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R.E.M. – Best of R.E.M. – In Time (1988 – 2003) – Full album.


I R.E.M. sono stati un gruppo rock statunitense attivo dal 1980 al 2011.[2]

Formatosi ad Athens (Georgia) il 5 aprile 1980 (data riconosciuta dalla stessa band come atto di fondazione vera e propria del gruppo, che provava assieme sotto diversi nomi già dal 1979), la sigla R.E.M. sta per rapid eye movement, la fase del sonno in cui si sogna; i componenti del gruppo scelsero tale nome anche perché “suonava bene”. La pronuncia inglese è lettera per lettera (/ɑː iː ɛm/), ma in italiano viene generalmente pronunciata come acronimo (“rèm”).

Nell’arco degli ultimi 25 anni, i R.E.M. sono stati riconosciuti come uno dei gruppi più importanti per la definizione dell’estetica della musica underground e indie degli Stati Uniti.[3] La loro influenza, infatti, si estende ancora oggi su moltissime formazioni, etichette e scene musicali.[4]

Il gruppo ha virtualmente definito l’espressione “rock alternativo” degli anni ottanta (college rock)[5], dimostrando alle stazioni radio, un po’ alla volta, che trasmettere brani con prevalente uso delle chitarre non era una cosa negativa.[6]

Nella loro trentennale carriera hanno venduto all’incirca 85 milioni di dischi.[7]

http://it.wikipedia.org/wiki/R.E.M._%28gruppo_musicale%29

R.E.M. was an American rock band from Athens, Georgia, formed in 1980 by singer Michael Stipe, guitarist Peter Buck, bassist Mike Mills, and drummer Bill Berry. One of the first popular alternative rock bands, R.E.M. released its first single, “Radio Free Europe“, in 1981 on the independent record label Hib-Tone. The single was followed by the Chronic Town EP in 1982, the band’s first release on I.R.S. Records. In 1983, the group released its critically acclaimed debut album, Murmur, and built its reputation over the next few years through subsequent releases, constant touring, and the support of college radio. Following years of underground success, R.E.M. achieved a mainstream hit in 1987 with the single “The One I Love“. The group signed to Warner Bros. Records in 1988, and began to espouse political and environmental concerns while playing large arenas worldwide.

By the early 1990s, when alternative rock began to experience broad mainstream success, R.E.M. was viewed by subsequent acts such as Nirvana and Pavement as a pioneer of the genre and released its two most commercially successful albums, catapulting it to international fame, Out of Time (1991) and Automatic for the People(1992), which veered from the band’s established sound. R.E.M.’s 1994 release, Monster, was a return to a more rock-oriented sound, but still continued its run of success. The band began its first tour in six years to support the album; the tour was marred by medical emergencies suffered by three band members. In 1996, R.E.M. re-signed with Warner Bros. for a reported US$80 million, at the time the most expensive recording contract in history. Its 1996 release, New Adventures in Hi-Fi, though critically acclaimed, fared worse commercially than expected. The following year, Bill Berry left the band, while Buck, Mills, and Stipe continued the group as a trio. Through some changes in musical style, the band continued its career into the next decade with mixed critical and commercial success, despite having sold more than 85 million records worldwide and becoming one of the world’s best-selling music artists of all time.[4] In 2007, the band was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame. R.E.M. disbanded amicably in September 2011, announcing the split on its website.

http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=R.E.M.&oldid=655457124

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In viaggio insieme


In viaggio…Insieme

E non sono solo
passi stanchi nella notte
con le tasche piene di nebbia
E non è solo fumo alle spalle
da lasciar correre con la mani vuote
tra le stelle di cartone
appese ad un soffitto di ricordi
E’ anche sogno che rincorre
come capelli sciolti nel vento
e fiore che si dona nel deserto
E’ anche suono di note nuove
che disegnano la mente di nostalgie
soffiate piano tra le pieghe di parole
E sei tu amico mio che cerchi occhi
e respiri piano la tua fantasia
per farle prender vita
nei silenzi allungati di una sera
E sono io – antico fascino –
che accarezza nel silenzio
tra l’incanto di parole
e viaggi lontano da tristezze amare
E continueremo sempre a sognare
tra un volo di gabbiani e il canto
di quell’ airone che riprende
il suo infinito viaggio verso il sole

17.10 .2003 Poetyca

Traveling Together …

And they are only
tired footsteps in the night
with pockets full of fog
And it’s not just smoke behind
to let go with empty hands
between the cardboard stars
hanging from a ceiling of memories
It is also chasing dream
as loose hair in the wind
and who gives himself in the desert flower
It also notes new sound
that draw the mind of nostalgia
blown plan in the folds of words
And you are my friend you are looking eyes
breaths and plan your fantasy
to give life to it
elongated in the silences of night
And I have – charm –
That Shakes the silence
between the magic of words
travel far from love and sadness
And we will always continue to dream
between flights of gulls and song
of that ‘heron that takes
its endless journey towards the sun

17.10.2003 Poetyca

Best Of Bob Marley


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=K69A1lL1PHQ]

Robert Nesta Marley, detto Bob (Nine Mile, 6 febbraio 1945Miami, 11 maggio 1981), è stato un cantautore, chitarrista e attivista giamaicano.

generalmente identificato con il genere musicale reggae, che peraltro lo rese popolare fuori dalla Giamaica anzi, è più esatto affermare che grazie a Bob Marley questo genere (il reggae) fu apprezzato in tutto il mondo. In riconoscimento dei suoi meriti, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaican Order of Merit. In molte delle sue canzoni Marley denuncia l’emarginazione dei poveri da parte del potere.

La sua attività ha inizio nel 1961 con il suo primo singolo Judge Not prodotta per l’etichetta Beverley’s del produttore Leslie Kong, ma questa canzone, anche se molto innovativa, non ebbe grande successo e quindi nel 1964 Bob decise di formare la band The Wailers (Piagnoni); dopo il loro scioglimento, nel 1974, riforma la band reclutando nuovi elementi, ma continua a suonare e a pubblicare dischi con il nome Bob Marley and The Wailers. Nel 2008 è stato posizionato al 19º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e tra le sue migliori “tracce vocali” ci sono I Shot the Sheriff, No Woman, No Cry, e Redemption Song

http://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Marley

Robert Nesta “Bob” Marley, OM (6 February 1945 – 11 May 1981) was a Jamaican reggae singer, songwriter, musician, and guitarist who achieved international fame and acclaim.[1][2] Starting out in 1963 with the group the Wailers, he forged a distinctive songwriting and vocal style that would later resonate with audiences worldwide. The Wailers would go on to release some of the earliest reggae records with producer Lee Scratch Perry.[3] After the Wailers disbanded in 1974,[4] Marley pursued a solo career that culminated in the release of the album Exodus in 1977, which established his worldwide reputation and produced his status as one of the world’s best-selling artists of all time, with sales of more than 75 million records.[5][6] He was a committed Rastafari who infused his music with a sense of spirituality

http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Marley

Alla ricerca di voce – Nella notte


Alla ricerca di voce
– Nella notte –

Della notte amo i sapori
profumi e sogni
e quell’incanto
che senza colore
avvolge di fascino i silenzi
non cercherei altro
che l’ascolto dei pensieri
che come ellissi luminose
percorrono il tempo
Scalza nei percorsi sempre vivi
illuminerei le storie
e sarà Morfeo ad indicare la luna
che accompagnata dalle stelle
avrà per me magie e incanto
e quel che vedranno i miei occhi
in oniriche immagini sarà la strada
che incisa nel cuore cerca voce

04.01.2003 Poetyca

Looking for voice
– During the night –

I love the flavors of the night
perfumes and dreams
and enchantment
without color
enveloping charm of the silence
look no further
that listening to the thoughts
and as a bright elliptical
travel time
Barefoot in the paths always live
illuminate the stories
Morpheus and will indicate to the moon
which together with the stars
I will have to magic and enchantment
and what will my eyes
in dreamlike images that is the way
engraved in the heart that seeks entry

04.01.2003 Poetyca

Attesa della sera


Attesa nella sera..

Attesa di parole

che non giungono

nei silenzi della sera

Tutto è silente

tra dune di ricordi

nessuna voce sfiora

Nessuna sagoma

è pronta ad avvolgere

tra sorrisi e calore

Solo buio che scivola

a ritmare il vuoto

di chi tace…

…all’infinito


15.11.2003 Poetyca

 

Waiting in the evening ..

Pending items

that do not arrive

the silence of night

Everything is silent

dunes of memories

almost no voice

No gauge

is ready to roll

between smiles and warmth

Only darkness slips

to give rhythm to the void

of those who keep silent …

ad infinitum …

15.11.2003 Poetyca

Dono


Dono

Passi di danza
nei silenzi di un pensiero:
unione di universi
si compone in un respiro
Mille attimi
dipingono l’incanto
di colori accesi
che dan vita all’emozione
Scivolare quieto
nello sfiorare
di percepite immagini
è dar vita al dono

26.01.2003 Poetyca

Gift

Dance steps
in the silence of thought:
union of universes
consists in one breath
A thousand moments
paint the charm
bright colors
that give life to the emotion
Slipping quietly
in touch
of perceived image
is to give life to the gift

26.01.2003 Poetyca

Dominare la collera


Dominare la collera
“Chi non sa dominare la propria collera ignora che quella forza
viene da molto più lontano e vuole introdursi in lui. Crede
persino, almeno per un momento, che quella corrente potente gli
trasmetta qualche cosa della propria potenza. Ma è un’illusione,
perché è la corrente stessa ad essere potente, e non chi viene
attraversato dalla corrente. Così, dopo il suo passaggio, il
povero infelice si ritrova talmente debole che in lui tutto
trema: mascelle, gambe, mani.
Il discepolo di una Scuola iniziatica ha compreso che dominando
la collera che sente salire dentro di sé e cercando di
trasformarla, acquisisce la vera potenza. Avviene la stessa cosa
con l’energia sessuale: dominandola, ci si rinforza
considerevolmente. Ecco perché gli Iniziati, che hanno imparato a
dominare l’istinto di aggressività, così come l’istinto sessuale,
possiedono tante energie per pensare e parlare, al fine di
illuminare gli esseri.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
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Saggio è colui che sa dominare la collera
Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

“Adirarsi è facile. Ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella”.
Il concetto cardinale illustrato più di 2500 anni fa dal saggio Aristotele, nell’Etica Nicomachea, era uno solo: la differenza tra il lasciarsi dominare dall’ira, in uno spontaneismo dilagante, oggi più di ieri, e l’essere protagonisti dell’ira. Nel senso di essere così capaci di mantenere saldo il controllo razionale di sé e della situazione, da riuscire a scegliere in modo mirato come e quando adirarsi, con chi e perché. In modo così elegante da arrivare ad un’estetica dell’ira. Con il risultato di essere capaci di finalizzare la collera, come un puntatore laser, così da renderla mirata, efficace e costruttiva – o distruttiva, se necessario – ma sempre sotto il lucido controllo di una visione lungimirante del suo significato. Una visione che aiuta a scegliere le argomentazioni più efficaci, le parole più appropriate, l’obiettivo più strategico e la modalità espressiva più rigorosa. In taluni momenti e contesti, questo tipo di collera può arrivare a elevarsi a indignazione sacra. In questo senso, perfino degna di lode. Perché è quella forma di sdegno profondo e risonante, che nasce dal riconoscere l’indegnità – in genere etica – di un comportamento e di una situazione che ci fa dire in fondo al cuore: “Fosse anche l’ultimo giorno della mia vita, su questo non posso tacere”. E che fa dire tutto quello che non va “apertis verbis”, con parole aperte e chiare, e con il coraggio che viene dal cuore. Perché questa indignazione non nasce dalla frustrazione di bisogni personali, come la collera di bassa lega, ma da un senso alto della vita e dei suoi valori. A costo anche di attirarsi antipatie, controaggressioni o ritorsioni di vario tipo e livello.
Sull’impulsività e sullo spontaneismo, sulle ondate di parole vomitate e laide, sotto l’influsso di una collera informe e bruta, su questo è bene riflettere. Viviamo in tempi che hanno osannato il diritto di lasciarsi andare alle emozioni e all’espressione di ogni moto dell’animo, con picchi di furore che trovano nel mezzo televisivo l’amplificazione più destruente. Assistiamo allora ad un’espressione di collera non filtrata dall’intelligenza e dall’educazione, né dal senso del tempo e della misura. La propria “verità”, fino all’insulto, viene lanciata in faccia, possibilmente in pubblico, in un gusto perverso – nel senso di distruttivo – dell’esibizione di quanto di più magmatico esista nell’animo e nel cervello umani. Di fatto diventando preda dell’emozione più distruttiva per sé e per gli altri.
L’uomo, e la donna, che sentano una profonda emozione di collera, sono come il cavaliere, o l’amazzone, sul cavallo di razza, ma ombroso. Come il cavaliere, che sa controllare e indirizzare l’energia e la forza del suo cavallo, può costruire un’unità di pensiero e di azione straordinarie, così l’uomo che sa indirizzare la sua collera può incidere sul contesto in cui vive, sul suo tempo, anche scardinando obsoleti equilibri e opportunismi, se la esplosiva energia vitale che si libera resta governata e indirizzata. Così fece Alessandro Magno con lo straordinario Bucefalo, montato a pelo e volto sgroppante verso il sole, sotto gli occhi terrorizzati del padre e dei cortigiani, che vedevano in quell’animale, che era bellezza e forza della natura allo stato puro, un rischio mortale per il giovane principe. Eppure Alessandro, con la forza lucida del suo corpo e il vigore intelligente della sua anima, fece sentire a Bucefalo che nessun’altro avrebbe saputo indirizzare la sua energia in modo migliore. E il cavallo divenne un tutt’uno con il suo cavaliere. Così racconta Plutarco. E così è l’uomo che sa vivere la sua collera con quell’intelligenza forte e lucida al punto da farne un tutt’uno con il suo io, in tempo di pace e di guerra. Nel senso di saper tenere calma e pronta la sua arma migliore. La soddisfazione per l’efficacia con cui riesce a portarla sull’obiettivo nei modi e con il tempismo appropriato di nuovo assomiglia alla squisita concentrazione di forza e leggerezza con cui il cavaliere porta il suo cavallo sull’ostacolo più alto, raccolto e potente nell’attacco, e poi disteso nell’arrivare oltre l’ostacolo, in perfetto e apparentemente rilassato controllo.
Questa capacità è naturale? No. E’ bene dirlo con chiarezza. Nasce da un esercizio continuo. Non ci si improvvisa cavalieri perfetti e potenti, come non ci si può improvvisare nell’uso lucido della propria collera, l’emozione che con più probabilità può disarcionare e fracassare l’uomo – o la donna – che credano di dominarla facilmente.
Fin da bambini dovremmo essere educati a saper governare quest’emozione antica e potente. Il che non significa reprimere, come tanti a torto pensano, ma indirizzare, canalizzare, rendere efficace. Un esercizio straordinario, utile sia nel migliorare la capacità di abitare anche i propri astratti o concreti furori, sia nel diventare sempre più incisivi. Ma richiede esercizio nell’arte di pensare con efficacia, di dialogare, di scegliere le parole che meglio vestano il proprio sentire.
Nella collera tutto va a mille: e il pensiero confuso porta fuori strada, e dalla parte del torto assoluto, l’uomo che si faccia dominare dal proprio istinto più cieco. Non a caso letto come vizio.
Ancora una volta, ecco un apprendimento al saper vivere che dovrebbe iniziare con il caffelatte, fin dai primi anni di vita, quando cresce in noi anche il senso etico della vita. E allora potremmo dire che esiste nell’adirarsi una dimensione etica: cui si può attingere solo se l’emozione abbia decantato tutte le proprie impurità istintuali e sia forza pura e passione limpida, al servizio di una causa che meriti la nostra energia e il nostro cuore.

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RABBIA : la emozione a tinte fortidi Vittoria Nervi
Ero arrabbiato con il mio amico, gli dissi della mia rabbia, la rabbia sparì. Ero arrabbiato con il mio nemico Non gli dissi della mia rabbia, la mia rabbia aumentò. William Blake
La nostra salute ne risente e specialmente il nostro sistema immunitario che e’ la combat zone dei conflitti che si agitano dentro di noi.Somatizziamo.Io non mi arrabbio, non sono bravo ad esprimere l’ira. È uno dei problemi che ho.Interiorizzo, invece; mi allevo un tumore”.Woody Allen, “Manhattan”Spesso le persone non sono consapevoli dei conflitti perche’ sono nel profondo del nostro inconscio o ormai di vecchia data e ormai sepolti.Sembrano all’apparenza tranquille quindi non si rendono conto per esempio di essere arrabbiate. L’EMOZIONE ROSSA
La rabbia è una emozione antica, primitiva, presente sin dall’infanzia dell’uomo oltre che nel regno animale
E’ una reazione alla frustrazione .Ci arrabbiamo per vari motivi:
1 quando c’e’ un ostacolo tra noi e un possibile bisogno. 2 situazioni fisiche che possono minacciare l’incolumità di se stessi e dei propri beni3 disturbi o ostacoli alle proprie attività o che non ci permettono di concentrarci4 ingiustizie nei confronti nostri o altrui,accuse ingiustificate5 una persona che continua ad irritarci con il suo atteggiamento6 qualcuno che non ha mantenuto una promessa7 una minaccia di fallimento, sconfitta, perdita di sicurezza in sé, una paura della propria inadeguatezza nell’affrontare situazioni difficili.Spesso la collera improvvisa che ci porta a sfogare tutto il nostro rancore e la nostra rabbia, è il risultato del senso di impotenza nel realizzare i propri desideri o raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi per incapacità decisionale. In questo caso riversiamo addosso agli altri la nostra rabbia,diamo loro la colpa o a volte al resto del mondo8 Paura della sconfitta e della perdita (gelosia)9 quando viene minacciata l’immagine di sé ,la propria autostima10 quando sentiamo che qualcosa o qualcuno a cui teniamo si oppone volutamente alla realizzazione di un nostro bisogno,Lo fa di proposito per ferirci . La nostra rabbia e’ maggiore contro le persone alle quali teniamo per due motivi :a)perché le nostre aspettative nei loro confronti sono molto elevate, e quindi inevitabilmente possiamo subire una delusioneb)perché sappiamo che siccome provano amore,affetto per noi non si vendicheranno Con gli estranei ci arrabbiamo molto di meno perché li frequentiamo poco e abbiamo quindi poche occasioni possibili di scontro.Con le persone che non sopportiamo o odiamo perché tendiamo a tenerle a distanza. Possiamo arrabbiarci contro un oggetto/persona che ci provoca la frustrazione o con un altro oggetto/persona sostitutivi perche’ non abbiamo il coraggio di affrontare, ma su un obiettivo meno temibile o più facilmente raggiungibile: il capro espiatorio. Oppure prendercela con noi stessi,autopunirci ,colpevolizzarci,criticarci perché non troviamo altro su cui orientare il proprio scontento. La rabbia si esprime anche in altri modi piu’ mascherati:con la calunnia, l’ironia, le insinuazioni e le critiche denigratorie per mettere in cattiva luce l’altra persona,svalutarla o farla sentire in colpa. La rabbia è quindi una maniera di far valere i propri diritti basilar .
Secondo Lowen quelli basilari sono:
il diritto di esistere il diritto di sicurezzail diritto all’autonomia e all’indipendenza il diritto di desiderare e soddisfare i propri bisogni. Chi non esprime in alcun modo i propri sentimenti di rabbia tende a viverli per un tempo più lungo. Spesso reprimiamo la rabbia perche’ esprimere questa emozione va contro le regole educative e sociali e perche’ abbiamo paura di perdere il controllo e provocare danni o la rottura irreparabile di una amicizia o di un rapporto.Non riuscendo ad esprimerla o far valere i nostri diritti in maniera assertiva ci sentiamo deboli e accumuliamo altra rabbia (escalation della rabbia)
La depressione è la rabbia senza entusiasmo
LE RABBIE
Vi sono vari tipi di rabbia:
1 la rabbia primaria In questo caso c’e’ stata una reale violazione dei propri diritti.Invece di reagire spesso in questo caso vengono adottate diverse strategie a seconda del tipo di persona e del suo vissuto- crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza – minimizzazione-razionalizzazione- lamentoLa rabbia diventa disadattiva: quando e’ la risposta non a una violazione reale del presente ma ad una situazione che ci riporta indietro ad eventi simili del passato accompagnati da rabbia (es: mi arrabbio con te ORA….perche’ mi ricordi mia madre,mio padre quando mi diceva…) 2 la rabbia secondaria: la rabbia copre un’ altra emozione piu’ profonda per esempio una delusione o una preoccupazione(es qualcuno che aspettavamo non chiama..) oppure la tristezza( la rabbia cancella il dolore).E’ importante allora non fermarsi alla rabbia ma capire cosa si cela sotto questa emozione e rielaborarla con la consapevolezza o facendosi aiutare da un/una professionista .A volte ci si arrabbia con se stessi perche’ avremmo dovuto fare…..o non avremmo dovuto dire… o perche’ non accettiamo alcune parti di noi stessi.La depressione e’ spesso rabbia rivolta contro se stessi.3 la rabbia strumentale: in questo caso la rabbia diventa un mezzo per controllare gli altri e convincerli a fare cio’ che noi vogliamo.La reazione degli altri e’ di solito: amarezza, risentimento e distacco.4 la collera conseguente al sentirsi ignorati nei propri bisogni fondamentali.5 l’ira è la rabbia di essere stati invasi ed ha come obiettivo il ristabilireconfini adeguati.6 il litigio come discussione e’ una forma di rabbia che ha a che fare col non aver avuto adeguate informazioni; il suo scopo è di ottenere le informazioni che servono per capire il senso di determinate regole o modi di agire. 7 il risentimento è un tipo di rabbia legata all’essere fraintesi o malcompresi rispetto ad un sentimento importante per la persona. Il suo obiettivo è di far sentire l’altro responsabile di tale errata comprensione
A cosa serve la rabbia?
Diamo alla rabbia una connotazione negativa quindi da rimuovere,inutile. In realtà è un segnale che ci avverte che dobbiamo farci valere e ci dà la motivazione per farlo. L’espressione della rabbia è spesso più convincente di qualsiasi discorso e permette talvolta di ottenere quel che si chiede, di affrontare e risolvere situazioni di sopruso e di riaffermare se stessi e il proprio mondo dei valori. Ma per questo ci vuole la “giusta misura”, ,cosa che non c’e’ quando siamo alterati dalla rabbia. Spesso ci viene insegnato che bisogna controllarsi per educazione ed evitare di esprimere la rabbia.Questa e’ piu’ una regola sociale che un bisogno vero poiche’ Il trattenere, il reprimere situazioni di disagio può portare a sofferenze fisiche e mentali serie.La gestione della rabbia è un problema fondamentale nella nostra società. L’incapacità di auto-controllarsi porta a situazioni spesso drammatiche che tutti noi sentiamo durante i TG. o leggiamo sulle pagine di cronaca nera. E’ fondamentale, quindi che ognuno riconosca i segnali della propria rabbia e di quella altrui e si chieda da dove viene quella rabbia e come nella maniera più adeguata.
come fare per gestire la rabbia ?
Ecco alcuni suggerimenti.Quando qualcuno e’ arrabbiato con noi spesso re-agiamo istintivamente con la stessa emozione di rabbia il che’ non fa che innescare l’escalation e peggiorare la situazione.Riuscire a mantenere la calma non e’ facile quando ci sentiamo offesi,feriti e attaccati, Se riusciamo a mantenere la calma e capire quali possono essere le cause della rabbia dell’altro, saremo sulla buona strada.- LA RABBIA IMPEDISCE DI capire quale e’ il problema reale da risolvereSe siamo arrabbiati/e una buona tecnica e’ quella delTIME OUT : la tecnica dello spostamento utile per ridurla rimandare la discussione,cambiare argomento,andar via a far quattro passi o sdrammatizzare con delicatezzaSe e’ l’altra persona che e’ arrabbiata con noi cerchiamo di farle capire che la sua rabbia ci impedisce di capire o risolvere il problema .Diamole modo di ‘svuotare il cestino’ senza ribattere e cerchiamo di riportare la discussione al nocciolo del problema senza allargare il campo ( pero’ tu quella volta….ecco,sei sempre il solito..pero’ tu..)Spesso si alza la voce ma chi urla non e’ mai il piu’ forte. – SPAZIO RABBIA
questa tecnica e’ utile se ci troviamo a contatto con persone che spesso ci fanno arrabbiare.Programmiamo dei momenti in cui ciascuno e’ libero di sfogarsi.Sapremo che in quei momenti sono fatti per quello. 1. Stabiliamo quando e dove farlo senza altre persone che ci ascoltino e chiariamo con precisione su che cosa vogliamo discutere.Non coinvolgere parenti o amici.Peggiorano la situazione creando ulteriori malintesi.2. Stabiliamo la durata di questo spazio rabbia (in genere vanno bene 15/20 minuti)3. Lasciamo parlare l’altra persona senza interromperla4. A turno prendiamo la parola per un tempo stabilito come fanno nei dibattiti in tv (non più 5 minuti)5. Facciamo delle pause se l’altro ne ha bisogno 6 evitiamo l’ uso della violenza verbale e fisica facendo notare all’altra persona i limiti da non superare e difendendo i propri confini altrimenti ci allontaneremo (usciamo di casa,andiamo in un’altra stanza…..).7 stiamo nel qui e oraDurante la discussione non andate a rinvangare altri momenti simili per sostenere la vostra ragione. Non si rinfacciano i litigi passati. Tirare in ballo genitori e parenti (a meno che non siano motivo della discussione) sono proibiti quindi evitare il ‘sei come tua madre ecc’Questo allarga il fronte della discussione e allontana dalla soluzione dei problemi confondendo entrambi.Quindi lasciate perdere i ‘pero’ tu quella volta mi hai detto,hai fatto…’.Non confondete il problema con la persona8 win-windiscutere non e’ una gara per vincere e imporre il proprio punto di vista, né per dimostrare la propria superiorità o per dare una lezione all’altra persona.Evitiamo di svalutare l’altra persona o usare il sarcasmo perche’ porta solo a una reazione aggressiva.Cerchiamo un punto in comune e una soluzione creativa.Ognuno ha il suo punto di vista sulle cose.Rimanere ostinatamente rigidi sulle proprie posizioni senza mai cercare di mettersi nei panni dell’altra persona porta solo ad altre discussioniRinegoziare i compiti in casa,riguardo ai figli, i propri spazi per rilassarsi,per rimanere insieme ecc invece di far finta e serbare rancore o mettere in atto ripicche inutili.Si parla con sincerità senza usare il silenzio come un’arma o tenere il muso per farsi chiedere “cos’hai” o per far sentire in colpa l’altra persona9 le parole “sempre” e “mai” sono ASSOLUTAMENTE PROIBITE (invece di “non mi stai mai a sentire” dite ” ora non mi hai ascoltata” invece di “non mi fai mai un complimento ” dite “da qualche giorno non mi dici niente di gentile”
BIBLIOTERAPIASimionato, Anderson Terapia d’urto. La comunicazione come strumento per gestire le proprie emozioni Franco Angeli W. Davies Dominare la rabbia ArmeniaH. Lerner La danza della rabbia TEA Pratica
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Bonno, l’inganno delle passioni
Scopi e trappole del buddhismo
di Cristiano Martorella

Il buddhismo è l’insegnamento esposto dal saggio della famiglia Shakya, Siddhartha (563-483 a.C.) detto il Buddha(1). La pratica e l’applicazione dell’insegnamento buddhista hanno lo scopo di liberare gli esseri umani dal giogo del dolore e della sofferenza, e quindi sviluppare pienamente le loro vite. Però lo stesso Buddha predisse che col tempo il suo insegnamento sarebbe stato corrotto, frainteso e degenerato(2). Questa profezia trova conferma in un’analisi puntuale delle pratiche del buddhismo nei paesi più lontani dall’originario insegnamento, ossia Cina e Giappone. Quest’ultimo paese conobbe anche un vivace scontro, spesso violento e feroce, fra i riformatori del buddhismo.Tuttavia è stato proprio il conflitto delle passioni a rendere il buddhismo giapponese(3) più attivo e interessante, nonostante il travisamento dell’insegnamento originario. Ciò spiega anche il successo in Europa e negli Stati Uniti delle sette giapponesi in tutte le loro forme (comunità di monaci, associazioni di laici, centri di studio accademici, etc.). Per comprendere adeguatamente il buddhismo giapponese è necessario penetrare criticamente nei princìpi che regolano le pratiche buddhiste.
Il termine giapponese bonno indica le passioni e le illusioni che dominano la nostra vita. La parola bonno traduce il vocabolo sanscrito klesa che significa appunto passione ingannevole, illusione che avvince l’animo umano. Il termine bonno è composto da bon (letto anche come wazurawashii significa complesso, problematico, difficoltoso) e no (nella forma verbale nayamu significa soffrire, tormentarsi, angosciarsi). Da un punto strettamente psicologico è chiaro il senso di questa teoria. Le passioni ed emozioni forti sono capaci di provocare una distorsione cognitiva che altera le percezioni della realtà. Viceversa le emozioni sono necessarie per creare le motivazioni, e dunque non possono essere eliminate completamente. Ciò che propone Buddha è una moderazione ed una consapevolezza che rende manifesto ogni aspetto del reale piuttosto che le false aspettative. La questione della distorsione cognitiva(4) è cruciale sia dal punto di vista psicologico, sia nel contesto della corretta pratica religiosa. Il buddhismo non nega la realtà del mondo, ma propone un migliore rapporto con essa, più autentico e verace. Il buddhismo è nichilismo nel senso che distrugge e annienta le illusioni, svelando la verità dell’essere.
La questione della distorsione cognitiva è ripresa anche in un altro insegnamento buddhista, presente in quasi tutte le sette giapponesi: i tre veleni (sandoku). I tre veleni che inquinano l’animo umano sono il desiderio (musabori), la collera (ikari) e l’ignoranza (oroka). L’affrancamento dai tre veleni avviene tramite le tre porte che conducono alla liberazione: non desiderio, non sé, non forma. Praticamente nell’esercizio di trasformare (hendoku iyaku) i tre veleni. Si trasforma così il desiderio in compassione, la collera in forza vitale, l’ignoranza in saggezza. Purtroppo i tre veleni sono capaci di infiltrarsi dappertutto e assumere aspetti insospettabili. La stessa pratica buddhista è contaminata dai tre veleni, come dimostrano i numerosi tradimenti e scismi, e Buddha spronava sempre gli adepti a non abbassare la guardia nei confronti delle insidie dei falsi maestri e delle dottrine nocive. Chi usa il buddhismo per i suoi meschini scopi personali reca grave danno a sé e agli altri. Lo scopo del buddhismo è la liberazione ed è esattamente il contrario dell’asservimento autoritario praticato in molte sette, scuole e associazioni che ne usano il nome.
Per questo motivo, molte tecniche mistiche sono nocive piuttosto che benefiche. L’adorazione di un oggetto di culto(5), il gohonzon, è una pratica contraria e opposta all’insegnamento di Siddhartha. Chi venera un oggetto di culto non ne è mai libero, ma ne è lo schiavo. Ci si aspetta dall’oggetto di culto miracoli o interventi divini, benefici e protezione. Però quello che si ottiene è l’alimentazione e la diffusione dei tre veleni (sandoku). La dinamica psicologica di questo processo è chiara ed evidente. Si crede ciecamente nei poteri miracolosi di un oggetto di culto venerato come un idolo. Ciò avviene per ignoranza, superstizione, stupidità (oroka). Si esprime il desiderio (musabori) e si prova rabbia e collera (ikari) perché non esaudito. L’oggetto di culto diventa così lo strumento di tortura che produce i tre veleni in questa sequenza: l’ignoranza, il desiderio e la collera. In conclusione si ottiene l’effetto contrario a quanto auspicato. Paradossalmente chi crede di praticare il buddhismo anche sbagliando finisce inevitabilmente per dimostrare la pericolosità delle passioni che ingannano la mente, ossia la correttezza dell’analisi del Buddha storico, Siddhartha.
Note
1. Il titolo Buddha significa “risvegliato” o “illuminato”, ossia colui che si è liberato dell’ignoranza e conosce la verità circa l’esistenza. Siddhartha (563-483 a.C.) nacque a Kapilavastu, località attualmente in Nepal, ma all’epoca regno indipendente di tipo repubblicano gentilizio. Secondo la cronologia più attendibile sarebbe nato nel 563 a.C. e morto nel 463 a.C. circa. Tuttavia altre datazioni spostano le coordinate temporali in maniera rilevante. Secondo la cronologia singalese sarebbero 663-543 a.C. circa, le date secondo la tradizione nell’India settentrionale sarebbero 463-383 a.C. circa.
2. In giapponese l’epoca in cui l’insegnamento di Buddha è divenuto incomprensibile è chiamato mappo. Attualmente l’epoca moderna in cui viviamo sarebbe nel periodo del mappo.
3. Le scuole giapponesi più importanti sono Hosso, Kegon, Tendai, Shingon, Rinzai, Soto, Obaku, Ritsu, Nichiren e Jodo.
4. Le analisi più interessanti sulla distorsione cognitiva sono state pubblicate da Jon Elster. Cfr. Elster, Jon, Più tristi ma più saggi? Razionalità ed emozioni, Anabasi, Milano, 1994. Si veda anche il volume Uva acerba. Cfr. Elster, Jon, Uva acerba. Versioni non ortodosse della razionalità, Feltrinelli, Milano, 1989.
5. L’oggetto di culto, in giapponese gohonzon, è presente in molte sette buddhiste. Nella setta della Terra Pura (Jodo) è rappresentato da statue di Amida, mentre per la setta di Nichiren è un mandala costituito da un rotolo con l’iscrizione dei nomi di divinità sovrannaturali e il titolo del Sutra del Loto. Al contrario, Bodhidharma proibiva l’uso di oggetti di culto, perciò le sette zen giapponesi ne sono privi.
Bibliografia
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Martorella, Cristiano, La verità e il luogo, in “Diogene Filosofare Oggi”, n. 4, anno II, giugno-agosto 2006.
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Mastering anger
“Those who can not control his anger ignores that the force
comes from much further away and wants to break into it. He believes
even, at least for a moment, that’s the current powerful
convey something of its power. But it is an illusion,
because it is the current itself to be powerful, not who is
current passes through it. Thus, after its passage, the
poor wretch is so weak that he found all
tremble jaws, legs, hands.
The initiation of a school pupil has understood that dominating
the rage he feels rising within himself and trying to
turn, becomes the true power. It is the same
with sexual energy: domination, there is strengthened
considerably. That’s why the Initiates, who have learned to
dominate the instinct of aggression, as well as the sexual instinct,
have so much energy to think and talk in order to
light beings. ”
Mikhael Omraam Aïvanhov
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Wise is he who can control the anger
Prof. Alessandra Graziottin
Director of the Center of Gynecology and Medical Sexology H. San Raffaele Resnati, Milan
“Angry is easy. But who should do it in the right size, when appropriate, with the purpose and as convenient, not everyone is not easy. And that is why the do it right is rare, praiseworthy and beautiful. ”
The cardinal concept shows more than 2500 years ago by the sage Aristotle, Nicomachean Ethics, there was only one: the difference between letting yourself be overcome by anger, in a rampant spontaneity, today more than ever, and being the protagonists of anger. So as to be able to maintain balance the rational control of self and situation to be able to choose how and when to target angry, with whom and why.In such an elegant way to arrive at an aesthetic of anger. With the result of being able to finalize the rage, like a laser pointer, so as to make targeted, effective and constructive – destructive or, if necessary – but always under the control of a polished farsighted vision of its meaning. A vision that will help you choose the most effective arguments, the more appropriate words, the goal more strategic and more rigorous way of expression. In certain moments and contexts, this kind of anger can get to rise in indignation sacred. In this sense, even praiseworthy. Why is that form of anger and deep resonance that comes from recognizing the indignity – in general ethics – a behavior or a situation that makes us say in his heart “was also the last day of my life, on this can not be silent. ” And that is to say everything that is wrong “in words”, words with open and clear, and the courage that comes from the heart. Why the anger is born from the frustration of personal needs, such as anger, low alloy, but by a high sense of life and its values. At the risk of incurring even dislikes, controaggressioni or retaliation of various kinds and levels.
Sull’impulsività on spontaneity and, on the waves of vomit and ugly words, under the influence of a formless anger and brute is good to reflect on this. We live in times that have celebrated the right to indulge in emotion and expression of each movement of the soul, with peaks of rage that found in television amplification more destructive.Then we witness an expression of anger is not filtered by the intelligence and education, nor the sense of time and measurement. Its “truth”, to insult, is thrown in your face, preferably in public, in a perverse taste – in the sense of destructive – the exhibition of the most chaotic and there is soul in the human brain. In fact most destructive emotion becoming prey for themselves and others.
The man and the woman, who feel a deep emotion of anger, they are like the knight, ol’amazzone on the horse race, but shady. Like the knight, who knows how to control and direct the energy and the strength of his horse, can build a unit of thought and action, amazing, so the man who knows how to direct its anger can affect the context in which he lives, on their time, even breaking up obsolete balances and relevant, whether the explosive life energy that is released is governed and directed. So did Alexander the Great to the extraordinary Bucephalus, mounted bareback and sgroppante face towards the sun, under the terrified eyes of his father and his courtiers, who saw the creature, that was the beauty and power of nature at its best, a life-threatening risk for the young prince. Yet Alexander, with the strength of its shiny body and intelligent force of his soul, he felt that nobody would know Bucephalus to direct its energy in a better way. And the horse became one with his rider. So says Plutarch. And so is the man who knows how to live his anger with loud and clear that intelligence to the extent that it becomes one with his ego, in peacetime and war. In the sense of being able to keep calm and ready for his best weapon. The satisfaction with the effectiveness with which it manages to bring the lens in the manner and with the appropriate timing of new looks to the exquisite concentration of power and ease with which the rider takes his horse over the obstacle highest in the harvesting and powerful ‘ attack, and then spread over the obstacle in arriving, apparently relaxed and in perfect control.
This ability is natural? No. ‘should be said clearly. It comes from constant practice.There is sudden and powerful knights perfect as you can not improvise in the use of polished his anger, the emotion that most likely can throw and smash the man – or woman – who think they control it easily.
Since children should be educated to know how to govern this emotion ancient and powerful. This does not mean suppress, as many wrongly think, but direct, channel, to be effective. An exercise extraordinary, useful in improving the ability to also live their fury abstract or concrete, is becoming increasingly effective. But the art takes practice to think effectively, to communicate, to choose appropriate words to adorn his own feelings.
In anger all goes to a thousand: and the muddled thinking is misleading and absolutely in the wrong, the man who is made to dominate by their instincts more blind. Not by chance read as vice.
Again, here is a learning experience that should be able to start with the coffee, from the earliest years of life, it grows in us the sense of ethical life. And then we could say that there is an ethical dimension nell’adirarsi: that can be drawn only if the emotion has praised all its impurities and instinctual power is pure passion and clear in the service of a cause that deserves our energy and our heart.
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ANGER: The emotion strong colors di Vittoria Nervi
I was angry with my friend, I told him of my anger, the anger was gone. I was angry with my foe did not tell him of my anger, my anger grew. William Blake
Our health is affected and especially our immune system and ‘the combat zones of conflict that move within noi.Somatizziamo.Io not get angry, I’m not good at expressing anger. It is one of the problems ho.Interiorizzo, however, brought me up a tumor. “Woody Allen’s” Manhattan “Often people are not aware of the conflicts’ cause I’m deep in our unconscious or long-standing and now all sepolti.Sembrano’seemingly quiet so they do not realize, for example, to be angry. THE THRILL RED
Anger is an emotion ancient, primitive, this man since childhood as well as in the animal kingdom
It ‘a reaction to frustration. We get angry for several reasons:
1 when there is’ an obstacle between us and a possible need. Two physical situations that can threaten the safety of themselves and their beni3 disturbances or obstacles to their activities or do not allow us to concentrarci4 injustices against us or others, accusations ingiustificate5 a person who continues to annoy us with his atteggiamento6 someone did not maintain a promessa7 a threat of failure, defeat, loss of self-confidence, a fear of their own inadequacy in dealing with situations difficili.Spesso sudden anger that leads us to give vent to all our grievances and our anger is the result the sense of helplessness in achieving their desires or achieve the goals we have set ourselves for inability to make decisions. In this case, the other poured upon our anger, guilt or sometimes we give them the rest of the mondo8 Fear of defeat and loss (Jealousy) 9 when it is threatened self-image, their autostima10 when we feel that something or someone we care about is deliberately opposed to the realization of our need, He does it on purpose to hurt us. Our anger and ‘higher against the persons to whom we hold for two reasons: a) because our expectations are very high for them, and then we will inevitably suffer a delusioneb) because we feel that as love, affection for us not to retaliate With strangers we get angry a lot less because they did not spend much and have so few opportunities possible scontro.Con people who do not endure or hate because we tend to keep them away.We can get angry against an object or person that causes us frustration or with another object / person substitutes’ cause we do not have the courage to face, but on a goal less fearful or more easily accessible: the scapegoat. Or take ourselves, autopunirci, blame, criticize us because we do not find much on which to orient their discontent. Anger is expressed in other ways more ‘masked: the slander, irony, innuendo and smear critics to put the other person look bad, devalue or make her feel guilty. Anger is thus a way of asserting their basic right.
According to Lowen basic ones are:
the right to exist the right to sicurezzail right to autonomy and independence and want the right to meet their own needs. Who does not in any way express his feelings of anger tends to experience them for a longer time. Often repress anger because ‘to express this emotion goes against the rules and social and educational’ cause we are afraid to lose control and cause irreparable damage or breakdown of a friendship or a rapporto.Non able to express or enforce our rights assertive in a way we feel weak and accumulate more anger (anger escalation)
Depression is anger without enthusiasm
THE ANGER
There are various types of anger:
A primary rabies in this case there ‘was a real violation of their diritti.Invece to react in this case are often adopted different strategies depending on the type of person and experiences-emotional collapse, accompanied by tears and a sense of Impotence – minimization, rationalization-lamentoLa anger becomes maladaptive when and ‘the answer is not a real violation of this but to a situation that brings us back to similar events of the past accompanied by anger (eg, I get angry with you now. … because ‘I remember my mother, my father when he told me …) 2 secondary anger: anger covers an’ other emotions’ such as a deep disappointment or concern (eg someone who does not call waiting ..) or sadness (the anger clears the pain). It ‘important, then look beneath the anger but to understand what lies beneath this emotion and rework it with the knowledge or with assistance from a / a professional. Sometimes we get angry with yourself’ cause we had to do … .. or not … or why we should say ‘we do not accept some parts of us stessi.La depression’ is often anger turned against rabies if stessi.3 instrumental in this case, anger becomes a means to control others and convince them to do this ‘that we vogliamo.La reaction of others and’ the usual bitterness, resentment and anger caused by the distacco.4 feel ignored in their needs fondamentali.5 anger is the anger of having been invaded and its aim is theristabilireconfini adeguati.6 the discussion and argument as’ a form of anger that has to do with not having adequate information, its purpose is to get the information you need to understand the meaning of certain rules or ways of acting. 7, the resentment is a type of anger related to being misunderstood or badly understood important than a feeling for the person. Its goal is to make you feel more responsible for this misunderstanding
What is anger?
We give a negative connotation to anger and then to remove and useless. It’s actually a sign that warns us that we must assert ourselves and gives us the motivation to do so. The expression of anger is often more convincing than any words and can sometimes get what you ask, to address and resolve situations of abuse and to reassert themselves and their world of values. But for this we need the “right size”, which is not there ‘when we are affected by anger. Often we are taught that education should check for and avoid expressing rabbia.Questa and ‘more’ a social rule that a real need since ‘detention, suppressing the uncomfortable situations can lead to mental and physical sufferings serie.La management Anger is a fundamental problem in our society. The inability of self-control often leads to dramatic situations that we all feel during the TG. or read on the pages of crime. E ‘therefore important that everyone recognize the signs of his anger and that of others and ask where it comes from and how that anger is most appropriate.
how to manage anger?
Here are some suggerimenti.Quando someone ‘angry with us often re-act instinctively with the same emotion of anger which’ does nothing but worsen the trigger and escalate situazione.Riuscire to remain calm and not ‘easy when we feel offended , attacked and wounded, If we can keep calm and understand what may be the causes of the anger of others, we are on track .- PREVENT RABIES to understand what is’ the real problem by risolvereSe we are angry / and a good technique and ‘that delTIME OUT: useful technique to reduce the displacement postpone the debate, change the subject, go away to make a walk or play down with delicatezzaSe and’ the other person who is’ angry with us trying to make them understand that his angerprevents us from understanding or solving the problem. let us give way to ‘empty the trash’ without reply and try to bring the discussion to the core of the problem without enlarging the field (but ‘you this time. … here, you’re still the same though .. ‘you ..) often raises his voice but not shouting’ ever more ‘strong. – AREA RAGE
this technique and ‘useful if we are in contact with people who are often times when each arrabbiare.Programmiamo and’ free sfogarsi.Sapremo that in those moments are made for that. 1. Identify when and where other people do not listen to us and let’s be clear on exactly what we want to involve relatives or discutere.Non amici.Peggiorano the situation by creating more malintesi.2. State the duration of this space rage (usually 15-20 minutes is good) 3. Let the other person talk without interromperla4. In turn, we take the floor for a set time as they do in the debates on TV (not more than 5 minutes) 5. We pauses if the other has avoided the need 6 ‘use of verbal and physical violence to another person by pointing out the limits are not exceeded and defending its borders or we turn away (we leave the house, go to another room … ..) .7 oraDurante we are in the here and the discussion does not go rinvangare other similar moments to support your reason. Do not reproach the squabbles in the past. To bring in parents and relatives (unless they are a matter of debate) is prohibited thereby avoid the ‘you’re like your mother ecc’Questo broadens the debate and facing away from the solution of the problems confounding entrambi.Quindi let go of the’ but ‘ you that time you told me, did you …. ‘Do not confuse the issue with the win-persona8 windiscutere not’ a race to win and impose their point of view, nor to demonstrate its superiority or to give a lesson to ‘ other persona.Evitiamo to devalue the other person or use sarcasm because ‘only leads to a reaction aggressiva.Cerchiamo a common point and a solution creativa.Ognuno has its own views on cose.Rimanere stubbornly rigid on their position without never try to take the role of the other person just leads to other discussioniRinegoziare tasks at home, in regard to children, their own space to relax, to stay together so instead of pretending and keep grudges or resentments implement inutili.Si speaks honestly without the use of silence as a weapon or keep its nose to get to ask “what have you” or to feel guilty about the other persona9 the words “always” and “never” are absolutely prohibited (instead of “I do not you never hear “you say” now I’ve heard “instead of” You never make me a compliment, “you say” some days I do not say anything nice ”
BIBLIOTERAPIASimionato, Anderson Anger Management. Communication as a tool to manage their emotions Franco Angeli W. Davies Dominate ArmeniaH anger.Lerner The Dance of Anger TEA Practice
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Bonno, deception of the passions
Aims and traps of Buddhism
Cristiano MartorellaBuddhism is the teaching expounded by the sage of the Shakya family, Siddhartha (563-483 BC) known as the Buddha (1). The practice and application of Buddhist teaching are designed to liberate human beings from the yoke of pain and suffering, and then develop their full lives. But the Buddha himself predicted that in time his teaching would have been corrupted, misunderstood and degenerate (2). This prophecy is confirmed by a detailed analysis of the practices of Buddhism in countries further from the original teaching, namely China and Japan.The latter country also enjoyed a lively battle, fierce and often violent, between buddhismo.Tuttavia reformers was precisely the conflict of passions to make Japanese Buddhism (3) more active and interesting, despite the misrepresentation of the original teaching. This also explains the success in Europe and the United States of the seven Japanese in all their forms (community of monks, lay associations, academic centers of learning, etc.).. To fully understand Japanese Buddhism is critically necessary to penetrate in the principles that govern the Buddhist practices.
The Japanese word Bonno indicates the passions and illusions that dominate our lives. Bonno The word translates the Sanskrit word which means “passion klesa misleading illusion that captivates the human soul. The term Bonn is composed of bon (bed also means wazurawashii complex, difficult, difficult) and not (in verbal form nayamu means suffering, torment, anguish). From a strictly psychological explain the reason of this theory. The passions and emotions are capable of causing a cognitive distortion that alters the perceptions of reality. In contrast, the emotions are necessary to establish the motives, and therefore can not be eliminated completely. This suggests that the Buddha is a restraint and an awareness that demonstrates every aspect of the real rather than false expectations. The issue of cognitive distortion (4) is crucial both from the psychological point of view, both in the context of proper religious practice. Buddhism does not deny the reality of the world, but offers a better relationship with it, most authentic and true. Buddhism is nihilism in the sense that it destroys and destroys the illusion, revealing the truth of being.
The issue of cognitive distortions and resumed in another Buddhist teaching, present in almost all the sects in Japan: the three poisons (sandoku). The three poisons that pollute the human soul is the desire (musabori), anger (Ikari) and ignorance (Orok).The freeing of the three poisons with the three doors leading to the release, not desire, not themselves, not form. The exercise of virtually transform (hendoku iyaku) the three poisons. It becomes so desire into compassion and anger in life force, ignorance into wisdom. Unfortunately, the three poisons are able to penetrate everywhere and assume unexpected dimensions. The Buddhist practice itself is contaminated by the three poisons, as evidenced by the numerous schisms and betrayals, and Buddha urged their followers to always remain vigilant against the dangers of false teachers and doctrines harmful. Who is using Buddhism for his petty personal use causes serious harm to himself and others. The aim of Buddhism is liberation and that is exactly the opposite dell’asservimento authoritarian practiced in many sects, schools and associations that use the name.
For this reason, many mystical techniques are detrimental rather than beneficial. The worship of a cult (5), the Gohonzon, it is a practice that is contrary and opposed to the teachings of Siddhartha. Who worships an object of worship is not never free, but it is the slave. We expect miracles from the object of worship or divine intervention, benefits and protection. But what you get is the power and the spread of the three poisons (sandoku). The psychological dynamic of this process is clear and obvious.He blindly believes in the miraculous powers of a venerated object of worship as an idol. This is done out of ignorance, superstition, stupidity (Orok). It expresses the desire (musabori) and try fury and anger (Ikari), why not fulfilled. The object of worship becomes the instrument of torture that produces this sequence in the three poisons: ignorance, desire and anger. Finally you get the opposite effect to what is desired.Paradoxically, those who believe they practice Buddhism also inevitably prove wrong the dangers of the passions that deceive the mind, namely the correctness of the historical Buddha, Siddhartha.
Notes
1. The title Buddha means “awakened” or “enlightened”, ie one who has freed himself of ignorance and know the truth about existence. Siddhartha (563-483 BC) was born in Kapilavastu locations currently in Nepal, but then independent kingdom of noble republican type. According to the most reliable history was born in 563 BC and died in 463 BC about. However, other dates moving time coordinates in a significant way.According to the Sri Lankan history would be 663-543 BC about the dates according to the tradition in northern India would be 463-383 BC about.
2. In Japanese, the time when the teachings of Buddha has become incomprehensible is called map. Currently, the modern age in which we live would be the time of the map.
3. The Japanese schools are more important Hoss, Kegon, Tendai, Shingon, Rinzai, Soto, Obaku, Ritsu, Jodo and Nichiren.
4. The most interesting analysis on the cognitive distortions have been published by Jon Elster. See Elster, Jon, sadder but wiser? Rationality and emotions, Anabasis, Milan, 1994. See also the volume of sour grapes. See Elster, Jon, sour grapes.Unorthodox versions of rationality, Feltrinelli, Milano, 1989.
5. The object of worship, the Gohonzon in Japanese, is present in many Buddhist sects. In the Pure Land sect (Jodo) is represented by statues of Amida, while the Nichiren sect is a mandala made up of a scroll with the inscription of the names of supernatural deity and the title of the Lotus Sutra. On the contrary, Bodhidharma forbade the use of religious objects, so the Japanese Zen sect do not.
Bibliography
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Conze, Edward, A Short History of Buddhism, Rizzoli, Milano, 1985.
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Filippani Ronconi, Pio, Buddha. Aphorisms and speeches, Newton Compton, Rome, 1994.
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Forzani, Joseph, Flowers of emptiness, Boringhieri Bollati, Torino, 2006.
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Martorella, Christian, affinity between Zen Buddhism and the philosophy of Wittgenstein, in “Quaderni Asians”, year XX, No 61 March 2003.
Martorella, Christian, Truth, and the place, “Diogenes philosophers today,” No 4, year II, from June to August 2006.
Martorella, Christian, Philosophy from heart to heart, “Diogenes philosophers today,” No 4, year II, from June to August 2006.
Oldenberg, Hermann, Buddha. The life, teachings and legacy of the Enlightenment, TEA, Milano, 1998.
Puech, Henri-Charles, History of Buddhism, Arnoldo Mondadori, Milan, 1992.
Puech, Henri-Charles, Eastern Religions, Laterza, Roma-Bari, 1988.

Primavera


Primavera

…E l’Inverno giunse,inaspettato,
con la sua morsa di gelo
spazzò via il passato:
quel sorriso – pieno d’amore –
quegli occhi capaci di contenere
un intero mondo.
Si impara allora a crescere in fretta
e lo stentato germoglio
cerca spazio nel vuoto del cuore.
Stretti i pugni per essere forti
e nel silenzio le lacrime sgorgano
…Eppure non si è soli
nessuno ci abbandona
e la vita continua
presenti sono i colori di Primavera
e chi si crede lontano
chi si pensa perduto
ancora vive
in quel giovane germoglio
che cerca la sua strada:
nei petali,nei profumi e nei colori
é ancora lì – presente –
tutto l’amore
Si,sei tu quel giovane germoglio
e cerca ancora,con attenzione
perché nulla è perduto
se sai amare
come ti è stato insegnato.

04.12.2003 Poetyca

Spring

… And Winter came, unexpectedly,
with his grip of frost
swept away the past:
smile – full of love –
those eyes that contain
a whole world.
Then you learn to grow up quickly
, and the stunted shoot
search space and emptiness of heart.
Tight fists to be strong
and silence the tears flow
… Yet you are not alone
no one leaves
and life goes on
These are the colors of Spring
and those who think far
who thinks lost
still alive
in the young bud
trying to find their way:
in the petals, in the scents and colors
is still there – this –
all the love
Yes, you’re that young sprout
and tries again, carefully
because nothing is lost
If you can love
as you were taught.

04.12.2003 Poetyca

Senza nome


Senza nome

Sei incanto che palpita e mai smette
sei l’abbraccio della mia notte
sei respiro d’infinito
che apre le ali in un cielo lontano
a me giunge e colma vuoto arcano
Sei vela nel vento
sei fantasia che colora ogni istante
sabbia mai perduta tra conchiglie e perle
tutto in te è vita che mi raggiunge per coronare
ogni soffio d’incanto
Nella notte mi voglio ranicchiare nei tuoi pensieri
farmi avvolgere nel manto del suo crine
che si scioglie tra stelle e luna
Sul tuo cuore- diamante
che di splendore è dono
tra languidi silenzi
e note accese d’amore
Tu sei infinito
senza nome

29.09.2003 Poetyca

Nameless

You are charming and beats that never stops
You are the embrace of my night
You are breath of infinity
that spreads its wings in a distant sky
comes to me and fills empty arcane
You are sailing in the wind
You are fantasy that colors every moment
Sandy never lost between shells and pearls
everything is in you life I reach to crown
every breath of enchantment
In the night I want to roll me in your thoughts
to wrap me in the mantle of her hair
that melts between stars and moon
On your heart-diamond
that is the gift of brilliance
between languid silence
and notes of love lit
You are infinite
nameless

29.09.2003 Poetyca

Attendo


Attendo

Apri il palmo della mano
e soffiami parole
quelle che non sai dire
che non hai raccolto mai
voli di farfalle nella brezza
che vedi intorno
Sorridi piano ad ogni colore
e fammene dono nei silenzi
piccoli istanti di vita
che non smetterà
e fallo respirare
con le tinte del vento
che suggerisce sorrisi
da regalare con il cuore
…Attendo

31.08.2003 Poetyca

I wait

Open your palm
and breathe words
do not know what to say
you’ve never collected
flight of butterflies in the breeze
you see around
You smile to each color plane
and get me a gift in the silences
small moments of life
that will not stop
and let it breathe
with the colors of the wind
suggests that smiles
to give with your heart
I wait…

31.08.2003 Poetyca

Attendo


Attendo

Apri il palmo della mano
e soffiami parole
quelle che non sai dire
che non hai raccolto mai
voli di farfalle nella brezza
che vedi intorno
Sorridi piano ad ogni colore
e fammene dono nei silenzi
piccoli istanti di vita
che non smetterà
e fallo respirare
con le tinte del vento
che suggerisce sorrisi
da regalare con il cuore
…Attendo

31.08.2003 Poetyca


I wait

you open the palm of your hand
and you blow me words
do not know what to say
you did not harvest ever
flight of butterflies in the breeze
you see around
Smile softly to each color
and get me a gift in the silences
small moments of life
that will not stop
and foul breath
with the colors of the wind
suggests that smiles
gift from the heart
I m waiting…

31.08.2003 Poetyca

La nostra oasi


La nostra oasi

Dimmi dove sei
con i tuoi occhi di luna
se anche tu
la notte accarezzi le stelle
e cerchi come me
un’oasi lontana
che sia brivido sulla pelle
e ci accompagni
nei sogni migliori

– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi che fai
con le tue malinconie
ormai stanche
se cerchi la voce del cuore
e percorri i sentieri
che respirano nell’anima
socchiudendo gli occhi
ed accarezzando
un angolo di cielo

– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi che nei silenzi
quando tutto appare
più difficile
tu ascolti la mia voce
che chiama
e stringerai i tuoi passi
con i miei in attesa
– sulle stesse orme –
d’emozione viva

– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi quello che
respira nella tua anima
Parlami come
non mi hai parlato mai
mentre cerco la strada
per raggiungerti
Seguirò la tua voce
e tra mille sentirò
il tuo respiro nel vento
– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi che ora
respiri con me
questa oasi
che vive nell’anima
questo viaggio senza confine
respirami
per tutto il tempo
che non finisce
e mai finirà

02.09.2003 Poetyca

Our oasis

Tell me where you
with your eyes the moon
if you
caress the night the stars
and look like me
an oasis away
it looks at the skin
and accompany us
in the best dreams

– I want to try
our oasis
A world of light
that feed the heart –

Tell me you do
with your melancholy
tired
if you seek the voice of the heart
and walk the trails
breathing soul
squinting
and caressing
a patch of sky

– I want to try
our oasis
A world of light
that feed the heart –

Tell me in the silence
when everything seems
more difficult
you listen to my voice
calling
and tighten your steps
with my pending
– On the same path –
emotion alive

– I want to try
our oasis
A world of light
that feed the heart –

Tell me what
breathe in your soul
Talk to me like
I’ve never spoken
While searching for the road
to reach
I will follow your voice
and feel a thousand
your breath in the wind
– I want to try
our oasis
A world of light
that feed the heart –

Tell me now
breathe with me
this oasis
living soul
this journey without borders
inbreathe
all the time
that does not end
and never ends

02.09.2003 Poetyca

Cream Live in Royal Albert Hall


I Cream sono stati una band rock britannica attiva tra il 1966 e il 1968, che, rivisitando vecchi schemi del blues, riuscì ad innovare il rock in generale,[3] influenzando molti artisti, tra i quali Jimi Hendrix,[3] Queen[4], Black Sabbath[5] e Van Halen.[6] Formati dal chitarrista Eric Clapton, dal bassista Jack Bruce e dal batterista Ginger Baker, furono il primo power trio ad aver avuto notevole successo[1][7][8] e uno dei primi supergruppi della storia.[1][3][7][8]

Nei soli tre anni di attività il gruppo riuscì a pubblicare tre album[9] e a vendere 15 milioni di dischi.[3][8] Dopo lo scioglimento del gruppo, i tre componenti ebbero delle carriere molto diverse tra loro: Clapton divenne uno dei musicisti più conosciuti del mondo, grazie a canzoni come Layla e Cocaine, Bruce collaborò con artisti jazz, mentre Baker si dedicò alla world music.[3] Tuttavia, la band si riunì in due occasioni: nel 1993, per suonare alla cerimonia della loro introduzione nel Rock and Roll Hall of Fame, e nel 2005, esibendosi in quattro concerti al Royal Albert Hall di Londra e in due al Madison Square Garden di New York.[8]

In una classifica stilata nel 2003 dalla rivista Rolling Stone, sono tra i 100 migliori artisti di sempre, figurando al 67º posto.[10] L’emittente VH1 ha classificato il gruppo al sedicesimo posto tra i 100 migliori artisti hard rock di sempre.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cream

Cream were a 1960s British rock supergroup power trio consisting of bassist/singer Jack Bruce, drummer Ginger Baker, and guitarist/singer Eric Clapton. Their unique sound was characterised by a hybrid of blues rock, hard rock and psychedelic rock,[1] combining psychedelia themes, Clapton’s blues guitar playing, Bruce’s powerful, versatile vocals and prominent bass playing, Baker’s pulsating, jazz-influenced drumming and Pete Brown’s poetry-inspired lyrics. The group’s third album, Wheels of Fire, was the world’s first platinum-selling double album.[2][3] The band is widely regarded as being the world’s first successful supergroup.[4][5][6][7] In their career, they sold over 15 million albums worldwide.[8] Their music included songs based on traditional blues such as “Crossroads” and “Spoonful”, and modern blues such as “Born Under a Bad Sign”, as well as more eccentric songs such as “Strange Brew”, “Tales of Brave Ulysses” and “Toad”.

The band’s biggest hits are “I Feel Free” (UK, number 11),[3] “Sunshine of Your Love” (US, number 5),[9] “White Room” (US, number 6),[9] “Crossroads” (US, number 28),[9] and “Badge” (UK, number 18).[10] The band made a significant impact on the popular music of the time, and, along with Jimi Hendrix, and Terry Kath of Chicago, popularised the use of the wah-wah pedal. They provided a heavy yet technically proficient musical theme that foreshadowed and influenced the emergence of British bands such as Led Zeppelin, The Jeff Beck Group and Black Sabbath in the late 1960s and the early 1970s. The band’s live performances influenced progressive rock acts such as Rush.[11] The band was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1993.[12] They were included in both Rolling Stone and VH1’s lists of the “100 Greatest Artists of All Time,” at number 67 and 61 respectively.[13][14] They were also ranked number 16 on VH1’s “100 Greatest Artists of Hard Rock”

https://en.wikipedia.org/wiki/Cream_(band)

La nostra oasi


 La nostra oasi

Dimmi dove sei
con i tuoi occhi di luna
se anche tu
la notte accarezzi le stelle
e cerchi come me
un’oasi lontana
che sia brivido sulla pelle
e ci accompagni
nei sogni migliori

– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi che fai
con le tue malinconie
ormai stanche
se cerchi la voce del cuore
e percorri i sentieri
che respirano nell’anima
socchiudendo gli occhi
ed accarezzando
un angolo di cielo

– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi che nei silenzi
quando tutto appare
più difficile
tu ascolti la mia voce
che chiama
e stringerai i tuoi passi
con i miei in attesa
– sulle stesse orme –
d’emozione viva

– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi quello che
respira nella tua anima
Parlami come
non mi hai parlato mai
mentre cerco la strada
per raggiungerti
Seguirò la tua voce
e tra mille sentirò
il tuo respiro nel vento
– Ho voglia di cercare
la nostra oasi
Un mondo di luce
che nutra il cuore –

Dimmi che ora
respiri con me
questa oasi
che vive nell’anima
questo viaggio senza confine
r e s p i r a m i
per tutto il tempo
che non finisce
e mai finirà

02.09.2003 Poetyca

Our oasis

Tell me where you
with your eyes the moon
if you
caress the night the stars
and look like me
oasis away
it’s chill on the skin
and accompany us
in the best dreams

– I want to try
our oasis
A world of light
that nourish the heart –

Tell me you do
with your melancholy
now tired
if you seek the voice of the heart
and walk the trails
they breathe in the soul
squinting
and stroking
a bit of heaven

– I want to try
our oasis
A world of light
that nourish the heart –

Tell me in silence
when everything seems
more difficult
you listen to my voice
that calls
and you hold your steps
with my pending
– On the same path –
alive with emotion

– I want to try
our oasis
A world of light
that nourish the heart –

Tell me what
breathes in your soul
Tell me how
I have never spoken
while I look for the road
to reach you
I will follow your voice
and hear a thousand
your breath in the wind
– I want to try
our oasis
A world of light
that nourish the heart –

Tell me now
breathe with me
this oasis
who lives in the soul
this journey without borders
r and s p i r a m s
all the time
that does not end
and never ends

02.09.2003 Poetyca

Ritrovi ora


Ritrovi ora

Dimmi che puoi credere
socchiudendo gli occhi
dimmi che vedi
petali sciolti nelle brezze
cercare sogni
Allargando i cerchi del cuore
come acqua di un lago
dimmi che senti crescere
le sottili forme di vita
pronte a sfiorare
emozioni e pensieri
Sussurrante attimo
percorre brividi espansi
cattura ogni dimensione
ampliandone il senso
Esili dita accarezzano
nei silenzi estatici
il tuo raggiunto tempo
Spezzate solitudini
raccontano di voci
di sfiorate immagini
che racchiudono in gocce
la vita che nasce
Stringendo il cerchio
che allargava in piccole onde
la percepita distanza
ritrovi ora…
Il centro del tutto
che palpita in cuore

06.02.2003 Poetyca

Now finds

Tell me what you think
squinting
Tell me you see
loose petals in the breeze
search dreams
Widening circles of the heart
like water of a lake
Tell me you feel grow
the subtle forms of life
ready to tap
emotions and thoughts
Whispering moment
runs chills expanded
capture any size
extending the sense
Slender fingers caress
in the silence ecstatic
reached your time
Break solitudes
tell of entries
Touch of images
which is at drops
the origin of life
Tightening the circle
that widened into small waves
the perceived distance
find now …
The center of everything
pounding in the heart

06.02.2003 Poetyca

Attendo


Attendo

Apri il palmo della mano
e soffiami parole
quelle che non sai dire
che non hai raccolto mai
voli di farfalle nella brezza
che vedi intorno
Sorridi piano ad ogni colore
e fammene dono nei silenzi
piccoli istanti di vita
che non smetterà
e fallo respirare
con le tinte del vento
che suggerisce sorrisi
da regalare con il cuore
…Attendo

31.08.2003 Poetyca

I await

Open your palm
and breathe words
those that can not you say
you have not ever picked up
flight of butterflies in the breeze
you see around
Smile to each color plane
and get me a gift in silence
small moments of life
that will not stop
and let it breathe
with the colors of the wind
which suggests smiles
gift from the heart
…I await

31.08.2003 Poetyca

Elliott Smith


Elliott Smith, pseudonimo di Steven Paul Smith (Omaha, 6 agosto 1969 – Echo Park, 21 ottobre 2003), è stato un cantautore e musicista statunitense.

Dopo aver militato nella band Heatmiser per diversi anni, la sua carriera come solista è cominciata nel 1994. Nel 1998 ha acquisito notorietà internazionale dopo essere stato nominato all’Oscar come autore della canzone Miss Misery tratta dal film Will Hunting – Genio ribelle

Sebbene sia nato come musicista rock (in particolare post-punk e grunge), le sue prime canzoni sono essenzialmente acustiche. Nei suoi lavori più maturi, come XO e Figure 8, ha introdotto invece arrangiamenti più complessi, con suoni orchestrali influenzati dalla musica dei Beatles, che lo ha da sempre ispirato. Nel suo ultimo album From a Basement on the Hill ha però cercato di ricreare le atmosfere più scarne e asciutte dei suoi primi lavori

La sua figura malinconica e la sua tragica morte all’età di soli 34 anni (forse suicida a causa della forte depressione che lo tormentava, sebbene la verità non sia ancora stata accertata) hanno involontariamente fatto di lui uno degli ultimi miti del rock alternativo americano

https://it.wikipedia.org/wiki/Elliott_Smith

Steven PaulElliottSmith (August 6, 1969 – October 21, 2003) was an American singer-songwriter and musician. Smith was born in Omaha, Nebraska, raised primarily in Texas, and lived for much of his life in Portland, Oregon, where he first gained popularity. Smith’s primary instrument was the guitar, though he was also proficient with piano, clarinet, bass guitar, drums, and harmonica. Smith had a distinctive vocal style, characterized by his “whispery, spiderweb-thin delivery”,[1] and used multi-tracking to create vocal layers, textures, and harmonies.

After playing in the rock band Heatmiser for several years, Smith began his solo career in 1994, with releases on the independent record labels Cavity Search and Kill Rock Stars (KRS). In 1997, he signed a contract with DreamWorks Records, for which he recorded two albums.Smith rose to mainstream prominence when his song “Miss Misery”—included in the soundtrack for the film Good Will Hunting (1997)—was nominated for an Oscar in the Best Original Song category in 1998.

Smith suffered from depression, alcoholism, and drug dependence, and these topics often appear in his lyrics. In 2003, aged 34, he died in Los Angeles, California from two stab wounds to the chest. The autopsy evidence was inconclusive as to whether the wounds were self-inflicted. At the time of his death, Smith was working on his sixth studio album, From a Basement on the Hill, which was posthumously completed and released in 2004.

https://en.wikipedia.org/wiki/Elliott_Smith

Vortici lievi


Vortici lievi

Ci sono cose
che adesso
non comprendi
e vaghi confuso
tra nebbie
alla ricerca di sole
Incapace d’aprire
gli spenti occhi
crederai a tutte le parole
di chi t’inganna
dietro sorrisi
Non potresti credere
che ci sono persone
capaci di giocare
su fragilità e paure
Dietro maschere
e lusinga lieve
costruiscono il loro potere
Burattinai ti mettono i fili
e ti ritrovi prigioniero
senza comprendere
il perchè del tuo disagio
Disegni perfidi si stagliano
sui muri dei pensieri
e sei sagoma di quelle ombre
Ma invece di vagare nella notte
accendi un lume che rischiari
il senso delle cose
Non lasciare muto l’ascolto
affinchè ti possa donare
il giusto modo di comprendere
che sei strumento in mani avide
Solo allora respirerai te stesso
senza incertezze
perchè saprai di essere
vortici lievi liberati in volo
Accarezzerai la vita
che solo tu avrai
stretto nei pugni
e nessuno te la potrà rubare

20.01.2003 Poetyca

Whirlpools slight

There are things
now
not understand
vague and confused
between fog
in search of sun
Unable to open
the dull eyes
believe all the words
who deceive
behind smiles
You could not believe
that there are people
capable of playing
fears about the fragility and
Behind mask
and mild flattery
build their power
Puppeteers will bring the wires
and you find yourself a prisoner
without understanding
why your discomfort
Perfidious designs stand out
on the walls of thoughts
and six outline of the shadows
But instead of wandering in the night
a light that is clearing
the sense of things
Do not allow silent listening
so you can donate
the right way to understand
means that you are in the hands of greedy
Only then you will feel yourself
unhesitating
because they know
minor vortices released in flight
Caresses the life
that only you have
tight in fists
and no one can steal you

20.01.2003 Poetyca

Parole


Parole…

Parole lambiscono
barriere di cartone
– paraventi –
onde concentriche
senza più senso

Mulinelli e gorghi
che ora tacciono
scivolate immagini
e solitudini vuote

Respiri senza voce
che come sabbia
gettata nel vento
nessuno più raccoglie

Torno indietro
riprendo i miei passi
e getto in mare
tutte le mie speranze

15.11.2003 Poetyca

Words …

Words lapping
barriers of cardboard
– Screens –
concentric ripples
no more sense

Eddies and whirlpools
now are silent
slide images
lonely and empty

Breathe voiceless
that as the sand
thrown the wind
no one picks up

I come back
I take my steps
and cast into the sea
all my hopes

15.11.2003 Poetyca

Già finito


Già finito

Passerò a prenderti
tra un sogno
e un’illusione
con te non userò
un linguaggio da favola
e saranno dure
le mie parole :
Solo verità
– nessuna maschera –
Solo analisi
che ti salverà la vita
da passi perduti
strada che fa scivolare
troppo lontano dalla realtà
che non hai mai
voluto affrontare
Ora basta!
Ti porterò via
dalle menzogne
di mondi di fate
dove non sai mai guardare
dentro gli occhi del mondo
dove non sai cercare il senso
di un futuro ben costruito
e tra miti e leggende
credi tutto gia finito

16.09.2003 Poetyvca

Already finished

I will pick you
between a dream
and illusion
with you I will not use
a fabulous language
and will be hard
my words:
Only truth
– No masks –
Only analysis
that will save lives
for lost steps
road slips
too far from reality
you never
wanted to address
That’s enough!
I’ll take you away
the lies
worlds of fairies
You never know where to look
into the eyes of the world
do not know where to find the way
of a future well-constructed
and myths and legends
believe everything already finished

16.09.2003 Poetyvca

Sullo stesso rigo


Sullo stesso rigo

Riflesso nello specchio
della sera
un momento vive ancora

Sussurro di voci
che si donano
attimi intessuti d’emozione

Vita raccontata
in intensi colori
con i riflessi soffusi
d’un danzante arcobaleno

Armonie si dispiegano
con la musica
e le eufonie
di anime intrecciate

Non esistono distanze
siamo note sullo stesso rigo
ed ogni palpito
è il nostro suono interiore
sullo spartito della vita

09.09.2003 Poetyca


On the same staff

Reflection in the mirror
Evening
a moment still lives

Whispering voices
who give themselves
woven moments of emotion

Life told
in intense colors
suffused with the reflections
dancing of a rainbow

Harmonies unfold
with music
and euphony
souls intertwined

There are no distances
notes are on the same staff
and each pulse
is our inner sound
on the score of life

09.09.2003 Poetyca

Dietro un sorriso


Dietro un sorriso

Quante volte
trovavano vita
in punta di ciglia
le mie lacrime
che non fuggivano
Non ricordo più
il sapore del pianto
Troppo tempo
è rimasto fermo
senza voce
perchè stringendo i pugni
non lo ascoltavo
Cuore di cristallo
si scheggia
in mille pezzi
e le ferite grondano
ma la mia forza
resta sempre
dentro un sorriso

02.04.2003 Poetyca

Behind a smile

How many times
found life
at the tip of an eye
my tears
who did not flee
I do not remember
the taste of tears
Too much time
has been stopped
voiceless
because clenching fists
not listening
Crystal Heart
splinter
into pieces
wounds and dripping
but my strength
remains
into a smile

02.04.2003 Poetyca

Ancora


Ancora

Non smettere la lotta
e quando tutto appare buio,
tu,non ti voltare dall’altra parte
Non lo senti il tuo cuore che batte?
non le senti le voci della notte?
Restano poche ore al giorno
questo lo sai…E tu non temere
perché tra mille ombre
che anche questa notte si stagliano
tra pareti d’oblio troppo strette intorno
troverai ora quel leggero soffio
che chiama a gran luce…
Speranza che verso la salvezza conduce
Forza che fa raccattare i pezzi
di una vita che cerca futuro…
Ancora

04.12.2003 Poetyca

Still

Do not stop the fight
and when everything looks dark,
you, do not turn around the other side
Do not you feel your heart beating?
do not you hear the voices of the night?
There remain a few hours a day
And you know this … do not be afraid
because a thousand shades
that this night stand
between walls of oblivion too tight around
you now that light breeze
that calls for great light …
Hope that leads towards salvation
Force that makes picking up the pieces
a life that seeks future …
Still

Tacere


Tacere

E nel silenzio rimane
questa ferita che sanguina
e non la potrai vedere
nel luogo invisibile dell’anima
Per parole non dette
o forse da dire
e non è il loro netto confine
non è il loro stagliare ombre
Per non essere compresa
-forse cosa difficile –
nel silenzio come sempre
raccolgo forze nuove
Smetterò d’illudere
il tempo che resta
con parole irreali
e poco credibili
Ancora una volta
ho trovato quel muro
dove sbattere la testa
mi fermerò allora
Io che devo comprendere
sempre tutto
-le altrui ragioni-
posso solo tacere

19.08.2003 Poetyca

Be silent

And in the silence remains
this wound that bleeds
and you will see the
place in the invisible soul
For unspoken words
or maybe say
and not their net border
is not their shadows silhouetted
To be included
– Perhaps something difficult –
in silence as usual
gather new strength
I stop to deceive
time remains
words unreal
and not very credible
Again
I found that wall
where to turn
I’ll stop then
I understand that I must
always around
Others-the reason-
I can only keep silent

19.08.2003 Poetyca

Tacere


Tacere

E nel silenzio rimane

questa ferita che sanguina

e non la potrai vedere

nel luogo invisibile dell’anima

Per parole non dette

o forse da dire

e non è il loro netto confine

non è il loro stagliare ombre

Per non essere compresa

– forse cosa difficile –

nel silenzio come sempre

raccolgo forze nuove

Smetterò d’illudere

il tempo che resta

con parole irreali

e poco credibili

Ancora una volta

ho trovato quel muro

dove sbattere la testa

mi fermerò allora

Io che devo comprendere

sempre tutto

-le altrui ragioni-

posso solo tacere

19.08.2003 Poetyca

Be silent

It in the silence remains

this wound that bleeds

and you can not see

invisible place in the soul

For words not spoken

or perhaps to say

and not their sharp line

is not their shadows stand out

In order not to be understood

– Maybe something hard –

in silence as usual

gather new forces

I will stop to deceive

time remains

words unreal

and not very credible

Again

I found that wall

which way to turn

I’ll stop then

I understand that I must

always everything

-others’ reasons-

I can only keep silent

19.08.2003 Poetyca

 

Nulla è scomparso


Nulla è scomparso

Non siano oscuri i tuoi sogni
nel vagare quieto delle ombre
non sia sempre tempesta
il cammino della tua anima

Solo sguardi a ritroso
feriscono i tuoi occhi
e nulla stringi ora
in questo sapore di vento

Sagome antiche
oscurano orizzonti
mentre i gabbiani
cercano spazio

Respira tutta la notte
e nei silenzi afferra
queste luci d’alba
perchè nulla è scomparso

06.12.2003 Poetyca

Nothing is missing

Not obscure your dreams
still wandering in the shadows
not always storm
the journey of your soul

Only looks back
hurt your eyes
and nothing Tighten
In this flavor of wind

Antique silhouettes
darken horizons
while the gulls
search space

Breathe all night
and silence grabs
these lights of dawn
because nothing is missing

06.12.2003 Poetyca

La storia palpita


La storia palpita

E’ solo un attimo
un frammento
che scagliato nel tempo
racconta la vita
E’ solo un pensiero
confuso tra ombre
che non raccolgono mistero
E sei tu
perduto scultore
che plasmi emozioni
a cercare scaglie impercettibili
– luce prigioniera –
che non racconta più nulla
Sei tu pittore d’incanti
che riporti su tele
l’arcaico senso di ogni colore
Ma sei anche tu
poeta sensibile
che snodi percorsi
che son figli del cielo
Ecco ora la storia palpita

19.10.2003 Poetyca

 

The story beats

It ‘s just a moment
a fragment
thrown in that time
tells the story
It ‘s just a thought
confused shadows
does not raise mystery
And you are
lost sculptor
plasmas that emotions
to look for subtle scales
– Light prisoner –
that does not tell anything
You’re the painter of the charms
showing on canvas
the archaic meaning of each color
But are you
sensitive poet
joints that routes
who are children of the sky
Now, the story beats

19.10.2003 Poetyca

Pensieri sparsi


Pensieri sparsi

Pensieri sparsi
raccontano emozioni
in una danza di nuvole
e foglie che sorridono
nel vento compagno

Notte e paure
si rincorrono
su prati e colline
e nella stanza
la vita non scorre

Solo attesa
prima di partire
e svelare
le ombre
in cerca di luce

10.08.2003 Poetyca

Scattered thoughts

Scattered thoughts
talk about emotions
in a dance of clouds
and leaves that smile
in the wind companion

Night and fears
chasing each other
on lawns and hills
and in the room
life does not flow

Just waiting for
before leaving
and reveal
shadows
in search of light

10.08.2003 Poetyca

Aquiloni


Aquiloni

Quale allegria
dentro gli occhi
di questa gente

Colori che
sbiadiscono
dietro confini
di mille ombre

Nella fantasia
s’intrecciano
nuovi percorsi

Aquiloni volano
a colorare il tempo

Svanisce il sospiro
che teneva prigioniero
ogni voglia di vivere

Spalle curve
sostengono paure

Quanta speranza
oggi vola
ad accarezzare nuvole

Nuovo sorriso
riscalda il cuore

06.02.2003 Poetyca

Kites

What joy
into the eyes
of these people

Colors that
fade
behind borders
a thousand shades

In my fantasy
intertwine
new paths

Kite flying
to color the time

Vanishes the sigh
he held captive
any will to live

Hunched shoulders
claim fears

How much hope
today, flies
caressing clouds

New smile
warms the heart

06.02.2003 Poetyca

Zone d’ambra


Zone d’ambra

In te fiume e Sorgente
che di Poesia ha nome
in te serena onda
o burrascosa corrente
che avvolge e cerca
la giusta via
per l’espressione:
vita ed i suoi passi
a volte voli
tra zone d’ambra
e raggi di sole
Speranza ad ali aperte
che presto sgorga
da un’emozione
Ombre che si allungano
inaspettate tra gorghi
e mulinelli a portar vita
dietro occhi spenti
a cercar senso
tra attimi eterni
Solo momenti convulsi
a strozzare il respiro
solo immedesimati e fuggiti
aliti del tempo
ormai rimasti indietro
Qui ed ora per ogni istante
a proiettar il sentire
senza più ancore
Confini infranti che cercano
tutte le proiettate voci
di un Universo che palpita

02.12.2003 Poetyca

Zone Amber

River Source in you and
Poetry that has no name
in you calm wave
or turbulent current
that surrounds and search
the right way
for the expression:
life and its steps
Sometimes flights
between areas of amber
and sunlight
Hope to spread wings
soon flows
by emotion
Shadows that stretch
unexpected eddies between
and reels to bring life
behind dead eyes
to seek meaning
between moments eternal
Only turbulent times
to strangle the breath
only empathy and fled
breath time
now fallen behind
Here and now for every moment
to project the feeling
without anchors
Broken borders seeking
all projected items
a Universe pulsates

02.12.2003 Poetyca