what we call in Buddhism” loving speech “or
“Polite language”, it aims to create communication, to restore
communication. Once communication is restored, peace will be possible.
This summer, a group of Palestinians came to Plum Village and
practiced with a large group of Israelis.

We have encouraged their arrival by offering them facilities for stay and we practiced together. In two weeks they have learned to sit down together, walking together in the presence of mind, to
enjoy their meals in silence in town and sit quietly to listen to one
another. The practice has been very successful so treated. At the end of two weeks
practice have given us a truly wonderful news. One lady said, “Thay,
for the first time in my life I see peace in the Middle East is possible. “A
Another young man said, “Thay, just come to Plum Village did not believe that Plum Village
was something real, because in the situation of my country one lives constantly
in fear and anger. When our children climb on the bus we’re not sure
who will return home. When we go to the supermarket we are not sure of surviving
and return to our family. A Plum Village see people look with
love, speak kindly to others, walking in peace and do everything in
mindfulness. We do not think this was possible. It does not seem real. “

But in terms of peace of Plum Village, they were able to
stay together, live together, and listen to each other, and eventually
understanding is reached. They promised to come back in the Middle East would continue
practice. Hold meetings once a week to practice at local level and
day of mindfulness at the national level. It is expected to return to Plum Village in a
larger group to continue the practice.

I think that if nations like America environmental organizations of this
Typically, where people can meet and spend time practicing
peace, would be able to calm their emotions, their fear, and negotiations
peace would be much easier.

All things need food to live and grow, including
our love and our hatred. Love is a living thing, hate is one thing
living. If you do not nourish your love, it will die. If you cut the source of nourishment to your
violence, your violence will die. That is the path indicated by the Buddha is the
path of mindful consumption.

The Buddha told the following story. There was a couple who wanted
cross the desert to go to another country in search of freedom. They
brought with them their son and a quantity of food and water, but they did not do well
accounts, so that halfway finished the food in the desert. They knew that
would die. So after much anguish, decided to eat the child in order to
survive and reach the other country and that is what they did. And every time
who ate a piece of the flesh of their child, both crying.

The Buddha asked his monks: “Dear friends, do you think that
gioisse couple in eating the flesh of their own child? “The Buddha said,” ‘
impossible to enjoy eating the flesh of his own son. Do not eat in mindfulness is like
eating the flesh of our son and our daughter is like eating
the flesh of our parents. “

If we look deeply, we see that eating can be an act
extremely violent. UNESCO says that every day forty thousand
children worldwide die from lack of food. Every day, forty thousand children! And
total amount of grain we grow is used in the West
mainly to feed cattle. Eighty percent of the corn grown in
this country is to feed the cattle for meat. Ninety-five percent of the oats
produced in this country is not for us, for our food, but for animals
raised to make food. According to this recent report, the eighty-seven percent
entire agricultural land in the United States is used for breeding. It is
forty-five percent of the entire territory of the United States.

– Water –

More than half of all water consumed in the U.S. is used for breeding
animals. It takes nearly 9,500 liters of water to produce one pound
meat, but only 95 liters to produce one pound of wheat. A total diet
vegetarian requires 1,135 liters of water a day and a diet that includes
meat requires more than 15,000 liters of water per day.

– Pollution –

Raising animals for food causes more water pollution in
any other industry in the United States, because the animals
reared produce one hundred and thirty times the excrement of the entire human population.
Means forty tons per second. Many of the slurry from farms and
from abattoirs ends up in streams and rivers, contaminating sources.

– Deforestation –

Each vegetarian can save one acre of trees a year. More than 260
million acres of U.S. forests have been cleared to make room for
for crops to feed animals for meat. And another acre of trees disappears every
eight seconds. Although tropical rainforests are being destroyed to create
pasture for livestock.

– Resources –

In the U.S., animals raised for food are
fed more than eighty percent of the corn grown, and with more than ninety-five
one hundred oats. We are eating our country, we are eating our hearts, we are
eating our children. And I learned that more than half the people in this country eats in excess.

Eating mindfully can help us to maintain compassion within the
our hearts. A person without compassion can not be happy,
can not enter into relations with other human beings and other beings
living. And eat the flesh of our own children is just what’s happening in the world,
because we do not practice eating mindfully.

The Buddha spoke of the second kind of food we eat
every day: the sensory impressions, the kind of food we eat
through the eyes, ears, tongue, body and mind. When you read a magazine,
consumed. When you watch TV, eat. When you hear a
conversation, you consume. And these things can be highly toxic. There may be many
poisons, such as’ greed, violence, anger, despair. Thus enabling
ourselves to poison us by what we consume in terms of impressions
sensory. We allow our children to be poisoned by these products. It is therefore
very important to look deeply into our discomfort, in the nature of our
discomfort in order to recognize the source of food we used to
bring it within ourselves and in our society.

What the Buddha said is: “What has come into being – if you know
how to look deeply into its nature and identify its source of
food, then you’re already on the road to liberation. “What has come into being is the
our disease, our sick, our suffering, our violence, our
despair. And if we practice looking deeply, meditation, we can
to identify the source of food, food that has brought all this on us.

So the whole nation has to practice looking deeply
into the nature of what we consume every day. The mind is not consumed in the presence
the only way to protect the nation, ourselves and society. We must also learn how
eat mindfully as a family, as a city, as a nation. We must
learn what to produce and what not to produce in order to give
the only things that our people eat and heal. We must refrain from
produce those kinds of things that bring war and despair into our body, our
consciousness, and in the collective body and consciousness of our nation and society.
This Congress must practice. We have elected members of Congress. From them we expect
engage deeply, which is to listen to the suffering
of people, the real causes of that suffering, and make the kind of
laws that can protect us from self. America is great. I am convinced
that you can do it and you can help the world. You can offer the world
wisdom, compassion and mindfulness.

I recently had the opportunity to appreciate the places where people do not
smoke. There are flights for which you can take advantage of non-smokers.
Ten years ago, so cheap, non-smoking, did not exist. And in America on every package
cigarettes is written the warning: “Beware: Smoking can endanger your
health. “This is a bell of mindfulness. This is the practice of consumption
aware. Do not say that you are practicing mindfulness, but actually you are doing. The
awareness of smoking is what allowed you to see that the smoke
is not healthy. In America, people are very aware of the food they eat. E
claim that there is a label on each product so you can know that
what’s inside.
Do not want to eat foods that can bring toxins and poisons in
their bodies. This is the practice of eating consciously.

But we can go further. We can do better, as parents, as
teachers, as artists and as politicians. If you are a teacher, you can make a
great contribution in awakening people to the need for consumer awareness,
because that is the way to real emancipation. If you are a journalist, you have the means to
educate people, to awaken to the nature of our situation. Doing work
awakening each of us can transform himself into a bodhisattva.

The third nourishment that the Buddha has spoken is volition. The
volition is what we want more than anything else, the deepest desire. Each of
We have a deep desire. We have identified, we must call it by its true
name. The Buddha had a desire, wanted to turn all his suffering. He wanted
become enlightened to be able to help others. He did not believe
a politician who could help many people, and we chose to be Monaco.
Some of us believe that happiness is only possible to obtain a large
amount of money, or fame, or a great power or a lot of sex. This kind of desire
belongs to the third category of food that the Buddha spoke.

To illustrate his teaching the Buddha has used this
Image: There’s a young man who loves to live, and that will not die. However, two men
the mighty are dragging to a place where there is a pit of coals
turned on and want to throw it among the embers to destroy him. He resists, but is
destined to die because the two men are too strong. The Buddha said: “Your most
deep desire or will take you to a place of happiness or hell. “This is
very important to look into the nature of your deepest desire is to
say volition. The Buddha said that greed will lead to much suffering, whether
whether the desire for wealth, sex, power, or fame. But if you have a desire
healthy, as the desire to protect life, protect the environment or to help
people to live a simple life and the time to take care of themselves, to love and
take care of their loved ones, this is the kind of desire that leads to
happiness. But if you’re driven by lust for fame, wealth, power, you will suffer greatly.
And this desire will carry you to hell, into the pit of burning embers, and die.

Throughout the world there are people who see vengeance as their
deepest desire. These people become terrorists. When the
resentment and revenge is our deepest desire, we suffer
terribly, as the young man who dragged these two powerful men, then to throw
in the pit of burning embers. Our deepest desire would be
love, help, do not retaliate, punish or kill. I am confident that New Yorkers have this
wisdom. The resentment can not be a response to anger, all violence is
unfair. Responding to violence with violence can only bring more violence and
injustice, more suffering, not only to others but to ourselves. This is the
wisdom that is in everyone.

We need to breathe deeply, to become calm
touch the seed of wisdom. I know that if the seed of wisdom and
the compassion of the American people could be watered regularly for a period of
week, it would bring much relief, reduce anger and
resentment. And America would be able to perform an act of forgiveness that would give a great relief
America and the world. That is why my suggestion is to practice the quiet,
being concentrated, water the seeds of wisdom and compassion
are already in us, and learn the art of mindful consumption. This is a real
revolution, the only kind of revolution that can help us out of this difficult
situation in which violence and hatred prevail.

****************

No, I’m not crying.
I keep her face in her hands,
To warm my lonely.
Hands that protect,
Hands that feed,
Hands preventing my soul
To live in anger

Joe Jackson


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PQjz7fUT0sc]

David Ian “Joe” Jackson (Burton upon Trent, 11 agosto 1954) è un cantautore, polistrumentista e compositore britannico, tra i principali esponenti del New Waveinsieme a Elvis Costello e Graham Parker. Nella sua quasi quarantennale carriera ha spaziato numerosi generi, dal pop, al jazz, alla musica classica e al punk rock

Tra i suoi brani di maggior successo figurano Is She Really Going Out With Him?, Steppin’ Out e You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want), e vanta cinque nomination al Grammy Award tra il 1979 e il 2001.

https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Jackson

David Ian “Joe” Jackson (born 11 August 1954) is a musician and singer-songwriter. Born in England, he lived in New York before moving to Berlin, and his career, during which he recorded nineteen studio albums and garnered five Grammy Award nominations, spans from 1979 to today.Jackson became an overnight success with his 1979 hit “Is She Really Going Out with Him?”, his first single, and after a number of new wave singles moved to a more jazz-inflected pop music; he had a Top 10 hit in 1982 with “Steppin’ Out”, and another hit in 1984 with “You Can’t Get What You Want (Till You Know What You Want)”. He has also composed classical music.

https://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Jackson_(musician)

The Best of Echo & The Bunnymen



Gli Echo & the Bunnymen sono un gruppo musicale britannico post-punk formatosi a Liverpool nel 1978.
Inizialmente il gruppo era composto da Ian McCulloch, Will Sergeant e Les Pattinson. Sono diventati famosi
per album come Heaven Up Here, Porcupine e Ocean Rain in cui è contenuta la canzone The Killing Moon.

https://it.wikipedia.org/wiki/Echo_%26_the_Bunnymen

Echo & the Bunnymen are an English rock band formed in Liverpool in 1978.
The original line-up consisted of vocalist Ian McCulloch, guitarist Will Sergeant and bass player Les Pattinson,
supplemented by a drum machine. By 1980, Pete de Freitas joined as the band’s drummer.

Their 1980 debut album, Crocodiles, met with critical acclaim and made the UK Top 20.
Their second album, Heaven Up Here (1981), again found favour with the critics and reached number 10 in the UK Album chart.
The band’s cult status was followed by mainstream success in the mid-1980s, as they scored a UK Top 10 hit with “The Cutter”,
and the attendant album, Porcupine (1983), reached number 2 in the UK. Their next release, Ocean Rain (1984),
continued the band’s UK chart success, and has since been regarded as their landmark release, spawning the hit singles
“The Killing Moon”, “Silver” and “Seven Seas”. One more studio album, Echo & the Bunnymen (1987), was released
before McCulloch left the band to pursue a solo career in 1988.
The following year, in 1989, de Freitas was killed in a motorcycle accident,
and the band re-emerged with a new line-up. Original members
Will Sergeant and Les Pattinson were joined by Noel Burke as lead singer,
Damon Reece on drums and Jake Brockman on keyboards.
This new incarnation of the band released Reverberation in 1990,
but the disappointing critical and commercial reaction it received culminated
with a complete split in 1993.
After working together as Electrafixion, McCulloch and Sergeant
regrouped with Pattinson in 1997 and returned as Echo & the Bunnymen
with the UK Top 10 hit “Nothing Lasts Forever”. An album of new material,
Evergreen, was greeted enthusiastically by critics and the band made a successful
return to the live arena. Though Pattinson left the group for a second time,
McCulloch and Sergeant have continued to issue new material
as Echo & the Bunnymen, including the albums What Are You Going
to Do with Your Life? (1999), Flowers (2001), Siberia (2005), The Fountain (2009)
Meteorites (2014).
In 2012 Ian McCulloch released his fourth solo LP, Pro Patria Mori
and a live album Holy Ghosts in 2013.[4] In 2013 Will Sergeant
and Les Pattinson formed a group called “Poltergeist” and released
an album called Your Mind Is A Box (Let Us Fill It With Wonder)
in June 2013.

https://en.wikipedia.org/wiki/Echo_%26_the_Bunnymen

Ecco la Pace


Ecco la Pace

Pace
Quattro lettere che
regalano sereno sentire,
non sono poca cosa,
regalano alito di Vita.

Se la pace ti cresce nel cuore
se la regali con gioia e sorrisi,
fai un immenso dono.

Povero è colui che non trova pace,
quanti tormenti ha il suo cuore,
ma il riflesso della pace interiore
è nel vedere lasciare le armi ad ogni nazione.

Fin quando fratello contro fratello
con odio la spada muove,
con soprusi, massacri e violenza
la Vita non è rispettata.

Non esiste una reale ragione
che possa l’odio giustificare,
basta compiere un passo
verso l’amore e la pace realizzare.

Pace cancellata, pace sparita,
va sempre cercata
se crediamo alla Vita.

Non è facile armonizzare
chi non sa cosa sia amare,
ma se si crede ancora
ad un mondo migliore
cominciamo dalla pace nel cuore.

21.10.2001 Poetyca

Just Peace

Peace
Five letters
offer serene feel,
they are not a small thing,
give the breath of life.

If peace will grow in the heart
if the gifts with joy and smiles,
make a great gift.

Poor is the one who finds no peace,
he torments his heart,
but a reflection of inner peace
is to see leave the weapons to every nation.

Until brother against brother
I hate moving with the sword,
with oppression, massacres and violence
Life is not respected.

There is no real reason
that may justify the hatred,
just take a step
to love and make peace.

Peace canceled, peace disappeared,
should always be sought
if you believe in Life.

It is not easy to harmonize
who does not know what it is to love,
but if you still believe
to a better world
start with peace in my heart.

21.10.2001 Poetyca

Roxy Music – Avalon (1982) (FULL ALBUM)


I Roxy Music sono stati un gruppo musicale glam rock britannico attivo tra il 1971 e il 1983.

Considerati una delle maggiori influenze per il movimento musicale new romantic e synthpop dei primi anni ottanta, in particolare al riguardo di gruppi come Duran Duran, ABC, Spandau Ballet, Japan.

https://it.wikipedia.org/wiki/Roxy_Music

Roxy Music were an English glam rock group formed in 1971 by Bryan Ferry, who became the group’s lead vocalist and chief songwriter, and bassist Graham Simpson. Alongside Ferry, the other longtime members were Phil Manzanera (guitar), Andy Mackay (saxophone and oboe) and Paul Thompson (drums and percussion). Other former members include Brian Eno (synthesiser and “treatments”), Eddie Jobson (synthesiser and violin), and John Gustafson (bass). Although the band took a break from group activities in 1976 and again in 1983, they reunited for a concert tour in 2001, and toured together intermittently between that time and their break-up in 2011. Ferry frequently enlisted members of Roxy Music as session musicians for his solo releases.

Roxy Music attained popular and critical success in Europe and Australia during the 1970s and early 1980s, beginning with their debut album, Roxy Music (1972). The band was highly influential as leading proponents of the more experimental, musically sophisticated element of glam, as well as a significant influence on early English punk music. They also provided a model for many new wave acts and the experimental electronic groups of the early 1980s. The group is distinguished by their visual and musical sophistication and their preoccupation with style and glamour.[3] Ferry and co-founding member Eno have also had influential solo careers, the latter becoming one of the most significant record producers and collaborators of the late 20th century. Rolling Stone magazine ranked Roxy Music No. 98 on its “The Immortals – 100 The Greatest Artists of All Time” list.

The band’s last studio album was 1982’s Avalon. In 2005 they began recording a new studio album, which would have been their ninth, and would have been their first record since 1973 with Brian Eno, who wrote two songs for it and also played keyboards.[5] However, Bryan Ferry eventually confirmed that material from these sessions would be released as a Ferry solo album, with Eno playing on “a couple of tracks,”[6] and that he doesn’t think they’ll ever record as Roxy Music again. The album ultimately became Ferry’s 2010 album Olympia.

Roxy Music played a series of 40th anniversary shows in 2011, but has since become inactive as a performing entity

https://en.wikipedia.org/wiki/Roxy_Music

Vangelis – Spiral [Full Album] 1977


[youtube https://youtu.be/7vPKdHN03CI]

Evangelos Odysseas Papathanassiou (gr. Ευάγγελος Οδυσσέας Παπαθανασίου; Volos, 29 marzo 1943) è un polistrumentista e compositore greco di musica elettronica e new age, noto con il nome d’arte di Vangelis.

Fra le sue opere più acclamate compaiono alcune colonne sonore (come quelle per i film Momenti di gloria, Blade Runner, Antarctica, Missing – Scomparso, 1492 – La conquista del paradiso, Alexander, Luna di fiele). Inoltre ha composto l’inno per i Mondiali di calcio Giappone-Corea del Sud 2002.

Vangelis inizia a comporre a 4 anni ed è autodidatta per gran parte delle sue conoscenze musicali. Si rifiuta di prendere lezioni e tuttora non ha una conoscenza base sulla lettura e scrittura di note musicali.

Nei primi anni sessanta fonda il gruppo pop Forminx, che diviene popolare in Grecia. Durante la rivolta studentesca del 1968 si trasferisce a Parigi e fonda il gruppo dirock progressivo Aphrodite’s Child con Demis Roussos e Loukas Sideras.

Vangelis inizia la sua carriera da solista nell’anno 1973 con la composizione delle colonne sonore di due film del produttore francese Frederic Rossif. Il suo primo album da solista è Earth (1973).

Dopo essersi trasferito a Londra, firma un contratto con la RCA e inizia a lavorare nel suo studio di registrazione privato (Nemo Studios). In questi anni produce alcuni dei suoi album più famosi, come Heaven and Hell (1975), Spiral (1977) e China (1979).

Assieme a Jon Anderson (cantante degli Yes) pubblica diversi dischi negli anni ottanta e novanta con il nome di Jon & Vangelis. Ha inoltre collaborato con alcuni artisti italiani, in qualità di arrangiatore: Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Milva, Patty Pravo, Krisma. Gli album italiani dove è preponderante il suo influsso sono E tu… di Claudio Baglioni, dove le melodie delle tastiere richiamano quelle già utilizzate dagliAphrodite’s Child, e Concerto per Margherita di Riccardo Cocciante.

Nel 1982 vince l’Oscar per la colonna sonora del film Momenti di gloria di Hugh Hudson. Nello stesso anno inizia la collaborazione con il regista Ridley Scott per il quale scrive la colonna sonora per Blade Runner, divenuta presto un cult, come d’altronde il film stesso. Per lo stesso regista firmerà, qualche anno più tardi la riuscita colonna sonora di 1492 – La conquista del paradiso. La più grande popolarità gli giunge appunto per la composizione di queste famose colonne sonore, nelle quali unisce melodie eleganti a sonorità d’atmosfera, piegando voce umana, strumenti classici e suoni elettronici al servizio di una musica sempre molto suggestiva ed evocatrice.

Curiosamente Vangelis non sembra essere molto interessato al suo sito ufficiale, Vangelis Information World, dal momento che lo stesso, online dal 1996, risulta tuttora (2014)…”in costruzione”.

Nel 1997 è uno dei protagonisti della cerimonia d’apertura dei Campionati del mondo di atletica leggera 1997 di Atene: in più riprese, durante la serata, Vangelis suona alcuni dei suoi pezzi più famosi accompagnato dall’orchestra e dal coro. Alcuni commentatori attribuiscono a questa performance un peso importante nella successiva assegnazione dei giochi olimpici alla capitale greca per l’edizione del 2004. Nel 2001, Vangelis registra Mythodea, una composizione scritta originariamente nel 1993 e utilizzata dalla NASA come il tema per la missione 2001 Mars Odyssey. In uno dei pochissimi concerti della sua carriera, Vangelis si esibisce al tempio di Zeus Olimpio di Atene ed esegue l’intero disco accompagnato da un’orchestra sinfonica e da un coro. Da questo concerto verrà realizzato un DVD che a tutt’oggi rimane l’unica documentazione ufficiale di un’esibizione dal vivo di Vangelis, se si escludono alcune sporadiche apparizioni televisive o un’esibizione trasmessa dalla tv olandese nel 1991, che però era completamente in playback . Nel bis del concerto, Vangelis ha eseguito Momenti di Gloria suonando il celeberrimo tema accompagnato dall’orchestra, mentre il pubblico, agitando delle torce, rendeva ancora più suggestivo e affascinante lo scenario in cui si svolgeva l’esibizione.

Nel 2002 compone l’inno del campionato mondiale di calcio 2002, in cui Vangelis unisce le musiche trionfali alle sonorità orientali. Di questo brano vengono realizzati molti remix, uno di questi in Italia è stato utilizzato nelle trasmissioni sportive RAI dedicate all’evento.

Nel 2004 viene pubblicata la colonna sonora del film Alexander, diretto da Oliver Stone e basato sulla vita di Alessandro Magno.

Nel 2007 Vangelis pubblica due album. Il primo è un set di 3 cd per il venticinquesimo anniversario dell’uscita di Blade Runner, intitolato Blade Runner Trilogy. Il secondo è la colonna sonora per il film El Greco, basato sulla vita del pittore ellenico-spagnolo.

Nell’autunno del 2008, realizza la traccia principale per Swiadectwo (intitolato Testimony al di fuori della Polonia), un documentario sulla vita del pontefice Giovanni Paolo II; il resto della colonna sonora è invece affidato al compositore polacco Robert Janson.

https://it.wikipedia.org/wiki/Vangelis

Jeff Buckley Greatest Hits (Full Album) – The Best Of Jeff Buckley


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=JPZD1D1WyNQ]

Jeffrey Scott Buckley (Anaheim, 17 novembre 1966Memphis, 29 maggio 1997) è stato un cantautore e chitarrista statunitense.

Figlio del cantautore Tim Buckley, Jeff riscosse in vita la maggior fetta di fama in Francia e Australia e poi, dopo il suo decesso avvenuto per annegamento il 29 maggio 1997, in tutto il mondo, tanto che i suoi lavori rimasero famosi nel tempo[2] e appaiono regolarmente nelle classifiche delle riviste di settore.[3][4]

Jeffrey Scott Buckley nacque il 17 novembre del 1966 ad Anaheim, nella contea di Orange, in California,[5] unico figlio del cantante e cantautore Tim Buckley, di origini irlandesi[6] e italiane, e della violoncellista Mary Guibert, di origini panamensi, greche, statunitensi e francesi.[7] Ancor prima della nascita di Jeff Buckley, il padre Tim abbandonò la moglie per trasferirsi a New York in cerca di fortuna.

Per questa ragione Buckley (che incontrò il padre solo nella prima infanzia e in occasioni saltuarie) trascorse i primi anni della sua vita con la madre, il patrigno Ron Moorhead (che verrà ricordato dallo stesso Buckley per il suo contributo nella crescita personale e musicale del ragazzo, ad esempio con il regalo del 45 giri Physical Graffiti dei Led Zeppelin) e il fratellastro Corey,[8][9] con i quali si trasferì più volte in diverse città dell’Orange County, nella California del Sud.[10] In quegli anni si faceva chiamare Scott “Scotty” Moorhead, dal cognome del patrigno, nonostante il suo vero cognome fosse quello del padre biologico.[11]

Dopo la morte di quest’ultimo, avvenuta per overdose nel giugno del 1975,[12][13] Buckley scelse di usare ufficialmente il nome registrato sul suo certificato di nascita, Jeffrey Scott Buckley,[14] pur continuando ad essere chiamato “Scotty” da tutti i componenti della sua famiglia.[11] Durante la sua infanzia e la sua adolescenza fu circondato dalla musica, grazie sia alla madre, pianista e violoncellista classica,[15] che al patrigno, che lo introdusse all’ascolto di artisti quali Led Zeppelin, Queen, Jimi Hendrix, The Who, e Pink Floyd.[16]

Il primo disco che comprò fu Physical Graffiti dei Led Zeppelin,[17] ed il gruppo hard rock Kiss divenne ben presto uno dei suoi preferiti.[18] Intorno all’età di cinque anni iniziò a suonare la chitarra acustica[19] e a 12 anni decise di diventare un musicista,[17] ricevendo in dono l’anno successivo la sua prima chitarra elettrica, un’imitazione di colore nero di una Gibson Les Paul.[20] Nel 1984 si diplomò alla Loara High School[21][22] e, durante gli anni dei suoi studi, suonò nel gruppo jazz della scuola[23] e si appassionò al progressive rock e a band come i Rush, i Genesis, gli Yes, e a musicisti jazz fusion come il chitarrista Al Di Meola.[24]

Lasciò poi il paese natale per andare a vivere da solo a Hollywood, iscrivendosi al Guitar Institute of Technology e completando il corso di studi, della durata di un anno, all’eta di 19 anni, nel 1985.[25] In un’intervista alla rivista Rolling Stone definì quell’istituto con l’espressione «the biggest waste of time», ovvero «la più grande perdita di tempo».[17] In un’intervista successiva, rilasciata a Double Take Magazine, dichiarò però di aver apprezzato lo studio della teoria musicale condotto al Guitar Institute of Technology:[26]

http://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_Buckley

 

Jeffrey ScottJeffBuckley (November 17, 1966 – May 29, 1997), raised as Scott “Scottie” Moorhead,[1] was an American singer-songwriter and guitarist. After a decade as a session guitarist in Los Angeles, Buckley amassed a following in the early 1990s by playing cover songs at venues in Manhattan‘s East Village, such as Sin-é, gradually focusing more on his own material. After rebuffing much interest from record labels[2] and his father’s manager Herb Cohen,[3] he signed with Columbia, recruited a band, and recorded what would be his only studio album, Grace, in 1994. Rolling Stone considered him one of the greatest singers of all time.[4]

Over the following two years, the band toured widely to promote the album, including concerts in the U.S., Europe, Japan, and Australia. In 1996, they stopped touring[5]and made sporadic attempts to record Buckley’s second album in New York with Tom Verlaine as producer. In 1997, Buckley moved to Memphis, Tennessee, to resume work on the album, to be titled My Sweetheart the Drunk, recording many four-track demos while also playing weekly solo shows at a local venue. On May 29, 1997, while awaiting the arrival of his band from New York, he drowned during a spontaneous evening swim, fully clothed, in the Mississippi River when he was caught in the wake of a passing boat; his body was found on June 4.[6]

Since his death, there have been many posthumous releases of his material, including a collection of four-track demos and studio recordings for his unfinished second album My Sweetheart the Drunk, expansions of Grace, and the Live at Sin-é EP. Chart success also came posthumously: with his famous cover of Leonard Cohen‘s song “Hallelujah” he attained his first No. 1 on Billboards Hot Digital Songs in March 2008 and reached No. 2 in the UK Singles Chart that December. Buckley and his work remain popular[7] and are regularly featured in “greatest” lists in the music press.[8][9]

http://en.wikipedia.org/wiki/Jeff_Buckley

Yes – Close To The Edge (Full Album)


Gli Yes sono un gruppo musicale britannico formato nel 1968, annoverato tra i principali esponenti del rock progressivo.[5][6] La band, fondata dal cantante Jon Anderson, il bassista Chris Squire, il chitarrista Peter Banks, il tastierista Tony Kaye ed il batterista Bill Bruford,[1] ha conosciuto il periodo di maggior successo negli anni settanta e ottanta, e nel corso degli anni ha visto avvicendarsi numerosi componenti.[2]

Sebbene il gruppo abbia sempre conservato una certa complessità compositiva, sono due le formazioni rilevanti che, tra le tante susseguitesi nel corso del tempo, si sono distinte per aver adottato due stili musicali radicalmente differenti: la prima, quella del periodo progressive, o “classico”, degli anni settanta era composta da Jon Anderson, Chris Squire, Bill Bruford (o Alan White), dal chitarrista Steve Howe e dal tastierista Rick Wakeman ed era guidata dall’estro visionario di Anderson; l’altra, caratterizzata da sonorità prossime al pop rock e all’arena rock, ha attraversato gli anni ottanta e una parte dei novanta, e comprendeva Jon Anderson, Chris Squire, Tony Kaye, Alan White e il chitarrista Trevor Rabin. Il ruolo di leader, in quest’ultima line-up, era chiaramente ricoperto da Rabin.

Grazie ad album strutturalmente complessi ed articolati, acclamati da critica e pubblico, come The Yes Album, Fragile, Close to the Edge, Relayer, Going for the One e all’estroso e controverso Tales from Topographic Oceans, la band contribuisce in maniera sostanziale a delineare lo sviluppo della scena progressive inglese ed in seguito, dopo essersi riformata con Rabin, riscuote un notevole successo discografico e popolarità a livello mondiale con 90125.

Gli Yes, proponendo un sofisticato rock sinfonico e romantico che fa largo uso di strumenti elettronici innovativi,[1] come il sintetizzatore, il moog ed il mellotron, simboleggiano perfettamente lo stile progressive nella sua forma più pura e definiscono insieme ad altre formazioni, tra le quali King Crimson, Genesis e Gentle Giant, i canoni stessi del progressive rock.[5]

La band ha pubblicato un nuovo album in studio nel 2014, Heaven & Earth, ed è ancora attiva dalla sua fondazione, nel lontano 1968. È stata sempre presente nel corso degli anni, tranne per due brevissimi periodi: il primo agli inizi degli anni ottanta, a causa del temporaneo scioglimento della stessa, e il secondo a metà degli anni duemila. Di fatto gli anni duemiladieci rappresentano il sesto decennio di attività di questo gruppo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Yes

Yes are an English rock band formed in 1968 by bassist Chris Squire and singer Jon Anderson.

Yes first achieved success in the 1970s with a progressive, art and symphonic style of rock music. They are distinguished by their use of mystical and cosmic lyrics, live stage sets, and lengthy compositions, often with complex instrumental and vocal arrangements. Nine of their twenty studio albums have reached the top ten in either the UK or US, with two reaching number one in the UK. They have sold 13.5 million certified units in the US.[1] The band’s most recent line-up consists of singer Jon Davison, guitarist Steve Howe, bass guitarist Billy Sherwood, keyboardist Geoff Downes, and drummer Alan White.

Squire and guitarist Peter Banks had played together in The Syn and then Mabel Greer’s Toyshop. Anderson and later drummer Bill Bruford joined a line-up of Mabel Greer’s Toyshop, which evolved into Yes. Keyboardist Tony Kaye completed the first Yes lineup. The 1970s saw Yes release the albums widely viewed as their creative peak: The Yes Album, Fragile (both in 1971), Close to the Edge (1972), Tales from Topographic Oceans (1973), Relayer (1974) and Going for the One (1977). For most of this period, the band included Anderson, Squire, Howe (who replaced Banks in 1970), Rick Wakeman on keyboards and Bruford, or later Alan White, on drums; Kaye and Patrick Moraz each play keyboards on one of these albums. After the relative failure of Tormato (1978) and rise of punk rock, Anderson and Wakeman left in 1980; Squire, Howe and White recorded Drama with Downes and new vocalist Trevor Horn, both also members of The Buggles. Yes disbanded in 1981, with Howe and Downes subsequently creating Asia.

Yes reformed in 1983 with Anderson, Squire, White, a returning Kaye, and singer and guitarist Trevor Rabin, adopting a more pop rock sound. This quickly became the most commercially successful Yes lineup with 90125 (1983), which spawned the US number one single “Owner of a Lonely Heart”, and Big Generator (1987). The tour in support of Union (1991), which amalgamated members of Yes and Anderson Bruford Wakeman Howe, was a commercial success that featured an eight-man line-up (instead of a quintet). Subsequent albums and singles have sold less well.

The band toured almost constantly between 1996 and 2004, including both 30th and 35th anniversary shows, also releasing the albums Keys to Ascension (1996), Keys to Ascension 2 (1997), Open Your Eyes (1997), The Ladder (1999), and Magnification (2001) during this period. After a four-year hiatus, Yes resumed touring, replacing Anderson with Benoît David and Wakeman with his son Oliver Wakeman due to health issues. In 2011, they released Fly from Here featuring Downes, who returned on keyboards after 30 years. The following year David left the band due to illness and was replaced by Jon Davison, also of Glass Hammer.[2][3] The band’s twenty-first studio album Heaven & Earth, their first album with Davison, was released in July 2014. On 19 May 2015, Yes announced that due to leukemia, Squire was taking a leave from the band, with Sherwood announced as his temporary replacement. Squire died on 27 June 2015.

https://en.wikipedia.org/wiki/Yes_(band)

Rod Stewart Greatest Hits (Full Album) – The Best Of Rod Stewart (HD/HQ Mp3)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=n7SeqcWBgo8]

Roderick David Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico.

Caratterizzato dalla sua graffiante voce, Rod Stewart è uno degli artisti di maggiore successo di tutti i tempi, avendo venduto oltre 200 milioni di dischi in tutto il mondo. In tutta la sua lunga carriera, Rod ha conquistato sei volte la prima posizione nella classifica degli album più venduti nel Regno Unito e 31 volte la top ten per quanto riguarda quella dei singoli. Egli ha avuto un grande successo anche in America, con 16 singoli entrati nella top ten della Billboard Hot 100., di cui quattro che hanno raggiunto il primo posto. Sempre in America, grazie al concerto gratuito del 31 dicembre 1994 davanti a oltre quattro milioni di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, Stewart è entrato nel Guinness dei primati, diventando l’artista con maggiore pubblico a un proprio concerto dell’intera storia del rock. Nel 2007 è stato nominato CBE, Commendatore dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (Commander of the Order of the British Empire) a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica.

Vincitore di numerosi prestigiosi premi, tra cui 1 Grammy Award nel 2005, 1 BRIT Awards nel 1993, 1 American Music Award nel 1994 e 2 World Music Award nel 1993 e nel 2001, nel 2008, la rivista Billboard lo ha posizionato al 17esimo posto nella classifica dei 100 artisti di maggior successo, mentre si trova alla posizione numero 59 nella classifica dei 100 maggiori cantanti di tutti i tempi, stilata dalla rivista Rolling Stone .[ Come artista solista, Stewart è stato inserito nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 1994, nella UK Music Hall of Fame nel 2006 e una seconda volta nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 2012, come membro del gruppo dei Faces. Infine, il suo nome è scritto anche sulla Hollywood Walk of Fame, a Hollywood.

https://it.wikipedia.org/wiki/Rod_Stewart

Roderick David “Rod” Stewart, CBE (born 10 January 1945) is a British rock singer-songwriter. Born and raised in London, he is of English and Scottish ancestry. Stewart is one of the best-selling music artists of all time, having sold over 100 million records worldwide.

He has had six consecutive number one albums in the UK, and his tally of 62 UK hit singles includes 31 that reached the top 10, six of which gained the number one position. He has had 16 top ten singles in the US, with four reaching number one on the Billboard Hot 100. In 2007, he received a CBE at Buckingham Palace for services to music.

With his distinctive raspy singing voice, Stewart came to prominence in the late 1960s and early 1970s with The Jeff Beck Group and then with Faces, though his music career had begun in 1962 when he took up busking with a harmonica. In October 1963 he joined the Dimensions as a harmonica player and part-time vocalist, then in 1964 he joined Long John Baldry and the All Stars. Later, in August 1964, he also signed a solo contract, releasing his first solo single, “Good Morning Little Schoolgirl”, in October of the same year. He maintained a solo career alongside a group career, releasing his debut solo album An Old Raincoat Won’t Ever Let You Down (US: The Rod Stewart Album), in 1969. His early albums were a fusion of rock, folk music, soul music and R&B. His aggressive blues work with The Jeff Beck Group and the Faces influenced heavy metal genres. From the late 1970s through the 1990s, Stewart’s music often took on a new wave or soft rock/middle-of-the-road quality, and in the early 2000s he released a series of successful albums interpreting the Great American Songbook.

In 2008, Billboard magazine ranked him the 17th most successful artist on the “Billboard Hot 100 All-Time Top Artists”.[7] A Grammy and Brit Award recipient, he was voted at No. 33 in Q Magazine’s list of the top 100 Greatest Singers of all time, and No. 59 on Rolling Stone 100 Greatest Singers of all time.[9] As a solo artist, Stewart was inducted into the US Rock and Roll Hall of Fame in 1994, the UK Music Hall of Fame in 2006 and was inducted a second time into the US Rock and Roll Hall of Fame in 2012, as a member of the Faces.

https://en.wikipedia.org/wiki/Rod_Stewart

John Mellencamp – full album- the best of – greatest hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=CElCy4IqRvM]

John Mellencamp (Seymour, 7 ottobre 1951) è un musicista, cantante e compositore statunitense.

Conosciuto inizialmente con i nomi d’arte di Johnny Cougar, John Cougar e John Cougar Mellencamp, nella sua carriera ha venduto oltre 40 milioni di dischi, è stato nominato a 13 Grammy Awards vincendone uno.

Mellencamp è stato inoltre inserito nella Rock and Roll Hall of Fame il 10 marzo 2008.[2] Le sue più grandi influenze musicali sono state Bob Dylan, Woody Guthrie ed iRolling Stones

http://it.wikipedia.org/wiki/John_Mellencamp

John J Mellencamp,[1] also known as John Cougar Mellencamp (born October 7, 1951), is an American Rock singer-songwriter, musician, painter and occasional actor known for his catchy, populist brand of heartland rock which emphasizes traditional instrumentation. Mellencamp rose to superstardom in the 1980s while “honing an almost startlingly plainspoken writing style that, starting in 1982, yielded a string of Top 10 singles,”[2] including “Hurts So Good,” “Jack & Diane,” “Crumblin’ Down,” “Pink Houses,” “Lonely Ol’ Night,” “Small Town,” “R.O.C.K. in the U.S.A.,” “Paper in Fire,” and “Cherry Bomb.” He has sold over 40 million albums worldwide and has amassed 22 Top 40 hits in the United States. In addition, he holds the record for the most tracks by a solo artist to hit number-one on the Hot Mainstream Rock Trackschart, with seven, and has been nominated for 13 Grammy Awards, winning one. Mellencamp released his latest album, Plain Spoken, on September 23, 2014 to widespread critical acclaim.

Mellencamp is also one of the founding members of Farm Aid, an organization that began in 1985 with a concert in Champaign, Illinois to raise awareness about the loss of family farms and to raise funds to keep farm families on their land. The Farm Aid concerts have remained an annual event over the past 30 years, and as of 2015 the organization has raised over $45 million to promote a strong and resilient family farm system of agriculture.

Mellencamp was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame on March 10, 2008.[3] His biggest musical influences are Bob Dylan, Woody Guthrie, James Brown and The Rolling Stones.[4] Said longtime Rolling Stone contributor Anthony DeCurtis: “Mellencamp has created an important body of work that has earned him both critical regard and an enormous audience. His songs document the joys and struggles of ordinary people seeking to make their way, and he has consistently brought the fresh air of common experience to the typically glamour-addled world of popular music.”[5]

The late Billboard magazine editor-in-chief Timothy White said in 2001: “John Mellencamp is arguably the most important roots rocker of his generation. John has made fiddles, hammer dulcimers, Autoharps and accordions lead rock instruments on a par with electric guitar, bass and drums, and he also brought what he calls ‘a raw Appalachian’ lyrical outlook to his songs. Mellencamp’s best music is rock ‘n roll stripped of all escapism, and it looks directly at the messiness of life as it’s actually lived. In his music, mortality, anxiety, acts of God, questions of romance and brotherhood, and crises of conscience all collide and demand hard decisions……This is rock music that tells the truth on both its composer and the culture he’s observing.

http://en.wikipedia.org/wiki/John_Mellencamp

Che non accada più


 

Che non accada più!

L’acre fumo che si sprigiona
da questa barricata
penetra nei miei occhi
e mi toglie il fiato
mentre la gente intorno
Urla e non sa quel che fa
è perché non ha un significato
Quello che accade
Se qualcuno l’ ha voluto
è solo per fare del male
a tutta l’umanità.

Dove eravate mentre loro morivano
è le madri dal cuore se li strappavano?
Non qui con me a credere,
a sperare nel cambiamento.

Ogni tuo diritto, ogni tuo respiro
è dato dalla sofferenza di qualcun’ altro
non lo puoi dimenticare!
Vieni, corri, anche tu tra questa polvere
difendi chi è solo a soffrire,
stanno calpestando la sua innocenza
con troppa, troppa arroganza.

Li prendono nei quartieri neri,
negli stadi e poi li uccidono
e con inaudita violenza
credono di non aver fatto alcun male.

Non restare più in silenzio…
Spegni questa barricata
questo fuoco dentro,
non può più aspettare!
Insieme corriamo nella polvere…
Facciamolo per loro,
insieme chiamiamoli,
nessuno deve restare solo!
Fraterno amore, solidarietà,
per le anime bianche
morte nell’oscurità
di una notte assassina …
ascoltate i loro nomi
detti un giorno solo alla tivù
e poi dimenticati,
pensati una sola mattina
e gettati nel fango
come quella notte,
scolpiteli nel cuore…
urlate per loro: ”che non accada più!”

Poetyca 01.05.2001

 

That does not happen again!

The acrid smoke that is released
this barricade
gets in my eyes
and takes my breath away
while the people around
Screams and does not know what he does
is because it has no meaning
What happens
If it someone ‘s wanted
is only to hurt
to all mankind.

Where were you while they were dying
and mothers pulled them from the heart?
Not here with me to believe,
to hope for change.

Once your right, your every breath
is given by the suffering of someone ‘more
you can not forget!
Come, run, you also between the powder
defend those who are alone to suffer,
are treading on his innocence
too, too much arrogance.

They take them in deprived blacks,
stadium and then kill them
and with unprecedented violence
believe they have done no wrong.

No longer remain silent …
Turn off this fence
this fire inside,
can not wait!
Together we run in the dust …
Let’s do it for them,
call them together,
no one should be alone!
Brotherly love, solidarity,
for white souls
death in the dark
a killer night …
heard their names
said one day on TV
and then forgotten,
designed a single morning
and thrown in the mud
that night,
Engrave the heart …
shouted to them, “that does not happen again!”

Poetyca 01.05.2001

Jimi Hendrix Greatest Hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PQyGrPw8P50&list=PLMKA5kzkfqk2GEImRCIqGqWmQvKYygUhG]

Jimi Hendrix, all’anagrafe James Marshall Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942Londra, 18 settembre 1970), è stato un chitarrista e cantautore statunitense.

È stato uno dei maggiori innovatori nell’ambito della chitarra elettrica: durante la sua parabola artistica, tanto breve quanto intensa, si è reso precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock attraverso un’inedita fusione di blues, rhythm and blues/soul, hard rock, psichedelia e funky.[3]

Secondo la classifica stilata nel 2011 dalla rivista Rolling Stone, è stato il più grande chitarrista di tutti i tempi. Si trova infatti al primo posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone, precedendo Eric Clapton e Jimmy Page.[4]

Due sue esibizioni, in particolare, sono entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo: il suo esordio al festival di Monterey del 1967, in cui concluse la performance dando fuoco alla sua chitarra davanti ad un pubblico allibito, e la chiusura del festival di Woodstock del 1969, durante la quale, con dissacrante visionarietà artistica, reinterpretò l’inno nazionale statunitense in modo provocatoriamente distorto e cacofonico.[5]

Hendrix è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992.[6]

http://it.wikipedia.org/wiki/Jimi_Hendrix

James MarshallJimiHendrix (born Johnny Allen Hendrix; November 27, 1942 – September 18, 1970) was an American guitarist, singer, and songwriter. Although his mainstream career spanned only four years, he is widely regarded as one of the most influential electric guitarists in the history of popular music, and one of the most celebrated musicians of the 20th century. The Rock and Roll Hall of Fame describes him as “arguably the greatest instrumentalist in the history of rock music”.[1]

Born in Seattle, Washington, Hendrix began playing guitar at the age of 15. In 1961, he enlisted in the US Army; he was granted an honorable discharge the following year. Soon afterward, he moved to Clarksville, Tennessee, and began playing gigs on the chitlin’ circuit, earning a place in the Isley Brothers‘ backing band and later withLittle Richard, with whom he continued to work through mid-1965. He then played with Curtis Knight and the Squires before moving to England in late 1966 after being discovered by Linda Keith, who in turn interested bassist Chas Chandler of the Animals in becoming his first manager. Within months, Hendrix had earned three UK top ten hits with the Jimi Hendrix Experience: “Hey Joe“, “Purple Haze“, and “The Wind Cries Mary“. He achieved fame in the US after his performance at the Monterey Pop Festival in 1967, and in 1968 his third and final studio album, Electric Ladyland, reached number one in the US; it was Hendrix’s most commercially successful release and his first and only number one album. The world’s highest-paid performer, he headlined the Woodstock Festival in 1969 and the Isle of Wight Festival in 1970 beforehis accidental death from barbiturate-related asphyxia on September 18, 1970, at the age of 27.

Hendrix was inspired musically by American rock and roll and electric blues. He favored overdriven amplifiers with high volume and gain, and was instrumental in utilizing the previously undesirable sounds caused by guitar amplifier feedback. He helped to popularize the use of a wah-wah pedal in mainstream rock, and was the first artist to use stereophonic phasing effects in music recordings. Holly George-Warren of Rolling Stone commented: “Hendrix pioneered the use of the instrument as an electronic sound source. Players before him had experimented with feedback and distortion, but Hendrix turned those effects and others into a controlled, fluid vocabulary every bit as personal as the blues with which he began.”[2]

Hendrix was the recipient of several music awards during his lifetime and posthumously. In 1967, readers of Melody Maker voted him the Pop Musician of the Year, and in 1968, Billboard named him the Artist of the Year and Rolling Stone declared him the Performer of the Year. Disc and Music Echo honored him with the World Top Musician of 1969 and in 1970, Guitar Player named him the Rock Guitarist of the Year. The Jimi Hendrix Experience was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1992 and the UK Music Hall of Fame in 2005. Rolling Stone ranked the band’s three studio albums, Are You Experienced, Axis: Bold as Love, and Electric Ladyland, among the 100 greatest albums of all time, and they ranked Hendrix as the greatest guitarist and the sixth greatest artist of all time.

http://en.wikipedia.org/wiki/Jimi_Hendrix

Natale


Natale
Tra fiaccole accese
di un nuovo sperare,
in silenzio d’attesa
e di cuori il vibrare,
ecco il ripetersi ancora
di un nuovo Natale.

23.12.2001 Poetyca

Christmas

Among torches
a new hope,
silently waiting
and the hearts vibrate,
here is a repetition yet
of new Christmas .

23.12.2001 Poetyca

Molto di più ( gabbiano rivestito di cielo)


Molto di più ( gabbiano rivestito di cielo)
– Ipotesi di una canzone

Dov’eri tutte le volte che ti cercavo?
Volevo un amico come te…
Tutte le lacrime che versavo.
Sola.
Nella mente te.

Ero una ragazzina, ti sognavo,
non ti conoscevo ancora
e tu non conoscevi me.

Ora tu corri sull’autostrada,
nascondi lo sguardo
dietro gli occhiali da sole
e ripensi a queste strane ore…
la tua vita è sempre una corsa,
sorridi di più ma…
mancava qualcosa,
non sapresti dire.

Adesso anche se provi a scacciarmi
Con una mano dai tuoi pensieri,
sai che…
non posso andare via,
sono parte di te.

Ecco ci siamo trovati
Dopo esserci a lungo cercati,
vite diverse e lontane
ma nella mente te,
nella mente me.
Fugaci contatti di questi
Mondi distanti che
Riempiono: minuti, ore, giornate,
il cuore.
Energie e speranze nuove.
Sincronia, lunghezza d’onda,
esperienza unica e rara che
regala luce e voglia di donare amore.

Un incontro strano,
forse casuale,
o un gioco del destino.
La tecnologia
Che regala antiche “sensazioni”
Di già vissuto.
Se mi domandi
Quando o dove
Potrei dire forse solo
Nella mia fantasia.
Ma tu sai quanto
In fondo reale per te sia.

Dentro te senti corde “vibrare”,
ricordi cancellati che tornano
a respirare
dopo lunghe attese.
Ora comprendi quale musica
Devi ascoltare,
quale ritmo seguire.
Solo quello che suggerisce
Il tuo cuore.

18.05.2001 Poetyca

Much more (gull covered sky)
– Assumptions of a song

Where were all the times you tried?
I wanted a friend like you …
All the tears that poured.
Alone.
In the mind you.

I was a kid, I dreamed,
did not know you yet
and you did not know me.

Now you run on the highway,
Hide gaze
behind sunglasses
and think about these strange hours …
your life is always a race
smile more, but …
something was missing,
wouldst not say.

Now even if you try to chase
With a hand from your thoughts,
you know …
I can not go,
are part of you.

Here we found
After we had long sought,
different lives and distant
but mind you,
in my mind.
Fleeting contacts of these
Distant worlds
Fill: minutes, hours, days,
heart.
Energy and new hopes.
Briefcase, wavelength,
experience unique and rare
gives light and wants to give love.

A strange encounter,
perhaps random
or a game of fate.
Technology
That gives the old “feelings”
Already lived.
If you ask me
When or where
I could say perhaps only
In my imagination.
But you know what
At the bottom is real for you.

Inside you hear strings “vibrate”
erased memories that come back
breathing
after long delays.
Now understand what music
You have to listen,
which follow the rhythm.
Only one that suggests
Your heart.

18.05.2001 Poetyca

Sfumature poetiche


amorepace Riflessi di poesia Fantasia che nulla costa, scacciata a volte come fosse follia. Sorriso nel cuore che regala speranze incupito da realtà logore che non donano respiro Indossa i sogni,falli volare e sarai più vivo. © Poetyca In note colorate, pensieri, respiri nel tempo che hanno lasciato addosso emozioni. Provo a condividere il mio sentire

Raccolta di Poesie di Poetica

Percorso di interiorità avvenuto tra  il 1998 ed il 2015.

Sfumature poetiche

Archivio annuale

Anno 1983 Anno 1999 Anno 2000

Anno 2001 Anno 2002 Anno 2003

Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006

Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009

Dedicato a chi ha colpito il mio sentire, chi mi ha regalato sensazioni e riflessioni e a chi in esse si riconosce.Se qualcosa resta,se briciole rimangono In chi mi legge nulla è stato vano. Ovunque si posi il tuo sguardo, vedi la natura intorno,ovunque tu vada hai un sentiero. Ovunque tu sia cerca nel cuore. Tutto è vibrazione, musica, un’unica fonte.Tutto è AMORE, non lo tenere per te,non servirebbe a nulla, regalalo.


Reflections of Fantasy poetry that costs nothing, sometimes driven away like crazy. Smile in your heart that gives hope darkened by shabby reality that give breath Wear dreams, make them fly and be more alive. © Poetyca In colored notes, thoughts, breathe in the time left on emotions. I try to share my feeling

Portrait

Of

Woman

Collection of Poems Poetry

Inner path occurred between 1998 and 2010.

Dedicated to those who hit my feelings, who gave me feelings and thoughts in them and who riconosce.Se something is, if people read my crumbs remain in nothing is in vain. Wherever you lay your eyes, see the nature around wherever you go you have a path. Wherever you look in my heart. Everything is vibration, music, single font .All is LOVE, not hold for you, would serve no purpose, given away.

Sfumature poetiche

(Universal love)


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Ritratto di Donna Attimi intensi

Oceano orizzonte Il sacchetto dei sogni

Infiniti spazi Frammenti di vita

Voci e Armonie Brezze e piume


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Incontro


 

Incontro

Cadeva
dalla notte un sogno
stella
di un universo affranto.

Piccola
luce di un cammino,
raccolta
con tenerezza accesa.

Fiamma
inestinguibile alimenta,
sorrisi
nuovi dall’incedere lento.

Speranze
sopiscono tormento.

16.01.2001 Poetyca

 

Meetings

Fell
by night dream
star
a broken world.

Small
light of a journey,
collection
with tenderness on.

Flame
inextinguishable powers,
smiles
new dall’incedere slow.

Hopes
sleeping torment.

16.01.2001 Poetyca

Vivere la Natura che si risveglia


“Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni.
Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per
l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi
weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto
la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia”.

Il Dalai Lama in un’intervista alla Repubblica, 9 dicembre 2001

“Certainly life in the West is very troubled and full of distractions.
But if you want, if you engage, you can cut out spaces for
spiritual activity. I always say that, instead of making long
weekend or the wee hours to have fun, you can wake up early
the morning and enjoy the excitement of awakening nature. “

The Dalai Lama in an interview to the Republic, December 9, 2001

Abbracciare la rabbia di Thich Nhat Han


ABBRACCIARE LA RABBIA di Thich Nhat Hanh

Conferenza tenuta da Thich Nhat Hanh il 25 settembre 2001 alla Riverside Church di New York

Cari amici, vorrei dirvi come pratico quando mi arrabbio. Durante la guerra in Vietnam, c’erano molte ingiustizie, e furono uccise molte migliaia di persone, fra le quali molti miei amici e discepoli. Ero molto arrabbiato. Una volta venni a sapere che la città di Ben Tre, una città di trecentomila abitanti, era stata bombardata dall’aviazione americana solo perché alcuni guerriglieri erano scesi in città e avevano cercato di abbattere gli aeroplani americani. I guerriglieri non ebbero successo, e dopo quel tentativo se ne andarono. E la città fu distrutta. In seguito il militare che si era reso responsabile di ciò dichiarò che aveva dovuto distruggere la città per salvarla. Ero molto arrabbiato.
Ma a quel tempo ero già un praticante, un solido praticante. Non dissi nulla, non feci nulla, perché sapevo che agire o dire cose mentre si è arrabbiati non è saggio. Può creare molta distruzione. Tornai a me stesso, riconoscendo la mia rabbia, abbracciandola, e guardai profondamente nella natura della mia sofferenza.
Nella tradizione buddista abbiamo la pratica del respirare in presenza mentale, del camminare in presenza mentale, allo scopo di generare l’energia della presenza mentale. È esattamente con questa energia che possiamo riconoscere, abbracciare e trasformare la nostra rabbia. La presenza mentale è il tipo di energia che ci aiuta a essere consapevoli di ciò che sta avvenendo dentro di noi e intorno a noi, e tutti possono essere in presenza mentale. Se bevete una tazza di tè e sapete che state bevendo una tazza di tè, questo è bere in presenza mentale. Quando inspirate e sapete che state inspirando, e concentrate la vostra attenzione sull’inspirazione, questa è consapevolezza della respirazione. Quando fate un passo e siete consapevoli che state facendo un passo, questo si chiama consapevolezza del camminare. La pratica basilare nei centri Zen, nei centri di meditazione, è quella di generare la presenza mentale in ogni momento della vita quotidiana. Quando siete arrabbiati, siete consapevoli di essere arrabbiati. E’ perché avete già in voi l’energia della presenza mentale creata dalla pratica che potete averne a sufficienza per riconoscere, abbracciare, guardare in profondità e capire la natura della vostra sofferenza.
Io riuscii a capire la natura della sofferenza in Vietnam. Vidi che non solo i vietnamiti soffrivano, ma anche gli americani soffrivano durante quella guerra. Il giovane americano mandato in Vietnam per uccidere ed essere ucciso era sottoposto a molta sofferenza, e la sofferenza continua ancora oggi. La famiglia soffre, e anche la nazione. Io potei vedere che la causa della nostra sofferenza in Vietnam non erano i soldati americani. Era una politica non saggia. Era un equivoco. Era la paura che stava al fondamento della politica.
Molti in Vietnam si sono dati fuoco per chiedere che la distruzione cessasse. Essi non volevano provocare dolore ad altri, ma prendere il dolore su di sé affinché passasse il loro messaggio. Ma il rumore degli aerei e delle bombe era troppo forte. Poche persone al mondo furono in grado di sentirci. Così decisi di recarmi in America e invocare una cessazione della violenza. Questo avvenne nel 1966, e a causa di ciò mi fu impedito di fare ritorno a casa. E da allora, dal 1966, ho vissuto in esilio.
Ho potuto vedere che non è l’uomo il vero nemico dell’uomo. Il vero nemico è l’ignoranza, la discriminazione, la paura, l’avidità, e la violenza. Non odiavo il popolo americano, la nazione americana. Venni in America a invocare quel guardare in profondità che avrebbe consentito al vostro governo di rivedere quel tipo di politica. Ricordo che incontrai il Segretario della Difesa Robert Mac Namara. Gli dissi la verità circa la sofferenza. Egli si trattenne con me a lungo e mi ascoltò profondamente, e io fui molto grato per la qualità del suo ascolto. Tre mesi dopo, quando la guerra si fece più intensa, venni a sapere che si era dimesso dal suo incarico.
Odio e rabbia non erano nel mio cuore. Fu per questo che molti giovani del mio paese mi ascoltarono, quando li invitai a seguire il cammino della riconciliazione, e insieme collaborammo nel dare vita alle nuove organizzazioni per la pace a Parigi. Spero che i miei amici qui a New York siano capaci di praticare allo stesso modo. Io ho compreso, e comprendo, la sofferenza e l’ingiustizia, e sento di capire profondamente la sofferenza di New York, dell’America. Io sento di essere un newyorkese. Sento di essere un americano.
Quando non siete calmi evitate di agire, non dite nulla: restate disponibili per voi stessi, centrati in voi stessi. Ci sono sistemi grazie ai quali possiamo tornare a noi stessi e praticare così da riscoprire la nostra calma, la nostra tranquillità, la nostra lucidità. Ci sono sistemi che possiamo mettere in pratica così da capire le reali cause della sofferenza. E questa comprensione ci aiuterà a fare ciò che va fatto, e a non fare ciò che potrebbe essere dannoso per noi e per gli altri.
Prima di continuare, pratichiamo la respirazione in presenza mentale per mezzo minuto.

Nella psicologia buddista, siamo soliti parlare della coscienza in termini di semi. Abbiamo il seme della rabbia, nella nostra coscienza. Abbiamo il seme della disperazione, della paura. Ma abbiamo anche il seme della comprensione, della saggezza, della compassione, e del perdono. Se sappiamo come innaffiare il seme della saggezza e compassione in noi, quel seme, questi semi si manifesteranno come energie potenti che ci aiuteranno a compiere un gesto di perdono e compassione. Ciò basterà a recare un immediato sollievo alla nostra nazione, al mondo. Questa è la mia convinzione.
Io credo molto fortemente che gli americani abbiano molta saggezza e compassione in loro stessi. Voglio che siate al meglio di voi quando comincerete ad agire, nell’interesse dell’America e nell’interesse del mondo. Con lucidità, con comprensione e compassione vi rivolgerete alle persone che vi hanno provocato così tanto danno e sofferenza e porrete loro molte domande.
“Noi non comprendiamo abbastanza la vostra sofferenza, potreste parlarcene? Non vi abbiamo fatto nulla, non abbiamo cercato di distruggervi, non abbiamo cercato di discriminarvi, e non comprendiamo perché ci abbiate fatto questo. Deve esserci molta sofferenza in voi. Vogliamo ascoltarvi. Può darsi che possiamo aiutarvi. E insieme possiamo collaborare a costruire la pace nel mondo.” Se sarete solidi, se sarete compassionevoli nell’affermare ciò, essi vi parleranno della loro sofferenza.
Nel buddismo parliamo della pratica dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole, un metodo magnifico grazie al quale possiamo ripristinare la comunicazione – la comunicazione tra marito e moglie, la comunicazione tra padre e figlio, la comunicazione tra madre e figlia, la comunicazione tra nazioni. La pratica dell’ascolto profondo dovrebbe essere assimilata dai genitori, dalle coppie, così che possano capire la sofferenza dell’altra persona. Quella persona potrebbe essere nostra moglie, nostro marito, nostro figlio o nostra figlia. Ma anche se possiamo avere l’intenzione di ascoltare, molti di noi hanno perso la capacità di farlo perché c’è molta rabbia e violenza in noi. Altri non sanno come usare la parola gentile; rimproverano e giudicano in continuazione. E il loro parlare è molto spesso aspro, amaro. Questo genere di linguaggio farà sempre esplodere in noi l’irritazione e la rabbia e ci impedirà di ascoltare profondamente e con compassione. Per questo la semplice intenzione di ascoltare non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un qualche allenamento per poter ascoltare profondamente e con compassione. Io penso, credo, ho la convinzione che se un padre sa come ascoltare profondamente e con compassione suo figlio, sarà in grado di aprire la porta del suo cuore e di ripristinare la comunicazione.
Anche al Congresso e al Senato le persone dovrebbero allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo, dell’ascolto compassionevole. C’è molta sofferenza nel paese, e molte persone sentono che la loro sofferenza non è capita. Per questo i politici, i membri del Parlamento, i membri del Congresso devono allenarsi nell’arte dell’ascolto profondo – l’ascolto del loro stesso popolo, l’ascolto della sofferenza nel paese, perché nel paese c’è ingiustizia, c’è discriminazione. C’è molta rabbia nel paese. Se possiamo ascoltarci gli uni gli altri, possiamo anche ascoltare coloro che sono al di fuori del paese. Molti di essi vivono nella disperazione, molti soffrono a causa di ingiustizia e discriminazione. La quantità di violenza e disperazione in loro è enorme. Ma se come nazione sappiamo come ascoltare la loro sofferenza, già possiamo recare molto sollievo. Essi sentiranno di essere capiti. Già questo è sufficiente a disinnescare la bomba.
Alle coppie raccomando sempre, quando sono arrabbiati l’uno con l’altra, di tornare al proprio respiro e al camminare in presenza mentale, di abbracciare la rabbia e guardare profondamente nella natura della rabbia. Così possono essere in grado di trasformare quella rabbia, anche in soli quindici minuti o in poche ore. Se non possono farlo, allora dovranno dire all’altra persona che soffrono, che sono arrabbiati, e che vogliono che l’altro lo sappia. Proveranno a dirlo in un modo calmo. “Caro (o cara), soffro, e voglio che tu lo sappia”. A Plum Village, dove vivo e pratico, raccomandiamo ai nostri amici di non tenersi la loro rabbia per più di ventiquattr’ore senza dirlo all’altra persona. “Caro/a, soffro, e voglio che tu lo sappia. Non so perché tu mi abbia fatto una cosa simile. Non so perché tu mi abbia detto una cosa simile.” Questa è la prima cosa che dovrebbero dire all’altra persona. E se non sono abbastanza calmi per dirlo, possono scriverlo su un foglio.
La seconda cosa che possono dire o scrivere è: “Sto facendo del mio meglio.” Significa: Sto praticando per non dire nulla, non fare nulla con rabbia, perché so che in questo modo creerei maggiore sofferenza. Così sto abbracciando la mia rabbia, sto guardando profondamente dentro la natura della mia rabbia.” Dite all’altra persona che state praticando il trattenere la rabbia, il comprendere la rabbia, allo scopo di scoprire se per caso quella rabbia proviene da una vostra cattiva comprensione, da una vostra percezione errata, da una vostra scarsa presenza mentale o da una mancanza di abilità.
E la terza cosa che potreste volergli o volerle dire è: “Ho bisogno del tuo aiuto.” Generalmente quando ci arrabbiamo con qualcuno vogliamo fare esattamente l’opposto. Vogliamo dire: “Non ho bisogno di te. Posso sopravvivere anche per conto mio.” “Ho bisogno del tuo aiuto” significa “Ho bisogno della tua pratica, ho bisogno del tuo guardare in profondità, ho bisogno che mi aiuti a vincere questa rabbia perché soffro.” E se io soffro, non è possibile che tu possa essere felice, perché la felicità non è una faccenda individuale. Se l’altro soffre, non c’è modo che tu possa essere felice da solo. Così aiutare l’altro a soffrire meno, a sorridere, farà felice anche te.
Il Buddha ha detto: “Questo è così perché quello è così. Questo è perché quello è.” Le tre frasi che propongo sono il linguaggio del vero amore. Esso ispirerà l’altra persona a praticare, a guardare in profondità, e insieme realizzerete la comprensione e la riconciliazione. Ai miei amici propongo di scrivere queste frasi su un foglietto e di infilarlo nel portafoglio. Ogni volta che si arrabbiano con il partner, o con il figlio o la figlia, possono praticare la respirazione in presenza mentale, tirare fuori il foglietto e leggerlo. Sarà una campana di consapevolezza che dirà loro che cosa fare e che cosa non fare. Le tre frasi sono: “Soffro e voglio che tu lo sappia.” “Sto facendo del mio meglio.” “Per favore aiutami.”
Credo che anche in un conflitto internazionale sia possibile lo stesso genere di pratica. Perciò propongo all’America di fare lo stesso. Dite a coloro che ritenete essere la causa della vostra sofferenza che voi soffrite, che volete che loro lo sappiano, che volete sapere perché vi hanno fatto una cosa simile, e praticate l’ascolto profondamente e con compassione.
La qualità del nostro essere è molto importante, perché quella domanda, quell’affermazione non è una condanna, ma un desiderio di creare la vera comunicazione. “Siamo pronti ad ascoltarvi. Sappiamo che dovete aver sofferto molto per averci fatto una cosa simile. Forse avete pensato che siamo noi la causa della vostra sofferenza. Quindi per favore diteci se abbiamo cercato di distruggervi, se abbiamo cercato di farvi oggetto di discriminazione, affinché possiamo capire. Sappiamo che quando avremo compreso la vostra sofferenza, potremo essere capaci di aiutarvi.” Questo è quello che nel buddismo chiamiamo “parola amorevole” o “linguaggio gentile”; esso ha lo scopo di creare la comunicazione, di ristabilire la comunicazione. Una volta che sarà ristabilita la comunicazione, la pace sarà possibile.
Quest’estate, un gruppo di palestinesi è venuto a Plum Village e ha praticato con un gruppo nutrito di israeliani. Abbiamo favorito la loro venuta offrendo loro facilitazioni per il soggiorno e abbiamo praticato insieme. In due settimane hanno imparato a sedersi insieme, a camminare insieme in presenza mentale, ad apprezzare i pasti in silenzio in comune e a sedere tranquillamente per ascoltarsi l’un l’altro. La pratica così assimilata ha avuto molto successo. Alla fine delle due settimane di pratica ci hanno dato una notizia davvero meravigliosa. Una signora ha detto: “Thây, per la prima volta nella mia vita vedo che la pace in Medio Oriente è possibile.” Un altro giovane ha detto: “Thây, appena arrivato a Plum Village non credevo che Plum Village fosse qualcosa di reale, perché nella situazione del mio paese si vive costantemente nella paura e nella rabbia. Quando i nostri bambini salgono sull’autobus non siamo sicuri che torneranno a casa. Quando andiamo al supermercato non siamo sicuri di sopravvivere e di tornare alla nostra famiglia. A Plum Village vedi le persone guardarsi con amore, parlare gentilmente con gli altri, camminare in pace e fare ogni cosa in presenza mentale. Noi non credevamo che ciò fosse possibile. Non mi sembra vero.”
Ma nelle condizioni di pace di Plum Village, essi erano capaci di stare insieme, di vivere insieme, e di ascoltarsi l’un l’altro, e alla fine la comprensione è arrivata. Essi promisero che tornati in Medio Oriente avrebbero continuato la pratica. Organizzeranno incontri di pratica una volta alla settimana a livello locale e una giornata di presenza mentale a livello nazionale. E contano di tornare a Plum Village in un gruppo più numeroso per continuare la pratica.
Penso che se nazioni come l’America organizzassero ambienti di questo genere, dove le persone possono incontrarsi e trascorrere il tempo praticando la pace, sarebbero in grado di calmare le loro emozioni, la loro paura, e i negoziati di pace sarebbero molto più facili.

Tutte le cose hanno bisogno di cibo per vivere e per crescere, inclusi il nostro amore e il nostro odio. L’amore è una cosa vivente, l’odio è una cosa vivente. Se non nutri il tuo amore, esso morirà. Se tagli la fonte di nutrimento alla tua violenza, anche la tua violenza morirà. Per questo il sentiero indicato dal Buddha è il sentiero del consumo consapevole.
Il Buddha raccontò la seguente storia. C’era una coppia che voleva attraversare il deserto per recarsi in un altro paese in cerca di libertà. Essi portarono con sé il loro figlioletto e una quantità di cibo e di acqua, ma non fecero bene i conti, sicché a metà strada in pieno deserto terminarono il cibo. I due sapevano che sarebbero morti. Così, dopo molta angoscia, decisero di mangiare il bambino in modo da poter sopravvivere e raggiungere l’altro paese; ed è proprio ciò che fecero. E ogni volta che mangiavano un pezzetto della carne del loro bambino, i due piangevano.
Il Buddha domandò ai suoi monaci: “Cari amici, pensate che quella coppia gioisse nel mangiare la carne del loro proprio figlio?” Il Buddha disse: “E’ impossibile gioire nel mangiare la carne del proprio figlio. Non mangiare in presenza mentale è come mangiare la carne di nostro figlio e di nostra figlia, è come mangiare la carne dei nostri genitori.”
Se guardiamo profondamente, vedremo che mangiare può essere un atto estremamente violento. L’Unesco ci dice che ogni giorno quarantamila bambini nel mondo muoiono per mancanza di cibo. Ogni giorno, quarantamila bambini! E la quantità totale dei cereali che coltiviamo in Occidente è usata principalmente per nutrire il bestiame. L’ottanta per cento del granoturco coltivato in questo paese serve a nutrire il bestiame da carne. Il novantacinque per cento dell’avena prodotta in questo paese non è per noi, per la nostra alimentazione, ma per gli animali allevati per farne cibo. Secondo questo recente rapporto, l’ottantasette per cento dell’intero territorio agricolo degli Stati Uniti viene usato per l’allevamento. Si tratta del quarantacinque per cento di tutto il territorio degli Stati Uniti.
Acqua
Più della metà di tutta l’acqua consumata negli USA serve per l’allevamento di animali. Occorrono quasi 9.500 litri d’acqua per produrre una libbra di carne, ma solo 95 litri per produrre una libbra di frumento. Una dieta totalmente vegetariana richiede 1.135 litri di acqua al giorno, mentre una dieta che comprende la carne richiede più di 15.000 litri di acqua al giorno.
Inquinamento
Allevare animali a scopo alimentare provoca maggior inquinamento nell’acqua di qualsiasi altra industria negli Stati Uniti, perché gli animali allevati producono centotrenta volte gli escrementi dell’intera popolazione umana. Significa quaranta tonnellate al secondo. Molti dei liquami provenienti dalle fattorie e dai macelli finiscono nei ruscelli e nei fiumi, contaminando le sorgenti.
Deforestazione
Ogni vegetariano può salvare un acro di alberi all’anno. Più di 260 milioni di acri di foreste degli Stati Uniti sono stati disboscati per fare spazio alle coltivazioni destinate a nutrire gli animali da carne. E un altro acro di alberi scompare ogni otto secondi. Anche le foreste pluviali tropicali stanno per essere distrutte per creare pascoli per il bestiame.
Risorse
Negli Stati Uniti, gli animali allevati a scopo alimentare sono nutriti con oltre l’ottanta per cento del granoturco coltivato, e con più del novantacinque per cento dell’avena. Stiamo mangiando il nostro paese, stiamo mangiando il nostro cuore, stiamo mangiando i nostri bambini. E ho saputo che oltre la metà delle persone in questo paese mangia in eccesso.
Mangiare in presenza mentale può aiutarci a mantenere la compassione dentro il nostro cuore. Una persona priva di compassione non può essere felice, non può entrare in relazione con gli altri esseri umani e con gli altri esseri viventi. E il mangiare la carne dei nostri propri figli è proprio quello che sta succedendo nel mondo, perché non pratichiamo il mangiare in presenza mentale.
Il Buddha ha parlato del secondo genere di nutrimento che consumiamo ogni giorno: le impressioni sensoriali; quel genere di cibo che assumiamo attraverso gli occhi, le orecchie, la lingua, il corpo e la mente. Quando leggete una rivista, consumate. Quando guardate la televisione, consumate. Quando ascoltate una conversazione, consumate. E queste cose possono essere altamente tossiche. Possono esserci molti veleni, come l’ avidità, la violenza, la rabbia, la disperazione. Permettiamo così a noi stessi di farci intossicare da ciò che consumiamo in termini di impressioni sensoriali. Permettiamo ai nostri bambini di farsi intossicare da questi prodotti. Per questo è molto importante guardare profondamente dentro il nostro malessere, dentro la natura del nostro malessere, allo scopo di riconoscere la fonte di nutrimento che abbiamo usato per portarlo dentro di noi e nella nostra società.
Quello che il Buddha ha detto è: “Ciò che è venuto in essere – se sai come guardare profondamente nella sua natura e identificare la sua fonte di nutrimento, allora sei già sulla strada della liberazione.” Ciò che è venuto in essere è la nostra malattia, il nostro malessere, la nostra sofferenza, la nostra violenza, la nostra disperazione. E se pratichiamo il guardare in profondità, la meditazione, saremo in grado di identificare la fonte di nutrimento, di cibo, che ha portato tutto questo in noi.
Dunque l’intera nazione deve praticare il guardare in profondità dentro la natura di ciò che consumiamo ogni giorno. Il consumare in presenza mentale non è il solo modo di proteggere la nazione, noi stessi e la società. Dobbiamo anche imparare come consumare in presenza mentale come famiglia, come città, come nazione. Dobbiamo imparare che cosa produrre e che cosa non produrre allo scopo di dare al nostro popolo solo cose che nutrono e che guariscono. Dobbiamo astenerci dal produrre quei generi di cose che portano guerra e disperazione nel nostro corpo, nella nostra coscienza, e nel corpo e nella coscienza collettivi della nostra nazione e società. Questo deve praticare il Congresso. Noi abbiamo eletto i membri del Congresso. Da loro ci aspettiamo che pratichino profondamente, che si mettano in ascolto della sofferenza delle persone, delle cause reali di quella sofferenza, e che facciano il tipo di leggi che possono proteggerci dall’autodistruzione. L’America è grande. Io sono convinto che voi possiate farlo e che possiate aiutare il mondo. Voi potete offrire al mondo saggezza, presenza mentale e compassione.
Recentemente ho avuto l’occasione di apprezzare i luoghi dove le persone non fumano. Ci sono voli per non fumatori di cui potete approfittare. Dieci anni fa voli così, per non fumatori, non esistevano. E in America su ogni pacchetto di sigarette è scritto l’avvertimento: “Stai attento: il fumo può mettere in pericolo la tua salute.” Questa è una campana di consapevolezza. Questa è pratica del consumo consapevole. Non dite che state praticando la presenza mentale, ma in realtà lo state facendo. La consapevolezza del fumo è ciò che vi ha permesso di vedere che il fumo non è salutare.
In America, le persone sono molto consapevoli del cibo che mangiano. E pretendono che su ogni prodotto vi sia un’etichetta in modo da poter sapere che cosa c’è dentro. Non vogliono mangiare cibi che possano portare tossine e veleni nei loro corpi. Questo è pratica del mangiare consapevolmente.
Ma possiamo andare oltre. Possiamo fare di meglio, come genitori, come insegnanti, come artisti e come politici. Se sei un insegnante, puoi dare un grande contributo nel risvegliare le persone sulla necessità di un consumo consapevole, perché è quella la via della vera emancipazione. Se sei un giornalista, hai i mezzi per educare le persone, per ridestarle sulla natura della nostra situazione. Facendo opera di risveglio ognuno di noi può trasformare se stesso in un bodhisattva.

Il terzo nutrimento di cui ha parlato il Buddha è la volizione. La volizione è ciò che vogliamo più di ogni altra cosa, il desiderio più profondo. Ognuno di noi ha un desiderio profondo. Dobbiamo identificarlo, dobbiamo chiamarlo con il suo vero nome. Il Buddha aveva un desiderio; voleva trasformare tutta la sua sofferenza. Voleva diventare un illuminato per essere capace di aiutare gli altri. Egli non credeva che da politico avrebbe potuto aiutare molte persone, e per questo scelse di farsi monaco. Alcuni fra noi credono che la felicità sia possibile solo ottenendo una grande quantità di denaro, o la fama, o un grande potere, o molto sesso. Questo tipo di desiderio appartiene alla terza categoria di cibo di cui ha parlato il Buddha.
Per illustrare il suo insegnamento il Buddha è ricorso a questa immagine: C’è un giovane che ama vivere, e che non vuole morire. Tuttavia, due uomini possenti lo stanno trascinando verso un luogo dove si trova una fossa di carboni accesi e vogliono gettarlo tra i tizzoni ardenti per farlo morire. Lui resiste, ma è destinato a morire perché i due uomini sono troppo forti. Il Buddha disse: “Il vostro più profondo desiderio vi porterà o in un luogo di felicità oppure all’inferno.” Per questo è molto importante guardare dentro la natura del vostro più profondo desiderio, vale a dire la volizione. Il Buddha ha detto che l’avidità vi porterà a molta sofferenza, sia che si tratti di desiderio di ricchezza, di sesso, di potere, o di fama. Ma se avete un desiderio salutare, come il desiderio di proteggere la vita, di proteggere l’ambiente o di aiutare la gente a vivere una vita semplice e con il tempo per prendersi cura di sé, di amare e prendersi cura dei propri cari, questo è il genere di desiderio che conduce alla felicità. Ma se siete spinti dalla brama di fama, di ricchezza, di potere, dovrete soffrire molto. E questo desiderio vi trascinerà all’inferno, nella fossa di tizzoni ardenti, e morirete.
Ovunque nel mondo ci sono persone che considerano la vendetta come il loro desiderio più profondo. Queste persone diventano terroristi. Quando il rancore e la vendetta sono il nostro desiderio più profondo, anche noi soffriamo terribilmente, come il giovane che quei due uomini possenti trascinavano, per gettare poi nella fossa di tizzoni ardenti. Il nostro desiderio più profondo dovrebbe essere amare, aiutare, non vendicarsi, punire o uccidere. Confido che i newyorkesi abbiano questa saggezza. Il rancore non può essere una risposta al rancore; ogni violenza è ingiusta. Rispondere alla violenza con la violenza può soltanto portare maggiore violenza e ingiustizia, maggior sofferenza, non solo agli altri, ma a noi stessi. Questa è la saggezza che è in ognuno di noi. Abbiamo bisogno di respirare profondamente, di diventare calmi per toccare il seme della saggezza. Io so che se il seme della saggezza e della compassione del popolo americano potesse essere innaffiato regolarmente per l’arco di una settimana, esso porterebbe molto sollievo, ridurrebbe la rabbia e il rancore. E l’America sarebbe capace di compiere un gesto di perdono che darebbe un grande sollievo all’America e al mondo intero. Per questo il mio suggerimento è praticare la calma, l’essere concentrati, innaffiare i semi di saggezza e compassione che sono già in noi, e imparare l’arte della consumo consapevole. Questa è una vera rivoluzione, il solo tipo di rivoluzione che può aiutarci a uscire da questa difficile situazione, nella quale la violenza e il rancore prevalgono.

No, non sto piangendo.
Mi tengo il volto tra le mani,
Per scaldare la mia solitudine.
Mani che proteggono,
Mani che nutrono,
Mani che impediscono alla mia anima
Di vivere nella rabbia.

Embracing Anger

A Public Talk by Thich Nhat Hanh at the Riverside Church, New York

September 25th, 2001

This transcript was made and edited from the Audio broadcast on the Internet and consisted of three parts. All three parts are included in the transcript.

Part I

My Dear friends, I would like to tell you how I practice when I get angry. During the war in Vietnam, there was a lot of injustice, and many thousands, including friends of mine, many disciples of mine, were killed. I got very angry. One time I learned that the city of Ben Tre was bombarded by American aviation. And the city was destroyed. The military man who was responsible for that declared later that he had to destroy the city of Ben Tre to save it. I was very angry.

But at that time, I was already a practitioner, a solid practitioner. I did not say anything, I did not act, because I knew that acting or saying things while you are angry is not wise. It may create a lot of destruction. I went back to myself, recognizing my anger, embracing it, and looked deeply into the nature of my suffering. In the Buddhist tradition, we have the practice of mindful breathing, of mindful walking, to generate the energy of mindfulness. It is exactly with that energy of mindfulness that we can recognize, embrace, and transform our anger. Mindfulness is the kind of energy that helps us to be aware of what is going on inside of us and around us, and anybody can be mindful. If you drink a cup of tea and you know that you are drinking a cup of tea, that is mindful drinking. When you breathe in and you know that you are breathing in, and you focus your attention on your in-breath, that is mindfulness of breathing. When you make a step and you are aware you are making a step, that is called mindfulness of walking. The basic practice in Zen centers, meditation centers, is the practice of generating mindfulness every moment of your daily life. When you are angry, you are aware that you are angry. Because you already have the energy of mindfulness in you created by the practice, that is why you have enough of it in order to recognize, embrace, look deeply, and understand the nature of your suffering.

I was able to understand the nature of the suffering in Vietnam. I saw that not only Vietnamese suffered, but Americans suffered as well during the war in Vietnam. The young American man who was sent to Vietnam in order to kill and be killed underwent a lot of suffering, and the suffering continues today. The family, the nation also suffers. I could see that the cause of our suffering in Vietnam is not American soldiers. It is a kind of policy that is not wise. It is a misunderstanding. It is fear that lies at the foundation of the policy.

Many in Vietnam had burned themselves in order to call for a cessation of the destruction. They did not want to inflict pain on other people, they wanted to take the pain on themselves in order to get the message across. But the sounds of planes and bombs was too loud. The people in the world, not many of them were capable of hearing us. So I decided to go to America and call for a cessation of the violence. That was in 1966, and because of that I was prevented from going home. And I have lived in exile since that time, 1966.

I was able to see that the real enemy of man is not man. The real enemy is our ignorance, discrimination, fear, craving, and violence. I did not have hate the American people, the American nation. I came to America in order to plead for a kind of looking deeply so that your government could revise that kind of policy. I remember I met with Secretary of Defense Robert MacNamara. I told him the truth about the suffering. He kept me with him for a long time and he listened deeply to me, and I was very grateful for his quality of listening. Three months later, when the war intensified, I heard that he resigned from his post.

Hatred and anger was not in my heart. That is why I was listened to by many young people in my country, advocating them to follow the path of reconciliation, and together we helped to bring about the new organizations for peace in Paris. I hope my friends here in New York are able to practice the same. I understood, I understand suffering and injustice, and I feel that I understand deeply the suffering of New York, of America. I feel I am a New Yorker. I feel I am an American.

You want to be there for you, to be with you, not to act, not to say things when you are not calm. There are ways that we can go back to ourselves and practice so that we rediscover our calmness, our tranquility, our lucidity. There are ways that we can practice so that we understand the real causes of the suffering. And that understanding will help us to do what needs to be done, and not do what could be harmful to us and to other people. Let us practice mindful breathing for half a minute before we continue.

In Buddhist psychology, we speak of consciousness in terms of seeds. We have the seed of anger in our consciousness. We have the seed of despair, of fear. But we also have the seed of understanding, wisdom, compassion, and forgiveness. If we know how to water the seed of wisdom and compassion in us, that seed, these seeds will manifest themselves as powerful sorts of energy helping us to perform an act of forgiveness and compassion. It will be able to bring relief right away to our nation, to our world. That is my conviction.

I believe very strongly that the American people have a lot of wisdom and compassion within themselves. I want you to be your best when you begin to act, for the sake of America and for the sake of the world. With lucidity, with understanding and compassion, you will turn to the people who have caused a lot of damage and suffering to you and ask them a lot of questions.

“We do not understand enough of your suffering, could you tell us? We have not done anything to you, we have not tried to destroy you, to discriminate against you, and we do not understand why you have done this to us. There must be a lot of suffering within you. We want to listen to you. We may be able to help you. And together we can help build peace in the world.” And if you are solid, if you are compassionate when you make this statement, they will tell you about their suffering.

In Buddhism we speak of the practice of deep listening, compassionate listening, a wonderful method by which we can restore communication — communication between partners, communication between father and son, communication between mother and daughter, communication between nations. The practice of deep listening should be taken up by parents, by partners, so that they can understand the suffering of the other person. That person might beour wife, our husband, our son, or our daughter. We may have enough good will to listen, but many of us have lost our capacity to listen because we have a lot of anger and violence in us. The other people do not know how to use kind speech; they always blame and judge. And language is very often sour, bitter. That kind of speech will always touch off the irritation and the anger in us and prevent us from listening deeply and with compassion. That is why good will to listen is not enough. We need some training in order to listen deeply with compassion. I think, I believe, I have the conviction, that a father, if he knows how to listen to his son deeply and with compassion, he will be able to open the door of his son’s heart and restore communication.

People in our Congress and our Senate should also train themselves in the art of deep listening, of compassionate listening. There is a lot of suffering within the country, and many people feel their suffering is not understood. That is why politicians, members of the Parliament, members of the Congress have to train themselves in the art of deep listening — listening to their own people, listening to the suffering in the country, because there is injustice in the country, there is discrimination in the country. There is a lot of anger in the country. If we can listen to each other, we can also listen to the people outside of the country. Many of them are in a situation of despair, many suffer because of injustice and discrimination. The amount of violence and despair in them is very huge. And if we know how to listen as a nation to their suffering, we can already bring a lot of relief. They will feel that they are being understood. That can diffuse the bomb already.

I always advise a couple that when they are angry with each other, they should go back to their breathing, their mindful walking, embrace their anger, and look deeply into the nature of their anger. And they may be able to transform that anger in just fifteen minutes or a few hours. If they cannot do that, then they will have to tell the other person that they suffer, that they are angry, and that they want the other person to know it. They will try to say it in a calm way. “Darling, I suffer, and I want you to know it.” And in Plum Village, where I live and practice, we advise our friends not to keep their anger for more than twenty-four hours without telling the other person. “Darling, I suffer, and I want you to know it. I do not know why you have done such a thing to me. I do not know why you have said such a thing to me.” That is the first thing they should tell the other person. And if they are not calm enough to say it, they can write it down on a piece of paper.

The second thing they can say or write down is, “I am doing my best.” It means “I am practicing not to say anything, not to do anything with anger, because I know that in doing so I will create more suffering. So I am embracing my anger, I am looking deeply into the nature of my anger.” You tell the other person that you are practicing holding your anger, understanding your anger, in order to find out whether that anger has come from your own misunderstanding, wrong perception, your lack of mindfulness and your lack of skillfulness.

And the third thing you might like to say to him or her is, “I need your help.” Usually when we get angry with someone, we want to do the opposite. We want to say, “I don’t need you. I can survive by myself alone.” “I need your help” means “I need your practice, I need your deep looking, I need you to help me to overcome this anger because I suffer.” And if I suffer, there is no way that you can be happy, because happiness is not an individual matter. If the other person suffers, there is no way that you can be truly happy alone. So helping the other person to suffer less, to smile, will make you happy also.

The Buddha said, “This is like this, because that is like that. This is because that is.” The three sentences I propose are the language of true love. It will inspire the other person to practice, to look deeply, and together you will bring about understanding and reconciliation. I propose to my friends to write down these sentences on a piece of paper and slip it into their wallet. Every time they get angry at their partner or their son or daughter, they can practice mindful breathing, take it out, and read. It will be a bell of mindfulness telling them what to do and what not to do. These are the three sentences: “I suffer and I want you to know it.” “I am doing my best.” “Please help.”

I believe that in an international conflict, the same kind of practice is possible also. That is why I propose to America as a nation to do the same. You tell the people you believe to be the cause of your suffering that you suffer, that you want them to know it, that you want to know why they have done such a thing to you, and you practice listening deeply and with compassion.

The quality of our being is very important, because that question, that statement is not a condemnation, but a willingness to create true communication. “We are ready to listen to you. We know that you must have suffered a lot in order to have done such a thing to us. You may have thought that we are the cause of your suffering. So please tell us whether we have tried to destroy you, whether we have tried to discriminate against you, so that we can understand. And we know that when we understand your suffering, we may be able to help you.” That is what we call in Buddhism “loving speech” or “kind language,” and it has the purpose of creating communication, restoring communication. And with communication restored, peace will be possible.

This summer, a group of Palestinians came to Plum Village and practiced together with a group of Israelis, a few dozen of them. We sponsored their coming and practicing together. In two weeks, they learned to sit together, walk mindfully together, enjoy silent meals together, and sit quietly in order to listen to each other. The practice taken up was very successful. At the end of the two weeks practice, they gave us a wonderful, wonderful report. One lady said, “Thay, this is the first time in my life that I see that peace in the Middle East is possible.” Another young person said, “Thay, when I first arrived in Plum Village, I did not believe that Plum Village was something real because in the situation of my country, you live in constant fear and anger. When your children get onto the bus, you are not sure that they will be coming home. When you go to the market, you are not sure that you will survive to go home to your family. When you come to Plum Village, you see people looking at each other with loving kindness, talking with other kindly, walking peacefully, and doing everything mindfully. We did not believe that it was possible. It did not look real to me.”

But in the peaceful setting of Plum Village, they were able to be together, to live together, and to listen to each other, and finally understanding came. They promised that when they returned to the Middle East, they would continue the practice. They will organize a day of practice every week at the local level and a day of mindfulness at the national level. And they plan to come to Plum Village as a bigger group to continue the practice.

I think that if nations like America can organize that kind of setting where people can come together and spend their time practicing peace, then they will be able to calm down their feelings, their fears, and peaceful negotiation will be much easier.

Part II

All things need food to be alive and to grow, including our love or our hate. Love is a living thing, hate is a living thing. If you do not nourish your love, it will die. If you cut the source of nutriment for your violence, your violence will also die. That is why the path shown by the Buddha is the path of mindful consumption. The Buddha told the following story. There was a couple who wanted to cross the desert to go to another country in order to seek freedom. They brought with them their little boy and a quantity of food and water. But they did not calculate well, and that is why halfway through the desert they ran out of food, and they knew that they were going to die. So after a lot of anguish, they decided to eat the little boy so that they could survive and go to the other country, and that’s what they did. And every time they ate a piece of flesh from their son, they cried.

The Buddha asked his monks, “My dear friends: Do you think that the couple enjoyed eating the flesh of their son?” The Buddha said, “It is impossible to enjoy eating the flesh of our son. If you do not eat mindfully, you are eating the flesh of your son and daughter, you are eating the flesh of your parent.”

If we look deeply, we will see that eating can be extremely violent. UNESCO tells us that every day, forty thousand children in the world die because of a lack of nutrition, of food. Every day, forty thousand children. And the amount of grain that we grow in the West is mostly used to feed our cattle. Eighty percent of the corn grown in this country is to feed the cattle to make meat. Ninety-five percent of the oats produced in this country is not for us to eat, but for the animals raised for food. According to this recent report that we received of all the agricultural land in the US, eighty-seven percent is used to raise animals for food. That is forty-five percent of the total land mass in the US.

Water

More than half of all the water consumed in the US whole purpose is to raise animals for food. It takes 2500 gallons of water to produce a pound of meat, but only 25 gallons to produce a pound of wheat. A totally vegetarian diet requires 300 gallons of water per day, while a meat-eating diet requires more than 4000 gallons of water per day.

Pollution

Raising animals for food causes more water pollution than any other industry in the US because animals raised for food produce one hundred thirty times the excrement of the entire human population. It means 87,000 pounds per second. Much of the waste from factory farms and slaughter houses flows into streams and rivers, contaminating water sources.

Deforestation

Each vegetarian can save one acre of trees per year. More than 260 million acres of US forests have been cleared to grow crops to feed animals raised for meat. And another acre of trees disappears every eight seconds. The tropical rain forests are also being destroyed to create grazing land for cattle.

Resources

In the US, animals raised for food are fed more than eighty percent of the corn we grow and more than ninety-five percent of the oats. We are eating our country, we are eating our earth, we are eating our children. And I have learned that more than half the people in this country overeat.

Mindful eating can help maintain compassion within our heart. A person without compassion cannot be happy, cannot relate to other human beings and to other living beings. And eating the flesh of our own son is what is going on in the world, because we do not practice mindful eating.

The Buddha spoke about the second kind of food that we consume every day — sense impressions — the kind of food that we take in by the way of the eyes, the ears, the tongue, the body, and the mind. When we read a magazine, we consume. When you watch television, you consume. When you listen to a conversation, you consume. And these items can be highly toxic. There may be a lot of poisons, like craving, like violence, like anger, and despair. We allow ourselves to be intoxicated by what we consume in terms of sense impressions. We allow our children to intoxicate themselves because of these products. That is why it is very important to look deeply into our ill-being, into the nature of our ill-being, in order to recognize the sources of nutriment we have used to bring it into us and into our society.

The Buddha had this to say: “What has come to be – if you know how to look deeply into its nature and identify its source of nutriment, you are already on the path of emancipation.” What has come to be is our illness, our ill-being, our suffering, our violence, our despair. And if you practice looking deeply, meditation, you’ll be able to identify the sources of nutriments, of food, that has brought it into us.

Therefore the whole nation has to practice looking deeply into the nature of what we consume every day. And consuming mindfully is the only way to protect our nation, ourselves, and our society. We have to learn how to consume mindfully as a family, as a city, as a nation. We have to learn what to produce and what not to produce in order to provide our people with only the items that are nourishing and healing. We have to refrain from producing the kinds of items that bring war and despair into our body, into our consciousness, and into the collective body and consciousness of our nation, our society. And Congress has to practice that. We have elected members of the Congress. We expect them to practice deeply, listening to the suffering of the people, to the real causes of that suffering, and to make the kind of laws that can protect us from self-destruction. And America is great. I have the conviction that you can do it and help the world. You can offer the world wisdom, mindfulness, and compassion.

Nowadays I enjoy places where people do not smoke. There are nonsmoking flights that you can enjoy. Ten years ago they did not exist, nonsmoking flights. And in America on every box of cigarettes there is the message: “Beware: Smoking can be hazardous to your health.” That is a bell of mindfulness. That is the practice of mindful consumption. You do not say that you are practicing mindfulness, but you are really practicing mindfulness. Mindfulness of smoking is what allowed you to see that smoking is not healthy.

In America, people are very aware of the food they eat. They want every package of food to be labeled so that they can know what is in it. They don’t want to eat the kind of food that will bring toxins and poisons into their bodies. This is the practice of mindful eating.

But we can go further. We can do better, as parents, as teachers, as artists and as politicians. If you are a teacher, you can contribute a lot in awakening people of the need for mindful consumption, because that is the way to real emancipation. If you are a journalist, you have the means to educate people, to wake people up to the nature of our situation. Every one of us can transform himself or herself into a bodhisattva doing the work of awakening. Because only awakening can help us to stop the course we are taking, the course of destruction. Then we will know in which direction we should go to make the earth a safe place for us, for our children, and for their children.

Part III

The third nutriment that the Buddha spoke of is volition. Volition is what you want to do the most, your deepest desire. Every one of us has a deepest desire. We have to identify it, we have to call it by its true name. The Buddha had a desire; he wanted to transform all his suffering. He wanted to get enlightened in order to be able to help other people. He did not believe that by being a politician he could help many people, that is why he chose the way of a monk. There are those of us who believe that happiness is only possible when we get a lot of money, a lot of fame, a lot of power, and a lot of sex. That kind of desire belongs to the third category of food spoken of by the Buddha.

The Buddha offered this image to illustrate his teaching: There is a young man who loves to be alive, he doesn’t want to die. And yet two very strong men are dragging him to a place where there is a pit of burning charcoal and want to throw him into the glowing embers so he will die.

He resisted but he had to die because the two men were too strong. The Buddha said, “Your deepest desire will bring you either to a place where there is happiness or to hell.” That is why it is very important to look into the nature of your deepest desire, namely volition. The Buddha said that craving will lead you to a lot of suffering, whether there is craving for wealth, sex, power, or fame. But if you have a healthy desire; like the desire to protect life, to protect the environment or to help people to live a simple life with time to take care of yourself, to love and to take care of your beloved ones, that is the kind of desire that will bring you to happiness. But if you are pushed by the craving for fame, for wealth, for power, you will have to suffer a lot. And that desire will drag you into hell, into the pit of glowing embers, and you will have to die.

There are people everywhere in the world that consider vengeance as their deepest desire. They become terrorists. When we have hatred and vengeance as our deepest desire, we will suffer terribly also, like the young person who has been dragged by the two strong men to be thrown into the pit of glowing embers. Our deepest desire should be to love, to help and not to revenge, not to punish, not to kill. And I am confident that New Yorkers have that wisdom. Hatred can never answer hatred; all violence is injustice. Responding to violence with violence can only bring more violence and injustice, more suffering, not only to other people but suffering to ourselves. This is wisdom that is in every one of us. We need to breathe deeply, to get calm in order to touch the seed of wisdom. I know that if the seed of wisdom and of compassion of the American people could be watered regularly during one week or so, it will bring a lot of relief, it will reduce the anger and the hatred. And America will be able to perform an act of forgiveness that will bring about a great relief to America and to the world. That is why my suggestion is the practice of being calm, being concentrated, watering the seeds of wisdom and compassion that are already in us, and learning the art of mindful consumption. This is a true revolution, the only kind of revolution that can help us get out from this difficult situation where violence and hatred prevail.

No, I am not crying.
I hold my face in my two hands.
To keep my loneliness warm
Two hands, protecting,
Two hands, nourishing,
Two hands preventing
My soul from leaving me in anger.

Immagine


“Immagine”

Sentivo il tuo respiro nel buio,
ascoltavo il battito del tuo cuore,
poi…più niente!
Sogni infranti
Come onde su scogli spigolosi.
Con la fantasia
Seguivo voli di gabbiani,
sentivo l’odore del vento
per cercarti,
per catturare
le tue ali
ed anch’io volare.
Reale, irreale…
Ho solo sognato
È stato solo un attimo di cielo
Non so se tornerà
Ma lo attenderò ancora.

26.04.01 Poetyca


“Image”

I felt your breath in the dark
listening to your heartbeat,
then … nothing!
Broken dreams
Like waves on sharp rocks.
With imagination
Followed flights of gulls,
I could smell the wind
to seek,
to capture
your wings
and I fly.
Real, unreal …
I have only dreamed
It was only a moment of heaven
I do not know if it returns
But I will wait again.

26/04/2001 Poetyca

Gli effetti della preghiera


preghiera

 

Gli effetti della Preghiera

Nel libro Dolore ed energia, edito da Mattioli 1885, scritto a più mani da diversi ricercatori italiani, un intero capitolo consistente viene dedicato a rivedere gli esperimenti effettuati fino ad oggi sugli effetti possibili della preghiera. L’Autore, Diego Beltrutti, Direttore Servizio di Anestesia e Rianimazione, Centro integrato del dolore e cure palliative di Alba – Bra, Presidente della World Society of Pain Clinicians, riportando tutte le sperimentazioni ribadisce che i risultati ottenuti non sono statisticamente significativi, anche perché utilizzando il fattore uomo per le ricerche non si può mai essere del tutto certi della disposizione assunta dalla persona – cosa che invece non accade in un laboratorio visto che si danno a priori tutte le coordinate.

Soprassedendo per ora a questo fatto, lui afferma che comunque è interessante riflettere sulle osservazioni svolte, specie su alcune, che sono più indicative di altre.

Fra queste desidero riportare degli esperimenti portati avanti dal cosiddetto Movimento Spindrift, con base a Salem, nell’Oregon. Le loro ricerche risalgono al 1969 e iniziarono trattando dei semi di segale per osservare come questi si comportavano a seconda del gruppo di appartenenza: se a quello della preghiera o a quello che apportava solo le cure materiali per la loro crescita.

♦ Si evidenziò subito che i semi per i quali si aveva pregato germogliavano più velocemente. Poi iniziarono con successo a “trattare” le persone e i risultati che ottennero furono, a detta di questi ricercatori, davvero significativi.

Senza entrare nel merito statistico, ciò che a me preme sottolineare è che in questo gruppo non tutti potevano partecipare, basta che pregassero. Chi partecipava doveva aver raggiunto uno stato interiore puro e mantenersi in quello stato, a prescindere dalle caratteristiche specifiche o dei problemi contingenti di chi riceveva poi la loro preghiera.

Un altro studioso, molti anni dopo, riprese per così dire la questione della mente serena.
Si trattava di Herbert Benson, docente alla Facoltà di medicina di Harward, che sostiene, anche a seguito di diverse sperimentazioni, che è la serenità a creare gli effetti fisici positivi.
In modo particolare lui aveva osservato dei notevoli miglioramenti per tutto ciò che aveva a che fare sulla circolazione e sulla tensione arteriosa e comunque a opera di pazienti stessi che pregavano per la loro situazione e non di altri preganti per loro.

♦ Un ulteriore studioso che mi piace ricordare, anche perché è un ricercatore di cui parlo spesso nei miei scritti, è il biologo e biochimico britannico Rupert Sheldrake, che forse alcuni già conoscono in quanto divenne famoso per la definizione dei campi morfogenetici. Questo ricercatore aveva sempre considerato la preghiera come un lascito di una tradizione superstiziosa che ancora è presente nei diversi pensieri religiosi. Per cui non si era mai interessato a tale argomento, nemmeno da un punto di vista scientifico.

Tuttavia gli capitò poi di passare del tempo in India e lì cominciò a percepire un qualcosa che andava oltre la dimensione fisica. Sebbene dalle sue analisi, che a quel punto si mise a fare sulla preghiera, non si evidenziasse che la preghiera apportava dei significativi miglioramenti, lui però avvertiva un qualcosa che non era misurabile. Si avvicinò all’Induismo e alla meditazione, ma in seguito arrivò ad affermare che “pregare era più utile che meditare”. Si gettò quindi a capofitto nella cultura cristiana investigando da adepto da un lato e da scienziato dall’altro la pratica della preghiera.

Oggi sostiene che gli effetti della preghiera si dovranno un giorno riuscire a misurare, perché la mente non è confinata solo all’interno della scatola cranica – anche se fisicamente è lì che è collocata.
I campi mentali si estendono all’esterno e si interfacciano con i modelli elettromagnetici del cervello agendo così sui corpi, raggiungendo in certi casi anche grandi distanze.

Queste affermazioni sono ancora delle speculazioni, pur tuttavia ci mostrano una direzione interessante.

Nel 2001 Il British Medical Journal pubblicava uno studio molto interessante a opera di Bernardi e collaboratori in cui si valutavano gli effetti clinici della pratica del Rosario e dei Mantra. Pur essendo pratiche di pensieri religiosi differenti hanno in comune la ripetizione costante della preghiera che diventa una giaculatoria.

♦ Riprendendo il significato etimologico di questa parola, il jaculum è un dardo, una saetta. Per cui le preghiere recitate nelle giaculatorie dovrebbero assomigliare appunto a delle frecce lanciate con impeto e rapidità.

I risultati evidenziarono che si sincronizza in modo spontaneo il tono simpatico e vagale cardiaco e la respirazione veniva portata a un ritmo basso, che induce uno stato di calma fisica e psichica che si traduce in una messa a riposo del sistema cardiocircolatorio e respiratorio – osservazioni che confermano ulteriormente che anche nelle altre ricerche si era evidenziato.

La preghiera cura?

E’ a tale quesito che il medico statunitense Larry Dossey ha provato a rispondere con le sue ricerche (poi pubblicate in un testo che la Red ha tradotto in italiano). Grazie a un suo percorso interiore di avvicinamento alla spiritualità, si è dedicato con passione a studiare questa faccenda.
Infatti, osservando i risultati che si ottengono con la preghiera, o la visualizzazione, o la meditazione, si constata che a volte funzionano, e magari anche in modo addirittura miracoloso. Ma in altri casi non funzionano affatto.

♦ Cosa dunque determina la differenza? Nel suo libro: “Il potere curativo della Preghiera” ha fornito delle risposte interessanti. Infatti l’Autore porta l’attenzione sul fatto che le preghiere e simili, sembrano avere effetto solo quando non sono il risultato di una tensione interiore.

“Un numero crescente di persone si sforza di usare la coscienza per stare bene, per creare la propria realtà di salute e assumersi piena responsabilità di ciò che accade. (…)
Ma ‘Pensare positivo’ ha effetti collaterali e nutrirsi forzatamente di speranza è sempre più spesso riconosciuto pericoloso.”

Dossey spiega che ciò avviene perché, interiormente, ci si tende nell’imporsi la disciplina della preghiera, della meditazione, degli esercizi di respirazione, del pensare positivo…

♦ Nella tensione che generiamo, per abituarci a una disciplina di vita più salutare e positiva, si creano dei blocchi energetici interiori che non permettono il libero scorrere dell’energia vitale in noi, proprio quella stessa energia che, in teoria, cerchiamo di richiamare, nel momento che ci diamo da fare per imporci quelle discipline.

Invece chi prega con trasporto (per cui senza tensione), fede e sincerità, riesce a fare della pratica spirituale un ottimo supporto per eliminare problemi e disagi.

Cambiare le immagini interiori

Un altro aspetto, molto sottovalutato è quello di comprendere a che tipo di sollecitazioni si risponde spontaneamente. Fu Paramahansa Yogananda, forse il primo yogi ad arrivare in Occidente per divulgare le antiche sapienze, a chiarire splendidamente la questione.

Nel suo “Scientific Healing Affirmations”, edito dalla Self Realization Fellowship di Los Angeles (in italiano “Affermazioni scientifiche di guarigione”), evidenziava che:
“Le parole cariche di sincerità, di convinzione, di fede e di intuizione sono come delle bombe vibratorie altamente esplosive che, fatte esplodere, frantumano le rocce delle difficoltà e producono il mutamento desiderato. (…) Le parole o le affermazioni sincere, ripetute con comprensione o con partecipazione del sentimento o della volontà, indurranno sicuramente l’onnipresente Energia Vibratoria Cosmica a porgervi aiuto nelle vostre difficoltà.”

Tuttavia, per poter “pregare” con sincerità, aspetto indispensabile per attivare l’Energia vitale, si dovrà farlo in base alle proprie caratteristiche personali, impegnando quindi la mente, oppure il cuore, o la volontà. Infatti Yogananda continua spiegando:

♦ ”Quando si utilizzano le varie affermazioni, l’atteggiamento interiore dell’individuo si adeguerà in base alle proprie caratteristiche. Quando ci si accinge a pregare per guarire qualcuno (quindi anche se stessi) si dovranno scegliere le affermazioni adatte al suo temperamento, a seconda che prevalga l’immaginazione, l’emotività o il ragionamento.

Per esempio, le affermazioni che fanno leva sull’immaginazione vanno accompagnate da una risoluzione ferma, espresse attraverso la volontà; quelle che fanno leva sul sentimento vanno invece espresse con devozione, quelle che fanno leva sulla ragione devono poggiare sulla comprensione esatta. (…)

Le affermazioni devono essere ripetute intensamente ed essere alimentate con la volontà, la devozione o la consapevolezza, senza curarsi affatto dei risultati. Questi seguiranno in modo naturale e come risultato del proprio impegno.”

♦ È quindi importantissimo comprendere a che tipo si appartiene: se si è degli idealisti sarà la volontà l’aspetto che darà la connotazione fondamentale alle nostre “preghiere”; se, per contro, si è dei razionali, allora per poter fare delle affermazioni che avranno esiti positivi, si dovrà essere convincenti a livello del mentale; se invece si è degli emotivi , sarà allora la devozione ad essere sollecitata – aspetto questo, su cui si fonda tutto il pensiero positivo (e tipica caratteristica degli americani, per cui da loro, in genere, funziona bene la sollecitazione emozionale), che però non funziona nei razionali o idealisti, perché questi individui non possono esprimere con sincerità un atteggiamento (la devozione) che non è loro proprio!

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The effects of Prayer

In the book Pain and Energy, published by Mattioli , 1885, written by many different hands by Italian researchers , consisting of an entire chapter is devoted to reviewing the experiments carried out to date on the possible effects of prayer. The author, Beltrutti Diego , Director of the Department of Anesthesiology and Intensive Care , Integrated center of pain and palliative care Alba – Bra, President of the World Society of Pain Clinicians , containing all the experiments confirms that the results are not statistically significant , because using the human factor for searches you can never be quite sure of the arrangement assumed by the person – something that does not happen in a lab since you are giving a priori all coordinates .

Taking apart for now to this fact , he states that it is still interesting to reflect on the observations carried out, some species of which are more indicative than others.

Among these I wish to report the experiments carried out by the so-called Spindrift Movement , based in Salem, Oregon. Their research dating back to 1969 and began treating the seeds of rye to see how they behaved according to the group they belong to , if that prayer or that which brings much needed care only materials for their growth .

♦ It is pointed out immediately that the seeds for which they had prayed germinated faster. Then began successfully to ” treat ” people and the results that were obtained , according to these researchers , really significant .

Without going into the statistics, what I want to emphasize is that in this group not everyone could participate , just pray . Those who participated must have reached an inner state pure and stay in that state , regardless of the specific characteristics or contingent problems of those who received then their prayer.

Another scholar , many years later , filming as it were the question of the mind serene .
It was Herbert Benson , a professor at the Faculty of Medicine at Harvard, argues that , even as a result of various experiments , which is the serenity to create positive physical effects .
In particular, he had observed some significant improvements for all he had to do on the circulation and blood pressure and in any case at the hands of the patients themselves who were praying for their situation and not others praying for them.

♦ Another scholar that I like to remember , because it is a researcher of which I speak often in my writings , is the British biochemist and biologist Rupert Sheldrake , maybe some already know since it became famous for the definition of morphogenetic fields . This researcher had always regarded prayer as a legacy of a superstitious tradition that is still present in the various religious thoughts . So he had never interested in this subject, even from a scientific point of view .

However , he happened then to spend time in India and there he began to perceive something that went beyond the physical dimension. Although its analysis, which at that point began to make about prayer , it was apparent that prayer apportava significant improvements , but he felt something that was not measurable . He walked over to Hinduism and meditation , but later came to say that ” prayer was more useful than to meditate .” Then he threw himself headlong into the Christian culture by investigating adept on the one hand and on the other scientist the practice of prayer .

Today argues that the effects of prayer will one day be able to measure , because the mind is not confined only inside the skull – although physically that is where it is located.
Mental fields extend outwardly and interface with the electromagnetic models of the brain thus acting on the bodies , reaching in some cases even large distances.

These claims are still speculation, nevertheless show us an interesting direction .

In 2001, The British Medical Journal published a very interesting study in the work of Bernardi and co-workers , evaluating the clinical effects of the practice of the Rosary and the Mantras . Although practices of different religious thoughts have in common the constant repetition of the prayer that becomes an aspiration .

♦ Returning to the etymological meaning of this word , the jaculum is a dart , an arrow. So the prayers recited in ejaculations should look at precisely the arrows thrown with force and speed.

The results showed that syncs in a spontaneous sympathetic tone and vagal cardiac and breathing was brought to a low pace , which induces a state of physical and mental calm that results in a set-aside of the cardiovascular system and respiratory use – observations further confirm that in other research was highlighted.

Prayer care ?

E ‘ to this question that the American physician Larry Dossey has tried to answer with his research (later published in a text that Red has translated into Italian ) . Thanks to its inner path of approach to spirituality, you are passionately devoted to study this matter.
In fact, looking at the results you get with prayer, or visualization, or meditation , it is found that sometimes work , and maybe even so miraculous. But in other cases not at all.

♦ What, then, determines the difference ? In his book , ” The Healing Power of Prayer ” has provided some interesting answers . In fact, the author brings attention to the fact that the prayers and the like, seem to have an effect only when they are not the result of an inner tension .

” An increasing number of people striving to use the conscience to feel good, to create their own reality of health and take full responsibility for what happens . (…)
But ‘ Positive thinking ‘ has no side effects and forcibly feed of hope is increasingly recognized dangerous. “

Dossey explains that this is because , internally , there is a tendency in imposing the discipline of prayer, meditation , breathing exercises , positive thinking …

♦ In the tension that we generate , to get used to a disciplined life healthier and more positive , you create inner energy blockages that prevent the free flow of vital energy in us , that very same energy that, in theory , let us recall , when we give ourselves to do to impose those disciplines .

But whoever prays with transport ( for which no voltage) , faith and sincerity, can do spiritual practice a great support to eliminate problems and inconvenience.

Changing the inner images

Another aspect , very underrated is to understand what kind of stress you answer spontaneously. It was Paramahansa Yogananda , perhaps the first yogis to arrive in the West to spread the ancient wisdom , to clarify the issue beautifully .

In his “Scientific Healing Affirmations ” , published by Self-Realization Fellowship in Los Angeles ( in Italian “Affirmations science of healing ” ) , pointed out that:
” The words full of sincerity, conviction, faith and intuition are like highly explosive vibration bombs , which detonated , shatter the rocks of difficulties and produce the desired change . (…) The words or statements sincere, repeated with understanding or with the participation of feeling or of will, surely tempt the ubiquitous Vibratory Energy Cosmic handed you help you in your difficulties . “

However, to “pray” with sincerity, indispensable aspect to activate the vital energy , you will have to do it according to your personal characteristics, thus committing the mind or the heart, or will. In fact Yogananda goes on to explain :

♦ “When you use the various statements , the inner attitude of the individual will adapt to suit your features. When you are about to pray to heal someone (and therefore themselves) need to select the appropriate statements to his temperament , depending on who prevails imagination , emotion or reasoning .

For example, the claims they make use of imagination be accompanied by a firm resolution , as expressed in the will ; those preying on sentiment instead should be expressed with devotion, those preying on reason must be based on accurate understanding . (…)

The statements must be repeated intensely and be fired by the desire , devotion or awareness , unmindful of the results. These will follow naturally and as a result of their efforts . “

♦ It is therefore important to understand what type you belong : If you have the will of the idealists will give the appearance that the connotation fundamental to our ” prayers “, if , on the contrary , it is the rational , then to be able to make statements that will have a positive outcome , you will have to be convincing at the level of mind , but if you’re a really emotional , it will then be prompted to devotion – this aspect , on which all the positive thinking ( and typical characteristic of Americans , so they generally works well emotional stress ) , but it does not work in rational or idealists , because these individuals can not express a sincere attitude (devotion) that is not their own !

http://www.evolutivity.info/?p=2270

 

Leonard Cohen


[youtube https://youtu.be/IEVow6kr5nI?list=PL22135BF03C47D7CC]

Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) è un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. È uno dei cantautori più celebri, influenti e apprezzati della storia della musica.

Nelle sue opere esplora temi come la religione, l’isolamento e la sessualità, ripiegando spesso sull’individuo. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è inserito nellaRock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. È inoltre insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada. Nel 2011, ricevette il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

Leonard Norman Cohen, CC GOQ (born 21 September 1934) is a Canadian singer, songwriter, musician, painter, poet, and novelist. His work has explored religion, politics, isolation, sexuality, and personal relationships. Cohen has been inducted into both the Canadian Music Hall of Fame and the Canadian Songwriters Hall of Fame as well as the American Rock and Roll Hall of Fame. He is also a Companion of the Order of Canada, the nation’s highest civilian honor. In 2011, Cohen received aPrincess of Asturias Awards for literature.

The critic Bruce Eder assessed Cohen’s overall career in popular music by asserting that “[he is] one of the most fascinating and enigmatic … singer/songwriters of the late ’60s … [and] has retained an audience across four decades of music-making…. Second only to Bob Dylan (and perhaps Paul Simon) [in terms of influence], he commands the attention of critics and younger musicians more firmly than any other musical figure from the 1960s who is still working at the outset of the 21st century.”

One of his notable novels, Beautiful Losers (1966) received attention from the Canadian press and was considered controversial because of a number of sexually graphic passages.[4] The Academy of American Poets has commented more broadly on Cohen’s overall career in the arts, including his work as a poet, novelist, and songwriter, stating that “Cohen’s successful blending of poetry, fiction, and music is made most clear in Stranger Music: Selected Poems and Songs, published in 1993, which gathered more than 200 of Cohen’s poems … several novel excerpts, and almost 60 song lyrics… While it may seem to some that Leonard Cohen departed from the literary in pursuit of the musical, his fans continue to embrace him as a Renaissance man who straddles the elusive artistic borderlines.”

Cohen’s first album was Songs of Leonard Cohen (1967) followed by Songs from a Room (1969) (featuring the often-recorded “Bird on the Wire”) and Songs of Love and Hate (1971). His 1977 record Death of a Ladies’ Man was co-written and produced by Phil Spector, which was a move away from Cohen’s previous minimalist sound. In 1979 Cohen returned with the more traditional Recent Songs, which blended his acoustic style with jazz and Oriental and Mediterranean influences. “Hallelujah” was first released on Cohen’s studio album Various Positions in 1984. I’m Your Man in 1988 marked Cohen’s turn to synthesized productions and remains his most popular album. In 1992 Cohen released its follow-up, The Future, which had dark lyrics and references to political and social unrest. Cohen returned to music in 2001 with the release ofTen New Songs, which was a major hit in Canada and Europe. In 2006 Cohen produced and co-wrote Blue Alert, a collaboration with jazz chanteuse Anjani Thomas. After the success of his 2008–13 world tours, Cohen released the highest charting album in his entire career, Old Ideas, to positive reviews. On 22 September 2014, one day after his 80th birthday, Cohen released his 13th studio album, Popular Problems, again to positive reviews.

https://en.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

Il Re dei Sogni


Il Re dei Sogni

Finita è la pioggia,
presso il muro del pianto
ho cercato riparo,
libero i sogni
sui quali ho potere:
annusano l’aria e vanno,
ritornano e mi sollevano in volo.
Nel mondo reale
nulla posso
è questo il confine
le sue tristi leggi
e il loro dolore,
mentre la pioggia smette
e s’acquieta il cuore
qui nel mio colorato mondo
tutto voglio provare:
voli, sorrisi e illusioni.
Apro dell’immaginario il regno
e tra sospiri e viaggi
un nuovo arcobaleno
mi vado a cercare,
comando al sogno
di aprire le fauci
e il reale inghiotte.

17.11.2001 Poetyca

The King of Dreams

Over and the rain
at the Wailing Wall
I sought shelter,
free dreams
on which I have power,
Sniff the air and go,
I raise and return flight.
In the real world
nothing can
This is the boundary
its sad read
and their pain,
as the rain stops
and quieted my heart
here in my colorful world
all I want to try:
flights, smiles and illusions.
I open the realm of imagination
and between sighs and travel
new rainbow
I’m going to try,
control to the dream
to open the mouth
and the real swallows.

17.11.2001 Poetyca